Preparing for the Next Policy Phase: Executive Summary

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1 1. INTRODUZIONE Questa sintesi ha come obiettivo la presa in rassegna e la valutazione dei cambiamenti nella politica regionale degli Stati membri dell Ue e della Norvegia nel periodo che va dall inizio del 2004 fino alla metà del 2005 (con riferimento anche agli sviluppi nei nuovi Stati membri). Lo politica regionale sta attraversando una fase interessante. Da un lato, l attuale periodo di vigore dei Regolamenti dei Fondi strutturali e degli Orientamenti sugli aiuti a finalità regionale sta per concludersi e, in concomitanza a ciò, si sono registrati dei progressi nell individuazione dei principali parametri della politica regionale per il periodo Dall altro lato, vi sono ancora grandi incertezze riguardo al futuro di tale politica, specialmente dopo il mancato accordo, lo scorso giugno, sulle risorse. Allo stesso tempo, il periodo in esame è stato testimone di notevoli cambiamenti e revisioni della politica regionale, che includono i nuovi Libri Bianchi emessi dai Paesi Bassi e dalla Norvegia e un nuovo Atto per lo Sviluppo Imprenditoriale in Danimarca; le nuove regolamentazioni sugli incentivi regionali in Belgio, Francia, Grecia, Portogallo e Svezia; la conclusione di un importante riesame del quadro per la politica regionale in Germania e nuove dichiarazioni circa gli sviluppi futuri in Finlandia, Lussemburgo, Portogallo e Spagna. Inoltre, recenti iniziative in Francia, Portogallo, Svezia e Regno Unito hanno permesso l entrata in vigore delle nuove direttive introdotte nel periodo Il documento è strutturato in 6 sezioni. La sezione 2 esamina i cambiamenti verificatisi nella percezione del problema regionale. La sezione 3 presenta una panoramica delle recenti risposte politiche, analizzando dapprima la situazione paese per paese e proponendo quindi un quadro comparato dei principali temi evidenziati. La sezione 4 si occupa più approfonditamente delle diverse componenti della politica regionale: incentivi regionali, misure a sostegno dell ambiente imprenditoriale, programmazione regionale e definizione di strategie e altre iniziative di politica territoriale. La sezione 5 analizza i principali cambiamenti a livello amministrativo e, infine, la sezione 6 conclude il documento, traendo alcune conclusioni e fornendo una serie di spunti di riflessione. 2. PERCEZIONE DEL PROBLEMA REGIONALE I paesi Ue15 sono suddivisi in quattro gruppi (analizzati separatamente). Nel primo gruppo sono collocati quei paesi in cui il problema è percepito come nazionale, paesi con un PIL nazionale molto al di sotto la media Ue25: Grecia, Portogallo e Spagna. Al secondo gruppo appartengono due paesi che presentano forti squilibri interni la Germania, con una chiara distinzione tra i vecchi e i nuovi Länder, e l Italia con lo storico divario nord-sud. Il Terzo gruppo è costituito dai paesi nordici in cui ampie aree sono vessate da problemi di lungo periodo legati alla posizione, al clima e alla fragile struttura degli insediamenti: Finlandia e Svezia (e anche Norvegia). I rimanenti paesi Ue15 hanno affrontato solamente problemi marginali nell ambito della politica regionale (nei limiti del contesto Ue). Questi paesi possono essere suddivisi in due sottogruppi: quelli in cui la percezione è che non ci sia più un problema regionale associato alle aree svantaggiate (Austria, Lussemburgo, Paesi Bassi) 1 European Policies Research Centre

2 e quelli in cui si ravvisa ancora una persistenza di specifici problemi in alcune aree, problemi che comunque non sono registrati dalle misure di disparità utilizzate dalla politica di coesione europea (Danimarca, Francia, Regno Unito e Belgio). All interno dei paesi Ue15 e della Norvegia, l elemento principale della polititca è rappresentato dalla necessità di incrementare la crescita e la competitività nazionali attraverso il miglioramento del potenziale di sviluppo di tutte le regioni. Il problema regionale non è più visto solamente in temini di particolari svantaggi che specifiche regioni devono fronteggiare; al contrario, l analisi del problema è quasi ovunque ricondotta alle sfide della globalizzazione, dell aumentata competizione internazionale ed all associato bisogno di assicurare che tutte le regioni siano in una posizione tale da permettere loro di massimizzare il contributo alla crescita e allo sviluppo nazionale. Questa posizione riflette il crescente accento concettuale posto sul rafforzamento del potenziale endogeno ed è anche in linea con le variazioni in atto a livello europeo (rispetto alla politica di coesione e della concorrenza) finalizzate alla riduzione della componente territoriale delle politiche e a favorire l aumento della componente tematica, con una particolare attenzione sui temi dell innovazione e della competitività. Questo tipo di approccio è considerato richiedere una differenziazione delle politiche da regione a regione e, in molti paesi, l attribuzione di un peso crescente al ruolo dei centri urbani nello sviluppo economico. Questo a sua volta ha posto la questione, in vari paesi, di quale sia la unità territoriale più appropriata per analizzare (ed attuare) le politiche e quale sia la base informativa sulla quale debbano fondarsi la definizione e la valutazione delle politiche. Fatte queste precisazioni, le tradizionali preoccupazioni riguardo ai problemi delle regioni non sono sparite. Esse rimangono prioritarie nell agenda politica tedesca e in Italia in risposta alle continue e significative disparità strutturali. Anche nei Paesi nordici, dove le difficoltà, tipicamente di lungo periodo, delle aree settentrionali non solo presentano tipicità nazionali ma anche caratteristiche che rendono difficoltoso un loro inserimento nell agenda della competitività. Inoltre, anche nei paesi in cui le disparità regionali sono, da una prospettiva Ue, più limitate, le scelte politiche (e quindi le scelte di policy) connesse ai problemi regionali spesso rimangono significative. In breve, mentre i temi collegati al miglioramento della competitività regionale hanno permeato l agenda politica regionale di tutti i paesi e mentre lo spettro della politica regionale si è ampliato fino ad interessare tutte le regioni piuttosto che quelle designate come in ritardo di sviluppo, svantaggiate o bisognose di una ristrutturazione industriale, l attenzione sui problemi tradizionali della politica regionale rimane elevata. 3. LA RISPOSTA POLITICA Questa sezione analizza le modalità con cui la politica regionale ha risposto ai cambiamenti nella percezione dei problemi regionali. La Tabella 3.1 mostra chiaramente che non ci sono state significative evoluzioni nelle politiche di cinque paesi: Austria, Irlanda, Italia Lussemburgo e Spagna. In questi cinque paesi, la legislazione in materia d incentivi è stata introdotta all inizio del periodo e sarà in vigore per l intero periodo. Più in generale, la politica regionale nazionale in molti di questi paesi è strettamente connessa alla politica di coesione europea ed è quindi in fase di revisione nell ambito della 2 European Policies Research Centre

3 definizione del Documenti Strategici di Riferimento Nazionali per il periodo ma, a parte questo, non vi sono stati significativi sviluppi della politica regionale sin dal In quattro paesi (Belgio, Grecia, Portogallo e Svezia), come evidenziato nella tabella, si registrano significativi cambiamenti nella struttura degli incentivi regionali. In Belgio, la nuove legge per gli incentivi nelle Fiandre e nella Vallonia riflette le pressioni dalla DG Concorrenza per una sostituzione del quadro legislativo nazionale. In Grecia, la legge per lo sviluppo del 2004 segue l elezione di un nuovo governo e ambisce a migliorare la competitività e l attrattività del paese quale area per investire. In Portogallo, la nuova regolamentazione sugli aiuti origina da un cambiamento di governo (del 2002) che ha introdotto un programma austero per l economia e un nuovo programma operativo per l economia (chiamato PRIME). Infine, in Svezia, il regolare ciclo di aggiornamento del quadro di aiuti regionali ha visto un allinemento con il principio governativo di meno aiuti di stato, anche in relazione alla fase preparatoria del prossimo periodo di programmazione. Alcuni cambiamenti relativi agli incentivi si sono anche evidenziati in Francia, Germania ed Inghilterra. Per quanto riguarda le revisioni della politica di più ampio respiro, almeno una metà dei paesi nella Tabella 3.1 ha fatto registrare cambiamenti. Nei Paesi Bassi e in Norvegia i nuovi Libri Bianchi segnano un marcato cambiamento nel focus della politica regionale, con l introduzione di approcci completamente nazionali, volti a massimizzare il potenziale di sviluppo delle regioni. In Danimarca, un nuovo Atto per lo Sviluppo Imprenditoriale ha delegato a cinque regioni nuove responsabilità statutarie per lo sviluppo economico, aumentando significativamente la componente domestica dello sviluppo economico regionale. In Finlandia, con la pubblicazione dei nuovi obiettivi per la politica regionale nel gennaio 2004 la promozione della competitività territoriale è divenuta il principale obiettivo delle politiche. In aggiunta, le recenti iniziative in Francia, Portogallo, Svezia e nel Regno Unito hanno permesso l entrata in vigore delle nuove linee guida contenute nelle direttive introdotte nel periodo Infine, in Germania è stato raggiunto un accordo per la continuazione del quadro regionale GA, facendo seguito ad una dettagliata revisione della suddivisione dei compiti e delle relazioni tra Bund e Länder. Una dettagliata revisione di questi cambiamenti è fornita nella Sezione 3.1. Si delineano quattro temi principali. Primo, nei paesi Ue15 e Norvegia, vi è un rinnovato accento sulla crescita, sulla competitivià e sulla produttività, con politiche che generalmente sono applicate a tutte le regioni al fine di massimizzare il contributo regionale alla crescita nazionale. Continua però a rimanere importante il peso attribuito ai problemi più strettamente connessi alle regioni; non minore attenzione è dedicata ai livelli di spesa degli aiuti regionali. Il secondo tema è collegato all ampliamento, registrato in molti paesi, dell approccio alla politica regionale, con un accento crescente sulla programmazione e sugli strumenti di policy a favore del tessuto economico (non solo un supporto specifico alle infrastrutture ma anche misure per promuovere l innovazione e lo sviluppo economico delle città). La constatazione che in un numero crescente di paesi il livello regionale stia acquisendo un ruolo sempre più prominente nello sviluppo delle strategie e nella revisione delle politiche rappresenta il terzo tema di discussione. Quarto ed ultimo tema di analisi è collegato al peso crescente dei problemi connessi al coordinamento delle politiche 3 European Policies Research Centre

4 regionali, nazionali e tra il centro e le regioni (ad esempio per assicurare che gli obiettivi nazionali siano tenuti in adeguata considerazione). Due ulteriori sviluppi sono degni di nota. Il primo è che un gruppo di paesi sta ponendo sempre più attenzione sull analisi delle politiche, sia in un ottica forward-looking che adottando un approccio mirato ad apprendere dalle esperienze maturate. Il secondo è che esistono indicazioni da cui si denota che l accento sulle regioni come primo obiettivo delle politiche è in molti paesi posto in discussione. Ciò riflette la crescente attenzione verso le città come motore dello sviluppo economico ed è attribuibile all aumentata percezione dei problemi nei livelli subregionali e, più in generale, riflette la crescente importanza attribuita alle regioni come unità funzionali piuttosto che amministrative. 4. GLI ELEMENTI DELLA POLITICA REGIONALE 4.1 Incentivi Regionali Per quanto riguarda la politica degli incentivi regionali, si può anticipare che vi sono stati pochi cambiamenti da riportare, non meno se si considera che i nuovi Orientamenti per gli aiuti regionali non entreranno in vigore prima del Ad ogni modo, vi sono stati cambiamenti di rilievo in Belgio, Grecia, Portogallo e Svezia (si veda la Tabella 4.1), così come alcuni interessanti sviluppi si sono osservati in Finlandia, Francia, Germania, Italia, Olanda e nel Regno Unito. Si sono profilati alcuni temi. Uno di questi è che i consistenti contributi a fondo perduto per finanziare investimenti su larga scala stanno diventando sempre meno frequenti, in parte per ragioni di bilancio, in parte per considerazioni relative al value for-money e in parte per le pressioni in materia di aiuti di stato. Questo cambiamento può essere rilevato nel nuovo approccio, più discrezionale e con limiti alla spesa, adottato dal Belgio e dal tentativo rilevato in paesi come Portogallo, Italia e Svezia di modificare parte degli aiuti concessi da sussidi a fondo perduto in prestiti (o almeno in sussidi rimborsabili) e dal generalizzato aumento nel grado di selettività degli investimenti. Vi sono stati, inoltre, tentativi di indirizzare gli aiuti più verso il valore aggiunto e l innovazione che sugli investimenti e sui posti di lavoro (ad esempio in Grecia, Italia, Portogallo e Regno Unito). Inoltre vi sono stati tentativi di introdurre forme di supporto più piccole e flessibili (inclusi i fondi di venture e seed capital). Un altro tema comune riguarda la già menzionata maggiore selettività nell assegnazione delle risorse, si tratta di una indicazione chiaramente tracciabile in Belgio ma anche in Francia, nei Paesi Bassi, in Svezia e nel Regno Unito. È degno di nota il fatto che in Grecia e Portogallo si sia registrata una semplificazione delle procedure amministrative. Infine è importante rilevare che il grado con cui la gran parte di queste tendenze continuerà sarà determinato dai futuri Orientamenti per gli aiuti a finalità regionale. Mentre molti paesi continuano a sostenere l idea del meno aiuti ma migliori aiuti, rimangono delle preoccupazioni riguardo alle conseguenze del trasferimento di posti di lavoro e di investimenti in termini di competitive outbidding. 4 European Policies Research Centre

5 4.2 Il supporto al contesto imprenditoriale Nonstante questi cambiamenti, gli aiuti per investimenti continuano ad essere una significativa parte della politica regionale in quasi tutti i paesi presi in considerazione. La principale eccezione è la Danimarca, dove il sistema di aiuti regionali è stato abolito nel In ogni caso, come discusso in precedenza, nel tempo e, in particolare, negli anni più recenti vi è stato un chiaro ampliamento della politica regionale, con l affermarsi del supporto al contesto economico quale chiara priorità politica. I recenti sviluppi sono stati schematizzati in tre tabelle sinottiche: la Tabella 4.2 evidenzia i cambiamenti nelle misure generali a favore degli operatori economici, in particolare la fornitura di infrastrutture economiche, la Tabella 4.3 si concentra sugli sviluppi connessi all innovazione tecnologica e la Tabella 4.4 si concentra sui recenti cambiamenti nelle politiche relative al ruolo delle città nello sviluppo regionale. Tradizionalmente, la fornitura di infrastrutture ha costituito una significativa parte della della politica regionale insieme alla concessione di aiuti regionali. La spesa in infrastrutture rimane importante in quei paesi che hanno in corso vasti programmi finanziati dalla politica di coesione europea Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Italia e Germania. Al fine di corroborare questa evoluzione, la Tabella 4.2 contiene esempi di come i temi legati ai transporti e alla viabilità siano presi in sempre maggiore considerazione da parte dei policymaker regionali (ad esempio, in Finlandia, Francia e nei Paesi Bassi). Più in generale, il processo di devoluzione e decentramento delle responsabilità relative allo sviluppo economico ha permesso che la fornitura di infrastrutture economiche divenisse più centrale nelle azioni per favorire lo sviluppo regionale. Laddove il supporto per le infrastrutture sia direttamente connesso alla politica regionale, esso tende a concentrarsi nella promozione di infrastrutture specificamente rivolte agli operatori economici (aree industriali, business park, poli tecnologici). Tra gli esempi inclusi nella Tabella 4.2 vi sono: l introduzione di nuovi piani d azione per le aree industriali nelle Fiandre, in Lussemburgo e in Olanda, lo sviluppo dei celebri distretti tecnologici e di business park in Irlanda e il nuovo Centro di Expertise in Norvegia. Più in generale, l accento sempre più posto sul supporto alla competitività e alla necessità di interventi miranti a risolvere le specifiche esigenze delle regioni hanno aumentato l importanza di questo tipo di provvedimenti a supporto del tessuto economico. Gli elementi riportati nella Tabella 4.3 mostrano che la priorità attribuita all innovazione regionale è aumentata significativamente negli ultimi anni. I cambiamenti registrati in Austria sono stati tali che, nonostante vi sia una politica regionale domestica, in realtà si può parlare di politica per l innovazione in senso stretto. In Danimarca, la politica regionale è stata definita all interno dell Atto per lo Sviluppo Imprenditoriale in termini di sei aree prioritarie, di cui quattro collegate ai fattori prioritari della crescita (innovazione, ICT, imprenditorialità e risorse umane). In Finlandia, una decisione governativa del 2004 ha evidenziato la necessità di rafforzare la politica regionale per l innovazione (sottolineando il ruolo del programma Centro di Expertise). In Francia, il primo dei Poli di competitività (pôles de compétitivité) è stato selezionato nel luglio 2005: lo scopo è mettere insieme industria, ricerca e formazione di eccellenza in specifici luoghi al fine di valorizzare il ruolo dell innovazione industriale nello sviluppo economico. In Germania un nuovo strumento GA, Network di cooperazione e gestione di distretti, è stato introdotto dal gennaio 2005 per 5 European Policies Research Centre

6 supportare la cooperazione regionale e sovraregionale tra imprese e altri attori rilevanti. Nei Paesi Bassi, il nuovo approccio sancito dal documento Peak in the Delta ambisce a sviluppare una specifica politica regionale per l innovazione attraverso forme di cooperazione intra e supra regionali, tra mondo imprenditoriale ed altri partner. In Svezia, la programmazione regionale (così come sotto il Programma Regionale per la Crescita 2004) ha favorito l adozione di politiche più focalizzate sull innovazione, sull educazione e sulla creazione di un ambiente favorevole allo sviluppo delle imprese. Nel Regno Unito, due fattori hanno aumentato il profilo dell innovazione all interno della politica regionale: il crescente accento sulla produttività come principio fondamentale per la crescita economica e i recenti progressi sul fronte della devoluzione che hanno permesso alle nazioni e alle regioni del Regno di acquisire un nuovo slancio nell elaborazione dei propri piani di sviluppo, incluse le strategie per l innovazione. Infine, in Norvegia, il Libro Bianco ha sottolineato l importanza delle potenzialità nella creazione di ricchezza come un obiettivo fondamentale delle politiche (includendo iniziative innovative come la proposta del nuovo Centro di Expertise). La Tabella 4.4 contiene degli esempi di come le aree urbane abbiano guadagnato visibilità all interno della politica regionale. Da un lato, quest evoluzione riflette la crescita e la complessità dei programmi di sviluppo, evidenziando il ruolo sempre più centrale delle città come motore dello sviluppo economico; da un altro lato, questa evoluzione è collegabile al crescente accento che viene posto da alcuni paesi sulla coesione territoriale, in cui le città e gli agglomerati urbani sono visti come chiavi di volta di un sistema regionale equilibrato e sostenibile. I recenti sviluppi di maggiore interesse in questo settore si riscontrano in Finlandia, Francia, Olanda, Svezia, Regno Unito e Norvegia. Si tratta di temi che verranno discussi di seguito. 4.3 Programmi regionali e sviluppi strategici Una terza componente della politica regionale è rappresentata dalla programmazione regionale e dallo sviluppo di strategie. I recenti cambiamenti a tal proposito sono elencati nella Tabella 4.5. Vi sono situazioni diverse nei paesi presi in esame riguardo al funzionamento dei programmi regionali. Nei paesi Ue con molte aree Obiettivo 1 o in Phasing-out dall Obiettivo 1 (Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna) gran parte degli sviluppi nella programmazione e nello sviluppo di strategie sono direttamente collegabili alle evoluzioni dei Fondi strutturali. Nei paesi federali, i programmi a livello regionale tendono a giocare un ruolo significativo. In Austria e Germania, ad esempio, i programmi dei Länder sono centrali per l attuazione della politica regionale di sviluppo. Nei paesi che sono diventati più decentrati e che hanno delegato maggiormente alle autorità locali si è assistito ad un accento crescente sui programmi regionali e sulle strategie bottom-up (non ultimo in Francia e Regno Unito). Nei paesi nordici, vi sono stati altri importanti sviluppi che hanno rafforzato il profilo della programmazione regionale e dello sviluppo delle strategie: l Atto per lo Sviluppo Imprenditoriale in Danimarca, l introduzione e la seguente revisione dei programmi strategici regionali in Finlandia, il nuovo approccio della Norvegia tracciato dal Libro Bianco. Infine nei Paesi Bassi, il Libro Bianco Peak in the Delta ha fissato le priorità del governo in materia di sviluppo regionale. 6 European Policies Research Centre

7 4.4 Altre componenti delle politiche La Tabella 4.6 è una tabella comparativa finale relativa agli elementi della politica regionale. Un tema comune è stato la ricollocazione del pubblico impiego per fini connessi allo sviluppo regionale (nello specifico ciò è avvenuto in Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Spagna, Svezia, Regno Unito e Norvegia). Un numero di paesi ha anche registrato un apertura della politica regionale a nuovi temi come lo sviluppo rurale ed il turismo (ad esempio la Danimarca con l Atto per lo Sviluppo Imprenditoriale 2005; la Francia ha fatto altrettanto provvedendo all introduzione di una legislazione a favore dello sviluppo rurale). In altri paesi (Finlandia, Francia, Portogallo) si sono rilevate azioni specifiche in risposta a problemi strutturali. In Francia, in particolare, si è registrata una particolare sensibilità nella preparazione e nell anticipare i cambiamenti delle politiche. Nel Regno Unito vi è stato una particolare accento sullo sviluppo di strumenti di policy che avessero come obiettivo la soluzione di problemi a livello locale, specialmente per le aree cosiddette deprivate. 5. L AMMINISTRAZIONE DELLA POLITICA REGIONALE 5.1 La regionalizzazione delle politiche Uno dei più chiari cambiamenti di lungo periodo in corso è il crescente decentramento osservato nell attuazione delle politiche. I cambiamenti recenti sono illustrati nella Tabella 5.1 in cui i paesi sono suddivisi in quattro macrogruppi (che sono dettagliatamente analizzati nel prosieguo). Il primo gruppo è costituito da quei paesi in cui la politica regionale è strettamente collegata all operatività dei Fondi strutturali. In Grecia, Portogallo e Irlanda, la regionalizzazione degli strumenti di attuazione delle politiche è in gran parte riconducibile all approccio regionale adottato dai Fondi strutturali. Nel secondo gruppo, costituito da Austria, Germania, Belgio e Spagna, la regionalizzazione delle politiche riflette la struttura federale dello stato. In questi paesi vi sono stati alcuni sviluppi interessanti nei rapporti di forza delle politiche regionali tra regioni e amministrazione centrale. Nel terzo gruppo vi sono paesi come Francia, Italia e Regno Unito in cui vi sono stati ampi cambiamenti per trasferire o decentrare l amministrazione delle politiche e in cui la regionalizzazione stessa è stata parte di questo processo. Infine i Paesi nordici e l Olanda possono essere catalogati come paesi che hanno cambiato verso un approccio a livello nazionale della politica regionale, con un accento su come adattare al meglio le politiche ai bisogni delle singole regioni, ponendo così maggiore peso sugli input di livello regionale. Le analisi di questi processi di regionalizzazione rivelano un ampio spettro di strutture, ruoli e competenze. Nonostante ciò si possono identificare alcuni temi comuni. In primis, senza prendere in considerazione i vari punti di partenza, la regionalizzazione si delinea come una tendenza universale. Negli stati tradizionalmente centralizzati, l attuazione dei Fondi strutturali ha stimolato la creazione di specifici assetti e istituzioni che hanno colmato un vuoto istituzionale a livello regionale. Negli stati federali, inoltre, si ravvisa un cresecente potere associato alle regioni. Il processo di regionalizzazione è stato una delle ragioni alla base dei cambiamenti in atto nelle costituzioni di molti paesi e che si ravvisa 7 European Policies Research Centre

8 chiaramente nei paesi che hanno introdotto nuove forme di politica regionale (basata su un approccio regionale, su programmi e dal basso). In secondo luogo, sebbene il governo centrale mantenga un interesse legittimo nella politica regionale, le sue funzioni stanno cambiando. Il ruolo tradizionale del centro come diretto promotore dello sviluppo è in declino. I governi centrali si concentrano sempre di più sulla facilitazione e sul supporto alla definizione di strategie locali e regionali, sullo sviluppo delle competenze e di infrastrutture regionali, sul coordinamento delle politiche e sulla erogazione di servizi attraverso agenzie. Terzo ed ultimo punto, l accento sul contributo delle regioni alla programmazione e alla creazione di rete ha evidenziato quanto sia aumentata, in quasi tutti paesi, l attenzione al coordinamento delle politiche. 5.2 Il coordinamento della politica La crescente ampiezza (tra le aree) e profondità (tra i livelli) delle politiche implica il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di attori e, quindi, il bisogno di forme di coordinamento tra i diversi livelli amministrativi. Anche il maggiore accento posto sui complessi temi della produttività e della competitività contribuisce a rafforzare la necessità di meccanismi di coordinamento. Vi è una percezione secondo cui le strutture dipartimentali e le relazioni gerarchiche regioni/centro siano incapaci di relazionarsi con i temi dello sviluppo economico che si estendono attraverso confini settoriali e livelli amminitrativi. Vi è anche una crescente volontà di trovare soluzioni olistiche a problemi, stimolando una ricerca costante di nuovi metodi, orizzontali e verticali, attraverso cui attuare le politiche. A livello regionale i processi paralleli di consolidamento dell organizzazione e di sviluppo delle strategie sono vitali per rafforzare il coordinamento delle politiche. Le coalizioni di diversi attori regionali sono istituzionalizzati in vari modi, come l organizzazione di strategie di sviluppo regionale basate sul partenariato. L obiettivo è creare un setting organizzativo in cui gli enti responsabili lavorano ad obiettivi comuni in maniera più integrata. L influenza dei Fondi strutturali è stata prominente in questo approccio. I meccanismi di attuazione dei Fondi, in particolare la necessità di produrre programmi pluriennali e integrati per lo sviluppo regionale, ha favorito la creazione di gruppi di lavoro intra-istituzionali ed ha aumentato il coordinamento a livello regionale. Ad ogni modo, come mostrato dalla Tabella 5.2, non è soltanto nel contesto dei Fondi strutturali che il coordinamento basato sull attivazione di un partenariato a livello regionale è aumentato. Nei Paesi nordici, in particolare, i recenti sviluppi nella politica regionale hanno visto un considerevole peso del partenariato nella programmazione. È stato lo stesso per Regno Unito e Francia dove la politica regionale è stata regionalizzata come parte di un più ampio processo di decentramento. Infine, alcuni paesi hanno ottenuto un aumento del coordinamento nelle regioni incorporando in un unica organizzazione la fornitura di un servizio.esempi di questo approccio si riscontrano in Austria, Danimarca, Irlanda, Galles e Norvegia. Parte del cambiamento nella percezione delle sfide allo sviluppo regionale è dovuta alla consapevolezza del fatto che lo sviluppo economico regionale coivolge un ampio spettro di settori e che le attività di un ampia gamma di dipartimenti governativi centrali hanno un impatto economico sulle regioni. Di conseguenza vi è un crescente peso sul coordinamento 8 European Policies Research Centre

9 a livello nazionale, al fine di armonizzare la dimensione regionale degli interventi promossi a livello centrale. Esempi in tale senso si riscontrano in Francia, Olanda, Svezia, Finlandia, Norvegia e Regno Unito. Così come la politica regionale è divenuta più regionalizzata negli approcci, anche la questione del coordinamento nazionale-regionale è avanzato nell agenda politica. Come possono essere traslati a livello regionale gli obiettivi e le finalità nazionali? Si sono adottate tre metodologie complesse per tentare di fare in modo che gli obiettivi nazionali siano appropriatamente rispecchiati a livello regionale. La prima è assicurare che il livello nazionale sia capace di influenzare gli attori regionali. Questa condizione in Austria è stata ottenuta principalmente attraverso meccanismi informali, in Germania attraverso il forum rappresentato dalla GA, in Finlandia evidenziando gli obiettivi del governo e attraverso la creazione di meccanismi per verificare ed eventualemente discutere quanto essi siano realmente presi in considerazione. In Olanda i livelli superiori di governo si sono avvicinati agli attori regionali e nel Regno Unito si è vefificata la creazione di più vicine relazioni tra policy-maker regionali e centrali. Alcuni paesi utilizzano anche tecniche di benchmaking e progetti pilota per rinnovare i rapporti di influenza. Questo è anche parte dell approccio adottato dall Olanda e dalla Svezia. Una più diretta forma di influenza deriva dalle attività di finanziamento. In alcuni paesi il cofinanziamento è una parte importante del finaziamento delle regioni. Si tratta ovviamente del caso dei contratti stato-regione francesi e della GA tedesca. Inoltre, in molti dei paesi in cui la politica è stata regionalizzata, i finanziamenti centrali risultano spesso essere vitali per l attuazione delle strategie. Infine, in Olanda si è attribuita grande importanza al potenziale effetto leva indotto dalle risorse nazionali. Vi è una precisa visione riguardo al fatto che, nonstante le risorse limitate, il centro può avere un impatto significativo sulle azioni e sulle priorità regionali. Un terzo approccio consiste nel focalizzarsi più sui risultati attraverso un rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio e valutazione. Si tratta di una caratteristica del Regno Unito, dove sono state rafforzate le procedure di valutazione delle Agenzie per lo Sviluppo Regionale. Anche in Norvegia la regionalizzazione dei finanziamenti ha portato a dar maggior peso alle verifiche sull efficiente utilizzo delle risorse, in linea con gli obiettivi delle politiche; questo ha portato all identificazione di indicatori di performance più robusti. Infine in Danimarca l Atto per lo Sviluppo dell Imprenditorialità del 2005 ha portato alla creazione di indicatori ad hoc per verificare in che misura gli obiettivi siano stati raggiunti. Un ultimo elemento da sottolineare è che in molti paesi i Fondi strutturali hanno fornito un meccanismo di coordinamento regionale-nazionale, processo che sembra essere supportato dallo sviluppo dei Documenti Strategici di Riferimento Nazionali. Anche nell attuale fase politica, l aspetto del coordinamento delle politiche è fortemente sottolineato, ad esempio in Italia, dove vi è una forte attenzione sulla programmazione integrata, mirante ad allineare gli obiettivi, gli strumenti e le procedure attuative nazionali a quelle europee. 9 European Policies Research Centre

10 6. CONCLUSIONI FINALI E SPUNTI DI RIFLESSIONE Questa rassegna ha mostrato che, nonstante la presente fase politica sia, per alcuni aspetti, una fase preparatoria per il prossimo periodo di programmazione ( ), vi sono stati alcuni interessanti sviluppi meritevoli di considerazione. I principali cambiamenti sono in linea con la tendenza di lungo periodo a spostare le modalità di assegnazione delle risorse da un approccio orientato all equità, che mira a colpire aree specifiche e fondato sugli aiuti, verso interventi più orientati all efficienza, costruiti a livello regionale, basati su programmi ed attuati attraverso le regioni ma coordinati dal centro. Questi sviluppi sollevano vari spunti per la discussione. Il primo riguarda la misura in cui i temi identificati sono applicabili a ciascuno stato membro. Alla luce dei cambiamenti che hanno avuto luogo nel Suo paese, la descrizione dei recenti sviluppi nella politica regionale appare corretta? Quali sono stati, dal suo punto di vista, gli sviluppi più importanti nell ambito dello politiche regionali che si sono evidenziati durante lo scorso anno? Il secondo argomento di discussione è connesso al fatto che la politica regionale è spesso caratterizzata da tensioni, come tra i principi di equità ed efficienza, tra approcci in cui l intervento è in tutte le regioni ed approcci che mirano allo sviluppo di aree specifiche, tra approcci fondati sulla programmazione e interventi basati sull elargizione di aiuti, tra meccanismi di attuazione dall alto e dal basso, tra politiche coordinate a livello centrale e politiche disegnate a livello locale. Si ravvisano le stesse tensioni all interno del Suo Paese e, in caso negativo, come sono state risolte tali tensioni? Infine, dal momento che ci si sta avvicinando verso una nuova fase della politica regionale sicuramente dal punto di vista della politica di coesione europea e della politica della concorrenza come vede il futuro della politica regionale? Si sente ottimista riguardo al funzionamento della politica regionale rispetto all inizio dell attuale fase di programmazione? Perché? 10 European Policies Research Centre

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