RESEARCH AND EDUCATION ASSOCIAZIONE NAZIONALE ORIENTATORI. A cura dell Università Telematica Pegaso. rivista scientifica

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1 Reserch and Education LIFE DESIGN 1 Anno II n.2 Tr a s f o r m a r e l e proprie ASSOCIAZIONE NAZIONALE ORIENTATORI c o m p e t e n z e i n c onsapevolezz a d i v i t a rivista scientifica A cura dell Università Telematica Pegaso RESEARCH AND EDUCATION

2 2 LIFE DESIGN Research and Education LIFE DESIGN Research and education Rivista semestrale Iscrizione Registro Stampa del Tribunale di Bari n. 34 del 06/07/2010 ai sensi della legge sulla stampa 8 febbraio 1948 n. 47 Direzione scientifica Vito Antonio Baldassarre (Università di Bari) Comitato Scientifico Pierpaolo Limone (Università di Foggia) Michele Baldassarre (Università di Bari) Lucia Chiappetta Cajola (Università Roma Tre) Enzo Mansueto (insegnante e giornalista del Corriere del Mezzogiorno) Marisa Michelini (Università di Udine) Maria Cavalluzzi (esperta didattica yoga) Marc Bru (Università di Tolosa - Francia) Ronald G. Sultana (Università di Malta) Jacqueline Thousand (Università San Marco - California) Direttore editoriale Domenico Pontrandolfo (Direttore Generale dell Associazione Nazionale Orientatori) Direttore responsabile Valentina De Carlo Responsabile di redazione Valentina Rapo Redazione Valentina Rapo Filippo Vasco Editing e impaginazione Raffaele Cacciapaglia Editore Forprogest SPA Via Crisanzio, Bari

3 Reserch and Education LIFE DESIGN 3 Editoriale Cari lettori, questo, della nostra rivista, è un numero speciale; se non altro perché esce con qualche mese di ritardo a causa delle profonde trasformazioni e dei cambiamenti che stanno positivamente coinvolgendo la nostra Associazione. L orientamento, come è noto, è una dimensione sempre in fieri e chi, come noi, animato da professionalità, serietà, costanza, voglia di migliorare e crescere, si avvicina ad essa non può non mettersi nelle condizioni di una continua propensione al nuovo, al mutamento, alla flessibilità ed assumere un atteggiamento per certi versi pionieristico. Chi è il pioniere, se non un temerario?! È colui che apre la via agli altri nell esplorazione di nuove terre, di nuove vie e di nuove idee. Innanzi a situazioni problematiche, inedite, sconcertanti che si incontrano nell esplorazione di queste nuove vie, non si può non fare riferimento all insegnamento di Donald A. Schön: di reflection-in-action, ovvero alla capacità di riflessione nell azione, sull azione (oltre che prima e dopo l azione). Quindi, sé è vero che il cambiamento è rapido e veloce, è anche vero che c è bisogno, ogni tanto, di riprendere i fili che vanno oltre il quotidiano; che guardano ad orizzonti di tempo più vasti e che consentano di riflettere in modo autentico sulla direzione intrapresa e sugli obiettivi da raggiungere per riuscire così a tagliare sempre nuovi traguardi. Quindi: la scelta del voler essere sempre responsabilmente coscienti e coscienziosi nella guida e nella crescita della Associazione può essere considerata la vera e unica ragione del ritardo della pubblicazione del secondo numero di LIFE DESIGN - research and education. Questo secondo numero, pur rispettando la classica struttura della rivista (Study - research and analysis, Best practices, News and reviews, Recensioni), è diverso, speciale appunto. Il suo essere speciale, deriva da due semplici ma significative motivazioni: la prima affonda le sue radici nella consapevolezza che l orientamento occupandosi dell uomo nella sua totalità non può non considerare tutti gli affari umani e pertanto abbiamo sentito viva l esigenza di proporvi contributi che si occupano dell orientamento in un ottica sempre più ad ampio spettro. La seconda motivazione è stata quella di voler dedicare uno spazio sempre più ampio ai contributi provenienti dagli orientatori sul campo rivelatesi vere fonti inesauribili di riflessioni e valutazioni. Nella prima parte della rivista, Study - research and analysis, troviamo preziosi ed interessanti contributi dedicati al rapporto fra orientamento e valutazione, orientamento e scuola, orientamento e formazione, orientamento e nuove tecnologie, orientamento e salute. Nella seconda parte, Best practices, troviamo le esperienze concrete dei nostri orientatori iscritti all Albo. La terza, News and reviews, è stata esplicitamente dedicata all informazione e diffusione di tutte le novità ed attività poste in essere dall Associazione e dei cambiamenti in divenire all intero dell intero panorama dell orientamento. Anche, il secondo numero della rivista si chiude con le preziose Recensioni di testi utili al professionista dell orientamento e a tutti coloro che svolgono professioni che hanno a che fare con quanto più di complesso e delicato esiste al mondo: l essere umano. Dott.ssa Valentina De Carlo Dott.ssa Valentina Rapo

4 4 LIFE DESIGN Research and Education Sommario Sezione Descrizione Pag L Associazione Nazionale Orientatori partecipa all incontro formativo organizzato dall Università Telematica Pegaso Dott.ssa Mery Pontrandolfo, Presidente dell Associazione Nazionale Orientatori 5 STUDY - RESEARCH AND ANALYSIS L European Lifelong Guidance Policy Network e le politiche per l orientamento permanente in Europa a cura del dott. Filippo Vasco L autovalutazione di Istituto per orientare la scuola dell inclusione verso le priorità per il cambiamento Prof.ssa Lucia Chiappetta Cajola - Università degli Studi Roma Tre - Settore Scientifico-disciplinare M-Ped/03, Didattica e Pedagogia Speciale La valutazione una preziosa risorsa per l orientatore Parte Prima Dott.ssa Valentina Rapo - Cultore della materia in progettazione e sperimentazione di ambienti multimediali per la formazione L orientamento diacronico formativo. Un modello da applicare fin dalla scuola primaria Dott.ssa Alessia Checchi - Università degli Studi Roma Tre. Funzionario amministrativo presso la Presidenza della Facoltà di Scienze della Formazione. Le tecnologie digitali per la didattica tra innovazione e nuove competenze Dott.ssa Eleonora Guglielman Docente presso Università degli Studi Roma Tre -Scuola Dottorale in Pedagogia e Servizio Sociale La salute va orientata, ma sopratutto spiegata e capita Dr. Giuseppe D Introno - Giornalista medico scientifico BEST PRACTICES L orientatore nei Centri Informagiovani. A piccoli passi Orientatore Professionale Raffaele Astore - Responsabile Informagiovani nel Comune di Galatina LE Una bussola non dispensa dal remare. Educhiamoci alle scelte educhiamoci al movimento! Centro di Orientamento Skills Project di Spinazzola BT NEWS AND REVIEWS Un ruolo chiave per la crescita e la cura dei cittadini europei del XXI secolo Dott. Danilo Iervolino Presidente del Consiglio di Amministrazione dell Università Telematica Pegaso Il nuovo portale dell orientamento e non solo! Dott. Domenico Pontrandolfo, Direttore Generale dell Associazione Nazionale Orientatori Recensioni

5 Reserch and Education LIFE DESIGN 5 L Associazione Nazionale Orientatori partecipa all incontro formativo organizzato dall Università Telematica Pegaso Dott.ssa Mery Pontrandolfo Presidente dell Associazione Nazionale Orientatori Il sodalizio costituitosi tra ASNOR e l Università Telematica Pegaso per la diffusione e la promozione della figura dell orientatore, avviato da qualche mese, è stato formalmente ufficializzato il 25 luglio scorso, durante un incontro formativo tenutosi a Napoli ed organizzato dall Ateneo partenopeo presso il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova. In questo appuntamento si illustrano annualmente le linee direttive e programmatiche che l Ateneo intende perseguire; rappresenta un importante momento di informazione e confronto dedicato ai partner e finalizzato a migliorare modalità di collaborazione e strategie. L Università Telematica Pegaso è impegnata in un continuo lavoro di ricerca, approfondimento e sviluppo di quei settori che vengono individuati come i più innovativi, richiesti e in crescita dal punto di vista dell immediata spendibilità nel mondo del lavoro dei titoli formativi ottenuti dagli studenti. Data questa fondamentale premessa, sono facilmente comprensibili i motivi che sono alla base e hanno portato alla definizione dell accordo di collaborazione in parola: l orientamento costituisce un settore in forte crescita: aumenta la domanda di consulenza; il lavoro scientifico alla base della ponderosa visione teorica di ASNOR è riconosciuto in toto dall Ateneo: il connubio è naturale. Di questa significativa collaborazione s è discusso in questo incontro. Dopo i saluti del presidente Danilo Iervolino, del direttore generale Elio Pariota e del segretario regionale dell ANSI Domenico Manzo, l approfondimento è stato affidato alla responsabile dell area didattica Lucia Martiniello ed alla referente dei corsi in area scolastica Generosa Manzo. Affrontando il tema delle convenzioni e delle iniziative messe in campo dall Ateneo per il nuovo anno accademico, con l intervento del direttore generale ASNOR Domenico Pontrandolfo, sono state introdotte le motivazioni e le finalità alla base di questo partenariato: attenzione agli aspetti qualificanti ed ai benefici per gli studenti; analisi del mercato del lavoro finalizzata all individuazione dei settori più interessanti dal punto di vista dello sviluppo e della propensione a creare occupazione; ricerca scientifica mirata per la preparazione di percorsi formativi funzionali e spendibili; ferma

6 6 LIFE DESIGN Research and Education volontà di costituire un punto di riferimento nel dibattito scientifico del proprio settore di appartenenza. L Università Telematica Pegaso condivide l articolata impostazione teorica prospettata da ASNOR: riconoscendo la validità dei sette profili di orientatore, presenta un offerta formativa completa: un Master di I livello intitolato Professione Orientatore della durata di 1500 ore (60 cfu), comprendente tutti e sette i profili previsti, e sette corsi di Alta Formazione di 600 ore (24 cfu), uno per ciascuno dei profili. Un offerta didattica completa ed analitica come nessun altra in Italia. ASNOR riconosce questi corsi e ammette al proprio Albo Nazionale coloro che, ottenuto il titolo, ne facciano esplicita richiesta. Come chiarito dai relatori, questo è solo il primo momento di una collaborazione che già ha in nuce implementazioni e sviluppi su cui le parti stanno già lavorando, secondo i propri campi e competenze: l Ateneo intende fondare un dipartimento specializzato in materia; ASNOR promuove la sua rete nazionale di Centri di Orientamento con l obiettivo finale di garantire sevizi di consulenza mirati e di qualità per tutti i cittadini; gli orientatori a loro disposizione devono essere scrupolosamente formati e sinceramente preparati; all interno dei Centri di Orientamento operano esclusivamente orientatori iscritti all Albo Nazionale; non si tratta solo di una comunità in cui è possibile condividere esperienze e informazioni; l Albo è uno spazio pensato per assicurare quella formazione continua che, in un settore così delicato e in evoluzione come quello della consulenza alle persone, costituisce un pilastro inalienabile (in linea con le ultime disposizioni comunitarie in tema di Life Long Learning). ASNOR lavora affinché, dopo la pausa estiva, la piattaforma telematica realizzata a tal fine entri definitivamente in funzione per diventare il principale strumento di aggiornamento e di studio per tutti gli iscritti. Fatto questo cenno ai programmi e agli sviluppi su cui si sta lavorando per il prossimo periodo, colgo l occasione per salutare i lettori tutti e gli iscritti in particolare, nostra linfa, sostegno e primo motivo di orgoglio e spinta motivazionale.

7 Reserch and Education LIFE DESIGN 7 STUDY RESEARCH AND ANALYSIS

8 8 LIFE DESIGN Research and Education L European Lifelong Guidance Policy Network e le politiche per l orientamento permanente in Europa Dott. Filippo Vasco Cultore della materia di diritto pubblico Presentiamo il report delle attività svolte nel 2009/2010 nell ambito delle politiche di Orientamento Permanente da parte dell ELGPN (European Lifelong Guidance Policy Network). ASNOR ha da sempre condiviso uno dei principi cardine della politica comunitaria in argomento: l orientamento permanente è riconosciuto come una dimensione cruciale dell apprendimento continuo, anche perché promuove obiettivi di natura economica e sociale. In particolare, migliora l efficienza e l efficacia dei settori istruzione, formazione e lavoro attraverso il suo contributo mirato alla riduzione della dispersione scolastica, al potenziamento dell incontro tra domanda e offerta di competenze e all aumento della produttività. Due Risoluzioni UE del Consiglio Istruzione (20041; 20082) hanno evidenziato l esigenza di potenziare i servizi di orientamento lungo tutto l arco della vita, al fine di fornire agli utenti le capacità per gestire i propri percorsi formativi e professionali, nonché i momenti di transizione tra i percorsi educativi, formativi e di carriera. Le Risoluzioni si focalizzano su quattro aree prioritarie: sviluppo delle capacità di orientamento al lavoro (d ora in avanti, CMS, career management skills); accessibilità dei servizi; qualità e coordinamento dei servizi. A seguito delle suddette Risoluzioni, gli Stati membri sono stati invitati a modernizzare e rafforzare le proprie politiche e i sistemi di orientamento. La Commissione europea, assistita dal Cedefop e dalla Fondazione Europea per la Formazione Professionale (ETF), ha sostenuto attivamente tali obiettivi, attraverso la promozione di studi mirati, la produzione, insieme all OCSE3, di un manuale per i policy maker, il sostegno all apprendimento fra pari (peer learning) e lo sviluppo di strumenti di riferimento comuni, con il supporto di un gruppo di esperti europei che si è incontrato periodicamente tra il 2002 e il Nel 2007, gli Stati membri hanno deciso di istituire la rete ELGPN. La Commissione europea ha accolto favorevolmente tale iniziativa, quale impegno concreto verso l attuazione, a livello nazionale, delle priorità identificate nella citata Risoluzione del 2004 e ha deciso di fornire il supporto finanziario attraverso il Lifelong Learning Programme. Essendo una rete guidata dagli Stati membri, rappresenta anche una

9 Reserch and Education LIFE DESIGN 9 forma innovativa del Metodo Aperto di Coordinamento all interno dell UE. La rete è aperta a tutti i paesi eleggibili all assistenza nell ambito del Lifelong Learning Programme 2007/2013. I Paesi partecipanti identificano i propri rappresentanti e sono incoraggiati a favorire la partecipazione di rappresentanti governativi e non governativi. Quasi tutti i Paesi sono rappresentati da membri del Ministero dell Istruzione; più della metà dei Paesi è rappresentata da membri del Ministero del Lavoro ed alcuni sono rappresentati da ONG. Nel biennio 2009/2010 sono state organizzate quattro Riunioni Plenarie ELGPN (Lussemburgo, marzo 2009; Riga, Lettonia, settembre 2009; Saragozza, Spagna, maggio 2010; Lisbona, Portogallo, settembre 2010). I membri della rete hanno condiviso la decisione di basare il programma di lavoro 2009/2010 sulle quattro tematiche identificate nella Risoluzione Di conseguenza, sono state intraprese attività relative ai quattro Work Package (ognuno dei quali coinvolge 10/12 Paesi), finalizzate a: incoraggiare l acquisizione continua di capacità di orientamento al lavoro (WP1); agevolare l accesso ai servizi di orientamento da parte di tutti i cittadini, incluso l accreditamento di apprendimenti pregressi derivanti dall esperienza (APEL), (WP2); incoraggiare meccanismi di cooperazione e coordinamento nello sviluppo di politiche e sistemi di orientamento tra i vari stakeholder nazionali, regionali e locali (WP3); sviluppare meccanismi di qualità basati sulle evidenze per la definizione di politiche e sistemi (WP4). Inoltre, il programma di lavoro 2009/2010 della rete ELGPN ha incluso due Task Group tematici che si sono occupati di: politiche europee in materia di istruzione, formazione e lavoro dalla prospettiva dell orientamento lungo tutto l arco della vita, inclusi riepiloghi delle politiche relativi alle quattro tematiche dei Work Package come identificate nelle Risoluzioni del 2004 e del 2008, più un commento sul ruolo dell orientamento permanente in relazione all attuale crisi economica (TG1); sinergia tra progetti finanziati dall UE e relativi collegamenti con le politiche di orientamento permanente (TG2). CMS: Capacità di orientamento al lavoro (Work Package 1) Le capacità di orientamento al lavoro (career management skills, CMS) sono un insieme di competenze che forniscono, a individui e gruppi, modalità strutturate per raccogliere, analizzare, sintetizzare e organizzare autonomamente informazioni in materia di istruzione e lavoro, nonché per prendere decisioni e affrontare i momenti di transizione. Si tratta di competenze necessarie ai cittadini per poter gestire le complesse transizioni che caratterizzano i diversi percorsi educativi, formativi e occupazionali.

10 10 LIFE DESIGN Research and Education L insegnamento delle CMS può aiutare gli individui a gestire i percorsi di carriera non lineari, promuovendo l uguaglianza e l inclusione sociale. In molto Paesi sono state avviate politiche in tal senso: programmi scolastici sostengono i giovani nel diventare più abili nella pianificazione e nella gestione delle transizioni tra le diverse fasi educative, formative ed occupazionali; gli universitari (sulla scia del Processo di Bologna) cominciano a confrontarsi seriamente con la materia; per quanto riguarda i disoccupati, molti servizi pubblici per l impiego erogano o affidano ad esterni programmi finalizzati a potenziare le capacità occupazionali degli adulti, al fine di aumentare le loro possibilità di successo in un mercato del lavoro estremamente competitivo. Se diversi sono i termini con cui è possibile riferirsi a tali competenze (life-skills, educazione personale e sociale, apprendimento delle capacità di sviluppo professionale), il contenuto e le modalità di erogazione delle CMS mantengono un elevato grado di convergenza all interno dell UE. Le tematiche principali riguardano i seguenti aspetti: il livello su cui affrontare le diverse tematiche in materia, sulla base dell età e del livello di istruzione del cittadino. Si riscontra una tendenza diffusa, anche se non comune a tutti i Paesi, all ampliamento delle CMS; la necessità di identificare le CMS che rispondano alle specifiche esigenze dei gruppi target a rischio, assegnando agli stessi gruppi target un ruolo importante nella definizione dei programmi di CMS; la necessità di riconoscere le diverse tradizioni curricolari dei vari Paesi. Nell affrontare questo aspetto è necessario tenere conto del possibile rischio, insito in esso, di ostacolare lo sviluppo di un quadro europeo delle CMS; l importanza di un quadro nazionale delle CMS, che definisca conoscenze e abilità di base disponibili per tutti i cittadini, e che consenta una interpretazione flessibile di tale quadro in relazione a contesti specifici; la sfida di integrare le CMS in un contesto educativo. Le opzioni includono la possibilità di avere le CMS come una materia autonoma e programmata; la trasmissione delle stesse attraverso il curriculum; l inserimento delle CMS quale attività extracurricolare o un mix delle suddette strategie; lo sviluppo di pedagogie sperimentali e innovative. È fondamentale che gli educatori vadano oltre le indicazioni puramente didattiche per includere una serie di strategie di apprendimento esperienziale, giochi interattivi di autovalutazione e orientamento alle scelte professionali (career game), risorse informatiche, ecc; la valutazione delle CMS. In alcuni Paesi, l idea di base è che la motivazione degli studenti sia sufficiente per l apprendimento delle CMS e che non vi sia bisogno di valutare tali capacità. In altri Paesi, prevale l idea secondo cui gli studenti abbiano

11 Reserch and Education LIFE DESIGN 11 diritto a un riconoscimento formale dello sviluppo di tali abilità. In una tradizione educativa in cui gli esami svolgono un ruolo chiave, ogni area curricolare che non viene formalmente valutata appare inevitabilmente poco importante nella gerarchia delle conoscenze e di conseguenza anche gli studenti attribuiscono ad essa scarso valore. L utilizzo di modalità innovative di valutazione, quali il portfolio, ha il vantaggio di agevolare e riconoscere l apprendimento, senza necessariamente soffocare le metodologie innovative di insegnamento; le modalità attraverso cui le CMS possono essere trasmesse agli adulti nel contesto dei Servizi pubblici per l impiego, al fine di garantire che la persona disoccupata possa apprendere una serie di abilità volte a potenziare le proprie capacità occupazionali. Gli esempi migliori sono quelli dei job club, in particolare quelli commissionati a service provider vicini ai gruppi target. In tali contesti, un approccio di gruppo può più facilmente favorire l empowerment; la necessità di assicurare che le CMS siano trasmesse partendo non da una prospettiva deficitaria che vede negli utenti esclusivamente delle carenze, quanto piuttosto da una prospettiva di autonomia e responsabilità. È importante considerare gli utenti come persone dotate di determinati punti di forza, e non unicamente di specifiche problematicità. Dati questi elementi, l ELGPN segnala che molti Paesi devono ancora sviluppare una quadro nazionale di CMS; molti altri Paesi devono ancora articolare una politica chiara relativa al collocamento delle CMS all interno del curriculum nazionale; è necessario definire una chiara strategia di formazione per coloro che dovranno erogare le CMS, nonché identificare le risorse necessarie che potranno essere utilizzate in diversi contesti; il programma di sviluppo delle CMS deve prendere in considerazione le esigenze specifiche dei gruppi target a rischio; è necessario lavorare ulteriormente su strategie di valutazione più adeguate; è opportuno lavorare allo sviluppo di un quadro europeo delle CMS. L Italia, da questo punto di vista, segna il passo, soffrendo tutte le criticità indicate. Ampliare l accesso ai servizi (Work Package 2) L ampliamento dell accesso ai servizi di orientamento è un punto all ordine del giorno di numerosi Paesi, inclusi le modalità di ampliamento dell erogazione dei servizi a diversi gruppi target, l uso di strumenti ICT (tecnologie dell informazione e delle comunicazioni) e le modalità di gestione e finanziamento di servizi integrati. Da questa analisi, sono emerse due problematiche principali:

12 12 LIFE DESIGN Research and Education le esigenze di una parte consistente di gruppi target specifici non sono state soddisfatte adeguatamente; i servizi di orientamento continuano ad essere erogati in sedi e con modalità ancora carenti, in pochi momenti del giorno o della settimana e soltanto in alcune fasi del ciclo di vita dell utente, limitando le possibilità di accesso continuo e lungo tutto l arco della vita. A seguito della crisi economica e dei crescenti tassi di disoccupazione, i servizi di orientamento hanno assunto un ruolo chiave. La crisi attuale sottolinea l esigenza di ampliare l accesso ai servizi, con particolare attenzione ai gruppi target (es. giovani in momenti di transizione dei percorsi educativi o nel passaggio dai percorsi formativi al mondo del lavoro; persone che abbandonano precocemente il percorso formativo, giovani e adulti disoccupati e persone che si trovano nel mondo del lavoro in condizioni di svantaggio). Molti paesi hanno identificato nei supporti tecnologici, in particolare nelle piattaforme web e nel telefono, un fattore determinante per lo sviluppo di tali risorse, permettendo ad un numero maggiore di utenti di accedere ai servizi in momenti e sedi e con metodi che si adattano meglio alle loro esigenze. Le moderne tecnologie consentono di erogare servizi attraverso una combinazione di mezzi quali l e-guidance e numeri telefonici dedicati all orientamento, incluso l orientamento in presenza. Le attuali modalità di erogazione dei servizi di orientamento devono essere riprogrammate in termini di efficienza dei costi e modalità di erogazione. Numerosi paesi dispongono di nuove leggi in materia di accesso, erogazione dei servizi e sviluppo di nuovi strumenti e sistemi, tra le quali norme relative ai servizi di counselling come parte delle politiche per l occupazione (Repubblica Ceca), al diritto di tutti i cittadini all orientamento permanente gratuito erogato nei servizi pubblici (Francia), all educazione degli adulti che sostiene l orientamento sul posto di lavoro e la validazione dei processi di apprendimento informali e non formali (Islanda) e alle qualifiche dei consulenti (Francia, Islanda, Polonia). Altri orientamenti in termini di politiche individuano tra le priorità da perseguire l uso più efficace delle ICT nell orientamento (Lituania) e degli strumenti ICT affinché l orientamento diventi parte di una strategia di e-government (Slovacchia). Ulteriori sviluppi significativi includono un nuovo servizio integrato (Francia), l utilizzo di un portale internet e di un servizio telefonico come strumenti di supporto alle scelte occupazionali, nonché un programma di promozione di iniziative di orientamento locali collegate alle strategie di apprendimento locale (Germania), un nuovo servizio per l impiego rivolto agli adulti (Regno Unito) ed un sistema informatico nazionale di informazioni sulle professioni (Turchia). Non ci sono riferimenti al caso italiano. Numerosi sono i punti chiave intorno cui ruota tutta quella che dovrebbe essere l attività necessaria per raggiungere i risultati attesi:

13 Reserch and Education LIFE DESIGN 13 complementarietà della natura dei canali di erogazione. Se da un lato il supporto tecnologico è stato identificato dalla maggior parte dei paesi come un aspetto importante nello sviluppo e nell erogazione dei servizi per l impiego, i servizi in presenza, nella forma di attività individuali o di gruppo, restano una componente essenziale nell erogazione dei servizi di orientamento. Le nuove tecnologie permettono di agevolare e di rendere più economico l accesso ai servizi, creando modalità di erogazione innovative e flessibili, collegate a modalità di accesso individuale e di self-help; sviluppo di servizi integrati. Sviluppare servizi integrati per persone di tutte le età è una nuova sfida, che richiede un ripensamento dei contesti istituzionali e delle competenze professionali, nonché una nuova mentalità e una nuova cultura; diversi livelli di servizio per soddisfare le diverse esigenze individuali. Vi sono persone auto-motivate, capaci di prendere autonomamente e con successo decisioni in merito alla propria carriera, mentre vi sono persone che hanno bisogno di assistenza; APEL (accreditamento di apprendimenti pregressi derivanti dall esperienza) quale metodologia efficace per lo sviluppo dell occupabilità. L accesso ad un orientamento adeguato è necessario per aiutare i cittadini, in particolare quelli con basse competenze e senza un occupazione, ad utilizzare l APEL e quindi a dare valore alle esperienze precedenti di apprendimento; standard nell erogazione. Occorre sviluppare nuovi standard (es. validità, affidabilità, accuratezza, obiettività, comprensibilità, pertinenza ai gruppi target, tempestività) per i servizi che utilizzano le ICT; questioni etiche relative all uso delle ICT nell orientamento, tra cui la qualità della valutazione disponibile su internet; accesso come questione di giustizia sociale. Per raggiungere un equilibrio soddisfacente tra qualità e accesso ai servizi, è necessaria una maggiore comprensione dell efficacia dell orientamento al lavoro, non solo in relazione ai costi, ma anche al raggiungimento di obiettivi di equità sociale. Meccanismi di cooperazione e coordinamento (Work Package 3). In tutti i paesi, l erogazione dei servizi di orientamento avviene in diversi settori ed è coordinata e gestita da diversi Ministeri ed organizzazioni (scuole, istruzione terziaria, servizi pubblici per l impiego, partner sociali, volontariato, settore privato). Uno degli obiettivi fondamentali di tali servizi è quello di aiutare gli individui a muoversi in maniera efficace attraverso i propri percorsi di vita e di carriera. Di conseguenza, le politiche per l orientamento permanente devono coinvolgere autorità e stakeholder diversi. Questa finalità può essere perseguita attraverso l istituzione di un forum nazionale

14 14 LIFE DESIGN Research and Education sull orientamento permanente che unisca tutti gli enti interessati, al fine di sostenere lo sviluppo di nuove politiche e l armonizzazione dei servizi erogati. Per essere riconosciuto, un forum nazionale sull orientamento permanente deve soddisfare i seguenti quattro requisiti: coinvolgere il Governo, o riceverne l accreditamento; essere aperto non solo ad enti governativi, ma anche ad altri stakeholder; includere i settori dell istruzione e dell occupazione; occuparsi dell orientamento per i giovani e per gli adulti. In alcuni casi il forum nazionale può essere sostituito da meccanismi alternativi ed egualmente efficaci. Un forum (o un meccanismo simile) può operare ad uno o più dei seguenti tre livelli: comunicazione, attraverso lo scambio di informazioni e l esplorazione di possibilità di cooperazione e coordinamento; cooperazione tra partner nell ambito delle strutture esistenti. Può trattarsi di attività di natura prevalentemente informale e basate su un accordo di cooperazione in base al quale ciascun partner dispone di poteri decisionali; coordinamento. É probabile che sia necessario disporre di una struttura di coordinamento con poteri operativi e una propria forma di finanziamento (e possibilmente con un contratto o un mandato legale). Garanzia di qualità ed evidenze (Work Package 4). Il WP4 si occupa di collegamenti tra politiche, ricerca e pratiche di orientamento, con particolare enfasi su due aspetti: il ruolo e lo sviluppo della qualità (QA, Quality Assurance) nell orientamento; le evidenze che vengono o potrebbero essere prodotte per spiegare, migliorare e legittimare le attività di orientamento. Il ruolo trasversale dell apprendimento permanente richiede qualità nell erogazione dei servizi e un approccio trasversale alla progettazione del sistema di qualità nell orientamento. Dopo avere esaminato le iniziative politiche e le pratiche più interessanti dei paesi partecipanti in merito alla qualità nell orientamento al lavoro, e a seguito di un analisi delle ricerche compiute per fornire una base empirica allo sviluppo delle politiche, è stata redatta una lista di elementi da includere nel quadro di riferimento sulla qualità (si fa riferimento all esperienza di Scozia, Danimarca, Germania, Inghilterra, Germani; nessuna esperienza significativa è stata registrata in Italia). Il gruppo di esperti della Commissione europea sull orientamento permanente ha definito cinque punti di riferimento comuni per i sistemi di qualità in materia di erogazione dei servizi di orientamento:

15 Reserch and Education LIFE DESIGN 15 Punti di riferimento Coinvolgimento di cittadini e utenti Competenze dell esperto di orientamento Miglioramento dei servizi Conferenza Risultati/impatto: - Risultati di apprendimento - Risultati economici e sul mercato del lavoro - Risultati di inclusione sociale Indicatori selezionati - Disponibilità dell informazione su diritti e servizi - Uso ed implementazione di sistemi di customer reaction - Pubblicazione ed uso di indagini periodiche su customer satisfaction - Standard accettati a livello nazionale e regionale - Sistema di certificazione/accreditamento - Requisiti e disponibilità di formazione - Supervisione richiesta - Comportamento professionale e uso di metodi adeguati - Esistenza e uso obbligatorio dei sistemi di qualità - Standard definiti per l erogazione dei servizi (codice etico, metodologia, rapporto consulente/clienti, circostanze di servizio, risorse finanziarie, procedure amministrative, dispositivi ICT, informazioni aggiornate, informazioni sul mercato del lavoro, erogazione dei servizi per utenti con esigenze speciali, ecc.) - Sviluppo di un piano di azione con i clienti - Documentazione di processi e risultati dei servizi di orientamento - Monitoraggio per valutare il miglioramento e i risultati dei servizi - Esistenza di un servizio per tutte le età e/o cooperazione e coordinamento dei diversi service provider - Accordo sui principi comuni - Miglioramento significativo di conoscenze e competenze, capacità di orientamento al lavoro, livello di fiducia in sé stessi, competenze decisionali, capacità di essere pronti al lavoro, ecc. - Transizione al livello successivo in termini di istruzione/formazione/occupazione - Miglioramento dei tassi di occupazione e riduzione della dispersione scolastica - Buoni risultati in termini di incontro tra domanda/offerta sul mercato del lavoro - Livello e durata della disoccupazione - Miglioramento dell offerta di lavoro in base alla domanda - Efficacia dei costi del servizio L obiettivo non è quello di imporre agli Stati membri un quadro di riferimento prestabilito, bensì incoraggiare un dibattito che conduca ad un maggiore accordo sugli elementi da includere nell approccio alla qualità per l orientamento. I relatori si dicono soddisfatti dei risultati raggiunti nel biennio e sono già lavorano per la fase successiva: Un obiettivo chiave sarà lo sviluppo di strumenti operativi o progetti comuni a supporto dell attuazione delle politiche. A questo scopo si procederà ad un aggiornamento del manuale OCSE/UE 2004 per i policy maker e alla definizione degli elementi e degli strumenti di riferimento comuni esistenti a livello dell UE. L Italia ha fornito un delegato per il Settore Lavoro ma non è stata protagonista dei lavori; pur partecipando al WP1 e al WP3 non ha analizzato le proprie politiche, la sinergia tra i progetti, non ha fatto parte delle riunioni del comitato di pilotaggio ELGPN e alle riunioni plenarie dell ELGPN.

16 16 LIFE DESIGN Research and Education L autovalutazione di Istituto per orientare la scuola dell inclusione verso le priorità per il cambiamento Prof.ssa Lucia Chiappetta Cajola Università degli Studi Roma Tre Settore Scientifico-disciplinare M-Ped/03, Didattica e Pedagogia Speciale Autovalutazione e orientamento per lo sviluppo inclusivo della scuola Lo sviluppo della scuola può essere considerato il processo entro cui si intrecciano valori, emozioni, competenze e azioni, e contemporaneamente pratiche riflessive, di analisi e di autovalutazione in grado di influenzare in modo determinante le esperienze formative sia degli allievi che dei docenti. In questa dimensione di significato, si delinea una prospettiva culturale in cui ognuno è considerato e rispettato, e in cui le decisioni e le pratiche didattiche sono indirizzate a sostenere tutti gli alunni nel loro apprendimento e nella condivisione dei risultati ottenuti. Procedendo nell esplorazione delle culture, delle decisioni sia di politica scolastica sia di prassi didattica, nonché del contesto in cui si opera, possono emergere opportunità anche per la crescita dell inclusione in modo da ridurre le spinte all esclusione determinate dagli ostacoli all apprendimento e alla partecipazione degli alunni (Booth T., Ainscow M., 2002) e di promuovere azioni efficaci per il cambiamento. La promozione dell inclusione implica infatti necessariamente un autovalutazione puntuale e cooperativa che fa riferimento all insieme delle esperienze di tutti coloro che sono coinvolti nell attività scolastica. Al di là delle competenze individuali, si tratta soprattutto di cogliere le modalità per sostenere la scuola e il miglioramento professionale, sostenendo nello stesso tempo anche il coinvolgimento e la motivazione di ciascun allievo. L inclusione di tutte le diversità, definita oggi la pietra angolare delle politiche educative, obbliga a rivedere le modalità e le pratiche della relazione educativa nella scuola, a cominciare dal linguaggio per comunicare, lasciando via via spazi sempre maggiori alle componenti affettive ed emotive, per incoraggiarle e gestirle positivamente. Ma per avere senso ed efficacia tutto ciò deve essere condiviso con il territorio e con la famiglia. Quest ultima in particolare deve dialogare senza barriere pregiudiziali con la scuola poiché la tensione verso una comunità inclusiva impegna tutti e contemporaneamente, come rotta da seguire per realizzare il cambiamento sociale e culturale indispensabile. Una comunità che possa cioè rappresentare una rivincita sul senso di sfiducia verso se stesso e verso l altro che si insinua nei rapporti improntati a fredda verticalità, e che sia invece capace di stimolare una affettività orizzontale, pronta a trasformare in benessere psicofisico le innumerevoli ansie e i sentimenti di inadeguatezza.

17 Reserch and Education LIFE DESIGN 17 Non si tratta soltanto e semplicemente di poter disporre di risorse umane e materiali, quanto piuttosto di promuovere un cambiamento profondo del contesto, in cui siano previsti spazi alle differenze accolte come elemento fondante delle relazioni tra docenti e alunni, tra alunni, tra insegnanti e famiglia (Chiappetta Cajola L., 2008a, p. 31). La diversità diviene, dunque, l elemento culturale dell azione della scuola e comprende in sé i presupposti relativi ai sostegni e alle risorse per svolgere la sua azione, in cooperazione solidale con il territorio e con le politiche scolastiche chiamate ad assumere e sostenere i processi inclusivi. Seguendo questa linea di pensiero appare evidente come non sia possibile ridurre la dimensione inclusiva della scuola al semplice inserimento in presenza degli alunni, siano essi espressione di diversità culturali, di genere o di abilità, oppure ad azioni didattiche basate sulla misurazione di una differenza da colmare. Piuttosto appaiono necessari contesti positivi di apprendimento che riconoscano la necessità della partecipazione di tutti gli alunni e che siano in grado di permettere ad ognuno l acquisizione più ampia possibile degli strumenti per l autonomia e del senso di appartenenza alla propria comunità scolastica. Sviluppare il senso di appartenenza significa sentirsi parte attiva di un gruppo, assumersi delle responsabilità all interno di un sistema condiviso, in cui siano chiari diritti e doveri di ognuno; significa anche dare il proprio contributo rispondendo a richieste possibili e credibili, sviluppare consapevolmente relazioni di aiuto reciproche evitando ogni forma di dipendenza e di assistenzialismo. Il senso dell appartenenza si evidenzia in questo caso anche come protezione dagli imprevisti, come prendersi cura di sé e degli altri, e in definitiva come necessaria prevenzione alla eccessiva sicurezza individuale. La scuola può così diventare un laboratorio vero e proprio di inclusività, socialità, di buone pratiche, in cui ciò che si fa può essere valutato e ripensato per meglio interpretarne i meccanismi, i nodi e gli aspetti più significativi e/o problematici per riorientarli lungo un continuo adattamento reciproco, frutto di una interazione gruppale fatta di condivisione, di attenzione creativa e di convinzioni che vanno accrescendosi. In questa ottica, i problemi del singolo possono essere avvertiti più leggeri e quindi maggiormente sostenibili, ma anche più osservabili. L agire insieme si presenta come un valido aiuto alla vulnerabilità di ciascuno di noi, docente o allievo con o senza disabilità, con conseguente riduzione della frustrazione e della sofferenza. A tale riguardo, il concetto di resilienza aiuta a chiarire la considerazione appena fatta, dal momento che designa l arte di adattarsi a situazioni diverse (condizioni biologiche e socio-psicologiche) e di sviluppare capacità collegate sia a risorse interne (intrapsichiche), sia esterne (ambientali, sociali, affettive), che permettono una buona costruzione psichica e un buon inserimento sociale (Anaut M., 2003). Ciò comporta non soltanto la possibilità di sopravvivere ad un trauma, ma anche di poter costruire una vita improntata al benessere attorno al trauma stesso, senza tuttavia cancellarlo. L arte di adattarsi non implica infatti alcuna cancellazione, ma piuttosto apprendimento a saper procedere, ad andare avanti nella difficoltà stessa, evitando di arenarsi e affinando le proprie capacità nell affrontarla, senza perdersi (pur correndo questo rischio). Ci si trova nel labirinto, ed occorre muoversi lungo il percorso in cui esso si distende,

18 18 LIFE DESIGN Research and Education puntando al centro per poter risolvere il problema e subito dopo cercando la via d uscita per sfuggire alla logica stessa di quella ricerca (Bologna C., 2007). Una scuola inclusiva è una scuola in movimento: l interazione personaambiente per lo sviluppo dei valori inclusivi Senza questa continua interazione tra ambiente (non solo biologico ma anche sociale) e persona e la loro storia, non sarebbe possibile operare verso la consapevolezza della propria identità. L ambiente è infatti parte integrante dell essere, e in qualche modo anche responsabile, e viceversa: siamo contemporaneamente entrambi, essere e ambiente. Ecco perché più che l essere dovremmo considerare l esserci. Gli ambienti in cui la scuola è immersa sono più ricchi di stimoli culturali, ma anche più contraddittori. Oggi l apprendimento scolastico è solo una delle tante esperienze di formazione che i bambini e gli adolescenti vivono e per acquisire competenze specifiche spesso non vi è bisogno dei contesti scolastici. Ma proprio per questo la scuola non può abdicare al compito di promuovere la capacità degli studenti di dare senso alla varietà delle loro esperienze, al fine di ridurre la frammentazione e il carattere episodico che rischiano di caratterizzare la vita dei bambini e degli adolescenti ( ) Le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione. Lo studente è posto al centro dell azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi. In questa prospettiva, i docenti dovranno pensare e realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato (Lutte G., 1984, p. 45). L ambiente scolastico è certamente uno spazio fertile dove promuovere la crescita sia delle persone sia della comunità educativa in cui i saperi si coniugano con il sentire, con la mediazione dell esperienza affettiva, con una organizzazione della didattica in grado di realizzare le condizioni che aiutino a crescere, a ricordare ciò che si è appreso e non a dimenticarlo. Assimilare la conoscenza e ricordare passa anche attraverso la sfera affettivo-relazionale. Si tratta infatti di un processo che mettiamo in atto per attualizzare il sapere, per renderlo operativo e gli educatori possono facilitare questa operazione attraverso una attenzione e un allenamento alla consapevolezza costanti che aprono a tante opportunità. Farsi attenti non come un obbligo astratto, ma come processo di conoscenza e di connessione all ambiente che ci circonda; è il modo che ci predispone alla relazione con l allievo, nella quale diamo e riceviamo. In questo senso, farsi attenti non è una qualità che possiede l insegnante, quanto piuttosto una risorsa cui attinge per mettere in atto le strategie necessarie.

19 Reserch and Education LIFE DESIGN 19 Partire e agire dal e sull ambiente, e quindi inevitabilmente su chi lo abita e frequenta e chi l osserva, implica che nessuno è escluso e che l insegnamento si integra non solo con l esperire degli allievi, ma anche con gli spazi, le classi e gli uffici, come pure i differenti ruoli coinvolgendoli tutti nel cambiamento. In questo senso, inclusione è sia ciò che avviene quando ognuno sente di essere apprezzato e che la sua partecipazione è gradita, sia che il peso dell handicap si sta spostando dall individuo all ambiente. Inclusione implica il cambiamento: è un percorso verso la crescita illimitata degli apprendimenti e della partecipazione di tutti gli alunni, un ideale cui le scuole possono aspirare ma che non potrà mai realizzarsi compiutamente. Tuttavia l inclusione comincia a realizzarsi non appena ha inizio il processo per la crescita della partecipazione. Una scuola inclusiva è una scuola in movimento (Booth, Ainscow, 2008, p.110). L Index per l inclusione: orientare l ambiente scolastico verso valori inclusivi In relazione a quanto abbiamo affermato nei paragrafi precedenti, appare di fondamentale importanza che la scuola disponga e impieghi strumenti che le permettano di ottenere un buon grado di controllo sul proprio sviluppo in senso inclusivo, analizzando ciò che fanno e autovalutandone gli effetti, e individuando le priorità per il cambiamento per poi realizzarle in pratica. Uno strumento innovativo ed efficace, a tale riguardo, è l Index for inclusion di Tony Booth e di Mel Ainscow per il Centre for Studies on Inclusive Education (CSIE) in Gran Bretagna, che opportunamente utilizzato è proprio un modo per migliorare l ambiente scolastico sulla base di valori inclusivi. Ed è un miglioramento da perseguire se si vuole evitare il rischio di parlare della persona disabile identificandola con un prototipo privo di contesto e quindi privato delle sue armi di difesa. In realtà è necessario storicizzare la persona e l ambiente dove questa vive per non escluderla dalla propria storia e per poterle permettere di riconoscersi e riconsiderare il proprio vissuto alla luce di una diversa consapevolezza. Questa operazione aiuta a credere nelle risorse presenti nell ambiente e in quelle della comunità che lo abita e lo vive, aiutando a ricercarle dentro di sé soprattutto in presenza di situazioni di difficoltà. A distanza di oltre dieci anni dalla sua formulazione e dalla sua diffusione in molte nazioni, l Index costituisce una delle più efficaci testimonianze di un percorso inclusivo. Si tratta di uno studio che mette in discussione l ambiente, il contesto, verificando passo dopo passo, la rimozione di ogni ostacolo alla inclusione di tutti. Ed è proprio questo ampliamento di prospettiva consentito dalla ricollocazione dei bisogni del singolo nel quadro più ampio della pluralità delle differenze nel contesto scolastico, che rappresenta l aspetto più interessante dell Index, e nello stesso tempo più problematicamente aperto al dibattito scientifico internazionale. Con la netta vocazione ad un graduale superamento della prospettiva dell integrazione a favore di una più ampia concezione inclusiva per realizzare un effettivo cambiamento

20 20 LIFE DESIGN Research and Education che investa gli aspetti culturali, organizzativi e didattici nella scuola, il percorso che l Index invita a fare è quello, per un verso, di pensare e parlare delle differenze evitando di uniformarle o di chiuderle precocemente in codici linguistici e sigle che rischiano spesso di diventare autoreferenziali; per l altro, di sviluppare una professionalità docente in grado di osservare, conoscere e comprendere pienamente la complessità degli alunni e dei loro bisogni e di considerarli portatori veri e propri di risorse. Se dunque l inclusione riguarda tutti gli alunni, e non soltanto quelli con deficit o con difficoltà, e prende in carico l insieme delle differenze nell intento di valorizzare tutte le potenzialità, la sfida che essa pone, e che echeggia anche nelle pagine dell Index, implica dunque non semplicemente fare posto alle differenze - in nome di un astratto principio di tolleranza delle diversità - ma piuttosto affermarle, metterle al centro dell azione educativa in quanto nucleo generativo dei processi vitali che si sviluppano proprio attraverso lo scarto di prospettiva derivante dalle molteplici differenze di cultura, abilità, genere e sensibilità che attraversano il contesto scolastico (Dovigo F., 2008). Da un lato si agisce sulla persona disabile perché possa avere maggiori spazi di vivibilità e di attenzione nella comunità dove vive, dall altro, quando si parla appunto di inclusione, si agisce sull ambiente per rimuovere tutti quegli ostacoli (non solo architettonici o tecnologici) che non lo rendono fino in fondo praticabile da chi è in difficoltà. Quando facciamo riferimento all inclusione, e qui l Index è chiaro, intendiamo soprattutto un ambiente inclusivo, una società equa, pacifica, democratica, solidale che agisce rimuovendo in continuazione gli ostacoli che ne limitano la fruibilità. Il concetto chiave per eccellenza è proprio questo della rimozione degli ostacoli all apprendimento, a cui fa seguito l analisi delle risorse e il sostegno alle diversità. La lunga serie degli indicatori, tracciati sulle dinamiche dell inclusione, sono un materiale plastico e adattabile alle diverse soluzioni. Non dunque essi stessi la soluzione, ma un orientamento verso una sostenibilità maggiore del nostro vivere sociale. L Index for Inclusion: uno sguardo d insieme L Index for inclusion: developing learning and participation in schools è una proposta nata dopo tre anni di studi e ricerche, per lo sviluppo inclusivo della scuola che sviluppa a livello teorico le motivazioni, le possibilità e gli sviluppi dell approccio inclusivo e offre agli interessati anche utili materiali operativi (indicatori, questionari e schede) per la rilevazione del livello di inclusione promosso nei singoli contesti scolastici. Si tratta di un approfondito lavoro di ricerca che ha coinvolto insegnanti, genitori, amministratori e rappresentanti delle organizzazioni delle persone con disabilità, tutti con un ampia esperienza rispetto ai temi dell educazione inclusiva. La versione iniziale è stata testata in sei scuole primarie e secondarie del Regno Unito; una versione rivista è stata poi valutata attraverso un programma dettagliato di ricerca-azione svolto in diciassette scuole appartenenti a quattro differenti Local Education Autority -LEA-, gli Enti locali che in Gran Bretagna costituiscono il punto di riferimento per le politiche educative e che godono di un ampia autonomia rispetto all investimento delle risorse e all assunzione del personale scolastico.

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