Semplificazione. Ovvero

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2 È questo il vero battesimo del fuoco, il ritorno a un giornale vero. Nel primo numero di Casagit Notizie abbiamo ricordato le regole della nostra Cassa. Oggi torniamo con uno strumento di informazione sullo stato di salute dell ente che, a sua volta, ha il compito di concorrere a tenere in buona salute i giornalisti italiani. Allegato al giornale troverete il tesserino Casagit 2011 utile a rammentare i codici di posizione e ad accedere alle strutture convenzionate. Casagit Notizie avrà cadenza semestrale, racconterà degli obiettivi e dei piccoli e grandi temi che ci vedono in prima fila. Insieme al sito (www.casagit.it) questo giornale servirà a raccontare, ma anche a raccogliere dai colleghi, le voci per poter parlare di un forte sistema di tutele della nostra categoria. Il tema del Welfare tra i professionisti italiani è più che mai attuale. Non si tratta solo di pensioni, con istituti di previdenza, come l Inpgi, a guardia del proprio futuro; oggi la grande sfida si gioca sul terreno di un abbinata, salute e pensione, capace di integrare in modo importante quanto il Pubblico mette e dispo sizione per ogni cittadino. Sulla sanità l in teresse, da parte dello Stato, a chiarire il ruolo degli enti di assistenza per ogni categoria si è trasformato da tempo in decreto legge. Porta la firma del ministro Sacconi, titolare del dicastero del Welfare. Istituendo l Anagrafe dei fondi ha di fatto chiesto a tutti i soggetti attivi nel settore sanitario, come noi, una sorta di radiografia. Cosa fate, chi tutelate, come lo tutelate e, soprattutto, quanto PERIODICO SEMESTRALE DI INFORMAZIONE DELLA CASAGIT Anno XXXIV - n. 2 Dicembre 2010 Finito di stampare dicembre 2010 EDITORIALE investite delle vostre risorse su quei capitoli di spesa difficili, o addirittura da sempre impossibili per il Servizio sanitario nazionale: l odontoiatria, l assistenza ai non autosufficienti o il recupero funzionale dopo un trauma o un problema ancora più serio. In ballo c è merce preziosa: il mantenimento della possibilità di dedurre dal reddito imponibile il contributo che versiamo alla Casagit. Siamo ormai da mesi entrati in quell elenco, in quell Anagrafe dei fondi. Non abbiamo dovuto far altro che mettere in chiaro la nostra missione e i nostri impegni economici per risultare, conti alla mano, tra i primi e più importanti fondi di assistenza sanitaria italiani. Mentre la richiesta di risorse destinate a quei temi era del 20 per cento rispetto al totale delle erogazioni la Casagit, dal solo bilancio 2009, risultava già oltre il 30 per cento. Oggi, dopo le manovre dello scorso anno, vedendone in concreto i numeri sfioriamo il 35 per cento. Non basterà, evidentemente, solo questo requisito. Dovremo dimostrare anche la solidità economica che, in altre forme, viene richiesta agli enti pre - videnziali. Per queste ragioni ci siamo dotati di uno strumento analogo a quello di questi enti, il Bilancio tecnico attuariale, cioè la previsione analitica, affidata a un professionista del settore economico finanziario, di quel futuro che ci attende da qui a 10, 15 o 20 anni. E come se, e lo troverete di seguito nel giornale, potessimo fare finalmente una doppia valutazione della salute della nostra cassa. Quella di oggi, con il Editore: CASAGIT Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani Angiolo Berti Via Marocco, Roma Registrazione: Tribunale di Roma N. 233 del Direttore Responsabile: Daniele M. Cerrato Redazione: Gianfranco Giuliani, Mario Petrina, Coordinamemto: Massimo Di Russo Il battesimo del fuoco UNA CASAGIT RISANATA PER LA BUONA SALUTE DEI GIORNALISTI ITALIANI di Daniele M. Cerrato preventivo di bilancio 2010 e quella sul domani con il Bilancio attuariale. Ci dice, tenendo conto delle tendenze occupazionali della categoria, stimando i trend di spesa sanitaria futura, l invecchiamento della nostra popo - lazione, fino a quando la Casagit potrà assolvere al suo compito. Materia delicata dunque che stimola un dibattito profondo tra i giornalisti italiani alle prese con una crisi occupazionale e una polverizzazione delle occasioni di lavoro che trasformano i giovani colleghi in precari a vita, in freelance pagati male e poco. Ecco perché crediamo sia importante questo giornale, per raccogliere non solo le sfide che i tanti cambiamenti ci chiedono di accettare e talvolta combattere, ma anche per capire meglio come trasformare questa nostra Casagit in uno strumento che può competere con i tempi, mantenendola forte proprio quando tutto intorno a noi ci vorrebbe deboli e vulnerabili. Abbiamo anche l ambizione di raccontare storie di colleghi ed esperienze professionali. Chi la Casagit la vede dai vetri e chi, da un fronte di guerra, la trova solo al ritorno a casa. Vogliamo anche dare notizie sarebbe il nostro mestiere a ben pensarci utili e di profilo adeguato al compito che abbiamo. Inoltre ci attendiamo suggerimenti, lettere, stimoli. A questo scopo abbiamo attivato un nuovo indirizzo di posta elettronica: È un lavoro che abbiamo scelto di fare e vorremmo farlo nel migliore dei modi. Buona lettura. Fotografia: Maurizio Vittori Mail: Progetto grafico: Servizi Grafici S.r.l. Stampa: Postel S.p.A. Via Guglielmo Massaia, 31 Roma Il mandato dell Assemblea nazionale dei delegati al Consiglio di amministrazione: riforma necessaria e responsabile Statuto, regolamento e non solo: 2011, un anno di svolta di Gianfranco Giuliani Semplificazione. Ovvero meno burocrazia nei rapporti con i soci, un impianto di regole moderne, coerenti, trasparenti e razionali, senza sovrapposizioni, incongruenze né chiavi interpretative della norma. Una rivoluzione gentile che si tradurrà in una maggiore efficienza ed efficacia nel fornire risposte e servizi a tutela della salute dei giornalisti italiani. Duemilaundici, l anno della svolta. Non è solo un titolo e neppure una parola d ordine vuota di contenuti. Piuttosto è un mandato preciso ad avviare la riforma della Casagit attraverso una ampia revisione dello Statuto e del Regolamento, una riscrittura doverosa, attesa da tempo e possibile ora, dopo il riordino dei conti e la messa in sicurezza dei bilanci. L argomento era all ordine del giorno del Consiglio di amministrazione. L Assemblea na - zio nale dei delegati lo ha fatto proprio, approvando a larghissima maggioranza (due astensioni e nessun voto contrario) una delibera che fissa le linee programmatiche delle attività di Casagit per il prossimo biennio e, nel dettaglio, il piano di interventi in calendario nel 2011, inclusa, appunto, la revisione dello Statuto e del Regolamento in un ottica di semplificazione e razionalizzazione delle fonti normative della Cassa. Alla definizione della proposta lavora una commissione composta dall Ufficio di presidenza, da consiglieri di amministrazione, da esponenti del Collegio dei sindaci e da rappresentanti dei fiduciari e dei delegati. Una formazione al- largata nel segno della partecipazione e della corre spon - sa bilità nella elaborazione del - le scelte. Poi, a primavera, sa - rà l Assemblea nazionale dei delegati a doversi esprimere in una seduta statutaria, dopo ampio dibattito e con maggioranza qualificata. È un percorso lineare, propedeutico a un secondo pilastro della riforma della Casagit che arriverà a maturazione entro l anno: la messa a punto di una nuova proposta di Ca- sagit 2, uno strumento da confezionare su misura per i colleghi free lance e per coloro che vivono una condizione transitoria o talvolta purtroppo strutturale di precariato professionale. Non una Casagit di serie B come è stato puntualizzato nel corso del - l Assemblea nazionale di di - cembre ma una soluzione in grado di interpretare e tutelare i nuovi profili di un mestiere, STATUTO E REGOLAMENTO 2 3 STATUTO E REGOLAMENTO quello del giornalista, in costante e non sempre positiva evoluzione. Nel caso di Casagit 2, quella volontaria che non riguarda i colleghi contrattualizzati e a fronte di costi più contenuti offre minori coperture ha sottolineato il presidente Daniele Cerrato in un recente intervento riteniamo debba diventare uno strumento in grado di accogliere quanti, pur vivendo di giornalismo, non hanno contratti che rendono stabili i loro redditi. Tanti free lance, tantissimi collaboratori che, guadagnando poco e in modo discontinuo, più di altri necessitano di una copertura assicurativa sanitaria in grado di mettere al riparo i loro redditi da eventuali pesanti esborsi dovuti a problemi di salute. Sotto l ombrello della Casagit, con regole nuove che non mettano in discussione l equilibrio dei conti, devono trovar posto anche i meno garantiti di una categoria costretta a confrontarsi con regole di mercato aggressive e nessuna tutela. Ci attende uno sforzo di fantasia ma soprattutto, ancora una volta, di solidarietà concreta. Anche del progetto di Casagit 2 si occuperà una commissione, gemella per composizione a quella incaricata di redige- re la bozza del nuovo Statuto, che concluderà i propri lavori entro ottobre. Dopo di allora la proposta approderà sul tavolo del Cda e, in rapida successione, su quelli dei fiduciari e dell Assemblea nazionale. Tutto questo si innesta sul processo di messa a punto della strategia per costruire un modello di Welfare di categoria, che è un altro punto qualificante del mandato conferito dall Assemblea al Consiglio di amministrazione e che coinvolgerà, in un rapporto paritario, gli altri soggetti rappresentativi del giornalismo italiano: Inpgi, Federazione della stampa, Ordine e Fondo di pensione complementare. Infine gli altri cardini delle linee guida dell azione amministrativa condivisa dall Assemblea: la restituzione ai soci dei buoni risultati gestionali dell ultimo biennio sotto forma di un miglioramento delle prestazioni (entro l anno si procederà, tra l altro all attesa revisione di alcune voci del tariffario odontoiatrico), ma anche di un blocco e una diminuzione dei contributi, la definizione di nuove regole per l assistenza dei colleghi disoccupati, per l accertamento dei redditi e per la gestione dei casi di decadenza e di morosità. La sede della Casagit in via Marocco a Roma LA COMMISSIONE STATUTO Questa la composizione del Gruppo di lavoro per la revisione dello Statuto e del Regolamento della Casagit: Daniele Mauro Cerrato (presidente); Giampiero Spirito (vicepresidente vicario); Carlo Gariboldi (vicepresidente); Gabriele Cescutti, Corrado Chiominto, Mario Petrina, Alfonso Pirozzi (consiglieri di amministrazione); Claudio Cumani, Gian Paolo Girelli (fiduciari); Luciano Azzolini (presidente del Collegio dei sindaci); Umberto Nardacchione (sindaco); Sergio Cinquino, Paolo Costa, Paolo Petrecca (delegati); Francesco Matteoli (direttore generale). E IL GRUPPO DI LAVORO CASAGIT 2 Questa la composizione del Gruppo di lavoro per l elaborazione del progetto Casagit 2: Daniele Mauro Cerrato (presidente); Giampiero Spirito (vicepresidente vicario); Carlo Gariboldi (vicepresidente); Gianfranco Giuliani, Giovanni Perrotti, Gianfranco Summo, Carola Vai (consiglieri di amministrazione); Mario Antolini, Guido Filippi (fiduciari); Luciano Azzolini (presidente del Collegio dei sindaci); Pierpaolo Dobrilla (sindaco); Giorgio Frasca Polara, Otwin Nothdurfter (delegati); Francesco Matteoli (direttore generale). 4 5

3 Quando l antibiotico fa cilecca Prenderne troppi può diventare un problema reale. Intervista al direttore generale dell Agenzia Italiana del Farmaco Guido Rasi Effetto boomerang di un eccessivo ricorso al medicinale: Iniziano ad esserci i primi ceppi batterici che non rispondono assolutamente a nessuna molecola. Polmoniti difficili da trattare in ospedale, malattie banali che non si riescono più a curare con quello che abbiamo. Quella degli antibiotici è una partita diventata difficile un po in tutto l occidente e nel nostro paese in particolare. Siamo tra i consumatori più accaniti in Europa, battuti solo da Grecia e Cipro. Il consumo di antibiotici, che negli anni 40 era un segno di progresso medico, è diventato un segno di arretratezza. Avevano fatto la differenza tra guarigione e malattia durante la Seconda Guerra Mondiale, erano tra le armi migliori degli alleati, combattevano tubercolosi, polmoniti, ferite di guerra e sifilide. Poco da stupirsi che al loro arrivo furono considerati un regalo della liberazione. Così tanto che diventarono, negli anni 60 soprattutto, un effetto collaterale del boom economico: la panacea che permetteva di guarire da tanti fastidi, alcuni inconfessabili, consentendo al mutuato tipo, quello ben descritto nel Medico di Daniele M. Cerrato della mutua, di appagare la voglia di fare il pieno in farmacia. A tanti anni dalla scoperta di Alexander Fleming era pensabile arrivasse il conto. Si chiama antibiotico resistenza. In parole povere è quando l antibiotico, nato per combattere batteri e non virus, di fronte ai suoi veri nemici non fa più nulla. In qualche modo, senza averne avuta particolare co - scienza, ne abbiamo presi troppi e, soprattutto in terza età, di fronte a una infezione batterica l arma di sempre fa cilecca e il resto è storia. La stagione dell influenza è di quelle che mettono le basi per questo fenomeno. A copertura dei rischi di una complicazione batterica arriva un antibiotico, anche se e lo sanno ormai quasi tutti contro i virus come quello influenzale o del raffreddore non c entra nulla. La campagna lanciata dall Agenzia Italiana del Farmaco su un consumo responsabile di antibiotici è tutta qui. L ha voluta il suo direttore generale, il professor Guido Rasi, medico, docente universitario di Microbiologia a Tor Vergata e con esperienze internazionali, ha insegnato anche a Berkeley, Cali - fornia. Un uomo di rilancio, anche fiduciario, di quell agenzia che decide, in Italia, quali farmaci servono e con quali politiche, anche economiche, farli finire sugli scaffali delle farmacie. E su una sedia scomoda, il suo predecessore si chiamava Poggio - lini, ma lui non se ne cura e muove una guerra all abuso di antibiotici alla faccia delle multinazionali del farmaco. Professor Rasi perché i medici italiani prescrivono così tanti antibiotici inutili, su milioni di euro che spendiamo per queste medicine ogni anno se ne potrebbero risparmiare più di 413 È un abitudine molto italiana, Un atteggiamento di difesa rispetto a possibili complicanze. A volte fare una diagnosi porta via un po di tempo, distinguere tra infezione batterica e virale, in realtà, solo un paio di minuti, ma basterebbero a non prescrivere un antibiotico di troppo. C è anche la spinta dell industria del farmaco? Non più che per tanti altri farmaci. È più un atteggiamento medico che un problema di mercato. Ma come fa un paziente a dire al suo dottore no grazie, l antibiotico non lo voglio? Non è lui a doverlo dire. È il medico a doverci pensare pri - ma di scrivere. Il paziente è bene che si attenga sempre alla prescrizione e tra l altro se viene prescritto un antibiotico, anche se può sembrare un paradosso, è meglio farlo a dose piena e nei tempi corretti. La resistenza agli antibiotici nasce proprio dall uso improprio. Quindi se viene prescritto per i soliti cinque giorni non bisogna smettere se uno si sente meglio, ad esempio, dopo due soli Errore gravissimo. In quei due giorni vengono solo uccisi i batteri più stupidi, si è nella fase di non replicazione intensa dei batteri e si rischiano due cose: una ricaduta dopo 15/20 giorni molti dicono quest anno l influenza l ho presa due volte e l antibiotico resistenza perché abbiamo selezionato i germi più resistenti e la prossima volta, quello stesso antibiotico, non servirà più. Ma oggi a che punto siamo con i nuovi antibiotici, le nuove molecole? Il mercato, la ricerca, è ad un punto preoccupante. Poche molecole, poche novità in quella che noi chiamiamo fase due della sperimentazione. Vuol dire che prima di 6/7 anni non avremo nuovi farmaci, sempre ammesso che dimostrino di funzionare. Quanto costa la ricerca di un solo nuovo farmaco? Oltre ai 100/120 milioni di euro, che è il costo medio per portare un farmaco sul mercato, c è quello aggiuntivo della selezio- LA NOSTRA SALUTE ne su cosa investire. Insomma poche novità, tutte carissime e troppi antibiotici che girano senza senso. Esatto. Troppi antibiotici vuol dire, alla fine, nessun antibiotico. Stiamo per tornare ad un epoca pre Fleming. Non è terrorismo ma una triste realtà. Iniziano ad esserci i primi ceppi batterici che non rispondono assolutamente a nessuna molecola. Polmoniti difficili da trattare in ospedale, malattie banali che non si riescono più a curare con quello che abbiamo. Siamo nella stagione dell influenza. Come facciamo a di - menticare quello che è successo lo scorso anno, con la paura della pandemia e quintali di vaccini inutili comprati? Come si è comportata l Italia? Meglio degli altri. Ha comprato meno, si è lasciata spaventare meno dall allarme lanciato dall Oms. Non poteva certo stare inerte di fronte a un allarme così grande e mettere a rischio teorico 60 milioni di cittadini. Abbiamo stimato, con un algoritmo, un calcolo fatto all Istituto Superiore di Sa nità, quanti vaccini sarebbero serviti a fermare un eventuale pandemia solo vaccinando la popolazione a ri schio. Abbiamo comprato meno degli altri paesi europei e sciupato meno. Natu - ralmente col senno di poi avremmo fatto altro, ma il poi, si sa, viene poi E adesso, che siamo nel poi, quei vaccini verranno riutilizzati? In parte sì. Natu ralmente sono vaccini particolari, fatti in emergenza, quindi con scadenze più brevi rispetto ai vaccini classici. Ma molti sono ancora teoricamente utilizzabili. Anche quella è una partita tutta da giocare. Professor Guido Rasi direttore generale AIFA 6 7 Modello Casagit per le Casse dei liberi professionisti Dal confronto con l Adepp interessanti prospettive di sviluppo e di apertura COS'È L'ADEPP È l associazione degli Enti di Previdenza e Assistenza privatizzati. La privatizzazione degli enti dei professionisti italiani ha origine in alcune norme contenute nella Finanziaria del 1994 quando il Governo Ciampi propose un riordino degli Istituti e dei regimi previdenziali e assistenziali allora esistenti. A seguito della riforma del sistema previdenziale (D.L. 509/94) e del Decreto attuativo 103/96 si sono potuti costituire altri enti, fino a quel momento non ancora privatizzati. L Adepp riunisce, oggi, 20 casse di previdenza e assistenza realizzando un sistema di tutele per oltre 2 milioni di professionisti italiani. Cariche sociali Adepp di Gabriele Cescutti Rimessi in sesto i conti (l ottimo attivo dell assestamento al bilancio preventivo 2010 lo dimostra) la Casagit deve ora affrontare due sfide. La prima, ben nota, riguarda la necessità di controllare ed allontanare i rischi di nuove possibili crisi che le stime attuariali prevedono per il futuro se non affrontati per tempo con adeguati interventi. La seconda, di carattere assolutamente positivo, deriva dall interesse che le venti Casse previdenziali dei liberi professionisti, riunite nell Adepp, stanno concretamente manifestando per la realtà Casagit e per quello che i giornalisti hanno saputo autonomamente realizzare a tutela della categoria. Di recente nell Adepp (il cui presidente come è noto è dallo scorso giugno il collega Andrea Camporese, presidente del nostro Inpgi ) si è aperta una discussione dalla quale è emersa la richiesta di un gruppo consistente di Casse professionali affinché sia creato un organismo dal quale, sull esempio di quanto avviene alla Casagit, gli iscritti all Adepp possano ricevere prestazioni sanitarie integrative: non più quindi, come attualmente avviene, attraverso società di assicurazione. Questa aspirazione era emersa già nel recente passato, ma in modo sporadico. Oggi invece la domanda si è fatta molto più larga e convinta, affinché si punti a realizzare un progetto che consenta nell Adepp di fare quello che fa la Casagit. Ovviamente tutti si rendono conto che la nostra Cassa per poter garantire la qualità e la quantità rilevanti delle prestazioni si basa innanzitutto sulla solidarietà di categoria; in modo che, attraverso la obbligatorietà contrattuale dell iscrizione dei giornalisti dipendenti e il prelievo percentuale sul loro stipendio, si concretizzi l impegno d origine chi più guadagna più contribuisce. Una via, la nostra, per ora giudicata di assai difficile applicazione nei confronti di una platea di iscritti in cui prevalgono ampiamente i liberi professionisti. E quindi la domanda delle Casse professionali è: Anche noi vorremmo dotarci di un assistenza sanitaria con benefici simili a quelli garantiti dalla Casagit: aiutateci quindi a capire come fare per uscire dal settore delle società di assicurazione, quanto do vrem mo chiedere ai nostri iscritti, quanto possiamo eventualmente comparte- cipare economicamente e che cosa potremmo in cambio offrire ai nostri colleghi. Risulta che in questo senso sia in corso nell Adepp un approfondimento che dovrebbe concludersi presto in un documento interno di sintesi, nel quale l Ente che raccoglie le venti Casse professionali dovrebbe definire le prestazioni su cui si concentra maggiormente l interesse, affinché sia possibile approfondire concretamente il loro possibile costo. Al di là di questo primo passo c è da aggiungere che nel forte interesse che in sede Adepp si sta sviluppando per la nostra assistenza integrativa sanitaria, emergono sostanzialmente due tendenze, con possibili tempi di realizzazione sicuramente diversi, ma comunque non in contrasto fra loro. La prima, più immediata, riguarderebbe la richiesta alla Casagit di indicare le modalità di realizzazione, le alternative e i rischi del progetto cui le Casse professionali aspirano. Alla Casagit potrebbe quindi esser chiesto di essere un autorevole consulente di esperienza pluridecennale (la nostra origine risale al 1974) che assieme all intervento di un attuario aiuti a valutare le possibilità di successo a lungo termine, indichi gli eventuali problemi e le conseguenti soluzioni, e consenta di individuare le prestazioni possibili sulla base dei flussi di risorse previste. La Casagit (questa è la convinzione unanime) ha maturato una lunga esperienza nel settore, ha realizzato convenzioni con gli ospedali e con le cliniche private, ha costituito poliambulatori, co no sce in modo approfondito il settore odontoiatrico, ha esperienza nel farsi carico dei grandi rischi ed è quindi in grado di aiutarci a decidere sul progetto complessivo che vorremmo realizzare, su cosa prioritariamente puntare e a valutarne i costi: ovviamente avendone un adeguato vantaggio economico per la sua assistenza. Fra le Casse dell Adepp però (ecco la seconda tendenza) c è anche chi va oltre e avanza la seguente domanda: La Casagit ci potrebbe accogliere al suo interno? Con quali costi e in cambio di quali prestazioni? Un interrogativo certamente di grande interesse e contemporaneamente molto impegnativo, che tuttavia non sembra per ora riguardare la maggioranza delle Casse dei liberi profes- sionisti. Qualora tale domanda fosse ufficialmente espressa la nostra Cassa si troverebbe contemporaneamente di fronte a una grande opportunità e a una impegnativa sfida. Oppor tunità e sfida alle quali certo non si sfuggirebbe, ben comprendendo l occasione di crescita che un tale progetto rappresenterebbe per tutti, nuovi e storici soci della Ca sagit. Senza dimenticare comunque la necessità di una rigorosa analisi su come af frontare una metamorfosi di estrema rilevanza, che aprirebbe orizzonti affascinanti, contemporaneamente evidenziando la necessità di un adeguamento, non soltanto strutturale, della nostra Cassa. Un ipotesi dunque che non è proprio dietro l angolo e sulla quale, se sarà espressa una richiesta ufficiale, saranno certamente avviati, oltre che un at tenta valutazione da parte degli Organi istituzionali della Cassa d intesa con Fnsi, Inpgi e Ordine, anche un approfondita consultazione con la nostra categoria. * * * * Naturalmente considerando entrambe le ipotesi fin qui descritte non si può dimenticare che è indispensabile ottenere l accordo di un importante soggetto istituzionale, rappresentato oggi dal Ministro Sacconi, titolare del Dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali. I contatti finora avviati dal collega Andrea Cam po rese, nella duplice veste di Presidente dell Adepp e del l Inpgi, sembrerebbero confermare la disponibilità ad ac com pa - gnare l iniziativa. Di notevole rilevanza è apparsa la conferma che il Ministro Sac coni attribuisce alla copertura sanitaria integrativa che il progetto prevede, in un settore i cui costi lo Stato oggi non è in grado di sostenere. Da ciò la disponibilità del Ministro a confermare i vantaggi fiscali, di cui godono i Fondi sanitari, anche nel progetto (o nei progetti) auspicati dalle Casse dei liberi professionisti. Una situazione quindi ancora aperta, ma che già oggi fa intravedere interessanti prospettive per la nostra Cassa. E che conferma quanto sia stata preveggente trentasei anni fa la volontà espressa dalla Fnsi, d intesa con Ordine e Inpgi, per dotare la nostra categoria di un così importante strumento di tutela, che oggi tanti ci invidiano. Presidente: Andrea Camporese Vice presidenti: Giovanni Pietro Malagnino (vicario), Mario Schiavon Consiglieri d amministrazione: Walter Anedda e Amarco Ubertini Revisori dei conti: Paolo Pedrazzoli (presidente), Florio Bendinelli (effettivo), Gianni Mancuso (effettivo), Fausto Amadasi, (supllente), Daniele M. Cerrato (supplente) TUTTE LE CASSE Cassa DOTTORI COMMERCIALISTI Via della Purificazione 31 ROMA Presidente: Walter Anedda Cassa FORENSE Via E. Q. Visconti 8 ROMA Presidente: Marco Ubertini Cassa GEOMETRI Lungotevere A. da Brescia 4 ROMA Presidente: Fausto Amadasi Cassa NOTARIATO Via Flaminia 160 ROMA Presidente: Paolo Pedrazzoli Cassa RAGIONIERI Via Pinciana 35 ROMA Presidente: Paolo Saltarelli CASAGIT (Giornalisti) Via Marocco 61 ROMA Presidente: Daniele M. Cerrato ENPAB (Biologi) Via di Porta Lavernale 12 ROMA Presidente: Sergio Nunziante ENPACL (Consulenti Lavoro) Via del Caravaggio 78 ROMA Presidente: Vincenzo Miceli ENPAF (Farmacisti) Viale Pasteur 49 ROMA Presidente: Emilio Croce ENPAIA (Addetti e Impiegati in Agricoltura) Viale Beethoven 48 ROMA Presidente: Carlo Siciliani ENPAM (Medici) Via Torino 38 ROMA Presidente: Eolo Parodi ENPAP (Psicologi) Via Andrea Cesalpino 1 ROMA Presidente: Angelo Arcicasa ENPAPI (Infermieri) Via Alessandro Farnese 3 ROMA Presidente: Mario Schiavon ENPAV (Veterinari) Via Castelfidardo 41 ROMA Presidente: Gianni Mancuso EPAP (Chimici, Attuari, Agronomi e Forestali, Geologi) Via Vicenza 7 ROMA Presidente: Arcangelo Pirrello EPPI (Periti Industriali) P.zza della Croce Rossa 3 ROMA Presidente: Florio Bendinelli FASC (Fondo Spedizionieri) Via T. Gulli 39 MILANO Presidente: Marco Livio Pecorari INARCASSA (Ingegneri e Architetti) Via Salaria 229 ROMA Presidente: Paola Muratorio INPGI (Giornalisti) Via Nizza 35 ROMA Presidente: Andrea Camporese ONAOSI (Orfani Sanitari) Via Ruggero díandreotto 18 PERUGIA Presidente: Aristide Paci 8 9

4 SINDACATO Quale Casagit per i freelance? A Bergamo controvento di Maurizio Bekar Freelance, coordinatore della Commissione Lavoro Autonomo della Fnsi Una nuova formula, da definire insieme. Tre suggerimenti e una sfida. Già raccolta La maggioranza dei giornalisti italiani sono oggi freelance (circa , a fronte di contrattualizzati, secondo l Inpgi). Ma la larghissima parte di loro non è in grado di ricorrere ai servizi di assistenza sanitaria di categoria, erogati dalla Casagit. Perché l adesione alla Casagit 2 per il freelance medio costa troppo. Infatti quando (sempre secondo i dati Inpgi) il 55 per cento dei giornalisti lavoratori autonomi o co.co.co. ha un reddito inferiore ai 5 mila euro lordi l anno, e il 70 per cento circa inferiore ai , una quota di adesione annuale alla Casagit 2 di 1850 o 925 euro (a seconda della fascia di adesione scelta) incide troppo pesantemente sui loro budget. Se a ciò si aggiunge che con quel limitato reddito il freelance deve coprire anche le proprie spese d attività, i contributi e le tasse, e che l adesione scontata alla Casagit 2 dà diritto a dei rimborsi limitati solo al 60 o al 30 per cento delle spese sostenute, la conclusione è che anche la Casagit 2 è oggi fuori portata, e comunque economicamente non conveniente, per i freelance-tipo. Cioè per grosso modo la metà dei giornalisti italiani. E ciò quando delle compagnie assicurative offrono polizze malattie e infortuni per importi medi tra i 200 ed i 600 euro l anno, se individuali, e per poche decine di euro a testa se collettive. (Anche se, a onor del vero, non sempre queste si rivelano poi così convenienti o praticabili, una volta messe alla prova dei fatti). Vi è quindi la necessità e l urgenza di una radicale riforma delle modalità d adesione alla Casagit 2, se non si vuole che continui a restarne esclusa la componente più numerosa della nostra categoria, ma soprattutto quella economicamente più debole, e come tale pesantemente esposta nel caso di eventi di una certa entità (ma, quando si guadagna poco, può bastare anche una malattia che impedisca di lavorare per qualche settimana). Tre le indicazioni prioritarie, che pare ragionevole perseguire, per cercare di rendere il tutto praticabile sia dai freelance che dalla Casagit. Innanzitutto un radicale abbassamento delle quote di adesione annuale, avvicinandole alle offerte delle compagnie assicurative (diciamo una soglia d ingresso di euro, con scaglioni successivi a crescere, anche fino agli importi attuali?). Poi non proporre un pacchetto di servizi omnicomprensivo, come nella Ca sagit 1, ma strutturato per moduli, entro i quali il freelance possa scegliere solo quelli di suo reale interesse (ad esempio solo incidenti e grandi interventi, o solo rimborso spe - se mediche specialistiche extra servizio sanitario pubblico, o solo diaria giornaliera da ricovero) ognuno dei quali comporti una contribuzione specifica. La terza: limitare il ricorso ai servizi sanitari privati solo nei casi di impossibilità di ricorso in tempo utile, o con risultati adeguati, al Servizio sanitario na - zionale. Sono solo alcune pri - me indicazioni. Che potrebbero venir approfondite in un confronto con la Commissione lavoro autonomo dell Fnsi, an - che come tramite per una consultazione con le realtà regionali dei freelance. Dunque, quando iniziamo? colleghi che guardano da fuori, di là dai vetri, ma che non possono entrare. Ventimila È l immagine che il presidente Daniele Cerrato ha usato, parlando dei problemi della Casagit 2, nell ultima assemblea nazionale dei delegati. Evoca ricordi cinematografici, scene da neorealismo o da film americano sulla Grande Crisi. È un immagine drammatica che vale per tutta la categoria, e che è bene rimanga stampata nella testa di chiunque abbia responsabilità nelle rappresentanze del giornalismo italiano. Al sindacato ricorda qual è la sfida fondamentale intorno alla quale si gioca anche il Congresso di Bergamo. Sappiamo di andare controvento : il cosiddetto collegato lavoro varato dal Parlamento indebolisce ulteriormente le già tenui difese di legge per i precari, e lo Statuto dei lavori proposto dal ministro Sacconi punta - ben al di là di una correzione terminologica apparentemente lieve - a un netto ridimensionamento dei diritti garantiti dallo Statuto dei lavoratori. Ma la via è obbligata. Abbiamo voluto e ottenuto un contratto Fnsi-Fieg che è servito a scongiurare l effetto Pomigliano, quella devastazione degli accordi nazionali che sta investendo altri settori del lavoro italiano. Le misure ottenute dentro e insieme al contratto hanno permesso di attutire i colpi di una crisi durissima, e non solo italiana. Ma ora gli editori devono essere costretti a comportamenti imprenditoriali di civiltà almeno minima: perché i dati della ricerca elaborata da Lsdi (Libertà di Stampa e Diritto all Informazione) danno conferma scientifica ma non ce n era bisogno allo scandalo dei pezzi pagati 3 euro. È con 3 euro a pezzo che vivono quelle migliaia e migliaia di free lance che alla fine dell anno arrivano a 5 mila euro lordi. La Commissione Lavoro au to nomo istituita dalla Fnsi dice che, anche se tardivamente, siamo arrivati a mettere questo tema al centro della nostra attività. Ma non ci possiamo ac con tentare di promettere qualche tutela in più in una precarietà lunga una vita. Va ripreso il tema della stabilizzazione del lavoro precario: dobbiamo far tornare nella testa degli editori, e negli accordi, il concetto basilare che la forma normale di lavoro è quella a tempo indeterminato. Anche nel terzo millennio, anche nell epoca della rete: perché ci sono diritti fondamentali che non invecchiano. Dobbiamo sa perli im porre a chi ci indica la meta di una presunta modernità e intanto rispolvera rapporti contrattuali degni del l Ottocento. di Roberto Natale Presidente della Fnsi e rappresentante Fnsi nel CdA Casagit Verso il Congresso della Federazione nazionale della stampa I conti di oggi e quelli di domani Per chi spendiamo, come spendiamo: tutti i numeri di una gestione economica tornata in sicurezza Direttore Generale della Casagit Il Bilancio tecnico attuariale per anticipare il nostro futuro e orientare le scelte Quanto si spenderà nei prossimi anni per l assistenza sanitaria dei soci Casagit? Quanti saranno i contributi su cui potremo contare? Come si evolverà il patrimonio? Fino a che punto si potranno aumentare alcune voci del tariffario? Quando entreranno in contatto le curve delle entrate e delle uscite rendendo così obbligatorio il ricorso alle riserve? E soprattutto fino a quando po - tranno essere pagate le prestazioni? Il Bilancio tecnico attuariale ci consente oggi di dare una risposta a queste domande; uno strumento fondamentale di lavoro per comprendere e prevedere le dinamiche future delle grandezze e dei numeri tipici di un fondo sanitario quale la Casagit: le entrate, le uscite e l evoluzione del suo patrimonio. Il Bilancio Tecnico Attuariale (Bt) di cui si è dotata la Cas - sa dal settembre 2009 consente infatti di valutare e definire come si svilupperanno di Francesco Matteoli nel tempo i contributi che a vario titolo arriveranno dai soci e dalle aziende, i rendimenti del patrimonio, le spese e i rimborsi agli assistiti e i costi di funzionamento della struttura. Gli iscritti alla Casagit sono circa , i soci titolari circa per una contribuzione totale intorno agli 85 milioni di euro. La spesa per le prestazioni dopo le recenti manovre di risanamento, dopo la rinegoziazione delle convenzioni e grazie alla diminuzione del numero e dei giorni di ricovero si attesta intorno ai 70 milioni di euro. I costi di funzionamento della struttura, 70 dipendenti, 11 amministratori e 80 delegati, è di circa 9,5 milioni. Tutto questa porta a un bilancio preventivo, per la competenza 2010, che fa registrare un saldo positivo di circa 5,5 milioni di euro. I ricoveri e la chirurgia ambulatoriale costituiscono il maggior capitolo di spesa (35%), seguiti dalle cure odontoiatriche (23%), gli accertamenti clinici e diagnostici (11%), le visite specialistiche (10%), i farmaci (6%) le terapie fisiche riabilitative (5%), le altre terapie e protesi (4%) le assistenze (4%) e le lenti(2%). Le maggiori entrate, circa 51 milioni di euro, arrivano dai soci che hanno un contratto di lavoro subordinato e dai pensionati (circa 13,5 milioni). È proprio il dettaglio di tutti questi dati, organizzati per sesso, età, tipologia contributiva, frequenze medie di accesso alle prestazioni, che costituisce il principale patrimonio di informazioni che viene utilizzato dal bilancio tecnico attuariale per predire il nostro futuro. Nel bilancio attuariale, la vita professionale e sanitaria di ogni nostro singolo assistito viene simulata dal suo ingresso e fino alla definitiva uscita dalla Cassa. Le ultime proiezioni attuariali, basate sui dati definitivi del 2009, ci dicono che con un tariffario immutato, con le regole attuali e una popolazione che si evolve secondo i parametri della Ragioneria Generale dello Stato utilizzati dall Inpgi per il suo bilancio attuariale, il nostro conto economico resta in equilibrio fino al 2017 e il patrimonio della Cassa regge le prestazioni fino al Se però tocchiamo il tariffario, anche solamente in misura minima, l 1 % all anno, il conto economico va in negativo nel 2013 e il patrimonio si esaurisce nel Questo si gnifica che il nostro primo e fondamentale ob - biettivo de ve essere quello di dare stabilità al nostro conto economico e solidità al no - stro patrimonio. La nostra sfida è fare ogni anno meglio della previsione attuariale e spostare sempre più in avanti nel tempo l equilibrio del nostro conto economico e la sostenibilità della Cassa. Per far questo è necessario proseguire in quella politica di attenta gestione e di rigore nell applicazione delle norme sia in materia contributiva che delle prestazioni, continuare a migliorare i nostri rapporti convenzionali selezionando accuratamente i nostri partner sanitari e costruire alleanze con le altre Casse sanitarie per aumentare il nostro potere contrattuale. Lo strumento del bilancio tecnico sarà un indispensabile compagno di viaggio che ci permetterà, non solo di sapere per quanto tempo la nostra Cassa può so- prav vivere, ma di stimare con elevato livello di precisione gli esiti di ipotetiche ma novre, su entrate e/o uscite, al fine di trovare soluzioni ottimali in una logica strutturale di lungo periodo e di studiare eventuali forme di gradualità nell adozione di queste soluzioni. Ci consentirà inoltre di valutare l impatto di eventuali modifiche del tariffario anche per singole prestazioni / voci di prestazione e di pianificare meglio i nostri investimenti finanziari. IN PRIMO PIANO CHI SIAMO ISCRITTI SOCI CONTRIBUZIONE Volontari Familiari 7% Familiari 11% 48% Pensionati 15% Contrattualizzati 33% Volontari Pensionati 15% Contrattualizzati 12% 62% COME SPENDIAMO Visite Lenti 10% 2% Accertamenti clinici e diagnostici 11% Farmaci 6% Ricoveri e chirurgia ambulatoriale 35% Cure odontoiatriche 23% Assistenze Terapie fisiche riabilitative 4% 5% Altre terapie e protesi 4% 70 milioni di euro di prestazioni l anno L ANDAMENTO DEL RISULTATO DI ESERCIZIO 8,00 6,00 4,00 2,00 0,00-2,00-4,00-6,00-8,00 (GESTIONE CARATTERISTICA, IN MILIONI DI EURO) I DATI NON INCLUDONO IL RISULTATO DELLA GESTIONE Proiezione FINANZIARIA E LE SOPRAVVENIENZE 12 13

5 Poliambulatori una risorsa per tutti Una rete sempre più estesa di strutture convenzionate, che garantiscono assistenza sanitaria di qualità in rapporto diretto con la Cassa. Ecco dove Genova, Milano, Pa do - va, Reggio Cala bria, Roma, Torino e non solo. È estesa la rete delle città che ospitano i poliambulatori Casagit, cui si possono rivolgere tutti gli iscritti alla Cassa, a prescindere dalla consulta di appartenenza, per visite specialistiche ed esami diagnostici. Un servizio per i soci e una risorsa per tutti con la possibilità di garantire assistenza sanitaria di qualità a costi inferiori rispetto alle tariffe Casagit per chi si rivolge a strutture private esterne. Regola comune in tutte le strutture: l accesso è subordinato alla presentazione di prescrizione medica, in cambio si può fruire di prestazioni convenzionate in diretta, sarà cioè la Casagit a pagare direttamente alla struttura il dovuto. Il poliambulatorio di Roma, inaugurato nel marzo del 2005 in piazza Apollodoro dal 2011 avrà una trasformazione in linea con le altre strutture sul territorio nazionale. La gestione delle prestazioni sanitarie è stata infatti esternalizzata, grazie all accordo ap pro vato dal Consiglio d amministrazione e siglato dal presidente Cerrato con la struttura Centro di Sanità s.p.a.. Una so cietà di gestione sanitaria co l legata a un grande ospe dale romano, il Nomentana Hospital. I locali restano della Casagit, titolare del contratto di locazione con l Inpgi. In sintonia con altri poliambulatori Casagit italiani, una volta ottenute le autorizzazioni regionali, si potranno effettuare in piazza Apollodoro anche prelievi per analisi al costo del ticket del Servizio sanitario nazionale. Al Poliambulatorio di Roma si rivolgono soci all anno per un totale di circa 20mila prestazioni erogate con una media di visite specialistiche e accertamenti diagnostici all anno. A Torino risultano essere particolarmente apprezzati i due poliambulatori: Cidimu e Sepin. L Istituto diagnostico Cidimu, fondato nel 1983 avendo come primo obiettivo lo sviluppo della diagnostica con ultrasuoni è la struttura più frequentata. Si trova in via Legnano, nel cuore del quartiere Crocetta, offre servizi in convenzione diretta dagli esami diagnostici a visite specialistiche. Il convenziona men - to diretto per queste ultime è attivo dal settembre 2010 e consente una fruizione più agevole per gli iscritti e un notevole risparmio economico per la Cassa. Duecento soci a di Giampiero Spirito trimestre per un totale di oltre mille prestazioni. Anche al Centro diagnostico Sepin, di via Marochetti 11, viene applicato lo stesso tariffario per le visite, inferiore a quello Casagit. La struttura ha registrato 160 visite specialistiche da maggio a settembre, tutto in regime di convenzione diretta, senza oneri a carico degli iscritti. Per le analisi e i prelievi la convenzione è in forma indiretta. In questo caso la spe sa viene sostenuta, a tariffario minore di quello Casagit, dall iscritto e poi rimborsata secondo le regole della Cassa. A Padova la Casagit ha stipulato dal 2007 una convenzione diretta con il Gruppo Data Me dica che ha tre sedi: Pa - dova (via Zanchi 89), Chioggia (Cam po Marconi 24) e Albi - gnasego (via Co lombo 13). Sono aperti tutti i giorni fino al sabato mattina. La convenzione vale per analisi e diagnostica. Gli iscritti possono prenotare chiamando direttamente la struttura. Serve presentarsi con la prescrizione medica dove sia indicata patologia e con la tessera sanitaria del Ser vizio na - zionale. La prestazione av vie ne in forma diretta, cioè pa ga di - ret tamente la Casa git. La convenzione serve anche a garantire una corsia preferen- ziale sui tempi di attesa. Anche a Genova Casagit ha raggiunto accordi con quattro strutture per la diagnostica ambulatoriale: Biome di cal, Al - baro, Baluardo e Sa lus. In questi poliambulatori la convenzione diretta è per analisi e diagnostica per immagini, con una media di ottanta-cento pazienti che ogni mese usufruiscono delle prestazioni. A Reggio Calabria ha sede l ultima struttura convenzionata in ordine di tempo. Si tratta dell istituto De Balsi, punto di riferimento per i soci Casagit rispetto al quale è in via di definizione un ampliamento dei servizi con l inserimento delle visite specialistiche. Particolarmente articolato sul piano territoriale è poi l accordo convenzionale con il gruppo Villa Maria, attraverso cui Casa git ha agganciato dodici centri distribuiti in più regioni d Italia con una concentrazione significativa in Emilia Ro - magna, ma anche in To sca na, in Puglia e in Sicilia. La rete include le se guenti strutture: Villalba Hospital a Bo logna, Salus Hospital (Reg gio Emilia), Primus Forlì Me dical Center (Forlì), Raven na Me - dical Center (Ravenna), Villa Maria Cecilia Hospital (Coti- gno la), San Pier Damia no Hospital (Faenza), Villa Maria Beatrice Ho spital (Fi renze), Anthea Hospital (Bari), Casa Bianca Hospital (Cas sano Murge), Città di Lecce Ho - spital (Lec ce), Villa Maria Eleo - nora Hospital (Palermo) e Agri gento Medi cal Center (Agri gento). Da segnalare, infine, la convenzione sottoscritta a Cam - po bas so con il Centro chirurgico oculare Laurelli, un ulteriore esempio di accordo virtuoso che co niuga elevata qualità di prestazioni e condizioni economiche di sicuro vantaggio. Per i soci e per la Cassa. QUI MILANO Il Centro polispecialistico dell Alg PROGETTO ANZIANI CON VISITE ANCHE A DOMICILIO Più di visite da gennaio a novembre, 33 medici per 18 diversi ambiti specialistici, 16 campagne di prevenzione sanitaria già avviate. Questi, in sintesi, i dati aggiornati del Centro medico polispecialistico gestito a Milano dall Associazione lombarda dei giornalisti e convenzionato con la Casagit. Ma quale è il giudizio dei soci su questa struttura che in un prossimo futuro sarà potenziata con un radiologo, un diabetologo, un endocrinologo e un urologo? Il direttore sanitario Franco Scapellato ha realizzato e fatto distribuire agli utenti, agli ospiti e ai familiari un questionario di gradimento dei servizi. Dieci domande, con la scelta di sei possibili risposte, alle quali hanno finora risposto 300 assistiti di ogni età. A tutti, oltre a informazioni generiche in forma anonima, vengono richiesti sug - gerimenti e consigli per un migliore funzionamento della struttura. Il risultato è andato oltre le migliori aspettative. Soddisfatto, discretamente soddisfatto o molto soddisfatto si è dichiarato il 94 per cento dei sottoscrittori del questionario. Gli aspetti positivi sot - tolineati sono in particolare il confort, la professionalità dei medici, l organizzazione data dal direttore sanitario, la comodità di poter usufruire della diagnostica più moderna, le campagne di prevenzione. Si arriva perfino ai complimenti. C è anche chi avanza proposte. Come quelle di prolungare l orario serale di apertura e di organizzare visite a domicilio almeno per infanti e anziani. Con il direttore sanitario si sta studiando, nell ambito del progetto per anziani Battiamo la solitudine, la possibilità di consegnare farmaci e visitare a domicilio quanti non hanno la possibilità di utilizzare i servizi del poliambulatorio. PAOLO CHIARELLI Vice presidente Associazione Lombarda Giornalisti Quando la convenzione conviene I vantaggi del Mav per i familiari FISCO Cliniche, centri diagnostici e medici odontoiatri: accordi rivisti, tagli e nuovi ingressi per garantire condizioni migliori ai soci e alla Casagit La detraibilità delle spese sanitarie nella prossima dichiarazione dei redditi Ridurre il numero delle convenzioni per ga - rantire condizioni mi - gliori ai soci e alla Casagit. Sulla base di questi due indirizzi si stanno muovendo gli uffici nel rinnovare completamente gli accordi stipulati con cliniche, dentisti e centri diagnostici. Oggi le convenzioni attive sono circa 180 convenzioni per ricoveri, 600 con medici odontoiatri e 50 per Tac e risonanze magnetiche. Nell arco degli ultimi ventiquattro mesi molte convenzioni, onerose e antieconomiche, sono state cancellate. Il taglio ha colpito soprattutto i dentisti. Fino al 2008 erano 900 i convenzionati, 400 sono stati depennati, ma altri cento sono entrati per la prima volta nell orbita della Cassa. La pulizia degli elenchi ha interessato soprattutto l area di Roma, dove alcuni odontoiatri avevano in cura soltanto uno o due soci Casagit, altri invece non vedevano un giornalista da anni. Restano aree critiche, dove molti studi non accettano le nostre condizioni, ritenute troppo basse rispetto al mercato. In buona parte della Valle d Aosta, in alcune zone del Veneto e nelle province lombarde di Mantova e Sondrio, ad esempio, i soci hanno grande difficoltà a trovare un dentista in convenzione. Molto più complessa, per la Casagit, è la gestione delle convenzioni con le cliniche. Le strutture dove è possibile es - sere curati direttamente sono, ancora oggi, soprattutto nelle aree di Milano, Roma e Torino. L ideale, dal punto di vista della gestione e delle condizioni economiche, sarebbe avere una struttura specializzata per ogni grande centro - spiega Luigi Bucchi, responsabile dell ufficio Convenzioni -. In questo modo potremmo avere una maggiore capacità contrattuale. Il tema delle condizioni economiche è fondamentale. Il Consiglio di amministrazione ha autorizzato gli uffici a stipulare convenzioni entro i limiti del tariffario con eventuali minimi ritocchi. Se le cliniche richiedono pagamenti molto più onerosi è lo stesso Cda che esamina l opportunità di stipulare gli accordi. In questi mesi sono state accolte convenzioni solo per strutture di elevatissima eccellenza - ad esempio il Centro cardiologico Monzino di Milano - o per cliniche in aree dove la Cassa è poco presente, è il caso della casa di cura Villa Donatello di Firenze. I centri diagnostici convenzionati non sono, invece, numerosissimi. Ai soci conviene, in ogni caso, presentarsi con la ricetta rossa, quella utilizzata per la prescrizione di prestazioni sanitarie con onere a carico del Servizio sanitario nazionale. Sono prestazioni mutuabili, quindi si paga solo il ticket che viene totalmente rimborsato al socio dalla Casagit. Chi si presenta con una semplice prescrizione medica ( ricetta bianca ) dovrà invece pagare una quota che rimarrà comunque a carico del socio. Un avvertimento per tutti. Se qualcuno, in cliniche o centri diagnostici, riferisce di avere una convenzione indiretta, dice il falso. Le convenzioni sono solo dirette, ossia, il socio non paga, o paga una piccola quota, e la Casagit liquida la fattura direttamente alla struttura sanitaria. Va anche sottolineato il lavoro degli uffici Casagit nella gestione delle convenzioni. Nell anno solare 2009 a fronte di una diminuzione del 7 per cento del numero dei ricoveri il costo delle degenze è calato del 15 per cento e quelle di materiali e medicinali in corso di ricovero ben del 20 per cento. del contributo aggiuntivo per il nucleo familiare, richiesto tramite MAv a tutti i L introduzione soci titolari con redditi superiori a 30mila euro lordi l anno, è compensata, nell attuale sistema di tassazione, da significativi vantaggi fiscali. In base alle norme del Testo unico delle imposte sui redditi (articolo 51 comma 2 ), i contributi prelevati direttamente in busta paga o nella pensione sono fiscalmente portati in deduzione alla fonte da parte del datore di lavoro e dall'inpgi. Di conseguenza le spese sanitarie sostenute dai soci contrattualizzati e pensionati Inpgi possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi solo per la parte non rimborsata dalla Casagit. Dopo l introduzione del contributo aggiuntivo per il nucleo familiare, (il famoso MAv) le spese sanitarie so ste nute dai familiari dei soci contrattualizzati o dei pensionati Inpgi, possono essere portate interamente in detrazione, indipendentemente da quanto sia stato rimborsato da Casagit. Prima dell introduzione del Mav tutto questo era possibile solo per i soci volontari e per i loro familiari ma non per le spese relative ai familiari dei soci contrattualizzati o pensionati Inpgi. Per usufruire di questa op - por tunità i soci devono produrre al Caf o al commercialista la fotocopia delle spese sostenute o le distinte di liquidazione trasmesse da Casagit. Per recuperare le distinte di liquidazione è sufficiente - eventualmente con l'aiuto delle Consulte regionali - accedere al - l'"area riservata" dei soci attraverso sito internet della Casagit. Chi avesse smarrito la password, può richiederne una sostitutiva anche via , scrivendo alla casella di posta elettronica: ars_web ma sa git.it o telefonando al numero È bene quindi fotocopiare sempre la documentazione di spesa prima di inviare le pratiche di rimborso alla Casagit. La Cassa gestendo circa 90mila pratiche all anno non rilascia fotocopie delle fatture o delle ricevute inviate ; è tenuta però a mettere a disposizione i giustificativi di spesa originali in caso di verifiche fiscali da parte del - l Agenzie delle entrate. G.S. C.E.G

6 IN PRIMO PIANO sono italiano che torna a casa dopo quindici anni trascorsi per il mondo a raccontare a voi a casa. Non dico che uno si aspetti gli applausi, ma almeno un Ben tornato. Casagit sul campo di Ennio Remondino Una presenza e un servizio accanto a inviati, corrispondenti dall estero e colleghi migranti La testimonianza di Ennio Remondino: A me la Cassa ha permesso di esercitare quarant anni di giornalismo libero. Anche nelle guerre dei Balcani, in Afghanistan e in Libano. Nella vita professionale d'avventura che m'è capitata debbo ammettere di aver conosciuto molte e diverse forme di Cassa sanitaria integrativa improvvisata. La Casagit supplente balcanica durante i tre mesi di bombardamenti Nato sulla Jugoslavia, ad esempio, s'è chiamata niente meno che Enzo Biagi. Diciamo che di quella Casagit da campo, il grande Vecchio ne era il Presidente e il fedele Loris Mazzetti, l'amministratore delegato. Pochi giorni di loro presenza a Belgrado tra una bomba e l'altra, giusto il tempo di recapitarmi un prezioso sacchetto da spazzatura (per occultare meglio il contrabbando), pieno di cardioaspirine e medicamenti vari per cronisti maturi e sotto stress. Con l'aggiunta di qualche chilo di banconote per pagamento satellite in contanti. Ma questa è terapia esclusiva per televisivi. Altra Casagit particolare l'ho utilizzata in Afghanistan, ad Hannaba, alle porte della Kabul ancora talebana. Nome ufficiale della struttura supplente, Emergency, sintomi denunciati cacarella insistente, medico curante Gino Strada. Diagnosi: non hai il colera e quindi non rompere che abbiamo ben altro da fare. Infatti era soltanto epatite virale B. Terza Casagit di ripiego in Libano, anno Medici senza frontiere a trovare gli anticoagulanti necessari al vecchio pazzo che insisteva a frequentare posti e situazioni del cavolo oltre l'età prevista dal bugiardino allegato al farmaco. Il conto finale che ha dovuto pagare la Casagit vera, temo, non ne ha guadagnato. Più difficile e costoso mettere le pezze a revisioni meccaniche trascurate prima. Resta il fatto che anche tra noi, semisconosciuta, esiste la categoria dei migranti. Ad esempio i corrispondenti esteri. Privilegiati professionalmente (una volta), e sfigati sanitariamente. Residenti esteri con regolare permesso di soggiorno, noi. Paghi le tasse dove lavori e di quel Paese godi dell'assistenza sanitaria. Godi di quello che c'è. Tra Balcani e Turchia temo di non essere mai stato troppo fortunato, da quel punto di vista. Quando torni in vacanza a casa, sei un qualsiasi turista. Io extracomunitario. L'ospedale sì ma le medicine no. Conti fulminanti per la mia povera e ufficiale Casagit, a crescere in proporzione all'età e agli acciacchi di questo assistito indisciplinato. Mi hanno spiegato mille volte che anche il giornalista pendolare nel mondo avrebbe diritto all'assistenza sanitaria in Italia, ma io quella notizia l'ho bucata in tutte le Asl cui mi sono rivolto. Il paradosso per noi giornalisti migranti oscilla tra due estremi. La sanità che non c'è o la sanità con carta di credito immediatamente solvibile. Prima di abbandonarsi al coma metterla tra i denti, mi raccomandano i colleghi negli Usa. Salvo poi festeggiare il felice ritorno in Patria. Io l'ho fatto ora per pensionamento. Ed eccovi un preallarme per chi dovesse affrontare l'esperienza a breve. Con - dizione privilegiata la mia - mi dicevo - sono giornalista, Scopro di essere in realtà un migrante extracomunitario tra migliaia, che cerca regolarizzazione in Italia. Pretesa da ostacolare in ogni maniera. Qui almeno conosco la lingua, mi dicevo, e posso affrontare la burocrazia capendo bene cosa mi si chiede. Che io sia cittadino italiano lo certifica un regolare e consunto passaporto da giro del mondo. Che io abbia nuovamente diritto all'assistenza sanitaria nazionale, diritto di voto al seggio sotto casa e una bella carta d'identità, scopro, è tutto da dimostrare. Per mia fortuna c'è intanto quella strana sigla, Casagit, sgradevole da leggere alla voce detrazioni sul listino paga ma essenziale, scopro oggi più di ieri, per una vita dignitosamente protetta. Non che io abbia mai cercato molto le coperture, sia in carriera sia sul campo della notizia. Ma, a ben pensare, anche questa nostra struttura, perché nostra dobbiamo imparare a sentirla e rispettarla, a me ha permesso di esercitare quasi quarant anni di giornalismo libero. Libero almeno da alcune paure, e non è poco. Per le cazzate giornalistiche che potete imputarmi ho fatto tutto da solo. PS. Proprio domani mattina ho appuntamento in municipio, dopo oltre un mese di attesa, per il colloquio preliminare con l'ufficiale di stato civile che dovrà dare il parere sulla mia richiesta di residenza in Italia. Forse una prova di conoscenza della lingua. Io speriamo che me la cavo Commissione permanente Il valore della solidarietà Interventi straordinari oltre il Tariffario. Nell ultimo anno erogati 300mila euro con regole certe e trasparenti L ANGOLO ACUTO Il colpo del Barone Quando il professore arrivò, la tensione sembrò allentarsi. Disse poche cose, tutte preoccupanti. La lista d attesa era lunga. Per operare subito bisognava pagare di Carlo E. Gariboldi* La Commissione per - ma nente (Cp) è da sem pre il vanto della Casagit. È la massima espressione della solidarietà prestata dalla cassa ai suoi soci. Appena costituita, nel 1975, la Casagit ha dato vita alla Commissione operativa, no - me diverso, ma stesso compito di oggi: intervenire economicamente al di là del tariffario in casi straordinari. Il Consiglio di amministrazione che si è insediato nel luglio del 2009 ha voluto dotarsi di regole certe e chiare, modificando le norme che regolavano la Cp. Sono principalmente due le competenze della Com mis - sione: integrazioni delle liquidazioni per ricoveri molto onerosi ed erogazioni straordinarie per prestazioni non previste dal tariffario. La Cp formula poi pareri su criteri applicativi e interpretativi della normativa Casagit e propone modifiche alla normativa. In pratica nel corso di diciotto mesi di gestione abbiamo meglio definito il campo di azione della Commissione, privilegiando in via quasi esclusiva le pratiche di ricoveri e accentuando la sua fun zione di monitoraggio delle novità tecnologiche in materia sanitaria. Un esempio concreto? L uti liz - zo del robot Da Vinci, il sistema ad altissimo contenuto tecnologico che ha rivoluzionato la chirurgia tradizionale. Fino al luglio scorso non era rimborsato dalla Casagit. Ora la Cassa contribuisce con 4mila euro. Questo è accaduto in seguito alla richiesta di un socio che sottolineava l importanza di utilizzare questo strumento per il tumore alla prostata. Trattandosi di chirurgia mini-invasiva, riduce al minimo il rischio di impotenza. Non ci sono formalità particolari per chiedere un intervento della Commissione che, nel valutare le richieste dei soci, tiene conto di quattro elementi: 1, la gravità dell onere per l iscritto; 2, le condizioni economiche del nucleo familiare; 3, la composizione del nucleo familiare e 4, gli oneri già sostenuti dalla Cassa per il richiedente. Nei casi di integrazione delle spese di ricovero, il concorso della cassa prevede che, come minimo, il socio sia rimborsato del 70 per cento dei costi complessivi dell intervento (struttura, più medici). Il dato, richiesto obbligatoriamente, del reddito familiare, può aiutare a meglio calibrare l intervento. Non si pensi, però, che i soci più ricchi siano esclusi dagli interventi, perché si tiene conto del fatto che, nella vita lavorativa, i giornalisti meglio retribuiti versano a Casagit molto di più degli altri. La spesa complessiva del 2010 per circa 70 interventi accolti si aggira sui 300mila euro. In media le pratiche respinte sono circa un terzo di quelle che arrivano dopo il vaglio degli uffici all attenzione della Commissione. Da qualche giorno lei si sentiva decisamente male. Il dottore, quello di famiglia, scelto da oltre due anni e mai visto in faccia, fece poche manovre, nessuna bussata al petto o alla schiena, pressione, uno sguardo negli occhi e poi la prescrizione per una lunga serie di analisi su tanti foglietti rosa. Lui non voleva spaventarla ma non ne aveva mai viste così tante da fare in una sola volta. Roba complicata, nemmeno tanto facile da prenotare con la mutua. Ma il dottore era stato chiaro: prima li fate meglio è. Così lui e lei finirono in una clinica, di quelle così belle da riuscire ad essere sia in centro che nella cintura verde della grande città. Già durante gli esami si capì che qualcosa non andava. I medici parlottavano e di fronte ai tanti schermi sembravano aspettare qualcosa, o forse qualcuno. Quando qualcuno arrivò la tensione sembrò allentarsi, era il professore, lui sì che sapeva leggere di quella sinfonia d immagini in bianco e nero ogni nota in minore. Disse poche cose, tutte preoccupanti. In sintesi: bisognava operare subito e con mano sicura. La vita di lei era in pericolo e anche se era già periodo di vacanze non era possibile rimandare. Intervento complesso, rischioso nessuno disse caro ma era l unica via possibile. Un intervento così si poteva fare al grande policlinico? Certamente sì, anche se la lista d attesa, complici le vacanze dei medici, era lunga. Insomma, come per gli esami, per avere subito (ed era proprio il caso di fare subito) bisognava pagare. Ma tanto voi avete un assicurazione vero? Certo che sì, però rimborsa su un tariffario, dipende da qual è il suo onorario, professore. E l onorario di un professionista come me: Dire altro sembrava indelicato ma comunque restavano alternative. Si poteva comunque pro vare in ospedale. Ma tra il dire e il fare, si sa, passa un mare d acqua. La lista era davvero lunga, insormontabile. Tutti casi gravi, urgenti. I chirurghi per carità tutti bravi ma certo, il professore Inutile dire che i tempi si strinsero ancora perché, com è giusto, anche il professore doveva fare le sue ferie. Meglio adesso, mi dia retta, e poi se le ha detto che è disponibile un occasione da prendere al volo. A volte ci piovono addosso consigli come se un temporale avesse deciso di prendersela proprio con noi. Una tempesta così forte di emozioni che quando alla fine si fa una scelta, giusta o sbagliata, ma quella verso la quale tutti i consigli spingono, sembra tornato il sereno. L intervento lo fece il luminare con la sua equipe più sfavillante, tutto in clinica naturalmente e le parcelle furono tante e care. Il professore, un tempo l avrebbero forse chiamato barone (ma oggi la baronia non c è più e i camici sono tutti dello stesso candido bianco) era abbastanza fiducioso. Capirà, ab biamo fatto il possibile, la situazione non era certo delle migliori. Ma vedrà Almeno riuscì ad evitare un brutto finale ravvicinato. Quello che rimase da pagare, subito e sull unghia, fu la differenza tra quanto copriva la Cassa e la realtà. Un conto pe sante. Una ricevuta da girarsi tra le mani e per giunta non aveva nemmeno la marca da bollo da 1 euro e 81 centesimi. D.M.C. *Presidente della Commissione permanente 20 21

7 Cynthia Spiess Fiduciari: la Casagit della porta accanto Sanità pubblica in picchiata Meglio avere il paracadute DALLE REGIONI Costituito il Coordinamento. Tra i suoi compiti: comunicazione, raccordo territoriale, studio e approfondimento di problemi e opportunità di Gianni Perrotti Eppure per il Fisco non fa differenza abitare a Nord o al Sud. Il caso Campania Il Coordinamento dei fiduciari della Casagit ha una storia antica. Non nasce cioè per un capriccio dell attuale Consiglio d amministrazione o del presidente Daniele Cerrato, ma con molta probabilità è stato concepito durante il primo mandato di Andrea Leone, che, verosimilmente, ha ereditato l idea. Non essendoci atti che possano confermare il contrario, si può quindi ipotizzare che il Coordinamento dei fiduciari esista, almeno sulla carta, da una decina di anni. Durante i quali, però, non ha dato segnali di esistenza in vita. Solo negli ultimi mesi del mandato precedente, la sporadica attività del Coordi na - mento si è manifestata con qualche comunicato. Ma la sua articolazione era diversa. Si trattava di un lavoro svolto da un consigliere d amministrazione chiamato a coordinare, da solo, l intera consulta di tutti i Fiduciari Casagit. Era chiara, da sempre, l utilità di un organismo che po tes se legare più strettamente l attività del CdA e quella dei Fi duciari, attraverso una più pun tuale informazione. La co municazione, in sostanza, de ve essere interpretata, an che fra oltre che tra fiduciari stessi. mento dei fiduciari, il Coor di - giornalisti, come stru men to di Il Coordinamento ha delineato la strada da percorrere pri - decisionali, né altre attribu- na mento non si riserva poteri partecipazione attiva alla vita e all elaborazione delle strategie operative degli istituti di che a freddo, come è nella tuto né procede a convoca- ma ancora di avviare i motori zioni non previste dallo Sta - categoria. Casagit compresa. norma, hanno qualche tentennamento. I fiduciari han no guenza non può gravare sul zioni autonome (e di conse- Un principio talmente elementare che suona anacronistico persino ricordarlo. Bene lontano e hanno in di viduato strando così di aver centrato responsabilmente guar dato bilancio della Cassa) dimo- però hanno fatto i fiduciari a cinque colleghi che, pur nella l obiettivo indicato dal Consi - sottolinearlo in un loro documento (sottoscritto du rante za, daranno il via all impresa au spi cava la crea zione di uno corretta logica dell alternan- glio d amministrazione. Che un assemblea nazionale dei avendo come prospettive strumento agile di coinvolgimento e di partecipazione delegati) con cui indicano le personali: maggior impegno, linee di azione del Coor di - maggior sacrificio, meno della maggioranza dei colleghi, autentici protagonisti del namento inteso come un tempo libero e più grattacapi sup porto di informazione, da affrontare. E ricevendo un processo di trasformazione pro posta e studio sui pro - solo beneficio: la certezza di che la Casa git dovrà inevitabilmente su bi re se desidera blemi della Ca sagit. In quest ottica il Coor dina men to sagit e, quindi, di tutta la ca - interpretare e assecondare operare per il bene della Ca - non può che essere tratto di te goria. Anche se, come vie - nel migliore dei modi i mutamenti in atto nella categoria. unione tra CdA e fiduciari, ne mes so in risalto nel docu- L assemblea dei Fiduciari ha indicato i cinque colleghi che hanno dato vita al primo Coordinamento. L incarico è a termine, essendo stato adottato il principio della rotazione nell assunzione della responsabilità. Questa l attuale composizione: Claudio Cumani (Bologna) Guido Filippi (Genova) Grazia Napoli (Potenza) Luisa Lombardo (Reggio Calabria) Chiara Roverotto (Venezia) di Alfonso Pirozzi Per la sanità pubblica alcune regioni del Mezzogiorno d Italia sono il luogo di stridenti contraddizioni perché convivono eccellenze sia nella ricerca che nella cura e insufficienze gravissime nei servizi, fonte di intollerabili disagi per l utenza. Nelle pagine dei giornali, purtroppo, non mancano le denunce di ritardi per prestazioni diagnostiche o per servizi socio-sanitari che altrove (solo a poche centinaia di chilometri) sono garantiti in tempi accettabili, con piena soddisfazione dell utenza. Appare chiaro (ma sembra quasi scoprire l acqua calda) che non c e una sanità uguale in tutto il Paese anche se, per quanto riguarda l imposizione fiscale, non fa alcuna differenza abitare a Milano o Napoli. È vero: in alcune aree del Paese - molto spesso è accaduto al Sud - non c è stata una attenta ge - stione delle risorse. E, per quanto attiene ai conti della sanità, sono già scattati i piani di rientro. Bisogna far quadrare i bilanci e si è tagliato laddove è stato possibile. In Campania, ad esempio, sono stati imposti nuovi ticket, è stato rimodulato il criterio delle esenzioni, si sta avviando una riorganizzazione della rete ospedaliera e ambulatoriale pubblica. Si auspica che migliorando la gestione economico-finanziaria del settore pubblico venga anche garantita successivamente una gestione più efficienti dei servizi. Sarà una sfida non facile. Anche il privato accreditato, sotto l aspetto economico finanziario, è in sofferenza. Qualche giorno fa, ha attuato una serrata per sollecitare il pagamento delle spettanze per prestazioni già espletate. Più volte i farmacisti, per protesta, sono passati all assistenza indiretta (facendo pagare i farmaci agli assistiti) perché impossibilitati a sostenere ulteriori anticipazioni di centinaia di migliaia di euro; anticipazioni che rischiano di mandare in bolletta anche aziende con le spalle larghe. È facile immaginare che, in uno scenario del genere, è davvero molto più prezioso avere un paracadute. E per noi giornalisti iscritti alla Casagit, le prestazioni assicurate dalla nostra Cassa di as - sistenza sono più di un semplice paracadute. La nostra fortuna è che, a differenza di altri professionisti, abbiamo un istituto con una esperienza trentennale che forte della competenza maturata sa guardare al futuro, pronto a dare risposte alle sfide che ci attendono domani. Non di rado abbiamo sentito le lamentele per il rimborso delle visite specialistiche. Sarebbe da ipocriti affermare il contrario: ot tanta euro non sono una grande cifra (la parcella media per una prestazione è sui 120 euro) ma sono un grande aiuto per quanti non vogliono far ricorso alle strutture pubbliche, vogliono fare in fretta ed avere, come riferimento, sempre lo stesso specialista. Altro esempio. Gli ospedali non sono alberghi e bisogna accontentarsi. Quanto vale il con tribu to che la Cassa concede sulla retta giornaliera di degenza? Un aiuto che ci dà la possibilità di scegliere, anche per un evento lieto come quello della nascita di un figlio o per curarsi una malattia di una certa gravità, liberamente una struttura ospedaliera anziché un altra, di avere a disposizione una stanza singola anziché quelle a più posti. Pare poco? A leggere i nu meri delle prestazioni erogate dalla Cassa sembra proprio di no I volti della Casagit I VOLTI DELLA CASAGIT Impiegati e funzionari, consulenti, collaboratori, responsabili di settore. Sono i volti della Casagit, le donne e gli uomini che operano nella sede di via Marocco. Molti soci conoscono solo la loro voce, sono parte di una grande squadra, che giorno dopo giorno ha saputo conquistare sul campo stima, rispetto e gratitudine dei giornalisti italiani. Serena Polverino Andrea Pezone Maurizio Tagliacozzo Giocondo Coletti e Caterina Francorsi Massimo Di Russo Monica Contaldo Patrizia Sabatini Francesco Matteoli Silvia Palumbo Simonetta Iannaccone e Vania Carli Tiziana Morra Sabrina Luzzatti Vittoria Carnovale Tiziana Tamburrini Daniela Natali Antonio Pennone Sonia Silvestri e Vittoria Mazzanti Carla Piazza Ivan Pirollo Angela Cappa Mauro Fellico Mauro Scaramuzzo Rita Cianfriglia Laura Peciola Silvia Bolasco Alessandro Proto Patrizia Panieri Un anno con i soci (Consulente odontoiatrico) Maria Russo Soci titolari: Assistiti totali: Contatti totali: Lettere istituzionali % Luigi Bucchi Lucia Palma Telefonate % % 24 25

8 CONSULTE REGIONALI E INTERREGIONALI ANCONA c/o Sindacato Giornalisti Marchigiani Via Leopardi Tel.071/ Fax 071/ Fiduciario: Giovanni GIACOMINI AOSTA c/o Associazione Giornalisti Valle d Aosta Via E. Aubert Tel. 0165/ Tel./Fax 0165/ Fiduciario: Viviana BALLARINI BARI c/o Associazione Stampa Puglia Strada Palazzo di Città Tel. 080/ Fax 080/ Fiduciario: Vito ZITA BOLOGNA c/o Associazione Stampa Emilia Romagna Strada Maggiore Tel. 051/ Fax 051/ Fiduciario: Claudio CUMANI BOLZANO c/o Sindacato Giornalisti Trentino-Alto Adige Via dei Vanga Tel. 0471/ Fax 0471/ Fiduciario: Franz VOLGGER CAGLIARI c/o Associazione Stampa Sarda Via Barone Rossi, Tel. 070/ Fax 070/ Fiduciario: Andrea ARTIZZU CAMPOBASSO c/o Associazione Stampa Molise Via Colle della Api snc Tel. 0874/ Fax 0874/ Fiduciario: Lucio ZAMPINO FIRENZE c/o Associazione Stampa Toscana Via dei Medici Tel.055/ Fax 055/ Fiduciario: Enrico PINI GENOVA c/o Associazione Ligure Giornalisti Via dei Fieschi 3/ Tel. 010/ Fax 010/ Fiduciario: Guido FILIPPI MILANO c/o Associazione Lombarda Giornalisti Viale Monte Santo Tel. 02/ Fax 02/ Fiduciario: Costantino MUSCAU NAPOLI c/o Associazione Stampa Napoletana Via Cappella Vecchia 8/B Tel. 081/ Fax 081/ Fiduciario: Marisa LA PENNA PALERMO c/o Associazione Siciliana Stampa Via F. Crispi Tel. 091/ Fax 091/ Fiduciario: Giovanni PIETROSANTI PERUGIA c/o Associazione Stampa Umbra Via del Macello Tel. 075/ Fax 075/ Fiduciario: Elvisio VINTI PESCARA c/o Associazione Stampa Abruzzese Corso V. Emanuele II Tel. 085/ Fax 085/ e- mail: Fiduciario: Donatella SPERANZA POTENZA c/o Associazione Stampa Basilicata Via Mazzini 23/E Tel. 0971/ Fax 0971/ Fiduciario: Grazia Maria NAPOLI REGGIO CALABRIA c/o Sindacato Giornalisti Calabresi Via Biagio Camagna Tel. 0965/ Fax 0965/ Fiduciario: Luisa LOMBARDO ROMA c/o Associazione Stampa Romana Piazza della Torretta Tel. 06/ Fax 06/ Fiduciario: Mario ANTOLINI TORINO c/o Associazione Stampa Subalpina Corso Stati Uniti Tel. 011/ Fax 011/ e- mail: Fiduciario: Giorgio LOMBARDI TRIESTE Associazione Stampa Friuli Venezia Giulia Corso Italia Tel 040/ Fax 040/ Fiduciario: Gian Paolo GIRELLI VENEZIA c/o Sindacato Giornalisti Veneto S. Polo Calle Pezzana Tel. 041/ Fax 041/ e-mal: Fiduciario: Chiara ROVEROTTO I Delegati all Assemblea ANCONA Giovanni GIACOMINI Giannetto SABBATINI ROSSETTI AOSTA Viviana BALLARINI BARI Gianfranco SUMMO Vito ZITA BOLOGNA Sabrina CAMONCHIA Claudio CUMANI Andrea ROPA Paola Emilia RUBBI BOLZANO Roberta BOCCARDI Otwin NOTHDURFTER Franz VOLGGER CAGLIARI Andrea ARTIZZU Giovanni PERROTTI CAMPOBASSO Lucio ZAMPINO FIRENZE Susanna GIUSTI Michele MANZOTTI Enrico PINI GENOVA Gianluigi CORTI Guido FILIPPI MILANO Domenico AFFINITO Aldo BOLOGNINI COBIANCHI Antonello CAPONE Paolo CHIARELLI Paolo COSTA Paola D AMICO Maria Antonietta FILIPPINI Carlo Ercole GARIBOLDI Gianfranco GIULIANI Cesare Angelo GIUZZI Elena GOLINO Andrea LEONE Renzo MAGOSSO Costantino MUSCAU Giovanni NEGRI Carla PORTA Edmondo RHO Valentina STRADA Giovanna TETTAMANZI PRESIDENTE Daniele Mauro Cerrato CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Gabriele CESCUTTI Corrado CHIOMINTO Gianfranco GIULIANI Giovanni PERROTTI Mario PETRINA Alfonso PIROZZI Gianfranco SUMMO Carola VAI Roberto NATALE - Rappresentante Fnsi NAPOLI Marisa LA PENNA Enrico SCAPATICCI Alfonso PIROZZI PALERMO Giovanna GENOVESE Mario PETRINA Giovanni PIETROSANTI PERUGIA Anna Lia SABELLI FIORETTI Elvisio VINTI PESCARA Sergio CINQUINO Donatella SPERANZA POTENZA Grazia Maria NAPOLI REGGIO CALABRIA Pier Paolo CAMBARERI Luisa LOMBARDO ROMA Mario ANTOLINI Manuela CADRINGHER Corrado CHIOMINTO Giovanni DE FRANCESCO Francesco DI MARIO Giorgio FRASCA POLARA DIRETTORE GENERALE Francesco MATTEOLI AMMINISTRATORI VICE PRESIDENTI Giampiero SPIRITO (vicario) Carlo Ercole GARIBOLDI COLLEGIO DEI SINDACI Luciano AZZOLINI Pierpaolo DOBRILLA Umberto NARDACCHIONE Gaetano ASSANTI Marco LIBELLI COMMISSIONE PERMANENTE Carlo Ercole GARIBOLDI (Presidente) Gabriele CESCUTTI Corrado CHIOMINTO Alfonso PIROZZI Gianfranco SUMMO Flavio GASPARINI Rossella LAMA Federica LAMBERTI ZANARDI Manuela LUCCHINI Liliana MADEO Luigi MASSI Giovanni ORLANDO Giorgio PACIFICI Marco PALMA Paolo PETRECCA Rossella SANTILLI Alessia SCHIAFFINI Giampiero SPIRITO Roberto TURNO TORINO Daniele Mauro CERRATO Giorgio LOMBARDI Carola VAI TRIESTE Federico OPPELLI Gian Paolo GIRELLI VENEZIA Margherita CARNIELLO Gabriele CESCUTTI Mauro PERTILE ORGANI SOCIALI (Presidente) (m. effettivo) (m. effettivo) (m. supplente) (m. supplente)

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