PREVENZIONE. Il rischio cardio-oncologico: ecco le armi per contrastarlo

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1 PREVENZIONE Il rischio cardio-oncologico: ecco le armi per contrastarlo Uno stile di vita salutare, prevenendo le malattie cardiovascolari e oncologiche, abbassa il rischio cardio-oncologico e realizza una prevenzione globale e contribuisce alla longevità della popolazione Riccardo Guglielmi * Giovanna Trantadue** * Responsabile Attività Cardiologiche Ambulatoriali Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Bari ** Medico abilitando U.O.C. Cardiologia Ospedaliera Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Bari Le malattie cardiovascolari sono la causa di morte statisticamente più rilevante nei paesi occidentali. Questo primato negativo, indiscusso per decenni, potrebbe essere ribaltato tra qualche anno visto il trend d incremento delle patologie oncologiche maligne. In alcune realtà locali, Taranto per esempio, il sorpasso sembra molto vicino e la bella città potrebbe essere associata non più ai due mari ma ai due mali. Molte e simili sono le cause comuni, genetica, inquinamento ambientale, ma quello che emerge dalla letteratura e dall osservazione diretta è che intervenire efficacemente sullo stile di vita determina una riduzione efficace della mortalità per malattie cardiovascolari e neoplastiche. Allora se tale procedura produce siffatti risultati perché non parlare di rischio cardio-oncologico e ricercare le più idonee regole d intervento per ridurre tale rischio?

2 Ridurre l inquinamento ambientale è compito della classe politica, imprenditoriale e nei casi limite della magistratura, ma se sulla genetica poco in questo momento possiamo realizzare, molti benefici invece deriverebbero modificando le nostre abitudini di vita. Potremmo facilmente mettere in campo strategie di prevenzione cardio-oncologica. Lo stile di vita rappresenta il denominatore comune tra le due patologie. L intervento sull alimentazione, la lotta alla sedentarietà, l astenersi dal fumo e il benessere psicologico, sono fondamentali nella prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari e nel trattamento delle dislipidemie. La dieta mediterranea, come dimostrato da numerosi studi, se correttamente seguita, si associa a una riduzione significativa della prevalenza delle malattie cardiovascolari e neoplastiche, quindi della mortalità totale. L obiettivo è il mantenimento di una bassa concentrazione serica di colesterolo (<200mg/dl), mediante intervento sulla composizione dei grassi alimentari assunti. Gli acidi grassi saturi (derivanti da carni grasse e prodotti caseari Fig. 1), in misura minore gli acidi grassi trans (le cui principali fonti sono i preparati commerciali fritti o cotti al forno) e lo stesso colesterolo alimentare, contribuiscono ad aumentare la colesterolemia, in particolare il colesterolo LDL. Fig.1 Prodotti caseari ricchi di grassi saturi. Usare con moderazione In sostituzione degli acidi grassi saturi, usare quelli monoinsaturi e polinsaturi (soprattutto l n-6 acido linoleico o ω6 dei semi di lino, zucca e soia e di mais, olive, avocado) che riducono il colesterolo LDL. Gli acidi grassi polinsaturi della serie n-3 o ω3 (riscontrabili in sardine, tonno, frutta secca), in dose farmacologica (2-3g/die), riducono la concentrazione plasmatica dei trigliceridi, pur essendo privi di un effetto ipocolesterolemizzante diretto. Inoltre gli acidi grassi insaturi sono utili anche in ambito oncologico perché sono meno esposti al rischio ossidativo da parte dei radicali liberi dell ossigeno. Questi ultimi, la cui formazione avviene in situazioni stressanti per l organismo, come un alimentazione ricca in grassi o l esposizione al fumo, con gli anni, alterano le strutture cellulari e il DNA, determinando danni irreversibili. A tal proposito, anche altri alimenti, tipici dell alimentazione mediterranea (verdure, frutta, olio d oliva, vino), possedendo un alto contenuto di vitamine C, E e di polifenoli, rappresentano un ricco patrimonio antiossidante.

3 I carboidrati, avendo effetto neutro sul colesterolo LDL, possono essere utilizzati per rimpiazzare gli acidi grassi saturi della dieta. Invece, per controllare la concentrazione dei trigliceridi plasmatici, a causa della stretta correlazione tra metabolismo lipidico e glucidico, bisogna innanzitutto ridurre il contenuto di carboidrati, in particolare dei carboidrati semplici o a elevato indice glicemico e basso contenuto di fibre. Anche l alcool favorisce la comparsa d iperlipemia da trigliceridi. Rimpiazzare gli acidi grassi saturi con i monoinsaturi e i polinsaturi della serie n-3, migliorando la sensibilità all insulina, determina una riduzione della trigliceridemia. In questo senso, la migliore terapia è la perdita di peso e quindi il controllo dell apporto calorico totale. Ricapitolando una corretta dieta prevede: 1. Assunzione totale di grassi inferiore al 30% dell apporto calorico totale, di cui il 10% di acidi grassi saturi con meno di 300 mg/die di colesterolo alimentare. 2. Sostituzione degli acidi grassi saturi con i monoinsaturi e i polinsaturi (nella pratica quotidiana, sostituzione della carne con altre forme proteiche come legumi, prodotti a base di soia e pesce) e i carboidrati complessi. 3. Consumo di cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura e consumo di pesce almeno due volte la settimana. Fig.2 4. Riduzione dell ingestione di alcool. 5. Diminuzione del peso. Fig.2 Alimenti consigliati Mangiare legumi, frutta e verdura in abbondanza, g/di, riduce anche l insorgenza dell ictus. Ogni 7 grammi di fibra vegetale in più riducono del 7% la probabilità di un evento ischemico e tra i cibi anti ictus non trascuriamo pomodori e meloni. La vitamina C contenuta in tutta la frutta è un ottimo anti ossidante. Carote, zenzero, agrumi, cetrioli e cavoli sono consigliati nella prevenzione del cancro del

4 colon. Le banane producono il TNF, tumor necrosis factor, che rafforza il sistema immunitario. Le erbe aromatiche e le spezie, non solo insaporiscono i nostri piatti, ma anche offrono un valido aiuto all apparato cardiovascolare e al sistema immunitario. Altro ruolo chiave nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari e dei tumori è svolto dall esercizio fisico. L attività motoria, aumentando la sensibilità all insulina, migliora il profilo lipidico, riducendo i trigliceridi circolanti e aumentando il colesterolo-hdl. Gli effetti benefici dipendono dalla quantità di attività fisica settimanale e non dalla sua intensità e riguardano anche la possibilità di allenare l organismo a produrre meno stress ossidativo. Pertanto si consiglia un attività fisica regolare di 30 minuti al giorno, per sei giorni la settimana, di moderata intensità. Esempi concreti e semplici di esercizi da svolgere quotidianamente sono: camminare in modo svelto, salire e scendere le scale a piedi, andare in bicicletta o fare la cyclette. Fig.3 Fig.3 L esercizio fisico nelle varie epoche della vita Autore Annamaria Girardi, Santeramo in colle

5 Per finire, uno stile di vita salutare, prevenendo le malattie cardiovascolari e oncologiche, abbassa il rischio cardio-oncologico, realizza una prevenzione globale e contribuisce alla longevità della popolazione italiana che già, di per sé, ha un aspettativa di vita tra le più alte al mondo. Questo primato è assolutamente da difendere e mantenere. Bibliografia 1. Anna Maria Cisternino e Giovanni Misciagna La Dieta Mediterranea della Puglia Tholos Editrice Umberto Veronesi Mario Pappagallo Verso la scelta vegetariana Giunti edizioni R. Guglielmi e coll. Il ruolo dell esercizio fisico alla luce delle nuove linee guida ESC/EAS 2011 per la gestione delle dislipidemie. Osservazioni cliniche, psicologiche e medico legali. Italian Journal of Practice Cardiology on-line anno1, numero 1. Ottobre 2012

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