GLI ITALIANI CONOSCONO IL LORO IO FUTURO?

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1 GLI ITALIANI CONOSCONO IL LORO IO FUTURO? COME LA CAPACITÀ DI PROIETTARSI NEL FUTURO INFLUENZA LE SCELTE FINANZIARIE DI OGGI E LA REALIZZAZIONE DEI PROPRI PROGETTI FUTURI.

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3 Quaderno di ricerca UBI Pramerica Gli italiani conoscono il loro Io futuro? Come la capacità di proiettarsi concretamente nel futuro influenza le scelte finanziarie di oggi e la realizzazione dei propri progetti futuri. Gennaio 2015

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5 PREMESSA Premessa a cura di Andrea Pennacchia, Amministratore Delegato e Direttore Generale UBI Pramerica SGR. Tutti noi viviamo le profonde trasformazioni economiche e sociali che, a livello nazionale e globale, stanno cambiando il nostro presente e, soprattutto, cambieranno il nostro futuro e quello dei nostri familiari. Per questo motivo e per guardare con serenità e fiducia al proprio futuro è sempre più importante per ciascun individuo pensare già oggi al proprio domani e fare per tempo scelte finanziarie consapevoli e ben informate. Ma guardare al futuro per programmare e indirizzare al meglio le scelte di oggi non è affatto facile. Pensare al proprio benessere di qui a molti anni richiede, infatti, la capacità di proiettarsi su un orizzonte temporale di lungo periodo e di individuare oggi le necessità e gli obiettivi personali e familiari futuri, che molto spesso sono indistinti e non semplici da quantificare. Questa limitata capacità di programmazione, implicita nella natura umana, ci porta a pensare al futuro più lontano in modo generico e a non riuscire in modo immediato a tradurre in concreti obiettivi finanziari quei generici obiettivi personali, come ad esempio un futuro sereno o il benessere dei propri figli, che ognuno di noi spontaneamente desidera realizzare. Tutti noi sappiamo che guardare al futuro e saper pianificare per realizzarlo è molto importante, ma non facile. È per questo motivo che UBI Pramerica, partendo dai più recenti studi di finanza comportamentale e dall ampio bagaglio di esperienza del nostro partner Prudential*, ha voluto dar vita a questo nuovo quaderno di ricerca, per verificare quali siano le barriere che ognuno di noi incontra nell immaginare il proprio Io futuro e per trovare le soluzioni che possano aiutarci a superarle. In tal modo UBI Pramerica vuole essere, ancora una volta, al fianco dei risparmiatori e delle famiglie italiane per aiutarle, per il tramite dei propri collocatori, ad acquisire consapevolezza sul futuro e a prepararsi ad affrontare oggi, con serenità, le sfide di domani, stimolando una riflessione sui meccanismi comportamentali che possono aiutarle a migliorare la propria capacità di programmazione finanziaria e ad attivare comportamenti di risparmio e di investimento virtuosi orientati ai progetti di vita di lungo periodo. * Pramerica Financial è il marchio utilizzato da Prudential Financial, Inc. (USA) in determinati Paesi al di fuori degli Stati Uniti e non ha alcun legame con Prudential Plc, società con sede nel Regno Unito. Andrea Pennacchia, Aministratore Delegato e Direttore Generale UBI Pramerica 5

6 SINTESI DEI RISULTATI GLI ITALIANI CONOSCONO IL LORO IO FUTURO? COME LA CAPACITÀ DI PROIETTARSI NEL FUTURO INFLUENZA LE SCELTE FINANZIARIE DI OGGI E LA REALIZZAZIONE DEI PROPRI PROGETTI FUTURI. UBI Pramerica ha intervistato un campione rappresentativo di italiani, uomini e donne nella fascia di età compresa tra 30 e 65 anni, appartenenti alle fasce reddituali più alte della popolazione italiana, per esplorare la loro capacità di proiettarsi nel futuro e valutare come tale capacità influenzi i processi decisionali alla base della realizzazione dei propri progetti di vita di lungo periodo. Immaginare il futuro è tra le attività più attraenti e gratificanti su cui la nostra mente possa concentrarsi. Gli italiani intervistati esprimono proprio questa spontanea proiezione verso il futuro: il 95% del campione, infatti, dichiara di pensare al proprio futuro. Tuttavia, per 7 persone su 10 pensare al proprio futuro è importante ma al contempo difficile, principalmente per le incertezze che caratterizzano il contesto economico e sociale attuale oltre che per la difficoltà di fare oggi scelte economiche che sortiranno i propri effetti nel futuro. 6 95% DEGLI ITALIANI INTERVISTATI PENSA AL PROPRIO FUTURO E VI ASSOCIA GENERALMENTE SENSAZIONI POSITIVE

7 1 10 su SOLO 1 INTERVISTATO SU 10 RIESCE A IMMAGINARE CONCRETAMENTE IL PROPRIO IO FUTURO E A FOCALIZZARE TUTTI I PROPRI PROGETTI Quello che gli intervistati chiedono maggiormente al proprio domani, probabilmente anche per l influenza del contesto economico attuale, è rappresentato da un generico bisogno di autonomia e sicurezza, prevalentemente in ambito finanziario. La percezione spontanea di futuro non va oltre un idea non ben definita, alla quale si associano generalmente sensazioni positive. Alla richiesta di immaginare la propria giornata tipo fra anni, solo 1 intervistato su 10 riesce a calarsi concretamente nella quotidianità, a immedesimarsi e a pensare con la testa del proprio Io futuro. 7

8 6su10 VA PER 6 INTERVISTATI SU 10 IL FUTURO NON OLTRE I 10 ANNI Inoltre, la quasi totalità del campione fatica a proiettarsi oltre orizzonti temporali brevi. 3 intervistati su 10 considerano come futuro massimo i prossimi 5 anni e 6 su 10 non vanno oltre i 10 anni. Solo 1 rispondente su 10 si riesce a immaginare su un orizzonte di 20 anni o più. Considerata l età del campione e l aspettativa di vita attuale è evidente come in tutte le fasce di età esista una significativa porzione del proprio domani che appare indistinta e poco chiara. Il non vedere il futuro con concretezza e nella sua totalità porta con sé, come immediata conseguenza, una certa difficoltà a individuare con chiarezza progetti e bisogni: mentre i progetti più vicini nel tempo sono più visibili, quelli lontani sono difficili da mettere a fuoco. Per quasi il 60% degli intervistati poter assicurare un adeguato standard di vita futuro ai figli e a se stessi sono due assolute priorità, seguite dall attenzione alla pensione integrativa. Per i progetti più chiari, 7 intervistati su 10 dichiarano di aver già attivato comportamenti di risparmio e investimento che ne garantiscono la necessaria copertura economica. Tuttavia, se portati a ragionare concretamente sul proprio domani, gli intervistati riconoscono in maniera più decisa sia l importanza di alcuni progetti sia l esistenza di altri che non avevano considerato prima e per i quali è necessaria un adeguata copertura economica. Fra i più citati si rilevano il desiderio di trasferirsi in una località più adatta alle necessità future, l acquisto di una casa, l ampliamento di un attività imprenditoriale, l andare in pensione anzitempo, la possibile necessità di supportare i genitori in età avanzata o di essere autonomi con l avanzare degli anni. 1su2 SOLO 1 INTERVISTATO SU 2 È IN GRADO DI QUANTIFICARE L IMPATTO ECONOMICO DEI PROGETTI FUTURI Se accompagnati in un esplorazione più profonda sulle risorse economiche necessarie alla propria realizzazione nel futuro, 1 intervistato su 2 dichiara di non saperle quantificare e anche fra coloro che si ritengono preparati si rileva uno scostamento significativo fra le cifre medie dichiarate e gli importi effettivamente necessari. Questo scostamento diviene palese ai rispondenti stessi che, a seguito di adeguate riflessioni e approfondimenti, nell 87% dei casi realizza che con la propria pianificazione attuale (il generico risparmio per imprevisti e necessità o per mantenere il tenore di vita) potrà realizzare solo una parte di quanto ha in mente. Solo il 7% ritiene che riuscirà a soddisfare tutte le proprie necessità. 8

9 8su10 8 PERSONE SU 10 SONO PROPENSE A RIVEDERE IL PROPRIO APPROCCIO PROGETTUALE CON SUPPORTI CONCRETI E PROFESSIONALI 6su10 6 INTERVISTATI SU 10 SI DICHIARANO PRONTI A RADDOPPIARE I PROPRI RISPARMI DOPO AVER PRESO COSCIENZA DEL PROPRIO IO FUTURO Il 90% del campione dichiara di risparmiare per il futuro proprio e della propria famiglia almeno il 5% del reddito familiare attuale, e tra questi 1 su 2 riesce ad accantonare tra il 5% e il 15%. Solo il 5,4% sceglie di non risparmiare, principalmente perché tende a procrastinare o perché preferisce spendere oggi. Quando l Io futuro diventa più chiaro e i progetti e le risorse necessarie diventano più evidenti, i rispondenti si interrogano sulla correttezza del proprio approccio progettuale. La presa di coscienza dell impatto economico del futuro stimola un incremento nella propensione al risparmio in 8 intervistati su 10; in particolare, 6 persone su 10 sono disposte ad accantonare per il proprio futuro almeno il doppio di quanto già risparmiano. La quasi totalità degli intervistati concorda sul fatto che la proiezione di se stessi nel futuro porta a riflettere sull adeguatezza degli attuali comportamenti di risparmio e sull allocazione ottimale delle risorse per i progetti futuri, sull esistenza di piani di risparmio di lungo termine che li possano aiutare a concretizzare i propri piani in futuro. Per il 74% del campione diviene chiara l importanza di modificare il proprio atteggiamento di risparmio e investimento in ottica futura e per 1 su 2 è urgente farlo fin da subito. Il focus sul futuro fa emergere il valore dell accumulazione grazie alla quale anche gli obiettivi più sfidanti appaiono più raggiungibili. Con l aiuto di esempi concreti 1 rispondente su 2 diviene infatti più confidente nel poter accumulare cifre importanti attraverso versamenti periodici anche di piccoli importi. I rispondenti riconoscono la difficoltà a progettare e programmare il proprio futuro economico per l esistenza di barriere oggettive, ma allo stesso tempo comprendono la possibilità di superarle. Infatti 1 persona su 2 dichiara che ragionare e pianificare per il lungo termine è più semplice se si dispone sia di strumenti di simulazione adeguati sia dell aiuto di professionisti. I primi aiutano a quantificare e definire il valore dei progetti e del risparmio nel tempo, i secondi, attenti ai comportamenti finanziari dei risparmiatori, li stimolano verso una progettualità concreta e li orientano nelle scelte di investimento di lungo termine. 9

10 GLI ITALIANI INTERVISTATI HANNO A CUORE IL PROPRIO FUTURO E VI ASSOCIANO GENERICAMENTE SENSAZIONI POSITIVE. TUTTAVIA FANNO FATICA A PENSARE AL PROPRIO IO FUTURO E A PROIETTARVISI CONCRETAMENTE. Chi non ha mai provato a immaginare il futuro? La curiosità nei confronti di quello che succederà a noi e intorno a noi è comune e radicata nel tempo, genera sentimenti differenti, incertezza e timore, ma anche speranza e desiderio di realizzare importanti progetti. Oltre il 95% degli italiani intervistati pensa genericamente al proprio futuro e lo immagina come un momento indefinito, di cui ha una vaga percezione e a cui associa delle sensazioni positive, nonostante le incertezze che contraddistinguono il momento attuale. Questo futuro immaginario rappresenta il desiderio di serenità, di libertà, del buon vivere, in cui ci si raffigura liberi da pensieri e preoccupazioni. A pensare con maggior frequenza al futuro sono soprattutto le fasce d età più giovani all interno del campione, in particolare gli intervistati fra i 35 e i 49 anni. OLTRE IL 95% DEGLI ITALIANI INTERVISTATI PENSA GENERICAMENTE AL PROPRIO FUTURO 1 INTERVISTATO SU 10 RIESCE A STACCARSI DA UN PENSIERO GENERICO DI FUTURO E A PENSARE CON LA TESTA DEL PROPRIO IO FUTURO Che cosa è il futuro per gli intervistati? Solo 1 intervistato su 10 riesce a staccarsi da un pensiero generico di futuro e a pensare con la testa del proprio Io futuro. Meno della metà del campione intervistato (43%) riesce a pensare anche solo in parte alla propria giornata tipo fra anni. In effetti, per 3 intervistati su 10 futuro significa i prossimi 5 anni o addirittura domani, per 6 intervistati su 10 il futuro non va oltre i 10 anni (percentuale che sale a 7 persone su 10 nella fascia d età tra i 30 e i 40 anni) e solo 1 su 10 arriva a pensare a 20 anni o più. 10

11 PER 3 INTERVISTATI SU 10 FUTURO SIGNIFICA I PROSSIMI 5 ANNI O ADDIRITTURA DOMANI Questa percezione di futuro è trasversale sull intero campione, vale a dire che l orizzonte futuro dichiarato è slegato dall età di chi lo esprime. Se pensiamo però all aspettativa di vita oggi in Italia, che è pari in media a 82 anni, emerge che il campione non sembra vedere il futuro nella sua interezza, evidenziando un gap di almeno 10 anni di futuro non considerati, gap che aumenta considerevolmente al decrescere dell età dei rispondenti, arrivando a superare i trenta anni per il campione d età più giovane. Oggettivamente è difficile proiettarsi nel lungo periodo, vedere interamente il proprio futuro. Tuttavia un esercizio di immedesimazione può aiutare ad allungare il proprio orizzonte temporale di riferimento, come emerso nell approfondimento esperienziale effettuato da UBI Pramerica, grazie al quale un gruppo di persone guidate da un esperto ha preso progressivamente confidenza con il proprio io invecchiato. Inoltre, per 7 rispondenti su 10 pensare al proprio Io futuro è importante - con un importanza dichiarata pari a 7 su una scala da 1 a 10 - ma difficile, principalmente per le incertezze che caratterizzano il contesto economico e sociale attuale (61,8%) e per la difficoltà di fare oggi scelte economiche che avranno effetto nel futuro (52,4%). PER 7 RISPONDENTI SU 10 PENSARE AL PROPRIO IO FUTURO È IMPORTANTE MA DIFFICILE IN SINTESI. Gli italiani intervistati pensano al proprio futuro e lo ritengono importante. La percezione di futuro è tuttavia limitata sia in termini di durata sia di progettualità: esiste un futuro più distante che non viene concretamente messo a fuoco, perché si è più ancorati al presente o perché lo si ritiene complesso. 11

12 GLI INTERVISTATI HANNO PROGETTI IMPORTANTI PER IL PROPRIO FUTURO, MA NON SONO PIENAMENTE CONSAPEVOLI DELLE RISORSE ECONOMICHE CHE QUESTI PROGETTI RICHIEDONO. INOLTRE, SOLO SE SOLLECITATI, RICONOSCONO DI AVERE ULTERIORI NECESSITÀ FUTURE CHE HANNO UN IMPATTO ECONOMICO AL QUALE È IMPORTANTE PREPARARSI PER TEMPO. I PROGETTI E LE NECESSITÀ DI LUNGO TERMINE SONO NUMEROSI MA NON SEMPRE BEN DELINEATI NELLA MENTE DEI RISPONDENTI. FIGURA 1 PRINCIPALI PROGETTI ED ESIGENZE FUTURE ASSICURARE UN ADEGUATO SUPPORTO AI FIGLI (ISTRUZIONE, CASA, SALUTE) MANTENERE IL MIO TENORE DI VITA ATTUALE 59,2% 58,6% Quali progetti hanno gli intervistati per il futuro? E qual è il progetto più importante per ciascuno di loro? Riconoscono che avranno necessità future a cui pensare? In maniera spontanea 2 intervistati su 3 indicano almeno un progetto importante, ma forniscono risposte generiche, orientate sia alla sfera personale sia familiare: stabilità e tranquillità economica, figli, casa e vacanze. Tuttavia, se sollecitati, gli intervistati riconoscono in maniera più decisa l importanza di alcuni progetti e necessità specifiche di lungo termine a cui non avevano pensato. Il desiderio di poter mantenere lo standard di vita è ben presente nella mente e nelle risposte degli intervistati, che quasi nel 60% dei casi indicano tale elemento come priorità, sostanzialmente al pari della volontà di supportare i figli, pensando per loro ai migliori livelli di educazione, a una casa e alla loro salute. DISPORRE DI UNA PENSIONE INTEGRATIVA GARANTIRMI UN ADEGUATA ASSISTENZA DOMICILIARE IN ETÀ AVANZATA TRASFERIRMI IN UNA LOCALITÀ PIÙ ADATTA ALLE MIE ESIGENZE ASSICURARE UN SUPPORTO ADEGUATO AI MIEI GENITORI 40,9% 37,7% 35,3% 27,2% 12

13 Infine, viene riconosciuta, tra le altre, la necessità di un flusso di reddito futuro per poter disporre di un adeguato sostegno in età avanzata per se stessi o per i genitori. Per i tre progetti identificati come i più importanti (supporto ai figli, mantenimento del tenore di vita e pensione integrativa) 7 intervistati su 10 dichiarano di aver già attivato comportamenti atti a garantirne la necessaria copertura economica. In effetti il campione conferma la propensione al risparmio che caratterizza la popolazione italiana. 9 persone su 10 fra quelle intervistate, infatti, dichiarano di risparmiare per il futuro proprio e della propria famiglia almeno il 5% del reddito familiare e 1 su 2 fra queste posiziona la quota destinata al risparmio fra il 5% e il 15% del proprio reddito. Chi, invece, dichiara di poter risparmiare ma di non farlo indica tra le principali barriere la tendenza a procrastinare e la gratificazione immediata, confermando che si preferisce spendere oggi per sé piuttosto che accantonare per anni per il proprio Io futuro, un estraneo nel quale non ci si identifica. Ciò dimostra la difficoltà che si incontra nel riconoscere e valorizzare il beneficio di poter consumare di più in futuro grazie a una miglior allocazione nel tempo delle proprie risorse complessive. Tra coloro che dichiarano di mettere da parte per il proprio futuro la principale motivazione di risparmio è costituita dal mantenimento del tenore di vita (30%), a cui seguono il far fronte a imprevisti (23%) e il supporto ai figli (20%), vale a dire i progetti indicati come principali. 2 INTERVISTATI SU 3 DICHIARANO SPONTANEAMENTE DI AVERE ALMENO UN PROGETTO IMPORTANTE PER IL FUTURO 6 INTERVISTATI SU 10 INDICANO COME PRIORITÀ ASSOLUTE: MANTENERE LO STANDARD DI VITA NEL TEMPO E ASSICURARE UN ADEGUATO SUPPORTO AI FIGLI IN SINTESI. Con un esercizio di immedesimazione nel proprio Io futuro si riconosce una progettualità più ampia di quella che emerge in modo spontaneo: l atteggiamento di risparmio attuale alla base della realizzazione futura è compromesso da un insieme di barriere, psicologiche o comportamentali, quali il procrastinare o il non indirizzare correttamente le risorse disponibili. 13

14 SI RISPARMIANO CIFRE IMPORTANTI E PER I PROGETTI RITENUTI PRINCIPALI, SENZA PERÒ AVERE UNA PIENA CONSAPEVOLEZZA DELLE RISORSE NECESSARIE ALLA REALIZZAZIONE DI TALI PROGETTI. Solo un ristretto numero di rispondenti è consapevole dell impatto economico sottostante la realizzazione dei propri progetti e il soddisfacimento dei propri bisogni futuri. Oltre il 50% degli intervistati, infatti, non sa quantificare la cifra necessaria per le proprie esigenze future. Questa difficoltà aumenta in corrispondenza dei progetti più lontani nel tempo, con un picco del 70% tra coloro che desiderano andare in pensione anzitempo. OLTRE IL 50% DEGLI INTERVISTATI NON SA QUANTIFICARE LA CIFRA NECESSARIA PER LE PROPRIE ESIGENZE FUTURE 14 Anche tra chi dichiara di saper quantificare, le cifre medie indicate per i diversi progetti sono modeste, lontane dagli effettivi impegni necessari, e potrebbero quindi non consentire il pieno raggiungimento di quanto prefissato. Pensione integrativa, assistenza domiciliare ma anche tenore di vita: le cifre indicate come sufficienti per coprire i bisogni e le esigenze future sembrano adeguate per un orizzonte temporale ridotto, di 3 o 5 anni al massimo. Tuttavia i rispondenti, dopo aver fatto un esercizio concreto di quantificazione del valore economico sottostante a ciascuno dei progetti dichiarati ed essere stati posti di fronte alla domanda diretta circa la sostenibilità dei propri obiettivi di lungo termine, si mostrano disposti a un cambio di atteggiamento. Capiscono che la realizzazione dei progetti e il soddisfacimento delle esigenze future non potranno avvenire se non a fronte di un cambiamento nel comportamento di risparmio. IN SINTESI. Nonostante comportamenti di risparmio virtuosi, si rileva la difficoltà a definire le risorse effettivamente necessarie alla re alizz azio ne di c ias cu n p ro ge tto e d e me rge co me la m anc an z a di u n a pianificazione adeguata possa compromettere il soddisfacimento di bisogni futuri.

15 L INSIEME DELLE SCELTE FINANZIARIE DI OGGI NON SEMBRA ESSERE PIENAMENTE COERENTE CON I PROGETTI FUTURI. TUTTAVIA DI FRONTE A GRANDI OBIETTIVI CRESCONO LA MOTIVAZIONE A UNA MIGLIORE PIANIFICAZIONE E LA PROPENSIONE AL RISPARMIO. La maggior consapevolezza acquisita grazie a esercizi di immedesimazione e confronto con gli altri fa si che l 87% degli intervistati comprenda che riuscirà a realizzare soltanto una parte di quanto ha in mente per il futuro; il 6% del campione addirittura vede sfumare integralmente tutti i progetti poiché, alla luce della quantificazione delle risorse economiche necessarie, ritiene che non sarà in grado di realizzarne nessuno. L 87% DEGLI INTERVISTATI COMPRENDE CHE RIUSCIRÀ A REALIZZARE SOLTANTO UNA PARTE DI QUANTO HA IN MENTE PER IL FUTURO La presa di coscienza dell impatto economico stimola anzitutto in maniera evidente l incremento della propensione al risparmio, trasversalmente per tutte le fasce d età dei rispondenti: 8 su 10 dichiarano una buona propensione a incrementare la quota destinata al risparmio e di questi 1 su 2 manifesta una propensione alta, pari o superiore a 7 in una scala da 1 a 10. Tale tendenza è più evidente nella fascia di età compresa tra 30 e 45 anni. Inoltre, il 60% dei rispondenti si mostra disponibile ad accantonare almeno il doppio di quanto già risparmia e solo il 3% del campione non ha cambiato opinione circa la propria attitudine al risparmio. IL 60% DEI RISPONDENTI SI MOSTRA DISPONIBILE AD ACCANTONARE ALMENO IL DOPPIO DI QUANTO GIÀ RISPARMIA Queste evidenze numeriche confermano i test esperienziali condotti negli Stati Uniti da Prudential e in Italia da UBI Pramerica. Una maggior connessione mentale con il proprio Io futuro, attraverso un esperimento di ipnosi collettiva nel caso di Prudential, e con un focus group intensivo nel caso di UBI Pramerica, ha fatto si che i partecipanti vedessero sé stessi nel futuro non come un estraneo ma come un familiare, inducendoli a essere meglio informati circa le conseguenze future di una decisione presa oggi e aumentando in tal modo la motivazione verso il risparmio per il domani. Gli esperimenti condotti hanno inoltre dimostrato come gli intervistati esprimano in modo naturale e spontaneo una percezione di maggiore semplicità e fiducia nella possibilità di accumulare in modo graduale nel tempo somme importanti. L orizzonte temporale, infatti, contribuisce ad alterare la percezione della capacità di risparmio. 15

16 Se il risparmio è affrontato a piccoli passi anche somme importanti nel lungo termine appaiono raggiungibili. In funzione dell età, ai rispondenti è stato chiesto di dare un giudizio di fattibilità in merito alla possibilità di risparmiare somme considerevoli in un ampio lasso temporale (da 15 a 30 anni) oppure dilazionate su intervalli molto più corti (anno, mese, giorno): le cifre ipotizzate nei diversi orizzonti temporali erano sostanzialmente equivalenti sotto il profilo finanziario e differivano solo in quanto viste alternativamente in unica soluzione o a rate. Ciò che risulta dall esperimento è che la percezione della capacità di risparmio di una determinata cifra in un unica soluzione in 20 o 30 anni è inferiore a quanto percepito se la stessa cifra è riportata su base di risparmio giornaliero, mensile o annuale. Considerando, ad esempio, tra i rispondenti la fascia di età tra i 30 e 45 anni e come obiettivo quello di accantonare euro in 30 anni 1 persona su 2 tra quelle che inizialmente reputano difficile risparmiare la cifra complessiva cambia idea quando gli si propone la stessa cifra declinandola su base mensile o giornaliera. Su sollecit azione e con esempi conc reti diviene quindi più manifesta la necessità di un comportamento di risparmio proattivo: il 74% degli intervistati riconosce l importanza e l urgenza di risparmiare in ottica futura e 1 su 2 si mostra pronto a iniziare fin da subito, in particolare nella fascia d età anni. 16 IL 74% DEGLI INTERVISTATI RICONOSCE L IMPORTANZA E L URGENZA DI RISPARMIARE IN OTTICA FUTURA E 1 SU 2 SI MOSTRA PRONTO A INIZIARE FIN DA SUBITO Di fronte a questo atteggiamento proattivo e responsabile verso il risparmio, a cosa pensano di attingere gli intervistati per accumulare a piccoli passi nel lungo termine? Modificare oggi il proprio standard di vita per finanziare un progetto futuro è sicuramente difficile, ma ci sono alcune voci di spesa che più di altre potrebbero contribuire al reperimento delle risorse necessarie per importanti progetti. Tra le spese ricorrenti che il campione si dichiara disposto a limitare ci sono le cene fuori casa (41%) e gli abbonamenti alla Pay Tv (33%), seguiti dal caffè/colazione al bar (29%), dall abbigliamento (29%) e dalle sigarette (28%).

17 FIGURA 2 DOPO QUESTE RIFLESSIONI, QUALE AFFERMAZIONE RITIENI PIÙ ADERENTE AL TUO ATTEGGIAMENTO NEI CONFRONTI DEL RISPARMIO PER IL FUTURO? 26,6% 23,7% 18,9% 4,5% 26,4% INIZIERÒ A RISPARMIARE DI PIÙ IL PRIMA POSSIBILE INIZIERÒ A RISPARMIARE DI PIÙ IMMEDIATAMENTE AVREI DOVUTO COMINCIARE PRIMA A RISPARMIARE DI PIÙ DOVREI FARLO, MA NON SO SE LO FARÒ NON CAMBIERÒ IL MIO ATTEGGIAMENTO DI RISPARMIO IN SINTESI. Una riflessione concreta sulla molteplicità dei progetti futuri, sul relativo impatto economico e sulle risorse effettivamente disponibili, genera una maggior fiducia nella possibilità e nella capacità di progettare al meglio il futuro familiare: pianificare per il futuro appare più semplice, soprattutto una volta definiti gli obiettivi e i piccoli passi per raggiungerli. Emerge quindi l intenzione di allocare al meglio le proprie risorse e di accantonare, sin da subito, ancora di più di quanto già viene fatto. 17

18 RIFLETTERE SUL PROPRIO IO FUTURO AIUTA A PRENDERE COSCIENZA DEI PROPRI OBIETTIVI DI LUNGO TERMINE E A SUPERARE, CON IL SUPPORTO DI STRUMENTI ADEGUATI, LE BARRIERE CHE NE OSTACOLANO LA REALIZZAZIONE. Proiettato nel lungo termine e con il proprio Io futuro divenuto più familiare e vicino, la maggior parte del campione concorda su una serie di affermazioni circa il proprio atteggiamento per il futuro. 9 intervistati su 10 si dichiarano d accordo sul fatto che la proiezione di loro stessi nel futuro suggerisce loro di interrogarsi sull esistenza di piani di risparmio che possano aiutarli a realizzare i progetti e a soddisfare le necessità future. 8 rispondenti su 10 dopo aver pensato con la testa del proprio Io futuro concordano sull allocazione delle proprie risorse finanziarie e sull adeguatezza del proprio comportamento di risparmio attuale alla luce dei progetti di lungo termine propri e della propria famiglia. L indagine ha anche stimolato oltre 7 intervistati su 10 a riflettere su desideri ed esigenze future che prima non avevano considerato. Per superare le barriere psicologiche e cognitive che possono ostacolare la comprensione delle tematiche del risparmio di lungo periodo finalizzato a coprire specifiche necessità future, i rispondenti dichiarano importante e utile disporre di un insieme di supporti. 18

19 FIGURA 3 AVER PENSATO A ME STESSO NEL FUTURO... 88,1%... MI HA FATTO INTERROGARE SULL ESISTENZA DI PIANI DI RISPARMIO/ INVESTIMENTO CHE MI POSSANO AIUTARE A REALIZZARE I MIEI PROGETTI/SODDISFARE LE MIE NECESSITÀ FUTURE.... MI HA FATTO INTERROGARE SULL ALLOCAZIONE DELLE MIE RISORSE FINANZIARIE E SU COME POTREI GESTIRLE AL MEGLIO. 82,4% 79,5%... MI HA FATTO INTERROGARE SULL ADEGUATEZZA DEL MIO COMPORTAMENTO DI RISPARMIO E SUL FATTO CHE IL MIO ATTEGGIAMENTO DI RISPARMIO ATTUALE POTREBBE NON CONSENTIRE LA REALIZZAZIONE DEI MIEI PROGETTI FUTURI. 73,8%... MI HA FATTO RIFLETTERE SU DESIDERI ED ESIGENZE FUTURE CHE PRIMA NON AVEVO CONSIDERATO. 67,7%... MI HA FATTO INTERROGARE SULLA NECESSITÀ DI UN SUPPORTO PROFESSIONALE PER LA CORRETTA PIANIFICAZIONE DEL RISPARMIO. PER APPROFONDIRE IL TEMA DEL RISPARMIO DI LUNGO PERIODO FINALIZZATO ALLA REALIZZAZIONE DEI PROGETTI FUTURI 1 INTERVISTATO SU 2 INDICA COME VEICOLI PREFERENZIALI IL PROFESSIONISTA DEGLI INVESTIMENTI O SIMULATORI 1 intervistato su 2 indica come veicoli preferenziali il potersi consultare con un professionista degli investimenti o simulatori che consentono di valutare diversi comportamenti di risparmio, utili a superare i timori di effettuare scelte sbagliate ed evitare di ripetere esperienze negative passate. Anche confrontarsi con familiari e amici su queste tematiche e raccogliere le loro esperienze e conoscenze rappresenta un importante punto di riferimento per oltre il 44% dei rispondenti. 19

20 Ulteriori stimoli e aiuti per rivedere i propri comportamenti finanziari sono rappresentati da strumenti che possano aiutare a capire concretamente i propri bisogni futuri, avere informazioni più chiare e trasparenti sulle tematiche e sugli strumenti di pianificazione finanziaria. FIGURA 4 QUALI SUPPORTI RITIENI UTILI PER APPROFONDIRE IL RISPARMIO DI LUNGO PERIODO PER REALIZZARE I PROGETTI FUTURI? 50,2% 49,9% 44,3% 29,2% 29,1% 20,2% 19,5% UN SIMULATORE CHE MI CONSENTE DI VALUTARE DIVERSI COMPORTAMENTI DI RISPARMIO UN CONSULTO CON UN PROFESSIONISTA L ESPERIENZA DI FAMILIARI O AMICI INFORMAZIONI SUI SITI DI BANCHE E SGR MANUALI DI FACILE COMPRENSIONE E UTILIZZO EVENTI DEDICATI (SEMINARI, CONVEGNI, FIERE) CORSI ON-LINE DI PIANIFICAZIONE FINANZIARIA IN SINTESI. Esiste una difficoltà oggettiva, umana, a focalizzarsi concretamente sul proprio futuro per l esistenza di un insieme di barriere che è però possibile abbattere. Immedesimarsi nel proprio Io futuro aiuta ad avvicinarsi concretamente ai propri progetti e bisogni. Il proprio futuro economico, se affrontato per tempo, a piccoli passi e con l adeguato supporto di professionisti e di strumenti di simulazione diventa più distinto, chiaro e sostenibile. In questo modo è possibile fare scelte finanziarie oggi, consapevoli e ragionate, che permettono di mantenere nel tempo il proprio tenore di vita e di scegliere sempre il meglio in ogni momento futuro per sé e per i propri familiari. 20

21 LA METODOLOGIA TO MI BG BS RM FIGURA I PROVENIENZA GEOGRAFICA NA BA MILANO 20% BERGAMO/BRESCIA 15% TORINO 15% ROMA 20% NAPOLI 15% BARI 15% FIGURA II SESSO 52% UOMINI 48% DONNE 13% 13% 24% 23% 15% 12% FIGURA III ETÀ 21

22 72% 20% FIGURA IV PROFESSIONE IMPIEGATO A TEMPO PIENO LAVORATORE AUTONOMO 8% IMPIEGATO PART-TIME 31% COMMERCIO 28% INDUSTRIA 26% PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 6% ARTIGIANATO 6% BANCHE E ASSICURAZIONI 2% 1% AGRICOLTURA ALTRO FIGURA V SETTORE DI IMPIEGO Nel mese di novembre 2014, UBI Pramerica ha intervistato italiani, residenti in centri urbani dislocati in diverse regioni del Paese. Lo studio ha riguardato un campione diversificato comprendente uomini e donne nella fascia d età anni, con un reddito netto mensile del nucleo familiare superiore a euro. I partecipanti risultavano al momento occupati con un impiego a tempo pieno, part-time o un attività autonoma in un ampia varietà di settori. L indagine è stata realizzata con il supporto di TNS ITALIA, primaria società di ricerca indipendente attiva su scala internazionale, che ha curato la rielaborazione dei dati. I grafici riguardanti le caratteristiche demografiche dei partecipanti sono riportati in questa sezione. Il margine di errore per i risultati specificati a livello di campione totale (n=1.001) è pari a +/-3% (intervallo di confidenza: 95%). I risultati della ricerca vengono riportati a scopo puramente informativo. 22

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