DIREZIONE SOCIALE DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI NELL'AREA DELLE DIPENDENZE ANNO 2013

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1 DIREZIONE SOCIALE DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI NELL'AREA DELLE DIPENDENZE ANNO

2 Il Documento di Programmazione degli interventi nell'area delle dipendenze, nel rispetto delle linee strategico programmatiche stabilite dalla Regione, costituisce elemento tecnico fondamentale per la pianificazione territoriale degli interventi e la conseguente allocazione delle risorse; costituisce inoltre parte integrante del documento di programmazione annuale della Direzione Strategica dell'asl. Nel merito dei contenuti del Documento, il Comitato di Dipartimento del Dipartimento delle Dipendenze ha espresso parere favorevole nella seduta del 15 gennaio Il Documento è stato approvato dalla Direzione Sociale. Il documento, come da consuetudine, si articola in tre parti. Nella prima parte viene riportata un analisi locale del fenomeno uso/abuso/dipendenza da sostanze così come emerge dalle caratteristiche dell utenza che accede ai Servizi, in particolare dei nuovi utenti presi in carico nell'anno, e da ricerche svolte da varie fonti, nazionali, regionali e locali, relativamente all utilizzo delle sostanze psico-attive legali ed illegali in fasce di popolazione che non accedono ai servizi. Nella seconda parte si focalizza l attenzione sulle risorse dell area gestionale e dell area erogativa, su cui può contare il Sistema Dipendenze per lo sviluppo della programmazione annuale. Nella terza parte vengono indicate le aree di intervento/miglioramento che il Dipartimento Dipendenze intende sviluppare nel 2013 tenuto conto di quanto emerso dall analisi locale e dalle indicazioni regionali, in particolare quelle contenute nella DGR n. IX/4334 del Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario regionale per l esercizio

3 Utenza dei Servizi ambulatoriali PRIMA PARTE - ANALISI LOCALE Gli utenti seguiti dai Ser.T. e dai Servizi Multidisciplinari Integrati nel corso del 2011 sono stati 5.415, di cui tossicodipendenti e alcoldipendenti. Si segnala che l incremento dell utenza 2010 è verosimilmente riconducibile ad un artefatto dovuto alla riorganizzazione che ha comportato spostamenti di soggetti da una U.O. ad un altra, con conseguente doppia rappresentazione nei dati costituenti il debito informativo. Anche l apparente flessione del 2011, pertanto, va interpretata in quest ottica. Il dato significativo, come evidenziato anche dalla tavola sottostante relativa alla nuova utenza 2011, consiste nella ridistribuzione dell utenza Ser.t/S.M.I.. Nel 2010 si assiste ad un maggior numero di nuovi accessi S.M.I. rispetto alle UU.OO. Ser.t. che si evidenzia anche nel rapporto 2009/2011, mentre le UU.OO. Ser.t. mostrano nel 2011 una contrazione di accessi anche in relazione al Non avendo al presente strumenti che ci permettano un analisi più dettagliata, si riporta il dato come tale senza addentrarci oltre nell approfondimento dei possibili elementi in causa. Non si registrano sostanziali modificazioni nella distribuzione per genere nell'utenza tossicodipendente che mantiene la tendenza ad un lieve decremento percentuale delle donne: dal 2001 al 2011 i maschi passano dall 83,1% all 84,8%, mentre le femmine passano dal 16,9% al 15,2%. Sostanzialmente stabile è la suddivisione per genere tra gli alcolisti con 82,4% dei maschi e 17,6% delle femmine nel 2011 Si assiste ad un aumento percentuale significativo dell utenza tossicodipendente con più di 35 anni, che registra un incremento del 22,4% dal 2001 al 2011, mentre vi è scarsa rappresentanza dei più giovani. La preponderanza degli over 35 è attribuibile alla prolungata ritenzione nei programmi degli eroinomani 3

4 Distribuzione percentuale tossicodipendenti in carico ai servizi per fasce d età 70,00% 60,00% 50,00% 40,00% 30,00% 20,00% 10,00% < 25 anni > 35 anni 0,00% Si stabilizza la distribuzione per età degli alcolisti e si conferma la maggior rappresentatività della fascia d età anni, seguita dagli over 50, e la scarsa presenza di giovani. Distribuzione percentuale alcolisti in carico ai servizi per fasce d età 60,00% 50,00% 40,00% 30,00% 20,00% 10,00% 0,00% < 30 anni > 50 anni Costante nella serie storica 2001/2011, la percentuale dei soggetti tossicodipendenti occupati che assorbe circa la metà degli utenti complessivi; aumenta dal 28% al 37,4% (più 9,4%) la percentuale dei soggetti senza occupazione, dato che registra un aumento costante a partire in particolare dal Distribuzione percentuale tossicodipendenti in carico disoccupati / occupati 60,00% 50,00% 40,00% 30,00% 20,00% 10,00% 0,00% Disoccupati Occupati 4

5 La crisi economica sembra incidere invece in maniera poco significativa sulla situazione occupazionale degli alcoldipendenti in carico ai Servizi che fa registrare percentuali pressoché costanti negli ultimi quattro anni con il dato più che doppio degli occupati rispetto ai disoccupati Distribuzione percentuale alcolisti in carico disoccupati / occupati 60,00% 50,00% 40,00% 30,00% 20,00% 10,00% 0,00% Disoccupati Occupati La distribuzione 2011 per sostanza cosiddetta primaria registra una sostanziale stabilità per eroina e cannabis, con un decremento per la cocaina a valori registrati prima del Distribuzione percentuale utenza tossicodipendente per sostanza primaria 80,00% 70,00% 60,00% 50,00% 40,00% 30,00% 20,00% 10,00% 0,00% Cannabinoidi Cocaina Eroina Tra gli alcolisti si rileva una ripresa dei consumi di tutti i tipi di bevande, con una maggior predilezione, in particolare, di superalcolici e birra, anche se il vino rimane la sostanza più utilizzata. Distribuzione percentuale utenza alcol dipendente per sostanza utilizzata 80,00% 70,00% 60,00% 50,00% 40,00% 30,00% 20,00% 10,00% 0,00% Superalcolici Birra Vini 5

6 Aumenta costantemente l utenza di nazionalità extra UE: dal 5,9% del 2007 all 8% registrato nel 2010 ed al 10,78% del Aumentata la presenza degli stranieri in tutti i settori di cura: il carcere presenta sempre la percentuale maggiore (si passa dal 22,9% del 2010 al 25% nel 2011), seguono i Servizi dell Alcologia (dal 7,7% del 2010 al 10,33% nel 2011) ed i Servizi per tossicodipendenti (dal 6,5% del 2010 al 9% nel 2011). La percentuale di maschi va dal 78,21% dei Servizi per l Alcologia, al 90,91% dei Ser.t, al 96,3% in Carcere. Utilizzatori di sostanze che non accedono ai Servizi Si riportano di seguito alcuni aspetti rilevati da ricerche nazionali, regionali e locali che fanno riferimento all analisi di dati raccolti con indagini specifiche in popolazioni che non accedono ai Servizi ma che utilizzano sostanze GPS ed SPS-DPA 2012 General Population Survey e Students Population Survey, condotte dal Dipartimento Politiche Antidroga in collaborazione con il Ministero della Salute ed il Consorzio Universitario di Economia Industriale e Manageriale (CUEIM). I dati che seguono sono riferiti alla popolazione anni e sono ottenuti dall indagine GPS-DPA ( soggetti tra i 18 ed i 64 anni) e dall indagine SPS-DPA relativa a studenti tra i 15 ed i 17 anni. L analisi generale dell andamento dei consumi di sostanze stupefacenti nel 2011, mostra, in linea con quanto osservato negli ultimi anni, una contrazione dei consumi, di tutte le sostanze (eroina, cocaina, stimolanti, cannabis ed allucinogeni) anche se meno marcata di quanto osservato nel Se si considera, nella stessa popolazione, il consumo negli ultimi 30 giorni riferito al 2010 (dati riferiti al 2009) ed al 2012 (riferito al 2011) si nota quanto segue. Prevalenza (%) consumo sostanze stupefacenti nella popolazione generale anni Sostanza Prevalenza 2010 Prevalenza 2012 Differenza eroina 0,17 0,08-0,09 cocaina 0,43 0,29-0,14 cannabis 3,00 1,82-1,18 stimolanti 0,15 0,04-0,11 allucinogeni 0,10 0,05-0,05 In particolare i dati riferiti al 2011 sulla popolazione anni mostrano che: - i consumi di eroina almeno una volta nella vita è pari al 1,0%, mentre si stima sia stata utilizzata dallo 0,1% nell ultimo anno e nello 0,08% negli ultimi 30 giorni. Il dato riferito agli ultimi 12 mesi nella popolazione anni relativamente al 2010 (GPS-ITA 2011) faceva registrare 1,25 % una volta nella vita, 0,25% negli ultimi 12 mesi e 0,17% negli ultimi 30 giorni - anche i consumi di cocaina mostrano una contrazione. La prevalenza percentuale di consumo una volta nella vita passa dal 4,62% nel 2010 al 4,3% del dato 2011; dallo 0,89% allo 0,67% negli ultimi 12 mesi e dallo 0,43% allo 0,29% negli ultimi 30 giorni. La percentuale di diminuzione è eclatante se si considerano gli ultimi 30 giorni nel genere femminile (- 42,11% dal 2010 al dato 2011) rispetto ai maschi, che fanno registrare 27,54% nello stesso periodo. - Il consumo di cannabis diminuisce seppure in maniera meno marcata. Si passa dal 22,10% del 2010 almeno una volta nella vita al 21% nel dato 2011; dal 5,33% al 4,01% riferito al consumo negli ultimi 12 mesi e dal 3% all 1,82% negli ultimi 30 giorni. 6

7 Se si considera la popolazione studentesca dai 15 ai 19 anni (indagine SPS-DPA) si evidenzia quanto segue: - Il consumo di eroina alle situazioni una volta nella vita, negli ultimi 12 mesi e negli ultimi 30 giorni passa rispettivamente dallo 0,64% del 2010 allo 0,52% nel 2011; dallo 0,41% allo 0,32% e dallo 0,29% allo 0,23% - Il consumo di cocaina passa dal 2,95% del 2010 al 2,61% nel 2011(una volata nella vita), dal 2% all 1,87% (negli ultimi 12 mesi); dall 1,17% all 1,06% (negli ultimi 30 giorni) - Il consumo di cannabis mostra dal 2010 al 2011 aumento in tutte le situazioni: una volta nella vita (dal 21,77% al 22,62%); negli ultimi 12 mesi (dal 17,91% al 19,12%); negli ultimi 30 giorni (dal 12,65% al 12,94%). E ancora significativa la presenza, sia nella popolazione generale che in quella studentesca, il fenomeno del policonsumo, ovvero l associazione d uso, per chi utilizza sostanze illegali, di alcol e fumo, oppure di altre sostanze illegali. Nei grafici che seguono viene riportata la distribuzione le policonsumo negli ultimi 30 giorni (rispetto al consumo primario di cannabis, cocaina ed eroina) rispettivamente nella popolazione generale in fascia anni e nella popolazione studentesca in fascia anni Fonte de dato: GPS-DPA 2012 e SPS-DPA 2012 Popolazione generale Popolazione studentesca Il Rapporto sul fumo in Italia 2012 indagine DOXA condotta nel 2011 per conto dell OssFAD (Osservatorio Fumo, Alcol e Droga) dell Istituto Superiore di Sanità con la collaborazione dell Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, fa rilevare che il 66,4% degli italiani non è fumatore, il 12,8% ha smesso l abitudine al fumo ed il 20,8% fuma; di quest ultimo gruppo il 24,6% è costituito da uomini ed il 17,2% da donne. Considerando l andamento nel tempo dell abitudine al fumo come rilevato dalle indagini DOXA che si sono sviluppate annualmente dal 1956, si può notare che dal 1990 si registra una lieve, continua caduta dell abitudine al fumo in totale, con un avvicinamento della componente femminile rispetto ai maschi che permane negli anni. Confrontando le variazioni tra le indagini del 2011 e del 2012 si nota una flessione totale del 1,9%, con gli uomini che fanno registrare un meno 2,4% e le donne un meno 1,4% totale femmine maschi 7

8 Prendendo in considerazione la prevalenza per sesso e per fasce d età dei fumatori, come da grafico sottostante, si nota che la fascia maggiormente rappresentata è quella dei giovani adulti, in linea con quanto evidenziato negli ultimi anni. In particolare nel 2012 non si evidenzia, rispetto al 2011, la maggior componente femminile nella fascia d età anni che passa dal 21,8% al 16%, mentre i maschi di pari età passano dal 15,9% al 20,9% ,9 27,1 21,8 23, ,9 18,5 7,5 maschi femmine ed oltre Esaminando il totale dei fumatori nelle varie fasce d età e confrontando le indagini 2011 e 2012, si nota che, a fronte di una diminuzione di due punti percentuali totali, questa avviene principalmente grazie alle fasce d età over 45, la prima fascia rimane pressoché costante, con una diversa distribuzione maschi/femmine come già detto, mentre la fascia anni mostra un aumento: la quota maggiore di fumatori è quindi rappresentata da adolescenti e giovani adulti, con un fenomeno in crescita nel tempo. anni totale anni variazione anni variazione anni variazione 65 anni ed oltre variazione ,7% 18,8% - 0,3% 28,3% + 0,7% 26% - 3,4% 12,1% - 4,3% ,8% 18,5% 29% 22,6% 7,8% Le indagini DOXA evidenziano che coloro che decidono di smettere di fumare diminuisce nel tempo. Se si considerano gli anni dal 2077 in poi, l andamento in merito è il seguente: Fumatori che hanno tentato di smettere 30,5% 29,8% 27,5% 27,1% 26,7% 23% Fumatori che hanno smesso per gg/sett/mesi 70,1% 57,3% 66,7% 69,8% 72,1% 65% Fumatori che hanno ridotto il consumo 4,9% 8,3% 5,7% 2,9% 6,7% 9,2% Nessun risultato - - 9,0% 7,1% 7,7% 7,4% Sembra che la crisi economica incida poco sull abitudine al fumo. Alla domanda A seguito della crisi economica lei forse, fuma di meno, fuma di più, fuma come prima? le risposte, raccolte in grafico, sono evidenziate di seguito 2% 22% 76% fuma come prima fuma di più fuma di meno 8

9 Nel caso di coloro che hanno tentato di smettere di fumare senza successo, il 90,1% non ha fatto ricorso ad alcun tipo di supporto; tra tutti coloro che hanno tentato di smettere solo il 4,1% ha chiesto aiuto al medico di famiglia e quest ultimo nel 14% dei casi ha formulato il consiglio spontaneo di cessare l abitudine al fumo; nel 96% dei casi il medico di famiglia non ha mai parlato dei Centri Antifumo (C.A.). La conoscenza dell esistenza di C.A., dal 1999 al 2012, è continuamente in flessione passando dal 52,3 % al 32,9%. Nel 2012 OssFAD ha condotto, tramite questionario on line reso accessibile dal 7 al 21 maggio, un indagine presso un campione di C.A. con l obiettivo di raccogliere informazioni/opinioni per offrire un servizio efficace e di aiuto per l attività del Centro. Secondo quest indagine, a cui hanno partecipato gli operatori dei C.A. selezionati, tra le azioni ritenute estremamente/molto efficaci per facilitare l accesso dei pazienti risultano, in ordine decrescente: sensibilizzare i MMG ad effettuare invii (91%), inserire le prestazioni antitabagiche nei LEA (77,6%), divulgare informazioni attraverso i mass media (70,5%), rendere rimborsabili i farmaci (62,2%), divulgare informazioni attraverso i siti istituzionali (52,5%). Indagine USO ED ABUSO DELL ALCOL IN ITALIA ISTAT L indagine depone che la percentuale di persone dai 14 anni in poi che hanno consumano sostanze alcoliche è pari la 66,9%, in calo rispetto al dato registrato negli ultimi 10 anni (la percentuale era del 72% nel 2001). In calo è anche il consumo quotidiano di alcol che passa dal 34,8% del 2001 al 26,7% nel Questi dati, che di per sé, in linea generale sono confortanti, vanno scomposti ed analizzati nel dettaglio, in quanto permettono di evidenziare aspetti importanti soprattutto per lo sviluppo di riflessioni significative in termini di investimento educativo-preventivo per la tutela della salute. La tabella che segue è significativa per riflessioni sul cambiamento delle modalità di consumo delle bevande alcoliche. Persone di 14 anni in poi che consumano bevande alcoliche suddivise per anno e per classi d età, espresso in percentuale Frequenza d uso Più di 64 TOTALE Nell anno 45,1 32,9 72,2 67,2 76,2 72,5 76,4 71,3 64,9 59,4 72,0 66,9 Tutti i giorni 4,6 2,6 16,2 9,3 30,5 20,8 45,0 33,8 43,1 36,3 34,8 26,7 Occasionalmente 40,6 30,3 56,0 57,9 45,7 51,7 31,4 37,5 21,8 23,2 37,1 40,3 Fuori pasto 15,5 18,8 36,0 42,3 29,9 36,7 24,9 26,1 14,1 13,7 24,9 27,7 Come si può notare, negli anni, si è verificato un cambiamento del consumo tradizionale, mediterraneo, legato all abitudine di accompagnare il consumo quotidiano di vino ai pasti. Le quote di incremento del consumo si attestano infatti nel consumo occasionale e soprattutto nel fuori pasto. Il cambiamento del modello di consumo è più evidente tra gli adulti quarantenni e tra i giovani in fascia d età compresa tra i 14 ed i 24 anni; preoccupante la crescita del consumo di alcol tra gli adolescenti, particolarmente a rischio in relazione alla situazione fisica legata all età che non permette un adeguato metabolismo dell alcol introdotto. Nelle fasce d età più giovani, peraltro, oltre al consumo fuori pasto è da considerare, come comportamento a rischio, la presenza di un altro aspetto, il cosiddetto binge drinking (abitudine inizialmente diffusa nei paesi nordici di bere quantità elevate di alcolici in tempo limitato): lo depone il 21,8% dei maschi ed il 7,9% delle femmine dai 18 ai 24 anni. Il cambiamento in corso non riguarda soltanto la frequenza e le circostanze nelle quali si consuma, ma anche il tipo di bevande consumate. Diminuisce chi consuma solo vino e birra e rimane invariata la quota di chi consuma anche altri alcolici come aperitivi, amari e superalcolici. 9

10 I cambiamenti nel tipo di bevanda consumata hanno interessato in misura maggiore le donne rispetto agli uomini e prevalentemente i giovani e gli adulti fino a 44 anni, in misura minore gli adulti di 45 anni e più. Va rilevato l aumento del consumo di altri alcolici soprattutto nelle fasce di età più giovani (tra i 18 e i 24 anni), in particolare per le donne. Il consumo di queste tipologie di alcolici, inoltre, ha spesso un carattere più occasionale ed è effettuato al di fuori dai pasti. E da precisare che l Istituto Superiore di Sanità da anni si avvale di un indicatore in grado di analizzare il fenomeno del consumo a rischio tenendo conto delle differenze legate al sesso ed all età dell individuo. L indicatore di sintesi proposto recepisce le indicazioni delle Linee Guida Nazionali per una sana alimentazione dell Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), che tengono conto fra l altro delle indicazioni dell OMS e della Società Italiana di Alcologia. Sulla base di tali indicazioni sono da considerare consumatori a rischio i maschi che superano un consumo quotidiano di 40 g. di alcol contenuti in una qualsiasi bevanda alcolica (2-3 unità alcoliche standard) e le femmine che superano un consumo quotidiano di 20 g. (1-2 unità alcoliche standard). Sono anche da considerare a rischio gli anziani e i giovani di anni il cui consumo supera l unità alcolica giornaliera, gli adolescenti al di sotto dell età legale (16 anni) che non si astengono totalmente dall alcol ed i binge drinkers di qualsiasi età. HBSC - Health Behaviour in School-aged Children: ricerca promossa da OMS ogni quattro anni ed a cui partecipa anche l Italia. Sul campione lombardo , costituito da studenti, si evidenzia che l abitudine al fumo cresce con l età: dallo 0,92 degli undicenni che dichiara di fumare, si passa all 8,09% dei tredicenni ed al 30,58% dei quindicenni. La percentuale che dichiara di fumare una o più sigarette al giorno passa dallo 0,23% degli undicenni al 3,28% dei tredicenni ed al 18,32% dei quindicenni. Un dato particolare riguarda il genere dei fumatori: tra coloro che depongono di fumare almeno una volta la settimana le tredicenni sopravanzano i coetanei di 2 punti percentuali, mentre nei quindicenni il dato si equivale. Tra coloro che dichiarano di fumare ogni giorno, le percentuali sono identiche per ragazzi e ragazze undicenni e tredicenni, mentre le quindicenni sopravanzano lievemente i coetanei. L assunzione di alcol quotidianamente riguarda l 1,78 % degli undicenni, l 1,76 % dei tredicenni ed il 5,65% dei quindicenni: la percentuale sale rispettivamente a 2,48%, 7,7% e 30,68% se si considera l uso settimanale. Il 4,44% degli undicenni, il 7,38% dei tredicenni ed il 15,86% dei quindicenni dichiara di essersi ubriacato una volta nella vita. Lo 0.08 degli undicenni depone più di 10 episodi di ubriacatura, la percentuale è dello 0,16% nei tredicenni e del 2,83% dei quindicenni. I maschi sopravanzano le femmine per uso di alcol in tutte le fasce d età e per i diversi stili di consumo: un dato per tutti è riferito a più di due episodi di ubriacatura nella vita dove si evidenzia che è deposto dall 1% degli undicenni e da nessuna ragazza, dal 4% dei tredicenni nei confronti dell 1% delle coetanee, dal 19% dei quindicenni e dal 13% delle coetanee. Un cenno al consumo di cannabis, indagato solo nella fascia dei quindicenni: nell 11,24% dei ragazzi e nel 4,97% delle ragazze viene deposto un uso che va dalle volte nella vita a più di una volta al giorno. Dipendenze comportamentali In questa sessione si farà riferimento essenzialmente al gioco d azzardo. Il gioco è profondamente inserito, come elemento di piacere e di stimolo intellettivo, in tutte le culture del pianeta. Tuttavia il gioco, specie se legato all azzardo, può rappresentare, per persone particolarmente vulnerabili, un rischio di sfociare in una dipendenza con sequele di disagio via via più marcato sia per la persona, che fatica a controllare il proprio comportamento, che per la famiglia che per il contesto più allargato. È tuttavia difficile quantificare il fenomeno per la mancanza di strumenti di valutazione adeguati e condivisi, almeno in Italia. 10

11 Nel 2011 è stato fatto un tentativo dal Dipartimento Politiche Antidroga tramite le indagini condotte sulla popolazione studentesca e sulla popolazione generale (SPS e GPS) con una sezione finalizzata ad investigare abitudine al gioco e sua frequenza. Nel primo caso si è proceduto somministrando il questionario Lie/Bet, composto essenzialmente da due domande: hai mai mentito ai tuoi genitori o a persone per te importanti su quanto hai speso al gioco? e hai mai sentito la necessità di puntare sempre più denaro?. La risposta positiva ad almeno una di queste domande è indicativa per presenza di gioco problematico; il 7,5% degli studenti intervistati, di cui il 9,4% è rappresentato dai maschi ed il 5,8% dalle femmine, ha dato almeno una risposta positiva. I giochi più frequentemente praticati sono le scommesse sportive, i gratta e vinci, i giochi di carte ed i giochi on line. Nella popolazione generale di età compresa tra i 19 ed i 64 anni, i gratta e vinci sono i giochi più praticati, seguiti dal tradizionale lotto e dal superenalotto. Se si considerano gli ultimi 12 mesi e le due popolazioni indagate, si rileva che gli adolescenti mostrano un utilizzo di giochi di molto superiore agli adulti, con unica eccezione per superenalotto. Fonte: Relazione Parlamento sullo stato delle Tossicodipendenze in Italia

12 PARTE SECONDA: RISORSE L'anno 2012 non ha fatto registrare cambiamenti nell organizzazione sia gestionale che erogativa del Dipartimento Dipendenze. Pertanto la situazione al dei Servizi ambulatoriali pubblici e del privato accreditato è rimasta invariata rispetto al Allo stesso modo non si sono verificate variazioni nell'ambito delle strutture residenziali e semiresidenziali (19 comunità terapeutiche accreditate e 4 solo autorizzate al funzionamento) e degli interventi di prossimità (drop in e unità di strada). Tipologia Servizi n. Servizi n. posti Accreditati Servizi Terapeutico Riabilitativi Servizi Pedagogico 3 32 Riabilitativi Residenziali Servizi Pedagogico 1 12 Riabilitativi Semiresidenziali Servizi Modulo Trattamento 5 41 Specialistico per pazienti in comorbilità psichiatrica Servizi Modulo Trattamento 4 25 Specialistico per alcol e polidipendenti Servizi Modulo Trattamento 1 24 specialistico per coppie, soggetti con flgli, nuclei familiari TOTALE

13 Tipologia servizi solo autorizzati al funzionamento n. servizi n. posti Servizi Pedagogico Riabilitativi Interventi di prossimità n. progetti Progetto Drop In (centro storico Brescia) 1 Progetto unità di strada (centro storico Brescia) Oltre alla rete dei servizi pubblici e privati si citano tra gli interventi significativi attivi sul territorio i numerosi gruppi di auto-aiuto che operano secondo il programma dei dodici passi o secondo l'approccio ecologico nell'ambito delle dipendenze farmacologiche e non farmacologiche, spesso in collaborazione con i nostri servizi. Come previsto dal paragrafo Progetti e Sperimentazioni dell'allegato 15 della D.G.R. n. 2633/2011, che annunciava la sperimentazione di nuovi modelli di intervento rispondenti ai bisogni emergenti, anche con l'individuazione di best practices, nell aprile 2012 la DGR 3239 Linee guida per l attivazione di sperimentazioni nell ambito delle politiche di welfare ha determinato fondi e modalità di partecipazione al bando per lo sviluppo di sperimentazioni nelle varie aree socio-sanitarie, tra cui anche quella della dipendenze. Tra i progetti presentati nell area specifica dalle varie agenzie/enti territoriali e valutati positivamente da apposita commissione regionale, cinque sviluppano attività sul territorio dell ASL di Brescia nel periodo di tempo compreso tra il 01 agosto 2012 ed il 31 luglio Nello schema che segue sono evidenziati gli Enti gestori dei progetti, l area di intervento, il titolo, i destinatari, gli obiettivi principali. 1 ENTE GESTORE AREA INTERVENTO TITOLO DESTINATARI OBIETTIVI Istituto Palazzolo Suore delle Poverelle Cronicità YES, WE HOUSE 2.0 Maschi, maggiorenni con percorsi fallimentari di recupero alle spalle (Td ed alcoldip., anche in alternativa al carcere, anche in fase di dimissione ospedaliera senza reti sociali, anche senza fissa dimora; pazienti con diagnosi psichiatrica da uso di sostanze; giocatori d azzardo) Favorire processi di autonomia personale Società Cooperativa Sociale Onlus Comunità Fraternità Adolescenti LAVORI. IN CORSO Adolescenti in difficoltà, anche con problemi di consumo, abuso, dipendenza da sostanze e loro familiari Percorsi individuali e di gruppo di formazione al lavoro; formazione alla ricerca attiva del lavoro. Sostegno alle famiglie (gruppo) Consorzio Gli Acrobati Società Cooperativa Sociale Onlus Nuove forme di dipendenza METTITI IN GIOCO Soggetti con problemi d azzardo patologico e loro familiari. Sperimentare il modello di intervento motivazionale individuale e di gruppo 13

14 ENTE GESTORE AREA INTERVENTO TITOLO DESTINATARI OBIETTIVI Fondazione Ospedale e Casa di Riposo Nobile Paolo Richiedei Centro Medico Richiedei di Palazzolo s/o. Nuove forme di dipendenza FATE IL VOSTRO GIOCO Soggetti con problemi d azzardo patologico e loro familiari Aggancio precoce di soggetti con problemi di gioco d azzardo patologico, valutazione diagnostica ed orientamento ai servizi. Costruzione osservatorio territoriale sul fenomeno Il Calabrone, Società Cooperativa Sociale Onlus Prevenzione selettiva e riduzione dei rischi NON SONO IN VENA Tossicodipendenti attivi Ridurre incidenza di problematiche sanitarie connesse all utilizzo di sostanze per via e.v. Sicuramente le sperimentazioni finanziate possono rappresentare un ulteriore possibilità di arricchimento esperienziale sia per i diretti interessati, che per il territorio in cui si sviluppano e per i collegamenti con la rete dei Servizi. Nel 2012 sono stati strutturati percorsi formativi specificatamente dedicati agli operatori delle Dipendenze, riassunti nella tabella che segue. ANNO 2012 PERCORSO FORMATIVO La programmazione sanitaria on line (due edizioni di una giornata ciascuna). Partecipazione operatori della prevenzione alla Formazione di Livello 2 del Progetto di Prevenzione regionale LIFE SKILLS TRAINING PROGRAM (percorso formativo aperto anche ad alcuni operatori del Dipartimento Prevenzione Medica e del Dipartimento ASSI impegnati nelle attività di Educazione alla Salute). Le procedure infermieristiche nei Servizi territoriali delle dipendenze: dalla diversità alla condivisione (FSC del tipo peer-review). La riorganizzazione dell U.O. Ser.t. di Brescia: verso la definizione di una nuova metodologia di lavoro (seconda tranche). La valutazione dei risultati e l analisi dei costi nella pratica clinica delle tossicodipendenze (FSC, gruppo di miglioramento). Approccio agli elementi fondamentali della Terapia Breve Strategica Familiare (BFST) nel trattamento di adolescenti che usano sostanze (due edizioni di una giornata ciascuna). Progetto regionale di prevenzione LST: il ruolo dell operatore a sostegno del lavoro dei docenti e dello sviluppo del programma (FSC del tipo gruppo di miglioramento ). Procedure e riferimenti scientifici in relazione alla metodologia di lavoro ed attività dei NOA (FSC del tipo gruppo di miglioramento ). Percorso formativo in due moduli nell ambito del fondo Assegnazione a favore delle Aziende Sanitarie della Lombardia dei fondi ministeriali per l attivazione e supporto di una rete nazionale di osservatori regionali sull uso delle sostanze stupefacenti e psicotrope denominato NIOD DGR n. 1172/

15 Per quanto attiene all attività progettuale, che rappresenta sempre un'opportunità di studio, sviluppo, innovazione e miglioramento della qualità degli interventi, si segnalano i progetti in cui è stato coinvolto il Dipartimento Dipendenze nel 2012: Progetto regionale Osservatorio, in collaborazione con Eupolis, il coordinamento regionale degli Osservatori locali. Progetto regionale Rete territoriale Prevenzione, che ha come obiettivo l integrazione in rete con gli attori del territorio per la diffusione delle linee guida regionali in tema di prevenzione al fine di pervenire ad una sempre maggiore qualità della programmazione e della progettazione in tema. Progetto integrato Ser.T./SMI e Consultori Familiari per la presa in carico di giovani consumatori segnalati dalla Prefettura ai sensi degli Articoli 75 e 121 DPR 309/90, che prosegue una collaborazione attivata nel 2010 a seguito del Progetto regionale Misura 2. Progetto nazionale Outcome - Realizzazione di un sistema multicentrico per il monitoraggio dei trattamenti e valutazione dell outcome in relazione alle prestazioni ricevute. 15

16 PARTE TERZA: PROGRAMMAZIONE 2013 In questo terzo capitolo si ritiene di evidenziare quanto sviluppato nel 2012, in quanto rappresenta il punto di partenza per la programmazione delle attività da sviluppare nel Nel 2012, come programmato, si sono consolidati alcuni aspetti nell area della cura, in particolare: presso il Sert di Brescia sono state definite e attivate nuove modalità di approccio per pazienti cronici in terapia farmacologia afferenti alla sede dedicata alla somministrazione, con l'obiettivo di sviluppare le relazioni con quegli utenti che con maggiore difficoltà intraprendono percorsi psico-socio-educativi e di contribuire alla gestione della sala d'attesa. Il gruppo di lavoro istituito ad hoc ha assicurato una presenza strutturata settimanale, proponendo iniziative agli utenti in sala d'attesa, organizzando spazi per veicolare messaggi preventivi ed educativi e spazi interattivi con gli utenti al fine di incentivare la loro creatività. Durante la settimana gli operatori si sono resi disponibili anche per counselling individuali per problematiche di volta in volta emergenti sia di carattere sanitario che psico-socio-educativo. Sempre nell'ottica di potenziare l'offerta di cura si è avviata una collaborazione con i Narcotici Anonimi i cui membri sono presenti ogni quindici giorni presso la sede di Via Foro Boario disponibili per chi fosse interessato a conoscere gli obiettivi e la metodologia dei loro gruppi di auto aiuto. Le équipes territoriali dedicate ai giovani consumatori hanno proseguito la loro attività in collaborazione con la Prefettura di Brescia. È stato prodotto materiale di tipo informativo per i consumatori afferenti all ufficio NORT della Prefettura e materiale destinato ai genitori che temono di avere figli che usano sostanze. A seguito di un percorso di autoformazione sono stati definiti criteri possibili di valutazione dell esito del trattamento dei pazienti cocainomani socialmente inseriti. È stato attivato il gruppo consulenziale/supportivo per i partners dei pazienti. Per quanto attiene all'area Alcologia/Tabagismo è stata formalizzata, tramite istituzione di un protocollo d'intesa sottoscritto dalle Direzioni Sanitarie, la collaborazione con l A.O. di Desenzano del Garda - Presidio di Manerbio per l invio alla U.O. NOA di Leno di pazienti alcol dipendenti. È stato, inoltre, sottoscritto un protocollo d'intesa con la stessa A.O., Presidi di Desenzano e Gavardo, per l invio, a partire dal 2013, di alcolisti presso il NOA di Vallesabbia. Inoltre gli operatori del Servizio Alcologia hanno partecipato, in integrazione con il servizio Educazione alla Salute ed Attività sperimentali, ad un percorso di sensibilizzazione e formazione rivolto ai farmacisti del territorio relativo al management del tabagismo. Sono state attivate campagne di informazione e sensibilizzazione, destinate alla popolazione aperta, corredate dalla produzione di materiale informativo in forma di opuscoli, attuate attraverso Unità Mobile Aziendale, sulle tematiche relative ad alcol, problemi alcol correlati e tabagismo nonché interventi informativi espletati presso sedi di Scuole Guida rivolti ad insegnanti e persone in fase di conseguimento patente. Per dipendenti da gioco è stata riconfermata l offerta di tre tipologie di programmi elaborati nel 2011, con l avvio nel 2012 anche del gruppo psicoeducazionale per pazienti e loro familiari. È stata implementata routinariamente la metodologia di follow-up e, nell ambito dell aggiornamento per MMG in materia di dipendenza, è stato sviluppato un modulo formativo specifico presentato in sei edizioni, con copertura dell intero territorio di competenza dell ASL. Sono state attivate le previste verifiche dell appropriatezza delle prestazioni in autocontrollo valutando la congruità delle prestazioni registrate in cartella con i dati inseriti nella piattaforma MFP. Nell Area Prevenzione sono stati avviati contatti volti ad ampliare la composizione del Comitato Rete Territoriale Prevenzione per rendere più significativo l apporto al lavoro di rete di coloro che, pur non intervenendo direttamente nello sviluppo dei progetti, sono portatori di interesse in tema. Sono stati sviluppati progetti di prevenzione selettiva e di coinvolgimento diretto o indiretto degli adulti con funzione educativa. Si è conclusa la prima fase ed avviata la seconda dei progetti regionali Life Skills Training Program ed Unplugged. Nella prima metà del 2012 tutte le 65 classi prime partecipanti alla sperimentazione LST hanno portato a termine entro i tempi previsti le attività del progetto. Nel secondo semestre 2012 gli operatori ASL hanno seguito il secondo livello di formazione, sono quindi state 16

17 sviluppate 10 sessioni formative destinate ai docenti che lavorano nelle classi prime e seconde degli Istituti scolastici aderenti al progetto, i docenti formati hanno iniziato il lavoro in classe secondo i tempi della sperimentazione in 125 classi su 126. Tredici classi su 15 che hanno attivato il progetto UNPLUGGED nei due Istituti d Istruzione Superiore aderenti alla sperimentazione, hanno concluso il progetto nel primo semestre 2012; entrambi gli Istituti hanno confermato l adesione nell anno scolastico ed i docenti formati (il progetto, biennale prevede una sola sessione formativa iniziale per docenti che è stata strutturata nel 2011) hanno avviato le attività in classe con la ripresa dell anno scolastico. È proseguito il lavoro in rete con gli Enti erogatori, in particolare sono stati definiti i criteri di assegnazione budget agli Enti stessi e sono stati firmati 23 contratti aderenti alle indicazioni regionali. Sono stati adeguati gli archivi elettronici dei Ser.T./SMI per renderli conformi a garantire un flusso SIND corretto. Per le UU.OO. Ser.t le verifiche effettuate registrano una completezza dati (95%) superiore all obiettivo stabilito del 90%; la situazione degli SMI, incompleta al in quanto i dati vengono inviati al termine del trimestre di riferimento, registra criticità che, ad una verifica intermedia effettuata nel mese di ottobre, non erano ancora state superate. Anche nel 2012 sono proseguite la consolidata integrazione tra i servizi della rete per le dipendenze, la collaborazione interaziendale (Servizi del Dipartimento ASSI; Servizio Educazione alla Salute ed attività sperimentali, Dipartimento di Prevenzione Medica) e quella extra aziendale (AA. OO.; terzo settore, Ambiti Territoriali, Ufficio Scolastico Territoriale ed istituzione scolastica in generale). Da segnalare inoltre la partecipazione di operatori del Dipartimento Dipendenze in qualità di formatori a percorsi formativi dedicati ai MMG in tema di: alcolismo; gioco d azzardo; nuove dipendenze; modalità di diagnosi e cura del paziente cocainomane socialmente inserito attuati presso tutte le DGD. In relazione alla DGR 3239/2012 Linee guida per l attivazione di sperimentazioni nell ambito delle politiche di welfare, è stato individuato, su richiesta della D.G. Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale, un referente del Dipartimento Dipendenze quale partecipante alla cabina di regia regionale d Area con funzione di "...raccogliere e verificare i monitoraggi territoriali, procedere alle risultanze quantitative e qualitative delle sperimentazioni, proporre eventuali modifiche alle modalità di rendicontazione quantitativa e qualitativa, individuare elementi utili per la messa a sistema di nuove modalità d'offerta" (Decreto 8411/12). Di seguito si riportano le linee di lavoro da sviluppare nel 2013 nel campo della prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti con problematiche di dipendenza individuate sulla base delle indicazione contenute nella D.G.R. n. IX/4334 del Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario regionale per l esercizio 2013 e della specifica programmazione locale. Area della prevenzione Le attività programmate fanno riferimento alle aree del Piano Locale Prevenzione che presentano ancora possibilità di sviluppo ed alla Rete Regionale Prevenzione È da consolidare il lavoro del Comitato rete territoriale Prevenzione che, acquisita la presenza delle maggiori associazioni di genitori del territorio, deve essere ulteriormente ampliato con la presenza di rappresentanti di altre associazioni significative a livello territoriale, di rappresentanti della Prefettura e di FF. OO. Ci si propone inoltre di approfondire e condividere nell ambito dei partecipanti al Comitato territoriale rete prevenzione aspetti significativi relativi alle caratteristiche di qualità ed efficacia degli interventi, nonché alla necessità di diffondere informazioni sullo sviluppo delle attività sul territorio al fine di evitare sovrapposizioni e di perseguire eventuali integrazioni progettuali e/o operative. Prosegue, in ambito scolastico, la sperimentazione regionale di progetti di prevenzione, secondo la teoria educativo-promozionale che, per il 2013, riguarda esclusivamente Life Skills Training, in quanto Unplugged è uscito dalla fase sperimentale per diventare patrimonio acquisito degli Istituti scolastici. La fase della sperimentazione implica l impegno degli operatori ASL alla formazione dei docenti ed all accompagnamento/sostegno nello sviluppo delle attività gestite direttamente in classe dai docenti formati. 17

18 Nel 2013 verrà concluso il secondo livello di sperimentazione (classi prime e seconde) e verrà attivato il terzo livello (classi prime, seconde e terze) secondo la consueta modalità: formazione di terzo livello operatori ASL, sessioni formative per docenti, accompagnamento allo sviluppo delle attività da parte dei docenti formati nei tre ordini di classi. La sperimentazione, oltre che ad essere inserita nella cornice del progetto Rete delle scuole lombarde che promuovono salute, rappresenta a livello locale un modello di integrazione operativa tra varie articolazioni ASL in quanto gli operatori interessati afferiscono, oltre che al Dipartimento Dipendenze, al Dipartimento ASSI (Servizio FIEE) ed al Servizio Educazione alla Salute ed attività sperimentali. Sono stati messi a regime i progetti di prevenzione selettiva attivati nel 2011 e 2012, nel corso del 2013 si intende sviluppare quest area di lavoro con ulteriori progetti nonché sostenere le collaborazioni volte all implementazione, sia diretta che indiretta, di percorsi formativi destinati ad adulti con funzione educativa. Flussi informativi Nell'anno 2013 si provvederà all adeguamento delle procedure di invio dei flussi (SIND ed AMB) secondo quanto stabilito dalla Circolare Regionale n. 2 del 20 dicembre 2012 ed al relativo, successivo, processo di correzione degli errori rilevati. Sperimentazione modelli valutazione del bisogno Nell anno 2013 il Dipartimento Dipendenze, attraverso le UU. OO. che erogano prestazioni nei confronti di soggetti tossico ed alcol dipendenti, proseguirà la sperimentazione regionale sui modelli di valutazione del bisogno. Alcologia Proseguirà nel 2013 la collaborazione con l A.O. di Desenzano/DG per l invio di pazienti alcol dipendenti alle UU.OO. NOA di Leno e Garda- Vallesabbia per quanto attiene i presidi di Manerbio e, rispettivamente, Gavardo e Desenzano. Si promuoverà l'estensione della rete interattiva Ospedali-UU.OO. NOA attraverso la predisposizione di almeno un protocollo d'intesa da sottoporre alle strutture ospedaliere di Brescia e provincia. Sarà predisposto, in forma di opuscoli, materiale informativo rivolto ai cittadini inviati dalla Prefettura alla Commissione Medica Locale Patenti, ai sensi dell'art. 186 CdS. Sarà rafforzato il sistema di rete di assistenza alcologica della Provincia di Brescia tramite aggiornamento, revisione e predisposizione di nuovi accordi e/o protocolli d'intesa con soggetti e Istituzioni varie, socio-sanitarie e giuridiche, nella logica di una attualizzazione del governo di rete in capo alla ASL. Tabagismo Si consoliderà nel 2013 il lavoro di presa in carico di tabagisti da parte dei 4 Centri Trattamento Tabagisti, con lo sviluppo di programmi specifici. Si promuoverà la predisposizione di protocolli d'intesa con Aziende Ospedaliere presenti sul territorio della provincia di Brescia. È prevista la predisposizione di materiale informativo in forma di opuscoli destinati alla popolazione aperta tramite accordo con i MMG. Gioco d azzardo In considerazione del previsto inserimento del trattamento della ludopatia nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), si elaborerà un progetto di ampliamento dell offerta di programmi specifici. Procedure per la gestione della documentazione sanitaria A seguito del completamento del progetto di unificazione delle cartelle cliniche del Dipartimento, continuerà nel 2013 la revisione delle procedure per la gestione della documentazione sanitaria in armonia con le direttive aziendali. 18

19 Formazione Nel 2013, come da proposte presentate per il Piano Formativo in via di approvazione, si prevede di sviluppare i seguenti eventi formativi specifici per gli operatori dell Area Dipendenze: Progetto regionale di prevenzione LST Program: il ruolo dell operatore a sostegno del lavoro dei docenti e dello sviluppo del programma tipologia FSC (gruppo di miglioramento) per gli 11 operatori impegnati nella sperimentazione regionale. Prevenzione e clinica: quale possibile integrazione?, tre edizioni. Percorso già previsto per il 2012 e rimandato a seguito di problemi organizzativi del Servizio Formazione e Qualità (90 partecipanti). La terapia di gruppo: potenzialità trasformative del piccolo gruppo in un ottica non psicoterapeutica, due edizioni di una giornata (60 partecipanti). I programmi non farmacologici e non psicoterapeutici nella terapia dei pazienti con dedizioni patologiche: secondo livello, formazione blended per operatori che hanno già partecipato al primo livello formativo (20 partecipanti). Terapia Dialettica Comportamentale: dalla teoria alla pratica clinica, tipologia FSC (gruppo di miglioramento) per gli 8 operatori del Centro Clinico Cocainomani. Aspetti del Risk Management applicato ai Servizi per le Dipendenze, due edizione di quattro ore ciascuna (60 partecipanti). Responsabile del procedimento: dr.ssa Mariagrazia Fasoli 19

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