Lo scenario socio-economico del Mezzogiorno: l effetto della crisi su famiglie, giovani e imprese

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1 Lo scenario socio-economico del Mezzogiorno: l effetto della crisi su famiglie, giovani e imprese Salvio CAPASSO Responsabile Ufficio Economia delle Imprese e del Territorio Napoli, 12 maggio 2015

2 Agenda Il quadro della crisi Gli effetti: sulle famiglie sui giovani sulle imprese Le condizioni per ripartire

3 La dinamica del Pil in Campania e nel Mezzogiorno. Tra il 2007 ed il 2014, l Italia ha perso l 8,9% del proprio Pil (circa 150 mld euro), Analogo andamento si è avuto per il Mezzogiorno che ha perso il 13,3% del PIL pari a circa 47 miliardi di euro contro il -7% del Centro Nord. La Campania si mantiene in linea con il trend della macro area (-13%) La dinamica recente continua a registrare un andamento negativo: tra il 2012 e il 2013 il Pil si è ridotto del 3,5% nel Mezzogiorno (circa 11 mld di euro) e del 2,1% in Campania, a fronte di un -1,9% in Italia. Differenza del PIL tra il 2007 ed il 2013, valori concatenati, anno base 2005 (mln euro) Una crisi profonda che incide su investimenti, lavoro e consumi 2 * Per il Mezzogiorno e la Campania il dato è al 2013 Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati Istat e Svimez

4 La crisi economica ha colpito in modo maggiore il Mezzogiorno.. Nel Mezzogiorno calano gli investimenti, si riducono le imprese e il numero di occupati in misura maggiore rispetto all Italia. Solo le esportazioni nazionali, dopo il forte calo del 2009, hanno recuperato i valori del Andamento delle principali variabili economiche e sociali dal 2007 al ,1 10,2 0,3 0,5-8,9-14,7-7,3-7,6-12,7-5,7-2,2-4,0-10,7-1,7-2,4-28, ,9 GDP Investments Household expenditure Italy Southern Italy North -Center 3 Export Person Employed Enterprises Fonte: Elaborazione SRM su fonti varie

5 .. Con evidenti effetti sulla situazione economica delle famiglie Nel 2013, il 12,6% delle famiglie italiane (oltre 3,2 milioni) è stata in povertà relativa; percentuale che raddoppia nel Mezzogiorno (26%). La povertà assoluta, invece, si attesta al 7,9% (2,3 milioni) contro il 12,6% del Sud Italia. Incidenza povertà relativa familiare (%) Incidenza povertà assoluta familiare (%) ,6 22,5 23,8 22, ,3 11,1 11,1 11,1 11,3 10, ,1 26, ,7 12, ,8 6,1 5,8 4 4,1 4,1 7,8 7,7 4,6 4,7 4,6 6,7 5,2 8 6,8 9,8 7,9 12, Italia Mezzogiorno Italia Mezzogiorno Fonte: Elaborazione SRM su dati Istat 4

6 In Campania quasi un quarto delle famiglie è relativamente povero In tutte le regioni del Mezzogiorno la povertà è più diffusa rispetto al resto del Paese. In Campania quasi un quarto delle famiglie (il 23,1%) è relativamente povero. Dopo un aumento nel 2012, il dato è diminuito riportandosi ai valori del Povertà relativa per regioni (%) Abruzzo 14,3 13,4 16,5 15,5 Molise 16,0 18,2 20,5 19,6 Campania 23,2 22,4 25,8 23,1 Puglia 21,1 22,6 28,2 23,9 Basilicata 28,3 23,3 24,5 22,9 Calabria 26,0 26,2 27,4 32,4 Sicilia 27,0 27,3 29,5 32,5 Sardegna 18,5 21,1 20,7 24,8 Mezzogiorno 23,0 23,3 26,2 26,0 Fonte: dati Istat 5

7 La crisi ha inciso significativamente sul «mondo del lavoro»... specialmente tra i più giovani Tra il 2007 e il 2014 il Mezzogiorno ha registrato un calo di 600 mila occupati; nel Centro-Nord il saldo è positivo: +5 mila unità. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-29 anni) nel Mezzogiorno nel 2014 è salito al 45,9% (contro il 25,3% del 2007); in Italia è passato da 14,5% a 31,6%. Tra il 2007 e il 2014 è altresì aumentata la quota dei Not in Education, Employment or Training (NEET), da 28,7% a 35,8% nel meridione e da 18,8% a 26,2% in Italia. 11,2 11 6,1 6,7 Tasso disoccupazione al 2014 (%) 12,5 12, ,5 13,9 15,4 13,3 13,5 7,7 8,4 8,4 19,2 17,1 10,7 21,5 21,7 19,7 20,7 12,1 12,7 25, , ,5 15,3 Tasso disoccupazione giovanile al 2014 (%) 30,6 28,5 18,3 33, ,8 31,5 20,3 20,5 40,3 37,5 25,4 44,4 43,2 29,8 46,4 45,9 31, Italia Mezzogiorno Campania Italia Mezzogiorno Campania Fonte: Elaborazione SRM su dati Istat 6

8 sulla componente femminile Nel Mezzogiorno l occupazione femminile passa dal 31,2% del 2007 al 30,3% del In Italia, dal 46,6% al 46,8%. Pur se con cali meno intensi rispetto alla componente maschile, l occupazione femminile continua ad essere inferiore, soprattutto nel Mezzogiorno ed in Campania. In quest ultima, è pari al 27,5% a fronte di un 51,2% per quella maschile. Tasso di occupazione maschile (%) Tasso di occupazione femminile (%) 70,6 64,7 62,2 59,8 53,4 51,2 46,6 46,8 31,2 30,3 27,9 27,5 Italia Mezzogiorno Campania Italia Mezzogiorno Campania Fonte: Elaborazione SRM su dati Istat 7

9 e sulla dinamica imprenditoriale: diminuiscono le imprese.. Nel periodo della crisi, ed in particolare a partire dal 2009/08, il tasso di crescita delle imprese attive in Italia e nel Mezzogiorno è stato sempre negativo con la perdita di unità a livello nazionale e di a livello di macro area. Non fa eccezione la Campania che, pur se riporta spesso cali meno intensi rispetto al resto del Paese, fa registrare oltre 9 mila imprese in meno rispetto al Il I trimestre del 2015 fa registrare alcuni segnali di ripresa per la Campania con un +0,3% delle imprese attive rispetto al I trim (contro il -0,4% di Mezzogiorno e Italia) dovuto per lo più all aumento del 4,8% delle Società di capitale (+5% al Sud e +2,9% in Italia), segno di un tessuto imprenditoriale sempre più strutturato. 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0,0-0,5-1,0-1,5 2,7 2,8 1,1 Tassi di crescita del numero di imprese (%) 0,7 0,0-0,1-0,1-0,1-0,3-0,6-0,5-0,4-0,5-0,3-0,4-0,7-0,6-0,5-0,7-1,0-1, Italia Mezzogiorno Campania Fonte: Elaborazione SRM su dati Movimprese 8

10 aumentano i fallimenti Nel 2014, in Italia si sono registrati oltre 15 mila fallimenti; dato in crescita del 9% rispetto al 2013 e del 66% rispetto al La Campania è la terza regione maggiormente colpita (dopo Lombardia e Lazio) con fallimenti (+16% rispetto al 2013). Per l Italia alcuni segnali di ripresa si registrano nel I trimestre 2015 in cui i fallimenti, pari a 3.803, sono calati dello 0,5% rispetto all analogo periodo del Diversamente, in Campania e nel Mezzogiorno si registrano un +8,2% ed un +2%. N. fallimenti 2014 Incidenza % sul totale Italia N. fallimenti nel periodo 2009/2014 N. fallimenti I trimestre 2015 Variazione % sul I trim Campania , ,2 Mezzogiorno , ,0 Italia ,5 Fonte: Elaborazione SRM su dati Cribis D&B 9

11 con un quadro particolarmente negativo per le piccole imprese Nel Mezzogiorno, fatta eccezione per le aziende energetiche, le imprese nell ultimo anno hanno tutte mostrato un calo del loro giro d affari con un -1,5% del fatturato per le grandi, un -0,9% per le piccole e un -0,2% per quelle di media dimensione. Però la selezione ha reso anche più «consistenti» le imprese rimaste sul mercato. Nel Sud ad esempio le imprese piccole evidenziano una crescita del fatturato dell 8,5% rispetto al 2007 e le medie del 12,8% Nel periodo , il RoI nel Mezzogiorno da 4,9% a 1,6%, e nel Centro-Nord da 5,7% a 3,2%. Il RoE è passato da 6,5% a -2,6% nel Sud e da 8,8% a 3,6% per quelle Centro-settentrionali. Andamento del fatturato delle imprese manifatturiere. (Var.% del 2013 su 2012 e su 2007) Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su BVD banca dati AIDA 10

12 Le condizioni per ripartire 11

13 C è una forza imprenditoriale giovanile su cui poter contare Le imprese giovanili in Italia sono , pari al 10,96% del totale imprese attive. Le regioni meridionali si contraddistinguono per una maggiore presenza dell imprenditoria giovanile sia in termini assoluti che relativi: Ben 3 regioni meridionali si trovano nella classifica delle prime 5 regioni italiane per numerosità di imprese giovanili Sono tutte meridionali le regioni con il più alto peso delle imprese giovanili sul totale imprese attive Numero imprese giovanili attive. Top Quota % delle imprese giovanili attive sul tot imprese attive 15,82% 14,69% 14,07% 12,81% 11,76% Lombardia Campania Lazio Sicilia Puglia Calabria Campania Sicilia Puglia Molise Fonte: Infocamere 31 dic

14 Esiste una voglia di rilancio aumentano le start up Ad aprile 2015, in Italia si contano oltre start up innovative, +16,7% rispetto al 2014 e quasi il triplo del dato Circa il 20% è situato nel Mezzogiorno con la Campania al primo posto della macro area (7 a livello nazionale) con 214 unità. Nel 26% dei casi esse sono fondate da giovani under impiegano dipendenti per un totale di occupati. Le start up rappresentano lo 0,25% del quasi milione e mezzo di società di capitali italiane con complessivamente 192 milioni di euro. Il capitale medio è aumentato del 7,5% rispetto al IV trimestre Numero start up delle principali regioni e province italiane Fonte: Elaborazione SRM su Infocamere 13

15 Ripartire dal giusto trade off tra gli attori in gioco Cooperare nella competizione E ampiamente verificata la stretta interrelazione tra processi di crescita culturale e capitale sociale (alimentati anche dalla presenza attiva del non profit) con lo sviluppo economico, ricchezza e solidità delle strutture produttive locali La reciprocità dei rapporti funzionali e aziendali tra il settore pubblico, profit e no profit può attivare un «circolo virtuoso» di crescita in un contesto di welfare di difficile implementazione Non Profit Profit Welfare 14

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