IL PROPRIUM DE TEMPORE E L ANNO LITURGICO NEL MESSALE DI PIO V

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1 IL PROPRIUM DE TEMPORE E L ANNO LITURGICO NEL MESSALE DI PIO V Giovanni Di Napoli La presente nota 1 ha lo scopo di evidenziare la struttura e i contenuti essenziali del Proprium de tempore, presente nelle diverse stagioni del Missale Romanum. Dovendo economizzare lo spazio, ci si accontenta di una presentazione estremamente schematica, per favorire al massimo la chiara percezione dei punti essenziali, senza addentrarsi in dettagli. Per facilitare il confronto il Calendario delle editiones typicae del Missale 1 Si farà uso delle seguenti sigle: MR1570 = M. SODI - A.M. TRIACCA (edd.), Missale Romanum, Editio Princeps (1570) (= Monumenta Liturgica Concilii tridentini [= MLCT] 2), LEV, Città del Vaticano 1998; MR1962 = M. SODI - A. TONIO- LO (edd.), Missale Romanum ex decreto SS. Concilii tridentini restitutum Summorum Pontificum cura recognitum, Editio Typica 1962 (= Monumenta Liturgica Piana 1), LEV, Città del Vaticano 2007; MR1970/1975 = Missale Romanum ex decreto sacrosancti œcumenici concilii Vaticani II instauratum, auctoritate Pauli PP. VI promulgatum, Editio Typica, Typis Polyglottis Vaticanis 1970; Editio Typica altera 1975; MR2002 = Missale Romanum ex decreto Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II instauratum, auctoritate Pauli PP VI promulgatum, Ioannis Pauli PP II cura recognitum, Editio Typica tertia, Typis Polyglottis Vaticanis 2002; MRit = CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Messale Romano promulgato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Paolo VI, LEV, Città del Vaticano ; BR = M. SODI - A.M. TRIACCA (edd.), Breviarium Romanum, Editio Princeps (1568) (= MLCT 3), LEV, Città del Vaticano 1999; CR = Calendarium Romanum ex decreto S. Oecumenici Concilii Vaticani II instauratum auctoritate Pauli PP. VI promulgatum, Editio Typica, Typis Polyglottis Vaticanis Romae 1969; il fascicolo contiene i documenti ufficiali: il decreto della S.C. Rituum, il motu proprio di Paolo VI Mysterii Paschalis e le Normae de anno liturgico et calendario. Gli ultimi due sono riprodotti anche da MR1970/1975, ; MR2002, Vi è poi aggiunta una parte, non ufficiale ma ufficiosa, a cura del «Consilium ad exequendam Constitutionem de sacra Liturgia», comprendente un Commentarius in annum liturgicum instauratum, un Commentarius historicus calendarii instaurati, le Variationes in calendarium romanum inductae, elenchi e indici vari; NUALC = Normae Universales de anno liturgico et de calendario: CR 11-32; MR1970/1975, ; MR2002, Testo italiano: MRit, LIV- LXXIII. N.B.: quando vengono indicati due numeri o due serie di numeri, il primo indica la pagina, il secondo indica eventuali paragrafi numerati. 95/1(2008) Rivista Liturgica 79-91

2 Romanum del , del , del 1970/ e del sarà posto su colonne parallele. 1. OSSERVAZIONI PRELIMINARI Prima di dar corso al confronto, è utile premettere qualche parola sulla qualifica dei dies liturgici. MR1570 adopera la terminologia di duplex, semiduplex, simplex. Con una di dette qualifiche connota i giorni liturgici, distinti in feste, domeniche, ferie, vigilie e ottave, in pieno accordo tra messa e ufficio divino. Invece le messe votive e quelle per i defunti vengono collocate al di fuori di tale rapporto. Nelle rubriche del Breviarium Romanum si trova qualche informazione in più, soprattutto in merito alle feste mobili, utile al presente campo di interesse 6. Nel corso degli anni la nomenclatura si va complicando. Agli inizi del XX sec. la situazione è la seguente: il duplex risulta graduato come duplex I e II classis, duplex maius e minus e duplex, mentre le ottave sono distinte in privilegiatae I, II, III ordinis o communes. In tale groviglio, san Pio X, con la Divino afflatu ( ), intendeva dichiaratamente fare spazio all eucologia domenicale, spesso sopraffatta a motivo del prevalere di un duplex ormai moltiplicatosi a dismisura 7. La riforma delle rubriche, operata sotto il pontificato del beato Giovanni XXIII, adottò una soluzione più radicale per rendere lineare la classifica e agevole la tabella delle occorrenze: classificò le feste in I, II, III, IV classis. L intenzione di dare il primo posto alla celebrazione dei misteri del Signore e alla domenica è perseguita con chiara determinazione. Il Messale postconciliare farà propria la classificazione. Abbandonerà, però, il linguaggio giuridico-rubricistico, a favore di una terminologia dal più spiccato sapore cristiano. Distinguerà così i dies liturgici in solennità, feste, memorie (di- 2 MR1570, ; MR1962, 85(1)-508(424); MR1975, MR2002, BR 23, 37*. Mentre per le feste a data fissa si rimanda al calendario, per le feste mobili si danno le seguenti indicazioni: il duplex si ha nei giorni dal giovedì santo al martedì dopo Pasqua; nella domenica in Albis, nell Ascensione, nella Pentecoste e nei due giorni successivi; nella festa della SS.ma Trinità, del Corpo di Cristo e della Dedicazione della chiesa; nel giorno ottavo delle feste che hanno l ottava; nella festa del patrono del luogo e del titolo della chiesa e in qualche altro limitato caso particolare. Le domeniche sono censite nel semiduplex. 7 Nel Missale Romanum ex decreto sacrosancti concilii tridentini restitutum, S. Pii V Pontifici Maximi jussu editum, aliorum pontificum cura recognitum, a Pio X reformatum et Benedicti XV auctoritate vulgatum, Editio iuxta typicam vaticanam iterum impressa, Taurini 1936, XVIII-XXX.XXXV-XXXIX, si trovano le Additiones et variationes in rubricis missalis ad normam Bullae «Divino afflatu» et subsequentium S.R.C. decretorum, ma nulla muta nell articolata nomenclatura e nel calendario si contano più di 170 feste connotate con uno dei duplex. 80 [80] Giovanni Di Napoli

3 stinte in obbligatorie e facoltative) e ferie. La domenica viene posta in massima evidenza e ne viene preservata la celebrazione 8. Le ferie dei tempi forti avranno un peso particolare rispetto a quelle del tempo ordinario. Maggiore sarà il peso delle ferie privilegiate dal 17 al 24 dicembre e maggiore ancora quello dei primi giorni della settimana santa e dell intera settimana in Albis. Al vertice dell anno e, possiamo dire, al di sopra di ogni classificazione, il Triduo pasquale (dalla messa vespertina del giovedì santo ai vespri della domenica di Pasqua) 9. Si escogitano dei meccanismi di occorrenza che salvano il primato della celebrazione dei xxx misteri del Signore e della domenica 10. Una seconda osservazione, di carattere generale, riguarda l abbondante potatura che l edizione giovannea compie nei riguardi delle ottave, che intasavano l anno liturgico, si sovrapponevano e quasi sempre finivano per occultare il dies Domini. Ne lascerà in piedi solo tre: due di I classe: Pasqua e Pentecoste e quella di Natale di II classe 11. Il Messale postconciliare eliminerà l ottava di Pentecoste per ritornare all antica unità della cinquantina pasquale. 2. IL PROPRIUM DE TEMPORE NELLE SUCCESSIVE EDIZIONI DEL MESSALE Passiamo ora al raffronto del Proprium de tempore, su colonne parallele e distinguendo i tre raggruppamenti: 1. Avvento-Natale; 2. Quaresima-Pasqua-Pentecoste; 3. Domeniche «per annum» Avvento-Natale-Epifania / Tempus Tempus Tempus Dominica prima de Adventu Dominica prima Dominica prima Dominica prima In Feriis usque ad diem 16 decembris In Feriis usque ad diem 16 decembris 8 Le domeniche di Avvento, Quaresima e Tempo pasquale prevalgono su tutte le altre celebrazioni, comprese le solennità e anche sulle feste del Signore; quelle del Tempo ordinario cedono il passo solamente alle solennità e alle feste del Signore: NUALC 5, CR 12; MR1970/1975, 101; MR2002, 93-94; MRit, LIV. Per quelle del Tempo di Natale, si noti che delle tre eventuali, due hanno in perpetuo assegnata una festa del Signore: S. Famiglia e Battesimo del Signore: NUALC 6, CR 12; MR1970/1975, 101; MR2002, 94; MRit, LIV. 9 Si veda la tabula dierum liturgicorum in NUALC 59: CR 20; MR1970/1975, 110; MR2002, 101; MRit, LVIII. 10 Cf. NUALC 17-61: CR 11-22; MR1970/1975, ; MR2002, ; MRit, LV-LIX. 11 NUALC 24-35: CR 14-16; MR1970/1975, ; MR2002, 96-97; MRit, LV-LVI. Nell ottava di Natale, ugualmente viene accordata alla domenica la prevalenza sulle feste dei Comites Christi. Il Proprium de tempore e l anno liturgico nel Messale di Pio V [81] 81

4 24/12 Dominica II de Adventu Dominica seconda Dominica seconda Dominica secunda Dominica III Dominica tertia Dominica tertia Dominica tertia Feria IV, VI et Sabbato quatuor temporum Adv. Feria IV, VI et Sabbato quatuor temporum Adv. In feriis a die 17 usque ad diem 24 decembris In feriis a die 17 usque ad diem 24 decembris Dominica IV Dominica Quarta Dominica Quarta Dominica Quarta In Vigilia Nativitatis In Vigilia Nativita- Domini tis Domini die 24 decembris Ad missam matutinam die 24 decembris Ad missam matutinam Tempus Nativitatis 25/12 ad Missam Vigiliae ad Missam Vigiliae In Nativitate Domini In Nativitate Dom. ad Missam in nocte ad Missam in nocte in prima Missa ad primam Missam In secunda Missa Ad secundam Missam ad Missam in aurora ad Missam in aurora Ad tertiam Missam Ad tertiam Missam ad Missam in die ad Missam in die Dominica infra Octavam Nativitatis Dom. infra Octavam Nativitatis: S. Familiae Jesu, Mariae et Joseph Dom. infra Octavam Nativitatis: S. Familiae Jesu, Mariae et Joseph 26/12 S. Stephani protomartyrimartyrimartyrismartyris) S. Stephani proto- (S. Stephani proto- (S. Stephani proto- 27/12 S. Joannis Ap. et S. Joannis Ap. et (S. Joannis Ap. et S. Joannis Ap. et Ev. Ev. Ev.) Ev. 28/12 SS. Innocentium SS. Innocentium (SS. Innocentium (SS. Innocentium Mm. Mm. Mm.) Mm.) Dominica infra Octav. Nativitatis 29/12 S. Thomae ep. et Die V infra Octavam Nativitatis. vam Nativitatis vam Nativitatis Die V infra Octa- Die V infra Octa- mart. 30/12 Die VI infra Octavam Nativitatis vam Nativitatis vam Nativitatis vam Nativitatis Die VI infra Octa- Die VI infra Octa- Die VI infra Octa- 31/12 S. Silvestri I Papae Die VII infra Octavam Nativitatis. vam Nativitatis vam Nativitatis Die VII infra Octa- Die VII infra Octa- et Conf. In die Circumcisionis In Octava Nativitatis In Octava Nativi- In Octava Nativitatis 1/1 Domini et Oc- Domini tatis Domini Sol- Domini Sol- tava Nativitatis lemnitas Sanctae lemnitas Sanctae Dei Genetricis Mariae Dei Genetricis Mariae Dom. inter Circumcis. et Epiphan. vel, si ipsa non occurrat, die 2/1 Sanctissimi Nominis Jesu Sanctissimi Nominis Jesu Dominica II post Nativitatem Dominica II post Nativitatem 82 [82] Giovanni Di Napoli

5 3/1 SS. Nome di Gesù 5/1 In Vigilia Epiphan. Tempus Epiphan. 6/1 13/1 In Epiphania Domini Dominica infra Octavam Epiphaniae In Octava Epiphaniae In Epiphania Domini Dominica I post Epiphaniam Sanctae Familiae, Jesu, Mariae et Joseph In commemoratione Baptismatis D. N. Jesu Christi. In Epiphania Domini In Festo Baptismatis Domini In feriis Temporis Nativit. a die 2 janu. usque ad sabbatum ante festum Baptismatis Dom. In Epiph. Domini ad Missam in Vigil. ad Missam in die In Festo Baptismatis Domini Nel passaggio da MR1570 a MR1962 è dato constatare innanzitutto la comparsa delle titolature: Tempus, Tempus Nativitatis, Tempus Epiphaniae. Emerge la volontà di dettagliare, presente anche nel tempo quaresimale e nel tempo pasquale. In MR1962 il tempo di Avvento non subisce variazione di sorta. Il tempo natalizio, invece, vede la declassazione delle feste durante l ottava, la scomparsa nell ottava del titolo In circumcisione Domini, l eliminazione della vigilia e dell ottava dell Epifania, la comparsa nella domenica dopo l Epifania della festa della Sacra Famiglia 12 e nel giorno ottavo (13/1) la commemorazione del Battesimo del Signore. MR1970/1975 distinguerà semplicemente in Tempus e Tempus Nativitatis 13. Provvederà il tempo di Avvento di formulari propri per i singoli giorni, distinguendo tra ferie fino al 16 dicembre e ferie dal 17 al 24 dicembre 14. Eliminerà la vigilia come giorno penitenziale e introdurrà il formulario della messa vigiliare vespertina 15. Non riproporrà le tempora di Av- 12 Introdotta nel calendario universale da Leone XIII nel 1892 assegnandola alla terza domenica dopo l Epifania: M. RIGHETTI, Manuale di storia liturgica. 2. L anno liturgico. Il Breviario, Ancora, Milano , rip. anast. 1998, p NUALC 32-42: CR 15-16; MR1970/1975, ; MR2002, 96-97; MRit, LV-LVI. 14 Precedentemente tale distinzione non esisteva, però nell ufficio divino detti giorni avevano un trattamento particolare, caratterizzati da antifone proprie per ogni giorno della settimana e, soprattutto, dalle antifone «O», o maggiori: BR , Di questo tipo di formulario sono provviste alcune delle maggiori solennità: Natale, San Giovanni Battista, Santi Pietro e Paolo, Assunzione della B.V. Maria al cielo e, con l edizione del 2002 anche Epifania e Ascensione. Discorso a parte merita quella di Pentecoste. Non si tratta di celebrazione penitenziale in preparazione alla Il Proprium de tempore e l anno liturgico nel Messale di Pio V [83] 83

6 vento, la cui ripresa è affidata alle decisioni delle Conferenze episcopali 16. Riguardo ai giorni dell ottava, proseguirà sulla scia di MR1962: lascia santo Stefano, san Giovanni Ev. e i santi Innocenti al loro posto con il grado di festa, trasferendone, però, i formulari nel Proprio dei santi. Provvede formulari per gli altri giorni dell ottava 17. Nella domenica, che prevale sulle altre feste, pone la festa della Santa Famiglia 18. Nel giorno ottavo, esplicitando quanto già presente nei testi della messa e dell ufficio, colloca la solennità di Maria Madre di Dio. Per l Epifania non apporta variazioni. Di formulari propri sono dotate le ferie dal 2 al 12 gennaio, distinguendo tra prima e dopo l Epifania. La festa del Battesimo del Signore, nella domenica dopo l Epifania, corona il Tempo di Natale e apre il Tempo Ordinario. MR2002 ha dotato anche l Epifania di una messa vigiliare (sola eucologia) 19 e introdotto al 3 gennaio la memoria facoltativa del SS. Nome di Gesù Quaresima-Pasqua-Pentecoste / Tempus Septuagesimae Dominica in Septuagesima Dominica in Septuagesima Dominica in Sexagesima Dominica in Sexagesima Dominica in Quinquagesima Dominica in Quinquagesima Tempus Quadragesimae Tempus Quadragesimae Tempus Quadragesimae Feria IV Cinerum Feria IV Cinerum Feria IV Cinerum Feria IV Cinerum Dominica I in Quadragesima Dominica I in Quadragesima Dominica I in Quadragesima Dominica I in Quadragesima festa, ma ha già carattere festivo e va compresa in rapporto orario con i primi vespri. Così, di fatto, il Natale viene ad avere quattro formulari di messa, rapportati al progredire della scansione oraria: vespro, notte, aurora, giorno. 16 NUALC 46: CR 17; MR1970/1975, 106; MR2002, 98; MRit, LVI. 17 Dei santi Tommaso Becket martire e Silvestro I papa se ne consente semplicemente la commemorazione. 18 Quando il Natale cade di domenica, la si celebra al 30 dicembre, sostituendo il relativo formulario del VI giorno dell ottava. 19 MR2002, MR2002, Nel mercoledì, venerdì e sabato della prima settimana di Quaresima cadono le Quatuor tempora. Inoltre, va tenuto presente che dal mercoledì delle ceneri fino al sabato in albis, fin da quando papa Gregorio II ( ) provvide anche i giovedì che fino ad allora ne erano sprovvisti, tutti i giorni della settimana hanno formulari con eucologia e letture proprie. 84 [84] Giovanni Di Napoli

7 Dominica II in Quadragesima Dominica III in Quadragesima Dominica IV in Quadragesima Dominica de Passione Dominica in Palmis Feria V in Cœna Domini Feria VI in Parasceve Sabbato Sancto Dominica II in Quadragesima Dominica II in Quadragesima Dominica III in Quadragesimdragesima Dominica III in Qua- Dominica IV in Quadragesimdragesima Dominica IV in Qua- Tempus Passionis Dominica I de Passione Dominica V in Quadragesima Dominica II de Passione Dominica in Palmis de seu in Palmis Passione Domini Feria V in Cena Domini: Feria V Hebdomadae Sanctae ad Missam De Missa Chrismatis; chrismatis De Missa solemni vespertina in Cena Dom. Feria Sexta in Passione et Morte Domini Sabbato Sancto de vigilia paschali Tempus paschatis De Missa solemni Vigiliae Paschalis Ordo Missae et Canon Ordo Missae et Canon cum praefationibus cum praefationibus Dominica Resurrectionis Dominica Resurrectionis Dominica II in Quadragesima Dominica III in Quadragesima Dominica IV in Quadragesima Dominica V in Quadragesima Dominica in Palmis de Passione Domini Feria V Hebdomadae Sanctae ad Missam chrismatis Sacrum Triduum Paschalschale Sacrum Triduum Pa- Missa vespertina in Cena Domini na Domini Missa vespertina in Ce- Feria VI in Passione Feria VI in Passione Domini Domini Tempus Paschale Dominica Paschae in Resurrectione Domini: in nocte sancta: Vigilia Paschalis Dominica Paschae in Resurrectione Domini: ad missam in die Tempus Paschale Dominica Paschae in Resurrectione Domini: in nocte sancta: Vigilia Paschalis Dominica Paschae in Resurrectione Domini: ad missam in die Feriae infra octavam Paschae Feriae infra octavam Paschae Feriae infra octavam Paschae Feriae infra octavam Paschae Dominica in Albis in octava Paschae Dominica in Albis in octava Paschae Dominica II Paschae Domin. II Paschae seu de divina Misericordia Domin. II post Pascha Domin. II post Pascha Dominica III Paschae Dominica III Paschae Domin. III post Pascha Domin. III post Pascha Dominica IV Paschae Dominica IV Paschae Domin. IV post Pascha Domin. IV post Pascha Domin. V Paschae Dominica V Paschae Domin. V post Pascha Domin. V post Pascha Dominica VI Paschae Dominica VI Paschae In Litaniis majoribus et minoribus In Litaniis majoribus et minoribus In Vigilia Ascensionis In Vigilia Ascensionis Tempus Ascensionis Il Proprium de tempore e l anno liturgico nel Messale di Pio V [85] 85

8 In Ascensione Domini In Ascensione Domini In Ascensione Domini In Ascensione Domini ad Missam in Vigilia ad Missam in die Dominica infra octavam Dominica post Ascen- Dominica VII Paschae Dominica VII Paschae Ascensionis sionem Sabbato in Vigilia Pentecostes Sabbato in Vigilia Pentecostes Dominica Pentecostes Dominica Pentecostes Dominica Pentecostes ad Missam in Vigilia ad Missam in die Tempus per annum Feriae infra octavam Pentecostes In Festo SS.mae Trinitatis Feriae infra Octavam Pentecostes Tempus per annum post In Festo SS.mae Trinitatis Dominica Pentecostes ad Missam in Vigilia ad Missam in die Tempus per annum Oltre alla dettagliata titolatura, cui si è già accennato, MR1962 introduce nel testo del Messale per la prima volta norme e testi della restaurazione della veglia pasquale e della riforma della settimana santa, avvenuta sotto Pio XII. Nonostante l amore per le titolature, nel corpo del Messale non è dato incontrare il titolo di Triduo sacro, pur presente nel Codex rubricarum stampato all inizio del Messale 22. Compare così la Missa Chrismatis al giovedì santo mattina e la rinnovazione delle promesse battesimali nella veglia, ancora formalmente distinta dalla messa della notte di Pasqua. Il Messale paolino fa delle scelte più radicali. Per restituire evidenza unitaria e identità alla Quaresima, vengono eliminate le tre domeniche prequaresimali di quinquagesima, sexagesima e septuagesima 23 restituendole al Tempo «per annum». All interno della Quaresima viene eliminato il Tempo di Passione. Proseguendo sulla scia della riforma piana della settimana santa, viene meglio precisato e chiaramente individuato il Triduo pasquale. La messa crismale del giovedì santo mattina, compresa ancora nel tempo quaresimale, concelebrata dal vescovo attorniato dal suo presbiterio, dai diaconi, dai ministri e dal popolo, diventa anche il momento per rinnovare le promesse dell ordinazione sacerdotale. Al tempo pasquale viene restituita la configurazione unitaria dei cinquanta giorni culminanti nella Pentecoste. A tale scopo, è stata eliminata l ottava di Pentecoste. La veglia pasquale in maniera armonica trova il suo culmine nella celebrazione eucaristica e così risulta essere insieme cuore del 22 MR1962, 16(XVI), 13*: Rubricae Generales Erano state introdotte progressivamente dal primo quarto del sec. VI al VII sec. iniziato: RIGHETTI, Manuale di storia liturgica. 2, cit., pp Pur richiamando l antico inizio della Quaresima alla prima domenica, di fatto l inizio rimane al mercoledì delle ceneri. 86 [86] Giovanni Di Napoli

9 Triduo pasquale e inizio del tempo sacro dei cinquanta giorni. In tale visione le domeniche vengono numerate come domeniche di Pasqua e non come domeniche dopo Pasqua, facendo risaltare il numero otto, che già sant Agostino comprendeva come metafora del mondo futuro. L ottava di Pasqua rimane potenziata, come prolungata celebrazione della gioia pasquale, col tipico riferimento battesimale ed ecclesiale. Cadono le vigilie dell Ascensione e della Pentecoste. Viene ricuperata la messa vigiliare vespertina-notturna della Pentecoste, rilevante nell antichità, anche come supplementare veglia battesimale. Le ferie saranno provviste di messe proprie, con la lettura progressiva di Atti e di Giovanni. I giorni dall Ascensione alla Pentecoste saranno pensati come una vera e propria preparazione alla venuta dello Spirito Santo. MR2002 aggiungerà semplicemente un formulario di messa vespertina vigiliare per l Ascensione 24 e al titolo della II domenica di Pasqua: seu de divina Misericordia 25. Inoltre, completerà l eucologia dei giorni feriali Domeniche «per annum» / Tempus per annum ante Tempus per annum Tempus per annum Septuagesimam Dominica secunda post Dominica II post Epiphaniam Dominica II Dominica II Epiphaniam Dominica tertia post Dominica III post Epiphaniam Dominica III Dominica III Epiphaniam Dominica IIII post Dominica IV post Epiphaniam Dominica IV Dominica IV Epiphaniam Dominica quinta post Dominica V post Epiphaniam Dominica V Dominica V Epiphaniam Dominica sexta post Dominica VI post Epiphaniam Dominica VI Dominica VI Epiphaniam (Septuagesima) (Septuagesima) Dominica VII Dominica VII (Sexagesima) (Sexagesima) Dominica VIII Dominica VIII (Quinquagesima) (Quinquagesima) Dominica IX Dominica IX Tempus per annum post Dominica X 27 Dominica X 24 MR2002, MR2002, Cf. MR2002, Dopo Pentecoste si riprende dalla serie interrotta con il sopraggiungere della Quaresima. Negli anni in cui le domeniche ordinarie sono trentatre, si passa immediatamente a quella successiva, in modo che le domeniche procedano terminando sempre con la trentaquattresima. La domenica immediatamente dopo la Pentecoste Il Proprium de tempore e l anno liturgico nel Messale di Pio V [87] 87

10 Dominica prima post festum SS Trinitatis Dominica secunda post Dominica tertia post Dominica IIII post Dominica V post Dominica VI post Dominica septima post Dominica octava post Dominica nona post Dominica X post Dominica XI post Dominica XII post Dominica XIII post Dominica XIV post Dominica XV post Dominica XVI post Dominica XVII post Feria IV, VI et Sabbato Quatuor temporum Dominica XVIII post Dominica XIX post Dominica I post festum SS. Trinitatis Dominica II post Dominica III post Dominica IV post Dominica V post Dominica VI post Dominica VII post Dominica VIII post Dominica IX post Dominica X post Dominica XI post Dominica XII post Dominica XIII post Dominica XIV post Dominica XV post Dominica XVI post Dominica XVII post Feria IV, VI et Sabbato Quatuor temporum Dominica XVIII post Dominica XIX post Dominica ultima Octobris: D. N. Jesu Christi Regis Dominica XI Dominica XII Dominica XIII Dominica XIV Dominica XV Dominica XVI Dominica XVII Dominica XVIII Dominica XIX Dominica XX Dominica XXI Dominica XXII Dominica XXIII Dominica XXIV Dominica XXV Dominica XXVI Dominica XXVII Dominica XXVIII Dominica XXIX Dominica XI Dominica XII Dominica XIII Dominica XIV Dominica XV Dominica XVI Dominica XVII Dominica XVIII Dominica XIX Dominica XX Dominica XXI Dominica XXII Dominica XXIII Dominica XXIV Dominica XXV Dominica XXVI Dominica XXVII Dominica XXVIII Dominica XXIX si celebra la solennità della SS.ma Trinità. In Italia anche la successiva domenica è occupata dalla solennità del SS.mo Corpo e sangue del Signore, ivi trasferita dal giovedì precedente. 88 [88] Giovanni Di Napoli

11 Dominica vigesima post Dominica XX post Dominica vigesimaprima Dominica XXI post post Dominica XXII post Dominica XXII post Dominica vigesimatertia Dominica XXIII post post Dominica vigesimaquarta Dominica XXIV post post Penteco- sten Dominica XXX Dominica XXXI Dominica XXXII Dominica XXXIII Dominica XXXIV Sollemnitas Domini Nostri Iesu Christi Universorum Regis Dominica XXX Dominica XXXI Dominica XXXII Dominica XXXIII Dominica XXXIV Sollemnitas Domini Nostri Iesu Christi Universorum Regis La dicitura di domeniche «per annum» è già presente in MR1962, che però, continua a distinguerle tra «dopo l Epifania» e «dopo Pentecoste». MR1970/1975 abbandona la distinzione ed enumera sia quelle dopo l Epifania sia quelle dopo la Pentecoste come «domeniche per annum», contandone Si offre così la visione unitaria di questo tempo, concentrato sulla celebrazione globale del mistero di Cristo. Non si ricorre più ai formulari delle domeniche dopo l Epifania, omessi per il sopraggiungere della settuagesima, per sopperire a eventuali domeniche eccedenti dopo la ventitreesima. Così le ultime domeniche dell anno liturgico, possono ricevere una forte connotazione escatologica. Chiude l anno liturgico la celebrazione di Cristo Re con grado di solennità 29. Rimangono al loro posto le solennità della SS.ma Trinità e del Corpo e Sangue del Signore QUALCHE CONSIDERAZIONE SU ANNO LITURGICO E «MESI» DEVOZIONALI, PREDICAZIONE E FORME DI PIETÀ POPOLARE La liturgia scandisce il tempo con un duplice ritmo: settimanale (domenica) e annuale. Durante il corso dell anno la Chiesa celebra tutto il mistero di Cristo, dall incarnazione alla parusia, facendo perno sul Triduo del Signore crocifisso-sepolto-risorto. Nella pietà popolare, invece, compare una diversa scansione del tempo, ora con uno stretto legame con l anno liturgico, ora con un rapporto più tenue e appena individuabile. La dinamica di preparazione, celebrazione ed estensione della festa, operante nei tempi liturgici di 28 NUALC 43-44: CR 16-17; MR1970/1975, 106; MR2002, 97-98; MRit, LVI. 29 Fu istituita nel 1925, in contesto di contrapposizione ai regimi totalitari del sec. XX, e assegnata all ultima domenica di ottobre. Con la nuova collocazione riceve una considerevole rilettura teologica e una forte impronta escatologica. 30 NUALC 6-7: CR 12; MR1970/1975, 101; MR2002, 94; MRit, LIV. Il Proprium de tempore e l anno liturgico nel Messale di Pio V [89] 89

12 Quaresima-Pasqua-Pentecoste e di Avvento-Natale-Epifania, presiede anche alla scansione dei tempi «devozionali» 31. La preparazione, a seconda dell importanza assegnata alla festa, si configura in novene, settenari e tridui: pratiche di preghiera e di ascesi ripetute per quel numero consecutivo di giorni, che diventano anche spazio per una più intensa predicazione sui contenuti della fede e della morale cristiana. In alcuni casi il tempo di preparazione assume una scansione settimanale: si pensi ai quindici (oggi: venti) sabati della Madonna di Pompei, ai 13 martedì di sant Antonio... L estensione conosce il numero otto nell ottavario dei defunti. Più generalmente si configura come «mese»: il mese di maggio dedicato alla Vergine Maria, il mese di giugno, consacrato al Cuore di Gesù, il mese di ottobre, dedicato al rosario (oggi in connessione anche con il «mese missionario»), il mese di novembre dedicato ai morti. Altri «mesi» potevano essere marzo per san Giuseppe, luglio per il Preziosissimo sangue, agosto per l Assunta, settembre per l Addolorata. Seguendo il dettato di Sacrosanctum concilium 13, tali pratiche vanno purificate alle luce del vangelo, rapportate alla liturgia e ricentrate sull anno liturgico. Sul filo delle indicazioni magisteriali, il compianto padre Calabuig poteva affermare che «liturgia e pietà popolare sono due espressioni legittime del culto cristiano». Non sono da opporre, ma neanche da equiparare; sono da armonizzare, ma non da mescolare dando luogo a celebrazioni ibride; neppure devono soppiantarsi reciprocamente, sostituendo le celebrazioni liturgiche semplicemente con esercizi della pietà popolare o viceversa 32. Se la liturgia può dare molto alla pietà popolare in termini di illuminazione e purificazione, di contenuti e orientamento, la stessa pietà popolare può contribuire non poco a tener deste nella liturgia e a rivitalizzare alcune dinamiche che pure le sono proprie. Veniva ricordata la dinamica di preparazione, celebrazione ed estensione della festa. Se ne possono rintracciare altre. Interessante è notare come la liturgia riformata, almeno in due casi, esplicitamente assume la dinamica della «novena»: nei giorni dal 17 al 24 dicembre e nei giorni dall Ascensione alla Pentecoste. Diverso è il discorso dei mesi, una scansione che la liturgia di per sé ignora. Forse il discorso può essere fatto in maniera allargata: marzo coincide per lo più interamente con la quaresima; maggio viene a coincidere (non sempre, ma spesso interamente) con il tempo pasquale. Certamente la pietà popolare non può astrarre dal contesto liturgico. D altro canto però, ricordiamo anche che l Avvento ha quasi l estensione di un mese e che la liturgia rinnovata, di fatto, fa coincidere con quasi l intero 31 Cf. S. ROSSO, Mesi devozionali, in M. SODI - A.M. TRIACCA (edd.), Dizionario di omiletica, LDC-Velar, Leumann (To)-Gorle (Bg) 1998, pp ; ID., Triduisettenari-ottavari-novene, in ibid., pp Si veda anche D. AMBRASI, Quaresimale, in ibid., pp Cf. I.M. CALABUIG, Pietà popolare, in SODI - TRIACCA (edd.), Dizionario di omiletica, cit., p [90] Giovanni Di Napoli

13 mese di novembre, nel Lezionario festivo come nel feriale, la proposta delle tematiche escatologiche. Forse, anche per l anno liturgico e la pietà popolare, più che contrapporsi, vale il discorso che «bisogna conoscersi». Via San Michele 4 I Laureana Cilento SA G. D.N. CEI - Ufficio liturgico nazionale (Roma) CIL - Centro interdisciplinare lateranense (Roma) CO.PER.LI.M. CORSO DI PERFEZIONAMENTO LITURGICO MUSICALE Finalità: biennio di tre sessioni ( ; ; ) per formare i responsabili diocesani di musica sacra, gli incaricati di musica liturgica delle comunità religiose e delle aggregazioni ecclesiali, i docenti delle scuole degli istituti diocesani di musica sacra. Contenuti: riflessioni fondamentali (liturgia, musicologia liturgica, teologia pastorale); impegni progettuali (pastorale della musica nella comunità cristiana, pedagogia del canto per la liturgia, analisi dei repertori per la celebrazione); tecniche pratiche (vocalità per la liturgia, animazione e regia della celebrazione, guida al canto dell assemblea). Docenti: A.M. BALDACCI, G. BUSANI, E. COSTA, F. FERRARI, A. LAMERI, S. LANZA, M. MUNGAI, F. RAINOLDI, P. RUARO, D. SABAINO. Verifiche: al termine del primo anno si svolge un elaborato scritto di liturgia e un colloquio su temi inerenti le discipline del corso. Il diploma richiede la discussione di una ricerca scritta e un concreto progetto di animazione musicale. Destinatari: allievi, già diplomati presso scuole e istituti diocesani di musica sacra o presso i Conservatori, con esperienza di animazione all interno delle comunità cristiane che vogliono ampliare la propria preparazione a livello specialistico. Sede: Casa «San Giuseppe» - Via S. Francesco, Loreto (AN). Iscrizioni: entro il 30 aprile 2008 (massimo 25 allievi su apposita graduatoria). Informazioni: c/o Ufficio liturgico nazionale ^ Circ. Aurelia, Roma ^ tel ^ fax ^

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