Riso, la folle corsa

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1 world 7 aprile 2008 weekly magazine Riso, la folle corsa future alle stelle, Fao in allarme export italiano in pole position Gas Williams macina utili I colloqui Enel-Gazprom Preziosi Bulgari sotto esame a Basilea Focus on La Malesia cambia pelle Iscrizione n. 673 del 17/5/2007 al Tribunale di Pavia Sponsoring Registrar:Register IT SPA (R228-LRMS)

2 EDITORIALE SE LA STORIA PER QUESTA VOLTA NON SI RIPETE di Katia Ferri Melzi d Eril Anche se questa testata si occupa in specifico di materie prime, non possiamo non guardare con preoccupazione ai disastri a catena che si annunciano settimanalmente nel settore bancario mondiale e domandarci come sia possibile che colossi ai quali molti altri si affidano per le proprie incombenze possano nascondere situazioni così drammatiche per tutto questo tempo e in barba alle blasonatissime agenzie di rating. Fra l altro sembra che le sorprese non siano finite, se è vero - come gira voce - che qualche istituto abbia concesso mutui denominati in franchi svizzeri con troppa disinvoltura nell est europeo e che ora altri vertici stiano nascondendo la spazzatura sotto il tappeto persiano. Pare fin troppo chiaro che il settore bancario deve trovare il modo di confrontarsi con quello della valutazione, oppure la crisi si rifletterà anche sugli indici di crescita. Tutto è partito dal settore dei mutui subprime, dunque è chiaro che occorrerà più tempo al sistema finanziario perché le cose riprendano a funzionare come prima. La fiducia dei consumatori è tornata ai livelli del 2003, quando la Fed decise di toccare il minimo dei tassi all 1%. Ho fatto una conversazione sul tema con Sergio Cola di Banca Lemanik ed egli mi suggerisce a questo proposito di andare a guardare cosa sta succedendo ai tassi governativi a due anni che solitamente anticipano le mosse della Fed. Siamo già in leggera salita dopo i minimi, dunque il mercato dei tassi prezza uno stimolo pari a quello che ci portò fuori nell ultima recessione. Perché questa volta non dovrebbe funzionare? La prima ragione che mi viene in mente, spiega Cola, è che stavolta la crisi è radicata nel sistema finanziario, volano fondamentale di trasmissione del credito. In effetti non si tratta di internet startups, né di Enron, ma di banche. Tralasciando lo sconcerto per il fatto che chi dovrebbe padroneggiare al meglio rischi ed opportunità della finanza ne diventi vittima illustre, ci interessa che lo stimolo monetario raggiunga chi ne ha bisogno: imprese e consumatori. La mia personale aspettativa è che, sebbene con maggiore difficoltà o ritardo rispetto ad altre occasioni in passato, anche questa volta lo stimolo funzioni; non dimentichiamo il volano dello sviluppo emergente, che rallenta, ma non si è certo fermato. Vediamo come si comportano solitamente i settori in una fase come quella attuale, di discesa della fiducia del consumatore e ribasso aggressivo da parte della Fed, che nei giorni scorsi ha azzardato la parola recessione. Sergio Cola suggerisce di confrontare lo S&P500, la fiducia del consumatore e i tassi Fed. Se la storia si ripetesse ogni volta allo stesso modo, questo sarebbe il momento migliore per fare shopping. Uno shopping rischioso, naturalmente. Il FMI ha abbassato la stima di crescita globale al 3.7% per il 2008, ed in USA allo 0.5%, in un mese sono stati tagliati altri posti di lavoro. Ed i mercati emergenti? Ormai da fine settembre l andamento relativo dell indice MSCI Emergenti e di quello dei Mercati Sviluppati, mi ricorda Cola, si muove in modo laterale. Qualche considerazione in proposito: la prima è che questa è stata una delle prime occasioni in cui i mercati emergenti non hanno sofferto più di quelli sviluppati, almeno a livello aggregato, nonostante il massiccio deleveraging in corso; la seconda è che nell andamento relativo questa lateralità ci ha permesso di riavvicinarci all andamento di medio periodo, rappresentato dalla media mobile a 200 giorni, smaltendo le euforie relative; la terza è che le valutazioni di alcuni indici, primo fra tutti Hang Seng China Entreprise (titoli cinesi ad Hong Kong), sono tornate a livelli più ragionevoli (trailing PE 17.7, atteso 14.16) per economie che crescono al 10% annuo; la quarta ed ultima è che il processo infrastrutturale e di consumo messo in moto è irreversibile e non possiamo dimenticarcene. Guardare con favore alla Cina, oggi che l obiettivo dichiarato è combattere l inflazione, può sembrare azzardato, ho ribattuto al nostro amico. Ma Cola mi risponde che l approccio a mercati come questo debba essere necessariamente di lungo periodo e che bisogna accumulare quando scendono, senza rincorrere le euforie. In conclusione, si prospettano ancora mesi di transizione, ma bisognerebbe privilegiare il mercato USA per la reattività di risposta, nonostante sia stata l origine dei problemi. L Europa ha delle valutazioni interessanti ed i mercati emergenti sono una storia che continua a prezzi meno euforici. Il Giappone pare dimenticato da tutti e direi - seguendo Sergio Cola - aspettiamo che torni di moda, meglio non anticipare troppo. 3

3 05 contents weekly magazine world 3 Editoriale 5 Sommario 6 Week trend 7 Headlines 8 Cover: La corsa pazza del riso 12 Petrolio, nelle stanze di Tradingmatica 14 Energia a cura di Yurj Zini 16 Gas a cura di Marco De Albertis 17 Gas, Eni si prepara alla partita 18 Oro, le analisi di Massimo d Ambrosio 18 Bulgari sotto esame a Basilea 19 Metalli non ferrosi: Zinco e piombo 21 Alluminio a cura di Yurj Zini 22 Acciaio a cura di Nicholas de Leo 24 Finanza islamica a cura di Stefano Masullo 26 Cacao & Caffè a cura di Luca Rinaldi 28 Distribuzione a cura di Luca Rinaldi 30 Trend cereali a cura di Giorgio Guerrini 32 Coloniali a cura di Luca Rinaldi 33 Fondi specializzati 35 ETF: rischi e opportunità 37 Certificati & derivati 38 Focus on: la Malesia cambia pelle 39 Commodity Lab a cura di Nikkaia strategie 44 Uomini & Libri a cura di Anna Ilaria Lazzeri 45 Corsi ed eventi a cura di Anna Ilaria Lazzeri 46 Business Netiquette di Nicola Santini 47 Tempo Libero a cura di Alessia Resta Direttore responsabile: Katia Ferri Melzi d Eril Vicedirettore: Nicola Santini Coordinamento: Tommaso de Mottoni (sito), Luca Rinaldi weekly magazine world Contributors: Maria Grazia Balbiano, Gabriele Brancati, Masssimiliano Ceccaroni, Massimo d Ambrosio, Marco de Albertis, Nicholas de Leo, Giorgio Guerrini, Anna Ilaria Lazzeri, Carlo Mazzola, Stefano Masullo, Alessia Resta, Andrea Taccani, Yuri Zini. Editore: Kls Joint sas, Via Luigi Porta 12/A Pavia Redazione : Via Cordusio 4, 1 piano, Sala Stampa Nazionale, Milano Tel. 02/ Fax 02/ Indirizzo internet: COMMODITY WORLD WEEKLY MAGAZINE Iscrizione n.673 del 17/5/2007 al Tribunale di Pavia Sponsoring Registrar: Register IT spa (R228-LRMS)

4 07HEADLINES FMI: Italia verso l encefalogramma piatto 7 week trend Piazza Affari, mantenere le posizioni long Settimana scarna di appuntamenti in Europa, ma focalizzata sulle riunioni delle Banche centrali. C è attesa per la riunione della BCE di giovedì: le previsioni sono per una riconferma dei tassi al 4,00% come ampiamente anticipato da vari membri durante le scorse settimane. Attesa anche per la decisione della BoE, in questo caso però, sottolineano gli azionisti di Banca Imi, dovremmo assistere ad un taglio di 25 punti base al 5,00% dal precedente 5,25%. In uscita questa settimana anche la lettura finale del dato sul PIL del 4 trimestre 2007, che però sarà una riconferma dello 0,4% m/m e del 2,2% a/a. E in calendario poi il ventaglio delle produzioni industriali di febbraio dei singoli paesi europei. In Italia è una settimana decisamente scarica di dati; c è attesa solo per il dato sulla produzione industriale di febbraio Usa. Una settimana decisamente priva di spunti anche in America. Attenzione solo per la bilancia commerciale di febbraio, riconfermata a USD -58Mld, oltre alle solite statistiche settimanali: richieste di mutui, richieste di sussidi alla disoccupazione, scorte di petrolio. Giappone. La riunione della BoJ è in calendario giovedì. Tasso atteso fermo allo 0,50%. Il focus della settimana è incentrato sulla riunione della BCE in Europa. La riunione della BCE è in calendario per giovedì. Non è attesa alcuna novità dalla politica monetaria dell istituto europeo. Trichet confermerà i tassi al 4,00% Davide Biocchi, vincitore del Campionato Top Trader di Borsa 2007 categoria azioni, è Trader indipendente e autore della newsletter settimanale sul sito Tradingweek.net. Collabora con Directa presentando in tutta Italia i corsi sulle piattaforme e sulle tecniche di trading. E stato ospite di vgari programmi tv tra cui Ballarò su Raitre.E frequentemente ospite della trasmissione televisiva Linea mercati sul canale finanziario CLASS-CNBC (canale gruppo SKY). La settimana appena trascorsa ha evidenziato come il movimento di recupero dei listini si mantenga in atto. Gli indici USA hanno recuperato terreno - circa un 10% dai minimi - e continuano nella risalita. Nella prossima settimana, se continuasse la fase attuale, potrebbero incontrare le resistenze più ostiche nel breve periodo, coincidenti con i 2400 e i 2470 punti per il Nasdaq e con i 1390 e 1408 punti per lo S&P500. Dopo un recupero veloce e incisivo potrebbe anche starci che i listini Le previsioni del trader Davide Biocchi (Tradingweek). I temi caldi secondo Banca Imi ancora una volta, supportato dalle dinamiche dei prezzi in costante surriscaldamento. Decisione che peraltro è ampiamente anticipata dal consenso di mercato ed è supportata dalle continue dichiarazioni di esponenti del Board, che mantengono il focus sull inflazione e invitano ad ignorare lo stato dell economia europea e le oscillazioni (peraltro solo al rialzo) dell euro. Sempre giovedì si riunisce anche la Banca d Inghilterra; qui notiamo subito il diverso approccio rispetto all Europa continentale e una certa affinità con la politica della Fed. Le attese sono per un ulteriore taglio dei tassi al 5,00% dal precedente 5,25%. La politica della BoE èdiametralmente opposta alla BCE: nonostante anche l istituto inglese debba tenere sotto controllo le dinamiche inflative, al fine di scongiurare una crisi economica peggiore ed evitare che le tensioni americane sbarchino anche in Inghilterra, l istituto centrale ha posto in essere una politica monetaria espansiva, volta a supportare l economia inglese. USA tirino un po il fiato, in questo caso segnalo area 1315 per lo S&P500 e 1260 per il Nasdaq come supporti interessanti. Il Dax si conferma indice solido e, dopo la tenuta dei 6200 punti che attualmente risultano il supporto di breve periodo, punta decisamente verso la resistenza dei 7030 punti, che rappresenterà il livello più ostico da recuperare nel breve periodo. Per quanto concerne il nostro listino, rimangono intatte le considerazioni fatte la scorsa settimana. Dopo tanto tempo ho segnalato l opportunità di un primo ritorno sul mercato e ritengo che la posizione Long vada mantenuta, anche nel caso si verifichi qualche presa di beneficio dopo il recente recupero dei corsi.a rial zo saranno i punti, se raggiunti, a fare da spartiacque, mentre a ribasso, assumendo i punti come riferimento per uno stop, si può mantenere la posizione intrapresa. Rimaniamo quindi in attesa degli eventi, consapevoli che se dovesse verificarsi un calo di volatilità, si assisterà con buona probabilità all evolversi di un trend laterale, considerando la fisiologica alternanza delle fasi di mercato. by A.T. Il Fondo monetario internazionale taglia drasticamente le prospettive di crescita economica italiane per il 2008: l incremento del Pil, spiega una fonte, non supererà lo 0,3% a fine anno. Il dato, che sarà ufficializzato nel Rapporto economico globale mercoledì prossimo, è dell 1% inferiore alle stime di ottobre, ma è anche la metà rispetto allo 0,6% che lo stesso Fmi riteneva raggiungibile ancora all inizio di marzo in un documento riservato. Secca riduzione anche per la zona dell euro. Il rapporto deficit-pil è invece previsto al 2,5% (stesso valore a politiche invariate anche per il 2009). E gelata anche per l economia dell Eurozona: dal previsto +1,8% di gennaio si è passati al +1,3%. Nei giorni scorsi sono uscite indiscrezioni anche sulla crescita globale, che si fermerà al 3,7%, e su quella statunitense, che non dovrebbe andare oltre lo 0,5% a fine 2008 e allo 0,6% nel Uno studio preliminare al Rapporto economico globale afferma che c è una possibilità su quattro di una recessione globale e definisce quella dei mutui subprime la peggior crisi finanziaria dai tempi della Grande depressione. «È un taglio generale che il Fondo Monetario Internazionale ha fatto per tutti i Paesi. Purtroppo la crisi è più forte di quanto si pensava, speriamo non diventi recessione come alcuni temono». Così il presidente del Consiglio Romano Prodi commenta da Bucarest le nuove stime del Fmi. Il dimezzamento delle stime di crescita dell Italia è «certamente un motivo di preoccupazione», per questo «il mio successore a Palazzo Chigi sia molto attento, perché in queste situazioni di difficoltà occorre molto, molto rigore» ha poi aggiunto il premier. Ma c è anche chi è critico con i dati forniti dall Fmi: «Non sono d accordo con la stima del fondo monetario sulla crescita del Pil in Italia» ha detto il presidente dell eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ai giornalisti. Il Fondo monetario internazionale stima che il Pil italiano crescerà quest anno solo dello 0,3%. Juncker ha anche indicato di non essere d accordo con la stima di una crescita all 1,3% quest anno per l intera Eurozona. IL CORRIERE BACCHETTA L ENI. Il Corriere della Sera lancia in resta contro l Eni. La settimana si apre con la terza puntata del Dossier Italia di Massimo Mucchetti che parla delle due scuole di pensiero interne al cane a sei zampe, la guerra di posizioni attuate dagli amministratori delegati che hanno sempre pensato a proteggere il business esistente e quelli che pensano sarebbe meglio buttarsi avanti e acquisire riserve proprietarie, invece che lavorare sempre conto terzi in giro per il mondo. Volendo cogliere la seconda opzione, ci sarebbero le sabbie bituminose che abbondano in Canada, Russia e Venezuela (ma non è che queste lavorazioni creano scompensi ambientali altissimi?) oppure l acquisizione di una compagnia indipendente. La spesa da fare, in ogni caso, non sarebbe inferiore ai milioni di euro da finanziare col ricorso al credito ( a scapito dei dividendi) o con le dismissioni ( riducendo la presenza sul territorio nazionale e dunque anche il potere di contrattazione col sistema politico). Da vendere ci sarebbe ovviamente quel settore gas e power che ovviamente un colosso come Gazprom comprerebbe senza scomporsi e che Scaroni vorrebbe meglio valutato dal mercato (e invece gli analisti non lo fanno, anzi Snam Rete GAs la infilano nella valutazione complessiva dell oil). Mucchetti punta il dito anche sulla controllata Saipem: le sue scelte strategiche in fatto di commesse estere starebbero condizionando oltre misura le scelte dell Eni. Sostiene che associarsi ai russi per il South Stream regala a Saipem un opera importantissima, che comporta fra l altro la posa di 900 km di tubi sottomarini dalla costa russa a quella bulgara. Ma al tempo stesso indebolisce il progetto Nabucco che dovrebbe portare in Europa il gas dell Asia centrale ex sovietica passando per la Turchia e questo aumenterebbe la dipendenza dall Italia dalla Russia di Putin. Ma questo non pare un problema geopolitico, se la vittoria alle elezioni arridesse a Silvio Berlusconi. LA FIERA TUBE A DUSSELDORF È un clima ottimista e positivo quello che si respira a Düsseldorf all edizione 2008 della fiera Tube. I tubifici di respiro europeo e mondiale stanno facendo fronte ad una domanda molto sostenuta, sia nel settore del saldato sia in quello del senza saldatura, ed attualmente il carnet di ordini è pieno per tutto il secondo trimestre e per buona parte del terzo. Le quotazioni, trainate dal rincaro della materia prima e dal positivo andamento della richiesta, sono in crescita e dovrebbero rimanere in tensione ancora per alcuni mesi. Per il futuro più lontano, invece, i tubisti individuano due possibili criticità. In primo luogo, la concorrenza da parte dei produttori dei Paesi emergenti. In secondo luogo le grandi oscillazioni delle quotazioni dei tubi potrebbero mettere in difficoltà i clienti finali, sempre alla ricerca di stabilità nei prezzi e nelle forniture.

5 8 9 COVER STORY La pazza corsa del riso Story Katia Ferri Melzi d Eril Borse in tilt, governi che bloccano le esportazioni per far fronte ai consumi interni. L Italia non sente la crisi ma non sfrutta le sue varietà nazionali per far fronte ai bisogni UE Balza ad un nuovo record il prezzo del riso, che al mercato di Chicago ha segnato un rialzo del 2,4%. Le quotazioni hanno raggiunto i 20,26 dollari per 100 libbre e hanno superato il 40% di rincaro dall inizio dell anno. Negli ultimi 12 mesi il prezzo è semplicemente raddoppiato. Il trading di future del riso si svolge fuori dall Italia e fuori dall Europa, ma gli speculatori anche di casa nostra non mancano, vista la carenza di scorte di materia prima. La produzione mondiale di riso non dovrebbe superare i 72 milioni di tonnellate, il livello più basso degli ultimi 25 anni. Stando alle stime della Fao, quest anno le esportazioni globali di riso caleranno del 3,5% in previsione di un taglio delle quote di vendita da parte dei Paesi produttori che puntano a preservare le proprie riserve alla luce della corsa record dei prezzi. «Il mercato del riso si trova ad affrontare una situazione difficile con una domanda che supera l offerta e un sostanziale incremento dei prezzi» spiega l economista della Fao, Conception Calpe. La recente impennata dei prezzi alimentari ed energetici sta surriscaldando l inflazione spingendo governi come quello thailandese, indonesiano, cinese e dell India a prendere contromisure per proteggere i propri approvvigionamenti. La Cina in particolare ha deciso di aumentare il prezzo pagato agli agricoltori pur di garantirsi disponibilità di prodotto e raffreddare la crescita dell inflazione interna che sta salendo proprio per effetto dei rincari nei prodotti alimentari. Le Filippine, leader nell export di riso mondiale, hanno messo a coltura altri 600 mila ettari, mentre il Vietnam ha ridotto l export di un milione di tonnellate. Il prezzo del riso che rappresenta l alimento base per circa tre miliardi di persone al mondo, è raddoppiato nel giro dell ultimo anno, mentre il greggio insieme ad altre materie prime fondamentali, come soia e farina, non hanno raggiunto questi livelli. Ma ora che cosa succederà? Nell ultima settimana la Banca Mondiale ha innalzato il rischio. Se otto giorni fa erano 24, ora sono almeno 33 i Paesi a rischio di squilibri sociali proprio per l impatto che la recente infiammata dei prezzi potrebbe laddove- come ha spiegato il presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick - «di fronte a rincari del genere non c è nessun margine per poter sopravvivere». Angelo Dario Scotti, numero uno della Riso Scotti di Pavia, è convinto che saliranno ancora i prezzi dei risoni e dei cereali. Vari osservatori sono convinti che i fondi hedge stanno correndo ad investire nelle azioni di società che possiedono terreni destinati alle colture di cereali in genere e di riso in particolare. Il 2008 e il 2007 saranno dunque ricordati come gli anni in cui i prezzi del riso e di alcuni cereali hanno preso a muoversi verso l alto in modo inarrestabile, suscitando un allarme che non ha tardato a tradursi in appelli per un aumento delle semine, a riprova della sua inaspettata dimensione. L aumento dei prezzi è stato significativo in tutto il mondo nella seconda metà del Il riso, col senno di poi, si era mosso in anticipo sugli altri. La salita dei prezzi ha creato spostamenti di superfici di dimensioni inusuali, a riprova che gli agricoltori, liberati dai vincoli della Pac, hanno deciso di affrontare le sfide del mercato. Ma cosa succederà quando la ripresa delle produzioni creerà una nuova inversione di tendenza, se accanto ai tradizionali coltivatori di riso ne compariranno di nuovi? Secondo vari osservatori i prezzi del riso non potranno in ogni caso calare drammaticamente, nel futuro. Perché sono cresciuti i prezzi della terra e i prezzi dei mezzi tecnici per lavorarla. Perché è cresciuto il prezzo dei carburanti che alimentano le macchine e anche quello di alcuni prodotti chimici. Anche il forte aumento dei noli marittimi sta facendo la sua parte. Dunque mentre molti Paesi stanno limitando o addirittura bloccando le proprie esportazioni, altri stanno decidendo di raggiungere solo i mercati di sbocco più vicini. <<Di fronte a questo contesto, la produzione europea ha concrete possibilità di ampliare le proprie prospettive commerciali >> spiega Anna del Ciello dell Ente Risi di Milano <<profittando di una congiuntura favorevole che dovrebbe essere trasformata in una condizione strutturale>>. Il Rice out look prodotto dal Governo Usa sulla produzione mondiale di riso, conferma per l annata la produzione di 420, 6 milioni di tonnellate di riso lavorato, un livello che supera dell 1% i risultati delle due campagne precedenti. Il dato è dovuto principalmente all aumento delle superfici coltivate a riso in Cina, in Vietnam, in Thailandia e Indonesia, dove si è appunto avuto il recente blocco dell export. Il consumo totale però continua a superare la produzione, si attesta a 423,7 milioni di tonnellate. I paesi dove si è registrato il maggior aumento dei consumi sono ancora una volta la Cina, l India, l Indonesia, le Filippine e la Nigeria. Le scorte complessive sono scese ai livelli del , siamo intorno alle 72 tonnellate. Tra i Paesi che coltiveranno meno riso spiccano Cuba (-32 mila tonnellate) ed Egitto che ha anche annunciato una stretta nell export per consentire una stabilizzazione dei prezzi interni. Si azzera del 90% la produzione risicola nel sud dell Australia e si impennano il superdeficit del Bangladesh e gli acquisti di riso, per i quali sono stati spesi 456 milioni di dollari nel 2007 a fronte dei 42 milioni del 2006 a causa dei danni provocati da alluvioni e dal ciclone Sydr. Sale anche la produzione di riso in Usa e crescono anche i prezzi. Per il il raccolto dovrebbe raggiungere i 197, 5 milioni di cwt, in aumento del 2% rispetto a un anno fa. I seminativi, fissati a 2,76 milioni di acri, sono di 77 mila acri inferiori a 12 mesi fa. Le motivazioni di questo calo sono da imputarsi al rialzo dei prezzi di alcuni prodotti in competizione con il riso, oltre che all incremento dei costi per carburanti e fertilizzanti, in particolare il potassion che ha raggiunto quotazioni decisamente alte, pari a 400 dollari la tonnellata. Sul fronte dei prezzi, l aumento in Usa è costante per il riso greggio a causa delle condizioni globali di mercato, della forte richiesta di export e di prezzi alti per altre granaglie e semi da olio. L export dovrebbe toccare i 111 milioni, con un incremento del 20% rispetto allo scorso anno. Il rapporto scorte utilizzi è al livello più basse da questa parte. Le importazioni dovrebbero raggiungere i 21,5 milioni di cwt, in crescita del 4% rispetto allo scorso anno. La corsa delle quotazioni internazionali si sente di riflesso in Europa. Le importazioni crescono ma meno del previsto. Tuttavia va evidenziato che a fine febbraio è scattato il periodo di osservazione per l aggiornamento dei dazi all import. Per il riso semigreggio da tempo è stata superata la soglia prevista dagli accordi con gli Usa. Il dazio resterà fissato per il prossimo semestre a 65 euro per tonnellata, senza alcun cambiamento. Per il riso lavorato, da quando è stato sottoscritto l accordo con la Thailandia, sarebbe ormai arrivato il tempo per applicazione della tariffa di 175 euro (invece di 145) per il dazio all importazione. Per questo motivo non c è alcun dubbio che il mercato europeo sia ampiamente in grado di assorbire a prezzi interessanti la produzione interna. GLI EFFETTI DEL RALLY DEL RISO SULLA SITUAZIONE ITALIANA: SERVE PIU LUNGO A MA GLI AGRICOLTORI TEMPOREGGIANO Di fronte a questo scenario in ebollizione, in Italia si va controcorrente. Le riserie chiedono più semine e più produzione, invece gli agricoltori sono prudenti. Alcuni hanno aumentato le semine di orzo e di soia, che a fronte di minori costi e minore rischio, offrono profitti migliori della semina di riso. Altri lamentano che le varietà lungo A si sono deprezzate, mentre aumentano le lungo B. <<Ma lo scenario sta cambiando, anzi è già cambiato >> insiste il presidente degli industriali Mario Preve, amministratore delegato della Riso Gallo. <<Rischiamo di perdere mercato. L ingresso di Paesi dell Est che consumano riso e hanno una produzione insufficiente, ha aperto spazi tutti da coprire. Il lungo A avrà spazi enormi da coprire, l indice europeo è deficitario rispetto alla domanda, eppure ci si rifugia nel mais>>. Se venissero confermati i dati del sondaggio condotto dall Ente Risi (vedi tabella) la risicoltura italiana, nel primo trimestre di quest anno avrebbe imboccato una strategia di breve periodo che nel medio e lungo termine può rivelarsi pericolosa. Ma la stagione delle semine non è ancora finita, i dati ufficiali si avranno a breve. Per ora le previsioni ci dicono che l ettarato coltivato a riso in Italia dovrebbe aumentare di circa 27mila ettari per la maggior parte con varietà di tipo indica, adatte al consumo in Nord Europa, consentendo alla risicoltura italiana di toccare i 260 mila ettari.

6 10 11 I raccolti di Vietnam e Thailandia, i due maggiori esportatori di riso nel mondo, non dovrebbero fermare il rally dei prezzi, aumentati del 20% nell ultimo anno. I governi hanno fermato l export e aumentato le scorte interne non solo perché temono la scarsa disponibilità di prodotto e disordini tra la popolazione, ma anche perché c è una forte crescita della domanda da parte del Medio Oriente e dall Africa. Le offerte hanno raggiunto per la prima volta i 500 dollari la tonnellata, un segno preoccupante per la classe dirigente asiatica che normalmente durante la stagione dei raccolti che inizia a febbraio, vedono scendere la domanda. Ma questo schema tradizionale pare orma superato. I buyers europei cercano nuovi mercati, dunque la domanda internazionale ha cominciato a premere sulle scorte locali facendo aumentare i prezzi. Questa tendenza era già cominciata nel 2007, portando l incremento nell ultimo biennio a sforare il 30%. Alcuni osservatori temono che si torni ai livelli di dieci anni fa, quando la scarsità di riso fece lievitare i costi anche a livelli superiori rispetto a quelli attuali. Le vendite all estero sono state bloccate anche dal Vietnam nonostante i buoni risultati di raccolto previsti per fine mese. Il viceministro dell industria e del commercio Nguyen Than Bien ha inoltre affermato che in futuro sarà mantenuto uno stretto controllo sull export risicolo e che saranno favoriti i partner di lungo corso. Attualmente sta lavorando a un piano per estendere le coltivazioni di riso anche nel Nord del Paese. La paura della fame ha portato anche la ex Birmania, il Myanmar a puntare sullo sviluppo dell agricoltura (che impegna il 70% della popolazione) e per assicurare l autosufficienza alimentare. Il governo conta di poter disporre di un surplus che potrebbe anche raggiungere le 400 mila tonnellate. Nei paesi asiatici il consumo pro capite di riso ammonta a 510 kg nelle zone rurali e a 408 kg nelle aree urbane.

7 12 13 Nelle stanze dei traders Crude oil in cerca di rialzo Gli specialists di Tradingmatica spiegano come cogliere gli spunti positivi e le correzioni a sorpresa Massimiliano Ceccaroni Sono molto interessanti le ultime mosse della Cina in campo petrolifero. Il dragone si muove su più tavoli per aggiudicarsi larghe fette di approvvigionamenti nel breve termine e posizionarsi tra i grandi colossi mondiali. Innanzitutto ha trovato un sistema eccellente per approvvigionarsi di petrolio tirandosi fuori dai mercati regolamentati. China Oil Corporation, negli ultimi colloqui con il ministro delle finanze della Nigeria Shamsudden Usman, ha messo sul tavolo una serie di progetti legati a due raffinerie e un centro petrochimico. Ma in cantiere ci sono anche piani per sviluppare l agricoltura nel Paese. Un totale di 30 progetti che saranno finanziati da un pool di banche cinesi per 40 miliardi di dollari. I lavori saranno pagati con petrolio e diritti di estrazione. China Development bank è sbarcata in Nigeria nell United Bank of Africa, con 3,4 miliardi di dollari e Industrial & Commercial Bank of China (la prima al mondo per capitalizzazione) ha acquisito il 20& di Standard Bank, il più grande sportello del Sud Africa. E poi, proprio nell ultima settimana, è stato annunciato con notevole ritardo l ingresso graduale del fondo pubblico cinese China Invest corporation nel gruppo francese Total, quarto colosso mondiale del settore. Lo ha detto un portavoce del gruppo petrolifero, sulla scia di indiscrezioni in merito. Nel giro di poche ore è trapelato che si tratta dell 1,6%, che l operazione vale 1,8 miliardi di euro. Total, che nel 2007 ha registrato un fatturato di 158 miliardi e un utile di 13,5 miliardi, potrebbe essere un buon investimento di medio e lungo termine per il piccolo risparmiatore, perché il gruppo transalpino uno dei più capitalizzati della Borsa di Parigi, mostra asset sottovalutati ( lo conferma anche Ubs) ed intende aprire sempre di più ai capitali asiatici. Come si evidenzia sul grafico mensile, il mercato dopo aver toccato il massimo assoluto di periodo a 111,80, ha cercato una down correzione che però non ha avuto continuità. Infatti in questo nuovo inizio mese, il trend si sta riproponendo potenzialmente al rialzo riportando i prezzi costantemente sopra i 100$ al barile. Nel lungo termine, il Light Crude Oil potrebbe continuare la sua ricerca rialzista, che solamente con la rottura dell high-high potremmo considerare come ripresa del bullish trend. In caso contrario si dovrebbe considerare l inizio di una fase correttiva fisiologica.dal grafico settimanale si può notare come il movimento del mercato sia costantemente respinto dal supporto bull/bear key (ved. grafico area verde) che rappresenta il riferimento contro il quale il trend si misura in modo continuativo senza però romperlo. In pratica questo riferimento, viene usato dal mercato come polo d attrazione per le sue down correzioni, ma non riuscendo poi a romperlo inverte improvvisamente il suo trend. Questa settimana, il mercato deve essere considerato in potenziale rialzo, in virtù della spinta ricevuta dal supporto bull/bear key (ved. grafico area verde) L ULTIMO MESE DEL CRUDE OIL L ULTIMA SETTIMANA DEL CRUDE OIL Guardando la chart su base mensile, si nota che il mercato dopo aver fatto una down correzione, sembra voler riprendere il bullish trend che potrà essere confermato solamente con la rottura dell high assoluto a Il mercato nel lungo termine va considerato in una fase globale correttiva dove comunque rimane indiscutibile la ricerca costante dell azione rialzista. Dal grafico su base settimanale possiamo vedere come il sup.bull/bear key (ved. chart area verde) sia costantemente ricercato nella down correzioni del mercato, senza però essere rotto. Questo fallimento implica l immediato cambiamento del trend che con delle brusche accelerazioni riporta i prezzi costantemente a valori più alti. In questo inizio di settimana, il mercato pur rimanendo al momento potenzialmente in una grande fase correttiva, potrebbe ricercare continuità rialzista sfruttando ancora la spinta del forte sup.bull/bear key (ved. chart area verde). L ULTIMO MESE DEL BRENT L ULTIMA SETTIMANA DEL BRENT Questa settimana ospitiamo il report sul petrolio di Max Ceccaroni, fondatore di Tradingmatica (www.tradingmatica.com), società di analisi romagnola che fornisce anche indicazioni quotidiane e personalizzate ai suoi clienti, sia istituzionali che privati, tramite segnali in tempo reale attraverso Executive Web). Le sue indicazioni operative hanno validità nella settimana corrente. Tradingmatica fornisce segnali operativi su questo strumento, provenienti da un analista con oltre 10 anni di esperienza speculativa sul mercato delle commodity Il mercato nella globalità è in una fase di correzione dove i movimenti possono essere contrastanti e di grandi oscillazioni, mentre nel medio termine il trend si presenta in una fase di potenzialità rialzista contro il riferimento chiave il supporto bull/bear key (ved. grafico area verde). Resistenze e Supporti principali Crude Oil : R: << >> res. long term S: < > < > sup.bull/bear key sup.med.term Sintetizzando: Il mercato nel lungo termine è globalmente in una fase correttiva, mentre nel medio termine si trova in una fase potenzialmente al rialzo che sfrutta la spinta ricevuta dal sup.bull/bear key (ved. chart area verde) per la ricerca di possibili nuovi massimi. R: << >> res. long term S: < > < > sup.bull/bear key sup.med.term

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RAPPORTO 2010 SULLA PRESENZA DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE ITALIANE NEL MONDO RAPPORTO 2010 SULLA PRESENZA DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE ITALIANE NEL MONDO OTTOBRE 2010 a cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi e dell Ufficio Lavori all Estero e Relazioni Internazionali

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