FUSIONE TRA CVS E POLESINE ACQUE: UN PROGETTO PER GARANTIRE CHE L ACQUA RESTI BENE COMUNE

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1 PROGETTO DI FUSIONE CVS POLESINE ACQUE 26/08/2015 FUSIONE TRA CVS E POLESINE ACQUE: UN PROGETTO PER GARANTIRE CHE L ACQUA RESTI BENE COMUNE Avviata la gara per la due diligence, fotografia dello stato delle due società La decisione sull eventuale fusione spetterà ai Consigli comunali e all Assemblea Il progetto per un possibile percorso aggregativo tra Centro Veneto Servizi e Polesine Acque, società di gestione del Servizio idrico integrato, è in discussione ormai da alcuni anni. Qual è il senso di questa operazione? Assicurare che, anche in futuro, l acqua resti un bene comune, gestito da società che rispondono solo ai sindaci e, quindi, ai cittadini. E che hanno come obiettivo tenere basse le tariffe e fare investimenti per il territorio, non distribuire dividendi. Questo è il senso dell affidamento in house, che accomuna CVS e Polesine Acque: unendosi, le due società potrebbero fare massa critica, essere più efficienti e poter resistere ad eventuali assalti da parte delle grosse società che con l acqua fanno semplicemente business. La dirigenza e il CdA di CVS si stanno muovendo secondo le direttive ricevute dall'assemblea dei Sindaci: massimizzare gli investimenti e tener ferma la tariffa sottolinea il Presidente di CVS, Giuseppe Mossa. Con questi obiettivi si sta verificando la possibilità di un'eventuale fusione con Polesine Acque, per avere più massa critica ed essere più forti sul mercato. Noi crediamo che l acqua sia un bene comune e vada gestita come un bene comune. Una gestione pubblica ci garantisce di poter spingere al massimo sugli investimenti, per migliorare la rete e tutelare l ambiente, e al tempo stesso contenere gli aumenti di tariffa, che CVS in questi anni è riuscita a bloccare grazie alla volontà dei Sindaci. Con le attuali dimensioni delle due società, rischiamo essere inglobati da colossi del settore, società quotate in borsa, finendo per diventare satelliti di grandi città. Invece nella bassa abbiamo una società che funziona in modo efficiente e vogliamo preservarla. A che punto è l iter per il progetto di fusione? L ipotesi fusione è stata più volte discussa anche dall Assemblea dei Sindaci di CVS: ogni singolo passaggio relativo a questa operazione è stato sempre portato in discussione in Assemblea, dove peraltro non si sono registrate obiezioni.

2 Il 30 aprile 2014 l Assemblea ha approvato all unanimità lo studio di fattibilità sulla possibile aggregazione. Il 22 dicembre 2014, l Assemblea ha conferito mandato al presidente di costituire un Gruppo di Lavoro dei Sindaci per seguire la tematica e svolgere gli incontri con il gruppo analogo designato da Polesine Acque. Il 2 marzo 2015, l Assemblea ha approvato i principi fondamentali che dovrebbero permeare la possibile aggregazione: il mantenimento dell in house e della governance pubblica sul territorio. Il 28 maggio 2015, all unanimità, l Assemblea ha votato per procedere con la due diligence tecnica, legale, contabile e fiscale delle due società per un successivo esame e conseguente decisione delle rispettive Assemblee. Nei giorni scorsi, come deciso dall Assemblea dei Sindaci, è stata quindi avviata congiuntamente dalle due società la gara per l affidamento dell incarico di due diligence che dovrà fornire alle Assemblee tutti gli elementi tecnici per assumere serenamente ogni conseguente decisione. L importo a base di gara è di euro, ripartito equamente tra CVS e Polesine Acque. L aggiudicazione avverrà sulla base del criterio dell offerta economicamente più vantaggiosa, pertanto non si conosce ancora l effettivo costo. Prima dell aggiudicazione definitiva, l esito della gara passerà al vaglio dell Assemblea dei Sindaci. Se i Sindaci decideranno di procedere, verrà effettuata la due diligence e sulla base di questa verrà predisposto il progetto di fusione. Poi si tornerà naturalmente in Assemblea (per entrambe le società): i risultati dell analisi e tutti gli elementi utili a decidere se procedere o no alla fusione saranno qui messi a disposizione dei Sindaci. A quel punto, ciascun Sindaco porterà in discussione il progetto di fusione nel proprio Consiglio comunale, avendo tutti gli elementi utili a prendere una decisione in maniera serena. E ogni Consiglio comunale dovrà votare sì o no all operazione. Al termine, il progetto di fusione tornerà in Assemblea sia di CVS sia di Polesine Acque per l eventuale approvazione definitiva. La decisione di procedere con la due diligence è stata presa all unanimità dall Assemblea dei Sindaci evidenzia il Presidente Mossa. La relazione degli esperti è un obbligo di legge. E se io fossi un sindaco vorrei conoscere molto a fondo la società con cui sto valutando di sposarmi. Una volta espletata la gara, sarà sempre l'assemblea che deciderà se proseguire o no. Se si prosegue, verrà fatta l analisi. Quando i Sindaci avranno in mano i conti delle due società, potranno decidere all interno dei loro Consigli comunali se aderire o meno alla fusione. Se i Sindaci decideranno che il progetto non li convince, la fusione non si farà. Le scelte sono sempre in capo a loro, e tutto quello che stiamo facendo è esattamente quello che i Sindaci ci hanno chiesto di fare.

3 La fusione è un progetto che rientra nella strategia di CVS aggiunge Antonio Ruzzon, Presidente dell Assemblea Intercomunale dei Sindaci. Stiamo parlando del futuro della nostra società che eroga un servizio per eccellenza che è l acqua: vogliamo sia gestita in modo pubblico, in ottemperanza al referendum e perché crediamo che solo la gestione pubblica possa dare garanzie al cittadino. Per questo come Sindaci abbiamo deciso di valutare l aggregazione con una società che ha le stesse caratteristiche, gestione in house e dimensioni analoghe per territorio e utenze. Tutti i passaggi sono sempre stati portati all attenzione dell Assemblea dei Sindaci, che si sono espressi in maniera positiva su questo percorso, dando mandato al CdA per andare avanti. L ultima decisione dell Assemblea è stata quella di bandire una gara per la due diligence, un passo fondamentale per pesare le due società e capire se ci sono le condizioni per questa aggregazione. L Assemblea continuerà ad esprimersi passo dopo passo su questo percorso importantissimo e strategico. Se ci sono delle perplessità, la sede giusta per sollevarle e per discuterne come Sindaci è proprio l Assemblea.

4 IL MATTINO DI PADOVA DEL 27/08/2015, PAG. 29 Il Centro veneto servizi e Polesine Acque muovono i primi passi verso la fusione «Così evitiamo di farci fagocitare dai colossi e manteniamo le tariffe basse» Matrimonio tra i gestori «L acqua resta ai Comuni» di Nicola Cesaro MONSELICE ]Matrimonio in vista per Centro veneto servizi e Polesine Acque, due tra i più importanti gestori idrici del Basso Veneto. Da anni si parla di una fusione tra i due enti: in questi giorni il percorso aggregativo ha scritto un capitolo che vale molto più di tanti proclami. I due enti, che hanno la competenza rispettivamente su 59 e 52 Comuni, hanno avviato la gara per la due diligence, una fotografia che darà lo stato di salute delle due società e che servirà a valutare la fattibilità dell eventuale fusione. Il senso dell operazione è spiegato dallo stesso Cvs: una fusione servirà ad assicurare «che l acqua resti anche in futuro un bene comune, gestito da società che rispondono solo ai sindaci e, quindi, ai cittadini. E che hanno come obiettivo tenere basse le tariffe e fare investimenti per il territorio, non distribuire dividendi». Il richiamo, anche se indiretto, è a quanto avvenuto più a nord con Hera e alla vendita al gruppo delle quote della pubblica AcegasAps. «Unendosi, le due società potrebbero fare massa critica, essere più efficienti e poter resistere ad eventuali assalti da parte delle grosse società che con l acqua fanno semplicemente business» ribadiscono dal Cvs, il cui presidente Giuseppe Mossa è tra i primi sponsor dell operazione. «Con le attuali dimensioni delle due società, rischiamo di essere inglobati da colossi del settore, società quotate in borsa, finendo per diventare satelliti di grandi città. Invece nella Bassa abbiamo una società che funziona in modo efficiente e vogliamo preservarla». L ipotesi di fusione sta assumendo contorni ben delineati: il 30 aprile 2014 l Assemblea dei Sindaci di Cvs ha approvato all unanimità lo studio di fattibilità sull aggregazione. Il 22 dicembre 2014 ha quindi conferito mandato al presidente di costituire un gruppo di lavoro per approfondire la questione. Il 2 marzo scorso, quindi, sono stati approvati i principi fondamentali che dovrebbero permeare la possibile aggregazione: il mantenimento dell in house e della governance pubblica sul territorio. Il 28 maggio, ancora all unanimità, l Assemblea ha votato per procedere con la due diligence (il processo investigativo che viene messo in atto per analizzare valore e condizioni di un azienda) tecnica, legale, contabile e fiscale delle due società per un successivo esame e conseguente decisione delle rispettive assemblee. Nei giorni scorsi la gara per l affidamento dell incarico di "due diligence" è stata infine avviata dalle due società: l importo a base di gara è di euro, ripartito equamente tra Cvs e Polesine Acque. L aggiudicazione avverrà sulla base del criterio dell offerta economicamente più vantaggiosa. L esito della gara passerà comunque al vaglio dell Assemblea dei Sindaci. L ipotesi di aggregazione, quindi, farà tappa in ogni consiglio comunale. RIPRODUZIONE RISERVATA

5 IL GAZZETTINO DI PADOVA DEL 27/08/2015, PAG. 16 Fusione con il Polesine nel segno dell acqua Parte l'analisi dei conti del Centro Veneto Servizi e di Polesine Acque per l'imminente sposalizio: qualche giorno fa è stata avviata dalle due società, che gestiscono l'approvvigionamento idrico per un'enorme fetta del territorio sulle due sponde dell'adige, una gara d'appalto per l'affidamento dell'incarico di "due diligence" (appunto, analisi dei conti) che dovrà fornire alle rispettive assemblee tutti gli elementi tecnici per assumere le decisioni del caso. Il progetto di un'aggregazione delle due società è in ballo ormai da qualche anno, ma l'accelerazione di questi ultimi giorni potrebbe portare a novità clamorose in tempi molto rapidi. «Noi crediamo che l'acqua sia un bene comune e vada gestita come tale - sottolinea il presidente del Cvs, Giuseppe Mossa - una gestione pubblica ci garantisce di poter spingere al massimo sugli investimenti, per migliorare la rete e tutelare l'ambiente, e al tempo stesso contenere gli aumenti di tariffa». Le attuali dimensioni delle due società, infatti, non le mettono al sicuro dai colossi del settore: gruppi quotati in borsa, che potrebbero fagocitare le due singole entità nel nome del mero profitto. Ma a che punto è l'iter? L'ipotesi è stata più volte discussa anche dall'assemblea dei sindaci e i vertici del Centro assicurano che finora non ci sono state obiezioni. Più di un anno fa la stessa assemblea ha approvato lo studio di fattibilità sull'aggregazione e a dicembre è stato dato mandato al presidente di costruire un gruppo di lavoro per coordinarsi con la controparte. A marzo sono stati inoltre approvati i principi fondamentali della fusione, che sono legati a doppia mandata con la "governance" del territorio e con il mantenimento del presidio. A maggio, infine, si è deciso di procedere con lo studio dei fattori tecnici, legali, contabili e fiscali delle due società. Ogni passo successivo, comunque, verrà portato all'attenzione dei sindaci del territorio. «Vogliamo che la società - sottolinea Antonio Ruzzon, presidente dell'assemblea dei sindaci - sia gestita in modo pubblico, in ottemperanza al referendum e perché crediamo che solo la gestione pubblica possa dare garanzie al cittadino».

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