2. VALUTAZIONE DELLA CONSISTENZA E DELLE TIPOLOGIE DELLE MACERIE 2.1 Analisi dello stato attuale

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2 1. PREMESSA Nel seguito, in riferimento alla vigente normativa di settore, vengono illustrati gli interventi che saranno adottati al fine di una corretta gestione del materiale di risulta dei cantieri con particolare riferimento alle possibilità di riutilizzo del materiale proveniente dagli scavi e del materiale inerte proveniente dalle demolizioni. 2. VALUTAZIONE DELLA CONSISTENZA E DELLE TIPOLOGIE DELLE MACERIE 2.1 Analisi dello stato attuale Attualmente all'interno dei diversi ambiti sono presenti cumuli di macerie, che spesso ostruiscono vie e passaggi. Tali cumuli, analogamente agli altri derivanti dalle attività di demolizione dovranno essere, come successivamente descritto, stoccati temporaneamente in aree appositamente attrezzate e sottoposti a caratterizzazione per valutarne le possibilità di riutilizzo. Di seguito si riportano alcune immagini della situazione attuale. 1

3 2.2 Materiali di risulta dei cantieri Data la tipologia di opere da realizzare e le aree nelle quali esse verranno realizzate, le categorie principali di materiale di risulta proveniente dalle attività di cantiere è assimilabile a: materiali provenienti da demolizioni di pavimentazioni esistenti; materiali derivanti da demolizione edifici; terre da scavo. Per tali lavorazioni si prevedono scavi di tipo convenzionale con l utilizzo di escavatori e demolitori, da realizzare con macchinari che non introducono nuove sostanze nocive al materiale estratto. 2

4 Il materiale estratto, nel quale si possono trovare quantitativi di pietra, conglomerato cementizio (semplice o armato), asfalti e materiale metallico, dovrà essere sottoposto a caratterizzazione chimico fisica come specificato al successivo paragrafo, per valutarne con esattezza il grado di riutilizzabilità; il materiale inerte in eccesso, qualora riutilizzabile, potrà essere destinato all utilizzo in altri interventi a tale scopo individuati, ovvero smaltito, così come la parte non riutilizzabile, in impianti specifici o conferito in discariche autorizzate, in base alla caratterizzazione suddetta. 3. INDIVIDUAZIONE DELLE PROCEDURE DI SMALTIMENTO 3.1 Inquadramento normativo Al momento della redazione del presente documento, la Normativa nazionale vigente in materia di gestione di terre e rocce da scavo e di materiali da demolizioni è costituita dal D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.. Per quanto riguarda le terre di scavo il D.L. 185/2008 ha modificato sia l'art. 185 che l'art. 186 del D.Lgs 152/2006, escludendo dalla disciplina dei rifiuti "il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso dell'attività di costruzione, che venga utilizzato a fini di costruzione allo stato naturale nello stesso sito in cui è stato scavato". Per quanto sopra è necessario scongiurare la presenza di sostanze contaminanti nel terreno che sarà movimentato nell ambito del cantiere. Qualora le terre e le rocce di scavo non abbiano le caratteristiche di cui al comma 1 dell art. 186 del D.Lgs. 152/2006 e/o non vengano riutilizzate nel rispetto delle condizioni dettate dal medesimo articolo, esse sono considerate rifiuto e sono sottoposte alle disposizioni in materia di rifiuti di cui alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006. Per quanto riguarda, invece, il materiale di risulta dalle demolizioni appare evidente che queste risultano costituite prevalentemente da cemento armato ed altri inerti, ma non si può a priori escludere la possibilità che siano presenti anche altre sostanze che necessitino trattamenti ad hoc. Il D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. consente, ai sensi dell art. 184 comma 3) lett. b), di riutilizzare i materiali derivanti dalle demolizioni, escludendoli da classificazione di rifiuti speciali, qualora per essi sia applicabile la definizione di sottoprodotto ai sensi dell art. 184 bis di seguito riportato: «Art. 184-bis. Sottoprodotto [1] È un sottoprodotto e non un rifiuto ai sensi dell'art. 183, primo comma, lettera a), qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa tutte le seguenti condizioni: a) la sostanza o l'oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto; b) è certo che la sostanza o l'oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi; c) la sostanza o l'oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale; d) l'ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l'oggetto soddisfa, per l'uso specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell'ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull'ambiente o la salute umana. 3

5 [2] Sulla base delle condizioni previste al primo comma, possono essere adottate misure per stabilire criteri qualitativi o quantitativi da soddisfare affinché specifiche tipologie di sostanze o oggetti siano considerati sottoprodotti e non rifiuti. All'adozione di tali criteri si provvede con uno o più decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ai sensi dell'art. 17, terzo comma, della legge , n. 400, in conformità a quanto previsto dalla disciplina comunitaria». Al fine di consentire il massimo grado di re impiego dei materiali derivanti dalla demolizione risulta necessario, pertanto, garantire il rispetto della 4 condizioni indicate dall art. 184 bis, tra cui l ultima per la quale è necessario eseguire prove che ne garantiscano la compatibilità ambientale. Ai sensi del D.M. 05/02/1998 la valutazione della compatibilità ambientale del riutilizzo dei materiali derivanti da attività di demolizione va verificata su un campione rappresentativo e nella stessa forma fisica prevista nelle condizioni finali d uso del prodotto. 3.2 Tecnologie per il recupero del materiale inerte proveniente dalle demolizioni Le tecniche e tecnologie attualmente maggiormente diffuse per il recupero e riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione possono essere in generale raggruppate nelle seguenti categorie: demolizione selettiva; demolizione controllata; impianti di riciclaggio mobili e fissi. Demolizione selettiva La separazione all'origine richiede l'ausilio di tecniche di decostruzione che sono indicate con il termine generale di demolizione selettiva: si tratta di un processo di dissasemblaggio che, in genere, avviene in fase inversa alle operazioni di costruzione. Lo scopo della decostruzione è quello di aumentare il livello di riciclabilità degli scarti generati sul cantiere di demolizione secondo un approccio che privilegia l'aspetto della qualità del materiale ottenibile dal riciclaggio. Alla demolizione tradizionale con il conferimento delle macerie in discarica si sostituisce la demolizione selettiva che consente un recupero in percentuali elevate dei materiali attraverso tecniche in grado di separare le diverse frazioni omogenee per poterle, successivamente, inviare a idonei trattamenti di valorizzazione. Demolizione controllata In alternativa alla separazione all'origine si può ricorrere al trattamento del rifiuto, raccolto alla rinfusa, in impianti appositamente realizzati. L'impiantistica in oggetto è stata caratterizzata, negli ultimi anni, da un notevole sviluppo tecnologico, portando a realizzazioni tali da rendere possibili l'adduzione di rifiuti indifferenziati ottenendo in uscita almeno tre categorie merceologiche differenti: inerti lapidei di caratteristiche granulometriche predefinite, mediante sistemi di frantumazione, deferrizzazione e vagliatura ormai ampiamente testati; 4

6 materiale metallico separato dalle macerie mediante l'utilizzo di adeguati separatori magnetici; frazione leggera costituita in prevalenza da materiale ad elevato potere calorifico (carta, legno, plastica) ottenuta mediante varie tipologie di sistemi (si passa, infatti, dalla separazione manuale, a sistemi di aspirazione e ventilazione, per arrivare ad ingegnosi sistemi di separazione per flottazione). Impianti di riciclaggio mobili e fissi Generalmente la lavorazione dei materiali inerti provenienti da attività edili può essere effettuata mediante due tipologie di impianti: gruppi mobili di frantumazione ed impianti fissi di trattamento per il riutilizzo. Gli impianti fissi di trattamento e riciclaggio, progettati con un elevato contenuto tecnologico, sono in grado di garantire un materiale inerte in uscita omogeneo e controllato da un punto di vista granulometrico; pertanto privo di componenti non inerti tali da aumentarne il valore dello stesso. Tale tipologia impiantistica è di norma caratterizzata da soluzioni standard per le fasi di frantumazione, vagliatura e deferrizzazione, mentre la fase di selezione della frazione leggera risulta particolarmente diversificata a seconda del livello di riciclaggio che si intende perseguire. I gruppi mobili, derivanti dai tradizionali impianti di frantumazione di inerti da cava ed economicamente convenienti in grossi cantieri di demolizione, consentono solitamente la semplice riduzione volumetrica dei singoli elementi immessi nell'impianto; è da verificare caso per caso, se con opportuni accorgimenti tecnologici, si possa garantire un adeguato assortimento granulometrico dei materiali in uscita al trattamento e l'eliminazione delle frazioni non inerti. Una tale tipologia impiantistica offre come vantaggio sostanziale la possibilità di abbattere eventuali costi di trasporto nel caso di riutilizzo in loco del materiale da destinare a frantumazione, ma bisogna verificarne le caratteristiche merceologiche presenti, al fine di una loro reintegrazione nei cicli di produzione. 3.3 Gestione dei materiali inerti e delle terre da scavo nel contesto dei cantieri del Piano di Ricostruzione La demolizione degli aggregati e delle pavimentazioni sarà effettuata mediante tecniche di demolizione selettiva e/o controllata, come precedentemente descritto, al fine di separare il materiale inerte, essenzialmente costituito da pietra, pietrisco e conglomerato cementizio, da eventuali residui di altra natura che potrebbero riscontrarsi in loco. Il materiale derivante da demolizioni e le terre ottenute dai processi di escavazione verranno temporaneamente stoccate, qualora ciò risulti possibile in funzione dello spazio a disposizione, in prossimità di ciascun singolo cantiere, ovvero se ciò non fosse possibile, all'interno di aree comuni, a tal fine individuate, ubicate all'interno di ciascun ambito, che dovranno essere opportunamente attrezzate ed eventualmente suddivise in funzione dei diversi cantieri attivi che di volta in volta ne richiederanno l'uso. 5

7 Tutte le aree per lo stoccaggio temporaneo dovranno in ogni caso essere attrezzate per il deposito provvisorio con un telo geotessuto con sopra uno strato di materiale inerte, a bassa permeabilità (argilla), opportunamente compattato dello spessore di circa 30 cm; in alternativa al geotessuto, potranno essere utilizzati teli (HDPE) o specifici cassoni per la separazione del materiale. Le aree dovranno essere inoltre confinate al fine di evitare ruscellamenti superficiali delle acque di perforazione imbibenti il materiale e/o di acque meteoriche. I materiali separati non dovranno essere mescolati con altri. Le aree per lo stoccaggio temporaneo dovranno essere inoltre individuate in modo tale che il materiale accantonato non determini intralcio alla circolazione o comunque ostruzione di vie e passaggi. I materiali accantonati saranno successivamente sottoposti a caratterizzazione secondo le modalità indicate dalla vigente normativa in materia al fine di valutare la possibilità del loro successivo riutilizzo. Il piano di caratterizzazione avrà lo scopo di individuare e quantificare le problematiche connesse con la presenza di potenziali sostanze inquinanti. Tale attività si svilupperà in dettaglio secondo le seguenti fasi principali: predisposizione dell area di accumulo; formazione dei cumuli per la caratterizzazione; caratterizzazione in cumulo del materiale e accertamento della eventuale contaminazione e verifica del superamento o meno delle concentrazioni limiti ammissibili delle sostanze inquinanti secondo il D.M. 152/06 s.m.i; identificazione del codice CER e del tipo di discarica da utilizzare qualora il materiale debba considerarsi rifiuto; individuazione del destino finale del materiale; trasporto del materiale al destino finale. I materiali inerti non inquinati potranno essere sottoposti, se necessario, preliminarmente al loro riutilizzo ad operazioni di triturazione e vagliatura presso impianti autorizzati di riciclaggio mobili o fissi, presenti in zona. I materiali e le terre che dovessero risultare invece, in base alle procedure di controllo, non riutilizzabili, saranno conferiti presso le attività autorizzate allo smaltimento delle diverse tipologie di materiali, ovvero in discariche autorizzate. Gli impianti di smaltimento o le discariche dovranno essere selezionati tra quelli individuati dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e verrà data preferenza a quelli situati a minor distanza dall area di intervento, in modo da ridurre al minimo la necessità di trasporto del materiale e, conseguentemente, gli impatti ambientali e sul traffico nonché i costi di tale attività. Per i materiali inerti e le terre, non inquinati, che dovessero risultare comunque in esubero è stata inoltre individuata dal Comune di Fagnano Alto una ulteriore area potenziale di conferimento, ubicata presso l'ex cava dismessa in prossimità dell'ambito di Corbellino. 4. SELEZIONE DEGLI ELEMENTI DI RILIEVO STORICO-ARCHITETTONICO E COSTITUZIONE DEL LAPIDARIUM E necessario sottolineare in prima battuta come quelli che definiamo resti non costituiscono di fatto rifiuti. I resti dei beni di interesse architettonico, artistico e storico, dei beni ed effetti di valore anche simbolico, i coppi, i mattoni, le ceramiche, le pietre con valenza di cultura locale, il legno lavorato, i 6

8 metalli lavorati devono essere selezionati e separati all'origine, secondo le disposizioni delle competenti Autorita', in particolare le Soprintendenze, che ne individuano anche il luogo di destinazione. Si tratta di materiali che si vogliono conservare per tentare di ricostruire i beni architettonici o artistici andati distrutti. Il fine dunque è quello di raccogliere e catalogare, con apposite schede, i vari materiali con lo scopo di poter ricostruire il bene lesionato o distrutto, di poterli poi impiegare per lo stesso fine culturale che avevano all origine. E evidente che in questo caso manca la volontà di disfarsi, per cui, per principio generale, tali materiali non sono mai ascrivibili alla categoria dei rifiuti e restano sottratti alla normativa in merito alla loro gestione. Qualora a seguito di specifici studi analisi e catalogazione risultasse la loro inutilizzabilità o la non ascrivibilità al campo dei beni culturali, a seguito di autorizzazione delle competenti Soprintendenze, solo in questo caso si potrebbe permettere il trattamento di tali materiali come rifiuti. La procedura da seguire nei casi ci si trovi alla presenza di tali materiali impone una serie di azioni mirate: 1) una selezione iniziale dei materiali 2) la loro conservazione in contenitori adeguati alla loro tutela fino al riutilizzo nelle fase di restauro secondo le disposizioni delle competenti Autorita' 3) una campionatura in tipologie adatte a conservarli unitamente nelle medesime condizioni, onde evitare ulteriore degrado e depauperamento 4) una schedatura dei materiali secondo le schede ICCD del MIBAC di livello inventariale (OA MA, RA, etc.) 5) Asporto e conservazione in luoghi adatti alla conservazione secondo le disposizioni delle competenti Autorità. 7

9 CALCOLO VOLUMI MACERIE RECUPERABILI/RICICLABILI E DA SMALTIRE DELLE INFRASTRUTTURE FRAZIONE TIPOLOGIA MANTO STRADALE ESISTENTE SUPERFICIE (mq) TIPO FINITURA STRADALE PROFONDITA' (cm) VOLUME TOTALE DEMOLIZIONI O SMONTAGGI PERCENTUALE MACERIE RECUPERABILI VOLUME MACERIE RECUPERABILI PERCENTUALE MACERIE RICICLABILI VOLUME MACERIE RICICLABILI VOLUME MACERIE DA SMALTIRE mc 2078 Elementi in materiale lapideo ,8 50% 103,9 30% 62,3 41,6 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 831,2 207,8 CAMPANA battuto Elementi in cls 10 23,4 50% 11,7 30% 7,0 4,7 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 93,6 23,4 Cemento ,8 0% 0,0 80% 156,6 39,2 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 783,2 195,8 584,5 asfalto 601 Asfalto 15 90,2 0% 0,0 80% 72,1 18,0 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 216,4 54,1 857 Elementi in materiale lapideo 10 85,7 50% 42,9 30% 25,7 17,1 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 342,8 85,7 CASTELLO battuto Elementi in cls 10 32,1 50% 16,1 30% 9,6 6,4 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 128,4 32,1 Cemento 10 92,6 0% 0,0 80% 74,1 18,5 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 370,4 92,6 325,8 asfalto 611 Asfalto 15 91,7 0% 0,0 80% 73,3 18,3 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 220,0 55,0 303 Elementi in materiale lapideo 10 30,3 50% 15,2 30% 9,1 6,1 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 121,2 30,3 COLLE battuto Elementi in cls 10 0,0 50% 0,0 30% 0,0 0,0 Parte sotto manto 50 0,0 0% 0,0 80% 0,0 0,0 Cemento 10 21,4 0% 0,0 80% 17,1 4,3 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 85,6 21,4 172,4 asfalto 920 Asfalto ,0 0% 0,0 80% 110,4 27,6 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 331,2 82,8 68 Elementi in materiale lapideo 10 6,8 50% 3,4 30% 2,0 1,4 Parte sotto manto 50 34,0 0% 0,0 80% 27,2 6,8 CORBELLINO battuto Elementi in cls 10 71,8 50% 35,9 30% 21,5 14,4 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 287,2 71,8 Cemento 10 22,7 0% 0,0 80% 18,2 4,5 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 90,8 22,7 208,8 asfalto 727 Asfalto ,1 0% 0,0 80% 87,2 21,8 Parte sotto manto ,2 0% 0,0 80% 261,7 65,4 177 Elementi in materiale lapideo 10 17,7 50% 8,9 30% 5,3 3,5 Parte sotto manto 50 88,5 0% 0,0 80% 70,8 17,7 FRASCARA battuto 2, Elementi in cls 10 0,2 50% 0,1 30% 0,1 0,0 Parte sotto manto 50 1,2 0% 0,0 80% 1,0 0,2 Cemento 10 35,2 0% 0,0 80% 28,2 7,0 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 140,8 35,2 68,3 asfalto 38 Asfalto 15 5,7 0% 0,0 80% 4,6 1,1 Parte sotto manto 45 17,1 0% 0,0 80% 13,7 3,4 117 Elementi in materiale lapideo 10 11,7 50% 5,9 30% 3,5 2,3 Parte sotto manto 50 58,5 0% 0,0 80% 46,8 11,7 OPI battuto Elementi in cls 10 66,9 50% 33,5 30% 20,1 13,4 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 267,6 66,9 Cemento 10 30,4 0% 0,0 80% 24,3 6,1 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 121,6 30,4 182,4 asfalto 430 Asfalto 15 64,5 0% 0,0 80% 51,6 12,9 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 154,8 38, Elementi in materiale lapideo ,2 50% 107,1 30% 64,3 42,8 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 856,8 214,2 PEDICCIANO battuto Elementi in cls ,8 50% 89,4 30% 53,6 35,8 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 715,2 178,8 Cemento 10 21,1 0% 0,0 80% 16,9 4,2 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 84,4 21,1 766,4 asfalto 2246 Asfalto ,9 0% 0,0 80% 269,5 67,4 Parte sotto manto ,7 0% 0,0 80% 808,6 202, Elementi in materiale lapideo ,3 50% 194,7 30% 116,8 77,9 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 1557,2 389,3 RIPA battuto Elementi in cls ,3 50% 84,2 30% 50,5 33,7 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 673,2 168,3 Cemento ,5 0% 0,0 80% 90,8 22,7 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 454,0 113,5 906,5 asfalto 843 Asfalto ,5 0% 0,0 80% 101,2 25,3 Parte sotto manto ,4 0% 0,0 80% 303,5 75,9 519 Elementi in materiale lapideo 10 51,9 50% 26,0 30% 15,6 10,4 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 207,6 51,9 TERMINE battuto Elementi in cls 10 22,4 50% 11,2 30% 6,7 4,5 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 89,6 22,4 Cemento 10 51,3 0% 0,0 80% 41,0 10,3 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 205,2 51,3 227,5 asfalto 640 Asfalto 15 96,0 0% 0,0 80% 76,8 19,2 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 230,4 57,6 245 Elementi in materiale lapideo 10 24,5 50% 12,3 30% 7,4 4,9 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 98,0 24,5 VALLECUPA battuto Elementi in cls 10 90,6 50% 45,3 30% 27,2 18,1 Parte sotto manto ,0 0% 0,0 80% 362,4 90,6 Cemento 10 59,7 0% 0,0 80% 47,8 11,9 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 238,8 59,7 338,2 asfalto 1070 Asfalto ,5 0% 0,0 80% 128,4 32,1 Parte sotto manto ,5 0% 0,0 80% 385,2 96, ,4 847, , ,9 TOTALE Volume demolizioni o smontaggi TOTALE Volume macerie recuperabili TOTALE Volume macerie reciclabili TOTALE Volume macerie da smaltire

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