RELAZIONE E PROSPETTI CONTABILI AL 31 DICEMBRE 2014

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2 RELAZIONE E PROSPETTI CONTABILI AL 31 DICEMBRE 2014 Sede in Milano Corso Matteotti, 5 Capitale sociale al 31 Dicembre Registro delle Imprese di Milano n Partita IVA e Codice Fiscale Camera Commercio di Milano (REA) n Iscritta all Albo delle Banche al n Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Società soggetta all attività di direzione e coordinamento di Veneto Banca S.c.p.A. e appartenente al Gruppo Bancario Veneto Banca S.c.p.A.

3 COMPOSIZIONE ORGANI SOCIALI CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Presidente Vice Presidente Amministratore Delegato Consiglieri Flavio Trinca Alessandro Gallina Lucio De Rocco Giorgio Calesella Camilla Clerici Antonio Marangi Riccardo Petroni COLLEGIO SINDACALE Presidente Sindaci Effettivi Sindaci Supplenti Edmondo Monda Roberto Bussi Pier Edvardo Leidi Alberto Colombini Alessandro Sabolo *** SOCIETA DI REVISIONE PricewaterhouseCoopers SpA *** 2

4 Indice COMPOSIZIONE ORGANI SOCIALI... 2 INDICE... 3 PREMESSA... 5 I DATI DI SINTESI DELL ATTIVITÀ DI BANCA IPIBI AL 31 DICEMBRE RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULL ANDAMENTO DELLA GESTIONE AL 31 DICEMBRE IL QUADRO MACROECONOMICO... 8 La Congiuntura Internazionale... 9 La Congiuntura Italiana Il Contesto Competitivo Esterno LA NOSTRA BANCA IL RISULTATO DELLA GESTIONE EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE LA RETE IL PERSONALE E I SERVIZI IN OUTSOURCING LE ATTIVITÀ FORMATIVE Il Personale Dipendente I Consulenti Finanziari CORSO DI ABILITAZIONE ALLA CONSULENZA ATTIVITÀ A SUPPORTO DELLA RETE IMMAGINE E COMUNICAZIONE, SVILUPPO RELAZIONI TERRITORIALI Eventi Locali Sul Territorio NUOVI PRODOTTI E SERVIZI OFFERTI ALLA CLIENTELA SINERGIE CON LE FILIALI DEL GRUPPO E ATTIVITÀ CORPORATE FATTI DI RILIEVO INTERVENUTI DURANTE L ESERCIZIO FATTI DI RILIEVO INTERVENUTI DOPO LA CHIUSURA DELL ESERCIZIO ALTRE INFORMAZIONI INFORMATIVA SUI RISCHI E FATTORI CHE INCIDONO SULLA REDDITIVITÀ OPERATIVITÀ CON PARTI CORRELATE DIREZIONE E COORDINAMENTO FORMA E CONTENUTO DEL BILANCIO D ESERCIZIO L ATTIVITÀ DI BANCA IPIBI FINANCIAL ADVISORY S.P.A CONFRONTO CON I COMPETITOR Raccolta Netta Composizione Degli Asset ATTIVITÀ DI SVILUPPO RETE LA MASSA AMMINISTRATA SCHEMI DEL BILANCIO D IMPRESA RICLASSIFICATI Schemi Di Stato Patrimoniale Riclassificati Attivo Passivo e Patrimonio Netto Schema Di Conto Economico Riclassificato STATO PATRIMONIALE Crediti E Debiti Verso La Clientela Posizione Finanziaria Netta Attività Finanziarie Disponibili Per La Vendita Altre Poste Dell Attivo Altre Passività Fondi Per Rischi Ed Oneri Composizione Del Patrimonio Netto CONTO ECONOMICO PROPOSTA DI DESTINAZIONE DEL RISULTATO D ESERCIZIO RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE SCHEMI DEL BILANCIO D IMPRESA STATO PATRIMONIALE

5 Attivo Passivo e Patrimonio Netto CONTO ECONOMICO PROSPETTO DELLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA PROSPETTO DELLA VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO (31 DICEMBRE DICEMBRE 2014) PROSPETTO DELLA VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO (31 DICEMBRE DICEMBRE 2013) RENDICONTO FINANZIARIO (METODO INDIRETTO) NOTA INTEGRATIVA PARTE A - POLITICHE CONTABILI PARTE B - INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE PARTE C - INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO PARTE D - REDDITIVITA COMPLESSIVA PARTE E - INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA PARTE F - INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO PARTE H - OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PARTE I - ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI ALLEGATI AL BILANCIO D ESERCIZIO RELAZIONE DELLA SOCIETA DI REVISIONE

6 Premessa Viene riportata di seguito la struttura societaria di Banca IPIBI Financial Advisory S.p.A. al 31 Dicembre ,413% 20,219% Altri Soci 67,216% 12,565% 5

7 I Dati Di Sintesi Dell Attività Di Banca IPIBI Al 31 Dicembre /12/ /12/2013 Variazioni rispetto al 31/12/2013 Assolute % Dati Economici Margine di interesse ( ) (11,39%) Commissioni nette ,14% Margine di intermediazione ( ) (4,01%) Risultato netto della gestione finanziaria ( ) (4,16%) Costi operativi (comprensivi degli accantonamenti e cessione investimenti) ( ) ( ) ( ) 6,02% Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle Imposte ( ) ( ) n.s. Utile (Perdita) di periodo ( ) ( ) n.s. Dati di Raccolta Raccolta Netta ,37% Variazioni rispetto al Principali dati di Sintesi 31/12/ /12/ /12/2013 Assolute % Informazioni Gestionali Numero Private Banker (*) ,53% Numero Dipendenti (*) ,35% Conti Correnti Clientela ,92% Dati Patrimoniali AUM Amministrati ,20% di cui Raccolta Diretta ,09% di cui Raccolta Indiretta ,56% Indicatori di produttività AUM per Promotore ,54% AUM per Dipendente ,74% AUM per Rapporto ,12% Indicatori Patrimoniali Common Equity Tier 1 Ratio (CET1 Ratio) 26,74% n.d. n.d. n.d. TIER1 Ratio 26,74% 44,20% (17,46 p.p.) (39,51%) Total Capital Ratio 27,41% 46,05% (18,64 p.p.) (40,48%) (*) Dato puntuale a fine periodo 6

8 RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULL ANDAMENTO DELLA GESTIONE AL 31 DICEMBRE 2014 Signori Azionisti, nel 2014 si è assistito ad una ripresa del panorama congiunturale mondiale piuttosto vacillante e per i prossimi due anni non si considera ancora sventato il rischio di ricaduta. Il commercio mondiale, la cui espansione procede a rilento rispetto al periodo che ha preceduto la crisi finanziaria di sei anni fa, fino all autunno 2014 ha faticato a prendere quota. Da questo quadro complessivo si profilano prospettive molto diverse per i grandi spazi economici. In particolare si attendono impulsi positivi dagli Stati Uniti che, con un tasso di disoccupazione in costante discesa, sembrano essersi ripresi autonomamente e si dovrebbe assistere ad una buona crescita del PIL nei prossimi due anni. La sensibile riduzione dell indebitamento del settore privato, in particolare delle economie domestiche, avvenuto negli ultimi anni ha contribuito fortemente alla ripresa e ora il settore privato ha nuovamente un ampio margine di azione per effettuare maggiori spese destinate ai consumi e agli investimenti. Nel contesto attuale, caratterizzato da interessi bassi, questa situazione dovrebbe avere un effetto stimolante, ma comporta al contempo il rischio che le economie domestiche riprendano ad indebitarsi. Rispetto alle robuste prospettive congiunturali, nei prossimi trimestri cresce la probabilità che i tassi di riferimento della banca centrale statunitense aumentino. Nel 2014 la ripresa economica nell eurozona si è rivelata più difficile del previsto e le prospettive di crescita rimangono contenute. Persino la congiuntura tedesca, solitamente robusta, negli ultimi trimestri ha mostrato un raffreddamento, seppur moderato, a seguito dell andamento più lento delle esportazioni e degli investimenti. A differenza di questo indebolimento solo temporaneo, i problemi di indebitamento da sempre esistenti in altri Paesi periferici ma anche in Italia e in Francia, potrebbero compromettere il dinamismo economico ancora per anni. Nonostante notevoli tentativi di consolidamento l indebitamento pubblico e privato è diminuito solo di poco, se si escludono le rare eccezioni positive come la Spagna. La necessità di diminuire il debito è un freno per la ripresa economica. Impulsi congiunturali positivi dovrebbero derivare dalle esportazioni, dato il basso valore dell euro e dalla riduzione dei costi del petrolio. Complessivamente, per i prossimi due anni, lo scenario più probabile sembra essere un miglioramento, seppur al momento graduale, dell economia nella zona euro. Nelle altre regioni del mondo le prospettive sono eterogenee e complessivamente si mantengono positive. In Giappone l aumento dell imposta sul valore aggiunto dell aprile 2014 ha danneggiato la congiuntura molto più di quanto atteso. Considerati gli impulsi di politica monetaria espansiva, nei prossimi trimestri l economia nipponica dovrebbe intraprendere un ascesa moderata. In Cina la congiuntura si conferma finora relativamente robusta, ma segue un percorso di crescita strutturalmente basso (6-7%), il che non stupisce considerato lo stato dello sviluppo raggiunto e un potenziale limitato di forza lavoro. In altri grandi Paesi emergenti si profila un quadro eterogeneo: mentre l economia indiana prende sensibilmente slancio, in Brasile la ripresa si rivela titubante. Ancora una volta le aspettative per la Russia sono peggiorate: a seguito delle tensioni geopolitiche con l Ucraina e dei bassi prezzi del petrolio il Paese è caduto in recessione che minaccia di tramutarsi in una crisi valutaria. Sul mercato delle materie prime, il forte ribasso dei prezzi del petrolio degli ultimi mesi si ripercuote positivamente sui redditi disponibili grazie ai bassi prezzi d importazione, dando uno slancio positivo alla congiuntura. Ma le conseguenze non sono solo positive: innanzitutto ne risentono le economie dei Paesi esportatori, come attualmente la Russia. In secondo luogo, la diminuzione del rincaro, dovuta al calo dei prezzi del petrolio, potrebbe far aumentare il rischio di deflazione latente nell eurozona qualora quest ultima generasse nuove aspettative inflazionistiche al ribasso. Nonostante il quadro congiunturale a tinte fosche sopra delineato, Banca IPIBI ha proseguito nel proprio progetto di crescita che trova riscontro in una buona crescita degli asset gestiti. In uno scenario competitivo in continua evoluzione che richiede ai vari attori di rivedere i propri modelli distributivi, il modello Banca IPIBI, dopo aver trovato ulteriori conferme di gradimento nel mercato, si sta preparando ad una nuova fase che farà seguito al perfezionamento dell accordo tra Veneto Banca e la Capital Shuttle, società, rappresentata dall attuale Direttore Mercato di Banca IPIBI, Antonio Marangi, avente ad oggetto la cessione 7

9 del 55% del capitale sociale di Banca IPIBI. Le parti hanno inoltre concordato che la cordata di investitori ricapitalizzi Banca IPIBI mediante la sottoscrizione della quasi totalità di un aumento di capitale per complessivi 10 milioni di euro, che dovrà essere deliberato nella prima metà del 2015, oltre a rilevare i diritti di opzione di Veneto Banca derivanti dall aumento di capitale per circa 4 milioni di euro. Tale operazione rafforzerà la dotazione patrimoniale della Banca al fine di consentirne l affermazione come entità autonoma nonché il proseguimento del processo di crescita proponendo un modello di Banca di Consulenza unico e originale. A conclusione della cessione e delle operazioni sul capitale previste dall accordo, Veneto Banca deterrà una partecipazione di circa il 25% in Banca IPIBI. Al fine di sottoscrivere gli accordi di cessione, Veneto Banca acquisterà da BIM l intera partecipazione detenuta da BIM in IPIBI, pari al 67,22% del capitale sociale di quest ultima, al medesimo prezzo per azione previsto nell ambito della cessione. L esecuzione di tale cessione e delle ulteriori operazioni connesse restano subordinate all ottenimento dei relativi provvedimenti autorizzativi di Banca d Italia che dovrebbero essere prossimi al rilascio al momento della stesura della presente relazione. Con l eventuale conclusione dell operazione di cessione, Banca IPIBI uscirà dal perimetro di controllo del Gruppo Veneto Banca. Il Quadro Macroeconomico Negli ultimi mesi la Banca Centrale Europea ha cercato di avviare una ripresa dell economia europea e scongiurare i rischi derivanti da una fase di recessione e di deflazione. Sono stati così avviati a fine 2014 i programmi di acquisto di covered bond, che ha interessato titoli di Francia, Spagna, Italia e Germania, e l acquisto di cartolarizzazione di prestiti (ABS), mentre nel gennaio 2015 ha annunciato che avvierà un programma di quantitative easing, programma che prevede 60 miliardi di euro al mese di nuova moneta per rilanciare l economia, con acquisti condotti fino a settembre Da marzo infatti la BCE inizierà a comprare titoli sulla base della quota dei vari Paesi nel suo capitale. L acquisto di titoli di Stato operato dalla BCE avverrà secondo un criterio di condivisione del rischio con le banche nazionali dei Paesi interessati, dunque solo una parte delle eventuali perdite sarà ripartita: in particolare solo il 20% del rischio sarà a carico della Banca Centrale Europea, il resto a carico delle banche centrali. Le operazioni di acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario operate dalla BCE avranno «un doppio limite» pari al 33% per il debito di ciascun emittente e al 25% per ciascuna emissione. Negli Stati Uniti la Federal Reserve ha invece annunciato il termine del proprio piano di acquisti di titoli di Stato e MBS (Mortgage Backed Securities), a seguito dei segnali positivi provenienti dall andamento del ciclo economico e dei solidi miglioramenti sul fronte occupazionale. La governatrice Yellen ha annunciato anche che si riserva di valutare nei prossimi mesi l ipotesi di l inizio di una politica monetaria restrittiva in base all evoluzione macroeconomica. Sul mercato dei titoli di Stato il rallentamento del ciclo economico globale e la riduzione delle aspettative di inflazione hanno portato a una riduzione dei rendimenti risk-free internazionali. Dalla fine di settembre i mercati azionari internazionali stanno continuando ad attraversare fasi alterne di guadagni e perdite a causa di notizie contrastanti sulla ripresa dell attività economica mondiale e per la maggiore incertezza sulle politiche monetarie globali. Da metà ottobre, gli indici azionari dei principali mercati industrializzati hanno ripreso a guadagnare e in Giappone e negli Usa hanno toccato nuovi massimi storici. L indice statunitense è stato favorito dalla congiuntura favorevole, dai buoni dati macro e dalle positive trimestrali societarie con l 80% delle società S&P500 che hanno registrato una crescita complessiva degli utili di oltre il 9% rispetto al secondo trimestre. Il forte rialzo dell indice giapponese sembra invece essere stato guidato dai flussi di acquisti netti degli investitori domestici dopo le ulteriori misure espansive decise dalla BoJ. Al rialzo degli indici ha contribuito anche la decisione, a sorpresa, della Banca centrale cinese di tagliare a metà novembre i tassi di interesse, per la prima volta dal luglio 2012 (di 25 bps il tasso sui depositi a un anno e di 40 bps il tasso sui prestiti a un anno). Sui mercati europei, tra settembre e ottobre le quotazioni azionarie hanno risentito di deludenti aggiornamenti congiunturali ma anche delle pesanti perdite registrate dal settore bancario. A fine ottobre sono stati resi noti i risultati degli stress test che hanno evidenziato che 14 banche dell area euro, di cui quattro italiane, hanno un deficit di capitale rispetto alle soglie fissate e nei prossimi mesi dovranno raccogliere capitali per circa 9,5 miliardi di euro. Nonostante i risultati del Comprehensive Assessment siano da considerare complessivamente positivi e la necessità di ricapitalizzazione è stata rilevata solo per un numero ristretto di banche, il settore ha attraversato fasi di intensa volatilità anche in seguito alla pubblicazione dei risultati trimestrali delle principali banche, positivi ma sotto le attese. 8

10 La Congiuntura Internazionale Banca IPIBI Financial Advisory SpA La crescita economica prosegue anche se non decolla: l accelerazione di alcuni Paesi compensa il rallentamento di altri, e a livello globale il ritmo dell espansione rimane blando. La ripresa economica europea si è andata indebolendo nel corso degli ultimi mesi, mentre la performance degli Stati Uniti è positiva. I Paesi emergenti non sfuggono allo scenario di rallentamento, per alcuni di essi (Brasile, Russia, Turchia) molto marcato. Il crollo delle quotazioni petrolifere dovrebbe contribuire significativamente alla crescita dei Paesi avanzati nel 2015, grazie al calo di oltre 400 miliardi della bolletta petrolifera. L effetto sull economia globale sarà positivo, in quanto la propensione alla spesa è tipicamente molto più bassa nei Paesi esportatori di petrolio. L effetto diretto sulle principali economie avanzate è stimabile nello 0,3-0,4% in termini di maggiore crescita. L impatto sarà ridotto dal calo delle esportazioni verso i produttori di petrolio, ma aumentato dalla successiva diminuzione anche dei prezzi del gas naturale e dagli effetti dell impiego di almeno parte dei risparmi di cui beneficeranno imprese e consumatori. Il lento processo di uscita dalla grande crisi per l Eurozona sta incontrando difficoltà, soltanto in parte riconducibili alle conseguenze della crisi russo-ucraina. La ripresa economica ha perso slancio nel corso dell estate: l Italia non riesce ad uscire dalla fase recessiva, la Francia sta attraversando una fase di sostanziale stagnazione, e anche l economia tedesca è tornata a rallentare. Come risultato, le previsioni di crescita sono state tagliate sia per il 2014, sia per il 2015; tuttavia, il ribasso del prezzo del petrolio e del gas naturale dovrebbe agevolare il rafforzamento dell attività economica il prossimo anno. L inflazione rimarrà molto bassa anche nel 2015, e potrebbe anche risultare negativa a inizio Le misure adottate dalla BCE hanno contribuito all indebolimento del cambio, alla compressione dei tassi monetari e a un maggiore sganciamento dai tassi americani. In ottobre l inflazione al consumo nell Eurozona, misurata sui dodici mesi, ha accelerato sia pur lievemente per la prima volta da aprile, essendosi portata dal minimo ciclico dello 0,3% allo 0,4%, in linea con le attese. Si è attenuato il ridimensionamento della componente energetica, che ha molto contribuito al calo dell inflazione osservato di recente (da -2,3% a -1,8%); l inflazione dei prodotti alimentari ha accelerato, da 0,3% a 0,5%, mentre l inflazione di fondo (al netto dei prodotti alimentari non trasformati e di quelli energetici) è rimasta invariata allo 0,8% da maggio. A ottobre è lievemente aumentato il peso dei prodotti che hanno registrato un tasso di inflazione negativo; la loro quota sul totale del paniere dell indice, intorno al 25%, rimane comunque contenuta rispetto ai valori dello scorso maggio. Secondo i risultati delle indagini congiunturali, le attese delle imprese sui prezzi di vendita a breve termine non hanno subito revisioni sostanziali mentre permangono indicazioni di limitate pressioni sui costi. Gli Stati Uniti proseguiranno su un sentiero di robusta crescita economica nel L ottimismo sull evoluzione ciclica futura deriva dalle indicazioni positive di tutti i dati congiunturali: la disoccupazione sta calando molto velocemente, la crescita occupazionale è intorno a mila posti di lavoro al mese, le imprese segnalano attività solida e domanda in aumento, l edilizia residenziale dà segni di ripresa, il credito cresce rapidamente, la politica fiscale è solo blandamente restrittiva e la politica monetaria rimane per il momento espansiva. Inoltre, i minori prezzi del petrolio tendono a trasferirsi in misura maggiore ai prezzi finali rispetto a quanto avvenga in Europa. La graduale riduzione degli acquisti di titoli si è conclusa, aprendo la strada alla svolta sui tassi ufficiali. Questa è attesa intorno a metà 2015, ma l andamento contrastante di inflazione ed economia reale implica un elevato livello di incertezza. Il ritmo di crescita del PIL nel terzo trimestre ha rallentato meno del previsto ed è passato dall 1,1% all 1% su base trimestrale; questo andamento viene interpretato come una normalizzazione dei ritmi di crescita della domanda interna e dall aggiustamento delle scorte, dopo le oscillazioni impresse da fattori transitori nella prima metà dell anno. La crescita dell occupazione mantiene un passo sostenuto e la domanda interna continuerà a beneficiare del miglioramento del mercato del lavoro, tenendo l economia al riparo dalla debolezza del ciclo economico mondiale. La crescita in Giappone, dopo il rialzo dell imposta sui consumi di aprile, è stata molto al di sotto delle previsioni e ha indotto una risposta aggressiva da parte delle Autorità di politica monetaria e fiscale. Il Primo Ministro Abe ha annunciato il rinvio del secondo rialzo dell imposta sui consumi (inizialmente programmato per ottobre 2015) e indetto elezioni anticipate. La Banca centrale ha aumentato l obiettivo di variazione della base monetaria (a 80 mila miliardi di yen da 70 mila miliardi di yen all anno), con incrementi di acquisti per tutte le tipologie di titoli, inclusi quelli più rischiosi. La crescita è prevista a 0,3% nel 2014, in accelerazione a 0,8% nel 2015 e all 1,9% nel

11 Il PIL è calato, inaspettatamente, anche nel terzo trimestre, tornando di nuovo in recessione tecnica. La riduzione su base trimestrale è stata dello 0,4% (-1,9% nel secondo trimestre, a causa dell aumento delle imposte indirette). La debolezza della domanda di beni di consumo e l allontanamento dell inflazione dagli obiettivi aveva già indotto, a fine ottobre, la Banca centrale ad allentare ulteriormente la politica monetaria: la BoJ ha incrementato il programma di Quantitative and Qualitative Monetary Easing, con nuovi acquisti di bond e altri asset (come ETF e trust immobiliari) al fine di espandere rapidamente la base monetaria. Per quanto riguarda i Paesi Emergenti, la banca centrale cinese ha sorpreso i mercati con un inaspettato taglio dei tassi di politica monetaria; in particolare l abbassamento del corridoio lending-deposit è stato asimmetrico, con i tassi di deposito tagliati in minor misura rispetto a quelli relativi ai prestiti. In America latina continua a destare preoccupazione la situazione del Brasile, dove è mancato il cambio al vertice politico con la rielezione della presidente Roussef e sono emersi numerosi scandali. Occorre inoltre tenere a mente il forte calo dei prezzi petroliferi, con i paesi importatori netti (Corea, Taiwan, India, Turchia) che ne potranno beneficiale in termini di inflazione e crescita, e gli esportatori (Russia, Brasile, Sudafrica) che potrebbero soffrirne se la situazione dovesse perdurare. La Congiuntura Italiana Nel 2014 l Italia è risultata tra i paesi più deludenti, in termini di crescita del prodotto nazionale lordo e di produzione industriale. L Italia chiude un 2014 con un PIL negativo dello 0,3%, uno dei peggiori risultati nel mondo, un mondo che solo nel 2009, nella media globale, ha conosciuto stagnazione, tornando subito dopo a crescere a ritmi tra il 3 e il 5% annui. Da alcuni semestri l Italia è entrata in una preoccupante fase recessiva con deterioramento anche delle prospettive a medio termine, come espresso anche dall agenzia di rating Fitch che ha recentemente declassato il nostro paese con outlook negativo. I consumi privati si stanno riducendo pesantemente, a causa della flessione del reddito disponibile, dall aumento della pressione fiscale e dalla caduta dell occupazione. In forte calo risultano la produzione industriale e gli investimenti fissi, a causa della contrazione dei profitti, del peggioramento delle aspettative e delle minori possibilità di accesso al credito. Una prolungata crisi sta interessando anche il mercato dell auto, l edilizia residenziale e le costruzioni non residenziali. La dinamica delle esportazioni di numerosi settori è però vivace, grazie alla forte domanda di manufatti italiani da parte di alcuni paesi extra europei, mentre le vendite sui mercati europei sono risultate in forte flessione, con cali significativi in Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna e Olanda. Il 2014 per l economia italiana, che ha vissuto il terzo anno consecutivo di recessione, si chiude con un nuovo massimo storico del tasso di disoccupazione e l'inflazione più bassa da 55 anni. Secondo i numeri provvisori diffusi dall Istat, la disoccupazione è aumentata a novembre al 13,4% dal 13,3% di ottobre, mentre l'incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro è passata al 43,9% dal 43,3% di ottobre. In entrambi i casi si tratta dei tassi più alti dall'inizio delle serie storiche mensili nel 2004, e di quelle trimestrali, nel Numeri particolarmente negativi che il governo imputa in parte a un atteggiamento attendista delle imprese in vista del parto del Jobs Act, la riforma del mercato del lavoro, i cui primi due decreti sono stati approvati alla vigilia di Natale. Il provvedimento introduce e incentiva da quest'anno una forma contrattuale a tempo indeterminato per i nuovi assunti, che non godranno della protezione dell'articolo 18 per i licenziamenti economici. In Italia il quadro macroeconomico è più grave. Il PIL si è ridotto nel terzo trimestre del -0,5% ed è previsto un sostanziale prolungamento al quarto trimestre della stagnazione (variazione del PIL compresa tra -0,2% e +0,2%), il che porta la stima della variazione del PIL nell anno a -0,3%. Quindi, siamo nel terzo anno consecutivo di recessione: -2,4% (2012), -1,9% (2013) e -0,3% (stimato 2014). La produzione industriale si è ridotta del -3% su base annua, segnalando la sostanziale debolezza del settore manifatturiero, mentre nell industria delle costruzioni, considerata il volano della ripresa economica, si è registrato un calo della produzione del -4,3%. 10

12 Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il record del 13,2% (43,3% tasso di disoccupazione giovanile), con un calo di oltre occupati tra settembre e ottobre. Il tasso d inflazione mensile a novembre è stato del -0,2%, il che porta la stima annuale del tasso d inflazione al +0,2%. Il saldo attivo commerciale nei primi dieci mesi dell anno è stato di +33,6 miliardi (+70,4 miliardi al netto della bolletta energetica), con un aumento del +2,9% delle esportazioni, in particolare per la crescita delle vendite verso i mercati dell UE (+4,7%). Ma nel mese di ottobre si è evidenziata una dinamica divergente nelle vendite estere: +1,8% quelle diretto verso i Paesi dell UE, -1,2% quelle dirette verso i Paesi extra-ue. Il Documento di Economia e Finanza approvato dal parlamento prima della pausa natalizia ha confermato la strategia del governo del premier Matteo Renzi di voler riavviare la crescita attraverso un sostegno diretto e indiretto alla domanda privata (consumi e investimenti). Ma la profondità della crisi rende difficile il realizzarsi di una significativa inversione della congiuntura recessione-deflazione. I consumi in Italia sono crollati ai livelli del 1999 (813 miliardi), con una riduzione di 66,5 miliardi rispetto al 2007, mentre gli investimenti hanno fatto segnare un ulteriore calo del 2,3% nel 2014, principalmente nella spesa in macchinari e attrezzature e quella nei beni della proprietà intellettuale, cioè nei principali fattori di accumulazione del capitale. La ricchezza finanziaria netta delle famiglie ha raggiunto i miliardi, a testimonianza di generali aspettative negative sul ciclo economico. Ipotecano la ripresa, infatti, gli antichi e ben noti mali dell economia italiana: scarsa capitalizzazione delle imprese, scarsa qualità del management, scarsa innovazione tecnologica di qualità, scarsa penetrazione dell IT nelle imprese, scarsa produttività dei fattori, scarsa attenzione al capitale immateriale, scarsa lotta contro la rendita che si appropria di gran parte della ricchezza prodotta dal Paese e, infine, scarsa capacità di immaginare una qualsiasi forma di politica industriale. Questa l eredità di decenni di svalutazioni competitive che si somma alla più profonda crisi economica e finanziaria dal dopoguerra (la crescita dell economia mondiale è attesa del +3,3% nel 2014, ben lontana dal +5,2% di prima della crisi dei mutui subprime). Anche il repentino dimezzamento del prezzo del petrolio che ha raggiunto i 59 dollari al barile, e che in tempi normali sarebbe salutato come un evento favorevole soprattutto per le economie di trasformazione ed energivore come quella italiana, rischia di rappresentare un ulteriore freno alla ripresa per le conseguenze sulla bilancia dei pagamenti di gran parte dei Paesi produttori che, come la Russia, sono anche partner commerciali dell Italia (-16% le esportazioni verso Mosca su base annua a ottobre). 11

13 Il Contesto Competitivo Esterno Banca IPIBI Financial Advisory SpA A fine 2014 l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.820,6 miliardi di euro è nettamente superiore, di quasi 120 miliardi, all'ammontare complessivo della raccolta da clientela, miliardi di euro. Al 31 dicembre 2014 è in miglioramento la dinamica dei prestiti bancari. A dicembre 2014 il totale dei finanziamenti a famiglie e imprese ha presentato una variazione annua lievemente positiva: +0,1%, rispetto al -0,4% il mese precedente e -4,5% a novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di dicembre 2014 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da aprile Un ulteriore dato positivo riguarda le nuove erogazioni: i finanziamenti alle imprese per un importo unitario fino ad un milione di euro hanno segnato nei primi undici mesi del 2014 un incremento su base annua di +2,2%. In termini di nuove erogazioni di mutui per l acquisto di immobili nei primi undici mesi del 2014 si è registrato un incremento annuo del +31,2%, mentre, nello stesso periodo, anche il flusso delle nuove operazioni di credito al consumo ha segnato un incremento su base annua di +10,2%. Dalla fine del 2007, prima dell inizio della crisi, ad oggi i prestiti all economia sono cresciuti da a 1.820,6 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da a 1.417,5 miliardi di euro. I tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancor più bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,61% (3,65% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è ridotto al 2,48% (il valore più basso da agosto 2010) dal 2,55% di novembre 2014 (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 2,76% (2,91% il mese precedente e segnando il valore più basso da ottobre 2010; 5,72% a fine 2007) A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze lorde sono risultate a novembre 2014 pari ad oltre 181 miliardi di euro, dai 179,3 miliardi di ottobre. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 9,5% a novembre (7,8% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 16% per i piccoli operatori economici (13,6% a novembre 2013; 7,1% a fine 2007), il 15,9% per le imprese (12,6% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 6,9% per le famiglie consumatrici (6,3% a novembre 2013; 2,9% a fine 2007). Anche le sofferenze nette registrano un aumento. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,67% a novembre dal 4,61% di ottobre 2014 (4,08% a novembre 2013; 0,86%, prima dell inizio della crisi) In Italia diminuisce, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (a fine 2014: -13,8%, in diminuzione su base annua in valore assoluto di quasi 71 miliardi di euro) il che penalizza l erogazione dei prestiti a medio e lungo termine. L andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a novembre 2014 una diminuzione di circa 27,7 miliardi di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -1,6%, risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Dalla fine del 2007, prima dell inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da a miliardi di euro, segnando un aumento, in valore assoluto, di oltre 188 miliardi. A dicembre 2014 il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all 1,49% (1,51% a novembre 2014; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,71% (0,74% a novembre 2014), quello sui PCT all 1,55% (1,65% a novembre 2014). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 3,16% dal 3,17% del mese precedente. Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a dicembre 2014 è risultato pari a 212 punti base (214 punti base a novembre 2014). Prima dell inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007). Alla fine del 2014, il patrimonio gestito dall industria del risparmio segna il nuovo record salendo a 1.584,6 miliardi di euro, mentre la raccolta dell anno ha raggiunto quota 133,8 miliardi di euro. Il 54,1% degli asset, 857,3 miliardi di euro, è investito nei mandati, mentre il restante 45,9%, pari a 727,3 miliardi di euro, è impiegato nelle gestioni collettive. 12

14 Banca IPIBI Financial Advisory SpA Tra i fondi di lungo termine, le categorie che attraggono le preferenze dei sottoscrittori sono: i flessibili (+42,4 miliardi di euro nel 2014) che rappresentano la categoria con il risultato di raccolta più significativo, gli obbligazionari (+31,6 miliardi di euro nel corso dell anno), i bilanciati (+11,5 miliardi di euro) e gli azionari (+7,6 miliardi di euro). Se il 2013 era stato definito l anno record dell industria del risparmio gestito, il 2014 lo ha surclassato: con un saldo di raccolta netta totale che sfiora i 134 miliardi di euro. Le gestioni collettive sono state le vere protagoniste della raccolta con 92,4 miliardi di euro, mentre è pari a 41,3 miliardi di euro la raccolta delle Gestioni Patrimoniali provenienti per la maggior parte dalle gestioni di prodotti assicurativi (+25,3 miliardi di euro) e dalle GPM retail (+6,6 miliardi di euro). Il patrimonio netto totale del settore è passato da miliardi di euro del 2012, a miliardi di euro del 2013, fino ad arrivare ai miliardi di euro del 2014, in crescita del 19,14% rispetto al 2013 e del 32,65% rispetto al (dati in milioni di euro) Fonte Assogestioni: Mappa del Risparmio Gestito al 31 dicembre Gestione Collettiva (Fondi Aperti e Chiusi) Gestione di Portafoglio (Gestioni e Assicurativi) Di tale crescita, pari a circa 255 miliardi di euro, ha beneficiato il patrimonio gestito da gruppi esteri (+21,57% su base annua), i cui asset complessivi ammontano a quasi 339 miliardi di euro; di poco inferiore (+18,49%) è risultata la crescita del patrimonio gestito da gruppi italiani, i quali a fine 2014 gestiscono miliardi di euro. Entrando nel dettaglio si nota che a fine 2014 la gestione collettiva (Fondi Aperti e Chiusi) ha raggiunto la soglia di 727 miliardi di euro. Il lieve miglioramento congiunturale si evidenzia anche dalla composizione del patrimonio che privilegia sempre i fondi obbligazionari, in crescita del 17,31%, rappresentando un incidenza del 43,31% sul totale delle gestioni collettive; si incrementa il peso di quelli azionari (19,48%) e di quelli flessibili (20,66%) grazie rispettivamente ad una raccolta positiva di 7,6 miliardi di euro e 42,4 miliardi di euro. Per quanto concerne le gestioni di portafoglio, pari a 857,3 miliardi di euro, la raccolta è risultata positiva per 41,3 miliardi di euro, determinando una significativa crescita del comparto pari al 17,29%. 13

15 La Nostra Banca Nel contesto di mercato descritto, Banca IPIBI ha saputo individuare e sviluppare un proprio posizionamento di business specifico, quale rete di Private Banker e Financial Advisor, in grado di offrire alla propria clientela, tipicamente affluent e private, un servizio mirato e focalizzato sulla consulenza personalizzata sul portafoglio complessivo del cliente, attraverso la scelta per ogni singolo individuo di prodotti di terzi adatti nel loro complesso al profilo di rischio e budget definito per ogni cliente. La qualità del servizio offerto alla clientela è alla base della costante crescita delle dimensioni di Banca IPIBI in termini di masse amministrate, numero di Financial Advisor e clienti. Il business model della Banca sta progredendo verso la Consulenza Evoluta, i cui ricavi dipendono dalla masse gestite e non dal numero di prodotti collocati o dalle loro performance, prevedendo il riaccredito parziale o totale ai clienti delle commissioni retrocesse dalle società prodotto. Questo permette ai Financial Advisor di agire in totale assenza di conflitto di interessi. I punti di forza di Banca IPIBI derivano da un modello organizzativo altamente specializzato nelle strutture centrali e fortemente connotato a livello territoriale, ove i Financial Advisor svolgono un ruolo centrale utilizzando i servizi della Banca in modo funzionale per una consulenza indipendente alla clientela. La totale assenza di budget di prodotto, l utilizzo di un evoluta piattaforma tecnologica, un approfondita profilatura dei clienti, l utilizzo di un innovativo modello di analisi e il monitoraggio dei portafogli in fase di avanzata implementazione, eliminano ogni conflitto di interesse. La metodologia prevede un ampia diversificazione della proposta, tiene conto del rischio complessivo assumibile dal cliente e ne monitora continuamente l andamento, allo scopo di garantirgli la massima protezione. Gli elementi qualificanti del Servizio di Consulenza offerto da Banca IPIBI sono legati ad un processo che si articola in quattro fasi: Analisi, Consiglio, Proposta e Monitoraggio. Lo sviluppo della Banca è proseguito concentrando tutte le attenzioni e le risorse sul business della Consulenza Avanzata, al fine di aumentare le specificità della Società e distinguerla maggiormente nei confronti degli altri competitor. L evoluzione del Servizio di Consulenza ha così portato Banca IPIBI ad essere tra i primi player sul mercato a praticare la Consulenza. 14

16 Il Risultato Della Gestione Banca IPIBI Financial Advisory SpA Al 31 Dicembre 2014 Banca IPIBI è presente in 9 regioni d Italia, nelle quali sono operative 3 filiali (Milano, Torino e Roma), 34 uffici di Promotori Finanziari Associati e 14 Private Office, con una rete complessiva di 203 Consulenti Finanziari. I principali dati patrimoniali e gestionali risultano in crescita rispetto a quanto registrato a fine Il numero dei Financial Advisor della Banca raggiunge quota 203, in crescita di 5 unità rispetto al 2013, in virtù dell inserimento di 14 Consulenti Finanziari e di 5 Private Banker Dipendenti, di cui 3 presso la Filiale di Milano, 1 presso quella di Roma e 1 a Torino che hanno ampiamente compensato alcune uscite di consulenti. Anche gli asset gestiti dalla Banca sono in crescita rispetto ai dati di fine 2013, attestandosi a 2,472 miliardi di euro, mentre il numero dei rapporti con la clientela si attesta a In termini di Raccolta Netta la Banca ha chiuso il 2014 con un risultato di 140,7 milioni di euro. Di seguito vengono esposti i principali fattori che hanno caratterizzato la gestione economica al 31 Dicembre 2014: il margine di interesse si attesta a 5,561 milioni di euro contro 6,275 milioni di euro dello stesso periodo del 2013, con una contrazione dell 11,39% a seguito della flessione dei tassi di remunerazione sui prodotti di liquidità e di tesoreria; le commissioni attive, grazie anche al significativo contributo di quelle legate all offerta dei contratti di assistenza e consulenza, si sono posizionate a 32,350 milioni di euro, registrando una crescita del 9,64% rispetto a quanto realizzato alla fine del 2013 (29,506 milioni di euro). Di riflesso sono aumentate anche le commissioni passive, 24,062 milioni di euro al 31/12/2014, contro i 21,311 milioni di euro del 31/12/2013 (+12,91%), sulle quali incidono in aumento rispetto al 2013 gli investimenti dedicati allo sviluppo (3,912 milioni di euro) inerenti al costo dei bonus riconosciuti ai Financial Advisor per l introduzione di nuovi asset (3,563 milioni di euro al 31/12/2013). A seguito delle dinamiche sopra descritte, le commissioni nette ammontano a 8,288 milioni di euro (8,194 milioni di euro al 31/12/2013); un incidenza di circa il 45,5% del Payin prodotto dagli asset in consulenza evoluta; un incidenza delle commissioni passive su quelle attive che si posiziona al 74,38%, di cui il 12,09% è legato ai compensi per il costo dello sviluppo di nuove masse apportate a seguito dell ingresso di promotori ed al sistema incentivante aziendale; una profittabilità delle masse pari all 1,42% formata da una componente commissionale per l 1,19% e per lo 0,23% dalla gestione della liquidità; una crescita di 299 mila euro delle spese amministrative (+2,45%), che si attestano a 12,470 milioni di euro (12,171 milioni di euro al 31/12/2013); una crescita degli ammortamenti operativi di circa 736 mila euro (2,286 milioni di euro al 31/12/2014, 1,55 milioni di euro al 31/12/2013), di cui 546 mila euro imputabili all incremento degli oneri per l acquisizione di nuovi asset; un risultato ante imposte negativo per 650,5 mila euro; al netto del carico fiscale, il 2014 si chiude con una perdita d esercizio pari a mila euro. Nonostante il risultato negativo dell esercizio, i Coefficienti di Vigilanza si mantengono estremamente solidi e ben al di sopra dei limiti stabiliti dalle Autorità di Vigilanza, con il CET1 Ratio e il Tier 1 Capital Ratio al 26,74% e il Total Capital Ratio al 27,41%. 15

17 Evoluzione Prevedibile Della Gestione La Banca è attualmente in attesa dell ottenimento dei provvedimenti autorizzativi di Banca d Italia in merito al progetto di management buyout promosso da una serie di investitori facenti capo alla società Capital Shuttle, rappresentata dall attuale Direttore Mercato, Antonio Marangi, avente ad oggetto l acquisto da Veneto Banca di una quota pari al 55% del capitale sociale di Banca IPIBI. Tale operazione verrà accompagnata da un rafforzamento della dotazione patrimoniale di circa 10 milioni di Euro al fine di consentirne la gestione come entità autonoma, nonché il proseguimento del processo di crescita che verrà esplicitato in nuovo Piano Industriale a cura del Consiglio di Amministrazione, espressione del nuovo assetto proprietario. Capital Shuttle e i nuovi soci si impegnano a sottoscrivere la quasi totalità dell aumento di capitale deliberato, acquisendo anche i diritti di opzione da Veneto Banca e cedendo azioni di Banca IPIBI ad alcuni azionisti della Banca stessa. Al completamento dell operazione Capital Shuttle e Veneto Banca deterranno rispettivamente una partecipazione pari a circa il 63% e il 25% del capitale di Banca IPIBI Financial Advisory. A conclusione della sottoscrizione integrale dell Aumento di Capitale, Capital Shuttle ha raggiunto accordi vincolanti con la Compagnia assicurativa Uniqa Protezione Spa a seguito dei quali quest ultima entrerà nel capitale sociale della Banca con una quota azionaria pari al 5,315%. Tale operazione permetterà il perseguimento degli obiettivi del nuovo piano di sviluppo della Banca. 16

18 La Rete Al 31 dicembre 2014 la Rete di Banca IPIBI è formata da 190 Consulenti Finanziari, a cui si aggiungono 13 Private Banker (dipendenti della Banca) dedicati esclusivamente alla consulenza dei Clienti, per complessive 203 risorse. Nel corso del 2014 l attività di reclutamento ha portato all inserimento in Rete di 14 Promotori Finanziari, incrementando di due unità il numero dei Financial Advisor della Banca. Si registra anche un aumento del numero dei Private Banker Dipendenti da 10 a 13 unità, per effetto dell uscita di due risorse dalla Filiale di Torino e l ingresso di cinque nuovi Consulenti, di cui tre presso la Filiale di Milano ed uno presso la Filiale di Torino e di Roma. Riportiamo di seguito la presenza sul territorio nazionale delle Filiali della Banca, degli Uffici dei Promotori Finanziari e dei Private Office. 17

19 Al 31 dicembre 2014 Banca IPIBI è presente sul territorio con 3 Filiali (Milano, Torino e Roma), oltre a 48 presidi di Consulenti Finanziari ripartiti in 34 Uffici dei Promotori Finanziari Associati e 14 Private Office. Al 31 dicembre 2014 la presenza dei 34 Uffici Promotori sul territorio nazionale è la seguente: 15 in Lombardia: Azzano Mella (Brescia), Bergamo, Borno (Brescia), Brescia, Cinisello Balsamo (Milano), Cremona, Darfo (Brescia), Desenzano (Brescia), Milano, Legnano (Milano), Offlaga (Brescia), Pavia, Sesto San Giovanni (Milano), Varese, Villa D Adda (Bergamo); 6 in Piemonte: Borgomanero (Novara), Ciriè (Torino), Novara, Torino, Tortona (Alessandria) e Vercelli; 5 in Veneto: Cittadella (Padova), Padova, Treviso, Verona e Vicenza; 2 in Lazio: Palestrina (Roma), Roma; 2 in Toscana: Lucca, Pistoia; 1 in Emilia Romagna: Modena; 1 in Friuli-Venezia Giulia: Pordenone; 1 in Abruzzo: Pescara; 1 in Campania: Napoli. Si aggiungono inoltre 14 Private Office, presidi di dimensioni contenute, previsti appositamente con l obiettivo di una crescita dimensionale degli stessi e situati nelle città di Biella, Breno (Brescia), Terme di Boario (Brescia), Brugherio (Milano), Caluso (Torino), Dalmine (Bergamo), Formia (Latina), Garlasco (Pavia), Genova, Laveno Mombello (Varese), Lovere (Brescia), Massa e Cozzile (Pistoia), Ozzano dell Emilia (Bologna), Rivarolo (Torino). Nel corso del 2014 si segnala l apertura di tre nuovi Uffici dei Promotori Finanziari (Tortona, Napoli e Legnano), il trasferimento degli Uffici Promotori di Modena e Milano e l ampliamento dell Ufficio Promotori di Bergamo. Il Personale E I Servizi In Outsourcing Il personale dipendente in servizio al 31 dicembre 2014, in crescita di quattro risorse rispetto allo stesso periodo del 2013, è costituito da 67 unità, di cui quattro risorse assunte a tempo determinato, quattro in distacco da Veneto Banca, mentre due risorse di Banca IPIBI risultano distaccate presso la Capogruppo Veneto Banca. Si segnala che attualmente vengono utilizzati i servizi resi da Banca Intermobiliare per le attività di Wealth Management, Contabilità e Bilancio, Risorse Umane, Legale e Risk Management, mentre Veneto Banca svolge per conto di Banca IPIBI tutte le attività inerenti ai sistemi dei pagamenti, negoziazione titoli, segnalazioni di vigilanza, gestione dei flussi di tesoreria ed ufficio tecnico. 18

20 Le Attività Formative Il Personale Dipendente Nel corso del 2014 il tema inerente la Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro è stato oggetto di formazione sia tramite corso in e-learning, canale dell intranet aziendale, nel quale la Capogruppo ha appositamente predisposto diversi moduli per i nuovi dipendenti assunti. Ai sensi della normativa vigente in materia, sono stati approntati corsi di aggiornamento per i preposti alla sicurezza (primo soccorso e antincendio), nonché per le categorie di lavoratori rientranti tra i videoterminalisti e per il Rappresentante dei Lavoratori. Non sono mancate le partecipazioni a corsi esterni, organizzati da accreditate società di formazione su specifici argomenti, nonché le attività di aggiornamento e di formazione relative a tematiche attinenti la normativa e l attività bancaria. Stante la formazione obbligatoria prevista dalla normativa in tema di Antiriciclaggio, la Banca continua a prevedere per i Dipendenti e per i Consulenti Finanziari della Rete appena entrati in struttura degli incontri con il responsabile della funzione Antiriciclaggio. Nel contempo sono state organizzate sessioni in aula per fornire una prima informativa al personale neo assunto e di aggiornamento per gli operatori dell area business. Nel corso del 2014 è proseguito il piano formativo avviato nel 2013, destinato a tutto il personale dipendente con la fruizione di corsi specifici in materia bancaria, normativa da fruirsi online in autoformazione tramite intranet aziendale e sono stati erogati in aula presso la Direzione della Banca i corsi riferibili a tematiche di tipo relazionali-comportamentali. Nel corso dell ultimo trimestre 2014 è stato infine completato il progetto di miglioramento della cultura aziendale avviato nel 2013 con l organizzazione di un ciclo di seminari-residenziali dedicato a figure Junior. I Consulenti Finanziari L attività formativa di aggiornamento del 2014 è stata orientata verso approfondimenti di carattere commerciale e normativo. Nel corso dell anno sono stati organizzati incontri che hanno coinvolto tutti i livelli della struttura manageriale della Rete della Banca, con l obiettivo di aumentare l efficacia della comunicazione verso i promotori del Gruppo di riferimento. Per la Rete è stata organizzata un intensa attività formativa di aggiornamento, in particolare sui temi della consulenza evoluta, sulla struttura dei nuovi contratti, sull utilizzo delle nuove procedure informatiche e delle tematiche legate alla profilatura della clientela. Nell ambito della formazione normativa è stato avviato per tutti gli advisor un corso e-learning sul tema Responsabilità amministrativa degli enti, mentre tutti i nuovi Consulenti Finanziari sono stati chiamati a svolgere un percorso formativo sulle seguenti tematiche: Disciplina dei servizi di investimento; Trasparenza bancaria; Antiriciclaggio; Tutela della Privacy; Responsabilità amministrativa degli enti (D.L. 231/01). La Banca ha dedicato ampio spazio alla formazione sul territorio, organizzando riunioni periodiche trimestrali, le cosiddette riunioni advisor, dedicate ad approfondimenti su view macroeconomiche tenute direttamente dai gestori delle società partner. Inoltre, in adempimento a quanto previsto dalla normativa IVASS, tutti i nuovi Financial Advisor hanno partecipato al corso di abilitazione al collocamento dei prodotti assicurativi offerti dalla Banca. 19

21 Per tutti i Consulenti Finanziari già presenti in struttura, come ogni anno, sono state organizzate le attività formative necessarie al mantenimento dell iscrizione al RUI (30 ore tra autoformazione ed aula), in collaborazione con le società delle quali la Banca colloca i prodotti. Per quanto riguarda l autoformazione, i Promotori hanno avuto accesso al corso online di 15 ore predisposto da Teseo sul tema Strumenti assicurativi e strategie di pianificazione successoria. Corso Di Abilitazione Alla Consulenza Il programma formativo di abilitazione alla vendita del Servizi di Consulenza alla Clientela prevede due giornate al momento dell ingresso in rete dei Consulenti Finanziari durante le quali viene dedicato ampio spazio alla normativa che regola il servizio di consulenza, ai temi motivazionali, alle nozioni tecniche utili alla costruzione di soluzioni di investimento efficienti ed agli approfondimenti sui temi connessi con le esigenze della clientela. Al termine del corso i partecipanti affrontano un test, superato il quale viene loro rilasciata l abilitazione al collocamento dei contratti di consulenza. Nel corso del 2014 sono state abilitate 17 persone. Attività A Supporto Della Rete Le attività a supporto della rete avvengono quotidianamente tramite l assistenza fornita dai colleghi di sede, e periodicamente con incontri formativi sul territorio. Nell anno in corso sono stati avviati importanti progetti di miglioramento ed implementazioni informatiche, in particolare la nuova fase di analisi oggetto di un importante azione formativa sul territorio. L attività formativa, svolta in maniera assidua, è finalizzata a rafforzare la conoscenza del Modello di Consulenza di Banca IPIBI, in linea con gli orientamenti normativi ESMA. Gli incontri territoriali, organizzati in gruppi ristretti di Financial Advisor, sono stati finalizzati ad un approfondimento teorico, operativo e di supporto, con particolare attenzione alle esercitazioni nell'utilizzo del sistema aziendale ed alla creazione di simulazioni di proposte al cliente. L attività di Wealth Management, svolta in collaborazione con Banca Intermobiliare, ha fornito un costante supporto ai Financial Advisor, ha aggiornato ed approfondito sia le strategie di portafoglio definite dal Comitato Investimenti della Banca, che le analisi del portafoglio del singolo cliente, detenuto o presso la Banca o allocato presso terzi. La rete di Consulenti Finanziari è stata inoltre supportata dal Comitato Prodotti che ha fornito apposite presentazioni commerciali, con particolare focus sulla Consulenza. 20

22 Immagine E Comunicazione, Sviluppo Relazioni Territoriali Eventi Locali Sul Territorio Un controllo attento del budget destinato alle spese di comunicazione e la ricerca di relazioni più efficaci e bidirezionali con i clienti effettivi e potenziali, hanno portato la Banca a privilegiare gli eventi territoriali, puntando ancora di più sulle loro potenzialità comunicative e commerciali. Il 2014 è stato caratterizzato da un intensa attività organizzativa con la realizzazione di 67 eventi coinvolgendo settori sportivi, finanziari, fiscali e culturali, dei quali sono stati valutati preventivamente interesse, costi, ritorni di immagine e opportunità di business. Gli Uffici Promotori Finanziari Associati e le Società Prodotto nostre Partner hanno contribuito alle spese organizzative. Ogni evento, a numero chiuso e ad invito personale, ha visto la partecipazione di relatori scelti principalmente tra i professionisti degli studi partner di Banca IPIBI. Tali eventi sono stati caratterizzati da una presentazione della Consulenza quale core business della Banca e da momenti di socializzazione informale tra i partecipanti. Nei giorni successivi all evento stesso sono stati contattati i partecipanti sia per ringraziarli della partecipazione che per ottenere un feedback, al fine di valutare la riuscita di ogni evento e eventuali ambiti di miglioramento. Gli eventi sono stati concepiti in un sistema articolato in grado di armonizzare le persone coinvolte: consulenti IPIBI, referenti delle Società Prodotto, professionisti degli Studi nostri partner, clienti e potenziali clienti, con la consapevolezza che, per il loro impatto emotivo ed esperienziale, costituiscono un mezzo efficace per gli aspetti relazionali che generano, come preludio di un contatto commerciale. Nuovi Prodotti E Servizi Offerti Alla Clientela Nel corso del 2014 il processo di Consulenza, strutturato su 4 fasi, Analisi, Consiglio, Proposta e Monitoraggio, è stato rafforzato con rilevanti interventi mirati sulle fasi dell Analisi e del Monitoraggio, oltre a rinnovare la Posizione Consulenza. La nuova interfaccia verrà rilasciata nei primi mesi del 2015 e consentirà di offrire la rappresentazione dei portafogli presenti in consulenza evoluta con una nuova veste grafica che racchiuderà in un unico ambiente tutti i dati per la consultazione della situazione complessiva del portafoglio del cliente. Vi si troveranno dati anagrafici e relativi recapiti, grafici macro e di dettaglio della posizione, focus sui singoli strumenti in termini di rischio, situazione con il riepilogo delle minusvalenze in essere, evidenza degli ultimi dieci consigli effettuati, riepilogo delle segnalazioni di monitoraggio. Inoltre è prevista la possibilità di certificare la visita effettuata al cliente, oltre a consentire la tracciabilità e l interazione con le altre procedure, come ad esempio il monitoraggio. Un ulteriore importante intervento, volto al miglioramento della rappresentazione degli strumenti finanziari presenti nei portafogli della clientela, sarà l introduzione della Style Analysis. È previsto inoltre il rilascio nel corso del 2015 di un nuovo Manuale di Consulenza a supporto della rete promotori, nel quale saranno contenuti riferimenti normativi, tecnici, supporti, guide all uso e allegati, in un ottica di continua innovazione in ambito prodotti di consulenza, al fine di uniformare il linguaggio comune e rendere più efficace la promozione del servizio di consulenza di Banca IPIBI. L obiettivo della Banca è quello di sviluppare la diffusione della consulenza fee-only, indirizzata a ridurre al minimo o annullare il conflitto di interessi, slegando il rapporto cliente-consulente-banca dal prodotto. Per raggiungere tale traguardo, a partire dal 2015 non sarà più possibile sottoscrivere quei contratti che non prevedano la retrocessione al cliente delle commissioni riconosciute alla Banca, come il contratto di assistenza 2Pigreco e il contratto di consulenza 2PigrecoK. Il pricing per il cliente, dei nuovi contratti 2 RNew, 2 α, 2 γ 2πS, 2πGT, 2πJCI, non è più infatti legato agli strumenti finanziari, ma viene così calcolato sugli asset detenuti in portafoglio e determinato in base alla complessità degli stessi. Ultimo nato nell ampia gamma di offerta dei contratti di consulenza è il 2πJCI, un contratto di consulenza gestito da un Advisor specifico e dedicato. 21

23 Al 31 dicembre 2014 i clienti della Banca hanno stipulato contratti di consulenza evoluta, in crescita del 10,52% rispetto a quelli di fine 2013 (1.815 contratti); tali contratti rappresentano circa il 16% dei rapporti con la clientela e un controvalore di canoni di circa 8,2 milioni di euro. Le masse in consulenza evoluta, pari al 33,92% degli asset complessivi della Banca al 31/12/2014, generano il 45,48% del payin della Banca stessa, con una profittabilità dell 1,57%, ben superiore allo 0,98% di profittabilità del payin generata dai clienti in consulenza strumentale. Nel complesso la redditività della Banca si attesta all 1,18%. Si riepilogano di seguito i risultati raggiunti al 31/12/2014 con l attività di consulenza. Numero dei Contratti π πr πk πα πγ πGT Totale AUM AUM Medi Dato Gestionale PayIn Totale* Incidenza % al al Incidenza % Profittabilità 31/12/ /12/2014 di PayIn Consulenza Evoluta ,48% ,92% 1,57% Consulenza Strumentale ,52% ,08% 0,98% Totale ,00% ,00% 1,18% * Al Netto della retrocessione al Cliente Sinergie Con Le Filiali Del Gruppo E Attività Corporate Le richieste di affidamento a Banca Intermobiliare e alle filiali del Gruppo Veneto Banca sono proseguite anche nel corso del 2014 e, nonostante le attività risultano ancora frenate dalla sfavorevole situazione congiunturale, si intravedono i primi timidi segnali di ripresa ai quali Veneto Banca ha risposto con una nuova convenzione a favore dei Clienti di Banca IPIBI che prevede la concessione di affidamenti a condizioni di mercato molto favorevoli. Nel corso del primo semestre 2014 si sono concluse positivamente le prime operazioni di finanziamento erogate tramite il canale di BSI Europe ; la società ha inoltre accettato la rivisitazione del limite minimo per la presentazione della richiesta di finanziamento, rivedendolo a 100 mila euro. Con l intento di offrire un ventaglio di prodotti creditizi diversificato, soprattutto nei confronti dei Clienti che hanno sottoscritto un contratto di consulenza, sono state avviate delle trattative con UBS Italia e Banca Privata Leasing. A Marzo 2014 al Consiglio di Amministrazione di Banca IPIBI è stata presentata la proposta di collaborazione con UBS Italia, al fine di definire una collaborazione finalizzata al collocamento di GPM che investono in ETF. Tale accordo prevede inoltre la possibilità per i clienti di Banca IPIBI di accedere ad affidamenti per un importo minimo di 150 mila euro con spread particolarmente vantaggiosi, contro garantiti da pegno sulle gestioni patrimoniali. Con Banca Privata Leasing è invece in fase di studio un ipotesi di accordo per le richieste di leasing per importi non superiori agli 800 mila euro, attività che si affiancano a Claris Leasing, società del gruppo Veneto Banca. 22

24 Fatti Di Rilievo Intervenuti Durante L Esercizio Nel mese di gennaio, a seguito alla decisione assunta da Veneto Banca di cedere la propria partecipazione in Banca Intermobiliare e, conseguentemente, anche quella di Banca IPIBI, il Sig. Marangi, in virtù di un patto di prelazione in essere con Veneto Banca, ha concordato con la Capogruppo un progetto di management buyout, con l obiettivo di rilevare la maggioranza della Società, attivando, con il supporto di diversi consulenti, l iter autorizzativo presso l Organo di Vigilanza. L Assemblea dei Soci, in data 11 aprile 2014, nell ambito delle proprie competenze in tema di approvazione delle politiche di remunerazione ed incentivazione nei confronti di tutto il personale della Società, ha approvato alcune modifiche ed integrazioni al vigente sistema incentivante Tripla Erre, valevoli per l anno Tali modifiche si sono rese necessarie al fine di recepire le previsioni normative contenute nel documento recante le politiche retributive e di incentivazione di Banca IPIBI, valevoli per il 2014, sulla scorta delle linee guida della Capogruppo Veneto Banca, nonché dalla Controllante Banca Intermobiliare, la cui documentazione è stata opportunamente aggiornata in linea con l evoluzione normativa attuata da Banca d Italia in materia di politiche e prassi di remunerazione ed incentivazione nelle banche e nei gruppi bancari. La novità più rilevante contenuta nella nuova versione del programma incentivante per il 2014, è stata l eliminazione della previsione di attribuzione di warrants al raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla Tripla Erre, con la conseguente sospensione di efficacia, condivisa con la Capogruppo, con decorrenza gennaio 2014, del Regolamento warrant di Banca IPIBI. Ai fini di rendere maggiormente efficienti le procedure e l intera struttura organizzativa, a maggio 2014, con il supporto della PricewaterhouseCoopers sull assessment dell attuale struttura organizzativa,, il Consiglio di Amministrazione ha approvato il nuovo Organigramma e Funzionigramma, il Manuale delle procedure Organizzative e il documento di nuova costituzione, riguardante le Deleghe Esecutive. A luglio 2014 sono stati portati all approvazione del Consiglio di Amministrazione una serie di Regolamenti e Policy realizzati con la collaborazione di PricewaterhouseCoopers, al fine di recepire le nuove disposizioni normative emanate da Banca d Italia in materia di SCI (sistema informativo e continuità operativa), alla luce dei nuovi requisiti introdotti dal 15 aggiornamento della Circolare n. 263/2013. Sempre nello stesso mese si è ravvisata la necessità da parte del Cda, di istituire un autonomo Organismo di Vigilanza ai sensi della normativa di cui al D.Lgs. n. 231/2001, attribuendo tale incarico al Collegio Sindacale in carica ed individuando nel Consigliere Avv. Giorgio Calesella l idonea figura di consulente giuridico per il supporto ritenuto necessario nelle connesse attività. Durante il mese di agosto è stato sottoscritto un contratto di agenzia e incarico accessorio di Manager Director con il Sig. Vincenzo Bafunno, la cui caratura professionale è stata ritenuta idonea all assunzione, una volta perfezionato l accordo di cessione della Banca, del ruolo di Direttore Mercato della Società. A seguito della stipula dell accordo di compravendita del 55% del capitale sociale di Banca IPIBI tra Veneto Banca e la Società Capital Shuttle, quest ultima nel mese di ottobre 2014 ha presentato istanza autorizzativa in Banca d Italia per il completamento dell operazione. Sono state contestualmente definite tutte le attività propedeutiche all operazione di spin-off della Banca dal Gruppo Veneto Banca, tra le quali quelle relative ai nuovi outsourcer individuati per i servizi bancari ed informatici, con la potenziale sostituzione dell attuale outsourcer Sec Servizi con il nuovo partner individuato nella Società Cabel di Empoli. Nel mese di novembre due dipendenti della Banca sono stati distaccati presso la Capogruppo Veneto Banca e riaccentrate le Funzioni di Internal Audit, Compliance e Antiriciclaggio. Nel mese di dicembre, in accordo con la Capogruppo, è stata dismessa la partecipazione di Banca IPIBI (pari al 10% del capitale, per n. 500 azioni detenute) nella Società svizzera UGP, realizzando una plusvalenza lorda pari a circa euro. Sempre nello stesso mese si è provveduto a inviare a Sec Servizi la lettera di disdetta dal contratto sottoscritto con la stessa il 1 gennaio 2002, con la precisazione che detto recesso dovrà intendersi revocato in caso di mancata autorizzazione da parte dell Autorità di Vigilanza alla cessione della partecipazione di maggioranza del capitale di Banca IPIBI da Veneto Banca a Capital Shuttle entro il 31 marzo

25 Fatti Di Rilievo Intervenuti Dopo La Chiusura Dell Esercizio Nel corso del mese di gennaio 2015, su indicazioni della Capogruppo, è emersa la necessità di perfezionare gli adeguamenti statutari richiesti dalla Circolare di Banca d Italia n. 285/2013 anche per Banca IPIBI come Società appartenente al Gruppo Veneto Banca. Quanto sopra per consentire a Veneto Banca di inviare gli Statuti di tutte le Società del Gruppo all Organo di Vigilanza, opportunamente modificati secondo i requisiti normativi richiesti dalla Circolare in oggetto, entro la fine del mese di gennaio Si precisa infine che la Banca è attualmente in attesa dell ottenimento dei provvedimenti autorizzativi di Banca d Italia in merito al progetto di management buyout promosso da una serie di investitori facenti capo alla società Capital Shuttle, rappresentata dall attuale Direttore Mercato, Antonio Marangi, avente ad oggetto l acquisto da Veneto Banca di una quota del 55% del capitale sociale di Banca IPIBI. 24

26 Altre Informazioni L Assemblea dei Soci, in data 11 aprile 2014, oltre a deliberare in ordine al Bilancio al , ha approvato le politiche di remunerazione ed incentivazione 2014, recependo le relative linee-guida della Capogruppo e della Controllante e ha deliberato alcune modifiche al piano di incentivazione TriplaErre, tra le quali la previsione, condivisa con la Capogruppo, di sospendere con decorrenza gennaio 2014, l efficacia del Regolamento Warrants di Banca IPIBI, sino a quando l Organo di Vigilanza non avrà rilasciato le prescritte autorizzazioni in relazione alla volontà manifestata da Veneto Banca di cedere l asset relativo a BIM e conseguentemente a Banca IPIBI. In particolare, i principali aggiornamenti relativi alle politiche di remunerazione e incentivazione contenuti nell omologo documento valevole per il 2014 hanno riguardato: l identificazione del personale più rilevante di Banca IPIBI; l adeguamento della struttura fisso/variabile a quanto previsto dalle disposizioni normative; la revisione dei criteri di contrazione del variabile per reclami formali e comportamenti gravi con particolare attenzione alle figure di Private Banker e Consulenti Finanziari. Per l individuazione del personale più rilevante, è stata condotta un autovalutazione condivisa con la Capogruppo che è stata articolata secondo una valutazione sia qualitativa, volta ad identificare le posizioni rilevanti in virtù dell importanza dei singoli ruoli e delle responsabilità assunte, sia quantitativa, in base all analisi delle componenti retributive; tali valutazioni sono state condotte sulla scorta dei parametri RTS EBA in fase di recepimento da parte della Commissione Europea. In merito alla composizione retributiva fisso/variabile, quanto proposto per il personale dipendente è allineato a quanto definito a livello di Capogruppo e Controllante; per i Financial Advisor il tetto massimo fissato quale incidenza delle provvigioni incentivanti non ricorrenti è pari a massimo due volte la remunerazione fissa. Per quanto concerne infine ai meccanismi di allineamento ex ante, per il personale più rilevante a livello di Gruppo, il sistema di remunerazione si attiva al raggiungimento di soglie di Entry Gate a livello di Capogruppo e Controllante secondo tre parametri: utile netto consolidato, CET1 e Liquidity Coverage Ratio. Sono state rivisti sia alcuni requisiti ai fini dell applicazione dei cosiddetti coefficienti malus che determinano la totale o parziale decurtazione dei compensi economici maturati dai Consulenti Finanziari e Private Banker alla ricezione di reclami formali o atto di citazione da parte della clientela dagli stessi assistita, che i coefficienti malus da applicare ai Manager di riferimento, con la previsione di appositi scaglioni maggiormente equi ed oggettivi. Da ultimo, le ulteriori previsioni concordate con la Capogruppo circa le politiche retributive valevoli per il 2014 riguardano i meccanismi di allineamento ex post, ovvero la previsione che una parte significativa della remunerazione variabile del personale più rilevante sia differita e venga erogata anche con strumenti finanziari, al fine di verificare anche la continuità dei risultati aziendali. Per il restante personale, si è concordato che, in caso di importi rilevanti sopra una determinata soglia, le quote saranno differite di due anni con un criterio pro-rata e, nel caso di importo particolarmente elevati, verranno utilizzati strumenti finanziari. Si precisa inoltre che nel corso dell esercizio la Banca non ha sostenuto spese per attività di ricerca e sviluppo e non possiede, né ha alienato, azioni proprie o di Banca Intermobiliare o di Veneto Banca. Infine si segnala che, per quanto riguarda il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale, sono stati applicati gli emolumenti stabiliti dall Assemblea. Di seguito viene riportato il riepilogo dei compensi economici e di quelli riconosciuti per gli incarichi accessori manageriali. Compensi M onetari Compensi a Compensi a Conto Economico (*) Stato Patrimoniale (**) TOTALE Sistema Incentivante 3R Incarichi Accessori Totale Legenda (*) Compensi legati al raggiungimento di Obiettivi Economici. Sono stati classificati tra le Commissioni Passive nel Conto Economico (**) Compensi riconosciuti per il trasferimento di nuova raccolta. Sono iscritti nel Bilancio 2014 come crediti verso promotori e classificati nella voce "Altre Attività". 25

27 Informativa Sui Rischi E Fattori Che Incidono Sulla Redditività Così come richiesto da un esplicita raccomandazione del Financial Stability Forum dell Aprile 2008, ripresa da Banca d Italia con la pubblicazione del primo aggiornamento del 18 novembre 2009 della Circolare 262, di seguito vengono sinteticamente illustrati gli impatti dei principali rischi finanziari sui risultati economici e patrimoniali di Banca IPIBI Financial Advisory Spa ed in particolare sulle informazioni addizionali che si focalizzano sulle aree di rischio, i prodotti ed altri aspetti operativi ritenuti più rilevanti. Per maggiori informazioni ed approfondimenti si rimanda alla disclosure prevista dalla Circolare 262 di Banca d Italia e più precisamente alla Parte E della Nota Integrativa. Rischio di Credito Vista la particolare natura della Banca che non concede finanziamenti alla clientela, si può asserire che i fattori principali che generano rischi di credito derivino principalmente dai depositi bancari, dai titoli del portafoglio di proprietà e dai crediti verso i Promotori Finanziari relativi ad anticipi provvigionali loro concessi nell ambito dei trattamenti integrativi stipulati a margine dei contratti di agenzia. Le attività deteriorate rilevate in Bilancio riguardano essenzialmente alcuni conti correnti della clientela sconfinati per l addebito delle competenze. Rischi di Mercato Il portafoglio di negoziazione di vigilanza è costituito da operazioni della tipologia cambi a pronti da consegnare-ricevere, caratterizzate da importi del tutto trascurabili. In considerazione della composizione del portafoglio di negoziazione, si può asserire che i rischi di mercato siano marginali. Rischio di Tasso di Interesse e di Prezzo Le attività del portafoglio bancario soggette a rischi di tasso di interesse e di prezzo sono essenzialmente costituite dagli impieghi verso banche a vista (oltre alla riserva obbligatoria), dai titoli obbligazionari presenti nel portafoglio della Banca, dalle operazioni in pronti contro termine stipulate con controparti del Gruppo Veneto Banca. Per contro, le passività sono costituite da depositi a vista di clientela ordinaria mantenute per sporadiche esigenze di liquidità, depositi a vista della controllante ed operazioni di pronti contro termine stipulate con la clientela. Tali rischi appaiono molto contenuti in relazione all operatività in pronti contro termine, in quanto le operazioni attive stipulate dalla Banca con controparti del Gruppo Veneto Banca sono pareggiate per importo, tasso e scadenza con le operazioni passive stipulate dalla clientela. Si può pertanto asserire che il rischio di tasso di interesse ed il rischio di prezzo siano principalmente connessi alle posizioni proprietarie del portafoglio obbligazionario. Rischio di Cambio L esposizione su cambi è molto ridotta e limitata a temporanei disallineamenti nelle posizioni di segno opposto. Il rischio di cambio viene gestito mediante il ricorso ad operazioni che consentano di minimizzare il mismatching tra le scadenze delle diverse poste di Bilancio; per la Banca tale rischio appare molto contenuto, in quanto le attività e le passività in valute estere sono allineate sia in termini di valore che di scadenze. Rischio di Liquidità La Banca presenta costantemente una posizione di liquidità positiva determinata dalle giacenze dei conti correnti dei clienti. Tali eccedenze sono investite principalmente in depositi a vista rappresentati da conti correnti bancari presso controparti del Gruppo ed in titoli obbligazionari con emittenti bancari, di cui oltre il 94% in titoli del Gruppo. Il rischio di liquidità, ovvero il rischio che la Banca non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento quando essi giungono a scadenza, può essere pertanto definito molto contenuto, in quanto la Banca è in grado di fronteggiare le proprie uscite di cassa mediante i flussi in entrata e le giacenze dei conti correnti di corrispondenza, caratterizzate da un grado di pronta liquidabilità. Strumenti finanziari derivati Si informa che la Banca non fa uso di strumenti finanziari derivati, né per conto proprio, né per conto della clientela. 26

28 Operatività Con Parti Correlate Banca IPIBI Financial Advisory SpA Per quanto concerne l operatività con controparti correlate, individuate sulla base del principio contabile IAS 24 e dell art c.c. (Amministratori, Sindaci della Banca e Imprese del Gruppo), segnaliamo che i rapporti intrattenuti rientrano nell usuale operatività aziendale e sono regolati a condizioni di mercato come meglio specificato nella Nota Integrativa. Direzione E Coordinamento Banca Intermobiliare al 31 Dicembre 2014 detiene una partecipazione di controllo in Banca IPIBI Financial Advisory SpA pari al 67,216% del capitale, mentre la Capogruppo Veneto Banca detiene una partecipazione del 20,219%. Entrambe le società hanno svolto nel corso del 2014 a favore della Banca alcuni servizi in outsourcing, come già precedentemente riportato. In relazione agli aspetti economici degli accordi infragruppo, si precisa che il pricing nel 2014 è stato quantificato, per i servizi operativi erogati, in relazione ai volumi di lavoro e in virtù della fruizione dei servizi prestati a condizioni di mercato. Nella Nota Integrativa è riportato l ultimo Bilancio approvato dall assemblea di Veneto Banca che ha esercitato la direzione e il coordinamento, nonché i rapporti con le società controllate da Banca Intermobiliare e quelle del Gruppo Veneto Banca. Forma E Contenuto Del Bilancio D Esercizio Il Bilancio d Esercizio è costituito dallo Stato Patrimoniale, dal Conto Economico, dal Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto, dal Prospetto della Redditività Complessiva, dal Rendiconto Finanziario e dalla Nota Integrativa. Il Bilancio d Esercizio è inoltre corredato dalla Relazione degli Amministratori sull andamento della gestione e sulla situazione della Banca. Gli importi della presente Relazione sono esposti in Euro. 27

29 L Attività di Banca IPIBI Financial Advisory S.p.A. Confronto Con I Competitor Raccolta Netta Il 2014 si è chiuso con un Bilancio fortemente positivo per le reti di promotori finanziari, che hanno registrato una raccolta netta complessiva pari a 23,7 miliardi di euro, valore in crescita di oltre il 40% rispetto all anno precedente (16,6 miliardi di euro nel 2013). Particolarmente brillanti i risultati ottenuti sui prodotti di risparmio gestito con investimenti netti per 23,8 miliardi di euro (20,6 miliardi nel 2013), migliore risultato di sempre. Le movimentazioni sui prodotti in regime amministrato vedono, invece, la contenuta prevalenza delle uscite per 78 milioni di euro (-4,0 miliardi nel 2013). La spinta sul gestito arriva dal comparto assicurativo: i volumi complessivi di raccolta sono pari a 12,4 miliardi di euro con un tasso di crescita pari al 75,0% (7,1 miliardi nel 2013). Le unit linked si confermano i prodotti assicurativi più congeniali alle esigenze dei clienti delle reti, con premi netti per 10,0 miliardi di euro (6,7 miliardi nel 2013), ma cresce anche l interesse per le polizze vita tradizionali sulle quali vengono versate risorse per 3,0 miliardi di euro (1,6 miliardi nel 2013). La raccolta netta diretta in quote di OICR ammonta a poco meno di 8,0 miliardi (12,1 miliardi nel 2013). Gli investimenti si concentrano sugli OICR domiciliati all estero, con una raccolta complessiva di 6,3 miliardi di euro (12,2 miliardi nel 2013); tra questi, 2,0 miliardi sono destinati a fondi di fondi (6,4 miliardi nel 2013). Torna positivo il bilancio annuale sugli OICR aperti di diritto italiano, con flussi netti di risorse per 1,8 miliardi (-72 milioni nel 2013), mentre si osservano perdite nette sui fondi speculativi per 66 milioni (-131 milioni nel 2013) e sui fondi chiusi per 49 milioni (17 milioni nel 2013). Importante crescita dei volumi di raccolta anche per le gestioni patrimoniali individuali: gli investimenti complessivi dell anno ammontano a 2,7 miliardi di euro (822 milioni nel 2013) e si concentrano principalmente sulle GPF (1,7 miliardi di euro). Nel 2014 le risorse nette confluite al sistema di OICR aperti attraverso l attività svolta dalle reti di promotori ammontano a 20,2 miliardi di euro, rappresentando quasi un quarto (23,2%) degli investimenti netti complessivi destinati a fondi comuni e SICAV (86,8 miliardi di euro). Per quanto riguarda i prodotti in regime amministrato si osserva il disinvestimento netto dai titoli di debito per 4,0 miliardi di euro (-3,7 miliardi nel 2013) mentre è positivo il bilancio sui titoli azionari per 655 milioni di euro (189 milioni nel 2013). Banca IPIBI anche nel 2014 ha dimostrato buone capacità di crescita, raccogliendo complessivamente 140,7 milioni di euro e registrando una raccolta netta media pro-capite per circa 706 mila euro contro i 1,1 milioni di euro realizzato in media dalle Associate ad Assoreti. Tale risultato posiziona la Banca al dodicesimo posto della classifica nazionale. 28

30 SOCIETA' Raccolta Netta (1) N. promotori (2) Promotore (1) Raccolta Netta per 1 AZIMUT CONSULENZA PER INVESTIMENTI SIM S.p.A BANCA GENERALI S.p.A. - GRUPPO BANCA GENERALI APOGEO CONSULTING SIM S.p.A BANCA POPOLARE DI VICENZA S.c.p.a.r.l FINECOBANK S.p.A ALLIANZ BANK FINANCIAL ADVISORS S.p.A FINANZA & FUTURO BANCA S.p.A CREDEM S.p.A BANCA MEDIOLANUM S.p.A UBI BANCA PRIVATE INVESTMENT S.p.A AZ INVESTIMENTI SIM S.p.A BANCA IPIBI FINANCIAL ADVISORY S.p.A BANCA FIDEURAM S.p.A VENETO BANCA S.c.p.a SANPAOLO INVEST SIM S.p.A SISTEMA (1) (2) Dati in migliaia di Euro Il numero promotori è la media delle rilevazioni mensili dell'anno Fonte: Assoreti Analizzando il portafoglio medio pro capite, al 31 dicembre 2014 i Financial Advisor di Banca IPIBI si posizionano all ottavo posto in Italia, con un portafoglio medio di 12,4 milioni di euro (11,7 milioni di euro al 31 Dicembre 2013), consolidando il trend in essere da alcuni trimestri di una progressiva crescita del portafoglio medio, a testimonianza della qualità del lavoro dei Consulenti Finanziari e un attenta attività di reclutamento rivolta ad Advisor di alto standing. SOCIETA' Assets al Portafoglio medio 31/12/2014 (1) N. promotori (2) per Promotore (1) 1 BANCA GENERALI S.p.A. - GRUPPO BANCA GENERALI BANCA FIDEURAM S.p.A AZIMUT CONSULENZA PER INVESTIMENTI SIM S.p.A FINECOBANK S.p.A ALLIANZ BANK FINANCIAL ADVISORS S.p.A AZ INVESTIMENTI SIM S.p.A APOGEO CONSULTING SIM S.p.A BANCA IPIBI FINANCIAL ADVISORY S.p.A SANPAOLO INVEST SIM S.p.A BANCA MEDIOLANUM S.p.A BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.p.A UBI BANCA PRIVATE INVESTMENT S.p.A CREDEM S.p.A FINANZA & FUTURO BANCA S.p.A BANCA POPOLARE DI VICENZA S.c.p.a.r.l SISTEMA (1) Dati in migliaia di Euro (2) Il numero promotori è la media delle rilevazioni mensili dell'anno Fonte: Assoreti 29

31 La raccolta netta della Banca, pari a 140,7 milioni di euro, è risultata pari al 6,16% rispetto agli asset di fine Il progresso realizzato nel corso del 2014 posiziona Banca IPIBI al tredicesimo posto della relativa graduatoria nazionale, dalla quale si rileva che in media la raccolta realizzata al 31 dicembre 2014 incide per circa il 8,49% sugli asset complessivi dell esercizio precedente. SOCIETA' Raccolta Netta (1) su AUM al N. promotori (2) Incidenza RN /12/ BANCA POPOLARE DI VICENZA S.c.p.a.r.l ,29% 53 2 FINANZA & FUTURO BANCA S.p.A ,09% AZIMUT CONSULENZA PER INVESTIMENTI SIM S.p.A ,89% APOGEO CONSULTING SIM S.p.A ,72% CREDEM S.p.A ,66% BANCA GENERALI S.p.A. - GRUPPO BANCA GENERALI ,82% UBI BANCA PRIVATE INVESTMENT S.p.A ,63% ALLIANZ BANK FINANCIAL ADVISORS S.p.A ,05% FINECOBANK S.p.A ,94% BANCA MEDIOLANUM S.p.A ,78% CONSULTINVEST INVESTIMENTI SIM S.p.A ,95% AZ INVESTIMENTI SIM S.p.A ,26% BANCA IPIBI FINANCIAL ADVISORY S.p.A ,16% BANCA NUOVA S.p.A ,47% BANCA FIDEURAM S.p.A ,25% SISTEMA ,49% (1) Dati in migliaia di Euro (2) Il numero promotori è la media delle rilevazioni mensili dell'anno Fonte: Assoreti 30

32 Composizione Degli Asset Banca IPIBI Financial Advisory SpA A determinare la variazione della composizione degli asset è principalmente la decisione della clientela di cercare forme remunerative più adeguate, come dimostra l incremento della componente gestita dal 73,56% di fine 2013 all attuale 77,21%. Lo stesso trend è riscontrabile anche per Banca IPIBI, in crescita dal 61,86% al 63,49% di fine Tale crescita è avvenuta a discapito della componente amministrata, soprattutto obbligazionaria, sia per il sistema (dal 14,07% di fine 2013 all attuale 11,28%) che per Banca IPIBI (dal 29,75% del 31/12/2013 all attuale 25,88%) Analizzando la componente gestita, dall esame della composizione degli asset fornita da Assoreti, si rileva che nel corso del 2014 il peso del comparto assicurativo ha continuato la sua crescita, sia per Banca IPIBI, attestandosi al 31/12/2014 al 27,24% (26,40% al 31/12/2013), ma soprattutto per le società aderenti ad Assoreti, le quali hanno registrato al 31/12/2014 un incidenza del 27,18% (24,18% al 31/12/2013). Un inversione di tendenza viene registrata sulle Gestioni Patrimoniali, che per le Associate ad Assoreti si attestano al 6,71% contro un risultato del 6,10% di fine Lo stesso trend è riscontrabile anche sulle masse di Banca IPIBI che appaiono in crescita dal 7,61% di fine 2013 all attuale 7,98%. Sostanzialmente stabili per le associate ad Assoreti risultano invece Fondi e SICAV che si attestano a fine 2014 al 43,32% (43,28% al 31/12/2013), mentre la crescita per Banca IPIBI è più significativa (dal 27,85% all attuale 28,27%). Si registra di contro una riduzione del comparto obbligazionario sia a livello di sistema (dal 8,33% di fine 2013 all attuale 5,63%), che per Banca IPIBI (dal 25,59% al 21,77%), un dato che comunque pone Banca IPIBI ben al di sopra del dato di sistema. Residuale sia per la Banca che per il sistema è il peso dei Conti Correnti che al 31/12/2014 incidono rispettivamente per il 10,63% e l 11,37% degli AUM (rispettivamente 8,39% e 12,05% al 31/12/2013). Composizione Masse Assoreti - Dicembre 2013 Composizione Masse Assoreti - Dicembre 2014 Fondi e SICAV 43,28% GPF 3,16% Fondi e SICAV 43,32% GPF 3,45% GPM 2,94% GPM 3,26% Conti Correnti 12,05% Altro 3,00% Azioni 2,74% Obbligazioni 8,33% Pronti Termine 0,32% Polizze 24,18% Conti Correnti 11,37% Altro 2,74% Azioni 2,91% Obbligazioni 5,63% Pronti Termine 0,14% Polizze 27,18% Composizione Masse Banca IPIBI - Dicembre 2013 Composizione Masse Banca IPIBI - Dicembre 2014 Fondi e SICAV 27,85% GPF 0,00% GPM 7,61% Polizze 26,40% Fondi e SICAV 28,27% GPF 0,00% GPM 7,98% Polizze 27,24% Conti Correnti 8,39% Altro 0,12% Azioni 4,04% Obbligazioni 25,59% Pronti Termine 0,00% Conti Correnti 10,63% Altro 0,16% Azioni 3,95% Obbligazioni 21,77% Pronti Termine 0,00% 31

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