La Scuola nel bosco. Esperienze di scambi pedagogici 0-6 anni con la Svezia

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1 La Scuola nel bosco Esperienze di scambi pedagogici 0-6 anni con la Svezia

2 A cura di: Giuseppina Sanelli - Coordinatrice Pedagogica ParmaInfanzia Giorgia Bardi - Impiegata in Staff al Coordinamento Pedagogico ParmaInfanzia Le educatrici Nido e Scuola dell Infanzia: Erika Catelli, Sara Lamanna, Carla Lommi, Dominique Zilocchi Progetto Grafico a cura di: Federica Piola - Centro Studi e Ricerche per l Infanzia e l Adolescenza ParmaInfanzia Finito di stampare nel mese di settembre 2012 presso Toriazzi Srl - Parma

3 Prefazione Per ParmaInfanzia e Pro.ges. la scelta di aderire alla rete Sern e di concretizzare le esperienze di scambi pedagogici, si è fondata sui valori dell accoglienza, intesa come spazio mentale ed emotivo in cui le persone coinvolte, ciascuno con le proprie competenze e la propria identità culturale, si sono aperte in una dimensione di ascolto, si sono incontrate ed arricchite. Gli scambi, attraverso l incontro e il confronto tra educatori, insegnanti, coordinatori pedagogici e responsabili dei servizi, hanno messo al centro diversi focus: - le diversità culturali degli stili educativi - le diversità delle forma gestionali, - la definizione degli spazi nei servizi educativi per la prima infanzia e le opportunità che la vita negli spazi all aperto possono offrire, - le diversità nella gestione dei rapporti con le famiglie, - le proposte d attività per i bambini inevitabilmente influenzate dalle culture pedagogiche di riferimento. La pubblicazione si propone di documentare le testimoniante raccolte, elaborate pensate e ripensate durante gli scambi, i seminari e i momenti formativi realizzati all interno degli scambi Sern che per ogni singolo educatore/insegnante, per ogni servizio coinvolto e per il coordinamento pedagogico, hanno rappresentato percorsi in cui l incontro è stato pensato, progettato e realizzato con cura. I pensieri, le riflessioni e le parole di chi ha vissuto gli scambi andando in Svezia e di chi ha accolto le educatrici svedesi che sono venute nei nostri servizi a Parma, rappresentano formidabili occasioni di formazione e di incontro tra culture e tra saperi pedagogici differenti. Accogliere ha significato mettere a disposizione tempo ed energie per: - progettare l incontro che avviene nello scambio, - osservare, ascoltare durante lo scambio, - pensare, rielaborare e riprogettare gli scambi successivi, - documentare i significati più pregnanti emersi durante i momenti di scambio. 1

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5 SOMMARIO 1.GLI SCAMBI PEDAGOGICI STRALCI DAI DIARI DELLE EDUCATRICI I FOCUS D OSSERVAZIONE LE INTERVISTE

6 1. GLI SCAMBI PEDAGOGICI La Cooperativa sociale Pro.Ges. e ParmaInfanzia, riconoscendo il significato e il valore degli scambi pedagogici, hanno partecipato al progetto di scambi europei del personale dei servizi per l infanzia organizzato e promosso dalla rete SERN. Il SERN (acronimo di Sweden Emilia Romagna Network) è il risultato di un processo a lungo termine di cooperazione e scambio tra operatori italiani e svedesi, nel quadro del programma di gemellaggio tra città e ha come obiettivo la creazione di dinamiche di cooperazione di lungo termine tra le aree interessate allo scambio di informazioni e allo scambio delle migliori prassi nella politica locale (www.sern.eu). Legalmente la Rete è un associazione transnazionale no-profit e ha la sua sede ufficiale a Bologna (Italia). Le aree di attività del SERN sono: educazione; welfare; ambiente; imprenditoria; turismo. Nello specifico, nell area educazione, il progetto Scambi del personale dei servizi per l infanzia si propone i seguenti obiettivi: 1) approfondire la conoscenza del contesto organizzativo in cui le scuole dell infanzia e i nidi operano con particolare attenzione al valore pedagogico dell ambiente e ai processi d interazione; 2) analizzare l organizzazione del servizio in relazione al benessere e alla crescita dei bambini; 3) esaminare la relazione servizio-famiglie. A partire da queste premesse, e poiché si ritiene che il sapere e le conoscenze si costruiscano anche e soprattutto attraverso lo scambio e il confronto fra le persone, ParmaInfanzia e Pro.Ges. hanno favorevolmente accolto l opportunità di partecipare per 3 annualità alle iniziative promosse dal SERN per gli scambi pedagogici tra Emilia Romagna e Svezia, grazie anche al contributo ricevuto dall agenzia nazionale LLP all interno del progetto Comenius - Formazione in servizio (www.programmallp.it). 4

7 Il sistema educativo 0-6 anni in Svezia In Svezia l educazione prescolastica coinvolge bambini dagli 1 ai 6 anni d età. All interno di ogni scuola, il direttore decide le linee da seguire, nel quadro delle disposizioni del Comune e del curriculum generale nazionale del 1998 (rivisto nel 2010). Il curriculum nazionale è vincolante e fornisce gli obiettivi generali per tutti i servizi del paese. Da sottolineare il fatto che tutti i Comuni abbiano l obbligo di fornire ai bambini in età prescolare i cui genitori lavorano o studiano un posto nei servizi educativi a partire da 1 anno di età. I bambini hanno la possibilità di frequentare con orari diversi in base all orario di lavoro dei genitori (quante ore di lavoro al giorno e in che fascia oraria). È inoltre prevista la frequenza per i bambini i cui genitori non lavorano per un massimo di 15 ore settimanali. Il calendario scolastico di apertura e chiusura del servizio può comprendere anche l orario notturno, le festività e tutto il periodo estivo. In Svezia i bambini iniziano a frequentare i servizi per l infanzia dopo il 1 anno perché le famiglie hanno diritto ad un congedo parentale di 390 giorni (all 80% del salario) che può e deve essere suddiviso ed utilizzato da entrambi i genitori. Successivamente all educazione prescolastica, la scuola svedese prevede le seguenti tappe: scuola pre-elementare a 6 anni d età; scuola elementare e media dai 7 ai 16 anni (scuola obbligatoria); scuola superiore dai 16 ai 20 anni; università; educazione post universitaria. 5

8 Gli scambi Per tre anni consecutivi (dall anno scolastico 2008/09 all anno scolastico 2010/2011) quattro sono state le educatrici che da Parma sono partite per due settimane di visita ai servizi educativi svedesi e quattro le educatrici svedesi che sono state ospitate nei servizi di ParmaInfanzia: ANNO 2009 ANNO 2010 ANNO 2011 Catelli Erica del Nido e Scuola dell Infanzia Girasoli di Parma è stata ospitata per 2 settimane, dal 25 maggio al 5 giugno, presso la scuola Storken di Trollhättan in Svezia. Il personale del Nido e Scuola dell Infanzia Girasoli ha ospitato l educatrice Agneta Bjurström per 2 settimane, dal 3 al 13 maggio Lommi Carla del Nido Il Bosco Incantato di Noceto è stata ospitata per 2 settimane, dal 25 maggio al 5 giugno, presso la scuola Lillegarden di Trollhättan in Svezia. Il personale del Nido Il Bosco Incantato di Noceto ha ospitato l educatrice Anna Hermansson per 2 settimane, dal 3 al 13 maggio Il personale del Nido e Scuola dell Infanzia Gelsomino ha ospitato le educatrici Asa Malmberg e Jennie Andersson per 2 settimane, dal 2 al 15 maggio Dominique Zilocchi del Nido Gelsomino e Sara Lamanna della Scuola dell Infanzia Trilly di Parma sono state ospitate per 2 settimane, dall 8 al 20 maggio, presso la scuola Ekparken di Motala in Svezia con le educatrici Asa Malmberg e Jennie Andersson. Il progetto di scambi promossi da Pro.Ges. e ParmaInfanzia con la Svezia si è rivelato prezioso per una maggior conoscenza delle teorie e delle pratiche che sottendono ai progetti pedagogici dei servizi educativi per la prima infanzia. Le visite tra servizi educativi, infatti, avviano azioni di reciproca accoglienza e mettono in valore le diversità che emergono dall ascolto e dall incontro di specifiche identità culturali. 6

9 La metodologia: il job shadowing La metodologia osservativa utilizzata da tutte le educatrici durante lo scambio è stata il job shadowing. Il job shadowing è una metodologia di ricerca mutuata da Marinella Sclavi 1 e significa letteralmente seguire come un ombra. Le educatrici hanno infatti seguito minuto per minuto le educatrici svedesi nel loro lavoro quotidiano con i bambini. Lo shadowing è particolarmente adatto alla pratica dell ascolto attivo; è una ricerca sul campo nella quale non si finge neutralità, ma si considerano le emozioni proprie ed altrui come una componente fondamentale perché non si è osservatori esterni e distaccati, ma interni, coinvolti e partecipi. In questo modo le educatrici hanno potuto scoprire il proprio modo di vedere il mondo per analogia e differenza con il modo che l altro ha di vederlo. Il ruolo del coordinamento pedagogico L intero progetto di scambi pedagogici è stato promosso e sostenuto dal gruppo di coordinamento pedagogico di ParmaInfanzia e di Pro.Ges. ; l esperienza è stata attivata dopo aver preso contatti e valutato l organizzazione e la sostenibilità del progetto. Il coordinamento si è fatto carico degli aspetti organizzativi e gestionali del progetto (ad esempio ha tenuto i contatti con i referenti del SERN in Emilia Romagna). Il coordinamento ha accompagnato le educatrici prima dell avvio dell esperienza con incontri preparatori nei quali sono stati decisi i focus d osservazione e sciolte questioni di carattere organizzativo e burocratico (compilazione delle domande per ricevere i finanziamenti europei, preparazione dei documenti utili alla partenza, prenotazione biglietti etc ). Inoltre, ha tenuto i contatti con le scuole in Svezia e, insieme a loro, ha predisposto i programmi di accoglienza delle educatrici. Ci sono stati momenti di confronto più istituzionali su tematiche educative con la presenza di dirigenti e responsabili dei servizi per l infanzia di Parma e momenti di confronto tra il coordinamento e le educatrici coinvolte negli scambi, ma anche all interno dei collettivi dei servizi ospitanti. È stata curata inoltre la partecipazione ai seminari annuali di restituzione delle esperienze organizzati dal SERN, tenutisi sia in Italia che in Svezia. 1 M. Sclavi, A una spanna da terra. Una giornata di scuola negli Stati Uniti e in Italia e i fondamenti di una metodologia umoristica, Feltrinelli, Milano, 1994, collana Saggi. 7

10 2. STRALCI DAI DIARI DELLE EDUCATRICI Erica il territorio Sono rientrata dalla Svezia da pochi giorni e continuo a ripensare a questa esperienza, per poter mettere ordine e dare un significato a ciò che ho vissuto. Sono arrivata a Trollhattan il 24 maggio e sono rimasta fino al 6 giugno: quindici giorni in un paese sconosciuto, immersa in una realtà completamente nuova, durante i quali ho avuto la possibilità di vivere la vita di una preschool svedese, al fianco di insegnanti svedesi, per confrontare due sistemi scolastici così diversi. Inizialmente, per comprendere un mondo e una cultura così lontani dai miei, mi è venuto spontaneo fare paragoni e confrontare. Poi ho capito che dovevo abbandonarmi e lasciarmi trasportare e assorbire dalla cultura e dal modo di vivere, per poter veramente comprendere. Tutto mi è sembrato nuovo e strano: le casette in legno, senza tapparelle e scuri per poter fare entrare più luce possibile, le lanterne in ogni finestra, la natura così ricca e forte, i laghi e i canali d acqua in ogni angolo della città, le biciclette Anche le persone hanno dei ritmi di vita diversi: si alzano presto al mattino e la maggior parte della gente inizia a lavorare alle 7, perché alle 17 si cena. Quasi tutti si muovono con la bicicletta o a piedi, e fanno sport all aria aperta in qualsiasi condizione atmosferica: mi è capitato di vedere gente di ogni età fare running sotto la pioggia o con il vento forte: mentre io mi proteggevo dal freddo o pedalavo in fretta per ripararmi dalla pioggia, ho incontrato mamme che portavano tranquillamente a passeggio i figli nel passeggino, usando semplicemente il k-way. Il contatto quotidiano con la natura e i suoi elementi è un esigenza sia fisica che mentale, e questo è motivo di educazione, di organizzazione e di cura per ogni persona: ogni casa ha un suo curatissimo giardino, ed anche i condomini hanno grandi spazi verdi attrezzati con giochi per bambini e tavoli per poter mangiare all aperto. Nei giorni di sole, passeggiando per la città ho visto tante persone nei parchi: famiglie con bambini che pranzavano nel parco pubblico, ragazzi distesi sui prati o a pesca sul lago. 8

11 Nascosta e protetta da un piccolo bosco, situata su una piccola collina, ho trovato la preschool Storken. Quando sono arrivata il primo giorno, mentre percorrevo la piccola salita non riuscivo a scorgerla. Poi eccola, circondata da un bellissimo giardino. In questa scuola ci sono 4 sezioni, con bambini dagli 1 ai 6 anni. La struttura è formata da quattro casette in legno, ognuna con il suo ingresso, e tutte collegate internamente. Il giardino circonda la scuola ed è ricco di materiali: grandi sassi su cui salire, tronchi e travi su cui fare esibizioni di equilibrismo, lunghi bastoni di legno, che appoggiati l uno all altro formano una capanna in cui nascondersi, arbusti intrecciati che diventano una casetta verde, grandi spazi con sabbia, un orto; tutto invita ad esplorare, muoversi, saltare, sperimentare, ed è il luogo in cui i bambini imparano a conoscere, rispettare ed amare il loro mondo naturale. Il giardino viene vissuto come un altra stanza della scuola, dove fare esperienze importanti come quelle proposte all interno: mangiare, dormire, raccontare storie, danzare Nel progetto pedagogico di ogni scuola sono previste due uscite al giorno di almeno un ora, in qualsiasi condizione atmosferica, perché come dice un detto svedese Non c è brutto tempo, ma solo vestiti non adatti. Durante la mia permanenza ci sono stati giorni di pioggia e vento freddo, circa 5, ma siamo usciti ugualmente ed i bambini erano contenti di indossare le loro tute impermeabili e gli stivalini. Al rientro i vestiti bagnati venivano riscaldati ed asciugati nelle apposite asciugatrici. Almeno una volta alla settimana viene organizzata un uscita nel bosco, luogo che noi non riteniamo privo di pericoli! Eppure ai bambini svedesi viene trasmesso il rispetto per questo ambiente, sono attenti, e attraverso il gioco e le esperienze imparano a prendersene cura. Nel bosco raccolgono sassi, bastoni, pigne, e al ritorno li portano a scuola e li usano per altri giochi. In alcuni momenti la comunicazione in lingua inglese è stata difficile, ma forse la barriera della lingua mi ha permesso di poter osservare con maggiore attenzione ciò che vedevo. I codici non verbali, i gesti e gli sguardi mi hanno aiutata ad entrare in sintonia con i bambini, che erano molto incuriositi dalla mia presenza e dalla strana lingua che sentivano. Mi hanno dimostrato che la diversità nella lingua non rappresenta un problema per la comunicazione: spesso cercavano di coinvolgermi nei loro giochi prendendomi per mano, o mi chiedevano di leggere un libro, che cercavo di raccontare, in italiano, seguendo le immagini, o di cantare una canzone. Il secondo giorno, quando sono arrivata a scuola, mi sono corsi incontro salutandomi con un ciao. Questo mi ha insegnato che un gesto, un sorriso, un suono possono bastare per incontrarsi. 9

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13 Il giardino è vissuto come una estensione della sezione, come un altra stanza dove apprendere, sperimentare e vivere anche momenti di quotidianità (mangiare, dormire...). 11

14 Carla lo spazio e l organizzazione La scuola Lillegarden è situata in una zona periferica della città ricca di parchi, boschi, laghi e canali; le case circostanti sono perlopiù casette in legno con ampio giardino e anche i condomini hanno ciascuno la propria area di gioco per i bambini con sabbia, tronchi, tavolini dove le famiglie fanno barbecue alla domenica. L edificio è una struttura in legno a un piano ed ogni sezione ha un ingresso indipendente. L ingresso è costituito da due stanze (una con panche e mobilio per scarpe ed indumenti vari da esterno per i bambini e una di servizio con gli stivaletti, i passeggini, un lavandino, un asciugatrice, mensole e materiale vario). Alle pareti dell ingresso trova posto, inoltre, la documentazione per le famiglie: carta del servizio, programma annuale, mensile e settimanale delle uscite e delle attività (compleanni, feste con i genitori, progetto di danza ) ed una cornice digitale con la riproduzione continua delle ultime foto fatte. Per entrare in sezione è d obbligo togliersi le scarpe, lasciandole all ingresso (comportamento in uso anche nelle case). La sezione è costituita da una stanza più grande con un divano, una libreria, una spalliera, un letto a baldacchino, varie mensole con giochi, tre tavoli ad altezza adulto con attorno seggiole e seggioloni in legno ed un angolo con cucina di servizio per la preparazione della colazione e della merenda preparate dalle educatrici. Dalla stanza più grande si accede a tre stanze più piccole sempre aperte (gioco simbolico, divano con costruzioni, atelier di pittura). Ogni stanza ha ampie finestre, tende colorate, tappeti e piante verdi alle finestre. Comune a tutte e tre le sezioni v è una grande palestra con materassi, cerchi, grandi costruzioni in gomma ed una scaletta in corda appesa al soffitto. In giardino un cancelletto divide la zona dei più piccoli dalle altre due sezioni. È presente una casetta in legno con rastrelli, carretti, tricicli, carriole, carrozzine. I bambini li prendono liberamente e poi li ripongono, giocano nella grande sabbiera, si nascondono nei cespugli attorno alla scuola. C è un aiuola per le semine di cipolle, patate e fiori e la compostiera che raccoglie gli scarti della cucina. 12

15 Riassumendo, la scuola è composta da: 3 sezioni : 1 sezione di 14 bambini da1 a 3 anni con 3 educatrici e 1 educatrice di appoggio. 2 sezioni di 21 bambini l una da 3 a 5 anni con 6 educatrici e 1 educatrice di appoggio. Per tutta la struttura è presente una cuoca ed un addetta alle pulizie serali (durante il giorno il riassetto è affidato alle educatrici). La struttura è aperta dalle 7 alle e prevede un organizzazione della giornata educativa così scandita: 7.00 apertura 8.00 colazione gioco libero o attività strutturate 9.30 preparazione per uscita gioco all aperto (è prevista per legge almeno 1 ora d attività all aperto al giorno, indipendentemente dal clima) pranzo riposo merenda gioco all aperto chiusura 13

16 Dominique e Sara i tempi e le figure professionali (alla scuola Ekparken di Motala) Lo staff della scuola è composto da varie figure professionali ed è anche presente un direttore (boss) che gestisce gli aspetti organizzativi ed economici della scuola. Gli educatori hanno trattamenti economici diversi in base al loro percorso di studi ed il salario non è fisso, ma viene concordato ed aumentato ogni anno a discrezione del direttore. Non è prevista la presenza di personale ausiliario, ma le pulizie e il riassetto della scuola, durante la giornata, sono affidati agli educatori; al momento della chiusura della struttura una persona esterna, incaricata dal Comune, pulisce i pavimenti ed i bagni. La scuola di Ekparken partecipa ad un progetto promosso dal Comune che riguarda la multiculturalità e l accoglienza di bambini e famiglie straniere; infatti, l ingresso e la permanenza a scuola di questi è accompagnata da un mediatore culturale proveniente dal paese di origine del nuovo arrivato, che fa da tramite sia per la lingua che per il modello culturale. In ogni sezione, composta da 20 bambini di età compresa tra 1 e 6 anni, lavorano tre educatori di cui due laureati ed uno diplomato. La scuola è aperta dalle 6:00 alle 19:00 ed è chiusa il sabato e la domenica (a Motala è presente un altro servizio educativo notturno ed altre scuole sono aperte anche nel week-end); non sono previsti orari di ingresso o di uscita. La chiusura estiva di questo servizio è prevista per il mese di luglio. 14

17 Gli spazi interni delle sezioni assomigliano ad una casa. Vicino all ingresso della sezione c è una stanza dove sono collocate tute e giacche impermeabili, stivali e un asciugatrice. 15

18 3. I FOCUS D OSSERVAZIONE Durante le settimane di visita nei servizi tutte le educatrici hanno scelto 2 aspetti educativi su cui focalizzare le loro osservazioni. Qui di seguito vengono riportate le osservazioni sui focus educazione all aria aperta ed inclusione sociale. Focus: educazione all aria aperta Perché? L educazione all aria aperta permette al bambino di conoscere e vivere una quotidianità piena di scoperte ed emozioni. Permette, tramite il gioco, di acquisire nuove conoscenze, sia in ambito naturalistico che in altri ambiti. Utilizzando ciò che la natura e gli elementi naturali offrono, si possono conoscere forme, colori, materiali, odori. Attraverso l esplorazione attiva dell ambiente esterno si possono sviluppare nuove forme di autonomia, che accrescono ed esaltano la naturale curiosità del bambino. Inoltre, passare tempo all aria aperta, anche da un punto di vista fisico, fortifica il corpo ed aumenta le difese immunitarie. Le attività all esterno, oltre a migliorare la salute e il benessere psicofisico, favoriscono lo sviluppo motorio attraverso il movimento e l utilizzo di materiali non convenzionali (sassi, bastoni, terra, sabbia, acqua, neve, foglie, animali). Cosa? L educazione all aria aperta investe molta della programmazione delle scuole svedesi, dalla preschool in poi. I bambini escono con qualsiasi clima o situazione atmosferica, dal caldo estivo alle rigide temperature invernali, anche sotto la pioggia o la neve. Durante i momenti di gioco libero in giardino, i bambini possono arrampicarsi sugli alberi, rotolare nel prato, salire sui tronchi, nascondersi nei cespugli e nelle capanne fatte di bastoni e rami. Vengono proposte due uscite settimanali nel bosco ed altre in parchi vicini alla scuola (feste con i genitori, attività particolari). In tutti i giardini sono presenti un orto, dei giochi (scivoli, casette di legno, aree con sabbia, altalene, percorsi con grandi sassi, tronchi, alberi su cui arrampicarsi, carretti, bici, monopattini). Perché ciò sia possibile, si richiede che ogni bambino abbia la personale tenuta anti-pioggia e freddo, impermeabile e tecnica. Ogni struttura è fornita di lavatrici ed asciugatrici per rendere, se necessario, il cambio più agevole. Acqua, fango, neve e ghiaccio diventano così veri e propri compagni di gioco. Da parte degli educatori, infatti, viene incoraggiato il contatto fisico e l esplorazione con tutti questi elementi, come ad esempio, il buttarsi con i piedi nelle pozzanghere o il giocare con l acqua di un lago. Quando? Le attività all aria aperta vengono fatte durante tutto l anno e coinvolgono tutta la programmazione giornaliera, dalla mattina al pomeriggio. Anche momenti come il pranzo o il sonno si vivono all aria aperta; spesso vengono organizzati pic-nic nelle foreste o in riva al lago di Motala. 16

19 I bambini, di norma anche di inverno, finché le temperature lo consentono, dormono ogni giorno all aria aperta, riparati da una tettoia, per proteggerli in caso di pioggia. Il pomeriggio, dopo pranzo, si esce in giardino e capita spesso di fare merenda sull erba. Le uscite all esterno sono previste nel piano educativo almeno una volta al giorno d inverno (per almeno 1 ora) e due al giorno in primavera/estate. Come? I servizi sono sempre costruiti in prossimità di boschi e foreste, per facilitare la vicinanza con la natura e consentire comodità negli spostamenti. Ad Ekparken, la foresta diventa, per esempio, un teatro per gli spettacoli organizzati dagli educatori per i bambini. Diventa un laboratorio per mandare i bambini a raccogliere la legna e poi, in mezzo alla foresta, far costruire loro un arco per le frecce degli indiani. I fenomeni che riguardano la natura, come ad esempio pioggia, giaccio e neve, sono argomenti su cui gli educatori svolgono molti progetti assieme ai bambini durante l anno. I bambini sono stimolati a prepararsi per uscire da soli: ognuno indossa indumenti adatti alla stagione. In alcune scuole i bambini da 1 a 3 anni indossano una pettorina colorata con il numero telefonico della scuola. Nelle uscite all esterno della scuola anche i bambini più grandi indossano la pettorina Da chi? I bambini della scuola spesso sono tutti insieme nel grande giardino con le insegnanti, ma vengono anche proposte attività di piccolo gruppo (semina nell orto, attività di matematica, colorare la neve). Anche le escursioni nel bosco, a volte, vengono organizzate con piccoli gruppi di bambini: ad esempio spesso il bosco diventa lo scenario per il racconto di storie o per rappresentazioni. Anche le altre figure presenti partecipano a questo progetto: per esempio, se c è necessità, la cuoca porta, all ora di pranzo, il cibo nei contenitori termici, direttamente nel luogo all aperto dove si è spostata la sezione (ad es. bosco, lago...). Altre volte sono le educatrici stesse che preparano un pasto semplice (ad esempio dei panini) per i bambini, direttamente sul luogo. Anche i genitori partecipano a questi progetti: vengono invitati a collaborare per la costruzione di tutti i giochi per le attività in giardino, portando i materiali di cui dispongono. Ad esempio, sono stati costruiti nei giardini dei percorsi motori con pietre, corde o ruote, altalene, sabbiere etc. Una scuola di Motala, la Vatten School, ha collaborato con l Istituto Tecnico della città ed i suoi studenti per far erigere in giardino delle costruzioni in legno per il gioco dei bambini. Capita spesso, inoltre, che siano le educatrici stesse assieme ai bambini a progettare e costruire giochi ed attività per il giardino, soprattutto in pietra e legno. 17

20 Autonomia, senso di sicurezza, confidenza e tranquillità nella esplorazione e utilizzo degli spazi all aperto sia da parte dei bambini che da parte degli adulti. 18

21 Nei giochi all esterno i bambini sono liberi di sperimentare attraverso i materiali che la natura offre. Hanno la possibilità di fare giochi psicomotori e allo stesso tempo conoscere l ambiente in cui vivono imparando a preservarlo. I bambini conoscono e sono partecipi alle pratiche quotidiane di raccolta differenziata, compostaggio, uso del compost nelle coltivazioni e utilizzo finale dei prodotti orticoli. 19

22 Focus: l inclusione sociale Perché? La zona di Motala è particolarmente industrializzata, perciò negli ultimi anni le scuole di questa città hanno dovuto far fronte alla sfida dell integrazione di tanti bambini stranieri. In una sezione di Ekparken, ad esempio, vi erano 13 bambini stranieri su un totale di 20. Appartenevano a diverse nazionalità, dall est Europa, alla Somalia, al Nord Africa, ognuno con genitori aventi bagagli culturali, modalità educative e linguaggi assolutamente diversi. Cosa? Per quanto riguarda l integrazione di bambini proveniente da altri paesi, i servizi educativi di Motala hanno una loro organizzazione specifica. Ad esempio, ad Ekparken, oltre alle educatrici di sezione lavorano mediatori culturali provenienti da Arabia, Albania e Africa. Quando? I mediatori culturali hanno orari di compresenza diversi, a seconda delle esigenze. Ad esempio, l educatrice di provenienza araba era presente una volta alla settimana per cinque ore e mezza, quella albanese e quella somala erano presenti tre giorni alla settimana per tre ore. Come? Queste mediatrici culturali sono presenti già dal momento dell inserimento del bambino. Infatti, partecipano al primo colloquio tra genitori ed educatrici, che avviene, di norma, a casa della famiglia del bambino. Il loro ruolo è quello di fare in modo che i genitori che non parlano lo svedese comprendano al meglio ciò che viene loro chiesto e detto e così facendo possano relazionarsi più facilmente con le educatrici. Dal momento dell inserimento le mediatrici, durante le loro ore in sezione, stanno sia con i bambini stranieri sia con tutto il gruppo. Alcuni momenti sono ritagliati per avere un rapporto più individuale con il bambino straniero, in cui parlare con lui nella lingua del suo paese o, per esempio, andare insieme a lui in biblioteca per prendere dei libri nella sua lingua d origine e leggerli. Da tre anni a questa parte, il Comune di Motala ha organizzato un altro progetto d integrazione sociale per i bambini stranieri ed i loro genitori al fine di agevolare l apprendimento della lingua svedese. Vengono organizzati dei corsi di lingua per adulti, con la possibilità di portare i propri bambini: mentre i genitori svolgono il corso, i loro figli stanno nella stanza di fianco seguiti da un educatrice con la quale svolgono attività ludiche. Ciò permette anche ai genitori in difficoltà, che non sanno a chi lasciare il proprio bambino, di poter frequentare il corso. 20

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24 4. LE INTERVISTE Al loro rientro in Italia, sono state poste alle educatrici alcune domande riguardo l esperienza al fine di far emergere ulteriori aspetti e riflessioni. DOMANDA 1: cosa vi ha maggiormente colpito rispetto agli aspetti educativi dei servizi svedesi che avete visitato pensando in particolare al concetto di autonomia? Erica: nelle scuole svedesi i bambini sono molto stimolati nello sviluppo delle loro competenze e della loro autonomia in ogni momento ed in ogni tempo della giornata. Le insegnanti li fanno sentire capaci e competenti e li lasciano sperimentare e provare, trasmettendo fiducia nelle loro capacità: sono presenze significative e costanti, ma non direttive ed invadenti. Questo stile educativo aiuta il bambino a sentirsi sicuro, ad avere fiducia nelle proprie abilità e quindi a stimolare continuamente il superamento dei propri limiti e a sentirsi gratificato dalla conquista di nuove competenze. I bambini vengono stimolati nel fare da soli, in tutti i momenti di routine ed incoraggiati nel compiere scelte; ad esempio con chi giocare, quali materiali utilizzare ed in che spazio stare. Anche i bambini molto piccoli sono stimolati a fare da soli : salgono da soli sulle seggiole (di dimensioni pari a quelle per gli adulti), sulla scaletta del fasciatoio, si lavano le mani, sparecchiano. Nelle sezioni ci sono degli strumenti per stimolare l autonomia, come i cartellini con il disegno sulle scatole dei giochi. I bambini più piccoli sono stimolati da quelli più grandi. Sara: io sono stata colpita dalla grande autonomia che i bambini hanno nel vivere lo spazio esterno: già durante la preparazione all uscita è evidente questa cosa perché i bambini si vestono e si preparano da soli e possono addirittura scegliere quali e quanti vestiti indossare. Ad esempio ho visto uscire bambini in maglietta o in felpa all aperto. Inoltre, i bambini durante le uscite non sono ipercontrollati: durante una gita nel bosco al quale ho partecipato, ho potuto vedere che i bambini erano autonomi. Il controllo degli educatori era indiretto. I bambini si muovevano liberamente, saltando ed avventurandosi anche nel bosco mentre gli educatori lì con loro erano molto tranquilli. Anche durante il tragitto tra la scuola e il bosco ho notato che i bambini erano autonomi nell attraversare la strada. A differenza di come lavoriamo noi, loro sviluppano appunto l autonomia dei bambini all esterno nel contatto con la natura; da noi invece si privilegiano progetti sull autonomia nello spazio interno; la risorsa non è per noi la natura (non essendo così presente e ricca), ma è il nostro patrimonio culturale che influenza le nostre progettualità con esperienze legate all arte e alla creatività. 22

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