ISNOVA FEDERAZIONE ITALIANA PER L'USO RAZIONALE DELL'ENERGIA

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1 FEDERAZIONE ITALIANA PER L'USO RAZIONALE DELL'ENERGIA ISNOVA FABIANO srl - Via Civetta S. Stefano Belbo (CN) - Trimestrale di informazione - Anno VI - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB/CN - Aut. 573/D.C./D.C.I./CN del 09/10/00 n. 1/05 - Registrazione presso il Tribunale di Asti n. 1/2000 del 20/01/ Copia B 5,25 - Abbonamento annuo B 21,00 - Contiene IP

2 gestione energia N. 1/2005 Direttore responsabile Paolo De Pascali Comitato scientifico Ugo Bilardo, Cesare Boffa, Dario Chello, Sergio Garribba, Ugo Farinelli, Sergio Ferrari, Giovanni Lelli Comitato di redazione Walter Cariani, Francesco Ciampa, Paolo De Pascali, Mario de Renzio, Wen Guo, Emilio Manilia, Giuseppe Tomassetti Art director Ferdinando Fabiano Co-ordinatrice di redazione Wen Guo Segreteria di redazione Micaela Ancora Uffici di redazione c/o ISNOVA-FIRE via Flaminia, Roma tel fax c/o ENEA-FIRE, CR Casaccia, via Anguillarese, S. Maria di Galeria (RM) tel fax c/o ENEA-ISNOVA OPET, CR Casaccia, CP 2400 Roma tel fax / Casa editrice Fabiano Editore Regione S. Giovanni Canelli (AT) tel fax Impaginazione grafica Nicoletta Troncon Abbonamento annuale Italia 21,00 Arretrati Italia 26,00 una copia 5,25 C.C.P. n intestato a Fabiano srl S. Stefano Belbo tel fax Pubblicità Fabiano srl tel fax Tariffe pubblicitarie: 2 a di cop 1755,00 (pagine 4 colori) 3 a di cop. 1650,00 4 a di cop. 1960,00 interna 1445,00 Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 1/2000 del 20/01/2000 Il contenuto degli articoli pubblicati è di esclusiva responsabilità degli autori. La riproduzione di articoli o parte di essi è consentita previa autorizzazione scritta della redazione. GESTIONE ENERGIA è un iniziativa realizzata congiuntamente da FIRE, ISNOVA, ENEA e Fabiano Editore, nell ambito dei programmi di attività delle singole istituzioni. ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l Energia e l Ambiente) è un ente di diritto pubblico operante nei campi della ricerca e dell innovazione per lo sviluppo sostenibile, finalizzata a promuovere insieme gli obiettivi di sviluppo, competitività, occupazione e quello della salvaguardia dell ambiente. L ENEA svolge altresì funzioni di agenzia per le pubbliche amministrazioni mediante la presentazione di servizi avanzati nei settori dell energia, dell ambiente e dell innovazione. In collaborazione con ISNOVA ha promosso la creazione della rivista, nel contesto dell attività della rete europea OPET. ISNOVA (Istituto per la promozione dell innovazione tecnologica) è una società consortile a responsabilità limitata costituita nel 1991, partecipata con quota maggioritaria dall ENEA e da organismi di servizio del sistema bancario italiano (Società Servizi Interbancari, Siteba e SSB). ISNOVA opera nei settori dell innovazione e della promozione delle tecnologie con l obiettivo di formare e trasferire capacità ed esperienze per la diffusione della conoscenza scientifica e tecnologica, con particolare riferimento alle esigenze delle piccole e medie imprese. FIRE (Federazione Italiana per l uso Razionale dell Energia) è un associazione tecnico-scientifica senza finalità di lucro per la promozione dell uso razionale dell energia e la diffusione delle relative informazioni del settore. La FIRE è stata costituita nel 1988 ed opera con la collaborazione dell ENEA, di ISNOVA e dei Soci interessati a sviluppare attività nei vari settori. Scopo primario della Federazione è la promozione dell uso razionale dell energia anche attraverso azioni di supporto operativo, tecnico o scientifico nei confronti degli Energy Managers. Dal 1992 è operante un Accordo di Programma con il Ministero dell industria, Commercio ed Artigianato che Incarica la FIRE delle attività di supporto al Ministero stesso per l attuazione dell art.19 della legge 10 del 1991 che riguarda la figura del Responsabile dell Energia. FABIANO EDITORE - Reg. S. Giovanni Canelli (AT) - Tel Fax

3 FORMAZIONE & PROFESSIONE TECNOLOGIE & INIZIATIVE 4 Le imposte sui consumi di energia Sommario 11 Economia dell idrogeno e tecnologie energetiche REPERTORIO TECNOLOGICO 17 La piattaforma rivoluzionaria di Business Process Management MERCATO & FINANZA POLITICHE, PROGRAMMI, NORMATIVE 18 Stato e prospettive della tecnologia fotovoltaica in Italia 25 La Campania punta sul risparmio energetico e rilancia la figura dell energy manager Intervista a Vincenzo Guerriero, Dirigente Regionale 31 Il consumo di tre anni di risparmio energetico nel campo della pubblica illuminazione L esperienza della Reverberi Enetec NEWS 37 NOTE INFORMATIVE Nuovo processo di depurazione delle acque di vegetazione olearie con recupero di sostanze di interesse biomedico 43 La piattaforma e-learning ENEA a supporto della formazione nel settore energetico 46 Appuntamenti RUBRICHE 47 Normativa

4 EDITORIALE Tecnologia e solidarietà anno si è aperto nella drammatica atmosfera prodotta dalle notizie e dalle immagini dell immane L tragedia provocata dallo tsunami in Asia e nell impegno emotivo e pratico di ognuno per individuare forme di solidarietà efficaci, con cui contribuire agli aiuti, e nello stesso tempo congruenti con le proprie convinzioni ed ideali. Dopo la prima fase di sgomento ha via via preso piede nella mente delle persone la necessità di capire l accaduto, come reazione positiva (per fortuna!) della razionalità umana di fronte alle sciagure anche le più terribili, e di interrogare la comunità scientifica circa l interpretazione e le possibilità di controllo di tali eventi. Non sono mancati i soliti profeti di sventura, gli ambientalisti catastrofisti, che hanno visto nell evento l inizio di una nuova era, quasi una profezia all alba del millennio, caratterizzata da disastri e distruzioni a ripetizione sulla direttrice irreversibile e rapida del degrado definitivo del nostro pianeta. Questa tendenza potrebbe essere fermata solo ricorrendo ad un completo cambio di rotta nello sviluppo, verso modelli che addirittura arrivano a negare lo sviluppo stesso. Ma a queste posizioni inutili e dannose siamo oramai abituati, tornano in maniera ricorrente almeno dai tempi de I limiti dello sviluppo, per rimanere nella contemporaneità, e anche se sono progressivamente diventate più rovinose nelle analisi e più dure nei rimedi, non sembrano trovare consenso diffuso e stabile (speriamo!). Inutili e dannose perché rappresentano una realtà non vera e prospettano soluzioni irrealizzabili e quindi distolgono l attenzione dal mondo del possibile e ostacolano l adozione di misure più praticabili. Ci è stato anche ricordato da autorevoli personaggi ripresi dai media che le calamità naturali sono inevitabili, fanno parte del nostro mondo instabile e soggetto a potenti forze degli elementi. In fondo poco è cambiato negli eventi che hanno distrutto Atlantide o seppellito Pompei o anche annientato Messina e Reggio Calabria. Anche la potenza economica non può niente di fronte a tali avversità come dimostrano i terremoti in USA ed in Giappone. Insomma nonostante il progresso, la civiltà umana è ancora impotente di fronte alle calamità naturali. Non si può negare che ciò in gran parte corrisponde a verità, ma è anche vero che esistono catastrofi e catastrofi. Non tutte le catastrofi sono estranee al comportamento umano. Risulta orami assodato che quelle legate ai cambiamenti climatici (vedi ad es. il sollevamento dei mari, l aumento degli uragani, il riscaldamento globale, ) dipendono dalle enormi quantità di emissioni prodotte dalla combustione di fonti fossili in cui primeggiano i paesi ricchi. Gli effetti negativi di tali calamità si producono principalmente nei paesi poveri, più deboli e con meno difese. In tal senso un maggior sforzo verso lo studio e l applicazione di tecnologie pulite, che riducano le emissioni e l impiego di combustibili fossili senza compromettere lo sviluppo, diventa un atto di solidarietà. Anche la stessa attuazione del Protocollo di Kyoto, che pur prevedendo obiettivi minimali incontra potenti resistenze, nei suoi meccanismi flessibili per lo sviluppo e lo scambio tecnologico, può essere considerata in tal senso. Inoltre se è vero che tali eventi naturali non possono essere eliminati e controllati adeguatamente da parte dell uomo è anche vero che la scienza e la tecnologia hanno fatto passi da gigante nei sistemi di previsione, prevenzione e protezione, che possono portare a limitare il numero delle vittime e l entità delle distruzioni, e che molto cammino è ancora possibile con politiche adeguate nella ricerca e nell innovazione tecnologica. Ma anche in questo caso le differenze tra nord e sud del mondo producono le grandi differenze negli effetti negativi. Anche in questo caso la ricerca e la tecnologia sviluppate nell ottica di riduzione del divario diventano atti di solidarietà forse più efficaci dei contributi alimentari e in medicinali. Arriviamo così ad una considerazione banale e scontata ma che vale la pena tener presente, che cioè promuovere l impegno nella ricerca e nella tecnologia può assumere un aspetto etico in quanto utile a ridurre il divario degli effetti delle calamità nei diversi paesi e più in generale a ridurre gli effetti di quelle sull intero pianeta che dobbiamo lasciare ai nostri figli. Però occorre purtroppo anche dire che i segnali che si raccolgono in tale direzione, per ciò che riguarda il nostro Paese, non sono confortanti, nel senso che l impegno in generale nel campo della ricerca e della produzione tecnologica appare molto scarso e in diminuzione nel tempo rispetto al ruolo che l Italia ricopre nel quadro economico mondiale. Recentemente la stampa specializzata ha dato notizia del rapporto del World Economic Forum che riporta annualmente la classifica dei paesi più attivi sul fronte dell innovazione digitale, quella che sta alla base dell economia dematerializzata e di tipo a bassa intensità energetica. L anno scorso in tale classifica l Italia compariva al ventottesimo posto, quest anno è scesa al quarantacinquesimo, superata da una serie di paesi cosiddetti in via di sviluppo. Paolo De Pascali Editoriale

5 FORMAZIONE & PROFESSIONE ANTONIO SALVATORE TREVISI DOMENICO LAFORGIA Università degli Studi di Lecce Centro Ricerche Energia ed Ambiente (CREA) Facoltà di Ingegneria 4 Le imposte sui consumi di energia Il gettito fiscale dell energia in Italia In Italia il prezzo dell elettricità, del gas metano, degli oli minerali e dei combustibili derivati è formato da tre diverse voci: il prezzo industriale, ovvero, il prezzo del prodotto applicato dalle società distributrici, l accisa, ossia un imposta erariale sul consumo a cui in genere è incorporata un addizionale che cambia nome a seconda dell ente beneficiario (addizionale regionale, addizionale provinciale ed addizionale comunale) e l imposta sul valore aggiunto (IVA) che viene applicata sia sul prezzo industriale che sulle accise. Il prelievo fiscale sui consumi di energia costituisce una categoria di entrate particolarmente importante, poiché garantisce annualmente allo Stato ed agli Enti locali (Regioni, Province e Comuni) introiti significativi da destinare al finanziamento della spesa pubblica. Tale prelievo indiretto (accise e IVA), incassato dallo Stato per il consumo di energia rappresenta, infatti, circa il 10% del totale delle entrate. Nel sistema di tassazione sui consumi di energia adoperato in Italia, lo Stato usufruisce di tutte le metodologie suddette in modo differente a seconda della tipologia di utenza e del prodotto energetico utilizzato. L impiego di tali metodologie di imposizione 1 a Parte può sembrare ingiustificato ed illogico se si considera che i prodotti energetici sono spesso dei beni succedanei tra loro. L utilizzo di metodologie di imposizione discordanti è stato pensato per perseguire al meglio ed unicamente gli obiettivi relativi alla copertura della spesa pubblica. In realtà, mediante il prelievo fiscale indiretto sui consumi di energia e sui prodotti, si potrebbero perseguire contemporaneamente più obiettivi come l equità sociale, il risparmio energetico, la tutela dell ambiente, ecc. Considerando, infatti, che l applicazione di un imposta genera sia un effetto reddito (a seguito di un aumento di un imposta il contribuente diventa più povero e viceversa), sia un effetto sostituzione (le imposte indirette modificano i prezzi tra i prodotti ed il cittadino modifica conseguentemente i suoi consumi in base alle variazioni dei prezzi dei prodotti stessi), si potrebbero utilizzare questi effetti, al fine di alimentare l efficienza energetica in ogni settore, attraverso degli incentivi e/o sgravi fiscali che incoraggino comportamenti di consumo virtuosi e sistemi di produzione efficienti e, viceversa, imposizioni fiscali che scoraggino comportamenti di consumo poco virtuosi e sistemi di produzione non efficienti. N. 1/2005 gestione energia

6 FORMAZIONE & PROFESSIONE Tabella 1 - Bilancio di previsione 2005 (entrate) Valori assoluti (milioni di Euro) % Sistema produttivo ,5% Imposta sui redditi delle persone fisiche ,1% Imposta sui redditi delle persone giuridiche ,4% Altre imposte ,1% Sistema degli scambi e dei consumi ,9% Imposta sul valore aggiunto ,6% Oli minerai e derivati ,6% Gas metano e GPL ,2% Energia Elettrica ,3% Altre (tabacchi, alcol, dazi, ecc.) ,3% Sistema finanziario ,0% Attività, operazioni e servizi ,9% Bollo ,2% Altre (lotterie, registro, dividendi, ecc.) ,8% Entrate eventuali e diverse ,3% Eredità dal passato (condoni, interessi di mora, ecc.) ,0% Poste compensative ,4% Totale entrate % Fonte: CNEL, Banca Dati Bilancio dello Stato Nella tabella 1 sono illustrate le entrate del Bilancio di previsione Da tale tabella si evince l importante peso che hanno assunto le imposte indirette sui consumi di energia. È palese il fatto che le imposte sui consumi di energia costituiscono uno dei principali introiti per lo Stato, ma allo stesso tempo è inopportuno attribuire a queste imposte solo il ruolo di tappa buchi del bilancio, in quanto, se ben applicate, possono perseguire contemporaneamente molteplici finalità di tipo extrafiscale. Lo Stato dovrebbe passare da un sistema di prelievo basato sulle quantità di energia consumata ad un sistema di prelievo basato sulla qualità di impiego dell energia; di conseguenza, il prelievo fiscale indiretto dovrebbe essere ripensato in funzione dell efficienza e dell ambiente. Oltre a ragionare solo sulle quantità consumate, il fisco dovrebbe, quindi, intervenire anche sul modo in cui l energia è utilizzata, incentivando attraverso una riduzione della pressione fiscale le tecnologie efficienti ed ecologiche e scoraggiando, attraverso un aumento della pressione fiscale, le tecnologie poco efficienti ed inquinanti. La strategia fiscale sui prodotti energetici nel nostro Paese deve essere, inoltre, diversificata per settori così da non incorrere in una scarsa competitività internazionale del nostro sistema produttivo e nell aumento del livello generale dei prezzi causato da un maggior costo per il trasporto delle merci. È necessario un ripensamento dell attuale sistema fiscale in modo da considerare i vari prodotti energetici in funzione delle tecnologie e dei settori che li utilizzano. In questo lavoro, a titolo esemplificativo, saranno illustrate alcune possibili strategie fiscali improntate sull efficienza e sull utilizzo razionale dell energia. Le imposte sugli oli minerali e derivati Le imposte sugli oli minerali e derivati costituiscono la categoria delle tasse che garantisce il maggiore gettito fiscale fra le imposte sui consumi di energia. L imposizione fiscale grava sulla fabbricazione dei prodotti petroliferi (benzina, gasolio, cherosene, GPL, oli combustibili) destinati, come impiego immediato, ad essere usati nei trasporti, per il riscaldamento o nell industria. Nella tabella 2 sono elencati i prezzi medi nazionali e le accise sugli oli minerali e derivati al 14/03/2005. Come si evince dalla tabella 2 appare significativo l aumento dei prezzi al consumo che si è verificato nell ultimo anno. Gli aumenti più alti si sono registrati per i combustibili utilizzati dal- 5 gestione energia N. 1/2005

7 FORMAZIONE & PROFESSIONE Tabella 2 - Prezzi medi nazionali e accise sugli oli minerali e derivati al 14/03/2005 Prezzo Accisa IVA Prezzo Combustibili industriale al consumo Var. annua per autotrazione (s/litro) Benzina senza piombo 0,424 0,564 0,198 1,186 9,4% Gasolio autotrazione 0,481 0,413 0,179 1,073 20,9% GPL auto 0,305 0,157 0,092 0,554 2,9% per uso riscaldamento (s/litro) Gasolio riscaldamento 0,436 0,403 0,168 1,007 17,9% per uso industriale (s/kg) O.C. Fluido BTZ 1%S 0,367 0,167 0,053 0,587 14,6% O.C. Denso BTZ 0,242 0,031 n.a. 0,273 24,4% Fonte: Ministero delle attività produttive DGERM, Statistiche dell energia N.B.: Al fine di perseguire l'obiettivo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica derivanti dall'impiego di oli minerali secondo le conclusioni della Conferenza di Kyoto del dicembre 1997, con la Legge 448/1998 (carbon tax - art. 8 e allegati) è stata stabilita una correzione delle accise gravanti su carburanti e combustibili nota con il termine di Carbon Tax (inclusa nelle accise della tabella). Attualmente il meccanismo della Carbon Tax è in fase di revisione presso il Ministero delle Attività Produttive. 6 l industria e per il gasolio usato per l autotrazione che è aumentato di oltre il 20%. Tali aumenti possono influire sul costo del trasporto e, quindi, sul livello generale dei prezzi. In particolare, per quanto riguarda i combustibili per autotrazione più diffusi, il maggior onere è rappresentato dalle imposte. Il prezzo industriale del gasolio oggi costituisce circa il 45% del prezzo finale mentre il restante 55% è costituito da imposte; queste ultime rappresentano, per la benzina senza piombo, addirittura i 2/3 del prezzo al consumo. Il recente Decreto Legge n. 16 del 21 febbraio 2005, Interventi urgenti per la tutela dell ambiente e per la viabilità e per la sicurezza pubblica dispone che le aliquote di accisa relative alla benzina senza piombo ed al gasolio utilizzato come carburante, sono aumentate: ad euro 0,564 t/litro per la benzina senza piombo; ad euro 0,413 t/litro per il gasolio utilizzato come carburante. L incremento dell accisa relativa al gasolio per autotrazione (0,01 t/litro), tuttavia, sarà rimborsato ai soggetti di seguito elencati 1 : a. esercenti l attività di autotrasporto con veicoli di massa massima complessiva superiore a 3,5 tonnellate; b. enti pubblici e le imprese pubbliche locali esercenti l attività di trasporto di cui al D.lgs. n. 422 del 19/11/1997 e relative leggi regionali di attuazione; c. imprese esercenti autoservizi di competenza statale, regionale e locale di cui alla legge n del 28/09/1939, al regolamento (CEE) n. 684/92 del Consiglio del 16/03/1992 e s.m.i. ed al citato decreto legislativo n. 422/1997; d. enti pubblici e le imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per trasporto di persone. Per effetto dell aumento dell aliquota di accisa sul gasolio usato come combustibile per autotrazione, si è venuta a determinare una differenza rispetto all aliquota relativa al gasolio utilizzato per riscaldamento (0,403 t/litro). I prodotti succedanei dei combustibili sono soggetti a vigilanza fiscale e (con alcune eccezioni) alle regole su controlli e circolazione. Per questi si applica l accisa con l aliquota del combustibile o carburante equivalente se sono destinati ad essere usati, messi in vendita o utilizzati come combustibile o carburante. Per quanto concerne l impiego del biodiesel, è necessario precisare che il consumo di tale combustibile è esentato dal pagamento delle accise per un limitato quantitativo annuo stabilito dal governo. Nell anno in corso, in base a quanto disposto dall art. 527 della legge finanziaria del 2005, il contingente di biodiesel defi- 1. A tal fine i soggetti che possono usufruire del rimborso anche mediante la compensazione di cui all art. 17 del D.lgs n. 241/1997, con riferimento ai consumi di gasolio effettuati nel corso dell anno 2005, potranno presentare, a partire dal 02/01/2006 e fino al 30/06/2006, ai competenti uffici dell Agenzia delle Dogane un apposita dichiarazione redatta secondo le modalità previste dal D.P.R. n. 277 del 09/06/2000. N. 1/2005 gestione energia

8 FORMAZIONE & PROFESSIONE scalizzato è stato ridotto da ton/anno a ton/anno. Tale provvedimento appare inappropriato ed è in contro tendenza rispetto alle raccomandazioni e alle direttive della Comunità Europea in tema di ambiente e biocombustibili. A differenza dell Italia il consumo di biodiesel è totalmente defiscalizzato in Germania, mentre in Francia il contingente agevolato è stato incrementato di un terzo nell ultimo anno. Le imposte sul gas metano Il prezzo del gas metano è composto dalla tariffa, dall imposta di consumo erariale, dall addizionale regionale e dall imposta sul valore aggiunto. I criteri per la determinazione delle tariffe sono di competenza dall Autorità per l energia elettrica e il gas (AEEG). La tariffa copre i costi associati al costo di approvvigionamento del gas e all attività di distribuzione e vendita. La legge fiscale relativa al consumo di gas prevede accise ed aliquote diverse in relazione superare la metà dell imposta di consumo. L IVA è un imposta sul consumo che si applica in misura proporzionale sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi. Questa imposta si calcola sulla base imponibile, che è costituita dal prezzo del gas metano (quota fissa e quota variabile) e dalle accise (imposta erariale ed addizionale regionale). L imposta sul valore aggiunto applicata all importo complessivo è espressa in termini percentuali ed è differenziata per destinazione d uso del gas. Nella tabella 3 sono elencate le imposte applicate in Italia sul metano. Come si evince da tale tabella, il sistema impositivo pensato per il metano è di tipo proporzionale nelle fasce T1, T3 e T4, mentre è progressivo nella fascia T2. Tuttavia, le imposte sul metano puntano a non compromettere la competitività del nostro sistema produttivo applicando un aliquota ridotta per gli usi industriali (T4) e rinunciando alla pesante imposizione applicata sui consumi di metano per gli usi civili. Tabella 3 - Imposte sul gas metano nel 2004 Imposta Imposta Addizionale erariale (1) erariale (2) regionale (3) IVA B/mc C/mc D/mc T1 - Uso domestico per cottura cibi e produzione acqua calda sanitaria 0,04 0, ,02 10% T2 - Uso riscaldamento individuale fino a 250 mc/anno 0,04 0, ,02 20% T2 - Uso riscaldamento individuale oltre i 250 mc/anno 0,17 0, , % T3 - Usi artig./comm. e riscaldamento centralizzato 0,17 0, , % T4 - Usi industriali 0,0125 0, , % Fonte: AEEG, Relazione Annuale (1) Imposta erariale normale - (2) Imposta erariale applicata nelle località ex-cassa del Mezzogiorno - (3) Addizionale regionale varia secondo ogni singola regione, in particolare, a partire dal 2002 l'addizionale regionale per la Lombardia è stata posta pari a 0 s/mc con la Legge Regionale n. 27 del 18 dicembre 200. Le imprese estrattive, le imprese poligrafiche, editoriali e simili su richiesta possono usufruire dell aliquota IVA ridotta al 10% 7 all uso del gas. Le aliquote sono differenziate in base alla tipologia di utilizzo: T1 domestico, T2 riscaldamento individuale, T3 altri usi e T4 utilizzi industriali. Il valore dell imposta di consumo erariale è versata allo Stato ed è riscossa dalle aziende che vendono il gas in base ai consumi dei propri clienti. Il valore dell imposta di consumo è stabilita dal Ministero dell Economia e delle Finanze ed è articolata per tipologia di utilizzo e per zona geografica. L addizionale regionale è un imposta istituita a favore delle Regioni. L aliquota è stabilita dai singoli enti regionali e, dunque, può variare per zona geografica secondo le leggi emanate da ciascun ente. L addizionale regionale non può Le imposte sull energia elettrica L energia elettrica acquistata dalla rete o prodotta da impianti di produzione di tipo convenzionale è assoggettata al pagamento di diverse imposte. In particolare, la tassazione dei consumi elettrici in Italia avviene mediante un imposta erariale e due addizionali (l addizionale comunale per le utenze domestiche e l addizionale provinciale per le utenze non domestiche). Il regime delle accise sull elettricità (imposta di consumo più addizionali enti locali), si caratterizza quindi per una struttura di aliquote articolata in funzione delle categorie di utenza (domestica o non domestica) ed all interno di queste, per volumi e scaglioni di consumo. La struttura delle accise sui consumi di energia gestione energia N. 1/2005

9 FORMAZIONE & PROFESSIONE Tabella 4 - Accise applicate sui consumi domestici di elettricità Imposta Addizionale Totale accise erariale (a) comunale (b) (a+b) Tipo di fornitura B/kWh B/kWh B/kWh Abitazione di residenza anagrafica (prima casa) Forniture fino a 3 kw scaglione di consumo fino a 150 kwh/mese (*) consumo eccedente 150 kwh/mese 0,0047 0, ,02329 Forniture oltre 3 kw 0,0047 0, ,02329 Abitazioni diverse da quella di residenza anagrafica (seconde case) 0,0047 0,0204 0,0251 Fonte: Enel Distribuzione (*) Se il consumo risulta superiore a 150 kwh/mese per le forniture fino a 1,5 kw, e superiore a 220 kwh/mese per le forniture con 3 kw, sul quantitativo di energia eccedente i suddetti limiti, viene progressivamente ridotta l esenzione applicando la normale aliquota fino a un massimo di 150 kwh 8 Tabella 5 - Accise applicate sui consumi non domestici di elettricità Imposta Addizionale Totale accise erariale (a) comunale (c) (a+c) Tipo di fornitura B/kWh B/kWh B/kWh Forniture con consumi fino a kwh/mese scaglione di consumo fino a kwh/mese 0,0031 0,0093 (*) 0,0124 oltre kwh/mese e fino a kwh/mese 0, ,0031 Forniture con consumi oltre kwh/mese scaglione di consumo fino a kwh/mese 0 0,0093 (*) 0,0093 oltre kwh/mese e fino a kwh/mese Illuminazione pubblica esente esente Fonte: Enel Distribuzione (*) Le province possono elevare l aliquota fino a 0,0114 Cent. z/kwh elettrica per usi domestici è riportata nella tabella 4, mentre quella per gli usi diversi da quelli domestici è riportata nella tabella 5. La percentuale delle imposte sui consumi finali di energia elettrica può variare da quasi il 30% per gli usi non domestici che presentano dei consumi inferiori ai kwh/mese, fino ad un minimo vicino allo 0% per gli alti consumi legati all illuminazione pubblica. L energia elettrica e le accise ad essa applicate ricadono, inoltre, sotto il regime di imposizione generale sugli scambi in base alle aliquote IVA illustrate nella tabella 6. Queste imposte sono fatturate dai fornitori (sia sul mercato libero che sul mercato vincolato) in qualità di sostituti di imposta, o possono essere pagate direttamente dai clienti finali qualora questi ultimi si costituiscano come officina di energia elettrica. Tabella 6 - Imposta sul valore aggiunto applicata al prezzo dell energia elettrica ed alle accise Tipo di fornitura % Usi domestici 10 Altri usi attività manifatturiere 10 altre attività 20 Illuminazione pubblica 20 Fonte: Enel Distribuzione Il legislatore italiano ha applicato per i consumi di energia elettrica dei sistemi di imposizione diversi (proporzionali e progressivi per gli usi domestici e regressivi per gli usi non domestici) senza seguire nessuna logica di tipo energetico-ambientale. In particolare, sembra inadeguata una struttura di imposizione per le utenze non domestiche di tipo regressivo (ossia maggiore è la quantità di elettricità prelevata minore è il costo unitario da pagare), per tale motivo sono i piccoli e medi consumi inferiori a MWh al mese, a sopportare il maggior carico fiscale sul prodotto elettrico. In genere si tratta di piccole e medie imprese che oltre a dover sostenere un prezzo industriale dell elettricità fra i più alti del mondo a causa della scarsa adeguatezza del parco di generazione elettrica italiano, sono costrette a pagare un imposta molto elevata. Se si considera che la maggior parte del nostro sistema produttivo è composto da imprese che non superano i MWh/mese di consumo elettrico si capisce che tale tassazione può costituire motivo di scarsa competitività internazionale delle nostre imprese a vantaggio delle imprese straniere che pagano un costo per l elettricità più basso. Nello specifico gli usi produt- N. 1/2005 gestione energia

10 FORMAZIONE & PROFESSIONE Figura 1 Variazione del costo totale delle accise in funzione del prelievo mensile tivi, e comunque quelli non domestici, devono far fronte alle seguenti componenti aggiunte al costo industriale dell energia elettrica (tabella 5): l imposta erariale grava con l alliquota di 0,0031 euro/kwh solo sui consumi mensili inferiori ai MWh, mentre sono esenti i consumi eccedenti tale limite; l addizionale provinciale che colpisce solo i primi 200 MWh/mese con l aliquota di 0,93 centesimi di euro/kwh, elevabile fino a 1,14 centesimi di euro/kwh da ciascuna provincia. Il grafico in figura 1 riproduce l andamento del costo mensile delle accise sull elettricità per usi non domestici. Analizzando nel dettaglio tali accise si può notare che si tratta di un costo variabile in due classi di consumo [0,1200 MWh/mese] e [1200 MWh/mese,+ ], inoltre, la prima classe è suddivisa in due scaglioni [0, 200 MWh/mese] e [200 MWh/mese, 1200 MWh/ mese]. Questo tipo di imposizione fiscale presenta una sorta di paradosso dal punto di vista del risparmio energetico, ossia esiste un salto brusco del costo dell accise fra chi consuma poco più di 1200 MWh/mese e chi consuma poco meno 1200 MWh/mese. Di conseguenza chi consuma poco meno 1200 MWh/mese pagherà un prezzo minore se aumenterà i propri consumi fino a superare tale limite, mentre chi consuma poco più di 1200 MWh/mese non ha convenienza a fare nessun tipo di intervento di risparmio energetico perché riducendo il consumo rischia di pagare un prezzo maggiore. Per comprendere meglio questo effetto, nella seconda parte dell articolo si analizzerà un esempio sulla variazione del prelievo fiscale e conseguentemente il prezzo finale dell energia elettrica in base alla quantità di energia elettrica consumata. Tale esempio sarà utile per dimostrare come l attuale sistema fiscale sull energia elettrica può permettere di ridurre i costi delle accise senza ottenere nessun risparmio di energia elettrica. SCHEDA DI ADESIONE L adesione personale alla FIRE è il mezzo con il quale i tecnici nominati responsabili per l uso razionale dell energia possono accedere a tutti i servizi della FIRE stessa e meglio esprimere la loro opinione; per gli altri operatori è lo strumento per far parte della rete. FEDERAZIONE ITALIANA PER L USO RAZIONALE DELL ENERGIA Il sottoscritto presa visione dello Statuto dell Associazione, chiede l iscrizione di: Nome o ragione sociale... Attività... Indirizzo CAP... Città... Prov.... Telefono Fax Energy Manager nominato SI NO nella qualità di: Socio categoria A s 100,00 Socio categoria B (aderisce alla FIRE per la propria attività lavorativa) s 500,00 Socio sostenitore s ,00 Si prende atto che per l anno 2003 tali quote annuali sono state fissate dal Consiglio Direttivo della FIRE Il socio categoria A riceve tutte le pubblicazioni e le informazioni prodotte dalla FIRE, il socio categoria B ha accesso anche a tutte le parti riservate del sito contenente informazioni e dati utili per la propria attività lavorativa. Si trasmette in allegato assegno non trasferibile intestato a: FIRE, Federazione Italiana per l uso Razionale dell Energia Via Anguillarese, Roma Si allega copia dell ordine di accredito sul conto corrente bancario n Monte dei Paschi di Siena, Ag. n. 33 (Coord. Bancarie: ABI CAB ), intestato alla Federazione. Ai sensi della legge 675/96 si consente non si consente l utilizzo ed il trattamento dei dati personali riportati nella scheda. 9 Data.. Firma Note: il bonifico deve riportare il nome del socio per cui si effettua il versamento; la presente scheda, unitamente all assegno o bonifico, va spedita a: Sig.ra Ornella Micone - ENEA-FIRE Casaccia - Via Anguillarese, ROMA Telefono / 3626 / Fax

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12 TECNOLOGIE & INIZIATIVE E. CALÒ S. GALLI G. MONTELEONE ENEA Grande Progetto Idrogeno e Celle a Combustibile Economia dell idrogeno e tecnologie energetiche dell economia dell idrogeno è basata sull ipotesi di un uso estensivo del vettore energetico idrogeno prodotto da L idea fonti rinnovabili, per il trasporto e per la produzione stazionaria dell energia con una progressiva sostituzione dei combustibili fossili 1. In tale prospettiva le applicazioni e i sistemi da studiare riguardano sia la filiera tecnologica dell idrogeno, sia la filiera collegata degli idrocarburi liquidi sintetici 2, sia le filiere tecnologiche concorrenti (turbine a vapore, turbine a gas, motori a combustione interna). Nella fase iniziale le fonti energetiche utilizzate per la produzione dell idrogeno saranno prevalentemente quelle fossili (gas naturale, petrolio, carbone) e nucleari, mentre, in futuro, si prospetta un orientamento sempre maggiore verso l utilizzo delle rinnovabili (sole, vento, biomasse, rifiuti). In tale prospettiva i mercati tecnologici maggiormente destinati a svilupparsi saranno quelli dei materiali (catalizzatori e membrane), dei reattori, quelli legati ai processi di produzione e di accumulo di idrogeno e celle a combustibile. Sebbene le tecnologie di base per la produzione, l accumulo, la distribuzione, il trasporto e l utilizzo di idrogeno per fini industriali, a partire da combustibili fossili, siano ormai consolidate, non altrettanto si può dire dei suoi usi energetici per la trazione e la piccola generazione di potenza, distribuita o residenziale, e della sua produzione a partire da fonti rinnovabili. In molti casi si tratterà quindi di adeguare a nuovi utilizzi e nuove taglie impianti e sistemi già esistenti, soprattutto in termini di incremento di efficienza, di affidabilità, di compattezza, di disponibilità e di prestazioni ambientali. Considerazioni generali Celle a combustibile L attuale prospettiva dell economia dell idrogeno è strettamente correlata allo sviluppo tecnologico delle celle a combustibile, soprattutto se si considerano le attese create nel campo dell autotrazione. Le celle a combustibile sono dispositivi elettrochimici in grado di convertire direttamente l energia di un combustibile (generalmente idrogeno) in elettricità e calore senza passare attraverso cicli termici e quindi senza la limitazione termodinamica del ciclo di Carnot. Di conseguenza i rendimenti elettrici teorici delle celle a combustibile sono molto elevati, oltre il 60%. In altri termini, le celle funzionano come le batterie, ma in modo continuo. L elevato rendimento elettrico delle celle a combustibile alimentate a idrogeno può rendere competitivi i cicli energetici di questo vettore sia 11 gestione energia N. 1/2005

13 TECNOLOGIE & INIZIATIVE 12 Cella a combustibile se prodotto da fonti rinnovabili sia, in alcuni casi, se prodotto da combustibili fossili. Esistono diversi tipi di celle a combustibile che si differenziano principalmente per il campo di temperatura operativa e per il tipo di elettrolita (tabella 1). Il rendimento elettrico delle stesse, riferito al potere calorifico inferiore dell idrogeno entrante, va dal 40% al 60% 3 mentre il rendimento elettrico dell intero sistema (trattamento del combustibile, cella, apparecchiature ausiliari), riferito al potere calorifico inferiore del combustibile in ingresso, va dal 33% per sistemi con PEMFC (Polymer Electrolyte Membrane Fuel Cell) al 55% per sistemi con MCFC (Molten Carbonate Fuel Cell) 4. Tabella 1 - Tipi di celle a combustibile Tipo Temperatura Elettrolita Combustibile Alcaline C NaOH H 2 Elettrolita polimerico C Membrana polimerica H 2, CH 3 OH Acido fosforico C H 3 PO 4 H 2, syngas Carbonati fusi C LiKCO 3 H 2, syngas Ossidi solidi C ZrO 2 (Y) H 2, syngas Rendimento elettrico in funzione della temperatura di Fuel cell e di ciclo di Carnot Produzione e accumulo dell idrogeno La tecnologia delle celle a combustibile alimentate a idrogeno puro è in grado di generare energia elettrica con rendimenti elevati e con prodotti di combustione costituiti prevalentemente da acqua ed esenti da inquinanti quali NOx, SOx e particolati. Ciò ha attirato da tempo l attenzione degli scienziati e dei pianificatori soprattutto in vista della risoluzione del problema dell inquinamento urbano causato dal traffico veicolare. L idrogeno, come gas, non è disponibile in natura e deve essere ricavato a partire da altre fonti energetiche. Dunque lo sviluppo dell economia dell idrogeno, fortemente legata alla diffusione delle celle a combustibile, richiede il parallelo sviluppo delle tecnologie di produzione, trasporto e stoccaggio dell idrogeno. I possibili processi per la produzione di idrogeno vanno dai più tradizionali e consolidati (steam reforming, ossidazione parziale, autothermal reforming, gassificazione del carbone e delle biomasse, elettrolisi dell acqua) ai più innovativi (elettrolisi dell acqua in fase vapore, cicli termochimici, fotolisi, fotoelettrolisi). Il trasporto può avvenire, sotto forma compressa o liquefatta, tramite automezzi oppure tramite gasdotti. Gli aspetti tecnologici più rilevanti riguardano il trasporto dell idrogeno liquido, che comporta perdite per evaporazione, e i materiali per tubazioni e accessori nel caso dei gasdotti. Dal punto di vista economico questi ultimi comportano maggiori costi di investimento e minori costi di gestione rispetto al trasporto stradale. Le tecnologie per l accumulo dell idrogeno vanno dalla compressione (20-25 MPa), alla liquefazione e conservazione in serbatoi criogenici, agli idruri metallici e alle nanostrutture di carbonio. Parimenti rilevanti per la chimica sono, come già detto, gli sviluppi dei processi e tecnologie concorrenti, come quelli relativi alla produzione e all utilizzo di combustibili alternativi (idrocarburi liquidi sintetici 2, bio-diesel, biocombustibili, benzine e gasoli a basso tenore di zolfo), agli sviluppi nel campo della trazione (ad esempio nuovi motori a combustione interna) e nella generazione elettrica distribuita ( ad esempio cicli combinati, turbine, ecc.). Prospettive dell economia dell idrogeno e opportunità di ricerca Il futuro dell economia dell idrogeno non è facilmente prevedibile e molto ancora dipenderà dalle scelte strategiche che saranno fatte a N. 1/2005 gestione energia

14 TECNOLOGIE & INIZIATIVE Autovettura (FIAT Multipla Bipower) con motore a combustione interna alimentato a idrogeno prodotto da elettrolizzatore alcalino Brevetto di veicolo a motore alimentato a idrogeno (De Rivaz, 1807) livello internazionale e dai singoli paesi. Nella prospettiva europea si ipotizza che inizialmente l idrogeno sarà prodotto prevalentemente a partire da combustibili fossili; successivamente dovrebbero poi affermarsi le produzioni di idrogeno da fonti rinnovabili e da nucleare sicuro. Parimenti dal punto di vista logistico e distributivo dovrebbero sorgere dapprima grandi impianti centralizzati con reti di distribuzione e stazioni di rifornimento, finalizzate a sostenere il sistema dei trasporti a idrogeno, che verranno con il tempo integrati da reti locali per produzione di energia elettrica e piccola cogenerazione 5. Con lo sviluppo dell economia dell idrogeno e delle filiere energetiche ad essa collegate o concorrenti, gli aspetti di sviluppo tecnologico caratterizzeranno fortemente tutte le fasi delle produzioni energetiche: processo ed impianti per la conversione (reforming) dei combustibili, catalisi ed elettrocatalisi, ingegneria dei reattori, membrane polimeriche e per la separazione, materiali e componenti per celle a combustibile, sistemi di regolazione e controllo, sensori. Di seguito vengono brevemente accennati alcuni degli sviluppi tecnologici attesi, con particolare riferimento alla filiera tecnologica della produzione di idrogeno e del suo utilizzo in celle a combustibile ad elettrolita polimerico. Produzione di idrogeno La produzione di idrogeno per l industria chimica e petrolchimica, a partire da idrocarburi fossili e attraverso la consolidata tecnologia dello steam reforming, è ormai da anni in continuo incremento. Questo tipo di processo, realizzato in impianti di grande capacità, sia per il vantaggio dell economia di scala, sia per la possibilità di captazione della CO 2 dai gas di scarico, potrebbe anche servire in futuro ad alimentare reti di distribuzione e rifornimento destinate soprattutto ai veicoli a piccole utenze trasportabili. Per ciò che riguarda invece le piccole produzioni distribuite, destinate alle reti energetiche locali e alle utenze isolate, e la produzione di idrogeno mediante processi innovativi saranno di interesse: elettrolisi reforming da combustibili su piccola scala cicli termochimici processi fotobiologici processi fotoelettrochimici Anche se l elettrolisi alcalina a bassa pressione ha raggiunto la sua maturità, sono tuttora in corso studi per realizzare elettrolizzatori in grado di produrre idrogeno ad alta pressione (sino a 20 MPa) ed elettrolizzatori a membrana polimerica in grado di ottenere efficienze più elevate. La produzione distribuita di idrogeno richiederà la realizzazione di piccoli impianti in grado di lavorare in condizioni non stazionarie, con Impianto di steam reforming 13 gestione energia N. 1/2005

15 TECNOLOGIE & INIZIATIVE 14 riavviamenti frequenti, elevata efficienza ed elevata purezza del gas prodotto (esente da CO e composti solforati, fortemente inquinanti per le celle ad elettrolita polimerico). Il combustibile di partenza sarà in questo caso preferibilmente gas naturale, oltre ad altri combustibili di origine fossile, e in futuro sempre più biomasse, gas da discarica o da digestori anaerobici. I relativi campi di sviluppo tecnologico sono: i processi di desolforazione; i processi di produzione di idrogeno ad elevatissima purezza, accanto a quelli tradizionali, quale ad esempio Sorption Enhanced Reforming (uno steam reforming in cui la produzione di H2 viene favorita dall assorbimento su un opportuno supporto della CO 2 man mano che si produce 6 ); la purificazione dell idrogeno dallo CO; i catalizzatori con elevata selettività, resa, stabilità termica e resistenza meccanica; riduzione dei depositi carboniosi, supporto, dimensioni e forma dei pellet, supporti monolitici 7 ; la riduzione dei pesi e degli ingombri dei reattori e delle apparecchiature ausiliarie anche mediante mini e microreattori ad elevato rapporto superficie/volume; la modifica della forma e la struttura dei reattori 8. I cicli termochimici, tornati in auge negli ultimi anni, mirano a produrre idrogeno mediante dissociazione dell acqua, a temperature compatibili con i materiali normalmente disponibili ( C), utilizzando reazioni chimiche di tipo endotermico e con un rendimento maggiore di quello ottenibile dalla via elettrolitica. Sono in fase di ricerca e sviluppo e mirano a sfruttare concentratori solari 9 o reattori nucleari ad alta temperatura. I processi fotobiologici per la produzione di idrogeno sfruttano invece la capacità di alcune alghe e batteri di decomporre l acqua sotto l effetto della luce solare. L efficienza di conversione energetica di questi processi risulta comunque molto bassa, anche se a livello ancora esplorativo sono in corso ricerche su processi fotoelettrochimici in cui l energia luminosa decompone l acqua con l ausilio di materiali semiconduttori o di metalli complessi in soluzione. Anche in questo caso l efficienza di conversione energetica è piuttosto bassa. Accumulo di idrogeno L idrogeno gassoso può essere conservato in appositi serbatoi a pressioni di MPa (ma anche sino a 70 MPa). Qui la ricerca si effettua soprattutto sui materiali, in grado di contenere idrogeno, con caratteristiche di resistenza, e, nel caso dei serbatoi per i veicoli, di leggerezza. In fase liquida, invece, l idrogeno deve essere conservato alla temperatura di 253 C in serbatoi a doppia parete con vuoto nell intercapedine (tipo Dewar). Il costo energetico della liquefazione corrisponde però a circa il 30% del contenuto energetico dell idrogeno. L idrogeno può comunque anche essere accumulato in legame con metalli (ad esempio litio) e leghe metalliche con cui forma composti stabili anche a pressioni relativamente basse. Di recente è stato sviluppato un sistema ad elevata densità di energia basato sul sodio boroidruro (NaBH 4 ). Attività di ricerca sono in corso per confermare i promettenti risultati Accumulo di idrogeno su leghe metalliche Ciclo termochimico iodio-zolfo Nanostruttura per accumulo di idrogeno N. 1/2005 gestione energia

16 TECNOLOGIE & INIZIATIVE sinora ottenuti in termini di capacità di adsorbimento dell idrogeno dalle nanostrutture di carbonio (nanotubi e nanofibre). Celle a combustibile ad elettrolita polimerico La semplicità funzionale e la bassa temperatura di esercizio fanno della cella a combustibile ad elettrolita polimerico la tecnologia più promettente per una produzione di energia elettrica distribuita (stazionario e trasporto). Ad ogni modo problematiche tecnico-scientifiche ancora in fase di studio, quali riduzione della quantità di catalizzatore, nuovi catalizzatori capaci di operare anche con gas da riforma 10, materiali innovativi per membrane e piatti bipolari 11, metodologie di produzione dei componenti critici 12, semplificazione delle apparecchiature ausiliarie, offrono un ampio campo di ricerca e di innovazione. Conclusioni La prospettiva dell economia dell idrogeno, a prescindere dagli sviluppi e dai risultati che potranno essere conseguiti, costituisce una grande opportunità per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie energetiche. Dalle ricerche nei vari settori (produzione da fossili, accumulo, celle a combustibile) si trarranno sicuramente vantaggi e ricadute tecnologiche anche nel breve e medio termine. Le attività che fanno riferimento alle energie rinnovabili (cicli termochimici, produzione di combustibili da biomasse) si pongono indubbiamente come le più interessanti nel lungo termine. La filiera energetica dell idrogeno potrebbe rivelarsi maggiormente competitiva rispetto alle filiere energetiche tradizionali (turbine a vapore, turbine a gas, motori a combustione interna, cicli combinati) e a quelle più innovative (idrocarburi liquidi sintetici) in termini di maggiore efficienza energetica o di minore impatto ambientale. I principali sviluppi tecnologici che si prospettano nel breve-medio termine sono: nuovi componenti e sistemi con fuel cell, già applicabili in settori di nicchia quali back-up e piccoli dispositivi portatili (laptop, cellulari, fotocamere, elettronica di consumo); per molte applicazioni, efficiente trasformazione dell energia elettrica prodotta da continua ad alternata. A breve termine le prospettive più interessanti della filiera energetica dell idrogeno potranno riguardare: MEGA: Membrane Electrode Gasket Assembly, Brevetto ENEA-RoenEst produzione localizzata di idrogeno e suo utilizzo energetico in fuel cell (sino a qualche decina di kw) a partire da gas naturale o GPL; piccole flotte dimostrative veicoli alimentati da fuel cell a idrogeno; produzione di idrogeno come sistema di accumulo dell energia prodotta dal vento 13. Bibliografia 1. J. BOCKRIS, The Origin of Ideas on a Hydrogen Economy and its Solution to the Decay of the Environment, International Journal of Hydrogen Energy, 27, (2002) 2. U. BOSSEL, B. ELIASSON, Energy and the Hydrogen Economy, (Gennaio 2003) 30. %20Economy%20Report% pdf 3. M. RONCHETTI, A. IACOBAZZI, Celle a combustibile, Stato di sviluppo e prospettive della tecnologia, ENEA, (Febbraio 2002) XENERGY, Towards a Renewable Power Supply: the Use of Bio-based Fuels in Stationary Fuel Cell, (Giugno 2002) 16. pdfs/pub31.pdf 5. COMMISSIONE EUROPEA, Energia dell Idrogeno e Celle a combustibile, Prospettive per il nostro futuro, Direzione generale della Ricerca (2003) Direzione generale Energia e trasporti EUR IT 6. J. HUFTON, S. MAYORGA, T. GAFFNEY, S. NATARAJ, M. RAO, S. SIRCAR, Sorption Enhanced Reaction Process (SERP) for the Production of Hydrogen, Air Products and Chemicals (2000) 7. R. FARRAUTO, New material needs for hydrocarbon fuel processing: Generating hydrogen for PEM Fuel cell, Annu.Rev.Mater.Res. (2003) 33: A. DICKS, P. GOULDING, S. JONES, R. JUDD, K. POINTON, A. GOUGH, Assessment of Advanced Catalyst Performance and Fabrication Options for a Compact Steam Reformer, ETSU Advantica Technologies (2001) 9. ENEA, Progetto Solare Termodinamico, (2004) com/solar/linee/zolfo_iodio.html 10. A. POZIO, R. F. SILVA, M. DE FRANCESCO, F. CARDELLINI AND L. GIORGI, A novel route to prepare stable Pt-Ru/C electrocatalysts for polymer electrolyte fuel cell, Electrochimica Acta, (2002) T. BESMANN, Development of a Carbon Composite Bipolar Plate, Fuel Cell Seminar, November 3-7, (2003) Miami Beach, Florida 12. J. BRAUN, High Speed Plate Manufacturing with Advanced Injection Molding, Fuel Cell Seminar, November 3-7, (2003) Miami Beach, Florida 13 B. SORENSEN, Time-Simulations of Renewable Energy Plus Hydrogen Systems, Atti Hypothesis V, Porto Conte (Italy) Settembre gestione energia N. 1/2005

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18 REPERTORIO TECNOLOGICO TECNOLOGIE & INIZIATIVE Net Sistemi srl Net Sistemi srl L architettura di Openwork La piattaforma rivoluzionaria di Business Process Management 17 Openwork, ideato dalla Net Sistem, è una innovativa piattaforma di Business Process Management che consente di realizzare applicazioni utilizzando il linguaggio del business, facendo coincidere l analisi con lo sviluppo software e permettendo la creazione di soluzioni web-based in tempi ridotti. Il prodotto è il risultato di lunghi anni di lavoro progettuale ed investimenti in ricerca e sviluppo ed è considerato ormai da più fonti autorevoli una delle poche vere grandi innovazioni nell IT dell ultimo decennio. La piattaforma viene realizzata da Partner che, formati e supportati, formulano soluzioni software utilizzando l Openwork per i progetti dei Clienti Finali. Permette di gestire, ad esempio, la qualità di processi produttivi industriali, i processi di acquisto di beni complessi, i servizi finanziari per le imprese, il protocollo informatico e la documentazione di Pubbliche Amministrazioni, ordini di spedizione, di produzioni industriali ed altro ancora. L ambiente grafico integrato di Openwork permette di implementare applicazioni disegnando organigramma, modelli di documenti e modelli di processi. Un apposito motore si occupa poi di eseguire le applicazioni realizzate in un ambiente web-based al quale gli utenti accedono tramite un browser Microsoft Internet Explorer. Include poi sofisticati strumenti di document & workflow management che, in particolare, recepiscono ed implementano la normativa italiana per la gestione del documento informatico, della firma digitale e del protocollo informatico. Openwork può anche essere installato su più server, in ambienti in cui è richiesta un elevata scalabilità (inclusi ambienti misti Microsoft / Unix / Linux) ed è compatibile con database Microsoft SQL Server oppure Oracle. Net Sistemi Srl per informazioni Via delle Violette, 12 Via Conservatorio, Modugno BA Milano Tel Fax gestione energia N. 1/2005

19 MERCATO & FINANZA S. CASTELLO S. LI CAUSI ENEA 18 Stato e prospettive della tecnologia fotovoltaica in Italia Il quadro generale La tecnologia fotovoltaica, cioè la conversione diretta della radiazione solare in elettricità, continua ad essere caratterizzata da un sempre più crescente utilizzo, soprattutto in questi ultimi anni, malgrado essa non abbia ancora raggiunto quel grado di maturità sufficiente per risultare economicamente confrontabile con le altre fonti rinnovabili di energia. Sicuramente, la rapida espansione delle realizzazioni fotovoltaiche, che negli ultimi 5 anni ha fatto registrare un incremento medio dell ordine del 30%, è dovuta ai programmi nazionali e locali di diffusione del fotovoltaico avviati nel passato in molti dei paesi più industrializzati. È altrettanto vero che l incentivazione non costituisce la sola ragione di un andamento così singolare e ormai consolidato, come quello che si riscontra, per esempio, in Giappone. Durante il 2004, in Italia il settore del fotovoltaico è stato caratterizzato da una discreta disponibilità di risorse per i programmi di diffusione, da una domanda pubblica alquanto elevata e, per contro, da una crescita piuttosto lenta del mercato. Questa è stata causata essenzialmente dai tempi burocratici di espletamento delle iniziative di promozione varate nel 2001, per una parte, e dall attesa di entrata in vigore del meccanismo d incentivazione basato sul conto energia e di una adeguata normativa, non solo tecnica, dall altra. In definitiva, la potenza fotovoltaica complessiva installata in Italia nel corso del 2004 è cresciuta come nell anno precedente, fino a raggiungere a fine anno un totale di circa 31 MWp. La maggior parte dell incremento di potenza è dovuta allo sviluppo del mercato degli impianti connessi alla rete di distribuzione, cioè proprio quella tipologia d impianto oggetto degli incentivi disposti congiuntamente dal Ministero dell Ambiente e Tutela del Territorio (MATT), dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano. Alla fine del 2004, la potenza cumulata degli impianti fotovoltaici rappresentava il 40% della potenza fotovoltaica complessiva installata in Italia, contro il 30% registrato al termine del 2003, e i circa 5 MW p di realizzazioni avvenute durante lo scorso anno, che sono in buona parte dovuti a impianti fotovoltaici connessi alla rete di distribuzione. Più precisamente, i 31 MW p che costituiscono la potenza fotovoltaica complessivamente installata in Italia sono composti da: impianti per la generazione distribuita (12,3 MW p ), tipicamente funzionanti in parallelo alla rete e di recente realizzazione, nell ambi- N. 1/2005 gestione energia

20 MERCATO & FINANZA to di programmi di diffusione della tecnologia fotovoltaica, come il Programma Tetti fotovoltaici ; impianti per usi domestici non connessi alla rete (5,3 MW p ), nella maggior parte dei casi installati durante i primi anni ottanta, grazie ai contributi della legge 308/82; impianti per applicazioni industriali di piccola potenza lontane dalla rete di distribuzione (6,7 MW p ), come ripetitori televisivi e di telefonia mobile, ponti radio, segnaletica e altro: in queste situazioni, infatti, i costi di allaccio alla rete risulterebbero proibitivi e, comunque, molto maggiori di quelli derivanti dal ricorso alla tecnologia fotovoltaica; impianti centralizzati per il supporto a piccole reti isolate (come quelle delle isole minori) e a terminali deboli della rete di distribuzione (6,7 MW p ), quasi tutti realizzati entro i primi anni novanta, anche sull onda di una scelta strategica internazionale, successivamente abbandonata nonostante i risultati positivi conseguiti. La situazione di stagnazione del mercato fotovoltaico verificatasi in Italia verso la fine del 2004 ha, tra l altro, influito negativamente sulla produzione italiana di moduli fotovoltaici, la quale si è attestata a soli 7 MW p complessivi, a fronte di una capacità produttiva massima di circa 16 MW p. Le ragioni di un così basso ritmo di crescita si devono ascrivere anche ad alcune incertezze del tutto locali sul futuro del fotovoltaico e, in misura maggiore, alla debolezza, manifestatasi in questi ultimi tempi, delle aziende produttrici italiane nei confronti delle concorrenti straniere. Per quanto riguarda il mercato, si osserva che il prezzo medio dei moduli è leggermente diminuito nel 2004, fino a raggiungere il valore minimo di 3 Euro/W p, per ordini di adeguato volume, e valori di circa 3,8 Euro/W p in rapporto a ordini per piccoli quantitativi. Una tendenza analoga è stata osservata per i prezzi di fornitura degli impianti. Infine, il valore totale delle attività svolte in Italia nel settore fotovoltaico, durante lo scorso anno, è stato di circa 30 milioni di Euro. Di questi, circa 20 milioni di Euro sono stati resi disponibili dal MATT e dalle Regioni come contributo pubblico e approssimativamente 10 milioni di Euro come quota rimasta a carico dei beneficiari, nell ambito dei programmi locali di promozione della tecnologia fotovoltaica (Programma Tetti fotovoltaici ); i rimanenti 5 milioni di Euro circa hanno rappresentato la spesa per le attività di ricerca, sviluppo e dimostrazione. Il valore di queste attività, rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi anni in Italia, è stato sostenuto da ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l Energia e l Ambiente) e da CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano) ed è, per confronto con i paesi maggiormente impegnati nell ambito delle fonti rinnovabili di energia, piuttosto contenuto. In Germania, per esempio, il fotovoltaico ha contato nel 2004 su 25 milioni di euro dei 75 complessivi assegnati dal governo alle rinnovabili. Ricerca, sviluppo e dimostrazione Le attività di ricerca, sviluppo e dimostrazione relative alla tecnologia fotovoltaica sono state avviate in Italia nei primissimi anni ottanta, nell ambito di un programma più generale sulle fonti rinnovabili, che, con la loro futura e graduale introduzione nel sistema energetico nazionale, avrebbero potuto contribuire, anche se in misura relativa, al processo di diversificazione energetica resosi obbligatorio a seguito delle prime crisi petrolifere. Risale infatti a quegli anni la campagna acqua calda dal sole e la definizione (legge 308/82) delle fonti rinnovabili. Vari soggetti, sia pubblici che industriali, hanno partecipato durante questi anni allo svolgimento delle diverse attività nel settore delle tecnologie e delle applicazioni dell energia fotovoltaica in Italia. Oggi esse sono condotte essen- 19 gestione energia N. 1/2005

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