Cassazione Penale - Sez. III n del 13 marzo 2013

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1 Responsabilità del comproprietario per opere su area in comunione di Avv. Rosa Bertuzzi. inviato il 13 aprile 2013 Cassazione Penale - Sez. III n del 13 marzo 2013 Il comproprietario ha il potere di porre il veto all'esecuzione di opere non assentite sull'area in comunione e se questi è il coniuge del comproprietario committente dell'opera non può non tenersi conto della stretta comunanza di interessi, che rendono il coniuge, di norma, naturalmente partecipe di tutte le deliberazioni di rilevanza familiare, a meno che l'interessato non provi, al contrario, che tali presupposti non ricorrano nel caso concreto, per una qualsiasi ragione Ai sensi dell articolo 110 del Codice Penale. Quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita. Il concorso di persone in materia edilizia soggiace alla normativa, oltre che del codice penale, anche a quella del testo unico sull edilizia. Fra i soggetti possibili imputati di un reato edilizio, una posizione del tutto particolare spetta al proprietario dell area interessata dai lavori edili. Si tratta di stabilire se, ed in quale misura, il soggetto/i proprietario/i dell area, che non rivesta anche un altra qualifica (esempio committente, titolare del permesso, ecc.), possa essere chiamato a rispondere, a titolo di concorso, nel reato edilizio commesso, fisicamente, da altri soggetti. La questione, già risolta da tempo, ed oggetto della sentenza qui analizzata, consiste nel caso specifico di quando un intervento edilizio viene eseguito e lo stesso proprietario dell area sia presente sul posto, anche allo scopo di seguire personalmente i lavori. Tale convinzione è rafforzata dal principio civilistico dell accessione in base al quale un immobile, realizzato su di una determinata area, verrà accatastato a nome del proprietario dell area stessa e questo a prescindere da chi sia il soggetto che lo abbia realizzato. Questa situazione aveva indotto la giurisprudenza della suprema corte a ritenere la responsabilità del proprietario il quale, essendo consapevole che sul suo terreno viene eseguita da un terzo una costruzione abusiva e potendo intervenire, deliberatamente se ne astiene tenendo così una condotta omissiva la quale, per ciò solo, secondo la corte, avrebbe finito con il contribuire alla esecuzione dell opera e quindi alla commissione del reato. Successivamente la Corte ha condiviso che dal momento in cui un comportamento sia meramente omissivo, in materia edilizia, lo stesso dia luogo a responsabilità penale solo se la gente aveva l obbligo giuridico di impedire l evento, obbligo che certamente non sussiste in capo al nudo proprietario dell area interessata dalla costruzione, ciò in ossequio 1

2 all articolo 29 D.P.R 6 giugno 2001, n Tale articolo attribuisce la responsabilità del permesso a costruire in capo al titolare del permesso medesimo il committente ed il costruttore, unitamente al direttore dei lavori. Tutti questi soggetti sono altresì, tenuti al pagamento delle sanzioni pecuniarie e solidalmente alle spese per l esecuzione in danno, in caso di demolizione delle opere abusivamente realizzate, salvo che dimostrino di non essere responsabili dell abuso. L unica eccezione prevista dalla norma esula da responsabilità il direttore dei lavori qualora lo stesso abbia contestato agli altri soggettiva violazione delle prescrizioni del permesso di costruire, con esclusione delle varianti in corso d opera, fornendo al dirigente o responsabile del competente ufficio comunale contemporanea e motivata comunicazione stessa. Viene invece imposto al direttore dei lavori, nei casi di totale difformità o di variazione essenziale rispetto al permesso di costruire, l obbligo di rinunziare all incarico contestualmente alla comunicazione resa al dirigente. In caso contrario sarà lo stesso dirigente comunale che ha l obbligo di segnalare al consiglio dell ordine professionale di appartenenza la violazione in cui è incorso il direttore dei lavori, il quale è passibile di sospensione dall albo professionale. Dalla lettura del sopra commentato articolo 29 del testo unico sull edilizia il proprietario, non committente, non è mai responsabile. Ma, naturalmente, se lo stesso è anche committente/esecutore/direttore dei lavori, risponderà del reato proprio. La giurisprudenza della Suprema Corte, così come sopra riferito ha sostenuto opinioni diverse circa la questione specifica della responsabilità del proprietario o comproprietario, non committente o esecutore delle opere abusive e, allo stato, si possono individuare sostanzialmente tre posizioni, le quali hanno tutte in comune la corretta applicazione dell articolo 29 di cui sopra, ma con soluzioni diverse a seconda dell elemento soggettivo intervenuto al momento della realizzazione dell abuso da parte del proprietario. Nel caso specifico i due imputati, coniugi, comproprietari dell immobile, sono stati individuati come i committenti del manufatto abusivo, in quanto avevano un interesse diretto alla costruzione, oltre che la loro esatta posizione all interno della realizzazione dell opera, e cioè, nello specifico, erano presenti sul cantiere, controllavano l avanzamento dei lavori ed avevano così la consapevolezza della realizzazione del manufatto abusivo. Le tre posizioni della Cassazione sono, in sintesi, qui sotto indicate: 1) La prima, forse la più restrittiva, a parere di chi scrive, afferma che di per sé non osta alla configurazione della responsabilità quale committente del soggetto che risulti (addirittura) residente all estero, perché la sua qualità di proprietario è elemento gravemente indiziante a fini penali considerando che, per il principio dell accessione, egli diventa comunque proprietario anche del manufatto abusivamente realizzato; 2) La seconda, che considera il semplice fatto di essere proprietario/comproprietario del terreno (o della superficie) sul quale vengono svolti lavori illeciti (caso specifico della sentenza 11 del 13 marzo 2013 qui analizzata) elemento non sufficiente, da solo, ad affermare la responsabilità 2

3 penale, nemmeno qualora il proprietario/comproprietario fosse a conoscenza che altri eseguissero opere abusive sul suo fondo, essendo invece necessario dover raccogliere indizi e presunzioni gravi, precisi e concordanti, desumibili da fattori precisi, ad esempio dalla disponibilità giuridica e materiale del suolo, o dalla presentazione della domanda di condono, dall interesse all edificazione per soddisfare esigenze famigliari (nella sentenza affrontata i coniugi coimputati hanno realizzato il manufatto abusivo a favore del loro figlio e della sua convivente; 3) L ultima posizione della Cassazione, in qualche modo intermedia, stabilisce che non può essere attribuito ad un soggetto, per il solo fatto di essere proprietario di un area, un dovere di controllo dalla cui violazione derivi una responsabilità penale per costruzione abusiva, ma è necessario accertare in concreto elementi da cui possano trarsi i punti fondamentali allo scopo di attribuire la colpa al proprietario, le prove a suo carico circa la compartecipazione, anche morale, all esecuzione delle opere, ma con la precisazione che grava comunque sull interessato l onere di allegare circostanze utili a dimostrare che si tratta di opere realizzata da soggetti terzi, opere disconosciute dal proprietario, realizzate a sua insaputa e senza la sua volontà. Rimane comunque di fondamentale importanza considerare la situazione in tutto il suo complesso, anche per dare maggiore chiarezza alla effettiva punibilità, nel pieno rispetto della giurisprudenza in essere. Pertanto la polizia operante dovrà porre la massima attenzione a sottolineare alcuni elementi particolari che delineano la responsabilità del proprietario, in quanto soggetto non espressamente indicato nell art. 29 del T.U edilizia. L attenzione dovrà vertere su: - L interesse specifico del proprietario ad effettuare l opera edilizia oggetto di permesso di costruire; - I rapporti di parentela o di affinità tra l esecutore dell opera abusiva ed il proprietario o i comproprietari; - Lo svolgimento di attività di materiale vigilanza sull esecuzione dei lavori stessi; - L esecuzione materiale del lavori edili, anche solo apportando un minor aiuto al mero realizzatore dell opera; - La richiesta di provvedimenti abilitativi, anche in sanatoria relativi a dette opere; - Il regime patrimoniale fra coniugi o comproprietari, nonché tutti quei comportamenti dai quali possa evincersi, anche solo per colpa, la compartecipazione alla realizzazione dell opera abusiva (la Cassazione Penale n /2010 ha riconosciuto la responsabilità penale anche in capo al coniuge dell usufruttuario. In conclusione presupposto della responsabilità è che il proprietario e/o comproprietario abbia, comunque la disponibilità giuridica nonché la disponibilità di fatto dell immobile. Tale 3

4 responsabilità viene meno quando l immobile è stato affittato/locato ( in questo caso la disponibilità, e quindi la responsabilità, è a carico del conduttore affittuario) salvo il caso in cui il proprietario/locatore si sia in qualche modo ingerito, anche in forma di concorso morale nella realizzazione dei lavori. Rimane, infine l onere più gravoso a carico del proprietario: sebbene lo stesso non sia stato sottoposto a procedimento penale, ed ancora meno condannato, egli sarà comunque gravato dall obbligo della demolizione delle opere. Cassazione Penale, n /2013 Con questa sentenza la Cassazione ha dichiarato responsabili i due coniugi, in concorso tra di loro, per avere eseguito lavori in assenza di permesso a costruire nonché eseguito le opere anche tramite altri soggetti, per avere realizzato nella qualità di proprietari, in assenza di permesso di costruire una tettoia in legno, un corpo di fabbrica da destinare a civili abitazione con struttura portante in cemento armato con annesse verande, una piattaforma di cemento armato, nonché dieci pilastri ancorati saldamente al terreno. La Corte stabilisce che l individuazione del committente dei lavori, quale soggetto responsabile dell abuso edilizio può essere desunta da elementi oggettivi di natura indiziaria come ad esempio dalla qualità di proprietario o comproprietario, posto che solo il proprietario o altro titolare del diritto reale sul suolo o sul fabbricato su cui vengono eseguiti i lavori può assumere la veste di committente. Nel caso specifico i comproprietari dell immobile erano anche i committenti del manufatto abusivo in quanto avevano un interesse diretto alla costruzione. La Corte, inoltre, ribadisce: il comproprietario ah il potere di porre il veto all esecuzione di opere non assentite sull area in comunione e se questi è il coniuge del proprietario committente dell opera non può non tenersi conto della stretta comunanza di interessi, che rendano il coniuge di norma, naturalmente partecipe di tutte le deliberazioni di rilevanza famigliare, a meno che l interessato non provi, al contrario, che tali presupposti non ricorrano nel caso concreto per una qualsiasi ragione; che infatti anche recentemente la giurisprudenza ha precisato che la responsabilità del proprietario o comproprietario non formalmente committente delle opere abusive può dedursi da indizi quali la piena disponibilità della superficie edificata, l interesse alla trasformazione del territorio, i rapporti di parentela o affinità con l esecutore del manufattore presente e la vigilanza durante lo svolgimento dei lavori, il deposito di provvedimenti abilitativi anche in sanatoria, la fruizione dell immobile secondo le norme civilistiche sulla cessione nonché tutti quei comportamenti ( positivi o negativi) da cui possano trarsi elementi integrativi della colpa e prove circa al compartecipazione anche morale alla realizzazione del fabbricato. In conclusione la polizia operante aveva accertato, oltre che tutto quanto sopra riportato, che entrambi i coniugi avevano controllato l avanzamento dei lavori, che la coimputata coniuge è 4

5 responsabile non già per il solo fatto di essere comproprietaria del marito del manufatto, bensì perché la stessa era stata committente dell opera. L imputata inoltre così come accertato dalla polizia, anche tramite le sommarie e/o spontanee omissioni aveva piena consapevolezza della realizzazione del manufatto abusivo, destinato ad essere utilizzato dal figlio e dalla sua convivente. 5

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