Bilancio 2010 Azimut Holding Spa

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1 Bilancio 2010 Azimut Holding Spa

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3 Bilancio 2010 Azimut Holding Spa

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5 Sommario Lettera agli azionisti I I principali indicatori III Gli organi sociali IV Gruppo Azimut Relazione sulla gestione al bilancio consolidato al 31 dicembre Prospetti contabili al bilancio consolidato al 31 dicembre Nota integrativa al bilancio consolidato al 31 dicembre Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell art. 154-bis 121 del D.Lgs 58/98 Azimut Holding Spa Relazione sulla gestione al bilancio d esercizio al 31 dicembre Prospetti contabili al 31 dicembre Nota integrativa al 31 dicembre Allegati 211 Attestazione del bilancio d esercizio ai sensi dell art. 154-bis 218 del D.Lgs 58/98 Relazione annuale in materia di corporate governance 221 Relazione del Collegio Sindacale 257 Relazioni della società di revisione 264

6 6 G r u p p o A z i m u t

7 Lettera agli azionisti Nel 2011 Azimut entra nel terzo decennio della sua attività con risultati saldamente acquisiti e progetti di sviluppo ben delineati, risultati e progetti costruiti nel corso delle svariate bufere finanziarie che hanno segnato i primi dieci anni del millennio. Il Gruppo ha una strategia di lungo periodo che punta con decisione alla crescita attraverso la tenace conquista di quote di mercato in Italia, dove la credibilità del marchio ci consente di competere con i colossi bancari che dominano incontrastati, ma soprattutto attraverso l esportazione del modello Azimut in paesi che muovono i primi passi nel risparmio gestito. Il focus sulla strategia e il rifiuto dell ottica di breve termine in ogni sua accezione non significa certo sottovalutazione delle iniziative tattiche richieste dall andamento della situazione. Sul fronte dell offerta di strumenti di investimento abbiamo continuato l ampliamento e la manutenzione dei nostri prodotti e servizi per dare tempestivamente risposte alle mutevoli esigenze della clientela. Sul fronte del rapporto con gli azionisti della Holding, abbiamo partecipato o organizzato oltre duecento incontri con analisti, investitori istituzionali, per dare la massima visibilità all andamento del Gruppo e alle sue prospettive. Ing. Pietro Giuliani Presidente e Amministratore Delegato Azimut Holding Spa In sintesi: il 2010 è stato un anno di transizione. Pur avendo lasciato alle nostre spalle la grave crisi del 2008 e l andamento ambivalente del 2009, ci siamo mossi in un contesto difficile. La crisi della Grecia e i pericoli derivanti dai debiti pubblici di molti paesi hanno messo in discussione la stessa sopravvivenza dell euro. I rendimenti obbligazionari hanno continuato a scendere proprio quando i più cominciavano a prevedere un rialzo dei tassi. Sui mercati è risultato assai arduo ricavare valore sia dalle obbligazioni sia dalle azioni, in particolare sulle borse italiana ed europee che costituivano tradizionalmente il centro dei nostri investimenti. I nostri clienti, acquisiti o potenziali, non hanno superato lo shock del 2008 e continuano a essere preoccupati per il destino dei loro investimenti, per la possibilità che la crisi, lungi dall essere in via di soluzione, possa ripresentarsi con caratteri anche più aggressivi e imprevedibili del passato. Eppure, anche nel 2010, Azimut ha dimostrato di saper affrontare difficoltà e incertezze: il patrimonio è cresciuto (+5,3%) grazie alla raccolta netta positiva sui prodotti di risparmio gestito e abbiamo garantito alla clientela una performance positiva (+1,25%), superiore a quella del risk free che si è collocata ai minimi storici (0,67% l indice Bot). La situazione di stallo sui mercati più sviluppati è stata colta come occasione per una forte diversificazione dei portafogli della clientela: in un solo anno la componente dei fondi multimanager gestiti dal team lussemburghese è passata dal 4 al 30% dimostrando la pronta reattività del sistema distributivo e consulenziale. Azimut è sempre più presente in Lussemburgo e in Irlanda con un gruppo molto qualificato di gestori e personale amministrativo che sta crescendo numericamente tanto da rappresentare oggi non solo una parte cospicua delle risorse umane di Azimut ma anche un punto di partenza per lo sviluppo in altre aree geografiche. Il Gruppo ha prodotto utili significativi, di poco inferiori al record del 2009 e presenta una situazione finanziaria solida, con risorse che possono essere impegnate per lo sviluppo. I

8 La riorganizzazione del sistema realizzata nel 2008 continua a produrre i suoi effetti positivi di contenimento dei costi ed efficienza funzionale. Nella gestione Sul piano dell offerta di strumenti di investimento il 2010 ha visto il lancio di nuovi prodotti caratterizzati dallo sforzo di trovare soluzioni innovative e commercialmente attraenti in una fase di grandi incertezze. Tra i comparti di AZ Fund, ricordiamo Active Strategy, Formula1 Commodity Trading, Dividend Premium e infine Best equity e Best Bond, per mettere a disposizione della clientela i fondi di maggior successo reperibili sul mercato. Si sono introdotte innovazioni anche nei fondi italiani per ampliare le opportunità di investimento dei gestori. Si sono riorganizzati i fondi sottostanti i prodotti assicurativi. Infine, in ottobre, si è avviato l iter per il collocamento di una emissione obbligazionaria (Azimut senior 2,5%) esclusivamente finalizzata ad offrire uno strumento a tasso fisso per i clienti più avversi al rischio. Gli ostacoli, alcuni dei quali imprevedibili, che hanno accompagnato il processo di autorizzazione hanno rinviato l emissione di qualche mese rendendola meno efficace rispetto al contesto in cui era stata concepita. Nella distribuzione Il Gruppo può ora contare su tre sim di distribuzione per un totale di 1380 promotori finanziari. Accanto ad Azimut Consulenza, la rete storica del Gruppo, è cresciuta AZ Investimenti Sim e si è perfezionata nel corso del 2010 l acquisizione di una terza struttura: Apogeo Consulting Sim, nata dalla completa trasformazione della ex Cattolica Investimenti Sim. Sono cresciuti anche gli accordi con banche locali per il collocamento dei prodotti gestiti da Azimut. Di particolare rilievo l accordo firmato nel febbraio 2011 con Banca Tercas, primo Gruppo bancario dell Abruzzo, con una struttura di 164 sportelli. Nel corso dell anno sono stati arricchiti i contenuti informativi elaborati dalla Direzione Studi per supportare sempre meglio l attività consulenziale delle reti di promotori finanziari. Lo sviluppo estero Il 2010 ha visto il team di sviluppo del business estero impegnato a definire gli accordi che si stanno realizzando proprio in questi primi mesi del Stiamo avviando l operatività in Cina ed è una sfida importante per la quale abbiamo cercato di costruire le migliori condizioni di partenza. Il 14 marzo 2011 è stata annunciata la firma di un preliminare di intesa con un operatore turco per lo sviluppo dell attività in quel paese. In conclusione: anche in contesti non facili come quelli del 2010 abbiamo lavorato per creare valore, far crescere il Gruppo in Italia e all estero con la collaborazione compatta di uno straordinario team di colleghi, in Italia e all estero. II G r u p p o A z i m u t

9 I principali indicatori (milioni di euro) Indicatori finanziari Totale ricavi: 256,3 347,4 358,4 di cui commissioni di gestione fisse 224,7 225,4 274,0 Reddito operativo 47,3 129,8 116,0 Utile netto 42,0 118,2 94,3 Indicatori di attività Promotori finanziari Clienti Patrimonio in gestione fondi (milioni di euro) Raccolta netta fondi (milioni di euro) Performance ponderata media netta al cliente -18,59% 9,01% 1,25% Quota di mercato (fondi comuni) 2,77% 3,14% 3,12% Ripartizione degli AuM Fondi italiani 18,6% 14,0% 10,8% Fondi lussemburghesi 65,7% 68,6% 72,7% Gestioni patrimoniali 11,6% 5,7% 5,1% Assicurazioni AZ life 5,9% 4,8% 5,4% Fondi Hedge 9,5% 6,9% 6,0% III

10 Gli organi sociali Consiglio di Amministrazione Pietro Giuliani Presidente e Amministratore Delegato Alessandro Baldin Consigliere Alessandro Capeccia Consigliere Giancarlo Giacani Consigliere Marco Malcontenti Consigliere e Co-Amministratore Delegato Maurizio Miele Consigliere Stefano Missora Consigliere Aldo Milanese Consigliere Paola Antonella Mungo Consigliere e Direttore Generale Franco Novelli Consigliere Pietro Belotti Consigliere fino al 29/04/2010 Attilio Baldori Consigliere fino al 29/04/2010 Guido Casella Consigliere fino al 29/04/2010 Romano Stievano Consigliere fino al 29/04/2010 Collegio Sindacale Giancarlo Strada Presidente Costanza Bonelli Sindaco Effettivo Fiorenza Dalla Rizza Sindaco Effettivo Gaia Silvia Balp Sindaco Supplente Luca Simone Fontanesi Sindaco Supplente Marco Lori Presidente fino al 29/04/2010 Società di Revisione Deloitte & Touche IV G r u p p o A z i m u t

11 Aum EM Crescita masse in gestione Crescita promotori finanziari V

12 Ripartizione dei fondi per categoria 50,4% 9,0% 6,8% 3,2% 22,4% 8,1% Andamento del titolo Azimut Holding nel ,5 9 8,5 8 7,5 7 6,5 6 Fonte: Bloomberg VI G r u p p o A z i m u t

13 VII

14 VIII G r u p p o A z i m u t

15 Relazione sulla gestione al bilancio consolidato al 31 dicembre

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17 Relazione sulla gestione Il Gruppo Azimut ha concluso l anno 2010 con risultati economici significativi, nonostante uno scenario dei mercati finanziari ancora volatile e tendenzialmente negativo almeno fino a primi mesi autunnali. In particolare, l utile netto consolidato del Gruppo Azimut si è attestato a migliaia di euro ( migliaia di euro al 31 dicembre 2009), mentre il reddito operativo consolidato è stato pari a migliaia di euro (al 31 dicembre 2009 ammontava a migliaia di euro), in calo rispetto allo stesso periodo del 2009, in seguito all andamento dei mercati finanziari che si è rivelato generalmente contrastato con forti correzioni al ribasso e che ha determinato una riduzione delle commissioni di gestione variabili ( migliaia di euro rispetto al 31 dicembre 2009). Il patrimonio gestito netto al 31 dicembre 2010 ammonta a circa 14,6 miliardi di euro registrando un incremento del 5,3% rispetto al 31 dicembre 2009 (13,9 miliardi di euro). Il patrimonio totale al 31 dicembre 2010 comprendente anche il risparmio amministrato si è attestato a 16,5 miliardi di euro, con un incremento di circa il 4,6% rispetto a quello del 31 dicembre 2009 (15,8 miliardi di euro). Il reclutamento di nuovi promotori finanziari è stato particolarmente positivo anche per il 2010: al 31 dicembre 2010, il Gruppo Azimut può contare su 125 nuovi ingressi; il numero totale dei promotori risulta pari a unità rispetto alle di fine I risultati del Gruppo Assets under management (valori in Euro/milioni) Dati in milioni di euro AUM AUM Variazioni 31/12/ /12/2009 Assoluta % Fondi Azimut Sgr (398) (18,7%) Fondi AZ Fund ,1% Gestioni patrimoniali (51) (5,9%) Assicurazioni AZ Life ,3% Hedge funds (96) (9,1%) Double counting (1.342) (1.339) (3) n.a. Totale risparmio gestito ,3% Risparmio amministrato (13) (0,7%) Patrimonio totale gestito e amministrato ,6% Il patrimonio e la raccolta netta 3

18 Relazione sulla gestione La raccolta netta (valori in Euro/milioni) Dati in milioni di euro Variazioni % Fondi Azimut Sgr (418) (338) 23,7% Fondi AZ Fund (41,6%) Gestioni patrimoniali (64) (643) (90,0%) Assicurazioni AZ Life (67) (52) 28,8% Hedge funds (92) (257) (64,2%) Double counting (15,5%) Totale raccolta netta gestita (15,7%) Risparmio amministrato (80) 544 (114,7%) Totale raccolta gestito e amministrato (61,6%) La posizione finanziaria consolidata Per quanto riguarda le modalità di determinazione della posizione finanziaria netta si fa riferimento alla raccomandazione del CESR del 10 febbraio 2005, in particolare al paragrafo Fondi propri e indebitamento del capitolo II. Con riferimento ai crediti e debiti sono stati inclusi unicamente quelli di natura finanziaria esclusi quelli di natura commerciale; sono peraltro inclusi i crediti per commissioni verso i fondi gestiti e le gestioni patrimoniali che, essendo incassati dal Gruppo il primo giorno lavorativo dell esercizio successivo, sono assimilabili a disponibilità liquide. 4 G r u p p o A z i m u t

19 Voci 31/12/10 31/12/09 A Cassa 11 8 B Altre disponibilità liquide: Crediti verso banche Crediti verso fondi gestiti Crediti verso enti finanziari C Attività disponibili per la vendita D Liquidità A+B+C E Crediti finanziari correnti F Debiti bancari correnti - - G Parte corrente dell indebitamento non corrente: (5.102) (5.435) Obbligazioni (1.415) (1.769) Debiti verso banche (lease-back) (3.189) (3.211) Debiti verso banche (finanziamento BPN) (498) (455) H Altri debiti finanziari correnti I Indebitamento finanziario corrente F+G+H (5.102) (5.435) J Indebitamento finanziario corrente netto I+E+D K Debiti bancari non correnti: (99.400) ( ) Debiti verso banche (finanziamento BPN) (90.000) (90.000) Debiti verso banche (lease-back) (9.400) (12.500) L Obbligazioni (67.623) (83.915) M Altri debiti non correnti - - N Indebitamento finanziario non corrente K+L+M ( ) ( ) O Posizione finanziaria netta J+N Il saldo netto della posizione finanziaria al 31 dicembre 2010 è positivo per 102 milioni di euro, con un miglioramento di circa 80 milioni di euro (+367%) rispetto alla situazione al 31 dicembre 2009 (21,9 milioni di euro). Il risultato sconta per 6,5 milioni di euro il pagamento dei dividendi e il versamento a favore della Fondazione Azimut Onlus per 1,2 milioni euro eseguiti in esecuzione della delibera Assembleare del 29 Aprile 2010, oltre alle seguenti operazioni effettuate nel corso dell esercizio: in data 7 luglio 2010, Azimut Holding Spa ha perfezionato l acquisizione del 100% del capitale di Apogeo Consulting Sim dal Gruppo Cattolica Assicurazioni con il pagamento di 3,2 milioni di euro e l acquisizione di disponibilità liquide per circa 2,5 milioni di euro; in data 19 luglio 2010, come convenuto tra le parti in data 8 luglio 2010 ad integrazione e modifica degli accordi precedenti, Azimut Holding Spa ha regolato ai beneficiari il valore positivo del payable amount degli equity swap relativi al Progetto 5

20 Relazione sulla gestione di supporto allo sviluppo di AZ Investimenti Sim Spa per il triennio 2007/2009 scaduti in data 30 giugno 2010, per un importo complessivo pari a 27,8 milioni di euro, con il pagamento di 18,4 milioni di euro e la consegna di n azioni di Azimut Holding Spa. Le motivazioni sottostanti all integrazione e modifica degli accordi derivano dall intenzione raccolta da taluni dei destinatari del payable amount della loro volontà di vendere parte delle azioni. Alla luce di tali intendimenti, al fine di evitare una vendita sul mercato con possibili alterazioni e turbative del normale corso dell azione si è optato per l integrazione degli accordi originari prevedendo il regolamento anche in contanti; nel corso del mese di ottobre 2010, Azimut Holding Spa ha proceduto all acquisizione del 19,9% della società Daxtor Srl tramite sottoscrizione di un aumento di capitale riservato per un controvalore complessivo di euro/migliaia 395 pagato in contanti; nel corso dell esercizio 2010 Azimut Holding Spa ha proceduto all acquisto di n di azioni proprie per un controvalore complessivo di 10,5 milioni di euro. Finanziamenti assunti e rimborsati nell esercizio Le variazioni dell esercizio delle voci costituenti l indebitamento finanziario sono evidenziate nella tabella sottostante: Valori in migliaia Tasso di interesse Valuta Nominale Effettivo Valore Valore Scadenza nominale contabile Saldo al 01/01/10 Euro Rimborsi Euro (19.944) Prestito Obbligazionario Euro 4% 4,94 (17.691) (16.844) Canone su Lease-Back Euro Euribor+0,4% Euribor+0,4% (3.100) Saldo al 31/12/10 Euro In data 1 luglio 2010, Azimut Holding Spa ha proceduto al pagamento della prima cedola di interessi del prestito obbligazionario pari a euro/migliaia 3.538, e contestualmente al rimborso parziale anticipato del prestito obbligazionario subordinato ( Azimut subordinato 4% ) per un controvalore totale di euro/migliaia , pari al 20% del valore nominale. Si precisa inoltre che, sono state rimborsate in via anticipata in data 1 luglio 2009, le rate del finanziamento concesso dalla Banca Popolare di Novara relative alle Linee A e B aventi scadenza il 30 giugno 2010 e il 30 giugno 2011 e solo per la Linea A anche quella scadente il 30 giugno G r u p p o A z i m u t

21 Il prospetto di raccordo tra il patrimonio netto e il risultato di esercizio di Azimut Holding Spa e il patrimonio netto e il risultato di esercizio consolidato. Patrimonio Netto di cui Risultato Totale al 31/12/10 di esercizio Saldi di bilancio Holding Rettifiche derivanti dal bilancio solare Totale patrimonio netto Holding Rettifiche: Risultati conseguiti dalle società consolidate Effetto del consolidamento delle controllate Eliminazione dividendi Azimut Holding Spa (89.618) (89.618) Eliminazione dividendi Azimut Consulenza Sim Spa (32.116) (32.116) Eliminazione dividendi AZ Investimenti Sim Spa (30.831) (30.831) Valutazione al Patrimonio Netto delle Partecipazioni Rettifiche fiscali (1.222) (751) Altre rettifiche di consolidamento (39.258) 372 Totale Patrimonio del Gruppo Totale patrimonio netto Al fine di fornire una rappresentazione più efficace dei risultati economici è stato redatto un conto economico riclassificato, più idoneo a rappresentare il contenuto delle voci secondo criteri gestionali. I principali interventi di riclassificazione hanno riguardato: le altre commissioni comprese nella voce Commissioni attive del bilancio sono state riallocate nella voce Altri ricavi del conto economico riclassificato; i premi netti e la rispettiva variazione delle riserve tecniche, le commissioni e i recuperi spese inerenti i prodotti assicurativi e quelli d investimento emessi da AZ Life Ltd, ricompresi nelle voci di bilancio Premi netti, Variazione delle riserve tecniche e Commissioni attive, sono stati riallocati nella voce Ricavi assicurativi ; le commissioni passive pagate alla rete di vendita, ricomprese nel bilancio nella voce Commissioni passive, sono state riallocate nella voce Costi di acquisizione ; i contributi Enasarco/Firr relative a tali commissioni passive e gli altri costi commerciali riferibili alla rete di vendita, ricomprese nel bilancio nella voce Spese amministrative, sono state riallocate nella voce Costi di acquisizione ; l accantonamento al fondo suppletivo di clientela (ISC) ricompreso nel bilancio nella voce Accantonamenti per rischi ed oneri è stato riallocato nella voce Costi di acquisizione ; i recuperi di costi amministrativi, ricompresi nel bilancio nella voce Altri proventi e oneri di gestione sono stati portati a riduzione della voce Costi generali/spese amministrative ; Il conto economico consolidato riclassificato 7

22 Relazione sulla gestione gli interessi passivi sui finanziamenti sono stati evidenziati nella specifica voce Interessi passivi del conto economico riclassificato. Valori in migliaia di euro Commissioni di acquisizione Commissioni ricorrenti Commissioni di gestione variabili Altri ricavi Ricavi assicurativi Totale ricavi Costi di acquisizione ( ) ( ) Commissioni no load (16.457) (15.394) Costi generali/spese amministrative (50.587) (45.988) Ammortamenti/Accantonamenti (4.990) (3.762) Totale costi ( ) ( ) Reddito operativo Proventi finanziari netti Costi netti non ricorrenti (1.266) (1.279) Interessi passivi (6.612) (6.739) Utile (perdita) lordo Imposte sul reddito (10.370) (4.387) Imposte differite/anticipate (5.563) (872) Utile (perdita) netto Utile netto di pertinenza del gruppo Il reddito operativo consolidato e l utile netto consolidato al 31 dicembre 2010 si attestano rispettivamente a migliaia di euro ( migliaia di euro al 31 dicembre 2009) e a migliaia di euro ( migliaia di euro al 31 dicembre 2009) in diminuzione rispettivamente del 10,7% e del 20,2% rispetto allo scorso esercizio. Tale diminuzione è ascrivibile alla riduzione delle commissioni di gestione variabili ( migliaia di euro rispetto al 31 dicembre 2009) che è stata più che bilanciata dall incremento delle commissioni ricorrenti ( migliaia di euro rispetto al dato di fine dicembre 2009). Scenario economico mondiale e mercati finanziari I dati macroeconomici statunitensi, nell anno 2010, hanno mostrato un miglioramento nel primo trimestre grazie agli incentivi fiscali. Nel secondo semestre, l attività economica in media ha continuato ad espandersi se pure a ritmi diversi fra aree. 8 G r u p p o A z i m u t

23 In generale, la valutazione sulla domanda di consumi è stata positiva ed è stata evidenziata la forte sensibilità dei consumatori ai prezzi: anche questo è stato in linea con i dati visti finora su vendite e consumi. Il settore immobiliare è rimasto depresso e il credito stabile. Sui prezzi di vendita si è registrata stabilità, pur in presenza di crescenti costi degli approvvigionamenti, soprattutto di materie prime, agricole e metalli. Il mercato del lavoro ha registrato qualche segno di ripresa, in termini di assunzioni e nessuna pressione sui salari. Negli ultimi mesi del 2010, i rendimenti dei titoli pubblici a lungo termine delle maggiori economie avanzate sono aumentati. Sui mercati interbancari, le condizioni sono rimaste nel complesso stabili; i premi per il rischio sulle obbligazioni societarie hanno continuato a flettere; i mercati azionari sono migliorati. Dalla metà di ottobre, i rendimenti dei titoli pubblici a lungo termine sono gradualmente aumentati nei principali paesi avanzati, pur rimanendo su livelli storicamente bassi. Nel vertice del Gruppo dei Venti (G 20) svoltosi a Seul in novembre, i Capi di Stato e di governo hanno approvato un piano di azione, incentrato sul coordinamento delle politiche economiche, volto al perseguimento di una crescita più equilibrata a livello globale. Economia USA Le imprese hanno mostrato una ripresa solida della domanda estera e un graduale miglioramento della domanda domestica. La produzione industriale nel primo semestre ha registrato un aumento; nel secondo semestre è continuato il recupero, con un incremento sostenuto nel settore manifatturiero e un calo nelle utilities. In recupero anche il grado di utilizzo degli impianti, salito dal 72,0% al 74,8% di ottobre; il recupero è iniziato da ormai più di un anno. Alla debolezza del mercato del lavoro si è aggiunta la perdurante stasi del settore immobiliare. Negli ultimi mesi del 2010 il volume delle compravendite di abitazioni ha ristagnato, mantenendo elevato lo squilibrio tra offerta e domanda: in novembre il tempo necessario per smaltire lo stock di nuove abitazioni invendute si collocava attorno a n. 8 mesi, a fronte di una media di n. 5 nel decennio precedente la crisi. Al fine di consolidare la ripresa, il governo statunitense ha varato in dicembre un nuovo programma di stimolo fiscale per circa 800 miliardi di dollari (pari al 5,5 per cento del PIL), da attuarsi nell arco del biennio Esso prevede tra l altro il prolungamento degli sgravi fiscali a favore dei redditi medio-alti introdotti dalla precedente amministrazione e dei sussidi speciali di disoccupazione fino a 99 settimane. Il piano include anche nuove misure a sostegno dei redditi e degli investimenti, quali la riduzione del 2 per cento dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti nel 2011 e la possibilità per le imprese di anticipare gli ammortamenti, per un importo pari al totale degli investimenti che saranno effettuati nel 2011 e al 50 per cento di quelli realizzati nel Secondo le valutazioni di alcuni analisti, le misure avrebbero un impatto positivo sulla crescita del PIL pari a 0,5 punti percentuali nel 2011; i maggiori effetti espansivi riguarderebbero la spesa per consumi, con riflessi sull occupazione e sull inflazione. 9

24 Relazione sulla gestione Economia Europea Nella media del 2010 l inflazione dell area, misurata dall indice armonizzato dei prezzi al consumo, è stata pari all 1,6% (0,3% nel 2009). Nel corso dell anno il ritmo di crescita sui dodici mesi è gradualmente aumentato, portandosi in dicembre al 2,2%. Questa tendenza è attribuibile in larga misura all accelerazione dei prezzi dei beni energetici e degli alimentari, di pari passo con il progressivo incremento delle quotazioni delle materie di base; vi hanno concorso, nella seconda metà del 2010, anche gli aumenti delle imposte indirette e dei prezzi regolamentati in alcuni paesi dell area. Calcolata al netto delle componenti alimentare ed energetica, l inflazione è risalita in misura nettamente più contenuta (appena sopra l 1% nell ultimo trimestre del 2010, dallo 0,9% nel primo), in presenza di pressioni di origine interna che sono rimaste modeste. Come mostrato dalla crisi della Grecia, l assenza di meccanismi di risoluzione delle situazioni di grave difficoltà di un paese dell area euro determina incertezza e accresce i costi e i tempi degli interventi di sostegno. In risposta alle rinnovate tensioni nei mercati che minacciavano la stabilità finanziaria dell insieme dell area, contestualmente alla decisione di concedere sostegno all Irlanda, il 28 novembre i Ministri finanziari dei paesi dell area hanno concordato le caratteristiche principali di un meccanismo permanente di gestione delle crisi da attivarsi in situazioni di difficoltà di uno Stato membro (European Stability Mechanism, ESM). Gli operatori professionali censiti in gennaio da Consensus Economics hanno anticipato un modesto rallentamento della crescita del prodotto nell area nel 2011, all 1,5%, dall 1,7% stimato per il Tra le maggiori economie, la dinamica del PIL rimarrebbe decisamente più elevata in Germania (2,5%, dal 3,6% nel 2010), sostanzialmente in linea con la media dell area in Francia, inferiore in Italia (0,9%). Le valutazioni degli esperti dell Eurosistema diffuse lo scorso dicembre hanno collocato la crescita dell area dell euro tra l 1,6% e l 1,8% nel 2010 e tra lo 0,7% e il 2,1% nel Giappone e area emergenti In Giappone il PIL nel terzo trimestre del 2010 ha segnato un accelerazione inattesa, al 4,5% in ragione d anno dal 3,0% nel secondo, che ha riflesso quella dei consumi delle famiglie, sostenuti da fattori in larga misura temporanei. Anche gli investimenti privati non residenziali e le scorte hanno fornito un contributo positivo alla crescita, a fronte di una flessione degli investimenti pubblici e del venir meno dell importante sostegno delle esportazioni nette. Gli indicatori più recenti, tuttavia, prefigurano una contrazione del PIL nel quarto trimestre. La produzione industriale è diminuita in ottobre, recuperando solo parzialmente in novembre; il volume delle esportazioni si è contratto nei mesi autunnali e la disoccupazione è tornata a salire (al 5,1% in ottobre e in novembre, dal 5,0% in settembre). In Cina il PIL nel terzo trimestre è aumentato del 9,6% rispetto al periodo corrispondente del 2009, dal 10,3% registrato nel secondo. Nella media dei primi nove mesi 10 G r u p p o A z i m u t

25 del 2010 la crescita del prodotto si è collocata al 10,6% sullo stesso periodo dell anno precedente, trainata dall espansione della domanda interna, a fronte di un contributo delle esportazioni nette pari ad appena 0,7 punti percentuali. Gli indicatori congiunturali più recenti segnalano che l attività economica è rimasta robusta nel quarto trimestre del 2010, ancora sostenuta principalmente dalla domanda interna per consumi e investimenti, nonostante il progressivo esaurirsi degli effetti dello stimolo fiscale. In Brasile, dove l attività economica sta rallentando, le autorità hanno lasciato invariati i tassi di riferimento negli ultimi mesi (al 10,75%), anche nel timore di incentivare ulteriormente gli ingenti afflussi di capitali. Anche in altri paesi emergenti tali afflussi, attratti da solide attese di crescita ed elevati rendimenti, pongono un difficile dilemma alle autorità, preoccupate per gli effetti sui prezzi dei beni e delle attività finanziarie, soprattutto laddove esse sono orientate a contenere l apprezzamento del tasso di cambio. Alcuni di questi paesi hanno quindi introdotto nei mesi scorsi misure di controllo sugli afflussi di capitali a breve termine, quali l imposizione di tasse sugli acquisti di obbligazioni da parte di investitori esteri o limiti all indebitamento estero dei residenti. Mercati Obbligazionari Il mese di novembre è stato particolarmente negativo per tutto il comparto obbligazionario, europeo in particolare. I timori di contagio della crisi finanziaria dalla Grecia e Irlanda a Portogallo, Spagna e Italia sono riprese con molto vigore sul finire del mese. Il 23 novembre l Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale hanno promulgato un pacchetto di salvataggio dell Irlanda di 100 miliardi di dollari. Il movimento sui governativi dei paesi periferici è stato particolarmente violento con lo spread tra decennale italiano e Bund che ha allargato di oltre 200 punti base, nuovo record storico. Il rendimento del Btp decennale ha toccato il 4,88%. Il mese di dicembre ha visto una forte correzione del comparto obbligazionario. Il Treasuries, in particolare, è stato penalizzato dall uscita di dati macro migliori delle attese e dal riposizionamento degli investitori che, dopo l annuncio del secondo round di quantitative easing, hanno ridimensionato il posizionamento sul comparto. Nel corso del quarto trimestre del 2010 la rischiosità delle maggiori banche internazionali europee e statunitensi è tornata ad aumentare. I premi sui credit default swap (CDS), che erano scesi rispetto ai massimi registrati in primavera in connessione con la crisi greca, sono tornati a salire in novembre, collocandosi a metà gennaio 2011 in media attorno ai 210 punti base (50 in più rispetto a tre mesi prima). Gli incrementi hanno riguardato soprattutto le banche europee, in seguito all acuirsi dei timori circa la sostenibilità del debito sovrano in Irlanda. In presenza di un ampia offerta di liquidità da parte delle banche centrali, i rendimenti sui mercati interbancari sono rimasti nel complesso stabili. 11

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