ATTUAZIONE DELLE NORME EUROPEE SULL IGIENE PER LE IMPRESE DELL ALIMENTAZIONE E SALVAGUARDIA DELLE CONDIZIONI DI COMPETITIVITA DELLE PMI

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1 RICERCA ATTUAZIONE DELLE NORME EUROPEE SULL IGIENE PER LE IMPRESE DELL ALIMENTAZIONE E SALVAGUARDIA DELLE CONDIZIONI DI COMPETITIVITA DELLE PMI Promotrice: CNA Alimentare Organismo di Ricerca: Accademia Avignon dell Artigianato e delle PMI, Bruxelles Ricercatore Senior: Blando Palmieri Ricercatore Junior: Diego Rigato ESTRATTO Bruxelles, 16 settembre

2 ABSTRACT Il presente Abstract riassume le problematiche evidenziate nell attuazione dei diversi punti dei Regolamenti europei 852 e 853/2004, le iniziative adottate nei 10 Stati membri, sui quali si è concentrata la ricerca, per permettere l adozione della nuova regolamentazione nelle imprese alimentari ed i suggerimenti dei partecipanti alla ricerca per migliorare la legislazione europea in modo che essa possa non compromettere la competitività delle PMI alimentari. Sia l individuazione delle problematiche e l indicazione delle esperienze positive danno il quadro delle condizioni di competitività delle PMI alimentari. Un quadro ancora lontano dall obiettivo del pacchetto igiene di costruire il level playing field, cioè un ambiente in cui tutte le imprese in un dato mercato, in particolare quelle artigiane e le piccole imprese, seguono le stesse regole e possono avere le stesse condizioni per competere. Tuttavia, le esperienze positive realizzate in alcuni paesi per rendere attuabile i Regolamenti nelle PMI e le indicazioni fornite dalla ricerca possono suggerire quali scelte adottare non solo per costruire il level playing field ma anche per renderlo adatto alle PMI per giocare la loro partita per la competitività. 1. Attuazione dei principi HACCP La ricerca ha evidenziato, nei paesi della ricerca, l esistenza di alcune problematiche riferite all attuazione delle diverse parti dei Regolamenti. Riguardo all attuazione dei principi HACCP i risultati evidenziano l esistenza di una difficoltà per le piccole imprese ad attuare i principi del modello HACCP. Le ragioni di questa difficoltà vengono indicate in alcuni casi: 1) nelle difficoltà ad attuare l autocontrollo (Austria, Italia, Regno Unito); 2) nelle eccessive prescrizioni documentali richieste (Germania, Spagna); 3) nel diverso atteggiamento delle Autorità (più realistico o più flessibile) verso l applicazione dei principi (Italia, Svezia); 4) nella difficoltà degli operatori di essere formati o di pagare per le consulenze (Commissione). In Italia, l introduzione delle nuova normativa ha creato, soprattutto inizialmente, difficoltà alle piccole e medie imprese. Una difficoltà dovuta alla complessità della normativa e alla mancanza di linee guide per attuare le nuove norme. Ciò inizialmente ha spinto le aziende, per il timore di incorre in sanzioni, a curare gli adempimenti formali più che concentrarsi sui piani di autocontrollo. Secondo le PMI italiane, c è una relazione tra sistema produttivo e sistema di controllo nella consapevolezza che questi processi possano elevare il livello di qualità complessivo 2

3 e pertanto è necessaria una collaborazione tra Autorità ed imprese. Occorre inoltre puntare sulla semplificazione della normativa perché spesso richiedono un interpretazione che espone l impresa a dei rischi. L autorità competente italiana afferma che si è impegnata ad attuare i principi HACCP con le necessarie deroghe, anche se le imprese italiane seguivano le norme già prima dell entrata in vigore del regolamento 852 e quindi hanno avuto meno problemi di adeguamento. Le norme HACCP attenuano la normativa precedente trasferendo la responsabilità della sicurezza dei prodotti dalle autorità alle imprese. Anche la Commissione, nel suo rapporto al Parlamento Europeo, pubblicato alla fine di Luglio scorso, ha menzionato che sono state lamentate eccessive prescrizioni documentali che vengono richieste alle piccole imprese per dimostrare la conformità ai principi HACCP e che persistono ancora problemi rispetto alle capacità delle AC di valutare adeguatamente le procedure basate sul sistema HACCP. La ricerca ha anche individuato iniziative condotte in alcuni Stati membri per rendere più facilmente attuabili i principi HACCP nelle PMI. Tra queste figurano le iniziative assunte nel Regno Unito che prevedono che le autorità locali aiutino le imprese producendo guide specifiche per settore nel processo di adeguamento alla normativa. Sempre nel Regno Unito la Food Standard Agency (FSA) produce guide e organizza la formazione per aiutare gli ispettori a verificare l efficacia delle procedure HACCP. In Ungheria è in preparazione un insieme di linee guida che permetterà l applicazione semplificata dei requisiti igienici nelle PMI. Il Lussemburgo ha adottato una certa flessibilità per le PMI nell attuazione delle procedure basate sul sistema HACCP. Sul tema della semplificazione delle procedure previste dai Regolamenti la ricerca presenta l esperienza del Belgio dove: 1) l applicazione del sistema HACCP è semplificata nel senso che l analisi dei rischi può basarsi su una guida di corretta prassi o su un documento di riferimento per il settore. I primi tre principi HACCP possono quindi non essere effettuati direttamente dall operatore; 2) il processo di registrazione è meno restrittivo e la documentazione è ridotta al minimo; 3

4 3) il sistema di autocontrollo è basato sul monitoraggio dei punti critici; 4) la registrazione delle osservazioni è limitata ai valori non conformi, e, quando necessario, all attuazione di opportune azioni correttive; 5) in alcuni casi si può supporre che tutti i rischi alimentari possano essere controllati applicando i requisiti igienici di base. Sulla valutazione dei documenti per la dimostrazione dei principi basati sul modello HACCP, la nostra indagine nei 10 paesi dell UE segnala un 45% delle riposte che definiscono difficile la documentazione (questo dato include l Austria, la Germania, il Lussemburgo, la Slovenia e l Ungheria); l 11% delle risposte definiscono lunga la documentazione da elaborare (questo dato include la Slovenia). Nel Regno Unito e in Spagna la documentazione è considerata accettabile. La collaborazione tra autorità pubbliche per la produzione e la diffusione delle guide, la semplificazione delle procedure e della documentazione per l adozione dei principi HACCP per le piccole imprese, una nuova pratica dei sistemi di controllo che fa perno anche sulla formazione degli ispettori, sembrano essere le risposte che, in base all esperienza di alcuni Stati membri, si dimostrano efficaci per facilitare l attuazione dei principi HACCP. 2. Elaborazione, diffusione ed uso dei Manuali Analizzando la questione dell elaborazione, della diffusione e dell uso dei Manuali, emerge una situazione di forte disparità non solo tra i paesi dell UE ma anche tra i settori del comparto alimentare, nella messa a disposizione alle piccole imprese di strumenti come i Manuali, che le possono aiutare a produrre i piani di autocontrollo per l attuazione dei principi di igiene e del sistema HACCP. Se si escludono l Italia e la Spagna, il numero di Manuali prodotti nella maggior parte degli Stati, non risulta essere elevato, anche se la Commissione nel suo rapporto afferma che la maggioranza delle organizzazioni di operatori privati ha mostrato un atteggiamento positivo verso i Manuali nazionali di corretta prassi e verso l'incoraggiamento delle Autorità Competenti. L Italia ha prodotto il maggior numero numero di Manuali nazionali, più del triplo di quanti ne hanno prodotto Francia, Spagna e Germania. La Spagna complessivamente si avvicina all Italia nella produzione di Manuali, considerando l alto numero di Manuali prodotti a 4

5 livello regionale. L Ungheria, pur essendo un paese di nuova adesione ha prodotto un buon numero di Manuali; la Slovenia e la Svezia hanno prodotto il numero più basso di Manuali tra i paesi considerati. Il problema per le PMI italiane non è tanto la redazione e la produzione dei Manuali. E necessario invece sviluppare una verticalizzazione dei Manuali e quindi una loro maggiore specializzazione e una minore standardizzazione. È auspicabile, inoltre, l aiuto delle autorità a produrre i Manuali per le microimprese perché queste non sono in grado di avere il team necessario. Si corre il rischio, altrimenti, di render sterile l autocontrollo. Quanto alla diffusione dei Manuali, la ricerca ha registrato una situazione differenziata tra i paesi. Infatti la Francia ha risposto che c è stata una sufficiente diffusione dei Manuali anche se ha specificato che ad essere molto utilizzati dagli operatori del settore della distribuzione sono i Manuali della distribuzione diretta redatti prima del pacchetto igiene, che devono tuttavia essere attualizzati per quanto riguarda il sistema HACCP. La Slovenia e la Germania hanno affermato che la diffusione dei Manuali è sufficiente, mentre il Regno Unito ha sostenuto che non c è stata una sufficiente diffusione dei Manuali. Altri paesi come l Austria, il Lussemburgo, la Svezia e la Spagna non hanno fornito risposte, segno questo che non esistono dati a riguardo. In Italia si ritiene che la distribuzione dei Manuali non sempre è stata sufficiente. Per facilitare la diffusione i Manuali non dovrebbero essere venduti, ma occorre l aiuto delle autorità alle imprese perché possano migliorare e non solo evitare di prendere le sanzioni. Tuttavia la loro produzione resta affidata all iniziativa delle Associazioni dei settori delle imprese alimentari, ma il Ministero non rifiuta la collaborazione con gli operatori del settore che intendono proporre la redazione di Manuali. Anche la Commissione, nel suo rapporto afferma che non è possibile fornire cifre sull'estensione dell'utilizzo di tali documenti. Manuali semplificati per le PMI, secondo i risultati della ricerca, sono stati prodotti nel Regno Unito e in Slovenia. I restanti paesi non hanno fornito dati a riguardo o, come la Germania, hanno dato una risposta negativa. Iniziative per incoraggiare la produzione e l uso dei Manuali sono state riscontrate dalla ricerca. Infatti, oltre alle esperienze di cooperazione nel Regno Unito tra autorità pubbliche e operatori del settore per produrre Manuali, alcuni paesi (Belgio e Svezia) hanno 5

6 comunque adottato iniziative interessanti per incoraggiare l uso dei Manuali da parte delle imprese attraverso: a) una diminuzione della frequenza dei controlli; b) una diminuzione del livello di tasse applicate dalle AC per i controlli ufficiali; c) una facilitazione delle ispezioni, che si limitano a comprovare il corretto utilizzo del Manuale; d) la non richiesta alle imprese di dimostrare l'adeguatezza delle proprie misure di controllo. 3. Registrazione e tenuta della documentazione Dalle informazioni raccolte emerge che nei paesi della ricerca, visto l interesse delle autorità pubbliche a promuovere la registrazione delle imprese, è stata facilitata la procedura di registrazione mantenendo la documentazione esistente prima dell entrata in vigore del Regolamento, utilizzando le informazioni esistenti, utilizzando ed armonizzando le informazioni contenute nei vari database (Austria, Francia, Germania, Regno Unito, Svezia), oppure adottando un modello unico di registrazione (Slovenia). In Belgio il processo di registrazione è meno restrittivo e la documentazione è ridotta al minimo. La Svezia ha segnalato il problema di conoscere l esistenza di piccoli stabilimenti e la difficoltà a promuovere la registrazione delle imprese alimentari che operano in via elettronica. In Italia, com è noto, la procedura di registrazione è la Dichiarazione di Inizio Attività (DIA) che può essere semplice o differita. È previsto che questa procedura venga modificata, nel nuovo testo dell accordo Stato-Regioni, nel senso che ci sarà una DIA semplice per tutte le imprese. Ogni Regione produrrà una apposita modulistica per disporre di una dichiarazione circostanziata, non equivocabile ed omogenea sul proprio territorio. Anche la Commissione europea nel suo rapporto al Parlamento ha confermato l atteggiamento delle autorità a ridurre il carico amministrativo, uniformando e minimizzando le informazioni richieste. 4. Controlli Il tema dei controlli naturalmente è di rilevante importanza per le PMI e pertanto la ricerca ha voluto indagare il tipo di controlli che i paesi attuano per verificare l adozione e 6

7 l osservanza delle procedure basate sul modello HACCP, la loro durata, la frequenza ed i costi. La ricerca evidenzia innanzitutto che, anche se il criterio prevalente nell esecuzione dei controlli da parte delle Autorità pubbliche è quello basato sul rischio, criterio che è alla base della nuova legislazione del Regolamento, tuttavia i controlli sono troppi e prevale l aspetto formale. In secondo luogo la frequenza prevalente delle ispezioni (in Italia, Slovenia, Ungheria, Spagna e Regno Unito) si attesta su una o due volte l anno anche se una frequenza maggiore è tuttavia ancora praticata. Permangono casi in cui la frequenza delle ispezioni dipende non dal criterio del rischio ma dalla Regione, una pratica che certamente penalizza le imprese che vi risiedono. Emerge dalla ricerca che c è un iniziativa in alcuni Stati per ottimizzare se non per ridurre i controlli: è il caso della Francia, dove è in atto una programmazione dei controlli secondo un analisi dei rischi per categorie di imprese e un coordinamento dei servizi di controllo tra i ministeri ; del Regno Unito, che programma le ispezioni secondo il rischio effettivo, o della Svezia, che riduce le ispezioni per quelle imprese che usano correttamente il Manuale. Tuttavia, anche se ci sono iniziative da parte degli Stati sopra citati per ridurre le ispezioni, in questi stessi Stati non ci sono state pratiche per semplificare le procedure, che fanno sì che la durata delle ispezioni risulti ancora elevata per la maggior parte delle imprese, da 3 a 6 ore e solo per una piccola parte si situa su una durata di 2 ore. Le iniziative registrate per migliorare il sistema dei controlli sono state. 1) una programmazione dei controlli secondo un analisi dei rischi per categorie di imprese in Francia e in Slovenia; 2) un coordinamento dei servizi di controllo tra i ministeri in Francia; 3) l adozione del criterio dell analisi dei rischi per stabilire la frequenza delle ispezioni, nel Regno Unito; Iniziative per la formazione degli ispettori sono state registrate nel Regno Unito e in Italia, mentre vale anche ricordare le iniziative di alcuni paesi per ridurre le ispezioni o ridurre le tasse sui controlli (Svezia) per quelle imprese che dimostrano di adottare i Manuali. 7

8 In Italia si registra una sovrapposizione di competenze tra le autorità addette ai controlli e una mancanza di coordinamento dei servizi di controllo. Per migliorare i controlli si ritiene necessario: 1) applicare una flessibilità adeguata e una dinamicità nella relazione tra autorità e imprese per fare dei controlli un occasione di verifica dello stato dell impresa e di miglioramento delle condizioni produttive e non solo un operazione rituale. 2) premiare la virtuosità. Il Manuale deve poter essere implementato, ma quando le azioni correttive danno risultati stabili si può abbassare il livello di controllo, non abbassando la guardia, ma non facendo cose inutili e focalizzando il pericolo dove esiste. La virtuosità avvicina le parti ma non biogna entare in un regime sanzionatorio poichè l HACCP richiede consapevolezza. 3) utilizzare le informazioni disponibili per i controlli, per ridurre i tempi delle ispezioni e focalizzare gli aspetti di criticità. Al contrario, secondo il Ministero, l Italia ha un sistema di controllo messo in pratica da personale specializzato con formazione universitaria, garantita da 2 ore settimanali di aggiornamento professionale. 5. Costi Quanto ai costi, l attuazione dei Regolamenti avrà implicazioni finanziarie per molti settori della catena delle imprese alimentari. Questi costi per le imprese sono riferiti: a) all assimilazione delle norme e alla messa in atto delle procedure di gestione (il cui tempo è stato stimato 10 ore nel regno Unito); b) alla verifica e alla documentazione delle procedure adottate, alla tenuta della documentazione che dimostra che le procedure sono messe in atto. Tuttavia il Regno Unito, che la ricerca presenta come caso nazionale, ha compiuto sia una quantificazione dei costi sia un analisi costi-benefici dell attuazione dei Regolamenti. Il Governo inglese ha stimato i fattori di costo che intervengono nella conformità alla normativa per tutti i settori diversi da quelli della produzione primaria, nel modo seguente: - 10 ore per assimilare le norme e definire le procedure di gestione, - il costo del testo in hard copy, - il costo di tenuta del diario per tutto l anno, - 1 minuto al giorno per la tenuta della documentazione per le imprese che usano il Diario per 350 giorni l anno, 8

9 - 15 minuti al giorno per la tenuta della documentazione per le imprese della produzione per 350 giorno l anno, I benefici monetari, considerando la riduzione delle malattie di origine alimentare, è stato stimato essere da 15 milioni a 75 milioni di sterline, assumendo che le nuove norme possano ridurre da 1% al 5% gli incidenti alimentari. In 10 anni si stima che i benefici superino i costi del 75%. L Ungheria ha invece quantificato i costi per l applicazione della nuova legislazione nel seguente modo: euro per la consulenza di esperti, al fine di meglio applicare il sistema HACCP alla pratica aziendale; euro per la tenuta della documentazione; euro per la dichiarazione di inizio attività; - il mancato ricavo dovuto al fatto che durante l ispezione non può continuare l attività dell impresa. In Italia i costi comprendono: la messa in atto del piano di autocontrollo, l attuazione del piano, l aggiornamento, la formazione. Le micro imprese per queste competenze devono far ricorso alla consulenza esterna. E importante finalizzare questi costi non alle esigenze di conformità ma al miglioramento dell impresa, infatti quando questi costi sono sopportati per questioni di conformità diventano costi impropri. 6. Flessibilità Le indicazioni della ricerca forniscono elementi che mostrano una tendenza negli Stati presi in esame verso l adozione di pratiche che permettano di introdurre una certa flessibilità nell applicazione dei principi del modello HACCP. In Austria è stato introdotto nel 2006 il Regolamento sull adeguamento di alcuni requisiti in materia di igiene alimentare e sono state prese misure a favore delle PMI attraverso l analisi dei rischi e la produzione di Manuali. Il Lussemburgo ha adottato una certa flessibilità per le PMI nell attuazione delle procedure basate sul sistema HACCP. 9

10 La Francia intende permettere di derogare a certi requisiti in materia di locali, attrezzature (principalmente per i macelli, qualsiasi sia la loro dimensione) e consentire una maggiore flessibilità per i piccoli macelli di pollame. La Slovenia, tramite la consultazione con i rappresentanti ha adottato linee guida per i settori di commercio, ristorazione, macellazione e apicoltura, in cui è stata introdotta una flessibilità per le PMI. Il Regno Unito si è proposto di rispondere ad alcune preoccupazioni delle imprese attraverso una interpretazione appropriata dei concetti di piccolo e locale contenuti nel Regolamento. In Italia la flessibilità si è riferita soprattutto alle concessioni di deroghe al fine di consentire l utilizzo dei metodi tradizionali. Le deroghe si sono quindi riferite ai requisiti ambientali dei locali e ai materiali che costituiscono gli strumenti di lavoro. Il Ministero ha realizzato una serie di Intese con le Regioni per la concessione di tali deroghe, oltre che per altre deroghe rivolte alla macellazione e alle piccole quantità. La flessibilità tuttavia deve essere maggiormente promossa per rendere possibile l applicazione del pacchetto igiene nelle piccole imprese secondo le loro caratteristiche e la loro produzione. L approccio verticale all attuazione delle procedure HACCP è un modo per rendere operativa la flessibilità e permettere di adottare le misure adatte per quanto riguarda l identificazione dei punti critici di controllo, i metodi di sorveglianza, il modo di conservare i documenti per evitare oneri inutili sulle PMI. La Spagna ha detto che non c è stata nessuna flessibilità nell attuazione delle nuove procedure. L Ungheria ha affermato che non sono stati ancora emanati degli atti riguardanti la flessibilità ma le autorità sono intenzionate a legiferare in materia. I dati tuttavia non permettono di cogliere con la dovuta trasparenza le situazioni di flessibilità attuate nei vari paesi. Come esempio di buona pratica si propone un caso nazionale, quello del Belgio, dove si può identificare chiaramente come la flessibilità è interpretata per salvaguardare la competitività delle PMI. La Commissione tuttavia ritiene che gli Stati membri potrebbero non essersi avvalsi di tutto il margine di flessibilità offerto dalla legislazione. Questo in base al fatto che essa ha ricevuto poche notifiche delle misure nazionali al riguardo e alle critiche provenienti da 10

11 alcune imprese alimentari, riguardo il riconoscimento degli stabilimenti di piccole dimensioni, le difficoltà di registrazione e i carichi amministrativi. La Commissione invita a far ricorso al principio di sussidiarietà, perché gli Stati membri sono i più adatti a trovare soluzioni appropriate che tengano conto delle situazioni locali e dei livelli di igiene adeguati nelle imprese senza compromettere, tuttavia, l'obiettivo della sicurezza alimentare. 7. Competitività L impatto dei Regolamenti sulla competitività delle imprese è stato il filo conduttore della ricerca. Per la competitività il questionario della ricerca si era limitato a verificare se l attuazione dei Regolamenti aveva causato la produzione di una nuova legislazione e un maggior carico amministrativo. È però evidente che tutti i temi affrontati nella ricerca erano stati selezionati per le loro implicazioni sulla competitività delle Piccole imprese. Pertanto un analisi dell impatto dei Regolamenti sulla competitività delle imprese deve prender in esame quanto è emerso per ogni singolo aspetto dell indagine. Quindi, sul versante delle problematiche: le difficoltà registrate nell attuazione dei principi HACCP, soprattutto nelle PMI; la scarsa e differenziata produzione dei Manuali per paesei e settori e le problematiche relative alla loro produzione; la mancanza di dati sulla diffusione dei Manuali; la mancanza della trasparenza sulle misure relative alla flessibilità; la complessità e la difficoltà del sistema dei controlli; i costi di adeguamento; i carichi amministrativi, l insufficiente informazione; tutti aspetti che hanno un impatto negativo sulla competitività delle PMI. Il quadro che emerge è dunque un quadro in cui le difficoltà riscontrate nell attuazione del pacchetto igiene presentano un tratto comune a tutti i paesi della ricerca. In tutti questi paesi le PMI hanno avuto difficoltà ad attuare i principi HACCP e non è stato ancora messo in campo un sistema coordinato dei controlli. Infatti la stessa Commissione raccoglie la richiesta pervenuta dagli Stati di fare alcuni aggiustamenti all attuale normativa. Il quadro che emerge quanto alla misure messe in campo per attuare il pacchetto igiene appare tuttavia molto differenziato per paesi e per settori, con la conseguenza che le condizioni di competitività sono diverse tra i paesi e tra i settori. 11

12 Tuttavia le esperienze positive raccolte dalla ricerca sulle diverse iniziative che sono state attuate negli Stati membri per ridurre o eliminare i problemi individuati, oltre a disegnare una geografia tra i paesi della ricerca in cui è possibile individuare quelli più o meno sensibili a risolvere le questioni aperte, servono anche a confrontare le decisioni che ciascun paese ha assunto a riguardo e a realizzare un positivo scambio di esperienze. Conclusioni La ricerca ha permesso di individuare le problematiche e le difficoltà che ancora si riscontrano nell attuazione dei diversi aspetti del pacchetto igiene nei paesi della ricerca (Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Svezia). Nello stesso tempo la ricerca ha registrato e presentato le esperienze positive, attuate in alcuni paesi, su ognuno dei capitoli del Regolamento per favorire la loro attuazione nelle piccole e medie imprese e nell artigianato. Queste esperienze sono registrate nel rapporto alla fine di ogni capitolo e nel Quadro sinottico allegato. Oltre a queste esperienze, che già presentano soluzioni interessanti per superare le difficoltà individuate, la ricerca ha anche riassunto i punti in cui, secondo i partecipanti alla ricerca, sono necessari i miglioramenti nell attuazione del pacchetto igiene per non compromettere la competitività delle PMI e dell artigianato. Le indicazioni complessive della ricerca, sono pertanto così riassumibili: 1) l attuazione dei principi HACCP: 1) migliorare il sistema HACCP per renderlo attuabile nelle PMI, evitando di produrre un gran numero di documenti e di carichi amministrativi; 2) accrescere la possibilità di formazione sull HACCP per gli operatori, specialmente nelle microimprese; 3) promuovere il trasferimento delle buone pratiche sull attuazione dei principi HACCP nelle PMI; 2) i controlli: 1) promuovere da parte delle autorità competenti una migliore formazione degli agenti ispettivi sui controlli; 2) attuare un'armonizzazione dei protocolli comuni per gli ispettori ed un coordinamento effettivo tra tutte le autorità preposte ai controlli; 12

13 3) premiare la virtuosità attraverso un programma di stimoli per le PMI che dimostrano di attuare i principi del modello HACCP attraverso la riduzione delle ispezioni o la concessione di uno sgravio fiscale; 3) l elaborazione, la diffusione e l uso dei Manuali: 1) promuovere una maggiore collaborazione delle autorità competenti con gli operatori del settore per la produzione e la diffusione di Manuali semplificati per favorire l elaborazione dei piani di autocontrollo da parte delle PMI, puntando ad una loro maggiore specializzazione e ad una minore standardizzazione (verticalizzazione dei Manuali). 4) le registrazioni e la tenuta della documentazione: 1) uniformare e minimizzare le procedure di registrazione da parte delle Autorità pubbliche, sia utilizzando le informazioni disponibili, sia riducendo il carico amministrativo. Per l Italia è necessario introdurre un unica Dichiarazione Inizio Attività, uniformare e migliorare le procedure attuali. 5) la flessibilità 1) Promuovere maggiormente, da parte delle autorità competenti, la flessibilità, per quanto riguarda l identificazione dei punti critici di controllo, i metodi di sorveglianza, il modo di conservare i documenti per evitare oneri inutili sulle PMI e rendere possibile l applicazione del pacchetto igiene nelle piccole imprese secondo le loro caratteristiche e la loro produzione. 6) la formazione: 1) garantire, con iniziative a livello locale, una migliore possibilità ed opportunità di formazione sull HACCP per gli operatori delle microimprese. 7) la competitività: 1) sollecitare le Autorità competenti ad avvalersi di tutto il margine di flessibilità offerto dalla legislazione per non compromettere la competitività delle PMI; 2) promuovere, attraverso nuovi strumenti (Scoreboard periodici, Osservatorio europeo) una pratica efficace dell informazione agli operatori del settore alimentare e alle imprese e una trasparenza sulla diversità delle situazioni che ancora persistono negli Stati dell UE sull attuazione dei regolamenti. 3) incentivare, a livello nazionale, l adozione di buone pratiche che sono state verificate essere di grande vantaggio per le PMI nel garantire l igiene e la sicurezza alimentare per capitalizzarle a vantaggio di tutti e permettere così un miglioramento 13

14 complessivo del processo di attuazione dei regolamenti del pacchetto igiene in Europa; Sia l individuazione delle problematiche sia l indicazione delle esperienze positive danno il quadro delle condizioni di competitività delle PMI alimentari. Un quadro ancora lontano dall obiettivo del pacchetto igiene di costituire il level playing field, un ambiente in cui tutte le imprese in un dato mercato, in particolare quelle artigiane e le piccole imprese, seguono le stesse regole e possono avere le stesse condizioni per competere. Tuttavia, le esperienze positive realizzate in alcuni paesi per rendere attuabili i Regolamenti nelle PMI, le indicazioni emerse dalla ricerca possono suggerire quali scelte possono essere più idonee non solo per costruire il level playing field ma anche per renderlo adatto alle PMI per giocare la loro partita per la competitività. 14

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