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1 D.g.r. 7 febbraio 2005 n. 7/20467 Progetto quadro per la sperimentazione di un modello organizzativo-gestionale per i Gruppi di Cure Primarie (GCP) in associazionismo evoluto ed integralo in attuazione del PSSR LA GIUNTA REGIONALE Visto il d.lgs. n. 502/92 recante: «Riordino della disciplina in materia sanitaria» e s.m.i; Vista la legge regionale 11 luglio 1997 n. 31 «Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali» e s.m.i. ed in particolare l art. 12, comma 12, che così recita: «Sono favorite ed incentivate a livello distrettuale sia la medicina di gruppo che, in generale, le forme di associazione e cogestione tra medici, volte ad estendere e qualificate le offerte di assistenza medica primaria, secondo linee guida o protocolli di favorevole rapporto costo-benefici»; Richiamati: il Piano Sanitario Nazionale , approvato con d.p.r. del 23 maggio 2003, con il quale viene posto tra gli obiettivi prioritari la realizzazione di un processo di riordino attraverso il quale garantire, con il supporto del medico dell assistenza sanitaria di base, un elevato livello di integrazione tra i diversi servizi sanitari e sociali mediante un processo teso a fornire»... la realizzazione di percorsi assistenziali integrati, l intersettorialità degli interventi, unitamente al conseguente riequilibrio di risorse finanziarie e organizzative in rapporto all attività svolta tra l ospedale e il territorio a favore di quest ultimo»; il «Piano socio-sanitario regionale », approvato con d.c.r. n. VII/0462 del 13 marzo 2002, che richiama la necessità di un modello di cure primarie che faccia corrispondere continuità e variabilità dei bisogni del paziente con una maggiore elasticità della risposta assistenziale del sistema favorendo «l integrazione organizzativa dei percorsi assistenziali intraospedalicri ed extraospedalieri e la formulazione di profili di cura, imperniati sul potenziamento delle cure primarie, particolarmente nella gestione delle patologie croniche, comprendenti nuove modalità di interlocuzione e strumenti di governo dei casi», nonché «l introduzione di modelli organizzativi e gestionali innovativi, al fine di delineare forme di continuità assistenziale e forme alternative al ricovero per la gestione territoriale dell utente»; Richiamato l art. 40 del d.p.r. 270/2000 ((Accordo Nazionale per i Medici di medicina generale» che disciplina lo sviluppo di forme associative tra i Medici di Medicina Generale, ritenute strumento per il raggiungimento degli obiettivi di qualità ed appropriatezza dell assistenza e che consentono il passaggio dalla pratica ambulatoriale individuale alla medicina di gruppo che rappresenta un processo di progressivo avvicinamento dei Medici di medicina di base alle dinamiche del Distretto e ad una maggiore integrazione con l attività ospedaliera; Atteso che, con il «Piano socio-sanitario regionale », la Regione Lombardia intende favorire l associazionismo a livello di Medicina Generale, incentivando la costituzione di Gruppi delle Cure Primarie (GCP) quali unità elementare di offerta integrata di competenze mediche, infermieristiche, riabilitative e specialistiche di primo livello; Dato atto che: con l accordo regionale sul «Governo Clinico», allegati n. 5 e 6 della d.g.r /2003, tra Regione Lombardia e OO.SS. Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta sottoscritta in data 25 maggio 2004, al fine di consentire il finanziamento dei progetti di partecipazione al «Programma delle attività distrettuali», veniva costituito un apposito fondo di ,00 totali, all interno delle risorse aggiuntive regionali,

2 fermo restando la possibilità di sperimentazioni su programmi condivisi a livello aziendale; con l accordo regionale per la Medicina di famiglia per gli anni 2002/2003, sottoscritta in data 17 gennaio 2003, veniva impegnata, sul fondo d incentivazione, una quota parte di ,00 per «la sperimentazione in tema di gruppi delle cure primarie con l integrazione dei medici di medicina generale, infermieri, terapisti della riabilitazione, specialisti», attraverso i quali realizzare l erogazione ambulatoriale integrata di cure primarie e attività specialistiche di primo livello secondo modalità definite a livello aziendale; Ritenuto opportuno procedere, al fine di garantire l avvio e lo sviluppo dei livelli di integrazione e delle sinergie tra i medici di medicina generale e gli altri medici e le figure professionali operanti nell ambito sanitario, alla costruzione di un modello assistenziale da applicare in via sperimentale e che consenta di valutare, al termine della sperimentazione, le sue caratteristiche, la sua funzionalità ed i risultati raggiunti; Valutato inoltre necessario che nella sperimentazione dovranno essere previsti gli indicatori di qualità cd economici, la modalità di remunerazione delle figure coinvolte e, in particolare, i meccanismi di controllo della spesa sanitaria indotta dalla forma associata, in rapporto alla spesa storica per i pazienti assistiti dalla forma associativa stessa; Preso atto della proposta di progetto quadro di associazionismo medico «Sperimentazione di un modello organizzativo-gestionale per i Gruppi di Cure Primarie (GCP) in associazionismo evoluto ed integrato)) elaborata dalla la Direzione Generale Sanità, attraverso la Struttura Progetti Qualità e Associazionismo Medici di Famiglia e la Unità Organizzativa Rete Servizi e Emergenza Urgenza; Rilevato che il progetto sopraindicato è conforme alle indicazioni del Piano socio sanitario regionale ; Ritenuto pertanto di approvare il progetto di che trattasi di cui all allegato 1 (Allegato 1), quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, in quanto strumento idoneo a realizzare, in via sperimentale, forme associative che consentano la governance dell attività prescrittiva, anche specialistica di primo livello e la piena integrazione tra le associazioni costituite e le strutture sanitarie pubbliche o private accreditate a contratto, attraverso lo scambio di relazioni ed informazioni del paziente in cura con una diretta partecipazione ed assunzione del ruolo di responsabilità dell associazione e della ASL nel processo di miglioramento continuo della qualità nell erogazione delle prestazioni a livello territoriale; Evidenziato peraltro che nell attuazione del progetto sperimentale dovrà comunque essere garantita la continuità del rapporto di fiducia medico/paziente; Ribadito inoltre che dovrà essere garantita la libera scelta dell assistito nei confronti delle strutture sanitarie che erogano prestazioni con oneri a carico del Servizio sanitario regionale, in quanto le prestazioni erogate dalla forma associata si pongono in concorrenza con tali strutture sanitarie; Ritenuto di impegnare, per la realizzazione della sperimentazione, euro settecentocinqtiantamila/00 ( ,00), sul capitolo esercizio 2005, quale quota parte delle risorse aggiuntive regionali per la medicina generale; Ravvisata inoltre l opportunità di delegare la Direzione Generale Sanità, Struttura Progetti Qualità e Associazionismo Medici di Famiglia con la collaborazione dell Unità Organizzativa Rete Servizi ed Emergenza Urgenza, all adozione dei successivi atti necessari per la piena attuazione del progetto sperimentale quali, in particolare: - l individuazione delle AA.SS.LL. lombarde, in cui attuare il progetto sperimentale; - l individuazione delle branche specialistiche da inserire nel modello sperimentale, che tenga conto della zona geografica di realizzazione del progetto e dei dati storici epidemiologici relativi ai pazienti in carico ai medici di medicina generale che parteciperanno alla sperimentazione; - l individuazione degli indicatori di processo e di esito che verranno utilizzati per la valutazione dei risultati; - l adesione al progetto quadro delle Aziende Sanitarie Locali;

3 - la condivisione delle AA.SS.LL. dei contenuti e delle fasi operative dei sottoprogetti specifici, attuativi del «Progetto Quadro», la cui realizzazione è affidata alle singole AA. SS.LL.; Ritenuto di procedere alla pubblicazione del presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia e sul sito web della Direzione Generale Sanità; Vagliate e fatte proprie le suddette motivazioni; a voti unanimi espressi nelle forme di legge Delibera Per le motivazioni espresse nella premessa del presente provvedimento, che qui s intendono integralmente riportate: 1. di approvare il Progetto Quadro «Sperimentazione di un modello organizzativogestioflale per i Gruppi di Cure Primarie (GCP) in associazionismo evoluto ed integrato» di cui all allegato 1) («Allegato 1»), parte integrante del presente provvedimento, con lo scopo di realizzare in via sperimentale forme associative innovative di Medicina generale integrate con infermieri, terapisti della riabilitazione, medici specialisti; 2. di garantire, anche nell ambito della sperimentazione sia la libera scelta dell assistito nei confronti delle strutture che erogano prestazioni sanitarie per il servizio sanitario regionale, sia il mantenimento del rapporto di fiducia medico/paziente, così come questo si è andato costruendo in questi anni; 3. di delegare la Direzione Generale Sanità, attraverso la Struttura Progetti Qualità e Associazionismo medici di Famiglia in collaborazione con la Unità Organizzativa Rete Servizi e Emergenza Urgenza, all adozione dei successivi atti necessari per la piena attuazione del progetto sperimentale quali, in particolare; l individuazione delle AA.SS.LL. lombarde, in cui attuare il progetto sperimentale; l individuazione delle branche specialistiche da inserire nel modello sperimentale, che tenga conto della zona geografica di realizzazione del progetto e dei dati storici epidemiologici relativi ai pazienti in carico ai medici di medicina generale che parteciperanno alla sperimentazione; l individuazione degli indicatori di processo e di esito che verranno utilizzati per la valutazione dei risultati; l adesione al «progetto quadro» delle Aziende Sanitarie Locali la condivisione delle AA.SS.LL. dei contenuti e delle fasi operative dei sottoprogetti specifici, attuativi del «Progetto Quadro», la cui realizzazione è affidata alle singole AA. SS.LL.; 4. di precisare che il progetto ha la durata di tre anni de-correnti dalla data di approvazione del sottoprogetto attuativo; 5. di impegnare, per la realizzazione della sperimentazione, euro settecentocinquantamila/oo ( ,00), sul capitolo esercizio 2005, quale quota parte delle risorse aggiuntive per i medici di medicina generale; 6. di stabilire che, l assegnazione e la successiva erogazione della quota parte d incentivazione verrà disposta con provvedimento della Direzione Generale Sanità, secondo criteri dalla stessa definiti e verificato lo stato d attuazione dei sotto-progetti specifici; 7. di provvedere alla pubblicazione del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia e sul sito web della Direzione Generale Sanità. Il segretario: Sala PROGETTO QUADRO ALLEGATO 1)

4 «Sperimentazione di un modello organizzativo-gestionale per i Gruppi di Cure Primarie (GCP) in associazionismo evoluto ed integrato» Premessa L organizzazione territoriale determinata dalla l.r. n. 31/97 ha facilitato il ricorso dei pazienti alle strutture di cura di secondo livello, mettendo in discussione le modalità di controllo degli accessi. La caratteristica assunta dai medici di medicina generale, non unici prescrittori del sistema, ha causato una ormai radicata modalità assistenziale che tende a non far uscire il paziente dalle strutture di secondo livello. una volta che ne sia stata indotta la circuitazione da parte di chi ne ha disposto il primo accesso. Ciò ha determinato il fenomeno che ha visto il medico specialista passare da puro consulente della medicina di primo livello, a professionista che gestisce in modo continuativo il paziente inviatogli, comportando l impossibilità di governo diretto della domanda territoriale di cura da parte del medico di famiglia. Obiettivo del progetto Si intendono realizzare, attraverso la condivisione sinergica delle risorse disponibili, forme associative sperimentali che offrano al paziente attività più complesse di quelle fino ad ora previste dalle convenzioni, con le seguenti finalità: completezza della prevenzione, diagnosi e cura di primo livello con priorità per patologie di maggior volume epidemiologico; processo di qualità delle cure; continuità delle cure territorio ospedale territorio; governo della domanda delle cure di primo livello. Attori Medici di famiglia; ASL competente per territorio; Enti Locali; Organizzazioni Sindacali (O0.SS.) di categoria; Ordine dei medici; Medici referenti delle Unità operative ospedaliere/ ASL; Direzione Generale Sanità Regione Lombardia Struttura Progetti Qualità e Associazionismo medici di famiglia e U.O. Rete dei servizi e emergenza urgenza. Campo di intervento Almeno 5 medici di famiglia erogatori di prestazioni in sede Centrale per almeno il 30% della loro attività complessiva, unitamente a specialisti consulenti per il primo livello di diagnosi e cura; il restante 70% dell attività dei medici di famiglia verrà eseguito da ogni medico associato nel proprio studio. Progetto attuativo Organizzazione del territorio da attuarsi in modo che vengano garantiti all utenza i seguenti principi fondamentali delle prestazioni: Completezza e integrazione; ovvero ristabilire la relazione e il collegamento operativo tra medici di primo livello e specialisti consulenti al fine di offrire attività di diagnosi e cura più complesse e significative rispetto a quelle di primo livello attualmente previste dalle Convenzioni. Qualità; poiché nel sistema lombardo nessun erogatore è abilitato ad operare con oneri a carico del SSN se non è accreditato, si rende necessario un percorso di accreditamento anche per la forma associata in funzione dei requisiti strutturali legati alle prestazioni erogabili. Continuità; poiché la continuità delle prestazioni rappresenta il fondamento del processo di un sistema sanitario di qualità, si rende utile introdurre nel sistema esistente di rete anche l attività assistenziale delle Associazioni di Medici di Famiglia, fra i medici di famiglia e quelli di secondo livello. Fasi di intervento

5 La Direzione Generale Sanità, avvalendosi della collaborazione della propria struttura Progetti qualità e associazionismo medici di famiglia e della collaborazione dell Unità Organizzativa Rete servizi e emergenza urgenza, intende attivare nell ambito di una o più Province da individuarsi, l istituzione sperimentale di Associazioni col fine di realizzare il progetto attuativo sopra descritto. È previsto che l Associazione eroghi le seguenti prestazioni: 1. Prestazioni di medicina generale secondo quanto previsto dagli Accordi Collettivi Nazionali e dagli Accordi Regionali Aziendali, compresi i servizi esternalizzati dalla ASL sulla base di specifici accordi. 2. Prestazioni di continuità assistenziale nelle ore notturne e nei giorni festivi, che andranno a sostituirsi a quello che oggi è il servizio di competenza ASL; in tal senso l Associazione si avvarà della collaborazione specialistica di medici esterni al gruppo associativo, ma in questo resi operativi, segnalati dalla ASL ed individuati nel rispetto delle norme contenute negli Accordi Collettivi Nazionali. Verrà redatta una «Carta dei Servizi erogabili preventivamente autorizzata dalla ASL che contenga le seguenti informazioni: n. telefonico da contattare in caso di necessità durante ore notturne e nei giorni festivi e prefestivi; informazioni di base su come comportarsi di fronte a emergen se sanitarie; informazioni su come utilizzare in modo corretto il n. telefonico unico per emergenze-urgenze Erogazione di prestazioni specialistiche associative (visite, esami diagnostici non invasivi) individuate sulla base dei volumi epidemiologici degli assistiti in carico e comunque entro il limite di quattro specialità nel rispetto delle seguenti disponibilità logistiche: Attrezzature e presidi medico chirurgici necessari allo svolgimento dell attività. Documentazione approvata dalla ASL nel quale si dia notizia all utenza dei servizi specialistici offerti. Protocolli operativi ad uso interno condivisi tra medici di medicina generale associati e specialisti operativi all interno dell Associazione, sui percorsi diagnostico-terapcutici da attivare per le patologia più frequenti, e sulle modalità di condivisione delle informazioni sui pazienti in cura, nel rispetto dei protocolli di procedura ISO 2000 compatibili. Detti protocolli devono essere aggiornati semestralmente per la correzione dei risultati non conformi agli standard indicati dalla Regione Lombardia e dall ASL, e nell ambito del continuo miglioramento della qualità; eventuali implementazioni della forma associativa devono essere condivise e validate dalla ASL. I medici impegnati nell Associazione devono garantire lo svolgimento di prevenzione, monitoraggio e cura, oltre alle relative campagne di educazione alla salute a favore dei propri assistiti per la prevenzione di almeno due tra le patologie più comuni, concordate con ASL, Enti locali, locali e Regione Lombardia, oggetto di incentivazione per obiettivi raggiunti annualmente. I medici impegnati nelle prestazioni sopra elencate svolgeranno attività libero professionale secondo accordi stipulati liberamente e direttamente dall Associazione stessa. In prima scelta l Associazione stessa potrà contrarre rapporti collaborativi, prioritariamente con medici specialistici ambulatoriali indicati dall ASL. Le prestazioni specialistiche rese saranno fatturate dall Associazione alla ASL competente per territorio con le modalità già in uso per la specialistica ambulatoriale. Le ASL definirà il volume di prestazioni erogabili nell associazione, tenendo conto anche dei dati storici ed epidemiologici relativi ai pazienti interessati. Risultati attesi «Governance» dell attività prescrittiva, anche specialistica di primo livello, che viene delegata, in sede contrattuale all interno dell Associazione, solo a quei medici di medicina generale e specialisti che sono impegnati nell attività di continuità assistenziale

6 garantendo la libertà di scelta del cittadino verso strutture pubbliche o private accreditate a contratto, Piena integrazione tra le Associazioni e le strutture pubbliche o private accreditate a contratto attraverso lo scambio di relazione e informazioni sui pazienti in cura. In tal senso l Associazione dovrà prendere contatto con le strutture presenti sul suo territorio di competenza provvedendo, entro 6 mesi dall inizio dell attività, alla stesura di un protocollo operativo che preveda, previa validazione da parte della ASL: Individuazione del medico referente di U.O. nella struttura ospedaliera. Spazi e momenti di incontro tra i medici responsabili delle U.O. ospedaliere, medici dell Associazione e specialisti operativi da dedicare all audit sulle patologie trattate. Miglioramento continuo della qualità dei protocolli procedurali. Modalità di accesso nei reparti ospedalieri dove risultino ricoverati pazienti in carico, e modalità di consultazione della cartella clinica da parte dei medici associati e relativi specialisti operanti nell Associazione e nelle U.O. Intervento richiesto «Governance» del processo associazionistico da parte della Regione Lombardia; diretta partecipazione e responsabilità lei processo di miglioramento continuo della Qualità da pare della ASL e dell Associazione. Finanziamento Da parte della Regione Lombardia contributo per la fase di start-up per importo stabilito, per l anno 2005, in accordo con le ASL, con le e le Associazioni dei Medici di Medicina Generale, in ,00, quale fondo d incentivazione, nell ambito del finanziamento delle risorse aggiuntive regionali. Da parte dell ASL, l impegno economico è a carico del Budget di distretto per la parte inerente costi ed oneri aggiuntivi di legge per il personale in organico dedicato all Associazione e per gli specialisti ad essa dedicati. Requisiti minimi richiesti Le forme associative interessate dovranno impegnarsi a presentare alla ASL di competenza territoriale apposita istanza al raggiungimento dei possesso dei seguenti requisiti: I Essere dotata di una Sede Unica Ambulatoriale comune agli associati e degli ambulatori di ogni medico associato in rete funzionale. 2 Essere costituita da almeno cinque medici di famiglia. 3 Essere costituita da un numero di medici di medicina generale il cui carico assistenziale complessivo sia di almeno assistiti. 4 Il Personale che effettua prestazioni finalizzate a prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e assistenza infermieristica, svolta in struttura o a domicilio, dovrà possedere i requisiti previsti per l esercizio delle professioni sanitarie. 5 Le attività dell Associazione devono essere svolte prevalentemente (almeno 2/3 dell orario di apertura dell ambulatorio) su appuntamento e l Associazione deve essere dotata degli strumenti idonei alla prenotazione (telefono, fax, sito internet, spazio interno alla struttura).

7 6 Definizione delle modalità di accesso delle urgenze durante le ore di apertura della struttura. 7 I medici impegnati nell Associazione devono prestare la propria opera anche nei confronti di pazienti in carico ad altri medici dell Associazione qualora ciò si rendesse necessario (disponibilità dichiarata). 8 I medici impegnati nell Associazione devono essere dotati di sistema informatico che consenta loro di condividere le informazioni e che sia compatibile con il Sistema informatico sanitario Regionale (5158 compatibile). 9 L associazione deve garantire il rispetto del debito informatico per contenuti e modalità definito dalla Regione Lombardia, e l utilizzo di Cartella Clinica elettronica SISS compatibile. Inoltre, le forme associative interessate dovranno dichiarare la propria disponibilità ad adeguare la Sede Unica Ambulatoriale ai seguenti requisiti strutturali: 1 Presenza garantita di almeno il 30% dei medici aderenti durante le ore di apertura. 2 Presenza in struttura di almeno I infermiere e i impiegato amministrativo. 3 Spazi comuni, strutture e servizi, adeguati allo scopo per cui sono preposte. 4 Il numero delle sale visita deve essere superiore alla metà dei medici che partecipano all Associazione. 5 Studi medici dedicati all attività specialistica, per evitare l occupazione di spazi destinati alla medicina generale. 6 Disponibilità di servizi igienici destinati al pubblico separati da quelli dei medici. 7 Disponibilità di strumentazioni minime indispensabili per l esercizio della medicina generale, per la specialistica di primo livello da esercitarsi e per situazioni di emergenza o di primo soccorso, secondo le indicazioni della ASL di competenza; strumentazioni necessarie all erogazione delle vaccinazioni facoltative. 8 Disponibilità delle strumentazioni necessarie per lo sviluppo di screening preventivi qualora la ASL ne affidi all Associazione l incarico. Tempi e metodi di realizzazione Si presuppone una prima fase in cui la Associazione stipulerà con la ASL territorialmente competente, in accordo con le 00.SS, e su indirizzo della Direzione Generale della Sanità della Regione Lombardia, un contratto nel quale vengono definite sia per qualità che per quantità le attività da svolgersi da parte dell Associazione e la relativa modalità di retribuzione, nonché gli obiettivi soggetti ad incentivazione economica. Nel contratto dovranno essere definite le modalità di controllo e gli indicatori di processo di esito dei miglioramento della qualità delle cure dei pazienti in carico. Durata del progetto Tre anni dalla data di approvazione del sottoprogetto attuativo. Criticità Necessità di un percorso formativo per l attività dei medici associati e specialisti sul progetto associazionismo; acquisizione dei consenso della ASL e diretta responsabilità di partecipazione al progetto; acquisizione del consenso sindacale delle categorie di personale coinvolto nell iniziativa;

8 acquisizione del consenso dei medici specialisti e stipula dell eventuale convenzione con le Aziende sanitarie. Punti di forza Consenso ed interesse espresso dai medici di famiglia intervistati; implementazione metodologica operativa sanitaria; miglioramento continuo della qualità di diagnosi e cura; riduzione dei costi produttivi impropri; incentivazione al raggiungimento degli obiettivi di qualità e di contenimento dei costi; riconoscimento della pratica di educazione continua professionale. Fattibilità Adesione e consenso operativo della ASL, delle e della Associazione dei Medici di Famiglia a livello aziendale. Definizione dei Budget di distretto e del Capitolo di spesa Regionale. Compatibilità ISO/Vision.

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