Inquinamento atmosferico

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1 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Istituto Professionale di Stato per l Industria e l Artigianato Carlo Cattaneo "Ricerca-azione triennale sugli OBIETTIVI di SVILUPPO del MILLENNIO condotta attraverso le ICT nella scuola secondaria di II grado" realizzato in collaborazione con il dipartimento di Scienze dell'educazione dell'università degli studi di Roma Tre e con l'agenzia Nazionale per lo sviluppo dell'autonomia Scolastica. OBIETTIVO DEL MILLENNIO N 7 : ASSICURARE LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE Integrare i principi dello sviluppo sostenibile all interno delle politiche e dei programmi dei paesi e invertire la tendenza alla perdita di risorse ambientali Inquinamento atmosferico Obiettivo: Riflettere sulle misure per contrastare l inquinamento atmosferico, sulla ricerca nell'ambito dell'energia rinnovabile e sulle nuove soluzioni tecnologiche riguardante la mobilità. Classi: I B OMT, I D OMT, II D OT e III D OT A.S. 2009/2010 1

2 INDICE pag. I- L inquinamento atmosferico 3 II- Il petrolio 4 III- Energia rinovabili 6 III. 1- L energia solare 6 III.1.1- Tecnologia Solare termica : Gli impianti 6 solari a concentrazione (CSP) III.1.2- Tecnologia fotovoltaica 7 III. 2 L energia eolica 8 IV. La sostenibilità ambientale 9 V. Catalizzatori 13 VI. Biocombustibili 14 Bioetanolo 15 VII. Le nuove tecnologie per la mobilità 19 VII.1. Macchine ibride 19 VII.2. Macchine elettriche 23 VII.3. Macchine a metano 29 VII.4. Macchine a gpl 31 VII.5. Macchine a idrogeno 33 N.B.: Il materiale riportato è il prodotto delle ricerche Internet realizzate dagli studenti delle classi I B OMT, I D OMT, II D OT e III D OT. 2

3 I- L INQUINAMENTO ATMOSFERICO L'aria è una miscela eterogenea formata da gas e particelle di varia natura e dimensioni. La sua composizione si modifica nello spazio e nel tempo per cause naturali e non, cosi ché risulta arduo definirne le caratteristiche di qualità. L'impossibilità di individuare le proprietà di un ambiente incontaminato di riferimento induce a introdurre il concetto di inquinamento atmosferico stabilendo uno standard convenzionale per la qualità dell'aria. L inquinamento atmosferico è un termine che indica tutti gli agenti fisici, chimici e biologici che modificano le caratteristiche naturali dell'atmosfera Si ritiene quindi inquinata l'aria la cui composizione eccede limiti stabiliti per legge allo scopo di evitare effetti nocivi sull'uomo, sugli animali, sulla vegetazione, sui materiali o sugli ecosistemi in generale. L ambiente è un obiettivo strategico, è difficile definire quando si possa parlare di inquinamento atmosferico. L'inquinante, per essere considerato tale, deve essere un contaminante responsabile di causare effetti nocivi all'ambiente. Questo è uno dei problemi maggiormente sentiti dalle popolazioni dei grandi agglomerati urbani, di cui ci si è iniziati a preoccupare solamente negli ultimi 30 anni. Dagli anni '70 infatti sono state adottate delle politiche per la riduzione degli agenti chimici e di numerose altre sostanze particolari presenti nell'aria. Queste politiche per una maggior salvaguardia dell'ambiente hanno dato dei risultati per alcuni inquinanti come ad esempio il biossido di zolfo, il piombo e il monossido di carbonio; per altri come ad esempio il biossido di azoto, l'ozono e le PM10 non hanno portato i risultati sperati, dei quali si è scoperto solo recentemente la loro criticità per quanto riguarda la salute. PRINCIPALI COMPOSTI composti dello zolfo: i principali composti che contengono zolfo in atmosfera sono: il biossido di zolfo (SO 2 ), il solfuro di carbonile (COS), il solfuro di carbonio (CS 2 ), il solfuro di idrogeno (H 2 S), il dimetil sulfato (CH 3 ) 2 SO 4. Le loro sorgenti principali sono la decomposizione biologica, la combustione dei combustibili fossili e di materia organica e le eruzioni vulcaniche. Il biossido di zolfo, che costituisce il 95% del totale delle emissioni antropiche di zolfo, deriva da processi di combustione, in dipendenza dal contenuto di zolfo del combustibile usato. Esso è altamente solubile in acqua ed ha quindi un tempo di residenza in atmosfera relativamente breve (da 12 ore a 7 giorni) in quanto viene rimosso dalle precipitazioni composti dell'azoto: i principali composti che contengono azoto sono: N 2 O, NO, NO 2, NH 3, HNO 3, HONO, N 2 O 5 ed i sali di NO 3, NO 2, NH 4. Sono considerati inquinanti il 3

4 monossido e il biossodo di azoto (No e NO 2 ) Il primo viene prodotto da sorgenti sia naturali che antropiche, ed in particolare in tutti i processi di combustione composti del carbonio: In questa categoria i principali composti inorganici sono il monossido di carbonio (CO) e il biossido o anidride carbonica (CO 2 ). L'anidride carbonica prodotta dalle attività umane deriva dai processi di combustione, il brusco aumento delle emissioni (causato dall'ampio uso di combustibili fossili) ha portato all'aumento delle concentrazioni provocando modificazioni climatiche su scala planetaria. Il monossido di carbonio invece è considerato altamente tossico in quanto avendo affinità con l'emoglobina impedisce l'ossigenazione dei tessuti. La sua sorgente primaria sono i fumi di scarico delle auto e in parte minore le centrali termoelettriche e gli impianti di riscaldamento composti alogenati (HCl, HF, HBr, CFC); Liberati IB OMT - Rizza Francesco 1D II- IL PETROLIO Il petrolio è una miscela naturale di idrocarburi (soprattutto carbonio e idrogeno) estratta dai giacimenti che si trovano nella crosta terrestre, a una profondità generalmente compresa tra decine e migliaia di metri. Come si forma il petrolio Si forma sotto la superficie terrestre per decomposizione di organismi marini e di piante che crescono sui fondali oceanici. La formazione del petrolio è un fenomeno iniziato molti milioni di anni fa, quando esisteva un'abbondante fauna marina, e che continua ancora oggi. I sedimenti depositati sul fondo degli oceani, accrescendo il loro spessore e dunque il loro peso, sprofondano nel fondale marino; a mano a mano che altri sedimenti si accumulano, la pressione su quelli sottostanti aumenta considerevolmente e la temperatura si alza di diverse centinaia di gradi. Il fango e la sabbia si induriscono trasformandosi in argillite e arenaria, il carbonio precipita, le conchiglie si induriscono trasformandosi in calcare, mentre i resti degli organismi morti si trasformano in sostanze più semplici composte da carbonio e idrogeno, gli idrocarburi appunto, per dare origine al petrolio greggio e al gas naturale. Il petrolio ha densità minore dell'acqua salmastra che riempie gli interstizi dell'argillite, della sabbia e delle rocce di carbonati che costituiscono la crosta terrestre: tende dunque a risalire verso la superficie, passando dai microscopici pori dei più grossi sedimenti sovrastanti. E' così che sbocca spontaneamente dalla superficie terrestre. Viene portato alla superficie dalla pressione dei gas sotterranei o mediante pompe; viene poi raccolto in serbatoi e trasportato per mezzo di oleodotti o petroliere nei luoghi di lavorazione. Dalla sua raffinazione si ottengono prodotti molto importanti come benzina, cherosene, oli per motori diesel, oli per riscaldamento, lubrificanti, oltre ad una serie di prodotti destinati alle industrie petrolchimiche. 4

5 Il nome petrolio deriva dalla parola latina petroleum, cioè "olio di roccia". Per la sua importanza nell economia mondiale, il petrolio viene detto anche "oro nero". L importanza del petrolio La civiltà industriale dipende in larga misura dai derivati del petrolio. Solo negli anni Settanta (con la crisi derivante dai conflitti in Medio Oriente) la riduzione delle forniture petrolifere (e il conseguente rialzo dei prezzi) costringe i paesi industrializzati a cercare prodotti alternativi al petrolio, sia nel settore della produzione di energia, sia in quello industriale. Il petrolio greggio viene introdotto in un forno e portato alla temperatura di circa che cambia il suo stato fisico da liquido in vapore. I vapori di petrolio vengono quindi iniettati nella, o torre di raffinazione. Nella torre di raffinazione i gas, passando attraverso una serie di piatti forati, salgono verso l'alto, raffreddandosi. Alle diverse temperature si condensano, ritornando allo stato liquido. Ricadendo si depositano sui piatti, dando così luogo alla separazione delle diverse frazioni di idrocarburi. In una raffineria, oltre alla distillazione frazionata, si svolgono altri processi, per ricavare ulteriori quantità di prodotti pregiati o per migliorare la qualità dei prodotti ed adeguarli alle richieste del mercato. Ad esempio, in impianti, denominati di "Cracking", è possibile spezzare le catene idrocarburiche più lunghe. Questo procedimento permette di trasformare prodotti poco pregiati in benzine e gasoli. Attraverso il "Reforming catalitico", viene aumentato il numero di ottani nelle benzine, con la "Desolforazione" si riduce quasi totalmente il contenuto di zolfo nei gasoli. Alla fine dell ottocento la spinta dell evoluzione tecnologica mutò gli equilibri petroliferi mondiali. Le automobili come mezzo di trasporto privato alternativo alle carrozze. Il motore a combustione interna delle automobili usa come carburante la benzina, un derivato del petrolio che fino ad allora era d importanza secondaria. Questo sotto prodotto era usato come solvente o per alimentare piccoli fornelli, con l arrivo delle macchine fece l ingresso sui mercati mondiali acquisendo un crescente valore aggiuntivo. - Il mercato dei carburanti non si limito soltanto alle automobili. Dopo oltre cento anni il motore a vapore delle navi, dei treni e delle caldaie fu sostituito con il motore a gasolio contribuendo a dare una notevole spinta alla domanda dei carburanti. Albasi Riccardo 2D 5

6 III- ENERGIA RINNOVABILI III. 1- L energia solare III.1.1- Tecnologia Solare termica : Gli impianti solari a concentrazione (CSP) Gli impianti solari a concentrazione(csp) permettono di produrre energia elettrica e fornire acqua calda attraverso una primaria fonte rinnovabile: il sole. I paesi più adattati per sfruttare questa riserva di energia sono quelli caratterizzati da elevate insolazioni:la regione del Medio-Oriente, del Mediterraneo e del Nord Africa, con piogge scarse e rara copertura nuvolosa. La tecnologia CSP può fornire una quantità significativa di energia pulita, riducendo così il consumo di combustibile fossile, minimizzando l impatto ambientale della produzione di energia e contribuendo alla stabilizzazione del clima. La parabola converte l energia solare in calore ad alta temperatura, utilizzando varie configurazione di specchi. Il calore viene poi immesso all interno di un circuito di generazione tradizionale. Gli impianti sono costituiti di due sezioni: una raccoglie l energia solare e la converte in calore, l altra converte l energia termina in elettricità. Perché dobbiamo puntare all utilizzo dell energia solare: il sole è una fonte di energia inesauribile, almeno per le nostre prospettive temporali; il sole è l unica fonte di energia esterna rispetto alle risorse disponibili sul nostro pianeta, fatta eccezione per l energia delle maree che però è incomparabilmente di minore entità ad attualmente ancora di difficile sfruttamento; l energia solare è distribuita in maniera molto più uniforme sul pianeta rispetto a tutte le altre attuali fonti energetiche; l energia solare che investe la terra è volte superiore al fabbisogno energetico mondiale; Sebastiani Edoardo- ID OMT I sistemi CSP possono essere progettati per piccole applicazioni da 10 kilowatt fino a grandi taglie dell ordine di 100 Megawatt. Durante i periodi in cui la presenza di nubi rende l irraggiamento solare insufficiente o durante la notte, alcuni sistemi sfruttano sistemi di stoccaggio termico grazie ai quali sono capaci di produrre energia elettrica con continuità. La quantità di energia generata da un impianto solare a concentrazione dipende dalla quantità di radiazione diretta, in quanto queste tecnologie utilizzano solo i raggi solari diretti e non la radiazione solare diffusa. Al momento l elevato costo di installazione degli impianti solari termodinamici ne ha limitato la diffusione, ma si spera che il progresso tecnologico possa renderli presto competitivi. Il progetto Archimede Un modulo sperimentale di collettori solari è in funzione presso il centro ricerche Casaccia (ENEA). 6

7 Il primo impianto da 5 MW sarà operativo nel 2010 in Sicilia, dove un avanzato impianto solare termodinamico sarà integrato con una centrale a gas tradizionale. III.1.2- Tecnologia fotovoltaica La tecnologia fotovoltaica permette di trasformare direttamente l energia solare, incidente sulla superficie terrestre in energia elettrica, sfruttando le proprietà del silicio, un elemento semiconduttore molto usato in tutti i dispositivi elettronici. MODULI FOTOVOLTAICI: Costituiscono l elemento principale dell impianto in quanto la loro esposizione alla radiazione solare determina la produzione di energia elettrica (in corrente continua). ll interno del modulo ci sono le celle fotovoltaiche, generalmente costituite da sottilissime fette di siliciche, opportunatamente trattate, danno luogo alla conversione diretta dell energia luminosa in energia elettrica. Sulla base delle caratteristiche della cella si parla di celle a silicio monocristallino (la cella è ricavata da un lingotto in cui gli atomi di silicio sono disposti a costituire un unico cristallo), celle a silicio policristallino (analoghe alle monocristallino, con gli atomi di silicio comunque ordinati ma a costituire molti cristalli uniti tra loro) e celle a film sottile o thin film (utilizzano materiali semiconduttori sottili deposti direttamente su materiali vari di supporto come il vetro o il metallo). Queste 3 tipologie di celle, e conseguentemente i moduli da esse ricavate, si differenziano per svariate ragioniera le quali l aspetto esteriore e l efficienza, quest ultima via via decrescente passando dalla tecnologia monocristallino a quelle a film sottile. Ciò significa che a parità di potenza dell impianto foto voltaico, lo spazio occupato da un impianto a film sottile è superiore rispetto a quello in silicio policristallino. Il 28 Luglio 2005 e 6 Febbraio 2006 sono entrati in vigore i Decreti Legge che permettono di produrre e RIVENDERE ENERGIA ELETTRICA sviluppata da pannelli fotovoltaici, che sfruttano l'energia solare. La nuova legge "conto energia" e sua modifica col "Nuovo Decreto del Febbraio 2007" permette, a chiunque abbia la possibilità di installare un impianto fotovoltaico, di ricevere un incentivo sulla produzione di energia elettrica. É anche possibile vendere questa energia all'enel, l'incentivo è garantito per 20 anni per legge e l'impianto ha una garanzia sul funzionamento per 25 anni. 7

8 Le capacità produttive dipendono da diversi fattori, quali ad esempio la posizione geografica, le dimensioni dell impianto e di conseguenza la potenza dello stesso. Le principali applicazioni dei sistemi fotovoltaici sono: Piccoli e medi impianti collegati alla rete in bassa tensione o media tensione. Centrali fotovoltaiche, generalmente collegate alla rete in media tensione o alta tensione; Impianti per utenze isolate dalla rete che prevedono l utilizzo di batterie (rifugi,pozzi,sistemi di segnalazione stradale e navale ecc ); Piccole reti isolate per l alimentazione di villaggi di limitata estensione non raggiunti dalla rete elettrica. Tommaso Epifano IB OMT III. 2 L energia eolica Un impianto eolico è un impianto che permette di trasformare l energia cinetica del vento in energia meccanica e da questa, attraverso un generatore elettrico, in energia elettrica. I principali vantaggi degli impianti eolici: Assenza di qualsiasi tipo d emissione inquinante Risparmio dei combustibili fossili Costi manutenzione ridotta Basso impatto ambientale Perché dobbiamo puntare all utilizzo dell energia eolica: Il vento è una forte di energia pulita e inesauribile Fa uso di una tecnologia consolidata, affidabile e competitiva Si adatta perfettamente ad attuare i principi della generazione distribuita con tutta i benefici conseguenti alla vicinanza del punto di produzione dell energia a quello del consumo Ha impatto limitato sia in termini di altezze necessarie per i generatori che di rispetto necessario attorno ad essi. Anche le emissioni sonore sono in genere ridottissime L effettiva produzione di energia elettrica è fortemente dipendente dal sito scelto, dall altezza dal suolo del generatore e dalle caratteristiche del generatore stesso. Rodriguez Aneudys ID OMT 8

9 IV. LA SOSTENIBILITA AMBIENTALE La sostenibilità ambientale è la sfida più importante che la nostra industria e la nostra società debbono affrontare in questo secolo. Una visione precisa, in cui ci sia un bilanciamento tra crescita economica e protezione dell ambiente, deve: ridurre l impatto ambientale di tutte le nostre attività minimizzare l utilizzo di risorse naturali nella produzione e massimizzare il riciclo e il riutilizzo lavorare con le comunità locali per migliorare la qualità dell ambiente. sviluppare tecnologie innovative a basso impatto ambientale come l ibrido (benzina/elettrico) e le celle a combustibile (idrogeno) sviluppare un ampia gamma di veicoli equipaggiati con propulsori a benzina efficienti e diesel a basse emissioni La mobilita sostenibile Islam Asmiqul ID OMT Energia e mobilità sono elementi vitali per lo sviluppo economico ed il benessere della società umana. Si possono trovare equilibri un tempo impensabile, l uomo può alimentare i suoi sogni e le sue aspirazioni in modo compatibile con la vita naturale del pianeta terra e nel pieno rispetto della salute umana. In questo scenario le strade tecnologiche per realizzare l obbiettivo finale sono: - favorire lo scambio di idee ed opinioni tra ricerca indipendente, industria, istruzioni - il coinvolgimento continuo del mondo scolastico e dei più giovani - le attività scientifiche di eccellenza Federico Scoccia ID OMT Il concetto di mobilità fa riferimento a tutto ciò che è in relazione ai movimenti nel territorio di persone e merci, con qualsiasi mezzo di trasporto si verifichino. La mobilità è quindi un sistema complesso, formato dalle infrastrutture viarie, ferroviarie, aeroportuali, dai parcheggi e centri di interscambio, dai trasporti pubblici e privati, dalla piste ciclabili e dalla zone pedonali. Questo sistema influenza il funzionamento delle aree urbane e le condizioni di vita dei suoi abitanti ed ha una forte incidenza sulla qualità ambientale. L organizzazione attuale dei trasporti è caratterizzata dalla predominanza del traffico su strada, con l uso principalmente di automezzi privati, ed ha forti conseguenze negative sul piano economico sociale ed ambientale, quali ad esempio: - congestione delle città; - disagi e difficoltà per ciclisti e pedoni; - rischi di incidenti, a cui sono connessi costi economici e sociali; - elevato inquinamento acustico ed atmosferico; - consumo di fonti energetiche non rinnovabili; - sottrazione di suolo. Per risolvere questi problemi, negli ultimi anni sono stati introdotti modelli di mobilità sostenibile, ispirati al principio dell uso efficiente del territorio e delle risorse naturali e finalizzati a garantire il rispetto e l integrità dell ambiente. I nuovi sistemi di mobilità si basano sulle seguenti proposte: - investire sul trasporto pubblico di merci e persone, utilizzando i sistemi meno inquinanti (es. trasporto su rotaia, autoveicoli a metano) ; - incrementare sistemi di mobilità intermodale, aumentando la disponibilità di parcheggi-scambio nei quali è possibile lasciare la macchina per proseguire il tragitto mediante mezzi pubblici; 9

10 - introdurre il mobility management e il piano del traffico; - introdurre servizi di car sharing, che consiste nell uso collettivo di un parco di autoveicoli, noleggiati temporaneamente; - incentivare il car pooling o uso collettivo dei mezzi privati, da parte di soggetti che devono compiere lo stesso tragitto; - realizzare direzionali di smistamento, per migliorare l organizzazione logistica del trasporto di merci; - mettere in sicurezza e razionalizzare l'attuale rete viaria; - realizzare interventi di riqualificazione urbana; - introdurre limitazione dei movimenti e della velocità dei veicoli; - promuovere la mobilità alternativa (ciclabile e pedonale); - promuovere iniziative di educazione stradale e campagne di sensibilizzazione per indirizzare i cittadini ad un uso sempre più limitato del mezzo privato Fabene Simone IB MOT L introduzione di soluzioni ambientalmente preferibili consente di migliorare la situazione ambientale relativa alla qualità dell aria, rumore ed emissione di gas serra, e di conseguenza ha effetti positivi sulla qualità della vita dei cittadini. La mobilità sostenibile rappresenta un fattore di qualificazione sociale perché l istaurarsi di processi virtuosi porta alla riduzione del traffico e all aumento della sicurezza stradale. Per questi motivi, nel corso degli ultimi anni, il legislatore pubblico è intervenuto con provvedimenti volti di incentivazione della mobilità sostenibile. CAR POOLING La proposta del car pooling prevede che gli spostamenti su mezzo privato possano essere effettuati da equipaggi che condividono uno stesso veicolo, contribuendo di conseguenza ad una riduzione del traffico stradale. Il car pooling ha avuto un ampia e positiva sperimentazione negli USA. Pertanto l'obiettivo di diminuire il numero delle vetture circolanti e di conseguenza ottenere vantaggi ambientali notevoli può essere conseguito anche attraverso questa soluzione alternativa alla mobilità tradizionale, utilizzando cioè una sola autovettura, con più persone a bordo, per compiere un medesimo tragitto-itinerario. L uso collettivo dell automobile può essere incentivato specialmente nelle aziende, tra coloro che lavorano in uno stesso luogo ed abitano in zone vicine o molto prossime. Il car pooling può infatti essere organizzato attraverso una centrale operativa dotata di uno specifico software che gestisca la banca dati e organizzi gli equipaggi anche attraverso bacheche virtuali ( i cosiddetti newsgroup). Vantaggi per un amministrazione comunale che promuove il car pooling: Riduzione dell inquinamento atmosferico Riduzione della congestione stradale Riduzione dei tempi di trasporto Maggiore efficienza del trasporto pubblico CAR SHARING Il Car Sharing può essere definito come uso collettivo di un parco di autoveicoli, per il noleggio temporaneo. È un servizio di mobilità che consente di accedere su richiesta a una flotta comune di veicoli posizionati in prossimità di importanti nodi della rete di trasporto pubblico. L uso del veicolo da parte dell utente avviene in modo autonomo ed è consentito anche per periodi limitati di un ora. Il sistema del Car Sharing è particolarmente vantaggioso per gli automobilisti che utilizzano occasionalmente l auto, in quanto si può disporre nei momenti di necessità, di un mezzo individuale senza dover sostenere gli alti costi fissi di esercizio legati al possesso dell auto che alle basse percorrenze hanno un incidenza rilevante sul costo complessivo. Vantaggi per gli utenti: Risparmio di tempo: l utente usa il mezzo quando ne ha la necessità eliminando anche la ricerca di un parcheggio dopo l uso. Eliminazione dei costi di manutenzione. Risparmio economico tanto maggiore quanto minori sono i chilometri annui 10

11 Vantaggi per l utente: Minori costi di trasporto e diminuzione del rischio di incidenti Contribuire alla la tutela dell ambiente e della salute umana Socializzazione tra colleghi o nuovi compagni di viaggio percorsi. Il valore al di sotto del quale risulta vantaggioso usufruire di questo servizio è stimato intorno agli km/anno. Scelta della vettura più adatta alle finalità del singolo spostamento. A questi vantaggi per il singolo utente sono da aggiungere i benefici legati al risparmio energetico e al contenimento delle emissioni, nonché alla riduzione della richiesta di parcheggi per la sosta. LIMITAZIONE DEI MOVIMENTI E DELLA VELOCITÀ DEI VEICOLI Il traffico lento, oltre che con piste e percorsi ciclabili, o con percorsi pedonali, può esprimersi secondo un altra modalità che è quella della moderazione del traffico. Questa può essere attuata in diversi modi: isole Ambientali (in Europa Zone30). Le isole ambientali sono quelle aree con ridotti movimenti veicolari, da cui è escluso il traffico di attraversamento e che sono finalizzate al recupero della vivibilità degli spazi urbani. Sono state istituite nel 1995 dalle Direttive per la redazione dei PUT e nel 1996 è stato introdotto il segnale stradale specifico (zone a limitazione di velocità). zone a traffico limitato ZTL. In generale quindi le zone a traffico controllato (ZTL, aree pedonali,ztm) corrispondono ad aree urbane contrassegnate da specifici segnali fisici e normativi di ingresso e di uscita, all'interno delle quali si persegue l obiettivo di integrare le diverse componenti del traffico e di riqualificare le peculiarità funzionali, architettoniche, storiche e culturali del luogo. L'impiego di zone per la moderazione e di limitazione del traffico consente di raggiungere i seguenti obiettivi: creare zone libere dal traffico (ZTL) o eliminare il traffico di attraversamento (ZTM) favorire la condivisione dello spazio stradale tra le diverse utenze della strada utilizzare interventi di limitato impatto economico e visivo riorganizzare la classificazione stradale regolamentare la sosta riqualificare i luoghi liberando aree prima assegnate al traffico di attraversamento o alla sosta garantire una maggiore sicurezza, soprattutto per le utenze deboli. Con l'istituzione delle zone a traffico moderato, gli automobilisti tendono ad adeguarsi alla nuova situazione che non viene più considerata come un accidente puntuale e sporadico da subire, ma come la norma, alla quale adattare il proprio stile di guida. Inoltre, la necessità di liberare queste zone dal traffico di attraversamento, convogliandolo su determinate strade esterne ad esse, è il principio fondamentale che conduce alla riorganizzazione della gerarchia stradale. Aldo Coen III D OT I problemi dell inquinamento atmosferico, che si sovrappongono a quello di un sempre più alto costo dei carburanti tradizionali ed ad un inevitabile caratteristica di esauribilità delle materie prime, saranno i temi centrali che occuperanno sempre più spazio nelle problematiche sociali, nel dibattito politico e non ultimo nella ricerca scientifica. 11

12 Diversi quindi saranno i protagonisti nell ambito del trasporto sostenibile (pubblico e privato): la politica e le istituzioni con le conseguenti normative, gli utenti-consumatori, le multinazionali dei combustibili, le case costruttrici di autoveicoli e la ricerca che dovrà trovare e proporre soluzioni alternative, dai propulsori dalle emissioni con un impatto ambientale sempre minore, alle materie prime per i carburanti ricavate da fonti rinnovabili. Gli attori quindi di questo futuro scenario non sono certo pochi e, spesso, in conflitto tra loro. Già da oggi assistiamo a conflitti economici tra lobby industriali che cercano d imporre i loro interessi, istituzioni che devono proteggere la salute dei cittadini (ma chiamate anche ad assicurare regole per un mercato che veda aziende e dipendenti cui siano assicurate libertà d impresa e sicurezza del posto di lavoro), consumatori che con le proprie associazioni reclamano carburanti a costi inferiori, ambientalisti che non smettono di lanciare allarmi sui danni ambientali irreversibili che, il perpetrarsi dell attuale situazione, finiranno inevitabilmente per provocare. Gli Stati Uniti d America, il Canada, il Giappone, la Corea, la Cina e l Australia hanno già avviato degli approcci a carattere regolamentare o su base volontaria, alcuni dei quali sono ora soggetti a revisione allo scopo di ottenere ulteriori miglioramenti nell efficienza del processo di combustione dei carburanti e nelle riduzioni delle emissioni di CO 2. L obiettivo della Ue di 120 g di CO 2 /km e gli standard giapponesi sono in termini assoluti i più ambiziosi al mondo. Difficile fare una comparazione precisa per via delle differenze del parco auto circolante e delle metodologie applicate ai test. Il Giappone ha di recentemente dichiarato che entro il 2015 intende aumentare ulteriormente, fino al 20 per cento, l efficienza del processo di combustione dei carburanti per autotrazione. Insomma, quello delle emissioni degli autoveicoli è un problema che affligge tutti gli stati. Paul Petica IIID OT Le nuove immatricolazioni concorrono a ridurre le emissioni di CO2 Di mese in mese, secondo una valutazione calcolata dagli analisti dell Unrae, la media ponderata delle emissione di biossido di carbonio delle vetture di nuova immatricolazione continua a diminuire in modo costante, dimostrando in maniera tangibile un effettivo contribuito nella lotta all inquinamento. Da tempo i costruttori di automobili stanno lavorando per abbattere la CO 2, la indagine statistica dimostra quanto sia importante lo svecchiamento del parco circolante a favore dell ambiente. in 12 mesi abbiamo fatto un percorso migliore degli ultimi 6 anni e questo ci colloca a metà strada del nostro obbiettivo di 130 g/km di CO 2 che è quello richiesto alle Case. Questi dati confermano quanto diciamo da sempre, ovvero che nulla più efficiente è meno costoso del rinnovamento del parco, nessun blocco del traffico o provvedimento di targhe alterne raggiunge risultati migliori. Di Curzio ID OM 12

13 V. CATALIZZATORI Si parla sempre più spesso di veicoli euro4, euro5 oppure dei più datati euro 0; ma cosa differenzia queste categorie? La Comunità Europea stabilisce i limiti di emissioni inquinanti e ogni vettura appartiene ad una categoria in base alla quantità di composti nocivi che emette allo scarico. Ogni vettura rilascia in atmosfera, oltre ai normali prodotti di combustione come biossido di carbonio e vapore acqueo anche ossidi di azoto, ossidi di zolfo, monossido di carbonio, articolato e idrocarburi incombusti. Nel caso di un motore a benzina si avranno maggiori quantità di incombusti e di monossido di carbonio e minori di ossido di azoto e ossidi di zolfo rispetto ad un motore diesel. Questo è dovuto al diverso processo di accensione della miscela. Nel motore a benzina una candela produce la scintilla che innesca la combustione della miscela di carburante e aria in rapporto stechiometrico, ma nonostante questo possono rimanere CO (monossido di carbonio) e incombusti. Nei motori diesel invece si opera in condizioni di eccesso di ossigeno quindi la presenza di CO è pressoché nulla. Nella camera di combustione dove l aria è compressa viene iniettato un dardo di combustibile che si autoaccende spontaneamente. Si raggiungono temperature elevate nel cuore del dardo del combustibile dove l ossigeno non riesce ad arrivare producendo così il particolato. Per eliminare o almeno limitare questi composti si ricorre a pretrattamenti del combustibile, a catalizzatori e a trappole per il articolato e metodi quali l EGR e la multi iniezione. Convertitore catalitico ossidativi (occ) per hc,co Il convertitore catalitico ossidativi (OCC) è composto da un monolito ceramico con canali a nido d ape su cui viene deposto il principio catalitico. Questo tipo di catalizzatore permette l ossidazione degli idrocarburi incombusti (HC) e del monossido di carbonio (CO). In teoria durante la combustione si producono Co2 e H2o ma nel caso in cui ci sia una quantità d aria non sufficiente o se avviene un raffreddamento dei fumi prima che sia avvenuta la totale combustione i gas non riusciranno a formare questi prodotti rimanendo incombusti o parzialmente ossidati. Questo catalizzatore corre il rischio di essere intasato dallo zolfo è necessario quindi che questa sostanza non venga mai a contatto con l OCC, lo zolfo deve essere rimosso tramite pretrattamenti dei combustibili poiché oltre ad intasare il catalizzatore genera emissioni nocive come Sox. 13

14 Gli ossidi di azoto sono prodotti dalla reazione tra l ossigeno e l azoto presenti nell aria. Sono molti i metodi impiegati per la rimozione degli ossidi di azoto. L EGR è un metodo adottato solitamente nei motori diesel che si basa sul ricircolo dei fumi che escono dalla camera di combustione. Questi vengono re-immessi nella camera di combustione per assorbire parte del calore prodotto dalla combustione stessa, questo processo riduce la formazione degli Nox. Un altro metodo è la riduzione catalitica selettiva SCR che permette di ridurre gli ossidi di azoto sfruttando l azione dell ammoniaca. Solitamente si utilizza il cosiddetto AdBlue al posto dell ammoniaca,poiché è più facile da stoccare. Dalla reazione catalitica dell ammoniaca con gli ossidi di azoto si ottiene azoto e acqua, l unico inconveniente è dato dalla tossicità dell ammoniaca che non può essere dispersa nell ambiente. Trappole per il Particolato, Dpf, e Fap Il articolato è il principale problema dei motori Diesel e si compone di un nucleo carbonioso sul quale si depositano composti organici volatili. Nel motore Diesel si ricorre a un metodo per diminuire la quantità di articolato prodotto (Multijet). Invece di iniettare un solo dardo di combustibile vengono effettuate più iniezioni, in questo modo si migliora la combustione e l efficienza del motore. La minore dimensione del dardo aumenta la superficie di contatto tra il carburante e l ossigeno dell aria,riducendo cosi il fenomeno della pirolisi,generato dall assenza di ossigeno nel cuore del dardo durante la combustione. Danilo Stanisci II D OT VI. BIOCOMBUSTIBILI Per biomassa si intendono tutti quei materiali di origine organica, animale o vegetale, che non hanno subito alcun processo di fossilizzazione, quindi il petrolio, il carbone e gli altri combustibili fossili, pur essendo di origine organica non possono essere definiti biomassa. Il contenuto energetico dei diversi materiali può infatti essere sfruttato per produrre energia, costituendo un valido sostituto ai combustibili fossili, ottenendo emissioni di anidride carbonica molto inferiori e ambientalmente sostenibili. Alcuni materiali possono essere utilizzati quasi tal quali (es:lega) altri hanno bisogno di trattamenti più o meno complessi. Dalla fermentazione dei vegetali ricchi di zuccheri, come canna da zucchero, barbabietole e mais, spesso prodotti in quantità maggiori al fabbisogno, si può ricavare l'etanolo o alcool etilico, che può essere utilizzato come combustibile per i motori endotermici, in sostituzione della benzina. Dalle oleaginose (quali girasole, colza, soia) si può ricavare per spremitura il cosiddetto biodiesel. Tramite opportuno procedimento è inoltre possibile trasformare le biomasse di qualsiasi natura in BTL (Biomass to liquid), un biodiesel, ottenuto appunto da materiale organico di scarto o prodotto appositamente con colture dedicate. Nello sfruttamento di queste fonti bisogna valutare il rapporto tra energia ottenuta ed energia impiegata nella produzione.esistono diversi biocombustibili: il bioetanolo; il biodiesel; il biometanolo; il biodimetiletere; gli idrocarburi sintetici; il bioidrogeno gli olii vegetali. 14

15 Lo sfruttamento delle biomasse, il cui unico problema a livello tecnico sarebbe il potere calorifico moderato (circa la metà del carbone), è in realtà limitato da determinati fattori strettamente legati alla loro natura: Disponibilità: Le biomasse non sono disponibili in ogni momento dell'anno. Basta pensare ad esempio a tutte quelle che derivano da colture stagionali, la cui raccolta avviene in un determinato periodo dell'anno. Anche il legno, che in via teorica potrebbe essere disponibile tutto l'anno, di fatto viene tagliato prevalentemente d'inverno, poiché durante questa stagione esso contiene meno umidità. Per questo motivo impianti di potenza alimentati a biomasse richiedono grandi zone per lo stoccaggio del materiale, che viene di fatto reso disponibile solo una volta l'anno. Resa per ettaro: Al contrario dei combustibili tradizionali, che si trovano generalmente in giacimenti di grandi dimensioni, la produzione di biomasse avviene generalmente su aree molto elevate. Questo è forse il principale limite allo sfruttamento delle biomasse. Inquinamento locale: La combustione del materiale, soprattutto se legnoso (quindi allo stato solido), pur contribuendo in maniera minimale all'emissione di CO2, emette quantità significative di ossidi d'azoto, ossidi di zolfo e metalli pesanti che la pianta ha assorbito. Essendo il cloro presente un po' ovunque in natura, dalla combustione di biomasse si hanno quantità significative di cloruri e diossine. BIOETANOLO Piperno IIID OT L'uso di carburanti per autotrazione di origine vegetale - in particolare di etanolo - risale ai primi del '900 quando lo stesso Henry Ford ne promosse l'utilizzo, tanto che nel 1938 gli impianti del Kansas producevano già 18 milioni di galloni/anno di etanolo (circa t/anno). L'interesse americano per l'etanolo scemò dopo la seconda guerra mondiale in conseguenza dell'enorme disponibilità di olio e gas, ma negli anni '70, a seguito del primo shock petrolifero, si ricominciò a parlare di etanolo e, alla fine del decennio, diverse compagnie petrolifere misero in commercio benzina contenente il 10% di etanolo, il cosiddetto gasohol, avvantaggiandosi del cospicuo sussidio fiscale concesso all'etanolo stesso. Più recentemente, si pensò che i programmi di sviluppo per l'etanolo potessero ricevere una buona spinta dall'approvazione, da parte del Congresso Americano, degli emendamenti al Clean Air Act (1990) che imponevano un contenuto minimo di ossigeno nelle benzine destinate alle aree metropolitane più inquinate. Ma le cose non andarono nel senso voluto dagli "etanolisti" per la contemporanea presenza sul mercato di un competitor più forte sia dal punto di vista economico che prestazionale, l'mtbe. Oggi però, per una controversa questione ambientale nata da casi di contaminazione delle falde acquifere, il mercato americano sta cercando di mettere fuori legge l'mtbe (MetilTerButilEtere) e così l'etanolo ripropone la sua candidatura, spinto anche dalla necessità sempre più pressante per la politica mondiale di ridurre le emissioni di CO 2. Ma, è bene ricordarlo, spinto soprattutto dalle lobby "etanoliste" e dagli agricoltori che oggi si avvantaggiano di un mercato statunitense di circa 6 milioni di tonnellate all'anno di bioetanolo, favoriti da interessantissime agevolazioni fiscali, sia federali (53 cents per gallone, vale a dire 180 $/t) sia statali (dai 20 ai 60 cents per gallone aggiuntivi). 15

16 Cos'è il bioetanolo e come si produce Il bioetanolo è un alcool (etanolo o alcool etilico) ottenuto mediante un processo di fermentazione di diversi prodotti agricoli ricchi di carboidrati e zuccheri quali i cereali (mais, sorgo, frumento, orzo), le colture zuccherine (bietola e canna da zucchero), frutta, patata e vinacce. In campo energetico, il bioetanolo può essere utilizzato direttamente come componente per benzine o per la preparazione dell'etbe (EtilTerButilEtere), un derivato alto-ottanico alternativo all'mtbe (MetilTerButilEtere). Nonostante l'elevato costo di produzione, pari a circa due volte quello della benzina, il bioetanolo può risultare ancora fonte di profitto quando si considerino le attuali agevolazioni fiscali e finanziamenti di origine governativa legate alla caratteristica "rinnovabile" di questa fonte energetica. Inoltre, finalmente anche in italia, le associazioni dei coltivatori hanno siglato degli accordi per aumentare in maniera siglificativa la produzione di bioetanolo aiutando anche l'agricoltura. Mastouri II D OT Il Bioetanolo può essere aggiunto nelle benzine per una percentuale che può arrivare fino al 30% senza dover modificare in nessun modo il motore o, adottando alcuni accorgimenti tecnici anche al 100% come in Brasile dove, per ragioni di politica energetica locale, l'etanolo è stato utilizzato per diversi anni anche come carburante "unico" in sostituzione della benzina. Oggi viene molto utilizzato anche in Svezia, la nazione europea dove più si sta sviluppando il mercato del bioetanolo. Quando si fermentano cereali per ottenere il bioetanolo, i sottoprodotti della lavorazione possono essere utilizzati nella mangimistica. Nella produzione da canna da zucchero si ottiene un sottoprodotto, denominato bagassa, che può essere destinato alla coproduzione di energia elettrica e calore (cogenerazione). Orientativamente, si può stimare che il rendimento di bioetanolo, a partire da cereali, si aggiri intorno al 30% (30 kg di etanolo da 100 kg di cereali fermentati). Per i mangimi ottenuti come sottoprodotto si può stimare una resa più o meno analoga. In alternativa, il bioetanolo può essere prodotto a partire da biomasse di tipo cellulosico, ovvero dalla gran parte dei prodotti o sottoprodotti delle coltivazioni. In questo caso la biomassa viene idrolizzata per trattamento con acido solforico per produrre zuccheri che successivamente vengono inviati alla fermentazione utilizzando flore batteriche modificate geneticamente. Anche se impiega materie prime meno pregiate, questa seconda via è ancora molto costosa (30-40% in più rispetto alla fermentazione classica). 16

17 Le materie prime sono costituite soprattutto da cereali, canna da zucchero e barbabietole, prodotti la cui destinazione per eccellenza è il settore alimentare e la cui ricollocazione ad altri usi è condizionata non solo da aspetti di tipo etico, ma anche economico, laddove i nuovi utilizzi non siano altrettanto remunerativi di quelli alimentari. In altre parole, la politica di gestione delle eccedenze agricole, come proposta in Europa nel 1986, non è sufficiente per una politica energetica basata sulle fonti rinnovabili. Poiché la sicurezza della disponibilità di energia è fondamentale per un paese, la produzione agricola a essa destinata deve poter essere garantita con continuità. In campo energetico il bioetanolo può essere utilizzato come componente per benzine o per la preparazione dell'etbe (etere etilbutilico), un derivato ad alto numero di ottano. Può essere utilizzato nelle benzine in percentuali fino al 20% senza modificare il motore, o anche puro nel Motore Flex. Il bioetanolo ha un potere calorifico inferiore a quello della benzina ed è un vettore energetico che ha un rendimento termodinamico del 30% inferiore rispetto al normale combustibile. Il numero di ottano dell'etanolo puro è di 113, infatti viene usato per alzare il numero di ottano delle benzine di distillazione. Questo compensa in parte il ridotto potere calorico. Il bioetanolo da cereali ha in media, un EROEI, Energy Ratio (energia ottenuta dal biofuel/energia consumata per produrlo), pari a circa 1 cioè per produrlo verrebbe bruciata una quantità (energetica) di combustibile fossile che è pari alla quantità (energetica) di etanolo prodotta. Perciò una vettura alimentata a bioetanolo produrrebbe inquinamento e CO 2 al pari di una vettura alimentata ad altro combustibile fossile. Altri studi hanno trovato un EROEI maggiore. Il bioetanolo da cellulosa ha attualmente costi tripli rispetto a quello da canna da zucchero. Quest'ultimo è prodotto solo in una zona limitata del pianeta (Brasile) e in piccola quantità rispetto alle esigenze mondiali. Ciononostante, gli impianti di seconda generazione (ormai in piena diffusione) permetteranno di utilizzare scarti di lavorazione dei prodotti agricoli con maggior resa. Questo significa che in futuro non sarà necessario coltivare ettari di cereali per la sola produzione di bioetanolo ma sarà sufficiente utilizzare ciò che resta della pianta come fonte di glucosio. Questo comporta ovviamente l'eliminazione delle spese di smaltimento dei prodotti di scarto (molto importante in termini economici ed ecologici). Recenti studi (2007) rilevano che sebbene l'utilizzo di etanolo riduca la concentrazione di sostanza cancerogene come il benzene e il butadiene nel contempo innalzano i livelli di formaldeide e acetaldeide. Secondo questi studi il rischio complessivo è simile anche se un uso esteso potrebbe innalzare anche i livelli di ozono in alcune zone del pianeta. Negli Stati Uniti l'energy Policy Act del 2005 prevede forti sovvenzioni federali agli agricoltori per aumentare la produzione di bioetanolo dai 4 miliardi di galloni del 2006 ai 7,5 miliardi nel Il Brasile prevede di raddoppiare la produzione di bietanolo entro la fine 2010 diventando così uno dei maggiori esportatori raggiungendo la cifra di 5 miliardi di litri sufficienti ad alimentare circa 5 milioni di veicoli (in Italia il parco veicoli è di 34 milioni). 17

18 La Svezia, grazie ad un programma che prevede anche un uso massiccio di bioetanolo per i trasporti, intende diventare il primo paese al mondo indipendente dal petrolio entro il Progetto BEST Il progetto Bioethanol for Sustainable Transport (BEST) ha l'obiettivo di dimostrare la fattibilità della sostituzione di benzina e diesel con il bioetanolo. BEST è supportato dalla commissione europea e coinvolge 6 paesi europei con la partecipazione di Brasile e Cina. Il bioetanolo può essere utilizzato, come sostituto della benzina nelle auto cosiddette flessibili (circa 400,000 vetture/anno sono attualmente vendute in Brasile), come miscela 10%-85% nelle benzine per motori a scoppio, come additivo, 5%-10%, al gasolio per motori diesel, come sostituto del gasolio nell alimentazione di motori diesel (con opportune modifiche alle motorizzazioni). Già oggi, oltre che in Brasile, anche negli Stati Uniti circolano oltre di auto alimentate ad etanolo. In Svezia poi, oltre a 15,000 auto private, l intera flotta di autobus di Stoccolma è alimentata a bioetanolo (con piccole percentuali di autobus alimentati a biogas e a idrogeno). Nel complesso gli obiettivi del progetto sono l'introduzione di auto flex e 160 autobus a bioetanolo. Inoltre il progetto prevede la costruzione di 148 stazioni di rifornimento, 135 delle quali per l'e85 e 13 per l'e95. Le città in cui il progetto è operativo sono: Stoccolma (Svezia), Rotterdam (Olanda), Somerset (Regno Unito), Dublino (Irlanda), Madrid (Spagna) e La Spezia per l'italia. Per la città di La Spezia il progetto prevede la costruzione di 3 stazioni di rifornimento (due per E85, una per E95, le prime in Italia) e l'introduzione di 100 auto flex (10 a carico del comune e 90 di piccole e medie imprese). Gheatau II D OMT 18

19 VII. LE NUOVE TECNOLOGIE PER LA MOBILITA In questi tempi abbiamo bisogno di veicoli che inquinano poco e per questo motivo stanno mettendo in commercio vari tipi di veicoli. Questi veicoli sono ad esempio le auto elettriche, biocombustibili, idrogeno, ibrido, gpl L automobile ecologica del futuro Il petrolio è una risorsa limitata e inquinante quindi dobbiamo continuare a sviluppare veicoli alimentati da biocarburanti, energia elettrica o celle a combustibile. Se si proseguirà in modo costante la ricerca e lo sviluppo di questi elementi potremo ottenere una riduzione dell impatto ambientale creando un automobile ecologica con zero emissioni e nessun impatto negativo sull ambiente. Si stanno esplorando nuove tecnologie, entro un ampio raggio, per ottenere innovazioni più verdi e pulite. Si deve continuare a sostenere con impegno lo sviluppo di sistemi ibridi e nuove tecnologie ecologiche, in modo da combinare varie fonti di potenza per massimizzare i vantaggi. - IBRIDA In commercio - COMBUSTIBILI RINNOVABILI In commercio - AUTO IDROGENO MCI: In via di commercio FC: Prototipi e flotte dimostrative Alessandro Picano II D OT Summa Simone IID OT VII.1. - Il veicoli ibridi-elettrici sono veicoli che integrano un motore a combustione interna (alimentato a benzina, gasolio o etanolo) con un motore elettrico Il propulsore a combustione interna ha due compiti: quello principale è lo stesso di quello delle normali auto, ovvero trasformare l energia chimica in energia cinetica per far girare la ruote e spingere la vettura. La seconda funzione è di caricare la batteria del motor elettrico. Per ottenere questa seconda funzione, un computer più tosto sofisticato gestisce, istante per istante, l utilizzo del motore termico in maniera di evitare che venga sprecato carburante e che, allo stesso tempo, che l accumulatore faccia scendere la sua carica al di sotto di una soglia limite. Per migliorare la sua funzione di carica, spesso il tipo di propulsore è differente rispetto a quelli delle comuni vetture, ad esempio il ciclo Atkinson invece di quello otto. La differenza consiste che nel primo la fase di espansione ha una durata maggiore di quella del secondo. L intervento primario del motore elettrico è quello di aiutare il propulsore a combustione interna a spingere il veicolo, ma non solo: recuperare energia in rilascio e in frenata. La funzione di rallentamento della vettura è affidata, infatti, al motore elettrico che opponendosi alla rotazione delle ruote, trasforma l energia cinetica in energia elettrica che viene immagazzinata a una apposita 19

20 batteria. A basse velocità e nelle partenze da fermo questa energia viene sfruttata per spingere l auto senza fare intervenire il propulsore termico; il momento dello spunto infatti; è quello in qui il motore a combustione interna consuma di più, perché a bassi regimi è in grado di generare poca coppia. Quello elettrico invece, ovvia a questo inconveniente, poiché non ha una curva di coppia (ovvero non c è variazione del numero di giri del motore), avendo un funzionamento del tipo on \ off. Ma è proprio questo tipo di comportamento che genera sempre la stessa quantità di spinta, che rende importante la presenza del motore termico: ai medi e alti regimi, infatti, è in grado di sprigionare molta più energia di quello elettrico consentendo di aggiungere maggiori prestazione. Questa soluzione termica piuttosto complessa fa far funzionare al meglio, consente di completare due motori efficaci, posizionati uno in alto e uno in basso. Di conseguenza sono consumi contenuti e prestazioni migliori. Federico Fraioli III D OT Vantaggi Un auto ibridia-elettrica inquina meno: in particolare nel traffico cittadino le emissioni possono essere abbattute dell 80% rispetto a un auto a benzina o diesel, specie per via del fatto che il motore a combustione interna rimane spento durante le soste. Sempre in relazione al traffico cittadino, la soluzione ibrida può risultare vincente nel settore del trasporto pubblico: alcuni dei famosi double-decker londinesi utilizzano questa soluzione, che consente di installare un motore diesel da soli 1.9 litri invece del tradizionale da 7.0 litri: in questo modo si è registrata una riduzione delle emissioni di CO2 del 20% e un taglio dei consumi del 40%. Gli svantaggi Un primo svantaggio degli ibridi elettrici è legato al fatto che si tratta di automobili estremamente sofisticate, in cui un computer e un complesso software devono gestire l interazione fra i due motori e le funzioni di bordo: una complessità che può portare a guasti e malfunzionamenti. Inoltre, per loro impostazione, le auto di questo tipo sembrano comportasi al meglio in città, mentre nelle tratte autostradali possono in alcuni casi finire per consumare di più che nel ciclo urbano. Gli ibridi-elettrici sono ancora costosi: per via della loro complessità. Il rispetto per l'ambiente è legato all'impiego combinato di due propulsori, prodotti entrambi da Honda, che garantiscono l'avviamento e le accelerazioni, mentre a basse velocità di crociera (da 20 a 49 km/h) la vettura può funzionare con il solo motore elettrico, Infine c è un fattore moda: si tratta di auto attualmente molto in voga, e forse i produttori non stanno facendo del loro meglio per renderle davvero ecologiche. In alcuni modelli le percorrenze sono appena migliori rispetto alle auto normali, segno che il motore elettrico viene sfruttato più per avere un extra di potenza che per aumentare l efficienza del veicolo. Patrick Castillo IID OT 20

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