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1 Pioneer Evolution - Bond Pioneer Evolution - Bond Enhanced Pioneer Evolution - Balanced Pioneer Evolution - Equity Pioneer Evolution - Equity Global Pioneer Evolution Rendiconto annuale al 23 dicembre 2008

2 FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO MOBILIARE APERTI NON ARMONIZZATI PIONEER EVOLUTION RENDICONTO AL 23 DICEMBRE

3 La Società di gestione del Risparmio Pioneer Investment Management SGRpA è autorizzata ad istituire e gestire Fondi comuni d investimento. La SGR è iscritta al n. 70 dell Albo delle Società di gestione del risparmio tenuto dalla Banca d Italia ai sensi dell articolo 35 del D. Lgs. 58/98. La Società ha Sede legale in Milano, Galleria San Carlo n. 6 e fa parte del Gruppo Bancario UniCredit S.p.A., iscritto all Albo dei Gruppi Bancari. Il capitale sociale al 31 dicembre 2008 risulta interamente sottoscritto e versato ed è costituito da n azioni ordinarie del valore di Euro 1 ciascuna per un controvalore complessivo di Euro Le azioni sono tutte di proprietà della Società Pioneer Global Asset Management S.p.A., controllata al 100% da UniCredit S.p.A. Sito internet: Consiglio di Amministrazione Presidente Giordano LOMBARDO Vice Presidente Dario FRIGERIO Amministratore Delegato Sandro PIERRI Consiglieri Pasquale DE MARTINO Angelo FORLONI Marco PIRONDINI Collegio Sindacale Presidente Gino ROSSINI Sindaci effettivi Paolo COLOMBO Riccardo RANALLI Sindaci supplenti Elisabetta VASSALLO Renato ZANOTTI Società di Revisione KPMG S.p.A. Banca Depositaria Société Générale Securities Services S.p.A., con sede legale in via Santa Chiara 19, Torino ed iscritta al n dell albo delle Banche tenuto dalla Banca d Italia. Le funzioni di Banca Depositaria sono espletate presso la Direzione Centrale sita in Via Benigno Crespi 19/A (MAC2), Milano. 2

4 FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO MOBILIARE APERTI NON ARMONIZZATI PIONEER EVOLUTION RELAZIONE SULLA GESTIONE AL 23 DICEMBRE

5 Pioneer Evolution: relazione annuale al 23 dicembre 2008 Scenario macroeconomico e mercati finanziari Nel corso del 2008 i segnali di rallentamento nel tasso di crescita dell economia globale sono diventati sempre più evidenti. Se nella prima parte dell anno le attese erano per un contenimento della crisi alla sola economia americana, con i paesi emergenti in grado di bilanciare la minore domanda, nei mesi successivi le difficoltà sul fronte congiunturale si sono nettamente intensificate, coinvolgendo anche le realtà più dinamiche, come Cina ed India. L esplodere in tutta la sua portata della crisi del credito a metà settembre, con il fallimento di Lehman Brothers, ed il venire meno della liquidità hanno ben presto determinato forti conseguenze sull economia reale. La recessione negli Stati Uniti, le maggiori difficoltà congiunturali in Europa e l impossibilità di reperire credito da parte delle imprese hanno determinato un repentino indebolimento della domanda. In questo contesto i prezzi petroliferi hanno rapidamente perso terreno e i timori di inflazione sono stati ben presto sostituiti dai timori di deflazione. Numerosi gli interventi che le autorità monetarie ed i singoli governi, in primis quello americano, hanno posto in atto nel tentativo di arginare la crisi e di favorire una stabilizzazione dei mercati interbancari. Misure che si sono tradotte non solo in una riduzione dei tassi ufficiali, ma anche nella iniezione diretta di liquidità, nel favorire l accesso al credito presso la banca centrale ad operatori diversi dalle banche commerciali e nel riacquisto di carta commerciale. In questo clima di crescente avversione al rischio le obbligazioni governative sono state l unica tipologia di titoli obbligazionari a registrare una performance positiva. I rendimenti dei titoli di stato ha evidenziato un trend nettamente discendente, raggiungendo nell ultimo trimestre i livelli più bassi dalla nascita dell Unione Europea. Contestualmente i premi al rischio richiesti per la sottoscrizione di obbligazioni corporate, sia per gli emittenti ad elevato rating (investment grade) sia quelli appartenenti all universo high yield sono nettamente aumentati. Un fenomeno determinato non solo dall elevata avversione al rischio degli investitori, ma dettato in buona misura anche da fattori tecnici legati all assenza di liquidità sui mercati del credito. In molti casi gli spread hanno raggiunto livelli non giustificabili alla luce dei fondamentali e della solidità finanziaria degli emittenti. Considerazioni analoghe valgono per il debito emergente, complice anche la repentina diminuzione nei prezzi delle materie prime, di cui molti di questi paesi sono forti esportatori. Ancora maggiore la penalizzazione per i mercati azionari globali, con i principali indici scesi ai livelli minimi degli ultimi cinque anni. Particolarmente penalizzato il settore finanziario, a seguito delle forti svalutazioni rese necessarie dal crescere dei crediti in sofferenza. Ma anche gli altri settori hanno evidenziato forti flessioni, specie quelli più sensibili all andamento del ciclo economico, come le materie prime e gli industriali, che hanno risentito della minore domanda legata al rallentamento della crescita anche nei paesi in via di sviluppo. Sul piano valutario, la divisa europea dopo aver raggiunto un massimo nell area di 1,60 a luglio, ha perso terreno sul dollaro con il progressivo coinvolgimento delle economie europee nella crisi del credito. Lo yen si è, invece, rafforzato a causa della generale riduzione della leva finanziaria che ha visto fra l altro la chiusura di operazioni speculative, come i carry trade. Le prospettive per i prossimi mesi appaiono ancora difficili: come normalmente accade in questi casi, la reazione dei mercati anticiperà la ripresa dell economia reale, ma è difficile dire quando questo accadrà. Riteniamo che la risposta dei governi sia fondamentale per attenuare le attese di una lunga recessione, 4

6 per ora assimilabile nei numeri a quella dell inizio degli anni ottanta. Probabilmente il recupero non sarà uniforme e a beneficiarne maggiormente dovrebbero essere i paesi dove maggiori sono stati gli interventi straordinari. L incertezza sembra destinata a prevalere, come dimostra il livello estremamente basso dei rendimenti delle obbligazioni governative che, dominate dai timori di deflazione, non sembrano per ora scontare adeguatamente i rischi di una politica fiscale sempre più espansiva. Ma alle prime avvisaglie di ripresa della congiuntura, variabili come l inflazione e il disavanzo pubblico potrebbero tornare ad avere un ruolo importante nelle valutazioni degli investitori. Sulla base di queste considerazioni confermiamo la preferenza per i titoli azionari ed obbligazionari con rischio di credito. Gli Stati Uniti, dove le politiche di sostegno appaiono più convincenti e su più larga scala, dovrebbero fungere da traino ad un eventuale ripresa globale. Al contrario riteniamo esista poco valore nei titoli governativi, anche se l incertezza e l avversione al rischio nel breve termine continueranno a mantenerne elevata la domanda. 5

7 FORMA E CONTENUTO DEL RENDICONTO ANNUALE Il rendiconto annuale di ciascun comparto è redatto secondo le disposizioni previste dal provvedimento emanato da Banca d Italia in data 14 aprile 2005 Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio, ed è composto da una situazione patrimoniale, una sezione reddituale e da una nota integrativa; esso è accompagnato da una relazione degli amministratori volta a dare indicazioni sia sulla politica di investimento seguita nella gestione del patrimonio, sia sulle prospettive di investimento in relazione all evoluzione dei mercati nei settori di interesse per il fondo. Sono altresì dettagliati principi contabili, criteri contabili e di valutazione, spese a carico dei fondi e regime fiscale. Tutti gli importi indicati nel rendiconto sono espressi in unità di Euro. DURATA DELL ESERCIZIO CONTABILE L esercizio contabile ha durata annuale e si chiude l ultimo giorno di borsa aperta. PRINCIPI CONTABILI Nella redazione del rendiconto di ciascun fondo sono stati applicati i principi contabili di generale accettazione per i fondi comuni di investimento ed i criteri di valutazione previsti dal regolamento Banca d Italia 14 aprile Tali principi sono coerenti con quelli utilizzati nel corso dell'esercizio per la predisposizione dei prospetti di calcolo giornalieri della quota. Gli schemi ed il contenuto dei singoli prospetti sono stati redatti nel rispetto delle disposizioni in materia emesse dalla Banca d'italia. CRITERI CONTABILI Le negoziazioni su titoli e sulle altre attività finanziarie sono contabilizzate nei portafogli dei singoli fondi sulla base della data di conclusione dei relativi contratti anche se non ancora regolati. Le commissioni di acquisto e vendita sono comprese nei prezzi di acquisto o dedotte dai prezzi di vendita dei titoli in conformità agli usi di borsa. Per le operazioni "pronti contro termine" e assimilabili il portafoglio non subisce modificazioni. I movimenti della liquidità a pronti trovano corrispettivo in movimenti di pari importo delle corrispondenti voci pronti contro termine attivi e operazioni assimilate o pronti contro termine passivi e operazioni assimilate. La differenza tra i prezzi a pronti e quelli a termine viene distribuita, proporzionalmente al tempo trascorso, lungo tutta la durata del contratto, come una normale componente reddituale. Nel caso di sottoscrizione di titoli di nuova emissione la contabilizzazione nel portafoglio ha luogo al momento in cui l'attribuzione dei titoli è certa ovvero, in ogni altro caso, nei termini previsti dal programma di offerta o dagli usi e consuetudini di borsa. Le opzioni acquistate / emesse sono computate tra le attività / passività al loro valore corrente. I differenziali su operazioni futures vengono registrati secondo il principio della competenza, sulla base della variazione giornaliera tra i prezzi di chiusura del mercato di contrattazione ed i costi dei contratti stipulati e/o i prezzi del giorno precedente. Gli interessi attivi e passivi e gli altri proventi ed oneri di natura operativa sono conteggiati secondo il principio della competenza temporale anche mediante rilevazioni di appositi ratei attivi e passivi. Gli interessi attivi sui conti correnti bancari sono rilevati al lordo della relativa ritenuta fiscale, a condizione che la giacenza media annua non sia superiore al 5% dell attivo gestito. I dividendi vengono contabilizzati nell'esercizio in cui sono deliberati (data stacco) o, in mancanza di tale comunicazione certa, al momento dell incasso. 6

8 Gli utili e le perdite su realizzi riflettono le differenze fra i costi medi di carico e i prezzi di vendita relativi agli strumenti finanziari ceduti nel corso dell esercizio. Le plusvalenze e minusvalenze su strumenti finanziari riflettono le differenze fra il costo medio di carico e il valore derivante dalla valutazione del portafoglio alla fine dell esercizio. La rilevazione delle sottoscrizioni e dei rimborsi delle quote viene effettuata a norma del regolamento dei singoli fondi secondo il principio della competenza temporale. CRITERI DI VALUTAZIONE Per la determinazione dei valori da applicare al portafoglio dei singoli fondi si osservano i seguenti criteri: i prezzi unitari utilizzati sono quelli del giorno di borsa aperta al quale si riferisce il valore della quota; per gli strumenti finanziari quotati, il prezzo è l ultimo prezzo disponibile del giorno della o delle borse indicate nel regolamento. Nel caso di strumenti finanziari quotati presso più borse, si applica il prezzo della borsa più significativa in relazione alle quantità trattate; per gli strumenti finanziari ammessi alla negoziazione sui mercati regolamentati indicati dall'organo di vigilanza il prezzo è quello risultante dall'ultimo listino ufficiale disponibile, valutandone la significatività, per i valori trattati su più mercati, tenendo conto delle quantità ivi negoziate; per gli strumenti finanziari quotati o ammessi alla negoziazione sui mercati regolamentati indicati dall organo di vigilanza, qualora sul mercato di negoziazione risultino contenuti gli scambi ed esistano elementi di scarsa liquidità, la valutazione tiene conto del presumibile valore di realizzo determinato sulla base delle informazioni reperibili sui circuiti internazionali di riferimento oggettivamente considerate dai responsabili organi della società; per gli strumenti finanziari e le altre attività finanziarie non quotati, la valutazione esprime il presumibile valore di realizzo sul mercato, individuato su un'ampia base di elementi di informazione, oggettivamente considerati dagli organi responsabili della società di gestione, concernenti la peculiarità del titolo, la situazione patrimoniale e reddituale dell'emittente e la situazione del mercato con particolare riferimento all'andamento dei tassi; per gli strumenti finanziari individualmente sospesi dal listino la valutazione è effettuata sulla base dei criteri previsti per quelli non quotati, tenendo anche conto dell'ultima quotazione rilevata; le poste denominate in valuta diverse da quelle di denominazione del fondo sono convertite in quest ultima valuta sulla base di tassi di cambio corretti alla data di riferimento della valutazione, accertati su mercati di rilevanza e significatività internazionale. Le operazioni a termine in valuta sono convertite al tasso di cambio a termine corrente per scadenze corrispondenti a quelle delle operazioni oggetto di valutazione; i contratti futures sono valutati sulla base delle quotazioni di chiusura dei rispettivi mercati, rilevate nel giorno di borsa aperta al quale si riferisce il valore della quota; le opzioni e i warrant trattati in mercati regolamentati sono valutati al prezzo di chiusura del giorno rilevato nel mercato di trattazione; nel caso di contratti trattati su più mercati, al prezzo più significativo, anche in relazione alle quantità trattate su diverse piazze; le opzioni e i warrant non trattati in mercati regolamentati sono valutati al valore corrente espresso dalla formula indicata dall organo di vigilanza; per i titoli strutturati la valutazione viene effettuata procedendo alla valutazione distinta di tutte le componenti elementari. Per titoli strutturati si intendono, come indicato dalla vigente normativa, quei titoli il cui rimborso e/o la cui remunerazione dipendano in tutto o in parte dal valore di determinati titoli o altre attività, dall andamento dei tassi di interesse, valute, indici o altri parametri o dal verificarsi di determinati eventi o condizioni, anche secondo meccanismi che equivalgono all assunzione di posizioni in strumenti finanziari derivati. 7

9 SPESE A CARICO DEI FONDI Le spese a carico dei singoli fondi sono rappresentate da: a) una commissione annuale di gestione, a favore della Società di Gestione, calcolata ogni giorno di valutazione sul valore complessivo netto di ciascun fondo e prelevata dalla disponibilità del Fondo stesso mensilmente, in occasione del calcolo della quota successivo alla chiusura del mese di riferimento. Fondo Pioneer Evolution Bond 0.65% Fondo Pioneer Evolution Bond Enhanced 0,65% Fondo Pioneer Evolution Balanced 0,75% Fondo Pioneer Evolution Equity 0,80% Fondo Pioneer Evolution Equity Global 0,80% In caso di acquisto di OICR collegati, sul Fondo acquirente non vengono fatte gravare spese e diritti di qualsiasi natura relativi alla sottoscrizione ed al rimborso di quote; inoltre, dal compenso riconosciuto alla Società di Gestione, fino a concorrenza della percentuale della commissione di gestione a carico del Fondo, è dedotta la remunerazione complessiva che il gestore dei fondi collegati percepisce. b) il compenso riconosciuto alla Banca Depositaria per l incarico svolto, ivi compreso il calcolo del valore unitario delle quote, calcolato con periodicità giornaliera, sulla base del valore complessivo netto del fondo; la misura massima del compenso è pari allo 0,15%; c) le spese di pubblicazione del valore unitario delle quote e dei prospetti periodici dei Fondi, i costi per la stampa e l invio dei documenti periodici destinati al pubblico e delle pubblicazioni destinate ai sottoscrittori ai sensi di legge, quali, ad esempio, l aggiornamento periodico annuale del prospetto informativo, gli avvisi inerenti la liquidazione del Fondo e quelli relativi al pagamento delle cedole, là dove i Fondi prevedano la distribuzione dei proventi; d) le spese di pubblicazione degli avvisi in caso di liquidazione o fusione dei Fondi; e) le spese di revisione della contabilità e dei rendiconti dei Fondi, ivi compresi quelli finali di liquidazione; f) le spese legali e giudiziarie sostenute nell esclusivo interesse dei Fondi; g) gli oneri di intermediazione inerenti alla compravendita di strumenti finanziari e gli oneri connessi con la partecipazione agli O.I.C.R. oggetto dell investimento; h) gli oneri fiscali previsti dalla normativa vigente; i) gli interessi passivi connessi all eventuale accensione di prestiti ai sensi della normativa vigente; l) il contributo di vigilanza dovuto alla CONSOB. Il pagamento delle suddette commissioni e spese è disposto dalla Società di Gestione mediante prelievo dalle disponibilità di ciascun fondo con valuta del giorno di effettiva erogazione degli importi. REGIME FISCALE Secondo quanto previsto dall'art. 9 della legge n. 77/83, così come modificato dall art. 8 del DL 461/97: i Fondi comuni non sono soggetti all'imposta sui redditi; le ritenute operate sui redditi di capitale percepiti dai fondi si applicano a titolo di imposta; sul risultato della gestione del comparto del fondo maturato in ciascun anno la società di promozione preleva un ammontare pari al 12,50% del risultato medesimo a titolo di imposta sostitutiva. 8

10 Tale decreto prevede altresì, nel caso di risultato di gestione negativo, la possibilità di iscrivere una posta a credito nel patrimonio del comparto del fondo, corrispondente al 12,50% di detto risultato. Alla fine di ogni esercizio, tale credito può essere recuperato da altri fondi della medesima società di gestione che abbiano conseguito un risultato positivo oppure essere portato in diminuzione dei risultati di gestione positivi degli esercizi successivi. In riferimento all esercizio 2008, il Consiglio di Amministrazione di Pioneer Investment Management SGRpA ha deciso che in sede di compensazione annuale dei debiti d imposta risultanti dall insieme dei fondi che hanno chiuso l esercizio 2008 con una posizione fiscale debitoria, anziché adottare, come in passato, il criterio di ripartizione proporzionale fra i fondi a credito, di compensare il debito d imposta complessivo, pari a circa 67 milioni di euro a favore dei soli fondi Pioneer Azionario America, Pioneer Azionario Europa e Pioneer Azionario Area Pacifico, proporzionalmente agli asset under management, con l obiettivo di assicurare un efficace gestione degli stessi in coerenza con i mandati conferiti dai clienti. Al fine della predisposizione del rendiconto, conformemente a quanto stabilito in materia di redazione del prospetto giornaliero di calcolo del valore della quota, i crediti e i debiti d imposta vengono esposti in maniera separata rispettivamente nelle voci Altre attività e Altre passività. OPERAZIONI IN STRUMENTI DERIVATI I fondi potranno investire in strumenti finanziari derivati per le seguenti finalità: copertura dei rischi; più efficiente gestione del portafoglio al fine di ridurre i costi di transazione, utilizzare la maggiore liquidità degli strumenti derivati rispetto agli strumenti sottostanti e avere una più rapida esecuzione delle transazioni; esposizione ai mercati, compatibilmente con l obiettivo dichiarato e il profilo di rischio di ciascun fondo, realizzata tramite l attuazione di strategie di investimento non conseguibili tramite l investimento in singoli titoli (quale ad esempio l acquisto di contratti futures per assumere posizioni su indici) e/o che modifichino l esposizione ai fattori di rischio specifici (quale ad esempio la negoziazione di contratti swap). Si segnala che l utilizzo dei derivati per finalità non di copertura potrebbe generare un impatto amplificato sulle variazioni della quota del fondo derivanti da variazioni dei prezzi degli strumenti finanziari sottostanti i derivati. In ogni caso l esposizione complessiva in strumenti finanziari derivati non di copertura, non potrà superare il 100% del valore complessivo del fondo al netto delle poste non negoziabili e infruttifere. SOGGETTI CHE PROCEDONO AL COLLOCAMENTO Il collocamento delle quote dei fondi avviene, tramite Unicredit Private Banking SpA con sede legale in Torino via Arsenale 21 per il tramite delle proprie filiali, agenzie, mediante offerta fuori sede e con tecniche di comunicazione a distanza. RAPPORTI CON LE SOCIETA DEL GRUPPO UNICREDIT I rapporti con le società del Gruppo UniCredit oltre a Pioneer Investment Management SGRpA, attengono al collocamento delle quote (UniCredit Banca S.p.A., UniCredit Private Banking S.p.A., UniCredit Corporate Banking S.p.A.,UniCredit Banca di Roma S.p.A, Banco di Sicilia S.p.A.), mentre l attività di negoziazione titoli è svolta tramite Bayerische Hypo Und Vereinsbank AG, succursale di Milano. 9

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12 Rendiconto della gestione per l esercizio chiuso al 23 dicembre 2008 PIONEER EVOLUTION BOND

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14 PIONEER EVOLUTION BOND SCOPO E CARATTERISTICHE DEL FONDO È un Fondo Obbligazionario Misto che mira all accrescimento del valore del capitale investito su un orizzonte temporale di investimento di medio periodo (indicativamente 5 anni), a fronte di un livello di rischio medio-basso. Il Fondo può investire in strumenti finanziari riconducibili alle seguenti tipologie: OICR, armonizzati e non, aperti e chiusi; strumenti di natura obbligazionaria; titoli azionari; strumenti derivati; depositi bancari. La società di gestione attua una politica di investimento orientata a costituire un portafoglio diversificato tramite la combinazione di un investimento di natura obbligazionaria con un investimento alternativo realizzato sia in Fondi di tipo speculativo sia in settori non correlati alle asset class tradizionali, quali quello immobiliare e quello delle materie prime. Almeno il 50% del portafoglio è investito in strumenti di natura obbligazionaria emessi da emittenti governativi e sovranazionali e in OICR di natura obbligazionaria compatibili; la restante parte è investita anche in OICR, chiusi e aperti, inclusi quelli di tipo speculativo, nel rispetto dei limiti massimi sotto indicati. Si segnala che la componente azionaria del portafoglio non può superare il 20%. L investimento in Fondi di tipo speculativo viene effettuato tendenzialmente con l obiettivo di diversificare il portafoglio e così di stabilizzarne il rendimento complessivo. Il Fondo investe principalmente nelle aree geografiche Europa, Nord America e Pacifico. Gli strumenti finanziari e gli OICR in portafoglio sono denominati in Euro per almeno il 50% e per la parte rimanente in altre valute. Il Fondo investe con i seguenti limiti rispetto al totale delle attività: OICR aperti: fino a un massimo del 100%; OICR chiusi quotati: fino ad un massimo del 20%; OICR chiusi non quotati: fino ad un massimo del 10%; OICR di tipo speculativo, italiani ed esteri: fino ad un massimo del 20%; strumenti di natura obbligazionaria: fino a un massimo del 100%; depositi bancari: fino a un massimo del 20%; titoli azionari: fino ad un massimo del 10%. Il Fondo è ad accumulazione dei proventi. POLITICHE DI GESTIONE Performance da inizio anno al 23 dicembre 2008 Fondo: % Benchmark: 0.75% Il Fondo termina il periodo con una performance inferiore all indice di riferimento, legata prevalentemente al deludente andamento del quarto trimestre. Le motivazioni sono riconducibili al non favorevole sottopeso sui titoli governativi a favore delle emissioni con rischio di credito, oltre che alla diversificazione sui mercati emergenti e sulle commodities durante il periodo più acuto della crisi finanziaria. 13

15 Sulla componente obbligazionaria, il Fondo ha mantenuto una duration inferiore all indice di riferimento, con posizioni fuori benchmark su governativi americani ed inglesi, su titoli emergenti, corporate investment grade ed high yield. L esposizione ai mercati high yield è stata aumentata nel primo semestre, ritenendo eccessivi i livelli raggiunti dai differenziali di rendimento, mentre quella sui mercati emergenti è stata notevolmente diminuita negli ultimi mesi dell anno. A fine periodo l investimento su emissioni con rischio di credito si attesta al 7,5% del fondo, di cui la quasi totalità investita in titoli ad elevato rendimento. All interno della componente liquidità, i Fondi di tipo absolute return sono stati notevolmente ridotti a Novembre a vantaggio dei titoli governativi dell area Euro. Ridotto anche l investimento in hedge fund, di poco inferiore al 4,5% del portafoglio. Le commodities, che avevamo incrementato privilegiando le materie prime agricole, sono state ridotte a seguito delle forti correzioni dei prezzi delle principali materie prime, mantenendo unicamente una posizione diversificata con un peso inferiore al benchmark. Per quanto riguarda gli investimenti fuori benchmark, l investimento sui mercati azionari, che aveva interessato principalmente le piazze europee per un ammontare contenuto, è stato completamente azzerato nel quarto trimestre. In più occasioni abbiamo preso posizione a favore di una riduzione della volatilità, utilizzando contratti future sul VIX. In prospettiva, riteniamo che la volatilità sui mercati si manterrà elevata e ci vorrà ancora tempo prima si tornare ad una normalizzazione del sistema finanziario. In questo contesto, riteniamo che la BCE continuerà ad adottare un orientamento di politica monetaria volto a favorire la ripresa. Riteniamo che la crisi finanziaria abbia creato una sostanziale distorsione nei valori relativi dei titoli corporate, senza alcun legame con i fondamentali. Con il lento rientro delle tensioni, il portafoglio dovrebbe iniziare a beneficiare dell elevata componente cedolare. Inoltre il ritorno a livelli di volatilità più contenuti dovrebbe premiare la nostra allocazione settoriale e la diversificazione dovrebbe tornare a esercitare un impatto positivo sul profilo rischio rendimento del portafoglio. Alla data del il Fondo presenta un debito pari a riveniente da operazioni di valuta a termine con Lehman Bros non regolate nei termini prefissati e non presenta altri problemi di liquidità. 14

16 PIONEER EVOLUTION BOND RENDICONTO DELLA GESTIONE PER L ESERCIZIO CHIUSO AL 23 DICEMBRE

17 RENDICONTO DEL FONDO PIONEER EVOLUTION BOND SITUAZIONE PATRIMONIALE AL 23/12/2008 Situazione al Situazione a fine ATTIVITÀ 23/12/2008 esercizio precedente Valore In % totale Valore In % totale complessivo attività complessivo attività A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI , ,50 A1. Titoli di debito , ,76 A1.1 titoli di Stato , ,98 A1.2 altri , ,78 A2. Titoli di Capitale ,47 A3. Parti di O.I.C.R , ,27 B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI , ,19 B1. Titoli di debito ,96 B2. Titoli di Capitale B3. Parti di O.I.C.R , ,23 C. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI C1. Margini presso organismi di compensazione e garanzia C2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati C3. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati D. DEPOSITI BANCARI D1. A vista D2. Altri E. PRONTI CONTRO TERMINE ATTIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE F. POSIZIONE NETTA DI LIQUIDITA , ,04 F1. Liquidità disponibile , ,65 F2. Liquidità da ricevere per operazioni da regolare , ,76 F3. Liquidità impegnata per operazioni da regolare , ,37 G. ALTRE ATTIVITA , ,27 G1. Ratei attivi , ,17 G2. Risparmio di imposta , ,01 G3. Altre , ,09 TOTALE ATTIVITA ,00 16

18 RENDICONTO DEL FONDO PIONEER EVOLUTION BOND SITUAZIONE PATRIMONIALE AL 23/12/2008 Situazione al Situazione a fine 23/12/2008 esercizio precedente PASSIVITÀ E NETTO Valore Valore complessivo complessivo H. FINANZIAMENTI RICEVUTI I. PRONTI CONTRO TERMINE PASSIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE L. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI L1. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati L2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati M. DEBITI VERSO I PARTECIPANTI M1. Rimborsi richiesti e non regolati M2. Proventi da distribuire M3. Altri N. ALTRE PASSIVITA' N1. Provvigioni ed oneri maturati e non liquidati N2. Debiti di imposta N3. Altre TOTALE PASSIVITA' VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO Numero delle quote in circolazione , ,219 Valore unitario della quota 45,400 50,175 Movimenti delle quote nell esercizio Quote emesse ,085 Quote rimborsate ,458 17

19 RENDICONTO DEL FONDO PIONEER EVOLUTION BOND SEZIONE REDDITUALE Rendiconto al Rendiconto a fine 23/12/2008 esercizio precedente A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI A1. PROVENTI DA INVESTIMENTI A1.1 Interessi e altri proventi su titoli di debito A1.2 Dividendi e altri proventi su titoli di capitale A1.3 Proventi su parti di O.I.C.R A2. UTILE/PERDITA DA REALIZZI A2.1 Titoli di debito A2.2 Titoli di capitale A2.3 Parti di O.I.C.R A3. PLUSVALENZE/MINUSVALENZE A3.1 Titoli di debito A3.2 Titoli di capitale A3.3 Parti di O.I.C.R A4. RISULTATO DELLE OPERAZIONI DI COPERTURA DI STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI RISULTATO GESTIONE STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI B1. PROVENTI DA INVESTIMENTI B1.1 Interessi e altri proventi su titoli di debito B1.2 Dividendi e altri proventi su titoli di capitale B1.3 Proventi su parti di O.I.C.R. B2. UTILE/PERDITA DA REALIZZI B2.1 Titoli di debito B2.2 Titoli di capitale B2.3 Parti di O.I.C.R B3. PLUSVALENZE/MINUSVALENZE B3.1 Titoli di debito B3.2 Titoli di capitale B3.3 Parti di O.I.C.R B4. RISULTATO DELLE OPERAZIONI DI COPERTURA DI STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI RISULTATO GESTIONE STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI C. RISULTATO DELLE OPERAZIONI IN STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI NON DI COPERTURA C1. RISULTATI REALIZZATI C1.1 Su strumenti quotati C1.2 Su strumenti non quotati C2. RISULTATI NON REALIZZATI C2.1 Su strumenti quotati C2.2 Su strumenti non quotati 18

20 RENDICONTO DEL FONDO PIONEER EVOLUTION BOND SEZIONE REDDITUALE Rendiconto al Rendiconto a fine 23/12/2008 esercizio precedente D. DEPOSITI BANCARI D1. INTERESSI ATTIVI E PROVENTI ASSIMILATI E. RISULTATO DELLA GESTIONE CAMBI E1. OPERAZIONI DI COPERTURA E1.1 Risultati realizzati E1.2 Risultati non realizzati E2. OPERAZIONI NON DI COPERTURA E2.1 Risultati realizzati E2.2 Risultati non realizzati E3. LIQUIDITA E3.1 Risultati realizzati E3.2 Risultati non realizzati F. ALTRE OPERAZIONI DI GESTIONE F1. PROVENTI DELLE OPERAZIONI DI PRONTI CONTRO TERMINE E ASSIMILATE F2. PROVENTI DELLE OPERAZIONI DI PRESTITO TITOLI RISULTATO LORDO DELLA GESTIONE DI PORTAFOGLIO G. ONERI FINANZIARI G1. INTERESSI PASSIVI SU FINANZIAMENTI RICEVUTI G2. ALTRI ONERI FINANZIARI RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE DI PORTAFOGLIO H. ONERI DI GESTIONE H1. PROVVIGIONE DI GESTIONE SGR H2. COMMISSIONI BANCA DEPOSITARIA H3. SPESE PUBBLICAZIONE PROSPETTI E INFORMATIVA AL PUBBLICO H4 ALTRI ONERI DI GESTIONE I. ALTRI RICAVI ED ONERI I1. Interessi attivi su disponibilità liquide I2. Altri ricavi I3. Altri oneri RISULTATO DELLA GESTIONE PRIMA DELLE IMPOSTE L. IMPOSTE L1. Imposta sostitutiva a carico dell'esercizio L2. Risparmio d imposta L3. Altre imposte UTILE DELL'ESERCIZIO

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