Ambiente. In Parlamento la Legge Comunitaria. Emendamenti su emissioni e fonti alternative

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1 Ambiente. In Parlamento la Legge Comunitaria. Emendamenti su emissioni e fonti alternative 16 settembre Obblighi comunitari e ambiente in apertura dei lavori alla Camera dei Deputati. È stato presentato ieri un nuovo gruppo di emendamenti al disegno di legge 2449 A, recante Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'italia alle Comunità europee. La norma investe molteplici argomenti, spaziando dalla tutela dell ambiente alla compravendita dei diritti per l emissione di anidride carbonica. L articolo 7 introduce modifiche alla Legge 88/2009, Comunitaria 2008, che all articolo 11 regola la delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di inquinamento acustico. In attesa dell emanazione dei decreti legislativi, previsti dalle normative precedenti, la disciplina sui requisiti passivi degli edifici e dei loro componenti non trova applicazione nei rapporti tra privati, specialmente fra costruttori venditori e acquirenti. In base alla Legge 34/2008 il Governo è delegato ad adottare entro nove mesi dall entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'energia da fonti rinnovabili. I decreti devono essere adottati su proposta del Ministro per le politiche europee, dell'ambiente e dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro degli affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze. Le disposizioni devono servire all adozione del NAP, Piano di azione nazionale, entro il 30 giugno 2010 e a fissare gli obiettivi nazionali per la quota di energia da fonti rinnovabili consumata per trasporti, elettricità, riscaldamento e raffreddamento nel 2020, garantendo uno sviluppo equilibrato dei vari settori. Favorita la cooperazione con Stati membri e Paesi terzi su progetti comuni per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili, ricorrendo anche al coinvolgimento di operatori privati, così come l accelerazione delle procedure amministrative per la realizzazione di impianti e opere connesse per la produzione da fonti alternative. Il ddl regolamenta anche lo scambio di quote per l emissione di gas a effetto serra. Secondo la Direttiva 2009/29/CE, l 80% dei proventi della vendita all'asta di quote di emissione di gas a effetto serra deve essere utilizzato per sviluppare progetti industriali innovativi sulle energie rinnovabili, incentivare la cattura e lo stoccaggio sicuro di CO2 e finanziare la ricerca e lo sviluppo dell'efficienza energetica. Eolico. Il Programma dell EWEA 16 settembre L'EWEA, lobby dell'industria eolica europea, ha presentato alla Conferenza Europea dell'eolico Offshore di Stoccolma, il suo programma ventennale di sviluppo della griglia di trasmissione dell'energia elettrica nel Mare del Nord e in quello Baltico, quale elemento cardine per lo sviluppo dei parchi eolici offshore. Passo dopo passo nel piano EWEA viene analizzato l'approccio da seguire nel programmare le interconnessioni offshore nel nord est d'europa. Attualmente nell'area esistono già 11 reti operative ed altre 21 sono in costruzione, programmate, o allo studio degli operatori del sistema di trasmissione (Tso). Il settore industriale eolico propone la costruzione entro il 2020 di otto reti addizionali, che servirebbero ulteriormente: l'irlanda, la Gran Bretagna, il Belgio, la Danimarca, la Svezia, la Germania, la Polonia e la Norvegia. Per il 2030 altre sei nuove reti dovrebbero aggiungersi alle griglie esistenti, secondo il programma EWEA, con un importante collegamento tra le isole Shetland e la Norvegia e ulteriori connessioni tra Gran Bretagna, Belgio, Olanda e Danimarca. L'industria eolica sollecita la Commissione europea e gli operatori europei del sistema di trasmissione a tener conto del suo programma offshore. Sollecitazione che arriva, si sottolinea, in un momento chiave per la pianificazione della rete elettrica europea del futuro. Quest ultima richiede degli interventi, puntualizza il comparto industriale eolico, come dimostrano il programma dell'esecutivo Ue per tracciare lo sviluppo della rete europea del Mare del Nord,di cui si attende la pubblicazione, e lo sviluppo del piano decennale della rete, allo studio degli operatori europei del sistema di trasmissione che sono intenzionati a creare un mercato unico europeo in campo energetico.

2 Eolico. Il no del Molise all'impianto offshore 16 settembre ''Attiveremo tutte le possibilità in termini di ricorsi, garantite dal nostro ordinamento costituzionale, per scongiurare la realizzazione di un'opera simile'' ha ribadito il presidente del Molise, Michele Iorio (Pdl). Commentando il parere positivo della Via per l opera al largo delle coste molisane, Iorio ha detto: ''Ho già avuto modo di evidenziare l'assoluta contrarietà della Regione Molise alla realizzazione di questo impianto. Contrarietà - ha aggiunto - che avrei ribadito ancora una volta al ministro Prestigiacomo se mi avesse voluto riascoltare prima di firmare il provvedimento Via. Ad ogni modo - ha concluso - attiveremo tutte le possibilità, in termini di ricorsi, garantite dal nostro ordinamento costituzionale, per scongiurare la realizzazione di un'opera simile a pochi chilometri dalle nostre coste''. Secondo il progetto della società Effeventi di Milano, che dovrebbe realizzare l'opera, il parco eolico off-shore, primo del suo genere in Italia, dovrebbe sorgere al largo della costa molisana, di fronte alla costa di Petacciato, a cinque miglia dalle spiagge di Termoli e a un paio da quelle di Montenero di Bisaccia. Il parco, sarà composto da 54 torri alte 80 metri che si estenderanno su uno specchio d'acqua di 25milioni di metri quadrati della potenza complessiva di 162 megawatt e che produrranno energia elettrica per 450 milioni di chilowatt orari. Secondo le popolazioni dei centri interessati il parco eolico rappresenterà un grosso freno allo sviluppo turistico della costa molisana. Il gigantesco impianto, infatti, sorgerà nel tratto di costa più frequentato e incontaminato del litorale molisano. Sarà inoltre visibile tanto da Termoli che da Montenero di Bisaccia e comporterà l'interdizione di un vasto specchio d'acqua alla navigazione e alla pesca, cozzando con la presenza dei porti turistici. Nucleare. Una ricerca di Greenpeace mette a confronto un vecchio studio del Cnen con le carte del GIS 16 settembre Quella dell'atomo è una strada tutta in salita. A cominciare dall'indisponibilità degli enti territoriali ad ospitare i nuovi impianti di produzione di energia nucleare, passando per le difficoltà tecniche legate al territorio e per finire con i timori per la sicurezza che serpeggiano tra la popolazione. Alla luce degli studi già fatti e di quelli ufficiosi in corso emerge che i luoghi ideali sono quelli che rispondono a criteri base come il basso rischio sismico, la disponibilità d'acqua dolce e l'assenza di rischio idrogeologico. Uno studio del Cnen (Comitato nazionale per l'energia nucleare, poi trasformato in Enea) del 1970, risultato dell'analisi di varie carte tematiche, e l'elaborazione GIS per la localizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari (realizzata dalla "task force" creata ad hoc del ) danno buoni indizi per giungere all'individuazione dei siti "papabili". Dai due studi messi a confronto con le carte sismiche, da una ricerca di Greenpeace, emerge che le localizzazioni sono sempre le stesse: diverse zone della Sardegna (la piana di Oristano, la zona di Pula a sudovest di Cagliari, il delta del Flumendosa nella costa sudorientale, la foce del rio Mannu a Barisardo e la zona di Capo Comino a Siniscola), il Piemonte, il basso Salento, la Basilicata (in particolare Scanzano Ionico dove già si voleva realizzare il deposito unico nazionale per le scorie nucleari) e, dice Greenpeace, diverse aree costiere tra cui l'alto Lazio (dove vennero realizzati due reattori a Montalto di Castro). Ancora la Toscana e il delta del Po. Alcune aree sono state identificate anche nella Sicilia meridionale che, come è noto, presenta una delle maggiori sismicità del Paese. Inoltre molte di queste zone - vedi i siti sardi - sono quasi annualmente interessati da fenomeni alluvionali per le piogge torrenziali. Queste aree dovranno quindi essere riconsiderate anche sulla base dei cambiamenti climatici e della disponibilità di acqua (la portata del Po per esempio è notevolmente diminuita negli ultimi decenni), senza contare - sottolinea Greenpeace - che anche le aree costiere sono da considerarsi zone a rischio per effetto dell'innalzamento dei mari. Una criticità questa, dice lo studio, che riguarda tutto lo Stivale. Ecco perché l'italia non è minimamente adatta ad ospitare centrali nucleari. Ostacoli oggettivi davanti al governo, dunque, ai quali si aggiungono quelli di natura sociale e politica. Le regioni ad una ad una si sfilano e, tranne alcune porte socchiuse, solo portoni sprangati davanti alla svolta energetica del governo. Ad oggi, infatti, nessuna delle regioni interessate ha dato piena disponibilità, anche se la volontà degli enti territoriali è stata ridotta a pura consultazione da una decisione assunta dal legislatore che, lo scorso luglio, ha stabilito che il parere regionale non sarà vincolante laddove verrà contrapposto "l'interesse nazionale". La stessa Sicilia, che il Governo dava per assunta, non vuole essere coinvolta. "Con tutto il rispetto per i tecnici del ministero delle

3 Attività produttive - ha detto il governatore Lombardo -, abbiamo più volte ribadito le condizioni per la collocazione di centrali nucleari in Sicilia: assoluta sicurezza, notevole convenienza e pronuncia positiva delle popolazioni interessate". Fuori questione, quindi, come qualcuno aveva paventato, l'ipotesi di conversione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. La Sardegna, altra regione amica, non sembra essere da meno. Almeno stando alle dichiarazioni del governatore Ugo Cappellacci che, all'indomani dell'elezione a capo di una coalizione di centrodestra, sulla sua pagina di Facebook aveva scritto: "Dovranno passare sul mio corpo". No netto dunque, rafforzato anche da un patto con il Partito sardo d'azione che l'aveva preteso come condizione per l'alleanza elettorale. "Il presidente Berlusconi manterrà la promessa fatta", ha assicurato il governatore sardo nei giorni scorsi. Dall'altra regione indicata tra le "papabili", la Puglia, interviene Niki Vendola a sgombrare il campo dai dubbi sulla percorribilità di scelte energetiche diverse dalle rinnovabili: "Dovranno venire con i carri armati per imporre le centrali atomiche nella nostra regione". E così Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, che ricorda come la sua regione si trovi a monte del Po: un eventuale incidente - sostiene la governatrice - comprometterebbe l'economia di tutta la Pianura padana. "Il Piemonte punta sulle energie rinnovabili", ha aggiunto. Altro no categorico è arrivato anche da Vasco Errani: l'emilia Romagna è già impegnata "ancora, dopo molti anni" nella dismissione della centrale di Caorso, chiusa dopo il referendum dell''87. E così anche Lazio, Calabria e Toscana. Gli unici per i quali non ci sono pregiudizi verso il nucleare sono Formigoni e Galan. Comunque vada i tempi saranno lunghi, anzi lunghissimi, prima che una decisione definitiva in tema di energia atomica possa essere presa. Perché le regioni, stando ad una ricerca dell'eurispes dello scorso maggio, rispettano il volere della maggioranza della popolazione italiana che si dichiara ancora contraria al ritorno al nucleare o ad ospitare un eventuale sito unico di stoccaggio delle scorie. Senza contare che anche una buona parte di chi si dichiara favorevole, lo sarebbe solo a condizione che gli impianti non vengano realizzati a casa propria. Clima. Gli USA contro l effetto serra 16 settembre Il Ministero degli Interni americano ha annunciato la propria strategia per contrastare il riscaldamento climatico e rispondere ai cambiamenti da esso provocati. ''Il piano - ha spiegato il Ministro Ken Salazar - è finalizzato sia a studiare come il riscaldamento globale stia modificando il paesaggio nazionale, sia ad aiutare il paese a far fronte a questa nuova realtà''. Salazar sarà a capo di una nuova commissione per il cambiamento climatico, incaricata di coordinare le attività di otto diversi centri su tutto il territorio statunitense. Al fine di limitare il fenomeno, il Ministero studierà metodi per catturare l'anidride carbonica nel sottosuolo e per ridurre le emissioni di gas che provocano l'effetto serra. Ambiente Inquinamento acustico degli edifici. Un progetto italiano 16 settembre Il Ministero dell'ambiente, la Regione Lombardia e le Arpa Piemonte e Lombardia, l'università di Bologna, l'istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), le associazioni della filiera delle costruzioni (Ance, Andil, Anit, Anpae, Assobeton, Cna, Federlegno, Ucct, Uncsaal), le Associazioni dei tecnici acustici (Aia, Assoacustici), i laboratori di prova (Itc-Cnr, Cesi, Giordano, Modulo Uno, Inrim, Lapi), Firenze, Milano, Padova e Ferrara. La lunga lista contiene tutti gli organi che hanno collaborato assieme per più di 12 mesi, al progetto di rivalutazione e misurazione acustica degli edifici. La bioedilizia, infatti, oltre ad adottare tecniche di edificazione efficienti e poco impattanti per l'ambiente circostante, si sta accostando ad una nuova filosofia di costruzione che punta anche ad un importante riduzione dell'inquinamento acustico. Con il provvedimento in atto si cerca per tanto di rivedere il complesso delle norme vigenti in tema di requisiti acustici passivi degli immobili, i quali verranno qualificati attraverso l utilizzo di specifici criteri di classificazione acustica. Sarà questo, per coloro che usufruiranno degli stabili, un metro di valutazione delle peculiarità dell edificio, utile soprattutto per i costruttori, i progettisti, i proprietari e tutte le altre figure che sono coinvolte nel tipico svolgimento delle attività edilizia. I metodi utilizzati per la revisione ed il rilevamento potranno rifarsi alle informazioni contenute nelle norme serie UNI EN e nel rapporto tecnico UNI/TR che si propongono come vademecum alle norme serie UNI EN per la previsione delle prestazioni acustiche degli edifici. Regole e schemi prenderanno spunto dalle grandezze acustiche della regolamentazione vigente: in una prima fase

4 saranno così sottoposte a revisione, in base a determinati indici di valutazione, scuole, alberghi, luoghi di culto e centri commerciali, pensioni e residenze. Ciascuna costruzione verrà poi successivamente schedata secondo 4 classi, che indicheranno il livello di qualità acustica: Classe I le prestazioni saranno ottime; Classe II buone, Classe III di base e, infine, Classe IV per le prestazioni acustiche modeste. Sui rifiuti, intesa tra Regione Calabria e Ministero dell Ambiente 16 settembre Sarà firmato domani a Catanzaro, tra la Regione Calabria e il Ministero dell'ambiente, l'accordo per la caratterizzazione dell'area del cosentino dove sarebbero stati interrati rifiuti radioattivi. Lo ha annunciato l'assessore all'ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco al termine di un incontro, a Roma, con i vertici tecnici del Ministero dell'ambiente. ''Il ministero - ha detto Greco - ha preso impegni chiari per l'effettuazione di indagini sulle matrici dell'acqua e del suolo della collina dove si registrano livelli alti di radioattività. Il nostro obiettivo è avere certezze sui livelli di contaminazione. Il lavoro verrà svolto in stretto contatto con l'agenzia regionale per la protezione ambientale della Calabria e con l'assessorato. Un mondo pieno di rifiuti elettronici è la denuncia dell ONU 16 settembre E' emergenza rifiuti con lavatrici, frigoriferi, computer, stampanti, cellulari. Tonnellate di rifiuti elettronici solo in parte riciclabili. Ogni anno se ne producono 40 milioni di tonnellate, una quantità con cui si potrebbe riempire una fila di camion della spazzatura lunga metà dell'equatore. Sono i dati forniti da Ruediger Kuehr, dell'università delle Nazioni Unite, che ha affrontato il problema dei rifiuti elettronici in occasione del R'09 Twin World Congress in corso a Davos. Rifiuti. Desolante la situazione siciliana. La Commissione bicamerale competente sbarca in Sicilia 16 settembre ''La gestione dei rifiuti in Sicilia versa in condizioni di assoluta precarietà. Sta emergendo in particolare un quadro desolante, impensabile in altre parti d'italia, quanto alle attività di prevenzione e controllo, oltre che alla programmazione, che spetterebbero alla pubblica amministrazione''. E' quanto si legge in una nota del parlamentare della Lega Nord Giovanni Fava, relatore, sul caso Sicilia, dei lavori della Commissione bicamerale d'inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti. La Commissione ha iniziato ieri la sua missione di tre giorni sull'isola con l'audizione dei magistrati e delle forze dell'ordine, mentre oggi verranno sentiti i rappresentanti delle istituzioni regionali. ''E' di tutta evidenza - sottolinea Fava - che l'inaffidabilità del sistema socio-economico locale, accompagnata da ulteriori condizionamenti ambientali, rende difficile per le imprese che fanno ciclo industriale dei rifiuti, l'investimento in Sicilia. Mi pare significativo quanto si sta verificando proprio in queste ore con il fallimento delle procedure per la realizzazione dei termovalorizzatori''. Certificati verdi. Norvegia e Svezia si mettono insieme 16 settembre 2009 Norvegia e Svezia hanno firmato un accordo per sviluppare un sistema comune di sostegno finanziario per la produzione di energia da fonti rinnovabili. L'obiettivo è di introdurre dal 2012 un mercato comune basato sul sistema dei "certificati verdi". Il sistema prevede degli incentivi alle società produttrici di energia per ogni kwh generato da fonti rinnovabili (eolico, solare, idroelettrico e biomasse), da finanziare tramite un supplemento di costo pagato dagli utenti sulle bollette. L'accordo, per ora definito solo a grandi linee, è stato firmato dal Ministro svedese dell'energia, Maud Olofsson, e dal suo omologo norvegese Terje Riis-Johansen. I dettagli saranno messi a punto nei prossimi due anni, prima del varo del nuovo sistema di incentivazione. La base per gli accordi sarà costituita dagli obiettivi che i due Stati intendono fissare per le fonti rinnovabili. La Svezia, infatti, che è membro della UE, ha in programma di aumentare la propria produzione di energia verde fino a 25 miliardi di kwh l'anno entro il Inoltre, ha avviato un proprio sistema di certificati verdi già dal La Norvegia invece, che non è membro della UE, non ha un proprio

5 sistema di certificati verdi e deve ancora definire i propri obiettivi sulle rinnovabili, cosa che avverrà anche in relazione all'esito delle trattative in corso con l'unione Europea. In ogni caso si prevede che l'accordo apra la strada a consistenti investimenti in fonti rinnovabili in entrambi i Paesi. Fotovoltaico. A Varese convegno di Anter 16 settembre Si è tenuto a Varese, il convegno Il fotovoltaico in Italia, una realtà. L incontro, promosso da Anter (Associazione nazionale tutela energie rinnovabili), Collegio dei geometri, Collegio dei periti industriali della provincia di Varese, EAS Italia e in collaborazione con le riviste Speciale on-line e Speciale Ambiente, ha affrontato il tema dell utilizzo dell energia solare sotto diversi punti di vista: tecnico, per gli installatori di pannelli fotovoltaici e politico/economico sottolineando la diffusione in Italia dell energia solare e quali siano le opportunità che un economia a trazione verde può riservare, in particolare se legata all innovazione. L innovazione è stata al centro dell intervento di Enrico Flavio Giangreco, responsabile della Commissione Economia Energetica di Anter, che ha posto l accento sul fattore strategico del fotovoltaico, in particolare se unito alle altre forme di energia rinnovabile. I numeri delle energie rinnovabili, a livello europeo, danno uno spaccato importante per l economia e il lavoro. Sono infatti oltre 400mila le persone impiegate in questo settore, anche se in Italia, rispetto alle decine di migliaia impiegate in Germania, Spagna e Danimarca ci si ferma a 1700 impiegati nel fotovoltaico e circa tremila nel solare termico. La conferma della crescita del settore avviene anche considerando il numero degli impianti che oggi sono installati. Roberto Bulegato, chairman dell incontro, ha citato questi numeri, indicando una crescita in tutta Italia che ha nella Puglia e non più nella Lombardia, la regione trainante. La Lombardia segna dunque il passo, anche se si conferma seconda, mentre è proprio la provincia di Varese a essere in controtendenza rispetto all andamento regionale. Nei soli primi 7 mesi dell anno si è avuto un impennata del 400% del numero di impianti installati, portando la provincia a contare oltre 3000 kw installati. L incontro ha poi preso in esame le diverse tipologie di impianti installabili sui tetti di casa o delle aziende, mettendo in evidenza il risparmio economico che gli incentivi del conto energia garantiscono e ha in seguito posto l accento sul progetto Piemonte Fotovoltaico, un esempio di innovazione e di come le istituzioni possano sostenere lo sviluppo del settore. Piemonte Fotovoltaico nasce dall unione di due progetti preesistenti. Uno a Torino: Diecimila tetti fotovoltaici ; uno a Vercelli: Vercelli Provincia Fotovoltaica. Le banche che hanno aderito al progetto hanno previsto un plafond di 50 milioni di euro di finanziamenti e l assegnazione di questi avviene con la mediazione di Piemonte Fotovoltaico. Il cittadino che desidera aderire manda una richiesta via web a cui segue un analisi di prefattibilità, una di fattibilità tecnica e una economica fino a quando non viene presa la decisione di installare un impianto in casa propria. A quel punto avviene la richiesta di finanziamenti e l assegnazione a un numero variabile di aziende installatrici partner del progetto dell incarico di redigere dei preventivi. Alla partenza dei lavori, l istituzione piemontese si fa garante della qualità del lavoro, anche penalizzando le aziende se in ritardo nei lavori o manchevoli in altre fasi, e soprattutto, caso unico in Italia, garantisce per 5 anni il risultato solare, cioè la resa prevista nelle analisi di fattibilità è garantita per il primo lustro di vita dell impianto. Il settore si presenta quindi attivo, in grado di sviluppare numeri interessati e interessanti prospettive non solo per l ambiente, ma anche a livello economico e lavorativo. Clima. Convegno ad Assisi 16 settembre ''Natura Vivente: comprendere i cambiamenti e le loro cause''. Questo il titolo del convegno svoltosi ieri ad Assisi, organizzato dall'accademia delle Scienze e dal Sacro Convento nell'ambito della Giornata Internazionale dell'ambiente, che ha raccolto esperti e religiosi per un confronto sul clima ed i suoi cambiamenti. Ad aprire i lavori padre Giuseppe Piemontese, Custode del Sacro Convento il quale ha sottolineato come ''il fatto che abbiate scelto questo luogo significativo per la presenza delle spoglie mortali e la memoria viva di San Francesco, può esservi di aiuto nel cercare risposte alle domande sui ''cambiamenti e le loro cause', alcune delle quali già

6 individuate dal Santo di Assisi''. Franco Prodi direttore dell'istituto di Scienze dell'atmosfera e del Clima del Cnr di Bologna ha evidenziato che occorre ''rendersi conto che la conoscenza e quindi la ricerca deve tornare al primo posto in tutti i Paesi del mondo e deve riconoscersi relazionalmente per arrivare a risultati che portino, nel giro di 2 o 3 decenni almeno, a delle previsioni che consentano di decidere non più solamente sul principio di precauzione ma su delle certezze''. Di rendere ecologicamente compatibile nel medio-lungo periodo il trasporto, ha parlato Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato. ''Le Ferrovie dello Stato sono protagoniste del nuovo Patto per l'ambiente - ha detto Moretti - l'accordo siglato il 7 luglio scorso dal Governo e da 11 grandi imprese italiane con l'obiettivo di contenere, entro il 2012, le emissioni di CO2 per oltre 600 tonnellate l'anno, di incrementare la produzione energetica da fonti rinnovabili e ottimizzare la gestione dei rifiuti. Il Patto conferma l'impegno del Gruppo a proseguire nella politica di contenimento dei consumi energetici e di realizzazione di investimenti strutturali finalizzati ad una prospettiva eco-compatibile. Una scelta che ha già condotto, negli ultimi anni, ad importanti risultati andati ben oltre gli obiettivi. Più importante ancora - ha proseguito Moretti - il contributo delle FS per una significativa inversione di tendenza nel sistema della mobilità in Italia, chilometri di binari della nuova rete AV/AC Torino-Salerno, che sarà completata a dicembre, al servizio del 65% della popolazione italiana e del ''policentrismo'' del nostro sistema urbano e la possibilità di sottrarre oltre il 75% dei viaggiatori al trasporto aereo e stradale, con conseguente riduzione dell'inquinamento ambientale e dei consumi energetici''.

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