I CENTRI TERRITORIALI DI EDUCAZIONE PERMANENTE di Augusta Marconi

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1 I CENTRI TERRITORIALI DI EDUCAZIONE PERMANENTE di Augusta Marconi Se l offerta formativa integrata tra università, scuole ed agenzie di formazione professionale, favorita da Governo e Regioni, potrà rispondere alle necessità formative dei lavoratori e delle aziende, un punto di riferimento è costituito dai Centri Territoriali Permanenti, istituiti con Ordinanza Ministeriale n. 455 del 29 luglio del 1997, che rispondono ad una diversa logica rispetto a quella che ha governato precedentemente le attività dell EdA, compresa quella che ha sostenuto l avvio e lo sviluppo delle 150 ore. I CTP rappresentano l insieme dei servizi e delle attività di istruzione e di formazione degli adulti presenti su un territorio di dimensione distrettuale. L Ordinanza stravolge il concetto tradizionale di EdA fornendo le basi per una formazione di tipo Europeo; cerca di rispondere alle sfide poste da un mondo in rapido cambiamento. Il XXI secolo è caratterizzato dallo spostamento dell occupazione dall industria ai servizi, dalla ripida globalizzazione del mercato e dell informazione, dall importanza del possesso di conoscenze e delle capacità nella produzione e nei terziario. Cresce la domanda di alta qualificazione professionale contemporaneamente a quella di nuove conoscenze e competenze. Oggi una carriera progressiva ha bisogno non solo di esperienza, ma anche di un processo di formazione continua, per una qualificazione a tutti i livelli, con il fine di favorire sia la frequenza degli utenti, sia lo scambio di esperienze legate a diversi ambienti 1. L O.M. lascia chiaramente intendere la rottura con schemi, impostazioni e modalità di stampo scolastico, per una nuova e larga apertura sul territorio e sulla comunità. Infatti l art. 3 esplicita: I Centri promuovono la domanda, la valutano e predispongono adeguate risposte ad essa. Nella maggior parte delle province italiane si sono costituiti i Comitati Tecnici, con il compito d istituire a loro volta i CTP per l istruzione e la formazione in età adulta. Tali centri nascono sui precedenti corsi serali e delle 150 ore assorbendoli al loro interno; svolgono compiti ampi: Sviluppo di attività di educazione permanente Studio del territorio, delle sue risorse, delle possibilità occupazionali che esso offre La novità della suddetta Ordinanza è quella che prevede le attività da svolgere: la loro realizzazione chiama in causa enti, associazioni ed istituzioni presenti sul territorio; vengono anche ampliati gli 1 Cosimo Scaglioso (a cura di), L officina di vulcano, FA.Re Formazione, IRRE Toscana. 1

2 obiettivi che prima si limitavano al recupero scolastico. In proposito si parla di [ ] recupero e sviluppo di competenze strumentali, culturali e relazionali idonee ad un attiva partecipazione alla vita sociale [ ] e di [ ] educazione in età adulta, considerata come elemento propulsore della crescita personale, culturale, sociale ed economica di tutti i cittadini, che si struttura in attività finalizzate all arricchimento culturale [ ]. I Centri per l EdA hanno visto aprirsi due fronti per la formazione degli adulti rispetto a specifiche esigenze: da un lato la richiesta di proseguire percorsi di studio di livello medio-alto, dall altro la formazione d ingresso per i cittadini stranieri e per i migranti, offrendo loro formazione primaria e inserimento sociale, nell ottica di un approccio educativo mirato ad accogliere e integrare. In tal senso si è riusciti ad applicare alcuni indirizzi della Conferenza Unificata del 2000 (conquista, da parte degli stranieri, di un identità sociale ed inserimento sociale contemporaneo a quello lavorativo), grazie alla realizzazione, da parte dei CTP, di progetti di accoglienza e formazione linguistica potenziati da quelle politiche sociali più avanzate e dai piani di zona che hanno avviato osservatori, centri di ascolto e programmi d integrazione tra vari attori sociali (Comuni, Comunità Montane, Province, G.A.L. (Gruppi di Azione Locale), Centri per l Impiego, ASL, associazioni ed organizzazioni sindacali, enti bilaterali, il mondo delle imprese, i CTP, gli I.R.R.E., le Università) 2. Ancora l O.M., art. 1 comma 5, prevede che le attività possono essere dislocate anche in sedi diverse da quelle scolastiche, messe a disposizione dai partner pubblici e privati. I CTP hanno sempre come responsabile il dirigente scolastico dell istituto in cui hanno sede, che ha la possibilità di avvalersi del personale docente (della scuola dell obbligo) messo a disposizione dal provveditorato agli studi, del personale ATA e degli operatori messi a disposizione da altri soggetti pubblici o in convenzione da altri istituti o, ancora, assunti con contratto d opera. Il dirigente scolastico conosce il territorio su cui opera e, in collaborazione con altre figure professionali coinvolte, ha collegamenti con gli Enti Locali e sovracomunali, che agevolano la creazione di reti partenariali; dunque può facilmente consentire di promuovere attività e servizi per gli adulti. La costituzione dei Centri Territoriali Permanenti apre una serie di importanti innovazioni: l educazione permanente (EP) si può sviluppare attraverso l integrazione scuola-territorio che vede il coinvolgimento e il raccordo tra gli enti, le istituzioni pubbliche e private, la formazione professionale e tutte le altre realtà presenti; 2 Augusta Marconi (a cura di), Scenari educativi interculturali, Accoglienza Lingua Intercultura nei sistemi educativi, CTP di Avezzano (AQ). 2

3 il titolo di studio, anche superiore, non è più in grado da solo di garantire il posto di lavoro. Importante risulta l apertura di percorsi educativi a tutti coloro che desiderano entrare in formazione, indipendentemente dal titolo di studio posseduto; i percorsi educativi devono rispondere alle esigenze di ogni singolo utente tenendo in considerazione non solo i bisogni culturali di ciascuno, ma anche i tempi ed i ritmi di apprendimento individuale; i Centri guardano ai bisogni della persona come cittadino, come chi ha il diritto di vivere in piena dignità la propria vita, lontano da ogni tipo di strumentalizzazione e/o di emarginazione. Gli operatori di tali Centri, per svolgere il proprio compito, devono programmare attività che hanno come punto di riferimento le risorse del territorio, individuate attraverso il censimento delle associazioni culturali e professionali e degli enti che possono contribuire alla creazione di percorsi didattici idonei a quel tipo di utenza. Nello stesso tempo la progettazione deve tener presenti le risorse interne al CTP, le competenze possedute dai docenti e la capacità di tutti gli operatori di rapportarsi con il territorio. Infatti la ristrutturazione degli ordinamenti scolastici e l avvio del sistema di formazione integrato comportano una piena valorizzazione del personale che opera nei Centri Territoriali Permanenti. A questo personale va riconosciuto l essere stato il motore e l attore di sperimentazioni ed innovazioni di rilievo, pur operando tra tante difficoltà. È necessario che i risultati conseguiti all interno dei CTP vengano valorizzati e gli operatori diventino essi stessi protagonisti del dibattito per ottimizzare il sistema della formazione in età adulta e per i percorsi educativi di target specifici. Risultano di vitale importanza figure che svolgono funzioni di tutoraggio, aiuto, sostegno, organizzazione, progettazione e programmazione. L Ordinanza Ministeriale sottolinea che il personale dei Centri opera per l acquisizione di saperi che permettano una reale integrazione culturale e sociale e che sostengano ed accompagnino i percorsi di formazione professionale per facilitare l inserimento, o il reinserimento, nel mondo del lavoro, in relazione alle seguenti dimensioni: comunicazione, progettualità e operatività. Pertanto gli assi culturali di riferimento saranno: I linguaggi e le culture; L alfabetizzazione alla multimedialità; La formazione relazionale come conoscenza del sistema sociale, ambientale, economico, geografico (art. 7), specialmente nell indicare come finalità educativa quella di realizzare opportunità che devono consentire di acquisire, consolidare e sviluppare: 3

4 la flessibilità intesa come disponibilità a cambiare ed innovare; l analisi dei punti di vista e delle realtà come approccio alle altre culture; la visione sistemica per saper inquadrare la propria attività in quella complessiva dell organizzazione; la padronanza dei linguaggi e delle tecnologie più diffuse; l apprendimento continuo come disponibilità ad aggiornarsi e ad apprendere; lo spirito partecipativo come capacità di lavorare con gli altri; lo spirito di autocritica come capacità di valutarsi (art. 8). I Centri, questi sono, dunque luogo di: concertazione; lettura dei bisogni formativi; progettazione ed organizzazione delle iniziative di istruzione e formazione per gli adulti; accesso all alfabetizzazione culturale e funzionale; consolidamento e promozione culturale; processi di rimotivazione e riorientamento; acquisizione e consolidamento di conoscenze e competenze specifiche; percorsi di pre-professionalizzazione e/o di riqualificazione professionale. Inoltre essi svolgono le attività di: accoglienza, ascolto e riorientamento; alfabetizzazione primaria funzionale e di ritorno, anche finalizzata ad un eventuale accesso ai livelli superiori d istruzione e formazione professionale; apprendimento della lingua e dei linguaggi; apprendimento dei linguaggi massmediali e utilizzo delle TIC; sviluppo e consolidamento di competenze di base e di saperi specifici; recupero e sviluppo di competenze strumentali culturali e relazionali per un attiva partecipazione alla vita sociale; acquisizione e sviluppo di una prima formazione o riqualificazione professionale; rientro nei percorsi d istruzione e formazione di soggetti in situazione di marginalità. Le attività vengono svolte mediante corsi lunghi di istruzione, oppure a con corsi di breve durata/moduli a carattere monografico. Al loro termine è previsto il rilascio di titoli, certificazioni o attestazioni dei crediti formativi acquisiti. Possono accedere alle attività, gratuitamente, gli adulti di qualsiasi età e condizione. La precedenza viene data a coloro che richiedono il conseguimento del titolo di studio di licenza elementare o media. Il 1998/1999 è stato l anno in cui i Centri hanno preso l avvio in forma diffusa su tutto il territorio italiano, riorganizzando e comprendendo anche molte esperienze per gli adulti dei precedenti 4

5 ordinamenti. Sono allora stati attivati 3 circa 700 corsi di alfabetizzazione (scuola primaria) su 2/3 dei Centri; circa corsi delle 150 ore nel 95% dei Centri con un utenza complessiva di adulti. Le attività di istruzione sono state condotte da oltre docenti che si sono avvalsi del supporto tecnico ed amministrativo di circa unità di personale ATA. Altri adulti hanno potuto fruire presso i Centri di corsi brevi o a carattere modulare (ad esempio, alfabetizzazione linguistica ed informatica). Per gli interventi i CTP si sono avvalsi dell apporto dei docenti assegnati, di prestazioni aggiuntive e di contratti d opera intellettuale stipulati con esperti esterni, nonché con il sostegno degli enti di ricerca pedagogica che hanno dato vita a momenti di confronto tra gli operatori interessati, anche a livello regionale. C è, tuttavia, un percorso che ha necessità di essere fortemente potenziato che è quello dei crediti formativi, il quale permette all individuo di passare dalla vita professionale alla formazione, e viceversa. Deve essere introdotta, da un lato, una logica continua di attenzione a ciò che il territorio richiede ed offre e, dall altro, una sorta di cornice generale che a livello Europeo consenta agli individui di formarsi sulla base di standard riconoscibili in ogni Regione e Paese europeo. Per il futuro si prevede un ampliamento dell offerta di servizio con interventi integrati, senza depotenziare le realtà che attualmente soddisfano una diffusa domanda d istruzione e formazione. Particolari interventi vanno progettati e attuati in quelle aree non ancora impegnate nell EdA mentre è in atto una trasformazione degli stessi Centri Territoriali Permanenti in Centri provinciali di Istruzione per gli Adulti. 3 Fonte: Istituto Regionale di Ricerca, Sperimentazione ed Aggiornamento Educativi, Abruzzo 5

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