Introduzione ai criteri di progettazione delle stalle per bovine da latte secondo il benessere animale. Dr. Vittorio Catalano

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1 Introduzione ai criteri di progettazione delle stalle per bovine da latte secondo il benessere animale Dr. Vittorio Catalano

2 Il benessere animale Argomento posto al centro delle politiche comunitarie Elemento fondamentale per: la tutela della salute dei consumatori miglioramento della salute degli animali la qualità dei prodotti Criterio di gestione obbligatorio: Reg (CE) 1782/2003 Regime di sostegno del reddito della PAC: principio della condizionalità

3 Il concetto di benessere animale Stato di completa salute mentale e fisica nel quale l animale è in armonia con il proprio ambiente (Huges, 1976)

4 Benessere animale Mentale Comportamentale fisico Qualità della vita

5 L. Calamari, Università Cattolica di Piacenza, 2014

6 Il concetto di benessere animale Assenza di tutti gli elementi strutturali e gestionali dell azienda che aumentano lo stress dell animale (Campiotti, 2003)

7 I criteri di progettazione L ambiente di allevamento È l insieme dei fattori che interagiscono con l animale, influenzandone l aspetto psicofisico, il metabolismo, il comportamento e la produzione Riconoscere le esigenze dell animale significa far intervenire diverse figure professionali specializzate e competenti nella progettazione Si considera questo come punto di partenza, in considerazione del fatto che è la stalla ad essere funzionale per gli animali, e non viceversa Paolo Rossi, CRPA, 2009

8 Principali aspetti ambientali Tutti gli aspetti dell allevamento delle bovine da latte influiscono direttamente sulla produttività dell animale. Tali aspetti sono: Strutturali (stalla) Gestionali (management della mandria)

9 Benessere animale Viene presa in considerazione la sola tipologia di allevamento a stabulazione libera con zona di riposo a cuccette, in quanto considerata la più idonea a favorire il benessere animale,sia per quanto riguarda il movimento, sia per quanto riguarda la socialità.

10 I fattori strutturali Stabulazione ed arredo interno/esterno della struttura (zona di riposo, di alimentazione, pavimenti ed attrezzature, paddock) Microclima stalla

11 I parametri microclimatici

12 I parametri microclimatici Temperatura Velocità dell aria Umidità dell aria Luce Gas nocivi Stress da caldo e temperature humidity index (THI)

13 La temperatura La regolazione della temperatura corporea i bovini sono animali omeotermi, capaci di mantenere entro un determinato range la propria temperatura corporea (38.5 C), indipendentemente dalla temperatura ambientale la termoregolazione permette la difesa sia dal caldo, sia dal freddo

14 La temperatura La regolazione della temperatura corporea La zona di neutralità termica è l intervallo di temperatura: In cui è minima la produzione di calore È massima l energia disponibile utilizzabile per la produzione

15 La temperatura La regolazione della temperatura corporea La zona di neutralità termica è l intervallo di temperatura: Compreso tra 5 C e C (Armstrong, 1994; Manenti e Gastaldo, 2001; Katzere et al.,2002; West, 2003.)

16 La temperatura La regolazione della temperatura corporea La bovina da latte si adatta meglio ai climi freddi Sopra i 28 diminuisce la produzione e si riduce la fertilità Fondamentale quindi il controllo delle condizioni termiche interne delle stalle nel periodo estivo per ridurre lo stress termico

17 La velocità dell aria La regolazione della temperatura corporea Nel periodo invernale l esposizione ai venti freddi causa una eccessiva dispersione di calore L uso di tamponamenti o frangivento limita l esposizione ai venti dominanti riducendo la velocità dell aria sotto i 0.5 m/s Nel periodo estivo una velocità dell aria di 4-5 m/s favorisce la dispersione termica, accelerando l evaporazione e l allontanamento dell aria calda e umida

18 L umidità dell aria La regolazione della temperatura corporea Nel periodo invernale elevata umidità e basse temperature aumentano la perdita di calore corporeo Nel periodo estivo elevata umidità ed alte temperature impediscono lo smaltimento del calore corporeo per evaporazione, principale meccanismo di termoregolazione

19 L umidità dell aria La regolazione della temperatura corporea Condizioni ottimali di umidità relativa: 60-80% Valori troppo bassi sono da evitare per produzione di polvere e problemi respiratori

20 La luce L illuminamento naturale interno alla struttura svolge una funzione essenziale: Per il comfort degli operatori Per il benessere animale Facilita l orientamento Ha un influenza diretta,sull equilibrio ormonale, stimolando le ghiandole sessuali

21 I gas nocivi La qualità dell aria è una condizione fondamentale per il benessere animale Condizioni non ottimali determinano stress negli animali Conseguente calo delle produzioni

22 I gas nocivi I gas nocivi presenti nelle stalle sono prodotti: Dalla respirazione degli animali (CO2) Dai processi anaerobici della microflora ruminale (CH4) Dalla degradazione biologica delle sostanze organiche azotate (NH3)

23 I gas nocivi L ammoniaca (NH3) Deriva dalla degradazione delle sostanze azotate per l 85% urea acido urico

24 I gas nocivi L ammoniaca (NH3) Difficilmente si raggiungono livelli di tossicità acuta Sono possibili concentrazioni tali da indurre tossicità cronica dannose per l uomo e gli animali

25 I gas nocivi L ammoniaca (NH3) Concentrazioni massime ammesse: 50 ppm per l uomo (operatore per 8 ore di lavoro) 10 ppm per gli animali che vivono sempre nello stesso ambiente 100 ppm sintomi evidenti per gli animali

26 Lo stress da caldo e il temperature humidity index (THI) L elevata produzione di latte determina un incremento del calore metabolico (Kadzere et al., 2002) Dagli anni 40 ad oggi è aumentata enormemente la produzione di latte e, conseguentemente, la sensibilità degli animali allo stress da caldo.

27 Incremento della produzione di calore Calamari, Università Cattolica di Piacenza,2014

28 Incremento della produzione di calore Calamari, Università Cattolica di Piacenza,2014

29 Stress da caldo Effetti sul latte: produzione, grasso, profilo acidico, proteine e frazioni, lattosio, minerali e punto crioscopico (Bernabucci e Calamari, 1998) sulle proprietà tecnologico/casearie: acidità, coagulazione e comportamento durante la lavorazione, affioramento e resa casearia (Calamari e Mariani, 1998) Calamari, Università Cattolica di Piacenza,2014

30 temperature humidity index (THI) L indice maggiormente utilizzato per valutare il grado di stress termico nelle bovine da latte al variare di temperatura ed umidità è il THI Può verificarsi uno scostamento tra temperatura rilevata strumentalmente e temperatura percepita Rilevare temperatura ed umidità consente una valutazione più oggettiva delle condizioni microclimatiche interne alla stalla

31 temperature humidity index (THI)

32 temperature humidity index (THI)

33 temperature humidity index (THI) La relazione tra THI e diminuzione di produzione, riportata dallo standard ASABE (relativa alla progettazione dei sistemi di ventilazione), è la seguente:

34 temperature humidity index (THI)

35 temperature humidity index (THI) e comportamento animale L aumento della temperatura determina: Calo produttivo Modificazioni nel comportamento degli animali all aumentare della temperatura corporea; la tendenza a rimanere in piedi può essere interpretato come un modo di ridurre la temperatura corporea (Hilman et alt., 2005)

36 temperature humidity index (THI) e comportamento animale THI è quindi un indice che permette di tenere conto in modo congiunto: della temperatura dell umidità

37 temperature humidity index (THI) e stress da caldo Dai dati sperimentali risultano modificazioni del comportamento già a partire da valori di 66 THI pari a C In letteratura viene indicata come soglia critica per il manifestarsi dello stress da caldo nelle bovine da latte il valore di 72 THI pari a 25 C

38 temperature humidity index (THI) e stress da caldo Il valore di THI pari a 74 rappresenta la soglia oltre la quale si manifestano cali di produzione Con valori vicini a THI 80 si hanno cali di produzione tra l 1 ed il 20% Con valori vicini a THI 90 il calo di produzione può raggiungere picchi del 40-45%

39 temperature humidity index (THI) e stress da caldo Conseguenze: Aumento di dissipazione del calore e dei fabbisogni di mantenimento Diminuzione di ingestione alimenti e disponibilità di energia e proteine Difficoltà a coprire i fabbisogni

40 temperature humidity index (THI) e stress da caldo Quindi: Diminuzione produzione latte Diminuzione fertilità

41 La valutazione sperimentale del rapporto efficienza delle strutture /comportamento animale L approccio scientifico richiede, nello studio di un fenomeno, dei dati sperimentali. L utilizzazione di riprese video temporizzate permette l osservazione del comportamento degli animali e la definizione di indici di comportamento La registrazione dei parametri climatici in continuo consente la valutazione delle loro variazioni giornaliere e su scala temporale più ampia (mensile, annuale)

42 La valutazione sperimentale del rapporto efficienza delle strutture /comportamento animale La correlazione dei due tipi di dati ottenuti da un numero statisticamente significativo di aziende permette la valutazione dell efficienza delle strutture e fornisce indicazioni nella stesura delle linee guida per la progettazione o la ristrutturazione.

43

44 La valutazione sperimentale del rapporto efficienza delle strutture /comportamento animale L analisi dei dati Il comportamento delle bovine è stato suddiviso in 3 gruppi: Animali in riposo in cuccetta Animali in mangiatoia Animali in piedi

45 La valutazione sperimentale del rapporto efficienza delle strutture /comportamento animale L analisi della correlazione tra dati ambientali e comportamento degli animali, in funzione del THI, ha permesso di stabilire che quando aumenta il THI: Aumentano le vacche in piedi Diminuiscono quelle in cuccetta Il comportamento si modifica a partire da valori di THI superiori a 60, (18-20 C), non considerati critici in letteratura Altri fattori possono influire sul comportamento degli animali

46 Comportamenti anomali Idle standing L animale sta in piedi senza motivo preciso Tentativi ripetuti di coricarsi Cause: cuccette corte mal disegnate problemi agli arti stress da calore

47 Comportamenti anomali Perching (appollaiamento) La bovina sta con gli arti anteriori nella cuccetta e quelli posteriori fuori. Comprende anche gli animali parzialmente sdraiati fuori Cause: Cuccette troppo corte o mal disegnate

48 La valutazione sperimentale del rapporto efficienza delle strutture /comportamento animale

49 La valutazione sperimentale del rapporto efficienza delle strutture /comportamento animale

50 Le indicazioni costruttive

51 I fattori da considerare sono: Difesa passiva Orientamento ed esposizione Coibentazione Ventilazione naturale della struttura Difesa attiva Ventilazione artificiale e raffrescamento

52 Difesa passiva

53 Orientamento ed esposizione Influenzano fortemente la temperatura e la illuminazione interna della struttura Anche forma dell edificio e tipo di materiali utilizzati concorrono nel determinare temperatura e grado di illuminazione

54 Orientamento Quello con asse maggiore EST-OVEST è considerato il migliore La differenza di temperatura che si determina nelle pareti lunghe NORD (sempre meno esposta all insolazione) e SUD favorisce la ventilazione naturale dell edificio

55 Orientamento

56 Orientamento Accorgimenti: Proteggere il lato sud con sporti di gronda (1-1.5 m) per ridurre l insolazione diretta degli animali cortine alberate sui lati S e W reti ombreggianti Utilizzare il lato sud per gli animali meno produttivi, meno soggetti allo stress da caldo Paolo Ferrari, CRPA, 2009

57 Esposizione È fondamentale nel determinare significative differenze di temperatura nei periodi più caldi Gli animali tendono a spostarsi verso la zona non esposta all insolazione diretta, meno calda

58 Esposizione

59 Esposizione

60 Esposizione (ai venti dominanti) In caso di strutture aperte si possono verificare fenomeni di affollamento nelle zone più riparate durante il periodo invernale Migliore utilizzo nel periodo estivo

61 Esposizione (ai venti dominanti)

62 Coibentazione La coibentazione delle coperture riduce il trasferimento di calore, garantendo una condizione termica più favorevole sia nel periodo invernale,sia in quello estivo Altri fattori concorrono a rendere più confortevole l ambiente di stabulazione: altezza al colmo della struttura, orientamento ed esposizione Pendenza delle falde Inerzia termica della struttura (coperture e tamponamenti)

63 Coibentazione La mescolanza coibentazione/altri fattori determina situazioni estremamente eterogenee, che tuttavia possono essere in sintesi catalogate secondo uno schema sufficientemente esauriente

64 Coibentazione Struttura bassa e non coibentata Nel periodo estivo si possono verificare aumenti di temperatura all interno della struttura In caso di struttura bassa la coibentazione diviene assolutamente necessaria

65 Coibentazione: Struttura bassa e non coibentata

66 Coibentazione: Struttura bassa e non coibentata

67 Coibentazione Struttura bassa e coibentata In questo caso sono mantenute buone condizioni ambientali nel periodo estivo Il corretto orientamento (est-ovest), unitamente ad una buona esposizione (greppia lato freddo), garantiscono condizioni favorevoli anche nel periodo invernale

68 Coibentazione: Struttura bassa e coibentata

69 Coibentazione: Struttura bassa e coibentata

70 Coibentazione Struttura alta e non coibentata Una struttura di questo tipo, se con buona pendenza delle falde, consente una efficace ventilazione naturale L investimento economico non è giustificato, in tale situazione

71 Coibentazione/inerzia termica Il confronto diretto struttura pesante (coperture e tamponamenti in calcestruzzo)- struttura leggera (senza tamponamenti) mette in evidenza l importanza dell inerzia termica A parità di temperatura esterna, le temperature maggiori sono registrate nella struttura a minore inerzia termica ( leggera ) Si verifica inoltre uno sfasamento temporale delle temperature più alte

72 Coibentazione/inerzia termica

73 Coibentazione/inerzia termica

74 Coibentazione/inerzia termica Anche nel caso di struttura pesante e chiusa, l inerzia termica permette il mantenimento di buone condizioni interne senza l ausilio della ventilazione meccanica

75 Coibentazione/inerzia termica

76 Coibentazione/inerzia termica

77 Ventilazione naturale Fattore di fondamentale importanza nel controllo delle condizioni ambientali interne alla stalla Si ottiene per circolazione dell aria effetto camino: in entrata dalle aperture laterali e fuoriuscita dal colmo del tetto con movimenti verticali effetto vento: dovuto ai movimenti dell aria indotti dal vento od alla brezza ed all aspirazione dell aria per la depressione in prossimità delle finestrature di colmo)

78 Ventilazione naturale Effetto camino Effetto vento Paolo ferrari, CRPA, 2009

79 Ventilazione naturale: l effetto camino I movimenti verticali dell aria, dalle aperture laterali verso il colmo del tetto sono maggiori in funzione di: Differenza temperatura esterna/interna: aumentano con l aumentare del divario tra i due valori Differenza della quota tra aperture laterali (aria in ingresso) ed apertura al colmo (aria in uscita)

80 Ventilazione naturale Effetto camino I fattori strutturali che influiscono sulla sua efficacia sono: Pendenza delle falde di copertura Altezza delle coperture Superficie aperture laterali

81 Ventilazione naturale Effetto camino I fattori che concorrono alla sua efficacia sono: Orientamento delle strutture Presenza di venti dominanti Presenza di ostacoli alla ventilazione

82 Ventilazione naturale Pendenza delle falde di copertura Altezza delle coperture Struttura bassa: altezza 4.15 m pendenza 17% Struttura alta: altezza 7.10 m pendenza 30%

83 Ventilazione naturale Pendenza delle falde di copertura Altezza delle coperture Due strutture contigue, con stesse dimensioni, materiali ed orientamento, ma differenti per altezza e pendenza delle falde,si comportano in modi differenti

84 Ventilazione naturale Pendenza delle falde di copertura Altezza delle coperture

85 Ventilazione naturale Altezza delle coperture Effetto camino Altezza delle coperture in gronda: minimo 3 m Garantisce una superficie delle aperture laterali sufficiente Altezza delle coperture in gronda: massimo 4.5 m

86 Ventilazione naturale Altezza delle coperture Oltre tali valori le aree illuminate direttamente dal sole aumentano, limitando la superficie sfruttabile dalle bovine Oltre tali valori viene limitata tecnicamente la pendenza delle falde

87 Ventilazione naturale Pendenza delle falde Valori minimi: 25 30% Attenzione: pendenze eccessive (40-50%) impediscono un buon rimescolamento dell aria per l eccessiva velocità del flusso senza ottenere un abbassamento della temperatura interna Problemi costruttivi

88 Ventilazione naturale Aperture laterali Pareti laterali totalmente aperte o rimovibili nel periodo estivo parzialmente in quello invernale La scarsa ventilazione delle strutture chiuse con insufficienti aperture laterali determina condizioni sfavorevoli sia d inverno, sia d estate

89 Ventilazione naturale Stalle a due falde: Fessura di colmo sull intera lunghezza dell edificio Dimensionamento dell apertura pari ad almeno 5 cm/3m di larghezza della stalla (CIGR, 2004)

90 Ventilazione naturale Stalle a due falde

91 Ventilazione naturale Presenza di venti dominanti Può determinare effetti negativi nei periodi invernali (azione diretta per penetrazione attraverso le aperture laterali) Può avere effetto sinergico o di contrasto all effetto camino (azione indiretta) nei periodi estivi (oltre ad azione diretta) Prevedere sistemi frangivento naturali od artificiali per le stalle aperte e sistemi di protezione per le aperture al colmo nelle stalle chiuse

92 Ventilazione naturale Effetto camino Presenza di ostacoli alla ventilazione Edifici contigui possono causare un effetto frangivento, con diminuzione della velocità dell aria e conseguente limitazione dell effetto camino Poiché l influenza di un edificio è pari a 7-10 volte l altezza dello stesso, la distanza tra due strutture deve essere superiore

93 Ventilazione naturale Presenza di venti dominanti Tamponamenti leggeri Paolo Ferrari, CRPA, 2009

94 Ventilazione naturale Presenza di venti dominanti Medie mensili provincia di Torino serie storica 30 anni (Caselle)

95 Ventilazione naturale Effetto vento I fattori che concorrono alla sua efficacia sono: Orientamento delle strutture: non necessariamente con asse maggiore est ovest Presenza di ventilazione nel periodo estivo Presenza di venti dominanti Presenza di ostacoli alla ventilazione

96 Ventilazione naturale Effetto vento prevale sull effetto camino nelle stalle di maggiore larghezza (35 m 40 m) movimenti dell aria per : azione diretta (aria che penetra nel fabbricato) azione indiretta (aspirazione dell aria per la depressione in prossimità delle finestrature di colmo) fattore estremamente variabile

97 Difesa attiva

98 Il controllo delle alte temperature (tecniche di tipo attivo) Non sempre necessario Consigliabile solo nelle ore più calde ed in assenza di vento Costoso (impianto e gestione)

99 Il controllo delle alte temperature Struttura coibentata con ventilazione: T. est. 25 C, T.int. 25 C (primavera); T.est. 33 C, T.int. 31 C (estate, con ventilazione)

100 Il controllo delle alte temperature T. est. 20 C, T.int. 19 C (primavera); T.est. 33 C, T.int. 31 C (estate)

101 Le tecniche di tipo attivo (difesa dal caldo) Aumento della velocità dell aria Raffrescamento evaporativo Irrorazione degli animali con acqua

102 Aumento della velocità dell aria Uso di ventilatori, con aumento della velocità dell aria sino a 4-5 m/s Permette uno smaltimento del calore da parte degli animali Utilizzabile sia in stalle chiuse sia in quelle aperte, nelle ore più calde ed in assenza di vento

103 Aumento della velocità dell aria Posizionamento dei ventilatori nelle aree di maggiore utilizzazione delle bovine Zona di foraggiamento Zona di riposo

104 Aumento della velocità dell aria posizionamento

105 Aumento della velocità dell aria Dimensionamento Deve essere valutato attentamente Il sottodimensionamento dell impianto comporta comunque oneri notevoli, senza miglioramento delle condizioni ambientali interne

106 Aumento della velocità dell aria Dimensionamento

107 Raffrescamento evaporativo Foggers (nebulizzatori) L acqua sotto pressione ed in corrente d aria viene nebulizzata (da usare solo in stalle aperte) Il passaggio liquido/gas determina un abbassamento di temperatura La diminuzione di temperatura (quindi l efficacia del sistema) è maggiore quanto minore è l umidità dell aria

108 Raffrescamento evaporativo Quindi: La sua efficacia nelle condizioni climatiche dei periodi estivi nella pianura padana è limitata

109 Raffrescamento evaporativo Aspetti negativi: Limitata efficacia quando l umidità dell aria è elevata; si raggiunge facilmente la saturazione Ristagni d acqua in ampie zone della stalla con conseguenti problemi igienico - sanitari

110 Raffrescamento evaporativo Aspetti positivi Primavera Estate

111 Irrorazione con acqua Sugli animali Sul pavimento Nebulizzazione più o meno spinta misters bagnano il pelo in superficie (no in clima umido) Sprinklers bassa pressione, bagnano sino alla cute (si in clima umido) Stesso principio fisico del raffrescamento evaporativo

112 Irrorazione con acqua Dove installare l impianto Zona di alimentazione: scelta ottimale Sala di attesa Zona di riposo: poco adatta, salvo eliminazione materiale di lettiera, comunque problemi di mastopatie, per l acqua nelle cuccette

113 Irrorazione con acqua Controindicazioni: Aumento della scivolosità del pavimento Accumulo di acqua sul pavimento, se impianto non ben regolato Aumento delle bovine che si sdraiano in corsia di foraggiamento, con conseguente insudiciamento delle mammelle

114 Irrorazione con acqua

115 La valutazione funzionale delle strutture

116 Dalle indicazioni costruttive alla valutazione funzionale delle strutture Vista la relazione esistente tra: Temperatura Umidità relativa THI Comportamento animale

117 Dalle indicazioni costruttive alla valutazione funzionale delle strutture Il comportamento delle bovine subisce modificazioni a partire da valori di THI superiori a 66 (corrispondenti a C) La limitata efficacia della ventilazione naturale nelle stalle è probabilmente, insieme al THI, il fattore che favorisce maggiormente la modificazione del comportamento

118 Dalle indicazioni costruttive alla valutazione funzionale delle strutture La mitigazione delle condizioni ambientali esterne si ottiene agendo sul microclima interno della struttura con mezzi passivi od attivi Questo permette di ridurre lo stress da caldo degli animali

119 La valutazione funzionale delle strutture Le condizioni meteoclimatiche Il diverso comportamento delle strutture Influiscono sul microclima interno e quindi sullo stress animale

120 La valutazione funzionale delle strutture THI esterno Risposta struttura Microclima interno stalla

121 La valutazione funzionale delle strutture Ne risulta che: Una buona ventilazione naturale garantisce un microclima favorevole per gli animali e limita la necessità di sistemi di raffrescamento forzati L inerzia termica mitiga le temperature esterne e riduce il ricorso a difese attive

122 La valutazione funzionale delle strutture È possibile evidenziare i punti critici di Un progetto Di una struttura esistente Attraverso due indici che forniscono un giudizio sintetico di tipo qualitativo

123 La valutazione funzionale delle strutture Indici Di funzionalità della ventilazione naturale (IFV) Fornisce una valutazione qualitativa sulla rispondenza ai criteri strutturali per una buona ventilazione naturale Di funzionalità strutturale (IFS) Da indicazioni sulla capacità di smorzare la temperatura esterna e ritardarne gli effetti all interno, di conseguenza, sulla progettazione dell eventuale sistema di difesa attivo

124 La valutazione funzionale delle strutture Indice di funzionalità della ventilazione naturale (IFV) Tiene conto di: Pendenza falde di copertura Altezza delle coperture Presenza di ostacoli alla ventilazione Presenza e dimensionamento cupolino

125 IFV Indice di funzionalità della ventilazione naturale (IFV)

126 Indice di funzionalità di funzionalità strutturale(ifs) Considera due aspetti: Caratteristiche degli elementi strutturali che influiscono sull inerzia termica Larghezza della struttura

127 Indice di funzionalità di funzionalità strutturale(ifs) I valori d inerzia termica della struttura

128 IFS

129 La valutazione funzionale delle strutture La valutazione dell efficacia funzionale delle strutture IFS Di conseguenza, i sistemi di difesa dal caldo attivi sono: Non necessari, se si accetta un moderato livello di stress Utili È opportuno inserire un sistema di ventilazione o raffrescamento Necessari Per prevenire lo stress è necessario inserire un sistema di raffrescamento

130 Conclusioni Pur non esaurendo tutti gli aspetti relativi ai criteri di progettazione delle stalle, si può affermare che: È disponibile una metodologia di valutazione dell efficienza delle strutture relativa alla ventilazione naturale ed alla necessità di sistemi di condizionamento attivo Gli indicatori IFV e IFS sono utilizzabili in fase di progettazione e ristrutturazione, fornendo un orientamento al progettista Solo l integrazione di tutti gli aspetti produce i buoni risultati dell allevamento

131

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