Introduzione al corso e cenni di storia dell economia

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1 Corso di laurea in Produzione dell edilizia Corso di Economia e Gestione delle Imprese 1^ lezione Introduzione al corso e cenni di storia dell economia 8 marzo 2005 Prof. Federico Della Puppa - A.A

2 Obiettivi del corso presentare allo studente un'introduzione ai temi dell economia e della gestione delle imprese, fornendo le conoscenze di base per approfondire successivamente argomenti più specialistici in particolare il corso affronterà le problematiche relative alle imprese operanti nei diversi comparti del settore delle costruzioni, secondo un approccio di filiera, analizzando dunque l impresa quale soggetto economico inserito nel sistema competitivo di mercato corso articolato in quattro parti: la prima parte comprende un analisi introduttiva ai temi dell economia, e presenta il ruolo dell impresa nel contesto economico e le principali funzioni che governano la sua attività (produzione, controllo dei costi, analisi finanziaria e degli investimenti); la seconda parte riguarda le funzioni di raccordo con i mercati (marketing, comunicazione, strategie di promozione); la terza parte comprende un analisi del mercato delle costruzioni, del mercato immobiliare e dell evoluzione delle strategie di offerta delle imprese alla luce dei cambiamenti in atto nei sistemi economici; la quarta parte riguarda un contatto diretto tra gli studenti e il mondo delle imprese, attraverso la presentazione di casi di studio integrati con le esercitazioni che gli studenti devono svolgere, e la realizzazione di una visita sul campo (visita ad alcuni cantieri di costruzione e colloquio con le imprese). 2

3 I riferimenti Giuseppe Volpato La gestione d impresa CEDAM, Padova, 2000 Sergio Rossetto Manuale di economia e organizzazione d impresa UTET, Torino, 2001 web: appunti dalle lezioni del prof. Della Puppa: 3

4 La nascita dell economia Lo scambio come sistema di sopravvivenza Una prima discontinuità: l introduzione del concetto di moneta Dallo scambio in natura allo scambio di mezzi sostitutivi e l introduzione del concetto di accumulazione Etica ed economia: la filosofia aristotelica e l avversione per il denaro inteso come merce e critica del meccanismo del prestito per interesse Il rapporto stretto tra economia e filosofia: Aristotele, Thomas Hobbes, Locke, Tommaso d Aquino Cantillon, Quesnay e i fisiocratici: il Tableau Economique 4

5 Il ruolo di Adam Smith Smith e la concezione della divisione del lavoro: la produttività aumenta man mano che progredisce la divisione del lavoro, a sua volta favorita dall espansione dei mercati, a sua volta dipendente dallo sviluppo economico Smith e il liberismo: libertà di ciascun operatore di muoversi nel mercato in relazione alla massimizzazione del proprio profitto (concezione individualista) Smith e le leggi della domanda e dell offerta: vi è una logica del continuo adattamento che, come una mano invisibile, è in grado di trasformare l egoismo individuale in benessere collettivo, con alcuni vincoli: che i produttori siano liberi di spostarsi tra i vari settori produttivi che ogni attività economica sia aperta all ingresso di nuovi operatori (esclusione di barriere all entrata) che vi sia un basso intervento pubblico sull economia Smith e il concetto di ricchezza: il meccanismo di accrescimento della ricchezza avviene attraverso la trasformazione e quindi attraverso un moderno sistema di gestione delle risorse produttive, ivi comprese le forze lavoro 5

6 Economisti di riferimento e le principali teorie economiche David Ricardo: formalizzazione dei concetti di rendita e profitto John Stuart Mills: produzione e distribuzione come due aspetti di un medesimo processo generato da tre fattori produttivi: lavoro, terra, capitali Karl Marx: individuazione nella teoria del valore del concetto di sovrappiù (surplus) Walras, Jevons: nascita dell approccio neoclassico, dove il concetto di domanda si trasforma in concetto di utilità (nascita della logica marginalista): utilità come funzione della quantità disponibile e quindi dipendente dalla scarsità del bene e pertanto riconducibile ad una nuova interpretazione del concetto di bisogno-soddisfazione Alfred Marshall: sistemazione in epoca recente della disciplina neoclassica e in particolare dei concetti di domanda, costi di produzione e utilità finale John Maynard Keynes: individuazione della funzione di consumo, della funzione di investimento e della preferenza per la liquidità (teoria monetaria del saggio di interesse) 6

7 L importanza di Josh Alois Schumpeter Critica dell approccio statico walrasiano nella teoria del cambiamento nel sistema economico (teoria dello sviluppo economico) Teoria dell equilibrio economico generale fattori esterni variabili esogene alle quali il sistema istituzioni variabili demografiche ecc. fattori interni preferenze dei consumatori dotazioni di beni e di capitali dotazioni tecnologiche economico si adatta (approccio statico ) critica di Schumpeter Lo sviluppo economico va inteso secondo un approccio dinamico, dove lo sviluppo dipende soprattutto dalle innovazioni tecnologiche introdotte dagli imprenditori, e tali innovazioni dipendono dall accesso al credito e dall attesa di profitti di tipo monopolistico 7

8 Schumpeter, teorico dell innovazione Schumpeter è il teorico dell innovazione come processo di pianificazione aziendale e non di semplice iniziativa imprenditoriale, L intuizione di Schumpeter è che la produttività del sistema (concetto molto caro a tutta la teoria economica) si possa aumentare attraverso una differenziazione del comportamento degli imprenditori, in modo tale che si generi un extraprofitto per quelli più capaci. Ma per fare sì che questo extraprofitto da temporaneo diventi permanente devono essere soddisfatte tre condizioni: invenzione innovazione diffusione dell innovazione Invenzione come stimolo al sapere, ma anche come fatto individualistico che si traduce in innovazione solo se condivisa e internalizzata nell impresa, altrimenti rimane un fattore esogeno. La vera caratteristica in grado di accrescere il sistema economico è la diffusione dellinnovazione Schumpeter infine è lo studioso che ha meglio teorizzato e razionalizzato il pensiero relativo ai cicli economici, fatti di periodi espansivi e poi di fenomeni recessivi. 8

9 Economia come arte delle scelte Cos è dunque l economia? Radice etimologica: oikos, ovvero casa. Economia come scienza della gestione della casa a differenza dell ecologia che significa descrizione della casa dell uomo. Da scienza che studia i comportamenti relativi alla ricchezza e la loro integrazione nel sistema a scienza che studia il sistema di scelte in grado di produrre ricchezza (o di cancellarla), quindi da scienza descrittiva sempre più a scienza previsionale: fattore fondamentale per l agire delle imprese Necessità di interpretare secondo modelli descrittivi: l importanza dell uso dei modelli Astrazione scientifica: gli ideal-tipi (esempio: filiera produttiva) 9

10 Il concetto di valore In economia tutto ruota attorno al concetto di valore Questione cardine di tutta l economia (v. Volpato, nota a pg. 19) Concetto di valore: l analisi economica prevede un confronto tra comportamenti alternativi e tale confronto implica la costruzione di un parametro di misura, di un fattore di paragone, di un valore in grado di rappresentare una misura, di rendere comparabili risorse e risultati. Soggettività del valore e collegamento con il concetto di utilità Significato del valore e vari concetti di valore (valore di esistenza, ecc.) Meccanismo dei margini di scelta e costruzione di modelli di aumento della qualità della scelta 10

11 L importanza dell informazione Per valutare devo essere informato: più informazioni = più scelta Ma il problema riguarda la caratteristica tipica dei mercati di essere sistemi imperfetti, nei quali un ruolo di forte imperfezione è quello giocato da una diseguale distribuzione dell informazione per fattori di diverso tipo: si parla infatti di asimmetria dell informazione o disomogenea allocazione che significa incertezza dei mercati e quindi delle scelte Inoltre l informazione ha un costo (--> v. sistemi informativi e ruolo dell informazione oggi nell economia e nella gestione delle imprese: esempio del sistema degli appalti e della necessità di avere l informazione in tempo reale) Infine l informazione celata dietro meccanismi protezionistici (v. brevetti, ecc.) Fondamentalmente l informazione è un patrimonio di ricchezza dell impresa e una risorsa in grado di generare progresso dal punto di vista della ricerca industriale e tecnologica 11

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