Pier Luigi Del Nista June Parker Andrea Tasselli. Scienze motorie e sportive, cultura in movimento

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Pier Luigi Del Nista June Parker Andrea Tasselli. Scienze motorie e sportive, cultura in movimento"

Transcript

1 Pier Luigi Del Nista June Parker Andrea Tasselli Scienze motorie e sportive, cultura in movimento

2 Nomenclatura e terminologia del corpo nello spazio La conoscenza della terminologia di base è utile per individuare con esattezza le varie parti del corpo e i piani che ne definiscono la posizione, comprendere i termini di direzione, le linee e capire i «comandi» dell insegnante. vertice destro superiore sinistro fronte capo craniale nuca collo prossimale dorso regione lombare regione glutea coscia spalla palmo petto braccio avambraccio polso dorso dita mano busto tronco torace addome bacino anca arto superiore posteriore o dorsale caudale anteriore o ventrale esterno o laterale interno o mediale distale gamba ginocchio arto inferiore piede tallone dorso pianta inferiore Corpo, linee e piani Il corpo in posizione anatomica è diviso da tre linee immaginarie che definiscono i piani su cui si sviluppano i movimenti: linea longitudinale (o mediana), che va dal vertice del capo al punto di congiunzione dei talloni (A); linea sagittale, che attraversa il corpo dal petto al dorso (B); linea trasversale, che attraversa il corpo da una spalla all altra (C). Queste tre linee, essendo perpendicolari a due a due tra loro, generano tre diversi piani. I piani del corpo A piano frontale: formato dall incontro della linea longitudinale con quella trasversale; B piano sagittale: formato dall incontro della linea sagittale con quella longitudinale; C piano trasversale: formato dall incontro della linea trasversale con quella sagittale. Termini di direzione anteriore o ventrale: che guarda in avanti; posteriore o dorsale: che guarda all indietro; superiore: situato verso la parte superiore del corpo; inferiore: situato verso la parte inferiore del corpo; interno o mediale: situato vicino alla linea mediana; esterno o laterale: situato lontano dalla linea mediana; prossimale: situato vicino a una parte del corpo; distale: situato lontano da una parte del corpo; superficiale: situato sulla superficie esterna del corpo; profondo: situato all interno del corpo; craniale: in direzione del cranio; caudale: in direzione della parte terminale della colonna vertebrale (coccige). A B C

3

4 Copyright 2010 Proprietà letteraria riservata Commessa: 1376 ISBN: Il Sistema Qualità della G. D Anna Casa editrice S.p.A. è certificato, secondo le norme UNI EN ISO 9001, da Cermet (n. 1791). Prima edizione Ristampa Progetto grafico Copertina Fumetto di copertina Redazione Videoimpaginazione Ricerca iconografica Contributi scientifico-didattici Disegni Materiali multimediali collegati Sviluppo Storyboard Segreteria di redazione Coordinamento delle fasi di stampa e confezione Stampa Legatura dicembre Alberto Baragli, Davide Cucini Alberto Baragli Simone Frasca Francesca Benedetti Alberto Baragli Fabio Mancini Nazzarena Barbieri Beatrice Di Tomizio, Simone Frasca, Gianna Pascarelli, Studio Eidos - Roma, Studio Monza S.a.s. - Milano Larione Multistudio Paola Bidello, Giuseppe Mininno, Cristian Paoli, Vieri Pistelli Francesca Calzolai Beatrice Bosso Cristina Bonciani Tipolitografia STIAV S.r.l. - Calenzano (FI) Legatoria industriale S.r.l. - Calenzano (FI) Gli autori e la Casa editrice ringraziano gli enti, le federazioni sportive e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del libro, in particolare: Loreta Abenante; Valentina Cammilli; Alessandro Donati; Niccolò Fiore; Francesca Furiozzi (Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali); Marta Giammaria e Daniela Rossi (Unione Italiana Sport per Tutti); Tommaso Lastrucci; Massimo Mascheroni (Flic Scuola di circo); Marina Pierini (Lega Italiana per la Lotta contro l AIDS); Anna Romani; Matteo Silli; Società Sportiva «La Veloce» (Fiumalbo, Modena). Referenze fotografiche ADA American Dietetic Association [www.eatright.org]: p. 80 al centro Marta Cini: p. 8, 95 in basso, 169 in basso Foto D Anna: p. 14, 15, 17, 18, 19, 51, 65, 79 in basso, 83, 95 seconda dall alto, 99, 101 seconda in alto, 103, 110, 112, 115, 117, 120, 122, 124, 125, 126, 127, 128, 129, 130, 143, 191, 198, 200 Marcello Farina: p. 40 Flic Scuola di circo: p. 20 istockphoto: p. 2, 3, 4, 6, 7, 8 in basso, 10, 11, 12, 13, 19 in basso, 21, 22, 27, 33, 46, 47, 48, 49, 51, 59, 60, 64, 69, 72, 73, 78, 79 in alto, 80 in alto, 81, 82, 86, 89, 90, 92, 93, 94, 95 prima e terza dall alto, 98, 100, 101 prima e terza dall alto, 102, 104, 105, 106, 109, 111, 113, 118, 121, 145, 148, 150, 158, 159, 161, 163, 169 in alto, 173, 176, 177, 178, 180, 183, 186, 203, 205, 209, 211, 213, 214, 216, 217, 218, 219, 220, 223, 227, 229, 231, 232, 233, 235, 236, 237, 238, 239, 241, 242, 244 Lega Italiana per la Lotta contro l AIDS: p. 62 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: p. 68 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca: p. 5 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali: p. 65 Francesco Sciabbarrasi: p. 17, 18, 19 in alto The Next Wave [thenextwavefutures.wordpress.com]: p. 131 UISP Unione Italiana Sport per Tutti: p. 71 Avvertenze In conformità alle Lgg 133/08 e 169/08, le eventuali future variazioni ai Regolamenti di gioco inerenti le discipline e tutti gli aggiornamenti riguardanti la materia potranno essere inseriti nella piattaforma on-line della Casa editrice D Anna. La G. D Anna Casa editrice S.p.A., esperite le pratiche per acquisire i diritti di riproduzione delle illustrazioni prescelte, rimane a disposizione di quanti avessero comunque a vantare ragioni in proposito. Le fotocopie per uso personale del lettore (cioè privato e individuale, con esclusione quindi di strumenti di uso collettivo) possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n Le riproduzioni ad uso non personale (ad esempio: professionale, economico o commerciale, strumenti di uso collettivo, come dispense e simili) possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, Corso di Porta Romana, 108, Milano, sito web In alcune immagini di questo volume sono visibili i nomi di prodotti commerciali e i relativi marchi delle case produttrici. La presenza di tali illustrazioni risponde ovviamente a un esigenza didattica e non è, in nessun caso, da interpretarsi come una scelta di merito della Casa editrice né, tantomeno, come un invito al consumo di determinati prodotti. I marchi riportati in forma editoriale sono di proprietà delle rispettive società, anche quando non sono seguiti dal simbolo. G. D Anna Casa editrice S.p.A. - via Dante da Castiglione, Firenze tel fax web

5 Le sei sezioni del libro SEZIONE 1 Conoscersi, esprimersi, comunicare con il corpoo MANO A MANO CHE CRESCI DIVENTA SEMPRE PIÚ EVIDENTE ENTE CHE I cambiamenti non avvengono solo nel tuo corpo ma anche nel tuo modo di pensare, e, di vedere te stesso e di rapportarti con gli altri. Imparare a conoscerti meglio sotto to questo duplice aspetto ti aiuterà a vivere meglio non solo il delicato periodo di crescita che stai attraversando, ma anche la tua vita futura. È importante saper «parlare» con il proprio corpo per acquisire la consapevolezza della propria fisicità; al contempo è fondamentale saper ascoltare le sensazioni che il corpo continuamente ci trasmette ed essere in grado attraverso di esso di comunicare agli altri idee e sentimenti. Attraverso il movimento il corpo parla per noi: è una sorta di linguaggio altamente espressivo che permette di capire ciò che noi e gli altri consciamente o inconsciamente vogliamo comunicare, aumentando le possibilità di comprensione reciproca e di socializzazione. In questo percorso verso la conoscenza di sé e delle proprie emozioni, alcune attività espressive, quali il mimo, la recitazione e la danza possono essere di grande aiuto. Queste esperienze aiutano a superare paure e inibizioni, a conoscere meglio potenzialità e limiti, iti, e sopratutto ad esprimere le proprie emozioni comunicandole agli altri. SEZIONE 4 Dalla teoria alla pratica SEZIONE 2 Il corpo umano: macchina del movimento L APPARATO LOCOMOTORE, MACCHINA PERFETTA TA PER IL MOVIMENTO CHE rende possibile ogni espressione motoria, riunisce le funzioni i di vari apparati e sistemi. In questa sezione conosceremo l anatomia e le funzioni dell apparato scheletrico e articolare, che costitutiscono le componenti passive dell apparato locomotore; quindi analizzeremo le sue componenti funzionali di 3 onen SEZIONE approvvigionamento e smaltimento, indispensabili alla vita e alla produzione di energia (apparati cardiocircolatorio, respiratorio, organi di pulizia); infine studieremo il sistema nervoso e il sistema muscolare che rappresentano Educazione le alla salute componenti attive dell apparato p locomotore e che comunemente vengono o definiti «sistema motorio», er principale pale artefice della motricità. Un ultimo sguardo sarà riservato LA SALUTE all aspetto È UN BENE PREZIOSO CHE DEVE ESSERE PROTETTO E TUTELATO NON funzionale dal punto di vista meccanico solo nell interesse personale di ciascuno di noi dell apparato locomotore. ma anche nell interesse di tutta la comunità. Per essere responsabilmente attivi nel salvaguardare il nostro benessere fisico e mentale sono importanti l informazione, la prevenzione e uno stile di vita salutare. Conoscere quali sono le situazioni a rischio per la nostra salute ci permette di evitarle: per esempio, è fondamentale sapere quali pericoli possono comportare l assunzione di sostanze nocive (fumo, alcol e altre droghe) o l esporsi al contagio di malattie infettive (AIDS, epatite B, epatite C ecc.). Prevenire significa anche seguire una corretta alimentazione, dedicarsi a una costante attività fisica, insomma adottare tutta una serie di comportamenti quotidiani che limitano il rischio di numerose malattie e rendono migliore la qualità della vita. Infine, è opportuno sapere anche come ci si deve comportare in caso di emergenza. COORDINAZIONE, EQUILIBRIO, FORZA, RESISTENZA, VELOCITÀ E MOBILITÀ sono le qualità motorie fondamentali, ovvero le possibilità di base di espressione del movimento. Occorre conoscerle, capirne le potenzialità e saperle utilizzare nelle varie espressioni motorie per giungere a movimenti sempre piú produttivi, controllati e organizzati. 5 SEZIONE Analizzeremo ciascuna di queste qualità in ogni espressione motoria e sportiva, sia nei fattori che la determinano sia nei principali elementi teorici. Prenderemo poi in esame gli aspetti Dal giocoo principali di alcuni movimenti fondamentali (o schemi motori di base), ovvero: l esecuzione del gesto, la fisiologia, le alla pratica sportiva tecniche e i principi dell allenamento, DA lo ATTIVITÀ stretching. MOTORIE INDIVIDUALI O COLLETTIVE PRATICATE PER PURO PIACERE Questo approccio proc al nasce movimento il gioco: ci ogni volta è un avventura nuova, in cui si rivivono gesti, situazioni di permetterà anche di lotta acquisire e di sfida, una piacevoli emozioni. Quando l obiettivo diventa il raggiungimento di maggiore conoscenza un del certo nostro livello di prestazione o il superamento dell avversario, il gioco diventa corpo, del suo funzionamento, gioco sportivo e, se a confrontarsi sono due gruppi, diventa gioco di squadra. delle sue potenzialità. Ogni attività sportiva è codificata entro regole ben precise che devono essere sere rispettate da tutti i partecipanti. Inoltre, per praticare il gioco sportivo in modo Analizzeremo efficace inoltre è alcune necessario sviluppare le capacità motorie di base, affinare i gesti tecnici specialità dell atletica individuali, leggera, ma in anche coordinarsi con gli altri per costruire una dinamica collettiva cui si esprimono in particolare le di gioco, fino a giungere alla conoscenza di tattiche e strategie. gestualità In dei questa movimenti sezione analizzeremo il calcio a cinque, la pallacanestro, la pallamano e fondamentali trattati. la pallavolo, passandone in rassegna le principali regole, i fondamentali nta individuali, le tattiche di base e la logica complessiva di gioco. Vedremo poi due giochi con la racchetta (badminton e tennistavolo), facilmente praticabili e che favoriscono lo sviluppo delle qualità motorie, in particolare quelle coordinative. SEZIONE 6 Nell acqua e nella natura MUOVERSI NELL ACQUA È PIACEVOLE E DIVERTENTE, dà un senso di leggerezza ed elasticità, tà ma può anche suscitare apprensione e paura; occorre perciò capire quali sono i propri pri limiti, conoscere i pericoli in cui possiamo incorrere e acquisire acquaticità per riuscire a stare in acqua con naturalezza e disinvoltura. Anche l attività tività fisica nella natura è fonte di un profondo benessere fisico e mentale: il contatto con il mondo naturale aiuta a conoscere noi stessi, stimola la riflessione, e potenzia le nostre capacità e sollecita il rispetto per l ambiente.

6 Struttura del libro 6 Le componenti attive dell apparato locomotore Il corpo umano è una macchina complessa dotata di numerose parti mobili, ciascuna delle quali, opportunamente avvicinata, allontanata o bilanciata, rende possibile: la locomozione, cioè i movimenti che il corpo compie per muoversi; la postura, intesa come la corretta posizione delle parti del nostro corpo, in atteggiamenti sia statici che dinamici, capace di conservare sempre il giusto equilibrio e di usare in modo adeguato le qualità motorie nell ottica del risparmio energetico; la mimica, cioè la gestualità attraverso la quale possiamo esprimere ciò che sentiamo e pensiamo. Per componenti attive del movimento intendiamo dunque tutti quei sistemi che con il loro lavoro collaborativo permettono ogni sorta di espressione motoria. L unione di questi sistemi dà vita al sistema motorio, inteso come il sistema costituito dall insieme dei muscoli e dai centri e vie nervose che li governano. Le proprietà del muscolo 1 Il sistema muscolare I muscoli (organi formati prevalentemente da tessuto muscolare, che nel loro insieme formano il sistema muscolare) sono in grado di muovere sia le ossa unite dalle articolazioni, sia la pelle, sia gli organi interni (stomaco, intestino ecc.). I movimenti di contrazione ed estensione dei muscoli coinvolgono quindi altre parti del corpo umano. I muscoli sono paragonabili a macchine capaci di trasformare la statica e inattiva energia chimica in attivo e dinamico lavoro meccanico. Questa loro capacità, per la quale sono considerati componenti attive del movimento, dipende da alcune caratteristiche delle cellule di cui è fatto il tessuto muscolare. Per approfondire le proprietà delle cellule del muscolo, collegati alla nostra piattaforma on line ( ). Tipi di muscolo I muscoli vengono suddivisi in tre grandi tipologie a seconda del tessuto muscolare che li caratterizza: muscoli striati o scheletrici, muscoli lisci, muscolo cardiaco. I muscoli striati o scheletrici sono costituiti da tessuto muscolare striato, cosiddetto per la particolare caratteristica delle cellule che lo compongono: esse infatti appaiono al microscopio elettronico con una serie di bande chiare e scure. Aderiscono alla pelle e alle ossa, formando quella che viene comunemente detta «carne». I muscoli scheletrici si contraggono rapidamente e sviluppano una notevole potenza per brevi periodi di tempo. Si muovono solo «a comando» e per questo vengono anche chiamati muscoli volontari. Sono deputati al movimento volontario riflesso e automatico, e governati dal sistema nervoso centrale e periferico. I muscoli lisci sono costituiti da tessuto muscolare composto da fibre lisce, che sono fusiformi e piú piccole delle fibre striate. Sono muscoli a contrazione lenta e il loro funzionamento è indipendente dalla volontà; per questo sono anche detti muscoli involontari. Rivestono le pareti degli organi interni preposti a digestione, respirazione, circolazione, escrezione, riproduzione e ne permettono l attività. I movimenti dei muscoli lisci sono governati dal sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico). Il muscolo cardiaco è presente solo nel cuore. È governato ed innervato dal sistema nervoso autonomo, ma è caratterizzato dalla muscolatura striata tipica della contrazione volontaria; tuttavia la sua azione è involontaria. Inoltre è molto piú resistente del muscolo scheletrico ed è in grado di contrarsi continuamente, ritmicamente, senza manifestare affaticamento. Forma dei muscoli scheletrici I muscoli scheletrici hanno forme differenti in rapporto alla funzione che devono svolgere. Nel nostro corpo esistono circa 400 muscoli che in base alla forma possono essere raggruppati in quattro diversi gruppi da cui derivano tutti gli altri. Distinguiamo quindi i muscoli fusiformi (1), i muscoli semipenniformi (2), i muscoli penniformi (3), i muscoli a ventaglio (4). rale muscolo muscolo muscolo a ventaglio fusiforme penniforme gran pettorale bicipite brachiale muscolo gastrocnemio semipenniforme gran dorsale mu pen gas Le sei sezioni di cui è composto il libro sono suddivise in capitoli, a loro volta articolati in paragrafi numerati e in sottoparagrafi. 40 SEZIONE 2 ÿ Il corpo umano: macchina del movimento 6 ÿ Le componenti attive dell apparato locomotore 41 Nel corso della trattazione si incontrano tre differenti rubriche: «Approfondimenti», in cui sono messi in luce aspetti o curiosità legati all argomento trattato; Il sistema nervoso può essere considerato come un grande centro di acquisizione, elaborazione e invio di dati: è fornito di dispositivi periferici di captazione (i recettori); di vie di trasporto afferenti ed efferenti (i nervi); di stazioni riceventi e trasmittenti (il midollo spinale, il tronco encefalico, il talamo); di un centro di coordinazione (il cervelletto); e infine di un centro organizzatore (la corteccia cerebrale), dove tutte le informazioni vengono ricevute, valutate, memorizzate, e dove sono elaborate le relative risposte. Attraverso un intricata serie di collegamenti, il sistema nervoso si mette in relazione (anche) con il sistema muscolare e riceve dal muscolo tutte le informazioni necessarie per inviare comandi appropriati e adatti alle circostanze. Sistema nervoso e sistema muscolare formano, come già detto, il sistema motorio, la vera componente attiva del movimento. Dal punto di vista funzionale il sistema nervoso può essere distinto in sistema nervoso centrale (SNC), sistema nervoso periferico (SNP), sistema nervoso autonomo (SA). La cellula nervosa, o neurone, è l elemento base del sistema nervoso. Essa ha il compito di registrare informazioni e di trasmetterle attraverso l organismo ad altissima velocità. Gli impulsi nervosi vengno trasmessi da un parte all altra del corpo attraverso diversi neuroni e il passaggio di un impulso da un neurone all altro avviene tramite sostanze chimiche, chiamate neurotrasmettitori. Approfondimenti Nel cervello 14 miliardi di neuroni Secondo le stime di alcuni scienziati, nel cervello esistono circa 14 miliardi di neuroni. Ogni individuo nasce con la totalità dei suoi neuroni. Fino all età di 25 anni, questi si sviluppano e moltiplicano le loro connessioni con le altre cellule nervose. A partire dai 40 anni ha inizio una notevole diminuzione del loro numero: ogni giorno scompaiono circa neuroni. Ne rimangono comunque sempre a sufficienza, anche perché non è tanto il numero di cellule nervose a fare la differenza, quanto la qualità delle connessioni interneuronali. Una qualità, questa, che dipende in gran parte da un attività cerebrale regolare e dal contenuto dell ossigeno e del nutrimento che forniamo a queste particolarissime cellule. I bisogni di ossigeno del cervello sono veramente notevoli: ogni giorno infatti devono passare attraverso questo organo 2000 litri di sangue, il che presuppone almeno 60 litri di aria. Il cervello privato di ossigeno anche per soli 10 secondi può subire gravi lesioni. Quando la mancanza di ossigeno dura per qualche minuto, i danni possono essere irreversibili e provocare persino la morte. 6 ÿ Le componenti attive dell apparato locomotore 51 Consigli utili Esercizi di stretching Osserva attentamente ed esegui questa serie di esercizi utili per aumentare la tua elasticità muscolare. Quadricipite Pettorali e anteriori Muscoli Tricipite brachiale Muscoli (30 per ciascuna delle spalle e delle delle spalle e muscolatura delle braccia gamba) braccia (20 per lato) e pettorali (30 ) delle spalle (20 per lato) e del dorso (20 ) «Consigli utili», dove, oltre a suggerimenti pratici o di comportamento su temi diversi, sono proposti anche esercizi per l attività fisica; Respirazione Sulla terraferma In acqua Atti respiratori innati Atti respiratori appresi in un lungo periodo Inspirazione con il naso, espirazione con la bocca, Respirazione quasi esclusivamente con la bocca a seconda della necessità di ossigenazione per maggior bisogno di ossigenazione involontaria Espirazione passiva per gravità inspirazione attiva per la contrazione dei muscoli respiratori Respirazione incosciente e automatica 3 : 1 è il rapporto esistente fra il numero delle espirazioni e il numero delle inspirazioni Espirazione attiva inspirazione attiva Respirazione cosciente e forzata 1 : 1 è il rapporto esistente fra il numero delle espirazioni e il numero delle inspirazioni Gli stili del nuoto Le tecniche del salvamento Il fitness in acqua Nuotare non significa solo muoversi nell acqua ma ricercare, attraverso l uso di particolari tecniche, il modo piú efficace per spostarsi velocemente da un punto all altro. Se vuoi approfondire, sulla nostra piattaforma on line troverai la descrizione tecnica e i fondamentali dei vari stili ( ), oltre che un approccio alle tecniche del salvamento ( ), del fitness in acqua, dall Aquagym all Aerobica in acqua ( ). Dorsali (20 ) Rivitalizzazione degli arti inferiori e prevenzione delle vene varicose (2-3 ) Quadricipite (30 per ciascuna gamba) Gluteo e flessore della coscia (30 per ciascuna gamba) Muscoli Muscolatura anteriore Muscolatura Flessori della coscia, dell area inguinale del bacino, adduttori del braccio, della posteriori e laterali e adduttori interni e posteriori della coscia spalla, del dorso della schiena (30 della coscia (30 ) (20 per ciascuna gamba) e lombare (20 ) per ciascuna gamba) Grande gluteo, semimembranoso, Muscolatura della nuca semitendinoso, bicipite femorale e parte superiore e grande adduttore della schiena (20 ) Muscoli Tricipite (20 per ciascuna gamba) del collo brachiale (20 per (20 per lato) ciascun braccio) 152 SEZIONE 4 ÿ Dalla teoria alla pratica «Effetti e benefici del movimento», in cui sono illustrati gli effetti dell attività fisica sul nostro organismo e sulla nostra salute. Effetti e benefici del movimento I benefici del movimento in acqua L esercizio in acqua: aumenta il tono e la definizione dei muscoli; comporta una ridotta probabilità di arrecare traumi alle ossa e alle articolazioni; massaggia i tessuti facendoli rilassare; migliora l autopercezione, l equilibrio, la coordinazione generale; stimola la funzionalità della pompa cardiaca, con conseguente miglioramento della circolazione sanguigna, della respirazione e della circolazione linfatica, nonché dell eliminazione delle scorie; contribuisce ad instaurare effetti positivi sulla mente; incrementa il ritmo della respirazione, e cioè agisce come una ginnastica respiratoria correttiva; consente ai diversamente abili di superare i limiti fisici e psicologici derivanti dall handicap; consente alle persone in sovrappeso di bruciare piú calorie rispetto a quelle smaltite con altre attività fisiche, permettendo loro di muoversi con una scioltezza impensabile fuori dall acqua. 17 ÿ Muoversi nell acqua 229

7 D E Sul campo... I FONDAMENTALI IN SUCCESSIONE Presa o ricezione È il fondamentale che permette di prendere possesso della palla; può essere eseguita su passaggio di un compagno o su palla vagante. LA PALLAMANO 1 passo sinistro nistro, stacco e tiro). La spinta per il salto è impressa dall arto inferiore che stacca, aiutato in quest azione dalla simultanea spinta col ginocchio flesso dell altro arto. Al momento del-l elevazione, il busto è girato dalla parte del braccio che esegue il tiro (in posizione arretrata e in alto). Al culmine 2 passo 3 passo fase di volo e tiro destro sinistro dell elevazione il giocatore effettua il tiro. La ricaduta al suolo avviene sul medesimo piede di battuta. Destra e sinistra si invertono per i mancini. Sul campo... LOGICA DI GIOCO LA PALLAMANO LA PALLAMANO con chiaro intento difensivo viene concesso un rigore; negli altri casi viene concesso un tiro da 9 m. Quando un attaccante víola l area di porta (compresa la linea) con una qualunque parte del corpo viene penalizzato con un tiro di punizione. Se l area viene violata da un giocatore che vi entra dopo aver lanciato la palla l infrazione non viene punita. Sul campo... L ARBITRAGGIO Le partite sono dirette da due arbitri, coadiuvati da un segretario (che controlla l elenco dei giocatori e compila il referto di gara, riportando reti, ammonizioni, squalifiche, espulsioni) e da un cronometrista. La pallamano non è uno sport difficile da arbitrare, tuttavia gli arbitri devono prendere decisioni istantanee e interrompere il gioco oppure lasciare che l azione prosegua, prestando attenzione a sanzionare ogni infrazione al regolamento (in particolare il gioco violento) per salvaguardare l integrità dei giocatori. Anche in questo gioco l arbitro usa dei segnali manuali per comunicare ai suoi collaboratori e ai giocatori stessi le ragioni dei falli fischiati e da dove e come bisogna riprendere il gioco. Palleggio È l azione che permette di spostarsi sul campo mantenendo il possesso della palla. Le traiettorie del palleggio saranno orientate a prendere velocemente campo e saranno dettate dai movimenti dei compagni che attaccano gli spazi creando situazioni di sovrannumero. Come tirare e come difendersi dal tiro Passaggio È un fondamentale essenziale che permette l esecuzione efficace di ogni azione di attacco. Serve a spostare velocemente la palla tra un giocatore e l altro evitando gli avversari, allo scopo di arrivare al tiro da eseguire solo sul compagno smarcato. Tiro È la parte finale dell azione e si esegue reindirizzando la palla verso la porta per segnare una rete. Parata È l ultima opposizione del portiere per evitare la segnatura degli avversari. Da una parata condotta con successo può trarre origine l inizio di una nuova azione di attacco. Le azioni che abbiamo descritto si ripetono finché una squadra non realizza la rete. A quel punto il giocatore piú vicino alla palla la recupera appoggiandola al terreno, quindi la tira o la passa a un compagno. 5 4 Il regolamento della pallamano permette il caricamento al tiro con tre appoggi. Quando è possibile sarà vantaggioso eseguire questo tipo di rincorsa che permette di saltare e tirare in volo penetrando all interno dell area avversaria, oppure di arrivare al limite dell area con uno slancio sufficiente a tirare da fermi o in elevazione. Tiri eseguiti molto oltre il limite avranno pochissima possibilità di successo. È meglio evitare di eseguire il tiro se lungo la traiettoria ci sono difensori: ogni tiro sbagliato dà infatti all avversario l opportunità di impostare un nuovo attacco. Talvolta è piú efficace fingere il tiro per liberare il compagno ad un azione di tiro. Questi movimenti nel loro complesso richiedono velocità, destrezza, agilità, equilibrio, il tutto accompagnato da un buon senso del ritmo del gioco. Nella pallamano, attacco e difesa si avvicendano con grande rapidità. Quando la nostra squadra è in fase difensiva è opportuno indietreggiare rapidamente. Per difendere la zona di nostra competenza si esegue il «flottaggio laterale» (1). Convalida della rete Infrazione di passi o dei tre secondi Infrazione di cintura Fallo sul braccio Quando la palla passa nelle nostre vicinanze sarà essenziale cercare di impossessarsene effettuando movimenti appropriati di intercettazione del tiro (3). Tiro di punizione Distanza Invasione Ammonizione (cartellino giallo) Chi si trova nelle vicinanze dell avversario deve cercare di rubargli palla opponendosi a esso in modo regolare (2). Esclusione Espulsione Squalifica (cartellino rosso) 15 ÿ I giochi sportivi di squadra con la palla ÿ I giochi sportivi di squadra con la palla SEZIONE 5 ÿ Dal gioco alla pratica sportiva Nel capitolo dedicato ai giochi sportivi con la palla (cap. 15), la rubrica «Sul campo» fa il punto su vari aspetti degli sport trattati: sulle tecniche di base («I FONDAMENTALI IN SUCCESSIONE»), sulla disposizione e sul ruolo in campo dei giocatori («RUOLI E POSIZIONE DEI GIOCATORI»), sulle azioni globali maggiormente utilizzate («LOGICA DI GIOCO») e sulle principali regole arbitrali («L ARBITRAGGIO»). N A conclusione di ogni sezione, una tavola con disegni divertenti e giocosi, «ALT! Prova a rispondere», propone una serie di domande a risposta multipla sui contenuti della sezione. soluzioni A-1, B-1, C-3, D-1, E-1, F-2, G-2 no evidenti anche nelle discipline sportive; ad esempio: il terzo tempo nel basket; la rincorsa e la schiacciata nella pallavolo; il tiro in elevazione nella pallamano ecc. Vi sono strutture ritmiche che, una volta individuate, possono essere allenate fino a diventare quasi automatiche. 224 SEZIONE 5 ÿ Dal gioco alla pratica sportiva Movimento e musica nel tempo Musica e movimento Fin dall antichità il rapporto fra musica e movimento è stato molto forte e inscindibile. L uomo ha da sempre abbinato forme gestuali alla musica con intenti e scopi diversi: per celebrare eventi, per propiziarsi gli dèi, per esprimersi, per divertirsi ( ). Oggi, lo stretto rapporto fra musica e movimento è nell attività fisica molto evidente e anche di grande importanza, basti pensare alle moderne tecniche di allenamento impostate su ritmi musicali. Le espressioni gestuali abbinate alla musica sono talvolta fra le poche attività fisiche che saltuariamente ancora vengono svolte da chi smette di fare sport. Un dato statistico ci può far riflettere: sono piú numerosi coloro che, sia pure occasionalmente, svolgono un attività motoria collegata alla musica, di coloro che praticano il calcio o il calcetto, o che frequentano palestre di fitness. La musica è sempre stata considerata fra le produzioni piú nobili dell animo umano e una delle forme di comunicazione piú efficaci, tanto che, per esempio, alle sonde «Voyager 1» e «Voyager 2», inviate nello spazio nel 1977, venne affidato un disco fonografico, destinato a eventuali extraterrestri, sul quale erano codificati oltre a immagini della Terra anche suoni e brani musicali. La musica ha la magica capacità di toccare il nostro ritmo interiore e condizionare positivamente l emotività: in questo senso può aiutarci a coinvolgere il gesto fino a liberare la nostra motricità istintiva. Per riuscire a esprimere tutto questo dobbiamo però saper interpretare la musica e comprenderne il linguaggio. Comprendere il codice musicale ci permette di capire quando dobbiamo abbinare alla musica un movimento breve o lungo, veloce o lento, drammatico o gioioso, e via dicendo. Non è dunque la musica che «commenta» il movimento, ma il movimento che si abbina e segue la musica. In tutte le attività espressive comunicative che abbinano la musica al movimento è necessario inoltre che il brano musicale sia eseguito per i tempi opportuni e con un volume ben ascoltabile dal nostro orecchio, ma non troppo forte in potenza di decibel (ciò può provocare anche danni permanenti all udito). Quando si lavora con la musica, sia che la si ascolti, sia che la si interpreti, è di fondamentale importanza che nessun rumore vi interferisca. Coloro che ascoltano la musica devono mantenere l assoluto silenzio per permettere agli altri di ascoltarla e di interpretarla senza subire alcuna distrazione. Questo simbolo che compare nel colonnino seguito da un titolo avverte puntualmente della disponibilità sulla piattaforma on line di schede di approfondimento su argomenti richiamati nel testo. 2 ÿ Comunicare con il corpo 21

8 Indice SEZIONE 1 Conoscersi, esprimersi, comunicare con il corpo 1 1 Corpo e mente in armonia 2 1 Crescere nel corpo e nella mente 2 Preadolescenza e adolescenza: le età delle grandi trasformazioni 3 Approfondimenti IL BULLISMO, UN PERICOLO PER GLI ADOLESCENTI 5 2 Valorizzare le proprie energie per stare bene 7 Lo sport per stare e crescere bene 7 Approfondimenti IL FAIR PLAY 8 Consigli utili OSSERVA LE NORME IGIENICHE QUANDO FAI ATTIVITÀ SPORTIVA 9 Lo sport e i diversamente abili 10 Consigli utili UN ESPERIENZA DA PROVARE 10 3 L importanza del corpo «emozionato» 11 L empatia 12 4 Raggiungere un equilibrata autostima 13 2 Comunicare con il corpo 14 1 Il linguaggio del corpo 14 2 I gesti 14 3 Il linguaggio non verbale nella comunicazione Vicinanza/lontananza 16 La postura generale La voce 18 La gestualità e lo sguardo 18 Le espressioni del volto 18 4 Dalla gestualità alle attività espressive 19 Effetti e benefici del movimento RECITARE, MIMARE, DANZARE PER MIGLIORARSI 20 Ritmo e movimento 20 Musica e movimento 21 Alt! Prova a rispondere 23 SEZIONE 2 Il corpo umano: macchina del movimento 24 3 Cellula, tessuti, sistemi e apparati 25 1 Dalla cellula agli apparati 25 2 L apparato locomotore e le sue componenti 27 4 Le componenti passive dell apparato locomotore 28 1 L apparato scheletrico La colonna vertebrale L apparato articolare 31 5 Le componenti funzionali di approvvigionamento e smaltimento dell apparato locomotore 33 1 L apparato cardiocircolatorio 33 Il sangue e il cuore 33 Effetti e benefici del movimento AUMENTO DELLE PULSAZIONI DURANTE L ATTIVITÀ FISICA 35 2 L apparato respiratorio 36 3 Gli organi di pulizia 37 4 Stazioni di stoccaggio, preparazione e trasformazione 38 Effetti e benefici del movimento IL MAL DI MILZA DURANTE L ATTIVITÀ FISICA 38 5 La fonte delle sostanze energetiche 39 6 Le componenti attive dell apparato locomotore 40 1 Il sistema muscolare 40 Tipi di muscolo 41 Forma dei muscoli scheletrici 41 Il muscolo scheletrico e la contrazione 44 Caratteristiche delle fibre muscolari 45 Dalle fonti energetiche all energia muscolare 46 Approfondimenti L ECCESSO DI ACIDO LATTICO PUÒ CAUSARE IL CRAMPO 48 Le azioni muscolari 49 2 Il sistema nervoso 50 Approfondimenti NEL CERVELLO 14 MILIARDI DI NEURONI 51 Il fenomeno della contrazione e l impulso nervoso 53 Vie della motricità volontaria e involontaria 53 3 La meccanica dell apparato locomotore 54 La macchina del movimento 54 Alt! Prova a rispondere 57 SEZIONE 3 Educazione alla salute 58 7 La salute: informazione e prevenzione 59 1 Le malattie a trasmissione sessuale 60 L AIDS 60 L epatite B e l epatite C 62 Altre malattie a trasmissione sessuale 63 2 Le droghe 63 VI INDICE

9 Il tabacco 64 Approfondimenti IL FUMO PASSIVO 65 Consigli utili SFATIAMO ALCUNI LUOGHI COMUNI SUL FUMO 66 L alcol 67 Consigli utili SFATIAMO ALCUNI LUOGHI COMUNI SULL ALCOL 68 Approfondimenti GLI «ALCOPOP», IL «BINGE DRINKING» E IL «BOBBY» 69 Le sostanze stupefacenti 70 Il doping, una particolare forma di droga 71 3 Gli integratori alimentari e lo sport 73 4 Paramorfismi e dismorfismi nell età scolare 74 I paramorfismi piú comuni 74 5 Il mal di schiena 76 8 Educazione alimentare 78 1 I principi nutritivi 78 Le proteine 78 I glucídi o carboidrati (zuccheri) 79 I lipídi (grassi) 79 Le vitamine 80 Approfondimenti FUNZIONI E CARATTERISTICHE DELLE VITAMINE 80 L acqua 82 I minerali 82 Approfondimenti I PRINCIPALI MINERALI NELL ORGANISMO 83 2 Il metabolismo basale e il fabbisogno energetico 83 3 Il peso corporeo e la salute 85 4 I giovani e l obesità 86 Consigli utili IL SEMAFORO PER MANTENERSI IN FORMA 87 5 I disturbi alimentari 88 6 L alimentazione corretta 89 Consigli utili IL SEMAFORO ALIMENTARE 91 Come ripartire i cibi nella giornata 91 Consigli utili COSA LIMITARE E COSA PREDILIGERE NELL ALIMENTAZIONE 93 I gruppi di alimenti 94 Consigli utili CONSIGLI ALIMENTARI PER CHI FA SPORT 95 9 Primo soccorso 96 1 In caso di emergenza 96 Come sostenere o ripristinare le funzioni vitali 96 2 Nozioni di primo soccorso 98 Primo soccorso nell esercizio fisico 99 Primo soccorso in ambiente naturale 102 Primo soccorso in ambiente domestico Come prevenire incidenti domestici 104 Consigli utili IN CASO DI CALAMITÀ NATURALE 106 Alt! Prova a rispondere 107 SEZIONE 4 Dalla teoria alla pratica Le qualità motorie La coordinazione 110 Le capacità coordinative generali e speciali 110 Come allenare la coordinazione L equilibrio 112 I diversi tipi di equilibrio 113 Come allenare l equilibrio La forza 114 Le forme fondamentali della forza 115 Come allenare la forza La resistenza 117 Una resistenza per ogni situazione 118 Come allenare la resistenza 118 Consigli utili ATTENZIONE ALLE PULSAZIONI! La velocità 119 Le componenti della velocità 120 Come allenare la velocità La mobilità o flessibilità 121 La classificazione della mobilità 122 Come allenare la mobilità I movimenti fondamentali Camminare 124 Effetti e benefici del movimento CAMMINARE: UNA BUONA E SANA ABITUDINE Correre 125 Effetti e benefici del movimento LA CORSA PER RESTARE IN FORMA Saltare Lanciare Arrampicare Rotolare Dai movimenti fondamentali allo sport: l atletica leggera Le specialità e lo stadio dell atletica La corsa veloce 133 La partenza dai blocchi 133 Consigli utili SUGGERIMENTI TECNICI PER LA CORSA La corsa a ostacoli 134 Il passaggio dell ostacolo 135 Consigli utili SUGGERIMENTI TECNICI PER LA CORSA A OSTACOLI La staffetta 136 La tecnica del cambio Il salto in alto 138 La rincorsa 138 Lo stacco 139 Il volo 139 L atterraggio 140 Consigli utili SUGGERIMENTI TECNICI PER IL SALTO IN ALTO Il salto in lungo 140 La rincorsa 141 Lo stacco 141 Il volo 142 L atterraggio 142 Consigli utili SUGGERIMENTI TECNICI PER IL SALTO IN LUNGO Il getto del peso 143 La tecnica di lancio O Brien 143 Consigli utili SUGGERIMENTI TECNICI PER IL GETTO DEL PESO La preparazione fisica e l allenamento 145 INDICE VII

10 1 Perché allenarsi I principi dell allenamento sportivo Una seduta di allenamento 148 Il riscaldamento 148 Consigli utili UN RISCALDAMENTO PER TUTTI 149 L allenamento vero e proprio 149 Il defaticamento I benefici dello stretching Consigli utili ESERCIZI DI STRETCHING Alt! Prova a rispondere 153 SEZIONE 5 Dal gioco alla pratica sportiva Il gioco inventa lo sport Il gioco: divertimento e insegnamento I giochi popolari dal Medioevo a oggi 155 Giochi e sport tradizionali Dal gioco allo sport 158 arbitrare 199 Sul campo l arbitraggio 201 I fondamentali individuali 201 Sul campo logica di gioco 203 Sul campo logica di gioco 204 Sul campo logica di gioco 205 Sul campo i fondamentali in successione 207 Le tattiche di squadra e i ruoli 208 Sul campo logica di gioco 209 Sul campo ruoli e posizione dei giocatori I giochi sportivi con la racchetta Il tennistavolo 213 Il gioco, le regole principali e i fondamentali 213 Cenni di tattica Il badminton 218 Il gioco e le regole principali 218 I fondamentali tecnici 220 Sul campo logica di gioco 223 Alt! Prova a rispondere 224 SEZIONE 6 Nell acqua e nella natura I giochi sportivi di squadra con la palla Il calcio a cinque 162 Il gioco 162 Le regole principali per giocare e arbitrare 163 Sul campo l arbitraggio 164 I fondamentali individuali 165 Sul campo logica di gioco 166 Sul campo logica di gioco 167 Sul campo logica di gioco 168 Sul campo i fondamentali in successione 170 Le tattiche di squadra e i ruoli 170 Sul campo ruoli e posizione dei giocatori 171 Gli schemi di difesa e di attacco 171 Sul campo logica di gioco La pallacanestro 173 Il gioco 173 Le regole principali per giocare e arbitrare 174 Sul campo l arbitraggio 175 I falli 176 Le infrazioni 176 I fondamentali individuali 177 Sul campo logica di gioco 178 Sul campo logica di gioco 180 Sul campo logica di gioco 182 Sul campo i fondamentali in successione 182 Le tattiche di squadra e i ruoli 182 Sul campo logica di gioco 184 Sul campo ruoli e posizione dei giocatori La pallamano 186 Il gioco 186 Le regole principali per giocare e arbitrare 187 Sul campo l arbitraggio 188 I fondamentali individuali 189 Sul campo logica di gioco 191 Sul campo logica di gioco 192 Sul campo logica di gioco 193 Sul campo i fondamentali in successione 195 Le tattiche di squadra e i ruoli 196 Sul campo logica di gioco 197 Sul campo ruoli e posizione dei giocatori La pallavolo 198 Il gioco 198 Le regole principali per giocare e 17 Muoversi nell acqua Nell acqua con naturalezza 227 Effetti e benefici del movimento I BENEFICI DEL MOVIMENTO IN ACQUA Nell acqua: rischi e pericoli 230 Prima di fare il bagno 230 Consigli utili DECALOGO PER CHI FA IL BAGNO, IN ACQUE APERTE E IN ACQUE CHIUSE 231 Come affrontare disturbi o incidenti Muoversi nel verde Rispetto e cura dell ambiente 233 Approfondimenti IL RISPARMIO ENERGETICO PER IL RISPETTO DELLA NATURA Il trekking 234 L equipaggiamento per il trekking 235 Trekking in sicurezza 236 Consigli utili CHE COSA NON DEVE MANCARE NELLO ZAINO 236 I sentieri 237 La dieta dell escursionista Attenzione ai pericoli! 238 Congelamento e assideramento 238 Mal di montagna 239 Morsi di vipera 239 Consigli utili COME RICONOSCERE LA VIPERA Le escursioni in bicicletta 241 L equipaggiamento per l escursione in mtb 241 La dieta del biker 241 Consigli utili COME COMPORTARSI IN BICICLETTA La corsa di orientamento 242 La carta di orientamento 244 La bussola 246 Orientare la carta e scegliere il percorso 246 Altre specialità di orientamento 247 Alt! Prova a rispondere 248 VIII INDICE

11 1 SEZIONE Conoscersi, esprimersi, comunicare con il corpo MANO A MANO CHE CRESCI DIVENTA SEMPRE PIÚ EVIDENTE CHE I cambiamenti non avvengono solo nel tuo corpo ma anche nel tuo modo di pensare, di vedere te stesso e di rapportarti con gli altri. Imparare a conoscerti meglio sotto questo duplice aspetto ti aiuterà a vivere meglio non solo il delicato periodo di crescita che stai attraversando, ma anche la tua vita futura. È importante saper «parlare» con il proprio corpo per acquisire la consapevolezza della propria fisicità; al contempo è fondamentale saper ascoltare le sensazioni che il corpo continuamente ci trasmette ed essere in grado attraverso di esso di comunicare agli altri idee e sentimenti. Attraverso il movimento il corpo parla per noi: è una sorta di linguaggio altamente espressivo che permette di capire ciò che noi e gli altri consciamente o inconsciamente vogliamo comunicare, aumentando le possibilità di comprensione reciproca e di socializzazione. In questo percorso verso la conoscenza di sé e delle proprie emozioni, alcune attività espressive, quali il mimo, la recitazione e la danza possono essere di grande aiuto. Queste esperienze aiutano a superare paure e inibizioni, a conoscere meglio potenzialità e limiti, e sopratutto ad esprimere le proprie emozioni comunicandole agli altri.

12 1 Corpo e mente in armonia 1 Crescere nel corpo e nella mente Lungo le tappe dello sviluppo umano si delinea in maniera progressivamente sempre piú evidente il rapporto che intercorre fra corpo e mente. Questo sviluppo avviene attraverso varie fasi durante le quali all emergere di nuove funzioni fisiche si formano nuove strutture mentali. Man mano che l individuo sa coordinare le esperienze ed elaborare intelligentemente i suoi movimenti, l attività della mente diventa sempre piú complessa, costruendo cosí la propria intelligenza. Assecondando la graduale e completa maturazione dell individuo, l attività motoria e un determinato comportamento psicologico seguono queste tappe di sviluppo: infanzia (fase della costrizione psicomotoria) va fino ai 5 anni; fanciullezza (fase dell iniziazione ludica) va dai 5 ai 10 anni; preadolescenza (fase dell esperienza ludica) va dagli 11 ai 14 anni; adolescenza (fase dell esaltazione sportiva) va dai 14 ai 19 anni. È bene comunque ricordare che queste fasi non sono cosí rigidamente inquadrate nelle età che abbiamo descritto; per esempio molte problematiche dei primi anni dell adolescenza si manifestano già negli ultimi anni della preadolescenza, specie per le ragazze e i ragazzi piú sviluppati. Nella fanciullezza il bambino attraversa una vera e propria crisi che si diversi- 2 SEZIONE 1 ÿ Conoscersi, esprimersi, comunicare con il corpo

13 fica da quella dell età successiva per intensità, caratteristiche, obiettivi. Nella preadolescenza l evoluzione delle ragazze e dei ragazzi si presenta intensa e profonda, mentre nell adolescenza essi sono in piena crisi puberale, hanno perso la padronanza di prima, il corpo quasi non appartiene piú loro in quanto cambia di giorno in giorno. È l età del gesto sgraziato, della forza sprecata non graduata. Come si è detto, non è solo il corpo a presentare delle tappe di evoluzione: è la persona nel suo complesso che dall infanzia alla maturità attraversa fasi diversissime tra loro. Ad ogni fase corrisponde una caratterizzazione della personalità: un differente modo di intendere e volere, di esprimere affetti, quindi di comportarsi e confrontarsi con gli altri. La personalità si costruisce, si forma, si educa sviluppando tutte le capacità psicofisiche personali, permettendo all individuo di integrarsi nell ambiente in cui vive. Ciascuno di noi deve rifare giorno per giorno, per proprio conto, le esperienze che sono state fatte da chi ci ha preceduto: è questo il modo con cui si riesce veramente a capire, a crescere, a formarsi. Preadolescenza e adolescenza: le età delle grandi trasformazioni Le tappe dello sviluppo motorio Le leggi di Stratz, Godin e Viola La preadolescenza e l adolescenza, le età che stai vivendo, sono un periodo della vita in cui si hanno grandi trasformazioni che ci investono totalmente, sia nel corpo sia nella mente. Attraverso il cambiamento del corpo, delle relazioni, della visione del mondo, organizziamo la nostra vita effettiva e ci formiamo modelli di pensiero e di azione che diventano per noi i piú importanti. La palestra della presa di coscienza di sé avviene sperimentando situazioni nuove, in cui ci alleniamo a sostenere successi e insuccessi, a superare gli ostacoli, a scontrarci con la realtà, ad apprendere le nostre abilità e a scoprire i nostri limiti. Tutto questo serve anche per riuscire a costruire un nostro percorso di vita, per darci degli obiettivi e fare scelte piú consapevoli. Vediamo adesso di capire quali sono le caratteristiche motorie di queste fasi della crescita per passare poi ad analizzare come le ragazze e i ragazzi vivono emotivamente questi cambiamenti e come percepiscono se stessi difronte alle profonde trasformazioni fisiche. Se vuoi conoscere, invece, le tappe di sviluppo motorio nel bambino e nel fanciullo, o i principi formulati da tre importanti studiosi per comprendere le mutazioni fisiologiche dello sviluppo, collegati alla nostra piattaforma on line ( ). Caratteristiche motorie Il ragazzo di anni si muove con disinvoltura ed ha un controllo motorio ideale. Egli è capace di assimilare con facilità i movimenti piú diversi e di automatizzarli esaltando l agilità, la rapidità, l equilibrio e la destrezza. Verso i 13 1 ÿ Corpo e mente in armonia 3

14 anni, però, la padronanza motoria si riduce, e si va incontro a una trasformazione fisica totale con perdita del controllo del corpo. Il ragazzo deve impossessarsi nuovamente di sé, ricomponendo a fatica il suo alfabeto motorio: deve riprendere cioè dimestichezza con gambe e con braccia, che sono cresciuti troppo, quasi in modo improvviso, e che rendono squilibrato il rapporto artitronco a cui era abituato. È il periodo della disarmonia del corpo e della mancanza di destrezza. Anche dosare l energia è un problema. Il movimento, quindi, risulta carico di grande energia, che si esprime con scarsa precisione nella direzione, nell intensità e nel tempismo. Il consumo di ossigeno aumenta, sotto sforzo, e il sistema cardiocircolatorio risponde con una brusca impennata del suo ritmo: ciò rende il lavoro poco economico e non c è proporzione tra lo sforzo, l energia richiesta e il risultato. Ne consegue facile stancabilità, dispersione di energia, maggior esposizione alle malattie, contegno impacciato, che sono lo specchio di una trasformazione del corpo non del tutto padroneggiata. Questa crescita cosí improvvisa pone problemi di natura motoria, psicologica, alimentare e igienica. Emozioni e percezione di sé Questa tappa evolutiva prende il nome di «fase puberale» in relazione allo sviluppo sessuale che la caratterizza. Già al suo inizio (11-12 anni) si annuncia, sia pure lentamente, fra incertezze e incoerenze; procede poi alternando momenti di profonda depressione, soprattutto nelle ragazze, a momenti di eccessivo entusiasmo. Prende il via quel periodo di crisi che si prolunga per tutta l adolescenza. Il ragazzo e la ragazza iniziano a guardare sia a se stessi che agli altri e al mondo esterno in modo critico. Fanno i primi passi nella società: avvertono il bisogno degli altri, soprattutto dei coetanei; è infatti il periodo in cui si formano le «bande», i gruppi, i piccoli clan. La vita di gruppo trova la massima soddisfazione nei giochi collettivi di ogni genere, in particolar modo quelli che cominciano a creare uno spirito di équipe, che obbligano al rispetto delle regole, che sollecitano l autocontrollo ed abituano al gioco corretto. È in questa età che avvengono i primi turbamenti e i primi incontri con l altro sesso. Insieme alla socialità si va sviluppando l egocentrismo, ed è molto difficile per i ragazzi combinare le due spinte, che sembrano in contraddizione. Hanno bisogno degli adulti, e li accettano volentieri, ma cominciano anche a osservarli con sospetto, a diffidarne, a voler fare da soli. Si realizza infatti il primo impatto consapevole con il mondo degli adulti, fatto di sicurezze eccessive e di incertezze profonde, di entusiasmi e di abbattimenti, di balzi in avanti e improvvisi arresti. L eccezionale ed evidente accrescimento della statura, accompagnato da un eguale sviluppo fisiologico, pongono i ragazzi e le ragazze in grande difficoltà: appaiono a se stessi come «esseri diversi» e fanno fatica a riconoscersi, a capirsi, ad accettarsi. È dunque importante che si facciano coinvolgere in attività che li vedano partecipare attivamente nel gruppo, nella famiglia, nella scuola. 4 SEZIONE 1 ÿ Conoscersi, esprimersi, comunicare con il corpo

15 Anche il sistema nervoso subisce una evoluzione profonda e quasi traumatica, che si traduce in una particolare emotività che può sfociare in disturbi psichici. Ed è in questo contesto che la pratica sportiva acquisisce un importanza fondamentale, in quanto contribuisce alla crescita e allo sviluppo corretti dei ragazzi e delle ragazze non solo dal punto di vista fisico, ma anche psichico. La sua influenza investe tutta la persona umana: intelligenza, conoscenza di se stessi e dei propri limiti, volontà, disciplina, senso sociale ed estetico. L attività sportiva diventa un mezzo, un luogo di confronto, una realtà costruttiva che insegna a lottare per raggiungere un risultato. L apparenza fisica diventa nella preadolescenza e nell adolescenza molto importante; dopo la trasformazione fisica dalla pubertà all adolescenza, il corpo si trasforma in modo evidente in un corpo di donna o di uomo. L accettare il proprio corpo è una sicurezza che anche la propria persona venga accolta, e risulta fondamentale per definire in modo positivo la propria identità. Approfondimenti Il bullismo, un pericolo per gli adolescenti Sempre con piú frequenza si hanno notizie di episodi di prepotenza e violenza da parte di adolescenti contro coetanei. Tali episodi, che si definiscono genericamente con il termine di bullismo, avvengono generalmente nelle scuole e si verificano per i motivi piú futili come appropriarsi di piccole somme di denaro, di un giubbotto firmato, del telefonino di ultima generazione o delle scarpe alla moda. I protagonisti, bambini e ragazzi di un età compresa fra i 10 e i 18 anni, cercano con le loro azioni di farsi ammirare dagli altri compagni, di emergere dal gruppo, di rompere la noia e di esprimere la propria rabbia esistenziale. Per loro la cosa piú importante non è certo rappresentata dagli oggetti conquistati, di cui non hanno realmente bisogno, piuttosto dalla dimostrazione di forza e di superiorità nei confronti delle loro vittime; queste spesso, con la loro paura e sottomissione, diventano occasione per compiere bravate che puntano a conquistare una fama da far circolare il piú possibile, oggi complice anche internet. Essere bullo o vittima del bullismo è l espressione esterna di un malessere profondo, legato alla difficoltà di crescere armonicamente come individuo tra gli altri. Il bullismo è una disperata richiesta da parte dei giovani di attenzione e di visibilità nell ambito del gruppo dei coetanei. La società di oggi vive una cultura della violenza e della sopraffazione, della diffusione di comportamenti basati sulla intolleranza, la rivalità e la competizione, anziché sulla reciproca comprensione e sui valori della cooperazione. Manifesto della campagna «Smonta il bullo» a cura del Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca. Ma quali sono le cause del bullismo? Gli studi piú recenti parlano di fattori genetici, di aspetti collegati alla crescita e all ambiente sociale; anche l eccessiva disciplina o il permessivismo possono avere responsabilità nel far nascere comportamenti di bullismo. Inoltre alla radice della prepotenza del bullo possono esserci: aggressività generalizzata, impulsività, scarsa empatia (ovvero scarsa comprensione degli altri). Al contrario, nella vittima sono presenti spesso ansia, insicurezza, scarsa autostima. Quando si parla di bullismo l attenzione è posta quasi esclusivamente sul bullo, ma manca l altro inelimi- 1 ÿ Corpo e mente in armonia 5

16 nabile termine del problema: la vittima, che con il bullo attiva un processo dinamico, in cui persecutore e vittima sono entrambi coinvolti. Gli attori degli episodi di bullismo sono: il bullo: bambino o adolescente dal comportamento aggressivo verso coetanei o adulti, e con forte bisogno di dominare gli altri; la vittima: bambino/a oppure ragazzo/a ansiosi, insicuri; soffrono spesso di scarsa autostima e hanno un opinione negativa di sé e delle proprie capacità; il bullo-vittima o vittima provocatrice: un soggetto iperattivo, irritabile, di temperamento caldo; i soggetti esterni: gli altri ragazzi del gruppo non coinvolti direttamente ma spettatori. Il bullismo, in accordo con le piú recenti ricerche, è considerato un tipo di comportamento aggressivo, con alcune caratteristiche precise: intenzionalità (fare del male fisicamente o psicologicamente in modo volontario); prepotenza mediante attacchi fisici, verbali e indiretti; sistematicità (attacchi ripetuti nel tempo); asimmetria di potere (il bullo è il forte, e la vittima è il debole). I bulli dimostrano poca o nessuna comprensione verso la vittima, nessun rimorso per ciò che fanno, dichiarando che la vittima ha in qualche modo provocato le prepotenze e che se le meritava; invece la vittima talvolta assume su di sé la colpa di quanto le accade. Pare inoltre che entrambi abbiano difficoltà a riconoscere e distinguere le emozioni positive, e siano in sostanza dei ragazzi in difficoltà, anche se per cause diverse. Infatti il non saper affermare se stessi se non attraverso l uso della forza (il bullo) e, al contrario, l incapacità di difendere il diritto alla propria autonomia all interno del gruppo (la vittima) costituiscono di per sé sintomi evidenti di disagio psicologico e di disadattamento sociale. Nel loro futuro i bulli hanno molte probabilità di diventare adulti asociali, e le vittime tenderanno a isolarsi socialmente e a soffrire di depressione. Bullismo al femminile Esiste anche un bullismo femminile che è in continuo aumento, tanto che gli studiosi prevedono in tempi relativamente brevi un livello di attività uguale a quello maschile. Questo fenomeno si presenta già nella scuola primaria fra bambini di 9-10 anni, e si aggrava nella scuola secondaria di I grado, dove, tra gli adolescenti, un bullo su sei è femmina. Le bulle colpiscono indistintamente sia maschi che femmine. Rispetto ai bulli maschi, sono piú difficili da individuare, perché la loro aggressività agisce maggiormente sul piano psicologico, pur non escludendo quello fisico: emarginano in modo spietato le vittime prescelte con derisioni, ricatti, angherie, mosse da sentimenti di gelosia o invidia. La vittima che si sente esclusa è colta da un processo di autodenigrazione, e si ostina sempre piú a voler entrare a far parte del gruppo, non parlando con nessuno del problema. Questa profonda sofferenza può avere come conseguenza la chiusura in se stessa, false malattie e uno scarso interesse per la scuola o addirittura rifiuto. Come contrastare il bullismo Per contrastare il bullismo sia maschile che femminile è utile che i ragazzi e le ragazze che assistono a tali episodi comincino a prendere posizioni di difesa e solidarietà della vittima e che intervengano contro il bullo per metterlo di fronte alla propria responsabilità. In tal modo egli non si sentirà rafforzato dai compagni, ma potrà sperimentare che le vere amicizie sono quelle che ci fanno crescere ed essere individui migliori. La psicologa Silvia Vigetti Finzi suggerisce che una buona soluzione per non cadere vittima del bullismo è quella di «non limitarsi all amicizia con la compagna di banco, al gruppetto nato a scuola; meglio avere rapporti vari, nati in gruppi sportivi, tra i boy scout, in un coro. Fare attività che permettano d avere tante appartenenze, spezzando cosí la dipendenza dalle bulle». 6 SEZIONE 1 ÿ Conoscersi, esprimersi, comunicare con il corpo

CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE AL MOVIMENTO

CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE AL MOVIMENTO CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE AL MOVIMENTO Nei primi anni di vita dei bambini il movimento riveste un importanza fondamentale negli apprendimenti e nella socializzazione. Corpo e movimento costituiscono

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CARBONERA CURRICOLO DI EDUCAZIONE MOTORIA INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA DI 1 GRADO

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CARBONERA CURRICOLO DI EDUCAZIONE MOTORIA INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA DI 1 GRADO ISTITUTO COMPRENSIVO DI CARBONERA CURRICOLO DI EDUCAZIONE MOTORIA INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA DI 1 GRADO TRAGUARDI FORMATIVI SCUOLA DELL INFANZIA Competenza chiave europea CONSAPEVOLEZZA ED ESPRESSIONE

Dettagli

EDUCAZIONE FISICA TRAGUARDI AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

EDUCAZIONE FISICA TRAGUARDI AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA EDUCAZIONE FISICA TRAGUARDI AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA Nuclei Tematici Traguardi per lo sviluppo delle Competenze Obiettivi di Apprendimento Obiettivi Minimi Il corpo e le funzioni senso-percettive

Dettagli

EDUCAZIONE MOTORIA INDICATORE (CATEGORIA) IL CORPO E LA SUA RELAZIONE

EDUCAZIONE MOTORIA INDICATORE (CATEGORIA) IL CORPO E LA SUA RELAZIONE EDUCAZIONE MOTORIA INDICATORE (CATEGORIA) IL CORPO E LA SUA RELAZIONE INFANZIA L alunno raggiunge una buona autonomia personale nell'alimentarsi e nel vestirsi, conosce il proprio corpo e le diverse parti

Dettagli

Istituto Comprensivo di Pralboino Curricolo Verticale

Istituto Comprensivo di Pralboino Curricolo Verticale IL CORPO e LA SUA RELAZIONE con LO SPAZIO e IL TEMPO Utilizza gli aspetti comunicativorelazionali del linguaggio motorio per Saper utilizzare e trasferire le abilità per la realizzazione dei gesti tecnici

Dettagli

IL MOVIMENTO. L attuazione di un atto motorio qualsiasi sembra, a volte, un movimento semplice, tanto da poterlo compiere senza pensarci.

IL MOVIMENTO. L attuazione di un atto motorio qualsiasi sembra, a volte, un movimento semplice, tanto da poterlo compiere senza pensarci. IL MOVIMENTO L attuazione di un atto motorio qualsiasi sembra, a volte, un movimento semplice, tanto da poterlo compiere senza pensarci. Se rifletti, ti rendi conto che, per eseguire tale movimento semplice,

Dettagli

Istituto Comprensivo Gandhi a.s. 2014/2015. Curricolo di Educazione Fisica: Scuola Primaria

Istituto Comprensivo Gandhi a.s. 2014/2015. Curricolo di Educazione Fisica: Scuola Primaria Curricolo di Educazione fisica Istituto Comprensivo Gandhi Prato Istituto Comprensivo Gandhi a.s. 2014/2015 Curricolo di Educazione Fisica: Scuola Primaria TRAGUARDI DI COMPETENZA : COMPETENZA CHIAVE:

Dettagli

CURRICULO VERTICALE SCIENZE MOTORIE

CURRICULO VERTICALE SCIENZE MOTORIE CURRICULO VERTICALE SCIENZE MOTORIE Nei primi anni di vita dei bambini il movimento riveste un importanza fondamentale negli apprendimenti e nella socializzazione. Corpo e movimento costituiscono il nucleo

Dettagli

qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdf ghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq

qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdf ghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdf ghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg hjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqw ertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghj

Dettagli

MONOENNIO SCUOLA PRIMARIA 3^ CIRCOLO DIDATTICO-

MONOENNIO SCUOLA PRIMARIA 3^ CIRCOLO DIDATTICO- MONOENNIO SCUOLA PRIMARIA 3^ CIRCOLO DIDATTICO- CARPI Curricoli in verticale di Ed. Motoria a. sc.2009-2010 Nucleo fondante NUCLEO TEMATICO IL CORPO Riconoscere e denominare le varie parti del corpo su

Dettagli

SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE ISTITUTO COMPRENSIVO RIVA 1 Piano di Studio di Istituto SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE PREMESSA Partendo dalle indicazioni delle Linee Guida per i Piani di Studio Provinciali del Primo ciclo di Istruzione,

Dettagli

CURRICOLO DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE Scuola Primaria CLASSE 1^ (MONOENNIO) COMPETENZE CONOSCENZE ABILITÀ

CURRICOLO DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE Scuola Primaria CLASSE 1^ (MONOENNIO) COMPETENZE CONOSCENZE ABILITÀ CURRICOLO DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE Scuola Primaria CLASSE 1^ (MONOENNIO) COMPETENZE CONOSCENZE ABILITÀ COMPETENZA 1 CONOSCERE E RICONOSCERE LE VARIE PARTI DEL CORPO, LA LORO FUNZIONALITÀ E POTENZIALITÀ

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI SCIENZE MOTORIE SCUOLA DELL INFANZIA OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

CURRICOLO VERTICALE DI SCIENZE MOTORIE SCUOLA DELL INFANZIA OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO CURRICOLO VERTICALE DI SCIENZE MOTORIE SCUOLA DELL INFANZIA Raggiungere una buona autonomia personale nell alimentarsi, nel vestirsi e nel prendersi cura di sé. Scoprire e riconoscere il proprio corpo,

Dettagli

Programmazione educativo-didattica anno scolastico 2013-2014

Programmazione educativo-didattica anno scolastico 2013-2014 Istituto Maddalena di Canossa Corso Garibaldi 60-27100 Pavia Scuola dell Infanzia Scuola Primaria Scuola Secondaria di 1 grado Programmazione educativo-didattica anno scolastico 2013-2014 EDUCAZIONE FISICA

Dettagli

PIANO DI LAVORO e PROGRAMMA

PIANO DI LAVORO e PROGRAMMA PIANO DI LAVORO e PROGRAMMA Insegnante: Prof. Anna SALIERI Materia di insegnamento: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE Anno scolastico: 2011 / 2012 Classi: 1 D Liceo Scientifico. Il presente piano di lavoro fa

Dettagli

tessuto muscolare 600 l apparato locomotore

tessuto muscolare 600 l apparato locomotore SISTEMA MUSCOLARE INDICE Muscolo striato Muscolo liscio Muscolo cardiaco Come si contrae un muscolo I muscoli scheletrici lavorano in coppia I muscoli del capo e del collo I muscoli del tronco I muscoli

Dettagli

COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L alunno acquisisce consapevolezza di sé attraverso la percezione del proprio corpo e la padronanza degli schemi motori e posturali nel continuo adattamento alle variabili

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE EDUCAZIONE FISICA

CURRICOLO VERTICALE EDUCAZIONE FISICA CURRICOLO VERTICALE EDUCAZIONE FISICA SCUOLA PRIMARIA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L alunno acquisisce consapevolezza di sé attraverso la percezione del proprio

Dettagli

CURRICOLO DI ED.FISICA

CURRICOLO DI ED.FISICA ISTITUTO COMPRENSIVO PASSIRANO-PADERNO CURRICOLO DI ED.FISICA SCUOLA PRIMARIA/SECONDARIA DI PRIMO GRADO Revisione Curricolo di Istituto a.s. 2014-2015 Curricolo suddiviso in obiettivi didattici, nuclei

Dettagli

Istituto Kandinsky Anno Scolastico 2011-2012. PROGRAMMA di SCIENZE MOTORIE - CLASSI PRIME

Istituto Kandinsky Anno Scolastico 2011-2012. PROGRAMMA di SCIENZE MOTORIE - CLASSI PRIME Istituto Kandinsky Anno Scolastico 2011-2012 PROGRAMMA di SCIENZE MOTORIE - CLASSI PRIME -Accoglienza: discussione sull importanza della materia Scienze Motorie -Questionario d ingresso sull attività motoria

Dettagli

DIPARTIMENTO DI EDUCAZIONE FISICA PROGRAMMA DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE BIENNIO

DIPARTIMENTO DI EDUCAZIONE FISICA PROGRAMMA DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE BIENNIO DIPARTIMENTO DI EDUCAZIONE FISICA PROGRAMMA DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE BIENNIO OBIETTIVI DELLA DISCIPLINA Acquisire la consapevolezza della propria corporeità, intesa come conoscenza, padronanza, rispetto

Dettagli

Il linguaggio dell insegnante. Scienze Motorie Prof.ssa Marta Pippo

Il linguaggio dell insegnante. Scienze Motorie Prof.ssa Marta Pippo Il linguaggio dell insegnante Scienze Motorie Prof.ssa Marta Pippo A Assi e piani Asse longitudinale: è la linea immaginaria che ti attraversa dall alto (vertice della testa) in basso (in mezzo ai talloni).

Dettagli

PIANO di LAVORO e PROGRAMMA

PIANO di LAVORO e PROGRAMMA PIANO di LAVORO e PROGRAMMA Insegnante: Prof. SALIERI Anna Materia di insegnamento: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE Anno scolastico: 2013 / 2014 Classi: 1 A - 1 C - 1 D Liceo Scientifico. Il presente piano

Dettagli

CORPO MOVIMENTO SPORT CLASSE PRIMA ANNO SCOLASTICO 2013/2014

CORPO MOVIMENTO SPORT CLASSE PRIMA ANNO SCOLASTICO 2013/2014 ICTORRIMPIETRA CORPO MOVIMENTO SPORT CLASSE PRIMA ANNO SCOLASTICO 2013/2014 A. IL CORPO E LE FUNZIONI SENSO-PERCETTIVE L alunno/a acquisisce consapevolezza di sé attraverso l ascolto e l osservazione del

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICO EDUCATIVA DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE a.s.2015/16 PRIMO BIENNIO

PROGRAMMAZIONE DIDATTICO EDUCATIVA DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE a.s.2015/16 PRIMO BIENNIO PROGRAMMAZIONE DIDATTICO EDUCATIVA DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE a.s.201/1 PRIMO BIENNIO L'insegnamento delle scienze motorie nel primo biennio della scuola secondaria di secondo grado

Dettagli

PROGRAMMAZIONE SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE Cl. Terze Anno Scolastico 2009-10

PROGRAMMAZIONE SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE Cl. Terze Anno Scolastico 2009-10 PROGRAMMAZIONE SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE Cl. Terze Anno Scolastico 2009-10 RESISTENZA ORGANICA Miglioramento delle capacità aerobiche degli alunni. - Corsa in equilibrio di consumo di ossigeno - Corsa

Dettagli

MIGLIORA LA TUA IMMAGINE CON LA POSTURA in 6 settimane!!

MIGLIORA LA TUA IMMAGINE CON LA POSTURA in 6 settimane!! MIGLIORA LA TUA IMMAGINE CON LA POSTURA in 6 settimane!! Ciao, in questa guida voglio insegnarti le basi essenziali per un corretto ALLUNGAMENTO MUSCOLARE, fornirti gl esercizi basilari per migliorare

Dettagli

IL CORPO E IL MOVIMENTO

IL CORPO E IL MOVIMENTO IL CORPO E IL MOVIMENTO COMPETENZE SPECIFICHE Padroneggiare abilità motorie di base in situazioni Partecipare alle attività di gioco e di sport, rispettandone le regole; assumere responsabilità delle proprie

Dettagli

Anno Scolastico 2010/11 Istituto d Istruzione Superiore Artusi Forlimpopoli. Programmazione Disciplina: Educazione Fisica

Anno Scolastico 2010/11 Istituto d Istruzione Superiore Artusi Forlimpopoli. Programmazione Disciplina: Educazione Fisica Anno Scolastico 2010/11 Istituto d Istruzione Superiore Artusi Forlimpopoli Programmazione Disciplina: Educazione Fisica Obiettivi essenziali per il biennio: Ciascun alunno, al termine del biennio, dovrà:

Dettagli

PROGRAMMA TECNICO IL CONTROLLO DELLA PALLA PROGRESSIONE

PROGRAMMA TECNICO IL CONTROLLO DELLA PALLA PROGRESSIONE PROGRAMMA TECNICO Il Programma Tecnico vuole essere uno strumento di lavoro e di supporto, agli istruttori e ai tecnici della nostra Scuola Calcio, alla formazione dei bambini e delle bambine che muovono

Dettagli

CONInforma Sport e corretti stili di vita

CONInforma Sport e corretti stili di vita Numero 2 del 17 febbraio 2014 A cura del Dott. Sergio Zita Responsabile sportello CONInforma ATTIVITA FISICA E SPORT IN ETA EVOLUTIVA L età di avviamento dei bambini alla pratica sportiva preoccupa non

Dettagli

VI. Il settore educazione fisica e sportiva

VI. Il settore educazione fisica e sportiva VI. Il settore educazione fisica e sportiva VI. Il settore educazione fisica e sportiva 263 1. Obiettivi del settore Le ricerche effettuate in questi ultimi decenni hanno permesso all educazione fisica

Dettagli

Descrizione e analisi tecnica dell attacco Esercizi d iniziazione e perfezionamento

Descrizione e analisi tecnica dell attacco Esercizi d iniziazione e perfezionamento Descrizione e analisi tecnica dell attacco Esercizi d iniziazione e perfezionamento Giuseppe BOSETTI Relazione al Corso di aggiornamento per allenatori di 1 grado e allievi allenatori CP Fipav Varese -

Dettagli

LICEO CLASSICO STATALE R. FRANCHETTI VE-MESTRE ANNO SCOLASTICO 2012/2013 PERCORSO FORMATIVO PREVENTIVO. Materia: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

LICEO CLASSICO STATALE R. FRANCHETTI VE-MESTRE ANNO SCOLASTICO 2012/2013 PERCORSO FORMATIVO PREVENTIVO. Materia: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE PROGRAMMAZIONE ANNO SCOLASTICO 2012/2013 pagina 1 di 5 LICEO CLASSICO STATALE R. FRANCHETTI VE-MESTRE ANNO SCOLASTICO 2012/2013 PERCORSO FORMATIVO PREVENTIVO Materia: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE Insegnante:

Dettagli

Programmazione di dipartimento Biennio e triennio

Programmazione di dipartimento Biennio e triennio LICEO SCIENTIFICO F. SEVERI FROSINONE Programmazione di dipartimento Biennio e triennio DISCIPLINA: EDUCAZIONE FISICA Anno scolastico 2011-2012 BIENNIO: FINALITA Gli ultimi programmi confermano l evoluzione

Dettagli

IL SISTEMA NERVOSO. Sistema nervoso periferico. Sistema nervoso centrale. midollo spinale. encefalo. autonomo. parasimpatico. -Cervello -Cervelletto

IL SISTEMA NERVOSO. Sistema nervoso periferico. Sistema nervoso centrale. midollo spinale. encefalo. autonomo. parasimpatico. -Cervello -Cervelletto IL SISTEMA NERVOSO Sistema nervoso centrale Sistema nervoso periferico encefalo midollo spinale sensoriale motorio -Cervello -Cervelletto somatico simpatico autonomo parasimpatico -Midollo allungato Il

Dettagli

Il Minibasket e la preparazione atletica: obiettivi comuni per il miglioramento delle capacità del bambino

Il Minibasket e la preparazione atletica: obiettivi comuni per il miglioramento delle capacità del bambino Il Minibasket e la preparazione atletica: obiettivi comuni per il miglioramento delle capacità del bambino Il ruolo dell istruttore nel Minibasket è di fondamentale importanza in quanto deve migliorare

Dettagli

PROGRAMMA DI EDUCAZIONE FISICA CLASSE IV^ ISA

PROGRAMMA DI EDUCAZIONE FISICA CLASSE IV^ ISA POLO VAL BOITE Anno scolastico 2007-2008 PROGRAMMA DI EDUCAZIONE FISICA CLASSE IV^ ISA FINALITA L insegnamento dell ed.fisica concorre alla formazione degli alunni e delle alunne attraverso la ricerca

Dettagli

Curricolo verticale di EDUCAZIONE FISICA. TRAGUARDI DI COMPETENZA AL TERMINE della SCUOLA PRIMARIA

Curricolo verticale di EDUCAZIONE FISICA. TRAGUARDI DI COMPETENZA AL TERMINE della SCUOLA PRIMARIA Curricolo verticale di EDUCAZIONE FISICA Scuola Primaria TRAGUARDI DI COMPETENZA AL TERMINE della SCUOLA PRIMARIA L alunno acquisisce consapevolezza di sé attraverso la percezione del proprio corpo e la

Dettagli

PROGETTARE LA MEDITAZIONE NELLE SCUOLE, NELLE COMUNITÁ E NEI CENTRI DI AGGREGAZIONE, PER BAMBINI E ADOLESCENTI, INSEGNANTI ED EDUCATORI

PROGETTARE LA MEDITAZIONE NELLE SCUOLE, NELLE COMUNITÁ E NEI CENTRI DI AGGREGAZIONE, PER BAMBINI E ADOLESCENTI, INSEGNANTI ED EDUCATORI PROGETTARE LA MEDITAZIONE NELLE SCUOLE, NELLE COMUNITÁ E NEI CENTRI DI AGGREGAZIONE, PER BAMBINI E ADOLESCENTI, INSEGNANTI ED EDUCATORI Cos è la meditazione e a cosa serve nel processo educativo La meditazione

Dettagli

PROGETTAZIONE GENERALE PRIMO BIENNIO SCIENZE MOTORIE

PROGETTAZIONE GENERALE PRIMO BIENNIO SCIENZE MOTORIE LICEO SCIENTIFICO LEONARDO DA VINCI GENOVA Programmazione di Scienze Motorie A.s. 2014-2015 PROGETTAZIONE GENERALE PRIMO BIENNIO SCIENZE MOTORIE ASSI CULTURALI E COMPETENZE, ASSE DEI LINGUAGGI LOGICO ARGOMENTATIVA

Dettagli

Esercizi per il potenziamento e la stabilizzazione della muscolatura

Esercizi per il potenziamento e la stabilizzazione della muscolatura Esercizi per il potenziamento e la stabilizzazione della muscolatura Specifico per il tiro con la pistola ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

CURRICULUM VERTICALE DI CORPO E MOVIMENTO nella SCUOLA DELL'INFANZIA

CURRICULUM VERTICALE DI CORPO E MOVIMENTO nella SCUOLA DELL'INFANZIA CURRICULUM VERTICALE DI CORPO E MOVIMENTO nella SCUOLA DELL'INFANZIA C. e M. 1 Il bambino raggiunge una buona autonomia personale nell alimentarsi e nel vestirsi, riconosce i segnali del corpo, sa cosa

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNO SCOLASTICO 2014-2015 MATERIA: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

PROGRAMMAZIONE ANNO SCOLASTICO 2014-2015 MATERIA: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE PROGRAMMAZIONE ANNO SCOLASTICO 2014-2015 MATERIA: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE Il seguente piano di lavoro annuale viene redatto in accordo con la formulazione dei Programmi, di cui al d.p.r.908 del 01-10-1982,e

Dettagli

LICEO A. MANZONI Caserta

LICEO A. MANZONI Caserta Pag.1 di 8 LICEO A. MANZONI Caserta ANNO SCOLASTICO 2014 /2015 PROGETTAZIONE DIDATTICA PRIMO BIENNIO INDIRIZZO : Classe ª SEZ. MATERIA : SCIENZE MOTORIE CLASSE DI CONCORSO A029 DOCENTE PRESENTAZIONE DELLA

Dettagli

sommario Conoscere il corpo umano il mio registro 4 Chi sono 4 Come sono 5 Prove di valutazione 8

sommario Conoscere il corpo umano il mio registro 4 Chi sono 4 Come sono 5 Prove di valutazione 8 sommario Conoscere il corpo umano il mio registro 4 Chi sono 4 Come sono 5 Prove di valutazione 8 SCHEDE di valutazione 22 Classe prima 22 Classe seconda 25 Classe terza 28 Prove di abilità motorie e sportive

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE CENTRO STUDI SUPERIORI s.r.l. BERGAMO VIA G.B. MORONI, 255 VIA DEI CANIANA 2B Tel. 035259090 Fax 035262335 Email: info@centrostudi.it I.P. OTTICI PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE MATERIA: SCIENZE MOTORIE

Dettagli

La promozione della sicurezza domestica in età evolutiva attraverso attività didattiche di carattere ludico-motorio

La promozione della sicurezza domestica in età evolutiva attraverso attività didattiche di carattere ludico-motorio La promozione della sicurezza domestica in età evolutiva attraverso attività didattiche di carattere ludico-motorio Monica Magnone Coordinatore Educazione Fisica e Sportiva - Ufficio Scolastico XII Verona

Dettagli

SCIENZE MOTORIE. Competenze disciplinari Competenze di base Abilità/Capacità Contenuti Tempi

SCIENZE MOTORIE. Competenze disciplinari Competenze di base Abilità/Capacità Contenuti Tempi Primo Anno SCIENZE MOTORIE a) Rielaborazione degli schemi motori propri di varie discipline a carattere sportivo e/o espressivo; b) Sviluppo della consapevolezza di sé; c) Sviluppo delle capacità coordinative

Dettagli

Sviluppo organico-funzionale dei giovani calciatori

Sviluppo organico-funzionale dei giovani calciatori Sviluppo organico-funzionale dei giovani calciatori L allenamento dei giovanissimi ha come compito principale la COSTRUZIONE A LUNGO TERMINE DELLA PRESTAZIONE. In questo contesto sono interessati i bambini

Dettagli

A SCUOLA CON PLUTO LA FIDUCIA IN SE STESSI CRESCE GIOCANDO CON IL CANE KIRA

A SCUOLA CON PLUTO LA FIDUCIA IN SE STESSI CRESCE GIOCANDO CON IL CANE KIRA A SCUOLA CON PLUTO LA FIDUCIA IN SE STESSI CRESCE GIOCANDO CON IL CANE KIRA TROFEO CITTA DI PRATO ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA PRESENTA A SCUOLA CON PLUTO CON MARTINO (OPERATORE TROFEO CITTA DI

Dettagli

DISCIPLINA: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE A.S.: 2014-2015 INDIRIZZO: LICEO SCIENZE UMANE DOCENTE: PROF.ssa PAOLA M. TIZIANA MAZZARELLA CLASSI: 1SU

DISCIPLINA: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE A.S.: 2014-2015 INDIRIZZO: LICEO SCIENZE UMANE DOCENTE: PROF.ssa PAOLA M. TIZIANA MAZZARELLA CLASSI: 1SU IST. SUP. STAT. F.GONZAGA. PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE INDIVIDUALE DISCIPLINA: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE A.S.: 2014-2015 INDIRIZZO: LICEO SCIENZE UMANE DOCENTE: PROF.ssa PAOLA M. TIZIANA MAZZARELLA CLASSI:

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO PRIMO BIENNIO, SECONDO BIENNIO, QUINTO ANNO. Dipartimento di: SCIENZE MOTORIE e SPORTIVE

PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO PRIMO BIENNIO, SECONDO BIENNIO, QUINTO ANNO. Dipartimento di: SCIENZE MOTORIE e SPORTIVE PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO PRIMO BIENNIO, SECONDO BIENNIO, QUINTO ANNO Dipartimento di: SCIENZE MOTORIE e SPORTIVE Luigino Sepulcri Docenti: Ivan Caserta, Pierina Domenis e 1. La normativa di riferimento

Dettagli

Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Primaria

Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Primaria Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Primaria (dagli Obiettivi specifici di apprendimento) Al termine della classe prima, la scuola ha organizzato per lo studente attività

Dettagli

RUNNING. il re degli allenamenti

RUNNING. il re degli allenamenti Naturale, dimagrante, ottima per tonificare il cuore e il sistema circolatorio. E soprattutto a costo zero. La corsa è un training senza eguali e le giornate di questo periodo, tiepide e gradevoli, invitano

Dettagli

Ginnastica preparatoria

Ginnastica preparatoria Ginnastica preparatoria Le attività di una ginnastica per attività sportiva sono essenzialmente 4: Riscaldamento muscolare allungamento dei muscoli tonificazione (potenziamento ) muscolare minimo allenamento

Dettagli

IL RISCALDAMENTO NELLA SEDUTA D ALLENAMENTO

IL RISCALDAMENTO NELLA SEDUTA D ALLENAMENTO IL RISCALDAMENTO NELLA SEDUTA D ALLENAMENTO (Categoria Pulcini ed Esordienti) PREMESSA Il riscaldamento ha un ruolo fondamentale sia all interno della seduta di allenamento, che nei minuti precedenti la

Dettagli

DIPARTIMENTO DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

DIPARTIMENTO DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE DIPARTIMENTO DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE PROGRAMMA DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE 1 BIENNIO OBIETTIVI DELLA DISCIPLINA Acquisire la consapevolezza della propria corporeità, intesa come conoscenza, padronanza,

Dettagli

MAPPE DI SINTESI CAPACITÀ MOTORIE CONDIZIONALI: E COORDINATIVE FORZA RESISTENZA AEROBICA SPORT DI SQUADRA SPORT INDIVIDUALI IL GO-BACK

MAPPE DI SINTESI CAPACITÀ MOTORIE CONDIZIONALI: E COORDINATIVE FORZA RESISTENZA AEROBICA SPORT DI SQUADRA SPORT INDIVIDUALI IL GO-BACK MAPPE DI SINTESI CAPACITÀ MOTORIE CONDIZIONALI E COORDINATIVE CAPACITÀ MOTORIE CONDIZIONALI: FORZA CAPACITÀ MOTORIE CONDIZIONALI: RESISTENZA AEROBICA SPORT DI SQUADRA SPORT INDIVIDUALI IL GO-BACK STEP

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO F.

ISTITUTO COMPRENSIVO F. ISTITUTO COMPRENSIVO F. De Sanctis CURRICOLO VERTICALE A.S. 2014/2015 EDUCAZIONE FISICA Educazione Fisica La finalità principale dell educazione motoria e dell educazione fisica è quella di utilizzare

Dettagli

LICEO SCIENTIFICO SCIENZE SPORTIVE. Proposta del dipartimento di sc. Motorie sul Progetto di Liceo di sc. Motorie per l anno scolastico 2015/2016

LICEO SCIENTIFICO SCIENZE SPORTIVE. Proposta del dipartimento di sc. Motorie sul Progetto di Liceo di sc. Motorie per l anno scolastico 2015/2016 LICEO SCIENTIFICO SCIENZE SPORTIVE Proposta del dipartimento di sc. Motorie sul Progetto di Liceo di sc. Motorie per l anno scolastico 2015/2016 Gli insegnanti coinvolti nel progetto proposti dal Dipartimento

Dettagli

EDUCAZIONE FISICA - SCUOLA INFANZIA Prerequisiti

EDUCAZIONE FISICA - SCUOLA INFANZIA Prerequisiti Competenze Conoscere e utilizzare le proprie capacità motorie sia nei punti di forza sia nei limiti. Utilizzare gli aspetti comunicativi del linguaggio motorio per entrare in relazione con gli altri EDUCAZIONE

Dettagli

Programmazione del dipartimento di SCIENZE MOTORIE Primo Biennio

Programmazione del dipartimento di SCIENZE MOTORIE Primo Biennio SCIENTIFICO - LINGUISTICO SCIENZE UMANE - ECONOMICO SOCIALE Viale Papa Giovanni XXIII, 25 10098 Rivoli tel. 0119586756 fax 0119589270 sede di SANGANO 10090 Via S. Giorgio Tel. e fax 0119087184 email: darwin@liceodarwin.rivoli.to.it

Dettagli

Lo Stretching per il ciclista 17 semplici esercizi

Lo Stretching per il ciclista 17 semplici esercizi 2012 Lo Stretching per il ciclista 17 semplici esercizi Una raccolta di esercizi specifici per chi pratica ciclismo a tutti i livelli dall'agonista al semplice cicloturista De Servi Giuseppe STUDIO BIOMEC

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DI SCIENZE MOTORIE per le Classi PRIME e SECONDE

PROGRAMMAZIONE DI SCIENZE MOTORIE per le Classi PRIME e SECONDE ISTITUTO ISTRUZIONE SECONDARIA A. PREVER PINEROLO PROGRAMMAZIONE DI SCIENZE MOTORIE per le Classi PRIME e SECONDE ANNO SCOLASTICO 2015/2016 INSEGNANTI: CINARDO VINCENZO, GARDIOL MARCO, RIVOIRA LUCA, SANTORO

Dettagli

I.C.Trilussa CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE FISICA

I.C.Trilussa CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE FISICA Istituto Comprensivo Statale TRILUSSA via Trilussa 10-20157 Milano scuola Primaria e scuola Secondaria di 1 grado Plessi dipendenti: Plessi di Scuola Primaria: via Trilussa 10 - via Graf 70 Plesso scuola

Dettagli

La semplice serie di esercizi di seguito suggerita costituisce

La semplice serie di esercizi di seguito suggerita costituisce 4. Esercizi raccomandati La semplice serie di esercizi di seguito suggerita costituisce una indicazione ed un invito ad adottare un vero e proprio stile di vita sano, per tutelare l integrità e conservare

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA Progetto esecutivo MD-STCW/02-7.3_2 Sistema Gestione Qualità per la Formazione Marittima MOD 7.3_2 Ed. 1 REV. 0 del 01.12.2014 Red. RSG App.DS Pag. 1/9 PROGRAMMAZIONE DIDATTICA MODULI RELATIVI ALLE COMPETENZE

Dettagli

MODELLO DI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE

MODELLO DI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE LICEO GINNASIO JACOPO STELLINI Piazza I Maggio, 26-33100 Udine Tel. 0432 504577 Fax. 0432 511490 Codice fiscale 80023240304 e-mail: info@liceostellini.it - Indirizzo Internet: www.stelliniudine.it - PEC:

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale EDUCAZIONE FISICA

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale EDUCAZIONE FISICA ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro Curricolo verticale EDUCAZIONE FISICA 1 EDUCAZIONE FISICA COMPETENZE CHIAVE: CONSAPEVOLEZZA ED ESPRESSIONE CULTURALE TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE

Dettagli

Programmi a.s. 2014-15

Programmi a.s. 2014-15 Docente FURLAN DIANA Classi 2 sezione/i H PROGRAMMA SVOLTO DI SCIENZE MOTORIE INSEGNANTE : FURLAN DIANA ANNO SCOLASTICO 2014-15 CLASSE : 2 H ATTIVITA INDIVIDUALI -Esercizi a corpo libero a carico naturale

Dettagli

Riscaldamento/Rilassamento

Riscaldamento/Rilassamento Riscaldamento/Rilassamento Eseguite ciascuno dei movimenti almeno quattro volte da ogni lato in maniera lenta e controllata. Non trattenete il respiro. 1) Testa Sollevate e abbassate la testa. Fissate

Dettagli

N 15 IL SISTEMA NERVOSO

N 15 IL SISTEMA NERVOSO N 15 IL SISTEMA NERVOSO Il sistema nervoso può essere distinto in due grandi parti: sistema nervoso centrale (SNC); sistema nervoso periferico (SNP), al quale appartiene una terza componente, il sistema

Dettagli

GiocoSport PROGRAMMA DI LAVORO SCUOLA PRIMARIA BIENNIO TRIENNIO

GiocoSport PROGRAMMA DI LAVORO SCUOLA PRIMARIA BIENNIO TRIENNIO GiocoSport PROGRAMMA DI LAVORO SCUOLA PRIMARIA BIENNIO TRIENNIO INTRODUZIONE Il progetto intende costituire un insieme d esperienze motorie per: Rispondere al gran bisogno di movimento dei bambini. Promuovere

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE FISICA COMPETENZE CHIAVE

CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE FISICA COMPETENZE CHIAVE CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE FISICA COMPETENZE CHIAVE Competenze sociali e civiche: riconosce la propria identità nel contesto culturale di riferimento. Assimila il senso e la necessità del rispetto

Dettagli

ASSOCIAZIONE ITALIANA ARBITRI FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO Comitato Regionale Veneto PERIODO PREPARATORIO Stagione Sportiva 2010-2011

ASSOCIAZIONE ITALIANA ARBITRI FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO Comitato Regionale Veneto PERIODO PREPARATORIO Stagione Sportiva 2010-2011 ASSOCIAZIONE ITALIANA ARBITRI FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO Comitato Regionale Veneto PERIODO PREPARATORIO Stagione Sportiva 2010-2011 La durata del lavoro sarà di circa tre settimane per poi passare

Dettagli

Scuola Primaria. LABORATORIO DI MUSICA Classe prima e seconda

Scuola Primaria. LABORATORIO DI MUSICA Classe prima e seconda Circolo Didattico Collodi-Gebbione Scuola Primaria Anno Scolastico 2010/2011 LABORATORIO DI MUSICA Classe prima e seconda Premessa Il bambino quotidianamente vive in un mondo caratterizzato dalla presenza

Dettagli

BASI delle ATTIVITA MOTORIE

BASI delle ATTIVITA MOTORIE BASI delle ATTIVITA MOTORIE Maria Chiara Gallotta Stanza 59 1 piano palazzo IUSM Tel 06 36733211 mariachiara.gallotta@iusm.it Ricevimento Martedì 10:00-12:00 Le posture e gli schemi motori Posture Schemi

Dettagli

Educazione fisica COMPETENZE CHIAVE EUROPEE

Educazione fisica COMPETENZE CHIAVE EUROPEE Educazione fisica COMPETENZE CHIAVE EUROPEE Consapevolezza ed espressione culturale riguarda l importanza dell espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un ampia varietà di mezzi di comunicazione,

Dettagli

CLASSI PRIME PSICOMOTRICITA'(Lami Andrea)

CLASSI PRIME PSICOMOTRICITA'(Lami Andrea) Comune di Pavullo nel Frignano Provincia di Modena Assessorato Servizi Sociali Scolastici e Promozione della Salute Via Giardini, 16-41026 Pavullo nel Frignano (MO) Ufficio 0536/29912 - Fax 0536/29976

Dettagli

L EQUILIBRIO. Luciano Orano istruttore nazionale minibasket/istruttore c.a.s. Pataviumpetrarca Basket e centro minibasket Mira Dolo.

L EQUILIBRIO. Luciano Orano istruttore nazionale minibasket/istruttore c.a.s. Pataviumpetrarca Basket e centro minibasket Mira Dolo. L EQUILIBRIO Luciano Orano istruttore nazionale minibasket/istruttore c.a.s. Pataviumpetrarca Basket e centro minibasket Mira Dolo. introduzione: Nella metodologia dell insegnamento,si deve tener conto

Dettagli

Sistema senso motorio. Schemi motori posturali. Abilità e Prestazioni motorie

Sistema senso motorio. Schemi motori posturali. Abilità e Prestazioni motorie SCHEMI MOTORI E POSTURALI TEORIA E METODOLOGIA MOVIMENTO UMANO Fattori della motricità Sistema senso motorio Schemi motori posturali Capacità coordinative Capacità condizionali Abilità e Prestazioni motorie

Dettagli

COME COMBATTERE IL MAL DI SCHIENA DIPARTIMENTO DI RIABILITAZIONE

COME COMBATTERE IL MAL DI SCHIENA DIPARTIMENTO DI RIABILITAZIONE COME COMBATTERE IL MAL DI SCHIENA DIPARTIMENTO DI RIABILITAZIONE Struttura Semplice Dipartimentale Rieducazione Funzionale Ospedale Albenga/Territorio Albenganese Responsabile Dssa. Anna Maria Amato 2

Dettagli

Progetto di Psicomotricità

Progetto di Psicomotricità Progetto di Psicomotricità 3 anni PROGRAMMA DI LAVORO SCUOLA DELL INFANZIA 4 anni 5/6 anni La psicomotricità nella scuola dell infanzia. I bambini come gli esseri umani adulti hanno un bisogno innato di

Dettagli

LICEO SECCO SUARDO BERGAMO LICEO DELLE SCIENZE UMANE LICEO MUSICALE PROGRAMMAZIONE DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

LICEO SECCO SUARDO BERGAMO LICEO DELLE SCIENZE UMANE LICEO MUSICALE PROGRAMMAZIONE DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE LICEO SECCO SUARDO BERGAMO LICEO DELLE SCIENZE UMANE LICEO MUSICALE PROGRAMMAZIONE DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE ANNO SCOLASTICO 2015-2016 EPISTEMOLOGIA DELLA DISCIPLINA La materia si propone attraverso

Dettagli

LE COMPETENZE ESSENZIALI DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

LE COMPETENZE ESSENZIALI DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE LE ESSENZIALI DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE classe prima concentrarsi sull interiorizzazione e prendere coscienza del proprio corpo, anche in movimento svolgere attività a basso ritmo di lavoro seguire

Dettagli

EQUILIBRIO - Metodologia dell allenamento Parte seconda - Luciano Orano Patavium Basket Padova

EQUILIBRIO - Metodologia dell allenamento Parte seconda - Luciano Orano Patavium Basket Padova EQUILIBRIO - Metodologia dell allenamento Parte seconda - Luciano Orano Patavium Basket Padova aumento difficolta per mezzo di forze disequilibranti. aumento difficolta per mezzo di piattaforme instabili.

Dettagli

LICEO CLASSICO STATALE SOCRATE -BARI - DIPARTIMENTO DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

LICEO CLASSICO STATALE SOCRATE -BARI - DIPARTIMENTO DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE LICEO CLASSICO STATALE SOCRATE -BARI - DIPARTIMENTO DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE COORDINATRICE: PROF.SSA ANNA RITA RUBINO PROGRAMMAZIONE DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE ANNO SCOLASTICO 2015-2016 FINALITÀ

Dettagli

Testi Andrea Frosini Foto Antonio Pavone. Introduzione

Testi Andrea Frosini Foto Antonio Pavone. Introduzione Testi Andrea Frosini Foto Antonio Pavone Introduzione Spessissimo si parla o si leggono articoli su metodologie di allenamento e, in generale, si tratta di argomenti relativi al miglioramento delle prestazioni

Dettagli

PROGRAMMAZIONI ANNUALI DI SCIENZE MOTORIE

PROGRAMMAZIONI ANNUALI DI SCIENZE MOTORIE PROGRAMMAZIONI ANNUALI DI SCIENZE MOTORIE ISTITUTO COMPRENSIVO VIA SIDOLI www.icviasidoli.it e-mail: toic88200x@istruzione.it SCIENZE MOTORIE CLASSI PRIME CONSOLIDAMENTO E COORDINAMENTO DEGLI SCHEMI MOTORI

Dettagli

di Andrea Monteverdi

di Andrea Monteverdi di Andrea Monteverdi PULCINI Stagione sportiva 2005/2006 Saranno effettuati due allenamenti al campo dove si cureranno gli obiettivi tecnico-tattici, e un allenamento in palestra dove sarà curato in particolar

Dettagli

Documento di Programmazione Dipartimento di Scienze Motorie

Documento di Programmazione Dipartimento di Scienze Motorie Documento di Programmazione Dipartimento di Scienze Motorie (biennio/triennio) Anno scolastico 2014/2015 Coordinatore Prof. Sorrentino Alfredo IL DIRIGENTE SCOLASTICO Dott.ssa Silvana Rocco 1 LICEO SCIENTIFICO

Dettagli

OSA: OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DELL EDUCAZIONE MOTORIA, FISICA E SPORTIVA

OSA: OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DELL EDUCAZIONE MOTORIA, FISICA E SPORTIVA L EDUCAZIONE FISICA CHE VOGLIAMO gli insegnanti riscrivono i programmi OSA: OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DELL EDUCAZIONE MOTORIA, FISICA E SPORTIVA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA DELLA SCUOLA PRIMARIA

Dettagli

PRODUZIONE PERCEZIONE PRODUZIONE

PRODUZIONE PERCEZIONE PRODUZIONE Quadro sintetico MUSICA secondo biennio della scuola primaria (classe quarta e quinta) PRODUZIONE Esprime graficamente il valore delle note e l'andamento melodico di un frammento musicale, mediante sistemi

Dettagli

COME COMBATTERE IL MAL DI SCHIENA

COME COMBATTERE IL MAL DI SCHIENA La RACHIALGIA, nome scientifico del mal di schiena, si colloca tra le patologie più diffuse, colpendo in modo democratico persone di tutte le età, di tutte le categorie professionali e di tutte le tipologie.

Dettagli

PROGRAMMA CORSO LND PER ALLENATORI DI PRIMA, SECONDA, TERZA CATEGORIA E JUNIORES REGIONALI TECNICA E TATTICA INDIVIDUALE

PROGRAMMA CORSO LND PER ALLENATORI DI PRIMA, SECONDA, TERZA CATEGORIA E JUNIORES REGIONALI TECNICA E TATTICA INDIVIDUALE PROGRAMMA CORSO LND PER ALLENATORI DI PRIMA, SECONDA, TERZA CATEGORIA E JUNIORES REGIONALI TECNICA E TATTICA INDIVIDUALE Recupero della palla ( anticipo, intercettamento, contrasto) Marcamento ( principi

Dettagli

FEDERAZIONE ITALIANA PALLAVOLO

FEDERAZIONE ITALIANA PALLAVOLO FEDERAZIONE ITALIANA PALLAVOLO IL MURO: DALL APPLICAZIONE APPLICAZIONE TECNICA ALL APPLICAZIONE APPLICAZIONE TATTICA PARTENDO DAL SETTORE GIOVANILE VERSO L ECCELLENZA Settore tecnico giovanile Squadre

Dettagli

2010 / 2011 CLASSI PRIME SEZIONI A / C / D TEST DI VALUTAZIONE DELLE QUALITA FISICHE CONDIZIONALI

2010 / 2011 CLASSI PRIME SEZIONI A / C / D TEST DI VALUTAZIONE DELLE QUALITA FISICHE CONDIZIONALI PIANO DI LAVORO CLASSI PRIME SEZIONI A / C / D EDUCAZIONE FISICA ANNO SCOLASTICO 2010 / 2011 SEDE PASCOLI TEST DI VALUTAZIONE DELLE QUALITA FISICHE CONDIZIONALI Flessibilità in avanti. Flessibilità scapolo-omerale.

Dettagli

VADEMECUM PER L ATTIVITA FISICA A CASA ( tra faccende domestiche e attrezzi di fortuna)

VADEMECUM PER L ATTIVITA FISICA A CASA ( tra faccende domestiche e attrezzi di fortuna) NON SOLO PALESTRA... VADEMECUM PER L ATTIVITA FISICA A CASA ( tra faccende domestiche e attrezzi di fortuna) L attività vuole rendere consapevoli i ragazzi che l attività motoria può essere svolta anche

Dettagli