Anno scolastico 2013/ 2014 Via R. Bettazzi Torino Tel Fax O sito:

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1 Anno scolastico 2013/ 2014 Via R. Bettazzi Torino Tel Fax O sito: 1

2 UNA SCUOLA PER LA VITA 2

3 INDICE 1. Cos è il POF 2. Presentazione dell Istituto 3. Risorse dell Istituto Risorse umane Risorse strumentali 4. Progettazione educativa Progetto Educativo Termini del Patto di corresponsabilità educativa 5. Progetti d Istituto Progetto Ponte Continuità educativa Progetto biblioteca: Parole in prestito Progetto sostegno Progetti di solidarietà Sportello psicologico 6. Organi collegiali Statuto 7. Scuola dell Infanzia Organizzazione Regolamento 8. Scuola Primaria Organizzazione Regolamento Carta dei diritti e dei doveri degli alunni 3

4 1.COS E IL POF Il Piano dell'offerta Formativa è la carta d'identità della scuola: in esso vengono illustrate le linee distintive dell'istituto, l'ispirazione culturale-pedagogica che lo muove, la progettazione curricolare, extracurricolare, didattica ed organizzativa delle sue attività. Esso è finalizzato a migliorare la qualità del servizio con iniziative rivolte all'arricchimento dell'offerta formativa nei confronti degli alunni. Il POF assume significato e rilevanza alla luce delle profonde trasformazioni e dei processi innovativi che attraversano il sistema scolastico sotto il segno dell'autonomia scolastica fondata sul DPR 275/99. 2.PRESENTAZIONE DELL ISTITUTO Da oltre 30 anni l Istituto "San Giuseppe Cafasso" offre il suo servizio sul territorio come Scuola dell Infanzia e Primaria. È situata in Borgo Vittoria, in una zona periferica della città, facilmente raggiungibile da mezzi pubblici, con un bacino d utenza che comprende anche la prima cintura di Torino Nord Ovest dalla quale proviene una significativa percentuale di allievi. È una scuola CATTOLICA, gestita dalla Parrocchia San Giuseppe Cafasso, riconosciuta PARITARIA dalle competenti autorità scolastiche statali. Le finalità della scuola sono esplicitate: da un Progetto Educativo ispirato alle scelte fondamentali della scuola, che tende alla formazione integrale del bambino, attraverso una graduale conoscenza di sé e del mondo, nel massimo rispetto dei ritmi di maturazione personale; dalla sua organizzazione, che intende rispondere alle esigenze fondamentali delle persona; da un Piano dell Offerta Formativa, che definisce l impegno concreto e le scelte didattiche e di metodo nelle varie discipline scolastiche, e si cala ogni anno nella situazione reale. Acquistano notevole importanza per l attuazione di tali finalità le celebrazioni liturgiche comunitarie in occasione dell inizio e fine anno scolastico e nei momenti significativi dell anno liturgico 3.RISORSE DELL ISTITUTO Risorse umane L Ente gestore dell Istituto è la Parrocchia San Giuseppe Cafasso. Il parroco don Angelo Zucchi con atto notarile ha dato procura per l attività di Gestore a don Gianni Tesio. Il Gestore ha la responsabilità dell organizzazione e del funzionamento della scuola. L Istituto San Giuseppe Cafasso comprende: la Scuola dell Infanzia, con sette sezioni, e la Scuola Primaria, con nove classi. 4

5 Ogni ordine di scuola ha una Coordinatrice didattica a cui è affidato il compito del coordinamento pedagogico-didattico dei rispettivi Team di Docenti. Nella scuola opera, come collaboratrice esterna per entrambi i settori, una psicologa. I servizi amministrativi sono gestiti dalla Segreteria unica. L Istituto si avvale dei servizi di una cuoca, presente quotidianamente per la preparazione dei pasti e di personale ausiliario addetto ai servizi. Risorse strumentali La scuola è situata in un edificio solido e ben strutturato. Al pian terreno è situata la Scuola dell Infanzia, al primo piano la Scuola Primaria. Locali comuni fruibili dai due ordini di scuole sono le palestre per le attività motorie, la sala multimediale, la biblioteca d Istituto e il refettorio. Rapporti con l esterno La Scuola dell Infanzia aderisce alla FISM, Federazione Italiana Scuole Materne ed è convenzionata con il Comune di Torino. La Scuola Primaria aderisce alla FIDAE, Federazione Italiana di Attività Educative. La Scuola, secondo quanto previsto dal D.lgs 81/08 e del D.lgs 106/09, affida al Consulente alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro Del Gobbo Geom. Alfredo la funzione di responsabile del servizio di prevenzione e protezione. La Scuola appalta la pulizia dei locali alla ditta Antares nella persona di Pozzobon Claudio, responsabile dell igiene e sanificazione degli ambienti. 4.PROGETTAZIONE EDUCATIVA Progetto Educativo Il Progetto Educativo si costruisce intorno alla persona, accolta e valorizzata nella sua irripetibile identità. Da sempre la scuola cattolica è chiamata ad essere un ambiente comunitario permeato dallo spirito evangelico di libertà e carità, ponendo al centro e avendo come finalità della sua azione la crescita armonica e integrale della persona. Principi fondanti del Progetto educativo e della Programmazione educativo-didattica sono l impegno: al rispetto della dignità della persona umana e dei suoi diritti alla scoperta del valore della vita e di motivazioni per vivere da uomini veri nel mondo di oggi all esplorazione dei valori della pace, della giustizia, della solidarietà, del rispetto dell altro su cui costruire la convivenza e la libertà. 5

6 L attuazione di tale progetto è veicolato attraverso: l accoglienza attenta e familiare verso tutti coloro che usufruiscono della scuola i cui connotati sono il sorriso e tutte le piccole attenzioni rivolte al prossimo la disponibilità all ascolto e al dialogo il rispetto, la comprensione e la tolleranza verso ciascuno l attenzione e la cura anche nelle piccole cose: l allestimento degli ambienti, l ordine, la pulizia. i momenti di formazione comunitaria per gli alunni, i genitori, i docenti, per integrare il proprio bagaglio culturale e di fede La fede in Dio Padre e i valori della religione cristiana cattolica sono fondamento dell azione educativa della scuola e vengono trasmessi agli alunni anche attraverso l esempio degli educatori. Pertanto è importante che i genitori abbiano consapevolezza, al momento dell iscrizione, che i loro figli verranno educati secondo tali principi. Gli obiettivi generali sono: curare lo sviluppo del bambino a livello religioso e di fede, intellettuale, psicofisico, affettivo, sociale, in un clima di semplicità e familiarità aiutare a riconoscere Dio parte fondamentale e integrante della propria vita Il metodo seguito si basa su ragione, religione, amorevolezza. Opera in un clima di serenità e di ottimismo, educando alla positività della vita, all impegno, e valorizzando il bene presente in ognuno. Il Progetto Educativo fonda e unisce tutte le componenti in un vincolo comune di fiducia e di collaborazione. L alunno, sulla base del Patto educativo che ne deriva proporzionalmente all età, è riconosciuto e reso protagonista attivo: degli obiettivi educativi e didattici dei percorsi e delle fasi per raggiungerli degli itinerari metodologici che privilegiano l esplorazione e la ricerca, l azione e la vita di relazione I docenti in quanto educatori: offrono la propria competenza professionale motivano il proprio intervento didattico esplicitano le strategie, gli strumenti di verifica, i criteri di valutazione accolgono con umiltà e impegno la domanda educativa, nella ricerca delle soluzioni adatte alle varie problematiche concrete accostano i bambini con atteggiamento di simpatia e rispetto, che li incoraggia, li promuove, li stimola allo sviluppo integrale della persona. I genitori, in quanto primi educatori sono portati a conoscenza dell offerta formativa esprimono pareri e proposte collaborano nei vari momenti formativi e nelle varie attività 6

7 Instaurano un rapporto di fiducia con gli educatori Termini del patto di corresponsabilita educativa Gli insegnanti si impegnano dunque : ad approfondire la propria formazione di fede, in modo che anche il proprio lavoro diventi testimonianza cristiana ad avere un rapporto costante con le famiglie a mirare ad un azione educativa attenta alla persona, riconosciuta come unica e irripetibile, assicurando la realizzazione del principio di uguaglianza delle opportunità e consentendo l armonizzazione della giustizia sociale con il diritto alla differenza ad aggiornarsi alle innovazioni didattiche e professionali a collaborare con istituzioni civili e partecipare alle iniziative presenti sul territorio a porre attenzione ad una cultura della prevenzione nell educazione dei giovani, attraverso l approfondimento di tematiche psicologiche orientate a sviluppare una crescita armonica nell allievo ad agire collegialmente, consapevoli di far parte di una comunità educante ad offrire iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e svantaggio, al fine di favorire il successo formativo, oltre a promuovere il merito e incentivare le situazioni di eccellenza. La famiglia si impegna : a superare ogni tentazione di delega: Sono i genitori i primi e principali responsabili educatori dei loro figli a conoscere e condividere l identità della scuola collaborando concretamente alla realizzazione del Progetto Educativo a dialogare con gli insegnanti per un confronto sereno e costruttivo comunicando tempestivamente eventuali disagi o problematiche inerenti ai discenti a consegnare ai docenti la documentazione relativa ad eventuali difficoltà psicofisiche degli alunni oltre alla comunicazione verbale a rispettare l istituzione scolastica, favorendo un assidua frequenza dei propri figli alle lezioni, partecipando attivamente agli organi collegiali e controllando quotidianamente le comunicazioni provenienti dalla scuola ad accettare, condividere e rispettare con i propri figli il Regolamento sottoscritto con l Istituto a partecipare ai vari incontri con gli insegnanti, ai momenti di vita comunitaria (le feste), alle celebrazioni liturgiche e a quelle esperienze che favoriscono la conoscenza reciproca e la familiarità Gli alunni si impegnano : a partecipare in modo sereno e cordiale alla vita della scuola, sapendo che non ci può essere un vero risultato scolastico senza una profonda crescita umana e religiosa ad acquisire gradualmente la consapevolezza di essere i veri protagonisti dell azione educativa ad avere un attenta disponibilità all annuncio cristiano come fondamento della crescita della persona a prendere coscienza dei propri diritti-doveri 7

8 ad essere cooperativi nei diversi momenti scolastici, impegnandosi nell apprendimento, favorendo lo svolgimento dell attività didattica e formativa, con la propria attenzione, con la partecipazione alla vita di classe e con la cura delle proprie cose ad accettare, rispettare e aiutare gli altri riconosciuti come dono di Dio, impegnandosi a comprendere le ragioni dei loro comportamenti. Si viene a costituire pertanto una scuola intesa come comunità educante, in cui i dirigenti, i docenti, gli alunni e le famiglie sono solidali tra loro, diversi come personalità, ma con valori e obiettivi in comune, attenti e fraternamente vicini gli uni agli altri. 5.PROGETTI D ISTITUTO Attività comuni alla scuola dell Infanzia e alla scuola Primaria PROGETTO PONTE - CONTINUITA EDUCATIVA L Istituto assicura un progetto formativo continuo tramite il Progetto Ponte che viene attivato ogni anno con il fine di garantire l esigenza di continuità educativa affermata nella legge 148 del L intento principale è quello di tutelare il diritto dell alunno ad un percorso formativo organico e completo, che valorizzi le competenze già acquisite e riconosca la pari dignità educativa di ciascun ordine di scuola, pur nella loro diversità di ruoli e di funzioni. S intende così far conoscere ai bambini della scuola dell Infanzia gli insegnanti, gli alunni e gli ambienti della scuola Primaria per superare l eventuale insicurezza e disagio iniziale; inoltre gli insegnanti della scuola Primaria possono avere una prima conoscenza dei futuri alunni. Gli alunni della scuola primaria hanno la possibilità di esprimere la loro maturità svolgendo la funzione di tutor nei confronti dei bambini di quattro anni della scuola dell Infanzia interni all Istituto, con attività ludiche proposte dagli insegnanti. Inoltre, le insegnanti delle future classi prime, svolgono un laboratorio di pregrafismo con i bambini di cinque anni della scuola dell Infanzia interna all Istituto. Il progetto aiuta le famiglie a conoscere concretamente i due livelli di scuola del nostro Istituto. I vari interventi sono coordinati da una specifica Commissione Continuità che organizza le diverse attività previste: per i bambini: incontri e attività in comune tra gli alunni delle classi ponte (laboratori, attività ludico-didattiche, feste ), prove orientative finalizzate all ingresso nella classe prima dell Istituto; per le famiglie: incontri volti ad informare sul progetto educativo e le attività didattiche della scuola Primaria; per gli insegnanti: relazioni osservative sui vari campi di esperienza e sui prerequisiti acquisiti nella scuola dell Infanzia. 8

9 PROGETTO SOSTEGNO L Istituto accoglie le Linee Guida per l integrazione scolastica degli alunni con disabilità pubblicate ad agosto 2009 dal Ministro dell Istruzione Gelmini, in quanto la scuola, intesa come comunità educante, accoglie ogni alunno nella prospettiva di consentirne il massimo sviluppo. Con l intento di supportare i bambini con difficoltà di vario genere nelle attività scolastiche, lavora all interno della scuola una Commissione Sostegno formata da una psicologa, dall insegnante di sostegno e dall insegnante referente di classe o sezione, che intende proporre soluzioni specifiche per le diverse esigenze educative individuali. A tale scopo l Istituto si adopera per: - promuovere attività di aggiornamento del personale, - coordinare l azione dei singoli Consigli di classe o sezione, - favorire la partecipazione alle attività scolastiche, - coinvolgere attivamente le famiglie e garantire la loro partecipazione, - curare il rapporto con le diverse strutture territoriali, - favorire lo sviluppo di un piano di studi personalizzato in accordo con le famiglie e gli specialisti. ACCOLTO ASCOLTO - SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO PER GENITORI E DOCENTI Responsabile: dott.ssa Belletrutti Gabriella Destinatari: genitori e docenti della Scuola Primaria e dell Infanzia Periodo: da ottobre a maggio Finalità: istituire uno spazio gratuito in cui le famiglie possano esprimere liberamente i propri bisogni (difficoltà educative e relazionali con i figli e/o con l Istituto) aiutare i docenti e i genitori nell attuare strategie di intervento adeguate ai bisogni educativi e, qualora si ritenesse opportuno, inviare ai Servizi territoriali specifici (ASL, logopedia, neuropsichiatria infantile, assistente sociale ). Verifica: interesse, partecipazione dei destinatari, eventuale somministrazione a fine anno di un questionario. PROGETTO BIBLIOTECA: Parole in prestito L istituto offre una biblioteca al fine di promuovere la lettura come strumento di conoscenza, divertimento, emozione, riflessione Sarà possibile prendere in prestito i libri secondo il fac-simile delle biblioteche presenti sul territorio nazionale. 9

10 PROGETTI DI SOLIDARIETA' Sostegno a distanza (Scuola Primaria) L Istituto aderisce all iniziativa promossa dall AVSI (Associazione Volontari Servizio Internazionale) riguardante l importanza di Sostenere a distanza un bambino che vive in un Paese con gravi problemi sociali ed economici. Il nostro amico si chiama Bishara Rofa, vive in Palestina,e il nostro sostegno di 312,00 gli permette di frequentare una scuola cattolica, la Terra Santa High School, gestita dai Francescani a Gerusalemme. Per completare la raccolta della cifra si sensibilizzano i bambini alle piccole rinunce con offerte fino al mese di dicembre. Progetto FORMICAMICA, proposte educative per una cultura del dono L Istituto aderisce, alla settimana del DONACIBO dal 24 al 30 marzo, promossa dalla Federazione dei Banchi di Solidarietà che hanno la finalità di raccogliere e distribuire derrate alimentari a lunga conservazione, per le persone in ristrettezze. Il progetto prevede una lezioneattività di sensibilizzazione, e la partecipazione ad un Concorso di disegni, con premiazione e festa finale. Nella settimana del DONACIBO i bambini potranno portare a scuola derrate alimentari a lunga conservazione che verranno raccolte dai volontari e successivamente distribuite ai bisognosi. Progetto un dono per un bambino In occasione del Santo Natale si invitano i bambini e le famiglie a donare ad un bambino che vive in una situazione di indigenza, della città un proprio gioco. 6.ORGANI COLLEGIALI STATUTO Gli organi collegiali sono organismi di governo e di gestione delle attività scolastiche a livello territoriale e di singolo istituto. Sono composti da rappresentanti delle varie componenti interessate. Il processo educativo nella scuola si costruisce in primo luogo nella comunicazione tra docente e studente e si arricchisce in virtù dello scambio con l'intera comunità che attorno alla scuola vive e lavora. In questo senso la partecipazione al progetto scolastico da parte dei genitori è un contributo fondamentale. Gli organi collegiali della scuola, che - se si esclude il Collegio dei Docenti - prevedono sempre la rappresentanza dei genitori, sono tra gli strumenti che possono garantire sia il libero confronto fra tutte le componenti scolastiche sia il raccordo tra scuola e territorio, in un contatto significativo con le dinamiche sociali. Tutti gli organi collegiali della scuola si riuniscono in orari non coincidenti con quello delle lezioni CONSIGLIO DI CLASSE : è un momento particolarmente importante per la conoscenza e il confronto. 10

11 Partecipano tutti i genitori e gli insegnanti che operano nella classe. Si riunisce almeno due volte all anno. In essa si presenta il piano di lavoro dell anno scolastico, i suoi sviluppi e i suoi adattamenti, si commentano i progressi e si discutono le eventuali problematiche. CONSIGLIO D INTERCLASSE È composto : dai rappresentanti eletti dei genitori delle classi o delle sezioni (un titolare ed un sostituto) dagli insegnanti di sezione o classe dalla Coordinatrice dal Gestore dal Garante dell Utenza Si riunisce almeno due volte all anno. Ha lo scopo di valutare le attività e l organizzazione della scuola, formulare proposte, agevolare ed estendere la conoscenza e la comunicazione. Per la scuola Primaria si pronuncia in merito all adozione dei libri di testo. COLLEGIO DOCENTI E composto da : tutti gli insegnanti i tecnici operanti con gli alunni la Coordinatrice didattica il Gestore e il Direttore Si riunisce in genere una volta al mese: può essere unificato o diviso secondo gli ordini di scuola. E il principale organo deliberante; ha il compito della programmazione e della verifica di tutte le attività educative. CONSIGLIO D ISTITUTO: È composto : dai genitori eletti (due per ogni ordine di scuola) da due insegnanti (uno per ogni ordine, eletto dai colleghi) dalle Coordinatrici didattiche (una per ogni ordine di scuola) dal Gestore e dal Direttore che lo presiedono dal personale di Segreteria I genitori eleggono al loro interno i Garanti dell Utenza (uno per ogni ordine di Scuola) a cui possono fare capo per proposte e osservazioni. Il Consiglio di Istituto formula proposte, esprime pareri e valutazioni e dà la propria approvazione all organizzazione della scuola e alle sue attività. Gli organi collegiali sono disciplinati da un apposito Statuto a cui si rimanda. 11

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13 PREMESSA La scuola dell'infanzia San Giuseppe Cafasso realizza percorsi didattici e progettuali che tengano conto delle finalità generali e degli obiettivi specifici degli alunni delle diverse fasce d'età. La programmazione della nostra scuola segue in via sperimentale le linee guida delle indicazioni per il Curricolo. Per ogni bambino o bambina, la scuola dell infanzia si pone la finalità di promuovere lo sviluppo dell identità, dell autonomia, della competenza, della cittadinanza. Sviluppare l identità significa imparare a star bene e a sentirsi sicuri nell affrontare nuove esperienze in un ambiente sociale allargato. Vuol dire imparare a sentirsi riconosciuti come persona unica e irripetibile, ma vuol dire anche sperimentare diversi modi e diverse forme di identità. Sviluppare l autonomia comporta l acquisizione delle capacità di interpretare e governare il proprio corpo, partecipare alle attività nei diversi contesti,: avere fiducia in sé e fidarsi degli altri. Sviluppare la competenza significa imparare a riflettere sull esperienza attraverso l esplorazione, l osservazione e l esercizio al confronto.. Sviluppare il senso della cittadinanza significa scoprire gli altri, i loro bisogni e la necessità di gestire i contrasti attraverso regole condivise,che si definiscono attraverso le relazioni, i dialoghi, l espressione del proprio pensiero. LE RISORSE UMANE (dentro e fuori dalla scuola) La nostra principale grande risorsa è il bambino in tutto il suo essere, intorno al quale interagiscono più persone: La famiglia, all interno della quale si realizza la prima educazione, viene qui chiamata a condividere e sorreggere le scelte riguardanti la collaborazione con la scuola. 9 insegnanti sono responsabili primarie dei bambini. Si occupano direttamente di loro guidandoli nel percorso di crescita e di conquista dell autonomia. Cercano il rapporto con i genitori al fine di migliorare l inserimento dei bambini e insieme garantire una continuità educativa. Una coordinatrice educativa e didattica, figura di riferimento per i genitori e le insegnanti. Cura i rapporti con i docenti, con il personale non docente, con le famiglie e con il territorio; individua eventuali problemi che possono sorgere all interno della scuola e insieme al Gestore studiare le strategie per affrontarli e risolverli. Tecnici di laboratorio. Un insegnante di sostegno 13

14 RISORSE STRUTTURALI: 7 aule luminose e accoglienti, dotate di molti materiali didattici e ludici 1 salone polivalente attrezzato per la ricreazione e per il riposo pomeridiano dei piccoli 2 sale igieniche 1 stanza adibita a dormitorio e ad attività didattiche per i piccoli 1 palestrina per la psicomotricità 1 saletta per attività di lettura e video 1 aula di musica 1 cortile ampio L ORGANIZZAZIONE La scuola prevede 7 sezioni eterogenee, con bambini e bambine delle diverse età Ogni sezione è affidata ad una maestra Due insegnanti collaborano con l educatrice per le attività didattiche dei piccoli di tre anni. Le attività educative si svolgono al mattino e al pomeriggio, dal lunedì al venerdì con il seguente orario: Prescuola: dalle 7,30 alle 8,30 Ingresso: dalle 8,30 alle 9,15 Uscita: dalle alle 16.00/16,15 Doposcuola: dalle 16,30 alle 17,30 Le attività educative includono il momento del pranzo che si svolge in sezione per creare un ambiente famigliare e per poter seguire meglio i singoli bambini. INSERIMENTO L ingresso nella scuola dell infanzia rappresenta per un bambino un momento particolarmente delicato per la sua crescita, specialmente se non ha frequentato il nido, poiché costituisce il primo distacco dalla famiglia e il primo incontro con una comunità più allargata. La scuola dell infanzia promuove l accoglienza di ogni bambino e bambina, organizza spazi e tempi di accoglimento e ambientamento attraverso incontri collettivi e individuali con i genitori prima dell inizio della scuola, programma tempi dei bambini graduali e personalizzati. 14

15 GIORNATA SCOLASTICA Dalle ore 7,30 alle 8,30 Dalle ore 8,30 alle 9,15 Ore 9,15 Pre-scuola. Entrata ed accoglienza nelle sezioni, giochi ed attività libere. Rituali che permettono ai bambini di iniziare la giornata serenamente (momento di preghiera, appello, scelta dei camerieri) Ore 9,30 Ore 9,45 Ore 11,00 Ore 11,30 Dalle ore 12,30 alle 13,30 Alle ore 12,30 Sosta in bagno. Inizio attività educative come da programmazione settimanale. Momento ricreativo, gioco libero in cortile o in palestra. In bagno poi in sezione per il pranzo. Gioco libero o organizzato in salone o in giardino. Prima uscita, su richiesta. Dalle ore 13,10 alle 15,00 Per i bambini di 3 anni è il momento del riposo con l' ascolto di favole e di musica. Dalle ore 14,00 alle 15,15 I bambini di 4 e 5 anni si apprestano ad effettuare delle attività di laboratorio. Ore 15,15 Tutti in bagno poi in classe per preparare l uscita Dalle ore alle 16.00/16,15 Uscita. Dalle ore 16,15 alle 17,30 È funzionante il servizio di post-scuola 15

16 METODOLOGIA L accoglienza E un momento, che caratterizza la Scuola dell Infanzia vista l età dei bambini che la frequentano, ma è soprattutto, un atteggiamento, un modo di essere che le insegnanti assumono come proprio. Nel momento della giornata in cui il bambino entra a far parte di un ambiente diverso da quello familiare è importante avere un atteggiamento empatico, sorridente e disponibile perché il bambino possa ritrovare anche a scuola sicurezze affettive e relazionali. La centralità del gioco L attività del gioco della scuola dell infanzia del gioco come fonte privilegiata di apprendimento. Ogni attività didattica è quindi proposta e organizzata in forma giocosa e informale. L organizzazione, la progettazione, la verifica Lo strumento utilizzato per personalizzare la propria proposta educativa è quella dell osservazione sistematica che attraverso l uso di schede di rilevazione, annotazioni, confronti tra insegnanti, serve a conoscere in maniera più approfondita i singoli bambini. Osservare sistematicamente i bambini significa infatti prestare attenzione ai loro segnali e tentare di dare risposte adeguate alle loro esigenze significa considerare attivi protagonisti dell azione educativa. La programmazione annuale si basa sulla costruzione dell itinerario educativo-didattico che parte dalle caratteristiche dei bambini della nostra scuola e individua obiettivi formativi, attività di gioco e modalità operative adeguati ai loro livelli di sviluppo SCELTE EDUCATIVE E CAMPI DI ESPERIENZA La nostra proposta pedagogica ha come riferimento principale i campi d esperienza (rif. Indicazioni per il curricolo):si tratta dei vari ambiti del fare e dell agire del bambino e dei relativi apprendimenti che si vogliono consolidare e promuovere nella Scuola dell Infanzia. Il sé e l'altro I bambini formulano le grandi domande esistenziali e cominciano a riflettere sul senso e sul valore delle loro azioni, prendono coscienza della propria identità, scoprono le diversità e apprendono le prime regole necessarie alla vita sociale. Negli anni della scuola dell'infanzia, il bambino osserva la natura, la vita e il suo evolversi e estinguersi, l'ambiente che lo circonda, le relazioni tra le persone: ascolta le narrazioni degli adulti, le espressioni delle loro opinioni e della loro fede; è testimone degli eventi e ne vede la rappresentazione attraverso i media, partecipa alle tradizioni della famiglia e della comunità, 16

17 alla scuola; si accorge di essere uguale e diverso nella varietà delle situazioni, di poter essere accolto o escluso, di poter accogliere o escludere. Si chiede dove era prima di nascere e se e dove finirà la sua esistenza e quella di chi gli è caro, quale sia l origine del mondo: si interroga su Dio e si confronta con l esperienza religiosa. Relativamente alla religione cattolica L insegnamento della religione cattolica si colloca nel quadro delle finalità della scuola dell infanzia proponendosi quale obiettivo un educazione religiosa anche a carattere emotivo ed affettivo. Il messaggio è quello dell amore, della fratellanza e della pace. La finalità è quella di offrire un interpretazione mediata dei principali contenuti evangelici che aiutino i bambini nella reciproca accoglienza, nel superamento fiducioso delle difficoltà, nell educazione all esprimersi e al comunicare con parole e gesti. Il corpo e il movimento I bambini prendono coscienza e acquisiscono il senso del proprio se fisico, il controllo del corpo, delle sue funzioni, della sua immagine, delle possibilità sensoriali ed espressive e di relazione e imparano ad averne cura attraverso l educazione alla salute. La Scuola dell Infanzia mira a sviluppare gradualmente nel bambino la capacità di leggere, capire ed interpretare i messaggi provenienti dal corpo proprio ed altrui, di rispettarlo e di averne cura, di esprimersi e di comunicare attraverso di esso per giungere ad affinare la capacità percettiva e di conoscenza degli oggetti, la capacità di orientarsi nello spazio, di muoversi di comunicare secondo fantasia e creatività. Linguaggi, creatività espressione I bambini sono portati a esprimere con immaginazione e creatività le loro emozioni e i loro pensieri: l arte orienta questa propensione, educa al sentire estetico e al piacere del bello. L incontro dei bambini con l arte è occasione per osservare con occhi diversi il mondo che li circonda. I bambini che si cimentano nelle diverse pratiche di lettura, di manipolazione di costruzione plastica e meccanica osservano, imitano, trasformano, interpretano, inventano e raccontano. La musica è un linguaggio universale, carico di emozioni: il bambino interagendo con esso sviluppa le proprie capacità cognitive e relazionali, impara a percepire, ascoltare, ricercare, e discriminare i suoni all interno di contesti di apprendimento educativi. I discorsi e le parole I bambini apprendono a comunicare verbalmente a descrivere le proprie esperienze e il mondo, a conversare e dialogare, a riflettere sulla lingua, e si avvicinano alla lingua scritta. Attraverso la conoscenza e la consapevolezza della lingua materna e di altre lingue consolidano l identità personale e culturale e si aprono verso altre culture. 17

18 La Scuola dell infanzia ha il compito di promuovere in tutti i bambini la padronanza della lingua italiana e la consapevolezza dell importanza dell uso della propria lingua materna da parte dei bambini di origine culturali diverse. Offre la possibilità di vivere contesti di espressione-comunicazione nei quali il bambino possa imparare a utilizzare la lingua in tutte le sue funzioni e nelle forme necessarie per addentrarsi nei diversi campi di esperienza. Sollecita le pratiche linguistiche che mettano i bambini in condizione di scambiare punti di vista, confrontare le proprie interpretazioni attorno a fatti ed eventi, esprimere i propri pensieri, negoziare e condividere con gli altri le proprie opinioni. Relativamente alla religione cattolica Il bambino impara alcuni termini del linguaggio cristiano, ascoltando semplici brani biblici, ne sa narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi appresi, per sviluppare una comunicazione significativa anche in ambito religioso. Conoscenza del mondo I bambini esplorano la realtà, imparando ad organizzare le proprie esperienze attraverso azioni consapevoli quali il raggruppare, il comparare, il contare, l ordinare, l orientarsi e il rappresentare con disegni e con parole partendo da situazioni di vita quotidiana. Il bambino comincia a costruire competenze trasversali quali osservare, manipolare, interpretare i simboli per rappresentare significati. I bambini acquisiscono consapevolezza del proprio corpo attraverso una corrispondente consapevolezza del mondo e viceversa. 18

19 Nel castello delle meraviglie Premessa La programmazione educativo-didattica di quest anno Nel castello delle meraviglie presenta un percorso accattivante che ha come sfondo un magico castello e i suoi personaggi che lo abitano. Le vicende dei personaggi saranno le situazioni motivanti per introdurre le attività che alterneranno favole o racconti immaginari a esperienze di vita vissute nel quotidiano, di ricerca e osservazione legate a esperienze sensoriali. Le attività didattiche si svilupperanno e articoleranno nel contesto di laboratori. La scelta di strutturare la didattica in laboratori nasce dall esigenza di permettere a tutti i bambini di non lasciare nessuna potenzialità inespressa. Suddivisi negli ambiti creativo, manipolativo, espressivo, linguistico e motorio, i laboratori rappresentano la migliore strategia per favorire, comprendere e valorizzare il suo modo di interpretare la realtà, per stimolare il suo interesse e sviluppare le sue reali potenzialità. Le attività per i bambini sono moltissime, tutte improntate sul gioco, e sono realizzate per la loro valenza educativa. Sia i percorsi che i progetti sono rivolti a gruppi di bambini suddivisi per età omogenea o eterogenea (gruppo sezione). L organizzazione dei gruppi consente: di costruire progressivamente relazioni stabili tra bambini e tra bambini e insegnanti diversi; di modulare le proposte e gli interventi con criteri personalizzati; di assicurare opportunità formative a tutti i bambini. Gli spazi laboratori saranno allestiti con strutture e materiali capaci di configurare dei veri e propri centri d interesse, con proprie connotazioni e specificità didattiche sia di natura cognitiva, affettiva e sociale. 19

20 Competenze e traguardi di sviluppo In relazione alle FINALITA della scuola dell infanzia, si intende organizzare un sistema di laboratori che rappresenti uno strumento utile per garantire la possibilità ai bambini di fare le cose e, nel frattempo, di riflettere su ci che stanno facendo. Nel laboratorio è possibile provare e riprovare, concentrarsi, esplorare, cercare delle soluzioni, agire con calma senza l assillo di un risultato ad ogni costo. È il fare con il piacere del fare. Il laboratorio aiuta i bambini a crescere attraverso: la ricchezza e la specificità della strumentazione; l aumentato numero di situazioni/occasioni proposte; il diversificato numero di modelli adulti proposti; le possibilità relazionali tra bambini; la conoscenza e l uso di strumenti e materiali. STRATEGIE EDUCATIVE Le strategie educative e le attività delle nostre sezioni partiranno dal principio della centralità del bambino e del suo fondamentale diritto ad essere conosciuto, valorizzato ed educato secondo i suoi ritmi di sviluppo. I criteri metodologici a cui intendiamo rifarci a livello di intersezione, di team, e di singoli docenti sono: attenzione peculiare alla dimensione dell accoglienza e del benessere; il riconoscimento e la valorizzazione delle diversità; l organizzazione flessibile e funzionale della didattica, dei tempi e degli spazi; l articolazione ricca e diversificata di situazioni di gioco, esplorazione e ricerca quali risorse privilegiate di apprendimento e di relazione; la sperimentazione di nuove forme di valutazione. Il ruolo delle insegnanti sarà quello di registe, tese a creare una fitta ragnatela di conoscenze ed esperienze: faranno analisi, scelte, sperimentazioni di tecniche originali ed innovative, condivisione dell esperienza tra adulto e bambino. Particolare importanza verrà data al raggiungimento di un certo grado di autonomia (adeguato all età) nei suoi vari aspetti e al rispetto dell autostima. Le conversazioni di gruppo, opportunamente stimolate, offriranno l occasione per sottolineare l importanza di ascoltare ed essere ascoltati, di condividere le regole di comportamento e rispettarle. MODALITÀ DI VALUTAZIONE E VERIFICA La valutazione è la tappa conclusiva di un percorso didattico che regola la programmazione. 20

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