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1 A N N O X X - N U M E R O 2 - A G O S T O Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma 2 e 3 - No/ Vercelli - Foglie del Fondo anno XIX n. 2 dicembre 2013 In caso di mancato recapito inviare a UDR per la restituzione al mittente previo pagamento della relativa tariffa resi PER IL VERCELLESE Sport, salute e solidarietà QUESTA RIVISTA ESCE GRAZIE ALLE OFFERTE DEI SOSTENITORI DEL FONDO EDO TEMPIA

2 Il cancro rimane una sfida ancora da risolvere, anche se si tratta di una sfida che stiamo vincendo passo dopo passo. La prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento rappresentano i tre pilastri della nostra lotta contro il cancro. Con la prevenzione si possono evitare molti casi di cancro. In alcuni tumori la diagnosi precoce non è solo possibile, bensì anche essenziale, soprattutto per permettere un trattamento efficace. Dal libro Cancro. La grande sfida (Franco Cavalli) Ellen Nathan Loro Piana madrina della sede del Fondo a Villa Becchi insieme al Fondo Edo Tempia per la promozione della cultura della salute

3 Comitato Scientifico Presidente Umberto VERONESI Direttore Scientifico Istituto Europeo di Oncologia, Milano, Vicepresidente FIRC, Fondatore della Fondazione «Umberto Veronesi» per il progresso delle scienze Membri Massimo AGLIETTA Professore Ordinario di Oncologia Medica, Università degli Studi di Torino, Direttore Unità di Oncologia Medica I.R.C.C. Candiolo Oscar ALABISO Direttore della S.C. di Oncologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria, «Maggiore della Carità» di Novara Coordinatore operativo, del Polo Oncologico del Nord-Est (Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d Aosta) Oscar BERTETTO Direttore S.C. Oncologia Medica delle Molinette di Torino, Coordinatore Operativo Rete Oncologica Regionale Piemontese, Cofondatore Fondazione F.A.R.O. Paolo COMOGLIO Professore Ordinario, Università degli Studi di Torino, Direttore Scientifico della Ricerca Clinica, IRCC Candiolo Alberto COSTA Coordinatore Centro di Senologia della Fondazione Maugeri di Pavia, Direttore Scuola Europea di Oncologia, Coordinatore del Centro di Senologia del Canton Ticino Maurizio D INCALCI Direttore Dipartimento di Oncologia, Istituto di Ricerca Farmacologica Mario Negri, Milano, Preclinical Coordinator della Fondazione SENDO, Milano Giovanni GANDINI Professore Ordinario, Università degli Studi di Torino, Direttore Dipartimento di Diagnostica per Immagini, S.C.D.U. Radiodiagnostica 4, Azienda Ospedaliero Universitaria S.Giovanni Battista, Torino Fabio MALAVASI Professore Ordinario, Laboratorio di Immunogenetica, Dipartimento di Genetica, Biologia e Biochimica Università degli Studi di Torino Silvia MARSONI Direttore della Clinical Trial Unit - Direzione scientifica FPO-IRCC Torino Guido MONGA Già prof. ordinario, Dipartimento Scienze della Salute, Università degli Studi del Piemonte Orientale Marco PIEROTTI Direttore scientifico della Fondazione Irccs Istituto Nazionale Tumori di Milano, Presidente dell Organization of European Cancer Institutes (OECI) Mauro RISIO Direttore S.C. Anatomia Patologica, IRCC Candiolo Nereo SEGNAN Direttore Dipartimento Interaziendale di Prevenzione Secondaria dei Tumori, SCDO Epidemiologia dei Tumori - CPO Piemonte e AOU S.Giovanni Battista, Torino Gabriella SOZZI Responsabile Struttura Semplice di Citogenetica, e Citogenetica Molecolare, Dipartimento Oncologia Sperimentale, I.N.T. Milano Grazie a tutti Carissimi sostenitori, in questo editoriale voglio ringraziarvi pubblicamente perché, con la collaborazione di voi tutti, abbiamo ottenuto risultati positivi che ci permetteranno di riconfermare la qualità dei nostri progetti e di raggiungere nuovi traguardi di eccellenza. Noi sosteniamo la necessità di convogliare sforzi ed energie per sostenere l impegno preso nel 1981 verso la prevenzione, la diagnosi precoce, la ricerca e soprattutto una esauriente comunicazione. Da quel lontano 1981 è maturata una coscienza civile per cui ogni cittadino sa di aver diritto a diagnosi e cure validate da studi internazionali e sorrette da una rete, sia a livello regionale sia nazionale, che dia l opportunità di avere una maggiore sinergia istituzionale per la lotta contro il cancro, che ha fatto registrare un calo della mortalità e una maggior sopravvivenza con una migliore qualità della vita, anche se non è ancora stato sconfitto. Per questo riteniamo che la formazione dei nostri operatori sia di basilare importanza per poter dare a tutti le stesse possibilità di guarigione. Migliorare si può: non dimentichiamo che i rischi di ammalarsi aumentano anche in base al livello di educazione, alle abitudini alimentari, alle condizioni igieniche e alla difficile accessibilità ai centri importanti di cura e prevenzione, e di conseguenza alla possibilità di consulti, al diritto di poter avere diversi pareri per permettere al paziente o a chi lo rappresenta, di fare scelte nel proprio tipo di cura e di trattamento con il sanitario. La salute non può essere considerata un bene come un altro; bisogna riaffermare che è un diritto universale che deve essere garantito a tutti. Si dice che in questo periodo la generosità sia frenata dalla crisi che coinvolge tutti, ebbene, qui nella nostra associazione siamo testimoni che la vostra voglia di donare e di partecipare attivamente anche come volontari non è diminuita, la solidarietà è un seme che nel nostro territorio trova tutte le condizioni per germogliare. Per questo non ci stancheremo mai di ringraziarvi, cari sostenitori. Prendersi cura degli altri aiuta., ci dona dignità, serenità e anche un senso di civiltà. Prendersi cura dell altro diventa uno scambio reciproco. La capacità di accogliere e di ascoltare, la ricchezza di condividere un medesimo viaggio, il privilegio di essere un punto fermo per chi in quel momento è fragile, la capacità di cercare insieme risposte e soluzioni con chi non ne ha più: sono queste occasioni di confronti costruttivi e di arricchimento che fanno dire grazie, ho ricevuto molto. Questo è l indirizzo che noi con grande serenità cerchiamo di perseguire: la capacità di infondere speranza, la disponibilità verso chi si avvicina alla nostra Fondazione, l apertura a dare e a ricevere nell intento di superare i disagi regalando e ricevendo fiducia e amicizia. Simona Tempia Valenta Scrivetemi all indirizzo: 3

4 Villa Canepa, sede del Fondo Tempia a Biella Villa Becchi, sede del Fondo Tempia a Varallo Che cos è il Fondo Edo Tempia Nel gennaio 1981 Elvo Tempia, per esaudire la volontà del figlio Edo, stroncato da un tumore (melanoma) a 35 anni, promuove l associazione Fondo di solidarietà Edo Tempia per la lotta contro i tumori, associazione di volontariato privata, autonoma, indipendente, apolitica, aconfessionale. Nel 2005 viene costituita la Fondazione Edo ed Elvo Tempia ONLUS, che si affianca all associazione di volontariato Fondo Edo Tempia per sviluppare programmi di ricerca, di prevenzione e di cura dei tumori, dando continuità all impegno di Elvo Tempia, mancato nel Nel 2011 è stata aperta una nuova sede operativa a Varallo Sesia (VC). Missione Il Fondo Edo Tempia opera in modo integrato e sinergico con la Fondazione Edo ed Elvo Tempia e con le Aziende Sanitarie territoriali, Università e Centri di ricerca al fine di sostenere e migliorare i programmi oncologici della Regione Piemonte, in particolare nei seguenti ambiti: Prevenzione Ambulatori di diagnosi precoce Programmi regionali di screening Supporto alla sanità pubblica Psiconcologia Cure palliative Ricerca Oncologia molecolare Registro tumori Formazione e divulgazione medico scientifica Volontariato Per telefonarci e scriverci A Biella: dal lunedì al venerdì (ore 9-18). Scrivere a Fondo Tempia via Malta Biella A Varallo: Scrivere a Fondazione Tempia - Villa Becchi - via Mario Tancredi Rossi Varallo Orario apertura dal lunedì al venerdì dalle 9 alle dalle 14 alle Sito web: Sommario Pag. 3 La parola al Presidente Pag. 5 Il pensiero del professor Umberto Veronesi Pag. 6 La Fondazione Tempia e il Piemonte nord est Pag. 7 L accesso ai trial clinici e ai farmaci Pag. 8 Collaborazione tra Fondazione Tempia e Asl VC Pag. 9 Prevenzione serena Pag. 10 Riconoscimento per il Laboratorio di Oncologia Molecolare Pag. 11 Oncologia Molecolare a sostegno del Mauriziano di Torino Pag. 12 La Fondazione Tempia allo IACR Pag. 13 Farmacogenomica: studi e collaborazioni Pag. 15 La promozione dei diritti dei malati terminali Pag. 16 Il rapporto mente e corpo Pag. 17 Essere volontari in oncologia Pag. 18 La Giornata Nazionale del malato oncologico Pag. 20 Europa Donna per le breast unit Pag. 22 Prevenzione a tavola Pag. 23 Banca Patrimoni a Torino Pag. 24 Iniziative e manifestazioni Pag. 29 Consigli di lettura Pag. 30 Le offerte dei cittadini FOGLIE DEL FONDO RIVISTA PERIODICA del Fondo Edo Tempia per la lotta contro i tumori Autorizzazione Tribunale di Biella n.392/1991 Fondatore: Elvo Tempia Direttore responsabile: Corradino Pretti Direttore esecutivo: Maria Teresa Guido In redazione: Benedetta Lanza, Daniele Ghisio Impaginazione: Inedita visual dispenser - Biella Stampa: Gallo Arti Grafiche srl - Vercelli In copertina: la squadra di calcio Il Cascinone che ha vinto il torneo a Borgosesia a favore del Fondo Edo Tempia

5 Combattere il cancro con il digiuno? Arma segreta che funziona Un mio parente ha appena iniziato un ciclo di chemioterapia. Ho letto che il digiuno può aumentarne l effetto sui tumori È vero, e per quale motivo? Confermo: è una novità che entra a far parte della strategia complessiva che da alcuni anni viene applicata per trattare i tumori. Accanto alle cure-base, in pratica, si prendono in considerazione tutti i fattori che possono risultare di aiuto ( adiuvanti, è la definizione scientifica) nel combattere la vita delle cellule tumorali. Io ho sempre sostenuto gli effetti benefici del digiuno o di una dieta assai povera di calorie su patologie come il diabete, l ipertensione o l obesità. Adesso sto seguendo con grande attenzione gli esiti di uno studio finanziato dalla Fondazione che porta il mio nome e condotto da Alessio Nencioni, dell Università di Genova, in team con Valter Longo della University of Southern California di Los Angeles. Di che si tratta? Il digiuno diventa l arma segreta della chemioterapia se prima della somministrazione dei farmaci i pazienti lo osservano per 24 ore, bevendo solo acqua. Questa procedura ha l effetto di proteggere le cellule sane e di rendere invece più vulnerabili dalla chemio quelle tumorali, che non sono in grado di adattarsi in modo efficiente alla privazione dei nutrienti. I ricercatori hanno scoperto che le cellule normali e quelle neoplastiche differiscono tra di loro anche per la diversa capacità di rispon- dere a stimoli esterni: in assenza di nutrienti disponibili, le cellule normali attivano delle vie metaboliche di protezione, mentre quelle tumorali non sembrano possedere questa capacità. In definitiva, se i primi risultati verranno confermati, sarà a portata di mano la possibilità di rendere più efficace la chemioterapia senza dover aumentare le dosi dei farmaci o somministrarne di più aggressivi. Ciò permetterà di abbattere gli effetti collaterali della chemio, risparmiando quindi ai degenti un disagio che si esprime con nausea, vomito, diffuso senso di stanchezza, calo di peso. Personalmente considero questo fronte di indagine molto promettente. Se ne sta parlando a Milano nel corso di un ciclo di incontri ( Colloqui per la Scienza ) proprio in questi mesi. Gli scienziati divulgheranno infine la nuove strategie di cura. Nella visione di una Milano città della scienza, in cui ho sempre creduto. Negli ambienti del Ministero della Difesa si infuriano quando gli si rammenta che con il costo di otto cacciabombardieri F-35 si costruirebbero 3 mila asili nido, dando lavoro in modo stabile a molti più addetti (mentre i posti di lavoro per gli F-35 saranno, a fine programma, non più di 2 mila). Dicono che fare questo paragone non è pertinente, che è come paragonare le mele con le pere, e che è una manifestazione di infantilismo politico. E così il programma va avanti, ignorando cinicamente le 80 mila firme raccolte, e il pressante appello a cui ho aderito anch io. Nonostante le difese d ufficio e la risposta poco chiara data in Parlamento alla mozione presentata a suo tempo da 158 deputati, la Sanità e cacciabombardieri La Costituzione dice che l Italia ripudia la guerra, ma intanto spreca soldi in armi e continua a tagliare sulla Sanità. Non è una contraddizione? contraddizione c è, ed è enorme. Se ne è parlato in una sessione della quinta Conferenza mondiale Science for Peace, organizzata dalla Fondazione che porta il mio nome e che si è svolta a Milano lo scorso novembre, con un titolo emblematico: Mercato senza crisi. Spese militari in Ue. Tutti i Paesi europei hanno praticato qualche taglio alle spese militari. Poca roba. I costi restano sempre scandalosi. Sarebbe utile mettere a confronto quanto si spende per gli armamenti e quanto per la Sanità, ma mentre la spesa militare del 2012 è stata di oltre 26 miliardi di euro, per quella sanitaria è difficile arrivare al valore assoluto, e ci si smarrisce nei meandri di una spesa suddivisa per Regioni, o calcolata per ciascun cittadino. Non voglio pensare che ciò venga fatto di proposito per confondere le idee, ma mi basta un solo dato per ritenere che la nostra Sanità rischia il collasso: l Italia nel 2012 ha speso per le cure dei suoi cittadini il 25 per cento in meno della media dell Unione Europea. Dato significativo, ma non ce ne sarebbe nemmeno bisogno: basta ascoltare un discorso al bar o nella sala d attesa di una Asl, per capire quanta fatica facciano i malati per un posto letto, un intervento, un esame diagnostico. Ma le armi no, quelle non si toccano: l Italia, che è una piccola nazione, è al nono posto nel mondo per la spesa militare. 5

6 LABORATORIO La Fondazione Tempia e il Piemonte Nord-Orientale Da oltre trentatré anni, il Fondo Edo Tempia opera nei principali ambiti oncologici legati alla prevenzione, assistenza, cura e ricerca, come ente privato, apolitico, apartitico, grazie alla solidarietà della popolazione e delle Istituzioni che continuano a sostenerci nelle nostre attività. Nel 2005, all indomani della morte di Elvo Tempia, è stata costituita la Fondazione Edo ed Elvo Tempia Onlus con l obiettivo di distinguere le attività sanitarie e di ricerca (in capo alla Fondazione) da quelle del volontariato e del sociale (in capo al Fondo), in modo da trovare una dualità sinergica e complementare tra professionisti e volontari perseguendo, giorno dopo giorno, la nostra mission fondativa, ovvero, migliorare le condizioni dei malati oncologici e dei loro famigliari, sostenendo e integrandoci con il sistema sanitario pubblico. In particolare, negli ultimi cinque anni, la Fondazione Edo ed Elvo Tempia è diventata un punto di riferimento del non profit oncologico per l area del Piemonte Nord- Orientale negli ambiti della prevenzione, dei programmi di diagnosi precoce, degli screening regionali, dei registri tumore, delle cure palliative, della psiconcologia e dell oncologia molecolare, grazie alle virtuose collaborazioni sviluppate insieme alle Asl di Biella, di Vercelli e all AOU di Novara. Nel territorio novarese, la collaborazione con l AOU Maggiore della Carità di Novara ci ha permesso di sostenere importanti iniziative sia a supporto dell Ospedale, con 6 la messa a disposizione di personale medico sanitario negli ambiti dell Oncologia Medica, Neurochirurgia, Anatomia Patologica e della Chirurgia Maxillofacciale, o con acquisto di apparecchiature mediche all avanguardia, sia in termini di integrazione sinergica nell ambito dell Oncologia Molecolare (attraverso sofisticate analisi molecolari effettuate in sinergia dal nostro Laboratorio per tutta l area del Piemonte Nord-Orientale insieme al Laboratorio novarese). Progetti, programmi e attività novaresi che hanno portato vantaggi e ricadute positive anche sul territorio biellese, in particolare per il Vecchio Ospedale, ma ancor più in previsione del Nuovo Ospedale, in una prospettiva di sinergia tra l ASL di Biella e l AOU di Novara, in cui trova luogo l impegno della nostra Fondazione al fine di collegare, potenziare e consolidare quelle attività medico-sanitarie e scientifiche che possano trovare una reale efficacia (diretta o indiretta) sul nostro territorio biellese. Da diversi anni, infatti, si sta sempre più profilando una politica sanitaria regionale che vede la sanità della Provincia di Biella collocata in un quadro geografico più ampio, più volte ridefinito con appellativi tecnico-organizzativi (quadrante, area sovrazonale funzionale, federazioni), ma che non è altro che una visione di un territorio allargato in cui i poli di riferimento di sanità pubblica delle quattro province (BI, NO, VC, VCO) dovrebbero trovare una strategica e corretta collocazione organizzativa ed operativa in una rete composta da positive e proficue collaborazioni e integrazioni, insieme all Università degli Studi del Piemonte Orientale A. Avogadro ed altre importanti realtà pubbliche, istituzionali e private (tra cui la nostra stessa Fondazione). L uso del condizionale è d obbligo, giacché, per quanti passi si siano già compiuti in questa direzione, rimane ancora molto da fare, soprattutto in termini di reale cambiamento che, come tutte le questioni che riguardano l essere umano, richiede consapevolezza, sforzo, coraggio e sacrificio, insieme a un effettiva volontà al cambiamento, condotta dalla determinazione, insieme alle capacità e competenze necessarie: in due sole parole, volontà e risorse. E la Fondazione Edo ed Elvo Tempia Onlus di Biella trova in questo scenario il proprio ruolo di soggetto privato no profit super partes che mette a disposizione della sanità pubblica la propria esperienza, le proprie risorse (finanziarie e umane) e le proprie competenze, al fine di continuare a supportare questo importante disegno di politica sanitaria, in una prospettiva di appropriatezza, di sostenibilità e di accessibilità delle cure mediche, dei farmaci e dei servizi di assistenza sanitaria, avendo sempre in mente l idea originaria con cui è nato il Fondo Edo Tempia nel 1981, l idea del padre Elvo promessa al proprio figlio Edo: fare il possibile per migliorare le condizioni del malati di cancro, tutto il possibile. Pietro Presti

7 L accesso ai trial clinici e ai farmaci a livello europeo L intervento del nostro Direttore al Congresso Europeo della EHAP Dal 26 marzo al 28 marzo 2014 si è tenuto a Barcellona il Congresso Europeo della Associazione Europea dei Farmacisti Ospedalieri (EAHP), federazione che riunisce le associazioni nazionali di farmacisti ospedalieri di tutti gli stati membri della Unione europea (UE), insieme a quelle della Svizzera, Norvegia e Croazia. L innovazione è stato il tema conduttore di questa 19esima edizione, l innovazione declinata nella immaginazione, nelle competenze e nell organizzazione della farmacia ospedaliera alla luce delle emergenti sfide e problematiche connesse, da una parte, al cambiamento dei contesti clinici sanitari e alle richieste dei pazienti e, dall altra, alle diseguaglianze che convivono ancora tra gli stati europei in termini di continuità, qualità e omogeneità dei servizi offerti. Per garantire, infatti, un miglior supporto ai medici nella gestione di terapie sempre più complesse e personalizzate, e offrire un counselling sempre più efficace, il profilo del farmacista ospedaliero dovrà evolvere nel prossimo futuro rimodulando il proprio ruolo e ridefinendo le proprie aeree di competenza, introducendo capacità di relazione e di Pietro Presti, direttore generale della Fondazione Edo ed Elvo Tempia e Andrea Frontini presidente dell EAHP comunicazione sempre più necessarie. Lo stesso Presidente dell EAHP, il dr. Roberto Frontini, ha affermato come l attività del farmacista ospedaliero non debba limitarsi alla gestione e preparazione dei farmaci, ma arrivare al letto del paziente e contribuire, di concerto con il medico e gli infermieri, ad assicurare una presa in carico ottimale a 360 non è un idea nuova. Allo stesso tempo, uno dei compiti più ambiziosi e ardui dell EAHP è di affrontare le diseguaglianze di indirizzo delle prestazioni nei diversi paesi europei, offrendo una visione condivisa su quello che dovrebbe essere raggiunto dai sistemi sanitari per migliorare la cura dei pazienti, come ha sottolineato lo stesso Frontini. Il Direttore Generale della Fondazione Edo ed Elvo Tempia, il dott. Pietro Presti, ha partecipato come ospite del Congresso, in rappresentanza dell ECPC (European Cancer Patient Coalition) contribuendo su tematiche fondamentali per le cure e le terapie del pazienti oncologici, in particolare sull accesso ai trial clinici e alla disponibilità dei farmaci a livello europeo. L esperienza del Fondo per l Europa del Volontariato oncologico Si è svolta il 20 e il 21 giugno scorso, a Bucarest, l Assemblea Generale della European Cancer Patients Coalition (ECPC), l organizzazione ombrello che raccoglie più di 300 organizzazioni di volontariato oncologico in Europa. Il Fondo Edo Tempia, membro di ECPC da alcuni anni, è stato invitato nella persona del suo direttore, il Dott. Pietro Presti, che ricopre nella federazione europea il ruolo di membro del Collegio di Revisione dei Conti. L Assemblea è stata un occasione importante per fare rete fra le associazioni a livello europeo, e definire le strategie di advocacy future per riportare il cancro al centro dell agenda politicosanitaria europea. Il Fondo Edo Tempia, insieme alla Fondazione Tempia, è attivo sul piano internazionale dal 2007 su tematiche oncologiche fondamentali, quali il Controllo dei Cancro (entrando a far parte come membro attivo dell Unione Internazionale Contro il Cancro - UICC di Ginevra), Advocacy e Volontariato (ECPC), portando la sua trentennale esperienza nella prevenzione, cura e ricerca a tavoli europei ed extraeuropei, a riprova di come i suoi programmi, progetti e attività siano riconosciute tra le più efficienti ed efficaci nella lotta contro il cancro. 7

8 Fondazione Tempia e Asl Vc: esempio di sinergia e collaborazione Nel 2014 sono state confermate e ampliate le convenzioni già esistenti tra la Fondazione Tempia e l Asl di Vercelli collaborazione esistente tra la Fondazione Tempia di L attiva Biella e l Asl di Vercelli, fortemente voluta da Elvo Tempia, è stata confermata anche nel 2014 con l ampliamento delle convenzioni tra i due enti. Le attività erogative riguardano le risorse professionali messe a disposizione dalla Fondazione Tempia all Asl di Vercelli e sono: - 1 medico oncologo (Ospedale S. Andrea di Vercelli, SC Oncologia) - 2 medici palliativisti (Cure Palliative domiciliari e Hospice Edo ed Elvo Tempia Gattinara, UOCP ASL VC) - 2 psicologhe (Cure Palliative domiciliari e Hospice Edo ed Elvo Tempia Gattinara, UOCP ASL VC) - 1 medico pediatra (Ospedale Borgosesia, SC Pediatria) - 1 psiconcologa (Ospedale S. Andrea di Vercelli SC Oncologia, DOM, Oncoematologia) - 1 medico dermatologo (Ospedale S. Andrea di Vercelli - SC Dermatologia) - 1 medico ginecologo (Ospedale S. Andrea di Vercelli SC Ginecologia) Il supporto finanziario, istituzionale e operativo si concentra, invece, nei seguenti ambiti: - Registro Tumori Provincia di Vercelli (in collaborazione con l ASL BI, CPO - Regione Piemonte) - Contributi a iniziative Asl Vc territoriali - Centro Nutrizionale dr. Riso 8 L ospedale Sant Andrea di Vercelli Inoltre, nell anno in corso sono state finanziate queste apparecchiature: - 1 ecografo alla SC Ginecologia Ospedale Borgosesia - CAD COLON Le attività operative della Fondazione Tempia nel territorio vercellese riguardano: - Programmi regionali di screening oncologici (mammografico, citologico, colon retto) - Oncologia molecolare - Volontariato (Associazione di volontariato Fondo Edo Tempia) Le collaborazioni istituzionali prevedono: - Promozione, sviluppo, realizzazione e supporto a progetti nazionali/regionali (Proteus Donna, Studio EMDR,Mindfulness, Forza e Sorriso) - Integrazione e condivisione di progetti/ programmi locali e regionali (Centro di Prevenzione Oncologica ex Presidio Osp. di Gattinara; Prevenzione primaria, secondaria; Ambulatori di diagnosi precoce; Conferenze informative e di sensibilizzazione).

9 Prevenzione serena per la diagnosi precoce dei tumori Raggiunti e superati gli indicatori stabiliti dalla Regione Piemonte Fondamentale la collaborazione con la Fondazione Tempia Un risultato importante per la prevenzione: grazie alla proficua collaborazione tra le Asl di Vercelli e di Biella e la Fondazione Tempia, sono stati non solo raggiunti, ma superati gli indicatori stabiliti dalla Regione Piemonte. Il dipartimento interaziendale di prevenzione secondaria dei tumori comprende le Asl di Vercelli e di Biella e si occupa del programma regionale Prevenzione Serena per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, del collo dell utero e del colon-retto, realizzato dalle Asl di Vercelli e Biella e Fondazione Edo ed Elvo Tempia: tutti i programmi di screening sono coordinati dalla dottoressa Fiorella Germinetti (responsabile dell Unità di Valutazione e Organizzazione Screening) e dalla dot- toressa Nadia Agostino (direttore della Struttura Complessa assistenza sanitaria integrata Asl Bi). I programmi vengono effettuati in entrambe le Asl nelle strutture territoriali e ospedaliere di radiologia, ginecologia, anatomia patologica, chirurgia, gastroenterologia e negli ambulatori mobili del Fondo Edo Tempia ubicati, a rotazione, in alcuni comuni della provincia di Biella. Nel 2013 il Dipartimento ha pienamente raggiunto gli obiettivi stabiliti dalla Regione Piemonte e la popolazione ha risposto molto bene tanto che, per lo screening mammografico, si è arrivati al 65% di adesione. Questi risultati sono stati possibili grazie al grande impegno e alla professionalità degli operatori coinvolti, sia sanitari sia amministrativi delle due Asl e della Fondazione Tempia. SCREENING ESEGUITI NEL 1 SEMESTRE 2014 Inviti Esami Pap Test Mammografia

10 Riconoscimento per il Laboratorio di Oncologia Molecolare Superato con il massimo punteggio il III controllo di qualità nazionale AIOM-SIAPEC L Associazione Italiana di Oncologia Medica e la Società Italiana di Anatomia Patologica e Citologia diagnostica hanno organizzato, nell aprile scorso, il III Controllo di Qualità Nazionale del Carcinoma Colo-rettale Metastatico (mcrc) che ha riguardato le mutazioni predittive e prognostiche dei geni KRAS, NRAS e BRAF. L obiettivo è stato quello di identificare i laboratori in grado di valutare le diverse possibili mutazioni mediante metodiche adeguate, economicamente sostenibili, accessibili sull intero territorio nazionale e in un tempo clinicamente accettabile. Dopo aver partecipato, nel 2012, ai Controlli di Qualità Nazionale per le mutazioni predittive del gene BRAF nel melanoma metastatico e di KRAS nel mcrc, il Laboratorio di Oncologia Molecolare della Fondazione ha brillantemente superato il III Controllo di Qualità Nazionale totalizzando il massimo punteggio, in accordo agli standard europei, e rispettando il tempo di risposta per il clinico, come richiesto dal test. Questo test é necessario per la scelta del trattamento dei pazienti affetti da mcrc con i farmaci a bersaglio molecolare Cetuximab e Panitumumab. Il Cetuximab, un anticorpo monoclonale diretto contro il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR), ha dimostrato di incrementare la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da malattia nei pazienti con carcinoma del colon-retto metastatico resistente ad un precedente trattamento 10 chemioterapico. Più recentemente, un analogo anticorpo monoclonale, il Panitumumab, ha dimostrato, in monoterapia, un vantaggio in sopravvivenza libera da malattia in pazienti selezionati. È stato dimostrato che lo stato mutazionale dei geni KRAS e NRAS, proteine a valle nella via di segnale attivata da EGFR, nelle cellule tumorali condiziona la risposta al Cetuximab (e al Panitumumab). In presenza di queste mutazioni, che ne determinano l attivazione costitutiva, il segnale proliferativo risulta indipendente dallo stimolo dell EGF. In questi casi il blocco dell EGFR non è in grado di inibire la proliferazione cellulare, rendendo vano l effetto terapeutico del farmaco. Di conseguenza, a beneficiare del trattamento con tali anticorpi monoclonali sono soltanto i portatori della proteina non mutata. In alcuni casi è stato persino osservato che in pazienti aventi queste proteine mutate, il trattamento risulta dannoso in termini di sopravvivenza rispetto al solo trattamento con chemioterapia. Inoltre, lo stato di mutazione dell oncogene BRAF nel mcrc, seppur non essendo un fattore predittivo di risposta a queste terapie mirate, risulta un importante indice prognostico negativo che aiuta i clinici a predire l avanzamento della malattia. Nel controllo di qualità eseguito è stato richiesto di determinatare lo stato mutazionale di 10 campioni sequenziando, per ognuno di questi, 7 differenti regioni del DNA corrispondenti ai siti di mutazione più probabili (esone 2, 3, 4 di KRAS; esone 2,3,4 di NRAS; codone 600 di BRAF). Quest analisi viene eseguita di routine nel Laboratorio di Oncologia Molecolare della Fondazione, per conto della S.C. di Anatomia Patologica diretta dal Prof. Boldorini dell A.O.U. Maggiore della carità di Novara, a partire da Settembre 2013, in seguito alla nota informativa dell AIFA di metà agosto. E.G.

11 Oncologia Molecolare a sostegno dell Ospedale Mauriziano di Torino Siglato importante accordo nell ambito della diagnostica molecolare delle lesioni tiroidee Nel febbraio scorso l azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino e la Fondazione Tempia hanno sottoscritto una convenzione nell ambito dell attività afferente all oncologia molecolare. La convenzione, della durata di due anni, definisce le modalità della collaborazione tra il Laboratorio di Oncologia Molecolare della Fondazione e la S.C. di Endocrinologia diretta dal prof. Paolo Limone e la S.C. di Anatomia Patologica diretta dal prof. Mauro Papotti del nosocomio torinese, ospedale di riferimento per le patologie della tiroide a livello regionale. Da oltre 50 anni, infatti, l Ospedale Mauriziano dispone di un CENTRO DI MALATTIE DELLA TIROIDE costituito da un équipe multidisciplinare dedicata, come è ampiamente documentato dai casi trattati e dalle pubblicazioni scientifiche edite a stampa. Il Centro è una struttura interdisciplinare a cui afferiscono oltre all S.C. di Endocrinologia, anche la S.S.D. Chirurgia della Tiroide, le S.C. Medicina Nucleare, Radioterapia, Otorinolaringoiatria, Anatomia Patologica, Oculistica, la S.S. Oncologia, e che si contraddistingue nella realtà ospedaliera torinese per essere in grado di assicurare, grazie alla collaborazione tra le varie professionalità, lo svolgimento all interno della stessa struttura ospedaliera di tutto l iter diagnostico e terapeutico di cui può necessitare il paziente affetto da patologia tiroidea. Questa convenzione rappresenta un vanto per la Fondazione e premia la crescita svolta in questi anni dal Laboratorio di Il professor Paolo Limone Oncologia Molecolare che, sotto la direzione della d.ssa Maria Scatolini, ha saputo sviluppare in maniera proficua la collaborazione con la S.C. di Anatomia Patologica diretta dal prof. Boldorini dell A.O.U. Maggiore della carità di Novara e affermarsi come realtà anche nel panorama torinese, grazie all attiva partecipazione ai gruppi di studio promossi dalla Rete Oncologica. In particolare la collaborazione riguarderà la valutazione dello stato mutazionale dell oncogene BRAF, da sempre nell interesse del Laboratorio di Oncologia Molecolare, come dimostrano le pubblicazioni scientifiche e la partecipazione a specifici controlli di qualità nazionali. Questo oncogene, infatti, nelle lesioni tiroidee può ricoprire diversi significati clinici a seconda del tipo di diagnosi: diagnostico nei TIR4 e prognostico/ predittivo nei TIR5. Mutazioni attivanti nell oncogene BRAF sono state evidenziate in varie neoplasie umane, prevalentemente nel melanoma, nel carcinoma papillare della tiroide e nel carcinoma del colon retto. Nella tiroide le mutazioni di BRAF sono specifiche del carcinoma papillare e riguardano circa il 50% delle lesioni. I carcinomi papillari con BRAF mutato presentano spesso un decorso più aggressivo e dati di letteratura correlano la presenza della mutazione in BRAF alla resistenza alla radioiodio terapia a cui solitamente questi pazienti vengono sottoposti a seguito della chirurgia. Infine è importante evidenziare che studi preliminari hanno suggerito che, nelle neoplasie in cui è coinvolto, BRAF è un potenziale target terapeutico. Sono attualmente in corso sperimentazioni cliniche di fase II che prevedono l utilizzo di inibitori multi-chinasi nei pazienti affetti da carcinomi papillari mutati in BRAF. Questa convenzione ha l auspicio di ricalcare le orme della collaborazione con il nosocomio novarese, ottimo esempio di integrazione tra pubblico e privato non-profit, dove la Fondazione non si limita ad, un seppur importante, impegno di tipo economico, ma ad un vero e proprio lavoro in sinergia in cui vengono messe a disposizioni degli ospedali competenze e tecnologie specifiche. Riteniamo quindi che la nascita della collaborazione con l ospedale Mauriziano non potrà che essere una grande opportunità per la Fondazione. Enrico Grosso 11

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