SCUOLA DELL INFANZIA

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1 PREMESSA Il presente Piano Triennale dell Offerta Formativa, relativo all Istituto Comprensivo Marconi Sacchetti Sassetti di Rieti, parte dalle risultanze dell autovalutazione d istituto, così come contenuta nel Rapporto di Autovalutazione (RAV), è elaborato ai sensi di quanto previsto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, recante la Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti. Il piano è stato elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico con proprio atto di indirizzo. Il documento rappresenta l identità dell Istituto ed esplicita le finalità e gli obiettivi verso i quali si orienta la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa delle scuole che ne fanno parte e diventa strumento strategico-gestionale, di previsione e programmazione del fabbisogno di risorse umane e materiale. Destinatari: Gli Alunni, i Genitori, i Docenti, il Dirigente Scolastico, il Personale Amministrativo ed Ausiliario, gli Operatori del Territorio assegnati all Istituto. Il P.T.O.F. costituisce: per i docenti il quadro di riferimento vincolante ai fini della Programmazione Educativa e Didattica; per gli utenti una garanzia di assolvimento delle funzioni proprie della Scuola e di perseguimento di una efficace azione di formazione e di istruzione; per i soggetti esterni alla scuola, istituzioni, enti pubblici, e privati, un opportunità di sinergie. SCUOLA DELL INFANZIA La scuola dell Infanzia concorre nell ambito del sistema di istruzione e di formazione del paese, alla formazione integrale della personalità dei bambini nella prospettiva di soggetti liberi, responsabili, critici ed attivamente partecipi alla vita della comunità (Indicazioni Nazionali). Si occupa della formazione dei bambini dai tre ai sei anni di età. Finalità della scuola dell Infanzia CITTADINANZA scoprire gli altri, i loro bisogni, rispettare le regole che si definiscono attraverso le relazioni, il dialogo, l espressione del proprio pensiero e pone le fondamenta per una convivenza democratica. COMPETENZE - imparare a riflettere sull esperienza attraverso l esplorazione, l osservazione e l esercizio al confronto, sviluppando capacità sensoriali, motorie, linguistiche, intellettive, logiche. AUTONOMIA - capacità di governare il proprio corpo, partecipare alle attività nei diversi contesti, provare piacere nel saper fare imparando. IDENTITÀ - imparare a stare bene e a sentirsi sicuri, ad avere stima di sé e delle proprie capacità. In base a tali finalità pedagogiche il modello organizzativo presterà attenzione particolare a: - L organizzazione della sezione

2 - La routine - La strutturazione degli spazi Didattica e organizzazione Documentazione delle attività di routine La documentazione, anche in versione digitale, delle esperienze proposte è un aspetto molto importante del lavoro a scuola: ci permette di ricordare, osservare e valutare il percorso e le finalità delle attività didattiche. In ragione dell ingresso degli "anticipatari" si è dedicato molto tempo ed attenzione al curricolo implicito ed alla routine scolastica. Il Valore Delle Routine Il curricolo della scuola dell infanzia non coincide con la sola organizzazione delle attività didattiche che si realizzano nella sezione e nelle intersezioni, negli spazi esterni, nei laboratori, negli ambienti di vita comune, ma si esplica in un'equilibrata integrazione di momenti, di cura, di relazione, di apprendimento, dove le stesse routine svolgono una funzione di regolazione dei ritmi della giornata e si offrono come base sicura per nuove esperienze e nuove sollecitazioni (Indicazioni Nazionali). Le insegnanti adottano una flessibilità oraria e organizzativa che garantisce a tutti gli alunni il diritto all istruzione che non deve diventare semplice sorveglianza. Questi ultimi, organizzati in gruppi per fasce di età (e livelli), favoriscono l incontro e la collaborazione dei bambini intorno alle diverse tematiche; pertanto i saperi vengono scoperti, costruiti, rielaborati attraverso l esperienza diretta e la ricerca-azione. Tale organizzazione consentirà di attuare una didattica di tipo individualizzato e personalizzato per i bambini che presentano difficoltà di apprendimento e situazioni di disagio socio-cognitivo. Particolare rilievo sarà dato al fare produttivo e alle esperienze dirette di contatto con la natura, le cose, i materiali, l ambiente sociale e la cultura, al fine di orientare e guidare la naturale curiosità in percorsi di esplorazione e ricerca. Tutte le esperienze educative saranno organizzate e condotte in maniera intenzionale valorizzando il gioco, l esplorazione, la ricerca e la vita di relazione, promuovendo l integrazione al fine di valorizzare la diversità. Nella scuola dell Infanzia i traguardi per lo sviluppo delle competenze suggeriscono all insegnante orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare piste di lavoro per organizzare attività ed esperienze volte a promuovere la competenza, che a questa età va intesa in modo globale e unitario. (Indicazioni Nazionali) All inizio dell anno scolastico ogni scuola predispone un piano delle attività nel rispetto delle finalità dei traguardi per lo sviluppo delle competenze, gli obiettivi di apprendimento posti dalle indicazioni. La Scuola dell Infanzia deve individuare i bisogni formativi e decodificare la realtà contemporanea e territoriale della singola istituzione scolastica; appare evidente che la finalità precipua è l educazione armonica dei bambini che non riguarda solo i campi cognitivi ma investe l aspetto emotivo, psicomotorio, interpersonale e linguistico. In tale prospettiva, nel modello di programmazione che si propone per il grado della scuola dell infanzia vengono declinate le competenze che assumono come sfondo le COMPETENZE CHIAVE EUROPEE.

3 Il curricolo si articola attraverso i campi di esperienza (prevalenti e concorrenti): luoghi del fare e dell agire del bambino orientati dall azione consapevole degli insegnanti e introducono ai sistemi simbolico-culturali. Aiutano ogni bambino a orientarsi nella molteplicità e nella diversità degli stimoli e delle attività. Ogni campo delinea una prima mappa di linguaggi, alfabeti, saperi, in forma di traguardi di sviluppo, che poi troveranno una loro evoluzione nel passaggio alla scuola primaria. Nella scuola dell infanzia i traguardi per lo sviluppo della competenza suggeriscono all insegnante orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare piste di lavoro per organizzare attività ed esperienze volte a promuovere la competenza, che a questa età va intesa in modo globale e unitario. Progettazione per Intercampi IL SÉ E L ALTRO /L ambiente sociale, il vivere insieme, le domande dei bambini IL CORPO E IL MOVIMENTO /Identità, autonomia, salute L ARTE, LA MUSICA E I MEDIA /Linguaggi, creatività, espressione. I DISCORSI E LE PAROLE /Comunicazione, lingua, cultura NUMERI E SPAZIO, FENOMENI E VIVENTI /La conoscenza del mondo Dall osservazione dei bambini emergeranno in itinere le indicazioni per le UDA che saranno trasversali ai campi di esperienza e realizzate attraverso i laboratori e progetti tenendo conto delle specificità dei vari plessi. Il ruolo del docente sarà di stimolo, di regia educativa, di mediazione, di costruzione di percorsi didattici, di osservazione, di verifica e valutazione delle attività. SCUOLA DELL INFANZIA MONTESSORI La scuola ad indirizzo didattico montessoriano applica la metodologia differenziata secondo un impianto basato sugli studi fatti dalla dottoressa Maria Montessori, fondatrice della cosiddetta Pedagogia scientifica, il cui approccio educativo è attualmente condiviso e apprezzato in tutto il mondo. Il presupposto su cui si basa l indirizzo differenziato montessoriano è che ogni persona sviluppi un identità consapevole e aperta. Maria Montessori ha proposto un metodo di lavoro basato sulla predisposizione di un ambiente scientificamente pensato, dove armonia dei colori, materiale di sviluppo, arredi a misura di bambine e bambini consentano agli stessi di esprimere la propria personalità e soddisfare i propri bisogni formativi. La personalizzazione altro non è che dare la possibilità a tutti di costruire il proprio percorso di educazione/formazione seguendo i personali stili cognitivi, tempi e ritmi di apprendimento e lavoro. Il metodo favorisce la conquista dell autonomia, attraverso l esercizio della libera scelta, dell autovalutazione, attraverso il controllo dell errore che Montessori definiva il signor errore. Il metodo montessoriano si fonda su alcuni principi cardine, tra i quali: Le bambine e i bambini al centro dell esperienza educativa.

4 L ambiente di apprendimento scientificamente pensato. L insegnante regista dell azione educativa. Ciascuna bambina e ciascun bambino è un potenziale umano, che custodisce in sé il prezioso patrimonio della sua persona e che in un ambiente favorevole diventerà concreta e meravigliosa identità. Il bambino non è un tubo digerente, ma una mente assorbente, Maria Montessori ricorda che il bambino non è un qualcosa da riempire, ma è una mente in via di arricchimento che assorbe e rielabora ciò che il mondo gli propone, attraverso una orchestrazione dialettica tra eredità e ambiente. L ambiente fornisce zone di esplorazione; si presenta scientificamente organizzato grazie ad un materiale di sviluppo sensoriale e culturale che insegna con muta eloquenza. C è un presupposto indispensabile per realizzare una scuola autenticamente montessoriana, ed è quello della massima fiducia nell interesse spontaneo del bambino, nel suo impulso naturale ad agire e conoscere. Se è posto in un ambiente adatto, scientificamente organizzato e preparato, ogni bambino, seguendo il proprio disegno interiore di sviluppo e i suoi istintiguida, accende naturalmente il proprio interesse ad apprendere, a lavorare, a costruire, a portare a termine le attività iniziate, a sperimentare le proprie forze, a misurarle e controllarle. A questo principio l adulto deve ispirare la sua azione e in particolare i due suoi compiti fondamentali: - Saper costruire un ambiente suscitatore degli interessi che via via si manifestano e maturano nel bambino - Evitare, con interventi inopportuni, un ruolo di disturbo allo svolgimento del lavoro, pratico e psichico, a cui ciascun bambino va dedicandosi. L insegnante è regista dell azione educativa, osserva, attrae e si ritrae, fornendo gradini di appoggio allo sviluppo personale, aiutando la vita. La figura dell insegnante assume la funzione di aiuto e facilitazione, di organizzatore e osservatore della vita psichica e culturale del bambino. Ciò richiede momenti prolungati durante i quali l insegnante possa svolgere le attività di preparazione dei materiali, di organizzazione e cura degli spazi e di lavoro creativo per la costruzione di strumenti di cultura necessari alle attività auto-educative degli alunni. Tempi e momenti difficilmente quantificabili, ma che danno la misura di un diverso impegno e di una diversa funzione dell insegnante Ma il protagonista del processo di istruzione/educazione è il bambino. Maria Montessori credeva nella capacità di auto educarsi. Come ricordano le Indicazioni il processo di educazione/formazione deve e-ducere, cioè tirar fuori da ognuno ciò che egli è. SCUOLA PRIMARIA La scuola mira all acquisizione degli apprendimenti di base, come primo esercizio dei diritti costituzionali. Ai bambini e alle bambine che la frequentano offre l opportunità di sviluppare le dimensioni cognitive, emotive, affettive, sociali, corporee, etiche e religiose, e di acquisire i saperi irrinunciabili. Si pone come scuola formativa che, attraverso gli alfabeti caratteristici di ciascuna disciplina, permette di esercitare differenti stili cognitivi, ponendo così le premesse per lo sviluppo del pensiero riflessivo e critico. Per questa via si formano cittadini consapevoli e responsabili a tutti i livelli, da quello locale a quello europeo. La padronanza degli strumenti culturali di base è ancor più importante per bambini che vivono in situazioni di svantaggio: più solide saranno le capacità acquisite nella scuola primaria, maggiori saranno le probabilità di

5 inclusione sociale e culturale attraverso il sistema dell istruzione. (Indicazioni nazionali per il curricolo) Le attività didattiche sono articolate in discipline e nella realizzazione di progetti. Obiettivo principale è lo sviluppo armonico del bambino, per cui, attraverso la prassi didattica e le attività progettuali di ampliamento dell offerta formativa, acquista particolare rilevanza: la valorizzazione dell esperienza e delle conoscenze degli alunni acquisite in ambito extrascolastico che saranno richiamate, esplorate e problematizzate; in questo contesto la rete di scambi comunicativi e le responsabilità condivise con le famiglie giocano un ruolo fondamentale per la valorizzazione e l efficacia del percorso formativo; l attuazione di interventi nei riguardi delle diversità perché queste non diventino disuguaglianze attraverso percorsi didattici personalizzati che mirino all integrazione e all inclusione; la promozione di un apprendimento collaborativo in cui l interazione favorisca la costruzione di conoscenze ma anche lo sviluppo del senso della responsabilità e del rispetto reciproco; lo sviluppo della consapevolezza del proprio modo di apprendere: il bambino assume un ruolo attivo nella costruzione del proprio sapere perché sollecitato a riflettere su che cosa ma anche su come impara; la collaborazione con gli Enti presenti sul territorio al fine di sviluppare un identità culturale non fine a se stessa ma aperta ai diversi stimoli provenienti da altre culture; la realizzazione di attività didattiche laboratoriali attraverso le quali sviluppare l operatività e il confronto tra pari il lavoro a classi aperte che favorisce il confronto, l'ampliamento del contesto di riferimento, la personalizzazione (recupero/consolidamento/sviluppo). SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO La scuola secondaria di primo grado si caratterizza come: scuola formativa: sviluppa in ogni alunno tutte le potenzialità sul piano intellettuale, sociale, morale. Scuola orientativa: guida lo studente alla ricerca di una propria identità, lo sostiene al momento della scelta scolastica successiva, fornendo conoscenze e stimolando l autovalutazione. Scuola secondaria: completa la preparazione culturale di base; approfondisce le singole materie, sviluppa capacità di comprensione e di produzione, fornisce gli strumenti per l acquisizione di un metodo di studio, in funzione di quelli successivi. La Scuola Secondaria di primo grado: recupera le conoscenze culturali di base acquisite nei cinque anni della Primaria in un ottica di stimolo e accompagnamento ad un approccio costruttivo delle discipline. In questo modo l alunno potrà usarle nella realtà in cui vive ed agisce e non solo come conoscenza settoriale;

6 si pone come obiettivo primario il successo formativo inteso come formazione della personalità, nel rispetto delle identità di ciascun alunno. La progettazione dell attività didattica tiene conto delle singole individualità della classe, adattando contenuti e obiettivi specifici di apprendimento ai reali bisogni degli alunni e alle loro effettive capacità, in modo da suscitare una valida motivazione allo studio e rendere il discente partecipe del processo formativo di cui deve essere e sentirsi protagonista; ha come obiettivo finale l acquisizione di competenze specifiche e trasversali, che permettono all alunno di accrescere la consapevolezza di sé e la progettazione di un percorso autonomo formativo ed esistenziale. Lo scopo dell insegnante, dunque, è quello di favorire la formazione delle personalità degli alunni in tutte le sue competenze. Come sottolineato dalle Indicazioni per il Curricolo La finalità del primo ciclo è la promozione del pieno sviluppo della persona. La nostra scuola accompagna, passo dopo passo, l alunno ad una maturazione che non può essere solo quella del raggiungimento dell alfabetizzazione ma che porta anche ad una crescita sul piano morale e sociale. In tal senso le nostre scuole possono essere considerate luoghi di accoglienza, di confronto, di integrazione e valorizzazione delle diverse culture. PERCORSO EDUCATIVO Fondamenti del percorso educativo per il nostro Istituto Comprensivo sono: l alunno, l insegnante e la famiglia. L alunno è il protagonista che apprende con: i compagni (il gruppo dei pari) gli adulti significativi (genitori, insegnanti e non solo) l ambiente (scolastico ed extrascolastico) L insegnante è il mediatore che: programma percorsi educativi e didattici decide le strategie di apprendimento guida gli alunni a soddisfare il proprio bisogno di conoscenza La famiglia interagisce con la scuola: - nel rapporto di fiducia - nella collaborazione - nell alleanza educativa L Istituto si attiva per sviluppare e costruire: la maturazione dell identità: - avere percezione e consapevolezza di sé - avere fiducia nelle proprie capacità e potenzialità - sapersi mettere in relazione con gli altri - sapere prendere decisioni - non scoraggiarsi dinanzi alle difficoltà sforzandosi di controllare la propria emotività - interpretare l errore non come punto di debolezza, ma come partenza per migliorarsi - comprendere e valutare meglio il proprio essere, i propri interessi, le proprie attitudini

7 La conquista dell autonomia: - capacità di compiere scelte - capacità di interagire con gli altri - capacità di pensare liberamente rispettando gli altri - capacità di organizzare il proprio lavoro, acquisendo consapevolezza dell uso del proprio tempo e delle proprie idee e, responsabilità delle proprie azioni rispetto a: ambiente, compagni, adulti - capacità di orientarsi nell essere autonomi a partire dal necessario riconoscimento delle dipendenze esistenti e operanti nella concretezza dell ambiente naturale e sociale - capacità di strutturare un progetto flessibile di vita personale fondato sulla possibilità di valutare la realtà per operare scelte consapevoli Lo sviluppo delle competenze trasversali: - sviluppare una creatività ordinata e produttrice - osservare, analizzare, conoscere ed interpretare la realtà - imparare le forme della comunicazione non verbale - comprendere e produrre messaggi verbali e non - personalizzare la comunicazione - comprendere, tradurre e rielaborare messaggi in codici diversi - ricercare il giusto collegamento tra realtà e fantasia - trasformare e utilizzare la recettività multimediale - costruire le prime rappresentazioni e descrizioni della realtà - utilizzare le sollecitazioni culturali per costruire progressivamente la capacità di pensare, riflettere e criticare - acquisire comportamenti cognitivi trasversali orientati alla soluzione di problemi e alla produzione di risultati verificabili L interiorizzazione dei valori: - rispettare la persona e i punti di vista altrui - essere collaborativi e solidali - avere senso di responsabilità personale e sociale - rispettare le regole della convivenza civile - valorizzare le diversità - essere consapevoli dei propri diritti e doveri ORGANIZZAZIONE DEI CORSI MUSICALI L adesione ai corsi per lo studio degli strumenti musicali da parte dei genitori degli alunni ha validità triennale. Nel nostro Istituto essi si basano sull insegnamento dei seguenti strumenti musicali: CHITARRA, CLARINETTO, FLAUTO TRAVERSO, PERCUSSIONI. A ciascun corso, ferma restando la dotazione organica per la copertura di due ore settimanali di ogni classe di educazione musicale (con i docenti curricolari già in organico), è attribuita la dotazione organica di quattro cattedre di strumento musicale, con docenti nominati dall USR Lazio. L insegnamento sarà impartito per una durata complessiva di 2 ore settimanali per ciascun alunno, organizzate come segue:

8 ascolto partecipativo alle attività di musica d insieme e orchestra (un ora); pratica strumentale individuale (un ora).