ATTUAZIONE DELLE NORME EUROPEE SULL IGIENE PER LE IMPRESE DELL ALIMENTAZIONE E SALVAGUARDIA DELLE CONDIZIONI DI COMPETITIVITA DELLE PMI

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "ATTUAZIONE DELLE NORME EUROPEE SULL IGIENE PER LE IMPRESE DELL ALIMENTAZIONE E SALVAGUARDIA DELLE CONDIZIONI DI COMPETITIVITA DELLE PMI"

Transcript

1 RICERCA ATTUAZIONE DELLE NORME EUROPEE SULL IGIENE PER LE IMPRESE DELL ALIMENTAZIONE E SALVAGUARDIA DELLE CONDIZIONI DI COMPETITIVITA DELLE PMI Promotrice: CNA Alimentare Organismo di Ricerca: Accademia Avignon dell Artigianato e delle PMI, Bruxelles Ricercatore Senior: Blando Palmieri Ricercatore Junior: Diego Rigato ESTRATTO Bruxelles, 16 settembre

2 ABSTRACT Il presente Abstract riassume le problematiche evidenziate nell attuazione dei diversi punti dei Regolamenti europei 852 e 853/2004, le iniziative adottate nei 10 Stati membri, sui quali si è concentrata la ricerca, per permettere l adozione della nuova regolamentazione nelle imprese alimentari ed i suggerimenti dei partecipanti alla ricerca per migliorare la legislazione europea in modo che essa possa non compromettere la competitività delle PMI alimentari. Sia l individuazione delle problematiche e l indicazione delle esperienze positive danno il quadro delle condizioni di competitività delle PMI alimentari. Un quadro ancora lontano dall obiettivo del pacchetto igiene di costruire il level playing field, cioè un ambiente in cui tutte le imprese in un dato mercato, in particolare quelle artigiane e le piccole imprese, seguono le stesse regole e possono avere le stesse condizioni per competere. Tuttavia, le esperienze positive realizzate in alcuni paesi per rendere attuabile i Regolamenti nelle PMI e le indicazioni fornite dalla ricerca possono suggerire quali scelte adottare non solo per costruire il level playing field ma anche per renderlo adatto alle PMI per giocare la loro partita per la competitività. 1. Attuazione dei principi HACCP La ricerca ha evidenziato, nei paesi della ricerca, l esistenza di alcune problematiche riferite all attuazione delle diverse parti dei Regolamenti. Riguardo all attuazione dei principi HACCP i risultati evidenziano l esistenza di una difficoltà per le piccole imprese ad attuare i principi del modello HACCP. Le ragioni di questa difficoltà vengono indicate in alcuni casi: 1) nelle difficoltà ad attuare l autocontrollo (Austria, Italia, Regno Unito); 2) nelle eccessive prescrizioni documentali richieste (Germania, Spagna); 3) nel diverso atteggiamento delle Autorità (più realistico o più flessibile) verso l applicazione dei principi (Italia, Svezia); 4) nella difficoltà degli operatori di essere formati o di pagare per le consulenze (Commissione). In Italia, l introduzione delle nuova normativa ha creato, soprattutto inizialmente, difficoltà alle piccole e medie imprese. Una difficoltà dovuta alla complessità della normativa e alla mancanza di linee guide per attuare le nuove norme. Ciò inizialmente ha spinto le aziende, per il timore di incorre in sanzioni, a curare gli adempimenti formali più che concentrarsi sui piani di autocontrollo. Secondo le PMI italiane, c è una relazione tra sistema produttivo e sistema di controllo nella consapevolezza che questi processi possano elevare il livello di qualità complessivo 2

3 e pertanto è necessaria una collaborazione tra Autorità ed imprese. Occorre inoltre puntare sulla semplificazione della normativa perché spesso richiedono un interpretazione che espone l impresa a dei rischi. L autorità competente italiana afferma che si è impegnata ad attuare i principi HACCP con le necessarie deroghe, anche se le imprese italiane seguivano le norme già prima dell entrata in vigore del regolamento 852 e quindi hanno avuto meno problemi di adeguamento. Le norme HACCP attenuano la normativa precedente trasferendo la responsabilità della sicurezza dei prodotti dalle autorità alle imprese. Anche la Commissione, nel suo rapporto al Parlamento Europeo, pubblicato alla fine di Luglio scorso, ha menzionato che sono state lamentate eccessive prescrizioni documentali che vengono richieste alle piccole imprese per dimostrare la conformità ai principi HACCP e che persistono ancora problemi rispetto alle capacità delle AC di valutare adeguatamente le procedure basate sul sistema HACCP. La ricerca ha anche individuato iniziative condotte in alcuni Stati membri per rendere più facilmente attuabili i principi HACCP nelle PMI. Tra queste figurano le iniziative assunte nel Regno Unito che prevedono che le autorità locali aiutino le imprese producendo guide specifiche per settore nel processo di adeguamento alla normativa. Sempre nel Regno Unito la Food Standard Agency (FSA) produce guide e organizza la formazione per aiutare gli ispettori a verificare l efficacia delle procedure HACCP. In Ungheria è in preparazione un insieme di linee guida che permetterà l applicazione semplificata dei requisiti igienici nelle PMI. Il Lussemburgo ha adottato una certa flessibilità per le PMI nell attuazione delle procedure basate sul sistema HACCP. Sul tema della semplificazione delle procedure previste dai Regolamenti la ricerca presenta l esperienza del Belgio dove: 1) l applicazione del sistema HACCP è semplificata nel senso che l analisi dei rischi può basarsi su una guida di corretta prassi o su un documento di riferimento per il settore. I primi tre principi HACCP possono quindi non essere effettuati direttamente dall operatore; 2) il processo di registrazione è meno restrittivo e la documentazione è ridotta al minimo; 3

4 3) il sistema di autocontrollo è basato sul monitoraggio dei punti critici; 4) la registrazione delle osservazioni è limitata ai valori non conformi, e, quando necessario, all attuazione di opportune azioni correttive; 5) in alcuni casi si può supporre che tutti i rischi alimentari possano essere controllati applicando i requisiti igienici di base. Sulla valutazione dei documenti per la dimostrazione dei principi basati sul modello HACCP, la nostra indagine nei 10 paesi dell UE segnala un 45% delle riposte che definiscono difficile la documentazione (questo dato include l Austria, la Germania, il Lussemburgo, la Slovenia e l Ungheria); l 11% delle risposte definiscono lunga la documentazione da elaborare (questo dato include la Slovenia). Nel Regno Unito e in Spagna la documentazione è considerata accettabile. La collaborazione tra autorità pubbliche per la produzione e la diffusione delle guide, la semplificazione delle procedure e della documentazione per l adozione dei principi HACCP per le piccole imprese, una nuova pratica dei sistemi di controllo che fa perno anche sulla formazione degli ispettori, sembrano essere le risposte che, in base all esperienza di alcuni Stati membri, si dimostrano efficaci per facilitare l attuazione dei principi HACCP. 2. Elaborazione, diffusione ed uso dei Manuali Analizzando la questione dell elaborazione, della diffusione e dell uso dei Manuali, emerge una situazione di forte disparità non solo tra i paesi dell UE ma anche tra i settori del comparto alimentare, nella messa a disposizione alle piccole imprese di strumenti come i Manuali, che le possono aiutare a produrre i piani di autocontrollo per l attuazione dei principi di igiene e del sistema HACCP. Se si escludono l Italia e la Spagna, il numero di Manuali prodotti nella maggior parte degli Stati, non risulta essere elevato, anche se la Commissione nel suo rapporto afferma che la maggioranza delle organizzazioni di operatori privati ha mostrato un atteggiamento positivo verso i Manuali nazionali di corretta prassi e verso l'incoraggiamento delle Autorità Competenti. L Italia ha prodotto il maggior numero numero di Manuali nazionali, più del triplo di quanti ne hanno prodotto Francia, Spagna e Germania. La Spagna complessivamente si avvicina all Italia nella produzione di Manuali, considerando l alto numero di Manuali prodotti a 4

5 livello regionale. L Ungheria, pur essendo un paese di nuova adesione ha prodotto un buon numero di Manuali; la Slovenia e la Svezia hanno prodotto il numero più basso di Manuali tra i paesi considerati. Il problema per le PMI italiane non è tanto la redazione e la produzione dei Manuali. E necessario invece sviluppare una verticalizzazione dei Manuali e quindi una loro maggiore specializzazione e una minore standardizzazione. È auspicabile, inoltre, l aiuto delle autorità a produrre i Manuali per le microimprese perché queste non sono in grado di avere il team necessario. Si corre il rischio, altrimenti, di render sterile l autocontrollo. Quanto alla diffusione dei Manuali, la ricerca ha registrato una situazione differenziata tra i paesi. Infatti la Francia ha risposto che c è stata una sufficiente diffusione dei Manuali anche se ha specificato che ad essere molto utilizzati dagli operatori del settore della distribuzione sono i Manuali della distribuzione diretta redatti prima del pacchetto igiene, che devono tuttavia essere attualizzati per quanto riguarda il sistema HACCP. La Slovenia e la Germania hanno affermato che la diffusione dei Manuali è sufficiente, mentre il Regno Unito ha sostenuto che non c è stata una sufficiente diffusione dei Manuali. Altri paesi come l Austria, il Lussemburgo, la Svezia e la Spagna non hanno fornito risposte, segno questo che non esistono dati a riguardo. In Italia si ritiene che la distribuzione dei Manuali non sempre è stata sufficiente. Per facilitare la diffusione i Manuali non dovrebbero essere venduti, ma occorre l aiuto delle autorità alle imprese perché possano migliorare e non solo evitare di prendere le sanzioni. Tuttavia la loro produzione resta affidata all iniziativa delle Associazioni dei settori delle imprese alimentari, ma il Ministero non rifiuta la collaborazione con gli operatori del settore che intendono proporre la redazione di Manuali. Anche la Commissione, nel suo rapporto afferma che non è possibile fornire cifre sull'estensione dell'utilizzo di tali documenti. Manuali semplificati per le PMI, secondo i risultati della ricerca, sono stati prodotti nel Regno Unito e in Slovenia. I restanti paesi non hanno fornito dati a riguardo o, come la Germania, hanno dato una risposta negativa. Iniziative per incoraggiare la produzione e l uso dei Manuali sono state riscontrate dalla ricerca. Infatti, oltre alle esperienze di cooperazione nel Regno Unito tra autorità pubbliche e operatori del settore per produrre Manuali, alcuni paesi (Belgio e Svezia) hanno 5

6 comunque adottato iniziative interessanti per incoraggiare l uso dei Manuali da parte delle imprese attraverso: a) una diminuzione della frequenza dei controlli; b) una diminuzione del livello di tasse applicate dalle AC per i controlli ufficiali; c) una facilitazione delle ispezioni, che si limitano a comprovare il corretto utilizzo del Manuale; d) la non richiesta alle imprese di dimostrare l'adeguatezza delle proprie misure di controllo. 3. Registrazione e tenuta della documentazione Dalle informazioni raccolte emerge che nei paesi della ricerca, visto l interesse delle autorità pubbliche a promuovere la registrazione delle imprese, è stata facilitata la procedura di registrazione mantenendo la documentazione esistente prima dell entrata in vigore del Regolamento, utilizzando le informazioni esistenti, utilizzando ed armonizzando le informazioni contenute nei vari database (Austria, Francia, Germania, Regno Unito, Svezia), oppure adottando un modello unico di registrazione (Slovenia). In Belgio il processo di registrazione è meno restrittivo e la documentazione è ridotta al minimo. La Svezia ha segnalato il problema di conoscere l esistenza di piccoli stabilimenti e la difficoltà a promuovere la registrazione delle imprese alimentari che operano in via elettronica. In Italia, com è noto, la procedura di registrazione è la Dichiarazione di Inizio Attività (DIA) che può essere semplice o differita. È previsto che questa procedura venga modificata, nel nuovo testo dell accordo Stato-Regioni, nel senso che ci sarà una DIA semplice per tutte le imprese. Ogni Regione produrrà una apposita modulistica per disporre di una dichiarazione circostanziata, non equivocabile ed omogenea sul proprio territorio. Anche la Commissione europea nel suo rapporto al Parlamento ha confermato l atteggiamento delle autorità a ridurre il carico amministrativo, uniformando e minimizzando le informazioni richieste. 4. Controlli Il tema dei controlli naturalmente è di rilevante importanza per le PMI e pertanto la ricerca ha voluto indagare il tipo di controlli che i paesi attuano per verificare l adozione e 6

7 l osservanza delle procedure basate sul modello HACCP, la loro durata, la frequenza ed i costi. La ricerca evidenzia innanzitutto che, anche se il criterio prevalente nell esecuzione dei controlli da parte delle Autorità pubbliche è quello basato sul rischio, criterio che è alla base della nuova legislazione del Regolamento, tuttavia i controlli sono troppi e prevale l aspetto formale. In secondo luogo la frequenza prevalente delle ispezioni (in Italia, Slovenia, Ungheria, Spagna e Regno Unito) si attesta su una o due volte l anno anche se una frequenza maggiore è tuttavia ancora praticata. Permangono casi in cui la frequenza delle ispezioni dipende non dal criterio del rischio ma dalla Regione, una pratica che certamente penalizza le imprese che vi risiedono. Emerge dalla ricerca che c è un iniziativa in alcuni Stati per ottimizzare se non per ridurre i controlli: è il caso della Francia, dove è in atto una programmazione dei controlli secondo un analisi dei rischi per categorie di imprese e un coordinamento dei servizi di controllo tra i ministeri ; del Regno Unito, che programma le ispezioni secondo il rischio effettivo, o della Svezia, che riduce le ispezioni per quelle imprese che usano correttamente il Manuale. Tuttavia, anche se ci sono iniziative da parte degli Stati sopra citati per ridurre le ispezioni, in questi stessi Stati non ci sono state pratiche per semplificare le procedure, che fanno sì che la durata delle ispezioni risulti ancora elevata per la maggior parte delle imprese, da 3 a 6 ore e solo per una piccola parte si situa su una durata di 2 ore. Le iniziative registrate per migliorare il sistema dei controlli sono state. 1) una programmazione dei controlli secondo un analisi dei rischi per categorie di imprese in Francia e in Slovenia; 2) un coordinamento dei servizi di controllo tra i ministeri in Francia; 3) l adozione del criterio dell analisi dei rischi per stabilire la frequenza delle ispezioni, nel Regno Unito; Iniziative per la formazione degli ispettori sono state registrate nel Regno Unito e in Italia, mentre vale anche ricordare le iniziative di alcuni paesi per ridurre le ispezioni o ridurre le tasse sui controlli (Svezia) per quelle imprese che dimostrano di adottare i Manuali. 7

8 In Italia si registra una sovrapposizione di competenze tra le autorità addette ai controlli e una mancanza di coordinamento dei servizi di controllo. Per migliorare i controlli si ritiene necessario: 1) applicare una flessibilità adeguata e una dinamicità nella relazione tra autorità e imprese per fare dei controlli un occasione di verifica dello stato dell impresa e di miglioramento delle condizioni produttive e non solo un operazione rituale. 2) premiare la virtuosità. Il Manuale deve poter essere implementato, ma quando le azioni correttive danno risultati stabili si può abbassare il livello di controllo, non abbassando la guardia, ma non facendo cose inutili e focalizzando il pericolo dove esiste. La virtuosità avvicina le parti ma non biogna entare in un regime sanzionatorio poichè l HACCP richiede consapevolezza. 3) utilizzare le informazioni disponibili per i controlli, per ridurre i tempi delle ispezioni e focalizzare gli aspetti di criticità. Al contrario, secondo il Ministero, l Italia ha un sistema di controllo messo in pratica da personale specializzato con formazione universitaria, garantita da 2 ore settimanali di aggiornamento professionale. 5. Costi Quanto ai costi, l attuazione dei Regolamenti avrà implicazioni finanziarie per molti settori della catena delle imprese alimentari. Questi costi per le imprese sono riferiti: a) all assimilazione delle norme e alla messa in atto delle procedure di gestione (il cui tempo è stato stimato 10 ore nel regno Unito); b) alla verifica e alla documentazione delle procedure adottate, alla tenuta della documentazione che dimostra che le procedure sono messe in atto. Tuttavia il Regno Unito, che la ricerca presenta come caso nazionale, ha compiuto sia una quantificazione dei costi sia un analisi costi-benefici dell attuazione dei Regolamenti. Il Governo inglese ha stimato i fattori di costo che intervengono nella conformità alla normativa per tutti i settori diversi da quelli della produzione primaria, nel modo seguente: - 10 ore per assimilare le norme e definire le procedure di gestione, - il costo del testo in hard copy, - il costo di tenuta del diario per tutto l anno, - 1 minuto al giorno per la tenuta della documentazione per le imprese che usano il Diario per 350 giorni l anno, 8

9 - 15 minuti al giorno per la tenuta della documentazione per le imprese della produzione per 350 giorno l anno, I benefici monetari, considerando la riduzione delle malattie di origine alimentare, è stato stimato essere da 15 milioni a 75 milioni di sterline, assumendo che le nuove norme possano ridurre da 1% al 5% gli incidenti alimentari. In 10 anni si stima che i benefici superino i costi del 75%. L Ungheria ha invece quantificato i costi per l applicazione della nuova legislazione nel seguente modo: euro per la consulenza di esperti, al fine di meglio applicare il sistema HACCP alla pratica aziendale; euro per la tenuta della documentazione; euro per la dichiarazione di inizio attività; - il mancato ricavo dovuto al fatto che durante l ispezione non può continuare l attività dell impresa. In Italia i costi comprendono: la messa in atto del piano di autocontrollo, l attuazione del piano, l aggiornamento, la formazione. Le micro imprese per queste competenze devono far ricorso alla consulenza esterna. E importante finalizzare questi costi non alle esigenze di conformità ma al miglioramento dell impresa, infatti quando questi costi sono sopportati per questioni di conformità diventano costi impropri. 6. Flessibilità Le indicazioni della ricerca forniscono elementi che mostrano una tendenza negli Stati presi in esame verso l adozione di pratiche che permettano di introdurre una certa flessibilità nell applicazione dei principi del modello HACCP. In Austria è stato introdotto nel 2006 il Regolamento sull adeguamento di alcuni requisiti in materia di igiene alimentare e sono state prese misure a favore delle PMI attraverso l analisi dei rischi e la produzione di Manuali. Il Lussemburgo ha adottato una certa flessibilità per le PMI nell attuazione delle procedure basate sul sistema HACCP. 9

10 La Francia intende permettere di derogare a certi requisiti in materia di locali, attrezzature (principalmente per i macelli, qualsiasi sia la loro dimensione) e consentire una maggiore flessibilità per i piccoli macelli di pollame. La Slovenia, tramite la consultazione con i rappresentanti ha adottato linee guida per i settori di commercio, ristorazione, macellazione e apicoltura, in cui è stata introdotta una flessibilità per le PMI. Il Regno Unito si è proposto di rispondere ad alcune preoccupazioni delle imprese attraverso una interpretazione appropriata dei concetti di piccolo e locale contenuti nel Regolamento. In Italia la flessibilità si è riferita soprattutto alle concessioni di deroghe al fine di consentire l utilizzo dei metodi tradizionali. Le deroghe si sono quindi riferite ai requisiti ambientali dei locali e ai materiali che costituiscono gli strumenti di lavoro. Il Ministero ha realizzato una serie di Intese con le Regioni per la concessione di tali deroghe, oltre che per altre deroghe rivolte alla macellazione e alle piccole quantità. La flessibilità tuttavia deve essere maggiormente promossa per rendere possibile l applicazione del pacchetto igiene nelle piccole imprese secondo le loro caratteristiche e la loro produzione. L approccio verticale all attuazione delle procedure HACCP è un modo per rendere operativa la flessibilità e permettere di adottare le misure adatte per quanto riguarda l identificazione dei punti critici di controllo, i metodi di sorveglianza, il modo di conservare i documenti per evitare oneri inutili sulle PMI. La Spagna ha detto che non c è stata nessuna flessibilità nell attuazione delle nuove procedure. L Ungheria ha affermato che non sono stati ancora emanati degli atti riguardanti la flessibilità ma le autorità sono intenzionate a legiferare in materia. I dati tuttavia non permettono di cogliere con la dovuta trasparenza le situazioni di flessibilità attuate nei vari paesi. Come esempio di buona pratica si propone un caso nazionale, quello del Belgio, dove si può identificare chiaramente come la flessibilità è interpretata per salvaguardare la competitività delle PMI. La Commissione tuttavia ritiene che gli Stati membri potrebbero non essersi avvalsi di tutto il margine di flessibilità offerto dalla legislazione. Questo in base al fatto che essa ha ricevuto poche notifiche delle misure nazionali al riguardo e alle critiche provenienti da 10

11 alcune imprese alimentari, riguardo il riconoscimento degli stabilimenti di piccole dimensioni, le difficoltà di registrazione e i carichi amministrativi. La Commissione invita a far ricorso al principio di sussidiarietà, perché gli Stati membri sono i più adatti a trovare soluzioni appropriate che tengano conto delle situazioni locali e dei livelli di igiene adeguati nelle imprese senza compromettere, tuttavia, l'obiettivo della sicurezza alimentare. 7. Competitività L impatto dei Regolamenti sulla competitività delle imprese è stato il filo conduttore della ricerca. Per la competitività il questionario della ricerca si era limitato a verificare se l attuazione dei Regolamenti aveva causato la produzione di una nuova legislazione e un maggior carico amministrativo. È però evidente che tutti i temi affrontati nella ricerca erano stati selezionati per le loro implicazioni sulla competitività delle Piccole imprese. Pertanto un analisi dell impatto dei Regolamenti sulla competitività delle imprese deve prender in esame quanto è emerso per ogni singolo aspetto dell indagine. Quindi, sul versante delle problematiche: le difficoltà registrate nell attuazione dei principi HACCP, soprattutto nelle PMI; la scarsa e differenziata produzione dei Manuali per paesei e settori e le problematiche relative alla loro produzione; la mancanza di dati sulla diffusione dei Manuali; la mancanza della trasparenza sulle misure relative alla flessibilità; la complessità e la difficoltà del sistema dei controlli; i costi di adeguamento; i carichi amministrativi, l insufficiente informazione; tutti aspetti che hanno un impatto negativo sulla competitività delle PMI. Il quadro che emerge è dunque un quadro in cui le difficoltà riscontrate nell attuazione del pacchetto igiene presentano un tratto comune a tutti i paesi della ricerca. In tutti questi paesi le PMI hanno avuto difficoltà ad attuare i principi HACCP e non è stato ancora messo in campo un sistema coordinato dei controlli. Infatti la stessa Commissione raccoglie la richiesta pervenuta dagli Stati di fare alcuni aggiustamenti all attuale normativa. Il quadro che emerge quanto alla misure messe in campo per attuare il pacchetto igiene appare tuttavia molto differenziato per paesi e per settori, con la conseguenza che le condizioni di competitività sono diverse tra i paesi e tra i settori. 11

12 Tuttavia le esperienze positive raccolte dalla ricerca sulle diverse iniziative che sono state attuate negli Stati membri per ridurre o eliminare i problemi individuati, oltre a disegnare una geografia tra i paesi della ricerca in cui è possibile individuare quelli più o meno sensibili a risolvere le questioni aperte, servono anche a confrontare le decisioni che ciascun paese ha assunto a riguardo e a realizzare un positivo scambio di esperienze. Conclusioni La ricerca ha permesso di individuare le problematiche e le difficoltà che ancora si riscontrano nell attuazione dei diversi aspetti del pacchetto igiene nei paesi della ricerca (Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Svezia). Nello stesso tempo la ricerca ha registrato e presentato le esperienze positive, attuate in alcuni paesi, su ognuno dei capitoli del Regolamento per favorire la loro attuazione nelle piccole e medie imprese e nell artigianato. Queste esperienze sono registrate nel rapporto alla fine di ogni capitolo e nel Quadro sinottico allegato. Oltre a queste esperienze, che già presentano soluzioni interessanti per superare le difficoltà individuate, la ricerca ha anche riassunto i punti in cui, secondo i partecipanti alla ricerca, sono necessari i miglioramenti nell attuazione del pacchetto igiene per non compromettere la competitività delle PMI e dell artigianato. Le indicazioni complessive della ricerca, sono pertanto così riassumibili: 1) l attuazione dei principi HACCP: 1) migliorare il sistema HACCP per renderlo attuabile nelle PMI, evitando di produrre un gran numero di documenti e di carichi amministrativi; 2) accrescere la possibilità di formazione sull HACCP per gli operatori, specialmente nelle microimprese; 3) promuovere il trasferimento delle buone pratiche sull attuazione dei principi HACCP nelle PMI; 2) i controlli: 1) promuovere da parte delle autorità competenti una migliore formazione degli agenti ispettivi sui controlli; 2) attuare un'armonizzazione dei protocolli comuni per gli ispettori ed un coordinamento effettivo tra tutte le autorità preposte ai controlli; 12

13 3) premiare la virtuosità attraverso un programma di stimoli per le PMI che dimostrano di attuare i principi del modello HACCP attraverso la riduzione delle ispezioni o la concessione di uno sgravio fiscale; 3) l elaborazione, la diffusione e l uso dei Manuali: 1) promuovere una maggiore collaborazione delle autorità competenti con gli operatori del settore per la produzione e la diffusione di Manuali semplificati per favorire l elaborazione dei piani di autocontrollo da parte delle PMI, puntando ad una loro maggiore specializzazione e ad una minore standardizzazione (verticalizzazione dei Manuali). 4) le registrazioni e la tenuta della documentazione: 1) uniformare e minimizzare le procedure di registrazione da parte delle Autorità pubbliche, sia utilizzando le informazioni disponibili, sia riducendo il carico amministrativo. Per l Italia è necessario introdurre un unica Dichiarazione Inizio Attività, uniformare e migliorare le procedure attuali. 5) la flessibilità 1) Promuovere maggiormente, da parte delle autorità competenti, la flessibilità, per quanto riguarda l identificazione dei punti critici di controllo, i metodi di sorveglianza, il modo di conservare i documenti per evitare oneri inutili sulle PMI e rendere possibile l applicazione del pacchetto igiene nelle piccole imprese secondo le loro caratteristiche e la loro produzione. 6) la formazione: 1) garantire, con iniziative a livello locale, una migliore possibilità ed opportunità di formazione sull HACCP per gli operatori delle microimprese. 7) la competitività: 1) sollecitare le Autorità competenti ad avvalersi di tutto il margine di flessibilità offerto dalla legislazione per non compromettere la competitività delle PMI; 2) promuovere, attraverso nuovi strumenti (Scoreboard periodici, Osservatorio europeo) una pratica efficace dell informazione agli operatori del settore alimentare e alle imprese e una trasparenza sulla diversità delle situazioni che ancora persistono negli Stati dell UE sull attuazione dei regolamenti. 3) incentivare, a livello nazionale, l adozione di buone pratiche che sono state verificate essere di grande vantaggio per le PMI nel garantire l igiene e la sicurezza alimentare per capitalizzarle a vantaggio di tutti e permettere così un miglioramento 13

14 complessivo del processo di attuazione dei regolamenti del pacchetto igiene in Europa; Sia l individuazione delle problematiche sia l indicazione delle esperienze positive danno il quadro delle condizioni di competitività delle PMI alimentari. Un quadro ancora lontano dall obiettivo del pacchetto igiene di costituire il level playing field, un ambiente in cui tutte le imprese in un dato mercato, in particolare quelle artigiane e le piccole imprese, seguono le stesse regole e possono avere le stesse condizioni per competere. Tuttavia, le esperienze positive realizzate in alcuni paesi per rendere attuabili i Regolamenti nelle PMI, le indicazioni emerse dalla ricerca possono suggerire quali scelte possono essere più idonee non solo per costruire il level playing field ma anche per renderlo adatto alle PMI per giocare la loro partita per la competitività. 14

La norma internazionale sulla gestione della sicurezza alimentare (ISO 22000) nell attuale contesto legislativo

La norma internazionale sulla gestione della sicurezza alimentare (ISO 22000) nell attuale contesto legislativo La norma internazionale sulla gestione della sicurezza alimentare (ISO 22000) nell attuale contesto legislativo Il Pacchetto igiene : la normativa europea cogente in materia di sicurezza alimentare Maria

Dettagli

POSSIBILITA DI SEMPLIFICAZIONE NELL APPLICAZIONE DEL METODO HACCP E PROBLEMI APPLICATIVI

POSSIBILITA DI SEMPLIFICAZIONE NELL APPLICAZIONE DEL METODO HACCP E PROBLEMI APPLICATIVI Alberto Mancuso POSSIBILITA DI SEMPLIFICAZIONE NELL APPLICAZIONE DEL METODO HACCP E PROBLEMI APPLICATIVI Modena, 30 settembre 2004 Alberto Mancuso Le possibilità di semplificazione nell applicazione del

Dettagli

Benefici, costi e aspettative della certificazione ISO 14001 per le organizzazioni italiane

Benefici, costi e aspettative della certificazione ISO 14001 per le organizzazioni italiane Università degli Studi di Padova Dipartimento Ingegneria Industriale Centro Studi Qualità Ambiente In collaborazione con ACCREDIA Ente Italiano di Accreditamento Benefici, costi e aspettative della certificazione

Dettagli

ATTI DELLA GIUNTA REGIONALE

ATTI DELLA GIUNTA REGIONALE ALLEGATO 1 ATTI DELLA GIUNTA REGIONALE DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 8 marzo 2002, n. 282. Modalità di vigilanza in caso di autocontrollo. Formazione del personale alimentarista. Valutazione delle

Dettagli

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 12.7.2012 COM(2012) 385 final RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sull attuazione

Dettagli

Associazione Artigiani e P.M.I. del Biellese. Si al graduale superamento del contante, ma non a spese delle microimprese. Audizione Cna in Parlamento

Associazione Artigiani e P.M.I. del Biellese. Si al graduale superamento del contante, ma non a spese delle microimprese. Audizione Cna in Parlamento Associazione Artigiani e P.M.I. del Biellese Via Repubblica 56-13900 Biella Tel: 015 351121 - Fax: 015 351426 - C. F.: 81067160028 Internet: www.biella.cna.it - email: mailbox@biella.cna.it Certificato

Dettagli

Certificazione di affidabilità doganale e di sicurezza: L Operatore Economico Autorizzato (A.E.O.)

Certificazione di affidabilità doganale e di sicurezza: L Operatore Economico Autorizzato (A.E.O.) Certificazione di affidabilità doganale e di sicurezza: L Operatore Economico Autorizzato (A.E.O.) dott.ssa Cinzia Bricca Direttore Centrale Accertamenti e Controlli Agenzia delle Dogane Milano 25 marzo

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE RECANTE RATIFICA ED ESECUZIONE DELLA CONVENZIONE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI, N. 187, FATTA A GINEVRA IL 15 GIUGNO

DISEGNO DI LEGGE RECANTE RATIFICA ED ESECUZIONE DELLA CONVENZIONE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI, N. 187, FATTA A GINEVRA IL 15 GIUGNO DISEGNO DI LEGGE RECANTE RATIFICA ED ESECUZIONE DELLA CONVENZIONE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI, N. 155, FATTA A GINEVRA IL 22 GIUGNO 1981, E RELATIVO PROTOCOLLO, FATTO A GINEVRA IL 22 GIUGNO

Dettagli

Direzione Sanità Pubblica. Prot. n. /27 Torino, lì

Direzione Sanità Pubblica. Prot. n. /27 Torino, lì Direzione Sanità Pubblica Prot. n. /27 Torino, lì Ai Responsabili del SIAN delle ASL del Piemonte sedi Ai Responsabili del Servizio Veterinario delle ASL del Piemonte sedi Alle Associazioni dei produttori

Dettagli

Obiettivi e Strumenti

Obiettivi e Strumenti Libro verde sul quadro al 2030 per le politiche energetiche e climatiche Consultazione pubblica del Ministero dello Sviluppo Economico Risposte Confindustria Confindustria considera il tema affrontato

Dettagli

Agenzia Europea per la Sicurezza e Salute sul Lavoro

Agenzia Europea per la Sicurezza e Salute sul Lavoro Agenzia Europea per la Sicurezza e Salute sul Lavoro Agenzia Europea per la Sicurezza e Salute sul Lavoro Priorità e strategie nelle politiche di sicurezza e salute sul lavoro degli Stati membri dell Unione

Dettagli

L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export

L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export Roberto Monducci Istituto nazionale di statistica Direttore del Dipartimento per i conti nazionali e le statistiche

Dettagli

Il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi

Il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi Il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi CHE COS È Il RASFF, Rapid Alert System for Food and Feed (Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi) è stato istituito per fornire un efficace

Dettagli

I COMMENTI DI ISTITUTO AMBIENTE EUROPA AL D. Lgs. 81/08 ( TESTO UNICO ) 4 - FORMAZIONE DEI PREPOSTI: valutazioni e proposte

I COMMENTI DI ISTITUTO AMBIENTE EUROPA AL D. Lgs. 81/08 ( TESTO UNICO ) 4 - FORMAZIONE DEI PREPOSTI: valutazioni e proposte valutazioni e proposte FORMAZIONE DEI PREPOSTI: valutazioni e proposte di Attilio Pagano Psicologo del Lavoro e formatore 1. ANALISI CRITICA DELLE NORME Tra le principali innovazioni portate dal decreto

Dettagli

SICUREZZA SUL LAVORO: OBBLIGHI IN VIGORE E DI PROSSIMA SCADENZA PER I DATORI DI LAVORO

SICUREZZA SUL LAVORO: OBBLIGHI IN VIGORE E DI PROSSIMA SCADENZA PER I DATORI DI LAVORO SICUREZZA SUL LAVORO: OBBLIGHI IN VIGORE E DI PROSSIMA SCADENZA PER I DATORI DI LAVORO Artt. 28, 29, 34 e 37 del D.Lgs n. 81/2008 Accordi 21 dicembre 2011 in Conferenza Permanente tra Stato e Regioni e

Dettagli

CONSULTAZIONE SUL TRASFERIMENTO TRANSFRONTALIERO DELLA SEDE SOCIALE - Consultazione della DG MARKT

CONSULTAZIONE SUL TRASFERIMENTO TRANSFRONTALIERO DELLA SEDE SOCIALE - Consultazione della DG MARKT CONSULTAZIONE SUL TRASFERIMENTO TRANSFRONTALIERO DELLA SEDE SOCIALE - Consultazione della DG MARKT Introduzione Avvertenza preliminare: Il documento che segue è stato redatto dai servizi della direzione

Dettagli

The new outsourcing wave: multisourcing

The new outsourcing wave: multisourcing EVOLUZIONE DEI MODELLI DI OUTSOURCING La pratica dell outsourcing, cioè del trasferire all esterno dell azienda singole attività, processi o infrastrutture è in voga da tempo, e negli anni ha dimostrato

Dettagli

LA RISOLUZIONE DI GÖTEBORG

LA RISOLUZIONE DI GÖTEBORG TERZA CONFERENZA AMBIENTALE DEI MINISTRI E DEI LEADER POLITICI REGIONALI DELL'UNIONE EUROPEA LA RISOLUZIONE DI GÖTEBORG Dopo l incontro di preparazione tenuto nella regione Rhône-Alpes, Francia, il 28

Dettagli

Politica dell Unione europea per le PMI. Prof.ssa Ernestina Giudici

Politica dell Unione europea per le PMI. Prof.ssa Ernestina Giudici Politica dell Unione europea per le PMI Prof.ssa Ernestina Giudici Un inquadramento generale! Uno Small Business Act (SBA) per l Europa! Migliorare il contesto imprenditoriale! Promuovere l imprenditorialità!

Dettagli

Indagine sulla governance del Programma presso i Beneficiari Veneti e lezioni per il nuovo periodo di programmazione

Indagine sulla governance del Programma presso i Beneficiari Veneti e lezioni per il nuovo periodo di programmazione Dipartimento Politiche e Cooperazione internazionali Sezione Cooperazione Transfrontaliera e Territoriale Europea Programma per la cooperazione transfrontaliera Italia - Slovenia 2007-2013 Indagine sulla

Dettagli

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO. che accompagna il documento

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO. che accompagna il documento COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 3.7.2012 SWD(2012) 192 final C7-0180/12 DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento DIRETTIVA DEL PARLAMENTO

Dettagli

DNV GL - BUSINESS ASSURANCE

DNV GL - BUSINESS ASSURANCE Executive summary DNV GL - BUSINESS ASSURANCE SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Sommario Introduzione Metodologia e campione della ricerca Analisi dello scenario attuale Gestione della salute e sicurezza sul

Dettagli

Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori DOCUMENTO DI LAVORO

Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori DOCUMENTO DI LAVORO PARLAMENTO EUROPEO 2009-2014 Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori 26.10.2009 DOCUMENTO DI LAVORO relativo alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

Dettagli

Liberalizzazione del trasporto ferroviario in Italia

Liberalizzazione del trasporto ferroviario in Italia Contributo personale Ing. Patrizio Grillo - Rappresentanza Commissione Europea - D.G. Move (Deputy of Head Unit) Liberalizzazione del trasporto ferroviario in Italia Osservazioni preliminari Nel corso

Dettagli

Regolamento concernente la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 626 del 19 settembre 1994 e del D.M. 363/98.

Regolamento concernente la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 626 del 19 settembre 1994 e del D.M. 363/98. Regolamento concernente la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 626 del 19 settembre 1994 e del D.M. 363/98. Art. 1 - Datore di lavoro 1. Il Rettore, quale Rappresentante legale

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO IT IT IT COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 24.6.2009 COM(2009) 282 definitivo RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO sull applicazione del regolamento (CEE) n. 259/93

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute DIPARTIMENTO PER LA SANITA PUBBLICA VETERINARIA, LA NUTRIZIONE E LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI - DIREZIONE GENERALE DELLA SANITA ANIMALE E DEL FARMACO VETERINARIO - UFFICIO VI PROTEZIONE

Dettagli

Organizzazione del sistema prevenzionale nelle Piccole e Medie Imprese con riferimento ai Sistemi di Gestione della Sicurezza.

Organizzazione del sistema prevenzionale nelle Piccole e Medie Imprese con riferimento ai Sistemi di Gestione della Sicurezza. Organizzazione del sistema prevenzionale nelle Piccole e Medie Imprese con riferimento ai Sistemi di Gestione della Sicurezza. Linee guida PRESENTAZIONE Il presente lavoro costituisce un estratto da una

Dettagli

Ricerca e innovazione

Ricerca e innovazione CAPITOLO 11 Ricerca e innovazione Alla base del progresso Ricerca e innovazione costituiscono una determinante indiretta del benessere. Sono alla base del progresso sociale ed economico e danno un contributo

Dettagli

STANDARD DI SORVEGLIANZA PER SISTEMI DI PAGAMENTO AL DETTAGLIO IN EURO Risposte ai commenti pervenuti nel quadro della procedura di consultazione

STANDARD DI SORVEGLIANZA PER SISTEMI DI PAGAMENTO AL DETTAGLIO IN EURO Risposte ai commenti pervenuti nel quadro della procedura di consultazione BANCA CENTRALE EUROPEA STANDARD DI SORVEGLIANZA PER SISTEMI DI PAGAMENTO AL DETTAGLIO IN EURO Risposte ai commenti pervenuti nel quadro della procedura di consultazione L 8 luglio 2002 l Eurosistema ha

Dettagli

BIELLA Associazione Provinciale. Energia, bolletta molto salata per le piccole imprese

BIELLA Associazione Provinciale. Energia, bolletta molto salata per le piccole imprese BIELLA Associazione Provinciale Via Repubblica 56-13900 Biella Tel: 015 351121- Fax: 015 351426 Internet: www.biella.cna.it email: mailbox@biella.cna.it Certificato n IT07/0030 Energia, bolletta molto

Dettagli

- 2 trimestre 2014 -

- 2 trimestre 2014 - INDAGINE TRIMESTRALE SULLA CONGIUNTURA IN PROVINCIA DI TRENTO - 2 trimestre 2014 - Sommario Riepilogo dei principali risultati... 2 Giudizio sintetico sul trimestre... 3 1. Il quadro generale... 4 1.1

Dettagli

REGOLAMENTO (UE) N. 333/2014 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

REGOLAMENTO (UE) N. 333/2014 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO 5.4.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 103/15 REGOLAMENTO (UE) N. 333/2014 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell 11 marzo 2014 che modifica il regolamento (CE) n. 443/2009 al fine di definire

Dettagli

L armonizzazione contabile

L armonizzazione contabile L armonizzazione contabile La globalizzazione dei mercati finanziari ha determinato una spinta notevole all armonizzazione dei bilanci delle società, tradizionalmente redatti secondo norme e principi che

Dettagli

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO: GUIDA PRATICA PER L APPLICAZIONE IN AZIENDA

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO: GUIDA PRATICA PER L APPLICAZIONE IN AZIENDA Attenzione: la Guida che state stampando è aggiornata al 10/09/2007. I file allegati con estensione.doc,.xls,.pdf,.rtf, etc. non verranno stampati automaticamente; per averne copia cartacea è necessario

Dettagli

Dossier. Agenzia Fiorentina per l Energia. Breve nota sull Agenzia Fiorentina per l Energia ed i servizi per il territorio in campo energetico.

Dossier. Agenzia Fiorentina per l Energia. Breve nota sull Agenzia Fiorentina per l Energia ed i servizi per il territorio in campo energetico. Dossier Agenzia Fiorentina per l Energia 2015 Breve nota sull Agenzia Fiorentina per l Energia ed i servizi per il territorio in campo energetico. Agenzia Fiorentina per l 'Energia Viale Belfiore, 4 50144

Dettagli

INTERNAZIONALIZZAZIONE PASSIVA E ATTRATTIVITÀ

INTERNAZIONALIZZAZIONE PASSIVA E ATTRATTIVITÀ INTERNAZIONALIZZAZIONE PASSIVA E ATTRATTIVITÀ Se confrontata con i principali paesi europei, l Italia si colloca nella fascia bassa, per quanto riguarda la presenza di imprese estere sul proprio territorio.

Dettagli

01-02 - 03-04 - VANTAGGI E BENEFICI

01-02 - 03-04 - VANTAGGI E BENEFICI Indice: 01 - Cosa è un SGSL 02 - Cosa è un MOG 03 - Differenze tra SGSL e MOG 04 - VANTAGGI E BENEFICI del SGSL e del MOG 05 - Lo SGRAVIO del Premio Assicurativo INAIL 06 - L opportunità del FINANZIAMENTO

Dettagli

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO. che accompagna il documento

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO. che accompagna il documento COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 30.1.2014 SWD(2014) 29 final DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento Proposta di REGOLAMENTO DEL

Dettagli

Rapporto esplicativo sulla revisione parziale dell ordinanza concernente l Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni

Rapporto esplicativo sulla revisione parziale dell ordinanza concernente l Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni Rapporto esplicativo sulla revisione parziale dell ordinanza concernente l Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni 11 settembre 2013 - 2 - Inhalt 1 Contesto 2 Valutare le esigenze in

Dettagli

Playing by the Rules: Optimizing Travel Policy and Compliance

Playing by the Rules: Optimizing Travel Policy and Compliance Playing by the Rules: Optimizing Travel Policy and Compliance A CWT White Paper Una panoramica sui temi della travel policy e compliance Carlson Wagonlit Travel (CWT), l azienda leader mondiale nel settore

Dettagli

WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO SALUTE E SICUREZZA COSA FARE PRIMA DI INIZIARE L ATTIVITÀ A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA

WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO SALUTE E SICUREZZA COSA FARE PRIMA DI INIZIARE L ATTIVITÀ A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO SALUTE E SICUREZZA A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO PREMESSA... 3 ORGANIZZA IL TUO LUOGO DI LAVORO... 3 SCOPRI A QUALE CLASSE DI RISCHIO APPARTIENE

Dettagli

I regimi di qualità riconosciuti a livello comunitario: D.O.P., I.G.P., S.T.G. e indicazioni facoltative di qualità TITOLO RELAZIONE

I regimi di qualità riconosciuti a livello comunitario: D.O.P., I.G.P., S.T.G. e indicazioni facoltative di qualità TITOLO RELAZIONE TITOLO RELAZIONE I regimi di qualità riconosciuti a livello comunitario: D.O.P., I.G.P., S.T.G. e indicazioni facoltative di qualità A partire dal 3 gennaio 2013 è entrato in vigore il regolamento (UE)

Dettagli

PROMUOVERE L ACCESSIBILITA DELLE INFORMAZIONI PER UN APPRENDIMENTO PER TUTTO L ARCO DELLA VITA

PROMUOVERE L ACCESSIBILITA DELLE INFORMAZIONI PER UN APPRENDIMENTO PER TUTTO L ARCO DELLA VITA PROMUOVERE L ACCESSIBILITA DELLE INFORMAZIONI PER UN APPRENDIMENTO PER TUTTO L ARCO DELLA VITA L accesso all informazione è un diritto fondamentale di ogni studente, con o senza disabilità e/o specifiche

Dettagli

MECCANISMI REGOLATORI DI INCENTIVAZIONE PER LO SVILUPPO DI ULTERIORI PRESTAZIONI DI PUNTA DA STOCCAGGIO DEL SISTEMA NAZIONALE DEL GAS

MECCANISMI REGOLATORI DI INCENTIVAZIONE PER LO SVILUPPO DI ULTERIORI PRESTAZIONI DI PUNTA DA STOCCAGGIO DEL SISTEMA NAZIONALE DEL GAS DOCUMENTO PER LA CONSULTAZIONE 656/2014/R/GAS MECCANISMI REGOLATORI DI INCENTIVAZIONE PER LO SVILUPPO DI ULTERIORI PRESTAZIONI DI PUNTA DA STOCCAGGIO DEL SISTEMA NAZIONALE DEL GAS Documento per la consultazione

Dettagli

"L impatto dell Information Technology sulle aziende del terziario in Italia"

L impatto dell Information Technology sulle aziende del terziario in Italia "L impatto dell Information Technology sulle aziende del terziario in Italia" Sintesi per la stampa Ricerca promossa da Microsoft e Confcommercio realizzata da NetConsulting Roma, 18 Marzo 2003 Aziende

Dettagli

CAMERA DI COMMERCIO - SALONE DEL CONSIGLIO L IVA nell Unione europea: una nuova cultura fiscale di impresa LA POSIZIONE DEL MONDO

CAMERA DI COMMERCIO - SALONE DEL CONSIGLIO L IVA nell Unione europea: una nuova cultura fiscale di impresa LA POSIZIONE DEL MONDO GENOVA - 30 GIUGNO 2009 - ORE 9.30 CAMERA DI COMMERCIO - SALONE DEL CONSIGLIO L IVA nell Unione europea: una nuova cultura fiscale di impresa LA POSIZIONE DEL MONDO IMPRENDITORIALE SULLA FATTURAZIONE ELETTRONICA

Dettagli

COMUNICATO STAMPA presente sul sito: www.unrae.it

COMUNICATO STAMPA presente sul sito: www.unrae.it COMUNICATO STAMPA presente sul sito: www.unrae.it unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri Lo afferma il Presidente dell UNRAE, Salvatore Pistola IL PROGRESSO DEL MERCATO DELL AUTO PRINCIPALE

Dettagli

normativa Gianfranco Torriero Direttore Centrale Area Centro Studi e Ricerche ABI

normativa Gianfranco Torriero Direttore Centrale Area Centro Studi e Ricerche ABI L esperienza ABI nell analisi di impatto economico della normativa Gianfranco Torriero Direttore Centrale Area Centro Studi e Ricerche ABI Convegno Il ruolo del Consiglio di Amministrazione nel governo

Dettagli

Il ruolo dei verificatori ambientali

Il ruolo dei verificatori ambientali Il ruolo dei verificatori ambientali Certiquality Direttore Marketing Armando Romaniello 1 CERTIQUALITY SALUTE E SICUREZZA Certiquality è stata fondata quasi vent anni fa da Federchimica ed Assolombarda

Dettagli

Valutazione delle procedure di autocontrollo di un ente gestore

Valutazione delle procedure di autocontrollo di un ente gestore Valutazione delle procedure di autocontrollo di un ente gestore Dr.Fiorella Costa TREVISO 5 DICEMBRE 2007 1 Con il Decreto Legislativo 31/2001 e la DGRV 4080/2004 il panorama legislativo delle acque destinate

Dettagli

Modifiche e integrazioni introdotte al D. Lgs. 81/2008 da:

Modifiche e integrazioni introdotte al D. Lgs. 81/2008 da: Modifiche e integrazioni introdotte al D. Lgs. 81/2008 da: DL 69/2013, convertito dalla L 98/2013 (cosiddetto decreto del fare ) DL 77/2013, convertito dalla L 99/2013 (che modifica solo l art. 306) 3

Dettagli

E. Struttura e organizzazione del sistema

E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E.1 Sistema di gestione L azienda dovrebbe strutturare il SGSL seguendo i contenuti espressi nel presente documento,

Dettagli

Le sfide future per il Facility Management: l open facility management come nuova soluzione

Le sfide future per il Facility Management: l open facility management come nuova soluzione CHE COS È IL FACILITY MANAGEMENT Il Facility Management è una disciplina in continua evoluzione ed infatti in un contesto altamente dinamico, tipico della società odierna, si trova a dover interpretare

Dettagli

VALUTAZIONE DELL IMPATTO DELLA FORMAZIONE SULL ORGANIZZAZIONE INTERNA

VALUTAZIONE DELL IMPATTO DELLA FORMAZIONE SULL ORGANIZZAZIONE INTERNA DIREZIONE ATTIVITA AMMINISTRATIVA SERVIZIO ORGANIZZAZIONE E GESTIONE RISORSE UMANE UFFICIO ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA VALUTAZIONE DELL IMPATTO DELLA FORMAZIONE SULL ORGANIZZAZIONE INTERNA Report finali

Dettagli

6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO

6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO 6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO Nel comprendere le strategie formative adottate dalle grandi imprese assume una particolare rilevanza esaminare come si distribuiscano le spese complessivamente sostenute

Dettagli

Regolamento di Ateneo per l applicazione delle norme su sicurezza e salute sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e del D.I. 363 del 5.8.

Regolamento di Ateneo per l applicazione delle norme su sicurezza e salute sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e del D.I. 363 del 5.8. Regolamento di Ateneo per l applicazione delle norme su sicurezza e salute sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e del D.I. 363 del 5.8.98 Art. 1 - Individuazione del Datore di lavoro e definizione

Dettagli

Strategia della sorveglianza sulle assicurazioni in Svizzera

Strategia della sorveglianza sulle assicurazioni in Svizzera Strategia della sorveglianza sulle assicurazioni in Svizzera 1. Base legale...2 2. Compiti principali...2 3. Esigenze per l adempimento dei compiti principali...2 3.1. Cultura della responsabilità...3

Dettagli

I RAPPORTI FRA R.L.S. E ORGANO DI VIGILANZA

I RAPPORTI FRA R.L.S. E ORGANO DI VIGILANZA Massimo Gigli* I RAPPORTI FRA R.L.S. E ORGANO DI VIGILANZA *Responsabile Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro A.S.L. n. 2 Distretto del Perugino Prima di passare ad analizzare le possibilità

Dettagli

RACCOMANDAZIONE SUL LAVORO DIGNITOSO PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DOMESTICI, 2011 1

RACCOMANDAZIONE SUL LAVORO DIGNITOSO PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DOMESTICI, 2011 1 Raccomandazione 201 RACCOMANDAZIONE SUL LAVORO DIGNITOSO PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DOMESTICI, 2011 1 La Conferenza generale dell Organizzazione Internazionale del Lavoro, convocata a Ginevra dal

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO ATTENZIONE: LA PRESENTE SCHEDA RIGUARDA LA SCUOLA PRIMARIA E LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO SI PREGA DI LEGGERE LE SEGUENTI ISTRUZIONI CON LA MASSIMA ATTENZIONE Anche per il 0 è prevista la raccolta

Dettagli

Il sistema delle attestazioni SOA negli appalti pubblici: analisi e prospettive

Il sistema delle attestazioni SOA negli appalti pubblici: analisi e prospettive Il sistema delle attestazioni SOA negli appalti pubblici: analisi e prospettive Presentazione dei risultati dello studio Roma, 13 maggio 2014 www.nomisma.it Impianto metodologico OGGETTO Studio sul sistema

Dettagli

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO. che accompagna il documento. Raccomandazione della Commissione

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO. che accompagna il documento. Raccomandazione della Commissione COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 14.7.2014 SWD(2014) 233 final DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento Raccomandazione della Commissione

Dettagli

INTRODUZIONE. i quaderni di minerva bancaria - 1/2014 5

INTRODUZIONE. i quaderni di minerva bancaria - 1/2014 5 Il mercato del risparmio gestito, che negli anni 90 era stato caratterizzato da una crescita impetuosa, nell ultimo decennio è stato interessato da distinte dinamiche locali influenzate da una molteplicità

Dettagli

Audizione. Assinform

Audizione. Assinform Audizione di Assinform Associazione italiana dell Information Technology presso la 10 a Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) del Senato della Repubblica nell ambito dell esame del disegno

Dettagli

A LA FORMAZIONE DEGLI ALIMENTARISTI IN REGIONE TOSCANA

A LA FORMAZIONE DEGLI ALIMENTARISTI IN REGIONE TOSCANA Allegato A LA FORMAZIONE DEGLI ALIMENTARISTI IN REGIONE TOSCANA (in attuazione della L.R. n. 24/2003, art. 2 e dei Regolamenti (CE) N. 852/2004 e 853/2004) 1 1. Premessa La formazione degli alimentaristi

Dettagli

Guida alla realizzazione di un sistema di gestione ambientale secondo le norme ISO 14001 e Regolamento EMAS III

Guida alla realizzazione di un sistema di gestione ambientale secondo le norme ISO 14001 e Regolamento EMAS III GREEN MANAGEMENT Guida alla realizzazione di un sistema di gestione ambientale secondo le norme ISO 14001 e Regolamento EMAS III Come condurre l analisi ambientale iniziale, redigere un manuale e le procedure

Dettagli

L approccio sistemico nell organizzazione e gestione della sicurezza: i sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro.

L approccio sistemico nell organizzazione e gestione della sicurezza: i sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro. L approccio sistemico nell organizzazione e gestione della sicurezza: i sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro. ing-. Laura Dizorz INAIL D.R. Friuli Venezia Giulia C.T.E Udine, 21 gennaio 2010

Dettagli

Bologna, 13 Aprile 2010. Marco Ottolenghi, ERVET

Bologna, 13 Aprile 2010. Marco Ottolenghi, ERVET Bologna, 13 Aprile 2010 Marco Ottolenghi, ERVET Emas III iter e struttura Lo scorso 22 Dicembre si è concluso il lungo iter di revisione ( ) del Regolamento EMAS con la pubblicazione del Regolamento 1221/2009

Dettagli

ANALISI D IMPATTO SULL ARCHIVIO DELLE PERDITE STORICAMENTE REGISTRATE SULLE POSIZIONI IN DEFAULT

ANALISI D IMPATTO SULL ARCHIVIO DELLE PERDITE STORICAMENTE REGISTRATE SULLE POSIZIONI IN DEFAULT ANALISI D IMPATTO SULL ARCHIVIO DELLE PERDITE STORICAMENTE REGISTRATE SULLE POSIZIONI IN DEFAULT Indice 1. Introduzione... 1 2. Gli obiettivi del regolatore... 1 3. Aree informative e opzioni segnaletiche...

Dettagli

Il nuovo accordo di Basilea sui requisiti patrimoniali

Il nuovo accordo di Basilea sui requisiti patrimoniali Il nuovo accordo di Basilea sui requisiti patrimoniali L accordo per i requisiti patrimoniali delle banche ha modificato il rapporto tra imprese e mondo finanziario. L accordo si articola in tre punti

Dettagli

LEGGI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO

LEGGI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO MODULO 6 IGIENE E SICUREZZA SUL LAVORO LEGGI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO Introduzione La prevenzione degli infortuni lavorativi e delle malattie professionali è stata sempre al centro dell interesse

Dettagli

Considerazioni generali

Considerazioni generali Roma, 29 settembre 2011 Oggetto: SCHEMA DI DISPOSIZIONI SUL PROCESSO DI ATTUAZIONE DELLA POLITICA DI INVESTIMENTO - OSSERVAZIONI ASSOFONDIPENSIONE Considerazioni generali Assofondipensione esprime apprezzamento

Dettagli

Comunicazione del 20 aprile 2010. Credito revolving concesso con carte di credito: cautele e indirizzi per gli operatori.

Comunicazione del 20 aprile 2010. Credito revolving concesso con carte di credito: cautele e indirizzi per gli operatori. Comunicazione del 20 aprile 2010. Credito revolving concesso con carte di credito: cautele e indirizzi per gli operatori. Nell ambito dell attività di vigilanza la Banca d Italia ha svolto approfondimenti

Dettagli

ASSOCIAZIONE ITALIANA DI GROSSISTI DI ENERGIA E TRADER

ASSOCIAZIONE ITALIANA DI GROSSISTI DI ENERGIA E TRADER Spett.le Autorità per l energia elettrica, il gas e il sistema idrico Direzione Mercati Piazza Cavour 5 20121 Milano Milano, 18 Settembre 2015 Osservazioni al DCO 409/2015/R/gas Riforma della regolazione

Dettagli

QUADRO DI CONSULTAZIONE MODIFICATO SOLVIBILITÀ II

QUADRO DI CONSULTAZIONE MODIFICATO SOLVIBILITÀ II COMMISSIONE EUROPEA DG Mercato interno e servizi ISTITUZIONI FINANZIARIE Assicurazioni e pensioni Aprile 2006 MARKT/2515/06 QUADRO DI CONSULTAZIONE MODIFICATO SOLVIBILITÀ II Finalità del presente documento

Dettagli

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. BS OHSAS 18001 (ed. 2007) 1/10 progetto Tecnico OHSAS 18001

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. BS OHSAS 18001 (ed. 2007) 1/10 progetto Tecnico OHSAS 18001 PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA BS OHSAS 18001 (ed. 2007) Rev. 0 del 13/01/09 1/10 progetto Tecnico OHSAS 18001 Premessa La norma OHSAS 18001 rappresenta uno

Dettagli

Teleriscaldamento a biomasse: i risultati dell Indagine Conoscitiva

Teleriscaldamento a biomasse: i risultati dell Indagine Conoscitiva Teleriscaldamento a biomasse: i risultati dell Indagine Conoscitiva Fabio Massimo Esposito (*) Direzione Energia e Industria di Base, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Convegno Annuale FIPER,

Dettagli

LE LINEE DI RIFORMA DELLA STRUTTURA DELLA CONTRATTAZIONE IL DOCUMENTO CONDIVISO DA UIL, CISL E CONFINDUSTRIA

LE LINEE DI RIFORMA DELLA STRUTTURA DELLA CONTRATTAZIONE IL DOCUMENTO CONDIVISO DA UIL, CISL E CONFINDUSTRIA LE LINEE DI RIFORMA DELLA STRUTTURA DELLA CONTRATTAZIONE IL DOCUMENTO CONDIVISO DA UIL, CISL E CONFINDUSTRIA 1) Perché la riforma del modello contrattuale: Nell attuale scenario, il modello contrattuale

Dettagli

IL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL COMUNE DI FIRENZE. Manuale applicativo

IL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL COMUNE DI FIRENZE. Manuale applicativo IL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL COMUNE DI FIRENZE Manuale applicativo Firenze, 23 luglio 2009 INDICE 1. PREMESSA 2. I PRINCIPI DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE 3. COSA SI VALUTA 4. LA VALUTAZIONE DEI RISULTATI

Dettagli

CATALOGO CORSI 2015. In.Co.S srl International Consultant Service Via Guastalla 6 10124 Torino Italy info@incos-consulting.com Mob: +39 349 2577085

CATALOGO CORSI 2015. In.Co.S srl International Consultant Service Via Guastalla 6 10124 Torino Italy info@incos-consulting.com Mob: +39 349 2577085 CATALOGO CORSI 2015 INDICE CORSI APPROVATI DA ENTE DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE ACCREDITATO ISO/IEC 17024... 3 ISO 9001:08 SISTEMI DI GESTIONE QUALITÀ... 4 ISO 22000:05 SISTEMI DI GESTIONE DELLA

Dettagli

CATALOGO CORSI AREA AGROALIMENTARE

CATALOGO CORSI AREA AGROALIMENTARE CATALOGO CORSI AREA AGROALIMENTARE Anno 2013 Per tutte le aziende della filiera agro-alimentare, la gestione dei rischi legati alla Qualità, Salute & Sicurezza, Ambiente è diventata un importante priorità.

Dettagli

Ruolo dei distributori/importatori di sostanze chimiche sul territorio nazionale, in un'ottica di mercato globale.

Ruolo dei distributori/importatori di sostanze chimiche sul territorio nazionale, in un'ottica di mercato globale. Ruolo dei distributori/importatori di sostanze chimiche sul territorio nazionale, in un'ottica di mercato globale. Compiti, sfide e necessità di supporto Roma, 25 ottobre 2007 dott. Giorgio BONETTI - Presidente

Dettagli

Comparti produttivi e presenza di agenti chimici: la valutazione del rischio ai sensi del D. lgs. 81/08

Comparti produttivi e presenza di agenti chimici: la valutazione del rischio ai sensi del D. lgs. 81/08 Supporto alle PMI nell adeguamento alle nuove regole per i comparti artigiani che utilizzano sostanze e miscele Comparti produttivi e presenza di agenti chimici: la valutazione del rischio ai sensi del

Dettagli

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA ing. Davide Musiani Modena- Mercoledì 8 Ottobre 2008 L art. 30 del D.Lgs 81/08 suggerisce due modelli organizzativi e di controllo considerati idonei ad avere efficacia

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 24.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 352/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli

Dettagli

La Cgil, pur non condividendo le Linee Guida ha dichiarato che parteciperà al tavolo di confronto allargato sulla riforma del modello contrattuale.

La Cgil, pur non condividendo le Linee Guida ha dichiarato che parteciperà al tavolo di confronto allargato sulla riforma del modello contrattuale. LA RIFORMA DELLA STRUTTURA DELLA CONTRATTAZIONE: IL DOCUMENTO SULLE LINEE DI RIFORMA DELLA STRUTTURA DELLA CONTRATTAZIONE SOTTOSCRITTO DA CISL, UIL E CONFINDUSTRIA La riforma del modello contrattuale La

Dettagli

DIRETTIVA 2014/33/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

DIRETTIVA 2014/33/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO 29.3.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 96/251 DIRETTIVA 2014/33/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 febbraio 2014 per l armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative

Dettagli

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali UFFICIO STAMPA I CONFERENZA NAZIONALE SULL ALCOL Più salute meno rischi Costruire alleanze per il benessere e la sicurezza SCHEDA ALCOL: L ATTIVITA

Dettagli

3. ANALISI DELL OFFERTA DI ENERGIA ELETTRICA

3. ANALISI DELL OFFERTA DI ENERGIA ELETTRICA 3. ANALISI DELL OFFERTA DI ENERGIA ELETTRICA 3.1 LA CONGIUNTURA ELETTRICA NAZIONALE I dati relativi alla congiuntura elettrica nazionale possono essere ricavati dai seguenti rapporti: > Dati statistici

Dettagli

Sistema di analisi dei rischi e punti di controllo critici (HACCP)

Sistema di analisi dei rischi e punti di controllo critici (HACCP) Sistema di analisi dei rischi e punti di controllo critici (HACCP) 1 Premessa Il sistema HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points), che fonda su solide basi scientifiche, definisce i rischi specifici

Dettagli

Le indicazioni e le iniziative del coordinamento delle Regioni

Le indicazioni e le iniziative del coordinamento delle Regioni La valutazione dello stress lavoro-correlato: potenzialità e limiti di un obbligo legislativo Bologna 23 ottobre 2014 Le indicazioni e le iniziative del coordinamento delle Regioni Fulvio d Orsi Coordinatore

Dettagli

SOLUZIONE s.r.l. Centro Servizi Tecnici Via Vittorio Emanuele II n 131-50134 Firenze ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI

SOLUZIONE s.r.l. Centro Servizi Tecnici Via Vittorio Emanuele II n 131-50134 Firenze ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI SOLUZIONE s.r.l. Centro Servizi Tecnici Via Vittorio Emanuele II n 131-50134 Firenze ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI Analisi fabbisogni su campione di aziende della provincia di Firenze 2007-2008 Firenze,

Dettagli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, 101 Raccomandazione della Commissione 15 febbraio 2005, n. 2005/162/Ce, sul ruolo degli amministratori senza incarichi esecutivi o dei membri del consiglio di sorveglianza delle società quotate e sui comitati

Dettagli

Costi, benefici e aspettative della certificazione ISO 14001 per le organizzazioni italiane

Costi, benefici e aspettative della certificazione ISO 14001 per le organizzazioni italiane In collaborazione con UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PADOVA Dipartimento di Processi Chimici dell Ingegneria Centro Studi Qualità Ambiente Costi, benefici e aspettative della certificazione ISO 14001 per le

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA Doc. XVIII n. 98 RISOLUZIONE DELLA 13ª COMMISSIONE PERMANENTE (Territorio, ambiente, beni ambientali) (Estensore FLUTTERO) approvata nella seduta del 22 giugno 2011

Dettagli

IRROGAZIONE DI UNA SANZIONE AMMINISTRATIVA PECUNIARIA IN MATERIA DI OBBLIGHI DI SICUREZZA DEL SERVIZIO DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE

IRROGAZIONE DI UNA SANZIONE AMMINISTRATIVA PECUNIARIA IN MATERIA DI OBBLIGHI DI SICUREZZA DEL SERVIZIO DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE DELIBERAZIONE 21 MAGGIO 2015 234/2015/S/GAS IRROGAZIONE DI UNA SANZIONE AMMINISTRATIVA PECUNIARIA IN MATERIA DI OBBLIGHI DI SICUREZZA DEL SERVIZIO DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE L AUTORITÀ PER L ENERGIA

Dettagli

CIRCOLARE N. 31/E. Roma, 6 luglio 2011

CIRCOLARE N. 31/E. Roma, 6 luglio 2011 CIRCOLARE N. 31/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 6 luglio 2011 OGGETTO: Tutela della sicurezza stradale e della regolarità del mercato dell autotrasporto di cose per conto di terzi - Applicazione

Dettagli

Servizio di prevenzione e protezione dai rischi

Servizio di prevenzione e protezione dai rischi Servizio di prevenzione e protezione dai rischi Il DATORE di lavoro DESIGNA (oppure) INCARICA NOMINA Servizio INTERNO di prevenzione e protezione Servizio ESTERNO di consulenza alla sicurezza MEDICO competente

Dettagli

Il Consiglio dell Unione si pronuncia sui tirocini: adottata la Raccomandazione su un quadro di qualità per i tirocini

Il Consiglio dell Unione si pronuncia sui tirocini: adottata la Raccomandazione su un quadro di qualità per i tirocini Il Consiglio dell Unione si pronuncia sui tirocini: adottata la Raccomandazione su un quadro di qualità per i tirocini Premesse: la proposta della Commissione Lo scorso 10 marzo 2014, in occasione del

Dettagli