Scandinavia un approccio al paese e al mercato

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1 Galileo PARCO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO Confederazione Nazionale dell Artigianato e della Piccola e Media Impresa Scandinavia, un approccio al paese e al mercato - Guida per le Imprese Scandinavia un approccio al paese e al mercato Guida per le Imprese a cura di Sandro Storelli, Saverio Pittureri, Marisa Testa

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3 Galileo PARCO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO Scandinavia un approccio al paese e al mercato Guida per le Imprese Confederazione Nazionale dell Artigianato e della Piccola e Media Impresa a cura di Sandro Storelli, Saverio Pittureri, Marisa Testa

4 La pubblicazione Scandinavia, un approccio al paese e al mercato stata sviluppata nell'ambito del progetto OBV - Osservatorio Biomedicale Veneto della Camera di Commercio di Padova. La pubblicazione è stata curata da: Sandro Storelli - Osservatorio Biomedicale Veneto Marisa Testa - Staff Thema s.r.l. Saverio Pittureri - Staff Thema s.r.l. Grafica di Gianni Plebani Stampato da Arti Grafiche Padovane Coordinamento del progetto: TECNA Soc. Cons. a r.l. via della Croce Rossa, Padova tel fax CCIAA di Padova OBV - Osservatorio Biomedicale Veneto Thema s.r.l. Le informazioni contenute in questo testo sono valide e attuali al momento della scrittura dello stesso. La situazione del mercato è soggetta a cambiamenti mentre le disposizioni legislative e regolatorie possono subire aggiornamenti da parte degli enti preposti dello Stato a cui si riferiscono. Lo scrivente declina ogni responsabilità con riguardo ad informazioni obsolete o eventualmente inesatte contenute in questo testo.

5 Il Centro studi OBV - Osservatorio Biomedicale Veneto si è specializzato in questi anni nella ricerca di approfondimento sul mercato medicale. Vi è una diffusa consapevolezza che investire in ricerca e innovazione è importante per rilanciare l'economia e sviluppare la capacità competitiva. Il biomedicale comprende l'insieme delle tecnologie e dei prodotti che afferiscono alla sanità e, in una accezione più ampia, alla salute ed al benessere. In tale contesto, le imprese del settore nel Veneto sono oltre per un'occupazione di circa addetti dichiarati. Nei loro caratteri per la competizione sul mercato, le imprese del medicale evidenziano attenzione particolare a ricerca e innovazione continua: ciò è dovuto in particolare per la destinazione d'utilizzo del prodotto e del servizio. 1 Abbiamo curato e pubblicato diversi rapporti di ricerca sulle specificità del tessuto d'impresa regionale, sul mercato interno ed internazionale, sul rapporto tra programmazione ed economia del territorio. OBV ha inoltre collaborato ad un'attività di indagine e mappatura sul profilo tecnologico locale e sulle filiere nel comparto medicale, condotta da CNA Padova nell'ambito di 2 un progetto d'innovazione della Camera di Commercio. È forte il nesso tra le diverse tematiche oggetto delle attività di ricerca citate: le tecnologie infatti connotano fortemente le tendenze dei mercati. Ed il comparto biomedicale può essere strategico per lo sviluppo regionale, anche per la sua collocazione di collegamento tra i settori produttivi maturi e quelli ad alta tecnologia. Tra le diverse azioni di promozione a supporto delle imprese per la competitività, OBV intende svolgere un'attività specializzata d'informazione e aggiornamento in ambito medicale sui temi regolatori del mercato nelle diverse aree d'interesse. Contiamo che Scandinavia: un approccio al paese e al mercato possa essere utile alle imprese per meglio conoscere regole, barriere ed opportunità in quell'area geografica. Osservatorio Biomedicale Veneto 1 I rapporti delle attività di ricerca sono disponibili sul sito segnaliamo le più recenti: Franchin M., Storelli S., Tosello D. - Biomedicale veneto: dinamiche e prospettive di mercato ; Storelli S., Tosello D. - Prospettive nell'assistenza protesica e mercato degli ausili È disponibile sul sito la pubblicazione: Storelli S., Petrone N., Tosello D. - Verso un profilo tecnologico nel medicale, trend del comparto e filiere

6 INDICE Presentazione 3 4 INDICE NOTE INTRODUTTIVE 5 Comparazione tra diversi modelli 7 Considerazioni 9 DANIMARCA 11 INFORMAZIONI GENERALI 12 Prospettive future 15 Settori Produttivi 15 Interscambio 15 Marchi e Brevetti 16 Requisiti tecnici e Standardizzazioni 17 Principali indirizzi utili 18 IL SERVIZIO SANITARIO 20 Finanziamento 20 Ospedali 20 Medicina di base 20 Amministrazione 21 LA REGOLAMENTAZIONE DEI DISPOSITIVI MEDICI IN DANIMARCA 22 SVEZIA 27 INFORMAZIONI GENERALI 28 Prospettive future 30 Settori Produttivi 31 Interscambio Italia-Svezia 31 Marchi e Brevetti 32 Requisiti tecnici e Standardizzazioni 33 Informazioni di viaggio 33 Principali indirizzi utili 35 SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 37 Consigli di Contea 37 Comuni 37 DISPOSITIVI MEDICI 38 Breve introduzione a regole e legislazione 38 Normativa in materia di dispositivi medico-diagnostici in vitro 45 Incidenti e sistema di vigilanza 47 4

7 Scandinavia, un approccio al paese e al mercato NOTE INTRODUTTIVE 5

8 NOTE INTRODUTTIVE Comprendere le opportunità, conoscere le regole e le barriere per l'ingresso in un determinato mercato, è piuttosto importante per le imprese interessate ai processi di internazionalizzazione. Per meglio comprendere un mercato/paese, può essere interessante introdurre qualche particolare elemento di conoscenza della specifica cultura, tradizione, società. Inoltre, anche qualche elemento di comparazione tra il nostro Paese e quello di particolare riferimento può aiutarci a conoscere meglio un mercato. Con questa guida intendiamo offrire alcune utili informazioni su due Paesi scandinavi: Danimarca e Svezia, che sono riferimento di un mercato esigente, dove forse più che altrove viene apprezzato e richiesto il valore del prodotto. Un mercato che promette di valutare un prodotto per quello che è, per quello che offre in termini di prestazioni, di durata, di adeguatezza. Quello italiano e quello scandinavo sono modelli molto diversi, con risultati diametralmente opposti. Entrambi oggi sono in crisi per motivi diversi, ed entrambi sono bisognosi di riforme. Il Nord Europa è però già pronto al cambiamento, l'italia vi si deve orientare. Tra i due sistemi vi sono differenze lampanti. Gli scandinavi sono figli del più efficiente womb-to-tomb system al mondo (letteralmente: dall utero alla tomba). Nella culla del matriarcato, un vero e proprio Stato madre organizza e aiuta i propri figli-cittadini, e rappresenta il più grande datore di lavoro. Gli italiani sono invece figli di un paese che, dopo due disastrose guerre mondiali e un successivo e straordinario boom economico e demografico ha perso il treno per l'innovazione non riuscendo ad adeguare i suoi sistemi di stato sociale e ad integrarli con l' economia. Ma da qualche anno anche il welfare state scandinavo sta attraversando la più grande crisi della sua lunga e gloriosa vita. Dagli anni ' 80 in poi la disoccupazione è cresciuta in modo esponenziale, le ore lavorative sono diminuite. Poi sono arrivate la crisi del comparto industriale, il collasso del sistema previdenziale troppo generoso, la crescita della popolazione, la congiuntura internazionale ecc. Per toccare un tema di forte attualità e dibattito in Europa, c è anche chi sostiene che la crisi del sistema scandinavo (e svedese in particolare) nasce da un fattore esterno: l immigrato. Il 12.5% della popolazione è di origine non svedese. E l'integrazione non è facile: spesso non vengono rispettati i pilastri dello stato sociale, del sistema di convivenza: egualitarismo, onestà e lagom (che significa il giusto tanto, né troppo né poco ). In ogni caso, i Paesi scandinavi si preparano ad attuare con convinzione importanti riforme strutturali per stare al passo coi nuovi tempi e trovare una soluzione di compromesso per mantenere un forte stato sociale, più flessibile e probabilmente meno generoso. In Italia, viceversa, siamo abituati a vedere le riforme strutturali come un miraggio. Ma il sistema/paese ne ha tanto bisogno per stare al passo della competizione internazionale. 6

9 Scandinavia, un approccio al paese e al mercato Comparazione tra diversi modelli Può essere molto interessante, per approcciare il mercato scandinavo, qualche considerazione su quel modello di welfare state e sui servizi e le tecnologie per la popolazione. 3 Da studi specializzati emerge che la Danimarca, all'interno del modello scandinavo, si presenta molto interessante dal punto di vista delle applicazioni tecnologiche e dei servizi a favore dei bisogni di tutte le diverse persone lungo l'arco dell' intera vita. Rispetto all'italia, la Danimarca presenta migliori indicatori economici e indici di sviluppo umano. Le maggiori distanze tra Danimarca e Italia si evidenziano nei più elevati livelli di istruzione e di formazione professionale della popolazione, nella più elevata spesa in Danimarca per ricerca e sviluppo in percentuale del Pil. Ugualmente, sono più alte in Danimarca la spesa per la protezione sociale e la spesa di produzione sociale per abitante a prezzi costanti. Ciò nonostante, il rapporto tra il debito pubblico ed il Pil è nettamente migliore in Danimarca. Tutto questo è reso possibile da una pressione fiscale elevata e progressiva (in Danimarca i redditi alti risultano tra i più tassati in Europa) abbinata ad una ridottissima percentuale di evasione. A questo però si accompagna una competenza delle contee nelle entrate fiscali, coerente con una gestione decentrata del welfare. La strategia di protezione capillare che segue ogni persona in tutte le fasi della sua vita, fa sì che la popolazione accetti la pressione fiscale elevata. I principali tipi di intervento consistono in: assegni familiari erogati quando i figli hanno meno di 7 anni con assegni più elevati se essi sono in adozione; assegni erogati a chi frequenta l'università per incentivare il proseguimento degli studi, peraltro con un sistema di ammissione molto rigido con numero chiuso; assegni a chi esce dal sistema scolastico e universitario e non riesce a trovare lavoro (a patto di nuova formazione professionale); assegni di disoccupazione se una persona ha lavorato negli ultimi tre anni ed ha perso il lavoro; pensione sufficientemente elevata a tutte le persone dopo i 67 anni. Tutti i governi, indipendentemente dal colore politico, hanno mantenuto questo ampio schema di welfare state, ove il principio base è la tutela della singola persona in quanto cittadino o cittadina danese indipendentemente dal reddito familiare. I diritti a queste forme di tutela sono infatti diritti individuali. Per le persone disabili e anziane, tre sono i principi: valutazione della disabilità, con l'impegno a ridurre gli handicap; compensazione per dare realmente alle persone disabili uguali opportunità; responsabilità locale per dare risposta alle richieste delle persone. La responsabilità totale pubblica dell'assistenza tecnologica alle persone disabili e anziane è una delle strategie che caratterizza le politiche danesi. Il Danish Centre for technical aids garantiche elevate competenze tecnologiche che si occupano di Mobilità, verifiche di qualità e test dei prodotti e di Comunicazione e formazione. Il Danish Centre for Accessibility è invece specializzato nel promuovere il Design for all in ambito di edilizia, internet, trasporti, design, comunicazione. Questi Enti, per conto del governo, hanno realizzato e incrementato un importante mercato pubblico/privato dei prodotti e servizi di Assistive Technology. Emblematica è la realizzazione de La casa di Sofia, una abitazione visitabile all'interno di un complesso residenziale per persone anziane. 4 Si tratta di una casa tecnologicamente attrezzata per favorire il massimo della autonomia nelle diverse attività di vita quotidiana. Visitandola, la prima impressione è quella di entrare in una comune abitazione. Poi si percepiscono le varie innovazioni studiate per aiutare a vivere bene chi ha difficoltà. Ad esempio: nella cucina il piano di cottura prosegue in modo da poter spostare senza fatica le pentole; 3 Rif.: Capecchi V. - Innovazione tecnologica in favore di persone anziane e disabili - articolo in Economia Italiana anno 2004 n.1. 4 Il Sophielund Day Centre, a Horsholm, vicino a Copenhagen. 7

10 dal rubinetto dell'acqua sul lavello un tubo consente di mettere l'acqua direttamente nelle pentole sul piano cottura; i mobili base sono alzabili e abbassabili per adattarsi anche a una persona disabile che si muove su una carrozzina; le finestre sono apribili con telecomando; il controllo delle fonti di calore e di riscaldamento è informatizzato, ecc.. Misure studiate di questo tipo sono ugualmente presenti in tutti i locali. Vi sono tante innovazioni legate all'informatica, dall'apertura automatica di porte e finestre, alla struttura di telesoccorso. La casa di Sofia è stata successivamente presa a riferimento per la realizzazione di strutture visitabili similari in diversi Paesi, anche in Italia. 5 Vi sono però in Danimarca peculiarità e coerenze importanti. Lo Stato è il soggetto pagante, aggrega le richieste dal mercato delle persone disabili e delle persone anziane. Il Danish Centre for Technical Aids, per conto del governo, ha invitato tutte le imprese danesi potenzialmente interessate a realizzare le innovazioni della Casa di Sofia, ottenendo prezzi relativamente contenuti. Si è in questo modo evitato che le innovazioni tecnologiche diventassero beni di lusso. Il Danish Centre ha inoltre fornito le competenze tecnologiche e medico sociologiche, garantendo di tener veramente conto delle esigenze delle diverse persone. Ciò ha prodotto diversi effetti positivi: le imprese si sono specializzate in questo tipo di produzione e successivamente si sono rese conto che le produzioni specializzate e personalizzabili incontravano il gradimento anche del grande pubblico ed hanno proposto una easy line, linea di prodotti di più facile utilizzo. Il successo di tutto questo ha portato poi al Danish Centre for Accessibility e ad una linea di design basata sull'intreccio tra forma e funzionalità. Invece di ghettizzare la disabilità, considerando alternativi oggetti funzionali e oggetti belli il governo ha favorito la loro integrazione, con ottimi risultati. Coerente con tutto questo è anche la politica per le abitazioni realizzata in Danimarca. Il governo ha definito queste strategie pubbliche: miglioramenti nelle abitazioni esistenti con possibilità di accedere ad aiuti tecnici e sociali per consentire di vivere nel proprio domicilio; edificazione di case costruite e arredate come la Casa di Sofia; centri diurni diffusi in tutto il territorio con servizi mirati; case protette per persone che richiedono assistenza continua medica e paramedica. L' obiettivo di queste strategie non è solo sociale ma anche economico. Diverse ricerche hanno infatti dimostrato che il costo di una persona anziana in una casa protetta con assistenza medica e paramedica continua era doppio di quello prodotto in caso di persona assistita a domicilio. Ugualmente interessanti e complementari sono le strategie di integrazione delle persone disabili nello studio, nel lavoro, e nella vita nelle città. Ugualmente significativi sono gli interventi danesi a favore dei trasporti e della vivibilità nelle città. In definitiva, la scelta di una tutela più ampia e personalizzata delle persone disabili e delle persone anziane contribuisce positivamente al bilancio nazionale danese in diverse direzioni. Le scelte del governo danese permettono di non vedere il welfare solo come una spesa sociale ma come un polo di aggregazione di ricerca, progettualità e imprenditorialità con vantaggi per la qualità della vita ma anche per il sistema economico e produttivo. Quanto detto consente di capire meglio i limiti delle strategie adottate in Italia per una innovazione tecnologica a favore delle persone anziane e disabili. L'Italia è ancora molto lontana dal considerare ogni persona in quanto cittadino come avente diritto alla protezione sociale. Il welfare non copre tutte le fasi della vita di una persona né tutte le persone. In Italia sono previste solo alcune norme a favore del diritto allo studio e manca una copertura totale per chi perde il lavoro (nella crisi in corso ciò è fortemente evidenziato). 5 Ad esempio, la Casa domotica della Fondazione Don Gnocchi, a Milano. 8

11 Scandinavia, un approccio al paese e al mercato Nella fascia delle persone anziane si riscontrano elevate probabilità di scendere sotto la soglia di povertà e poche probabilità di uscirne. Ugualmente, la legislazione a favore delle persone disabili non offre copertura globale ed evidenzia disparità negli aiuti economici a seconda delle categorie di disabilità considerate. Le disparità poi sono più o meno gravi a seconda delle differenti politiche di tutela messe in atto da Regioni e governi locali. Per quanto riguarda gli ausili e aiuti tecnologici, la legislazione italiana presenta limiti ancora più accentuati rispetto a quella danese. 6 Il punto di riferimento legislativo è ancora il Regolamento per l'assistenza protesica con Nomenclatore, che attende di essere revisionato da oltre 11 anni. Questa situazione crea di fatto una vera e propria deregulation, con regole vigenti ma disapplicate e regole applicate pur contra legem. Le differenze tra la normativa italiana e quella dei paesi scandinavi sono evidenti: nel Nomenclatore tariffario italiano sono presenti ausili tecnici pensati in relazione a specifiche menomazioni e non per garantire funzioni. Le persone anziane e disabili non sono quindi tutelate sugli interventi tecnologici. Inoltre il Nomenclatore, rispetto all' innovazione, è fermo ad un'altra era tecnologica. 7 Nel rapporto pubblico/privato poi, non si evidenziano strategie di monitoraggio tecnologico e di coerenza e integrazione tra programmazione sanitaria e sviluppo economico, che sarebbero fondamentali per favorire e sviluppare la competitività del sistema economico nel suo complesso. Manca infine una strategia di governo per qualificare le imprese italiane nell'area della Assistive Technology e non c è una precisa strategia per incentivare la ricerca in questa direzione. È comunque importante segnalare come stiano crescendo in Italia interesse, progettualità e ricerche sull'area dell' Assistive Technology. Vi sono Regioni e Amministrazioni locali più sensibili verso il tema delle persone anziane e disabili, e imprese (e Associazioni di imprese) sempre più intenzionate a sviluppare cultura imprenditoriale, ad investire puntando ad un mercato aperto e nel contempo al rafforzamento delle sinergie tra pubblico e privato. Considerazioni Le caratteristiche di ogni Paese, la sua cultura e la sua storia, concorrono a formare anche ogni suo modello. In Scandinavia, la natura è bellissima, rigogliosa e selvaggia. I panorami sono molto vari e vi sono tante risorse naturali. Fuori del porto di Copenaghen campeggia in mezzo al mare una fila di pale eoliche sempre attive. I boschi producono legna da ardere in quantità, i mari sono pescosi, come fiumi e laghi. La sola Svezia ha più di 60 mila laghi. Le riserve naturali petrolifere non impediscono agli scandinavi di preferire l'uso delle fonti energetiche alternative. Il modus vivendi degli scandinavi è improntato all'educazione, alla cordialità, al relax e al rispetto per l'uomo e la natura. In Svezia la percentuale di riciclo del vetro è superiore al 90%. Un nuovo quartiere in costruzione a Stoccolma sarà dotato impianti a biogas, tubi per la raccolta dei rifiuti differenziati in ogni condominio e pannelli solari. Gli scandinavi parlano oltre la loro lingua un inglese praticamente impeccabile. La prima cosa che si nota in Scandinavia sono i bambini: sono in media due a famiglia e tutto in Scandinavia è a misura di bambino. L'età media è bassa. I genitori sono tutti giovani: appena finito di studiare si trova un lavoro, si può formare una famiglia. 6 Alla data in cui va in stampa questa pubblicazione. 7 Citazione da Appello FISH del

12 Anche il sole di mezzanotte di mezza estate aiuta a creare in Scandinavia un'atmosfera quasi magica, con un giorno che continua ad oltranza e sembra non spegnersi mai. Questa rappresentazione didascalica, che può apparire fin troppo deliziatrice della Scandinavia, vuole solo introdurre la parte di merito che seguirà, con utili informazioni per l'approccio al mercato 8 di Danimarca e Svezia, a cura dello staff di Thema che ringraziamo. 8 Thema S.r.l., società di consulenza specializzata nel supporto alle aziende del settore medicale per le pratiche necessarie per l'esportazione e la commercializzazione nei mercati europei ed extraeuropei 10

13 Scandinavia, un approccio al paese e al mercato DANIMARCA 11

14 Skagen Skagerrak LÆSØ 57 Ålborg Kattegat ANHOLT Viborg Randers 56 Mare del Nord 55 Ringkøbing Esbjerg Vardeå Ribe Storå JUTLAND Åbenrå Vejle Gudenå Århus Germania Odense FYN Kieler Bucht Røskilde Hillerød Sorø SJÆLLAND MØN FALSTER LOLLAND Nykøbing Copenhagen Germania Svezia BORNHOLM Rønne Mar Baltico Polonia DANIMARCA INFORMAZIONI GENERALI Superficie: kmq, esclusa la Groenlandia e le Isole Farøer; dal 21 giugno 2009, a seguito di un referendum popolare la Groenlandia è sostanzialmente indipendente. Popolazione: abitanti (densità 123 ab. per Km2, esclusa Groenlandia e Isole Farøer). Densità: 124 ab/kmq. Lingua: danese. Religione: protestanti (87%). Capitale: Copenaghen. Altre città principali: Arhus ( ab.); Aalborg ( ab.); Odense ( ab.); Esbjerg ( ab.); Randers ( ab.); Frederiksberg ( ab.). Clima e temperature: clima continentale, freddo d`inverno e temperato d`estate. Mese più caldo: luglio (media min. e max.: 14 C; 22 C); mese più freddo: febbraio (media min e max: -3 C; 2 C); mese più secco: marzo (32 mm precipitazioni medie mensili); mese più umido: luglio (71 mm precipitazioni medie mensili ). Forma istituzionale: monarchia costituzionale. Membro di: Consiglio d'europa, Consiglio nordico OCDE, ONU, OSCE e UE, EBRD, NATO. Unità Monetaria: Corona Danese. 12

15 Scandinavia, un approccio al paese e al mercato Principali indicatori economici PIL in US $ (mld) crescita reale del PIL% 1,6-1,2-3,5 0,0 consumi privati su PIL (%) 2,4-0,2-6,3-0,3 consumi pubblici su PIL (%) 1,3 1,5 2,0 1,5 investimenti lordi fissi su PIL (%) 3,1-5,1-8,5-4,6 export di beni e servizi su PIL (%) 2,2 2,2-4,0 1,2 import di beni e servizi su PIL (%) 2,8 3,4 8,1 0,8 % di PIL da agricoltura -19,8 5,8 0,8 0,8 % di PIL da industria 0,6-3,1-7,5 0,3 % di PIL da servizi 2,6-0,2-2,2 0,0 PIL pro capite in US $ tasso di disoccupazione media (%) 2,8 1,8 4,2 5,8 entrate del settore statale su PIL (%) 55,1 54,9 51,6 50,5 spese del settore statale su PIL (%) 50,7 51,5 54,4 56,2 saldo del bilancio statale su PIL (%) 4,4 3,4-2,8-5,6 debito pubblico su PIL (%) 26,8 33,5 37,7 44,6 inflazione (%) 1,9 3,1 2,2 1,1 tasso di cambio Dkr - US $ medio 5,08 5,28 5,39 5,33 prezzi al consumo (media in %) 1,7 3,4 1,2 1,4 prezzi alla produzione (media in %) 4,2 6,5-5,8 4,0 tasso di interesse dei prestiti (media in %) 6,3 6,9 5,3 4,8 bilancia commerciale (US $ mln) -0,4-1,5 1,9 2,3 merci: export FOB (US $ mln) 100,5 114,9 89,4 93,7 merci: import FOB (US $ mln) -100,8-116,4-87,5-91,4 bilancia dei servizi (US $ mln) 7,7 9,7 5,2 5,9 bilancia dei redditi (US $ mln) 0,2 4,9 5,9 6,2 saldo del conto dei trasferimenti (US $ mln) -5,1-6,1-6,2-6,4 saldo del conto delle partite correnti (US $ mln) 2,4 6,9 6,8 8,0 riserve internazionali totali (US $ mld) 34,3 42,3 - - * 2010 stime dell'economist Intelligence Unit Fonte: IMF International Financial Statistics (settembre 2009) * 13

16 La Bilancia Commerciale della Danimarca nel periodo Mld ,00 73,99 78,75 export import ,95 71,39 75, Fonte: ICE Rischio Paese 2010 SACE / OCSE MOODY'S STANDARD & POOR'S FITCH 0 AAA AAA AAA Prospettive future Evidentemente la crisi economica mondiale non ha lasciato indenne neppure i Paesi scandinavi e l'economia danese che aveva vissuto una fase di grande espansione negli anni precedenti si è inesorabilmente contratta in modo sensibile dalla metà del 2008 all'inizio del Ora fortunatamente si presentano segnali incoraggianti di ripresa che secondo le prime stime superano anche le previsioni più ottimistiche. In modo particolare, dopo il boom registrato nel periodo , la crescita dei consumi privati è stata molto meno sostenuta nel , a causa dei più alti tassi d'interesse sui prestiti bancari, che hanno eroso il reddito disponibile dei proprietari di immobili, già pesantemente indebitati. Ciò ha inciso sul mercato del lavoro ripercuotendosi in una diminuzione dell'occupazione nel settore delle costruzioni. Il tasso di disoccupazione complessivo si è tuttavia mantenuto intorno alle basse percentuali registrate in precedenza. Gli incrementi salariali hanno in parte ammortizzato la netta riduzione della spesa al consumo nel corso del biennio appena trascorso ma è ragionevole pensare che tale effetto avrà ancora maggiore impatto durante il In merito agli investimenti, a fronte del calo verificatosi nel , dopo diversi anni di crescita sostenuta (soprattutto nel settore edile e in quello dei macchinari e delle attrezzature) ora le prospettive sono di ripresa, seppure meno robusta rispetto ad altri settori. Nel complesso, la crescita della domanda interna è progressivamente diminuita fino al 2009 ma già dal primo trimestre 2010 è evidente l'inversione di tendenza. Per quanto riguarda il comparto del commercio estero, le esportazioni sono diminuite come conseguenza sia di una domanda più debole da parte dei Paesi UE e degli USA, principali mercati di destinazione per i prodotti danesi che di una perdita di competitività dei prodotti nazionali, determinata anche da una corona più forte; la diminuzione dell'export è stata solo in parte controbilanciata da una domanda interna più debole, che ha inciso sul decremento delle importazioni. Da questo squilibrio ha origine il deficit di bilancio del , sebbene si sia ottenuto un surplus nel settore dei servizi, grazie ai trasporti di carburante. 14

17 Scandinavia, un approccio al paese e al mercato Sul fronte dell'inflazione, dopo un previsto incremento intorno a una media del 3,1% nel 2008, la pressione inflazionistica è diminuita nel corso del 2009, attestandosi intorno a una media del 2,3%. In considerazione delle recenti agitazioni sui mercati finanziari internazionali, il tasso di cambio dell'euro, a cui la corona danese è fissata, in rapporto al dollaro statunitense si presenta relativamente volatile. Il tasso medio annuale per il 2008 si è attestato intorno a 5,28 Dkr per 1 $, subendo poi un leggero deprezzamento medio nel 2009 a 5,39 Dkr per 1 $. Settori Produttivi Il clima marittimo e relativamente mite, combinato a una terra pianeggiante e fertile, ha reso la Danimarca uno dei paesi con un'avanzata economia industriale capace di produrre ed esportare una gamma vasta e diversificata di beni e servizi caratterizzati da forte specializzazione. La lunga tradizione di pesca marittima ha permesso, altresì di sviluppare un'avanzata industria ittica. Il 66% del territorio è arabile, mentre il 12% è ricoperto da foreste e boschi. Solo il 7% del paese è occupato da aree urbane. Al di là dei giacimenti di petrolio e gas nel Mar del Nord che dal 1997 rendono la Danimarca autosufficiente in termini di approvvigionamento energetico, il paese non ha grandi risorse minerarie. Impegnati sul fronte della salvaguardia ambientale, da tempo il governo danese conduce dei programmi per la riduzione delle emissioni di ossido di carbonio, la riduzione degli sprechi dei bacini idrici e il ridimensionamento dell'uso di agenti chimici. L'introduzione delle tasse per l'ambiente ha permesso al paese di investire nella ricerca di fonti di energia alternative e rinnovabili. Con la nuova amministrazione, le tasse sono state temporaneamente congelate per dare spazio ad altre priorità. Ad ogni modo, la Danimarca ha ratificato il Trattato di Kyoto già a maggio L'impegno preso con il trattato è quello di ridurre del 21% le emissioni inquinanti di gas serra entro il Prima della pubblicazione ad aprile 2005 del Libro verde dell'ue sul programma di regolamentazione delle emissioni, la Danimarca aveva già provveduto a introdurre un piano triennale - attualmente prolungato e in linea con le direttive europee - per la riduzione delle quote di CO2 che interessava principalmente i generatori elettrici, responsabili del 36% delle emissioni inquinanti. La posizione geografica e la ricca disponibilità di infrastrutture e di servizi fanno della Danimarca un mercato ponte verso l'area baltica. Il terziario rappresenta il 70% del PIL e il 73% dell' occupazione totale. La crescita dei salari negli ultimi anni ha invece penalizzato l'industria che ha reagito delocalizzando la produzione all'estero. Dato, questo, che spiega tra l'altro lo spostamento dell'attività economica dal manifatturiero al terziario. Lo Stato ha un grande peso nell'economia, rappresentando intorno al 25% della domanda di beni e servizi. Sebbene le risorse del sottosuolo siano trascurabili, lo sviluppo delle industrie è in aumento. Il primo posto è occupato da industrie alimentari (caseifici, zuccherifici, lavorazione del pesce). Un posto rilevante è occupato dai cantieri navali. Copenaghen è il centro principale. Altri prodotti dell'industria sono i macchinari ferroviari, motori diesel, macchine agricole, industrie chimiche, industrie che lavorano materie prime importate quali cuoio, gomma, ceramiche e maioliche. Contributo dei diversi settori alla formazione del PIL (%) Settore 2009 Servizi 64,7 Industria 30,7 Agricoltura 4,6 Interscambio Il valore del saldo commerciale fra Italia e Danimarca continua a mantenersi positivo per il nostro Paese, in quanto il volume delle esportazioni di prodotti italiani verso il mercato danese continua a essere maggiore rispetto a quello delle importazioni di prodotti danesi. L'andamento del triennio è pesantemente influenzato dall'andamento complessivo degli scambi mon- 15

18 diali che hanno inciso in modo sostanziale nel calo delle esportazioni sul nostro mercato. I prodotti danesi esportati in Italia sono complessivamente di ottima qualità e con un costo sostenuto per il consumatore finale, caratteristiche queste che hanno prodotto una reazione quasi immediata al calo generalizzato dei consumi interni italiani, fin dal 2008, poi in misura ancora più marcata lo scorso anno. Sul fronte delle importazioni invece il 2008 è rimasto un anno di crescita sensibile, dovuto prevalentemente al fatto che la solida economia danese ha reagito con un certo ritardo alla crisi globale ed i consumi interni, sostenuti da una politica di adeguamento dei salari e di contributi pubblici erogati in molti settori, si sono mantenuti in un trend crescente fino all'ultimo trimestre del 2008 quando si è abbattuta la scure delle restrizioni anche sul piccolo Paese nord europeo, portando ad un 2009 caratterizzato da una flessione importante anche nei consumi interni. I principali prodotti dell'interscambio contemplano sul fronte dell'import italiano i prodotti del comparto agroalimentare (carne, pesci, bevande), mentre sul lato dell'export prevalgono le vendite italiane di autoveicoli e indumenti esterni. Interscambio commerciale Interscambio Italia - Danimarca valore in valore in valore in Esportazioni Importazioni Saldo Principali trattati Convenzione per il Regolamento delle controversie relative agli investimenti tra Stati e cittadini di altri stati Convenzione per il Regolamento delle controversie relative agli investimenti tra Stati e cittadini di altri stati Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sulle successioni Firmata a Washigton il 18 marzo L.N del 10/05/1970 Firmata a Copenaghen il 10 marzo L. 649 del 18/03/ GU n.131 del 24/05/1968 Firmata a Copenaghen il 26 febbraio L. 745 del 07/08/ GU n.284 SO DEL 14/10/1982 Marchi e Brevetti 16 Sia marchi che brevetti, in Danimarca, vengono gestiti dal Patentdirktoratet, un ente apposito, competente in materia, gestito dal Ministero dell'industria. I brevetti sono regolati dalla legge 1136 del 16/11/2004 mentre i marchi sono sottoposti alla legge n 782 del 30/08/2001. Per i marchi di fabbrica, la Danimarca ha adottato il sistema di classificazione di Nizza che prevede 34 classi di prodotti e 8 categorie di servizi. I marchi sono validi per 10 anni dalla data di registrazione e rinnovabili per un uguale periodo. Poiché sia Italia che Danimarca hanno ratificato la convezione di Parigi esiste un accordo di reciprocità e di vicendevole antecedenza nella registrazione. In teoria sia i marchi registrati che non registrati vengono tutelati dalle autorità danesi ma per evitare controversie dall'esito incerto è buona norma registrarli. Per quanto riguarda i brevetti la Danimarca ha ratificato la Convenzione Europea sui Brevetti del 1 gennaio 1990, la Convenzione Comunitaria su Brevetti del dicembre 1998 e l'accordo di legge sui Brevetti promosso dall'organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale ( per cui risponde diligentemente a quanto disposto dagli accordi di qui sopra. In linea generale il brevetto viene concesso per 20 anni e non è rinnovabile, ad eccezione dei prodotti farmaceutici per i quali è possibile richiedere una proroga di 5 anni. Il design industriale è genericamente protetto per 5 anni.

19 Scandinavia, un approccio al paese e al mercato Patentdirektoratet Helgeshøj Allè 81 DK 2630 Taastrup Tel / Fax Requisiti tecnici e Standardizzazioni Esistono standards per un gran numero di prodotti dell'industria meccanica, elettrotecnica, energetica, sanitaria, cosmetica, logistica, dei trasporti, dell'edilizia e dei sistemi di telecomunicazioni. L'organismo danese preposto alla normalizzazione è il DANSK STANDARD (Danish Standard Association) che è membro delle organizzazioni europee CEN (Comitato Europeo di Normalizzazione), CENELEC (Comitato Europeo di Normalizzazione Elettrotecnica), ETSI (Telecommunications Standards Institute). In linea generale viene ritenuto valido e sufficiente il marchio CE riconosciuto all'interno della Comunità Europea, in alcuni casi però le direttive comunitarie vengono implementate con richieste ulteriori di specifiche omologazioni, concordi con la legislazione locale in materia di sicurezza dell'utilizzatore. In particolare, l'ente che cura la legislazione su prodotti alimentari e legislazione veterinaria è: Fødevarestyrelsen Mørkhøj Bygade 19 DK 2860 Søborg Tel Fax L'ente che cura la legislazione sull'ambiente è: Miljøstyrelsen Strandgade 29 DK 1401 København K Tel Fax L'ente che cura la legislazione su macchinari e ambiente di lavoro è: Direktoratet For Arbejdstilsynet International Sekretariat Landskronagade 33 DK 2100 København Ø Tel Fax Ovviamente come in tutti i Paesi europei, sono richiesti certificati sanitari per l'importazione di animali e vegetali e certificati farmaceutici per l'importazione di farmaci e di alcuni articoli sanitari che sono sottoposti a rigorosi controlli per il rispetto, fra le altre, delle norme di etichettatura ed imballaggio. In linea generale nelle etichettature di tutti i prodotti importati, che devono essere in lingua danese, è richiesto di indicare il paese d'origine e la composizione che deve essere descritta in modo particolarmente accurato quando si tratta di cosmetici e di prodotti alimentari (per questi ultimi è necessario accludere anche l'indicazione del peso netto, degli additivi specifici aggiunti, del ciclo di produzione, lotto o partita di appartenenza, l'indirizzo del produttore o confezionatore e quello dell'agente e distributore locale). Anche la Danimarca, come la Svezia e altri paesi nordici, partecipa al programma di eco-labeling contrassegnato dal simbolo del cigno, la Danish Standards Association gestisce tale programma per il paese. 17

20 Principali indirizzi utili Ambasciate e Consolati in Italia Ambasciata Danese (Cancelleria) Ambasciatore: S.E. Poul Skytte Christoffersen (1 luglio 2003) Via dei Monti Parioli, Roma Tel ; Fax: Consolato generale e Ufficio commerciale a Milano Circoscrizione Lombardia, Trentino-Alto Adige, Province: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia Via L. Ariosto, Milano Tel ; Fax Consolato Generale Onorario a Genova Circoscrizione Liguria Via S. Siro, Genova Tel ; Fax Consolato Generale Onorario a Napoli Circoscrizione Campania, Basilicata, Puglia, Calabria Piazzale Stazione Marittima Interno Porto Napoli Tel ; Fax Ambasciate e Consolati all'estero Aarhus - Consolato onorario Con.On. Henning Holmen Moller Lille Torv 6 DK 8000 Aarhus C. Tel: ; Fax: Ambasciata d'italia Amb. Roberto Di Leo Gammel Vartov Vej, 7 DK Hellerup Tel: ; Fax: Sezione consolare Engskiftevej, Copenhagen Tel. (+45) ; Fax (+45) Istituto Nazionale per il Commercio Estero I.C.E Italinsk Institut for Underigshandel Ostergade 24B DK 1100 Copenhagen Tel. (+45) Fax (+45)

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