A.S.A. S.p.A. POTENZIAMENTO DEPURATORE DI ROSIGNANO SOLVAY. Comune di Rosignano Marittimo PIANO DI GESTIONE TERRE E ROCCE DI SCAVO

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1 Associata al sistema Confindustria A.S.A. S.p.A. POTENZIAMENTO DEPURATORE DI ROSIGNANO SOLVAY Comune di Rosignano Marittimo PIANO DI GESTIONE TERRE E ROCCE DI SCAVO ai sensi del D.Lgs 156/06 s.m.i. e della L.R. del 12/02/10 n 10 s.mi. File rif.: ASA039-U11-R02.doc DATA: settembre /11 EMESSO G.S. P.M.L. REV DATA DESCRIZIONE REDATTO APPROVATO Via Eugenia 16/A Livorno Tel Fax

2 INDICE 1 Premessa Terre e Rocce di scavo Analisi dei quantitativi di scavo Gestione degli inerti Analisi della normativa Conclusione

3 1 Premessa La presente relazione viene redatta come allegato della relazione tecnica di verifica di assoggettabilità dell ampliamento alla Valutazione di Impatto Ambientale e riguarderà il Piano di gestione delle terre e rocce da scavo. Per i dati relativi all inquadramento urbanistico/territoriale, all inquadramento geologico e alla caratterizzazione geologica, si fa riferimento alla relazione tecnica di verifica di assoggettabilità ed alla relazione geologica. Il presente piano di gestione è stato redatto ai sensi del D. Lgs. 152/ Parte Quarta - artt. 183 e 186, aggiornato con il d.lgs 128/10 e successive modifiche (art. 2 del D. Lgs. 4/2008). 2

4 2 Terre e Rocce di scavo 2.1 Analisi dei quantitativi di scavo Sulla base dei dati di progetto preliminare e dei risultati sulle prove penetrometriche riportate nella relazione geologica è possibile stimare i volumi e le diverse frazioni scavate. Il progetto prevede la realizzazione di manufatti che richiedono scavi di fondazione con profondità massima di 2m 2,5m; la frazione di terreno scavata consiste in: Terre: Terre di varia natura, costituite in particolare da coltre superficiale, terreno di riporto, Sabbie limose, Sabbie poco consistenti. In base ai dati analizzati è possibile stimare i seguenti volumi: Terreno di riporto = 1050mc Sabbie limose = 920mc Sabbie poco consistenti = 230mc Totale = 2200mc 2.2 Gestione degli inerti Il terreno di scavo viene classificato come inerte e smaltito come tale. ALTERNATIVA ZERO: inizialmente è stata analizzata una alternativa zero in cui gli inerti sono gestiti con un iniziale stoccaggio in un area prestabilita dello stabilimento ed il successivo conferimento a siti con destinazione d uso industriale per il risanamento di aree interne. Tale soluzione comporta dei costi di gestione contenuti in quanto consistono nel solo trasporto ad aree industriali a pochi km di distanza. ALTERNATIVA 1: tale ipotesi va a modificare l alternativa zero mantenendo la fase di stoccaggio iniziale in un area prestabilita dello stabilimento e modificando il luogo di conferimento da aree industriali ad impianti di trattamento/smaltimento ubicati in ambito provinciale. Tale soluzione comporta dei costi di gestione contenuti in quanto si va ad usufruire di un impianto di trattamento o smaltimento localizzato in un raggio di pochi km dall area oggetto d intervento. ALTERNATIVA 2: è stata valutata l ipotesi di installare un impianto di vagliatura all interno dell area di progetto per la durata del cantiere. Tale ipotesi, analizzata da un punto di vista logistico, potrebbe risultare vantaggiosa in quanto permette di trattare gli inerti nel luogo di produzione, ma data la natura del terreno ovvero sabbie limose e poco consistenti, tale trattamento risulta poco utile; inoltre anche da un punto di vista economico risulta poco vantaggioso dato il limitato volume di scavo ovvero 2200mc. 3

5 ALTERNATIVA 3: altra possibilità analizzata riguarda l individuazione di una filiera completa di trattamento e di una destinazione definitiva certa del materiale trattato. A tale scopo è stata ipotizzata la realizzazione di un impianto di trattamento e successiva collocazione di alcune frazioni di inerti in attività di ripristini ambientale di cave dismessa. Anche questa ipotesi risulta svantaggiosa data la limitata quantità di terre di scavo. INDIVIDUAZIONE DELL ALTERNATIVA MIGLIORE: a seguito di quanto detto in precedenza, considerata l entità dell intervento, la soluzione migliore risulta essere l alternativa zero o l alternativa 1; in quanto tali procedure risultano entrambe vantaggiose sia da un punto di vista economico che da un punto di vista tecnico data la natura degli inerti. Tali inerti, risultanti dallo scavo, sono costituiti in prevalenza da sabbie poco consistenti con uno scarso valore economico ed inoltre il volume di scavo è limitato; inoltre a seguito delle analisi chimiche effettuate sul terreno è risultato di destinazione d uso industriale. Entrambe le soluzioni permettono di collocare le terre di scavo in un aria, appositamente adibita, di cantiere e di poterle gestire in base alle tempistiche dettate dall avanzare dei lavori, nel rispetto dei limiti normativi di accumulo temporaneo. 2.3 Analisi della normativa Dopo aver analizzato tipologia e quantità della frazione di inerti derivanti dai lavori ed aver analizzato le varie alternative di recupero e smaltimento, nel seguente paragrafo si riportano le condizioni di trattamento secondo normativa vigente. La frazione di terre e rocce da scavo presenta una procedura normativa molto articolata. Infatti, la sua sottrazione al regime dei rifiuti, ovvero il loro riutilizzo diretto nel cantiere per rinterri, rilevati, ecc., pone in essere alcune verifiche preliminari e in itinere. E', infatti, preliminarmente necessario verificare se possono sussistere le condizioni di inquinamento ai sensi della Tabella I dell'allegato 5 alla parte IV del D. Lgs. 152/2006 e sm.i; la caratterizzazione è consigliata anche se il materiale è riutilizzato tal quale nello stesso sito in cui è stato scavato. Laddove non si possa a priori escludere con certezza la presenza di inquinamento per via di un'analisi preliminare delle condizioni d'uso pregresso del sito ove viene effettuato lo scavo, la verifica deve essere analitica. E' bene precisare che rimane sempre in capo al gestore del cantiere l'onere e la conseguente responsabilità di tale verifica. Nel caso in cui sia necessaria la verifica analitica e non vi sia memoria della presenza di attività specifiche potenzialmente contaminanti per cui è possibile individuare specifici possibili inquinanti, è possibile effettuare per ragioni di opportunità sulla frazione di scavo in stoccaggio presso la designata pertinenza di cantiere- la verifica analitica mediante un set di analisi basato sugli inquinanti diffusi. Il numero e il posizionamento dei campioni da prelevare è necessariamente studiato caso per caso. 4

6 Nel caso in cui i terreni risultino contaminati (valori dei contaminanti superiori a quelle della colonna B della Tabella 1 dell'allegato 5 al Titolo IV) è necessario considerare le frazioni scavate come rifiuti ed è necessario attivare una procedura di bonifica ai sensi dell'art. 242 del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.. In tutti gli altri casi i terreni potranno essere riutilizzati nel cantiere avendo cura di riutilizzare il materiale per rinterri, rilevati, ecc. nella porzione di cantiere avente una destinazione d'uso compatibile. In particolare si contemplano le seguenti soluzioni: terre e rocce da scavo aventi caratteristiche chimiche compatibili con la tabella A (terreni ad uso verde pubblico) - potranno essere riutilizzati in qualsiasi occasione; terre e rocce da scavo aventi caratteristiche chimiche ricomprese tra la tabella A e la tabella B (terreni artigianali, industriali e commerciali) - l'utilizzo di tali frazioni è necessariamente limitato alla realizzazione di sottofondi e rilevati stradali, ferroviari, arginature di corsi d'acqua oltre che a siti a destinazione produttiva (artigianale, industriale e commerciale). Le terre o rocce da scavo prima di essere inviate ad un impianto trattamento o smaltimento verranno analizzate e classificate in base alla tabella 1 dell Allegato 5 del Titolo IV del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.; durante il trasporto sarà accompagnato da copia formulario rifiuti o sistema di tracciabilità SISTRI. Copia della documentazione verrà conservata per essere allegata alle usuali documentazioni relative alla gestione di cantiere. 5

7 3 Conclusione A seguito di quanto analizzato il terreno di scavo, previsto per la realizzazione del progetto di potenziamento del depuratore, presenta: volume limitato; inerti composti in prevalenza da sabbie poco consistenti e con uno scarso valore economico; terre di scavo con destinazione d uso industriale. Tali caratteristiche non giustificano tipologie di investimenti come quelli ipotizzati nelle alternative 2 e 3, in quanto scarsamente convenienti sia economicamente che tecnicamente; quindi la scelta migliore risulta essere l alternativa zero oppure l alternativa 1. 6

TERRE E ROCCE DA SCAVO art. 186 del D.lgs. n. 152/2006, così come modificato dall art. 2, comma 23 del D.lgs n. 4/2008 LINEE GUIDA

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