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3 Nei paesi di lingua anglosassone indica una cartella o una busta di cuoio atta a contenere documenti di una certa importanza. In Italia si usa il termine inglese portfolio che deriva dall'italiano portafoglio, di cui ha tutti i signific ati e che quindi può essere usato in alternativa. Nel sistema scolastico italiano il portfolio è lo strumento unitario che raccoglie ordinatamentee stabilmente le documentazioni piùsignificative del percorso scolastico dell'alunno, registrandone esiti e modalità disvolgimento del suo processo formativo accompagnandolo dalla scuola dell infanzia fino alla conclusione per tracciare la sua "storia". È una raccolta di lavori svolti di un pr ofessionista corredato da immagini esplicative della pr opria attività. Il portfolio può esser e, presentato attraverso una dettagliata documentazione con testi e fotografie e serve per far conoscere l individuo. Si tratta di uno strumento che, secondo gli esperti aumenta notevolmente il coinvolgimento delle persone e la loro riflessione su ciò che apprendono. In questi ultimi anni si è provveduto a strutturare il portfolio in modo che divenisse un prodotto multimediale: viene implementato in formato elettr onico e multi iper-mediale, digitalizzando tutti i tipi di materiali prodotti e prevedendo collegamenti tra le varie memorie digitali. (nel mio caso penso di essere stato previdente) il mio portfolio é ricco anche se un po disordinato e non nascondo di aver faticato molto a mettere in ordine la sequenza dei fatti dei periodi e dei materiali. I l portfolio é quindi lo strumento che serve per pr esentare miei lavori la mia storia e le mie competenze. con una lettura trasversale e una cr eazione condivisa a distanza. 3

4 Sono nato a Badia Polesine il 19 novembre 1934 e vivo a Brescia dal Quando ho cominciato a dipingere? Non lo so. Forse da sempre. Al mio paese comperavo i colori in un colorificio, ma non acquistavo i tubetti all olio pronti perché costavano troppo, prendevo invece i colori in polvere che poi impastavo con olio di lino e vernici. Nel negozio del mio paese il proprietario teneva le polveri in un vecchio mobile (madia) suddivise in tanti cassettini, le raccoglieva con una paletta e le incartava con una carta grigiastra. La casa dove abitavo, era molto grande e la mia camera da letto misurava (sette metri per sette) era decorata con quattro grandi affreschi che rappresentavano figure veneziane in costume e altri quattro affreschi più piccoli che illustravano le quattro stagioni. Erano state affrescate dal pittore ferrarese F. Saraceni ai primi dell ottocento. Ero quindi attorniato da opere d arte, questo mondo mi è stato sempre molto vicino. Mi sono formato da solo, senza alcun insegnamento di indirizzo artistico, nè scuola. Questa mia attitudine naturale mi ha sempre accompagnato e in seguito ha tracciato la mia vita. Mi sono occupato di comunicazione- pubblicità e di architettura di interni per oltre quarant anni continuando nel frattempo a coltivare la passione per la pittura. Devo confessare che negli anni della professione ho dovuto dare la precedenza al lavoro produttivo perché dovevo provvedere alla mia famiglia, naturalmente coadiuvato da una splendida moglie, insegnante. 4

5 attività : 3 edizione premio internazionale Concorso Natale d Oro - Art Mondial Gallery secondo premio trofeo della Regione Lombardia Comune di Milano Premio Nazionale di pittura città di Legnago Mostra d arte contemporanea CED ART Centro Arte Monet Milano - Premio speciale - salviamo Venezia LA ROSA D ORO quinto classificato. - Biennale Mediterranea d arte contemporanea,reggio Calabria Trofeo Mondo Oggi 1977 di Caravaggio - Massimo riconoscimento - premiato dal prof. Ludovico Magugliani -Personale alla Galleria Italia Artistica di Caravaggio edizione premio internazionale Concorso Natale d Oro - Art Mon-dial Gallery terzo premio trofeo della Regione Lombardia Comune di Milano Mostra mercato nazionale d arte figurativa città di Sabbioneta - Palazzo Giardino- Galleria degli Antichi - Mantova. -Personale S. Michele - Tresenda del Territorio - 31/03-12/04/1979 Istituto Italiano di Cultura - Vienna 13/12/ /01/ Premio Fiuggi - Assessorato al Turismo e alla Cultura - 4 premio Premio Galileo Cattabriga - Comune di Bondeno - Ferrara Partecipazione alla Rassegna Pittori dell anno - -Fa parte del Gruppo Europa Artistica, con opere in permanenza alla Galleria ABBA di Brescia AAB - RICOGNIZIONE AAB - RICOGNIZIONE AAB - RICOGNIZIONE PERSONALE - GUERCA AAB - RICOGNIZIONE premio d arte Nazionale città di Boario Terme diploma premio d arte città di Breno artista segnalato premo San Faustino e Giovita fondazione Civiltà Bresciana personale città di Badia Polesine (Ro) -24/03/ /04/2012 Premio Salon des Amateurs st. Thibault des Vignes Francia unico italiano invitato -18/01/ /02/2013 partecipa alle settimane dell arte Italian a Koping-Svezia diploma e mensione speciale - 1 edizione Oslo 02/08/03 marzo 2013 Gallery S9 International exibition of contemporary Art 5

6 Hanno scritto:...giancarlo Guerrato (Guerca) non sfugge a quello che potremo definire l ultimo imperativo - dell arte. Cioè al tentativo di personalizzare l opera sia nella tematica che nella tecnica compositiva. Ad una osservazione superficiale potrebbe, è vero, apparire un pittore di paesaggi in senso tradizionale, sia dove l assenza di prospettiva richiama le raffigurazioni trecentesche, sia dove il gioco delle geometrie scompone il piano suggerendo scuole a noi più vicine. Ad una più attenta analisi non può però sfuggire che qui il paesaggio, fatto di piante, campanili, case, non si pone rispetto alla figura umana nè come semplice sfondo nè come mero simbolo di una condizione esistenziale, bensì si identifica in tutto con l essere. Il paesaggio insomma, forma l uomo, è suo elemento costitutivo, elemento che rimane costante nel progredire del tempo; infatti è ciò che l uomo ha nel suo passato e, insieme, nel suo futuro. La natura non cambia, non mutano i colori nè le stagioni. Le stesse architetture variano restando però intatte nella loro essenza. Ma se il paesaggio è parte dell uomo, il futuro di quest ultimo è oscurato dal progressivo soffocamento della natura, dell ammassamento della società in spazi via via sempre più ristretti, dalla perdita d equilibrio fra città e campagna. Ed ecco così gli alberi svettare snelli e fitti come un pressante richiamo. Non solo la natura ha bisogno di spazio, l uomo stesso che è fatto di paesaggio chiede spazio. Poetica ricca ed originalmente intesa che Giancarlo Guerrato traduce in un linguaggio semplice, scevro da intelletualismi, profondamente umano e funzionale al tema citato. Scena Illustrata n. 4 Aprile LUIGI ARMONDI IL GIORNALE DI BRESCIA Sabato 2 luglio 1977 Il 22 maggio a Caravaggio, in occasione della XII edizione del concorso nazionale di pittura il mondo d oggi Italia Artistica, è stato assegnato al pittore Bresciano GUERCA Guerrato Carlo) il massimo riconoscimento. Il pittore viene premiato dal prof; Ludovico Magugliani. IL GIORNALE DI BRESCIA 31 gennaio 1979 Riconoscimento 3 premio per la ricerca Edizione Natale d ORO. Il soggetto città, nella sua problematica è riproposto con una vivacità di colori e una geometrica problematica, in una quarantina di opere... IL GIORNALE DI BRESCIA Sabato 2 luglio 1977 Le Città del GUERCA alla Permanente S. MICHELE Tresanda del Territorio dal 31/03/ al 12/04/1979 6

7 Hanno scritto: Galleria Incontri Italia Artistica dal 12 al 24 febbraio 1977 Veramente fantasioso il discorso pittorico (l artista è dotato di una vigorosa tecnica disegnativa e di una vivace e varia materia coloristica) sull assolutezza della verità civica ed esistenziale dell uomo contemporaneo che lo strumento tecnico trasforma in robot, costretto a vivere negli agglomerati anonimi e disumani. L uomo, l artista per Guerca, ideando, inventando un nuovo mondo decide di se stesso, della propria indipendenza, del proprio valore, del proprio destino, della propria personalità ben definita nel mondo nel quale vuole vivere. Pittura il cui contenuto fa pensare a Guerca come artista che ha piena coscienza dei problemi che emergono da un triste periodo della cultura e della storia dell uomo. Ellio Marciano 7

8 Le Città del GUERCA alla Permanente S. MICHELE Tresanda del Territorio dal 31/03/ al 12/04/1979. BELLA n. 5-30/01/ Premiazione 3 premio Concorso internazionale NATALE D ORO 1978 NOVELLA n. 5-30/01/1979 PERSONALE - Espone Guerca alla Art Mondial Gallery di Milano EUROPEO - Febbraio 1979 Premiazione 3 premio NATALE D ORO Premio d Arte Nazionale città di BOARIO TERME - Diploma Premio d ARTE città di BRENO - Diploma Premio d ARTE città di BRENO - Artista Segnalato Premio Ss. FAUSTINO e GIOVITA - Fondazione Civiltà Bresciana 8

9 VILLE DE SAINT THIBAULD DES VIGNES SALON DES AMATEUR MARZO APRILE 2012 OPERE IN MOSTRA VINAVIL cm 64x64 RICORDI cm 64x64 ROTTURA cm 70x70 9 LINEE cm. 70x70

10 Premio Settimane dell Arte Italiana a Köping, 18 Gennaio-1 Febbraio 2013, Gallery Quirinus, Köping-Stockholm. Presentato da Galleria- museo Quirinus Istituto Dante di Västerås Istituto Italiano di Stoccolma Köping kommun I giudici erano i seguenti: Riccardo Baldelli, critico d arte e VD di Maecenas Italy Art. Thomas Ljunqvist, fotografo ufficiale del Comune di Köping. Inge Larsson, critico d arte e gallerista. Annelie Hedvall, per il comune di Köping, ufficio turistico. Sabato 18 Gennaio abbiamo avuto l inagurazione della mostra Settimane Italiane. Il vernissage é stato un grosso successo con piú di 200 visitatori nella sola mattinata. L organizzazione vuole ringraziare tutti quelli che hanno contribuito a questo successo: gli artisti tutti e in particolare coloro che erano presenti in galleria con noi (Davide Cristofaro, Giuseppe Bertolini Berg, Maurizio Caruso tra gli altri), il fotografo Reza Rivoni, la rappresentante del locale Turistbyrå, Anneli Hedvall e con lei tutto il comune di Köping. A seguire le immagini della giornata. Opere in mostra i tre Cristi - cm. 40x60 Ferite - cm. 50x50 Evento 6 cm. 50x50 10

11 Giancarlo Guerrato: quando la geometria diventa sentimento Lavorare con forma pura e colore per esprimere concetti e sensazioni é cosa difficile. Guerrato ci riesce. I suoi Tre Cristi appaiono come forma e colore ad un indagine ravvicinata. Il colore é denso e corposo e forma percorsi ipotetici quali autostrade moderne nella luce della notte. I cerchi sono fermate dell anima dove il lettore del quadro si raccoglie un attimo nella complessitá dell opera. Poi peró ci allontaniamo e non ci lasciamo piú impriginare dal dettaglio per seguire invece una complessitá strutturale e ritmica che forma la totalitá dell opera. E proprio di questo si tratta, senso del ritmo che racconta una storia. La storia in questo caso dell uomo e della sua quotidiana croce. Come a dire che il Cristo non é uno soltanto, ma un susseguirsi di storie di uomini, uno dopo l altro, diversi nelle scelte coloristiche, come diversi sono gli uomini, ma uguali nel loro profondo destino. C é il racconto nelle opere di Guerrato. Un racconto vivo, che non indugia alla tristezza ma trova l energia della dinamicitá. È quello che si vede in Ferite. La ferita é cosmica, una galassia come un taglio nell universo che é taglio nella vicenda umana. La ferita si espande, emette colore, si avvolge su se stessa come a indicare che la vera ferita é processo mentale piú che fisico e il dolore é fonte di spinta vitale. Il ritmo e la vitalitá sono visibili anche in Eventi VI. É lo spazio metropolitano che diventa carta tridimensionale, é affisch dell evento per l evento, e percorso umano alla ricerca della strada sulla terra. Nei tratti pittorici corposi e essenziali e nelle righe di colore ci troviamo la forza del tribale e del metropolitano insieme. Il tema della cittá, tanto caro al Guerrato, é metafora della vita umana nelle sue solitudini e nelle sue ombre, mai peró in passivi toni e sempre con l ottimismo del colore. Riccardo Baldelli 11

12 Mensioni d onore della Giuria Walter Accigliaro: Con la motivazione che la tela apre l orizzonte ad un mondo mistico e diffuso e libera da vincoli convezionali, permette l espandere del pensiero puro al visitatore. Scuola Maestro Carpo, Maestro Gilberto Carpo Con la motivazione che l alta qualità tecnica delle sue opere ha colpito la giuria. Tale qualità si riscontra anche nelle opere dei suoi allievi, cosí dimostrando le notevoli qualità pedagogiche del maestro. Anna Maria Napolitano Con la motivazione che la sua rappresentazione della realtà colpisce il visitatore nella sua semplicitá visuale nonostante la qualità tecnica. Marisa Giacomin Bolzonella Con la motivazione che la di lei opera contiene motivi e spunti originali di bellezza fuori dal tempo. Giancarlo Guerrato Con la motivazione che il progetto narrativo e dinamico delle opere crea una sostanza nella pittura che porta una qualità oltre il confine del visuale. 12

13 Il fantastico viaggio di Giancarlo Guerrato nel mondo delle emozioni Negli anni Cinquanta Badia Polesine non offriva possibilità soddisfacenti di lavoro ai giovani. Poco più che ventenne, Giancarlo Guerrato condivideva lo stesso destino della gioventù del suo tempo. Eppure, a ben guardare, non dovrebbe esser dovuta sfuggire, all osservatore attento, una certa propensione artistica in questo ragazzo che già amava scrivere racconti, suonava la fisarmonica e soprattutto disegnava con passione. 1 «Al mio paese scrive nella prefazione del suo catalogo Periodi comperavo i colori in un colorificio, ma non acquistavo i tubetti all olio pronti perché costavano troppo, prendevo invece i colori in polvere che poi impastavo con olio di lino e vernici». Quindi, pochi denari in tasca, ma tanta fantasia in testa, e voglia di fare. Gli anni Sessanta hanno procurato un salto di qualità a questo pittore, allora in fieri, portandolo a lavorare in Lombardia. Brescia è diventata la sua seconda città e la sua grande fortuna nel campo del lavoro. Un successo meritato il suo, in quanto sorretto da intraprendente intelligenza e senso del bello, qualità queste indispensabili persino per disegnare una maniglia, un rubinetto, un gioiello o una seggiola, perché il pianeta della pubblicità richiede senso architettonico dello spazio e del colore, richiede buon gusto estetico al fine di raggiungere traguardi notevoli. E la pittura? Certo, Giancarlo doveva pensare, in quegli anni d ascesa, a dare la precedenza al lavoro produttivo, pur coadiuvato «da una splendida moglie insegnante» - come precisa nelle sue note autobiografiche più sopra accennate. Nonostante le preoccupazioni pressanti legate al mondo del lavoro, il Nostro non ha mai del tutto deposto le sue pulsioni artistiche, quali voci interiori che gli dettavano la voglia di dare forma a una sua realtà dell immaginario. Non era più tempo di pennelli e tubetti di colore, poiché il suo mestiere di grafico-pubblicitario e la sua cura architettonica d interni, aveva tradotto 1 Periodi, Carlo Guerrato (Guerca) 13

14 la tavolozza in tastiera del computer da cui sapeva dare forma ai voli della sua creatività. E così ricordiamo esperienze grafiche appese ai muri di una casa di comuni amici che non sono più fra noi. Le ricordiamo perché ci erano apparse misteriose trine di raffinata eleganza, stilemi di una fantasia aliena da banalità. Proprio da quella prima, occasionale visione di sue opere è nata la nostra curiosità di vedere altro ancora della produzione di Guerrato, avventurandoci quindi nel fantastico viaggio del suo mondo delle emozioni. E le stazioni del suo cammino prendono vita sotto i nostri occhi, sfogliando il suo Periodi dove già aveva assunto il nom de plume di Guerca. Qui brilla, in apertura, la sua Spirale 1, pronta a dimostraci nella sua policroma contorsione, il mistero volubile del nostro destino, quasi una Moira di greca matrice. E ancora composizioni inclinate ed orizzontali che ci proiettano nella visione espressionista di Guerca pronto a privilegiare, esasperandolo, il dato emotivo della realtà che non percepisce oggettivamente, ma interiorizza, proiettandola all esterno, sull onda volubile delle sue emozioni. La Composizione Quadrati ha una sua policroma grazia geometrica che sarebbe piaciuta a Mondrian. Se non proprio ricorrendo ai pennelli e alla tavolozza, in senso tradizionale, il Nostro sente il bisogno di allontanarsi dalla tastiera del pc, riavvicinandosi all uso di acrilici, seguendo un suo impulso materico nel dar forma ai suoi manufatti, quelli dell età matura, dell epoca in cui non si è più pressati dalle esigenze del lavoro e si può quindi regalare a se stessi il lusso di seguire, liberamente, le proprie esigenze artistiche. Ecco, dunque, il momento dei Girasoli, in cui l artista ama citare Vincent Van Gogh, pronto a colpirci per la densa vis cromatica così ardente e lontana dalla vieta realtà. Guerrato riproduce l emozione che un fiore, quasi espulso dalla sua fantasia, incide dentro il suo animo, divenendo un rutilante caleidoscopio di squillanti colori. Delizioso il periodo delle Città. Città-rifugio, oseremmo dire, dove potersi sgravare dagli affanni quotidiani, costruite su misura per un mondo senza ingiustizie e sperequazioni sociali, città utopiche, dotate di un potere salvifico, eleganti, così gremite di antenne e camini, in un ascesa consolatrice. 14

15 Città che si colorano anche di una allure metafisica, alla De Chirico (Cfr. Città n.84) perché l autore spazia, senza confini, dentro l estremo campo della pittura astratta, curioso, pronto ad assorbire e a rielaborare con occhio attento e cuore vigile. Un soprassalto di citazione figurativa ci consegna Verso la Primavera, una romantica natura morta, velata di nostalgica tenerezza. La fantasia instancabile di Guerca lo ha portato addirittura a creare una Mediascriptura, ovvero come osserva, acutamente, il critico Mauro Corradini «2 un vocabolario allegato ad ogni opera, una sorta di supporto di idee e pensieri per la lettura; serve a decodificare l emozione che attraversa lo spazio dell immagine, dà il titolo all opera, suggerisce un idea, un sentimento, favorisce un interpretazione. Segni, figure e lettere entrano visivamente nel gioco dell immagine; si possono leggere unitariamente alle scansioni formali che l artista suggerisce, o si possono leggere come indicazioni aggiuntive, legenda visiva. Sempre l artista è alla ricerca di alfabeti perduti, alla ricerca di parole, magie, suggestioni ritrovate in fondo all animo e intraducibili nelle lingue correnti». In sintesi, che Guerrato ci porti nei suoi campi di girasoli dell immaginario o ci faccia entrare nel suo diario mediascripto (dove sa parlarci di Amore o Allegri turbamenti, attraverso tutta una serie di tappe nella sua filosofia personale) o che ci ospiti nelle sue città dell Utopia, o che ci faccia ammirare quei suoi Cristi stilizzati di nuova produzione, lascia in noi una contagiosa traccia delle sue emozioni, insieme alla compiaciuta constatazione del suo meritato successo. Grazia Giordani 2 Mauro Corradini, Monografie di artisti bresciani Carlo Guerrato (Guerca) Mediascriptura edizioni aab (p.8) 15

16 Pittura e stato d animo: un alfabeto per l emozione. Appunti per la ricerca astratta di Giancarlo Guerrato Mauro Corradini 1. Il secolo che abbiamo appena chiuso ha favorito la definizione dell arte come emozione, stato d animo, espressione (ed espressionismo ne è diretta derivazione nominale); difficile uscirne, toccando cuore e cervello, coscienza e spirito: ancor oggi, mutati i registri e le procedure, l arte sembra voler percorrere e ripercorrere i sentieri dell emozione, esponendo le tensioni individuali dell artista. Muta -è mutato- di conseguenza il ruolo critico, non più custode di una tradizione e di un abilità, da sottolineare e conservare, da cui derivava la funzione di guida, di maestro, con conseguenti correzioni sintattiche, incoraggiamenti, indicazioni di linee (temi e contenuti) da seguire e perseguire; il critico si fa biografo del talento, svela e rende meglio comprensibili -a volte- gli sforzi dell artista di penetrare in se stesso, delinea le coordinate, nei casi migliori, attraverso cui è forse più agevole avvertire, se non proprio comprendere, la coscienza che l opera disvela. Libro aperto ma enigmatico, ambiguo, l opera d arte si rivela attraverso meccanismi di difficile comprensione, attraverso linguaggi in cui la memoria, la nostalgia, la consapevolezza si uniscono in procedure che solo in minima parte sono riconducibili alle vicende artistiche che la storia ci ha consegnato. In questa vicenda che le parole traducono in termini sintetici, ma ci si augura non ermetici, si colloca la storia artistica di Giancarlo Guerrato, che si è firmato a lungo con lo pseudonimo Guerca, e con tale firma appare sui ritagli di stampa degli anni settanta o con il nome ridotto di Carlo. Sono ritagli lontani; ci aiutano a comprendere i primi passi. La professione di grafico pubblicitario, i successi in una professione che unisce scrittura e immaginazione, i contatti con l architettura -ma architetto non è mai solo un titolo accademico, è una qualità dello spirito, la capacità di misurare lo spazio in termini poetici- sono i riferimenti da cui partire; dalle opere giovanili, dalle riproduzioni ritrovate nelle cronache di alcuni concorsi, di rassegne collettive, si ritrovano accostamenti con la cultura del tempo, si ritrovano gli amori e le passioni di un giovane che vuole dedicarsi all arte. 16

17 Le prime immagini di Guerrato al rigore impaginativo uniscono il senso del colore: sono le due polarità attraverso cui l arte di Guerrato si presenta. Ai nostri occhi riecheggia un percorso artistico che ha avuto un esito in virtù proprio dell espressione astrattista, che, pur apparsa negli anni dieci, è diventata dominante come tendenza poetica nel secondo dopoguerra. Se è pur vero che esiste un ampio periodo figurativo in Guerrato, tale tendenza si evidenzia per rigori geometrici, per ritmi strutturali, più che narrativi. Per questo, di astrattismo di natura geometrica è bene parlare nella preistoria di Guerrato, anche quando riemerge la figura, per meglio comprendere le scansioni che il pittore utilizza nelle opere attraverso cui esprime il suo iniziale sentimento del mondo; un senso di stupore, di magia compresa, quasi di tacito ammiccamento domina nelle opere di oltre trent anni or sono. In questo suo dialogo con il lettore, Guerrato sembra voler affermare le nuove misure che il mondo impone. E si inserisce in quelle, ordinando i paesi rappresentati come cucuzzoli collinari, accostando le case le une alle altre, con composizioni e strutture che nella modernità dell impianto rinviano al medioevo gotico di miniature inventate. La professione, con le sue aperture culturali e bisogni, i successi anche e le sue interne frenesie, non ha concesso a Guerrato di dedicarsi compiutamente all arte e alla ricerca; la pubblicità è venuta evolvendosi in fretta, e ha insegnato all anima architettonica del pubblicista di farsi carico dei nuovi materiali, che diventavano nuovi linguaggi. Dal suo ambito professionale, Guerrato ha dovuto accantonare la ricerca artistica. E solo quando l età ha consegnato all artista un tempo non limitato al recupero delle energie, è ripartita in lui la voglia di fare, di ritornare non diciamo giovane, ma all attività che in giovinezza gli aveva aperto sogni, speranze, utopie, viaggi verso quei paesi che hanno per l occhio un sapore antico, e ci parlano di strutture edilizie che sembrano trascrivere nello spazio concetti antichi, accostamenti solidali, regolari gerarchie, di un mondo im-possibile; l arte è sempre rivoluzionaria, e l artista, il flemmatico, il melanconico, è allontanato dalle corti e dai luoghi del potere politico come elemento ingombrante, inutile, potenzialmente pericoloso (non sembri casuale se nelle commissioni per l urbanistica, per la tutela del territorio, per i piani regolatori delle città siano inseriti numerosi tecnici e mai, o quasi mai, gli artisti). 17

18 Quando il tempo di riposo è apparso sufficiente all impresa, Guerrato ha ripreso in mano i pennelli; già, i pennelli. Ma per uno che attraverso la pubblicità e i nuovi media non sapeva nemmeno come riprenderli in mano; per uno che non conosceva ormai più le ditte produttrici (le marche) degli acrilici, delle tempere, degli oli; per uno che si era di necessità immerso -e aveva trovato valori ed energie insospettate- nel mondo della pubblicità, riprendere i pennelli diviene solo un espressione, un modo di dire. Confesso che non gli ho nemmeno chiesto se ha provato a ridipingere, a pittare, come si diceva. Sono convinto che Guerrato, giunto alla decisione di riparlare di arte, si sia messo a riguardare i pennelli, forse ne ha acquistati di nuovi, li ha intinti in qualche barattolo, scampato per avventura alla distruzione del tempo; e sono convinto che ha immediatamente compreso che non poteva più dipingere. Il suo pennello era ormai una tastiera, un piccolo sorcio che si muove a nostro comando, ha solo un buffo orecchio centrale che ruota, e due narici che, schiacciate, inviano segnali alla tela, una struttura rettangolare non dissimile da quella su cui lavoro anch io; la mia dà solo parole, qualche segno di interpunzione, poche altre note tipografiche; quella di Guerrato contiene un mondo di colori e di tracce, che io francamente invidio, ma non so cavare né dalla mia tastiera, né dal mio topolino che corre assai meno, un po anchilosato e legato a un solo movimento. 2, 1. Riprendere a dipingere per Guerrato è stato riprendere il computer, utilizzare le parole apprese nel lungo cammino professionale, più di trent anni fa, ma per dire altre cose; non più per invitare verso un dentifricio o un paio di occhiali, un gioiello o un detersivo, ma cercare dentro, nei cumuli e negli affanni del quotidiano, cercare per gli altri, e per sé in primo luogo, perché quando si è presi dal lavoro, a volte non si ha nemmeno il tempo di guardare dentro se stessi. E forse ha benedetto gli acciacchi fisici che hanno frenato il lavoro, il maggior tempo residuale dovuto al rallentamento professionale, il bisogno sempre più urgente, timidamente all inizio e poi dominante, di dare voce a quel che premeva dentro. Un grande poeta delle mie parti, parlando di se stesso che invecchiava ( Invcend ), ha affermato che la poesia traduceva la sua volontà di dire in dialetto, quel che aveva sempre tenuto dentro in 18

19 italiano (Cesare Zavattini). Quando si riaccosta all immagine, riprende a dipingere (ma abbiamo già chiarito che non utilizza più i pennelli), immediatamente Guerrato comprende che non vuole più parlare di ciò che vede, ma vuole esprimere solo ciò che sente: della sua pittura con larghe aperture figurative (i volti, i paesi, le composizioni dei paesaggi) riprende solo lo spettro astrattista. Ha costruito un piccolo quaderno, per sé e per gli amici, e a fianco delle immagini, ha aggiunto frasi, riflessioni, ha descritto momenti personali, parole che lo aiutano a penetrare le forme, quelle figure illuminate dai colori del computer, colori innaturali, violenti a volte, per trascrivere un universo segreto, che ha voce solo in quel torpore della coscienza in cui si animano le presenze misteriose che cantano nell animo. Non a caso, il nostro secolo si apre certamente con l espressionismo, ma si apre quasi contemporaneamente o subito dopo, con la metafisica, l attesa di un oltre, di un dio laico che risvegli dal sonno e ci illumini di meraviglia. Ricominciare a dipingere, per Guerrato, è stato un ritorno al futuro, un ritorno alle origini del proprio io che vuole manifestarsi, rendere esplicite le individuali emozioni, utilizzando un linguaggio aggiornato, aperto al futuro: parla di mediascrittura l artista bresciano (nella nostra città da una vita, nonostante l origine polesana), per indicare da un lato la componente comunicativa, la scrittura, e dall altro la componente mass mediale, l immagine digitalizzata, predisposta da computer, seguendo i ritmi di una immaginazione, a metà strada tra le pulsioni dell animo e le spinte formali del mezzo. Lo scarto nei confronti della produzione giovanile non poteva essere più netto; l artista si propone in un villaggio globale e utilizza i linguaggi della nuova sensibilità mass mediale; consapevole ormai che la scelta astrattista è ormai accreditata, elimina ogni residuo iconografico, e lascia che il segno, la traccia, la forma cromatica si distendano sulla tela con le procedure di strumenti che una differente abilità consente di controllare. Le antiche cromie ancora vagamente mimetiche sono ormai lontane; Guerrato utilizza i colori come espansione emotiva. 2, 2. L immagine di Guerrato non nasce da riferimenti iconografici; è completamente astratta. Vive cioè su pulsioni espressive che non hanno un origine mimetica, rappresentativa; nella struttura e nelle procedure 19

20 compositive, l opera riassume in sé mille forme della tradizione artistica, ricorda le anamorfosi di lontana memoria, ricorda le figure che un secolo di astrazione ha prodotto; sovente tuttavia sembra trascrivere le scansioni impazzite di un mezzo tecnico che accosta troppo rapidamente immagini differenti rendendole illeggibili, costruisce movimenti ondulatori che appaiono ai nostri occhi una sorta di refuso iconografico, risultato di una macchina che ri-elabora da sola immagini accumulate in un processo di costanti sedimentazioni di imput differenti. L opera parte de un impulso interiore, erede della cultura surrealista, che aveva elaborato la teoria del gesto automatico; solo che il gesto non è più depositato dalla mano che si muove libera con uno strumento tradizionale (matita, pastello, pennello); il gesto automatico è desunto da un mezzo tecnico, di cui si conoscono i segreti e le potenzialità. Di certo, l opera digitale, che Guerrato crea, esce dagli schemi ordinari tanto della rappresentazione (e/o mimesi), da cui è per scelta lontanissima, quanto dell astrazione tradizionale, sia quella geometrica, che in una certa misura è maggiormente correlata al cammino artistico del Nostro, sia quella informale, che a volte emerge nell intreccio dei segni spontanei, lievi o violenti, ma purgata da quelle tracce, segni, grumi, colature che dell informale costituiscono l aspetto più connesso all emotività. Guerrato dipinge ondulate misure, dismisure più spesso, perché tende a definire sul supporto, una tela predisposta alla stampa di origine digitale, i suoi pensieri, le sue riflessioni sulla vita, le sue inquietudini. Forse a monte avvertiamo il personale desiderio di dar voce alla nuova sensibilità che l anagrafe ha prodotto, avvertiamo il disagio nei confronti di un contesto sociale in cui siamo tutti immersi, un vivere che si comprende ma ci appartiene sempre meno, sopravvissuti di un epoca in cui il mondo contadino, con i suoi ritmi, regolava la vita degli uomini, costretti a vivere in un altra diversa dimensione: frequentemente le mie indecisioni creano una gran confusione ; il mio percorso [di vita] è stato piacevole, ma anche molto duro ; dopo ogni malanno occorre una fase di riabilitazione, sono le indicazioni verbali che l artista aggiunge, da cui ricava alla fine il titolo dell opera, ma fungono anche da molla, per la mano che crea forme, figure, tracce visibili di un intricato mondo interiore. Per dare senso a queste immagini, l artista ha aggiunto un vocabolario, 20

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