CONVEGNO 22 NOVEMBRE VIGNOLA UN CERCHIO CHE CI UNISCE ESPERIENZE DI CONTINUITA

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1 CONVEGNO 22 NOVEMBRE VIGNOLA UN CERCHIO CHE CI UNISCE ESPERIENZE DI CONTINUITA Buongiorno. Sono Antonella Barbieri, educatrice dell'unione Terre di Castelli, e sono stata chiamata a collaborare con le altre educatrici dei nidi e le insegnanti delle scuole dell'infanzia del Comune di Vignola per realizzare e documentare insieme questo progetto di continuità. Quello che vi racconterò si basa principalmente su osservazioni e conversazioni con i bambini, cercando di privilegiare l'aspetto dell'interazione tra i bambini del nido e quelli della scuola dell'infanzia.

2 Iniziamo dal FILO CONDUTTORE La zuppa di sasso, che presenta un lupo senza dubbio molto originale. Il lupo, insieme alle streghe e ai mostri, è sempre stato, nell'immaginario infantile, feroce, affamato e imprendibile. In questa fiaba l'aspettativa da parte dei bambini viene forse delusa: dalla tensione suscitata dalle prime scene si passa ad una improbabile cordialità. La fiaba lascia aperte delle domande: il lupo riprende il suo cammino nella neve e bussa ad un'altra porta in un altro villaggio. Dietro la porta si intravede un tacchino: gli aprirà? E che vita avrà questo lupo? Alle nostre domande I bambini hanno risposto così: Perché il lupo non mangia gli animali? - Il lupo non mangia gli animali perché è saggio (infanzia) Cosa vuol dire essere saggio? - Saggio è quando ti manca un dente (infanzia) - Vuol dire essere vecchio, I VECCHI SONO SAGGI. (infanzia). - Il lupo è un po buono e un po cattivo perché prende il coltello. (infanzia) - Non mangia gli animali perché è senza denti. (nido) - La bocca del lupo è troppo piccola e gli animali non entrano. (nido)

3 Dov è andato il lupo alla fine della storia? - Va dal tacchino a parlare un po della pentola. (infanzia) - Va nel bosco perché ci vuole tanto tempo per cuocere il sasso. (nido) - E andato dove ci sono tutti i lupi buoni del mondo. (infanzia) - E andato a casa sua. (nido) - Va da Babbo Natale o forse va dal gatto. (nido) Il passaggio dal nido alla scuola dell'infanzia è sempre un momento delicato, che può disorientare il bambino e la famiglia. Partendo dal presupposto che l'aspetto educativo comprende sempre quello del prendersi cura, abbiamo osservato che questo vale non soltanto nel rapporto educatore o insegnante e bambino, ma anche tra bambini di differenti età. Infatti alcuni bambini della scuola dell'infanzia hanno avuto un atteggiamento protettivo nei confronti dei più piccoli di loro. - Mi piace giocare con I bimbi del nido perché sono piccolini e hanno il ciuccio.

4 - Io piangevo perché volevo la mamma, ero piccolo bisogna aiutarli a non piangere con le coccole e le carezze. - Mi piace giocare con I bambini del nido; bisogna fare attenzione a non farli cadere. - Ho aiutato la mia bambina a mangiare il frullato di carote. Queste scatole sensoriali contenevano vari oggetti e avevano un foro al centro: ai bambini veniva richiesto di introdurre la mano per toccare e riconoscere gli oggetti. In realtà tutti i bambini sollevavano subito il coperchio, mossi dalla curiosità. A questo punto non mi sentivo di interrompere i bambini mentre stavano svolgendo un compito nel quale sentivano di poter avere successo. Come sosteneva M. Montessori, non possiamo creare osservatori dicendo ai bambini: Osservate, ma dando loro il potere e i mezzi per tale osservazione ed aiutandoli a fare da soli.

5 A questo proposito dobbiamo parlare dell'importanza dei laboratori e dell'atelier, il luogo come dice Loris Malguzzi - di tutto quel che è possibile e dove i bambini esprimono liberamente la propria creatività, anche pasticciando e sporcandosi. Nonostante spazi a volte limitati e il numero elevato di bambini, abbiamo sempre cercato di creare situazioni privilegiate dove i bambini potessero giorno dopo giorno scoprire, sperimentare e apprendere insieme agli adulti. Questi laboratori prevedevano gruppi di bambini di età eterogenea di 3 e 5 anni che, alternativamente, dovevano produrre rumori con acqua, foglie, sabbia e vento e disegnarli, risvegliando in ciascuno i ricordi legati a questi suoni.

6 VI SPIEGO COSA HO DISEGNATO: - Voglio il rosso per disegnare il fuoco, perché il vento gli piace il fuoco, lo fa andare più veloce, il verde mi serve per disegnare un tappeto magico che con il vento dal cielo lo fa scappare via! - Ho disegnato un paesaggio con le nuvole e il vento; prima di tutto bisogna disegnare il cielo, poi il vento che muove l erba. Guarda questo vento, l erba è troppo alta, devono tagliarla!

7 - Mi è piaciuto fare questo gioco perché potevamo giocare con le foglie che stanno sempre sugli alberi. - Il rumore delle foglie è un po chiassoso.

8 - E bello giocare con la sabbia, si possono trovare tante conchiglie e delle specie di chiodi. Mi è piaciuto anche togliermi le scarpe. - La sabbia bagnata fa rumore, quella asciutta non fa rumore. - La sabbia è silenziosa. - Il silenzio non si può disegnare: se qualcuno mi dice che si può disegnare, io svengo!

9 Ogni bambino è costruttore attivo di saperi, attraverso processi di apprendimento che prendono forma con modalità e tempi soggettivi nella relazione con gli altri bambini, gli adulti e gli ambienti, privilegiando strategie di ricerca, confronto e compartecipazione. L'interazione tra bambini di età diverse ha fatto emergere chiaramente come i più piccoli possano apprendere dai più grandi, ma non solo: in questo percorso si è verificato che i bambini del nido imitavano i più grandi quando si trattava di realizzare opere per loro

10 difficili, ma quando i bambini del nido utilizzavano i materiali in modo inconsueto, allora erano i più grandi che li imitavano! - Sono piccoli, gli ho insegnato a tagliare le zucchine perché quando ero piccola, i grandi hanno insegnato a me. (infanzia) - Mi sono incollata le mani con la colla! (nido) - Che bello mettere la colla sulle mani e poi tirarla via!(infanzia) Il bambino, che finora ha interagito quasi esclusivamente con gli adulti, si trova insieme ad altri bambini di età diverse e scopre che le sue idee non sempre sono le stesse dei compagni; scopre che esistono tanti punti di vista differenti e cerca a volte di stabilire una buona relazione, altre volte sente invece il bisogno di prevalere o di sottostare agli altri. In questo caso la pastella era troppo morbida e la bambina del nido cercava con evidente impegno di liberarsi le mani; il bambino della scuola dell infanzia ha cercato di aiutarla, ma la bambina non ne voleva sapere.

11 Dalle nostre osservazioni è emerso che i bambini più grandi, quando giocavano e collaboravano con i bambini del nido, cercavano di mantenere una situazione priva di conflitti. In questo caso la bambina del nido non voleva condividere il colore ; dopo diversi tentativi il bambino più grande la asseconda e segue l evolversi della situazione. Certo è che i bambini del nido si trovano di fronte ad un rovesciamento di prospettiva: quelli che erano considerati grandi adesso vengono considerati piccoli da quelli della scuola dell'infanzia e questo non a tutti piace! E a volte i più piccoli cercano di farsi valere.

12 Anche in questa fotografia si nota che il bambino del nido non voleva condividere il foglio con la bambina più grande, dicendole prima un NO! deciso e poi facendo volare via il foglio! - Io vorrei ritornare: l'importante è che mi diano retta, perché il bimbo piccolo mi strappava il foglio. - I bambini piccoli hanno capito che siamo suoi amici, buoni e gentili. - Mi piacciono i bambini piccoli perché sono pasticcioni come me, buttano sempre le verdure per terra. (infanzia)

13 Ormai tutti concordano sul fatto che debba esistere una vera continuità tra nidi e scuole dell infanzia, favorendo le occasioni di incontro, collaborazione e sperimentazione. Continuità significa NON DIMENTICARE che ogni bambino arriva con un suo vissuto personale e familiare, vissuto che rispecchia la complessa società in cui viviamo. E non bisogna dimenticare che il collegamento tra il tempo dedicato alla cura e quello dedicato all insegnamento esiste, e bisogna tenerne conto in ogni ordine educativo e scolastico. Questo progetto, a mio parere, è un esempio riuscito di tale continuità, visto il gradimento e l entusiasmo dimostrati dai bambini e dagli adulti coinvolti. E per concludere, l esclamazione di un bambino della scuola dell infanzia al termine di un'attività particolarmente coinvolgente: Però, maestra, che bel paciugo abbiamo fatto! Grazie.

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