OSSERVATORIO SUI FABBISOGNI PROFESSIONALI. INDAGINE QUANTITATIVA SULLE FIGURE PROFESSIONALI DEL MOBILE E DELLA MECCANICA

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1 Progetto Osservatorio sui fabbisogni professionali Attività FSE 2004 Obiettivo 3 - Misura C1 - DGR N del 22/12/2004 Quaderni FNE Collana ricerche, n. 38 novembre 2006 OSSERVATORIO SUI FABBISOGNI PROFESSIONALI. INDAGINE QUANTITATIVA SULLE FIGURE PROFESSIONALI DEL MOBILE E DELLA MECCANICA di Alessandro Rigoni Coordinamento di Daniele Marini

2 Sommario 1. INTRODUZIONE 2. DALLA SPERIMENTAZIONE ALLA RICERCA EMPIRICA 3. STRATEGIA E RISORSE UMANE 3.1 Utilizzo delle figure professionali 3.2 La dinamica del fabbisogno di figure professionali 3.3 Figure professionali e progettazione organizzativa 4. MECCANICA FINE 4.1 Progettista 4.2 Tecnico di produzione 4.3 Tecnico pianificazione processi produttivi 4.4 Addetto gestione acquisti 4.5 Reparto produttivo: operatori di macchina 4.6 Addetto montaggio/assemblaggio 4.7 Collaudatore 4.8 Coordinatore logistico 5. MOBILE 5.1 Progettista 5.2 Tecnico sviluppo prodotto 5.3 Tecnico pianificazione processi 5.4 Tecnico Cam 5.5 Addetto gestione acquisti 5.6 Falegname 5.7 Intarsiatore / intagliatore / levigatore 5.8 Coordinatore logistico 6. CONCLUSIONI 7. METODI E RESPONSABILITÀ 8. BIBLIOGRAFIA 9. QUESTIONARIO 10. TEST DI CORRELAZIONE DI PEARSON (TABELLA 120) Fondazione Nord Est, Venezia - 2

3 1. INTRODUZIONE Le crisi del mercato, per quanto attorniate da un aurea di negatività, hanno il pregio di apportare almeno due innovazioni che, dal punto di vista dell economia, sono di particolare valore: sono in grado di depurare il mercato dalle inefficienze, ma soprattutto di razionalizzare la macchina produttiva, che gli economisti definiscono lato dell offerta ma che altro non è che il complesso circoscritto delle produzioni che si trovano prima della crisi ad offrire un dato ventaglio di prodotti e a partire dal quel momento a sperimentare diverse soluzioni ai nuovi problemi che le discontinuità col passato pongono al sistema economico. L ambiente nel quale le imprese operano fa parte di quel ventaglio di variabili che le stesse coscientemente o inconsciamente devono prendere in considerazione nel disegnare l organizzazione interna. Ne deriva logicamente che le novità dell ambiente economico soprattutto se possiedono le caratteristiche di una crisi non mancano quasi mai di far sentire la loro influenza sull aspetto interno di quelle imprese che passate al crogiuolo del mercato vengono ritenute nei fatti adeguate ad operarvi. Il problema principale come è stato rilevato da ricerche che ne hanno reso famosi gli autori è che le influenze tra macroeconomia e singoli operatori, o categorie di essi, sono solo percepibili, difficilmente (spesso mai) codificabili in regole o leggi. Spesso neppure le imprese sono in grado di gestire il cambiamento, e questa immutabilità a fronte del contesto che cambia è tra le prime cause di mortalità delle imprese. A questo pericolo non si sottrae la gestione delle risorse umane, che è l aspetto che qui rileva maggiormente. Il rischio, in questo campo, è concreto e ormai ampiamente documentato 1 : per esempio è noto come le imprese non svolgano - se non in pochi casi una periodica analisi dei fabbisogni formativi interni. Le vicende legate all apertura delle economie che si è verificata in questi ultimi anni ha tracciato a questo proposito una via di sviluppo preferenziale per le imprese dei paesi evoluti: quella della razionalizzazione delle risorse umane a livello internazionale. Le imprese, per rimanere competitive, si trovano davanti alla necessità di riorganizzare la loro attività su un piano internazionale, e ben si comprende come, nella realizzazione di questo tipo di strategie, l aspetto delle risorse umane sia fondamentale. L impresa che opera nella regione del Veneto è da tempo impegnata in questa strada innovativa. La memoria storica della formazione dello stesso tessuto produttivo veneto ricorda come la formazione aziendale di professioni che hanno poi avuto il coraggio di mettersi in proprio - sia stata il deus ex machina della conversione a sistema dell imprenditoria regionale. Pertanto le aspettative di una positiva conclusione di questo contrappasso sono forti, tanto più che, ancora oggi, la bravura di un imprenditore la si rileva ancora spesso dalle capacità tecnico/professionali possedute. Ma, come si è visto, lungo questa strada non mancano le difficoltà, soprattutto quando si tratta di 1 Per una descrizione della situazione formativa veneta si rimanda agli elaborati di FERRARO, OLIVA [2004], di GUBITTA, [2005] pag. 105, di RIGONI [2004]. Fondazione Nord Est, Venezia - 3

4 figure professionali di pregio, ossia quelle figure che fanno e faranno sempre più la differenza nell arena competitiva mondiale. Perché? Heckscher e Ohlin e, poi, Leontief, hanno spiegato che i paesi specializzano le proprie produzioni in base alla dotazione delle risorse e alla produttività ricavata dal loro utilizzo. La mobilità del lavoro è ancora relativamente bassa rispetto ai ritmi del commercio internazionale dei beni, e questo permetterebbe all economia regionale di contare su un lavoro che, essendo più produttivo dei Paesi mediamente sviluppati, vale di più, dato che ogni unità di lavoro va moltiplicata per la sua produttività. Solo in questo modo le produzioni manifatturiere, in particolare quelle ad alta intensità di lavoro presenti nella Regione, possono competere a livello internazionale, nel quale si ritrovano ad operare imprese di paesi con abbondante manodopera e a basso costo. Naturalmente questo è solo uno degli aspetti da affrontare nel complesso percorso di risanamento, assieme a ricerca e investimenti. Ma è un aspetto centrale, verso cui tutti gli sforzi si devono concentrare, sia privati che pubblici. Il pubblico, infatti, è investito in prima persona di un importante ruolo di supporto, dato che non ci si potrà affidare ai fattori che finora hanno dimostrato discreta funzionalità. Il Veneto, inteso come terra di distretti nati da imprenditori ex-operai nelle officine (di cui in seguito sono diventati contoterzisti), si sta sfaldando; sta cercando di mutare pelle pur nella difficoltà di liberarsi da quella vecchia 2. Per cui non si può più contare solo su quella naturale permeabilità delle imprese e delle competenze resa possibile dai vantaggi della vicinanza e dalle relazioni di distretto. Ma non si può ancora contare sulle caratteristiche di qualità, innovazione, terziarizzazione 3 del nuovo, che per il momento è al livello di vision o, con maggior pragmatismo, di strategia deliberata ma non ancora realizzata. Non potendo ancora contare pienamente sulle imprese e sulla funzionalità del nuovo che avanza 4, appare allora razionale e corretto considerare la figura professionale come focus dell indagine: infatti, mentre un azienda può disegnare le proprie strategie dosando diversi fattori (come ad esempio delocalizzare parte della produzione, o trasferirsi quasi totalmente in altri paesi, piuttosto che aprire il proprio capitale a una multinazionale con tutte le forme in cui queste alleanze possono essere realizzate), ben più limitato è il ventaglio di opzioni a disposizione del lavoratore, che risulta ormai l attore maggiormente radicato nel territorio, occupando quindi con sempre maggior chiarezza una posizione centrale del tessuto economico. Il coordinamento tra la sfera pubblica e quella privata è essenziale in questo processo. La radice di questa necessità è a questo punto semplice e intuitiva, ma è opportuno destinare alla sua comprensione un ulteriore spazio. La figura professionale nasce come risultante di due opposte spinte: quella della suddivisione del lavoro che spinge verso la parcellizzazione dei compiti con i vantaggi che questo comporta ma con i connessi costi di coordinamento organizzativo, e quella della divisione per attività produttive, avvantaggiata dalla semplicità degli strumenti di coordinamento tipici del mercato. La figura professionale, letta con gli occhi della disciplina organizzativa, costituisce il punto in cui si equilibrano i costi delle opposte strategie. Essendo figlia del compromesso, alla figura professionale appartengono le 2 Marini [2006], pag Marini [2006], pag Per la verità avanza troppo lentamente, tanto che la situazione del tessuto produttivo ha portato gli stessi imprenditori di alcuni settori veneti importanti a organizzarsi per chiedere e ottenere dall Unione Europea misure protezionistiche. Fondazione Nord Est, Venezia - 4

5 caratteristiche di entrambe le opzioni: accanto al ruolo e alla posizione organizzativa, che trova realizzazione economica nell appartenenza ad un organizzazione (e ciò implica, ovviamente, che il suo coordinamento avvenga con una prevalente dose di autorità), il professional si trova anche ad essere proprietario di attività immateriali (tanto di quelle codificabili e trasferibili quanto, soprattutto, di quelle non codificabili e, quindi, difficilmente trasferibili). Ciò comporta una certa quantità di problemi organizzativi, sostanzialmente riconducibili ad un gioco ad informazione asimmetrica: la figura professionale conosce cose di cui il datore di lavoro potrebbe non venire mai a conoscenza. L asimmetria connatura il rapporto intercorrente tra proprietario e agente 5, ed è una variabile da tenere nella dovuta considerazione quando si tratta di gestire il personale a profilo professionale pregiato. Un problema, questo, che coinvolge non solo l azienda e il lavoratore, ma l intero sistema economico: un tessuto professionale elevato e aggiornato costituisce, come si è visto, un indiscusso fattore critico di successo per il territorio, per le aziende, per i lavoratori stessi. Un sistema informativo preciso, analitico ed aggiornato è una variabile chiave nello sviluppo del territorio veneto. La costruzione dell Osservatorio sui Fabbisogni Professionali ha l obiettivo specifico di contribuire alla comprensione delle logiche e delle evoluzioni che si stabiliscono tra i professionals e le aziende. Questa comprensione costituisce la necessaria premessa affinché le azioni rivolte al problema dei fabbisogni professionali, poste in essere dal policymaker, siano efficaci sul piano delle effettive esigenze delle aziende ed efficienti dal punto di vista delle risorse pubbliche. La mappatura di quelli che costituiscono gli snodi cruciali nello sviluppo di singoli settori economici è uno sforzo impegnativo, ma necessario. La progettazione della struttura del nuovo sistema informativo delle professioni si articola in due fasi: una prima di individuazione, una seconda di verifica quantitativa. Nella prima fase del processo, l Osservatorio viene arricchito non solo delle figure professionali rilevanti del settore, ma ogni figura viene articolata su tre livelli di evoluzione, in base al bagaglio tecnico posseduto. L articolazione ora descritta, rilevata in via qualitativa nella prima parte d analisi, riceve dalla seconda la presente la necessaria validazione quantitativa, che rende possibile estendere le conclusioni a tutto il tessuto imprenditoriale veneto, in quanto adeguatamente rappresentato nel campione oggetto di questa indagine. 5 Problema analizzato nel noto JENSEN, M. and MECKLIN W., 1976, "Theory of the firm: managerial behavior, agency costs and capital structure," Journal of Financial Economics, 3, Fondazione Nord Est, Venezia - 5

6 2. DALLA SPERIMENTAZIONE ALLA RICERCA EMPIRICA L impostazione strutturale dell Osservatorio sui Fabbisogni Professionali risulta imperniata sulla sua capacità di individuare e valutare le concrete necessità, in termini di professioni chiave, del sistema produttivo, il quale viene indagato in senso settoriale, da un lato, e funzionale, dall altro. Ciò che ne risulta è una matrice di competenze, raggruppate in professioni individuabili e articolate in tre livelli di evoluzione professionale, il che permette una esauriente mappatura delle caratteristiche dei mercati interni del lavoro afferenti alle singole figure professionali, oltre che la valutazione sulla reperibilità di queste nei mercati esterni del lavoro. A questo fine, le figure professionali vengono catalogate attraverso la descrizione di mansioni e competenze rilevate direttamente presso le imprese, nel corso di una prima fase che ha l obiettivo di sondare, su un campione rappresentativo di imprese, oltre che la presenza o meno di figure considerate centrali nell attività produttiva d impresa, anche il tendenziale fabbisogno delle diverse figure. Una successiva fase, integrata dalla presente ricerca, si prefigge il compito di verificare quantitativamente le risultanze della parte qualitativa: la reale diffusione delle figure professionali all interno delle imprese, la complessità organizzativa che caratterizza le relazioni tra le diverse categorie d impresa e le professionalità, le problematiche conclamate e latenti, con risultati che siano estendibili all universo di imprese operanti in Veneto. La progettazione del questionario si è basata sulla necessità di rilevare, all interno delle imprese, la presenza, la quantità, la qualità delle figure presenti, le difficoltà del loro reperimento e le soluzioni alternative al loro impiego. Il questionario (riportato in appendice a pagina 75), è stato progettato in modo tale da rilevare le medesime variabili per ogni figura professionale tipica due settori del Mobile e della Meccanica Fine, replicando le domande alle singole tipologie di professionalità impiegate in azienda, con riguardo anche al livello di evoluzione richiesto/impiegato da queste. Per fare ciò, si è scelto, nella somministrazione del questionario, di descrivere in modo sintetico le funzioni svolte dalle figure professionali, testando l effettiva loro presenza - al di là della mera denominazione adottata - distinte per livello di evoluzione. Infine, la relazione tra questi risultati con alcune variabili organizzative, ha permesso di mappare con cura anche il fabbisogno di risorse, segmentato per competenze possedute, che può essere utilizzato per disegnare una probabile distribuzione temporale dei fabbisogni. Fondazione Nord Est, Venezia - 6

7 3. STRATEGIA E RISORSE UMANE 3.1 Utilizzo delle figure professionali Le figure professionali individuate nella prima fase della ricerca parte qualitativa - sono risultate nel complesso presenti nella gran parte delle imprese indagate nella seconda fase. Nonostante la numerosità delle figure presenti nelle imprese, rispetto all organico totale, sia solo il 2,7% per il Mobile e il 4,2% (3,7% in tutto il campione), la diffusione delle stesse tra le imprese è ben più rilevante. Infatti, in tutta l indagine il numero medio di figure professionali di cui l impresa non risulta essersi dotata è di circa 2,5 sulle 8 rilevate in ciascuno dei due settori. Per contro, sempre in media, 4 figure professionali sono già integrate nelle imprese. Risulta necessario evidenziare una differenza nei risultati emergenti dall analisi dei due settori proprio per quanto riguarda il numero di professionalità considerate non necessarie all azienda, le quali sono circa 2,1 per la meccanica e 2,8 per il mobile. Fig. 1 - Numero medio di tipologie professionali possedute (su 8 figure totali) Centrale Non Centrale Totale Centrale Non Centrale Totale Centrale Non Centrale Totale MECCANICA MOBILE TOTALE Fonte: Fondazione Nord Est, casi n 614 Mentre si può sostenere che nessuna impresa si trova nella condizione di ricerca attiva di primo acchito delle figure professionali indagate (nel senso che ogni figura è raramente ricercata per la prima volta dalle aziende indagate), una porzione considerevole di imprese è dotata di un organizzazione in grado di spalmare le mansioni appartenenti alle professionalità su più posizioni. Per dare una misura del Fondazione Nord Est, Venezia - 7

8 ricorso a questa modalità organizzativa del lavoro, circa 1,6 figure professionali vengono sostituite da know-how distribuito su altre posizioni organizzative i cui contenuti lavorativi vengono riprogettati secondo una logica di enlargement 6. La capacità dagli imprenditori sentiti nell individuare le competenze (skills) della figura e nel riconoscerle come svolte in altre posizioni, dimostra che il fenomeno in questione non sia casuale, ma piuttosto frutto di precise scelte di progettazione organizzativa. Fig. 2 - Propensione alla sostituzione delle posizioni attraverso tecniche di job design (su 8 figure totali) Centrale Non Centrale Totale Centrale Non Centrale Totale Centrale Non Centrale Totale M E C C A N IC A M O B IL E T O T A L E Fonte: Fondazione Nord Est, casi n 614 Come conseguenza risulta che in ogni impresa sono presenti, in media, 4 delle 8 figure critiche individuate. Anche in questo caso, la meccanica impiega una maggior varietà di tipologie professionali (4,7) rispetto al settore mobile (3,2). Tale differenza è dovuta, più che ad una scarsa necessità delle competenze professionali appartenenti alle figure, ad un maggior ricorso al job enlargement da parte del Mobile (1,9 figure, o, in altri termini, il 23,8% delle imprese) rispetto alla Meccanica (1,2 figure, il 15% dei casi). 6 La locuzione job enlargement è una modalità micro-organizzativa del lavoro che consiste nell integrare orizzontalmente alcune posizioni con un maggior numero di operazioni. Fondazione Nord Est, Venezia - 8

9 Fig. 3 - Numero medio di tipologie professionali non possedute (su 8 figure totali) Centrale Non Centrale Totale Centrale Non Centrale Totale Centrale Non Centrale Totale MECCANICA MOBILE TOTALE Fonte: Fondazione Nord Est, casi n 614 Una seconda fonte di differenziazione rispetto all impiego delle figure professionali è la centralità o meno delle attività rientranti nella definizione di Meccanica/Mobile rispetto all intera economia dell impresa. La segmentazione ora considerata risulta in grado di spiegare una minor presenza media delle figure professionali nelle imprese le cui attività di meccanica o di mobile risultano collaterali ad una diversa attività primaria e potrebbero, pertanto, essere riorganizzate in outsourcing. Rispetto alle 4 figure professionali mediamente detenute, le imprese che qualificano come collaterali le attività rientranti nei settori ne impiegano 3,6. Ciò è vero soprattutto se le attività ricadono nella definizione di meccanica: contro una media di settore di 4,7, le figure detenute da imprese con attività collaterali sono 4,1. Come è possibile evincere dalla Fig. 1, si tratta di competenze che non sono state spalmate su altre posizioni, ma bensì di competenze a cui l impresa ha del tutto rinunciato: in media non sono presenti 2,9 contro le 2,4 delle imprese in cui le attività Mobile o Meccanica sono centrali. In definitiva, questa rapida analisi dei dati rilevati mette in luce come le figure individuate siano centrali per la strategia organizzativa delle imprese appartenenti ai due settori oggetto d indagine. La rilevazione condotta, oltre che la fotografia dell impiego e del fabbisogno attuale delle professionalità, permette anche di contestualizzare i risultati sotto l aspetto di due variabili chiave: il contesto temporale e quello organizzativo d impresa. Fondazione Nord Est, Venezia - 9

10 3.2 La dinamica del fabbisogno di figure professionali Constatata a un lato l importanza delle figure professionali individuate per i settori di interesse, è da rilevare come sia difficilmente individuabile, in un ravvicinato confronto tra i risultati dell indagine (vedi Tab. 1), una tendenza di sviluppo condivisa da tutte le famiglie di lavoratori. Per ogni figura professionale si evidenziano, infatti, comportamenti e tendenze piuttosto differenziate che difficilmente possono essere ricondotti ad un ipotetico sentiero evolutivo tipico. Tab. 1 - Presente e futuro delle figure professionali: un quadro sinottico No, non c'è bisogno Presenza della figura professionale No, ma lo cerca No, ma le sue funzioni sono svolte da altri Sì in prima ricerca attiva (su quelle che non possiedono la figura) che tendono a incrementare su quelle già attive Meccanica fine Progettista 22,5 0,3 5,4 71,8 6,3 7,5 Tecnico di produzione 13,6 0,9 11,7 73,7 0,0 4,7 Tecnico pianificazione processi 31,6 0,6 33,2 34,5 2,9 1,8 produttivi Addetto gestione 7,6 0,0 15,5 76,9 0,0 2,1 acquisti Operatori di macchina 19,3 0,3 2,5 77,8 0,0 16,3 Addetti montaggio, 23,7 0,3 7,0 69,0 0,0 10,1 assemblaggio Collaudatore 41,8 0,0 23,4 34,8 0,0 7,3 Coordinatore logistica 47,2 0,6 24,7 27,5 1,3 2,3 Mobile Progettista 48,3 0,7 16,1 34,9 6,3 1,0 Tecnico sviluppo 30,2 0,3 29,5 39,9 3,4 2,5 prodotto Tecnico pianificazione 27,9 0,7 34,9 36,6 0,0 0,9 processi Tecnico CAM 49,7 1,0 17,8 31,5 0,0 5,3 Addetto gestione 9,1 0,3 32,9 57,7 0,0 1,7 acquisti Falegname 27,5 0,0 6,0 66,4 0,0 14,6 Intarsiatore, intagliatore, 63,6 0,3 16,5 19,5 0,0 6,9 Fondazione Nord Est, Venezia - 10

11 intagliatore, levigatore Coordinatore logistico No, non c'è bisogno Fonte: Fondazione Nord Est Presenza della figura professionale No, ma lo cerca No, ma le sue funzioni sono svolte da altri Sì in prima ricerca attiva (su quelle che non possiedono la figura) che tendono a incrementare su quelle già attive 27,5 0,0 38,6 33,9 0,0 1,0 Tuttavia, risulta piuttosto interessante individuare quali sono le probabili evoluzioni che glia atteggiamenti delle imprese intervistate nascondono al proprio interno. Per far ciò, occorre rielaborare i dati aggregandoli secondo la loro tempistica. Una rielaborazione sufficientemente significativa ed esauriente può essere costruita sfruttando la seguente relazione: Cerca + NonCercaMaNeAvrebbeBisogno = NeUtilizzaLeCompetenze ( tot) Cerca + 1 ricerca NonCercaMaNeAvrebbeBisogno CompetenzeSpalmate = + 1 Possiede + 1 ricerca Possiede + 1 ricerca NeUtilizzaLeCompetenze (1) (2) (3) A destra del segno di uguale si trovano, nell ordine di apparizione: (1) le aziende attive nella ricerca delle figure professionali, rapporto tra chi cerca e chi possiede già la figura (o la sta cercando per la prima volta); (2) le aziende la cui ricerca è latente e potenziale (rapporto tra chi non cerca ma ne avrebbe bisogno e chi possiede già la figura (o la sta cercando per la prima volta); (3) le aziende la cui ricerca è inattivata, presumibilmente attivabile a lungo termine (rapporto tra chi spalma le competenze delle figure su altre posizioni preesistenti e chi non dichiara che non ha bisogno della figura). Fondazione Nord Est, Venezia - 11

12 Tab. 2 - Figure professionali: tempistiche della ricerca aziende attive (1) aziende in ricerca latente (2) aziende in ricerca a lungo termine (3) interessate alla figura (tot) Meccanica fine Progettista 7,9 4,4 7,0 5,9 Tecnico di produzione 5,9 3,0 13,6 3,3 Tecnico pianificazione processi produttivi 3,6 3,6 48,6 1,9 Addetto gestione acquisti 2,1 2,5 16,8 9,9 Operatori di macchina 16,6 6,1 3,1 1,9 Addetti montaggio, assemblaggio 10,5 5,9 9,2 17,5 Collaudatore 7,3 0,9 40,2 6,5 Coordinatore logistica 2,2 2,2 46,8 0,9 Mobile Progettista 2,8 5,7 31,1 11,4 Tecnico sviluppo prodotto 3,3 2,5 42,3 7,7 Tecnico pianificazione processi 2,7 0,9 48,3 3,7 Tecnico CAM 8,2 7,2 35,4 3,8 Addetto gestione acquisti 2,3 0,6 36,2 22,0 Falegname 14,6 4,5 8,3 14,9 Intarsiatore, intagliatore, levigatore 8,5 3,4 45,5 4,9 Coordinatore logistico 1,0 1,0 53,2 2,3 Fonte: Fondazione Nord Est Questa scomposizione, come si è detto, pone enfasi sull aspetto temporale delle intenzioni di assunzione. Infatti, è possibile analizzare distintamente le necessità di figure ad un livello attivo (ricerca) e fabbisogni presenti solo ad una fase di coscienza (ricerca non attivata ma attivabile in breve tempo). Inoltre, è possibile isolare i casi in cui risulta più conveniente spalmare le funzioni su diverse posizioni. Quest ultima soluzione, in particolare, se da un lato si pone in termini di trade off con la ricerca attiva di personale (vedi più diffusamente il paragrafo 3.3), dall altro è logico pensare sia condizionata dal livello della tecnologia adottata dalle imprese, per cui è verosimile ipotizzare che un cambiamento di questa variabile possa portare anche ad una traslazione della ricerca di figure dalla fase di latenza a lungo termine a quella di coscienza o alla ricerca attiva. Fondazione Nord Est, Venezia - 12

13 Fig. 4 - Diffusione delle ricerche attive M.F.:Operatori di macchina Mobile:Falegname M.F.:Addetti montaggio. assemblaggio Mobile:Intarsiatore. intagliatore. levigatore Mobile:Tecnico CAM M.F.:Progettista M.F.:Collaudatore M.F.:Tecnico di produzione M.F.:Tecnico pianificazione processi produttivi Mobile:Tecnico sviluppo prodotto Mobile:Progettista Mobile:Tecnico pianificazione processi Mobile:Addetto gestione acquisti M.F.:Coordinatore logistica M.F.:Addetto gestione acquisti Mobile:Coordinatore logistico Fonte: Fondazione Nord Est Nella Fig. 4 è possibile individuare il massimo grado di criticità nelle ricerche rivolte alle figure professionali maggiormente caratterizzate da operatività: Operatore di Macchina (per la Meccanica) e Falegname (per il Mobile). Con un minor grado di diffusione, si individuano, a seguire, le ricerche attive rivolte all Assemblatore e all Intarsiatore. La prima figura non di line ricercata dalla maggior parte delle aziende del Mobile è il Tecnico Cam, mentre per quelle della Meccanica ( M.F. nei grafici) è il Progettista. La criticità è data dal fatto che queste sono le figure professionali la cui ricerca è diffusa nella maggior parte delle aziende, per cui è verosimile ritenere che queste ultime abbiano già attivato le operazioni di reclutamento delle nuove figure candidate. In termini temporali, questo è il fabbisogno imminente di figure professionali. Fondazione Nord Est, Venezia - 13

14 Fig. 5 - Diffusione della ricerca latente Mobile:Tecnico CAM M.F.:Operatori di macchina M.F.:Addetti montaggio. assemblaggio Mobile:Progettista Mobile:Falegname M.F.:Progettista M.F.:Tecnico pianificazione processi produttivi Mobile:Intarsiatore. intagliatore. levigatore M.F.:Tecnico di produzione M.F.:Addetto gestione acquisti Mobile:Tecnico sviluppo prodotto M.F.:Coordinatore logistica Mobile:Coordinatore logistico M.F.:Collaudatore Mobile:Tecnico pianificazione processi Mobile:Addetto gestione acquisti Fonte: Fondazione Nord Est Una seconda possibile situazione in cui si possono trovare le imprese è di coscienza della necessità di impiegare (anche ulteriori) figure, a fronte della quale, però, non è stata ancora attivata la ricerca. L analisi delle figure che si trovano in questa situazione porta a considerare differentemente i due settori indagati: infatti, per il Mobile, la necessità latente è rivolta principalmente a Tecnico Cam, Progettista e, solo in seguito, Falegname, mentre per la Meccanica Fine la necessità latente (non ancora attivata), riguarda l Operatore di Macchina e l Assemblatore; solo in seguito a questi il Progettista. Quindi, si evidenziano necessità piuttosto differenziate per i due settori: la domanda sublimata di professionalità dimostrata dalla Meccanica è maggiormente rivolta alle figure di line; al contrario, il Mobile rileva un fabbisogno inespresso verso figure tecniche di supporto e di progettazione, per le quali non si rilevano ostacoli all attivazione della ricerca, che si potrebbe pertanto verificare in qualsiasi momento. Fondazione Nord Est, Venezia - 14

15 Fig. 6 - Ricerca attivabile a lungo termine (a tecnologia differente) Mobile:Coordinatore logistico M.F.:Tecnico pianificazione processi produttivi Mobile:Tecnico pianificazione processi M.F.:Coordinatore logistica Mobile:Intarsiatore. intagliatore. levigatore Mobile:Tecnico sviluppo prodotto M.F.:Collaudatore Mobile:Addetto gestione acquisti Mobile:Tecnico CAM Mobile:Progettista M.F.:Addetto gestione acquisti M.F.:Tecnico di produzione M.F.:Addetti montaggio. assemblaggio Mobile:Falegname M.F.:Progettista M.F.:Operatori di macchina Fonte: Fondazione Nord Est In una prospettiva a più ampio spettro temporale, è possibile far luce su quelle che sono le competenze professionali che più diffusamente vengono sostituite da know how organizzativo, in grado di supplire alla mancanza della figura professionale. La tendenza alla sovrapposizione di ruoli si riconosce diffusamente in entrambi i settori (con un lieve accento per quanto riguarda le professioni del Mobile), e interessa principalmente le funzioni di Coordinatore Logistico e di Tecnico Pianificazione dei Processi Produttivi. La soluzione organizzativa risulta funzionale anche nell organizzazione delle figure di line, in particolare per le funzioni di Intarsiatore e di Collaudatore, le cui attività vengono più diffusamente affidate ad altre posizioni. Per queste figure il fabbisogno (e quindi la ricerca) sono disattivate in quanto l impresa ritiene maggiormente efficiente non inserire affatto la figura nell organico. Ciò, come si diceva, è presumibilmente influenzato dallo stato della tecnologia produttiva adottata, per cui una modifica a questa variabile organizzativa potrebbe essere in grado di far emergere un fabbisogno addizionale delle figure professionali indagate attivando, a seguito della relativa percezione cognitiva, le azioni di ricerca. Fondazione Nord Est, Venezia - 15

16 L importanza delle variabili di rilievo organizzativo, che è ora emersa, porta a ritenere verosimile l attesa di maggiori risultati da un analisi che sia in grado di contestualizzare le scelte relative alle figure professionali con variabili di estrazione organizzativa d azienda. Le tendenze mostrate dalle singole figure professionali devono essere lette congiuntamente ad altre dimensioni. 3.3 Figure professionali e progettazione organizzativa Risulta ora interessante porre in rilievo la connessione esistente tra il complesso delle figure professionali indagate e le modalità di progettazione organizzativa che, con maggior frequenza, risultano associate al loro impiego. In questo livello dell analisi sono stati utilizzati alcuni strumenti statistici in grado di evidenziare proprietà delle singole figure professionali non immediatamente visibili ad un primo stadio d indagine. Considerando come casi d analisi tutti e 16 i profili professionali indicati, si sono testate le correlazioni tra tutte le possibili coppie di variabili rilevate per ognuna di essi 7. Alcuni risultati possono essere valutati come ovvii o scontati, ma per altri l informazione contenuta si è rivelata interessante. I commenti riportati si raccordano con la tabella (riportata a pagina 86) attraverso la stessa classificazione letterale (dalla lettera A alla lettera J). I risultati sono stati infine illustrati in grafici a nuvola, in modo tale da evidenziare proprietà e comportamenti relativi alle singole figure professionali e ai due settori indagati. Una rappresentazione grafica risulta utile anche per visualizzare con maggior immediatezza le interazioni rilevanti dal punto di vista statistico. In aggiunta, nei grafici si individuano due distinti gruppi: i risultati, infatti, sono stati sottoposti ad una seconda metodologia di indagine, consistente nell individuazione di due gruppi (cluster) di riferimento che una procedura automatizzata ha dicotomizzato il campione di figure professionali; i due cluster sono riportati con colori differenti. 7 Si è condotto il test di Correlazione di Pearson (riportato a pagina 86) per individuare le correlazioni statisticamente significative. Non si considerano le correlazioni tra le varie modalità di risposta alla singola domanda, in quanto le modalità sono ovviamente intrinsecamente correlate tra loro. Fondazione Nord Est, Venezia - 16

17 Fig. 7 - Interazione A 8 Mette in relazione la percentuale di figura evoluta sul totale della figura professionale posseduta, con il fatto che la percentuale di livello base di quella stessa figura cresca al crescere della dimensione dell impresa. ME_OM ME_ASSEMB livello base che cresce con la scala 1.00 ME_COLL MO_FALE ME_AGA ME_TECPROD 0.00 MO_COOL ME_COOL ME_PROGETTISTA MO_TPP MO_TECCAM MO_TSP ME_TPP MO_AGA MO_PROGETTISTA MO_IIL livello elevato posseduto in % Fonte: Fondazione Nord Est, casi n 614 Quando, tra le figure professionali presenti, il peso di quelle a basso livello cresce con la scala dimensionale 9, la presenza di profili elevati (di quella figura) è meno frequente 8 Legenda per i grafici di questo paragrafo: MO_PROGETTISTA MO_TSP MO_TPP MO_TECCAM MO_AGA MO_FALE MO_IIL MO_COOL ME_PROGETTISTA ME_TECPROD ME_TPP ME_AGA ME_OM ME_ASSEMB ME_COLL ME_COOL Mobile: Progettista Tecnico sviluppo prodotto Tecnico Pianificazione Processi Tecnico CAM Addetto alla Gestione Acquisti Falegname Intarsiatore/Intagliatore/Levigatore Coordinatore Logistico Meccanica Fine: Progettista Tecnico di Produzione Tecnico Pianificazione Processi Produttivi Addetto alla Gestione Acquisti Reparto Produttivo: Operatore di Macchina Addetto al Montaggio/Assemblaggio Collaudatore Coordinatore Logistica 9 Si consideri che la variabile scala base è di tipo booleano (1=vero, 0=falso), per cui sono possibili solamente due valori. Fondazione Nord Est, Venezia - 17

18 (Interazione A). La relazione non è del tutto semplicistica. Essa indica che, a dimensioni aziendali crescenti, per ogni figura di livello pregiato si conta una quantità crescente di figure di livello base. Il richiamo, in questa relazione, al controllo mediante la leva gerarchica è evidente. Inoltre, alle figure professionali di elevato livello è richiesto di fornire (dato il loro ridotto peso sul totale delle figure presenti) i loro servizi alle diverse aree aziendali, rendendo simile il loro utilizzo a quello tipicamente gestito in modalità terziarizzata (ossia viene vista come fornitura di servizio agli altri comparti aziendali). Ciò implica, in fondo, che la formazione di elevato livello risulta necessaria per lo sfruttamento delle economie di scala produttiva e, d altra parte, che la mancanza di tali figure di riferimento nei mercati del lavoro può costituire una fonte aggiuntiva di difficoltà, per le aziende, a crescere dimensionalmente. L utilizzo della gerarchia tra i vari livelli di competenze riguarda soprattutto il settore della meccanica fine, come risulta dalla Fig. 7. Per quanto riguarda il settore del mobile, questa forma di organizzazione riguarda solamente la figura del falegname. Più le funzioni della figura professionale sono spalmate su posizioni preesistenti, meno è probabile che l impresa ne abbia attivato la ricerca sul mercato esterno del lavoro (Interazione B1). Il maggior ricorso all organizzazione per sopperire alla sua mancanza si accompagna ad una vera e propria riduzione della domanda di quella professionalità sia immediata (Interazione B2), che di medio-lungo termine. (Interazione B3). Fig. 8 - Interazione B1 Relazione tra delega ad altre figure delle funzioni della figura professionale e intenzioni di assumere la figura professionale stessa. Fig. 9 - Interazione B3 Relazione tra delega ad altre figure delle funzioni della figura professionale e necessità della figura professionale stessa senza ricerca attiva. Non c'è ma le sue funzioni sono svolte da altre f.p MO_COOL MO_TPP ME_COOL MO_AGA 2.30 ME_TPP 2.60 ME_AGA 2.90 MO_TSP Imprese che assumeranno la f.p. MO_TECCAM MO_IIL MO_PROGETTISTA ME_COLL ME_TECPROD ME_ASSEMB MO_FALE ME_PROGETTISTA Fonte: Fondazione Nord Est, casi n 614 ME_OM Non c'è ma le sue funzioni sono svolte da altre f.p MO_AGA MO_COOL ME_COLL MO_TPP MO_TSP ME_COOL MO_IIL ME_TPP ME_AGA Ne avrei bisogno ma non lo sto cercando ME_TECPROD MO_TECCAM MO_PROGETTISTA MO_FALE ME_PROGETTISTA Fonte: Fondazione Nord Est, casi n 614 ME_ASSEMB ME_OM Nella Fig. 8 si evidenzia un trade-off tra lo spostamento delle mansioni verso altre posizioni lavorative e la ricerca (immediata o latente) di nuove figure professionali. In particolare, Coordinatore della logistica, Tecnico Pianificazione del Prodotto, Addetto alla Gestione Acquisti, Tecnico di Sviluppo Prodotto (per il settore del Mobile) e Tecnico Pianificazione Processi Produttivi (per il Meccanico) sono le figure che maggiormente vengono fatte oggetto della logica di sostituzione di competenze Fondazione Nord Est, Venezia - 18

19 personali con conoscenza diluita nell organizzazione. Come si ha modo di constatare, sono soprattutto le figure del Mobile quelle le cui funzioni si dimostrano facilmente smembrabili, mentre per il settore Meccanica, le professionalità individuate sono meno facilmente adattabili a questa modalità organizzativa. La Fig. 9 conferma il fatto che anche una suddivisione meno spinta del lavoro tra le figure professionali indagate non costituisce una soluzione temporanea, ma è una strategia efficace in quanto, in fase di progettazione organizzativa, porta anche nel medio-lungo termine alla riduzione della percezione di fabbisogno per quella professionalità; il grafico della Fig. 9 fa eloquentemente apparire le due variabili in una relazione di trade-off. Una presenza della figura professionale nella struttura è una condizione più frequentemente associata ad una ricerca attiva sul mercato (Interazione C1) 10. Dalla Fig. 10 si può notare come le variabili Figura già presente nell impresa e Ricerca di nuove figure tendano a correlarsi (seppur in modo non troppo marcato) in senso positivo tra loro. Le figure maggiormente dinamiche, in termini di presenze e ricerca di nuove figure, appartengono al settore Meccanica, che dimostra il maggior tasso di vivacità per la figura dell Operatore di Macchina, mentre le uniche figure del Mobile rientranti in questo cluster sono il Falegname e l Addetto alla Gestione degli Acquisti. Fig Interazione C1 Relazione tra imprese che possiedono la figura professionale e imprese che intendono assumere la stessa. Possiedono la f.p MO_AGA MO_TPP MO_COOL ME_COOL ME_AGA Assumeranno la f.p. MO_TSP MO_PROGETTISTA ME_TPP MO_TECCAM MO_IIL ME_TECPROD ME_PROGETTISTA ME_COLL ME_OM ME_ASSEMB MO_FALE Fonte: Fondazione Nord Est, casi n È da considerarsi, invece, scontata l Interazione C2 riportata in appendice. Fondazione Nord Est, Venezia - 19

20 Quando il peso percentuale della figura di livello base (sul totale dei tre livelli presenti) è positivamente associato alla dimensione, è meno facile che le funzioni siano svolte da altre figure professionali (Interazione D). Il legame è rappresentato in Fig. 11. In questa relazione è evidente il trade-off tra la soluzione più semplice nella gestione della complessità, che è la standardizzazione dei compiti, e la strategia consistente nel distribuire i compiti alle figure più prossime. Si può rilevare una netta distinzione tra le strategie adottate dai vari settori. Nonostante si tratti di temi complessi e difficilmente riassumibili a regole di generale applicazione, il Mobile, tra l aumento dell efficienza derivante dallo sfruttamento delle economie di scala e della parcellizzazione del lavoro, e strategie che portano alla redistribuzione dei compiti e alla intercambiabilità delle posizioni 11, sceglie più frequentemente quest ultima. L interazione D ne spiega il motivo: il Mobile più difficilmente riesce a organizzarsi per sfruttare economie di scala. Infatti, solo per una figura (il falegname) il peso del livello base (a cui vengono attribuiti compiti parcellizzati) cresce con la dimensione dell impresa. Fig Interazione D Mette in relazione la delega ad altre figure delle funzioni della figura professionale con il fatto che la percentuale di livello base di quella stessa figura cresca al crescere della dimensione dell impresa.. livello base che cresce con la dimensione ME_ASSEMB 1.00 ME_AGA MO_FALE ME_TECPROD ME_OM ME_COLL MO_COOL 0.00 ME_PROGETTISTA ME_COOL MO_AGA MO_PROGETTISTA MO_IIL MO_TECCAM MO_TSP MO_TPP ME_TPP Non c'è ma le sue funzioni sono svolte da altre f.p. Fonte: Fondazione Nord Est, casi n 614 Anche rispetto alle stesse figure professionali è possibile individuare una interessante segmentazione che discrimina le posizioni non legate a logiche di parcellizzazione al 11 Evitando così l impiego di figure professionali ad hoc: Interazioni B. Fondazione Nord Est, Venezia - 20

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