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1 SEZIONE II RIFIUTI SPECIALI Sezione II Rifiuti speciali Pagina 115

2 Osservatorio Rifiuti Provincia di Torino Pagina 116 Rapporto sullo stato del sistema di gestione dei rifiuti Giugno 2006

3 Capitolo 7 Quadro generale 7. QUADRO GENERALE La Sezione II Rifiuti speciali intende fornire un quadro approfondito rispetto alla produzione e gestione dei rifiuti speciali nel nostro territorio e alla situazione impiantistica nei settori del trattamento, dello smaltimento e del recupero dei rifiuti speciali. In questa edizione vengono riportati i dati relativi all anno 2004, con riferimento alla codifica europea dei rifiuti (CER) introdotta dal E inoltre operativa dal 2005 la nuova codifica delle attività economiche dei produttori di rifiuti (codifica Ateco ). 7.1 Classificazione e normativa L art. 7 del D.lgs. 22/97 (Decreto Ronchi) individua quali rifiuti speciali: - i rifiuti da attività agricole e agro-industriali; - i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo; - i rifiuti da lavorazioni industriali; - i rifiuti da lavorazioni artigianali; - i rifiuti da attività commerciali; - i rifiuti da attività di servizio; - i rifiuti derivanti dalle attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; - i rifiuti derivanti da attività sanitarie; - i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; - i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti. I rifiuti speciali vengono distinti in pericolosi e non pericolosi. I rifiuti pericolosi sono quelli non domestici identificati nell elenco di cui all allegato D sulla base degli allegati G, H e I del Decreto Ronchi. Con l art. 14 del decreto-legge 8 luglio 2002 n. 138 è stata data una interpretazione autentica della definizione di rifiuto di cui all art. 6 del d.lgs. 22/97: in base ad essa beni o sostanze e materiali residuali di produzione e consumo che vengano riutilizzati in cicli produttivi senza subire trattamenti preventivi o comunque senza che si renda necessaria una operazione di recupero non sono considerati rifiuti. Sono state divulgate le Norme tecniche per il recupero agevolato dei rifiuti pericolosi (DM n. 161) a completamento delle Norme tecniche per il recupero dei rifiuti non pericolosi già uscite nel Sono inoltre entrati in vigore il D.lgs. 24 giugno 2003 n. 209 di attuazione della direttiva 2000/53/CE sui veicoli fuori uso, il Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari del 15 luglio 2003 n. 254 e il D.lgs. 13 gennaio 2003 n. 36 di attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti. Infine, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in data 10 febbraio 2006, il decreto legislativo recante Norme in materia ambientale elaborato dal Governo in base alla Legge delega del 15/12/2004 n Il testo unico modifica in modo rilevante la disciplina dei rifiuti, prevedendo variazioni anche relativamente al MUD, tuttavia è entrato in vigore il 29 aprile 2006, ed esplicherà i suoi effetti sugli anni successivi a quello oggetto del presente rapporto. Il 2 maggio 2006 il Ministro dell' Ambiente e della Tutela del Territorio ha firmato nove decreti attuativi del decreto legislativo in materia ambientale (N. 152/2006): tra questi ve ne sono due che riguardano i modelli di registri di carico e scarico dei rifiuti (escludendo da questo adempimento i piccoli produttori artigiani che non hanno più di tre dipendenti ) ed i registri delle imprese autorizzate alla gestione dei rifiuti (il Comitato nazionale dell'albo darà pubblicità ai registri delle imprese autorizzate alla gestione dei rifiuti; l'inserimento nei registri è su base volontaria). Pagina 117 Rapporto sullo stato del sistema di gestione dei rifiuti Giugno 2006

4 Osservatorio Rifiuti Provincia di Torino 7.2 La fonte dei dati il Modello Unico di Dichiarazione (MUD) L acquisizione di dati attendibili relativi alla produzione e gestione dei rifiuti speciali rappresenta da sempre un problema di non facile soluzione, soprattutto a causa delle difficoltà nella veicolazione delle informazioni dai soggetti gestori/produttori dei rifiuti agli Organismi deputati alla pianificazione, al monitoraggio ed alla raccolta ed elaborazione dei dati (la Regione, le Province, le Camere di Commercio). L introduzione del MUD (Modello Unico di Dichiarazione) ha risolto solo in parte il problema: le difficoltà di compilazione ed i continui cambiamenti di codifica dei rifiuti e di modulistica facilitano infatti gli errori di inserimento e l incompletezza dei dati. La struttura del MUD è andata evolvendo nel corso degli ultimi anni a seguito delle disposizioni introdotte dalle seguenti norme: D.P.C.M. 24/12/2002, successivamente integrato dal D.P.C.M. 24/02/2003, con il quale sono state definite le modalità per la compilazione e la presentazione del MUD, ed è stata introdotta la codifica CER europea; D.P.C.M. 22/12/2004, che ha nuovamente integrato il D.P.C.M. 24/12/2002 introducendo una nuova sezione del MUD relativa ai veicoli a fine vita o fuori uso. A seguito dell'emanazione di tali norme il MUD risulta quindi così articolato: Capitolo 1 rifiuti - Comunicazione rifiuti - Comunicazione veicoli fuori uso Capitolo 2 emissioni - Dichiarazione INES. In questo rapporto si analizzano principalmente i dati estratti e successivamente bonificati dal capitolo 1 Comunicazione rifiuti delle dichiarazioni MUD 2005 e quindi riferiti all anno 2004, con particolare riguardo alle aziende di smaltimento-trattamento e di recupero rifiuti. La disponibilità di dati più recenti (2004) in tempi anticipati rispetto al passato ha consigliato di concentrare gli sforzi sull elaborazione dei dati nuovi e di tralasciare l analisi dell annualità Un ulteriore fonte di dati è rappresentata dal Sistema Informativo Ambientale della Provincia di Torino, con le informazioni che derivano dagli atti di autorizzazione alla realizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti nonché all esercizio delle operazioni di smaltimento e recupero Soggetti tenuti alla dichiarazione MUD I soggetti obbligati alla presentazione del MUD e specificamente del capitolo 1 rifiuti risultano così individuati: Comunicazione rifiuti - chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti; - commercianti ed intermediari di rifiuti; - chiunque svolga operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti. Comunicazione dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiale: - chiunque svolga le attività di raccolta, di trasporto e di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali ai sensi del D.Lgs. 209/2003; - chiunque svolga attività di gestione di veicoli fuori uso non rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 209/2003. Produzione di rifiuti pericolosi: - imprese ed enti che producono rifiuti pericolosi; - imprese agricole con un volume di affari annuo superiore a Euro 7.746,85. Produzione di rifiuti non pericolosi - imprese ed enti che producono rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali*; Pagina 118 Rapporto sullo stato del sistema di gestione dei rifiuti Giugno 2006

5 Capitolo 7 Quadro generale - imprese ed enti che producono rifiuti non pericolosi da lavorazioni artigianali*; - imprese ed enti che producono rifiuti non pericolosi da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi non pericolosi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento fumi. *Per lavorazione industriale o artigianale si intende qualsiasi attività di produzione di beni, anche condotta all'interno di un'unità locale avente carattere prevalentemente commerciale o di servizio, purché tale lavorazione sia identificabile in modo autonomo e non finalizzata allo svolgimento dell'attività commerciale o di servizio. Gestione dei rifiuti urbani ed assimilati - Comuni, o loro Consorzi o Comunità montane ovvero Aziende speciali con finalità di smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati. Gestione degli impianti portuali di raccolta e del servizio di raccolta - rifiuti prodotti dalle navi e da queste consegnati nei porti. Rifiuti speciali - imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del Codice civile con un volume di affari annuo non superiore a Euro 7.746,85; - piccoli imprenditori artigiani di cui all'articolo 2083 del Codice civile che non abbiano più di tre dipendenti (cioè con tre dipendenti non si presenta la comunicazione rifiuti mentre con quattro dipendenti deve essere presentata), limitatamente ai rifiuti non pericolosi; - produttori di rifiuti che li conferiscono al servizio pubblico di raccolta (in questo caso la comunicazione viene effettuata dal gestore del servizio, limitatamente alla quantità conferita); - il gestore del servizio idrico integrato per i rifiuti costituiti dal materiale proveniente dalla manutenzione ordinaria di sistemi di trattamento di acque reflue domestiche (ai sensi dell'articolo 36, comma 7, del D.Lgs. 152/1999); Gestione del servizio pubblico - rifiuti non assimilati conferiti al servizio pubblico di raccolta in base a convenzione. Produttori di imballaggi vuoti che effettuano nel territorio nazionale la prima cessione ad un utilizzatore sul mercato interno secondo il Regolamento CONAI; Soggetti che effettuano autoproduzione di imballaggi così come definiti dal Regolamento CONAI; Importatori di imballaggi vuoti e pieni; Esportatori di imballaggi vuoti e pieni; Riutilizzatori di imballaggi Soggetti esclusi dall obbligo di dichiarazione Risultano esclusi dall obbligo di dichiarazione i seguenti soggetti: I produttori di: - rifiuti non pericolosi derivanti da attività agricole e agro- industriali; - rifiuti non pericolosi derivanti da attività di demolizione e scavo; - rifiuti non pericolosi derivanti da attività commerciali; - rifiuti non pericolosi derivanti da attività di servizio; - rifiuti non pericolosi derivanti da attività sanitarie; - macchinari ed apparecchiature deteriorati e obsoleti (se non pericolosi); - veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti (se non pericolosi). Produzione di rifiuti pericolosi non urbani: - produttori di rifiuti pericolosi non urbani che non sono classificabili come enti o imprese. La legge 5/01/2006, n. 29 (Comunitaria 2005), al fine di conformarsi all'ordinanza della Corte di Giustizia CE 28/09/2004, ha stabilito che i produttori di rifiuti pericolosi non urbani che non sono inquadrati in enti o imprese adempiano alla tenuta del registro di carico e scarico Pagina 119 Rapporto sullo stato del sistema di gestione dei rifiuti Giugno 2006

6 Osservatorio Rifiuti Provincia di Torino mediante la conservazione, in ordine cronologico, delle copie dei formulari. Tale legge ha inoltre specificato (articolo 11, comma 2) che i suddetti soggetti, pur assolvendo l obbligo della tenuta di un registro di carico e scarico mediante i formulari, non sono tenuti a presentare il MUD. Gestione di rifiuti speciali: - rivenditori firmatari, tramite le proprie associazioni di categoria, di accordi di programma stipulati per favorire la restituzione di beni durevoli (D.Lgs. 22/1997, articolo 44) relativamente alle attività di ritiro, trasporto e stoccaggio di tali beni; - soggetti abilitati allo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti in forma ambulante, limitatamente ai rifiuti che formano oggetto del loro commercio. Imballaggi - utilizzatori che partecipano a CONAI (in questo caso la legge 426/1998 prevede che la presentazione della comunicazione rifiuti venga effettuata dal soggetto che effettua la gestione dei rifiuti di imballaggio, la qual cosa ha generato molte perplessità in quanto tale soggetto non è immediatamente individuabile ed inoltre non sembra possibile che sia in possesso di tutti i dati richiesti). I parametri che vengono valutati sono sostanzialmente tre: congruenza, correttezza e completezza dei dati. Le correzioni sono state effettuate sulle seguenti tipologie di dati: - dati anagrafici; - dati quantitativi; - dati descrittivi (codici CER); - operazioni di recupero e trattamento non dichiarate o dichiarate non correttamente. In particolare si è proceduto ad eliminare duplicati di dichiarazioni mantenendo la dichiarazione più recente o quella che risulta maggiormente completa e attendibile. Inoltre si sono corretti alcuni evidenti errori quantitativi legati all unità di misura errata (per lo più kilogrammi imputati come tonnellate). La comparazione con i dati degli anni precedenti ha consentito inoltre di evidenziare più facilmente variazioni anomale o compilazioni parziali Qualità dei dati e bonifiche La qualità dei dati che si ricavano direttamente dalle dichiarazioni MUD, come già detto, spesso non è soddisfacente e comunque non è possibile garantire la correttezza delle informazioni che si ricavano. Per questo motivo si rende necessaria un opera di bonifica dei dati contenuti nelle dichiarazioni, bonifica che non sempre, però, può essere esaustiva: è chiaramente più facile individuare gli errori macroscopici, mentre errori di lieve entità facilmente non vengono identificati, per non parlare delle omissioni complete di informazioni rispetto alle quali non è possibile rimediare. Pagina 120 Rapporto sullo stato del sistema di gestione dei rifiuti Giugno 2006

7 Capitolo 7 Quadro generale Pagina 121 Rapporto sullo stato del sistema di gestione dei rifiuti Giugno 2006

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