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1 Modalità e requisiti per la definizione delle forme di partecipazione e rappresentanza nei tavoli di programmazione partecipata inerenti il Piano di Zona delle Politiche sociali dell Ambito territoriale 1 - Bergamo.

2 1. Premessa Il piano di Zona prevede, coerentemente alle indicazioni della normativa vigente, che vengano istituite forme di co-progettazione e condivisione delle forme di programmazione e realizzazione del Sistema Integrato dei servizi e degli Interventi sociali. Le formazioni sociali che compongono la realtà definita generalmente come Terzo settore hanno sensibilmente contribuito nel corso degli ultimi decenni a ridisegnare e ridare significato all intero quadro delle politiche di welfare locale. Questo rende necessari la costruzione di un modello di welfare locale e l impegno a coinvolgere, favorire e promuovere la partecipazione del Terzo settore e, parallelamente, la sua capacità di presentarsi con competenza e conoscenza nei luoghi del governo, della produzione e della tutela per sostenere la realizzazione di un sistema integrato delle politiche sociali locali. Il coinvolgimento del Terzo settore in percorsi di progettazione e gestione partecipata è intrinsecamente legato all idea di bene comune, di responsabilità collettiva, di rappresentanza. Per questo il Piano di zona è un occasione importante per programmare e organizzare meccanismi di partecipazione e rappresentanza per la realizzazione degli interventi di politiche sociali locali. Si è ritenuto opportuno pertanto individuare modalità e forme di partecipazione alle attività di programmazione e monitoraggio degli interventi e dei servizi del sistema integrato delle politiche sociali realizzato ai sensi della legge 328/00, realizzate anche attraverso forme di coprogettazione, che possano costituire una componente preliminare alla realizzazione di eventuali accordi di collaborazione tra i Comuni dell Ambito Territoriale di Bergamo e le realtà del Terzo settore. Pertanto si individuano come partecipanti ai vari Tavoli di lavoro, le rappresentanze di organizzazioni e gruppi formalmente costituiti e possibilmente in grado di esprimere una forma di rappresentatività allargata seguendo la descrizione/l elencazione proposta dall art. 1 L 328/00: o associazioni di promozione sociale, compreso l associazionismo familiare di cui alla LR 23/99 o fondazioni o enti di patronato o organizzazioni di volontariato e associazioni di tutela e rappresentanza dell utenza o organismi della cooperazione o enti riconosciuti delle confessioni religiose.

3 2. Definizione e individuazione dei Tavoli di lavoro I Tavoli di lavoro sono gruppi composti da rappresentanti degli enti pubblici, del Terzo settore e del volontariato, che garantiscono una partecipazione diffusa e competente. I Tavoli nell ambito dell attività di programmazione e di attuazione del Piano di Zona - hanno la funzione di approfondire aspetti tematici specifici, sviluppare progettualità mirate, proporre soluzioni innovative, anche di natura trasversale, formulando proposte operative all Ufficio di piano; inoltre hanno il compito di facilitare la comunicazione, allargare la partecipazione e la corresponsabilità, confrontare e integrare le diverse esperienze. Ai Tavoli di lavoro si richiede di collaborare alla programmazione e realizzazione delle attività previste dal PDZ , ed in particolare: o proseguire il lavoro che ha consentito di sviluppare contributi e indicazioni tecniche operative per le aree di intervento, con particolare attenzione all evoluzione dei bisogni e alla valorizzazione delle risorse del territorio; o promuovere la cultura della integrazione e della costruzione di forme di collaborazione orizzontali, strutturare la rete e i rapporti trasversali; o promuovere la sussidiarietà come contributo alla costruzione della comunità locale; o sviluppare sintesi e integrazioni che consentano di tenere insieme i diversi portatori di interesse (i Tavoli come stakeholders delle comunità locali); o individuare soluzioni innovative anche per contribuire con risorse proprie allo stesso funzionamento dei Tavoli; o far crescere la cultura della aggregazione di Ambito, individuando forme sempre più significative di coordinamento e raccordo; o sostenere la partecipazione ed in particolare rinforzare la presenza di alcune rappresentanze istituzionali. I Tavoli di lavoro istituti sono otto e sono così denominati: o Segretariato sociale o Anziani o Minori e famiglia o Adolescenti e giovani o Disabili o Salute mentale o Immigrazione o Emarginazione sociale e povertà

4 3. Composizione dei Tavoli di lavoro Al fine di pervenire ad una composizione equilibrata e sufficientemente ampia, ma, al tempo stesso tale da garantire una funzionalità adeguata, i Tavoli di lavoro indicativamente dovranno rispecchiare la seguente composizione minima: o un membro dell UdP con funzione di coordinatore; o almeno due tecnici espressi dai comuni di cui uno dal Comune di Bergamo; o almeno un rappresentante degli Istituti comprensivi; o tecnici dell ASL; o tecnici dell Azienda Ospedaliera o tecnici della Provincia; o rappresentanti della Cooperazione sociale; o rappresentanti del Volontariato; o rappresentanti delle Parrocchie, degli oratori o delle associazioni riconosciute dalla Diocesi; o rappresentanti delle associazioni e dei gruppi di utenti. A seconda delle aree di lavoro la composizione potrà essere diversamente articolata, ma si dovrà cercare il più possibile di consentire una equilibrata e attiva partecipazione delle diverse realtà del territorio, anche attraverso l allargamento delle forme di coinvolgimento e consultazione mediante l istituzione di gruppi di lavoro integrati con altri soggetti del territorio Ai Comuni dell Ambito e alle altre Istituzioni Pubbliche (ASL, A.O., Scuole, Provincia, Articolazioni delle Amministrazioni Statali ecc.) viene richiesto di esprimere una partecipazione rappresentativa ai diversi Tavoli di lavoro e all ufficio di piano, organizzando al contempo forme di diffusione e collegamento in rete per l area di competenza rappresentata (ad esempio il tecnico che rappresenta i comuni deve impegnarsi a tenere aggiornati e coinvolti i colleghi dei diversi comuni; il referente degli Istituti Comprensivi deve provvedere alla diffusione tra tutti gli IC dell Ambito, ecc. ecc.).

5 4. Gli impegni richiesti Gli Enti presenti ai Tavoli si dovranno impegnare a garantire la presenza continuativa e attiva dei propri rappresentanti, sostenendone la partecipazione e preoccupandosi di garantire con regolarità forme di diffusione e coinvolgimento delle realtà di cui assumono la rappresentanza. Le istituzioni rappresentate si impegneranno a collaborare ed offrire contributi alle elaborazioni dei Tavoli di lavoro. Per gli Enti Pubblici la comunicazione di partecipazione al tavolo viene di norma fatta dal legale rappresentante o dal dirigente incaricato, con lettera all Ufficio di Piano e al Presidente dell Assemblea dei Sindaci. Per gli enti per i quali si organizza una rappresentanza condivisa la comunicazione viene effettuata dall Ente di Riferimento sovraterritoriale (esempio per gli I.C. dal CSA). Gli enti presenti ai tavoli dovranno comunicare le eventuali variazioni delle modalità di partecipazione e presenza e si impegnano a sostituire i tecnici che eventualmente durante l evoluzione del percorso dovessero rendersi assenti. Gli enti indicheranno nella comunicazione il nominativo delle persone da loro incaricate e i tavoli tecnici ai quali intendono prendere parte. L approvazione della partecipazione ai tavoli da parte dei referenti degli enti Pubblici viene comunicata dal Presidente dell Assemblea dei Sindaci, che ne da contemporanea comunicazione all Assemblea stessa nella prima seduta utile. 5. Criteri di individuazione rappresentanti del Terzo settore L Ufficio di Piano, su mandato dell assemblea dei sindaci promuove l invito alle diverse formazioni sociali del territorio e, in particolare, alle loro rappresentanze organizzate ad esprimere le adesioni alla partecipazione ai processi di collaborazione per la /alla programmazione e l /all attuazione del Piano di Zona. I soggetti del terzo settore che intendono esprimere una partecipazione ai tavoli di lavoro dovranno far pervenire formale richiesta di partecipazione, dimostrando di essere attivamente e significativamente presenti nei comuni dell Ambito territoriale di Bergamo, alla realizzazione di attività di programmazione, organizzazione, gestione di iniziative e interventi nel campo dei servizi sociali. La partecipazione verrà organizzata attraverso criteri di rappresentatività nei Tavoli, articolando la presenza di referenti per ciascuno dei soggetti elencati, che dovranno quindi organizzarsi per esprimere le candidature, coordinandosi per aree (associazionismo, enti

6 religiosi, volontariato, cooperazione, ecc), avvalendosi, laddove costituiti, di specifici enti, associazioni, organismi di coordinamento e di rappresentanza. Nella richiesta di partecipazione gli stessi soggetti indicheranno i nominativi dei propri rappresentanti, specificando in quale Tavolo tematico richiedono di essere coinvolti. I soggetti presenti ai Tavoli si dovranno impegnare a garantire la presenza continuativa e attiva dei propri rappresentanti, sostenendone la partecipazione con risorse proprie, preoccupandosi di garantire con regolarità forme di diffusione e coinvolgimento delle realtà di cui assumono la rappresentanza. Le organizzazioni rappresentate si impegneranno a collaborare ed offrire contributi alle elaborazioni dei Tavoli di lavoro. Al fine di favorire la continuità della partecipazione sarà possibile indicare, con la comunicazione di nomina del rappresentante, un membro supplente che intervenga in caso di assenza del rappresentante effettivo. L indicazione del supplente non è sa intendersi come una estensione fittizia del numero dei rappresentanti ai tavoli. 6. Requisiti Le formazioni sociali, di cui al paragrafo precedente, dovranno possedere i seguenti requisiti: competenza ed esperienza documentata nel settore di intervento relativo al tavolo o ai tavoli per i quali intende esprimere la propria rappresentanza conoscenza del contesto locale dell Ambito Territoriale di Bergamo e presenza attiva in almeno 1 dei comuni diversi dal capoluogo avere sede legale o operativa in uno dei comuni dell ambito territoriale di Bergamo disponibilità a concorrere con risorse proprie alla realizzazione e attuazione del Piano di Zona le organizzazioni che sono dotate di specifici organismi di coordinamento e rappresentanza non potranno indicare rappresentanti in forma diretta, ma esclusivamente attraverso il livello associativo di riferimento, al fine di evitare sovrapposizioni di livelli di presenza.

7 7. Costituzione della rappresentanza La partecipazione ai tavoli, come già esplicitato, dovrà essere sviluppata attraverso forme di aggregazione della rappresentanza che si articolerà secondo le sette categorie di classificazione delle formazioni sociali, ripresa dal dettato della Legge 328/00, per ciascuno dei gruppi di seguito elencati sarà possibili indicare fino ad un massimo di 2 rappresentanti per ciascun tavolo di lavoro: o associazioni di promozione sociale, compreso l associazionismo familiare di cui alla LR 23/99 o fondazioni o organismi della cooperazione o enti di patronato o organizzazioni di volontariato e associazioni di tutela e rappresentanza dell utenza o enti riconosciuti delle confessioni religiose. All atto della presentazione della richiesta di partecipazione ai tavoli le rappresentanze costituite dovranno indicare espressamente: a quale delle sette aree sopra elencate appartengono; la specificazione della mission e dei principali contenuti dell attività sociale o all attività di rappresentanza esercitata; gli estremi, se previsti, dell appartenenza ad albi e o registri specifici di competenza (Albo Regionale, Albo Provinciale, Registro ecc. ecc.) il livello di formalizzazione della rappresentanza, il numero di enti aderenti e le modalità attraverso cui si intende esercitare l attività di rappresentanza. le modalità di individuazione-nomina dei rappresentanti individuati (elezione, nomina da parte dell organismo di amministrazione, ecc. ecc.). L ufficio di piano procederà alla definizione di un istruttoria tecnica per presentare all Assemblea dei Sindaci le risultanze della composizione della rappresentanza nei tavoli di lavoro. L assemblea dei sindaci sulla scorta delle presenti indicazioni potrà procedere, se ritenuto necessario, ad un ulteriore regolazione della presenza ai tavoli, allo scopo di rendere efficace l organizzazione del lavoro, operando ulteriori livelli di selezione tenendo conto della rappresentatività degli enti, della loro specificità e significatività in relazione al tema di lavoro, della presenza di livelli di aggregazione della rappresentanza, della diffusione e presenza nel territorio e dell equilibrio nella composizione dei tavoli di lavoro.

8 8. La partecipazione al tavolo di coordinamento dell ufficio di Piano Ai soggetti del Terzo settore viene anche richiesto di esprimere tre rappresentanti tecnici che entreranno a far parte del Tavolo di coordinamento dell Ufficio di piano, sempre tenendo conto dei requisiti e delle modalità descritte sopra. I tre rappresentanti saranno indicati individuando persone dal profilo tecnico ed esperienza significativa nel campo delle iniziative sociali e saranno rispettivamente espressione delle seguenti tre aree in cui si articolano le formazioni sociali: o uno per gli enti e le associazioni espressione della Diocesi di Bergamo; o uno per l associazionismo e le organizzazioni di volontariato, individuato attraverso aggregazione di associazioni e gruppi in un organismo di rappresentanza; o uno per il mondo della cooperazione sociale, a sua volta nominato attraverso organismi formali di rappresentanza del movimento cooperativo. I soggetti del Terzo settore presenti nell Ufficio di piano a loro volta si dovranno impegnare a garantire la partecipazione costante e attiva dei propri rappresentanti, sostenendone l attività con risorse proprie, preoccupandosi di garantire con regolarità forme di diffusione e coinvolgimento delle realtà di cui assumono la rappresentanza. I tre rappresentanti nell Ufficio di piano e le loro organizzazioni di riferimento si dovranno impegnare formalmente a realizzare, con risorse proprie, almeno un incontro pubblico annuale, coinvolgendo le diverse realtà del Terzo settore per illustrare e descrivere le attività del Piano di Zona, in accordo e collaborazione con l Ufficio di Piano stesso.

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