SINTESI SUL TEMA DELL ICF

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "SINTESI SUL TEMA DELL ICF"

Transcript

1 STRUMENTI E TECNICHE DI INTERVENTI RIABILITATIVI Corso di Laurea in EDUCATORE PROFESSIONALE SANITARIO a.a. 2011/ TERZO ANNO Facoltà di Scienze Cognitive Corso Bettini, 84 - Rovereto SINTESI SUL TEMA DELL ICF 05 ottobre 2011 Il concetto di disabilità, alla luce dell International Classification of Functioning, Disability and Health approvato dall O.M.S. nel 2001 e dei cambiamenti che l adozione di una nuova terminologia ha sancito nei modelli operativi di intervento INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF FUNCTIONING, DISABILITY AND HEALTH (ICF)

2 SINTESI SUL TEMA DELL ICF INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF FUNCTIONING, DISABILITY AND HEALTH (ICF) CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO, DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE: ICF La classificazione ICF, Organizzazione Mondiale per la Sanità nel 2001, costituisce uno strumento innovativo per la valutazione dello stato di salute di tutti cittadini. Accettato da 191 Paesi, rappresenta uno standard internazionale per misurare e classificare salute e disabilità. È stato approvato a livello internazionale dalla 54 World Health Assembly il 22 maggio del 2001 (risoluzione WHA 54.21). Un passo importante, che costituisce il punto di arrivo della revisione dell ICIDH (International Classification of Impairments, Disabilities and Handicaps) del 1980, la precedente classificazione elaborata dall OMS. L ICF è uno strumento di classificazione internazionale, il cui scopo è quello di fornire un linguaggio codificato e standardizzato, ma è anche un modello di riferimento utile per la descrizione delle varie condizioni di salute; ma prima di entrare nel merito torniamo al 1980, anno in cui venne approvata, dallo stesso organismo, la precedente classificazione ICIDH. Ad una prima comparazione si nota subito una differenza tra le due sigle: nella prima manca la parola handicap. L ICIDH aveva un sottotitolo: manuale di classificazione relativa alle conseguenze delle malattie. Questo strumento di classificazione sottolineava la possibile relazione tra fattori relativi alla sfera organica, (menomazione), conseguenze funzionali (disabilità) e svantaggi sperimentati dal soggetto (handicaps). Vediamo com erano intese le definizioni. Menomazione: si riferisce a perdite o anormalità che possono essere transitorie, permanenti e comprendere l esistenza o l evenienza di anomalie a carico di arti, organi, tessuti o altre strutture del corpo, comprese le funzioni mentali. Rappresenta l esteriorizzazione di uno stato patologico e, in generale, si riferisce a disturbi a livello d organo. Disabilità: si riferisce a qualsiasi restrizione o carenza della capacità di svolgere un attività nel modo o nei limiti ritenuti normali per un essere umano. E conseguenza della menomazione. Questi scostamenti per eccesso o per difetto possono essere temporanei o permanenti, reversibili o irreversibili, progressivi o regressivi. Possono essere conseguenza diretta di una menomazione, oppure configurarsi come una reazione, ad esempio psicologica. Handicap: è un altra delle possibili conseguenze di patologie. Nella definizione dell OMS ci si riferisce ad esso come ad un fenomeno prevalentemente sociale. L handicap rappresenta tutto ciò che la persona non può fare a causa della sua disabilità; per esempio, una disabilità motoria conseguenza di un alterazione 3

3 neurologica limita l autonomia sociale di una persona; ciò che limita o impedisce la possibilità di ricoprire il ruolo normalmente proprio a una persona in relazione all età, al sesso e ai fattori socioculturali. (ICIDH 1980). Alcuni esempi. (Menomazione) Il signor Rossi, a causa di un trauma cranico, ha subito una lesione corticale motoria. (Disabilità) Il signor Rossi non riesce più a muovere il braccio. (Handicap) il signor Rossi, a causa della sua condizione, è costretto a cambiare lavoro di autista e questo incide in maniera rilevante sulla qualità della sua vita, sulla percezione che egli ha di sé e, in definitiva, sulla sua felicità. Si tratta, quindi, della condizione vissuta. Quando si parla di handicap, quindi, si parla di condizione vissuta dal soggetto in stretta relazione ai fattori culturali, ambientali e personali. Se i fattori culturali, ambientali e personali non abbassavano la qualità della vita del soggetto disabile e non ne impedivano la sua partecipazione alle normali attività della vita quotidiana, si poteva affermare che la persona non era handicappata. Voglio portare un esempio. Un ragazzo, a causa di un incidente, riporta una lesione irreversibile della retina. Cieco da un occhio, la sua disabilità incide in maniera rilevante sulla capacità di valutare le distanze in determinate situazioni. Certamente egli non potrebbe fare il pilota di aerei o tante altre attività che presuppongono una perfetta salute degli organi di senso. Questo tipo di professione non lo interessa e la sua visione monoculare gli consente di vivere una vita normale, soddisfacente sotto tutti i profili. Quindi, egli è portatore di una grave menomazione che causa una importante disabilità ma nessun handicap. Un altro esempio ipotetico. Una ragazza adolescente, a causa di un incidente stradale, subisce una lacerazione importante dei tessuti del volto che implica il ricorso ad una lunga serie di interventi ricostruttivi. In conseguenza di ciò, lei si percepisce meno attraente e desiderabile. Limita le interazioni sociali e si sente insicura. Entra in una spirale di auto emarginazione. Il danno strutturale di questa ragazza, il suo viso deturpato, non le crea grosse conseguenze sul piano della disabilità; tuttavia, incidendo quantitativamente sulla qualità della sua vita, costituisce per lei un grosso handicap. In questo caso l handicap è da mettere in relazione alla personalità del soggetto e sicuramente anche alla sua età, visto che la sensibilità al grado di accettabilità del proprio corpo è amplificata dall adolescenza. Quindi reazioni emotive della persona possono amplificare il deficit così come questo viene percepito e trasformarsi, perciò, in handicap. Inoltre, altre condizioni socioeconomiche possono incidere nel determinare la qualità della vita del soggetto. Nel caso specifico si potrebbe ipotizzare una condizione di svantaggio maggiore per le persone che vivono in aree depresse; esse non possono, infatti, contare su interventi sanitari atti a favorire il ripristino della situazione precedente, mediante interventi di chirurgia ricostruttiva e plastica in un regime di sanità pubblica. 4

4 Pertanto, non necessariamente un deficit si trasforma in disabilità e, a determinate condizioni, nemmeno in handicap; ad esempio, una persona con deficit uditivo, mediante un innesto cocleare, risolve la sua disabilità in modo accettabile e a tal punto da non comportare nessun handicap. Il grandissimo merito dell ICIDH, oltre a quello classificatorio, è stato anche concettuale e ha permesso agli operatori del settore e ai cittadini interessati al problema di operare con categorie chiare che permettessero di uscire da un arbitrato interpretativo che creava, nella discussione di questi temi, confusioni, aloni di imbarazzo e fatalismo; finalmente si cominciava a parlare in modo chiaro, anche se con una terminologia tecnica e riferibile soltanto alla categoria di cittadini definiti handicappati. Un passo in avanti era stato compiuto, ma bisognava continuare in questa direzione. Per esempio si comincia a parlare d interventi di riduzione dell handicap, sapendo esattamente a cosa ci si stava riferendo. In tal modo sull handicap potevano operare familiari, insegnanti, educatori, amministratori pubblici, cioè tutti coloro che potevano creare delle condizioni ambientali favorevoli. L ambito della disabilità, invece, era principalmente deputato ai tecnici della riabilitazione, che con il loro intervento precoce contenevano le conseguenze del deficit. L ambito delle menomazioni era l ambito di intervento medico. L ICIDH ha rappresentato una grande innovazione, perché ha creato le condizioni oggettive per un dialogo concreto tra soggetti diversi implicati in interventi rivolti ad una categoria di cittadini che rappresentano il 10% della popolazione europea. Con l introduzione dell ICF i termini di menomazione, disabilità e handicap sono sostituiti da quelli di funzioni e strutture corporee, attività e partecipazione. Tale classificazione serve per dichiarare in modo più oggettivo ciò che una persona con una malattia o una alterazione della salute fa o può fare. I nuovi termini permettono la descrizione degli elementi positivi e non, come in precedenza, degli elementi di cui una persona è carente a prescindere dal suo ambiente di vita. Processo storico di revisione dell ICF I primi passi sono svolti in Italia. Nel dicembre del 1998 l agenzia regionale della sanità del Friuli Venezia Giulia, in accordo con l OMS, avvia il processo di validazione delle ICF. L Italia ha l onore di intervenire e coordinare questo processo di revisione. Si costituisce volontariamente un organismo, il DIN (Disability Italian Network), che raccoglie intorno a sé vari soggetti dichiaratisi disponibili a lavorare nel progetto, provenienti da settori diversi: università, ospedali, organizzazioni di disabili, centri pubblici o privati di riabilitazione e comprendenti tra loro anche amministratori pubblici e funzionari ministeriali della sanità. Sono centinaia le persone che hanno lavorato a questo progetto. La rappresentanza più numerosa è quella statunitense, seguita da quella italiana. Nell aprile del 2002, undici mesi dopo l approvazione dell ICF da parte dell OMS, si tiene a Trieste una conferenza della WHO: Conference on Health and Disabiliy. In questa sede la nuova classificazione viene presentata ai ministri della sanità di 191 Paesi. 5

5 Successivamente un passo avanti è costituito dalla pubblicazione di una versione ICF-CY per bambini e adolescenti. Curatore dell edizione italiana della WHO International Cassification of Functioning, Disability and Health, ICF è la dottoressa Matilde Leonardi (Ginevra-Milano 18 marzo 2002). Nota di contesto Assunto generale dell ICF: una condizione di salute in un ambiente sfavorevole può trasformarsi in disabilità. Lo scopo generale della classificazione è quello di fornire un linguaggio standard e unificato che serva da modello di riferimento per la descrizione della salute e degli stati ad essa correlati. L ICF appartiene alla famiglia delle classificazioni internazionali, come ad esempio l ICD-10 (International Statistical Classification of Diseases and Related Helath Problems), attualmente arrivata alla decima edizione e pubblicata dall OMS nel L ICD fornisce un modello di riferimento eziologico delle malattie. L ICF classifica, invece, funzionamento e disabilità associati a condizioni di salute. I due strumenti sono complementari e dovrebbero essere utilizzati congiuntamente. Un esempio: due persone portatrici della stessa patologia non è detto che abbiano lo stesso livello di funzionamento e due persone con lo stesso livello di funzionamento potrebbero avere condizioni di salute diverse. Nell ambiente medico non è possibile utilizzare l ICF senza aver effettuato prima una diagnosi. Per gli altri utilizzi può essere impiegato da solo. Interazione reciproca di concetti: modello di funzionamento Nel nuovo modo di concepire la disabilità vengono confrontati due modelli: il primo medico e il secondo sociale. Sta nella dialettica e nell integrazione tra questi modelli la nuova concettualizzazione del funzionamento della disabilità. Se è vero che la disabilità non corrisponde specificatamente ad una caratteristica dell individuo, ma è il risultato di una complessa interazione di fattori personali e sociali, ne deriva un assunzione di responsabilità sociale collettiva nei confronti dei cittadini che vivono la condizione di diversa vita. L approccio dell ICF si può quindi considerare di tipo biopsicosociale. 6

6 Una malattia può produrre menomazioni delle funzioni o delle strutture corporee che possono limitare attività quotidiane e di partecipazione sociale. Tuttavia, fattori personali e ambientali possono incidere in maniera positiva o negativa nel determinare una disabilità. Come si può osservare nello schema (seguendo l andamento delle frecce) esso indica un azione reciproca fra tutti i livelli. Quindi, il fattore ambiente o le condizioni personali di ogni soggetto possono spiegare l esito della limitazione dell attività o della partecipazione. Una stessa condizione di salute, in soggetti diversi o in ambienti diversi, può generare molteplici risultati sul piano della disabilità vissuta, che quindi può essere aggravata o, in caso positivo, non manifestarsi. Una persona diventa disabile all interno di un interazione tra salute e contesto, con esiti diversi in momenti diversi. Diversamente dalla classificazione del 1980, caratteristica dell ICF non è quella di marcare una differenza tra persone sane e malate, ma quella di orientare l intervento verso l acquisizione di abilità, possibili in un ambiente che miri a fornire non solo risposte assistenziali e prestazioni varie, ma che punti 7

7 all autonomia del soggetto. E come se la domanda della persona al contesto sociale fosse Mettimi nelle condizioni di fare da me. L attenzione al soggetto passa dalle condizioni di disabilità alle condizioni affinché la deviazione dallo stato medio di salute non si trasformi in scarsa autonomia, scarsa partecipazione produttiva, diminuzione della qualità della vita. Scopi dell ICF A pagina 13 dell introduzione dell edizione italiana si legge: L ICF è una classificazione che ha diversi scopi e può essere utilizzata in discipline e settori diversi. I suoi scopi principali possono essere così sintetizzati: fornire una base scientifica per la comprensione e lo studio della salute, delle condizioni, conseguenze e cause determinanti ad essa correlate; stabilire un linguaggio comune per la descrizione della salute e delle condizioni ad essa correlate allo scopo di migliorare la comunicazione fra i diversi utilizzatori, tra cui gli operatori sanitari, i ricercatori, gli esponenti politici e la popolazione, incluse le persone con disabilità; rendere possibile il confronto tra dati raccolti in Paesi, discipline sanitarie, servizi e in periodi diversi; fornire uno schema di codifica sistematico per i sistemi informativi sanitari. Questi scopi sono interrelati fra loro, dal momento che le esigenze che sono alla base dell ICF e le sue applicazioni richiedono la creazione o la disponibilità di un sistema significativo e pratico che possa essere usato dai vari consumatori per una politica sanitaria, una garanzia di qualità e una valutazione dei risultati in culture diverse 1. L ICF può essere utilizzato in vari contesti, quale strumento statistico, di ricerca, clinico, nella politica sociale e nella programmazione degli interventi educativi. E utilizzabile in altri settori come quello assicurativo, previdenziale, del lavoro, dell economia, della legislazione e degli interventi ambientali. Offre un modello concettuale di organizzazione dei dati informativi, per una più chiara socializzazione e fruibilità degli stessi. Evita di ricorrere ad affermazioni dal significato impreciso e, allo stesso tempo, non è rivolto soltanto ad una categoria di cittadini ma è applicabile universalmente a tutte le persone. E valido sotto tutti gli aspetti della salute umana e di altre componenti del benessere ad essa correlate, che vengono descritte come domini della salute (canali sensoriali, deambulazione, memoria) e domini ad essa correlati (istruzione, trasporti, interazioni). 1 Edizione italiana a cura di Matilde Leonardi ed. Erikson Trento

8 Esistono due versioni dell ICF: una completa ed una ridotta. Sono utilizzabili in contesti che necessitano di diversi livelli di approfondimento sullo stato di salute di una persona. Struttura dell ICF È diviso in due parti: 1. Funzionamento e disabilità 2. Fattori contestuali Queste parti si suddividono a loro volta in due componenti: 9

9 1. Funzionamento e disabilità (il corpo) comprende: funzioni e strutture corporee e attività e partecipazione 2 2. Fattori contestuali comprende: fattori ambientali e fattori personali 3. Le componenti di Funzionamento e disabilità vengono interpretate per mezzo di costrutti separati e tuttavia in una relazione reciproca, che costituisce una costante nello strumento classificazione ICF. I costrutti sono quattro per la Parte 1 e uno per la Parte 2. Per la Parte 1 i costrutti: Cambiamento nella funzione corporea Cambiamento nella struttura corporea Capacità Performance Per la Parte 2 il costrutto: Facilitatori o barriere nei fattori ambientali Questi costrutti sono utilizzabili mediante i qualificatori. Coerentemente con i suoi scopi, il sistema di classificazione definisce una precisa tassonomia e terminologia. Nel punto 4 dell introduzione è collocato un riquadro dove sono specificati i significati dei vari termini. Un esempio: quando si parla di Funzioni Corporee non si fa riferimento soltanto alle funzioni fisiologiche di sistemi corporei, ma anche alle funzioni psicologiche; e ancora: per partecipazione si intende coinvolgimento in una situazione di vita. NOTA: l ICF non considera nella codifica gli impedimenti che hanno origine da fattori e circostanze economiche, religiose, culturali. 2 Le funzioni e le strutture corporee possono essere classificate attraverso cambiamenti nei sistemi fisiologici o in strutture anatomiche. Per la componente Attività e Partecipazione sono disponibili due costrutti: capacità e performance ICF. 3 Il funzionamento e la disabilità di una persona sono concepiti come un interazione dinamica tra le condizioni di salute (malattie, disturbi, lesione, traumi, ecc.) e i fattori contestuali. ( ) i Fattori Contestuali includono sia i fattori personali che quelli ambientali. L ICF comprende un elenco esauriente dei fattori ambientali in quanto componenti essenziali della classificazione. Il costrutto di base dei fattori ambientali è la funzione facilitante o ostacolante che il mondo fisico, sociale e degli atteggiamenti può avere sulle persone ICF. 10

10 L ICF utilizza un sistema alfanumerico dove: Uso dell ICF b (body) indica funzioni corporee s (structure) indica strutture corporee d (domain) indica attività e partecipazione e (environment) indica i fattori ambientali Riprendendo integralmente il documento al punto 6.3 dell introduzione sono specificate le modalità di utilizzazione dell ICF: Le categorie dell ICF sono inserite l una nell altra in modo che le categorie più ampie includano sottocategorie più dettagliate (ad esempio, il capitolo 4 sulla Mobilità, nella componente Attività e Partecipazione include categorie separate per lo stare in posizione eretta (d4104), sedersi (d4103), camminare (d450), sollevare e trasportare oggetti (d430), e così via). ( ) ogni individuo può avere una serie di codici a ciascun livello. Questi possono essere indipendenti o correlati. Attenzione: i qualificatori sono necessari perché indicano l estensione dello stato di salute, cioè la gravità del problema. I qualificatori sono necessari e vengono collocati dopo il punto. Se non viene espresso il qualificatore il codice della categoria non ha alcun significato. Per quanto riguarda i qualificatori delle componenti di Funzioni e Strutture Corporee, Attività e Partecipazione e Fattori Ambientali si utilizza la stessa scala: xxx.0 NESSUN problema ( assente, trascurabile ) 0-4% xxx.1 problema LIEVE (leggero, piccolo ) 4-24% xxx.2 problema MEDIO (moderato, discreto ) 25-49% xxx.3 problema GRAVE (notevole, estremo ) 50-95% xxx.4 problema COMPLETO (totale ) % xxx.8 non specificato xxx.9 non applicabile 11

11 Quando si usa il qualificatore per valutare l incidenza dei fattori ambientali è interessante osservare che questo può esprimere sia la funzione positiva dell ambiente sia quella negativa (barriere). In caso di facilitatori il punto dopo la categoria è sostituito dal +. Nota: in una categoria, ad esempio camminare, d450 seguito da un punto e da un qualificatore che ne determina il significato, si determina come un istantanea di quel determinato momento, che non è di per sé predittivo di sviluppi futuri, in quanto il soggetto, in momenti diversi, potrebbe registrare valori diversi. I codici Un esempio di codifica di una delle Funzioni Corporee: b (body) La cifra dopo la lettera b è il codice numerico: La prima cifra del codice numerico viene definita elemento del primo livello. Esempio: b2 Funzioni sensoriali e dolore. Le successive due cifre vengono definiti elementi del secondo livello. Esempio: b210 funzioni della vista. Il terzo e il quarto livello esprimono una cifra ciascuno. Esempio: b2102 qualità della visione b21022 sensibilità contrasto Come già affermato in precedenza, la sola dichiarazione del codice non dà alcuna informazione sul funzionamento del soggetto in relazione, nell esempio, alle sue capacità visive. Se b21022 identifica una categoria relativa alla sensibilità visiva al contrasto, per comprendere l entità del problema abbiamo bisogno di un qualificatore. Esempio: b significa media menomazione per quanto riguarda la sensibilità al contrasto e, più in dettaglio, nelle funzioni della vista relative alla separazione della figura dallo sfondo, con una minima quantità di luminanza necessaria. 12

12 Nella codifica delle Funzioni Corporee viene utilizzato soltanto un qualificatore che esprime l estensione o la gravità della menomazione. Un altro esempio: il codice per esprimere la funzione del corpo forza dei muscoli di un lato del corpo è b7302._ Da solo e senza codice unificatore questa cifra non ha un valore pratico, in quanto è interpretabile come assenza di problema per quanto riguarda la forza dei muscoli di un lato del corpo. Se aggiungiamo un qualificatore generico, per esempio 3 b esprimiamo: grave menomazione della forza dei muscoli di lato del corpo (50-95% di uno standard accettabile). Un altro esempio: b Menomazione della forza dei muscoli di un lato del corpo non specificato. Questo nel caso una persona non fornisse sufficienti dettagli per spiegare l entità del disturbo. Nella codifica delle Strutture Corporee i qualificatori sono tre. Esempio: S _ (ossa della mano) Descrivono rispettivamente: l estensione della menomazione la natura della menomazione la collocazione della menomazione Una specifica scala dei qualificatori precisa quindi le condizioni del soggetto. 13

13 Esempio: S Nel caso indicato: lieve problema delle ossa della mano (codice e primo qualificatore), riguardante parte in eccesso (secondo qualificatore), che riguarda la mano sinistra (terzo qualificatore). Nella codifica della componente Attività e Partecipazione ne sono coinvolti due. Il primo qualificatore è detto di performance e il secondo di capacità. d450 sta per: camminare in modo che il piede sia sempre appoggiato al suolo, come ad esempio nel passeggiare. d4500 ad esempio, per meno di 1 km, all aperto o in stanze e corridoi. Il primo, come abbiamo detto, è un qualificatore di performance. Per performance si intende: quello che un individuo fa nel suo ambiente attuale/ reale. Il secondo qualificatore esprime la capacità. Con capacità si indica il più alto livello possibile di funzionamento : quello che una persona può raggiungere in un momento determinato, in un ambiente considerato standard. Un esempio: d esprime una media restrizione o performance nel camminare per brevi distanze e gravi limitazioni nella capacità di camminare per brevi distanze. (Possono essere aggiunti altri tre qualificatori opzionali: un terzo che esprime la capacità con assistenza, un quarto che esprime la performance senza assistenza e un quinto aggiuntivo in fase di sviluppo). Per quanto riguarda la codifica dei fattori ambientali essi possono essere espressi in termini di barriera o facilitatore, a seconda che dopo il codice sia messo il punto o il segno + e un secondo qualificatore da sviluppare, nel senso che il documento ICF non lo precisa. 14

14 In conclusione L ICF, prima che configurarsi quale strumento di classificazione più preciso del precedente, si carica di una nuova valenza etica, poiché lo strumento è scevro da qualsiasi giudizio implicito, cioè nascosto nelle definizioni e nelle tassonomie. Le terminologie che supportano la dialettica tra i cittadini diversamente abili e la società in tutti i suoi aspetti devono essere contestualizzate e operative, prive cioè di quella componente di ambiguità tipica del buon senso comune, del pregiudizio e della sottocultura. Andrea Canevaro scrive che le parole nascondono dei modelli operativi interni; se questi modelli non sono chiari pare si parlino lingue diverse tra vari interlocutori. Quando si parla di diritto alla felicità e alla cittadinanza occorre ridurre il margine di errore attraverso un utilizzo consapevole dei modelli operativi che dal pensiero sono tradotti in comunicazione. 15

15 LE PAROLE CHE FANNO LA DIFFERENZA Di Andrea Canevaro L attenzione delle parole è importante, non tanto per un fatto estetico o formale, ma perché nelle parole è contenuto il modello operativo a cui si fa riferimento. In questo caso, è molto importante non fare confusione tra deficit, disabilità e handicap: utilizzare termini impropri e fare confusioni linguistiche può essere un modo per aumentare l handicap, anziché ridurlo. Al centro sta la persona, che chiamiamo in vari modi (handicappato, in situazione di handicap, disabile) e ciascuna di queste definizioni ha i propri vantaggi e svantaggi. Il punto di partenza deve però essere chiaro: l individuo è relativamente handicappato, cioè l handicap è un fatto relativo e non un assoluto, al contrario di ciò che si può dire per il deficit. In altri termini, un amputazione non può essere negata ed è quindi assoluta; lo svantaggio (handicap) è invece relativo alle condizioni di vita e di lavoro, in una parola della realtà in cui l individuo amputato è collocato. L handicap è dunque un incontro fra individuo e situazione. E uno svantaggio riducibile o (purtroppo) aumentabile. Queste riflessioni fanno capire quanto sia importante il fatto che le definizioni dell OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) tengano conto della distinzione già indicata. Il nuovo ICF* è uno sviluppo coerente di questo pensiero, perché non smentisce l impostazione già data permettendo, anzi, di evidenziare gli aspetti propositivi, e quindi di valorizzazione del singolo. Il rovesciamento dei termini, parlando in positivo (di funzioni, strutture, attività e partecipazione anziché di impedimenti, disabilità, handicap), è un importante passo in questa direzione. Osservando le parole-chiave della classificazione internazionale, bisogna rilevare che il termine disabilità, che era usato nella versione del 1980, è stato, appunto, sostituito da attività, e che handicap è stato sostituito dalla parola partecipazione, a indicare proprio quelle trasformazioni di positività che erano implicite. Gli altri termini che vengono utilizzati sono i seguenti: condizione di salute, menomazione, limitazione dell attività, restrizione della partecipazione, fattori contestuali, fattori ambientali, fattori personali. Si costruisce, quindi, uno schema che vede al centro l attività, che può essere più o meno sviluppata a seconda delle condizioni proprie dell'individuo, ma anche derivanti dal mondo esterno. 16

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE ICF CLASSIFICAZIONE INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF FUNCTIONING, DISABILITY AND HEALTH INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE COMMISSIONE DISAGIO E DISABILITÀ A. S. 2010- PREMESSA

Dettagli

1. Background. Introduzione

1. Background. Introduzione Introduzione 13 1. Background In questo volume viene presentata la versione breve 1 della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, nota come ICF. 2 Lo scopo generale

Dettagli

IL PERCORSO EVOLUTIVO, I CRITERI E GLI ASPETTI FONDAMENTALI DELL I.C.F.

IL PERCORSO EVOLUTIVO, I CRITERI E GLI ASPETTI FONDAMENTALI DELL I.C.F. IL PERCORSO EVOLUTIVO, I CRITERI E GLI ASPETTI FONDAMENTALI DELL I.C.F. A cura del Sociologo E-Mail: salvogarofalo1@libero.it DA HANDICAPPATO (ICIDH-1980) a PERSONA con disabilità (ICF 2001) livello Intern.

Dettagli

ICF-CY. Uso dell'icf-cy Come strumento di valutazione

ICF-CY. Uso dell'icf-cy Come strumento di valutazione ICF-CY Uso dell'icf-cy Come strumento di valutazione Dott.ssa Marianna Piccioli Supervisore Scienze della Formazione Primaria Università degli Studi di Firenze Che cosa è l ICF? Si tratta della classificazione

Dettagli

ICF. Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute. Dott.ssa GABRIELLA COI

ICF. Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute. Dott.ssa GABRIELLA COI ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute Dott.ssa GABRIELLA COI Il concetto di salute promosso dall OMS L Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è l agenzia

Dettagli

A cura del Prof. Antonio Pignatto. ANTIFORMA S.r.l. Via M. Aurelio, 55 Milano Tel: 02 28.97.02.49 www.antiforma.it

A cura del Prof. Antonio Pignatto. ANTIFORMA S.r.l. Via M. Aurelio, 55 Milano Tel: 02 28.97.02.49 www.antiforma.it I BISOGNI DEL PAZIENTE AUDIOLESO, TRA SALUTE E DISABILITA A cura del Prof. Antonio Pignatto ANTIFORMA S.r.l. Via M. Aurelio, 55 Milano Tel: 02 28.97.02.49 www.antiforma.it ICF Un nuovo membro della famiglia

Dettagli

Dal profilo dell'alunno alla progettazione del contesto e delle. di qualità

Dal profilo dell'alunno alla progettazione del contesto e delle. di qualità Dal profilo dell'alunno alla progettazione del contesto e delle azioni per un'inclusione scolastica di qualità Chiara Carabelli I.C. S. Fedele Intelvi Carabelli Chiara 1 indice Dalla diagnosi al profilo

Dettagli

DEFINIZIONE DI MENOMAZIONE, DISABILITÀ E HANDICAP

DEFINIZIONE DI MENOMAZIONE, DISABILITÀ E HANDICAP DEFINIZIONE DI MENOMAZIONE, DISABILITÀ E HANDICAP E enorme la confusione nella terminologia relativa all handicap. Per questo negli ultimi 20 anni l OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso

Dettagli

ICF ed INCLUSIONE PROF.SSA EMANUELA D AMBROS LICEO STATALE C. PORTA ERBA

ICF ed INCLUSIONE PROF.SSA EMANUELA D AMBROS LICEO STATALE C. PORTA ERBA ICF ed INCLUSIONE PROF.SSA EMANUELA D AMBROS LICEO STATALE C. PORTA ERBA La scuola oggi presenza sempre più diffusa di alunni con Bisogni Educativi Speciali. SEN SPECIAL EDUCATIONAL NEEDS Occorre ripensare

Dettagli

L APPLICAZIONE DELL ICF NEGLI STRUMENTI DI DOCUMENTAZIONE

L APPLICAZIONE DELL ICF NEGLI STRUMENTI DI DOCUMENTAZIONE ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA International Classification of Functioning, Disability and Health L APPLICAZIONE DELL ICF NEGLI STRUMENTI DI DOCUMENTAZIONE Dott.ssa Monica Pradal Pedagogista,, IRCCS

Dettagli

ICF DALLA CONDIVISIONE DEL LINGUAGGIO, ALL OSSERVAZIONE PARTECIPATA

ICF DALLA CONDIVISIONE DEL LINGUAGGIO, ALL OSSERVAZIONE PARTECIPATA La rivoluzione dell ICF: ogni persona, in qualunque momento della vita, può avere una condizione di salute che in un contesto sfavorevole diventa disabilità. M. Leonardi ICF DALLA CONDIVISIONE DEL LINGUAGGIO,

Dettagli

IL PROGETTO PERSONALIZZATO PER IL BAMBINO CON DISABILITA ALLA LUCE DELLA CLASSIFICAZIONE ICF E ICF-CY. Matilde Leonardi*, Daniela Ajovalasit

IL PROGETTO PERSONALIZZATO PER IL BAMBINO CON DISABILITA ALLA LUCE DELLA CLASSIFICAZIONE ICF E ICF-CY. Matilde Leonardi*, Daniela Ajovalasit IL PROGETTO PERSONALIZZATO PER IL BAMBINO CON DISABILITA ALLA LUCE DELLA CLASSIFICAZIONE ICF E ICF-CY Matilde Leonardi*, Daniela Ajovalasit * Direttore SSD Neurologia, Salute Pubblica, Disabilità, Direzione

Dettagli

Centro Territoriale per l Integrazione di Garda

Centro Territoriale per l Integrazione di Garda Centro Territoriale per l Integrazione di Garda CORSO DI FORMAZIONE: Strategie didattiche e organizzative per una didattica inclusiva Le applicazioni in ambito educativo del modello ICF. Relatore: Dr.ssa

Dettagli

M1. Le definizioni di menomazione, disabilità ed handicap

M1. Le definizioni di menomazione, disabilità ed handicap L ICF è la classificazione internazionale del funzionamento della disabilità e della salute. La famiglia delle classificazioni internazionali dell OMS fornisce un modello di riferimento che consente di

Dettagli

L ICF - Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute

L ICF - Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute L ICF - Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute CHE COS È È una classificazione della salute e dei domini ad essa correlati che aiuta a descrivere i cambiamenti

Dettagli

PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE

PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE DISABILITÀ E ICF PROF. FINO BUONO SVILUPPO DEL CONCETTO DI DISABILITA DA MODELLI BASATI SUL DEFICIT A MODELLI ECOLOGICI I MODELLI MEDICI ERANO CENTRATI SULLE

Dettagli

Relatore: Giuseppina D Intino Dirigente Medico Direzione Provinciale INPS Pescara. 68 CONGRESSO NAZIONALE 4-9 novembre 2013 Roma - Ergife Palace Hotel

Relatore: Giuseppina D Intino Dirigente Medico Direzione Provinciale INPS Pescara. 68 CONGRESSO NAZIONALE 4-9 novembre 2013 Roma - Ergife Palace Hotel La tecnologia nello studio medico del Medico di Famiglia: coniugare approccio olistico e high-tech La legge 104/92: diritti, integrazione sociale e assistenza della persona handicappata: dal sostegno socio-assistenziale

Dettagli

I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI POLITICHE SUI BES/SEN IN INGHILTERRA THE EDUCATION ACT, 1944 11 CATEGORIE DI DISABILITÀ WARNOCK REPORT, 1978 INTRODUCE IL TERMINE SPECIAL EDUCATIONAL NEEDS (SEN) ANNI 2000

Dettagli

ICF : approccio educativo. Elisabetta Ghedin Facoltà di Scienze della Formazione

ICF : approccio educativo. Elisabetta Ghedin Facoltà di Scienze della Formazione ICF : approccio educativo Elisabetta Ghedin Facoltà di Scienze della Formazione LINEE GUIDA PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITA L ICF sta penetrando nelle pratiche di diagnosi condotte

Dettagli

Dr Matilde Leonardi Co-Chair WHO-ICF children group Coordinatore Scientifico Progetto ICF in Italia Responsabile Progetto Disabilità INN CB

Dr Matilde Leonardi Co-Chair WHO-ICF children group Coordinatore Scientifico Progetto ICF in Italia Responsabile Progetto Disabilità INN CB L ICF e la sua filosofia Bolzano 18 novembre 2004 Dr Matilde Leonardi Co-Chair WHO-ICF children group Coordinatore Scientifico Progetto ICF in Italia Responsabile Progetto Disabilità INN CB IRCCS Istituto

Dettagli

APPUNTI DI ICF. Com è rappresentato il modello biopsicosociale nell ICF?

APPUNTI DI ICF. Com è rappresentato il modello biopsicosociale nell ICF? APPUNTI DI ICF Il dibattito fra modello medico e sociale di disabilità è continuato per quasi 40 anni. I due modelli differiscono in molti aspetti: caratterizzano che tipo di problema sia la disabilità;

Dettagli

CLASSIFICAZIONI E DIAGNOSI IN NEUROPSICHIATRIA INFANTILE

CLASSIFICAZIONI E DIAGNOSI IN NEUROPSICHIATRIA INFANTILE CLASSIFICAZIONI E DIAGNOSI IN NEUROPSICHIATRIA INFANTILE Dott.ssa Luisa Calliari Rovereto, 9 ottobre 2008 1 REGOLAMENTO PER FAVORIRE L INTEGRAZIONE E L INCLUSIONE DEGLI STUDENTI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Dettagli

Definizione di SALUTE O.M.S.

Definizione di SALUTE O.M.S. Definizione di SALUTE O.M.S. Non solo assenza di malattia ma stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale. Non basta quindi curare ma anche prevenire, informare, sensibilizzare, promuovere

Dettagli

NUOVE TECNOLOGIE E DISABILITÀ: DAL DIRE AL FARE

NUOVE TECNOLOGIE E DISABILITÀ: DAL DIRE AL FARE NUOVE TECNOLOGIE E DISABILITÀ: DAL DIRE AL FARE Dir. Min.27/12/2012 STRUMENTI D INTERVENTO PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE PER L INCLUSIONE SCOLASTICA Fondandosi

Dettagli

ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute

ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute Versione breve O.M.S. ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ ICF SHORT VERSION: INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF FUNCTIONING,

Dettagli

ATTIVITA DI FORMAZIONE IN TEMA DI INTEGRAZIONE ALUNNI DISABILI

ATTIVITA DI FORMAZIONE IN TEMA DI INTEGRAZIONE ALUNNI DISABILI A.S. 2010/2011 ATTIVITA DI FORMAZIONE IN TEMA DI INTEGRAZIONE ALUNNI DISABILI Modalità di svolgimento del corso 1 FASE 14 ORE 6 INCONTRI 1. Principi di integrazione: come essere nella relazione educativa

Dettagli

PROBLEMI FISICI DEL DISABILE

PROBLEMI FISICI DEL DISABILE PROBLEMI FISICI DEL DISABILE Scale di valutazione funzionale e classificazione della disabilita Classificazione malattie (eziologia, clinica) nell ICD della Organizzazione Mondiale Sanità 1970 Non riportata

Dettagli

ICF per gli adulti e ICF CY per minori

ICF per gli adulti e ICF CY per minori ICF per gli adulti e ICF CY per minori La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF, dall'inglese International Classification of Functioning, Disability and

Dettagli

ICF a scuola Indicazioni operative

ICF a scuola Indicazioni operative UST Cremona In collaborazione con CTS Cremona ICF a scuola Indicazioni operative Paola Romagnoli a.s. 2013-2014 Che cos è l ICF? È un sistema di classificazione multidisciplinare, innovativo per impostazione,

Dettagli

Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio

Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio ICF, OUTCOME e RIABILITAZIONE Perugia, 24 giugno 2011 Gabriella Guasticchi - Rita De Giuli Perché l ICF nel Sistema Informativo per l Assistenza

Dettagli

Prof.ssa Emanuela D Ambros Docente di sostegno Liceo Statale C.Porta, Erba. ICF.

Prof.ssa Emanuela D Ambros Docente di sostegno Liceo Statale C.Porta, Erba. ICF. Prof.ssa Emanuela D Ambros Docente di sostegno Liceo Statale C.Porta, Erba. ICF. PARTE I: modelli culturali di riferimento e principi ispiratori. PARTE II:tre parole chiave per comprendere ICF PARTE III:

Dettagli

Attività Adattata. Lezione 1. a.a. 2013-2014. Monica Emma Liubicich

Attività Adattata. Lezione 1. a.a. 2013-2014. Monica Emma Liubicich Attività Adattata Lezione 1 a.a. 2013-2014 Monica Emma Liubicich Secondo le Nazioni Unite i disabili nel mondo sono 650 milioni: 10% della popolazione In Italia circa 3.000.000, il 4,8% della popolazione

Dettagli

L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL SOGGETTO IN CONDIZIONE DI DISABILITA

L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL SOGGETTO IN CONDIZIONE DI DISABILITA 11 febbraio 2008 L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL SOGGETTO IN CONDIZIONE DI DISABILITA Dr. Gianni De Polo Neuropsichiatra Infantile Fisiatra I.R.C.C.S. E. Medea Associazione La Nostra Famiglia Conegliano

Dettagli

B.E.S. Anno 2014. Fortunata Daniela Vetri. Daniela Vetri

B.E.S. Anno 2014. Fortunata Daniela Vetri. Daniela Vetri B.E.S. Anno 2014 Fortunata La didattica inclusiva per il I DESTINATARI ALUNNI CON B. E. S. BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E più facile rompere un atomo che un pregiudizio A. Einstein Gli studenti con B. E.

Dettagli

L attività riabilitativa estensiva e di mantenimento nel Lazio Progetti avviati nel 2004

L attività riabilitativa estensiva e di mantenimento nel Lazio Progetti avviati nel 2004 Sistema Informativo per l Assistenza Riabilitativa L attività riabilitativa estensiva e di mantenimento nel Lazio Progetti avviati nel 2004 Roma, 15 luglio 2005 La Classificazione Internazionale del Funzionamento,

Dettagli

ROMA, 6 e 7 marzo 2013. Applicazione di ICF nella scuola inclusiva, orientata alla qualità della vita

ROMA, 6 e 7 marzo 2013. Applicazione di ICF nella scuola inclusiva, orientata alla qualità della vita Centro Studi Psico Medico Pedagogico della Mediazione formazione - applicazione ricerca - sperimentazione - psicopedagogico e clinica Eboli Via San Berardino, 28/a - Brescia Via Cipro, 96 CSPDM Onlus ROMA,

Dettagli

Psicologia Educazione Società 2

Psicologia Educazione Società 2 Psicologia Educazione Società 2 a cura di Concetta De Pasquale e Daniela Conti Il training riabilitativo nel disagio psichico prefazione di Santo Di Nuovo Euno Edizioni Psicologia Educazione Società collana

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEGLI/LLE ALUNNI/E DIVERSAMENTE ABILI E CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DSA O LD)

LA VALUTAZIONE DEGLI/LLE ALUNNI/E DIVERSAMENTE ABILI E CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DSA O LD) ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI A. S. 2010/2011 LA VALUTAZIONE DEGLI/LLE ALUNNI/E DIVERSAMENTE ABILI E CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DSA O LD) Dario Paparella 1 Definizione della persona diversamente

Dettagli

Progetto GSK «TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI» Non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali (Don Milani)

Progetto GSK «TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI» Non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali (Don Milani) Progetto GSK «TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI» Non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali (Don Milani) L ICF-CY e l approccio biopsicosociale ai problemi dell educazione speciale Incontro

Dettagli

Approfondimenti su I C F C Y: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute

Approfondimenti su I C F C Y: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute Approfondimenti su I C F C Y: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute La funzione generale della classificazione ICF è quella di fornire un linguaggio standard

Dettagli

Corso di Laurea in Infermieristica

Corso di Laurea in Infermieristica Corso di Laurea in Infermieristica Sede Formativa di Cesena INSEGNAMENTO: SCIENZE INFERMIERISTICHE DELLA COMUNITA MODULO: INFERMIERISTICA CLINICA E RIABILITATIVA NELLA CRONICITA n. 2 CFU / n. ore 24 Docente:

Dettagli

PROCESSO DI SVILUPPO DELL HANDICAP E APPROCCIO RIABILITATIVO. www.ilfisiatra.it

PROCESSO DI SVILUPPO DELL HANDICAP E APPROCCIO RIABILITATIVO. www.ilfisiatra.it PROCESSO DI SVILUPPO DELL HANDICAP E APPROCCIO RIABILITATIVO www.ilfisiatra.it 1 MODELLO TRADIZIONALE DELLA MEDICINA Il modello medico classico e tradizionale della medicina basa la sua azione su un concetto

Dettagli

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Istituto Comprensivo di Bagolino novembre 2014 Maria Rosa Raimondi Il percorso 1. Presupposti teorici e normativa di riferimento per l inclusione 2. Strategie e strumenti di

Dettagli

TFA Università degli Studi G. d Annunzio Chieti Pescara A.A. 2014 / 2015. Pedagogia Speciale

TFA Università degli Studi G. d Annunzio Chieti Pescara A.A. 2014 / 2015. Pedagogia Speciale TFA Università degli Studi G. d Annunzio Chieti Pescara A.A. 2014 / 2015 Pedagogia Speciale etdoraz@tin.it Prof. Ettore D Orazio TESTI DI RIFERIMENTO Marisa Pavone, L' inclusione educativa. Indicazioni

Dettagli

Riflessione sulla norm ativa. Prof.ssa Olmo Serafina

Riflessione sulla norm ativa. Prof.ssa Olmo Serafina Riflessione sulla norm ativa Prof.ssa Olmo Serafina Direttiva del 27/12/12 STRUMENTI D INTERVENTO PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE PER L INCLUSIONE SCOLASTICA C.M.

Dettagli

DAL ICD AL ICF I MODELLI DI CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALI COME ESPRESSIONE DELL APROCCIO ALLA DISABILITA

DAL ICD AL ICF I MODELLI DI CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALI COME ESPRESSIONE DELL APROCCIO ALLA DISABILITA CORSO DI FORMAZIONE RIVOLTA AI DOCENTI AFFERENTI AL CTRH DI CEFALU - CAMPOFELICE CASTELBUONO Modello ICF e integrazione in classe DAL ICD AL ICF I MODELLI DI CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALI COME ESPRESSIONE

Dettagli

Una educazione e una riabilitazione delle persone con minorazione visiva

Una educazione e una riabilitazione delle persone con minorazione visiva Una educazione e una riabilitazione delle persone con minorazione visiva I differenti programmi terapeutici e riabilitativi sono proposti in funzione della patologia, dell età, delle possibilità visive

Dettagli

Pescara 2 dicembre 2011 Dott.ssa Monica Pradal - pedagogista

Pescara 2 dicembre 2011 Dott.ssa Monica Pradal - pedagogista VERSO UNA SCUOLA INCLUSIVA DALL ICF AL PEI Pescara 2 dicembre 2011 Dott.ssa Monica Pradal - pedagogista CHE COS E L ICF? Un modello concettuale di approccio globale al funzionamento della persona, che

Dettagli

Pedagogia della differenza Prof. Francesco Bruno

Pedagogia della differenza Prof. Francesco Bruno Pedagogia della differenza Prof. Francesco Bruno È un termine generale che comprende handicap, limitazione nelle attività e restrizione nella partecipazione. Un handicap è un problema relativo ad una funzione

Dettagli

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento?

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? Considerati parte della famiglia dei Disturbi Evolutivi Specifici, i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) affliggono alcune specifiche abilità che

Dettagli

Profilo delle diverse tipologie di BES

Profilo delle diverse tipologie di BES Profilo delle diverse tipologie di BES Con la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e la CM n. 8 del 6 marzo 2013 che ha per oggetto l attuazione della direttiva Strumenti d intervento per alunni

Dettagli

COMPETENZE DIGITALI. Le digital Competence Framework mi permettono di : Esplorare nuovi contesti tecnologici in modo flessibile.

COMPETENZE DIGITALI. Le digital Competence Framework mi permettono di : Esplorare nuovi contesti tecnologici in modo flessibile. COMPETENZE DIGITALI Competenze digitali o digital skills. Un approccio in 3D, un mutamento in corso. L immersività generata dagli ambienti multimediali ci sollecitano un esigenza nuova e educabile: sviluppare

Dettagli

Le indicazioni della regione Emilia Romagna per la certificazione della disabilità intellettiva in età evolutiva

Le indicazioni della regione Emilia Romagna per la certificazione della disabilità intellettiva in età evolutiva Le indicazioni della regione Emilia Romagna per la certificazione della disabilità intellettiva in età evolutiva Bologna 13 dicembre 2014 Definizione del concetto di disabilità cognitiva La normativa relativa

Dettagli

ALCUNE SIGLE. PDV= PROGETTO DI VITA si basa sulla

ALCUNE SIGLE. PDV= PROGETTO DI VITA si basa sulla DAL PEI AL PDV ALCUNE SIGLE PDV= PROGETTO DI VITA si basa sulla CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO, DELLA DISABILITA' E DELLA SALUTE LUNGO TUTTO L ARCO DELLA VITA (ICF) rivolto ai bambini

Dettagli

Dott.ssa Licia Ponticello Neuropsichiatra Infantile Referente medico settore età evolutiva Centro di riabilitazione accreditato CMPH Roma

Dott.ssa Licia Ponticello Neuropsichiatra Infantile Referente medico settore età evolutiva Centro di riabilitazione accreditato CMPH Roma Dott.ssa Licia Ponticello Neuropsichiatra Infantile Referente medico settore età evolutiva Centro di riabilitazione accreditato CMPH Roma Il modello descritto nell ICF riflette i cambiamenti di prospettiva

Dettagli

Disabilità DSA Differenze aspecifiche. Francesca Salis,PhD. francescasalis@msn.com

Disabilità DSA Differenze aspecifiche. Francesca Salis,PhD. francescasalis@msn.com Macro-categoria: Disabilità DSA Differenze aspecifiche 1 Nel contesto pedagogico, bio-psichico e sociale( ICF) si intende per disabilitàqualsiasi restrizione o carenza (conseguente ad un deficit) della

Dettagli

Dispensare o educare? I Bisogni Educativi Speciali a Scuola Di Roberto Franchini Nel passato la disabilità era compresa a partire da modelli

Dispensare o educare? I Bisogni Educativi Speciali a Scuola Di Roberto Franchini Nel passato la disabilità era compresa a partire da modelli Dispensare o educare? I Bisogni Educativi Speciali a Scuola Di Roberto Franchini Nel passato la disabilità era compresa a partire da modelli concettuali di natura medica o di natura sociale, secondo visioni

Dettagli

ANCHE IL LINFEDEMA SECONDARI O E MALATTIA DISABILITAN TE: UN INDICE DA PROPORRE ALL INPS

ANCHE IL LINFEDEMA SECONDARI O E MALATTIA DISABILITAN TE: UN INDICE DA PROPORRE ALL INPS ANCHE IL LINFEDEMA SECONDARI O E MALATTIA DISABILITAN TE: UN INDICE DA PROPORRE ALL INPS Dott. Maurizio Ricci U. O. Medicina Riabilitativa Azienda Ospedaliero- Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona

Dettagli

Elena Bortolotti Percorsi inclusivi per la disabilità. Temi, problemi e opportunità

Elena Bortolotti Percorsi inclusivi per la disabilità. Temi, problemi e opportunità A11 703 Elena Bortolotti Percorsi inclusivi per la disabilità Temi, problemi e opportunità Copyright MMXII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133/A

Dettagli

Introduzione alla disabilità

Introduzione alla disabilità ASPHI Fondazione Onlus Introduzione alla disabilità Sommario 1. La disabilità: definizione, numeri e domande 2. Tecnologia e approccio alla disabilità 3. La classificazione della disabilità 4. ICF: Classificazione

Dettagli

ALUNNI: - diversamente abili - con disturbi specifici di apprendimento

ALUNNI: - diversamente abili - con disturbi specifici di apprendimento ALUNNI: - diversamente abili - con disturbi specifici di apprendimento Corso di formazione docenti neo immessi Anno scolastico 2011/2012 Neri Patrizia _ Gallarate,, 16-05 05-2012 L INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI

Dettagli

APPLICAZIONI OPERATIVE DI ICF. Prof.ssa Emanuela D Ambros LICEO STATALE C. PORTA, ERBA

APPLICAZIONI OPERATIVE DI ICF. Prof.ssa Emanuela D Ambros LICEO STATALE C. PORTA, ERBA APPLICAZIONI OPERATIVE DI ICF Prof.ssa Emanuela D Ambros LICEO STATALE C. PORTA, ERBA Il punto di partenza Studio della documentazione (Scheda di segnalazione; Diagnosi Funzionale; Profilo Dinamico Funzionale;

Dettagli

ICF e INCLUSIONE. Heidrun Demo, PhD Libera Università di Bolzano. Erba 20 ottobre 2011

ICF e INCLUSIONE. Heidrun Demo, PhD Libera Università di Bolzano. Erba 20 ottobre 2011 ICF e INCLUSIONE Heidrun Demo, PhD Libera Università di Bolzano Erba 20 ottobre 2011 CHE COS E L INCLUSIONE? Quali alunni riguarda? Che interventi richiede? Che risorse chiede di attivare? E diversa dall

Dettagli

Scienze riabilitative

Scienze riabilitative UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE AZIENDA ULSS 12 VENEZIANA Corso di laurea in Infermieristica a.a. 2010/2011 Corso Integrato di Disabilità Cronicità Scienze riabilitative Dott. Mag. Luigia Sangiani Fisioterapista

Dettagli

CAPITOLO III LA DISABILITA NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO: ATTIVITA MOTORIA ED EDUCAZIONE FISICA

CAPITOLO III LA DISABILITA NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO: ATTIVITA MOTORIA ED EDUCAZIONE FISICA CAPITOLO III LA DISABILITA NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO: ATTIVITA MOTORIA ED EDUCAZIONE FISICA Premessa Per molti anni la scuola è stata un agenzia di formazione/informazione rivolta solo ad alunni

Dettagli

I CAPITOLO LA MALATTIA CRONICA. Introduzione

I CAPITOLO LA MALATTIA CRONICA. Introduzione I CAPITOLO LA MALATTIA CRONICA Introduzione Con il termine malattia cronica si intende una malattia che persista per un periodo di tempo prolungato, che non abbia sostanziali prospettive di guarigione,

Dettagli

ISIS Città di Luino-Carlo Volontè LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

ISIS Città di Luino-Carlo Volontè LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ISIS Città di Luino-Carlo Volontè LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI PREMESSA Gli alunni in difficoltà costituiscono da sempre un problema educativo di grande

Dettagli

Leonardi M., «Salute, Disabilità, ICF e Politiche Sociosanitarie». In Sociologia e Politiche Sociali, Vol. 8 3, 2005, pp. 73-95, Franco Angeli

Leonardi M., «Salute, Disabilità, ICF e Politiche Sociosanitarie». In Sociologia e Politiche Sociali, Vol. 8 3, 2005, pp. 73-95, Franco Angeli 75 SALUTE, DISABILITÀ, ICF E POLITICHE SOCIOSANITARIE di Matilde Leonardi Un idea forte, o meglio, un criterio culturale macro-sistemico, apparentemente esterno alle problematiche specifiche della salute

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute PROTOCOLLO D'INTESA tra il Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca e il Ministero della Salute PER LA TUTELA DEL DIRITTO ALLA SALUTE E DEL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI E DEGLI STUDENTI

Dettagli

PROGETTO CINQUE PETALI

PROGETTO CINQUE PETALI PROGETTO CINQUE PETALI RESPONSABILE DIRETTORE DSMDP-UONPIA DR. GIULIANO LIMONTA Dott.ssa R. Baroni, Dott. L. Brambatti, Dr. M. Rossetti Piacenza, 1 ottobre 2014 I cinque petali Famiglia UONPIA - AUSL Scuola

Dettagli

Scenario Europa: esperienze di applicazione dell ICF in contesti sociolavorativi

Scenario Europa: esperienze di applicazione dell ICF in contesti sociolavorativi Scenario Europa: esperienze di applicazione dell ICF in contesti sociolavorativi 1 Carlo Ricci (Istituto Walden di Roma e Università di Bari) Premessa L impostare una prima riflessione che metta a confronto

Dettagli

PRESENTAZIONE. On. Antonio De Poli Assessore Regionale alle Politiche Sociali, Programmazione Socio Sanitaria, Volontariato e Non Profit

PRESENTAZIONE. On. Antonio De Poli Assessore Regionale alle Politiche Sociali, Programmazione Socio Sanitaria, Volontariato e Non Profit PRESENTAZIONE Lo scenario sulla disabilità è interessato da un processo di profonda trasformazione che negli ultimi anni ha sollecitato l attenzione dei Governi, delle loro strutture operative, delle associazioni

Dettagli

dell International Classification of Functioning,

dell International Classification of Functioning, PROGETTO IO TI CONOSCO Presentazione dell International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF) A cura di Giovanni Viganò - Synergia gvigano@synergia-net.it Aosta, 14 Aprile 2012 COS

Dettagli

I dispositivi normativi 1.

I dispositivi normativi 1. I dispositivi normativi 1. L 104/92 1. diagnosi funzionale (DF) 2. profilo dinamico funzionale (PDF) 3. piano educativo individualizzato (PEI) DF PDF PEI Le risorse umane l'insegnante di sostegno l assistente

Dettagli

LINEE GUIDA PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ

LINEE GUIDA PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ LINEE GUIDA PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ DOCUMENTO IN SINTESI a cura del Gruppo H di Istituto Anno scolastico 2012-2013 LINEE GUIDA PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI

Dettagli

LINEE GUIDA PER L INCLUSIVITA

LINEE GUIDA PER L INCLUSIVITA ISTITUTO PROFESSIONALE SERVIZI PER L ENOGASTRONOMIA E L OSPITALITA ALBERGHIERA "ALDO MORO" S. P. 363 Vitigliano - S. Cesarea Terme - 73020 SANTA CESAREA TERME (LE) Tel. 0836/944131-944255 (Centralino)

Dettagli

Convenzione ONU e sistema di indicatori statistici per il monitoraggio della condizione delle persone con disabilità

Convenzione ONU e sistema di indicatori statistici per il monitoraggio della condizione delle persone con disabilità Convenzione ONU e sistema di indicatori statistici per il monitoraggio della condizione delle persone con disabilità Le fonti del sistema statistico nazionale e il problema della definizione della disabilità

Dettagli

Bisogni educativi speciale e disabilità

Bisogni educativi speciale e disabilità Bisogni educativi speciale e disabilità Il Bisogno Educativo Speciale è qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento, permanente o transitoria, in ambito educativo e/o di apprendimento, dovuta all interazione

Dettagli

Procedure e strumenti per l individuazione degli alunni con disabilità intellettiva

Procedure e strumenti per l individuazione degli alunni con disabilità intellettiva Treviso, 25 febbraio 2016 Procedure e strumenti per l individuazione degli alunni con disabilità intellettiva A cura di Rita Agnolet Argomenti della relazione La conoscenza del costrutto «Disabilità Intellettiva»

Dettagli

Vladimir Kosic Assessore regionale alla salute e protezione sociale

Vladimir Kosic Assessore regionale alla salute e protezione sociale 1 Presentazione Nel luglio del 2007 l Agenzia Regionale della Sanità è stata designata dall Organizzazione Mondiale della Sanità, e confermata dal Ministero della Salute, come Centro Collaboratore per

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE DI ALUNNI DISABILI

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE DI ALUNNI DISABILI Istituto Comprensivo A. Gramsci di Campalto PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE DI ALUNNI DISABILI Si tenga conto che il Protocollo è un documento che propone delle linee guida generali per gli

Dettagli

DG Prevenzione Sanitaria Ufficio VII Lavori in corso sul sistema disabilità

DG Prevenzione Sanitaria Ufficio VII Lavori in corso sul sistema disabilità DG Prevenzione Sanitaria Ufficio VII Lavori in corso sul sistema disabilità Presso la Conferenza Unificata fra lo Stato, le Regioni, le Province Autonome e le Autonomie Locali era stato istituito, nel

Dettagli

Tecnologie per la didattica e tecnologie assistive nella dimensione dell'icf

Tecnologie per la didattica e tecnologie assistive nella dimensione dell'icf Tecnologie per la didattica e tecnologie assistive nella dimensione dell'icf Eleonora Guglielman Università degli Studi Roma Tre Via Milazzo, 11 b, 00185, Roma guglielman@tiscali.it Nel campo della disabilità

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE PuntoEDA ATA art.7 del CCNL 7.12.2005 per il secondo biennio economico 2004/05

CORSO DI FORMAZIONE PuntoEDA ATA art.7 del CCNL 7.12.2005 per il secondo biennio economico 2004/05 CORSO DI FORMAZIONE PuntoEDA ATA art.7 del CCNL 7.12.2005 per il secondo biennio economico 2004/05 INTERVENTO SEMINARIALE I.T.I.S. A. D Aosta L Aquila 29 Maggio 2007 Accoglienza e assistenza agli alunni

Dettagli

Il modello concettuale della Diagnosi funzionale

Il modello concettuale della Diagnosi funzionale IL SENSO E IL MODELLO ALLA BASE DELLA DIAGNOSI FUNZIONALE 53 Il modello concettuale della Diagnosi funzionale La nuova Diagnosi funzionale, per come l abbiamo pensata nelle pagine precedenti, deve fondarsi

Dettagli

Aspetti normativi Roberto Leonetti, Responsabile dell Unità Funzionale di Salute Mentale Infanzia e Adolescenza, ASL 10 Firenze

Aspetti normativi Roberto Leonetti, Responsabile dell Unità Funzionale di Salute Mentale Infanzia e Adolescenza, ASL 10 Firenze Aspetti normativi Roberto Leonetti, Responsabile dell Unità Funzionale di Salute Mentale Infanzia e Adolescenza, ASL 10 Firenze FAMIGLIA/E contesti di vita scuola bambino e famiglia servizi sociali servizi

Dettagli

Materiale originale prodotto dal Centro Servizi Scolastici Sapere Più Milano

Materiale originale prodotto dal Centro Servizi Scolastici Sapere Più Milano DSA (Disturbi Specifici dell Apprendimento): LA LEGISLAZIONE. Premessa Le due idee principali da cui muove il seguente contributo sono il concetto di interesse superiore del minore e l importanza della

Dettagli

PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE Daniela Antonello

PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE Daniela Antonello PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE Daniela Antonello I^ LEZIONE IN PRESENZA (15/5 e 20/5) Le questioni di fondo del pianeta H ABSTRACT Alcune questioni di fondo riguardanti: l integrazione

Dettagli

ABSTRACT PROGETTO CLASSE APERTA PER UNA SCUOLA SOCIALE

ABSTRACT PROGETTO CLASSE APERTA PER UNA SCUOLA SOCIALE ABSTRACT PROGETTO CLASSE APERTA PER UNA SCUOLA SOCIALE Descrizione dell iniziativa/progetto ed ambiti operativi di intervento L idea Nel nostro paese la partecipazione alla vita scolastica e sociale in

Dettagli

Raccogliere i segnali: perché è così difficile?

Raccogliere i segnali: perché è così difficile? Raccogliere i segnali: perché è così difficile? Mestre 16 dicembre 2015 Silvia Tabarelli Si vede solo ciò che si conosce Saper osservare non consiste semplicemente nel neutro saper vedere, ma più complessivamente

Dettagli

CLASSIFICAZIONE DELLE DISABILITA

CLASSIFICAZIONE DELLE DISABILITA CLASSIFICAZIONE DELLE DISABILITA CLASSIFICAZIONI INTERNAZIONALI: ICIDH, ICIDH-2, ICF Negli ultimi decenni la tendenza a considerare il problema dei disabili in una prospettiva basata sui diritti umani

Dettagli

ALUNNI CON BES! BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI! Indicazioni operative per promuovere l inclusione scolastica sulla base della normativa vigente

ALUNNI CON BES! BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI! Indicazioni operative per promuovere l inclusione scolastica sulla base della normativa vigente ALUNNI CON BES BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Indicazioni operative per promuovere l inclusione scolastica sulla base della normativa vigente Docente: Dott.ssa Cristina Elefante (insegnante, pedagogista) NUOVE

Dettagli

LA DIAGNOSI FUNZIONALE SECONDO L ICFL

LA DIAGNOSI FUNZIONALE SECONDO L ICFL LA DIAGNOSI FUNZIONALE SECONDO L ICFL Dario Ianes Centro Studi Erickson Università di Bolzano www.darioianes.it 2005 Dario Ianes - www.darioianes.it VALUTAZIONE O DIAGNOSI? 1. Diagnosi come corretto riconoscimento

Dettagli

BMB 1 Supporto 2. Servizio Civile. Il concetto di salute funzionale e il modello biopsicosociale. Autrice: Jasmina Merkli-Müller

BMB 1 Supporto 2. Servizio Civile. Il concetto di salute funzionale e il modello biopsicosociale. Autrice: Jasmina Merkli-Müller BMB 1 Supporto 2 Servizio Civile Il concetto di salute funzionale e il modello biopsicosociale Autrice: Jasmina Merkli-Müller "Una persona è funzionalmente sana quando partecipa attivamente, nel modo più

Dettagli

ANALISI STRUTTURATA DEL PROGETTO

ANALISI STRUTTURATA DEL PROGETTO Linea ID 0: La presa in carico della disabilità: percorsi e strutture TITOLO: Messa a regime nelle regioni italiane di un sistema di monitoraggio sullo stato di salute della popolazione anziana in particolare

Dettagli

I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI INCONTRO GENITORI CHIUSA PESIO Aprile 2015 Dott. ALESSANDRO MARANGI CORRELAZIONE (provvisoria) TRA MINORAZIONE e HANDICAP Legge 104/1992: è persona handicappata colui che presenta

Dettagli

RITARDO MENTALE (DISABILITÀ INTELLETTIVE): CARATTERISTICHE GENERALI

RITARDO MENTALE (DISABILITÀ INTELLETTIVE): CARATTERISTICHE GENERALI LEZIONE: INTRODUZIONE PROF. RENZO VIANELLO Indice 1 INTRODUZIONE -------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 3 1.1. MILLE DOMANDE, TUTTE

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL EDUCAZIONE TESI DI LAUREA SCI DI FONDO: SPORT E SOCIALIZZAZIONE PER NON VEDENTI Candidato : DELLA MEA

Dettagli

IL PROCESSO DI NURSING O PROCESSO DI ASSISTENZA

IL PROCESSO DI NURSING O PROCESSO DI ASSISTENZA Seconda Università degli Studi di Napoli Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea in Infermieristica - Polo didattico AORN S.G.Moscati Anno Accademico 2012 2013 Metodologia infermieristica Docente

Dettagli