RIVISTA DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI LUCCA

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1 RIVISTA DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI LUCCA CASA PUCCINI - LUCCA E IL RISORGIMENTO - CENTENARIO PASCOLINIANO - IL DUOMO DI LUCCA - HOUSING SOCIALE

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3 RIVISTA DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI LUCCA 4 Casa Museo Giacomo Puccini 5 Riaperta al pubblico la casa natale di Giacomo Puccini 6 Puccini Museum: i luoghi pucciniani diventano un brand 14 Casa Puccini: cronaca di un restauro 19 La Fondazione Giacomo Puccini 20 Lucca e il Risorgimento 21 Ritorna sul baluardo della Libertà il busto restaurato di Benedetto Cairoli 22 Antonio Mordini e il terzo Partito 28 Il Museo del Risorgimento torna a nuova vita 31 Lucca e le Mura: itinerari del Risorgimento 33 Lucca e il Risorgimento: cinque mostre e un sito web 35 Restaurato il piano terra della casermetta San Colombano 36 Centenario pascoliano 37 Le celebrazioni per il centenario di Giovanni Pascoli 38 Gli interventi per il centenario 41 I funerali di Pascoli. Il suo arrivo al cimitero di Barga 43 Le città di Pascoli in Toscana 44 Il Duomo di Lucca 45 Proseguono i lavori nel Duomo di San Martino 51 La cattedrale di San Martino fra il XIV e il XX secolo 53 L impegno della Fondazione per il Duomo di San Martino 54 Housing sociale 55 Housing sociale: assegnati gli appartamenti a canone calmierato 56 La Fondazione Casa Lucca 59 L importanza dell housing sociale 60 Flash In breve dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca FCRL MAGAZINE Marcello Bertocchini direttore Marcello Petrozziello direttore responsabile Comitato di redazione Giorgio Tori Marcello Bertocchini Marcello Petrozziello hanno collaborato a questo numero Michele Barghini, Gabriella Biagi Ravenni, Leonardo Casini, Patricia Cid, Aldo Intaschi, Aldo Rosati, Alessandro Petrini, consulenza editoriale Publied Editore in Lucca progetto grafico ed impaginazione Marco Riccucci 2012, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca FCRLMAGAZINE

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5 EDITORIALE La comunicazione e il legame con il territorio sono due temi importanti. Soprattutto per la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, la cui presenza è diffusa e radicata nel tempo. La nascita di FCRL Magazine, sostenuta dal compianto amico e collega Romano Silva, si inserisce proprio in questo solco, per rendere, cioè, ancora più salda la propria presenza. Creare una nuova rivista in cui la Fondazione parla di sé e dei tanti progetti in cui crede e che ha scelto di sostenere attraverso l erogazione dei contributi, significa promuovere un efficace gestione dei sistemi di relazione e di comunicazione, un tema essenziale per rafforzare il ruolo che ricopre all interno della comunità locale. Del resto, concetti come trasparenza e modelli di governance richiedono sempre più l adozione di sistemi di monitoraggio qualitativo degli interventi, che trovano nella comunicazione la base per avviare una consultazione e un dialogo permanente con il territorio e la sua comunità di riferimento. E FCRL Magazine è proprio uno di questi strumenti. Arturo Lattanzi Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca FCRLMAGAZINE

6 FCRL CASA PUCCINI C ASA MUSEO

7 GIACOMO PUCCINI Riaperta al pubblico la casa natale di Giacomo Puccini Dopo sei anni ha riaperto finalmente la casa natale di Giacomo Puccini con l annesso museo che custodisce le memorie del Maestro. Era il dicembre 2010 quando Simonetta Puccini, nipote diretta e unica erede del grande compositore lucchese, ha ceduto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca l appartamento di corte San Lorenzo 9, a Lucca, dove il 22 dicembre di 154 anni fa nacque quello che è considerato uno dei maggiori, se non il più grande, operista di tutti i tempi. Con l acquisto della casa natale di Puccini si è dunque conclusa una lunga vicenda, intessuta di atti giudiziari e costellata di colpi di scena, fra la Fondazione Giacomo Puccini, che fa capo al Comune di Lucca, e Simonetta. Vicenda che aveva portato a una situazione di stallo, culminata con la chiusura della casa al pubblico. Oltre all abitazione, la Fondazione Cassa di Risparmio ha anche acquisito tutti i mobili, gli arredi e i cimeli storici che fanno parte del museo. Un operazione che è costata complessivamente euro, di cui solo per l acquisto dell immobile. E ora l intero patrimonio è stato concesso in comodato per 25 anni alla Fondazione Giacomo Puccini, presieduta dal sindaco di Lucca. La signora Simonetta Puccini, da parte sua, ha voluto conservare la proprietà di alcuni cimeli: nove messaggi autografi di Giacomo Puccini negli ultimi giorni di vita; la partitura autografa della composizione Capriccio Sinfonico; uno stemma ovale di Casa Puccini; il ritratto del Maestro dipinto da Luigi Conconi; un lampadario a tre braccia e sei luci. Per consentire la riapertura al pubblico della casa-museo, la Fondazione Cassa di Ri - sparmio di Lucca ha realizzato un intervento di restauro conservativo e di riqualificazione del l immobile costato complessivamente euro. Progettista e direttore dei lavori è stato l architetto Leonardo Casini mentre Glauco Borella è stato consulente per l allestimento del museo. FCRLMAGAZINE

8 FCRL CASA PUCCINI Puccini Museum: i luoghi pucciniani diventano un brand 6 FCRLMAGAZINE

9 PUCCINI MUSEUM: I LUOGHI PUCCINIANI DIVENTANO UN BRAND Puccini Museum non è solo un brand ma è un vero e proprio viaggio lungo le tracce indelebili lasciate dal grande compositore in Lucchesia, che permette di scoprire dall interno la personalità, il genio e la passione del creatore di opere straordinarie conosciute ed apprezzate in tutto il mondo. La Fondazione Giacomo Puccini, al cui interno partecipano tutti gli enti, le istituzioni, gli istituti culturali legati al Maestro, ha voluto creare questo marchio per concretizzare il proprio concetto di museo: un percorso ampio, materiale e immateriale, che comprende i musei già realizzati (casa natale, Lucca; villa Puccini, Torre del Lago; casa Puccini, Celle dei Puccini - Pescaglia), le altre case in cui abitò il Maestro (villa Puccini, Chiatri; villa Puccini, Viareggio) che diventeranno presto visitabili, gli enti preposti alla produzione delle opere pucciniane (Teatro del Giglio, Lucca; Festival Pucciniano, Torre del Lago), i centri per la ricerca pucciniana (Centro studi Giacomo Puccini, Lucca), tutte le iniziative legate al nome del Maestro e infine i luoghi che parlano ancora di lui. In pratica si tratta di un esperienza, di un intero territorio che è un ricco habitat culturale che coinvolge luoghi magici e profondamente diversi: l anima cittadina della storica e frizzante Lucca, le verdi colline di Pescaglia, l influenza marittima di Viareggio e la magia ispiratrice del lago di Torre del Lago. LUCCA Lucca è una città d arte che nel corso del tempo ha saputo preservarsi e che vanta un patrimonio storico e artistico di straordinaria bellezza. La città romana, la città medievale, la città rinascimentale, la città ottocentesca: di tutte è possibile reperire, nel tessuto viario ed edilizio, una testimonianza. Una passeggiata nel centro storico largamente pedonalizzato rappresenta un viaggio senza soluzioni di continuità attraverso i secoli e la storia. Al di là delle grandi emergenze monumentali una per tutte le splendide mura cinquecentesche che racchiudono l intero cuore della città quello che contraddistingue Lucca è la sua integrità e la sua vivibilità. Basta guardarla dall alto, da una delle sue torri, o immergersi nelle strette e animatissime vie, per comprenderne la magia e rimanere conquistati dal suo fascino. Il bianco del marmo delle chiese romaniche, il rosso aranciato dei mattoni dei palazzi due-trecenteschi, il grigio della pietra dei selciati, il verde della vegetazione che dappertutto fa capolino e che esalta la poderosa massa edilizia dei baluardi e delle cortine delle mura che si ergono, quasi irreali, dagli spalti erbosi. Uno spettacolo la città, soprattutto nei pomeriggi inoltrati di primavera e d autunno, quando la luce fa capolino e si fa più calda e più diffusa. Ricca di strade strette che si aprono, in un alternarsi di prospettive improvvise, su chiese, palazzi, torri e campanili, Lucca è una città mite, dolce e rigogliosa. Da sempre proiettata verso l esterno e tuttavia, e forse proprio in virtù di questo, custode gelosa della sua intima identità. Un magico insieme di bellezza, eleganza e sobrietà che, nei secoli, ha incantato tanti viaggiatori illustri e che continua ancora oggi a sedurre i visitatori di tutto il mondo. Questo appeal è probabilmente frutto della sua storia. Nata come insediamento ligure e sviluppatasi come città romana dal 180 a.c., nel VI secolo, la città divenne capitale del ducato longobardo per poi svilupparsi nel XII secolo come comune e poi come repubblica. Nonostante le continue lotte tra guelfi e ghi- FCRLMAGAZINE

10 FCRL CASA PUCCINI bellini e le guerre con Pisa e Firenze, conobbe una notevole fama in Europa grazie ai suoi banchieri e alla produzione e al commercio di seta. A tal proposito, si narra che i ricchi commercianti lucchesi dessero sfoggio del proprio benessere mediante una vera e propria «gara monumentale»: l altezza del palazzo era il segno della potenza economica della famiglia che vi abitava. A parte i periodi nei quali cadde sotto il governo di potenze straniere e di tiranni, Lucca rimase una repubblica indipendente fino al Fu il 23 giugno 1805 che, per richiesta del Senato di Lucca, venne costituito il Principato di Lucca e Piombino, assegnato a Elisa, sorella di Napoleone Bonaparte, e al marito, Felice Baciocchi. Nel 1815 nacque il Ducato di Lucca, affidato al Duca Carlo Ludovico di Borbone con reggenza della madre Maria Luisa, che nel 1847 divenne parte del Granducato di Toscana e, nel 1860, fu annesso al Regno di Sardegna. Oggi la città per la sua bellezza e la sua tranquillità è stata scelta da molti come patria elettiva proprio perché è una città a misura d uomo dove è possibile incontrarsi, passeggiare sentendo ancora il rumore dei propri passi, godere di una vitalità anche culturale, retaggio della capitale che fu. La campagna poi è verdissima e ricca di pievi, a testimonianza della partecipazione della città alla civiltà romanica, ma anche di ville splendide e ben conservate. Queste ultime, più di trecento costruite fra il XV ed il XIX secolo come alternativa estiva al palazzo di città, rappresentano in maniera quasi emblematica quella sintesi di architettura e natura così cara ai lucchesi. Lucca potrebbe essere definita «città dei tesori». Le tante chiese romaniche, come San Michele e il duomo di San Martino rappresentano la testimonianza di quel fortunato incontro tra due grandi filoni architettonico-culturali che ebbe luogo nella città tra XI e XII secolo, quando sulle facciate di queste chiese i marmi policromi, le arcate cieche e le soggette sovrapposte, caratteristiche del romanico pisano, si combinarono con gli interventi 8 FCRLMAGAZINE

11 PUCCINI MUSEUM: I LUOGHI PUCCINIANI DIVENTANO UN BRAND in rilievo e le tarsie, raffiguranti animali e mostri fantastici, espressione della cultura romanica padana. Un affollarsi di vita che acquista un aura magica di notte, quando l illuminazione fa stagliare queste grandi superfici marmoree dal buio circostante, e le esalta. All interno del duomo, fra i tanti gioielli, la dolce eleganza del quattrocentesco monumento funebre a Ilaria del Carretto scolpito da Jacopo della Quercia. La basilica di San Frediano si richiama, invece, alla prime chiese paleocristiane romane, delle quali è citazione il grande mosaico duecentesco in facciata. Al suo interno uno splendido fonte battesimale (XII secolo, storie di Mosé) e il bellissimo ciclo di affreschi (1508) del bolognese Americo Aspertini. Doveroso percorrere almeno un tratto della passeggiata alberata delle Mura che, dodici metri d altezza, trenta metri alla base, si sviluppano ancora totalmente integre per più di quattro chilometri e che, con le loro alberature, sono un grande parco pubblico dove i lucchesi si ricreano e fanno sport, e dal quale è possibile godere suggestivi scorci della città e delle colline circostanti. Vivamente consigliato anche un passaggio alla Torre Guinigi, uno dei simboli della città, con il notissimo albero sulla sua sommità: la vista è di quelle che non si dimenticano. E poi, di nuovo giù, per raggiungere l animata Via Fillungo, la via che ospita molte delle più antiche e blasonate attività commerciali della città. I resti dell antica arena romana hanno generato una delle più belle piazze d Italia: Piazza dell Anfiteatro. Ma non possiamo non citare via del Battistero, la via degli antiquari, il cui prestigio ha oltrepassato da un pezzo i confini nazionali. E poi ancora i musei: quelli nazionali di Palazzo Mansi e di Villa Guinigi, il Museo del fumetto, il Puccini Museum-Casa natale. Lucca, ha donato alla storia il suo patrimonio musicale per eccellenza dando i natali non solo a Giacomo Puccini ma anche a Luigi Boccherini e Alfredo Catalani. Infatti la musica a Lucca era, ed è tuttora, il cuore della vita sociale e culturale. Lucca, insomma, offre molte opportunità e per questo è meta di un FCRLMAGAZINE

12 FCRL CASA PUCCINI turismo colto, attirato dal suo patrimonio artistico e dalla sua storia, ma anche da un congenito amore per il buon vivere e la cortesia. Turismo attratto da una città che sa dare molto, anche a tavola. Da non perdere: un piatto di tortelli o di farro, condito con l ottimo olio di oliva locale, e una fetta di buccellato, il tipico dolce cittadino con uva passa e noci, magari accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso delle colline lucchesi e, perché no, per i fumatori lasciarsi tentare dall ottimo sigaro toscano, ancora oggi prodotto a Lucca secondo l antica tradizione. A Lucca sono numerosi i luoghi legati alla vita e all opera del Maestro. PESCAGLIA Pescaglia è un paese delle verdi colline lucchesi, ai piedi della Garfagnana. Il Comune abbraccia buona parte degli abitati situati sulle zone collinari e montane comprese fra i torrenti Pedogna e Freddana. Recenti scoperte archeologiche hanno accertato che alcune aree erano sicuramente abitate nel primo millennio a.c.. Notizie certe della comunità si hanno però solo intorno al IX secolo. Qui, nell abitato di Monsagrati, ha avuto i natali nel XIII secolo Santa Zita, ricordata da Dante nel XXI canto dell Inferno, e in tempi più recenti la famiglia di Puccini, originaria di Celle. Ogni volta che si cerca di tratteggiare il rapporto fra Giacomo Puccini e Pescaglia è naturale ricondurlo in maniera indissolubile al paese di Celle. Da lì ebbe origine la famiglia dei grandi compositori lucchesi. Una parte della casa che fu dei Puccini racchiude oggi, trasformata in museo, numerosi e preziosi cimeli che appartennero, un tempo, alla stessa famiglia. È necessario riscoprire e valorizzare la presenza del grande compositore lucchese anche a Monsagrati. La permanenza si protrasse per circa due mesi e fu estremamente significativa e feconda dal punto di vista artistico perché, fra la pace di questa valle e nel silenzio dei boschi lussureggianti, Puccini trovò il clima, la serenità e l ispirazione per portare a compimento il I atto di Tosca e dare inizio all impianto complessivo dell opera. 10 FCRLMAGAZINE

13 PUCCINI MUSEUM: I LUOGHI PUCCINIANI DIVENTANO UN BRAND Giacomo Puccini rimase affettivamente molto legato alla terra di Pescaglia che custodisce gelosamente il ricordo di questo grande musicista attraverso la sua storia. VIAREGGIO E TORRE DEL LAGO Viareggio ebbe origine da un castello che Lucchesi e Genovesi, alleati contro Pisa, edificarono nel 1172 sulla riva del mare, a difesa della costa e del territorio circostante. Il forte di Viareggio e la modesta foce del Canale Burlamacca che gli scorreva accanto assunsero importanza nel 1441, quando Lucca perse il suo potere sul castello e sull approdo marittimo di Motrone. Viareggio divenne così l unico sbocco al mare dello Stato lucchese, cosa di cui guadagnò il territorio circostante, peraltro fino ad allora in condizioni di abbandono. Furono presi provvedimenti e misure per bonificare la palude che orlava la costa, per favorire la crescita urbana e demografica di quello che stava divenendo un piccolo borgo e per incrementare il traffico alla foce del Canale. Già nel 1480 il movimento marittimo aveva assunto una discreta importanza e Lucca decise di offrire gratuitamente terreno a chi decideva di costruire una casa a Viareggio. L inospitalità dei luoghi e l alto tasso di mortalità dovuto alla malaria ne ostacolarono lo sviluppo e il continuo regredire del mare rese scarsamente valido il castello di Viareggio come difesa dello scalo marittimo e delle attività commerciali che vi si svolgevano. Per questo, nel 1534, fu eretta un altra fortificazione: la Torre Matilde, che garantiva una miglior protezione e che fece da nucleo attorno al quale si formò un piccolo centro abitato. Nel 1559 fu costruita la prima chiesa, dedicata dapprima a San Pietro e, poi, ampliata e trasformata, alla SS. Annunziata. Nel 1617 Viareggio fu destinata a sede di Vicaria per le località che fiorivano sulle colline alle sue spalle e iniziò a ingrandirsi tanto che, nel 1701, il Consiglio generale della Repubblica Lucchese la dichiarò «Comunità», dando agli abitanti il diritto di riunirsi in consiglio per decidere i propri provvedimenti. Lo sviluppo di Viareggio, però, procedeva FCRLMAGAZINE

14 FCRL CASA PUCCINI vante lussureggiante di vegetazione, costituita in Parco Naturale con i territori di Massaciuccoli (Comune di Massarosa), Migliarino e San Rossore. Viareggio richiamò gente dalle località vicine e anche molte famiglie nobili lucchesi si stabilirono nella zona. Il paese si ampliò, le attività di pesca, cantieristica e marineria velica assunsero notevole importanza, tanto che nel 1819 la duchessa di Lucca, Maria Luisa di Borbone, decretò la costruzione della prima darsena e nel 1820 elevò Viareggio a rango di «città». Nel 1822 la principessa Paolina Bonaparte Borghese, sorella di Napoleone, fece costruire vicino alla riva del mare una graziosa villa, in cui soggiornò negli ultimi anni di vita. Era l inizio di una nuova stagione per Viareggio, quella caratterizzata dall usanza di bagni di mare: per la bellezza della spiaggia, per la felice posizione geografica, per il senso di ospitalità degli abitanti, la città si avviava a essere un centro balneare rinomato. Nel 1828 furono costruiti i primi stabilimenti: il Nereo per gli uomini, il Dori per le signore, in ossequio alla morale del tempo che proibiva il bagno promiscuo. Intorno al 1860 sorsero grandiose strutture balneari su palafitte come il bagno Nettuno, il Balena, il Felice, l Oceano e via via tutti gli altri dal Canale alla Piazza Mazzini. Accanto alle modeste case del popolo si elevarono quelle signorili e l espansione urbanistica si spostò dall antico nucleo stretto attorno alla Torre Matilde verso il mare e lungo la spiaggia. All inizio del Novecento la città era già la «Perla del Tirreno», un centro mondano, culturale e turistico apprezzato in tutta Europa e caratterizzato da una particolarissima architettura sospesa tra eclettismo e liberty. Oggi la città si è notevolmente ingrandita e la sua popolazione supera i abitanti. Vivacissima località turistica, non solo estiva, è nota in tutto il mondo per il suo Carnevale. È attivo centro commerciale, con insediamenti industriali e artigianali, soprattutto nel campo della cantieristica navale ma riesce anche a mantenere ricchi spazi vegetativi «vergini» a testimonianza dell origine e del procon difficoltà, perché nella zona retrostante continuava a estendersi una vasta area paludosa. Lucca decise di intraprendere una radicale bonifica del territorio, incaricando l ingegnere veneto Bernardo Zendrini di risolvere il grave problema. Dal 1741, anno in cui terminarono i lavori di bonifica, la malaria cominciò a diminuire progressivamente, fino a scomparire del tutto. Un altro grave problema sorse per il fatto che la vegetazione abbattuta non creava più la protezione per le colture dell entroterra, violentemente spazzate e danneggiate dal vento di mare. Ecco che venne deciso di innalzare lungo la spiaggia una barriera artificiale, una striscia di bosco a pini: le future pinete di Viareggio, incomparabile oasi di verde, l una quella di Ponente inserita ora nel tessuto urbano e l altra quella di Lefondo legame e rispetto mostrato da questa terra nei confronti della natura, di cui esempio imprescindibile è la meravigliosa quiete di Torre del Lago Puccini, perla naturale di tutta la Versilia. Importanti anche i settori della pesca, con un attrezzata flottiglia nel caratteristico porto che ospita anche le barche dei diportisti e della floricoltura. Viareggio e Torre del Lago rappresentano la maturità pucciniana, la sua vita da compositore affermato. Sono moltissime, anche in questo caso, le orme del Maestro: come il museo di Villa Puccini a Torre del Lago, la Villa Puccini a Viareggio, che è chiusa al pubblico, e il Gran teatro all aperto «Giacomo Puccini» a Torre del Lago dove ogni estate si realizza il rinomato Festival Pucciniano in riva al lago che ispirò il Maestro. 12 FCRLMAGAZINE

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16 FCRL CASA PUCCINI Casa Puccini: cronaca di un restauro La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca acquista Casa Puccini nel dicembre del 2010 con l obiettivo di risolvere la situazione di stallo che aveva determinato la prolungata chiusura del Museo e la forzata interruzione delle opere iniziate sei anni prima. L 11 gennaio 2011 la stessa Fondazione conferisce allo studio CasiniCidArchitetti l incarico di seguire i lavori di recupero attraverso la stesura del progetto architettonico da sottoporre agli enti per l ottenimento dei necessari permessi autorizzativi, la definizione dei computi per la determinazione delle lavorazioni da effettuare e la direzione dei lavori per l organizzazione e la conduzione del cantiere. Il 18 marzo viene aperto il cantiere che si protrae senza interruzioni fino alla fine di agosto e il 13 settembre viene inaugurato il museo. Tutte le fasi sono state concertate e seguite con l ufficio tecnico della Fondazione Cassa di Risparmio (Franco Mungai e Angelo Paladini), con la Soprintendenza (Antonia d Aniello, Glauco Borella, Francesco Cecati) e con la Fondazione Puccini (Gabriella Biagi Ravenni). Fasi preliminari gennaio 2011 Casa Puccini a gennaio 2011 si presenta come un cantiere dove sono state sospese le lavorazioni. Le opere completate prima della forzata interruzione comprendono le descialbature delle pareti per il rinvenimento dei decori parietali, lo smontaggio delle antiche pavimentazioni, le opere strutturali di consolidamento del palazzo, la stesura dell impianto termico e quella, parziale, dell impianto elettrico. Mancano le opere di restauro e di completamento. Le prime operazioni per impostare il progetto e il percorso da seguire consistono nell acquisizione delle notizie storiche e nell esecuzione di un nuovo e più preciso rilievo dell appartamento, per conoscere la consistenza dell oggetto, inquadrando l evoluzione del fabbricato, l entità delle problematiche e la natura degli interventi da intraprendere. L appartamento in cui nasce Giacomo Puccini è al secondo piano di un antico palazzo del centro storico di Lucca, all angolo tra Via di Poggio e Corte San Lorenzo, nell area dove la potente famiglia Di Poggio si era insediata già nel XII secolo con un insieme di case fortificate e torri che andavano dalla ormai scomparsa Chiesa di San Lorenzo in Poggio fino a Piazza San Michele. La superficie dell appartamento è nell ordine di 284 mq calpestabili, distribuiti in 18 ambienti eterogenei per taglio e altezze, organizzati a ferro di cavallo intorno al vano scale centrale del palazzo. La particolare articolazione planimetrica rivela che l appartamento è frutto dell aggregazione di distinti corpi di fabbrica, individuabili anche all esterno per l aggressiva stonacatura Novecentesca dei prospetti che ha permesso di riconoscere tre distinte unità, diverse per la scansione muraria e per il disegno delle polifore di gusto trecentesco. L incrocio della scansione di questi prospetti e dell attuale planimetria permette di isolare la antica matrice muraria della casa, in cui si riconosce un grande ambiente angolare, tra la Via di Poggio e la Corte san Lorenzo, una doppia sequenza di grandi vani rettangolari, ovvero i tre ambienti coperti dai cassettonati più l attuale vano scale, e una stretta manica inframezzata da un arco, lungo il chiassetto a est. A questi ambienti si aggiungono quelli sul retro lungo il cortile, probabili regolarizzazioni di distinte superfetazioni. Su questo palinsesto si sedimentano nel tempo varie tramezzature aggiunte successivamente per adeguare gli ambienti alle mutate esigenze abitative. In particolare si segnala la realizzazione del «quartierino», già documentato nel catasto redatto intorno al 1820, là dove era il salone angolare, ricavato con una serie di ardite tramezzature di mezzane in foglio, appoggiate sulla più antica pavimentazione in quadruccio lucchese. L analisi della documentazione catastale rivela come l assetto planimetrico dell appartamento a gennaio 2011 collimi sostanzialmente con quello di inizio Ottocento, salvo piccole differenze, come tamponature di porte, abbattimento di una parete e costruzione di nuovi tramezzi in forati nell area dei 14 FCRLMAGAZINE

17 CASA PUCCINI: CRONACA DI UN RESTAURO servizi, verosimilmente maturate nel frazionamento dell appartamento in due abitazioni intorno al 1940 e nelle successive opere di rifusione in un unica unità. Relativamente alla percezione formale degli ambienti, risulta evidente che l appartamento ha perso nel tempo l aspetto dell agiata dimora borghese ottocentesca abitata dai Puccini, a causa della sovrapposizione di interventi manutentivi anche di basso tenore che ne hanno svilito il carattere e alterato l immagine. In particolare si osserva come la casa abbia assunto progressivamente un aspetto neomedievale, quasi rustico in alcuni ambienti, situazione accentuata dall imbiancatura dei decori ottocenteschi e della rimozione delle controsoffittature in cannicciato che il catasto del 1820 indica in tutti gli ambienti a eccezione del salone di ingresso. A fianco di questo aspetto formale, si riscontrano moderate forme di degrado, come le infiltrazioni nel bagno sospeso, la mancata manutenzione degli infissi esterni oltre a quelle derivate dalla forzata sospensione dei lavori. Il progetto febbraio 2011 A partire da febbraio 2011 viene redatto il progetto architettonico recependo l impostazione di quello già sviluppato in precedenza dalla Soprintendenza (Glauco Borella) e dalla Fondazione Puccini (Gabriella Biagi Ravenni). L obiettivo è quello di recuperare la consistenza della casa dove nacque e abitò il Maestro, utilizzando come guida la descrizione catastale del 1820, che ne dà l esatta articolazione planimetrica, completa delle destinazioni di uso dei singoli vani. La linea di intervento prevede il recupero della spazialità originaria degli ambienti, con la riproposizione filologica delle situazioni obliterate dai precedenti interventi edilizi e l opera di adeguamento funzionale del museo, con la ridefinizione dei servizi igienici e degli spazi tecnici. Nell anticamera e nella attigua stanza da letto dove nacque il Maestro, vengono ricostruiti i due controsoffitti prendendo a modello quelli rimasti in opera degli ambienti vicini, al fine di FCRLMAGAZINE

18 FCRL CASA PUCCINI coprire e sanare l impatto della grossolana e rustica soffittatura a travicelli e mezzane, in forte distonia con le tracce riemerse dei decori alle pareti. Nel salone di ingresso viene ripristinata la conformazione di un vano porta trasformato in arco, riproponendo su base analogica il modello delle altre aperture attigue, comprensivo di infisso, in modo da riproporre le gerarchie e la spazialità originaria di gusto neoclassico dell ambiente. La camera sul retro, ora Salotto Ricordi, viene ricomposta con le stondature angolari, prendendo a modello l unica superstite. Inoltre si ricostruisce la seconda porta a scomparsa in copia identica a quella rimasta, di cui si ripropone anche la tecnica costruttiva. La stanza che il catasto del 1820 descrive come «salotto da pranzo», trasformata nell ultimo allestimento in cucina, viene riportata alla sua configurazione originaria ottocentesca in luogo dell aspetto neo medievale che le era stato dato. In particolare si demolisce il rustico focolare con mostra in legno, evidente alterazione, per altro murata a cemento, e si introduce un nuovo caminetto di marmo, reperito sul mercato antiquario, coevo per stile, provenienza e disegno a quello che lo stesso catasto indica in questo ambiente «e vi è posto un caminetto di marmo». In un successivo affinamento in corso d opera, che richiederà una specifica variante di progetto, si decide di ricostruire la parete documentata nel catasto del 1820, che divideva il «salotto da pranzo» da «una stanza di passo», in modo da ripristinare la configurazione ottocentesca dell ambiente, persa per privilegiare la lettura dell edificio medievale. Le altre opere di restauro previste nel progetto contemplano il recupero di tutte le superfici parietali decorate già descialbate, la pulizia conservativa dei tre soffitti lignei quattrocenteschi, il ripristino di tutti gli infissi interni alterati da improprie ridipinture, la revisione di tutti gli infissi esterni, persiane, scuri e finestre, il riposizionamento di tutte le pavimentazioni precedentemente smontate e alcune integrazioni con copie identiche anticate fatte a mano, più tutte le altre opere di completamento. Alle opere di restauro propriamente intese si aggiungono quelle di riconfigurazione dell area tecnica e di servizio, situata nella zona meno caratterizzata e più manomessa della casa, che prevedono l allargamento del disimpegno e la messa a norma per accessibilità ai disabili del servizio igienico dei visitatori, la costruzione di un piccolo vano blindato per i depositi, l allestimento di un vano tecnico per raccogliere gli impianti e il ripristino del vecchio bagno sospeso sul chiassetto, da destinare al personale. Sempre per garantire l accessibilità ai disabili, per quanto il vincolo monumentale della Soprintendenza sull edificio consenta deroghe totali, è stato adottato un sistema per agevolare il superamento delle ripide scale condominiali e permettere l ingresso al Museo, consistente in un montascale a cingoli al posto di due impattanti piattaforme elevatrici. Nella revisione del progetto impianti (studio Bellandi e Petri), per altro già parzialmente stesi, si introducono lievi aggiustamenti all impianto termico, mentre si decidono corpose modifiche a quello elettrico, allarme, rivelazioni incendi, tvcc e filodiffusione, per rispondere alle necessità di versatilità richieste dal progetto dell allestimento (Glauco Borella). A fianco di queste opere la Fondazione Cassa di Risparmio decide di sostenere a proprie spese anche la riqualificazione dell ingresso e del vano scale condominiale. Il progetto prevede di ripavimentare l ingresso del palazzo, mettere in opera una controporta in ferro e vetro, revisionare completamente l impianto di illuminazione e quello citofonico, ritinteggiare le pareti e costruire una parete in cartongesso con portoncino in legno, copia di un altro antico presente al piano, in modo da ricavare un piccolo vano dove alloggiare il montascale. 16 FCRLMAGAZINE

19 CASA PUCCINI: CRONACA DI UN RESTAURO FCRLMAGAZINE

20 FCRL CASA PUCCINI Cantiere e direzione lavori - marzo/agosto 2011 Il 18 marzo viene aperto il nuovo cantiere per il restauro della Casa Puccini, dopo la consegna degli elaborati progettuali, l ottenimento delle necessarie approvazioni da parte degli enti, la stesura dei computi e la stipula dei contratti con le imprese. In parallelo vengono completate le fasi preliminari di coordinamento della sicurezza (Claudio Bulleri). Il crono programma delle lavorazioni viene impostato per terminare le opere entro fine agosto, lasciare posto alla fase esecutiva di allestimento e inaugurare il Museo Casa Natale di Giacomo Puccini il 13 settembre, secondo quanto richiesto dalla committenza, in concomitanza con la processione di Santa Croce, la più importante festa cittadina dell anno. La tempistica a disposizione, sei mesi comprensivi dell agosto con il relativo fermo approvvigionamento materiali per le pause estive, rappresenta un rimarcabile tratto di complessità nella gestione del cantiere. Per ottimizzare i tempi, evitare periodi di inattività e tenere sempre un margine per possibili correzioni in corso d opera, si imposta il cantiere in modo che possano lavorare contemporaneamente gli edili, gli impiantisti e soprattutto i restauratori. Le rispettive lavorazioni sono portate avanti simultaneamente e non in successione. Secondo un criterio di agevolazione delle movimentazioni interne e di opportunità, si decide che l edile e gli impiantisti completino le singole stanze una alla volta e che queste appena terminate vengano consegnate ai restauratori per il recupero pittorico, mentre i primi proseguono a preparare l ambiente seguente. Per questa ragione il cantiere ha contato sempre un alto numero di effettivi, con punte di venti presenze simultanee giornaliere, comprendendo nel complesso, tra gruppo di progettazione e maestranze, circa 60 persone, quantità di assoluto rilievo per la ristrutturazione di un appartamento di 280 mq, anche se con destinazione museale. I turni di lavoro hanno compreso anche i sabati mentre le ferie estive sono state concentrate esclusivamente nei cinque giorni lavorativi a cavallo di Ferragosto. La conduzione della direzione dei lavori è stata agevolata dalla professionalità di tutte le imprese coinvolte e dal coordinamento dell ufficio tecnico della Fondazione Cassa di Risparmio che ha anche garantito l approvvigionamento dei materiali in tempi brevissimi, scongiurando insostenibili fermo cantiere. Tutti gli affinamenti necessari in corso d opera, tipici di un lavoro di restauro, derivanti dall acquisizione di maggiori informazioni o semplicemente perché non prevedibili in fase di progetto e redazione compiuti, sono stati riassorbiti nel crono programma aggiornato dinamicamente secondo necessità. Nel mese di settembre, terminati i lavori in casa, si iniziano quelli del corpo scale condominiale. Le opere di maggior peso nel cantiere edile, discretizzate in termini percentuali rispetto al totale del quadro economico, comprensivo di tutte le spese relative sia all operazione di recupero che a quelle di allestimento, sono quelle dei restauri dei decori murari (Lanciani e Martinelli) 18.2%, seguiti dalla parte edile (Limpresa) 16.5%, e da quelle dell impianto elettrico, allarme, rivelazione antincendio, tvcc (LM impianti) 11.7%. A seguire, restauro parti lignee (Delle Monache) 6.3%, fornitura corpi illuminanti (Bonsignori e Tinti) 5.6%, falegnameria (Falegnameria Andrea) 4.7%, impianto idraulico (Cavalletti e Bonturi) 4.5% e opere in carpenteria metallica (Davini Prefabbricati) 2.1%. Il rimanente 30.4 % è suddiviso tra gli allestimenti (Acme 04 e Tappezzeria Squaletti), le cifre stanziate per il catalogo del museo, i professionisti e altre voci. Il 9 settembre 2011 viene consegnata la fine lavori della Casa Natale e del vano scale. Conclusioni Il cantiere di casa Puccini, per quanto contenuto in termini di mera superficie, si è dimostrato molto complesso, per l entità del - l oggetto su cui lavorare, per il clima di attesa che circondava la riapertura del museo, chiuso per varie vicende già da sei anni, e per la tempistica di otto mesi disposti dalla committenza. Il raggiungimento del risultato, nei modi e nei tempi previsti, è stato possibile grazie al proficuo clima di collaborazione e integrazione tra le imprese coinvolte, la direzione dei lavori, l ufficio tecnico della Fondazione Cassa di Risparmio, la Soprintendenza e la Fondazione Puccini. A una settimana dall inaugurazione, già persone avevano visitato il Museo casa natale di Giacomo Puccini. 18 FCRLMAGAZINE

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