IL RAPPORTO ISTAT UN ITALIA ALLO STREMO

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1 869 i dossier IL RAPPORTO ISTAT UN ITALIA ALLO STREMO 29 maggio 2014 a cura di Renato Brunetta

2 EXECUTIVE SUMMARY 2 Lo scorso 28 maggio l Istat ha rilasciato il suo Rapporto annuale sulla situazione italiana. Ne emerge un quadro a tinte fosche, un Italia ancora in piena crisi economica, con un tasso di disoccupazione crescente e conti pubblici ancora lontani dall essere risanati. Il quadro è ancora più drammatico se paragonato a quello di altri paesi europei, nei quali la crisi ha avuto un impatto meno violento e limitato ad un periodo di tempo più breve.

3 SOMMARIO : La grande crisi europea La competitività delle imprese Il confronto internazionale La spesa pubblica La diseguaglianza redistributiva Le entrate La pressione fiscale L indebitamento Il debito pubblico Il crollo del potere d acquisto La crisi del mercato del lavoro Le caratteristiche dell aggiustamento La competitività fiscale

4 : LA GRANDE CRISI EUROPEA 4 Dallo scoppio della grande crisi finanziaria, nel 2008, le condizioni economiche e di finanza pubblica in Europa si sono grandemente deteriorate. I governi hanno tentato di reagire attuando politiche di risanamento ma, tuttavia, i livelli di deficit e debito pubblico sono state, nel 2013, molto più altri del 2007.

5 : LA GRANDE CRISI EUROPEA 5 L attuabilità e l efficacia delle politiche anti-cicliche di un paese dipendono dall equilibrio dei conti pubblici che si riscontrava all inizio della crisi, ovvero: dal livello di deficit pubblico rispetto al Pil; dal livello di debito pubblico rispetto al Pil; dal livello di pressione fiscale e di spesa pubblica rispetto al Pil. Una situazione iniziale già gravemente compromessa riduce, evidentemente, gli spazi di intervento per il governo. detto in altri termini, i paesi che godevano di finanze pubbliche solide hanno potuto maggiormente concentrarsi sull obiettivo della crescita.

6 IL CONFRONTO INTERNAZIONALE 6 Per quanto riguarda l Italia, è interessante confrontare l andamento delle principali variabili di finanza pubblica con quelle della media dei paesi dell Unione economica e monetaria europea (Uem) per il periodo

7 LA SPESA PUBBLICA 7 La spesa pubblica, in rapporto al Pil, è aumentata in Italia meno della media europea: +3%, rispetto al +3,8%.

8 LE ENTRATE 8 Le entrate, in rapporto al Pil, sono aumentate in Italia più della media europea: +1,7%, rispetto al +1,5%.

9 LA PRESSIONE FISCALE 9 La pressione fiscale è aumentata in Italia più della media europea: +1,1%, rispetto al +1%.

10 L INDEBITAMENTO 10 L indebitamento, in rapporto al Pil, è aumentato in Italia meno della media europea: -1,4%, rispetto al -2,3%.

11 IL DEBITO PUBBLICO 11 Il debito pubblico, in rapporto al Pil, è aumentato in Italia più della media europea: +29,3%, rispetto al +26,4%.

12 LE CARATTERISTICHE DELL AGGIUSTAMENTO 12 Nonostante il percorso di risanamento sia stato per l Italia particolarmente pesante, una analisi ex-post suggerisce come esso sia stato anche fortemente sbilanciato dal lato delle entrate. infatti, i principali interventi correttivi effettuati nel 2011 (D. L. 98/2011, D.L. 138/2011 e D.L. 201/2011) hanno comportato un incremento cumulato di +122 miliardi di euro nel triennio a fronte di una riduzione di spesa pubblica di soli -53 miliardi di euro. tale sbilanciamento ha provocato un ulteriore deterioramento delle condizioni economiche con conseguente peggioramento dei conti pubblici.

13 LE CARATTERISTICHE DELL AGGIUSTAMENTO 13 L azione fiscale dell Italia, nel periodo , è stata orientata a politiche restrittive, che ha provocato un aumento dell avanzo primario cumulato pari a circa il +5,4% del Pil 2012, contro un disavanzo medio del -7,4%. Secondo i calcoli dell Istat l Italia è stato l unico paese nella Uem a non avere effettuato, nel complesso, alcuna politica espansiva, presentando effetti cumulati per 5 punti percentuali di Pil.

14 LE CARATTERISTICHE DELL AGGIUSTAMENTO 14 Il seguente grafico mostra l andamento del saldo primario nei paesi Uem negli anni

15 LE CARATTERISTICHE DELL AGGIUSTAMENTO 15 Il seguente grafico mostra l andamento del saldo primario in rapporto al Pil e il tasso di crescita del Pil nei paesi Uem negli anni

16 LE CARATTERISTICHE DELL AGGIUSTAMENTO 16 Il seguente grafico mostra l andamento del saldo primario in rapporto al Pil e rapporto debito/pil nei paesi Uem negli anni

17 LA COMPETITIVITA FISCALE 17 L analisi dell Istat ha dimostrato anche come l Italia sia un paese fiscalmente poco competitivo. l aliquota implicita sui consumi è sceso, per l Italia, dal 17,6% del 2007 al 17,4% del 2011 mentre è rimasto invariato al 20,1% per la Ue27; quella sul lavoro è rimasta invariata al 42,3% per l Italia, mentre è scesa dal 37,8% al 37,7% per la Ue27; quella sul capitale è scesa da 28,8% a 24,8% per Italia e dal 29,6% al 20,8% per la Ue27.

18 LA COMPETITIVITA DELLE IMPRESE 18 L Istat certifica che l Italia è un paese poco competitivo nei confronti dei suoi principali competitori. In sintesi: i tempi necessari all avvio di un impresa in Italia si sono ridotti, ma restano molto elevati i costi; i tempi e i costi della giustizia civile ostacolano seriamente l attività imprenditoriale; gli adempimenti amministrativi e burocratici e la mancanza di risorse finanziarie sono percepiti dalle imprese come principali freni alla competitività; il sistema produttivo italiano è ancora caratterizzato da una grande frammentazione e da un elevato grado di imprenditorialità.

19 LA DISEGUAGLIANZA REDISTRIBUTIVA 19 Secondo l OCSE, l Italia possiede uno dei più elevati indici di diseguaglianza nella redistribuzione dei redditi famigliari primari. Il grafico successivo riporta gli indici di Gini prima e dopo i trasferimenti pubblici.

20 IL CROLLO DEL POTERE D ACQUISTO 20 Nel periodo tra il 2007 e il 2013, il potere d acquisto delle famiglie italiane è sceso del -10,4%. Nel 2013, rispetto all anno precedente, la caduta è risultata pari al -1,1%, per effetto di un lieve aumento (+0,3%) del reddito disponibile, più che compensato dall inflazione. I redditi da lavoro autonomo hanno sperimentato una nuova caduta, seppure più tenue di quella del 2012 (-2,1% e -6,6% rispettivamente); i redditi da lavoro dipendente, dopo la stagnazione del 2012, si sono ridotti del -0,5%.

21 IL CROLLO DEL POTERE D ACQUISTO 21 Il grafico successivo mostra come l Italia sia stato nel 2013 il paese che ha subito la maggior perdita d acquisto.

22 LA CRISI DEL MERCATO DEL LAVORO 22 Sul fronte del mercato del lavoro, la situazione italiana è di gran lunga peggiore a quella di altri paesi. rispetto al 2008, nel 2013 l occupazione è diminuita di mila unità, facendo registrare una flessione pari al - 4,2%. Il calo è stato maggiore nell ultimo anno (-478 mila occupati), accelerando la dinamica negativa osservata dopo il leggero incremento di occupazione registrato nel Il tasso di occupazione è diminuito al 55,6% nel 2013, dal 58,7% del Nel periodo il tasso di occupazione tra i 15 e i 34 anni cala in Italia del -10,2% attestandosi al 40,2%.

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