Il nostro notiziario ANNO V - N 4. Luglio agosto 2014

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1 Il nostro notiziario ANNO V - N 4 Luglio agosto 2014

2 L editoriale L estate che non è stata molto generosa nel regalarci sole e il caldo aspettato, non ci ha fatto perdere d animo e come sempre ci ha impegnati nel riempire le nostre giornate di eventi simpatici e particolari. Abbiamo ascoltato storie divertenti con effetti speciali irripetibili, semplici ed efficaci come l Imbuteatro nato dalla spiccata sensibilità e creatività di Cinzia Morandi, attrice di una delle compagnie teatrali del Teatro Pan Lugano, partecipato al laboratorio di aquiloni curato dal nostro infaticabile del sig. Golzi. Abbiamo avuto una cara ospite Rosalba Canetta che ci ha accompagnato nei pomeriggi con le sue letture sempre puntuali e precise raccontando storie di Donne che si contraddistinguono per le esperienze positive. Abbiamo festeggiato il 1 agosto 2014 in allegria con almeno 350 amici e il nostro Presidente Alberto Fossati che è riuscito a trascorrere la serata con noi. In particolare voglio ringraziare Matteo Martinelli, cuoco della Fondazione, per aver deliziato tutti gli amici con appetitosi stuzzichini, estendo anche il ringraziamento a Danilo Saruggia e Liliana Pella che hanno collaborato nella preparazione della festa. La Festa del 1 agosto oltre al significato che ha ben spiegato la nostra ospite Gilli Luciana nel discorso ufficiale di apertura della ricorrenza, riportato in seguito e per noi motivo di Festa e un occasione per ringraziare tutti gli amici e le associazioni che collaborano con noi tutto l anno. La nostra consueta gita a Porto Ceresio dove il proprietario del ristorante ci ha scambiati per una allegra compagnia di buongustai. Concludo con un saluto particolarissimo da parte di tutto lo Staff della Residenza alla Sig. ra Bosshard Lucia, che anche quest estate ha vigilato sul nostro operato, portando un po di allegria e calore nella nostra casa. La direttrice Antonella De Micheli Pagina 2

3 La gita a Porto Ceresio Quest anno il tempo è stato veramente inclemente. Poche le giornate di sole anche nei mesi di primavera ed estate. Il giorno venti agosto avevamo deciso di sfidarlo anche se le nuvolaglie già nelle prime ore del mattino ci lasciavano perplessi. A poco a poco anche una nebbia sottile avvolgeva il parco, così bello quando la luce lo illumina. Richiamavo alla mente la poesia di G. Pascoli Nebbia. E guardai nella valle, era sparito tutto Avevamo già rimandato più volte la gita a Porto Ceresio e non volevamo proprio rinunciarvi. Sorretti da un entusiasmo quasi giovanile e dalla perfetta organizzazione studiata in ogni particolare dalla Direttrice e Dott. ssa Antonella De Micheli e tutto lo staff esperto e prudente della Residenza, avevamo preso posto sulle comode macchine guidate con perizia. Lungo il percorso spicchi di sole ci permettevano di vedere, sia pure in modo poco nitido, le diverse architetture di ville signorili e le moderne strutture di condomini vivacizzate da ridde floreali. Ci avvicinavamo alla meta dove un tipico ristorante Da Claudia ci aspettava. Ricevuti con squisita gentilezza dai proprietari, eravamo loro grati per averci riservato una luminosa sala prospiciente il lago di Lugano. Avevamo vinto la sfida con il sole che,seppur debole ci permetteva di cogliere i vari motivi dell ambiente: l elegante battello bianco, che issava la bandiera con la croce bianca in campo rosso diretto a Lugano, il cigno dal piumaggio candido e dal collo lungo che procedeva con grazia attento e premuroso verso i suoi piccoli, i gabbiani dai corpi affusolati e le grandi ali bianche. A tavola, dopo aver sorseggiato un analcolico aperitivo, ci veniva servito un pranzo la cui prerogativa era la raffinatezza:ottimi cibi a base di pesce e di carne guarniti con contorni e- laborati con grande cura, dolci squisiti e spumante pregiato. Il sole che, alla fine, sprigionava i suoi raggi, sembrava unirsi alla nostra gioia. Potevamo finalmente dire con il poeta G. Leopardi Passata è la tempesta, odo augelli far festa e accedere, attraverso una scaletta simile a quella che portava alla darsena, al tipico lungolago frequentato da mamme con i loro bambini pronti a cimentarsi in una breve corsa con i compagni, coppie di giovani sposi, ginnasti e podisti. Appagati, contenti ritornavamo alla Residenza più ricchi anche di cognizioni sulla deliziosa cittadina italiana Porto Ceresio sul lago di Lugano, un ultimo lembo d Italia proteso verso la Svizzera, un salotto immerso nella natura incastonato tra il verde dei monti e l azzurro del lago. Alla nostra età vivere la geografia attraverso l esperienza diretta, unendo all utile l dilettevole, è una opportunità eclatante. Angela Prandina Pagina 3

4 STORIE DI CANI, racconto di fatti REALI senza fantasie narrative. Il giorno 31 giugno 2014, alla Residenza di Malnate ci hanno tenuto compagnia due bellissime cagnolone Labrador. È la seconda volta che le incontro, ma hanno la memoria buona e si sono ricordate le coccole e le grattatine che ho riservato loro la volta precedente, e mi hanno subito raggiunto per averne un altra dose. Durante l animazione le brave e gentili proprietarie hanno chiesto se fosse possibile avere racconti che parlano di cani e qualche fatto o avventura connessi. In oltre ottant anni di vita, passati sempre con accanto qualche cane e cagnolino di ogni taglia e specializzazione ho accumulato una gran quantità di ricordi sempre belli; salvo qualche occasione in cui mi hanno lasciato per malattia e età o per qualche indesiderata scappatella in strada provocando pianti, strilli e disperazione in tutta la famiglia. Dai ricordi ne prendo no significativo, e mi riferisco agli anni 60/70. uno zio di cui ero affezionatissimo era diventato il mio istruttore o istigatore di caccia. Dopo gli inizi in Valle Brembana, sua terra natia, aveva perfezionato la sua arte venatoria nei Bois de Boulogne di Parigi e le competenze già ereditate dal suo Papà, il mio amatissimo Nonno Luigi grandissimo intenditore e proprietario di cani da cacca di tante razze diverse. Verso la fine degli anni Cinquanta è entrato nel nostro giro un suo cane di razza Spinone, il Mike (nome ereditato dal presentatore TV in voga a quel tempo), era una forza della Natura, instancabile e ben collaudato scovatore e nuotatore nelle risaie del Vercelles. Alcune volte, rivedendolo in risaia per la caccia lo salutavo...ciao Mike...buongiorno! E mi si avvicinava contento e scodinzolante. Inoltre l ho visto all opera per giorni interi ad alzare beccacce sugli Apennini del Materano e della Foresta Umbra sul Gargano, nei querceti e sugherete della Sardegna e infine nei boschi e isolette nelle risaie del Sud della Turchia (zone di Samsun). Era indomabile e instancabile nuotatore. Aveva un unico difetto, se posso dire, che è proprio la razza spinona: quando era bagnato ( e lo era spesso per la passione per la caccia in palude e nell acqua) puzzava come un caprone! ma questa prerogativa una volta è stata determinante a risolvere una mia avventura che poteva risolversi in...costosa tragedia. Mi spiego: quando andavamo in Turchia con lunghe trasferte per raggiungere Istanbul e zone turche di caccia (Samsun e limitrofi), io guidavo la macchina mentre lo zio faceva dormite lunghe quanto era lungo il viaggio, il Mike viaggiava con noi, ma per fargli compagnia c era insieme il mio Sem, un bravissimo bracco tedesco che era un po il suo allievo-amico. Pagina 4

5 Per motivi di pulizia le nostre valige le tenevo infilate in sacchi neri della spazzatura, ma sopra e dietro a queste c erano dei teli di iuta ben ripiegati che facevano da letto per i nostri cani che viaggiavano e dormivano abbracciati. Girovagando per Istanbul nei momenti non dedicati alla caccia mi davo alla ricerca ed acquisto di reperti archeologici e di tappeti di o- gni provenienza e antichità. Il giorno del ritorno dal primo di questi viaggi ho preparato il vano posteriore della macchina tipo giardinetta per accogliere i cani, ma ho aggiunto sotto ai loro letti due tappeti particolarmente importanti per qualità e prezzo. Ho predisposto tutto ben infilato nei sacchi neri della spazzatura che avevo sempre di scorta, ed abbiamo voluto andare lungo le rive di un fiume vicino, dove avevamo già incontrato le folaghe e anitre a migliaia. Come previsto abbiamo fatto l ultima fucileria, per la gioia dei ragazzi turchi che raccoglievano folaghe e anitre per poi mangiarle. E il Mike ha potuto fare gli ultimi tuffi in acqua e tra le canne, acchiappando al volo gli ultimi volatili che sgranocchiava come era suo costume anche nelle risaie vercellesi. Poi con un rapido passaggio alla base abbiamo caricato valige, tappeti e cani sulla mia Errequattro (Renault 4) e siamo partiti alla volta dell Italia. Ci aspettava un viaggio di 2200 Chilometri, ma i pensieri erano già avanti verso le frontiere che avremmo dovuto superare: a Edirne dalla Turchia alla Bulgaria, e poi dalla Bulgaria alla Jugoslavia, e infine dalla Jugoslavia all Italia a Trieste. L unica versa preoccupazione me la dava l uscita dalla Turchia, dove sapevo che la meticolosità delle guardie di Frontiera era inflessibile e pesante. Appena fermo in Dogana sono corso con i passaporti in mano pe ri visti, e al bancone un Gendarme mi ha indicato un lungo cartello multilingue appeso al muro: si diceva che sarebbero state comminate pene gravissime a chi fosse stato colto con a bordo tappeti e statuette antichi. Ho fatto la faccia dell innocente e dicevo che quelle indicazioni non mi riguardavano. non comprato, troppo caro! Normalmente venivano affiancati due lunghi tavoli alla vettura e, spalancate le porte, ci si rovesciava il contenuto per un accurato esame. Con gli Oli Santi in tasca (secondo il detto Bosino) ottenuto i visti sono tornato alla mia macchina sulla uale lo zio mi aspettava in attesa del primo Gendarme che si avvicinava. Mentre mi avvicinavo alla mia porta il Gendarme ha aperto la porta del lato passeggeri posteriori per iniziare l ispezione. E qui è intervenuta la potenza distruttiva del Mike, che era li ancora bagnato e quindi puzzolente al massimo. Il Gendarme turco ha aperto appena la porta ed è stato investito dalla zaffata di puzza del Mike. Ha sbattuto la porta e l ha richiusa facendomi un gesto perentorio...via, via!i Mike mi aveva salvato ed ho ingranato la marcia trionfante per il rientro. Durante il viaggio di itorno abbiamo sopportato la sua puzza, ma il Mike mi aveva salvato! Niente altro da segnalare! Cona due notti e un giorno di viaggio sono rientrato in Itali stanco, senza voce e con la barba lunga come il pelo del Mike. Antonio Golzi Pagina 5

6 Martiri di guerra-l omaggio del Maestro Muti Il giorno 6 luglio 2014 dal Sacrario Militare di Redipuglia il Maestro Riccardo Muti, alla presenza del Capo dello Stato, ha diretto l orchestra Cherubini nella Messa da Requiem di Giuseppe Verdi per ricordare le vittime di tutte le guerre. Con questo concerto sono iniziate le celebrazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale Da sfondo al luogo storico gli Inni. Sloveno, Croato, Austriaco-Italiano. L esecuzione mirabile, sublime del grande Maestro ha saputo far vibrare i cuori. Seguivo l evento, trasmesso dalla televisione, particolarmente commossa, pensando alla mia bella Patria, ai suoi grandi eroi che immolarono le giovani vite per un Italia Unita dalle Alpi al mare. L Agnus Dei cantato con infinita dolcezza, Lux aeterna parevano dire: O fanti, che dormite a Redipuglia, non vi ridesta un fremito di gloria, fu vostra la vittoria!a noi le note suggerivano il ricordo e la riconoscenza profonda. Ad ogni pausa, inserita nei brani musicali, Riccardo Muti sostava in raccoglimento, quasi in un silenzio religioso. Immagini di repertorio mostravano i combattenti nelle trincee esposti al pericolo, i mutilati, gli ospedali da campo, i veicoli della Croce Rossa Italiana. Io richiamavo alla mente mio padre, Capitano d artiglieria, medaglia al valor militare, Cavaliere di Vittorio Veneto e uno zio, Tenente deceduto sul Carso all età dei 23 anni insignito di medaglia d argento. Il suo diario, quasi una reliquia della famiglia, è un inno all amor patrio. Non ho mai dimenticato una frase di un commento letto nell età giovanile: chi per la Patria muore vissuto è assai Donna Caritea (Mercadante). I centomila Eroi che riposano nel Sacrario di Redipuglia e i loro compagni umili e grandi siano affidati in eterno al Creatore nella sua Gloria, nella sua Luce, nella sua Pace. Angela Prandina Pagina 6

7 Diario milanese di fine agosto 23 agosto 2014, ore 8,45: mi sembra di essere ancora a Malnate; buio pesto e acqua a catinelle. Ma nessuno che mi accudisca, che mi abbia fatto trovare il Corriere con la prima colazione; così, devo mettermi l impermeabile, le scarpe da pioggia, munirmi di ombrello e guardare l incrocio di via Aselli, e finalmente arrivare dal giornalaio. Chissà se la previsione che dice schiarite in giornata si realizzerà! Si è realizzata, dopo le 14 il sole ha fatto la sua comparsa, finalmente ho potuto spegnere tutte le luci e approfittarne per andare all Esselunga, anche se c erano 22 gradi. 26 agosto 2014: verso mezzogiorno esco per andare in centro; il cielo di Milano è tutto u- na sfumatura di colori che vanno dal biancastro al grigio scuro; ma è luminoso e devo socchiudere gli occhi. Tra Piazzale Susa e San Babila, la temperatura oscilla tra i 17 e 21 gradi. Devo pranzare con una delle mie nipoti: siamo andate al Flash, un locale grande come una piazza d armi, vicino all Università Statale. Praticamente tutti i tavolini, proprio mini ( ci stanno solo i piatti, sono occupati da studenti ( gli esami di autunno si avvicinano ), da turisti ( la coppia nostra vicina è tedesca ), da zie e nipoti. Il rumore mi impedisce quasi di sentire Isabella. Per tornare a casa prendo la 54; poco dopo di me salgono un papà con due ragazzini, sono di chiare origini straniera, forse mediorientali o nordafricani di pelle chiara. Lo stupore è grande quando il papà istruisce i ragazzini a obliterare il biglietto e lo fa in italiano e i ragazzi gli rispondono in italiano. Forse comincia così l integrazione. 31 agosto 2014: è arrivata la fine di questo mese, che non poteva essere meno agostano, ma oggi ci saluta con una giornata di sole quasi intera; e io riesco finalmente a vestirmi d estate. Ma la giornata si chiude con un forte temporale. Domani sarà settembre: speriamo in un buon autunno. Rosalba Canetta Pagina 7

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9 L IMBUTEATRO Performance di narrazione per un solo spettatore alla volta della durata massima di due minuti narrazione per un solo spettatore alla volta della durata massima di due minuti. Un idea di Cinzia Morandi con Viviana Gysin/Egidia Bruno e Cinzia Morandi La performance di teatro di strada ad personam L Imbuteatro, creazione originale ed esclusiva è adattissima per qualsiasi evento o Festival teatrale, letterale, poetico o musicale. La narrazione orale attraverso gli Imbutubi, ha deliziato e sorpreso il pubblico di molti importantissimi appuntamenti culturali in Italia e all estero Musicultura, I (già Premio Recanati) - Macerata / Fira Tàrrega, E: una fra le vetrine più importanti di teatro (di strada e non) d Europa / Kultur Börse Freiburg, Germania. È sempre bello sentirsi raccontare storie. Anche quando magari non si è più bambini... Lasciati sorprendere per strada, nel bel mezzo del traffico urbano, in una piazza, su una scalinata o in un parco da uno strano duo di pronto racconto che ti conduce in uno spazio incantato, tutto per te, e nell intimità di questo luogo ti sussurra nelle orecchie piccole storie, aneddoti, favole e poesie attraverso il magico strumento de l imbutubi. Reazioni del pubblico? Questo semplice modo di raccontare suscita la curiosità dei passanti, la gente si ferma, osserva, vuole provare. Si creano code di persone in attesa, lo spazio si anima. Con gli occhi chiusi si assapora la storia prescelta e in soli due minuti la cura del sorriso è assicurata! L imbutubi è uno strumento realizzato con imbuti collegati tra di loro da tubi flessibili. L ascoltatore applica gli imbuti alle orecchie; l altra estremità dei tubi farà da microfono per le narratrici. Le due attrici incantano per un momento lo spettatore prescelto narrando piccole storie arricchite da un sorprendente universo sonoro. Pagina 9

10 Ferragosto Quest anno il 15 Agosto si è presentato con un mattiniero temporale accompagnato da un furiosa grandinata, che hanno reso nullo il progetto di festeggiarlo con un pranzo all aperto sotto le fronde del grande faggio. Questa giornata che sembrava più un inizio autunnale che una soleggiata estate non ha però impedito al personale dirigente, e che ci rifocilla ed a tutti coloro che si occupano di noi di rimediare e con celerità sono stati imbanditi i nostri tavoli nella sala da pranzo ed una lunga tavolata per amici e parenti degli ospiti nel salone di ricreazione. Così alle 13 è iniziato il pranzo orientato alla cucina romagnola, al quale abbiamo fatto onore e devo dire gustato personalmente con piacere perché in Romagna ho trascorso tanti ferragosto felici. A farci compagnia anche i Signori Tenuzzo che affettuosamente ci portano la loro presenza. Nel pomeriggio, quando finalmente un po di sole si è degnato di apparire e quindi di poter uscire, una bella tombolata condotta della nostra Mia, ci ha molto divertiti. I premi alle fortunate e soprattutto essere riunite tutte insieme ci hanno fatto dimenticare i nostri crucci. A tutti il nostro grazie, so di ripetermi ma devo dire che apprezzo moltissimo le persone che sinceramente ci circondano esternando tutta la loro amorevole assistenza. Luciana Gilli Pagina 10

11 ...di fronte all arte Non avendo una cultura artistica e quindi non sapendo molto di arte o di pittura, men che meno di quella che con le sue scene ci apre alla spiritualità, è sempre stata più una fatica (o addirittura una noia) che un piacere visitare una mostra, salvo quando mi trovavo di fronte a un quadro che mi piaceva, forse per il soggetto o i colori,ma quasi certamente non perché capissi e apprezzassi la tecnica usata dall autore o il significato che questi aveva voluto dare alla sua opera. Devo essere quindi grata, molto grata alla Dott. Luisa Strada che mi ha, almeno un poco, avvicinata alla possibilità di non solo guardare, ma di vedere quello che ho avuto e magari avrò sotto gli occhi. A partire, il 26 giugno, dal Michelangelo della volta della Cappella Sistina (che io ho sempre creduto composta solo della scene della creazione di Adamo), con la spiegazione, arricchita da continui riferimenti biblici, delle diverse scene che la compongono, dello stile adottato dall autore per dipingere la figura di Dio e i numerosi corpi umani (maschili e femminili), fino al significato dei colori che l autore ha impiegato. Il 10 Luglio, la Dott. Strada ci ha mostrata e illustrato due versioni della cena di Emmaus di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, quella di Londra e quella di Brera. In questo caso i molti riferimenti teologici erano al Vangelo di Luca, perché la Cena significa l incontro con Cristo, il suo riconoscimento e l importanza dell Eucarestia. Le due versioni della Cena sono molto differenti, pur avendo lo stesso significato e lo stesso impianto;la prima, quella di Londra, è ricca, piena di colori, di luce, di realtà fisica. La seconda trasmette invece sensi di umiltà, tristezza, mancanza di sicurezza: è un dipinto monocromo, con colori uniformi tendenti al marroncino: tra le due versioni c è l omicidio compiuto da Caravaggio e il nuovo stato d animo del pittore. Da ultimo, l accento è stato posto sulla Canestra di frutta, un oggetto che è presente nella prima Cena (è collocata in bilico sulla tavola) e costituisce un dipinto autonomo, ora conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, commissionato a Caravaggio per essere donato al Card. Federico Borromeo. Anche qui sono emersi i significati spirituali del dipinto:abbondanza della grazia e caducità e fragilità dell uomo. Da ultimo. Il 24 Luglio, la spiritualità ci è stata mostrata in Vincent Van Gogh: in questo pittore è meno evidente e meno chiara che in Michelangelo o in Caravaggio. Van Gogh ha scelto l arte per diffondere il Vangelo tra la gente, non essendo riuscito a diventare un pastore come avrebbe desiderato, e nelle scene che dipinge possiamo intravedere le parabole di Cristo. Ha scelto i colori, per i quali ha una passione viscerale, per descrivere la natura e l uomo:dalle tonalità scure del periodo olandese( i mangiatori di patate ), a una tavolozza più chiara dei dipinti di Parigi coi primi girasoli, ai colori più risplendenti e più gialli di quelli provenzali, che mostreranno quello che lui sente (ancora girasoli,ma anche le stelle). Si realizza così il passaggio dall impressionismo all espressionismo. Quando sarà preda della pazzia e si farà ricoverare, tornando nel nord della Francia, continuerà a dipingere, e la sua pittura diventerà sempre più triste:i colori dominanti non saranno più i gialli, ma per esprimersi ricorrerà ai verdi e ai blu Quindi ancora una volta grazie alla Dott. Strada Rosalba Canetta Pagina 11

12 Il giorno degli aquiloni Martedì 15 luglio 2014, è un giorno che posso segnare sull agenda con il segno + ripetuto tre volte. Non mi è giunto inatteso, anzi, ma era nato da un ispirazione improvvisa mentre stavo passando alcune fotografie del tempo andato. Mi era comparsa una foto che qualcuno mi aveva fatto sul Campo di Venegono quando n giorno stavo preparando al lancio in volo una delle mie ultime creature nel campo aeromodellistico. Come spesso mi capita, da una cosa all altra sono andato indietro con un balzo lungo quanto la mia vita. Ricordi.ricordi! La voglia di fare e di costruire era sempre tanta, ma non bastava la fantasia o l avere visto qualcosa fatto da altri da copiare. Per mia fortuna un certo Natale il regalo più importante è stata l Enciclopedia dei Ragazzi di Mondadori, che era talmente grande da tenere il ripiano di un mobile del soggiorno. La lettura e la consultazione erano pane quotidiano per me, per la mia sorellina e per il mio fratellino. Eravamo un piccolo gruppo affiatatissimo e quando ce n era una da combinare ci trovavamo sempre d accordo. Io ero il capo inventore delle imprese e delle birbonate ma loro mi seguivano e collaboravano senza mai discutere. La memoria mi ha riportato agli anni delle scuole elementari, e la passione già alta per tutto quello che volava mi ha indotto a costruire qualche aquilone con i mezzi di fortuna che potevamo trovare. Ora basta andare in Centro Hobbistico o un negozio specializzato e si possono trovare tutti i materiali che si vuole. Listelli, carte colorate di ogni peso e fattura. La guida sicura l avevo trovata in una sezione specializzata dell Enciclopedia, che era divisa in diverse parti che si ripetevano in ogni volume. In ognuno c era il libro dei passatempi, e qui dentro trovavo le istruzioni per costruire tante piccole cose che hanno influito sulla mia manualità. Dovevo arrangiarmi con quello che trovavo, spesso sgraffignandolo alla mia Mamma o sfidando le sberle paterne. Per fare un aquilone semplice servivano due steccoline robuste che si mettevano incrociate su un foglio di carta velina. Per farle, visto che già pronte non c erano, la mia fantasia mi ha spinto subito a prendere una canna di bambù nell orticello paterno, uno di quei sostegni che servono per tenere ben diritte le piante dei pomodori. Con un coltello preso di soppiatto in cucina tagliavo la canna in quattro parti per il lungo. Avevo già il necessario per fare due aquiloni! Pagina 12

13 La carta, me lo ricordo, l ho recuperata disfacendo un pacchetto nel quale mia mamma aveva avvolto alcune camicie. L ho spianata bene, e il corpo dell aquilone era bell e pronto. Ci voleva anche la colla, e sapevo dove in casa si teneva un tubetto di colla rapida chiamato Tacatütt perché serviva proprio per attaccare ed aggiustare di tutto. Con qualche pezza messa qua e là ho sistemato bene al posto le steccoline di bambù, e...taglia e incolla ho messo insieme una coda che, quando è stata finita, mi sembrava quella di un bell uccello. Con uno spago preso nella dispensa di famiglia ho fatto le briglie legandole al modo giusto. Con un uscita trionfante e seguito dai miei fratellini sono andato al campo di volo. In quel tempo la mia famiglia risiedeva in una grande villa di Varese con intorno un grande parco. Al centro era una bella spianata di cemento che era servita come campo da tennis, e il campo di volo era già disponibile! Non era pensabile di far innalzare l aquilone di molto, perché le piante altissime che ci stavano intorno lo avrebbero impedito. Ma con corse ripetute sul cemento riuscivo a tenere in volo la mia.macchina volante. Le esperienze si sono succedute con successo, costruendo aquiloni con materiali eterogenei. Li ho fatti anche con fogli di giornale. Bastava che volassero! E tutto il materiale che trovavo era sempre adatto per costruire qualcosa. Nel tempo e con il passare degli anni gli aquiloni sono stati sostituiti dagli aeromodelli arrivando a quelli radiocomandati. Ora gli anni sono tanti sulle spalle, ma il ricordo delle prime emozioni di bambino mi ha indotto a proporre alla Direzione la giornata degli aquiloni che a mio dire ha avuto un esito bellissimo e entusiasmante. Seguire tanti bambini che imparano a muovere le mani e realizzano qualcosa di concreto e vivo, mi ha entusiasmato e commosso. Mi ha sorpreso favorevolmente il loro andirivieni con richieste di istruzioni fatte sempre educatamente. Ricordo quegli occhi che supplicavano un aiuto per essere rimasti indietro nella costruzione. È entrata in funzione la mia anima di nonno e bisnonno e mi sono prodigato per tutti pur di vederli felici. Quando correvano facendo volare i loro aquiloni costruiti con le loro mani mi sono commosso rivedendomi al loro posto ma con ottant anni di differenza. Ho potuto infettarli con quella passione che per me è stata travolgente e determinante per tutta la vita. Il gran finale e l appagamento l ho avuto alla fine dei lavori quando uno dietro all altro sono passati a ringraziarmi maschietti e femminucce dandomi un bacino e ringraziandomi. L ultima strizzata me l hanno data quando, dopo il pranzo offerto loro dalla Direzione, si sono affacciati nella sala ristorante mi hanno strillato il loro saluto che mi risuona ancora nelle orecchie...ciao Antonio! E i miei commensali si sono indaffarati a frenare la mia commozione. Antonio Golzi Pagina 13

14 Parole e girasoli La lettura è nutrimento per la mente o sollievo per l anima: queste parole non rappresentano un luogo comune e non sono una frase fatta. Tutti noi che abbiamo avuto e abbiamo occasioni e possibilità di leggere, abbiamo sperimentato questi sentimenti: la pagina di un romanzo, il verso di una poesia, il paragrafo di un saggio ci hanno dato consolazione e non solo informazioni. La lettura ad alta voce ha origini lontane: essa si effettuava nei conventi, nei salotti, nelle biblioteche, e le motivazioni di tale modalità di lettura erano differenti; è stata ed è comunque un occasione per consentire alle persone che in certe circostanze non possono farlo direttamente, di partecipare a questo piacere. Auser Forlanini (Milano) ha da tempo proposto questa possibilità agli ospiti della RSA di Via Saccardo e ai propri volontari; un paio di volte al mese un gruppo di lettrici e lettori legge per loro ad alta voce. Ora, la proposta si è allargata ed è stata offerta agli ospiti della RSA che non si sentono o non possono scendere a piano terra della Sala Teatro. Così, da poco più di un anno, una volta alla settimana mi reco nel Reparto Girasoli e leggo ad alta voce per un gruppo di dieci dodici persone, quasi tutte signore (c è solo un signore) che hanno una qualche carenza di tipo cognitivo. Stiamo insieme più o meno mezz ora in un ambiente molto luminoso, con comode poltrone sulle quali prendono posto; questa è la misura di tempo consigliata per mantenere viva, per quanto possibile, l attenzione. Per la lettura, per il suo ascolto occorre silenzio; e qui quasi sempre riusciamo ad ottenerlo, e se qualcuna osa interromperlo, le altre ascoltatrici la zittiscono prontamente. Questo mi fa pensare che in loro si siano risvegliate una certa attenzione e una certa voglia di sapere. Il primo approccio è stato quello di proporre la lettura di racconti, brevi racconti di Mario Calabresi, Mario Soldati, Dino Buzzanti, Alberto Vigevani. A volte ho aggiunto piccolissimi saggi di una filosofia milanese che, vissuta in Francia per molti anni, voleva riprendere possesso non solo dell italiano, ma anche di alcuni termini, italiani ma di origine milanese, che avevano caratterizzato in famiglia i discorsi della sua giovinezza. Pagina 14

15 Visto il buon esito di queste letture, ho suggerito loro di leggere un romanzo, suggerimento che è stato ben accolto. In questo anno (da ottobre a giugno) abbiamo letto due romanzi romantici, di scrittrici inglesi: uno ambientato nell Inghilterra di inizio Ottocento, l altro sempre ambientato in Inghilterra, ma in un periodo più vicino a noi. Tutt e due in testi hanno trame abbastanza semplici, ma non banali; trame che richiamavo alla mente delle ascoltatrici all inizio di ogni incontro, in modo che sapessero sempre dove avevamo lasciato i protagonisti e quindi da dove la storia ricominciava. La mia impressione è che le signore abbiano seguito il fluire del racconto; lo deduco dalle loro reazioni: qualche commento a volte anche malizioso, sui personaggi e sul loro interagire; qualche previsione sul prosego della trama, sempre con la speranza che finisca bene. Ovviamente non ho strumenti ne tecnici ne scientifici per dire e verificare se e quali ricadute abbia avuto la lettura ad alta voce sul vissuto delle ascoltatrici. Sono però quasi sicura che questo tempo (quasi sospeso) ha donato loro almeno una interruzione della monotonia della giornata e magari anche della loro solitudine; ha donato loro una briciola di divertimento, quasi di sogno. E forse ha fatto nascere in loro il desiderio di ripetere gli incontri. Di una cosa sono credo di poter essere certa: si è creato un legame tra me e queste signore. Me lo suggerisce il modo col quale mi accolgono quando arrivo e come mi lasciano alla fine della lettura. Qualcuna riesce a ringraziare con la voce; altre, e forse in modo anche più eloquente, ringraziano con gli occhi, brillanti e ammiccanti, o con piccoli gesti delle mani (giungendole o accennando un applauso); o addirittura con una richiesta: Non c è qualche altra riga da leggere? Rosalba Canetta Pagina 15

16 I AGOSTO 2014 Si celebra oggi la festa Nazionale Svizzera del I agosto che ricorda un evento molto importante che risale a 700 anni fa, quando il I agosto 1291 tre cantoni alpini giurarono fedeltà alla Confederazione. I rappresentanti di Svitto, Undervaldo ed Uri, si incontrarono in una località sovrastante il lago dei Quattro Cantoni per sottoscrivere un patto di fratellanza che consentisse di unire le forze nel caso di aggressioni nemiche. Un atto che, successivamente, venne considerato come la formazione della Svizzera e che il governo nel 1891 dichiarò festa Nazionale. Anche la nostra Residenza celebra questa festività così importante per tutti gli svizzeri ed io sono stata gentilmente invitata a manifestare a nome di tutti gli ospiti la nostra partecipazione alla ricorrenza e naturalmente a ringraziare tutte le persone che ce ne hanno concesso l opportunità. Il nostro grazie quindi va a tutto il Consiglio della Fondazione, al Presidente Dr. Fossati che si interessa del nostro benessere e ci onora della sua presenza con gentilezza e signorilità; alla vice Presidente sig.ra Tenuzzo, che insieme al marito, si uniscono spesso a noi per il pranzo, informandosi della nostra salute e ci portano una folata di esteriorità; alla sig.ra Bosshard, gentile benefattrice, che oltre a trascorrere con noi il periodo estivo ci procura segni tangibili della sua generosità con gradite sorprese; alla nostra cara Direttrice d.ssa De Micheli che non manca certo di sensibilità nel gestire le nostre molteplici esigenze di sopravvivenza con atti, parole e prove di affetto;infine a tutto il personale della Residenzache ci assiste, ognuno secondo l incombenza assegnatagli, con pazienza, comprensione e molta, molta attenzione ai vari problemi che la nostra condizione comporta. Non possiamo certo dimenticare tutti i componenti delle varie attrazioni: musiche, canti, letture, fotomontaggi ed esercizi vari che eseguono per noi durante l anno e che oggi non mancheranno certo di riproporci a diletto dei partecipanti. Un grazie di cuore a tutti e buon divertimento! Luciana Gilli Pagina 16

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18 Fondazione La Residenza Chiediamo scusa per eventuali errori di battitura Via Paolo Lazzari, MALNATE TEL : FAX: Pensieri di Lucia Siamo su internet Oggi è l ultimo giorno delle mie vacanze estive 2014, ho fatto luglio e agosto. Ho festeggiato la festa della Confederazione Svizzera che cade il primo agosto, ed equivale alla nostra festa della Repubblica Italiana che si festeggia il 2 giugno. Alla Residenza la Serenità è di casa! In quest occasione ho mangiato benissimo e bevuto con parsimonia. Io vengo sempre con il proposito di diminuire qualche chilo ma parto con qualche chilo in più, questo lo devo ai nostri ottimi cuochi. Questi due mesi sono volati nonostante il tempo sia stato inclemente. Mi sono chiesta: sono diventata più buona io o è migliorata la Residenza? L ardua sentenza ai posteri! Sono stati due mesi con tanti appuntamenti culturali e musicali, tombole e cruciverba Vorrei chiudere con dei ringraziamenti al personale, agli infermieri e alla ottima direzione; e qui mi fermo con un saluto e un arrivederci all anno prossimo? Lucia Bosshard Pagina 18

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