Capitolo 19. Crescita economica, produttività e tenore di vita. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S.

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1 Capitolo 19 Crescita economica, produttività e tenore di vita

2 Crescita economica prima di tutto Fino a 100 anni fa, la ricchezza delle nazioni (anche di quelle più sviluppate) era assai modesta rispetto a oggi (gran parte della popolazione soffriva la fame). La forte crescita parte con la rivoluzione industriale (nata in Inghilterra a inizio 1800). Estendendosi (con eccezioni), il forte sviluppo seguente ha quadruplicato o più il PIL pro-capite nei principali paesi sviluppati. Grazie al continuo aumento della produttività.

3 Tabella 19.1 PIL reale pro capite in otto paesi importanti in alcuni anni specifici dal 1870 al 2000 e tassi di crescita annua sia nell intero periodo che in anni più recenti (in dollari statunitensi del 1995). TABELLA 19.1 Guardando alle ultime due colonne della tabella, notiamo che la crescita maggiore ha riguardato: nel periodo : Giappone, Germania, USA; nel periodo : Giappone, Germania, Italia.

4 Figura 19.1 Andamento del PIL reale pro capite in cinque paesi industrializzati nel periodo La crescita economica è stata straordinariamente rapida a partire dagli anni 50, in particolare in Giappone. FIGURA 19.1

5 Centri economici e imperi Se invece di guardare agli ultimi due secoli si adotta una prospettiva di lunghissimo periodo, si nota che quello che è oggi il centro economico del mondo (USA, Europa e Giappone) non lo è stato sempre. Angus Maddison stima (fig. segue) che, tra la nascita di Cristo (anno 0) e il 1820 (rivoluzione industriale), la prima economia del mondo era la Cina (e all inizio anche l India). L attuale forte crescita dei due giganti è un risveglio?

6 Cina e India: arrivi o ritorni? DISTRIBUZIONE % PIL MONDIALE PER AREA DALL'ANNO ZERO A FINE MILLENNIO SCORSO 100,0 90,0 80,0 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0, Cina Giappone India Altri Paesi asiatici Europa Occidentale Europa Orientale & Russia USA America Latina Africa

7 Perché alcuni paesi convergono? Tornando agli ultimi 2 secoli, anche se la crescita è stata generalizzata (tra i paesi considerati; NB: ciò non vale per l Africa), essa è stata più intensa in alcuni paesi. Anche piccole differenze (positive) nei tassi di crescita possono portare i paesi ritardatari a convergere verso quelli più sviluppati. Per vederlo, occorre considerare l effetto della composizione dei tassi di crescita: analoga alla composizione del tasso di interesse.

8 Considerando il valore, dopo 200 anni, di 10 investiti a un tasso di interesse costante, si nota come 2% di tasso di interesse in più faccia una differenza enorme. Ciò dipende dagli interessi composti (cioè interessi pagati sugli interessi già accumulati prima). Lo stesso ragionamento si applica ai tassi di crescita del PIL: come il valore di un deposito bancario aumenta ogni anno in misura pari al tasso di interesse applicato, così l economia di un paese si espande di anno in anno in base al suo tasso di crescita. Questo ci spiega come il Giappone (inizialmente povero) sia divenuto uno dei paesi più ricchi del mondo.

9 Da cosa dipende il tasso di crescita di un paese? È cruciale la produttività del lavoro. Sia Y il PIL reale; POP la popolazione; N il numero di lavoratori occupati. Moltiplicando e dividendo per N il PIL reale pro capite (Y/POP), si ottiene: Y POP = Y N N POP ossia: PIL reale pro capite = produttività media del lavoro quota della popolazione occupata

10 L importanza della produttività del lavoro Y POP = Y N N POP Il PIL reale pro capite può crescere se cresce la produttività del lavoro e/o la percentuale della popolazione che ha un impiego. Perciò, siccome N/POP è piuttosto stabile (sebbene politiche strutturali possano influenzarla) la via maestra per far crescere Y/POP è far crescere Y/N, cioè la produttività del lavoro.

11 Figura 19.2 Andamento del PIL reale pro capite e della produttività media del lavoro in Italia (a) e negli USA (b) nel periodo Tra il 1960 e il 2000: il PIL pro capite (Y/POP) è aumentato del 214% in Italia e del 160% negli USA; il PIL per lavoratore (ovvero la produttività media del lavoro, Y/N) è aumentato del 252% in Italia e del 92% negli USA. FIGURA 19.2

12 Figura 19.3 Quota della popolazione occupata in Italia e negli USA nel periodo Tra il 1960 e il 2000, la quota della popolazione occupata (N/POP) è calata dal 41% al 37% in Italia; è aumentata dal 36% al 49% negli USA (baby boom, occupazione femminile, immigrazione). FIGURA 19.3

13 Convergenza Y/POP Italia USA Dunque, tra il 1960 e il 2000 l Italia è cresciuta più degli USA: il PIL reale pro capite italiano ha avuto convergenza verso quello statunitense. Siccome la quota della popolazione occupata è calata in Italia mentre cresceva negli USA, la convergenza italiana è avvenuta solo grazie ad un aumento della produttività media del lavoro assai maggiore in Italia.

14 Cosa determina la produttività? Cresce con qualità e quantità combinate di fattori produttivi, tecnologia, contesto: Capitale umano = abilità dei lavoratori (es. istruzione, formazione) Capitale fisico = impianti/macchinari (NB: rendimenti decrescenti del capitale) Contano anche terra/altre risorse naturali Conta più di tutto la tecnologia (es. ICT) Imprenditorialità e management (es. Benetton) Contesto politico/giuridico (es. stabilità; rule of law)

15 + capitale fisico = + produttività Vediamo, in due modi diversi, come al crescere della dotazione di capitale fisico aumenta la produttività media del lavoro. Prima consideriamo il caso di una singola produzione (cioccolatini) e vediamo l effetto dell introduzione di nuovi macchinari. Poi confrontiamo la produttività media del lavoro tra i paesi con elevata dotazione di capitale fisico per occupato e i paesi con dotazione bassa.

16 Effetto dell introduzione di nuovi macchinari in uno stabilimento per il confezionamento dei cioccolatini. Supponiamo che Olga e Lucia siano le sole due persone a lavorare nello stabilimento. In 1 ora: Olga incarta 100 cioccolatini e Lucia 300. Entrambe lavorano 40 h alla settimana. Prodotto totale settimanale: 40h 100 ciocc. all ora [Olga] + 40 h 300 ciocc. all ora [Lucia] = Produttività media settimanale: /80h = 200 Introduzione di una sola macchina che consenta di confezionare 500 cioccolatini all ora (solo un dipendente se ne può servire) se ne serve Olga Prodotto totale settimanale: 40h 500 [Olga] + 40 h 300 [Lucia] = = Produttività media settimanale: /80h = 400

17 Effetto dell introduzione di nuovi macchinari in uno stabilimento per il confezionamento dei cioccolatini. Introduzione di due macchine entrambe possono usarne una entrambe producono 500 cioccolatini all ora Prodotto totale settimanale: 80h 500 = Produttività media settimanale: /80h = 500 L introduzione di una terza macchina è inutile con due soli dipendenti. Riassumiamo i risultati nella seguente tabella: Numero di macchine (capitale) Numero totale di cioccolatini confezionati alla settimana (prodotto) Ore totali lavorative alla settimana Cioccolatini confezionati per ora lavorata (produttività)

18 Effetto dell introduzione di nuovi macchinari in uno stabilimento per il confezionamento dei cioccolatini. Vediamo come, con input di lavoro costante (80h), se cresce la dotazione di capitale (numero di macchine): la produzione totale e la produttività media del lavoro aumentano, ma l impatto è decrescente (rendimenti decrescenti del singolo fattore: in questo caso il capitale). Numero di macchine (capitale) Numero totale di cioccolatini confezionati alla settimana (prodotto) Ore totali lavorative alla settimana Cioccolatini confezionati per ora lavorata (produttività)

19 Figura 19.4 Produttività media del lavoro e capitale per lavoratore in 15 paesi nel I paesi in cui la dotazione di capitale per lavoratore è elevata tendono a registrare valori alti della produttività media del lavoro (PIL reale per lavoratore). Tuttavia non spiega tutto (vedi differenza Giappone-USA). FIGURA 19.4

20 Capitale umano Consiste nella qualità /quantità di addestramento, abilità innate, istruzione dei lavoratori. È possibile acquisirlo attraverso investimenti di tempo, energie e denaro (come il capitale fisico). Perché Germania e Giappone si sono ripresi in maniera pronta dopo la II guerra mondiale?

21 Fattori di crescita non fisici Tecnologia La principale fonte di crescita è senz altro il progresso tecnologico che consente di sfruttare al meglio gli stessi fattori produttivi preesistenti. Diventa sempre più rilevante. Imprenditorialità e management La traduzione dei progressi tecnologici in innovazioni concrete viene attuata dagli imprenditori attraverso l incessante ricerca di opportunità di profitto (o di altre motivazioni personali, es. l Italia degli imprenditori di Stato). Nelle grandi imprese, la separazione tra controllo e proprietà rende alquanto rilevante la posizione dei manager.

22 Fattori di crescita non fisici Contesto politico e giuridico L incentivo ad introdurre innovazioni necessita di garanzie contro l eventuale espropriazione e, quindi, di un quadro giuridico che offra tali garanzie è necessaria una buona definizione dei Diritti di Proprietà. Stabilità di governo e garanzie di libertà e democrazia sono fattori di contesto che facilitano la definizione dei Diritti di Proprietà.

23 Sommario Tassi di crescita significativi sono un fatto relativamente recente. Grazie al potere della composizione, differenze piccole nei tassi di crescita di lungo periodo fanno differenze enormi di benessere finale. La crescita pro capite può essere scomposta in crescita della produttività e crescita della occupazione.

24 Sommario (2) Cosa determina una crescita della produttività? Capitale fisico (con rendimenti decrescenti) Capitale umano (che consegue in genere ad investimento) Tecnologia ed innovazione Imprenditorialità e managerialità Contesto politico-giuridico (tutela della proprietà, libertà, democrazia, stabilità politica)

25 Tabella 19.3 Tassi di crescita della produttività media del lavoro in alcuni paesi specifici nel periodo I tassi di crescita della produttività si sono fortemente ridotti dopo lo shock petrolifero del In alcuni paesi (es. USA, UK), si è poi avuto un rimbalzo tra il 1979 e il Negli altri, la crescita della produttività è ulteriormente calata (in media). Possibili spiegazioni: Impoverimento tecnologico, misurazione imprecisa. il rimbalzo dipende forse dalle nuove tecnologie (ICT)?

26 Quali politiche per la crescita? Incrementare il capitale umano: es. innalzare scuola dell obbligo e formazione permanente (esternalità dell istruzione) Promuovere il risparmio (es. incentivi risparmio famiglie riduzione costo dei finanziamenti per le imprese) e l investimento (es. investim. pubblici per migliorare le infrastrutture) Sostenere la spesa in ricerca e sviluppo (R&S) + innovazione e miglioramento tecnologia Migliorare il contesto politico/giuridico es. diritti di proprietà, concorrenza

27 Cosa fare per i paesi più poveri? Se le considerazioni precedenti riguardano i paesi ricchi, valgono anche per quelli poveri? Sì, però per i paesi più poveri la cosa più importante sono le politiche strutturali per: (i) (ii) far funzionare il mercato; garantire i diritti di proprietà; (iii) stabilità dei governi. Le istituzioni internazionali possono aiutare? Sì (es. Banca Mondiale), però devono evitare di dare solo sollievo (es. cancellazione debiti) e favorire anche le politiche dette sopra.

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