Osservatorio sull internazionalizzazione dell Umbria Centro Estero Umbria, Unioncamere, Università degli Studi di Perugia

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1 Osservatorio sull internazionalizzazione dell Umbria Centro Estero Umbria, Unioncamere, Università degli Studi di Perugia Università degli Studi di Perugia, Facoltà di Economia Dipartimento di Discipline Giuridiche ed Aziendali Prof. Massimo Paoli Prof. Luca Ferrucci Gruppo di Ricerca Dott.ssa Ilaria Brocanello Dott. Simone Poledrini Dott. Antonio Picciotti Dott.ssa Marina Gigliotti Dott. Andrea Runfola Dott.ssa Francesca Ceccacci Prof.ssa M.G. Devetag PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

2 INDICE 1. Osservatorio sull internazionalizzazione dell Umbria Pag Presentazione 1.2 Obiettivi operativi e ruoli strategici 1.3 Metodologia Pag. 3 Pag. 3 Pag Gli operatori e le esportazioni in Italia Pag La situazione nazionale: operatori e export 2.2 L Umbria e l universo delle imprese esportatrici 3. Le principali dinamiche dell export nel 2010 e nel primo semestre 2011 Pag Crisi finanziaria e mercati internazionali 3.2 Il ruolo dei mercati emergenti 3.3 Contrazione degli scambi internazionali: le cause 3.4 Contrazione degli scambi internazionali: dati 3.5 L export dell Umbria nel L export dell Umbria nel L export dell Umbria nel primo semestre 2011 PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

3 1. Osservatorio sull internazionalizzazione dell Umbria 1.1 Presentazione All interno della collaborazione tra Regione Umbria, Centro Estero dell Umbria, Unioncamere e Università di Perugia, è stato istituito l Osservatorio regionale sull Internazionalizzazione, volto ad approfondire la conoscenza delle dinamiche del commercio con l estero, degli investimenti esteri e delle politiche di supporto ai processi di internazionalizzazione del sistema produttivo regionale. La rilevanza strategica del processo di internazionalizzazione delle imprese e del territorio regionale risulta essere un fenomeno determinante nelle prospettive di sviluppo economico e sociale. L efficace governo delle politiche locali in tema di internazionalizzazione è alla base della costituzione di un Osservatorio permanente che analizzi, attraverso lo sforzo congiunto dei soggetti sopra menzionati, un fenomeno complesso e sempre più rilevante. L attività di analisi avviata a settembre 2011 nell ambito dell Osservatorio sull Internazionalizzazione, verrà raccolta nel rapporto annuale, utilizzando gli aggiornamenti delle statistiche ufficiali e degli indicatori sul commercio con l estero, con indicazioni congiunturali e approfondimenti strutturali, per consentire verifiche dell attività di internazionalizzazione delle imprese umbre e delle strategie pubbliche di promozione. L Osservatorio regionale dell internazionalizzazione è parte dell articolato quadro di collaborazioni esistenti nel territorio umbro ed è volto ad approfondire la conoscenza riguardante le dinamiche del commercio con l estero; l andamento dei mercati internazionali; il posizionamento competitivo, rispetto ai principali mercati di riferimento, delle filiere produttive e delle specializzazioni merceologiche che costituiscono l articolazione dell economia regionale. 1.2 Obiettivi operativi e ruoli strategici L'Osservatorio persegue la realizzazione di quattro obiettivi concreti: 1. produrre un quadro sistematico e aggiornato di conoscenze sui temi inerenti la competitività internazionale dell'industria dell Umbria, utile per la definizione di proposte di politica industriale; 2. fornire alle imprese e alle istituzioni direttamente coinvolte nel processo di internazionalizzazione PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

4 un'informazione di livello scientifico funzionale alla verifica e l'affinamento delle rispettive scelte strategiche; 3. fornire contenuti utili per la comunicazione istituzionale relativamente alla competitività internazionale del sistema economico dell Umbria; 4. disporre delle conoscenze necessarie per la progettazione ed implementazione di azioni operative a sostegno dell'internazionalizzazione attiva e passiva dell'economia umbra. Nel realizzare i suddetti obiettivi, l'osservatorio intende svolgere diversi ruoli, funzionali al rafforzamento della competitività internazionale dell'economia dell Umbria: integratore e sviluppatore di informazioni e conoscenze esistenti sul tema dell'internazionalizzazione; fornitore di nuove conoscenze utili per la definizione delle politiche a sostegno dell'internazionalizzazione; animatore del dibattito a livello regionale e nazionale sulla competitività dell Umbria e sulle sue dinamiche di internazionalizzazione attiva e passiva; valorizzatore delle esperienze eccellenti e facilitatore della diffusione delle conoscenze. 1.3 Metodologia Per sviluppare la ricerca si procede preliminarmente attraverso un indagine di sfondo, ad ampio raggio, al fine di rilevare gli elementi informativi indispensabili a fornire un primo quadro generale della realtà indagata. Questa prima parte è volta a fornire un quadro sull internazionalizzazione del tessuto economico del territorio umbro. I dati raccolti verranno rielaborati e ove necessario costruiti ex novo attraverso l attività del gruppo di Ricerca Universitario della Facoltà di Economia di Perugia, coordinato dal Prof. Massimo Paoli e dal Prof. Luca Ferrucci. Dati analizzati e commentati nella pubblicazione del primo numero dell Osservatorio sull Internazionalizzazione dell Umbria (estate 2012). PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

5 Tabella 1.1 Osservatorio sull Internazionalizzazione dell Umbria Parte I L andamento del commercio estero nel 2011 e nel primo trimestre 2012: principali dinamiche 1.1 Il contesto di riferimento: lo scenario economico internazionale e nazionale 1.2 Il commercio estero in Umbria nel 2011 e nel primo trimestre Analisi settoriale 1.4 Analisi dei mercati di sbocco 1.5 L interscambio commerciale in Umbria dal 2008 al Gli operatori del commercio estero: il numero di imprese esportatrici umbre dal 2001 al 2010 Parte II L internazionalizzazione tramite investimenti diretti esteri: il quadro conoscitivo in Umbria 2.1 Il contesto internazionale: il ruolo degli Ide come fattore di sviluppo 2.2 Le caratteristiche degli Ide in Umbria 2.3 Gli investimenti delle imprese umbre nel mondo 2.4 Conclusioni Parte III Le politiche di internazionalizzazione del sistema produttivo regionale 3.1 Le politiche regionali per l internazionalizzazione: un quadro d insieme 3.2 L attività promozionale in Umbria nel periodo L indagine sulle imprese umbre Parte IV Focus: Ricerche e studi sull internazionalizzazione delle imprese nella regione Umbria Fonte: Nostra elaborazione, 2011 PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

6 Analisi e contenuti La pubblicazione si articola principalmente in tre parti (tabella 1.1). Oggetto di analisi della prima parte è l andamento dell interscambio commerciale nazionale e umbro. In particolare le dinamiche della regione Umbria sono analizzate in termini di: settori, aree geografiche di destinazione. Viene presentata in questa parte un ulteriore disamina dell andamento dell export locale, dalla crisi dell autunno 2008 al Il lavoro si conclude con l indagine sugli operatori del commercio estero nella regione Umbria, (effettuando un confronto quantitativo anche con le altre regioni italiane), dal 2001 al L analisi relativa alle imprese esportatrici umbre è supportata dalla collaborazione avviata dal Gruppo di Ricerca con due Enti: Istat; Ufficio delle Dogane regione Umbria. In particolare l indagine prevede un approfondimento attraverso richiesta ed elaborazione dati, specifica e puntuale, agli Enti sopra citati, per ottenere un analisi dell universo delle imprese esportatrici umbre: per settore merceologico di riferimento; per dimensione d impresa. Nella seconda parte l indagine ha ad oggetto il ruolo degli investimenti diretti esteri in entrata e in uscita sia a livello nazionale che locale. La ricerca nella prima e seconda parte del lavoro è effettuata attraverso la raccolta dati quantitativa. Il forte radicamento delle PMI nel territorio d origine e la necessità di internazionalizzazione come sentiero di crescita obbligato per le scelte strategiche delle stesse, è il motore da cui nasce l indagine empirica effettuata e presentata nella terza parte dell Osservatorio. La ricerca si focalizza sull attività generata dalle Convenzioni annuali, realizzate nell ambito degli Accordi di Programma tra Ministero dello Sviluppo Economico e regione Umbria, relative agli anni che vanno dal 2004 al Tale attività rappresenta la parte maggiormente strutturata dell intervento pubblico in materia di internazionalizzazione. La terza parte della ricerca è realizzata con un approccio al contempo qualitativo e quantitativo. La quarta parte dell Osservatorio è costituita da ricerche empiriche in materia di internazionalizzazione realizzate nel territorio umbro. La raccolta dati quantitativa L analisi quantitativa dell Osservatorio sull Internazionalizzazione è trasversale a tutte le parti della pubblicazione. In particolare la raccolta dei dati, nell ambito dell indagine quantitativa, si articola in varie fasi: Fase 1. Esame del materiale bibliografico disponibile. Raccolta ed analisi di materiale di vario tipo riconducibile ad indagini effettuate da Enti ed Istituti di Ricerca che operano sul territorio. In particolare il riferimento è ai seguenti studi e rapporti: PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

7 rapporti MET, Monitoraggio Economia e Territorio; rapporti ICE, Istituto Nazionale per il Commercio Estero; rapporti AUR, Associazione Umbria Ricerche; analisi ed indagini elaborate dal Centro Studi Umbria della Banca d Italia; ricerche effettuate dalle Associazioni di Categoria dell Umbria; ulteriori rapporti e ricerche. Fase 2. Raccolta dei dati statistici. Dati forniti e disponibili da vari Enti nazionali e locali: Istat; Coeweb Istat Umbria; ICE; Centro Estero Umbria; Unioncamere Umbria; Camere di Commercio dell Umbria; Banca d Italia; Ufficio delle Dogane della Regione Umbria. Gli output realizzati attraverso l indagine quantitativa sono i seguenti: 1. Andamento dell interscambio commerciale nazionale e locale; 2. Analisi degli investimenti diretti esteri (Ide) nazionali e locali; 3. Realizzazione database delle imprese esportatrici umbre; La raccolta dati qualitativa Interviste L approccio qualitativo è riferito alle indagine empiriche (parte terza e case study) aventi ad oggetto: Enti Pubblici a supporto dei processi di internazionalizzazione delle imprese; imprese umbre. La raccolta delle informazioni viene effettuata attraverso interviste e somministrazione di questionari. In particolare per quanto riguarda la terza parte, si procede ad effettuare una serie di interviste, agli Agenti Pubblici locali preposti al supporto del processo di internazionalizzazione delle imprese umbre. In seguito si effettua la raccolta di documenti necessari e disponibili per l analisi delle attività realizzate nell ambito delle Convenzioni pianificate ed attuate nella regione Umbria nel periodo PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

8 Questionari In secondo luogo vengono inviati questionari ad aziende umbre, appartenenti ai seguenti settori: tessile abbigliamento; agroalimentare; mobile e complementi d arredo; meccanica. Il questionario diffuso per via postale e telematica, alle aziende individuate si compone di tre sezioni: 1. profilo attuale dell impresa; 2. percorso di internazionalizzazione; 3. problemi e conoscenza/relazione con le Attività Promozionali pianificate e realizzate nella Regione Umbria. La prima sezione contiene domande relative al settore di attività dell impresa, ai prodotti principali, alla dimensione aziendale, alla localizzazione geografica dei maggiori concorrenti dai quali l impresa si ritiene minacciata. La seconda parte ha come obiettivo conoscitivo l analisi della strategia di internazionalizzazione (nel caso in cui vi sia un percorso avviato): la modalità di ingresso nei mercati esteri; il ricorso a ricerche di mercato interne ed esterne; i/il paesi/e esteri/o di destinazione. La sezione conclusiva intende evidenziare le maggiori problematiche percepite dalle imprese che hanno avviato un percorso di ingresso nei mercati esteri, ma anche rispetto a quelle che operano esclusivamente a livello locale, ed il rapporto (o meno) con i servizi realizzati a supporto del percorso di internazionalizzazione nell ambito delle Convenzioni annuali. Il questionario è composto da domande: i) aperte, per quanto riguarda i settori in cui l azienda opera e i mercati esteri serviti; ii) chiuse, in quanto è previsto il posizionamento dell azienda in fasce di valori prestabiliti; iii) graduali, nei casi in cui si tratta di pesare da 1 a 5 l importanza relativa di un fenomeno, (1 problema irrilevante, 5 problema insormontabile), oppure di esprimere il grado di accordo da 1 a 5 con una affermazione (1 non lo sono affatto, 5 pienamente d accordo). Gli output realizzati attraverso l indagine qualitativa sono: 1. Monitoraggio dell intervento pubblico in materia di internazionalizzazione; 2. Case Study. PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

9 2. Gli operatori e le esportazioni in Italia 2.1 La situazione nazionale: operatori e export 2.2 L Umbria e l universo delle imprese esportatrici L analisi dell internazionalizzazione declinata in termini di numero di imprese operanti all estero secondo la regione di provenienza della merce nel 2010, evidenzia la superiorità delle regioni maggiormente industrializzate del nord Italia (tabella 2.1). In particolare la regione Lombardia detiene il primato con imprese che esportano oltre i confini nazionali; seguono il Veneto con imprese esportatrici, l Emilia Romagna, la Toscana ed il Piemonte con rispettivamente , e operatori. Complessivamente queste cinque regioni realizzano nel 2010 il 72,21% di esportazioni rispetto al totale export nazionale ( milioni di euro nel 2010, tabella 2.2). Leggendo i dati nell arco temporale , (tabelle 2.1 e 2.2), la classifica, sia in termini di numero di imprese esportatrici e livello di export realizzato nell anno di riferimento, resta invariata. Da rilevare una ripresa generale degli scambi commerciali con l estero delle regioni italiane, tornati a livelli prossimi a quelli del 2008 (+15,8% nel 2010 con un divario di -8,5 punti percentuali rispetto al 2008). Le regioni con performance inferiori alla media nazionale sono Valle d Aosta (316 imprese esportatrici), Molise (459 imprese esportatrici), Basilicata (546 imprese esportatrici), Sardegna e Calabria con rispettivamente e operatori. In termini di esportazioni realizzano il 2.41% di esportazioni rispetto al totale nazionale. Nel 2010 la regione Umbria presenta al suo attivo imprese esportatrici, collocandosi all interno della classifica nazionale, in termini di operatori esteri, tra gli ultimi posti. Nell ultimo decennio si registra una diminuzione del numero delle imprese esportatrici umbre passato da operatori nel 2001, a nel 2010 (tabella 2.1). L analisi delle esportazioni umbre, (come specificato nel paragrafo 3 del presente lavoro), evidenzia un trend crescente dal 2001 (tabella 2.2), con una flessione nel biennio , passando da milioni di euro nel 2007 a milioni di euro nel In linea con le altre regioni italiane anche per l Umbria il 2010 segna una ripresa dei livelli di export rispetto all andamento post crisi, con milioni di euro realizzati nel 2010 rispetto ai milioni di euro nel PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

10 Tabella 2.1 Operatori seconda la regione di provenienza della merce _ Anni REGIONI Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Fonte: Istat PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

11 Tabella 2.2 Esportazioni secondo la regione _ Anni (valori delle esportazioni in milioni di euro) REGIONI Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna TOTALE Fonte: Istat PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

12 3. Le principali dinamiche dell export dal 2009 al primo semestre 2011 in Umbria 3.1 Crisi finanziaria e mercati internazionali 3.2 Il ruolo dei mercati emergenti Non è possibile effettuare un analisi del lavoro senza riflettere sugli effetti a catena che la crisi finanziaria ha innescato dalla metà del 2008 e che hanno comportato conseguenze anche sul sistema reale. La correlazione tra i mercati internazionali ha infatti agevolato la diffusione globale degli effetti negativi della crisi finanziaria, con conseguente diminuzione degli scambi internazionali scesi del 12,2% nel 2009 rispetto a quanto registrato il precedente anno 1. Conseguenze immediate sono state le iniziative di politica economica e fiscale messe in atto dai vari Paesi, con ripercussioni dirette in particolare sugli scambi internazionali. La crisi ha infatti agevolato il passaggio di Paesi chiamati fino al biennio passato "economie in via di sviluppo", al ruolo di agenti principali dell economia internazionale. Un ritmo di sviluppo assolutamente eccezionale, che ha risentito delle difficoltà a livello internazionale, ma che risulta essere favorito dalla rapidità nell avvio di efficaci misure anti-crisi con due conseguenze immediate 2 : migliorare la stabilità interna; favorire l afflusso di capitali stranieri. Ulteriore conseguenza sono le stime previste per il prossimo futuro che attribuiscono al continente asiatico il ruolo di motore nella crescita mondiale, grazie non solo all ampia liquidità degli afflussi di capitali stranieri, ma anche alla rinnovata crescita dei mercati di destinazione delle esportazioni. La solidità del bilancio statale di tali Paesi infatti, ha consentito l adozione di politiche economiche espansive senza conseguenze sulla stabilità; al contrario, i Paesi cosiddetti avanzati, con conti pubblici in deficit al momento dello shock finanziario, hanno subito conseguenti difficoltà nell adottare interventi efficaci anti crisi. Il rafforzamento dei sistemi economici di India e Cina, sia in termini di crescita complessiva della ricchezza prodotta, che di peso relativo nel commercio internazionale, ha comportato per gli operatori economici e gli agenti pubblici a livello internazionale l introduzione di due traiettorie di sviluppo nuove, in termini strategici. Una prima traiettoria di tipo competitive, legata al protagonismo del sistema cinese, divenuto non a caso il primo esportatore mondiale nel 2010, che ha determinato una significativa 1 Dati ICE, Area Studi Ricerche e Statistiche Per ulteriori approfondimenti si veda L Italia nell economia internazionale, Rapporto ICE PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

13 3.3 Contrazione degli scambi internazionali: le cause 3.4 Contrazione degli scambi internazionali: dati risposta, peraltro preannunciata, dei Paesi competitor a livello internazionale. Una seconda di tipo opportunity, derivante dalla riconfigurazione, a partire dalla stessa localizzazione, di mercati rilevanti per il commercio internazionale, con conseguente opportunità in termini di aumento della domanda mondiale. Per quanto riguarda i flussi commerciali, la contrazione subita dagli scambi internazionali nel 2009 viene valutata come la peggiore rispetto agli altri periodi di turbolenza che si sono succeduti dalla seconda guerra mondiale in poi 3. Le motivazioni possono essere raggruppate in due grandi categorie: 1. cause dirette; 2. cause indirette. Nel primo caso il riferimento è al calo nella produzione che ha generato due effetti: - effetto composizione; la contrazione della domanda dei beni intermedi in seguito al ribasso della domanda di beni ad alto valore aggiunto. - effetto sincronizzazione; l elevata frammentazione della catena di produzione a livello internazionale comporta la rapida diffusione a livello mondiale della contrazione stessa. Fra le cause indirette, la minore disponibilità del credito all esportazione, conseguenza immediata delle difficoltà nel mercato finanziario, hanno comportato effetti negativi sugli scambi internazionali delle imprese che operano sul mercato globale. Da alcuni studi infatti, emerge chiaramente che circa l 80% degli scambi mondiali sono supportati da strumenti di natura creditizia 4. Dalla tabella 3.1 è possibile verificare la caduta delle esportazioni in tutte le aree mondiali. Gran parte del risultato negativo viene attribuito all Unione Europea, dove emerge in particolare il -1,6% registrato dalla Germania rispetto agli altri paesi dell UE, Francia, Italia, Regno Unito e Spagna che in media realizzano un -0,3%. Effetto maggiormente contenuto, invece, risulta essere quello generato dall America Settentrionale e dall Asia. Contrazione che ha riguardato dunque, anche i Paesi asiatici orientati ai mercati internazionali con un contributo assoluto della variazione delle esportazioni su quella totale del -3,7% rispetto al -5,7% registrato nel 2009 dall Europa e il -2,0% dell America settentrionale. 3 R. Baldwin The Great Trade Collapse: Causes, Consequences and Prospects, International Management Jurnal of Economics, Rapporto ICE, PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

14 Tabella 3.1 Composizione percentuale dell'export in volume e contributi alla variazione Paesi e aree geografiche Composizione UNIONE EUROPEA 40,3 36,8 35,7 Contributi alla variazione * ,7-0,1-5,5 Francia 4,8 3,7 3,7 0,1-0,1-0,5 Germania 9,3 9,1 3,7 0,6 0,0-1,6 Italia 3,9 3,2 3,0 0,1-0,1-0,6 Regno Unito 4,0 2,9 2,8 0,0-0,1-0,4 Spagna 2,0 1,7 1,7 0,1 0,0-0,2 AFRICA 3,1 2,7 2,9 0,2 0,0-0,1 AMERICA SETTENTRIONALE 14,4 13,8 13,4 0,7 0,3-2,0 Canada 3,6 2,8 2,7 0,1-0,2-0,5 Stati Uniti 8,7 9,0 8,9 0,5 0,5-1,3 AMERICA CENTRO-MERIDIONALE 3,3 3,1 3,4 MEDIO ORIENTE 5,3 4,8 5,2 ASIA E OCEANIA 27,0 33,1 33,5 0,3 0,0-0,2 0,4 0,1-0,2 3,7 1,7-3,7 Cina 9,8 10,0 0,8-1,0 Corea del Sud 2,5 3,3 3,8 0,4 0,3 0,0 Giappone 5,6 6,0 5,1 0,5 0,1-1,5 Hong Kong 2,6 2,8 2,8 0,3 0,1-0,3 Singapore 2,0 2,3 2,3 0,3 0,1-0,2 Taiwan 1,8 1,9 2,0 0,2 0,0-0,2 MONDO 100,0 100,0 100,0 7,1 2,2-12,0 * Contributo assoluto della variazione delle esportazioni di ogni area e paese su quella totale Fonte: Nostra elaborazione su dati ICE, 2010 PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

15 3.5 L export dell Umbria nel 2009 Aree geografiche di destinazione Nel 2009 in Umbria si registra un calo significativo di tutti i principali indicatori a partire dal Pil (-5,9%). I rapporti dell ICE e della Banca d Italia nel 2009, confermano questa performance negativa che ha prodotto due importanti conseguenze sull economia umbra: i. debolezza della domanda interna; ii. diminuzione delle esportazioni. Nel primo caso conseguenza immediata per le imprese umbre è stata la riduzione del livello di produzione realizzato, con effetto diretto sulla mano d opera e lo sfruttamento degli impianti. Il tasso di disoccupazione, in base ai dati pubblicati dalla Banca d Italia, è salito di due punti percentuali circa rispetto al 2008 collocandosi al 6,7%. Per quanto riguarda le esportazioni in particolare, (tabella 3.2), è necessario sottolineare che il freno agli scambi con l estero, oltre ad essere accompagnato dal netto calo della produzione, è diretta conseguenza della diminuzione del credito all esportazione, strumento utilizzato in particolare dalle PMI per generare liquidità immediata. La diminuzione delle esportazioni in Umbria nel 2009, -22,4%, ha interessato tutti principali settori andando ad estendersi anche in quei comparti che nel 2008 hanno registrato variazioni positive. In particolare il settore tessile abbigliamento registra un -19,0% rispetto al dato positivo del 2008 (5,3%). Il sistema abitare invece, deve essere letto attraverso le varie ripartizioni derivanti dal Codice Ateco 2007: il comparto legno, prodotti in legno, carta e stampa segna una variazione in negativo nel 2009 del -20,9%; metalli di base e prodotti in metallo -33,6%; prodotti delle altre attività manifatturiere (categoria all interno della quale rientra la produzione di mobili) -19,8%. Considerando le aree geografiche di destinazione (tabella 3.3) il 2009 fa registrare performance nettamente negative rispetto alla diminuzione delle esportazioni nel In particolare i mercati di destinazione verso i quali si registra un calo maggiore delle vendite realizzate dalle imprese umbre sono la Spagna, la Germania e il Regno Unito con rispettivamente -29,6%, -19,1% e -26,0%. Per quanto riguarda i paesi extra UE, emerge in particolare il -33,7% verso l America Settentrionale ed il -44,6% relativo alla contrazione delle vendite realizzate in America centro-meridionale. PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

16 Tabella 3.2 Umbria: commercio estero per settore nel 2009 (milioni di euro e variazioni percentuali sul periodo corrispondente) Settori ESPORTAZIONI IMPORTAZIONI Variazioni Variazioni Prodotti dell agricoltura, silvicoltura e pesca 69-26,2-7, ,6 6,0 Prod. dell estr. di minerali da cave e miniere 1-2,6-42,4 9-46,8-41,6 Prodotti alimentari, bevande e tabacco ,5-7, ,9-4,8 Prodotti tessili e dell abbigliamento 307 5,3-19, ,9-20,9 Pelli, accessori e calzature 64-5,4-8, ,2-17,3 Legno e prodotti in legno; carta e stampa 59 2,5-20,9 83-7,4-22,5 Coke e prodotti petroliferi raffinati 1 34,1-81, ,9-44,1 Sostanze e prodotti chimici 154 5,0-11, ,0-11,4 Articoli farm., chimico-medicinali e botanici 39-35,0 38,3 7-4,9 35,6 Gomma, materie plast., minerali non metal ,7-20, ,1-14,6 Metalli di base e prodotti in metallo ,1-33, ,1-44,4 Computer, apparecchi elettronici e ottici 32-17,8-28, ,0-7,2 Apparecchi elettrici ,2-25,4 31 1,4-25,6 Macchinari ed apparecchi n.c.a ,8-19, ,0-34,2 Mezzi di trasporto 89 1,5-37, ,6-43,4 Prodotti delle altre attività manifatturiere 58 1,3-19,8 26-7,6-28,9 Energia, trattamento dei rifiuti e risanamento 15-31,1 75,8 27-0,1-62,1 Prodotti delle altre attività 7-12,5 32,4 3-23,3 18,7 TOTALE ,3-22, ,5-29,5 Fonte: Banca d Italia, 2009 PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

17 Tabella 3.3 Umbria: commercio estero per Paese di destinazione nel 2009 (milioni di euro e variazioni percentuali sul periodo corrispondente) ESPORTAZIONI IMPORTAZIONI Paesi e aree geografiche Variazioni Variazioni Paesi UE ,9-21, ,1-22,7 Area dell euro ,0-21, ,1-24,1 di cui: Francia 303 6,3-19, ,4-16,5 Germania 380-2,2-21, ,1-42,5 Spagna ,5-29, ,7-7,0 Altri paesi UE 339-8,8-23, ,6-15,0 di cui: Regno Unito ,4-26, ,4-18,5 Paesi extra UE ,4-23, ,5-36,6 Paesi dell Europa centro orientale ,9-11, ,4-42,6 America settentrionale ,5-33, ,0-19,8 America centro-meridionale ,8-44, ,0-21,7 Asia ,5 0, ,8-46,0 Di cui: Cina ,2-14, ,7-51,5 Giappone 27 21,5-2,5 9-51,0 97,7 EDA 69-2,1 5, ,2-36,7 Altri paesi extra UE ,0-31, ,6-38,8 Fonte: Banca d Italia, 2009 TOTALE ,3-22, ,5-29,5 PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

18 Grafico 3.1 Umbria: commercio estero per settore, 2009 (milioni di euro) Fonte: Nostra elaborazione su dati Banca d Italia, 2009 PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

19 Grafico 3.2 Composizione percentuale del commercio estero umbro per settori, ,62% Prodotti dell agricoltura, silvicoltura e pesca 0,04% Prod. dell estr. di minerali da cave e miniere 10,31% Prodotti alimentari, bevande e tabacco 11,64% Prodotti tessili e dell abbigliamento 2,43% Pelli, accessori e calzature 2,24% Legno e prodotti in legno; carta e stampa 0,04% Coke e prodotti petroliferi raffinati 5,84% Sostanze e prodotti chimici 1,48% Articoli farm., chimico-medicinali e botanici 5,98% Gomma, materie plast., minerali non metal. 25,70% Metalli di base e prodotti in metallo 1,20% Computer, apparecchi elettronici e ottici 5,03% Apparecchi elettrici 19,06% Macchinari ed apparecchi n.c.a. 3,36% Mezzi di trasporto 2,20% Prodotti delle altre attività manifatturiere 0,56% Energia, trattamento dei rifiuti e risanamento 0,27% Prodotti delle altre attività Fonte: Nostra elaborazione dati da Banca d Italia, 2009 PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

20 3.6 L export dell Umbria nel 2010 Aree geografiche di destinazione Dopo la contrazione subita dagli scambi con l estero nel 2009, -22,3%, il 2010 fa registrare una ripresa delle attività internazionali per le imprese umbre segnando un positivo 18,5% (tabella 3.4). La ripresa positiva si riflette in tutti i settori delle produzioni locali ad eccezione del comparto pelli, accessori e calzature che registra un calo rispetto all anno precedente del -1,9% (in particolare le esportazioni nel 2010 sono 63 milioni di euro rispetto ai 64 milioni di euro del 2009). La variazione positiva più elevata si realizza nel comparto mezzi di trasporto, 53,3% con un export di 138 milioni di euro nel 2010 rispetto agli 89 milioni di euro del 2009; segue il comparto metalli di base e prodotti in metallo, 42,7%, con 968 milioni di euro che rappresenta il 30,9% del totale degli scambi con l estero della regione Umbria. Le produzioni tipiche della nostra regione come il settore tessile abbigliamento registra un incremento inferiore alla media regionale, pari all 11,2%. Settore che con 343 milioni di euro rappresenta il 10,9% del totale degli scambi locali oltre confine. Per quanto riguarda i paesi di destinazione delle produzioni locali, l area Europea rappresenta ancora il mercato di sbocco di riferimento per la regione Umbria, milioni di euro destinati al mercato europeo, rappresentando il 60% circa del totale esportato nel 2010 (tabella 3.5). Tra i Paesi extra europei l America continua ad essere un mercato rilevante con una variazione positiva del 9,4% per l America settentrionale e 36,4% per l America meridionale. L Asia costituisce ancora un mercato di sbocco poco rilevante per le produzioni locali umbre dove viene destinato l 11% del totale esportato. La Cina in particolare insieme al Giappone, dove rispettivamente vengono esportati beni per 106 milioni di euro e 34 milioni di euro, costituiscono le aree geografiche meno rilevanti. La Cina con il 3,3% del totale export dell Umbria ed il Giappone con l 1%. Per quanto riguarda l andamento delle importazioni è evidente la ripresa positiva del 44,1% nel 2010, rispetto alla riduzione delle importazioni nel 2009 del -29,3% (tabella 3.4). L andamento complessivo risulta essere influenzato positivamente in particolare dal comparto energia, trattamento dei rifiuti e risanamento con un positivo 207,5% rispetto al 2009; computer, apparecchi elettronici ed ottici che fanno registrare un aumento del 210,8%; coke e prodotti petroliferi raffinati con PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

21 un aumento del 106,2% nel 2010 rispetto alla contrazione negativa del -44,1% del Per quanto riguarda l area geografica di provenienza delle importazioni umbre, i Pesi Europei costituiscono un mercato di primaria importanza con il 55,23% complessivo dei beni e servizi importati. Tra i paesi europei la Germania con 416 milioni di euro rappresenta il maggior paese importatore in Umbria (78,1% nel 2010). PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

22 Tabella 3.4 Umbria: commercio estero per settore, 2010 (milioni di euro e variazioni percentuali sul periodo corrispondente) Settori ESPORTAZIONI Variazioni IMPORTAZIONI Variazioni Prodotti dell agricoltura, silvicoltura e pesca 82-7,0 19,3 81 6,6 12,4 Prod. dell estr. di minerali da cave e miniere 10-42, , ,5 66,1 Prodotti alimentari, bevande e tabacco 291-7,8 7, ,8 6,5 Prodotti tessili e dell abbigliamento ,9 11, ,7 10,0 Pelli, accessori e calzature 63-8,5-1, ,2 9,7 Legno e prodotti in legno; carta e stampa 70-20,7 18, ,3 23,9 Coke e prodotti petroliferi raffinati 1-81,1 42, ,1 106,2 Sostanze e prodotti chimici ,0 4, ,0 12,6 Articoli farm., chimico-medicinali e botanici 48 38,3 22, ,7 53,5 Gomma, materie plast., minerali non metal ,6 10, ,5 16,9 Metalli di base e prodotti in metallo ,6 42, ,4 70,6 Computer, apparecchi elettronici e ottici 34-27,7 6, ,8 210,8 Apparecchi elettrici ,1 0, ,8 84,7 Macchinari ed apparecchi n.c.a ,9 3, ,1 12,3 Mezzi di trasporto ,6 53, ,4 68,6 Prodotti delle altre attività manifatturiere 64-19,7 11, ,0 17,5 Energia, trattamento dei rifiuti e risanamento 20 75,8 28, ,0 207,5 Prodotti delle altre attività 10 32,4 52,3 3-7,9 6,0 Fonte: Banca d Italia, 2010 TOTALE ,3 18, ,3 44,1 PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

23 Tabella 3.5 Umbria: commercio estero per area geografica, 2010 (milioni di euro e variazioni percentuali sul periodo corrispondente) ESPORTAZIONI IMPORTAZIONI Paesi e aree geografiche Variazioni Variazioni Paesi UE ,6 22, ,4 41,0 Area dell euro ,0 19, ,8 44,6 di cui: Francia ,9 13, ,4 19,0 Germania ,3 32, ,1 78,1 Spagna ,6 9, ,0 12,4 Altri paesi UE ,5 31, ,5 22,7 di cui: Regno Unito ,8 0, ,2 38,4 Paesi extra UE ,2 13, ,6 48,1 Paesi dell Europa centro orientale ,2-0, ,6 38,4 America settentrionale ,7 9, ,8 31,4 America centro-meridionale ,6 36, ,7 48,1 Asia 365 0,2 6, ,0 81,6 Di cui: Cina ,5 6, ,5 135,8 Giappone 34-2,5 25, ,7 14,0 EDA 63 5,5-8, ,7 1,9 Altri paesi extra UE ,6 12, ,8 47,7 TOTALE ,3 18, ,3 44,1 Fonte: Banca d Italia PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

24 Grafico Umbria: commercio estero per settore, 2010 (milioni di euro) Fonte: Nostra elaborazione su dati Banca d Italia, 2010 PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

25 Grafico Composizione percentuale del commercio estero umbro per settori, ,62% Prodotti dell agricoltura, silvicoltura e pesca 0,32% Prod. dell estr. di minerali da cave e miniere 9,29% Prodotti alimentari, bevande e tabacco 10,95% Prodotti tessili e dell abbigliamento 2,01% Pelli, accessori e calzature 2,23% Legno e prodotti in legno; carta e stampa 0,03% Coke e prodotti petroliferi raffinati 5,17% Sostanze e prodotti chimici 1,53% Articoli farm., chimico-medicinali e botanici 5,56% Gomma, materie plast., minerali non metal. 30,91% Metalli di base e prodotti in metallo 1,09% Computer, apparecchi elettronici e ottici 4,31% Apparecchi elettrici 16,57% Macchinari ed apparecchi n.c.a. 4,41% Mezzi di trasporto 2,04% Prodotti delle altre attività manifatturiere 0,64% Energia, trattamento dei rifiuti e risanamento 0,32% Prodotti delle altre attività Fonte: Nostra elaborazione dati da Banca d Italia, 2010 PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

26 3.7 L export dell Umbria nel primo semestre 2011 Alla luce dei dati relativi all andamento dell economia dell Umbria nel primo semestre 2011, emerge il rallentamento rispetto alla ripresa annunciata nell ultimo trimestre L analisi del commercio nella prima metà del 2011 riflette questo rallentamento, rispetto allo stesso periodo dell anno precedente, attestandosi comunque nella media nazionale: 15,3% nel primo semestre 2011, 23,3% nel La diminuzione in particolare si registra nei seguenti settori: energia, trattamento dei rifiuti e risanamento con una flessione negativa del -22,2% nel primo semestre 2011; computer, apparecchi elettronici ed ottici in diminuzione del -13,4%; sostanze e prodotti chimici che fa registrare la contrazione peggiore rispetto a tutti gli altri settori, -31,0%. Cali nelle esportazioni, seppure ad una cifra, vengono registrati anche nel comparto mezzi di trasporto (-3,3%); gomma, materie plastiche, minerali non metal. (-1,7%); coke e prodotti petroliferi raffinati (-0,7%); prodotti dell agricoltura, silvicoltura e pesca (-2,9%). In controtendenza sono i settori delle produzioni tipiche umbre le cui esportazioni mediamente aumentano del 23%. In particolare il settore alimentare le cui esportazioni sono aumentate nel primo semestre 2011 del 32,4%. Anche i comparti metalli di base e prodotti in metallo e macchinari ed apparecchi n.c.a., che rappresentano complessivamente il 50,5% del totale export realizzato dalla regione Umbria (910 milioni di euro complessivi per i due settori nel primo semestre 2011, grafico 3.6), fanno registrare un aumento rispettivamente del 22,1% e 17,6%. Variazione positiva anche nel comparto prodotti tessili e dell abbigliamento, +18,6%, terzo settore per volume di esportazioni (204 milioni di euro nel primo semestre 2011, grafico 3.6). Aree geografiche di destinazione La tabella 3.7 evidenzia nel primo semestre 2011 l andamento del commercio estero dell Umbria per area geografica. L area di destinazione principale delle produzioni locali è costituita dai paesi appartenenti all Unione Europea, con milioni di euro esportati rispetto ad un totale export dell Umbria di milioni di euro nel primo semestre Il trend è in aumento rispetto al 2008 passando dal 57% di esportazioni rispetto al totale umbro del 2009, al 59,2% realizzato nel 2010, fino a giungere al 61,5%, dato limitato al primo semestre Nell area PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

27 dei paesi extra Europa, dove è destinato il 38,5% delle esportazioni regionali (tabella 3.7), emerge lo scarso peso dei mercati del continente asiatico. In particolare si registra una contrazione del -43,3% della Cina, dove è destinato solo il 2,10% dell export umbro. Nel 2010 complessivamente le esportazioni fanno registrare un aumento rispetto al 2009 del 6,5% (tabella 3.5). Le importazioni dell Umbria nel primo semestre 2011 L export dell Umbria nelle produzioni tipiche locali: vini da uve L export dell Umbria nelle produzioni tipiche locali:oli e grassi Per quanto riguarda le importazioni, non si registrano flessioni rilevanti nel primo semestre 2011 se non nell acquisto di mezzi di trasporto ( -25,4%), e prodotti dell estrazione di minerali da cave e miniere (-30,3%). Rispetto alla contrazione subita dalle importazioni nel 2009, -29,5% (tabella 3.3), nel primo semestre 2011 si assiste un aumento del 19,4%. Andamento influenzato in particolare dalle importazioni di energia (240,3%), articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (148,4%), computer, apparecchi elettronici e ottici (210,8%). Fra i paesi di provenienza delle importazioni la Germania occupa negli ultimi tre anni il primo posto, con 286 milioni di euro, 19,34% del totale importato nel primo semestre 2011 (tabella 3.7). Nelle tabelle 3.8, 3.9, 3.10 si evidenzia l andamento delle esportazioni di alcune produzioni tipiche regionali. Ad esclusione del settore metalli di base e prodotti in metallo e macchinari ed apparecchi n.c.a., i prodotti del tessile abbigliamento e del settore agroalimentare costituiscono una risorsa importante per la Regione Umbria. Il comparto vini da uve con 14 milioni di euro esportati nel primo semestre 2011, rispetto agli 11 milioni di euro nello stesso periodo del 2010, registra una variazione percentuale positiva del 26,4% che si colloca al di sopra della media nazionale di 12 punti percentuali (tabella 3.8). Nel 2010 il volume totale dei vini da uve esportate in Umbria costituisce solo lo 0,6% del totale nazionale, collocandosi fra le ultime regioni italiane alle spalle di Liguria (0,2%), Molise (0,1%), Calabria (0,1%) e Sardegna (0,5%). Ordinando le regioni italiane per tasso di crescita è possibile notare che l export umbro relativo al comparto oli e grassi (tabella 3.9), con 119 milioni di euro esportati nel 201 0, si colloca al terzo posto con una quota dell 8,0%, dopo Toscana (27,0%) e Piemonte (18,5%). PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

28 L export dell Umbria nelle produzioni tipiche locali: indumenti da esterno Il primo semestre 2011 fa registrare un incremento nell export del 26,0% rispetto allo stesso periodo del Dato che conferma la tenuta delle esportazioni del settore agroalimentare in Umbria, rispetto al rallentamento generale nel primo semestre Per quanto riguarda il comparto indumenti da esterno, (tabella 3.10), l Umbria è la nona regione esportatrice in Italia (con un peso dell 1,7% sulle esportazioni italiane). Il primo semestre 2011 evidenzia una variazione positiva delle esportazioni umbre del 15,4%, rispetto allo stesso periodo del 2010, che si colloca di mezzo punto percentuale al di sopra della media nazionale (14,9%). PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

29 Tabella 3.6 Umbria: commercio estero per settore primo semestre 2011 (milioni di euro e variazioni percentuali sul periodo corrispondente) Settori ESPORTAZIONI Variazioni IMPORTAZIONI Variazioni I sem I sem I sem I sem Prodotti dell agricoltura, silvicoltura e 40 19,3-2, ,4 3,4 pesca Prod. dell estr. di minerali da cave e ,1-30,3 miniere Prodotti alimentari, bevande e tabacco 181 7,2 32, ,5 22,5 Prodotti tessili e dell abbigliamento ,5 18, ,0 16,6 Pelli, accessori e calzature 36-1,9 18,4 35 9,7 21,7 Legno e prodotti in legno; carta e stampa 38 18,1 12, ,9 12,7 Coke e prodotti petroliferi raffinati 1 42,7-0, ,2 72,8 Sostanze e prodotti chimici 62 4,3-31, ,6 46,3 Articoli farm., chimico-medicinali e 36 22,9 82, ,5 148,4 botanici Gomma, materie plast., minerali non 85 10,3-1, ,9 5,5 metal. Metalli di base e prodotti in metallo ,7 22, ,6-0,5 Computer, apparecchi elettronici e ottici 13 6,1-13, ,8 123,6 Apparecchi elettrici 69 0,9 5, ,7 0,7 Macchinari ed apparecchi n.c.a ,2 17, ,3 13,7 Mezzi di trasporto 62 53,3-3, ,6-25,4 Prodotti delle altre attività manifatturiere 38 11,3 13, ,5-21,9 Energia, trattamento dei rifiuti e risanamento 10 28,5-22, ,5 240,3 Prodotti delle altre attività 4 52,3-6,8 2 6,0 79,4 Fonte: Banca d Italia TOTALE ,5 15, ,1 19,4 PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

30 Tabella 3.7 Umbria: commercio estero per area geografica (milioni di euro e variazioni percentuali sul periodo corrispondente) Paesi e aree geografiche I sem ESPORTAZIONI Variazioni 2010 I sem I sem IMPORTAZIONI Variazioni 2010 I sem Paesi UE ,4 23, ,0 18,8 Area dell euro ,8 15, ,6 17,8 di cui: Francia ,9 10, ,0-0,1 Germania ,3 18, ,1 66,6 Spagna 77 9,9 16, ,4 21,3 Altri paesi UE ,6 51, ,7 24,4 di cui: Regno Unito 73 0,7 4, ,4 10,2 Paesi extra UE ,4 4, ,1 20,2 Paesi dell Europa centro orientale 50-0,9-7, ,4 47,4 America settentrionale 147 9,4 38, ,4 66,1 America centro-meridionale ,4 8, ,1-9,9 Asia 166 6,6-17, ,6 56,6 Di cui: Cina 38 6,5-43, ,8 82,8 Giappone 21 25,9 4,1 4 14,0 19,5 EDA(1) 34-8,6 19,4 9 1,9 9,1 Altri paesi extra UE 64 12,5 3, ,7-10,6 TOTALE ,5 15, ,1 19,4 (1) Economie dinamiche dell Asia: Corea del Sud, Hong Kong, Malaysia, Singapore, Taiwan, Thailandia. Fonte: Banca d Italia 2011 PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

31 Grafico 3.5 Umbria: commercio estero per settore, primo semestre 2011 (milioni di euro) Fonte: Nostra elaborazione su dati Banca d Italia PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

32 Grafico 3.6 Composizione percentuale del commercio estero umbro per settori, primo semestre ,22% Prodotti dell agricoltura, silvicoltura e pesca 0,10% Prod. dell estr. di minerali da cave e miniere 10,05% Prodotti alimentari, bevande e tabacco 11,33% Prodotti tessili e dell abbigliamento 1,20% Pelli, accessori e calzature 2,11% Legno e prodotti in legno; carta e stampa 0,10% Coke e prodotti petroliferi raffinati 3,44% Sostanze e prodotti chimici 1,20% Articoli farm., chimico-medicinali e botanici 4,80% Gomma, materie plast., minerali non metal. 33,43% Metalli di base e prodotti in metallo 0,80% Computer, apparecchi elettronici e ottici 3,83% Apparecchi elettrici 17,10% Macchinari ed apparecchi n.c.a. 3,44% Mezzi di trasporto 2,11% Prodotti delle altre attività manifatturiere 0,60% Energia, trattamento dei rifiuti e risanamento 0,22% Prodotti delle altre attività Fonte: Nostra elaborazione dati da Banca d Italia PRESENTAZIONE _ DICEMBRE

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