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1 Politecnico di Bari Corso di Laurea in Ingegneria g Edile-Architettura a.a Disciplina: Tecnica delle (Laboratorio) Docente: Prof. Ing. Pietro MONACO Collaborazione: Ing. Michele LUISI Ing. Adriana NETTI 1 IL SOLAIO 2 Ingegneria Edile-Architettura 1

2 SOLAIO: Generalità NTC 08 par Si intendono come solai le strutture bidimensionali piane caricate ortogonalmente al proprio piano, pan con prevalente comportamento resistente monodirezionale. Nei solai misti in calcestruzzo armato normale e precompresso e blocchi forati in laterizio, i blocchi in laterizio hanno funzione di alleggerimento e di aumento della rigidezza flessionale del solaio. Nel caso di blocchi non collaboranti la resistenza allo stato limitei ultimo li è affidata al calcestruzzo ed alle armature ordinarie e/o di precompressione. Nel caso di blocchi collaboranti questi partecipano alla resistenza in modo solidale con gli altri materiali. 3 Tra le principali funzioni degli impalcati orizzontali si ricordano: - la capacità di trasferire i carichi verticali agenti ai piani agli elementi strutturali quali travi, pareti e pilastri che a loro volta li trasmettono alle fondazioni; - la capacità di garantire un collegamento rigido tra gli elementi strutturali verticali in modo da assicurare un comportamento spaziale della struttura, molto importante al fine di assorbire le forze orizzontali dovute a vento e sisma. 4 Ingegneria Edile-Architettura 2

3 Esempi di tipologie di solaio: Solai in opera: impalcati realizzati interamente in opera attraverso l assemblaggio di blocchi di alleggerimento intervallati da spazi per l alloggiamento dei tondini di armatura a costituire le nervature portanti, il tutto appoggiato su un cassero continuo esteso a tutta la superficie; Solai a travetti prefabbricati: impalcati costituiti dall accostamento di elementi portanti lineari prefabbricati (travetti tralicciati o precompressi) ed elementi di alleggerimento in laterizio (pignatte) con getto di completamento in opera; 5 Esempi di tipologie di solaio: Solai a lastre: sono costituiti da lastre prefabbricate in c.a. normale o precompresso di spesso minimo 4 cm con elementi di alleggerimento in laterizio o polistirolo, con getto di completamento in opera; ecc 6 Ingegneria Edile-Architettura 3

4 Solaio a travetti tralicciati Il solaio è realizzato accostando i travetti tralicciati prefabbricati ad elementi di alleggerimento in laterizio (detti comunemente pignatte) realizzando così un impalcato con nervature in c.a. unidirezionali, rese solidali trasversalmente dalla caldana di completamento ed eventualmente da apposite nervature di ripartizione. Pregi: grande maneggevolezza, leggerezza; estrema flessibilità compositiva; intradosso solaio realizzato tutto in laterizio, perfettamente intonacabile; facile realizzazione di fasce piene, nervature trasversali, fori impianti Difetti: luce solaio tipicai dell edilizia dili i residenziale i 7 Solaio a travetti tralicciati Il solaio unidirezionale, costituito da travetti e blocchi di alleggerimento, da lastre predalles o pannelli prefabbricati, può essere visto come tante travi accostate unaallealtreacoprirel interasuperficiedell impalcato. La resistenza principale (portanza) del solaio si ha nella direzione dei travetti o delle nervature, pertanto si può considerare quale sezione resistente ai fini del calcolo una trave a T di sezione pari all interasse delle nervature. 8 Ingegneria Edile-Architettura 4

5 Solaio a travetti tralicciati 9 SOLAIO: limitazioni geometriche (NTC e C ) c 40 mm bw i/8 e 80 mm i 15c Bp 520 mm 10 Ingegneria Edile-Architettura 5

6 SOLAIO: altezza H D.M : H 12 cm e H L/25 Eurocodice 2: L/H 120/ L(m) per elemento appoggiato-appoggiato L/H 150/ L(m) per elemento incastrato-incastrato 11 SOLAIO: altezza H NTC 2008 e Circ Non definiscono dei minimi dimensionali da rispettare, tuttavia la Circolare, al par. C ( Verifica agli stati limite d esercizio Verifica di deformabilità ), al fine di salvaguardare la funzionalità dell opera, pone dei limiti alla freccia massima a lungo termine. Tale verifica può essere omessa se la snellezza λ = l/h rispetta la limitazione: 0, 0015 f λ k 11+ ρ+ ρ' 500A f A yk scalc dove: fck è la resistenza caratteristica a compressione del cls [Mpa]; fyk è la tensione di snervamento caratteristica dell acciaio [Mpa]; ρ e ρ sono i rapporti d armatura rispettivamente tesa e compressa; K è un coefficiente che dipende dallo schema strutturale (vedi tab.c4.1.i); Aseff eascalcsono l armatura tesa rispettivamente effettiva e di calcolo minima Per sezioni a T aventi larghezza dell ala maggiore di tre volte lo spessore dell anima, i valori della snellezza devono essere ridotti del 20%. ck seff 12 Ingegneria Edile-Architettura 6

7 ANALISI DEI CARICHI 13 Analisi dei carichi sul Solaio 14 Ingegneria Edile-Architettura 7

8 Analisi dei carichi sul Solaio 15 Analisi dei carichi sul Solaio ESEMPIO: ANALISI DEI CARICHI SU UN SOLAIO TIPO 25+5 cm Peso proprio n. di nervature al m: n t =1/i=1/0,52m=1,92 SOLAIO ALLEGGERITO= 25+5 CM ELEMENTO DIMENSIONE [m] unità γ TOTALE largh. h [n/m] [KN/m 3 ] [KN/m 2 ] Nervature 0,14 0,25 1,92 25,00 1,68 Caldana 1,00 0,05 1,00 25,00 1,25 Pignatte 0,38 0,25 1,92 6,00 1,10 peso proprio struttura 4,03 16 Ingegneria Edile-Architettura 8

9 Analisi dei carichi sul Solaio ESEMPIO: ANALISI DEI CARICHI SU UN SOLAIO TIPO FASCIA PIENA FASCIA PIENA=30 CM ELEMENTO DIM [m] γ TOTALE h [kn/m 3 ] [kn/m 2 ] Soletta piena 0,30 25,00 7,50 Incremento rispetto a parte alleggerita 3,47 17 Analisi dei carichi sul Solaio SOVRACCARICHI PERMANENTI SU PIANO TIPO SOVRACCARICHI PERMANENTI ELEMENTO DIM [m] γ TOTALE h [kn/m 3 ] [kn/m 2 ] intonaco int. 0,015 20,00 0,30 massetto 0,06 21,00 1,26 allettamento 0,01 20,00 0,20 pavimento 0,01 20,00 0,20 totale sovraccarichi permanenti 1,96 18 Ingegneria Edile-Architettura 9

10 Analisi dei carichi sul Solaio INCIDENZA TRAMEZZI NTC 2008 par Il carico uniformemente distribuito g 2k amq di solaio dipende dal peso proprio per unità di lunghezza G 2k delle partizioni nel modo seguente: per G2 1kN/m g2=0,40 kn/mq per 1 G2 2kN/m g2=0,80 kn/mq per 2 G2 3kN/m g2=1,20 kn/mq per 3 G2 4kN/m g2=1,60 kn/mq per 4 G2 5kN/m g2=2,00 kn/mq CARICO TRAMEZZI DIM [m] γ TOTALE ELEMENTO h [KN/m 3 ] intonaco 0,012 20,00 0,24 laterizio 0,10 11,00 1,10 intonaco 0,012 20,00 0,24 totale a mq 1,58 totale a ml G2k (h=2,70 m) 4,26 Nel nostro caso g2=2,00 kn/mq N.B.: i tramezzi saranno da considerarsi come carichi permanenti non compiutamente definiti 19 Analisi dei carichi sul Solaio SOVRACCARICHI VARIABILI NTC 2008 Tab. 3.1.II 20 Ingegneria Edile-Architettura 10

11 Analisi dei carichi sul Solaio ESEMPIO: ANALISI DEI CARICHI SU UN SOLAIO DI COPERTURA 25+5 cm (Peso proprio uguale a quello del solaio tipo) SOVRACCARICHI PERMANENTI COPERTURA DIM [m] γ TOTALE ELEMENTO h [KN/m 3 ] [KN/m 2 ] intonaco int. 0,015 20,00 0,30 massetto 0,08 14,00 1,12 el. di tenuta 0,004 0,10 sottofondo 0,01 21,00 0,21 pavimento 0,02 27,00 0,54 totale sovraccarichi permanenti 2,27 21 Analisi dei carichi sul Solaio SOVRACCARICHI VARIABILI IN COPERTURA Come piano tipo. In più occorre considerare il carico neve Caso copertura piana a Bari: qs=0,8 kn/mq: μ1 (coeff di forma) qsk (valore caratteristico del carico neve al suolo) CE (coefficiente di esposizione) Ct=1 22 Ingegneria Edile-Architettura 11

12 Analisi dei carichi sul Solaio ESEMPIO: ANALISI DEI CARICHI SU BALCONE (Peso proprio uguale a quello del solaio tipo) SOVRACCARICHI PERMANENTI BALCONE DIM [m] γ TOTALE ELEMENTO h [KN/m 3 ] [KN/m 2 ] intonaco int. 0,015 20,00 0,30 massetto 0,04 14,00 0,56 el. di tenuta 0,004 0,10 sottofondo 0,01 21,00 0,21 pavimento 0,02 27,00 0,54 totale sovraccarichi permanenti 1,71 23 Analisi dei carichi sul Solaio RINGHIERA PESO RINGHIERA ELEMENTO MATERIALE DIM [m] unità γ TOTALE b s h [n/m] [KN/m 3 ] [KN/m] zanche alluminio 0,03 0,03 0, ,02 el. orizz. alluminio 0,05 0, ,07 el. vertic. alluminio 0,03 0,03 1, ,21 capobastone alluminio 0,05 0,05 1, ,15 corrimano alluminio 0,05 0, ,07 totale 0,52 24 Ingegneria Edile-Architettura 12

13 Analisi dei carichi sul Solaio SOVRACCARICHI VARIABILI BALCONE NTC 2008 Tab. 3.1.II 25 Analisi dei carichi MURO DI TOMPAGNO (SENZA APERTURE) MURO ESTERNO= 41,5 CM ELEMENTO DIM [m] γ TOTALE s [KN/m 3 ] [KN/m 2 ] Intonaco est ,02 20, ,40 Termolater. 0,20 11,00 2,20 Intonaco int. 0,01 20,00 0,20 Intercap. 0,03 Isolante 0,05 0,30 0,02 Tufo 0,09 17,00 1,53 Intonaco int. 0,015 20,00 0,30 0,415 4,65 TOTALE PER ML (h=2,6 m) 12,08 N.B.: il peso dei muri esterni grava direttamente sulle travi calate di bordo. [ ] 26 Ingegneria Edile-Architettura 13

14 Analisi dei carichi RIEPILOGO ANALISI DEI CARICHI SU SOLAIO TIPO CARICHI SU SOLAIO CARICO [KN/m 2 ] peso proprio 403 4,03 sovr. perm. non strutt. 1,96 tot. permanenti 5,99 x 0,52 = 3,11kN/ml sovr. variabili 2,00 incidenza tramezzi 2,00 tot. variabili 4,00 x 0,52 = 2,08kN/ml Valori riferiti al singolo travetto ametrolineare 27 ANALISI DEI CARICHI SULLE TRAVI 28 Ingegneria Edile-Architettura 14

15 Analisi dei carichi sulle Travi TRAVI: Generalità Con il termine travi si indicano quegli elementi strutturali che sostengono il carico dei solai e di eventuali murature (tramezzi, tompagnature) per trasmetterlo direttamente, o anche attraverso altre travi, ai pilastri; le sollecitazioni più significative cui sono soggette sono la flessione ed il taglio, risultando in genere modeste la torsione e lo sforzo normale. Con riferimento allo spessore S dei solai, si distinguono travi fuori spessore (intradossate e, più raramente, estradossate), ossia emergenti, e travi a spessore, ossia di altezza H pari ad S: 29 Analisi dei carichi sulle Travi TRAVI: Generalità Travi fuori spessore Nei normali edifici in c. a. le travi emergenti vengono realizzate con larghezza b usualmente pari a 30 cm e raramente maggiore di 40 cm, con un minimo di 15 cm per questioni tecnologiche di avvolgimento delle barre di armatura da parte del calcestruzzo; l altezza è di norma compresa fra 40 e 70 cm ed è in genere pari ad 1/10 circa della luce (valori più affidabili possono essere ricavati da opportuni modelli ridotti della struttura, ed in ogni caso conviene porre h=60 cm). Esse vengono usate preferibilmente al perimetro dell edificio e del vano scala, ossia in presenza di murature di tamponamento che ne possono contenere lo spessore, oppure anche all interno dell impalcato, quando ricadono in ambienti poco impegnativi dal punto di vista estetico. 30 Ingegneria Edile-Architettura 15

16 Analisi dei carichi sulle Travi TRAVI: Generalità Travi a spessore Nelle travi a spessore la larghezza b è limitata dalla norma a 4 volte l altezza, con un massimo di 120 cm circa, per poter restare nell ambito delle aste cosiddette monodimensionali, e deve essere non maggiore della larghezza del pilastro, aumentata da ogni lato di metà dell altezza della sezione trasversale della trave stessa, risultando comunque non maggiore di due volte bc, essendo bc la larghezza del pilastro ortogonale all asse della trave. L altezza di una trave a spessore è pari a quella del solaio. In caso di trave portante una regola grossolana permette di dimensionarne la base come b = L/6 (è preferibile riferirsi ad opportuni modelli ridotti). A parità di luce e di carico, le travi emergenti presentano il vantaggio di richiedere una quantità d acciaio d armatura sensibilmente minore delle travi a spessore, e inoltre conferiscono all intera ossatura una maggiore rigidità, il che consente minori deformazioni e minore entità dei distacchi delle opere di completamento (tamponature, tramezzi, ecc.), oltre che migliore resistenza alle azioni orizzontali sull edificio; d altro canto, a vantaggio delle travi a spessore gioca la maggiore semplicità, e quindi economicità costruttiva, dipendente dal fatto che la cassaforma dell impalcato risulta completamente piana. 31 Analisi dei carichi sulle Travi Individuazione della luce di calcolo delle travi e della luce netta del solaio L trave fuori spessore di solaio Lnetta trave fuori spessore e di solaio 400 trave easpessoed spessore di soao solaio 32 Ingegneria Edile-Architettura 16

17 Analisi dei carichi sulle Travi Ripartizione dei carichi del solaio sulle travi D,45 x L1netta L1netta C 0, 5 x L2netta L2netta 0,5 x L2netta 240 0,55 x L1netta B 450 0,55 x L3netta 220 L3netta A 0,45 x L3netta Analisi dei carichi sulle Travi TRAVI: Analisi dei carichi (Fila C/2-3) Dimensioni geometriche: luce L=600 cm, b=100 cm,h=30 cm (solaio 25+5), Permanenti strutturali: - Peso proprio della trave al metro lineare: G 1k = γ x b x h = 25 kn/mc x 1 m x 0,3 m = 7,5 kn/m - Peso proprio della fascia di solaio gravante sulla trave: G1k = g1k x (0,55 L1netta + 0,5 L2netta) = = 4,03 kn/mq x (2,2 m + 2,4 m) = 18,54 kn/m - Incremento peso fascia piena gravante sulla trave: G 1k = (γ x h -g1k ) x bfp= (25 kn/mc x 0,3 m 4,03 kn/mq)x 2x(0,15+0,30)m = 3,12 kn/m Permanenti non strutturali: tt - Pesi dei componenti non strutturali compiutamente definiti riferiti alla fascia di competenza della trave: G 2k = g 2k x (0,55 L1netta + 0,5 L2netta + btrave) = = 1,96 kn/mq x (2,2 m + 2,4 m + 1m) = 10,98 kn/m TOTALE: 40,14 kn/m 34 Ingegneria Edile-Architettura 17

18 Analisi dei carichi sulle Travi TRAVI: Analisi dei carichi (Fila C/2-3) Incidenza Tramezzi (non compiutamente definiti) con riferimento alla fascia di competenza: G2k = g2k x (0,55 L1netta + 0,5 L2netta + btrave) = = 2,00 kn/mq x (2,2 m + 2,4 m + 1 m) = 11,20 kn/m Carico variabile con riferimento alla fascia di competenza: Q1k = q1k x (0,55 L1netta + 0,5 L2netta +btrave) = = 2,00 kn/mq x (2,2 m + 2,4 m + 1 m) = 11,20 kn/m TOTALE: 22,40 kn/m 35 Analisi dei carichi sulle Travi TRAVI: Analisi dei carichi (Fila A/1-3) Dimensioni geometriche: luce L=540 cm, h=50 cm, b=30 cm Permanenti strutturali: - Peso proprio della trave al metro lineare: G 1k = γ x b x h = 25 kn/mc x 0,3 m x 0,5 m = 3,75 kn/m - Peso proprio della fascia di solaio gravante sulla trave (al metro lineare): G1k = g1k x (0,45 L3netta) = 4,03 kn/mq x 1,8 m = 7,25 kn/m Incremento peso fascia piena gravante sulla trave: G 1k = (γ x h - g1k ) x bfp= (25 kn/mc x 0,3 m 4,03 kn/mq) x (0,15+0,30) m = 1,56 kn/m Permanenti non strutturali: - Pesi dei componenti non strutturali gravanti sul solaio (compiutamente definiti) riferiti alla fascia di competenza della trave (al metro lineare): G 2k = g 2k x (0,45 L3netta) L ) = 1,96 kn/mq x 1,8 m = 3,53 kn/m Peso della tamponatura direttamente agente sulla trave (compiutamente definita): G 3k = 12,08 kn/m TOTALE: 28,17 kn/m 36 Ingegneria Edile-Architettura 18

19 Analisi dei carichi sulle Travi TRAVI: Predimensionamento della trave (Fila A/1-3) Incidenza Tramezzi (non compiutamente definiti) con riferimento alla fascia di competenza: G2k = g2k x (0,45 L3netta) = 2,00 kn/mq x 1,8 m = 3,60 kn/m Carico variabile con riferimento alla fascia di competenza: Q1k = q1k x (0,45 L3) = 2,00 kn/mq x 1,8 m = 3,60 kn/m TOTALE: 7,20 kn/m 37 Analisi dei carichi sulle Travi TRAVI DI RIVA PARALLELE AL SOLAIO Alle travi fuori spessore parallele ai solai (ad es. Fila 1/A-B-C-D), tenuto conto della maggiore rigidezza che esse possiedono rispetto ai travetti (e tenuto conto della presenza del rompitratta e della rete superiore di ripartizione), è prudenziale assegnare ai soli fini statici, e da non trasmettere quindi ai pilastri, ancheil carico delle fasce di solaio adiacenti, per una larghezza convenzionale di 100 cm ciascuna. 540 D 0,45 x L1netta C 0,5 x L2netta 240 0,55 x L1netta B 450 0,55 x L3netta 220 0,5 x L2netta 240 A 0,45 x L3netta Ingegneria Edile-Architettura 19

20 Analisi dei carichi sulle Travi TRAVI: Analisi dei carichi (Fila 1/B-C) Dimensioni geometriche: luce L=570 cm, h=50 cm, b=30 cm Permanenti strutturali: - Peso proprio della trave al metro lineare: G 1k = γ x b x h = 25 kn/mc x 0,3 m x 0,5 m = - Peso proprio della fascia di solaio gravante sulla trave (al metro lineare): G1k = g1k x (Largh. fascia convenzionale = 1 m) = 4,03 kn/mq x 1,0 m = 3,75 kn/m 4,03 kn/m Permanenti non strutturali: - Pesi dei componenti non strutturali gravanti sul solaio (compiutamente definiti) riferiti alla fascia convenzionale (al metro lineare): G 2k = g 2k x (Larghezza Fascia Convenzionale = 1 m) = 1,96 kn/mq x 1,0 m = 1,96 kn/m Permanenti non strutturali: tt - Peso della tamponatura direttamente agente sulla trave (compiutamente definita): G 3k = 12,08 kn/m TOTALE: 21,82 kn/m 39 Analisi dei carichi sulle Travi TRAVI: analisi dei carichi (Fila 1/B-C) Dimensioni geometriche: luce L=570 cm, h=50 cm, b=30 cm Incidenza Tramezzi (non compiutamente definiti) con riferimento alla fascia convenzionale: G2k = g2k x (Larghezza Fascia Convenzionale = 1 m) = 2,00 kn/mq x 1,0 m = 2,00 kn/m Carico variabile con riferimento alla fascia convenzionale: Q1k = q1k x (Larghezza Fascia Convenzionale = 1 m) = 2,00 kn/mq x 1,0 m = 2,00 kn/m TOTALE: 4,00 kn/m 40 Ingegneria Edile-Architettura 20

21 ANALISI DEI CARICHI SUI PILASTRI 41 Analisi dei carichi sui Pilastri PILASTRI: Generalità I pilastri rappresentano l elemento di trasmissione alle fondazioni, e quindi al terreno, dei carichi agenti sulla costruzione;negliusualiedifici,inpresenzadiazioniprevalentementeverticali,lasollecitazionedisforzo normale risulta nettamente maggiore di quelle flettenti e di taglio. Nella prima fase di impostazione strutturale, i ritti e le travi vengono riportati in carpenteria semplicemente con un dimensionamento di massima, controllando solo che lo schema complessivo sia congruente con la organizzazione interna dell edificio, già prefissata, e che siano rispettati i vincoli formali imposti dalle varie esigenze funzionali e statiche, come l orientamento dei pilastri a sezione rettangolare e la tipologia (a spessore o fuori spessore) delle travi; ad ogni pilastro vengono inoltre assegnati due fili fissi, cioè obbligati a mantenersi sulla stessa verticale per tutti i piani e usualmente coincidenti con due lati contigui della sezione, ai quali riferire la posizione del pilastro stesso, indipendentemente dalle sue dimensioni. 42 Ingegneria Edile-Architettura 21

22 Analisi dei carichi sui Pilastri PILASTRI: Generalità E conveniente che la sezione del pilastro resti costante almeno ogni due piani consecutivi, per economia di casseratura, ed in genere la dimensione minore viene tenuta inalterata per tutti i piani, orientando la maggiore sulla base di un ragionato compromesso fra le esigenze funzionali e le richieste statiche. Sotto l aspetto statico è necessario che per ogni ritto la dimensione maggiore venga orientata in modo da ottimizzare la rigidezza dell edificio nelle due direzioni, e va altresì fatto in modo che di norma essa risulti ortogonale all asse delle travi a spessore, per raccogliere più naturalmente il carico da esse trasmesso. I pilastri rivestono senza dubbio il ruolo più delicato nel trasferimento dei carichi dal fabbricato al suolo, e che la crisi di uno di essi, in particolare se ai piani bassi, ha di norma conseguenze molto gravi per una larga zona di struttura circostante. Il loro posizionamento, compatibilmente con i limiti imposti dalla geometria del fabbricato, è la fase più caratterizzante nella progettazione di un organismo strutturale, in quanto da esso dipende la possibilità di raggiungere le condizioni di più favorevole comportamento statico, tramite il bilanciamento delle luci dei solai l e delle travi L, in modo che i carichi vengano trasmessi ai ritti nel modo più centrato possibile; per i pilastri di perimetro tale obiettivo può essere raggiunto con la presenza di zone a sbalzo e tenendo opportunamente limitate le locali luci dei solai e delle travi. 43 Analisi dei carichi sui Pilastri PILASTRI: Predimensionamento dei Pilastri Ripartizione dei carichi del solaio sui pilastri l1 l2 l3 l4 D L ,45 x L1netta L1netta C 240 0,5 x L2netta L2 L2netta 240 0,5 x L2netta ,55 x L1netta B L L3netta 0,55 x L3netta A 180 0,45 l1 0,55 l1 0,5 l2 0,5 l2 0,5 l3 0,5 l3 0,55 l4 0,45 l4 0,45 x L3netta Ingegneria Edile-Architettura 22

23 Analisi dei carichi sui Pilastri PILASTRI: Predimensionamento dei pilastri Lo sforzo normale N alla base del pilastro al j-esimo impalcato sarà pari a quello Nj che vien fuori dai carichi presenti nell area di sua competenza incrementato di un 3 % di peso proprio del pilastro: N = 1,03 x Nj Una volta noto lo sforzo normale N ai piani occorre ricavare Ac, utilizzando la formula: N = 0,65 f cd A c 45 Analisi dei carichi sui Pilastri PILASTRI: Predimensionamento del Pilastro B/3 copertura PILASTRO IN COPERTURA B/3 CARICO carichi b L dir x L dir y area TOTALE [KN/m 2 ] [m] [m] [m] [mq] [KN] Peso proprio solaio 4,03 5,50 5,60 30,80 124,12 Increm. trave e f.p. 3,47 1,90 5,50 10,45 36,26 Sovr. permanenti 2,27 5,50 5,60 30,8 69,92 TOTALE 230,30 sovr. variabili 2,00 5,50 5,60 30,80 61,60 carico neve 0,80 5,50 5,60 30,80 24,64 Lo scarico N da considerare per calcolare Ac va calcolato allo SLU: N = 1,3 x (G1k + G 1k+ G 1k) + 1,5 x (Q1k + 0,5 x Q2k )= = 1,3 x (124,12+36,26+69,92) + 1,5 x (61,60 + 0,50 x 24,64) = 299, ,88 = 410,27 [kn] 46 Ingegneria Edile-Architettura 23

24 Analisi dei carichi sui Pilastri PILASTRI: Predimensionamento del Pilastro B/3 copertura N = 1,03 x N = 422,58 [kn] Ipotizzando un Rck = 30 MPa: Ac = 46075,35 mmq In ogni caso prendiamo come sezione minima: A c0 = 300 mm x 300 mm = mmq 47 Analisi dei carichi sui Pilastri PILASTRI: Predimensionamento del Pilastro B/3 prima tesa CARICO PILASTRO PIANO TIPO B/3 carichi b L dir x L dir y area TOTALE [KN/m 2 ] [m] [m] [m] [mq] [KN] Peso proprio solaio 4,03 5,50 5,60 30,80 124,12 Increm. trave e f.p. 3,47 1,90 5,50 10,45 36,26 Sovr. permanenti 1,96 5,50 5,60 30,8 60,37 TOTALE 220,75 sovr. variabili 2,00 5,50 5,60 30,80 61,60 incidenza tramezzi 2,00 5,50 5,60 30,80 61,60 TOTALE 123,20 Lo scarico N da considerare per calcolare Ac alla base dell edificio va calcolato sommando gli scarichi di tutti i piani. Nell ipotesi ipotesi, ad esempio, di 4 tese, lo scarico sarà dato dal carico del piano tipo moltiplicato per 3 più il carico in copertura. Si applica quindi la combinazione allo SLU: N =1,3 x [(124,12+36,26+69,92)+ 3 x (124,12+36,26+60,37)] + 1,5 x [(61,60 + 0,50 x 24,64)+ 3 x (61,60+61,60)] = 1825,61 [kn] 48 Ingegneria Edile-Architettura 24

25 Analisi dei carichi sui Pilastri PILASTRI: Predimensionamento del Pilastro B/3 prima tesa N = 1,03 x N = 1880,38 [kn] Ipotizzando un Rck = 30 MPa: Ac = ,1 mmq Fissata una dimensione in 300 mm, l altra risulta essere:: da approssimarsi a 700 mm. b = Ac / 300 = 683,41 mm 49 Ingegneria Edile-Architettura 25

SOLAI SOLAI RIFERIMENTO NORMATIVA D.M. 14.02.1992 CAPITOLO 7 Art.7.0 CLASSIFICAZIONE SOLAI PIENI IN C.A. o C.A.P. PER QUESTO TIPO DI STRUTTURE VALGONO TOTALMENTE LE INDICAZIONI STRUTTURALI E DI CALCOLO

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