Grafica: materiali per il progetto

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1 Grafica: materiali per il progetto Strumenti di composizione e artifici visivi Segni grafici, e geometria nella composizione grafica Linee di forza, elementi cromatici, caratteri. Geometria e colore: le teorie di Kandinsky Archetipi visivi.

2 Strumenti di composizione e artifici visivi Il progetto grafico di un messaggio destinato a un "consumo visivo" si vale solitamente di strumenti di composizione e artifici visivi fondamentali che ne favoriscano l immediata, corretta percezione; si tratta del bilanciamento, della sequenzialità, dell' unità, dell' enfasi e della proporzione. In un messaggio trasmesso in termini visivi, il bilanciamento consiste nella distribuzione equilibrata dei pesi ottici e delle linee-forza che si creano nel campo visivo. L'unità consiste nell'operare delle scelte di stile nel rispetto della coerenza formale e stilistica che sta alla base dell'obiettivo del messaggio. La proporzione riguarda l'adattamento coerente della figura allo sfondo e all'estensione stessa dell'area destinata al messaggio. Loghi e manifesti di Milton Glaser per la Stony Brook University NY

3 L'unità consiste nell'operare delle scelte di stile nel rispetto della coerenza formale e stilistica che sta alla base dell'obiettivo del messaggio: gli elementi messi in gioco verranno scelti in base a un accordo estetico che ne collega la forma al significato globale. Nella composizione del visual la scelta di un'impostazione in prospettiva dell'oggetto può migliorare e accentuare, enfatizzandola, la sua tridimensionalità

4 Unità come coerenza formale e stilistica accordo estetico che collega la forma al significato globale

5 La proporzione riguarda l'adattamento coerente della figura allo sfondo e all'estensione stessa dell'area destinata al messaggio; la qualità dell'immagine, l'impaginazione e la relazione proporzionale fra testo e visual, tra pieni e vuoti, deve risultare armonica. (Appiano, 2000)

6 Il concetto di proporzione aurea, l'ideale razionale, era già praticato presso i pitagorici e conosciuto da Euclide, definito "divisione di un segmento in media ed estrema ragione", consiste nel dividere un segmento in due parti diseguali in modo tale che da esso nasca un rettangolo perfetto, aureo appunto, avente per lati un segmento e la sua sezione aurea, ottenibile costruendo un quadrato sulla parte maggiore che risulti medio proporzionale fra il rettangolo costruito sull'intero segmento e quello proiettato sul segmento minore.

7 La proporzione aurea costituisce di per sé una tipologia visiva in grado di regolare i rapporti fra le parti in modo matematico e quindi con effetto armonico ed equilibrato. La ricerca del numero aureo corrisponde alla ricerca della bellezza dell'opera fondata su un rapporto numerico ideale tra gli elementi che la compongono. La proporzione aurea consente di ottenere composizioni (fotografiche, pittoriche, grafiche e architettoniche) equilibrate e armoniose partendo da un punto, identificato col numero "d'oro" della sezione aurea. E anche molto usata in tipografia, per l impaginazione di libri e riviste. La bibbia di Gutemberg, il primo libro pubblicato a stampa, in molte copie identiche, (1445), è già un capolavoro tipografico. Leonardo stabilisce le proporzioni del corpo umano inserito in un quadrato e in un cerchio, cercando nei suoi studi di affiancare l anatomia dell uomo all anatomia della macchine e della terra: questa ricerca può essere considerata il filo conduttore della sua opera scientifica, una massa di imponente di studi, osservazioni e spiegazioni in cui si riconoscono le conoscenze dell epoca.

8 Piet Mondrian, olandese, fu pittore aderente all astrattismo e fondò il gruppo de Stijl. Nella pittura di Mondrian si ritrovano forme geometriche elementari e complesse. Ritroviamo nel quadro sotto: quadrati (A), un doppio quadrato (B), un rettangolo che risponde alle regole della sezione aurea (C). Non si confonda la sezione aurea con i formati UNI: mentre la sezione aurea scaturisce dal numero 1:618, i formati UNI derivano dal rapporto 1: 2

9 Dimenticata nel Medioevo, la proporzione aurea viene riscoperta nel Rinascimento: il concetto di matematica coincide con quello di perfezione e questa, sulla traccia del pensiero platonico, è l'espressione dell'armonia divina. Nel 1600, Keplero dà al procedimento matematico il nome "sectio divina", e nell'ottocento, fu definita "sezione aurea". Questo canone estetico nato presso i Greci ed esploso nel Rinascimento, è stato ampiamente adottato in epoca moderna da Piet Mondrian in campo pittorico (neoplasticismo) e anche da Le Corbusier in campo architettonico. Egli concepì il modulor, un insieme di rapporti e misure per regolare lo spazio dell'uomo. Losanga con colori chiari e linee grigie Victory Boogie-Woogie 1943

10 Nel dipinto Far off 1958 di Josef Albers, esponente della pop art americana, si ritrova uno schema costruttivo con un rapporto 1/2/3. Jasper Jones, Tre rettangoli concentrici in Three flags, 1958; moduli quadrati e rettangoli aurei per Untitled, 1959

11 La costruzione dell'immagine basata sul rettangolo aureo consente di ottenere un effetto armonico, risultato che soddisfa l'intenzione comunicativa di un progetto visivo o di una struttura impaginativa equilibrata e insieme dinamica. Generalmente, però, effettuato l'impianto di un progetto visivo sulle proporzioni auree, è bene smuovere il rigore di una gabbia geometrica che può rischiare di essere monotona o comunque troppo rigida. El Lissitzky Battete i Bianchi col cuneo rosso 1920 O. SchlemmerManifesto per il nuovo salone dell arte -1913

12 Al di là di queste osservazioni teoriche sui modelli aurei, rigorosamente ancorati a un concetto compositivo matematico "classico", è pur vero che alcune volte può essere altamente coinvolgente, dal punto di vista percettivo, una composizione volutamente sbilanciata o sproporzionata o stilisticamente eclettica. In questi casi entra in gioco un tipo di programma comunicativo, coerentemente con la qualità del messaggio, fondato sulla dissonanza cognitiva, ossia sull'utilizzare una tipologia espressiva e comunicativa dissonante rispetto le abitudini percettive e per questo capace di superare le resistenze, sorprendere e farsi osservare. Per la costruzione di queste soluzioni visive, occorre naturalmente una grande sensibilità ideativa, come è stato dimostrato da molti grandi artisti delle avanguardie del Novecento. El Lissitzky Manifesto per L esposizione internazionale dell arte russa. Zurigo 1929 Rodtchenko Libri filiale di Leningrado del Gosizdat

13 Anche le forme grafiche più complesse sono il frutto della commistione di punti, linee, piani, di figure geometriche; è perciò fondamentale analizzare il valore espressivo delle forme semplici e delle loro potenzialità comunicative La linea verticale evoca l'impostazione vitale, esprime l'energia delle forme che si espandono naturalmente verso lo spazio, verso la luce. Orientamento dal basso verso l'alto: è la direzione più naturale della linea verticale; rappresenta lo sforzo di trovare la perfezione, di raggiungere la verità; è l'andamento delle cattedrali gotiche, la cui spinta verso l'alto doveva rappresentare l'energia dello spirito alla ricerca di Dio. Orientamento verticale dall'alto verso il basso: indica un richiamo alle proprie radici, alle proprie origini, una conferma della propria identità, una riflessione meditativa chiusa sulla situazione stessa.

14 La linea orizzontale evoca la sensazione fredda della quiete dell'ambiente, la calma degli elementi, l'immobilità del corpo nello spazio. Riconducendosi alla linea dell'orizzonte, evoca il piano orizzontale (o piano terra) e la sua profondità fino all'orizzonte. Orientamento orizzontale da destra verso sinistra: rappresenta il ritorno verso il passato, la via controcorrente. Orientamento orizzontale da sinistra verso destra: è la direzione dell' evoluzione naturale nello spazio/tempo del futuro; nella tradizione occidentale riflette la direzione della scrittura e il senso di lettura, che oscilla da sinistra a destra, scendendo poi con un identico e successivo moto nuovamente da sinistra a destra.

15 La linea diagonale possiede un'energia che coinvolge particolarmente lo sguardo in quanto costituisce una rottura alle soluzioni ortogonali dell'ambiente in cui si vive. Orientamento dall'alto a destra al basso a sinistra: indica una volontà di guardare al presente con un'attenzione particolare rivolta verso il passato. Orientamento dall'alto a sinistra al basso a destra: si leggono segni di pessimismo, di attenzione eccessiva verso le cose materiali. Orientamento dal basso a destra all'alto a sinistra: indica una volontà di recupero di un passato migliore del presente. Orientamento dal basso a sinistra all'alto a destra: è l'orientamento più positivo, in quanto indica una volontà di crescita e di sviluppo verso un futuro migliore.

16 Altre applicazioni esemplari della diagonale: è un andamento che attira lo sguardo determinando un orientamento e un senso di lettura, un andamento dell'immagine verso una direzione. La diagonale in un progetto grafico porta effetti di movimento e di profondità.

17 Linee oblique, spezzate, miste e curve Possono intervenire nella composizione con un effetto di instabilità più o meno accentuato, ma in ogni modo dinamico. Andamento spezzato: è un orientamento percettivamente forte e dinamico, ritmo agile, tagliente, combattivo, acuto e pungente; il percorso a zig zag della linea spezzata copre una superficie e quindi perde la caratteristica primaria lineare per assumere quella planare. Andamento misto: dipendentemente dalla sua configurazione, indica un processo evolutivo di esplosione o implosione, di ordine o caos, di instabilità o stabilità. La presenza di angoli alterni a linee curve, si traduce a livello psicologico in una situazione di ambiguità o di incertezza; questo orientamento possiede comunque caratteristiche dinamiche.

18 Cerchio e composizione circolare Figura geometrica perfetta, chiusa e compatta, il cerchio occupa una posizione dominante tra le figure geometriche semplici. Presente nell'arte di tutti i tempi con le sue più varie specificità simboliche: è l'aureola, è il sole, è il rosone delle cattedrali in quanto simbolo dell' "occhio di Dio", il quale, nel neoplatonismo umanistico, è "centro e circonferenza in nessun luogo e in ogni luogo (Nicolò Cusano, De docta ignorantia, II, 12).

19 Il cerchio è elemento compositivo con un forte effetto centralizzante sulle modalità percettive degli elementi della configurazione e con potenzialità dinamiche eccellenti intrinseche alla sua stessa forma; nel quadro circolare, linee "illuse" possono corrispondere a forme concrete (come un oggetto tondeggiante, un viso o come la linea di un movimento) e hanno il potere di creare assonanza tra le forme e determinare rapidi e fluenti percorsi visivi dello sguardo capaci di lievitare incontrollati sulle forme stesse.

20 L'effetto protettivo, mammario, rassicurante del cerchio (simbolo del ventre materno), l'effetto dinamico del moto continuo (simbolo della ruota), l'effetto di centralità e dominio (simbolo del sole allo zenith), sono soltanto alcune estensioni significative del cerchio che può dunque prestarsi a molteplici applicazioni. Se le forme circolari entrano in relazione con un sistema ortogonale o con un sistema obliquo o con un sistema di linee libere, la curva introduce un elemento di regolazione e di moderazione fra le parti, contribuendo a un effetto generale di armonia e di equilibrio

21 Quadrato e composizione quadrata Il quadrato possiede le caratteristiche della forma delimitata a quadrilatero e ad angoli retti; la ripetizione dei quattro segmenti di uguali dimensioni provoca effetto statico e simmetrico, perfetto e inattivo. La sua forma corrisponde al modello cognitivo del campo, del quadro, dell'intervento dell'uomo sulla delimitazione e misurazione dello spazio. Esso attiva le relazioni esterno/interno, civile/selvaggio (domi/foris), ordine/caos, generate da una antropologicamente più ampia opposizione natura/cultura, in cui il quadrato esprime il primario ed elementare intervento dell'uomo di appropriazione, trasformazione e dominio di uno spazio controllabile e finito in cui vivere, estratto da uno spazio incontrollato infinito. Il quadrato è elemento compositivo razionalizzante e forte:percettivamente, riporta il disordine a una forma organizzata. La sua stessa struttura, che può amplificarsi nella forma cubica, esprime il controllo matematico e concreto dello spazio all'interno di un'immagine.

22 In contrasto formale con il cerchio, il quadrato è mediato dall'armonica interazione delle due figure quando esse possiedono lo stesso centro (cerchio inscritto nel quadrato e cerchio circoscritto al quadrato). Dal punto di vista simbolico, il quadrato contrapposto al cerchio equivale alla contrapposizione terra/cielo, ovvero materiale/immateriale, l'uno espressione del finito controllabile, l'altro dell'infinito incontrollabile, l'uno statico, l'altro dinamico.

23 Triangolo e struttura triangolare Il triangolo e la piramide costituiscono una tipologia formale elementare e originaria, fondata sul concetto di figura chiusa con un numero minimo di lati; grazie alla sua struttura, il triangolo è l'unica forma geometrica che contiene nella sua sagoma una direzione, un orientamento. E per questa ragione una figura geometrica essenziale, oltre che simbolica, insostituibile nella comunicazione visiva. In natura è raramente ritrovabile se non come pattern astratto delle sfaccettature del cristallo o delle sagome delle montagne o di qualche struttura triangolare a petali o a foglie (come il trifoglio); è dunque una forma essenzialmente prodotta dall'uomo. Stabile, simmetrico, equilibrato nella forma equilatera penetrante, carico di tensione, smisurato o imponente nelle forme isoscele e scaleno, il triangolo eredita dalla tradizione culturale forti connotazioni: è strumento architettonico quale tetto o frontone ed è immagine di divinità già presso i Greci; in analogia con la triade primordiale padre/madre /figlio, il triangolo equilatero è stato assunto a rappresentare in forma simbolica il concetto cristiano di Trinità in cui è racchiuso il triplice aspetto di Dio.

24 Il triangolo contiene un dinamismo che lo vede ruotare sui suoi stessi lati, come un motore messo in moto sulla forma stessa che lo conduce a ritornare alla fase di partenza. Per questo suo implicito tendere al moto perpetuo, il triangolo è anche l'espressione simbolica della perenne sequenza temporale passato/presente/futuro o nascita/amore/morte. Nella sua forma simbolica tridimensionalizzata, il triangolo genera la piramide, forma che contiene nel vertice un'energia intensa capace di vibrare in sintonia con il cosmo: imponente forma ancorata a terra, la piramide rappresenta la tensione del materiale verso l'immateriale, egizia espressione di immortalità.

25 Altre forme: la croce Nata dalla partizione del quadrato con le mediane e in contrasto formale ad esso, la croce coniuga concetti essenziali come centro, equilibrio, simmetria, direzione, incrocio, numero quattro, esterno e interno, con una struttura presente in tutti i modelli culturali del mondo mediante significati legati al rapporto uomocosmo. L'equilibrio armonico della sua forma dipende dal rapporto ortogonale fra il braccio longitudinale e quello trasversale, assi generatori ereditati dalla forma piena e chiusa del quadrato e assunti a generare essi stessi partizioni spaziali opposte o contigue, vuote e aperte. Forma perfetta presente in natura, nella struttura dei cristalli come nella infiorescenza, ma presente anche nell' impalcatura del corpo umano e nello scheletro di numerosi animali, la croce è anche la forma dell'ordine, del palinsesto che organizza gli impianti urbanistici, dirige e controlla l'uso degli spazi.

26 Dal punto di vista cognitivo, la croce corrisponde alla partizione equilibrata dell'unità in quattro parti eguali; se giace sul piano orizzontale è determinata dalle porzioni di spazio che suddivide, richiama al materiale, all'organizzazione dello spazio dell'uomo; se s'innalza verticalmente rinvia all'immateriale, allo spazio di Dio, assume sostanza essa stessa in uno spazio inconoscibile e senza confini; è in ogni modo l'immagine concettuale della relazione fra gli opposti. Diversamente dalla croce greca (coi quattro bracci uguali) ereditata dall'antichità e intrisa di un sapere alchimistico e matematico oltre che religioso, la croce latina, simbolo della cristianità, deriva sua forma dal modello antropologico del corpo di Cristo morente sulla croce, assumendo l'asse verticale più lungo di quello orizzontale per modellarsi sulle proporzioni umane. Di qui deriva per analogia la sua somiglianza con l'albero della nave (la navis salvationis) se drizzata in verticale, o a determinare la forma della pianta della chiesa se disposta sul piano orizzontale; per la tensione verso il dolore implicito nella sua stessa forma, Jung associa la croce latina alla tipologia psicologica della sofferenza fisica e spirituale. La versione della croce commissa (o a T) deriva invece la sua impostazione dalla figura del Cristo morto sulla croce, con la testa reclinata sul petto. Anche questa struttura,, è entrata a far parte delle tipologie edilizie della cristianità, nel punto di incrocio dei due bracci della croce vi è il punto vitale, il fulcro, luogo che coincide con l'abside e che equivale, per analogia col modello antropologico, con la posizione del capo, la testa del Cristo.

27 LA SPIRALE Diversamente dalla croce, figura statica per quanto ancorata a terra per un solo punto, la spirale è la materializzazione stessa dell'essere dinamico che partendo da un punto si svolge irreversibilmente verso l'infinito. La sua forza sta nell'espansione fuori di sé, che le consente di acquistare di voluta in voluta maggiore consistenza e sicurezza, come quella di un suono che da flebile diventa via via più intenso prestandosi in questo modo a esprimere sinestesie musicali Nella sua versione bidimensionale è la visualizzazione di un movimento che conduce, attraverso la percezione visiva, a uscire dal sé, in quella tridimensionale è la realizzazione di un vortice in cui è la globalità sensoriale a essere coinvolta, le piccole scale a chiocciola come le grandi scalee a spirale ogivale sono la testimonianza di come la ricerca spaziale in architettura miri a declinare le misure dello spazio con lo spirito.

28 L'avvitamento della spirale verso l'alto o verso il basso, vista dall'esterno o dall'interno,, nelle due versioni bidimensionale o tridimensionale, costituiscono una serie di varianti con diversi effetti sulla globalità percettiva.

29 In alcuni esempi troviamo la spirale come elemento di equilibrio instabile, al centro o al lato di un immagine a costruire bilanciamenti visivi; in altri casi si ritrova come elemento dinamico, a spezzare un sistema rigido, o anche come citazione di possibilità infinite, accentuato da frecce che indicano tutte le direzioni, intrecciandosi tra loro.

30 Moduli, schemi. griglie, ripetizioni: si tratta di espedienti usati per razionalizzare molte informazioni oppure per dare una regola al proprio lavoro; regola che è spesso adottata e immediatamente negata, o spezzata, come nella immagine della mostra franco-sovietica del 25 o il labirinto di Munari (1960) interrotto dalle impronte/suole di caucciù, o la famosa pubblicità quasi un graffito murale- del Campari (1967). La mostra tedesca del 1927 invece, con poche efficaci variazioni, rispetta la scacchiera sottesa; ancora più regolare la Triennale di Milano (1940), che si limita a variare il colore degli scacchi.

31 Moduli, schemi e griglie: nel primo caso, sono raccolte, fattore regolatore il quadrato, le copertine di tutti i vinile dei Beatles; negli altri casi, manifesti di M. Glaser, si prende a prestito il tema della variazione sovrapponendo la stessa immagine di Bach trattata con diversi supporti e tecniche, o della quantità di gesti che una mano può compiere, a indicare le differenze tra le opere degli illustratori, o del quasi fumetto con la figura di Mozart per pubblicizzare un festival mozartiano.

32 Moduli, schemi e griglie:scheda Questa pubblicità di Mc Donald s utilizza il quadrato, -come spazio bianco che risulta prescindendo dalle fitte colonne in basso-, una griglia quadrata sottesa per posizionare i vari prodotti, tutti presentati nelle loro confezioni con colori alimentari fortemente attraenti, il rosso e l arancione, che insieme al giallo fanno parte della corporate image: come nella immagine precedente dei dischi dei Beatles, si usa un vuoto centrale per dare il messaggio importante, che in questo caso fa seguito alla frase posta in alto nell immagine. L altezza del lettering corrisponde a quella dello spazio (della griglia) in cui si collocano i prodotti, anche se l interlinea del lettering stesso è tenuta al minimo della leggibilità. Per instaurare una variazione, il piccolo cartello a destra crea una asimmetria non pesante nell immagine che altrimenti si presenterebbe statica e rigida, specie a causa delle colonne dai caratteri molto minuti. L immagine si chiude poi con una forte sottolineatura in basso: una fascia su fondo nero che charisce, a chi non fossero familiari i prodotti o il marchio, il nome della ditta.

33 Geometria e colore Le linee possiedono, dal punto di vista percettivo, qualità cromatiche e termiche: come ha dimostrato Kandinsky in Punto, linea, superficie (1926) la linea orizzontale denota tendenzialmente una base fredda, quella verticale possiede all'opposto potenzialità dinamiche di caldo; la diagonale esprime qualità intermedie di freddo-caldo; le linee spezzate sono più o meno accentuatamente rappresentative del freddo o del freddo-caldo a seconda che vi sia una prevalenza dell'orientamento orizzontale o di quello verticale, mentre le linee curve, prevalentemente associabili a sensazioni di caldo, possiedono, nell'alternanza di tensione e distensione, carattere di forze contrastanti e di energia avvolgente. W.Kandinsky On White II W.Kandinsky: Bilanciamento

34 Inoltre le linee, come abbiamo visto, si combinano e completano nell'immagine con figure geometriche, le quali secondo Kandinskij e Itten, in quanto forme primarie, sono associabili ai tre colori fondamentali: il triangolo al giallo, il quadrato al rosso, il cerchio al blu. Infatti anche dal punto di vista simbolico, la geometria ad angoli acuti del TRIANGOLO richiama alla triade alchemica, alla luce trinitaria, al triangolo come sinonimo di raggio di luce, colore dell' energia divina; il QUADRATO è una figura stabile, priva di dinamismo, immobile; simbolicamente è il suolo, evoca la solidità della materia terrestre, della terra come madre le cui proprietà archetipiche sono associabili al rosso, al sangue, al dolore, alla passione; il CERCHIO è invece figura carica di dinamismo, instabile, proiettata in un moto perpetuo, capace di generare altre forme: ad esso è associato il blu in quanto colore del cielo, del mondo iperuranio, della meditazione e della calma spirituale. Ricordiamo che i templi cinesi sono regolarmente di forma circolare, ma la piazza che c è di fronte è sempre quadrata: il tempio è il cielo, la piazza la terra.

35 Le forme primitive dei pittogrammi, e degli ideogrammi (i primi rappresentativi di oggetti, i secondi espressivi di idee e concetti) sono tutte basate su queste figure semplici; in questi segni della comunicazione umana precedente alla invenzione della scrittura e dei caratteri alfabetici, si legge la necessità di coniugare l'idea a una forma, la mente all'immagine, riducendo a forme geometriche elementari concetti complessi e astratti. Alcuni dei marchi più famosi derivano da ideogrammi e pittogrammi, con variazioni che quasi sempre tengono conto delle teorie che abbiamo sopra illustrate. M.Spera: pittogrammi professioni Codice di segnalazione marittimo Pubblicità Loewe -Pirella M.Spera: dall deogramma al logotipo

36 Il quarto di luna, i raggi del sole, la coda della cometa, il cuore trafitto, la stella a cinque punte, sono soltanto alcuni esempi di stereotipi visivi la cui iconicità deriva da un atteggiamento innato nei processi cognitivi dell'uomo, atteggiamento derivato dalla necessità di esprimere in forma sintetica quanto espressiva ciò che è difficilmente immaginabile e rappresentabile, o perché si tratta di un concetto astratto, o in quanto l'oggetto sottoposto a stereotipo è troppo lontano da un concreto controllo della sua forma. Su questi ed altri elementi si basa lo studio del colore, per la grafica e per il packaging. Hello!

37 ICONE Dalla pubblicità: la bottiglia di Coca Cola, l omino Michelin, le orecchie di Topolino Dall arte: l Urlo di Munch, i girasoli di Van Gogh, la Gioconda, le dita che si incontrano della cappella Sistina di Michelangelo. Gli uomini anonimi con la bombetta di Magritte Dalla letteratura infantile: Pinocchio, il Piccolo Principe di Saint Exupery E ancora, dalla cultura visuale del cinema:sono icone John Travolta con l abito bianco di poliestere, il braccio alzato in Saturday nights fever, Elvis nel costume di Las Vegas, Marilyn con la gonna bianca plissèe che si alza, Sordi che distrugge i maccheroni, ecc. I landmarks e gli oggetti che identificano luoghi e città: la cupola di San Pietro a Roma, il campanile di Giotto a Firenze, il leone e la gondola per Venezia, il panettone e il Duomo per Milano, la pizza per Napoli e l Italia, ecc. Altro tema: Vips come testimonials., viventi -Andreotti e il gorgonzola, Clooney e il Martini- e morti -Totò e gli spaghetti, ecc.

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