ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI

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1 ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI Ing. Marco Greco 0776/ XIII LEZIONE 23/10/2012

2 Collusione in duopolio alla Bertrand 2 Deviazione Collusione 1 Deviazione 0, 0 π M ε, 0 Collusione 0, π M ε π M 2, π M 2 Dato il fattore di sconto δ = 1/(1+r) il valore attuale della successione infinita di payoff π 1, π 2, π 3, è: π 1 + δπ 2 + δ 2 π 3 + = δ t 1 π t t=1 2

3 Collusione in duopolio Strategia: inizio cooperando e continuo se entrambi i giocatori hanno cooperato nello stadio precedente Ovvero: Gioco «Collusione» nel primo stadio Se l esito in t-1 è stato («Collusione», «Collusione» ) allora gioco «Collusione», altrimenti gioca «Deviazione» «Trigger strategy» 3

4 Collusione in duopolio Se tutti gli altri stadi sono stati («Collusione», «Collusione») la risposta ottima di j può essere determinata come segue: Giocando «Deviazione» j ottiene π M ε, il ché darà il via alla reazione di i; quindi in ogni stadio futuro si avrà un payoff pari ad 0. Complessivamente egli quindi avrà V = π M ε + δ 0 + δ = π M ε In alternativa egli otterrà π M, e in ogni step successivo si 2 riproporrà la stessa scelta. Consideriamo V il valore attuale della successione infinita di payoff che riceve il giocatore j operando tale scelta in modo ottimale. Se giocare «Collusione» è una scelta ottima, allora si avrà V = π M + δv, poiché giocare «Collusione» conduce allo 2 stesso tipo di scelta nello stadio successivo V = π M 2 1 δ 4

5 Collusione in duopolio Giocare «collusione» è una scelta ottima se π M2 1 δ π M Cioè se δ 1 2 di Nash Frequenza con cui le imprese possono modificare il prezzo durante l anno la trigger strategy è un equilibrio δ = r f h(1 + g) Tasso di interesse annuale Probabilità che l industria continui ad esistere nel periodo successivo Incremento della domanda 5

6 Oligopolio cooperativo collusione cartelli Oggi i cartelli sono attività illegali in praticamente tutti i paesi Nel passato non è stato sempre così; nel 1890 veniva varato in USA lo Sherman Act, in Germania nello stesso anno un provvedimento che assolveva la tendenza verso i cartelli In Italia la norma costitutiva dell Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato AGCM è del 1990

7 Cartellare e scartellare La prima caratteristica di questa struttura di mercato è che vi è un oggettivo incentivo per le imprese ad accordarsi, perché così il profitto aumenta (a scapito dei consumatori) La seconda caratteristica di questa struttura di mercato è che vi è un oggettivo incentivo per le imprese a scartellare dopo l accordo, perché così il profitto aumenta ulteriormente (a scapito delle altre imprese)

8 Costi e benefici del cartello In situazioni normali (cartello grande, domanda anelastica) vi è un oggettiva convenienza per l impresa a partecipare a un cartello Non è così ovviamente per i consumatori, il cui benessere diminuisce in presenza di un cartello Un cartello in genere è in grado di costruire una barriera all entrata per potenziali partecipanti, quindi danneggia anche la concorrenza potenziale

9 Scartellare Come deviare: Producendo (poco) di più di quanto concordato, agli stessi prezzi Praticando sconti sui prezzi In ogni caso, guadagnando quote di mercato Il cartello massimizza il profitto del gruppo di imprese che lo compongono, non della singola impresa

10 Distruzione di un cartello: esogena o endogena I cartelli sono illegali: quindi un primo pericolo alla loro formazione o sopravvivenza è dato dal timore della sanzione legale (deterrente) D altra parte, come vedremo, l incentivo a scartellare esiste: se adottato da più imprese, il cartello si rompe indipendentemente dall azione legale

11 L unione fa la forza Le singole imprese, restando in concorrenza, non hanno convenienza a ridurre la produzione, perché ciascuna non riesce a influire sul prezzo (se p è dato e Q i diminuisce, R i =pq i diminuisce) Prese nel loro aggregato, agendo come parti di un unico monopolio, le singole imprese hanno convenienza a ridurre la produzione, perché nel suo complesso porta ad un prezzo più elevato

12 Fattori che facilitano la formazione di un cartello 1) Capacità di aumentare il prezzo dell industria senza attrarre nuovi concorrenti (elevate barriere all entrata) 2) Punizioni attese basse (rispetto a guadagni attesi) 3) Bassi costi di transazione 4) Bassa probabilità che il mercato scompaia

13 Fattori che facilitano la formazione di un cartello 1) Capacità di aumentare il prezzo dell industria: la curva di domanda fronteggiata dal cartello deve essere anelastica (possono aumentare il prezzo temendo solo ridotte riduzioni della domanda, quindi aumentando i ricavi) Il cartello deve quindi interessare la massima parte del mercato rilevante (devono esserci pochi sostituti stretti) e deve riuscire a bloccare l entrata

14 Fattori che facilitano la formazione di un cartello 2) Punizioni attese basse: dipende dal funzionamento dell Antitrust Per questo molti cartelli prima della 2 G.M. Cartelli internazionali preferiti Bassa funzionalità Antitrust in Estremo Oriente (accordi tra le giapponesi) Antitrust europeo con riferimento internazionale

15 Fattori che facilitano la formazione di un cartello 3) Bassi costi di transazione per formazione e attuazione accordo: Poche imprese Alta concentrazione Omogeneità del bene Ruolo dell associazione di categoria

16 Fattori che facilitano la formazione di un cartello 4) Bassa probabilità che il mercato scompaia In caso di elevato turn-over, la collusione sarebbe una soluzione perseguibile solo in presenza di un tasso di interesse irrealisticamente basso Se rischio di chiudere, non penso molto ai profitti futuri

17 La dinamica della concorrenza di prezzo non collusiva (2) «Rinunciare all accordo e cercare di prevedere le mosse delle altre imprese»

18 La concorrenza di prezzo dinamica (1/3) Cournot, Bertrand STATICI Decisione di prezzo/quantità contemporanea e definitiva Reazione in funzione della scelta dell avversario Massimizzazione profitto corrente Necessità di massimizzare profitto di L.P. valutando le reazioni future 18

19 La concorrenza di prezzo dinamica (2/3) Oligopoli con prezzi da oligopolio senza apparente collusione Oligopoli con prezzi da concorrenza Occorre cogliere le cause di tale differenza! 19

20 La concorrenza di prezzo dinamica (3/3) Premesse Le aziende desiderano prezzi di monopolio 2 agenti Assenza di vantaggi competitivi Prodotti perfetti sostituti Esistono delle condizioni in cui nessuna delle due desideri avviare una guerra di prezzo (senza collusione esplicita)? 20

21 Politica di prezzi più bassi Aumento quote di mercato maggiori profitti di breve periodo Se quota permanente maggiori profitti anche di lungo periodo (Es. Tintoretto) Se anche l avversario abbassa i prezzi? Minore quota di mercato, minori prezzi, minor profitto!!! 21

22 Benzina, nuovo taglio di Eni Attese le contromosse degli altri L'operazione riguarda, come la scorsa settimana, i rifornimenti fatti durante il fine settimana in modalità iperself. Negli ultimi giorni la sfida ai ribassi è stata raccolta da Esso e Q8, mentre secondo Quotidiano Energia presto potrebbero accodarsi anche Shell e Tamoil MILANO - Pronti al via per il nuovo week-end di sconti al self-service. Eni ha fissato i nuovi prezzi di benzina e diesel in modalità Iperself rispetto all'andamento dei mercati: 1,580 e 1,480 euro/litro contro i precedenti 1,600 e 1,500. Si attendono le mosse delle altre compagnie. La settimana scorsa erano scese in campo Esso e Q8 con sconti anche superiori ma su un numero più limitato di impianti. A quanto risulta a Quotidiano Energia stanno partendo anche Shell e TotalErg. Voci insistenti anche per Tamoil. Intanto - riferisce ancora Quotidiano Energia - si registra una raffica di ribassi per i prezzi raccomandati dopo l'intervento del market leader e sull'onda del trend di continua discesa delle quotazioni dei prodotti internazionali: Tamoil giù di 2 cent euro/litro su benzina e diesel, TotalErg -1,4 su entrambi i prodotti, Shell -1,5, Q8-1 ed Esso -0,5. I prezzi praticati serviti non riflettono le iniziative sul self ma sono comunque in calo. Scendono pure le no-logo. Gpl, in particolare, con prezzi in forte calo. Questo quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale. I prezzi medi nazionali sono oggi a 1,816 euro/litro per la benzina, 1,705 per il diesel e 0,808 per il Gpl. Punte massime tutte in calo per la verde a 1,898 euro/litro, il diesel a 1,742 e il Gpl a 0,832. Più nel dettaglio, a livello Paese il prezzo medio praticato della benzina (in modalità servito) va dall'1,802 euro/litro di Eni all'1,816 di Tamoil (no-logo giù a 1,699). Per il diesel si passa dall'1,694 euro/litro di Eni all'1,705 di Ip (no-logo a 1,564). Il Gpl infine è tra 0,769 euro/litro di Eni e 0,808 di IP (no-logo a 0,769).(22 giugno 2012) 22

23 Strategia <<tit for tat>> Tentativo di alzare il prezzo Osservazione del comportamento della concorrenza Alza il prezzo bene Mantiene il prezzo abbassare il proprio per non perdere quota di mercato Se la concorrenza sa che la scelta è facilmente reversibile, è interessata ad alzare il prezzo a sua volta 23

24 Strategia <<tit for tat>> L azienda che lancia l aumento di prezzo può dire Dalla prossima settimana il nostro prezzo sarà identico a quello del nostro miglior concorrente Impegno vincolante di non vendere a prezzo maggiore del concorrente 24

25 Philip Morris vs BAT Quote mercato Costa Rica anni 90: PM=30% (categorie media e alta), BAT=70% (categoria basso prezzo) Margini industriali >50% grazie a crescita economia Salute: erosione quote di mercato PM PM: riduzione del prezzo del 40% Sabato mattina 16 Gennaio BAT: Sabato pomeriggio riduzione rapidissima del 50% (Π=0) 25

26 La forza del <<tit for tat>> Permette di mantenere prezzo di monopolio come risultato di equilibrio non cooperativo Strategia semplice, facilmente attuabile e comunicabile Non aggressiva (non rompe mai l accordo per primo) Capace di reagire a provocazioni Indulgente (capace di perdonare) 26

27 Malintesi Se una mossa cooperativa è interpretata come non-cooperativa genera una risposta non-cooperativa Guerre di prezzo scatenate da malintesi su politiche di prezzo Sconti volume Altri sconti 27

28 Struttura di mercato Prezzo cooperativo più probabile in mercato ristretto che in frammentato Tendenza delle autorità ad impedire fusioni quando il risultato è una concentrazione eccessiva Componente emotiva : tit for tat più efficace se le aziende pensano alla stessa maniera 28

29 Mercato concentrato Maggiori benefici dal cooperare Quote di mercato maggiori per società Maggiore entità dei profitti per l aumento dei prezzi Maggiori costi dal non cooperare L impresa deve rinunciare a una parte dei ricavi sui clienti attuali per ottenerne una su nuovi clienti Ci sono meno nuovi clienti da poter conquistare 29

30 Velocità di reazione Maggiore la velocità, migliore efficacia tit-for-tat Ragioni per incapacità di reagire rapidamente: Ritardo nel rilevamento dei prezzi concorrenti Interazioni sporadiche con i concorrenti Difficoltà nell identificazione dell impresa che taglia il prezzo in mezzo ad un gruppo Difficoltà nell identificazione dell elasticità della domanda rispetto al prezzo 30

31 Ostacoli strutturali al t-f-t Discontinuità degli ordini carenza di interazione tra concorrenti Es. Produzione su commessa, Contratti pluriennali Informazioni sulle transazioni di vendita Es. Prezzi negoziati privatamente e non pubblicizzati, Prodotti su misura 31

32 Ostacoli strutturali al t-f-t Numero degli acquirenti Il compratore è incentivato a dire agli altri venditori di aver ricevuto uno sconto. Es: P con.sin.=1% probabilità che un venditore venga a sapere di uno sconto concesso ad un cliente. 10 compratori P con.tot = 1-(0,99) 10 =9,6% 300 compratori P con.tot = 1-(0,99) 300 =95% Un basso numero di acquirenti è di ostacolo al tit-fortat perché impedisce la reazione ed è favorevole ad una concorrenza sul prezzo 32

33 Ostacoli strutturali al t-f-t Volatilità delle condizioni di domanda Domanda volatile, difficoltà nello spiegare crolli di vendita. In tempi di eccesso di capacità produttiva con costi fissi elevati, la tentazione di abbassare i prezzi è forte!! 33

34 Asimmetria tra le imprese Se le imprese sono diverse coordinamento difficile: Prezzo di monopolio dipendente da C (RM=CM) o Qualità del prodotto Dimensioni molto diverse La piccola impresa devia dall equilibrio cooperativo sapendo che alla grande non conviene punirla 34

35 Comportamenti a favore di cooperazione di prezzo Leadership oligopolistica di prezzo Un azienda stabilisce il prezzo e le altre la seguono Necessarie punizioni per coloro che defezionano, altrimenti rischio di perdere la leadership Leadership barometrica di prezzo L azienda percepisce per prima il cambiamento del mercato 35

36 Comportamenti a favore di cooperazione di prezzo Annunci anticipati di variazioni di prezzo Annunci 30 o 60 gg prima di effettuare il cambiamento Possibilità di non farli se la concorrenza non segue l esempio Clausola del cliente più favorito Si dà al compratore la sicurezza di pagare il prezzo più basso praticato dal venditore Versione contemporanea Versione retroattiva Inibisce la concorrenza di prezzo 31

37 Comportamenti a favore di cooperazione di prezzo Prezzi di consegna uniformi Politica di prezzo uniforme (FOB): il compratore viene a prendere il prodotto nella fabbrica Politica di prezzo di consegna uniforme: il venditore stabilisce un prezzo di consegna e si fa carico delle spese di trasporto Possibilità di intervenire in modo focalizzato dove si accende la competizione di prezzo Facilita prezzo cooperativo 37

38 Politica di prezzo Free On Board 38

39 Politica prezzo di consegna uniforme delivery pricing 39

40 La Concorrenza sulla Qualità Scelta della qualità nei mercati concorrenziali Mercato impone di fissare lo stesso prezzo per unità di qualità Questo presuppone che il cliente possa valutare oggettivamente l unità di qualità Altrimenti è possibile fissare prezzo superiore a quello per unità di qualità 40

41 41

42 La Concorrenza sulla Qualità Essere un consumatore informato può essere costoso!! Disincentivo alla ricerca di informazioni: X utenti cercano informazioni su prodotto Y si basano sul comportamento di X Per X sufficientemente grande le informazioni di X e Y sono simili Bidoni : prezzi bassi, consumatori non informati 42

43 La Concorrenza sulla Qualità Competere sulla qualità è costoso? Secondo Continuous Quality Improvement migliorare i processi abbatte i costi e aumenta la qualità In realtà maggiore è la qualità raggiunta, più è costoso migliorarla C Qualità 43

44 La Concorrenza sulla Qualità La qualità aumenta la domanda e riduce l elasticità rispetto al prezzo Ostacoli possibili all ottenimento di un beneficio: Clientela fidelizzata dalla concorrenza Incapacità del cliente di percepire la qualità Enfasi sugli attributi osservabili!! Pubblicità, prove del prodotto, certificazioni Criticità delle Experience Goods 44

45 La Concorrenza sulla Qualità Maggiore margine di contribuzione unitario, maggiore incentivo a investire in qualità Minore il numero di consumatori marginali, minore incentivo ad investire Fidelizzazione 45

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