Questioni di Economia e Finanza

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Questioni di Economia e Finanza"

Transcript

1 Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers) Spesa energetica e competivà delle imprese aliane di Ivan Faiella e Alessandro Mistretta Marzo 2014 Numero 214

2

3 Questioni di Economia e Finanza (Occasional papers) Spesa energetica e competivà delle imprese aliane di Ivan Faiella e Alessandro Mistretta Numero 214 Marzo 2014

4 La serie Questioni di economia e finanza ha la finalà di presentare studi e documentazione su aspetti rilevanti per i compi istuzionali della Banca d Italia e dell Eurosistema. Le Questioni di economia e finanza si affiancano ai Temi di discussione volti a fornire contributi originali per la ricerca economica. La serie comprende lavori realizzati all interno della Banca, talvolta in collaborazione con l Eurosistema o con altre Istuzioni. I lavori pubblicati riflettono esclusivamente le opinioni degli autori, senza impegnare la responsabilà delle Istuzioni di appartenenza. La serie è disponibile online sul so ISSN (stampa) ISSN (online) Stampato presso la Divisione Edoria e stampa della Banca d Italia

5 SPESA ENERGETICA E COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE ITALIANE di Ivan Faiella * e Alessandro Mistretta Sommario Questo lavoro presenta una metodologia per ricostruire la spesa energetica delle imprese manifatturiere aliane con almeno 20 addetti per il periodo Si utilizzano una pluralà di fonti per imputare i consumi fisici di energia a livello di impresa nell archivio Invind; la spesa è ottenuta valorizzando questi consumi con i prezzi prevalenti sui mercati delle diverse fonti. Secondo le nostre stime l impresa media nel 2011 spendeva per l acquisto di energia circa 740 mila euro, il 61 per cento in più rispetto al I costi sono più elevati per quelle localizzate al Nord, grandi e dei settori materiale da costruzione e ceramiche e petrolchimico. Nel periodo l incidenza dei costi energetici è aumentata dal 2,3 al 2,6 per cento in rapporto al fatturato e dal 27,1 al 30,8 rispetto al costo del lavoro. Correlando l incidenza della spesa energetica con indicatori di performance di impresa, a parà di altre condizioni, emerge che le imprese con costi più elevati hanno una minor cresca dei volumi fatturati e una minore propensione all export. Classificazione Jel: C53, D24, Q41. Parole chiave: costi energetici delle imprese, competivà, imputazione statistica. Indice 1. Introduzione L approvvigionamento di energia delle imprese aliane La metodologia di stima della spesa energetica Validazione delle stime La spesa energetica delle imprese manifatturiere nel periodo Competivà, produttivà e approvvigionamento energetico Conclusioni e ulteriori linee di ricerca Bibliografia Appendice A Tavole statistiche * Banca d Italia, Dipartimento di Economia e Statistica. Roma, Universà di Tor Vergata.

6

7 1. Introduzione 1 La forte dinamica dei prezzi energetici registrata su scala mondiale nell ultimo decennio ha posto al centro del dibatto di policy la relazione tra la spesa energetica delle imprese e la loro competivà. A livello internazionale ne è testimonianza il fatto che un capolo dell ultimo World Energy Outlook dell Agenzia internazionale dell energia è stato dedicato al tema Energy and competiveness (IEA, 2013). In Europa la questione energetica viene spesso indicata come uno dei principali fattori di freno all espansione dell industria (Business Europe, 2013) e recentemente è stata al centro dell agenda delle istuzioni comunarie, in particolare per l ampliamento dei differenziali di costo con gli Stati Uni dovuto alla forte riduzione dei prezzi energetici in questo paese derivante dalla maggiore disponibilà di idrocarburi non convenzionali 2. In Italia, dove elevati sono nel confronto internazionale la dipendenza dall estero per l approvvigionamento di energia e i prezzi pagati da imprese e consumatori, le considerazioni circa la competivà delle imprese si sommano alla preoccupazione che impianti produttivi ad alta intensà energetica possano essere delocalizzati (Allevi et al., 2013, discutono le possibili implicazioni dello scambio di emissioni sulla localizzazione dell industria del cemento aliana). Per il nostro paese, la suazione si è recentemente inaspra in seguo alla cresca dei prezzi dell energia elettrica determinata dal finanziamento delle energie rinnovabili elettriche: negli ultimi tre anni, il contributo per megawattora versato dalle imprese in bolletta per finanziare le rinnovabili è più che raddoppiato passando da 16,5 euro nel 2010 a 40,6 euro nel 2012 (Faiella, 2013) e le imprese finanziano la maggior parte dei contributi raccolti attraverso la componente A3 degli oneri di sistema 3. Nonostante l attenzione per il tema dei costi energetici, mancano statistiche ufficiali sulle spese energetiche delle imprese e quelle disponibili in letteratura sono alquanto rare e comunque con un livello di disaggregazione limato a informazioni di tipo settoriale (come ad esempio in Verdelli e Cardinale, 2008). 1 Ringraziamo Matteo Bugamelli per i suoi preziosi suggerimenti. 2 Nelle conclusioni del Consiglio europeo del 22 maggio del 2013 particolare attenzione è stata data all'analisi della composizione dei fattori determinanti dei prezzi e dei costi dell'energia negli Stati membri entro la fine del 2013, con particolare attenzione all'impatto sulle famiglie, sulle PMI e sulle industrie ad alta intensà energetica, e valutando più in generale la competivà dell'ue rispetto alle sue controparti economiche mondiali. Si veda il resoconto EUCO 75/13. 3 Secondo elaborazioni della Cassa conguaglio del settore elettrico il 70 per cento del totale degli oneri raccolti con la tariffa A3 sono sostenuti dalle imprese. 5

8 A parte le informazioni aggregate sui consumi fisici del bilancio energetico nazionale (che ha un dettaglio per la voce industria), l unica informazione specifica sui consumi e gli acquisti di energia delle imprese manifatturiere è l indagine Istat sugli acquisti dei prodotti energetici delle imprese industriali (IAPE), le cui informazioni sono ferme al L obiettivo di questo lavoro è ricostruire la spesa energetica del settore manifatturiero a livello di impresa: le informazioni circa le diverse caratteristiche delle imprese consentono infatti di tenere conto degli effetti di composizione e di studiare le associazioni tra spesa energetica e performance aziendali (ad es. in termini di capacà di generare valore e di accumulare capale) con maggiore precisione. A questo scopo proponiamo un metodo per stimare, a livello di impresa, i consumi fisici di energia cui successivamente imputiamo i prezzi prevalenti sul mercato per ottenere le singole componenti della spesa energetica. Secondo le nostre stime, nel 2011 le imprese manifatturiere con almeno 20 addetti spendevano in media per i loro acquisti di energia 740 mila euro, il 61 per cento più di quanto rilevato nel Tali costi sono più elevati per le imprese localizzate al Nord, di maggiori dimensioni e che operano nei settori della produzione di materiale da costruzione e ceramiche e in quelli della chimica e petrolchimica (Tavola A3). Nel periodo l incidenza dei costi energetici è risultata in costante cresca: rispetto al fatturato è aumentata dal 2,3 al 2,6 per cento e rispetto al costo del lavoro dal 27,1 al 30,8 (Tavola A5). Alcuni esercizi econometrici suggeriscono che la spesa energetica incide negativamente sulla capacà dell impresa di accrescere il fatturato e sulla sua propensione all export. Queste evidenze rimarcano l urgenza di poliche per contenere l erosione di competivà determinata dall inasprimento della spesa energetica. Il lavoro ha la seguente struttura. Nel paragrafo 2 analizziamo le tendenze dei consumi energetici delle imprese degli ultimi anni utilizzando i dati aggregati e le informazioni sui prezzi dei principali prodotti. Nel paragrafo 3 presentiamo il metodo di ricostruzione della spesa e le fonti dei dati utilizzate. Il paragrafo 4 presenta un esercizio di validazione in cui le nostre stime sono confrontate con una serie di fonti esterne. Il paragrafo 5 descrive le stime sulla spesa energetica delle imprese. Nel paragrafo 6 4 L Istat ha condotto nel 2012 la prima rilevazione sui consumi finali di prodotti energetici delle imprese (COEN) relativamente all'anno 2011 (https://indata.istat./coen/indagine.php). Nel momento in cui si scrive non è noto quando i risultati dell indagine saranno disponibili. 6

9 l incidenza dei costi energetici è messa in relazione con la performance delle imprese. Infine, il paragrafo 7 trae le principali conclusioni e delinea le future linee di ricerca. 2. L approvvigionamento di energia delle imprese aliane La spesa energetica è determinata dalle quantà e dai prezzi delle diverse fonti energetiche che le imprese utilizzano nei loro processi produttivi ed è quindi influenzata anche dalla composizione del mix energetico. È possibile quindi farsi un idea dell andamento della spesa aggregata valutando le quantà consumate e i prezzi d acquisto. Per ciò che riguarda i prezzi ci concentriamo solo su quelli di gas ed energia elettrica, le fonti di energia cui le imprese fanno maggiormente ricorso. Quantà Secondo i dati del bilancio energetico nazionale (BEN) 5, nel 2012 le imprese industriali aliane utilizzavano meno di un quarto della domanda finale di energia 6 con un incidenza in continua riduzione rispetto ai decenni precedenti: la domanda industriale di energia ammontava al 31 per cento del totale negli anni 1980, al 29 negli anni 1990 e al 26 nel primo decennio del Alla base di questa riduzione vi è principalmente il miglioramento dei processi di conversione di energia, anche conseguenti all adozione di normative ambientali più stringenti. Il fabbisogno energetico delle imprese aliane nel decennio è diminuo di circa il 25 per cento e la sua incidenza sul totale dell energia consumata è diminua di oltre quattro punti percentuali. Tale andamento è strettamente legato alle dinamiche economiche del periodo in oggetto. La domanda di energia del sistema produttivo ha raggiunto il suo minimo nel 2009, registrando una flessione del 20 per cento in un anno. La prima fonte di approvvigionamento energetico delle imprese industriali è il gas che da solo copre circa il 40 per cento del totale fabbisogno energetico, cui segue per importanza l energia elettrica (circa il 30 per cento del totale). Il rimanente 30 per cento è rappresentato dai derivati del petrolio, in particolare olio combustibile, dai solidi, il cui consumo è principalmente concentrato nei comparti della metallurgia, e dalle fonti rinnovabili, perlopiù costue dalla combustione di biomasse (Tavola 1). 5 Il BEN è una rappresentazione dei flussi energetici (produzione interna, importazione ed esportazione, trasformazione e utilizzo) del nostro paese in un periodo di tempo defino. In Italia il BEN è predisposto dal Dipartimento per l energia del Ministero dello sviluppo economico: i dati sul BEN sono disponibili all indirizzo dgerm.sviluppoeconomico.gov./dgerm/ben.asp. 6 I settori per cui vengono forne informazioni sugli usi finali di energia sono l industria, i trasporti e gli usi civili (che includono utenti domestici e servizi). 7

10 Tavola 1 - La domanda finale di energia dell industria aliana: (milioni di tep) Anno Energia elettrica Gas naturale Petrolio Rinnovabili Solidi Totale industria Totale usi finali % industria sugli usi finali ,9 17,1 7,7 0,3 4,0 41,0 142,3 28, ,9 17,3 7,6 0,3 4,3 41,4 145,1 28, ,9 17,0 7,5 0,3 4,4 41,1 146,6 28, ,1 16,4 7,7 0,3 4,4 40,9 145,7 28, ,0 15,7 7,1 0,4 4,4 39,6 142,9 27, ,6 14,4 7,0 0,4 4,0 37,4 141,1 26, ,8 11,9 5,3 0,4 2,6 30,0 132,7 22, ,5 12,8 4,8 0,2 3,9 32,1 138,6 23, ,5 12,7 4,8 0,3 4,4 32,7 134,9 24, ,8 12,3 4,3 0,3 4,4 31,0 129,2 24,0 Fonte: Ministero dello sviluppo economico, ENEA. Prezzi I consumi energetici costuiscono una voce difficilmente comprimibile per le imprese e dalla prima metà dello scorso decennio la competivà del sistema industriale aliano ha risento negativamente del rapido aumento dei corsi petroliferi: tra il 2002 e il 2012 il prezzo all importazione del petrolio in termini reali è quasi triplicato in Italia. Data la composizione dell offerta di energia, sbilanciata verso il petrolio e il gas naturale, e l elevato grado di dipendenza energetica, questo si è direttamente riflesso sui prezzi dei prodotti energetici. Figura 1 Prezzo dell energia elettrica per gli utenti non domestici per fascia di consumo (prezzo medio UE27=100; secondo semestre 2011) Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat. 8

11 Considerando la rilevazione Eurostat per il 2011, i prezzi dell energia elettrica sostenuti dalle imprese aliane sono mediamente superiori di circa un terzo rispetto a quelli sostenuti dai concorrenti europei; quelli del gas naturale sono, invece, inferiori di circa il 10 per cento rispetto a quelli medi dell UE (Figura 1 e Figura 2). Sull elevato livello dei prezzi dei beni energetici pagati dalle imprese aliane pesano però anche alcuni fattori interni. L imposizione fiscale sull energia è elevata nel confronto internazionale: secondo i dati Eurostat nel 2011 la tassazione per unà di energia finale ammontava in Italia a 211 euro per tonnellata equivalente di petrolio, un valore superiore del 15 per cento alla media dell UE e secondo solo a quello di Danimarca, Svezia e Regno Uno (Eurostat, 2013) 7. Figura 2 Prezzo del gas naturale per gli utenti non domestici per fascia di consumo (prezzo medio UE27=100; secondo semestre 2011) Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat. Sul fronte fiscale, una particolare attenzione mera il sistema delle accise gravante sull energia che, caratterizzandosi per una forte regressivà (accentuatasi dopo la soppressione nel 2012 delle accise locali), rende la tassazione sulle piccole e medie imprese proporzionalmente più onerosa 8. La spesa Secondo l Indagine dell Istat sugli acquisti di prodotti energetici (IAPE), tra il 2003 e il 2008 la spesa energetica delle imprese industriali (escluse quelle dei settori energetici) è aumentata del 28 per cento, mantenendo un incidenza pressoché costante sul 7 Data la minore intensà energetica del nostro paese, l incidenza della fiscalà sarebbe ancora maggiore se misurata in termini di energia primaria. 8 Ad esempio nel caso dell energia elettrica, l incidenza dell accisa per chilowattora (kwh) è decrescente al crescere dei consumi, quindi delle dimensioni aziendali. Si registra per le PMI un incidenza dell accisa per kwh più che doppia rispetto alle grandi imprese. Lo stesso vale per la componente A3 degli oneri di sistema con cui vengono finanziate le energie rinnovabili del settore elettrico. 9

12 valore della produzione (poco sopra il 2 per cento) e una forte concentrazione settoriale (per oltre il 40 per cento nei settori metallurgico e dei minerali non metalliferi). La spesa, pari a 22 miliardi euro (G ) nel 2008, è scesa bruscamente a 18,1 nel 2009 per gli effetti della grande recessione. I dati Istat paiono sottostimare la dinamica delle spese energetiche desumibile dall osservazione congiunta dell andamento dei prezzi e delle quantà consumate dalle imprese: concentrandosi per semplicà solamente sul gas e sull energia elettrica, si rileva che tra il 2003 e il 2012 la riduzione dei consumi di gas è stata di oltre un quarto e quella di energia elettrica di oltre un decimo, mentre l aumento dei prezzi al consumo per i consumatori non domestici è stato rispettivamente del 69 e del 56 per cento (Figura 3). Figura 3- Prezzi e quantà dei prodotti energetici acquistati dagli utenti non domestici (2003=100) IAPE Prezzo gas Prezzo elettricà Quantà elettricà Quantà gas Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat, Istat MiSE. Nel paragrafo successivo proponiamo quindi una stima alternativa della spesa energetica basata su dati di impresa. Questo permette di sfruttare l eterogeneà tra imprese con l obiettivo di affinare la qualà dell analisi e quindi il disegno delle poliche. 3. La metodologia di stima della spesa energetica Per stimare il costo energetico delle imprese dapprima abbiamo ricavato il consumo fisico di energia per ogni singola fonte e, successivamente, utilizzando i prezzi delle specifiche fonti, abbiamo imputato il relativo costo (il metodo è schematizzato nella Figura 4). Quantà L archivio utilizzato per ricostruire la spesa energetica delle imprese è l Indagine sulle imprese industriali e dei servizi (Invind), che raccoglie annualmente informazioni sugli investimenti, sul fatturato, sull'occupazione e su altre variabili 10

13 economiche delle imprese industriali e dei servizi aliane con almeno 20 addetti 9. La popolazione di riferimento è quella delle imprese aliane del settore manifatturiero attiva nel periodo I dati provenienti da Invind sono integrati con quelli CERVED-Centrale dei Bilanci da cui si estraggono le informazioni relative al valore aggiunto di ogni singola impresa del campione. Il dataset contiene osservazioni che coprono il periodo compreso tra il 2003 e il 2011 (Tavola 2). Tavola 2 Composizione del campione Invind: (unà) Settore Totale Agroalimentare Altre manifatturiere Cartaria e Grafica Chimica e Petrolchimica Materiali da costruzione Meccanica Metalli non Ferrosi Metallurgia Siderurgia Tessile e abbigliamento Vetro e Ceramica Totale Fonte: Elaborazioni su dati Invind. Per la stima del consumo energetico vengono utilizzati i dati dell ENEA relativi alle intensà energetiche (define dal rapporto tra consumi energetici e valore aggiunto) e ai consumi totali per settore 10 disaggregati per fonte per il periodo I dati forni da Terna sull autoproduzione e i consumi totali di energia elettrica differenziati per settore merceologico 11 vengono utilizzati per migliorare la stima dei consumi elettrici. 9 Invind è condotta dalla Banca d Italia dal 1972 con informazioni sulle imprese manifatturiere con più di 50 addetti. Dal 2001 include anche informazioni su imprese aventi fino a 20 addetti e dal 2002 è stata anche estesa ai servizi. Maggiori informazioni sono disponibili all indirizzo 10 ENEA fornisce le intensà energetiche per i seguenti settori: Agricoltura e pesca, Metallurgia (Siderurgia e Metalli non ferrosi), Estrattive, Meccanica, Agroalimentare, Tessile ed abbigliamento, Materiale da costruzioni, Vetro e ceramica, Chimica e petrolchimica, Altre manifatture, Cartaria e grafica, Edilizia, Trasporti. Al fine delle nostre analisi non prenderemo in considerazioni le intensà di Edilizia, Trasporti e Estrattive

14 Figura 4 Fasi della stima della spesa energetica a livello di impresa Quantà totale della fonte di energia e consumata nell anno t dall impresa i (kg equivalenti di petrolio - kep) * Intensà energetica della fonte e (kep per euro 2000 di valore aggiunto) per il settore j nell anno t Fonte: ENEA X Valore aggiunto dell impresa i operante nel settore j, nell anno t (euro 2000) Fonte: Invind e Cerved Prezzo della fonte e (euro per kep) Fonte: Eurostat, DGERM, Istat, AEEG = Spesa per la fonte di energia e consumata nell anno t dall impresa i (euro) * 9 fonti (energia elettrica, gas naturale, gasolio, benzina, olio combustibile, gpl, coke, carbone, gas derivati); 11 settori (Agroalimentare, Cartaria e grafica, Chimica e petrolchimica, Materiali da costruzione, Meccanica, Metalli non Ferrosi, Metallurgia, Siderurgia, Tessile e abbigliamento, Vetro e Ceramica, Altre imprese manifatturiere). Nel caso dell energia elettrica sono utilizzate anche le informazioni di Terna per allineare la stima delle quantà consumate da ogni settore e per escludere gli autoconsumi. In particolare, avendo a disposizione nell anno t il valore aggiunto per ogni singola impresa i ( VA, fonte Invind-Cerved) e l intensà energetica ( ϑ, fonte ENEA) per ogni settore j e fonte energetica e, è possibile imputare il relativo consumo ( C ) alla singola impresa nel seguente modo 12 : e e C = ϑ jtva (1) I consumi così ottenuti, differenziati per fonti energetiche, sono espressi in chili equivalenti di petrolio (kep) 13. Alle stime così ottenute vengono apportate alcune correzioni. In primo luogo, al fine di ottenere una maggiore corrispondenza tra le nostre stime e i dati aggregati sui consumi elettrici, viene imposto che i consumi annui di elettricà di ciascun settore e jt e ijt 12 Al fine di rendere omogeneo il valore aggiunto di fonte Invind-Cerved con le intensà energetiche ENEA, il primo viene espresso a prezzi costanti 2000 attraverso un deflatore settoriale calcolato prendendo il rapporto tra valori correnti e valori costanti (anno 2005) e normalizzandolo rispetto al valore che il rapporto assume nel Le diverse fonti di energia hanno misure specifiche diverse (il barile per il petrolio, il metro cubo per il gas, la tonnellata per il carbone, ecc.); queste sono converte in una sola unà di misura comune in base al loro contenuto energetico esprimendo in questo modo quanti kg di petrolio siano necessari per avere lo stesso contenuto energetico della fonte in questione. 12

15 coincidano con i valori forni da Terna. Inoltre, poiché l energia elettrica utilizzata da ciascuna impresa può essere acquistata oppure autoprodotta, si ricorre a coefficienti di autoproduzione settoriale calcolati sempre su dati Terna, per ridurre la quantà di consumi elettrici che verranno successivamente valorizzati: tale correzione eva la possibilà di una doppia contabilizzazione 14. Va inoltre tenuto in considerazione che i consumi forni da Terna includono anche le imprese con meno di 20 addetti ed è quindi necessario trovare un metodo per escludere il loro contributo. A tale scopo è possibile utilizzare la quota dei consumi elettrici delle imprese con 20 addetti e oltre stimata sui microdati IAPE. Questa è la soluzione che adottiamo e che porta a ridurre di circa il 12 per cento i dati totali rilevati da Terna all interno del periodo considerato 15. I consumi energetici così stimati ben rappresentano la variabilà esistente tra i diversi settori ma non colgono quella dovuta ad altre differenze, ad esempio alla localizzazione geografica dell impresa, che potrebbero incidere sui prezzi pagati. Prezzi Per il prezzo del gas naturale e dell energia elettrica si ricorre ai dati Eurostat relativi agli utenti non domestici, differenziati per scaglioni di consumo e rilasciati con frequenza semestrale. Il prezzo finale utilizzato per la valorizzazione dei consumi è un prezzo medio annuo ponderato con i volumi consumati dalle imprese aliane nei vari scaglioni di consumo 16. I prezzi dei derivati del petrolio (benzina, gasolio, olio combustibile) e del GPL sono pubblicati dal Dipartimento per l'energia del Ministero dello Sviluppo Economico 17. I prezzi dei combustibili solidi (carbon fossile, coke e gas derivati) vengono approssimati attraverso i valori medi unari rilevati dalla IAPE. Tutti i prezzi considerati includono le accise e le altre componenti di costo (ad esempio, gli oneri di sistema) ma escludono l IVA. 14 Se ad esempio l impresa i-sima ha prodotto parte dell energia elettrica acquistando gas, valorizzando sia l energia elettrica sia il gas acquistato la spesa energetica effettiva verrebbe sopravvalutata. 15 Per la sola energia elettrica l incidenza delle aziende di minori dimensioni può essere desunta dalle elaborazioni di Unioncamere: per l anno 2010 la domanda di energia elettrica delle micro imprese (con meno di 9 addetti) rappresenta circa il 6 per cento della domanda totale (Unioncamere, 2010). 16 L informazione sui consumi delle imprese per scaglione è rifera al 2011 ed è tratta dalla relazione dell AEEG sul 2012 (tavole 2.30 e 2.35 per l energia elettirca e 3.34 per il gas). La ponderazione tiene conto del break metodologico che l Eurostat ha introdotto nel 2007 al fine di rendere omogenee le rilevazioni condotte nei paesi UE

16 La spesa energetica Combinando i dati sui consumi e sui prezzi per singola fonte energetica, la spesa energetica della singola impresa è quindi calcolata nel seguente modo 18 : e e e S = C Pt. (2) Poiché i prezzi variano solo per anno e per fonte energetica, la metodologia adottata implica che la variabilà della spesa tra imprese dipende fondamentalmente solo dal valore aggiunto. Il valore aggiunto può non rappresentare fedelmente le differenze negli utilizzi energetici, che potrebbero invece dipendere anche dall intensà di lavoro o dalla localizzazione dell impresa; pertanto conduciamo un esercizio di robustezza della nostra stima ricorrendo ai microdati IAPE. Su questo archivio stimiamo, separatamente per ogni settore, come la spesa energetica di ogni impresa (espressa in funzione della media totale) vari al variare di caratteristiche di impresa quali il numero di addetti (è possibile immaginare che il prezzo, a parà di valore aggiunto, possa essere influenzato dall intensà di lavoro), la localizzazione geografica (determinate fonti possono avere prezzi differenziati per area), il valore della produzione e, ove disponibili, in base a informazioni settoriali di maggior dettaglio. Utilizzando queste stime, imputiamo nel nostro campione di riferimento l eventuale variabilà aggiuntiva derivante da questi fattori ulteriori rispetto al valore aggiunto. Poiché i risultati e le associazioni con i tratti salienti dell impresa rimangono sostanzialmente immutati, nel prosieguo del lavoro utilizziamo la ricostruzione descrta nell equazione (2). 4. Validazione delle stime Prima di presentare i risultati della nostra ricostruzione è utile confrontarsi con le informazioni disponibili da altre fonti; in particolare raffrontiamo le nostre stime (aggregate a livello di comparto industriale utilizzando i pesi campionari disponibili in Invind) e i consumi dell industria forni dal MiSE attraverso il BEN e quelli desumibili dalla IAPE (disponibili fino al 2009). Per alcune fonti specifiche è possibile un ulteriore confronto con i dati del Dipartimento per l energia del Ministero dello sviluppo economico (DGERM), relativamente al gas, e di Terna, relativamente all elettricà. Secondo le nostre analisi, il fabbisogno energetico delle imprese manifatturiere si attesta nel 2011 intorno a 26 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) contro i 18 Tutti i prezzi sono converti in euro per kep per ogni fonte energetica utilizzando gli appropriati coefficienti di conversione in termini di potere calorifico inferiore. 14

17 30,7 del 2003 (-16 per cento) (Tavola A2). Nel complesso le nostre stime sono caratterizzate dagli stessi andamenti del BEN i cui valori sono mediamente superiori del 19 per cento nell arco temporale considerato (Figura 5). Tale discrasia, oltre che alla natura campionaria delle stime, è imputabile al fatto che il campione Invind non include le imprese con meno di 20 addetti e quelle che operano nel settore delle costruzioni e dell industria estrattiva. Figura 5 Il mix energetico delle imprese manifatturiere: (milioni di tep) BEN Rinnovabili Energia Elettrica Gas Derivati del petrolio Solidi BEN Fonte: Elaborazioni su dati ENEA, Eurostat, Invind, Istat, MiSE, Terna. Il fabbisogno di energia delle imprese è soddisfatto prevalentemente da energia elettrica e gas che coprono all incirca il 74 per cento del totale; i prodotti petroliferi rappresentano il 16,5 per cento degli approvvigionamenti, mentre i combustibili solidi e le rinnovabili il restante 9 per cento. Tra il 2003 e il 2011 non si registrano rilevanti mutazioni nel mix energetico delle imprese manifatturiere aliane, se non una progressiva riduzione della rilevanza dei prodotti petroliferi (passati dal 17,1 per cento del totale al 13,7) e un aumento dell incidenza, comunque ancora esigua, delle fonti rinnovabili (poco meno dello 0,7 per cento nel 2011). Energia elettrica Una prima conferma della validà della nostra ricostruzione viene dal confronto dell andamento dei consumi elettrici da noi stimati (indicati con FM) con quello della domanda aggregata dell industria desumibile dai dati Terna e BEN (Figura 6). Tale corrispondenza discende dal fatto che la nostra metodologia ha previsto una calibrazione per allineare le stime ai dati settoriali di Terna; la differenza tra il dato BEN e il dato FM è imputabile ai consumi delle imprese con meno di 20 addetti stimati su dati IAPE. 15

18 La Figura 6 conferma l anomalia del dato IAPE che, pur registrando un andamento non dissimile, restuisce un livello di consumi pari al 79 per cento di quelli rilevati da Terna. I consumi di energia elettrica in IAPE sono addirtura inferiori a quelli FM pur considerando una popolazione di imprese più ampia 19. Figura 6 I consumi di energia elettrica delle imprese manifatturiere: (milioni di tep) BEN Terna IAPE FM Fonte: Elaborazioni su dati ENEA, Eurostat, Invind, Istat, MiSE, Terna. Gas naturale La stima FM degli andamenti della domanda di gas naturale delle imprese approssima in modo abbastanza soddisfacente quella BEN 20. In termini di livello, invece, la stima FM risulta sempre inferiore, probabilmente a causa della minore copertura settoriale e dimensionale di Invind (Figura 7). Figura 7 I consumi di gas naturale delle imprese manifatturiere: (milioni di tep) IAPE BEN Dgerm FM Fonte: Elaborazioni su dati ENEA, Eurostat, Invind, Istat, MiSE, Terna. 19 IAPE considera le imprese con 3 addetti ed oltre. 20 Il grafico mostra come per gli anni precedenti il 2006 le stime siano meno allineate. Ciò potrebbe dipendere dalle differenze negli andamenti del valore aggiunto settoriale Invind-Cerved rispetto a quelli Istat nei comparti che fanno un utilizzo più intenso di questa fonte energetica. 16

19 Derivati del petrolio - Per quanto riguarda i prodotti derivanti dal petrolio le nostre stime sono sostanzialmente equivalenti a quelle del BEN e di IAPE, con la sola differenza di una diversa composizione tra gasolio e olio combustibile (i principali prodotti petroliferi utilizzati dalle imprese) (Figura 8a). In particolare i dati IAPE sono difformi sia rispetto alle nostre stime sia rispetto al BEN: vi è infatti in essi una persistente sottostima della domanda di olio combustibile e una sovrastima di quella di gasolio (Figura 8b). Figura 8 I consumi di prodotti petroliferi delle imprese manifatturiere: (milioni di tep) a) IAPE FM BEN b) Olio comb.-iape Olio comb.-fm Gasolio-IAPE Olio comb.-ben 1 Gasolio-BEN Gasolio-FM Fonte: Elaborazioni su dati ENEA, Eurostat, Invind, Istat, MiSE, Terna. Le nostre stime sono invece molto simili a quelle forne dal BEN e, nel caso degli oli combustibili, quasi sovrapposte. Un lieve scostamento si registra tra le stime FM e i dati BEN per quanto riguarda la domanda di gasolio. Anche in questo caso la discrasia può essere giustificata dall assenza in Invind delle piccole imprese, che verosimilmente fanno un uso relativamente più intenso del gasolio. Una considerazione di segno opposto può essere fatta per gli oli combustibili. 17

20 I solidi Come nel caso dei derivati del petrolio i dati IAPE sovrastimano sistematicamente la domanda di carbone e sottostimano la domanda di coke. La stima FM è invece corrispondente ai dati forni dal BEN (Figura 9). Figura 9 I consumi di solidi delle imprese manifatturiere: (milioni di tep) a) IAPE BEN FM b) 5 4 Carbone-IAPE Coke-BEN Carbone-BEN2 Coke-FM 1 0 Coke-IAPE Carbone-FM Fonte: Elaborazioni su dati ENEA, Eurostat, Invind, Istat, MiSE, Terna. Le fonti rinnovabili Nei dati IAPE la domanda energetica soddisfatta dalle fonti di energia rinnovabile (perlopiù biomasse) risulta fortemente sottostimata nei livelli (pari a un quinto dei valori BEN) e nella dinamica. Le stime FM, corrette negli andamenti, sono leggermente inferiori ai dati BEN. 18

Il consumo di energia elettrica e il Pil in alcune economie. (anno 2009; % sul totale mondo) 8,7 5,7 3,7 3,8 4,6 1,8 1,9 2,6 3,0 5,6

Il consumo di energia elettrica e il Pil in alcune economie. (anno 2009; % sul totale mondo) 8,7 5,7 3,7 3,8 4,6 1,8 1,9 2,6 3,0 5,6 35 3 Il consumo di energia elettrica e il Pil in alcune economie (anno 29; % sul totale mondo) 28,3 25 2 15 16,4 18,2 24,1 22, 1 5 5,7 3,7 3,8 4,6 1,8 1,9 2,6 3, Regno Unito 5,6 8,7 Francia Germania Giappone

Dettagli

Questioni di Economia e Finanza

Questioni di Economia e Finanza Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers) Gli effetti della riduzione delle quotazioni del greggio sulla spesa energetica e sull attività economica di Ivan Faiella e Alessandro Mistretta Giugno

Dettagli

Il sistema energetico italiano e gli obiettivi ambientali al 2020

Il sistema energetico italiano e gli obiettivi ambientali al 2020 6 luglio 2010 Il sistema energetico italiano e gli obiettivi ambientali al 2020 L Istat presenta un quadro sintetico del sistema energetico italiano nel 2009 e con riferimento all ultimo decennio. L analisi

Dettagli

L energia motore o freno delle PMI

L energia motore o freno delle PMI L energia motore o freno delle PMI CONVEGNO ASSOCARBONI Strategia energetica nazionale e Strategia energetica nazionale e competitività del sistema elettrico italiano 22 Marzo 2013 Agenda Il costo dell

Dettagli

- 2 trimestre 2014 -

- 2 trimestre 2014 - INDAGINE TRIMESTRALE SULLA CONGIUNTURA IN PROVINCIA DI TRENTO - 2 trimestre 2014 - Sommario Riepilogo dei principali risultati... 2 Giudizio sintetico sul trimestre... 3 1. Il quadro generale... 4 1.1

Dettagli

RICICLO ECO EFFICIENTE

RICICLO ECO EFFICIENTE RICICLO ECO EFFICIENTE L industria italiana del riciclo tra globalizzazione e sfide della crisi Duccio Bianchi Istituto di ricerche Ambiente Italia I temi del rapporto L industria del riciclo e la green

Dettagli

#1y14: gennaio dicembre 2013

#1y14: gennaio dicembre 2013 Newsletter ASSOELETTRICA I principali dati congiunturali del settore elettrico italiano #1y14: gennaio dicembre 2013 I dati degli ultimi mesi del 2013 e le stime e valutazioni che se ne possono trarre

Dettagli

IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI

IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI 26 febbraio 2014 IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI Edizione 2014 Il Rapporto sulla competitività delle imprese e dei settori produttivi, alla sua seconda edizione, fornisce

Dettagli

INTERNAZIONALIZZAZIONE PASSIVA E ATTRATTIVITÀ

INTERNAZIONALIZZAZIONE PASSIVA E ATTRATTIVITÀ INTERNAZIONALIZZAZIONE PASSIVA E ATTRATTIVITÀ Se confrontata con i principali paesi europei, l Italia si colloca nella fascia bassa, per quanto riguarda la presenza di imprese estere sul proprio territorio.

Dettagli

Energia Italia 2012. Roberto Meregalli (meregalli.roberto@gmail.com) 10 aprile 2013

Energia Italia 2012. Roberto Meregalli (meregalli.roberto@gmail.com) 10 aprile 2013 Energia Italia 2012 Roberto Meregalli (meregalli.roberto@gmail.com) 10 aprile 2013 Anche il 2012 è stato un anno in caduta verticale per i consumi di prodotti energetici, abbiamo consumato: 3 miliardi

Dettagli

Lo scenario energetico in Italia

Lo scenario energetico in Italia Lo scenario energetico in Italia Il Bilancio Energetico Nazionale Il Ministero dello Sviluppo Economico pubblica annualmente il Bilancio Energetico Nazionale (BEN) del nostro Paese. Questo ci dà l opportunità

Dettagli

Un fattore da prendere in considerazione è rappresentato dai prezzi e dalle tariffe dell energia.

Un fattore da prendere in considerazione è rappresentato dai prezzi e dalle tariffe dell energia. 5. Prezzi dell energia Un fattore da prendere in considerazione è rappresentato dai prezzi e dalle tariffe dell energia. Osservando i prezzi medi dell ultimo decennio 40 si nota che dei principali prodotti

Dettagli

NOTE DI APPROFONDIMENTO

NOTE DI APPROFONDIMENTO Fondazione Manlio Masi Osservatorio nazionale per l internazionalizzazione e gli scambi NOTE DI APPROFONDIMENTO Nota 2 Le materie prime energetiche nel commercio estero italiano (Aprile 2006) 1 LE MATERIE

Dettagli

DELLA SITUAZIONE NEL 2003

DELLA SITUAZIONE NEL 2003 IL MIX ENERGETICO ITALIANO: ANALISI DELLA SITUAZIONE NEL 2003 Enea Bari 1 INDICE 1. INTRODUZIONE...3 2. ENERGIA ELETTRICA...4 3. ENERGIA TERMICA...11 4. CONCLUSIONI...13 Enea Bari 2 1. Introduzione Ogni

Dettagli

Metodologia. 5 rapporto sull energia

Metodologia. 5 rapporto sull energia 2 Metodologia 5 rapporto sull energia 23 2.1 Usi finali e consumi finali Per l aggiornamento del bilancio energetico provinciale al 2005 si è adottata la stessa metodologia utilizzata per il Quarto Rapporto

Dettagli

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020)

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Enzo De Sanctis Società Italiana di Fisica - Bologna Con questo titolo, all inizio del 2008, la Società Italiana di Fisica (SIF) ha pubblicato un libro

Dettagli

#1y15: gennaio dicembre 2014

#1y15: gennaio dicembre 2014 Newsletter ASSOELETTRICA I principali dati congiunturali del settore elettrico italiano #1y15: gennaio dicembre 2014 Nel 2014 i dati del settore elettrico nazionale evidenziano una contrazione della produzione

Dettagli

2.5 Imprese, creatività e internazionalizzazione

2.5 Imprese, creatività e internazionalizzazione 2.5 Imprese, creatività e internazionalizzazione La creatività è uno dei principali driver della competitività del nostro sistema produttivo. Le imprese che investono in creatività e nelle capacità individuali

Dettagli

Quadro dei consumi energetici

Quadro dei consumi energetici Quadro dei consumi energetici La situazione nazionale Il quadro dei consumi energetici nazionali degli ultimi anni delinea una sostanziale stazionarietà per quanto riguarda il settore industriale e una

Dettagli

BILANCIO ENERGETICO NAZIONALE 2012

BILANCIO ENERGETICO NAZIONALE 2012 DIPARTIMENTO PER L'ENERGIA Direzione generale per la sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture energetiche DIV. VII - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie BILANCIO ENERGETICO NAZIONALE

Dettagli

Annuario Istat-Ice 2008

Annuario Istat-Ice 2008 Le informazioni statistiche sul Commercio estero e sulle Attività Internazionali delle imprese Luigi Biggeri 1 Struttura della presentazione 1. L Annuario e lo sviluppo delle informazioni statistiche sul

Dettagli

Domanda di Energia & Parco Elettrico in Italia

Domanda di Energia & Parco Elettrico in Italia Domanda di Energia & Parco Elettrico in Italia Verdiana Ambrosi Valentina Lugano Francesca Vendrame Alessandro Zitani Pierluigi Ameno Michele Margarone Claudio Piccinelli Gerald Rosmann Parte I: DOMANDA

Dettagli

Ministero Attività Produttive

Ministero Attività Produttive Ministero Attività Produttive Direzione Generale Energia e Risorse Minerarie Scenario tendenziale dei consumi e del fabbisogno al 22 (Maggio 25) INDICE 1. Premessa al documento... 4 2. Lo Scenario Tendenziale...

Dettagli

IL QUADRO MACROECONOMICO

IL QUADRO MACROECONOMICO S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO LA CONGIUNTURA ECONOMICA - PUNTI DI VISTA E SUGGERIMENTI DI ASSET ALLOCATION IL QUADRO MACROECONOMICO DOTT. ALBERTO BALESTRERI Milano, 21 marzo 2013 S.A.F.

Dettagli

6 marzo 2015. Andamento del valore aggiunto totale e dei servizi (Numero indice I trim. 2008 = 100, valori concatenati)

6 marzo 2015. Andamento del valore aggiunto totale e dei servizi (Numero indice I trim. 2008 = 100, valori concatenati) Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 00187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/2002 del 9/4/2002 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della

Dettagli

LA DOMANDA DI ENERGIA IN ITALIA

LA DOMANDA DI ENERGIA IN ITALIA Studi economici ed energetici LA DOMANDA DI ENERGIA IN ITALIA GENNAIO DICEMBRE 2005 Roma, febbraio 2006 1. Commento 2. Consumi di energia in fonti primarie (composizione %) 3. Emissioni di CO 2 4. Equazione

Dettagli

Gli indicatori analizzati

Gli indicatori analizzati Gli indicatori analizzati - Consumi finali per fonte energetica e per settore (P) - Consumi elettrici (P) - Intensità energetica (consumi finali/valore aggiunto) (P) - Contributo all effetto serra - emissioni

Dettagli

Oggetto: indagine conoscitiva costi prodotti petroliferi ed energia elettrica e gas.

Oggetto: indagine conoscitiva costi prodotti petroliferi ed energia elettrica e gas. Ministero dello Sviluppo Economico DIPARTIMENTO PER L ENERGIA Oggetto: indagine conoscitiva costi prodotti petroliferi ed energia elettrica e gas. FABBISOGNO ENERGETICO Il consumo interno lordo del Paese

Dettagli

II. Produzioni e consumi di energia elettrica in Italia

II. Produzioni e consumi di energia elettrica in Italia IMPATTO AMBIENTALE CAUSATO DALLA LIBERALIZ- ZAZIONE DEL MERCATO DELL'ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA II. Produzioni e consumi di energia elettrica in Italia di Marco CALDIROLI e Luigi MARA Queste note focalizzano

Dettagli

L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export

L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export Roberto Monducci Istituto nazionale di statistica Direttore del Dipartimento per i conti nazionali e le statistiche

Dettagli

Supplementi al Bollettino Statistico

Supplementi al Bollettino Statistico Supplementi al Bollettino Statistico Indagini campionarie Indagine sulle imprese industriali e dei servizi Anno di riferimento 2010 Nuova serie Anno XXI - 28 Luglio 2011 Numero 37 INDICE Introduzione...

Dettagli

3.7 Consumi energetici

3.7 Consumi energetici 3.7 Consumi energetici L impiego principale dell energia da parte dei cittadini nel territorio provinciale avviene: 1) per usi domestici e produttivi (agricoltura, industria, terziario) - Energia elettrica

Dettagli

Allegato I - Gas serra e definizione di CO 2 equivalente

Allegato I - Gas serra e definizione di CO 2 equivalente Allegato I - Gas serra e definizione di CO 2 equivalente Effetto Serra Il fenomeno di riscaldamento dell atmosfera e della superficie terrestre è, in parte, un fenomeno naturale, dato dalle caratteristiche

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2013-2014

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2013-2014 6 maggio 2013 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2013-2014 Nel 2013 si prevede una riduzione del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari all 1,4% in termini reali, mentre per il 2014, il recupero

Dettagli

L interscambio commerciale tra Italia e India Anni 2000-2006

L interscambio commerciale tra Italia e India Anni 2000-2006 6 febbraio 2007 L interscambio commerciale tra Italia e India Anni 2000-2006 Ufficio della comunicazione Tel. +39 06 4673.2243-2244 Centro di informazione statistica Tel. + 39 06 4673.3106 Informazioni

Dettagli

Le società non finanziarie III. 1 La rilevanza del settore industriale nell economia

Le società non finanziarie III. 1 La rilevanza del settore industriale nell economia III 1 La rilevanza del settore industriale nell economia Il peso del settore industriale nell economia risulta eterogeneo nei principali paesi europei. In particolare, nell ultimo decennio la Germania

Dettagli

BIELLA Associazione Provinciale. Energia, bolletta molto salata per le piccole imprese

BIELLA Associazione Provinciale. Energia, bolletta molto salata per le piccole imprese BIELLA Associazione Provinciale Via Repubblica 56-13900 Biella Tel: 015 351121- Fax: 015 351426 Internet: www.biella.cna.it email: mailbox@biella.cna.it Certificato n IT07/0030 Energia, bolletta molto

Dettagli

GLI INDICI DEI PREZZI ALL IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI

GLI INDICI DEI PREZZI ALL IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI 74/ 24 febbraio 2014 GLI INDICI DEI PREZZI ALL IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI L Istituto nazionale di statistica avvia la pubblicazione, con cadenza mensile, delle nuove serie degli indici dei prezzi

Dettagli

Dati statistici sull energia elettrica 2009 in Italia

Dati statistici sull energia elettrica 2009 in Italia Dati statistici sull energia elettrica 2009 in Italia Introduzione 1. Premessa Terna Rete Elettrica Nazionale (Terna) cura la raccolta dei dati statistici del settore elettrico nazionale, essendo il suo

Dettagli

Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione

Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione PRODOTTI IN METALLO Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione Nel primo grafico viene rappresentata la crescita del settore; come misura dell attività si utilizza il valore aggiunto

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 7 maggio 2015 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell

Dettagli

1.1.1 Crescita della domanda di elettricità

1.1.1 Crescita della domanda di elettricità 1.1 CARATTERISTICHE DEL SISTEMA ELETTRICO NAZIONALE 1.1.1 Crescita della domanda di elettricità In Italia, come in tutti i paesi industrializzati, la domanda di energia elettrica continua ad aumentare

Dettagli

Presentazione... 3. In sintesi... 4. Confronto con l Europa...5. Le tariffe dei pacchetti vacanza...7. I prezzi più caldi e più freddi...

Presentazione... 3. In sintesi... 4. Confronto con l Europa...5. Le tariffe dei pacchetti vacanza...7. I prezzi più caldi e più freddi... Indice Presentazione............................................................. 3 In sintesi................................................................. 4 Confronto con l Europa......................................................5

Dettagli

IL QUADRO PETROLIFERO IN ITALIA NEL 2014. Rita Pistacchio

IL QUADRO PETROLIFERO IN ITALIA NEL 2014. Rita Pistacchio Seminario AIEE IL SISTEMA ENERGETICO ITALIANO NEL 2014 E VERSO IL 2015: SITUAZIONI E TENDENZE IL QUADRO PETROLIFERO IN ITALIA NEL 2014 1 aprile 2015 Centro Studi Americani Via Michelangelo Caetani, 32

Dettagli

REGIONE CAMPANIA. Convenzione tra. Provincia di Napoli e A.R.P.A.C. Data

REGIONE CAMPANIA. Convenzione tra. Provincia di Napoli e A.R.P.A.C. Data REGIONE CAMPANIA Convenzione tra Data Provincia di Napoli e A.R.P.A.C. Realizzazione della Banca dati Energetica propredeutica al piano energetico della Provincia di Napoli Relazione Finale Consulenza

Dettagli

Il posizionamento dell Umbria nel commercio internazionale nel periodo 1995-2005

Il posizionamento dell Umbria nel commercio internazionale nel periodo 1995-2005 Il posizionamento dell Umbria nel commercio internazionale nel periodo 1995-2005 Novembre 2006 Il posizionamento dell Umbria nel commercio internazionale nel periodo 1995-2005 Presentazione del lavoro...

Dettagli

Efficienza è ricchezza. Senza efficienza non c è ricchezza

Efficienza è ricchezza. Senza efficienza non c è ricchezza Efficienza è ricchezza Senza efficienza non c è ricchezza Roma, 21 novembre 2012 Massimo Medugno Direttore Generale Assocarta 1 Il settore cartario italiano nel 2011 Produzione: 9,13 milioni di tonnellate

Dettagli

Turchia paese emergente dalle grandi prospettive

Turchia paese emergente dalle grandi prospettive Turchia paese emergente dalle grandi prospettive Questo rapporto è stato redatto da un gruppo di lavoro dell Area Studi, Ricerche e Statistiche dell Ex - ICE Coordinamento Gianpaolo Bruno Redazione Antonio

Dettagli

Crisi energetica: l impatto sulle piccole imprese I numeri della fiammata dei prezzi

Crisi energetica: l impatto sulle piccole imprese I numeri della fiammata dei prezzi Quotidiano della Confartigianato Poste Italiane s.p.a. - Spedizione Abbonamento Postale-D.L.353/ 2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art.1 comma 1, DCB - Roma 3 Mercoledì 8 Febbraio 2006 - ANNO XX- Euro

Dettagli

Autorità per l energia elettrica e il gas

Autorità per l energia elettrica e il gas Autorità per l energia elettrica e il gas COMUNICATO Energia: nuovo calo delle bollette, dal 1 aprile energia elettrica -2%, gas -7,5% La spesa media per le famiglie si riduce ulteriormente di 92 euro

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole

Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole XIII Commissione Agricoltura Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole Giorgio Gobbi Servizio Studi di struttura economica e finanziaria della Banca d Italia Camera dei Deputati

Dettagli

Gli investimenti pubblici in Italia, Germania e Francia. (valori concatenati; 2007=100) 70 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Italia Germania Francia

Gli investimenti pubblici in Italia, Germania e Francia. (valori concatenati; 2007=100) 70 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Italia Germania Francia Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 00187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/2002 del 9/4/2002 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della

Dettagli

9. CONSUMI ENERGETICI

9. CONSUMI ENERGETICI 271 9. CONSUMI ENERGETICI E ormai più che consolidata la consapevolezza che i consumi energetici costituiscono il fattore determinante al quale sono riconducibili sia i cambiamenti climatici, che molte

Dettagli

ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA NEL VENETO

ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA NEL VENETO Ufficio Comunicazione&Studi Confartigianato del Veneto ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA NEL VENETO INDAGINE CONGIUNTURALE ANDAMENTO 2 SEMESTRE 2010 PREVISIONE 1 SEMESTRE 2011 In collaborazione con INDAGINE

Dettagli

ANALISI PER VETTORE ENERGETICO

ANALISI PER VETTORE ENERGETICO ANALISI PER VETTORE ENERGETICO Nel 2007 il gas naturale con 2.011,9 ktep risulta essere il vettore energetico più impiegato (44,4%) negli usi finali, seguito dall insieme dei prodotti petroliferi con 1.437,9

Dettagli

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica Alessandro Clerici Presidente FAST e Presidente Onorario WEC Italia Premessa La popolazione mondiale è ora di 6,7 miliardi

Dettagli

PROIEZIONI MACROECONOMICHE PER L AREA DELL EURO FORMULATE DAGLI ESPERTI DELLA BCE

PROIEZIONI MACROECONOMICHE PER L AREA DELL EURO FORMULATE DAGLI ESPERTI DELLA BCE Riquadro PROIEZIONI MACROECONOMICHE PER L AREA DELL EURO FORMULATE DAGLI ESPERTI DELLA Le prospettive economiche attuali sono altamente incerte poiché dipendono in misura decisiva dalle imminenti decisioni

Dettagli

L economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano

L economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano Filiali di Trento e di Bolzano L economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano Bolzano, 18 giugno 2013 L ECONOMIA REALE Nel 2012 l economia delle province autonome di Trento e di Bolzano si è

Dettagli

Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione

Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione MACCHINE E APPARECCHIATURE ELETTRICHE Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione Nel primo grafico viene rappresentata la crescita del settore dell industria dell elettronica;

Dettagli

Indagine sul costo dei conti correnti nel 2012. settembre 2013 - numero 3

Indagine sul costo dei conti correnti nel 2012. settembre 2013 - numero 3 Indagine sul costo dei conti correnti nel 2012 settembre 2013 - numero 3 Indagine sul costo dei conti correnti nel 2012 Numero 3 - settembre 2013 Questo fascicolo presenta una sintesi dei risultati dell

Dettagli

Situazione economica 1) consumo cemento

Situazione economica 1) consumo cemento Situazione economica 1) consumo cemento Dopo lo storico rallentamento del primo trimestre del 2012, causato anche da forti anomalie meteorologiche intervenute in particolare nel mese di febbraio, il mercato

Dettagli

1 Centro Studi,Unione Camere Commercio industria Artigianato Agricoltura del Piemonte.

1 Centro Studi,Unione Camere Commercio industria Artigianato Agricoltura del Piemonte. Rapporti economici tra Piemonte e Francia: il punto di vista italiano A cura di Barbara Barazza responsabile Settore Studi, Statistica e Documentazione Camera di commercio di Torino E con vivo piacere

Dettagli

Aumento Iva: un analisi degli effetti

Aumento Iva: un analisi degli effetti Aumento Iva: un analisi degli effetti SINTESI DELLO STUDIO REALIZZATO DA REF RICERCHE PER CENTROMARCA A partire dall ottobre 2012 potrebbe entrare in vigore l aumento di due punti percentuali dell aliquota

Dettagli

Osservatorio Impresa Indagine Congiunturale I semestre 2014

Osservatorio Impresa Indagine Congiunturale I semestre 2014 Osservatorio Impresa Indagine Congiunturale I semestre 2014 Roma, dicembre 2014 Premessa La CONFAPI - Confederazione della Piccola e Media Industria privata, ha promosso un'indagine a campione rivolta

Dettagli

Coinvolte quasi 1200 micro, piccole e media imprese sul territorio toscano

Coinvolte quasi 1200 micro, piccole e media imprese sul territorio toscano PMI toscane: i costi della fornitura di energia elettrica Il presente Rapporto si prefigge una pluralità di obiettivi: analizzare il fabbisogno energetico delle piccole e medie imprese, monitorare il grado

Dettagli

Autorità per l energia elettrica e il gas

Autorità per l energia elettrica e il gas Autorità per l energia elettrica e il gas COMUNICATO Energia: dal 1 gennaio bollette 2,2% per l elettricità, +2,8%per il gas Con i bonus, riduzioni superiori al 15% per le famiglie più bisognose Milano,

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico Garante per la sorveglianza dei prezzi Con il supporto del Dipartimento per la Regolazione del Mercato Direzione Generale per la Concorrenza e i Consumatori UfficioV

Dettagli

Nel mondo ci sono molte classifiche che

Nel mondo ci sono molte classifiche che L opinione pubblica viene spesso bombardata da una grande quantità di statistiche sui sistemi Paese che dicono tutto e il contrario di tutto. Come orientarsi in questo mare magnum? E come si colloca il

Dettagli

VERSIONE PROVVISORIA. Disegni di legge 1148, 1670 e 1697. Audizione del Presidente dell Istituto nazionale di statistica Giorgio Alleva

VERSIONE PROVVISORIA. Disegni di legge 1148, 1670 e 1697. Audizione del Presidente dell Istituto nazionale di statistica Giorgio Alleva VERSIONE PROVVISORIA Disegni di legge 1148, 1670 e 1697 Audizione del Presidente dell Istituto nazionale di statistica Giorgio Alleva Commissione 11 a "Lavoro, previdenza sociale" del Senato della Repubblica

Dettagli

Università degli Studi di Perugia. Ing. Andrea Nicolini La situazione energetica italiana

Università degli Studi di Perugia. Ing. Andrea Nicolini La situazione energetica italiana Università degli Studi di Perugia Ing. Andrea Nicolini La situazione energetica italiana 2 La situazione energetica italiana Domanda e offerta di energia Consumi di energia Fonti Energetiche Rinnovabili

Dettagli

Le previsioni al 2016: valore aggiunto, produttività ed occupazione

Le previsioni al 2016: valore aggiunto, produttività ed occupazione CARTA, STAMPA ED EDITORIA Le previsioni al 2016: valore aggiunto, produttività ed occupazione Il valore aggiunto prodotto dall industria cartaria e della stampa rappresenta l 1 per cento del Pil italiano.

Dettagli

L interpretazione del tasso regionale di irregolarità del lavoro come proxy dell economia sommersa in Italia: modelli statistici e stimatori panel

L interpretazione del tasso regionale di irregolarità del lavoro come proxy dell economia sommersa in Italia: modelli statistici e stimatori panel Universà La Sapienza di Roma Giorgio Alleva Fabio Pericolini L interpretazione del tasso regionale di irregolarà del lavoro come proxy dell economia sommersa in Italia: modelli statistici e stimatori panel

Dettagli

1. Metodologia di calcolo del bilancio di energia primaria

1. Metodologia di calcolo del bilancio di energia primaria ALLEGATO A PAES Isola d Elba 1. Metodologia di calcolo del bilancio di energia primaria Il bilancio di energia è suddiviso per categoria di impiego e per tipo di fonte energetica. COMBUSTIBILI SOLIDI Sul

Dettagli

N. 14: Produzioni e consumi energetici italiani (v. Q. n. 06)

N. 14: Produzioni e consumi energetici italiani (v. Q. n. 06) N. 14: Produzioni e consumi energetici italiani (v. Q. n. 06) 1. Introduzione I consumi di energia all utilizzatore (domestico, industriale, commerciale, per trasporti, agricolo, amministrativo, ecc) nelle

Dettagli

4.4 Energia. 4.4.1 Indicatori

4.4 Energia. 4.4.1 Indicatori 1 Rapporto sullo Stato dell Ambiente nel Comune di Padova - 2002 91 4.4 Energia Negli ultimi 10 anni le politiche energetiche italiane ed europee si sono indirizzate verso scenari legati alle diffusioni

Dettagli

RAPPORTO CER Aggiornamenti

RAPPORTO CER Aggiornamenti RAPPORTO CER Aggiornamenti 17 Settembre 2010 L ECONOMIA ITALIANA HA GIA SUPERATO UN PUNTO DI MASSIMO CICLICO? I dati diffusi dall Istat lo scorso venerdì suscitano qualche preoccupazione sulle prospettive

Dettagli

OSSERVATORIO SULLA CRISI ECONOMICA IN PROVINCIA DI BERGAMO

OSSERVATORIO SULLA CRISI ECONOMICA IN PROVINCIA DI BERGAMO OSSERVATORIO SULLA CRISI ECONOMICA IN PROVINCIA DI BERGAMO a cura dell I.R.S. (Istituto per la Ricerca Sociale) di Milano per conto della Camera di Commercio I.A.A. e della Provincia di Bergamo (estratto

Dettagli

Il Bilancio energetico nazionale

Il Bilancio energetico nazionale Il Bilancio energetico nazionale Il Bilancio Energetico Nazionale è una pubblicazione annuale realizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico mediante la rilevazione dei dati delle produzioni interne

Dettagli

13. Consumi di energia elettrica

13. Consumi di energia elettrica 13. Consumi di energia elettrica Nel corso del 2005 è proseguita la crescita sostenuta dei consumi di energia elettrica a Roma, a cui si contrappone una certa stabilità nella congiuntura economica provinciale

Dettagli

LE IMPRESE ESPORTATRICI ITALIANE: ANALISI DEL SISTEMA E PROSPETTIVE. Prima parte Analisi del sistema

LE IMPRESE ESPORTATRICI ITALIANE: ANALISI DEL SISTEMA E PROSPETTIVE. Prima parte Analisi del sistema Aspen Institute Italia Studio curato da: Servizio Studi e Ricerche, Intesa Sanpaolo ISTAT IMT Alti Studi, Lucca Fondazione Edison LE IMPRESE ESPORTATRICI ITALIANE: ANALISI DEL SISTEMA E PROSPETTIVE Prima

Dettagli

Piano Energetico Comunale della Spezia

Piano Energetico Comunale della Spezia Piano Energetico Comunale della Spezia IL BILANCIO DELLE EMISSIONI DI CO 2 E DEI PRINCIPALI AGENTI INQUINANTI Codice AI-C5-08E084-09-02 Versione 02 Committente Comune della Spezia Stato del documento Bozza

Dettagli

Figura 3.22 - Evoluzione dei consumi totali di energia elettrica. Figura 3.23 - Ripartizione dei consumi totali di energia elettrica

Figura 3.22 - Evoluzione dei consumi totali di energia elettrica. Figura 3.23 - Ripartizione dei consumi totali di energia elettrica Figura 3.22 Evoluzione dei consumi totali di energia elettrica Figura 3.23 Ripartizione dei consumi totali di energia elettrica 67 Figura 3.24 Ripartizione dei consumi totali di energia elettrica (dati

Dettagli

1. BILANCIO ENERGETICO PROVINCIALE

1. BILANCIO ENERGETICO PROVINCIALE 1. BILANCIO ENERGETICO PROVINCIALE Il presente lavoro aggiorna il bilancio energetico provinciale all anno 1999. I consumi energetici vengono analizzati su un arco temporale di dieci anni (199-1999); in

Dettagli

OSSERVATORIO SUL CREDITO AL DETTAGLIO

OSSERVATORIO SUL CREDITO AL DETTAGLIO ASSOFIN - CRIF - PROMETEIA OSSERVATORIO SUL CREDITO AL DETTAGLIO GIUGNO 2005 NUMERO DICIOTTO CON DATI AGGIORNATI AL 31 DICEMBRE 2004 INDICE pag.5 PREMESSA TEMI DEL RAPPORTO 7 CAPITOLO 1 LO SCENARIO MACROECONOMICO

Dettagli

CONCORRENZA IN ITALIA: BENEFICI PER FAMIGLIE E IMPRESE. UNA SIMULAZIONE

CONCORRENZA IN ITALIA: BENEFICI PER FAMIGLIE E IMPRESE. UNA SIMULAZIONE Sintesi della ricerca CONCORRENZA IN ITALIA: BENEFICI PER FAMIGLIE E IMPRESE. UNA SIMULAZIONE Prometeia per Indicod-Ecr Introduzione A metà degli anni ottanta del secolo scorso la Comunità Europea lanciò

Dettagli

Richiamiamo di seguito le principali ipotesi assunte, rimandando alla Tab. 4-6 il dettaglio dei valori numerici.

Richiamiamo di seguito le principali ipotesi assunte, rimandando alla Tab. 4-6 il dettaglio dei valori numerici. 5773/2207; DGR-8745/2008) riguardanti le prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti, sia nuovi (autorizzati successivamente al 1 gennaio 2010) che quelli oggetto di ristrutturazioni significative.

Dettagli

L'ENERGIA PRIMARIA CONSUMATA DA UN EDIFICIO: FATTORI DI CONVERSIONE

L'ENERGIA PRIMARIA CONSUMATA DA UN EDIFICIO: FATTORI DI CONVERSIONE L'ENERGIA PRIMARIA CONSUMATA DA UN EDIFICIO: FATTORI DI CONVERSIONE (Dott. Renzo Mario Del Duro) Il calcolo del fabbisogno annuale di energia primaria globale di un edificio tiene in considerazione due

Dettagli

CONTI ECONOMICI REGIONALI

CONTI ECONOMICI REGIONALI 23 novembre 2012 Anni 1995-2011 CONTI ECONOMICI REGIONALI In occasione della diffusione delle stime provvisorie per l anno 2011, l Istat pubblica le serie dei Conti economici regionali nella nuova classificazione

Dettagli

Autorità per l energia elettrica e il gas

Autorità per l energia elettrica e il gas Autorità per l energia elettrica e il gas COMUNICATO Energia: bollette ancora in calo, dal 1 luglio energia elettrica -1%, gas -7,7% Da inizio anno calo medio totale del 13,1% - La spesa media annua delle

Dettagli

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI SCENARI ENERGETICI AL 24 SINTESI Leggi la versione integrale degli Scenari Energetici o scaricane una copia: exxonmobil.com/energyoutlook Scenari Energetici al 24 Gli Scenari Energetici offrono una visione

Dettagli

CONCORRENZA IN ITALIA: BENEFICI PER FAMIGLIE ED IMPRESE. UNA SIMULAZIONE.

CONCORRENZA IN ITALIA: BENEFICI PER FAMIGLIE ED IMPRESE. UNA SIMULAZIONE. CONCORRENZA IN ITALIA: BENEFICI PER FAMIGLIE ED IMPRESE. UNA SIMULAZIONE. Gennaio 2008 Il rapporto è stato elaborato con le informazioni disponibili al 30 Ottobre 2007 da un team di ricercatori ed analisti

Dettagli

La gestione del credito: un approccio analitico al rating

La gestione del credito: un approccio analitico al rating La gestione del credito: un approccio analitico al rating di Giuseppe R. Grasso (*) Oggi le aziende sono chiamate a farsi carico del rischio finanziario associato al proprio portafoglio crediti, rischio

Dettagli

Il mercato dell odontoiatria e lo sviluppo congiunturale in Germania (marzo 2009)

Il mercato dell odontoiatria e lo sviluppo congiunturale in Germania (marzo 2009) Il mercato dell odontoiatria e lo sviluppo congiunturale in Germania (marzo 2009) Andamento congiunturale Secondo il parere degli esperti economici pubblicato recentemente, le previsioni congiunturali

Dettagli

Capitolo 14. Industria

Capitolo 14. Industria Capitolo 14 Industria 14. Industria Questo capitolo raccoglie informazioni sul settore dell industria in senso stretto, escluse cioè le costruzioni per le quali si rinvia all apposito capitolo. Un primo

Dettagli

Settore delle Industrie Alimentari e Bevande

Settore delle Industrie Alimentari e Bevande Settore delle Industrie Alimentari e Bevande Tendenze e prospettive strategiche Gennaio 2015 La rilevanza del settore agroalimentare In Italia il processo di produzione e distribuzione di prodotti agroalimentari

Dettagli

IL SISTEMA PRODUTTIVO: COMPETITIVITÀ E PERFORMANCE CAPITOLO 3

IL SISTEMA PRODUTTIVO: COMPETITIVITÀ E PERFORMANCE CAPITOLO 3 IL SISTEMA PRODUTTIVO: COMPETITIVITÀ E PERFORMANCE CAPITOLO 3 3 3. Il sistema produttivo: competitività e performance QUADRO D INSIEME La crisi non ha modificato le caratteristiche strutturali del sistema

Dettagli

Congiuntura economica

Congiuntura economica Congiuntura economica Periodico trimestrale 1/2013 L economia mondiale L ultima pubblicazione del Fondo Monetario Internazionale - FMI (gennaio 2013), contenente le previsioni relative ai principali indicatori

Dettagli

INDICATORI DI EFFICIENZA ENERGETICA E PREVISIONE DEI

INDICATORI DI EFFICIENZA ENERGETICA E PREVISIONE DEI INDICATORI DI EFFICIENZA ENERGETICA E PREVISIONE DEI CONSUMI DI ENERGIA AL 2010 NELLO SCENARIO TENDENZIALE 6 - ASPETTI METODOLOGICI 7 - INDICATORI DI EFFICIENZA ENERGETICA NEI SETTORI INDUSTRIA, TERZIARIO,

Dettagli

7. Le infrastrutture

7. Le infrastrutture 77 le infrastrutture 7. Le infrastrutture 7.1 LA SPESA PUBBLICA NEL MEZZOGIORNO Alcune recenti analisi e valutazioni strutturali (1) hanno evidenziato che a partire dal 2000 gli investimenti fissi lordi

Dettagli