artevivaplus Dal neoimpressionismo ai nostri giorni Porzia Bergamasco Lara Conte Michele Dantini Laura Lombardi a cura di Gloria Fossi

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1 artevivaplus 5 Dal neoimpressionismo ai nostri giorni Porzia Bergamasco Lara Conte Michele Dantini Laura Lombardi a cura di Gloria Fossi

2 sommario 1. gli sviluppi dell impressionismo e il neoimpressionismo 4 La storia, La vita, Le idee 6 oltre Le apparenze: il neoimpressionismo 7 il caso Cézanne 8 paul Cézanne, La montagna Sainte-Victoire 12 il disagio esistenziale di toulouse-lautrec e van Gogh 14 vincent van Gogh, I girasoli 18 Un estetica scientifca 21 Georges seurat, Una domenica pomeriggio alla Grande Jatte 22 il rifesso delle teorie francesi in italia 26 pellizza da volpedo, Lo specchio della vita (E ciò che l una fa, l altre fanno) 30 il neoimpressionismo nel nord europa 32 gli sviluppi dell impressionismo e il NeOiMpRessiONisMO in sintesi dal simbolismo all art nouveau 34 La storia, La vita, Le idee 36 sensibilità e LinGUaGGi del simbolismo 38 Le origini e lo sviluppo della sensibilità simbolista 40 arnold böcklin, L isola dei morti 42 Gustave moreau, L apparizione 48 La scultura, tra vitalismo e aspirazioni mistiche 52 impressionisti e pittorialisti 54 il simbolismo in italia 56 Giulio aristide sartorio, La Sirena 57 Gauguin e il sintetismo 60 il gruppo dei nabis 64 William morris e le rivoluzioni estetiche di fne secolo 66 i fantasmi dell inconscio nella grafca 68 il simbolismo in sintesi 70 Le Linee dell art nouveau 72 L architettura dell art nouveau 73 L art nouveau in italia 77 il trionfo delle arti decorative 78 Le secessioni 80 temi simbolisti e linearismi art nouveau 84 l ART NOuveAu in sintesi le avanguardie storiche 88 La storia, La vita, Le idee 90 Che Cosa sono Le avanguardie storiche 94 matisse e i fauves 96 henri matisse, Nudo blu 100 il Fauvismo in Germania e austria: nasce l espressionismo 102 in viaggio nei mari del sud. emil nolde in oceania 107 Cavalieri azzurri. Kandinskij e l avanguardia spirituale 108 Kandinskij a murnau 111 vasilij Kandinskij, Improvvisazione 8 (La Spada) 112 vasilij Kandinskij, Improvvisazione L espressionismo in Germania e austria 116 pablo picasso 120 storia e fortuna di un capolavoro 122 pablo picasso, Nudo con velo 124 il primitivismo 126 picasso e braque cubisti 128 Sculture, costruzioni e assemblaggi cubisti il doganiere 136 i cubisti minori 138 immagine e parola 141 le AvANguARdie storiche in sintesi 143 2

3 in italia: marinetti e il FUtUrismo 146 il Futurismo in pittura 149 Umberto boccioni 151 Umberto boccioni, La città che sale 152 Carlo Carrà 155 antonio sant elia e il manifesto dell architettura futurista 157 Giacomo balla 158 il secondo Futurismo 160 La difusione del Futurismo in europa 162 il FuTuRisMO in sintesi l arte fra le due guerre 164 La storia, La vita, Le idee 166 tra avanguardia e ritorno all ordine 168 Le forme dell astrazione 169 La metafsica 172 Giorgio de Chirico, Le chant d amour (Canto d amore) 175 L École de paris 178 L esperienza dada 181 marcel duchamp, Fountain (Fontana) 185 il surrealismo e l inconscio 187 il movimento moderno in architettura ( ) 198 materiali e concetti della nuova architettura 204 Le Corbusier, Unità di abitazione 210 il razionalismo italiano 214 L architettura organica 220 Frank Lloyd Wright, La casa sulla cascata 222 il ritorno all ordine 226 il realismo magico 229 due grandi isolati: morandi e de pisis 232 L arte e le dittature 234 pablo picasso, Guernica 236 L astrattismo negli anni trenta 238 La fotografa come scienza e come arte 240 l ARTe FRA le due guerre in sintesi dal dopoguerra agli anni ottanta 246 La storia, La vita, Le idee 248 avanguardie storiche e neoavanguardie: ContinUità e discontinuità 252 arte informale 254 alberto burri, Sacco 5P 258 Lucio Fontana e la ricerca spazialista 260 pittura, scultura, ceramica 262 La scena newyorchese e l espressionismo astratto 264 Francis bacon, Studio per un nudo 270 new dada 272 duchamp in america 275 piero manzoni, Scultura vivente 282 Cortine, sipari, attese 284 La pop art 286 andy Warhol, Brillo Box 290 il design in italia fra gli anni Cinquanta e sessanta 292 minimalismo 294 earthworks 296 robert smithson, Spiaggia dello specchio 299 arte concettuale 300 on Kawara, Quadri-Data 302 Joseph beuys, Amo l America e l America mi ama 306 arte povera 307 michelangelo pistoletto, Vetrina 310 Giulio paolini, Raphael Urbinas 312 il ritorno a un estetica dell immagine 313 L architettura contemporanea 316 richard rogers e renzo piano, Centre Georges Pompidou 325 dal dopoguerra Agli ANNi OTTANTA in sintesi l arte della globalizzazione 330 La storia, La vita, Le idee 332 L arte negli anni della GLobaLizzazione 334 relazioni, identità, allegorie 337 L architettura del XXi secolo 341 l ARTe della globalizzazione in sintesi 348 indice dei NOMi 350 indice dei luoghi 357 ReFeReNZe iconografiche 358 3

4 1. GLI SVILUPPI DELL ImPrESSIonISmo E IL neoimpressionismo La storia, la vita, le idee > 1910 oltre le apparenze: il neoimpressionismo 7 Il caso Cézanne 8 Il disagio esistenziale di Toulouse-Lautrec e Van Gogh 14 Un estetica scientifca 21 Il rifesso delle teorie francesi in Italia 26 Il neoimpressionismo nel nord Europa 32 In sintesi 33 gli Zoom: Paul Cézanne, La montagna Sainte-Victoire Vincent van Gogh, I girasoli Georges Seurat, Una domenica pomeriggio alla Grande Jatte Pellizza da Volpedo, Lo specchio della vita (E ciò che l una fa, l altre fanno)

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6 La storia La vita Le idee Il 1871 è un anno di grandi mutamenti nello scenario europeo. Al termine della guerra franco prussiana ( ), dal la vittoria del Regno di Prussia sulla Francia di Napoleone III prima e della Terza Repubblica poi, nasce l Impero tedesco (che avrà un ruolo fondamentale nelle relazioni politiche internazionali dei decenni successivi). A Parigi nel marzo del 1871 la Guardia nazionale si schiera dalla parte del popolo. Per due mesi il potere è nelle mani della Comune, con la proclamazione di un governo socialista, che sarà poi sopraffatto nella Settimana di Sangue dalle truppe governative guidate dal generale Mac Mahon. Dal punto di vista culturale l ultimo quarto del XIX secolo è caratterizzato da un clima febbrile, oscillante tra ragione, misticismo e irrazionalità. Nel suo saggio Il romanzo sperimentale, del 1880, lo scrittore Émile Zola espone la dottrina naturalista, dell «uomo naturale sottomesso PORTOGALLO Lisbona Madrid SPAGNA REGNO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA L'EUROPA L EUroPa NEL nel 1871 FRANCIA ANDORRA REGNO DI SVEZIA E NORVEGIA REGNO DI DANIMARCA REGNO DEI PAESI BASSI IMPERO GERMANICO Londra Amsterdam Berlino Bruxelles REGNO DEL BELGIO Parigi Berna LUSSEMBURGO Monaco SVIZZERA REGNO D ITALIA Roma alle leggi fsico chimiche e determinato dall ambiente in cui vive», come dimostrato nei romanzi del ciclo I Rougon- Macquart. Ma la Scienza in quegli anni va diversifcando i suoi orizzonti per maturare una concezione della materia privata della sua stabilità tradizionale. Materia ed energia divengono tutt uno grazie alla scoperta, nel 1895, dei raggi X da parte del fsico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen, e a quella sulle emanazioni radioattive dei sali di uranio del francese Henri Becquerel (1896). Nel 1889 il flosofo francese Henri Bergson pubblica Saggio sui dati immediati della coscienza, nel quale svolge un analisi che costituirà il punto di riferimento di tutta la successiva speculazione: introduce il concetto di tempo vissuto o durata, in cui ciascun istante si compenetra, tempo dell io profondo che come tale si sottrae alla misura. Questo e altri pensieri bergsoniani sono fondamentali per Alla ricerca del tempo perduto, l opera IMPERO AUSTRO-UNGARICO Vienna Budapest ROMANIA BOSNIA Belgrado Bucarest SERBIA Sofia BULGARIA MONTENEGRO Istanbul Ankara IMPERO OTTOMANO Atene GRECIA San Pietroburgo IMPERO RUSSO Mosca CIPRO Henri de Toulouse- Lautrec, Divan Japonais, particolare, , litografia a matita, pennello e spruzzo con retino riportato. Chaumont, Les silos, Maison du livre et de l affiche. letteraria in più volumi composta a partire dal 1910 dallo scrittore francese Marcel Proust. Uno dei protagonisti è Eltsir, ritratto del pittore impressionista: il suo occhio di fronte alla realtà si spoglia volutamente di ogni nozione e, come dato immediato della coscienza, percepisce solo macchie di colore. Proust scrive che «le superfci e i volumi sono in realtà indipendenti dai nomi di oggetti che la nostra memoria impone loro dopo che li abbiamo riconosciuti». Sebbene il potere politico della Francia diminuisca dopo il 1870, Parigi resta fulcro della vita culturale e artistica, che si svolge nei salotti privati, nei caffè letterari e nei café chantants (caffè concerto). La percezione della complessità dell universo, della composizione della materia e delle sue forze, è recepita in vario modo dagli artisti, turbati e attratti al tempo stesso da queste novità. Per riassumere i molti orientamenti dell arte tra Otto e Novecento, soprattutto in Francia, il critico inglese Roger Fry sceglie nel 1910 il termine Postimpressionismo, che tuttavia non può essere sostituito a Neoimpressionismo. Esso racchiude infatti i pittori che, pur esponendo con gli impressionisti, aprono a nuove prospettive (Degas, Cézanne, Gauguin), coloro che appartengono al seguito impressionista (Van Gogh, Toulouse Lautrec), i neoimpressionisti (Seurat, Signac e così via), ma anche i pittori del gruppo Nabis (vedi Unità 2). Le tappe della Storia 1870 Cade l impero di Napoleone III e in Francia è ricostituita la Repubblica Nasce l Impero tedesco sotto Guglielmo I. Roma capitale d Italia Scoperta dei raggi X Scoperta delle emanazioni radioattive dei sali di uranio gli sviluppi dell impressionismo e il neoimpressionismo

7 oltre LE apparenze: IL neoimpressionismo Georges Seurat, Bagnanti ad Asnières, particolare, 1884, olio su tela. Londra, National Gallery. Nella Francia dell ultimo quarto del XIX secolo vi sono tre artisti i quali, pur frequentando l ambiente impressionista ed esponendo talvolta con il gruppo, svolgono una ricerca molto originale, diffcile da inquadrare in un movimento specifco. Paul Cézanne, solitario e collerico, fobico e ipocondriaco, è descritto dal contemporaneo Paul Gauguin come un «uomo del Sud che passa le giornate sulla vetta dei monti a leggere Virgilio e a guardare il cielo», con riferimento alla passione del pittore per la cultura classica congiunta a quella per la natura: la sua opera, pur muovendo da premesse impressioniste, avrà fondamentale importanza per le ricerche degli artisti del secolo successivo. Henri de Toulouse-Lautrec, investendo molto del suo talento nei manifesti pubblicitari, e imparando dall arte del Giappone (conosciuta attraverso le stampe che si diffondono in Occidente dopo la metà del secolo), scardina la gerarchia tra cultura alta e cultura bassa. Vincent van Gogh infne porta ad allucinata esasperazione la touche impressionista (cioè la pennellata libera e rapida, senza disegno preparatorio, con una stesura piatta del colore); è inoltre molto infuenzato dal Sintetismo di Gauguin uno stile tendente a forme semplifcate e bidimensionali, nutrendo analoghe aspirazioni simboliche, ma divergendo nella disposizione emotiva dell operare artistico. Un nuovo gruppo: i neoimpressionisti Il nome neoimpressionisti (secondo una defnizione coniata dal critico Félix Fénéon in un articolo del settembre 1886) spetta a un gruppo di sei artisti che, dopo aver fondato la Societé des Artistes Indépendants, espongono le proprie opere, rifiutate al Salon uffciale, in mostre indipendenti. Rinunciando a ogni tentativo di verosimiglianza pittorica, i neoimpressionisti preferiscono la ricerca dell armonia più segreta dell universo, decifrabile oltre le apparenze. Capofla del gruppo è Georges Seurat: animato da uno spirito profondamente classico, egli trae dalla Grammaire des arts du dessin (1867) di Charles Blanc la concezione dell opera come entità autonoma rispetto alla realtà oggettiva. Ma approfondisce anche lo studio delle teorie del chimico Michel Eugène Chevreul ( ) il quale, per visualizzare i rapporti tra i colori e la luminosità che dal loro accostamento deriva, aveva disegnato il cerchio cromatico, dove i colori complementari si trovano all estremità opposta di ogni diametro. A queste ricerche Seurat unisce quelle di altri fsici, in cui si precisava la distinzione tra toni e tinte, colore e valore, e si sviluppava l idea del mélange optique (miscela ottica) che andava sostituendo la miscela chimica dei pigmenti: secondo questa teoria, da una certa distanza l occhio umano non distingue due punti di colore accostati, ma vede un unica macchia di un terzo colore risultante dai primi due. Quindi, per esempio, per ottenere un verde più brillante non lo si miscela sulla tavolozza, ma si accostano sulla tela puntini di verde e puntini di giallo. Le vibrazioni cromatiche possono essere ottenute accostando toni diversi di una stessa tinta. Non è un caso che il Neoimpressionismo sia chiamato anche Pointillisme, cioè Puntinismo, proprio per via del suo modo di procedere tramite l accostamento di piccolissimi tocchi di pennello, di vari toni. Nonostante il rigore della tecnica puntinista, il Neoimpressionismo non signifca tuttavia produzione impersonale, ma anzi dà luogo a diverse interpretazioni tra i componenti del gruppo: così Albert Dubois Pillet appare più interessato alla semplifcazione delle forme, Henri Edmond Cross alla rappresentazione della natura incontaminata, mentre Charles Angrand a quella del mondo operaio. Il Puntinismo avrà grande diffusione in Europa; nell Italia del Nord interesserà i cosiddetti divisionisti (cioè artisti dalla pennellata divisa ), tra cui Giovanni Segantini, Gaetano Previati e Giuseppe Pellizza da Volpedo, fortemente orientati all espressione di contenuti simbolici. oltre LE apparenze: IL neoimpressionismo 7

8 1. Paul Cézanne, Ritratto del pittore Achille Emperaire, , olio su tela, 200x120 cm. Parigi, Musée d Orsay. 2. Paul Cézanne, La casa dell impiccato, 1873, olio su tela, 55x66 cm. Parigi, Musée d Orsay. 3. Paul Cézanne, Il golfo di Marsiglia visto dall Estaque, 1885, olio su tela, 73x100,3 cm. New York, Metropolitan Museum of Art. 4. Paul Cézanne, Natura morta con amorino di gesso, 1894, olio su carta incollata su tavola, 70,6x57,3 cm. Londra, Courtauld Gallery. IL CaSo CéZannE Paul Cézanne (Aix en Provence ) studia a Parigi i grandi maestri, tra cui Goya, Velázquez, Ribera, Caravaggio, ma anche Delacroix e Courbet, e accentua di quest ultimo la maniera pittorica più provocante, dove la materia diventa essa stessa soggetto. Stimato dal romanziere e critico Émile Zola ( ), l artista frequenta il Café Guerbois (uno dei primi luoghi di incontro degli impressionisti) e vede le sue opere come il Ritratto del pittore Achille Emperaire (1), del rifutate ai Salon. Dal 1872 la sua pittura si fa più bionda, ovvero basata su una tavolozza più chiara e dalle tinte più luminose: sono gli anni del sodalizio con Camille Pissarro a Pontoise. Con lui Cézanne condivide, rispetto ad altri impressionisti, una tensione verso una resa più solida dei volumi, che si esplica nella scelta di applicare il colore a spatola, giustapponendo zone di materia liscia o densa; inoltre entrambi gli artisti usano l espediente di lasciare una piccola porzione di tela non dipinta intorno agli oggetti, conferendo loro un alone di luce e una sorta di dislivello minuscolo che esalta i volumi. Tuttavia, rispetto alle piccole pennellate di pigmento secco e denso di Pissarro, Cézanne predilige una pittura in cui il colore ha una stesura piatta, non grumosa (ˆ la plat), come si osserva in capolavori quali La casa dellõimpiccato (2), esposto nel 1874 alla prima mostra degli impressionisti nello studio del fotografo Nadar. I soggiorni parigini si alternano a lunghi periodi trascorsi al Sud, a Aix e all Estaque in particolare, dove l artista passa ore a dipingere nel paesaggio «come una lucertola al sole»: proprio all Estaque realizza tele celebri come Il golfo di Marsiglia visto dallõestaque (3), del A differenza di Pissarro, che cercava di fssare sulla tela l armonia, l accordo tra elementi della natura, Cézanne traduce in maniera più astratta e geometrica lo spettacolo che ha davanti: le rocce, la vegetazione, il mare non sono dipinti tenendo conto delle leggi della prospettiva, ma come motivi, patterns cromatici accostati gli uni agli altri simili a carte da gioco su un tavolo. Lo slittamento 8 1. gli sviluppi dell impressionismo e il neoimpressionismo

9 dei piani e il punto di vista multiplo preludono allo stile cubista (vedi a pagina 128) e si faranno più ricorrenti nelle opere dopo il 1890, dai ritratti alle nature morte. Nelle nature morte Cézanne guarda senza dubbio a Jean Baptiste Siméon Chardin, pittore del Settecento, ma sceglie oggetti legati alla propria vita: nella Natura morta con amorino di gesso (4) degli anni Novanta, sul tavolo tra mele e cipolle è posato un piccolo gesso che l artista possedeva, forse dello scultore secentesco Pierre Puget, così come Chardin aveva inserito in una sua natura morta (conservata al Minneapolis Institute of Arts) un gesso del Mercurio dello scultore a lui contemporaneo Jean Baptiste Pigalle. Alla fne degli anni Ottanta risale la rottura del suo rapporto di amicizia con Zola: Cézanne infatti riconosce se stesso nel protagonista del romanzo L opera (1886), Claude Lantier, pittore fallito escluso dai Salon parigini che nel romanzo si suicida. Negli anni successivi, grazie anche a una certa stabilità economica raggiunta con l eredità lasciatagli dal padre, Cézanne lavora ad Aix dove riprende il tema delle bagnanti. Già nel 1877, quando aveva presentato Bagnanti a riposo alla terza mostra degli impressionisti per poi non esporre più fno al 1895 egli aveva manifestato un certo disinteresse verso lo spettacolo effmero delle cose. Il denso e compatto

10 5. Paul Cézanne, Le bagnanti, , olio su tela, 132,4x219,1 cm. Merion (Stati Uniti), The Barnes Foundation. spessore della materia pittorica di quella tela rendeva le f gure simili a forme di un bassorilievo, tanto da evocare allo scrittore e critico Georges Rivière i movimenti «ampi ed essenziali delle sculture antiche». Un simile modo di procedere, che si ritrova in numerose altre versioni delle Bagnanti, come quella qui riprodotta (5), rifette l interesse crescente in quegli anni per l arte di culture lontane o primitive, di cui si veniva a conoscenza tramite i manufatti importati dalle colonie. Nell antichità non si cerca più la compiuta bellezza formale (sul modello della Grecia classica o del Rinascimento che interessavano gli artisti accademici), ma l eco di un sapere archetipico, che riguarda cioè l essenza primaria delle cose. Così, opere come la Donna con la caffettiera ( ) (6) sono costruite esclusivamente mediante l incastro di soli volumi, e in uno scritto pubblicato sulla rivista L Occident Cézanne spiega di voler integrare la sensazione percepita con gli organi della vista con l elaborazione operata dalla mente. D altronde in quel dipinto, come osserva Maria Grazia Messina, storica dell arte a noi contemporanea, il pittore tende a trasformare il soggetto ritratto in un icona impassibile proprio come fa Gauguin, nello stesso giro di anni, pur con diversi modi stilistici, nel Ritratto della Bella Angèle (vedi a pagina 60), dove si trova l accostamento icona idolo. Cézanne rifuta dunque i canoni illusionistici della pittura: nei suoi dipinti tutto è subordinato all intento di «interiorizzare le cose, far diventare paesaggio i corpi che si muovono in esso», come scriverà il poeta Rainer Maria Rilke rimanendo folgorato dalla visita alla mostra retrospettiva di Cézanne, a un anno dalla morte dell artista, al Salon d Automne nel Cézanne non vuole accettare la realtà come si presenta, già alla fne del suo processo creativo, ma coglierla nel suo farsi, come nei diversi studi della Montagna Sainte-Victoire (vedi Zoom sull opera alle pagine 12 13). In una lettera al pittore Émile Bernard, l artista scrive che il «pittore deve dedicarsi totalmente allo studio della natura», poiché «non si è mai né troppo scrupolosi, né troppo sinceri, né troppo sottomessi» a essa. E infatti altrove afferma: «Io voglio perdermi nella natura, rigenerarmi con lei, come lei, avere i toni duri delle rocce, l ostinazione naturale del monte, la fuidità dell aria, il calore del sole». E conclude: «Il paesaggio si rifette, si umanizza, si pensa con me» gli sviluppi dell impressionismo e il neoimpressionismo

11 6. Paul Cézanne, Donna con la cafettiera, , olio su tela, 130x96,5 cm. Parigi, Musée d Orsay. 8. Paul Cézanne, Giocatori di carte, , olio su tela, 47,5x57 cm. Parigi, Musée d Orsay. 7. Paul Cézanne, Giocatori di carte, , olio su tela, 135,3x181,9 cm. Filadelfa, Barnes Foundation. Degli anni Novanta è anche il ciclo di cinque tele coi Giocatori di carte, nel quale Cézanne reinventa la pittura di genere offrendo numerosi spunti al Novecento. Recentemente la studiosa statunitense Mary Loui se Krumrine ha interpretato questi dipinti come una sorta di meditazione dell artista sulla propria esistenza, essendo da sempre il gioco di carte visto come metafora del gioco vita/morte ed essendo l arte di Cézanne sempre autobiografca. I personaggi diminuiscono progressivamente di numero cinque nella prima tela (7), quattro nella seconda, tre nella terza e due nelle ultime due (8) e la scena si fa sempre più silenziosa e concentrata, pervasa da una tensione drammatica. Nella prima tela il numero 5 ricorre anche negli oggetti sul tavolo e perfno nella posa delle gambe del giocatore che corrisponde al V, in caratteri romani. I rimandi alla pittura caravaggesca, e a quella di maestri olandesi, spagnoli e francesi del XVII secolo (tra cui i fratelli Le Nain, cui era attribuita una tela di analogo soggetto nel museo di Aix) confermano il forte interesse dell artista per i temi della Vanitas e del memento mori, già notato dallo storico dell arte statunitense John Rewald ( ). In Italia «le scaglie, le squame, le lamelle che si intarsiano e legano con quasi rigida maestria», come noterà Emilio Cecchi nella Lezione di Cézanne (1920), infuenzano numerosi pittori del primo Novecento, da Oscar Ghiglia ad Ardengo Soffci, che ammirano le opere di Cézanne alla Prima mostra italiana dell Impressionismo a Firenze nel IL CaSo CézannE 11

12 ZOOM sull Opera Paul Cézanne La montagna sainte-victoire 1883, olio su tela, 65,4x81,6 cm new York, metropolitan museum of art Le numerose e ripetute vedute della montagna Sainte Victoire, vicino a Aix en Provence, sono i dipinti in cui meglio si chiarisce quale fosse per Cézanne il fne della pittura, ovvero cogliere la natura alla sua origine, esprimere un mondo primordiale. L artista soggiorna più volte in Provenza, dedicando all amata montagna almeno sessantacinque tra studi, disegni e quadri, realizzati en plein air com era consuetudine degli amici impressionisti sebbene spesso rimeditati nello studio. Nella versione della montagna qui a lato, Cézanne mostra di abbandonare del tutto la spontaneità degli impressionisti a favore della resa di una sensazione non più fuggevole, transitoria, ma durevole, per giungere all essenza di quel paesaggio. Infatti egli analizza gli strati e perfno la struttura geologica del terreno. Vegetazione, case, campi coltivati, il ponte romano sono resi plasticamente attraverso il colore, ma progressivamente Cézanne tenderà a visioni sempre meno concentrate sui singoli elementi del paesaggio per far trionfare solo la montagna, presenza potente e quasi sacra. Il motivo della montagna così ossessivamente ripetuto, fno alla morte, nel 1906, testimonia l incessante tentativo dell artista di cogliere l Idea vera e propria della montagna nel suo farsi. Non è un caso infatti che proprio questo aspetto del procedimento artistico di Cézanne, che si precisa nell esperienza della montagna Sainte Victoire, abbia interessato flosof del Novecento come Maurice Merleau Ponty e più recentemente Henri Maldiney. E l ossessione Cézanne domina tutto il XX secolo. a COnFROnTO La montagna Sainte-Victoire 1890 ca., olio su tela, 65x92 cm Parigi, Musée d Orsay

13 La Montagna sainte-victoire «Voglio fare una pittura in cui il profumo dei pini, che è aspro nel sole, si deve sposare all odore verde dei prati, delle pietre, al profumo del marmo lontano della montagna Sainte-Victoire.» «Per dipingere bene un paesaggio devo prima scoprire le sue caratteristiche geologiche» spiegava Cézanne a un amico che gli forniva spiegazioni sulla struttura fsica della montagna Sainte-Victoire.

14 9. Henri de Toulouse-Lautrec, La Goulue entra al Moulin Rouge, , olio su tavola, 79,4x59 cm. New York, Museum of Modern Art (MoMA). 10. Henri de Toulouse-Lautrec, Divan Japonais, , litografia a matita, pennello e spruzzo con retino riportato, 80,8x60,8 cm. Chaumont, Les silos, Maison du livre et de l affiche. IL DISaGIo ESISTEnZIaLE DI ToULoUSE-LaUTrEC E Van GoGh Negli stessi anni in cui si afferma il Neoimpressionismo (vedi a pagina 21), giungono a Parigi Henri de Toulouse-Lautrec (Albi 1864 Saint André du Bois 1901) e Vincent van Gogh (Zundert 1853 Auvers sur Oise 1890). Toulouse Lautrec si ferma a vivere nella capitale, mentre Van Gogh ne fuggirà per stabilirsi nel Sud della Francia. Infatti, pur condividendo le ricerche sulla touche degli impressionisti, ai soggetti cittadini Van Gogh preferisce perlopiù quelli tratti dalla vita rurale, sovente replicati in serie, per i quali risente della lezione di Jules Breton, ma soprattutto di Jean François Millet. nei cabaret con toulouse-lautrec Henri de Toulouse Lautrec muove da un attenzione naturalista, ma presto accoglie sollecitazioni dai contemporanei ed elabora un linguaggio essenziale, sensibile anche a stilemi Art Nouveau (vedi Unità 2). Principale motivo d ispirazione è il mondo che ruota intorno alla Butte de Montmartre (Collina di Montmartre), alla cui scoperta Toulouse Lautrec va nel 1885 insieme ai pittori Émile Bernard e Louis Anquetin, frequentando soprattutto locali quali Le Mirliton, il Divan Japonais o il Jardin de Paris. Nei dipinti, ma anche nelle litografe tecnica cui Toulouse Lautrec si dedica con passione non inferiore gli sviluppi dell impressionismo e il neoimpressionismo

15 11. Henri de Toulouse- Lautrec, La rossa (detto anche La toilette), 1889, olio su cartone, 67x54 cm. Parigi, Musée d Orsay. 12. Francis Bacon, Studio per Il ritratto di Van Gogh III, 1957, olio e sabbia su lino, 198,4 x142,5 cm. Washington, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Smithsonian Institution. 13. Vincent van Gogh, Il pittore sulla via di Tarascona, 1888, olio su tela, 48x44 cm. Già a Magdeburgo, Kaiser Friedrich Museum (opera distrutta). alla pittura, il segno fuido e mobile (infuenzato dalle stampe giapponesi) e il taglio fotografco traducono il fascino strano dei volti di donne dallo sguardo assente, colte nei cabaret, nel livido chiarore delle lampade, nei momenti di riposo o della toilette, o accasciate sui divani delle case di tolleranza (9-10). E quei volti, segnati da espressioni di noia o di vuoto esistenziale, affascinano i contemporanei. Ne La rossa detta anche La toilette (11), del 1889, Toulouse Lautrec riprende un tema ricorrente nei quadri di Mary Cassatt e di Pierre Bonnard (vedi a pagina 64), ma soprattutto l ardita inquadratura dei pastelli di Edgar Degas, che nel 1886 aveva esposto una serie dedicata proprio a quei soggetti, perlopiù ballerine o prostitute. Tuttavia, rispetto a Degas, più freddo nel registrare lo spettacolo che ha davanti, assunto spesso come mero pretesto per sperimentazioni formali, Toulouse Lautrec sembra soffermarsi con più umanità su quel mondo femminile, e predilige modelle dalla chioma rossa: quelle creature abituate a mostrare il proprio corpo sul palcoscenico di teatri e cabaret, imbellettate e vestite di abiti provocanti, sono da lui ritratte senza civetteria, nell intimità spesso perfno squallida della loro vita. La pittura tormentata di van gogh La vicenda artistica di Vincent van Gogh è nell immaginario di tutti legata alla sua vita erratica e ai turbamenti della psiche di cui è testimonianza la ricca corrispondenza con il fratello, il mercante d arte Théo van Gogh che ne faranno un simbolo del tormento esistenziale dell uomo moderno. Non è un caso che negli anni Cinquanta del Novecento il pittore irlandese Francis Bacon abbia realizzato una serie di studi, tra cui quello riprodotto sopra (12), ispirati al dipinto di Van Gogh Il pittore sulla via di Tarascona (1888), perduto nel 1945, di cui restano le fotografe (13). IL disagio ESIStEnzIaLE di toulouse-lautrec E Van GoGh 15

16 16 Mistico, animato da profonda fede religiosa e opposto alle convenzioni borghesi, grande lettore e per un breve periodo mercante d arte come il fratello, Van Gogh si concentra fn dai primi anni su personaggi intenti al lavoro manuale, contadini ma anche tessitori, per cogliere in quell operato il ciclo dell esistenza primordiale. Nelle pennellate vigorose e in prevalenza di toni bruniti si ritrova traccia dei grandi maestri del Seicento olandese, da Hals a Rembrandt, le cui tele Van Gogh ammira anche per quell essere dipinte in fretta, con un senso di non fnito. Descrivendo a Théo I mangiatori di patate (14), dipinto nel 1885 a Nuenen, Van Gogh scrive: «Ho cercato di sottolineare come questa gente che mangia patate al lume della lampada ha zappato la terra con le stesse mani che ora protende nel piatto». E precisa la scelta dello stile: «Ritengo sia errato dare a un quadro di contadini una sorta di superfcie liscia e convenzionale. Se un quadro di contadini sa di pancetta, fumo, vapore che si levano dalle patate bollenti va bene, non è malsano». Dopo un soggiorno ad Anversa, Van Gogh si trasferisce a Parigi nel 1886, anno dell ultima mostra degli impressionisti, e qui si ferma fno al 1888; frequenta i neoimpressionisti e ammira pittori sintetisti come Gauguin (vedi a pagina 60). Egli elabora uno stile inconfondibile: una pittura dalla pasta ricca, stesa in campiture larghe e con tocchi decisi, con una tavolozza basata sul contrasto di colori complementari, che generano immagini

17 14. Vincent van Gogh, I mangiatori di patate, 1885, olio su tela, 81,5x114,5 cm. Amsterdam, Van Gogh Museum. 15. Vincent van Gogh, L arlesienne, 1888, olio su tela, 92,3x73,5 cm. Parigi, Musée d Orsay. 16. Vincent van Gogh, La camera da letto dell artista, 1888, olio su tela, 57,5x74 cm. Parigi, Musée d Orsay. 17. Vincent van Gogh, Notte stellata, 1889, olio su tela, 73,7x 92,1 cm. New York, Museum of Modern Art (MoMA). semplifcate, senza ombre, né prospettiva. Le forme in vorticoso movimento traducono la tensione spirituale dell artista, il quale si trasferisce ad Arles, dove soggiorna insieme a Gauguin (vedi Zoom sull opera alle pagine 18 19). Il sodalizio burrascoso con Gauguin culminato il 23 dicembre del 1888 nell automutilazione dell orecchio è testimoniato non solo dall indubbio interesse di Van Gogh per il Sintetismo, ma anche dalla trattazione degli stessi soggetti: è il caso de L arlesienne (15). Il pittore ritrae madame Ginoux, che gestisce il Café de la Gare ad Arles, di getto in una sola ora di lavoro, come riferisce al fratello: la dipinge nel suo costume provenzale, da abitante di Arles appunto, esaltando il carattere fero e nervoso del personaggio, il cui volto spigoloso si staglia su uno sfondo giallo. Ricoverato all ospedale di Saint Rémy de Provence nel 1888, nelle ore di libertà dalla clinica Van Gogh dipinge numerosi paesaggi, scene di vita dei campi, ma anche immagini della propria camera da letto (16) nelle quali, come scrive a Théo, vuole esprimere tramite l accordo cromatico dei toni, che sopperisce alla voluta instabilità della prospettiva, «un riposo assoluto»; egli dice di avere come modello i «grandi artisti» giapponesi che sempre «hanno vissuto in interni molto semplici». Il cielo stellato ossessiona Van Gogh, il quale scrive alla sorella: «Spesso, ho l impressione che la notte sia più ricca di colori se paragonata al giorno». Nel 1888 ne dipinge due visioni notturne, una ad Arles, l altra sul fume Rodano; poi nel 1889, subito dopo il suo internamento nell ospedale psichiatrico, la tela qui riprodotta (17), nella quale gli alberi paiono famme mentre il cielo e le stelle volteggiano in una visione cosmica. IL disagio ESIStEnzIaLE di toulouse-lautrec E Van GoGh 17

18 ZOOM sull Opera VinCenT Van GOGh i girasoli 1888 Vaso con quindici girasoli, 1888, olio su tela, 92,1x73 cm. Londra, National Gallery. I girasoli si impongono allo spettatore nella loro evidenza materica, nell esaltata vivezza cromatica, con una presenza tale da essere assimilata a quella di un ritratto. In una lettera alla sorella, Van Gogh spiega: «Io non so se puoi capire che la poesia [ ] si può esprimere anche con le linee bizzarre, ricercate e ripetute, attraverso l intero quadro». Van Gogh ribadisce qui il suo credo artistico basato sul picchiare «la tela a colpi irregolari». Il gusto per le forme ondulate, sempre più presente nella sua arte, ben si confà alla resa di quel mazzo folto raccolto nel vaso, dal quale i fori si spingono verso l esterno presentando torsioni e andamenti diversi. Il tema dei girasoli è fondamentale nell opera di Van Gogh e si ripete più volte a partire dalla prima serie parigina del 1887, dove i fori appaiono non solo nel vaso ma anche adagiati su un piano. Ad Arles egli dipinge quattro tele coi girasoli (tra cui quelle qui presentate) nel 1888, poi altre tre nel 1889, ed entrambe le serie sono concepite per decorare la casa studio che avrebbe condiviso con Gauguin, il quale amava molto quel fore. Nelle lettere al fratello Théo, Van Gogh spiega il proprio pro getto: «Nella speranza di vivere in uno studio nostro, vorrei preparare un arredamento per lo studio. Nient altro che dei grandi girasoli [ ] se porto a termine questo programma, ci sarebbero una dozzina di quadri. Il tutto sarà una sinfonia di azzurro e giallo. Ci lavoro tutte le mattine, a cominciare dal sorgere del sole, perché i fori appassiscono presto e si tratta di realizzare l insieme di getto». E ancora: «La stanza dove dormirai tu o Gauguin avrà muri bianchi e una graziosa decorazione di gira 18

19 i girasoli Vaso con dodici girasoli, 1888, olio su tela, 91x72 cm. Monaco, Bayerische Staatsgemäldesammlungen, Neue Pinakothek. Van Gogh, che arriva anche a spremere il colore direttamente sulla tela, aferma di voler dipingere le cose «come viste in sogno, cioè al tempo stesso nel loro vero carattere, ma assai più strano di quanto sia nella realtà». Per questo i girasoli appaiono al tempo stesso così tangibili ma anche così irreali. Grazie all invenzione di un nuovo pigmento Van Gogh sperimenta nei girasoli l intero spettro del giallo, ma purtroppo come è emerso dagli studi congiunti dei laboratori di alcune università (Perugia, Anversa, Delft e Grenoble) la brillantezza del colore va svanendo per una reazione chimica facilitata dalla presenza nei pigmenti di bario e zolfo. soli gialli [ ] vedrai quei grandi quadri con dei mazzi di dodici, quattordici girasoli ammucchiati in questo piccolo spogliatoio, con un letto grazioso e con tutto il resto molto elegante». In quella dimora, seguendo i princìpi dell arte totale e l infuenza dell estetica giapponese, tutto, dagli utensili della cucina agli arredi, avrebbe dovuto essere oggetto d arte. Questo sogno però non si realizzerà, poiché Gauguin risiede ad Arles ma vagheggia di partire per i mari del Sud, e il sodalizio con Van Gogh non è altrettanto sentito, ma cela un interesse economico, visto che Théo è suo mercante. Egli scrive infatti: «Ad Arles mi sento un estraneo, trovo tutto piccolo e povero. Vincent e io andiamo in genere poco d accordo Lui è un romantico io sono più vicino ai primitivi. Per quanto riguarda la qualità dei colori, cerca la casualità del pastoso, mentre io, per parte mia, detesto ogni pasticcio tecnico». Dichiarazioni che preludono al triste epilogo della loro amicizia. 19

20 18. Vincent van Gogh, La Chiesa di Auvers-sur-Oise, 1890, olio su tela, 94x74 cm. Parigi, Musée d Orsay. 19. Vincent van Gogh, Ritratto del dottor Paul Gachet, 1890, olio su tela, 68x57 cm. Parigi, Musée d Orsay. 20. Vincent van Gogh, Campo di grano con corvi, 1890, olio su tela, 50,5x103 cm. Amsterdam, Van Gogh Museum. Dal maggio del 1890 Van Gogh si stabilisce ad Auvers sur Oise, a nord ovest di Parigi, e qui dipinge tele di accento assai visionario, come la chiesa del villaggio raffgurata sotto un cielo di un blu profondo, con pennellate così vitali da dare l impressione che l edifcio tremi, come fosse di gelatina (18). Ad Auvers l artista conosce il dottor Gachet, medico e pittore egli stesso, che lo avrà in cura fno alla morte, avvenuta per suicidio solo due mesi più tardi. Tuttavia questo periodo è molto profcuo per Van Gogh, che crea una settantina di opere, tra cui il celebre ritratto del dottore (19), immagine struggente e magnetica. Al fratello Théo Vincent scrive: «Vorrei dipingere degli uomini o delle donne con quel non so che di eterno simbolizzato un tempo dall aureola e che noi ricerchiamo con la vibrazione, con lo stesso irraggiare dei colori». Il Campo di grano con corvi (20), del 1890, forse l ultimo quadro che Van Gogh dipinse prima del suicidio, è stato defnito un autoritratto non ritratto, come una sorta di testamento spirituale gli sviluppi dell impressionismo e il neoimpressionismo

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