Architettura dell Anchor Development Organization come modello di sviluppo integrato del territorio

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Architettura dell Anchor Development Organization come modello di sviluppo integrato del territorio"

Transcript

1 Architettura dell Anchor Development Organization come modello di sviluppo integrato del territorio BENEDETTO PUGLISI ALESSIA DI RAIMONDO Abstract Obiettivi del paper: Il presente lavoro introduce il concetto di Anchor Development Organization (ADO) quale soggetto e strumento per la valorizzazione e lo sviluppo integrato del territorio, rispondendo alla necessità di un approccio al destination development che favorisca l adozione di strategie integrate e condivise all interno della destinazione ad ogni livello. Metodologia: Verrà condotta un indagine empirica attraverso un analisi di benchmarking di casi studio di sistemi di offerta turistica, quali i distretti turistici, nel contesto nazionale, e le destination management organizations (DMOs) nel contesto turistico internazionale. Risultati: L indagine identificherà il modello ADO in preesistenti organizzazioni, illustrando il ruolo fondamentale che l ADO può rivestire per la governance di una destinazione turistica e per il meta-management territoriale, oltre che per le politiche di promo-commercializzazione del territorio. Limiti della ricerca: Verranno evidenziati limiti metodologici, che sacrificano la generalizzabilità dei risultati e la robustezza dell indagine, e limiti concettuali, imputabili all esigenza di un più ampio framework teorico. Altresì, verranno tracciate le linee per futuri lavori di ricerca sull argomento. Implicazioni pratiche: Il modello proposto potrà essere adottato per sviluppare un destination audit che le organizzazioni esistenti (quali le DMO) potranno utilizzare come strumento di benchmarking per la comparazione dei rispettivi modelli organizzativi e performance. Originalità del lavoro: Il contributo si pone come innovativo negli studi di destination management e destination governance grazie all applicazione del concetto di anchor firm al contesto turistico-territoriale. Parole chiave: destination management; governance; distretti turistici; benchmarking Docente di Marketing delle Imprese Turistiche e di Marketing Territoriale - Università degli Studi di Catania Dottorando di ricerca in Economia Aziendale, Università degli Studi di Catania sinergie, rivista di studi e ricerche n. 88, Maggio-Agosto 2012, pp ISSN

2 182 L ANCHOR DEVELOPMENT ORGANIZATION PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO Purposes of the paper: The study aims to define a new destination governance model, the Anchor Development Organization (ADO), acting as a key tool for the governance, the metamanagement and marketing of a tourism destination. Thereby, the study aims to trace a first step to take part on the open discussion on a new multilevel and integrated approach to the destination development. Methodology: To validate empirically the conceptual model proposed, we conduct an investigation through multiple case studies among Destination Management Organizations (DMOs). Findings: The analysis will allow us to identify the new model conceptualized herein in existing organizational forms. Additionally, the investigation will demonstrate that the ADO acts as a catalyzer for the tourism development and success of destinations facilitating the cooperation among prominent stakeholders, attracting tourism demand and resources, providing efficiency to the destination organization. Research limits: Conceptual and empirical limitations of the study will be stressed. The reduced robustness of the empirical analysis and the constrained generalizability of the findings will be overcome through further studies on the topic. Practical implications: The ADO model proposed can be adopted by managers of existing destination organizations to perform a destination audit that can be adopted as a benchmarking tool to compare performances and organizational models. Originality of the study: The paper contributes theoretically to the literature on destination management and on destination governance. The novelty resides in the adoption of the anchor concept, belonging to the literature on industrial economics, in the destination management field. Key words: destination management; governance; DMO; benchmarking 1. Premessa L importanza della destinazione turistica come unità di analisi in ambito turistico-territoriale è largamente riconosciuta in letteratura. Gli studi sulle destinazioni turistiche, nel tentativo di interpretare le politiche di governo del territorio, hanno finora privilegiato una visione sistemica del fenomeno turistico. In questa prospettiva, si possono menzionare, fra gli altri, i contributi sui sistemi locali d offerta turistica (SLOT) (Dallari, 2004; Martini, 2005; Sciarelli, 2007) da cui ha tratto spunto l articolata normativa sui sistemi turistici locali (STL); e gli studi sui distretti turistici (Pencarelli e Forlani, 2002; Sainaghi, 2006). Tali studi, per quanto consolidati, sono privi di una prospettiva d analisi in chiave soggettiva. In un ambiente competitivo estremamente dinamico le destinazioni turistiche - community-type - devono continuamente riconcepire i pacchetti di offerta di prodotti e servizi turistici e le politiche strategiche di sviluppo. A tal scopo, le DMOs devono evolversi con un aggiornamento delle loro funzioni con riguardo alla natura multisfaccettata del fenomeno del destination development (Haugland et al., 2011) e della necessità di innovare continuamente le politiche e logiche di destination management al passo con l evoluzione della destinazione (Beritelli et al., 2009). L articolo, assumendo una prospettiva soggettiva e prendendo spunto dai contributi più recenti sull anchor organization (tra gli altri, Feldman, 2003; Konishi

3 BENEDETTO PUGLISI - ALESSIA DI RAIMONDO 183 e Sandfort, 2003; Wu, 2005), introduce un nuovo modello organizzativo, l Anchor Development Organization (d ora innanzi ADO). Questa nuova forma, come naturale evoluzione della consolidata DMO, è concepita dagli Autori 1 per rispondere alla richiesta di interpretazione del fenomeno del destination development, e del destination management, in chiave multipla (considerati i livelli individuoimpresa, inter-impresa e intra-destinazione, e inter-destinazione ), integrata, e condivisa da tutti gli attori chiave nella governance territoriale (Haugland et al., 2011). L ADO può rivestire un ruolo importante per la governance della destinazione e per il meta-management territoriale, oltre che per le politiche di promocommercializzazione del territorio 2, legittimata all esercizio di tali funzioni dal riconoscimento della sua funzione di anchoring 3. Questa realtà viene in questa sede studiata in relazione ai sistemi di offerta integrata di un territorio, quali i distretti turistici, nel contesto turistico nazionale, e le destination management organizations (d ora innanzi DMOs) nel contesto turistico internazionale. Accanto ad un argomentazione teorica, si offre una prospettiva empirica applicata all ADO, per riscontrare l applicabilità del modello di governance introdotto nel contesto turistico. Viene applicata una metodologia di indagine qualitativa strutturata su tre momenti di analisi: analisi desk, analisi field e analisi di benchmarking. In particolare, l analisi di benchmarking, che verrà applicata a casi studio tratti dall attività di un distretto turistico italiano e DMOs internazionali (il Distretto dei Laghi - Piemonte, la DMO di Manchester - Inghilterra, la DMO di Hamilton - Canada, la DMO di Orlando - USA), consente di validare empiricamente il modello Il concetto di Anchor Development Organization (ADO) è in particolare riconducibile alla personale elaborazione di Benedetto Puglisi. Il concetto di promo-commercializzazione si basa sull integrazione delle politiche promozionali e commerciali dei soggetti pubblici e privati che operano nel settore turistico locale. La promozione e la commercializzazione, strettamente connessi nella vita aziendale, nel turismo spesso fanno capo a due soggetti diversi: la promozione, in genere, è svolta dall ente pubblico, mentre la commercializzazione è di interesse/competenza esclusivamente privata. Senza un obiettivo comune e una strategia unitaria di promozione turistica si corre il rischio di generare numerose inefficienze e contrasti che depotenziano e, a volte, addirittura annullano l efficacia delle iniziative di comunicazione. L obiettivo diventa quindi quello di promuovere il territorio in modo unitario per venderne i servizi. Dalla personale rielaborazione di quanto esposto in letteratura sul tema (Lorenzoni e Baden-Fuller, 1994; Dagnino et al., 2012) la funzione di anchoring consiste nella triplice capacità di (i) attrarre nuovi investimenti e nuove imprese esterne alla destinazione-area geografica di riferimento; (ii) ricoprire un ruolo leader nella promozione di politiche di creazione di valore attraverso nuove infrastrutture, nuova imprenditorialità, o l adozione di nuove linee strategiche per lo sviluppo del territorio; (iii) creare un network di relazioni interne ed esterne alla destinazione (inter-impresa e inter-individuale, intra-destinazione, inter-destinatione).

4 184 L ANCHOR DEVELOPMENT ORGANIZATION PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO descrittivo illustrato in vista di successivi studi volti alla sua operazionalizzazione. Implicazioni manageriali legate all introduzione dell approccio ADO verranno descritte. 2. L Anchor Development Organization quale strumento di governance e meta-management del territorio 2.1 Le funzioni dell ADO nella destinazione turistica Il concetto di anchor firm è noto negli studi di economia industriale (Pashigian e Gould, 1998), di strategic management (Dagnino et al., 2012; Feldman, 2003, Lorenzoni e Baden-Fuller, 1994), di geografia economica (Wu, 2005). Muovendo dal concetto di anchor firm come forza agglomerante a livello territoriale (Feldman, 2003), e dal concetto di strategic center firm come partner nella creazione di valore, leader nella organizzazione di risorse e sviluppo delle capacità locali, e orchestratore del network per la definizione ed implementazione delle linee strategiche di sviluppo (Lorenzoni e Baden Fuller, 1994; Dhanarj e Parkhe, 2006), trasponiamo il concetto dell anchor dai tradizionali contesti industriale e territoriale, al contesto delle destinazioni turistiche. La tradizionale anchor organization (Feldman, 2003) viene nel presente studio identificata per la prima volta nell ambito del destination management, assumendo un ruolo chiave nello sviluppo turistico della destinazione di riferimento. Si parla, quindi, di anchor development organization e si ammette l esistenza di una molteplicità di funzioni ad essa attribuibili, specificazione della macro-funzione di anchoring esercitata da questo nuovo attore di destination governance. In chiave turistica, questa organizzazione può coincidere con uno o più soggetti, che tuttavia mai assumono ruoli univoci di responsabilità della gestione turistica della destinazione, com è indicato invece per le destination management organizations, o DMOs (Presenza et al., 2005; D Angella, 2008). Sono tre, in particolare, le funzioni esercitate dall ADO in una destinazione turistica: - Governance del territorio. L ADO è legittimato formalmente a esercitare un importante funzione di governance del territorio, assicurando il proprio contributo, mai esclusivo, alla gestione dei processi economici di una destinazione turistica. In tal senso, a differenza della DMO che ha invece una responsabilità esclusiva nelle attività di pianificazione e di sviluppo di prodotti e servizi turistici (Presenza et al., 2005; D Angella, 2008), l ADO, svolgendo il ruolo di orchestrator, promuove ed attiva modalità di gestione più condivisa della destinazione, con una filosofia di intervento ispirata alla collaborazione, alla partecipazione di tutti i soggetti e alla concertazione. I suoi processi decisionali sono normalmente di tipo inclusivo. - Meta-management della filiera. Considerata la sua natura aggregativa, l ADO esercita un importante funzione di meta-management delle filiere del vasto

5 BENEDETTO PUGLISI - ALESSIA DI RAIMONDO 185 comparto turistico: il settore congressuale, degli eventi aggregativi, artisticoculturale, naturalistico, etc. Nell esercizio di tale funzione, l ADO si differenzia ancora una volta dalla DMO. Quest ultima, infatti, esercita un ruolo di guida sovraordinata dell intera destinazione, integrando al proprio interno le attività delle filiere (Molteni e Sainaghi, 1996). L ADO, invece, pur mantenendo un ruolo di indirizzo e di coordinamento, non interferisce con le politiche gestionali dei singoli operatori economici e dei soggetti istituzionali, ma, combinando insieme territorio e ambiti di attività economica, concorre a definire le caratteristiche di una determinata destinazione turistica. - Indirizzo delle politiche di promo-commercializzazione della destinazione. Esiste infine un ultima funzione che l ADO esercita e che è quella di indirizzo. Non ci si riferisce a politiche di marketing management, la cui responsabilità rimane in capo agli operatori economici privati, quanto piuttosto ad attività di supporto alla comunicazione promozionale del territorio e alla commercializzazione di quest ultimo alla clientela (corporate, istituzionale o consumer). Nella prospettiva dell ADO, tuttavia, l esercizio di questa funzione non è prerogativa esclusiva di un unica organizzazione, ma può risultare condivisa fra più soggetti. L efficacia degli interventi dipende dalla condivisione di pochi obiettivi compatibili con l identità di un dato territorio (Caldwell e Freire, 2006). 2.2 L Anchor Development Organization e il modello delle 4 T L esame delle funzioni del meta-organizzatore trova origine negli studi di sociologia delle organizzazioni condotti negli anni Settanta del secolo scorso. Su tale fronte di studio, gli autori che più hanno contribuito a indagare tale attore rilevante sono principalmente tre: Mark Granovetter (1973), che ha enfatizzato l importanza dei legami deboli nei network (detti strength of weak ties), Leyman Freeman (1977), che ha sottolineato la mancanza di centralità nel network e, infine, Ron Burt (1980; 2000), il quale ha studiato l autonomia strutturale creata nei network complessi e ha asserito che il capitale sociale è funzione dell attività di connessione realizzata da un singolo attore sui nodi di una rete. Questo particolare attore, il meta-organizzatore, apporta sapere contestuale alla costruzione della rete poiché genera un contributo network specifico: infatti progetta le conoscenze e i contenuti del network in modo che siano utilizzate dagli attori della rete (Antonelli, 2009). Un esempio di meta-organizzazione è rappresentato dalle destination management organizations (DMOs), organismi pubblici che svolgono prevalentemente quattro funzioni: (i) formulare e pianificare strategie per la destinazione (Jamal e Getz, 1995); (ii) rappresentare gli interessi degli attori locali, e riunirli in un network di relazioni inter-individuali e intra-destinazione (Sheehan e Ritchie, 2005); (iii) organizzare eventi particolari, quali congressi o meeting di importanza rilevante locale, che necessitano del coordinamento di attività diverse, dalla definizione del calendario alla gestione logistica, dalla sistemazione alberghiera alla fornitura di cancelleria (Getz et al., 1998; Martini, 2005; Antonelli, 2009); (iiii) marketing e branding della destinazione (Blain et al., 2005).

6 186 L ANCHOR DEVELOPMENT ORGANIZATION PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO Fino ad oggi a queste istituzioni si è riconosciuta la capacità di determinare lo sviluppo turistico di una destinazione, attraverso meccanismi di integrazione e coordinamento tra gli attori chiave nella filiera turistica e nella governance del territorio. Data la natura complessa e multisfaccettata del fenomeno del destination development (Haugland et al., 2011), perseguibile attraverso strategie in grado di generare valore per il territorio e conseguire un vantaggio competitivo sostenibile per la destinazione, si è manifestata la necessità di individuare una forma organizzativa più efficiente nel garantire maggior successo ed impatto sul territorio alle strategie di sviluppo pianificate. In particolare, si sono identificate tre aree chiave da includere in una nuova prospettiva di analisi ed intervento nello sviluppo della destinazione turistica: (i) maggior coesione e coinvolgimento tra gli stakeholder; (ii) capacità di elevare il potenziale di attrazione dei pacchetti di offerta di prodotti e servizi della destinazione, sulla base della dotazione di risorse e competenze locali; (iii) rafforzamento delle interconnessioni tra gli attori della filiera turistica intra- ed inter-destination (Haugland et al., 2011). A parere di chi scrive, il modello dell ADO da noi introdotto nel presente studio può rappresentare la forma organizzativa in grado di interpretare il fenomeno del destination development nella nuova prospettiva, attraverso lo sviluppo di azioni integrate, condivise e multi-livello ( individuo-impresa, inter-impresa e intradestinazione, e inter-destinazione ), volte a rendere l azione di destination management più efficiente nel generare valore per la destinazione. Nel caso dell ADO la funzione di meta-organizzatore per la governance della destinazione si sostanzia in particolare in quattro momenti rilevanti che sono fra loro complementari e che, per la loro lettera iniziale, vengono definiti le quattro T : - si tratta di una Territorial organization, ovvero di un organizzazione fortemente radicata nel territorio di riferimento; - che forma, organizza e gestisce un Total actor network; - con l obiettivo di essere un True attraction creator; - e quindi di poter fungere da Tourism traffic executor o catalyzer. Le quattro dimensioni del modello si analizzeranno adesso con maggior dettaglio. Territorial organization Con l espressione territorial organization, si pone riferimento al fatto che l ADO è anzitutto una organizzazione che è intimamente legata e, come tale, trae linfa vitale dal territorio in cui nasce e si sviluppa. Al medesimo territorio l ADO apporta le sue competenze distintive, il suo effetto trascinamento dovuto all entusiasmo e alla capacità di coinvolgimento degli individui che di norma ne fanno parte e infine la capacità di fare sistema, ovvero la capacità relazionale di mettere in rete una pluralità di soggetti con vocazione turistica specifica che altrimenti non sono in grado di dialogare agevolmente fra di loro. Per tali motivi, l ADO è anzitutto un organizzazione che opera in e su di un territorio specifico atteso che ha un radicamento forte nel territorio di riferimento dove, grazie alla buona reputazione

7 BENEDETTO PUGLISI - ALESSIA DI RAIMONDO 187 dei suoi principali rappresentanti e al suo funzionamento efficiente, ha acquisito riconoscimento del suo ruolo e forte legittimazione sociale. Nella prospettiva della costruzione sociale della realtà locale (Berger e Luckmann, 1966), questa condizione imprescindibile per la sua definizione consente all ADO di mobilitare le risorse umane e finanziarie e le competenze locali necessarie per lo sviluppo contestuale degli attori e delle attrazioni turistiche. Total actor network Con la locuzione total actor network, s intende il fatto che l ADO è una organizzazione definita network builder, che si fa carico di assumere la leadership nella costruzione e gestione del network e nella gestione delle relazioni fra gli attori chiave del medesimo. La gestione delle relazioni fra gli attori del network avviene mediante l impiego di notevoli capacità relazionali di cui l ADO è di norma dotato nel guidare e governare un duplice network relazionale: il network relazionale interno e il network relazionale esterno. Il network relazionale interno è costituito essenzialmente da soggetti, sia pubblici (enti territoriali di vario livello ed enti locali per la promozione turistica) sia privati (agenzie di viaggio, tour operator, albergatori, operatori aeroportuali, enti finanziatori di vario genere e altri ancora), operanti sul territorio di riferimento dell ADO e con i quali esso mantiene intensi e continui rapporti e in favore dei quali esso opera quale mediatore relazionale, agendo da snodo vitale della rete in modo che essi entrino e restino in una rete cooperativa con tensioni tendenzialmente superadditive. D altro canto, il network esterno è dato in estrema sintesi dalla rete di soggetti turistici (altri ADO, compagnie aeree nazionali e internazionali e altri operatori turistici), esterna al territorio che tuttavia ha un reflusso rilevante sull organizzazione complessiva dell offerta della località presa come riferimento. L ADO funge pertanto da social glue o collante sociale per la connessione in rete fiduciaria e finanziaria dei vari attori turisticamente rilevanti e, in particolare, per poter ben coordinare e far ruotare i due network fondamentali della destinazione, il network locale e il network esterno. True attraction creator Con la perifrasi true attraction creator, si richiama la capacità che l ADO contiene in sé di essere l artefice primo della composizione dell offerta di attrazioni turistiche di una determinata destinazione. L ADO è in grado di progettare le conoscenze e i contenuti della rete in modo che siano utilizzate dai vari attori coinvolti. Mediante l accurata applicazione di un procedimento simile a quello che in strategia d impresa è stato definito la determinazione del resource gap, si tratta in primo luogo di giungere a definire il cosiddetto gap di attrazioni, ovvero una lista completa dell insieme delle attrazioni ritenute necessarie per raggiungere l attraction target. Il secondo passo che l ADO è di norma chiamato a compiere è di coordinare la formazione dell offerta di attrazioni turistiche locali in grado di conseguire l attraction target. L ADO si pone in tal modo quale magnete che consente il necessario coordinamento per la creazione delle attrazioni necessarie allo sviluppo della destinazione presa come riferimento.

8 188 L ANCHOR DEVELOPMENT ORGANIZATION PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO Traffic executor o catalyzer Infine con l allocuzione traffic executor o catalyzer, si mostra particolare attenzione al fatto che l ADO, come tradizionalmente avviene per le catene di grandi magazzini o anchor stores (Konishi e Sandfort, 2003) nel caso dei grandi centri commerciali, possa assumere la funzione di attrattore dei traffici turistici, con ricadute sia sull aumento della permanenza media dei turisti che sulla frequenza di viaggio nella medesima destinazione, oltre che sui flussi turistici in arrivo. Ciò può avvenire mediante la progettazione e l implementazione di campagne turistiche promo-pubblicitarie mirate al lancio della destinazione. A questo si aggiunge che l ADO agisce da catalizzatore turistico per segmentare in modo appropriato la domanda in termini di flussi turistici nazionali e flussi turistici internazionali. Naturalmente si tratta di quattro punti fondamentali (permanenza, frequenza, arrivi e mix di flussi turistici nazionali/internazionali) sui quali l ADO è chiamato ad effettuare studi accurati insistendo in modo analitico e sistematico per la definizione di piani operativi di sviluppo turistico con differenti orizzonti temporali (per esempio, a uno, tre e cinque anni). 3. Riscontro empirico del modello ADO: una analisi di benchmarking di casi studio di distretti turistici e DMOs 3.1 Metodologia di analisi Si è deciso di svolgere un analisi qualitativa articolata in due momenti di analisi, analisi desk e analisi field, funzionali al terzo momento costituente il fulcro dell indagine empirica del presente lavoro: il benchmarking. Questo ha consentito la selezione, l analisi e la comparazione di casi studio di successo di Distretti Turistici, guardando al contesto nazionale, e DMOs, guardando al contesto internazionale (per la case study analysis si veda Eisenhardt, 1989; Yin, 1994; Strauss e Corbin, 1998). Ricordando come il benchmarking quale tecnica per lo sviluppo del business trovi originaria definizione a partire dalla teoria manageriale del guru del Quality Management, Edward Deming, che assume la sua funzionalità alla ricerca della qualità e la possibilità di testarne la sostenibilità attraverso una serie di fasi analitiche sequenziali, sono svariate le definizioni proposte dalla comunità scientifica negli ultimi decenni (Balm, 1992; Camp, 1989; Coker, 1996; Cox e Thomson, 1998; McNair e Leibfried, 1992; Watson, 1997; ecc.). Proponendo la definizione fornita dall American Productivity & Quality Center, secondo cui il benchmarking è the process of continuously comparing and measuring an organization against business leaders anywhere in the world to gain information which will help the organization take action to improve its performance (APQC, 1999), si riscontrano dei tratti comuni tra le varie definizioni presenti in letteratura, che portano ad inquadrare questa tecnica come un processo di aggiornamento continuo, finalizzato al reperimento di nuove informazioni, volto al confronto con i leader del settore per misurare il proprio gap e migliorare le proprie performance.

9 BENEDETTO PUGLISI - ALESSIA DI RAIMONDO 189 Il focus sulle performance e sul gap tra le proprie e quelle dell ambiente competitivo di riferimento distingue questa tecnica dalla semplice ricerca comparativa e analisi competitiva (Boxell, 1994; Walleck et al., 1991). Seguendo anche quanto enfatizzato nel lavoro di Kozak (2002) sul benchmarking applicato alle destinazioni turistiche, nel nostro lavoro si è applicata questa tecnica di analisi con la consapevolezza dei limiti che si sarebbero potuti imputare ad essa nel caso della sua funzione quale strumento di comparazione di performance tra organizzazioni, nello specifico organizzazioni turistiche del territorio, appartenenti al panorama internazionale e, pertanto, influenzate da diversi contesti istituzionali. Si tratta quindi, di organizzazioni soggette a differenti leggi, regolamentazioni, strutture economiche, sistemi bancari e finanziari, culture manageriali, e, in aggiunta, diversi fattori ambientali, includendo tra questi fattori politici, sociali, culturali, come le tradizioni, il background storico e gli stili di vita (Gunn, 1997). Come asseriscono Kotler, et al., (1996), vanno tenute strettamente in considerazione le differenze nei contesti di appartenenza delle destinazioni nazionali o internazionali oggetto di un confronto, in quanto diverso sarà il modo di formulare strategie ed implementare dei piani di azione, perché a monte sarà diverso il modo di gestire la propria dotazione di risorse e confezionare il proprio prodotto. Condividendo questi argomenti e le posizioni degli autori che pongono l accento sull influenza che il contesto istituzionale può svolgere nel determinare le scelte strategiche, le pratiche manageriali e, poi, anche le performance di un organizzazione (Porter, 1990), è stata condotta un analisi di benchmarking non per misurare un gap nelle performance (gap analysis model) tra i casi studio in analisi e confrontare poi i risultati con la situazione riscontrabile nel contesto locale, nello specifico il territorio italiano. Lo scopo dell analisi da noi condotta consiste nel raccogliere ed elaborare le informazioni di interesse (progettuali, strutturali, di mercato, operative, organizzative, gestionali, ecc.) necessarie per la definizione di un modello che sia: - di forte appeal per i mercati di riferimento; - innovativo, soprattutto negli aspetti gestionali ed operativi; - economicamente e finanziariamente sostenibile. L approccio metodologico alla base dell analisi di benchmarking condotta può essere sintetizzato in sei principali macro fasi: - selezione dei casi da analizzare: i criteri di selezione dei casi sono riconducibili principalmente alla visibilità del caso di studio nel contesto internazionale, alla presenza di elementi di innovazione nelle strategie di sviluppo, alla concreta attivazione di processi di meta-management territoriali; - acquisizione di informazioni generali: attraverso ricerche sul web, bibliografia, articoli su quotidiani e riviste del settore;

10 190 L ANCHOR DEVELOPMENT ORGANIZATION PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO - primo contatto con un interlocutore privilegiato 4 : si forniscono le informazioni generali sugli obiettivi della ricerca, i criteri di selezione dei casi di studio e i tempi e i modi con cui si procede alla raccolta delle informazioni. Per interlocutore privilegiato si intende la persona con incarichi dirigenziali, ovvero il leader del progetto di sviluppo. - prima intervista con un interlocutore privilegiato: si tratta di una intervista semistrutturata in profondità sulla base di una traccia predefinita di domande chiave; - valutazione del grado di interesse del caso: successivamente ad una prima stesura dei casi in osservazione, si procede ad una scrematura del campione, rilevando quali benchmark meritano un analisi in profondità, quali casi sono stati sufficientemente analizzati (tramite il parallelo ricorso a fonti secondarie) e quali, invece, non passeranno ad uno step successivo dell analisi perché non rispondenti ai criteri stabiliti da principio; - ulteriori interviste: secondo contatto con l interlocutore e contatti con ulteriori soggetti 5 per un approfondimento tramite intervista degli aspetti più rilevanti in linea con l obiettivo della ricerca; - rielaborazione e stesura del caso: stesura definitiva del caso, cercando di strutturare l analisi sulla base di macro-elementi omogenei tra i vari benchmark individuati. Nell ambito di una più ampia ricerca che ha interessato un campione di circa 30 Distretti/DMO, poi ristretto nell avanzamento delle fasi dell analisi per la non corrispondenza con i criteri prefissati, per mancanza di risposte pervenute, o per insufficienza delle informazioni disponibili, sono stati selezionati i seguenti quattro benchmark (uno nazionale ed i restanti internazionali): - Il Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell Ossola in Piemonte (Italia); - La DMO Marketing Manchester (Inghilterra); - La DMO Tourism Hamilton (Canada); - La DMO Orlando/Orange County CVB (U.S.A) I case studies sono stati selezionati perché considerati particolarmente attrattivi e innovativi sia per le strategie e azioni di marketing realizzate sia per i modelli di governance e di meta-management adottati tali da consentire di verificare la rispondenza al modello delle 4T proprio delle Anchor Development Organizations. Sul piano operativo, inoltre, la selezione dei casi è stata effettuata sulla base della disponibilità di informazioni e dati, la agevole reperibilità di questi e l alto tasso di risposta degli interlocutori. Le interviste sottoposte ai soggetti individuati per ogni benchmark hanno interessato un arco temporale di un mese tra il primo contatto, la ricezione dei dati richiesti, il secondo contatto di approfondimento sulla base dei documenti e delle informazioni ricevute, e il relativo feedback. 4 5 Per interlocutore privilegiato si intende la persona con incarichi dirigenziali, ovvero il leader del progetto di sviluppo. Nello specifico, sono state interpellate figure quali: Marketing Director, Business Development Manager, Research Coordinator. Ulteriori soggetti interpellati sono stati quelli ricoprenti incarichi quali: Tourism Business Analyst, Financial Coordinator, Research Assistant.

INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE INDICE Premessa 3 Obiettivi e strumenti metodologici dell intervento di formazione 4 Moduli e contenuti dell intervento di

Dettagli

2 PRINCIPI E VALORI CAP. 2.0 PRINCIPI E VALORI 2.1 SCOPO 2.2 PRINCIPI. 2.2.1 Inclusività

2 PRINCIPI E VALORI CAP. 2.0 PRINCIPI E VALORI 2.1 SCOPO 2.2 PRINCIPI. 2.2.1 Inclusività Pag. 24 / 69 2 2.1 SCOPO Formalizzare e rendere noti a tutte le parti interessate, i valori ed i principi che ispirano il modello EcoFesta Puglia a partire dalla sua ideazione. 2.2 PRINCIPI Il sistema

Dettagli

CSR nelle istituzioni finanziarie:

CSR nelle istituzioni finanziarie: ATTIVITA DI RICERCA 2014 CSR nelle istituzioni finanziarie: strategia, sostenibilità e politiche aziendali PROPOSTA DI ADESIONE in collaborazione con 1 TEMI E MOTIVAZIONI La Responsabilità Sociale di Impresa

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI Premesse e riferimenti normativi La valutazione del personale, che costituisce un processo centrale nell ambito del management pubblico, ha registrato negli

Dettagli

NeoLuoghi - Soluzioni per l esperienza culturale nei luoghi elettivi della surmodernità. D4.1 Soluzioni innovative di marketing esperienziale

NeoLuoghi - Soluzioni per l esperienza culturale nei luoghi elettivi della surmodernità. D4.1 Soluzioni innovative di marketing esperienziale D4.1 Soluzioni innovative di marketing esperienziale 1 Indice generale 1 Introduzione... 3 2 Attività... 4 2 1 Introduzione Il task 4.1, in linea con quanto stabilito dal capitolato del progetto, ha l'obiettivo

Dettagli

CARTELLA STAMPA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE. Milano, 10 Dicembre 2013

CARTELLA STAMPA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE. Milano, 10 Dicembre 2013 CARTELLA STAMPA di CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE Turismo integrato, motore di Expo 2015 Milano, 10 Dicembre 2013 INDICE 1. EXPO 2015: UNA GRANDE SFIDA PER IL TURISMO ITALIANO pag. 3 2. PERCHÉ NASCE

Dettagli

Il Piano Industriale

Il Piano Industriale LE CARATTERISTICHE DEL PIANO INDUSTRIALE 1.1. Definizione e obiettivi del piano industriale 1.2. Requisiti del piano industriale 1.3. I contenuti del piano industriale 1.3.1. La strategia realizzata e

Dettagli

VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola

VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola Premessa VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola progetto sperimentale per individuare criteri, strumenti e metodologie per la valutazione delle scuole e dei dirigenti scolastici Le precedenti sperimentazioni

Dettagli

DISPORRE DEL CAPITALE UMANO ADEGUATO PER COGLIERE GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA

DISPORRE DEL CAPITALE UMANO ADEGUATO PER COGLIERE GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA DISPORRE DEL CAPITALE UMANO ADEGUATO PER COGLIERE GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA LA FORMAZIONE MANAGERIALE 1. [ GLI OBIETTIVI ] PERCHÉ PROGETTARE E REALIZZARE PERCORSI DI CRESCITA MANAGERIALE E PROFESSIONALE?

Dettagli

Policy La sostenibilità

Policy La sostenibilità Policy La sostenibilità Approvato dal Consiglio di Amministrazione di eni spa il 27 aprile 2011. 1. Il modello di sostenibilità di eni 3 2. La relazione con gli Stakeholder 4 3. I Diritti Umani 5 4. La

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

Nuove forme di interazione fra domanda ed offerta turistica *

Nuove forme di interazione fra domanda ed offerta turistica * Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Facoltà di Economia Corso di Marketing agroalimentare e turismo rurale (A.A 2010-2011) Prof. Gervasio Antonelli Nuove forme di interazione fra domanda ed offerta

Dettagli

Marketing delle imprese turistiche Lezione 5 prof. Simoni michele.simoni@uniparthenope.it Ricevimento: venerdì ore 12:00 via Acton

Marketing delle imprese turistiche Lezione 5 prof. Simoni michele.simoni@uniparthenope.it Ricevimento: venerdì ore 12:00 via Acton Marketing delle imprese turistiche Lezione 5 prof. Simoni michele.simoni@uniparthenope.it Ricevimento: venerdì ore 12:00 via Acton Gli strumenti del marketing turistico e territoriale L attività di marketing

Dettagli

LE COMPETENZE DI FUNDRAISING (CF) INSEGNATE AL MASTER

LE COMPETENZE DI FUNDRAISING (CF) INSEGNATE AL MASTER LE COMPETENZE DI FUNDRAISING (CF) INSEGNATE AL MASTER Indice INTRODUZIONE... 3 CF1 - SVILUPPARE IL CASO PER IL FUNDRAISING... 4 CF 1.1 : INDIVIDUARE LE NECESSITÀ DI FUNDRAISING DI UN ORGANIZZAZIONE NONPROFIT;...

Dettagli

Corso di Laurea in Economia e Gestione delle Amministrazioni Pubbliche Anno Accademico 2015/16

Corso di Laurea in Economia e Gestione delle Amministrazioni Pubbliche Anno Accademico 2015/16 Università degli Studi di Catania - Dipartimento di Economia e impresa Corso di Laurea in Economia e Gestione delle Amministrazioni Pubbliche Anno Accademico 2015/16 Marketing (Anno II, semestre I, n 9

Dettagli

Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR)

Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR) Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR) UNA CULTURA, UNA TRADIZIONE, UN SISTEMA PRODUTTIVO LOCALE: IL CASO DI CASTELLI (TE) Indicazioni progettuali per un analisi territoriale, per un progetto di

Dettagli

Quale futuro per le PMI di Spedizioni Internazionali del Lazio

Quale futuro per le PMI di Spedizioni Internazionali del Lazio CENTRO STUDI Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni Progetto Confetra Lazio: Quale futuro per le PMI di Spedizioni Internazionali del Lazio Roma, maggio 2011 PROGETTO REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA

Dettagli

Progetto: Sistema degli Itinerari Turistici Integrati PREMESSA

Progetto: Sistema degli Itinerari Turistici Integrati PREMESSA Progetto: Sistema degli Itinerari Turistici Integrati PREMESSA La consapevolezza dell importanza del turismo per lo sviluppo economico e la creazione di nuova occupazione richiede l elaborazione di nuove

Dettagli

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile Azioni a carattere innovativo finanziate nel quadro dell'art. 6 del regolamento relativo al Fondo Sociale Europeo, Linea di Bilancio B2-1630,"Strategie locali per l'occupazione e innovazione" Strategie

Dettagli

LE ORGANIZZAZIONI DI GESTIONE DELLE DESTINAZIONI TURISTICHE Modelli ed esempi internazionali e nazionali

LE ORGANIZZAZIONI DI GESTIONE DELLE DESTINAZIONI TURISTICHE Modelli ed esempi internazionali e nazionali LE ORGANIZZAZIONI DI GESTIONE DELLE DESTINAZIONI TURISTICHE Modelli ed esempi internazionali e nazionali Stefan Marchioro Docente Economia applicata al Turismo, Università di Padova Seminario L ORGANIZZAZIONE

Dettagli

Piani integrati per lo sviluppo locale. Progetti di marketing territoriale. Progettazione e start-up di Sistemi Turistici Locali

Piani integrati per lo sviluppo locale. Progetti di marketing territoriale. Progettazione e start-up di Sistemi Turistici Locali Piani integrati per lo sviluppo locale Progetti di marketing territoriale Progettazione e start-up di Sistemi Turistici Locali Sviluppo di prodotti turistici Strategie e piani di comunicazione Percorsi

Dettagli

Norme per l organizzazione - ISO serie 9000

Norme per l organizzazione - ISO serie 9000 Norme per l organizzazione - ISO serie 9000 Le norme cosiddette organizzative definiscono le caratteristiche ed i requisiti che sono stati definiti come necessari e qualificanti per le organizzazioni al

Dettagli

IL LABORATORIO SULLA RSI PER LA VAL D AGRI: IL CONTESTO, GLI OBIETTIVI, I TEMPI

IL LABORATORIO SULLA RSI PER LA VAL D AGRI: IL CONTESTO, GLI OBIETTIVI, I TEMPI LA RESPONSABILITÀ SOCIALE UN VOLANO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO IL LABORATORIO SULLA RSI PER LA VAL D AGRI: IL CONTESTO, GLI OBIETTIVI, I TEMPI Lucia Briamonte M. Assunta D Oronzio Villa

Dettagli

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Edizione 2015 40 anni di analisi e ricerca sulle trasformazioni economiche e sociali in Italia e in Europa:

Dettagli

L attività congressuale del 2010

L attività congressuale del 2010 1 L attività congressuale del 2010 Per la città e la provincia di Firenze il turismo congressuale rappresenta uno dei segmenti di maggiore interesse, sia per la spesa media del turista congressuale che

Dettagli

Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della

Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della sostenibilità nel settore delle attività portuali PREMESSO CHE Il Documento di

Dettagli

MONITORING PMI capacità di innovazione e dinamiche di sviluppo, bisogni e aspettative delle PMI del Distretto

MONITORING PMI capacità di innovazione e dinamiche di sviluppo, bisogni e aspettative delle PMI del Distretto MONITORING PMI capacità di innovazione e dinamiche di sviluppo, bisogni e aspettative delle PMI del Distretto Marco Cantamessa Emilio Paolucci Politecnico di Torino e Istituto Superiore Mario Boella Torino,

Dettagli

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni

Dettagli

Evidenziare le modalità con le quali l azienda agrituristica produce valore per i clienti attraverso la gestione dei propri processi.

Evidenziare le modalità con le quali l azienda agrituristica produce valore per i clienti attraverso la gestione dei propri processi. 5. Processi Evidenziare le modalità con le quali l azienda agrituristica produce valore per i clienti attraverso la gestione dei propri processi. Il criterio vuole approfondire come l azienda agrituristica

Dettagli

Capitolo XVII. La gestione del processo innovativo

Capitolo XVII. La gestione del processo innovativo Capitolo XVII La gestione del processo innovativo Il ruolo dell innovazione nell economia dell immateriale L innovazione ha assunto un ruolo particolarmente significativo come variabile esplicativa della

Dettagli

Organizzazione e pianificazione delle attività di marketing

Organizzazione e pianificazione delle attività di marketing Organizzazione e pianificazione delle attività di marketing Il continuum delle strutture tra efficienza ed efficacia Struttura funzionale Struttura divisionale Struttura a matrice Struttura orizzontale

Dettagli

DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO:

DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: che le strategie della Regione Puglia nel campo della cultura, dell ambiente e del

Dettagli

Le politiche di marketing nell industria turistica. Marketing mix e marketing relazionale totale

Le politiche di marketing nell industria turistica. Marketing mix e marketing relazionale totale Le politiche di marketing nell industria turistica. Marketing mix e marketing relazionale totale Lingue e Cultura per l Impresa Economia e Gestione delle Imprese Turistiche A.A. 2007-2008 Ddr Fabio Forlani

Dettagli

La remunerazione del Top Management: variabile più legato alle performance e maggiore trasparenza

La remunerazione del Top Management: variabile più legato alle performance e maggiore trasparenza La remunerazione del Top Management: variabile più legato alle performance e maggiore trasparenza Il tema delle remunerazioni dei Vertici Aziendali continua a essere di grande attualità e oggetto di particolare

Dettagli

INNOVAZIONE E RICERCA AL SERVIZIO DELLE AZIENDE E DELLE PERSONE

INNOVAZIONE E RICERCA AL SERVIZIO DELLE AZIENDE E DELLE PERSONE INNOVAZIONE E RICERCA AL SERVIZIO DELLE AZIENDE E DELLE PERSONE OD&M Consulting è una società di consulenza specializzata nella gestione e valorizzazione delle persone e nella progettazione di sistemi

Dettagli

Il ciclo di vita della startup e gli attori della filiera del venture capital

Il ciclo di vita della startup e gli attori della filiera del venture capital Il ciclo di vita della startup e gli attori della filiera del venture capital Quando ricorrere al capitale di rischio Sostegno alla crescita Ricambio generazionale Internazionalizzazione Riorganizzazione

Dettagli

I Distretti turistici per una Sicilia attraente e competitiva

I Distretti turistici per una Sicilia attraente e competitiva Ricerca di marketing-performance di sviluppo turistico, attuali e potenziali, del territorio siciliano, con particolare riferimento ai singoli ambiti geoturistici I Distretti turistici per una Sicilia

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO

TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TURISMO TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER

Dettagli

Il carattere multifunzionale dell agricoltura: approcci teorici e ruolo delle family farms. Leonardo Casini

Il carattere multifunzionale dell agricoltura: approcci teorici e ruolo delle family farms. Leonardo Casini Il carattere multifunzionale dell agricoltura: approcci teorici e ruolo delle family farms Leonardo Casini Questo è probabilmente l ettaro di terra più costoso del mondo: Burgundy, Vigneto Romanée Conti:

Dettagli

Concetti di marketing turistico

Concetti di marketing turistico Concetti di marketing turistico Introduzione Un impresa, per individuare la linea d azione che ha la maggior probabilità di portare al successo il proprio prodotto, cerca di anticipare i bisogni dei consumatori,

Dettagli

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Documento basato sui risultati della Conferenza di Roma, 17 e 18 novembre 2014 In occasione della Presidenza

Dettagli

METODOLOGIA DIDATTICA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO OBIETTIVI FORMATIVI PERCORSO FORMATIVO DESTINATARI

METODOLOGIA DIDATTICA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO OBIETTIVI FORMATIVI PERCORSO FORMATIVO DESTINATARI OPEN YOUR MIND 2.0 Programma di formazione per lo sviluppo delle capacità manageriali e della competitività aziendale delle Piccole e Medie Imprese della Regione Autonoma della Sardegna PRESENTAZIONE DEL

Dettagli

Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO

Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO di Massimo Lazzari e Davide Mondaini (*) L evoluzione rapida e irreversibile dei contesti di riferimento in cui le aziende si

Dettagli

INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore)

INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore) INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore) FOCUS: IL POSSIBILE CO-MARKETING Il focus intende coinvolgere i presidenti delle cooperative nell analisi di un possibile co-marketing. Raccogliere

Dettagli

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Corso di formazione gratuito ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Il corso di formazione Associazioni Migranti per il Co-sviluppo, promosso dall Organizzazione Internazionale

Dettagli

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione.

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. La Compagnia Della Rinascita PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si

Dettagli

TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL INTERMODALITÀ

TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL INTERMODALITÀ ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TRASPORTI TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL INTERMODALITÀ STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E

Dettagli

Assistenza tecnica funzionale alla

Assistenza tecnica funzionale alla definizione, alla identificazione ed alla gestione dei Sistemi Turistici Locali ed altri idonei strumenti di promozione turistico territoriale complementari agli STL, e utili allo sviluppo del settore

Dettagli

CAPITOLO 11 Innovazione cam i amen o

CAPITOLO 11 Innovazione cam i amen o CAPITOLO 11 Innovazione e cambiamento Agenda Ruolo strategico del cambiamento Cambiamento efficace Cambiamento tecnologico Cambiamento di prodotti e servizi i Cambiamento strategico e strutturale Cambiamento

Dettagli

1 Questo convegno, che vede insieme rappresentanti del mondo pubblico e privato, prende spunto da un ciclo di formazione appena concluso di personale

1 Questo convegno, che vede insieme rappresentanti del mondo pubblico e privato, prende spunto da un ciclo di formazione appena concluso di personale 1 Questo convegno, che vede insieme rappresentanti del mondo pubblico e privato, prende spunto da un ciclo di formazione appena concluso di personale della RGS, del CNIPA e di ingegneri dell Ordine di

Dettagli

PRIMO MASTER PER L INNOVAZIONE NEL TURISMO Avvio e gestione di progetti per le associazioni turistiche

PRIMO MASTER PER L INNOVAZIONE NEL TURISMO Avvio e gestione di progetti per le associazioni turistiche PRIMO MASTER PER L INNOVAZIONE NEL TURISMO Avvio e gestione di progetti per le associazioni turistiche OBIETTIVI FORMATIVI Il Master, ideato dal Centro Studi CTS, ha l obiettivo di sviluppare le competenze

Dettagli

Formazione, consulenza, ricerca e comunicazione. In testa.

Formazione, consulenza, ricerca e comunicazione. In testa. Formazione, consulenza, ricerca e comunicazione. In testa. Formazione, consulenza, ricerca e comunicazione Operiamo a sostegno delle piccole e medie imprese, degli enti pubblici e delle associazioni nella

Dettagli

PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO

PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE 2014-2020 PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO STRATEGIA DI COMUNICAZIONE 2014-2020 La Strategia di comunicazione e gli obblighi di pubblicità 2 L attività

Dettagli

I Sistemi Gestione Energia e il ruolo dell energy manager

I Sistemi Gestione Energia e il ruolo dell energy manager I Sistemi Gestione Energia e il ruolo dell energy manager Valentina Bini, FIRE 27 marzo, Napoli 1 Cos è la FIRE La Federazione Italiana per l uso Razionale dell Energia è un associazione tecnico-scientifica

Dettagli

1. EXPO 2015: UNA GRANDE SFIDA PER IL TURISMO ITALIANO

1. EXPO 2015: UNA GRANDE SFIDA PER IL TURISMO ITALIANO CARTELLA STAMPA di 0. INDICE 1. EXPO 2015: UNA GRANDE SFIDA PER IL TURISMO ITALIANO pag. 3 2. PERCHÉ NASCE EXPLORA pag. 3 3. LA SUA IDENTITÀ pag. 3 4. MISSION pag. 4 5. APPROCCIO pag. 4 6. ELEMENTI DISTINTIVI

Dettagli

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione

Dettagli

Creatori di Eccellenza nella Supply Chain

Creatori di Eccellenza nella Supply Chain Creatori di Eccellenza nella Supply Chain Chi siamo Essere innovativi ma concreti, scommettere assieme sui risultati. Fare le cose che servono per creare valore nel miglior modo possibile. Questa è Makeitalia.

Dettagli

Training sulla Finanza per l Azienda

Training sulla Finanza per l Azienda Training sulla Finanza per l Azienda Identificare le fonti di finanziamento alternative A tendere si osserverà nei mercati una riduzione del credito concesso dalle banche, a causa degli shock endogeni

Dettagli

Manifesto delle Città Metropolitane italiane

Manifesto delle Città Metropolitane italiane Manifesto delle Città Metropolitane italiane Le aree metropolitane sono il motore delle economie nazionali e hanno un ruolo sempre più rilevante negli scenari economici, sociali e istituzionali globali.

Dettagli

DGR 784 del 14 Maggio 2015 Aziende in rete nella formazione continua Strumenti per la competitività delle imprese venete

DGR 784 del 14 Maggio 2015 Aziende in rete nella formazione continua Strumenti per la competitività delle imprese venete FONDO SOCIALE EUROPEO IN SINERGIA CON IL FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE POR 2014 2020 Ob. Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione DGR 784 del 14 Maggio 2015 Aziende in rete nella formazione

Dettagli

LA MISSIONE E GLI ASSI STRATEGICI DELLA LOGOSPA

LA MISSIONE E GLI ASSI STRATEGICI DELLA LOGOSPA LA MISSIONE E GLI ASSI STRATEGICI DELLA LOGOSPA LA MISSIONE LogosPA è una fondazione di partecipazione che: o si pone come uno strumento di raccordo e supporto tra la Pubblica Amministrazione e la collettività

Dettagli

Allegato 1 DOCUMENTO DESCRITTIVO

Allegato 1 DOCUMENTO DESCRITTIVO Allegato 1 DOCUMENTO DESCRITTIVO 1. TITOLO PROVVISORIO DEL PROGETTO Bilancio di Genere per le Pubbliche Amministrazioni (GeRPA) A valere sul Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

PRIMI STATI GENERALI DEL MARKETING TERRITORIALE. 22.01.2013 Manuela de Carlo

PRIMI STATI GENERALI DEL MARKETING TERRITORIALE. 22.01.2013 Manuela de Carlo PRIMI STATI GENERALI DEL MARKETING TERRITORIALE SESSIONE 3: STRATEGIA DI MARKETING TERRITORIALE "Attori e politiche per lo sviluppo della destinazione Lombardia nel contesto internazionale" 22.01.2013

Dettagli

STRATEGIE E METODI PER L INNOVAZIONE DIDATTICA E TERRITORIALE

STRATEGIE E METODI PER L INNOVAZIONE DIDATTICA E TERRITORIALE ISTITUTO SILONE San Ferdinando di Puglia STRATEGIE E METODI PER L INNOVAZIONE DIDATTICA E TERRITORIALE REPORT FINALE DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE Progetto di Ricerca finanziato da: REGIONE PUGLIA Assessorato

Dettagli

Innovations for a MAde Green IN Europe

Innovations for a MAde Green IN Europe PROGETTO IMAGINE Innovations for a MAde Green IN Europe SOGGETTO FINANZIATORE: Unione Europea Linea di finanziamento bandi CIP - EcoInnovation BENEFICIARIO: ASEV - AGENZIA PER LO SVILUPPO EMPOLESE VALDELSA

Dettagli

CORSO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE COORDINATORI DEI PROCESSI DI AUTOVALUTAZIONE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

CORSO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE COORDINATORI DEI PROCESSI DI AUTOVALUTAZIONE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE CORSO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE COORDINATORI DEI PROCESSI DI AUTOVALUTAZIONE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE Corso di Aggiornamento Professionale Coordinatori dei Processi di AutoValutazione PREMESSA

Dettagli

II tavolo di redazione del 23 aprile 2013 Programma Strategico Turismo 2014-2016 Destination Management Organisation

II tavolo di redazione del 23 aprile 2013 Programma Strategico Turismo 2014-2016 Destination Management Organisation II tavolo di redazione del 23 aprile 2013 Programma Strategico Turismo 2014-2016 Destination Management Organisation Cos è una Destination Management Organisation DMO? Il Destination Management è l insieme

Dettagli

INTERVENTO DEL DR. SAMMARCO AL SEMINARIO DAL TITOLO: Orientamento ai risultati: costruire la cultura della misurazione

INTERVENTO DEL DR. SAMMARCO AL SEMINARIO DAL TITOLO: Orientamento ai risultati: costruire la cultura della misurazione INTERVENTO DEL DR. SAMMARCO AL SEMINARIO DAL TITOLO: Orientamento ai risultati: costruire la cultura della misurazione Forum P.A. - ROMA, 6 Maggio 2003 Vorrei utilizzare questo tempo a mia disposizione

Dettagli

PIANIFICAZIONE ED ORGANIZZAZIONE PIANIFICAZIONE ED ORGANIZZAZIONE

PIANIFICAZIONE ED ORGANIZZAZIONE PIANIFICAZIONE ED ORGANIZZAZIONE PIANIFICAZIONE ED ORGANIZZAZIONE un team di professionisti al servizio della tua banca La definizione degli obiettivi strategici e di sviluppo è da sempre un esigenza connaturata nella realtà di Cassa

Dettagli

PROGETTO QUALITA PIANO FINANZIARIO

PROGETTO QUALITA PIANO FINANZIARIO PROGETTO QUALITA PIANO FINANZIARIO Progetto Qualità INTESA-CCA 2014-2016 Pagina 1 PROGETTO QUALITA 2014-2016 PREMESSA: Il progetto dopo il periodo di avvio e consolidamento, in base alle osservazioni poste

Dettagli

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi)

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi) Sostenere i Il problema I temi che si definiscono dopo di noi legati alle potenzialità e autonoma dei disabili - hanno un impatto sociale estremamente rilevante. In primo luogo va sottolineato che, per

Dettagli

Denominazione Servizio : OSSERVATORIO PERMANENTE E SUPPORTO AL SERVIZIO SOCIALE TERRITORIALE DEL MUNICIPIO XIII

Denominazione Servizio : OSSERVATORIO PERMANENTE E SUPPORTO AL SERVIZIO SOCIALE TERRITORIALE DEL MUNICIPIO XIII Scheda di Progetto Mod. PRO rev. 0 del 04.10.06 Parte prima Denominazione Servizio : OSSERVATORIO PERMANENTE E SUPPORTO AL SERVIZIO SOCIALE TERRITORIALE DEL MUNICIPIO XIII Premessa: Un sistema integrato

Dettagli

BILANCIO SOCIALE: CONTENUTI E METODI DI RENDICONTAZIONE. Claudia Strasserra Bureau Veritas Italia SpA

BILANCIO SOCIALE: CONTENUTI E METODI DI RENDICONTAZIONE. Claudia Strasserra Bureau Veritas Italia SpA BILANCIO SOCIALE: CONTENUTI E METODI DI RENDICONTAZIONE Claudia Strasserra Bureau Veritas Italia SpA I 3 elementi chiave: il prodotto, il processo, la cultura RESPONSABILITA SOCIALE ACCOUNTABILITY RENDICONTAZIONE

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. L anno 2008, il giorno 1 del mese di marzo presso il Comune di Trebisacce (CS) TRA PREMESSO CHE

PROTOCOLLO D INTESA. L anno 2008, il giorno 1 del mese di marzo presso il Comune di Trebisacce (CS) TRA PREMESSO CHE PROVINCIA PROVINCIA PROVINCIA PROVINCIA DI COSENZA DI LECCE DI MATERA DI TARANTO PROTOCOLLO D INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL TAVOLO DI CONSULTAZIONE PERMANENTE TRA LE PROVINCE DEL GOLFO DI TARANTO (COSENZA,

Dettagli

Formazione manageriale in Trentino

Formazione manageriale in Trentino Formazione manageriale in Trentino Linee strategiche Dal 2002 il sistema istituzionale trentino ha avviato una serie di esperienze di alta formazione nel settore turistico che, seppure in mutati assetti

Dettagli

Città di Montalto Uffugo (Provincia di Cosenza) SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

Città di Montalto Uffugo (Provincia di Cosenza) SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Città di Montalto Uffugo (Provincia di Cosenza) SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Allegato Delibera Giunta Comunale n. 110 del 19 maggio 2014 1) Caratteristiche generali del sistema

Dettagli

Sezione Industria del Turismo e del Tempo Libero

Sezione Industria del Turismo e del Tempo Libero Sezione Industria del Turismo e del Tempo Libero Programma di Attività 2011-2015 2015 ROBERTO N. RAJATA 12 maggio 2011 Introduzione Il turismo nella Regione Lazio è profondamente mutato nel corso degli

Dettagli

PROPOSTE DI TESI DI LAUREA E TIROCINIO CREAZIONE, CRESCITA E GESTIONE DELLE IMPRESE (ENTREPRENEURSHIP) Titoli delle tesi

PROPOSTE DI TESI DI LAUREA E TIROCINIO CREAZIONE, CRESCITA E GESTIONE DELLE IMPRESE (ENTREPRENEURSHIP) Titoli delle tesi PROPOSTE DI TESI DI LAUREA E TIROCINIO CREAZIONE, CRESCITA E GESTIONE DELLE IMPRESE (ENTREPRENEURSHIP) Titoli delle tesi (aggiornamento marzo 2010) 1. Tesi A-011 : Aziende europee che ipercrescono: determinanti

Dettagli

PIANI DI AZIONE DI MIGLIORAMENTO

PIANI DI AZIONE DI MIGLIORAMENTO GLI OBIETTIVI LE INIZIATIVE DI RESPONSABILITÀ SOCIALE SONO INTRINSECHE ALLA MISSION DI GI GROUP E AL LAVORO SVOLTO QUOTIDIANAMENTE DALLE PERSONE CHE OPERANO ALL INTERNO DEL GRUPPO. 90 Le iniziative di

Dettagli

Provincia di Reggio Calabria

Provincia di Reggio Calabria Provincia di Reggio Calabria Sett.1 AA.GG, Giunta, URP, Segr./Direz. Generale, Contratti- -Assistenza Giuridico Amm.va ai Comuni, Controllo Strategico/Direzionale, Pari Opportunità, Consigliera di parità

Dettagli

1) IDEA PROGETTUALE (max. 4 pagine).

1) IDEA PROGETTUALE (max. 4 pagine). Proposta preliminare di sviluppo di un Progetto Integrato di Frontiera (PIF FORMULARIO Nome del PIF: Area Tematica ( a scelta fra quelle indicate nell appendice 1 dell Avviso Pubblico Abstract (1 pagina

Dettagli

EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI PER IL CO-SVILUPPO

EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI PER IL CO-SVILUPPO EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI PER IL CO-SVILUPPO Il corso di formazione, promosso dall Organizzazione Internazionale per

Dettagli

Allegato n. 3 Capitolato Tecnico Strategico CAPITOLATO TECNICO STRATEGICO

Allegato n. 3 Capitolato Tecnico Strategico CAPITOLATO TECNICO STRATEGICO CAPITOLATO TECNICO STRATEGICO 1 1. Premessa Il presente capitolato ha lo scopo di supportare gli operatori incaricati dagli enti pubblici territoriali nella elaborazione e stesura di uno studio di fattibilità

Dettagli

L-18 Scienze dell economia e della gestione aziendale L-33 Scienze economiche

L-18 Scienze dell economia e della gestione aziendale L-33 Scienze economiche Facoltà ECONOMIA (Sede di Rimini) Corso ECONOMIA DELL IMPRESA Classe L-18 Scienze dell economia e della gestione aziendale L-33 Scienze economiche Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione

Dettagli

VALUTAZIONE E PROMOZIONE DI ASSET IMMOBILIARI. NON RESIDENZIALE Presentazione del progetto

VALUTAZIONE E PROMOZIONE DI ASSET IMMOBILIARI. NON RESIDENZIALE Presentazione del progetto VALUTAZIONE E PROMOZIONE DI ASSET IMMOBILIARI PER L ATTRAZIONE DI INVESTIMENTI NEL COMPARTO NON RESIDENZIALE Presentazione del progetto INDICE 1. Contesto di riferimento 2. Obiettivi del progetto 3. Gli

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

Cap. 7: L IMPRENDITORE MANAGER E IL MANAGER - IMPRENDITORE

Cap. 7: L IMPRENDITORE MANAGER E IL MANAGER - IMPRENDITORE : L IMPRENDITORE MANAGER E IL MANAGER - IMPRENDITORE Definizioni Per lo sviluppo di un impresa sono necessarie sia le abilità dell imprenditore che quelle dei manager * Le abilità imprenditoriali sono

Dettagli

RETI D IMPRESA. Un alternativa a società e consorzi per integrare e valorizzare in modo innovativo la propria individualità e le proprie competenze

RETI D IMPRESA. Un alternativa a società e consorzi per integrare e valorizzare in modo innovativo la propria individualità e le proprie competenze 110 BUSINESS & IMPRESE Maurizio Bottaro Maurizio Bottaro è family business consultant di Weissman Italia RETI D IMPRESA Un alternativa a società e consorzi per integrare e valorizzare in modo innovativo

Dettagli

CRM E GESTIONE DEL CLIENTE

CRM E GESTIONE DEL CLIENTE CRM E GESTIONE DEL CLIENTE La concorrenza è così forte che la sola fonte di vantaggio competitivo risiede nella creazione di un valore superiore per i clienti, attraverso un investimento elevato di risorse

Dettagli

TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA

TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TRASPORTI TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE INTEGRATO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Progetto Master Comunicare il Turismo Sostenibile

Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Progetto Master Comunicare il Turismo Sostenibile Perché comunicare il Turismo Sostenibile La Facoltà di Sociologia dell Università degli Studi di Milano-Bicocca attiverà nel biennio 2013-2014 la seconda edizione del master di primo livello Comunicare

Dettagli

PIANO STRATEGICO DI SVILUPPO DEL TURISMO IN ITALIA (2016-2021) Primi Orientamenti

PIANO STRATEGICO DI SVILUPPO DEL TURISMO IN ITALIA (2016-2021) Primi Orientamenti PIANO STRATEGICO DI SVILUPPO DEL TURISMO IN ITALIA (2016-2021) Primi Orientamenti 1. MOTIVAZIONI E SCELTE ESSENZIALI La capacità competitiva dell Italia nel mercato internazionale del turismo è largamente

Dettagli

CITTADINANZA ATTIVA. modo multiforme, di mobilitare risorse. modalità e strategie differenziate per. tutelare diritti, esercitando poteri e

CITTADINANZA ATTIVA. modo multiforme, di mobilitare risorse. modalità e strategie differenziate per. tutelare diritti, esercitando poteri e CITTADINANZA ATTIVA è la capacità dei cittadini di organizzarsi in modo multiforme, di mobilitare risorse umane tecniche e finanziarie, e di agire con modalità e strategie differenziate per tutelare diritti,

Dettagli

Social Innovation AROUND Award

Social Innovation AROUND Award Social Innovation AROUND Award Social Innovation Around Award APPuntamento e Premio dell Innovazione Sociale, quest anno alla sua prima edizione, è una iniziativa di SIS Social Innovation Society che con

Dettagli

COGENIAapprofondimenti. Il progetto di quotazione in borsa. Pagina 1 di 7

COGENIAapprofondimenti. Il progetto di quotazione in borsa. Pagina 1 di 7 Il progetto di quotazione in borsa Pagina 1 di 7 PREMESSA Il documento che segue è stato realizzato avendo quali destinatari privilegiati la Direzione Generale o il responsabile Amministrazione e Finanza.

Dettagli

Giovani e lavoro: dall Università al mondo. I giovani nelle aziende senza confini

Giovani e lavoro: dall Università al mondo. I giovani nelle aziende senza confini Giovani e lavoro: dall Università al mondo. I giovani nelle aziende senza confini Giovani e mondo del lavoro: le ricerche ISTUD Dopo la laurea. Rapporto sul lavoro giovanile ad alta qualificazione (2002)

Dettagli

La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma

La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma OBIETTIVI Da qualche anno a questa parte, le soluzioni di trasporto condivise stanno conoscendo

Dettagli

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo Ridurre i divari Il problema Fino alla fine degli anni sessanta, la cooperazione allo sviluppo si identificava esclusivamente con la cooperazione economica o con l aiuto umanitario di emergenza. Questa

Dettagli