SPECIALE Certificati Patente di Guida

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1 Anno XXX - Numero 1 - Marzo Periodicità bimensile - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1, DCB UDINE - Contiene I.R. SPECIALE Certificati Patente di Guida Relazione all Assemblea Invio certificati on-line Qualità professionale Qualità delle cure

2 GRUPPO AUTOSTAR AR CONCESSIONARIA SIONARIA UFFICIALE DI VENDITA ED ASSISTENZASISTENZA Piacere di guidar e Scoprite le condizioni riservate e all ordine OMCEO. Tavagnacco agnacco (UD) Via Nazionale, 35 Tel: Pordenone Via Aquileia, 32 Tel: Portogruaro ogruaro (VE) Viale Venezia, 54 Tel: UNO STILE UNICO UN SERVIZIO DIFFERENTE

3 Anno XXX - Numero 1 - Marzo Periodicità bimensile - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1, DCB UDINE - Contiene I.R. SPECIALE Certificati Patente di Guida Relazione all Assemblea Invio certificati on-line Qualità professionale Qualità delle cure Periodico bimensile d informazione dell Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Udine Sommario Anno XXX - N. 1 Marzo 2011 Direttore editoriale e direttore responsabile Dott. Luigi Conte Coordinatore Dott. Mario Da Porto Redazione Dott.ssa Annamaria Bergamin Bracale Dott. Lorenzo Cereatti Dott.ssa Daniela Gnesutta Dott. Andrea Pantarotto Dott. Emanuele Rampino Cordaro Dott.ssa Donatella Rizzi Dott.ssa Grazia Siciliano Dott. Duilio Tuniz Dott.ssa Maria Grazia Zuddas Direzione, Redazione e Amministrazione Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Udine - Viale Diaz 30 Tel Fax Udine: Sito Web: Editore, Stampa e Pubblicità Cartostampa Chiandetti Srl Reana del Rojale Tel Fax Registrazione Tribunale di Udine n. 18 del 10/07/2000 Gli articoli pubblicati vincolano esclusivamente la responsabilità degli autori e non la direzione della rivista. Foto e dattiloscritti, anche se non pubblicati, non si restituiscono. In caso di riproduzioni si prega di citare la fonte. INFORMATIVA AI SENSI DELL ART. 13 D.LGS 196/03 La informiamo che il trattamento dei Suoi dati personali verrà effettuato in ossequio ai principi di correttezza, liceità e trasparenza. I dati da Lei forniti saranno trattati per finalità promozionali e di marketing e nelle seguenti modalità: manuale, elettronico e automatizzato. Il conferimento dei dati da parte Sua è facoltativo, ma l eventuale rifiuto a fornirli determinerà l impossibilità ad instaurare un rapporto e a dare esecuzione al contratto. I dati potranno essere comunicati a: Cartostampa Chiandetti srl. Il titolare del trattamento dei dati personali è: Cartostampa Chiandetti srl con sede a Reana del Rojale (UD), via Vittorio Veneto, 106; il responsabile del trattamento è Chiandetti Cristina, verso il quale Lei potrà esercitare i diritti di cui all art. 7 D.Lgs 196/03. 4 Appello ai medici: Non siamo ispettori fiscali 5 A proposito della carenza di medici 6 CORSI La capacità di ascolto e la comunicazione efficace 8 Relazione del Presidente all Assemblea degli Iscritti dell 11 dicembre Relazione CAO 13 Iscrizione elenco medici competenti 17 Gli standard professionali Speranze, Esperienze, Evidenze Whitehall II Prospective Cohort Study 38 Appesi al filo della prognosi 38 Cure a immigrati clandestini 39 SPECIALE Certificati Patente di Guida 44 Comunicazioni FNOMCeO anni di laurea 57 Guerra tra Pronto Soccorso e MMG 58 Revisioni sistematiche e carte truccate 59 CORSI Corso gratuito di Fad Root Cause Analysis 60 Sentenze in sanità 63 Odontoiatri 65 Recensioni 68 CORSI CONVEGNI CONGRESSI IMPORTANTE 3

4 APPELLO AI MEDICI: Non siamo ispettori fiscali Non siamo ispettori fiscali Non siamo ispettori fiscali Non possiamo controllare le esenzioni dal Ticket dei pazienti È ora di dire BASTA alla burocrazia nella pratica medica Un appello deciso quello formulato dall Ordine dei Medici di Udine che dice un secco no al nuovo ruolo del camice bianco come controllore fiscale: Dopo i certificati adesso ci chiedono persino di diventare ispettori fiscali verificando le esenzioni dal ticket per basso reddito dei propri pazienti, ci rifiutiamo di svolgere questo compito che di certo non spetta a noi che siamo chiamati a curare le persone, non a diventare agenti del fisco, afferma il presidente dell Ordine, Luigi Conte, a margine dell incontro sulla gestione del rischio rivolto a chirurghi ed odontoiatri. Sta per abbattersi contro di noi un altra colata di burocrazia pesante ; mentre il medico di famiglia non è abilitato per esenzioni relative a neoplasie (tumori), malattie della tiroide e altro, cioè gravi patologie che comportano l esenzione di diritto, in pratica gli tolgono competenze professionali e lo trasformano in vigile fiscale: tutto questo è inaccettabile, aggiunge. Non lavoriamo per il fisco, ma per il bene delle persone - La reazione della categoria è ferma: Dobbiamo dire basta a questo meccanismo che ci impedisce, di fatto, di assolvere alla nostra missione che è quella di curare le persone e salvare vite umane, non certo quella di spulciare fra dichiarazione dei redditi e autocertificazioni, tutte procedure che devono essere svolte non dai medici bensì da ASL, INPS e servizi sociali dei Comuni. Pertanto l Ordine domanda che vengano bloccate immediatamente simili richieste. Forse non si comprende che quale deve essere la nostra specifica attività professionale: stanno togliendo tempo e risorse alle attività di diagnosi e terapia, squalificando la prestazione del medico, snaturando la nostra professione e minando il rapporto di fiducia con i pazienti, prosegue il presidente che osserva come gli obiettivi di risparmio sono raggiungibili in altro modo e con altri mezzi e non di certo trasformando i medici in agenti per conto del fisco. L Ordine denuncia la divaricazione fra gli scopi della medicina e quelli dell apparato sanitario, con una costante delegittimazione dei contenuti scientifici e metodologici propri della medicina e di conseguenza anche del medico. E ancora: L intrusione massiccia e inutile della burocrazia nel nostro esercizio professionale oltre il ragionevole sta gradatamente privando la classe medica del controllo della propria attività professionale. Il politico ed il manager afferma Conte sia di settori sanitari che non-sanitari sembra ignorare che la domanda di medicina che sta dietro alle parole come umanizzazione, relazione, informazione, consenso informato, sicurezza, contenzioso legale, personalizzazione, centralità del malato, richiede un vero rovesciamento della scala delle priorità perché non si tratta più di limitarsi a razionalizzare/razionare l organizzazione e l offerta sanitaria indipendentemente dai contenuti e dalle qualità dei medici che vi operano. L organizzazione e l interazione dei servizi e delle figure professionali sanitarie coinvolte conclude devono essere finalizzate solo agli obiettivi di salute e non ad altre esigenze del sistema. Luigi Conte 4

5 A PROPOSITO DELLA... Incominciamo con il dire che non c'è nessuna situazione d'emergenza e che i toni drammatici assunti dagli organi di stampa non si addicono a questo problema come a tutti i problemi in materia sanitaria perché creano allarmismo e disorientamento nei cittadini. Siamo stati noi Ordini a dire che tra il 2020 ed il 2015 in corrispondenza di una importante "gobba" di fuoriuscita dalla professione per pensionamento si potrebbe realizzare una carenza di circa medici in Italia. Poiché per fare un medico specialista occorrono 6 anni per la laurea e 5-6 anni per la specializzazione dobbiamo incominciare da oggi a preoccuparci dei prossimi anni. Ed abbiamo chiesto un prudenziale incremento di iscrizioni del 10% nel 2009 e di ulteriore 10% nel 2010 che è stato regolarmente realizzato da tutte le 37 Facoltà di Medicina d'italia. Questi incrementi devono assolutamente tener conto della necessità di disporre di un'adeguata rete formativa considerando che per formare un medico non occorrono soltanto docenti ed aule ma anche, e soprattutto, laboratori e posti letto. Infatti la formazione di un buon medico non si fa solo sui libri ma anche al letto del malato, negli ambulatori e presso i laboratori, perché la nostra Professione non è solo sapere ma anche saper fare e saper essere. Spero che tutto questo sia sufficientemente chiaro e condiviso soprattutto dai cittadini che chiedono professionisti formati ed affidabili, Certo è che il problema non si risolve con la totale liberalizzazione dell'accesso a Medicina che in passato ha determinato guasti che sono sotto gli occhi di tutti. La selezione in ingresso è irrinunciabile anche se chiediamo una rivisitazione delle prove di accesso su basi nuove e condivise che tengano conto delle motivazioni dell'aspirante, del suo curriculum formativo e sulla partecipazione a corsi di orientamento. Stiamo appena uscendo da una situazione di pletora medica che ha portato ad avere ancora oggi ampi settori di sottoccupazione medica. Esistono colleghi medici di medicina generale con 300/400/500 scelte che sono costretti a fare le guardie mediche per garantirsi uno stipendio almeno dignitoso. Nella provincia di Udine attualmente esiste CARENZA DI MEDICI un medico ogni 169 abitanti. Se dal computo totale dei medici iscritti all'ordine si tolgono gli odontoiatri (510), i medici sotto i 30 anni (216 di cui circa il 75 % donne) ed i medici pensionati (353), abbiamo 2446 medici con un rapporto di 1 medico ogni 220 abitanti. Per inciso ricordo che l'organizzazione Mondiale della Sanità fissa in 1/600 il rapporto ottimale medici/cittadini e che al disopra o al disotto di certi valori soglia non è detto che più medici significhi più salute per i cittadini e la società. L'Ordine dei Medici non ha cambiato opinione ma ha soltanto lanciato un "alert" per la carenza che si potrà determinare tra anni. Nel fare queste proiezioni e nel programmare i fabbisogni non si può tralasciare un altro aspetto importante : quale sarà l'organizzazione del Sistema sanitario nella nostra regione tra 10 anni? come evolverà la nostra società ed i suoi fabbisogni?. A fare i conti della casalinga sono bravi in tanti, a prevedere e programmare i bisogni sono capaci in pochi. In questo momento i Medici laureati ad Udine e Trieste sono sufficienti a garantire il turnover. Attenzione però a non confondere la carenza di medici con la carenza di specialisti. Sono cose totalmente diverse. Attualmente nella nostra Regione c'è soltanto carenza di alcune figure di specialisti. Ma perché? Non sicuramente perché mancano i medici, ma perché a fronte di 7000/7500 laureati / anno, sono disponibili solo 5000 contratti di formazione specialistica, mentre le scuole di formazione regionale in medicina di famiglia coprono altri 750/1000 posti. Quindi 1250/1750 medici laureati ogni anno non possono accedere alle scuole di specializzazione. Una Scuola di specializzazione per avere diritto ad esistere deve possedere precisi requisiti formativi per almeno tre specializzandi. Altro aspetto importante è che non tutti i posti in specializzazione vengono coperti per scarsa appetibilità dell'esercizio di talune specializzazioni in quanto non sufficientemente remunerative, per turni di lavoro non facilmente sopportabili, per il notevole contenzioso medico legale, per la scarsa attenzione alla sempre maggiore femminilizzazione della professione. Come si vede il problema è molto complesso e non si p0' pretendere di risolverlo con superficiali semplificazioni di ordine aritmetico. Un fatto è certo: le Istituzioni (Ordini- Università- Ministero della Salute- Regioni) se ne stanno preoccupando in modo responsabile ed attento evitando allarmismi, facendo tesoro delle vecchie cattive esperienze, utilizzando in modo efficiente le risorse disponibili. Luigi Conte 5

6 ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI UDINE La capacità di ASCOLTO e la COMUNICAZIONE efficace PREVENZIONE DEL CONFLITTO E CONCILIAZIONE CON IL PAZIENTE DATA SEDE ECM SABATO 26 MARZO 2011 ORE 9.00 UDINE SEDE ORDINE DEI MEDICI, VIA DIAZ 30 CORSO ECM (in fase di accreditamento per Medici Chirurghi) PROGRAMMA ORE 9.00 ORE 9.30 Registrazione partecipanti e presentazione Corso dott. Luigi Conte, Presidente OMCeO Udine. ARGOMENTI: Il conflitto medico paziente nelle aule di giustizia Il ruolo della conciliazione in ambito sanitario: una scommessa di esito incerto Dentro il conflitto fra errori, aspettative ed ascolto Una nuova relazione con il paziente? Il ruolo trasformativo dell ascolto nella Psicologia umanistica. ESERCITAZIONI INTERATTIVE su: Ascolto attivo Gestione del conflitto Feed back sul lavoro svolto. RELATORI Avvocato Italo Partenza - Specializzato in tematiche del conflitto e della mediazione Autore di interventi formativi in azienda ed in convegni, è specializzato nelle tematiche relative alla gestione dei rischi assicurativi, dei sinistri e delle vertenze di responsabilità civile con una particolare attenzione anche alle tematiche relative alla conciliazione ed alla mediazione dei conflitti. Dottoressa Carmen Scantamburlo - Psicoterapeuta Terapia o sostegno individuale e di gruppo in pazienti adulti con problemi legati al recupero da trauma fisico o psicologico, con problemi di dipendenza alcolica (lavori di gruppo anche per i familiari) e con disturbi dei comportamento alimentare (mangiatori/mangiatrici compulsive); Terapia individuale in patologie quali depressione, attacchi di panico, disturbi border di personalità; Formazione ed interventi di sostegno individuali e di gruppo per lo sviluppo della conoscenza di sé, dell assertività e della propria autostima. PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI (MASSIMO 65 PARTECIPANTI) ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI UDINE VIA A. DIAZ, UDINE TELEFONO FAX

7 SCHEDA DI ISCRIZIONE LA CAPACITÀ DI ASCOLTO E LA COMUNICAZIONE EFFICACE PREVENZIONE DEL CONFLITTO E CONCILIAZIONE CON IL PAZIENTE SI RACCOMANDA DI SCRIVERE IN MODO LEGGIBILE! 1. DATI PERSONALI E INDIRIZZO Cognome... Nome... Professione... Disciplina*... Luogo di nascita... Prov... Data di nascita... Codice fiscale personale... * la disciplina va indicata solo nel caso di medici, veterinari, farmacisti, chimici e psicologi. Indirizzo: Via... N.... Comune...CAP... Prov... Telefono Iscrizione Albo Medici/Odontoiatri: Luogo... Numero SEDE DI ATTIVITÀ Azienda... Dipartimento... Struttura... Telefono... SCHEDA DI ISCRIZIONE da inviare a mezzo posta o fax alla Segreteria Ordine dei Medici di Udine, fax , Data... Firma... CONSENSO Io sottoscritta/o dichiaro di aver ricevuto le informazioni di cui all art. 13 del D.Lgs. 196/2003, in particolare riguardo ai diritti a me riconosciuti dalla legge ex art. 7 del D.Lgs 196/2003, acconsento al trattamento dei miei dati con le finalità e per le finalità indicate nell informativa stessa, comunque strettamente connesse e strumentali alla gestione del rapporto contrattuale. Data... Firma... IMPORTANTE: LEGGERE L INFORMATIVA INFORMATIVA SULLA PRIVACY La informiamo, ai sensi dell art. 13 del D. Lgs. 196/2003, che l Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Udine procederà al trattamento dei dati da Lei forniti nel rispetto della normativa di tutela del trattamento dei dati personali. Il conferimento dei dati è obbligatorio, poiché la mancata comunicazione dei Suoi dati identificativi determina l impossibilità di attribuirle i crediti formativi. I dati da Lei forniti saranno custoditi dall Ordine dei Medici e trattati in modo cartaceo ed informatico, attraverso l utilizzo dei sistemi di sicurezza aziendali, ai fini di espletare le finalità previste dal D.Lgs. 229/99 (istituzione del sistema nazionale di Educazione Continua in Medicina) e dalla Deliberazione n del 17/04/2003 della Regione Friuli Venezia Giulia (istituzione del sistema regionale per l Educazione Continua in Medicina). Saranno inoltre comunicati alla Commissione Regionale ECM (ovvero alla Commissione Nazionale ECM, per i convegni ad accreditamento nazionale). Ai sensi dell art. 7 del D.Lgs. 196/2003, Lei ha diritto in qualsiasi momento di ottenere, a cura del Responsabile del trattamento, informazioni sul trattamento dei suoi dati, sulle sue modalità e finalità e sulla logica ad esso applicata. Titolare del trattamento è I Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Udine, Via A. Diaz Udine. SI PREGA DI VERIFICARE LA CORRETTA COMPILAZIONE DI TUTTI I CAMPI RICHIESTI. La scheda, compilata in ogni sua parte e sottoscritta, consente di svolgere tutti gli adempimenti previsti dal Ministero per l accreditamento ECM e va inviata a mezzo posta o fax alla Segreteria Ordine dei Medici di Udine, fax , 7

8 Relazione del Presidente ALL ASSEMBLEA ORDINARIA DEGLI ISCRITTI DELL 11 DICEMBRE 2010 ALBERTO BENIGNI ANDREA BERGNACH DOMENICO BRANCATELLI ANGELO CORSITTO FRANCESCO DI CHIARA NATALE FOTI PIETRO GARLANT ENZO MAIOLINI Constatato la presenza del numero legale, dichiaro aperta l assemblea. L assemblea annuale prevede l approvazione del bilancio consuntivo 2009 ed il bilancio di previsione Andiamo per ordine ed al 1 posto dell odg abbiamo l approvazione del verbale dell ultima assemblea che avete ricevuto insieme alla convocazione. RICORDIAMO I COLLEGHI CHE CI HANNO LASCIATI NEL 2010: GIANFRANCO MEDUN MARSILE TINDARO NATOLI PAOLO PAJANI CARLO PATRONE RODOLFO PESCHIERI ENRICO RINALDI ROBERTO RONCHITELLI ANTONIO PAOLO TRAVAGLINI Ad oggi gli iscritti sono 3.233: Medici Odontoiatri Doppi iscritti Psicoterapeuti In merito ai procedimenti disciplinari: 2 sono stati celebrati e si sono conclusi con provvedimento di archiviazione 1 è stato celebrato e si è concluso con la sanzione della censura 13 sono stati archiviati in commissione 3 sono aperti in attesa di celebrazione. Eventi formativi del 2010: Seminario di aggiornamento in materia di invalidità civile e certificazioni mediche sabato 6 febbraio Sala Conferenze Ordine dei Medici 3 crediti ECM Focus su N1H1 12 febbraio Aula Magna AOUSMM 4 crediti ECM Corso SICURE fase residenziale 8 aprile Sala Convegni Ordine 20 crediti ECM Economicismo e Contenzioso Medico Legale Organizzato dalla CAO 17 aprile a Palmanova 4 crediti ECM 100 anni di storia per programmare il futuro della Professione 21 maggio Salone del Consiglio Provinciale 4 crediti ECM Giornata del Medico e Giornata Sanitaria 2010 Teatro Giovanni da Udine Le Certificazioni in ambito INAIL 18 settembre Sala Conferenze Ordine 4 crediti ECM Il Carcinoma del Cavo Orale 12 novembre Aula Magna AOUSMM 3 crediti ECM Corso SICURE fase residenziale 10 dicembre Sala Convegni Ordine 20 crediti ECM. 8

9 1) Ecm. Il ruolo di certificazione delle attività formative che compete agli Ordini non siamo in grado di esercitarlo perché la nostra Regione, dove sono accreditati la maggior parte degli eventi cui partecipano i nostri professionisti, non ha un sistema informatizzato di registrazione dei crediti come invece avviene a livello nazionale. Con gennaio 2010 è partito a livello nazionale l accreditamento dei provider e la valorizzazione della FAD e della FSC a cui abbiamo dato il nostro fattivo contributo come componente della Commissione Nazionale e Presidente della IV sezione, ma nella nostra Regione non si è fatto niente. n L accreditamento diretto dei provider non identifica una diversa procedura burocratica ma ribalta il principio di responsabilità ed autonomia dei produttori di formazione, chiamati a garantire non su singoli eventi ma su tutta la propria attività, profili consoni di organizzazione (statuti, contabilità, centri di responsabilità), di offerta formativa (piani formativi), di trasparenza (contratti di sponsorizzazione). n Questo significa in prospettiva offrire al bisogno di formazione continua dei medici e di tutti i professionisti sanitari non un frammentato e disorganico universo di soggetti a vocazione formativa, non sempre trasparenti, efficaci ed indipendenti, ma solo quanti possono invece garantire lo sviluppo e la continuità di un sistema affidabile di offerta di attività formative. Con il prossimo gennaio decolla il triennio ECM che prevederà un monte crediti complessivo di 150, con probabile abbuono di 10 crediti per anno per quanti in regola con i crediti nel triennio precedente. 2) Formazione del Medico Chirurgo e dell Odontoiatra. Sulla base del principio che il sistema formativo non può né deve essere avulso dal sistema professionale ed assistenziale e, pur nel rispetto dell autonomia dell insegnamento sancito dalla Costituzione, è necessario affermare il ruolo di part nership degli Ordini con l Università per la condivisione di progetti formativi pre e post laurea più attenti e più rispondenti ai bisogni dell esercizio della professione medica ed odontoiatrica. Le nostre prese di posizione sulla formazione sono espressione di una ricerca di dialogo, rispettoso delle parti, tra chi deve garantire la formazione del professionista e chi deve accreditarne l efficacia, l appropriatezza, la competenza e la qualità; questi due mondi non possono incontrarsi per caso, quando non si ha altro da fare, ma devono cercarsi e collaborare. Nei mutati scenari della medicina, della sanità e della società, un medico di qualità va innanzitutto formato e poi protetto dalla fisiologica obsolescenza delle conoscenze e competenze garantendo nel tempo della sua vita professionale un sistema accessibile ed efficace di costante aggiornamento e sviluppo delle proprie abilità tecniche e non tecniche. La moderna formazione di un medico è quindi una complessa costruzione educativa, culturale, tecnico scientifica, con ampi risvolti civili e sociali rispetto alla quale occorre condividere le responsabilità, le esperienze, le intelligenze e le competenze di tutti i soggetti, vecchi e nuovi, portatori di legittimi interessi ma soprattutto chiamati a corrispondere al fine ultimo di tutelare la centralità dei diritti del cittadino sano e malato. Questo processo, continuo ed integrato, che parte dall accesso agli studi di medicina e si conclude al termine della vita attiva professionale deve misurarsi non solo con l evoluzione dei saperi tecnicoscientifici ma anche con le nuove definizioni, i nuovi orizzonti e le diverse legittimazioni culturali e civili che costantemente ridisegnano gli scopi della medicina e della sanità. Una grande opera formativa che, pur mantenendo al centro il paradigma della malattia, deve tuttavia arricchirsi delle nuove dimensioni umanistiche correlate alla tutela della salute ed alla cura della persona e della collettività. 3) Pubblicità in materia sanitaria. La legge Bersani è stata pubblicizzata come liberalizzatrice totale della pubblicità sanitaria. NON È COSÌ. Attenzione: la materia sanitaria non è paragonabile a qualsiasi altro prodotto commerciale e nel codice di deontologia sono contenute regole per un informa NUOVI ISCRITTI 60 MEDICI NEL 2010 CARNELUTTI ALESSIA CECCONI ALBERTO CIROI STEFANIA CLAUSER PAOLA CONCINA SERENA DE CONTI MARGHERITA DE LUCA LAURA DE NICOLO ARIANNA DEL BRIO DANIEL ALDO DOMINI MICHELE DOSCA NADEJDA FRANCESCOTTO ANDREA GABAI ANDREA GOVETTO ANDREA GRANZOTTI SASKIA GRILLO ANDREA GRILLO MARIA TERESA GUBANA FRANCESCA IOGNA PRAT LORENZO LAVARONI ANNALAURA LUALDI CARLOTTA FRANCESCA LUBRANO LUIGI MAGRIS CECILIA BARBARIOL FEDERICO BARBIANI CAMILLA BELTRAME IRENE BERTOSSI CHIARA BUORA ADELAIDE CAPPELLETTI SILVIA MARCHETTI RICCARDO MARZONA FEDERICO MASCHIO FEDERICO MASSARO ELENA MASUINO EMANUELE MATARAZZO LORENZA MEDURI MARTINA MENIS DIANA MICHELLI NICOLE MISEHE KIZITO MUSER DANIELE ORLANDO LUCE PALAZZETTI ANNA PELLIZZARI JESSICA PERTOLDEO MARIA LAURA PETRI CRISTINA PINZANI LAURA PRAVISANI RICCARDO PULLINI SERENA ROSIN CHIARA SALVADOR STEFANIA SBUELZ MASSIMO SHQALSHI DORINA SPAGNOLO DENIS TORCUTTI ALESSIA TOSOLINI RAFFAELLO TRELEANI MARTINA VENCHIARUTTI PAOLA ENRICA VENICA ROBERTA VENTURINI SERGIO ZAMPIERI FRANCESCA 6NUOVI ISCRITTI ODONTOIATRI NEL 2010 DI MARIA ENRICA MARIUZZA STEFANO MARRARO ELENA BULFONE ELEONORA CLOZZA EMANUELE DI GASPERO VALENTINA 9

10 zione veritiera ed equilibrata e che non leda mai il decoro e la dignità della professione. Si sono già verificati casi di medici liberi professionisti e direttori sanitari di strutture più o meno inconsapevolmente coinvolti in pubblicità commerciale intollerabile. Attenzione a non prestarsi a queste operazioni di basso profilo ed incorrere in sanzioni disciplinari. E l avvertimento vale soprattutto per i direttori sanitari delle strutture sanitarie che hanno responsabilità oggettive nella qualità del messaggio sanitario che viene portato all esterno. Attenzione che la materia sanitaria non è equivalente a qualsiasi altro bene di consumo. Noi non scenderemo a compromessi e sanzioneremo chi sbaglia e denunceremo alle competenti autorità chi adopera scorciatoie con evidente finalità soltanto commerciali. 4) Fermare la devastazione da parte della cosiddetta malpractice sanitaria e della cultura della medicina a rischio zero, che non esiste. Minacce quotidiane, aggressioni fisiche un giorno sì e l altro no: ormai negli ospedali italiani, nei pronto soccorso, negli ambulatori di guardia medica si registra un escalation di aggressioni contro i medici. Tante ma non quantificabili, perché quasi mai seguite da una denuncia. Almeno 9 camici bianchi su 10 subiscono in silenzio senza rivolgersi alle forze di polizia. Spinte, botte, schiaffi, insulti, e in alcuni casi come all ospedale San Filippo Neri di Roma ci scappa pure un naso fratturato, o come nel recente passato anche i morti. Il clima è ormai esasperato, le violenze verbali e fisiche si verificano tutti i giorni, soprattutto nei dipartimenti d emergenza e contro le guardie mediche. Non si ha un numero preciso, proprio perché molti di questi episodi non hanno un seguito giudiziario. Ma abbiamo la percezione dai colleghi che incontriamo che il fenomeno è molto diffuso. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) sta infatti pensando di inviare una sorta di direttiva alle amministrazioni delle Asl. Chiederemo alle aziende ospedaliere di segnalare questi episodi alle forze dell ordine. Anche se si tratta solo di minacce verbali o insulti. Questo perché, è bene ricordarlo, i medici e gli infermieri che prestano soccorso ai pazienti stanno svolgendo in quel momento pubbliche funzioni. Sono a tutti gli effetti pubblici ufficiali, come i poliziotti, i carabinieri. Se si prova a minacciare un uomo delle forze dell ordine ci si trova processati per direttissima. Chiederemo che avvenga lo stesso per noi. In medicina non c è la certezza del risultato e gli errori sono sempre in agguato. Ogni giorno i medici effettuano migliaia di interventi, spesso complessi, fanno migliaia di diagnosi, prescrivono migliaia di cure e molte volte quando accade un imprevisto non vi è neppure una responsabilità del professionista, ma questo non interessa e occorre trovare un colpevole da gettare in pasto all opinione pubblica. Noi abbiamo posto per primi la questione della qualità e della sicurezza delle cure. Al contrario, le Regioni sempre di più sembrano ritenere che per garantire la tutela della salute non occorrano bravi professionisti ma solo obbedienti burocrati. Il fenomeno delle aggressioni, se prima riguardava principalmente i medici ospedalieri dei pronto soccorso e le guardie mediche, ora sembra non risparmiare più nessun camice bianco. Ora sembra investire anche i medici di famiglia, il medico di fiducia per eccellenza di ogni paziente. Si stima che nell ultimo periodo la percentuale delle liti tra pazienti e medici di base stia crescendo in misura considerevole: del 15 20% circa. Se i medici di famiglia aggrediti rappresentano una novità dell ultimo periodo, in materia di aggressioni a pagare il dazio più pesante sono però sempre i medici del pronto intervento e le guardie mediche. Soprattutto le donne. Secondo una recente indagine dello Smi (Sindacato medici italiani) del Lazio, circa 9 medici su 10 sono a rischio di aggressioni e violenze nelle sedi di continuità assistenziale (ex guardia medica). Di questi, il 45% è donna. Il 60% subisce minacce verbali, il 20% percosse, il 10% atti di vandalismo e il 10% violenza a mano armata. Il clima elettrico tra medici e pazienti finisce inevitabilmente per complicare il lavoro dei camici bianchi e del personale sanitario, che si ritrovano a lavorare con una forte pressione e con la paura di sbagliare. Avere un progetto significa non solo difendersi ma rilanciare su alcune grandi questioni che minacciano l immagine delle nostre professioni e potenzialmente consumano la fiducia dei cittadini. Il devastante fenomeno della presunta malpractice sanitaria va sradicato dalla cultura fondata sulla ri 10

11 cerca di un colpevole vero o presunto, dai riti tribali del mostro in prima pagina, dalle angosce degli avvisi di garanzia, dallo pseudo mercato delle perizie, dalle super polizze assicurative sempre più onerose e meno efficaci, dalla cannibalizzazione di tanti onesti professionisti che vengono additati al pubblico ludibrio da sciacalli televisivi con contratti milionari animati dal solo scopo di fare audience parlando alla pancia delle persone e stimolando i peggiori istinti. Noi invece abbiamo bisogno di politiche formative ed organizzative di prevenzione dell errore e soprattutto di gestione degli eventi dannosi sul versante della risoluzione stragiudiziale dei contenziosi. Ed in questa ottica sulla base del nostro studio specifico in argomento che ci vede impegnati da alcuni anni ci si sta muovendo per la creazione di un organismo di mediazione secondo quanto previsto dalla legge 28/2009. Allo stesso modo dobbiamo considerare di nostra pertinenza la gestione di alcuni pervasivi processi sociologici e culturali che oggettivamente logorano la relazione di fiducia medico paziente; penso,ad esempio, alla cosiddetta medicalizzazione del disagio sociale, al mito dell infallibilità della medicina e del medico, al sensazionalismo tecnico scientifico, alle pressioni salutiste dell industria. Nascono in questi contesti domande infinite, espressioni di bisogni veri e presunti ed infine aspettative alle quali la medicina e i medici non sanno o non possono rispondere compiutamente. 5) Sul piano della politica sanitaria regionale confermiamo il nostro giudizio critico. Noi siamo un Organo ausiliario dello Stato portatore di competenze e conoscenze che travalicano lo stretto ambito tecnico e personale e come tali vogliamo essere non solo sentiti ma anche ascoltati. Ma troppo spesso si attribuisce in modo malevolo alla nostra Istituzione una connotazione politica di parte con la finalità di delegittimarla. In questo modo non si fa il bene della comunità e si rinuncia ad apporti originali e competenti. Si può essere d accordo sull accentramento dei fattori gestionali caratteristici in una dimensione necessariamente so vraziendale connessa ad un ridisegno dell integrazione a livello territoriale, leggasi creazione di tre od una sola azienda regionale, ma questa affermazione non può e non deve tramutarsi in un paravento per il taglio indiscriminato di strutture e funzioni assistenziali con alti gradi di produttività, efficienza e gradimento presso i cittadini. Il blocco del turnover per quanto rivisto a livello nazionale, è stato riconfermato a livello regionale. LA STORIA ALIMENTA LA MEMORIA CHE GENERA CULTURA DI FUTURO. Non si può pensare di mantenere numero e qualità delle prestazioni sanitarie tagliando le risorse umane: la sanità è un settore in cui la quantità di lavoro è essenziale alla qualità del servizio offerto. Nel settore della sanità (così come in altri settori) l evoluzione della tecnologia (pur con doverosi distinguo e precisazioni) non è in grado di aumentare il livello della produttività del lavoro in quanto per alcune procedure il numero di ore uomo necessarie è spesso indipendente dal progresso tecnologico. Quasi sempre il tempo che il medico deve dedicare alla cura non è mutato e questo è il punto da sottolineare. Se l assistenza ospedaliera presenta ancora oggi costi di gestione ben superiori agli standard necessari, pur in presenza di un tasso di spedalizzazione e di una dotazione di posti letto sostanzialmente in linea con gli standard nazionali è per la vetustà delle strutture e per l arretratezza organizzativa, anche dal punto di vista informatico, e non è sicuramente con i tagli che si risolve il problema. Dobbiamo accusare la totale mancanza di un progetto complessivo di sanità nella nostra regione, se non interventi tampone a spot improntati al solo fine di batter cassa e di volta in volta rispondere alle prese di posizione delle piazze. Riteniamo che soprattutto nei momenti di crisi non si può e non si deve precarizzare l offerta sanitaria. Nel chiudere, ricordo la celebrazione del nostro centenario con la proiezione del film documentario che abbiamo inviato a tutti gli iscritti nella ferma consapevolezza che... La storia alimenta la memoria che genera cultura di futuro. 11

12 Relazione CAO Relazione del Presidente CAO Dott. GIOVANNI BRAGA Gentili colleghe, cari colleghi, è il secondo anno del mandato della attuale Commissione e ci troviamo in Assemblea per riassumere quanto è stato compiuto dalla CAO durante il È un momento speciale, dato che l Assemblea si riunisce in concomitanza ed in occasione della manifestazione della celebrazione del centenario di costituzione della nostra istituzione, dell Ordine dei Medici. La CAO di Udine è veramente orgogliosa di aver contribuito attivamente a questa celebrazione con il capitolo sull Odontoiatria scritto dal dott. Miranda nel prestigioso volume commemorativo voluto dalla FNOMCeO, dal titolo Cento anni di storia dell Ordine dei Medici: dal passato una prospettiva per il futuro. È anche un momento significativo perché quest anno è anche il venticinquesimo compleanno dell istituzione della professione di odontoiatra in Italia. È infatti del 1985 che la legge 409 ha recepito il DPR n. 35 del Permettetemi di illustrarvi quanto fatto dalla CAO come attività ordinaria e straordinaria L ordinaria amministrazione è stata caratterizzata dalle convocazioni mensili della Commissione per valutare procedimenti disciplinari e per erogare pareri di congruità di parcelle. Abbiamo dovuto procedere ad alcuni procedimenti disciplinari. Di questi, uno si è concluso con il provvedimento dell avvertimento e uno con quello della censura. La Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie ha poi convalidato il provvedimento della sospensione per un anno per prestanomismo erogato lo scorso anno. La collaborazione con i NAS si è consolidata ulteriormen te, anche in occasione del recente sequestro di uno studio di proprietà di un odontotecnico, in cui era addirittura operativa una convenzione con una Associazione di lavoratori del pubblico impiego. Un problema che continua ad impegnarci molto è quello dei criteri autorizzativi. Siamo stati coinvolti attivamente al tavolo tecnico chiesto all assessore Kosic lo scorso anno, partecipando a numerosi incontri. Abbiamo espresso una posizione critica sull obbligatorietà della autorizzazione per la libera professione, in relazione a numerose e consolidate valutazioni giuridiche. Abbiamo ciononostante ritenuto necessario di dover coordinare la componente odontoiatrica, unita in modo compatto, per discutere e modulare le normative in fieri a tutela delle istanze dell odontoiatria. In questo frangente la CAO, l ANDI e l AIO hanno trovato, a livello regionale, una comune intesa. Tutti insieme ci siamo ritrovati a collaborare con uno spirito positivo e costruttivo per tutelare la salute dei cittadini difendendo contemporaneamente la nostra dignità professionale. È stato costituito il primo coordinamento stampa della professione odontoiatrica. Questo coordinamento ha consentito di garantire la presenza della nostra professione sui media di comunicazione, in modo da poter fornire una informazione corretta ai colleghi e ai cittadini È questo un punto importante e qualificante, tanto più che assistiamo sempre di più ad un uso distorto della carta stampata, usata per veicolare messaggi pubblicitari commerciali e comparativi, in netto contrasto con il codice deontologico, ancorché in apparente ossequio alla cosiddetta Legge Bersani. Per questo motivo, la CAO di Udine si farà promotrice, in totale accordo ed in collaborazione con il Consiglio dell Ordine dei Medici, di un convegno sulla pubblicità sanitaria, per fare il punto su ciò che è lecito e su ciò che, pur essendo lecito, è invece disdicevole per il decoro e la dignità umana e professionale, per informare e rendere consapevoli prima che sanzionare. Ho proposto questo progetto anche nel recente Consiglio Nazionale dei Presidenti CAO a Roma il 3 4 dicembre, ricevendo unanime approvazione. Ci auguriamo, anche per il prossimo anno di poter, con la vostra collaborazione ed i vostri suggerimenti, interpretare al meglio e sempre meglio il nostro ruolo di garanti dell etica professionale, a tutela dei cittadini e dell integrità della professione. Vi ringraziamo per l attenzione. 12

13 ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI UDINE importante Iscrizione elenco MEDICI COMPETENTI Imedici chirurghi iscritti ai relativi Ordini Provinciali che siano in possesso dei titoli e dei requisiti previsti dall art. 38 del D.lgs. 81/2008 e che vogliano essere iscritti negli elenchi provinciali dei medici competenti devono fare apposita domanda all Ordine di appartenenza ai sensi dell art. 46 del Dpr 445/2000. Al fine di esercitare una corretta funzione di certazione i medici interessati sono tenuti a presentare il modello di domanda allegato e che in ogni caso potrà reperire e compilare e spedire (tramite posta elettronica certificata) direttamente. Un apposita Commissione nominata dall Ordine valuterà titoli e requisiti e precisamente: n specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica; n docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro; n autorizzazione di cui all art. 55 del D.lgs. 277/1991. Gli specialisti in igiene e medicina preventiva o in medicina legale che non possiedono il requisito di avere svolto le attività di medico competente per almeno un anno nell arco di tre anni anteriori all entrata in vigore del D.lgs. 81/2008, ai fini dello svolgimento di tale attività, devono seguire un percorso formativo universitario articolato in attività di tipo professionalizzante e in attività didattica frontale e a piccoli gruppi, strutturate in corso di studio della durata di almeno un anno e costituito da un numero di crediti formativi universitari (cfu) pari a 60, al termine del quale verrà rilasciato un diploma di master di II livello abilitante per lo svolgimento delle funzioni di Medico Competente (art. 1, comma 1, Decreto interministeriale 15 novembre 2010). Si ricorda infine che a decorrere dal programma triennale di educazione continua in medicina 2011/2013 i medici competenti dovranno trasmettere agli Ordini provinciali di appartenenza la certificazione o l apposita autocertificazione atta a comprovare il rispetto dell obbligo formativo di cui all art. 38, comma 3, del D.Lgs. 81/08 necessario per poter svolgere le funzioni di medico competente, laddove è previsto che i crediti da conseguire dovranno essere non inferiori al 70 per cento del totale, nella disciplina «medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro». IL PRESIDENTE Dott. Luigi Conte SI COMUNICA CHE IL 28/2/2011 È SCADUTO IL TERMINE PER IL PAGAMENTO DELLA TASSA DI ISCRIZIONE ANNUALE ALL ALBO. COLORO I QUALI NON HANNO ADERITO ALL ADDEBITO AUTOMATICO IN CONTO (MODALITÀ DI RISCOSSIONE ADOTTATA DA QUESTO ENTE) POSSONO PROVVEDERE AL PAGAMENTO DIRETTAMENTE IN CONTANTI PRESSO LA SEGRETERIA NEGLI ORARI DI UFFICIO O PROVVEDERE MEDIANTE BONIFICO BANCARIO SUL CONTO DI TESORIERIA. GRAZIE. La segreteria OMCeO Udine ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI UDINE VIA A. DIAZ, UDINE TELEFONO FAX

14 ORTODONZIA TECNOLOGIA E QUALITÀ CLUB tecnici ortodontisti italiani Elastoosamu Manufatti in acetalica obiettivi Espansore del palato Klammt Filosofia di Planas raggiunti Kinetor di Stockflisch Funzionali di Frankel Funzionali di Planas LABORATORIO Ortodent ORTODONZIA di Driussi Pietro Viale Trieste, Udine Tel Fax

15 MARCA DA BOLLO 14,62 ALL ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI UDINE Il/La sottoscritto/a Dott.... Nato/a in... Prov.... il... Iscritto/a all Albo dei Medici Chirurghi dal... al n... consapevole delle responsabilità e delle pene stabilite dalla legge per false attestazioni e mendaci dichiarazioni, sotto la propria personale responsabilità (art. 76 DPR 445 del ), DICHIARA ai sensi e per gli effetti dell art. 46 del DPR 445 del , di essere in possesso dei seguenti requisiti e/o titoli professionali (barrare la voce specifica): 1) Specializzazione in: q Medicina del lavoro conseguita il... presso... q Medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica conseguita il... presso... 2) Docenza in: q Medicina del lavoro q Medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica q Tossicologia industriale q Igiene industriale q Fisiologia e igiene del lavoro q Clinica del lavoro 3) Autorizzazione ex art. 55 D.Lgs. 277/1991 q rilascio autorizzazione 4) Specializzazione in: q Igiene e medicina preventiva conseguita il... presso... q Medicina legale conseguita il... presso... di aver svolto attività di medico competente, per almeno un anno nell arco dei tre anni anteriori al 15/05/2008 (data di entrata in vigore del D.Lgs. 81/08) dal... al... presso..., come da attestazione inviata alla Regione Friuli Venezia Giulia. 15

16 5) Requisiti di cui all art. 38, comma 1, d-bis): appartenente al ruolo dei sanitari: q Forze armate q Polizia di Stato q Guardia di finanza di aver svolto attività di medico nel settore del lavoro, per almeno quattro anni, dal...al... presso..., con incarico specifico di servizio di... 6) Master abilitante per le funzioni di medico competente: q diploma di master di II livello conseguito il... presso... CHIEDE l inserimento nell elenco provinciale dei Medici Competenti in materia di tutela e sicurezza sui luoghi di lavoro. Il sottoscritto dichiara, altresì, di: q essere già iscritto nell elenco nazionale dei medici competenti, istituito presso il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali (D.M. 4 marzo 2009) (depositare copia della relativa domanda); q essere informato ai sensi e per gli effetti dell art. 13 della legge 196/2003, che i dati personali raccolti saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa, nonché per gli adempimenti amministrativi ad esso conseguenti; q di essere a conoscenza che l Ordine si riserva il diritto di procedere d ufficio a verifiche, anche a campione, in ordine alla veridicità delle dichiarazioni; q di essere consapevole che, qualora fosse accertata la non veridicità del contenuto della presente dichiarazione, decadrà dall iscrizione dell elenco provinciale dei medici competenti istituito presso l Ordine. Luogo e data... Firma... Recapito da pubblicare nell elenco:... Telefono Udine... Firma... [ALLEGARE COPIA DOCUMENTO D IDENTITÀ PERSONALE] 16

17 SII CONFERENZA NAZIONALE DELLA PROFESSIONE MEDICA SESSIONE INTRODUTTIVA Gli STANDARD PROFESSIONALI Speranze, Esperienze, Evidenze... n RIASSUNTO L esplorazione del tema degli standard professionali porta alle origini del movimento internazionale per la medicina di buona qualità ed all evoluzione nel corso del tempo dei sistemi sanitari. Appare evidente che nel tempo presente si sono giustapposti, con i dovuti aggiornamenti evolutivi, gli standard della professione sanitaria accettati qualche migliaio d anni fa, quelli elaborati nel corso dell avventura illuministica, quelli che sono nati dalla rivoluzione scientifica della medicina e quelli nati dalla rivoluzione professionale degli inizi del 900. Il raggiungimento degli standard professionali ed il loro mantenimento dipende dal contesto in cui questi standard sono accettati ed è la conseguenza di due rivoluzioni formative successive: la rivoluzione scientifica, iniziata dal rapporto Flexner e quella della medicina orientata sui problemi e sulle evidenze scientifiche, iniziata alla fine della seconda guerra mondiale. Oggi siamo alla vigilia di una terza rivoluzione nella formazione del medico, quella basata sui sistemi e sulla necessità che il medico sia in grado di applicare localmente un sapere globale, adattandolo alle necessità del contesto in cui opera ed alle conoscenze degli altri attori del sistema. n DEFINIZIONI Fra i principi fondanti di un impegno per la qualità del sistema sanitario c è la certezza che un Paese competitivo nel mondo globalizzato non può non essere una comunità coerente, composta da persone istruite e sane che costituiscono a loro volta sistemi intelligenti, consapevoli, solidali e, di conseguenza, produttivi (1). 40 anni di documenti di organismi internazionali sono sintetizzabili in questo principio, con diverse declinazioni a seconda dei punti di vista. Progetto e progetto di salute È bene quindi evitar di parlare di standard professionali se prima non si definiscono gli obiettivi di un progetto, nel quale criteri e standards, compresi quelli professionali, hanno funzioni di unità di misura per la valutazione, il mantenimento e l adattamento di quel progetto alle situazioni imprevedibili che sono la meraviglia della vita quotidiana. La prima domanda cui rispondere, anche, ma non solo, in questi giorni è: Quale progetto di salute, da qui al 2020, per le persone nate in Italia, in Europa e nel Mondo, che abitano in una comunità di una sessantina di milioni di individui che chiamiamo, per convenzione, Repubblica Italiana ed occupa, da almeno quattro millenni pianure e coste di una penisola lunga e stretta, due isole maggiori ed alcune minori circondata dal Mare Mediterraneo?. Per rispondere a questa domanda è bene avere un idea, sotto forma di numeri, su quale sia lo stato di salute della popolazione che vive all interno dei confini amministrativi che definiscono la Repubblica Italiana, confini ormai solo amministrativi, perche l Europa è finalmente senza confini. I nostri limiti territoriali comunque definiscono ancora l ambito di responsabilità dei soggetti che hanno titolo per occuparsi della manutenzione del territorio e dei suoi abitanti, per progettarne il miglioramento, specie nelle zone meno favorite, quelle che, per la comunità nazionale debbono essere considerate prioritarie. Il miglioramento dello stato di salute è finalizzato a migliorare lo stato di benessere e ri- ANDREA GARDINI Presidente Società Italiana per la Qualità dell assistenza sanitaria - VRQ Una strategia per la salute delle comunità umane vede la sua sintesi nella buona politica, di memoria aristotelica, quella che fa l interesse di tutti, si declina quindi in un piano, il piano sanitario, il piano in progetti, i progetti in programmi, una sequenza a cascata che ci consente di attuare la strategia prescelta. 17

18 BIBLIOGRAFIA (1) WHO WORLD REPORT, 2009 (2) Costa G., Spandea T., Cardano M. (a cura di): Diseguaglianze di salute in Italia. Epidemiol Prev 28(3), Inferenze, Milano, 2004 (3) Home/tabid/36/language/ en-us/default.aspx (4) Costa G., Cardano M. Demaria M. Torino, Storie di salute in una grande città. Comune di Torino, ufficio statistica, 1998 (5) (6) Shaw CD, Kalo I.: A background for National quality polizie in health systems, Copenhagen, WHO, 2002 (7) Dowie J., Elstein A.: Professional judgement The Open University, 1988 durre il dolore e la mortalità dei cittadini aumentandone l attesa di vita libera da disabilità. È noto che lo stato di salute di una popolazione non dipende solamente dalla competenza dei propri medici, ma da fenomeni diversi, come l istruzione/ignoranza e ric chez za/degrado. Il nostro censimento decennale ci fornisce dati interessanti. Sono dati che riguardano oramai una situazione di 10 anni fa, ma è comunque interessante osservarli per riflettere ed aspettare con una certa trepidazione i risultati del prossimo, che dovrebbe avvenire nell ottobre I dati di partenza Dai dati del censimento Spandea e Costa (2) hanno ricavato un indice di deprivazione che si ottiene da questi tassi % di popolazione istruita con solo licenza elementare % di popolazione attiva disoccupata o in cerca di prima occupazione % di abitazioni occupate in affitto % di abitazioni occupate senza bagno interno all abitazione % di famiglie monogenitoriali con figli dipendenti conviventi indice di affollamento (numero di occupanti per stanza). L indice di deprivazione, che si può applicare a tutti i Comuni italiani, è fortemente correlato ai tassi di mortalità ed all attesa di vita, Se a questa mappa dell Italia aggiungiamo la mappa, ad esempio, dello stato di salute dei cittadini che vivono sulle sponde dell Adriatico (3), o il grafico del tasso di mortalità per grado di istruzione nella città di Torino (4), o, ancora, il grafico dello stato di alfabetizzazione dei cittadini italiani, secondo l UNLA (5), possiamo agevolmente contestualizzare un discorso di strategia per la salute che condiziona molto le scelte anche sugli standard nella professione medica. Strategia Sono le scelte delle strategie per la salute di una popolazione che finiscono con il determinare gran parte delle decisioni sugli standard dei professionisti cui la Società sceglie di affidarla. Una strategia per la salute delle comunità umane vede la sua sintesi nella buona politica, di memoria aristotelica, quella che fa l interesse di tutti, si declina quindi in un piano, il piano sanitario, il piano in progetti, i progetti in programmi, una sequenza a cascata che ci consente di attuare la strategia prescelta. In teoria. Nella pratica le cose vanno diversamente. Non possiamo però seguire un altro metodo. Per noi medici non c è un altro metodo. È il metodo clinico applicato alla programmazione sanitaria: anamnesi, esame obiettivo, diagnosi, progetto, percorso di cura, valutazione, follow up il metodo più antico è ancora il migliore per affrontare e risolvere i problemi, anche quelli di salute di una comunità I medici I medici però sono solo 1/6 dei soggetti che l OMS identifica come potenziali partners di un progetto di salute della popolazione (6). Questo da una parte può sorprendere, dall altra fa gravare su noi medici una forte responsabilità: siamo gli unici che hanno competenze professionali profonde e dedicate. Siamo quelli che ne sanno di più di tutti e che possono agire e consigliare, anche perché siamo regolati da un codice deontologico che ci impedisce di agire, coscientemente, male. La nostra formazione e le nostre conseguenti pratiche sono dirimenti, rilevanti, fondamentali per le comunità che a noi fanno riferimento. I cittadini si rivolgono a noi perché ne sappiamo di più, e di noi, mediamente, si fidano. Non li possiamo tradire. Il medico è da sempre un leader di quella comunità, assieme al sindaco, al prete, al farmacista. Per assolvere questo compito sociale i medici devono essere ed essere riconosciuti come competenti. La Competenza Fra le diverse definizioni di Competenza io stesso ho compreso meglio questo concetto con una triade di parole: Conoscenza, Capacità, Giudizio. Knowledge, Skills, Judgement (7). Questi tre criteri generali, quando opportunamente dotati di unità di misura convenzionali, variamente combinati, costituiscono lo standard generale che ci aiuta a misurare la competenza. 18

19 Misurare - Valutare - Giudicare La misurazione/valutazione di un qualsiasi oggetto, non finalizzata a monitorare l andamento di un progetto è inutile, a volte dannosa, poiché si sprecano risorse e si rischia di vessare le persone chiedendo loro dei dati sul proprio lavoro senza dare in cambio nulla. La misurazione in medicina si fa contro dei criteri, oggetti misurabili concordati fra i partecipanti al progetto che consentono di misurarne l andamento. La semplice misurazione con dei criteri non è però sufficiente a capire se quel progetto va bene o non va bene. Fra le diverse misure dei criteri ci possono essere quelle per le quali c è il consenso che le cose vanno bene, e quelle per le quali c è il consenso che non vanno bene. Chi partecipa al progetto ad un certo punto decide quando quelle cose vanno bene e quando no. Il livello così definito diventa lo standard, la misura del criterio che definisce il limite fra il buono ed il meno buono. Si misura un oggetto quindi per prepararsi ad un altra operazione interna al progetto di salute: scegliere, fra le tante misurazioni, quelle che vanno bene per la comunità che misura e quelle che non vanno bene le soglie di accettabilità, contro le quali quelle misurazioni vanno confrontate. Gli standards. Si misura quindi per mezzo dei criteri. Si valuta per mezzo degli standards. Solo dopo aver fatto quest operazione sarà possibile emettere un giudizio, che non può essere un giudizio finale, ma è un momento di passaggio essenziale per indurre un nuovo ciclo di progettazione, che ci serve per mettere a posto situazioni giudicate al di sotto degli standards. Troppi sono i giudizi che si sparano senza misurare e senza valutare. Questi giudizi, se sono emessi senza né concordare i criteri e gli standards né effettivamente misurare e valutare con metodi concordati e validi sono metodologicamente sbagliati, a priori, e vanno, questi sì, giudicati malissimo a loro volta. Standard Molte sono le definizioni ed i significati in medicina della parola standard che deriva dal francese estendard: lo stendardo dietro al quale gli eserciti correvano all attacco dei nemici In Italiano (8) il significato di standard è quello di livello soglia, che può a sua volta riferirsi a quattro tipi di soglie: di ACCETTABILITÀ: proporzione di casi o situazioni in cui un criterio deve essere rispettato perché la qualità dell assistenza sia giudicata accettabile; di ALLARME: valore di un indicatore al di sopra o al di sotto del quale si deve sospettare la possibile presenza di un problema di qualità; RIFERIMENTO OTTIMALE (esame standard, laboratorio standard. Es.: il metrostandard conservato a Parigi); VALORE RACCOMANDATO DI RI- SORSE (in programmazione sanitaria). Gli standard assistenziali sono i livelli-soglia al di sopra dei quali la situazione organizzativa o diagnostico-terapeutica o il trattamento vengono considerati, vista la migliore letteratura su quell oggetto e dopo un operazione di consenso fra gli attori del processo assistenziale, accettabili. Professione La parola professione è molto utilizzata in questo periodo per connotare un lavoro ad alta qualificazione. Essa deriva dal latino professione: dichiarazione, manifestazione, mestiere, professione pubblicamente dichiarata. Ha tre significati: Pubblica dimostrazione di un sentimento, una credenza, un opinione ; Solenne e pubblica promessa con la quale i religiosi si impegnano all osservanza dei voti di castità, povertà e obbedienza e delle regole proprie dell ordine e della congregazione e Attività manuale o intellettuale dalla quale si ricava un certo guadagno. Quest ultima, se connotata con l aggettivo libera significa che la professione si può esercitare senza dipendere da altri. La parola deriva dal latino profiteri: dichiarare apertamente, parola composta di pro davanti e fateri confessare, riconoscere o anche fari, parlare. I professionisti sono coloro che esercitano una professione. In questa frase c è tutta la tradizione della cultura delle professioni: medici, chirurghi, preti, avvocati, professori universitari e soldati di ventura sono stati i primi professionisti, coloro che dichiaravano apertamente la loro missione alla Comunità. Guido Giarelli (9), afferma che in questo periodo stiamo passando a una fase di diffusa professionalizzazione. Questo fenomeno è il passaggio di stato di molti soggetti che si occupano di un certo tipo di attività, da gruppo occupazionale a gruppo professionale e si è verificato a partire dalla metà degli anni 70 fino ad oggi in tutti i campi del lavoro, ma soprattutto nella sanità per quanto riguarda gli infermieri e le altre professioni sanitarie. Secondo il grande sociologo americano Wi- (8) Gardini A., Verso la Qualità, II ed. CSE Editore, 2007 (9) Giarelli G., Appunti dal seminario su Il processo di professionalizzazione. Master su Qualità dei sistemi sanitari, Università di Bologna, Dipartimento di sociologia, Bertinoro,

20 (10) Citato in (9) (11) Foa V. Il Cavallo e la torre. Einaudi, 1991 lensky (10) sono quattro le caratteristiche di un gruppo occupazionale che si trasforma in gruppo professionale: Specificità: il gruppo identifica il proprio specifico e ciò implica che esso possa rispondere a un certo numero di problemi sociali; Formazione: il gruppo professionale è dotato di autorità professionale che viene conferita attraverso un curriculum formativo sempre meglio definito e certificato o dalla professione stessa o dalla professione e dallo Stato assieme; Etica: viene creato un codice di etica professionale, che fissa le basi per l etica del servizio della professione; esso riguarda: - i rapporti con i fruitori del servizio e gli obiettivi del codice sono costituiti dalla protezione del cliente nei confronti della supremazia culturale del professionista; - i rapporti fra i colleghi, con l obiettivo di creare una sintonia sostanziale fra i professionisti e creare dei deterrenti ai fenomeni delle ingiurie, della concorrenza sleale e dei maltrattamenti, comuni nei rapporti fra gli uomini; Il riconoscimento nella Società, il traguardo ultimo: l Albo Professionale tenuto da un apposito Collegio. Per controllare la propria professione, secondo Giarelli, è necessario che l organizzazione professionale, faccia almeno 6 cose importanti: Rispondere a concreti bisogni sociali, secondo il principio in base al quale una professione prospera quando risponde a dei bisogni; Insegnare la propria materia; Essere provvisti di una leadership professionale: la professione deve avere dei leaders che portino avanti le strategie della professione stessa; Essere capaci di lavorare in team; Essere capaci di controllare le tecnologie che vengono utilizzate nel proprio lavoro; Operare delle scelte strategiche macro e delle scelte operative micro sulla base di dati, dimostrando così la propria efficacia come professione. Autonomia e responsabilità Un professionista, all interno del proprio lavoro, agisce secondo caratteristiche importanti di autonomia e di responsabilità. Secondo Foa (11) l autonomia è libertà come potere di decisione su se stessi. Non c è autonomia, specie in una professione come quella sanitaria, che comporta decisioni che coinvolgono la salute dei propri simili, senza un alta responsabilità. In genere più si è autonomi più elevata è la responsabilità: è il prezzo che si paga al conseguimento dello status sociale che l autonomia senza dubbio conferisce. Più elevata è la professionalità più elevati sono i rischi che i professionisti sono abilitati dalla Società a prendersi sulle proprie spalle. Per definizione il professionista è colui che, nel proprio ambito di responsabilità ed autonomia, si accolla i rischi, le situazioni difficili che solo lui è qualificato ad affrontare con una probabilità di riuscita più elevata di chi non è preparato ad affrontarli. Essere in grado di affrontare i rischi e di superarli è fonte di orgoglio per i professionisti e di prestigio nella Comunità. È l insieme di autonomia e responsabilità che connota le professioni sanitarie, che obbliga a considerare la qualità del loro lavoro non solo come una cosa da controllare, come una proprietà intrinseca, ma come una capacità potenziale, da promuovere, valutare e migliorare di continuo, cui fornire supporto ed incoraggiamento. Autonomia e responsabilità, condite dal motore primo del lavoro sociosanitario, la solidarietà, sono già presenti nel codice genetico dei professionisti della salute e rendono più facile l esplicitazione dei principi e delle pratiche della qualità all interno delle nostre organizzazioni: il nostro lavoro esce già, tutti i giorni, dalla mente e dal cuore, come lo spirito del kai-zen prescrive. Nel nostro caso, quando nell organizzazione che ci comprende si vuole instaurare un sistema orientato alla qualità, questa prescrizione iniziale non è necessaria, è già stata curata dalla professione stessa. Gli standard professionali sono i livelli-soglia al di sopra dei quali il comportamento clinico, relazionale o organizzativo di un professionista vengono considerati accettabili... all interno del contesto in cui gli atti medici si sviluppano. Possono essere generali o specifici per problema, o per processo o per singola azione di un percorso assistenziale definito in un determinato contesto. Il loro studio è quindi complesso, difficile e non semplificabile con un facile e superficiale riduzionismo meccanicista. Gli standards professionali dipendono dalle condizioni contestuali ed organizzative nelle quali i medici e gli infermieri si trovano a collaborare, che possono essere anche al di fuori del loro livello di potere. Lo studio degli standards professionali deve essere condotto dalla professione stessa, unica ad averne la competenza. 20

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