Concorso Premiamo i risultati

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1 Ministero per la pubblica amministrazione e l innovazione Concorso Premiamo i risultati DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE - 1 -

2 PREMESSA Il documento di partecipazione ha come oggetto la progettazione esecutiva del piano di miglioramento gestionale presentato sinteticamente in fase di candidatura. Esso va predisposto, dalle amministrazioni ammesse alla seconda fase del concorso, seguendo le indicazioni contenute nel presente formulario strutturato in domande aperte, domande con alternative di risposta e istruzioni per la compilazione. Il formulario deve essere compilato con cura in ogni sua parte e corredato della firma del responsabile della candidatura. Nel caso di dubbi interpretativi si suggerisce di rivolgersi all help desk del concorso per chiarimenti. Il documento risultante non dovrà superare nel suo complesso (compresa la copertina) le 20 pagine e non dovrà essere allegata alcuna documentazione aggiuntiva. La trasmissione del documento di partecipazione va effettuata esclusivamente: in formato PDF entro e non oltre le ore 24 del giorno 19 Novembre 2008 con inoltro all indirizzo di posta: La valutazione del documento, per l ammissione alla fase successiva, riguarderà nuovamente la coerenza con gli obiettivi del concorso e la presenza di tutti gli elementi richiesti necessari a valutare la fattibilità operativa degli interventi di miglioramento da realizzare

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4 PRIMA SEZIONE ANAGRAFICA Denominazione del Piano SUSSIDIARIETA ORIZZONTALE Responsabile: Cognome: SCARINGELLI Telefono: Nome: Andrea Ruolo: Funzionario Responsabile Area Servizi Sociali Referente: Cognome: CASTIGLIONI Telefono: Nome: Cinzia Ruolo: Assistente Sociale Durata dell intervento in mesi : 12 Periodo di realizzazione: da 01/01/2009 a 31/12/2009 Eventuali Risorse destinate, escluse le retribuzioni del personale coinvolto 1 : Ammontare complessivo: , di cui: - a carico dell Amministrazione/ufficio: , a carico di altre Fonti (indicare quali).. Non sono previste risorse 1 Vanno indicate solo le risorse finanziarie effettivamente disponibili e/o già stanziate in bilancio - 4 -

5 SECONDA SEZIONE SCENARIO DI RIFERIMENTO 1 ORIGINE DEL PIANO 1.1. L intervento è riconducibile alle strategie politiche e/o di gestione espresse in: (sono possibili più risposte) documenti di programmazione generale dell amministrazione (es. Peg, Direttiva annuale, altra documentazione, ecc.) piani di miglioramento/programmi settoriali è un iniziativa autonoma del proponente altro (specificare) 1.2. La decisione di intervenire sull ambito scelto deriva da: (sono possibili più risposte) autovalutazione sullo stato dell organizzazione effettuata con l utilizzo di metodologie appropriate (es: modelli Caf, Efqm, gruppi di qualità, ecc.) risultati di indagini di customer satisfaction analisi dei reclami raccolti in modo sistematico specifica indagine realizzata da personale interno specifica indagine realizzata da consulenti indicazioni di uno degli organi interni di valutazione e/o di audit richiesta del vertice (politico o amministrativo) altro (specificare) 1.3. Il piano è connesso con altre attività di miglioramento: sì, già realizzate sì, in corso sì, già programmate NO Se sì, specificare sinteticamente l oggetto degli interventi Rafforzamento del rapporto tra inquilini degli alloggi ERP e Comune, nel doppio binario diritti-doveri: introduzione figura del Custode Sociale intervento partecipativo degli inquilini nella programmazione delle manutenzioni straordinarie recupero morosità esistenti, anche con accordi e piani di rientro educazione ed informazione sul riciclo dei rifiuti sviluppo delle competenze e professionalità interne con formazione specifica e percorso per la creazione di uno sportello casa Motivo prevalente dell intervento: (una sola risposta) carenza di un servizio/processo esigenza di rispondere a nuove domande di altri uffici/servizi esigenza di rispondere a nuove domande di utenti o stakeholder esigenza di ridurre i costi esigenza di migliorare il clima organizzativo altro (specificare): AVVIO DI UN NUOVO WELFARE LOCALE E INCENTIVAZIONE DELLA CREAZIONE DI RAPPORTI DI SUSSIDIARIETA SOCIALE DI TIPO ORIZZONTALE TRA I CITTADINI - 5 -

6 1.5. Definizione del problema Illustrare il problema che l intervento intende affrontare. La descrizione deve in particolare evidenziare a quali bisogni l intervento vuole dare risposta sia dal punto di vista dei portatori di interesse implicati, che dell amministrazione/ufficio. Nell'ambito delle politiche sociali, sono sempre più i bisogni emergenti, che rendono il servizio impossibilitato a rispondere alle esigenze di tutti i richiedenti. In particolare le necessità della zona grigia del bisogno rappresentano le esigenze cui il servizio fatica sempre più a rispondere in modo adeguato e senza caricare la spesa sociale di costi non sostenibili. In particolare le esigenze di anziani, persone sole, famiglie numerose con minori in età scolare rappresentano una fonte di richieste importante al servizio, che spesso non ha le risorse per un supporto non professionalizzato, leggero. Le esigenze di compagnia, supporto nelle commissioni quotidiane, trasporto, aiuto scolastico, cura dei minori trovano spesso il servizio sociale nella condizione di non poter dare risposte immediate né durevoli nel tempo, causa la scarsità di risorse a fronte delle richieste. 2 ELABORAZIONE DEL PIANO 2.1. La progettazione ha coinvolto: (sono possibili più risposte) utenti (interni/esterni) del servizio/processo di lavoro su cui si interviene altri portatori di interesse responsabili del settore/dei settori su cui si interviene personale del settore/dei settori su cui si interviene personale che sarà impegnato a realizzare l intervento altro.. Specificare come è stato garantito tale coinvolgimento: Creazione di un gruppo di lavoro ad hoc interno all Ente i cui componenti fissi sono: l Assistente Sociale, il Coordinatore d'area, un Esperto in materia di gestione patrimonio Edilizia Residenziale Pubblica. Stretto e continuo confronto con la Commissione Servizi Sociali e con l'assessore referente. Analisi dei bisogni con focus group composto da operatori dei servizi che fanno riferimento all'area di Edilizia Residenziale Pubblica in cui il progetto si snoderà. interviste ai portatori di interesse locali. Condivisione dei risultati delle analisi effettuate e delle prospettive di lavoro tra i vari soggetti interessati. Ritorno assembleare pubblico della prima fase di coinvolgimento e confronto

7 2.2. In fase di progettazione ci si è avvalsi dei seguenti elementi di analisi del problema (indicatori di criticità): (sono possibili più risposte) dati di indagine sugli utenti o stakeholders (specificare quali): Analisi quali-quantitativa della domanda di alloggio popolare in rapporto alla domanda di aiuto sociale da parte di persone in stato di bisogno, in particolare di anziani soli. Confronto con altre realtà del territorio per identificare carenze nei servizi e risposte fornite da altri soggetti. Valutazione delle richieste di supporto (umano ed economico) provenienti da inquilini di case di edilizia residenziale pubblica. dati di funzionamento (specificare quali): Valutazione delle risorse economiche e di tempo destinate a soddisfare le richieste provenienti da inquilini delle case ERP. Analisi interna del grado di efficienza percepita dagli operatori nella risposta alle necessità provenienti. Valutazioni espresse dopo due anni di attività del servizio di Custode Sociale operante negli alloggi ERP esistenti. TERZA SEZIONE 1 GLI OBIETTIVI CARATTERISTICHE DELL INTERVENTO 1.1 Con l intervento si punta ad un miglioramento principalmente nell area: (scegliere l area di interesse prevalente e indicare minimo una risposta nell area scelta) del contesto: integrare le amministrazioni valorizzare la comunità rinnovare il rapporto centro/periferia del problema: cogliere le esigenze degli utenti interpretare la missione analizzare la situazione, definire obiettivi della soluzione: coinvolgere il personale utilizzare tecnologie e metodi gestire le risorse economiche del risultato: controllare i risultati valutare gli effetti consolidare e diffondere le buone pratiche - 7 -

8 1.2 L intervento si basa prioritariamente su: (una sola risposta) innovazione nelle modalità di applicazione di norme di legge ottimizzazione nell uso delle risorse umane e/o materiali per ottenere maggiore efficienza (es. risparmi) gestione innovativa di funzioni per valorizzare le risorse umane, per responsabilizzare i ruoli direttivi, per sviluppare una cultura organizzativa orientata ai risultati, ecc. modifica dei processi organizzativi per migliorare la gestione modifica dei ruoli per migliorare il benessere del personale modifica delle modalità di erogazione dei servizi e della relazione con i clienti altro (specificare): Avvio di forme innovative di intervento sociale facendo leva sulla capacità delle persone di realizzare forme di sussidiarietà sociale di tipo orizzontale; incentivare la nascita di una cultura dell attenzione sociale nella cittadinanza. 1.3 Descrivere gli obiettivi Obiettivi generali (finalità cui mira globalmente il piano) Creazione di una cultura della sussidiarietà orizzontale e della presa in carico dei bisogni emergenti dal territorio. Integrazione tra intervento professionale del servizio sociale e supporto non specializzato da parte del cittadino tutelante. Sperimentazione di modelli alternativi di gestione della risposta al bisogno sociale, in una ottica di co-responsabilizzazione e lavoro di rete. Avvio di una nuova forma di welfare sociale anche sulla compartecipazione attiva dei cittadini. Riduzione dei costi di erogazione dei servizi e liberazione di risorse per potenziamento della risposta sociale del Comune. Definizione della buona pratica e modellizzazione dell esperienza ai fini della replicabilità del modello sperimentato in altre realtà. Obiettivi specifici (obiettivi operativi in cui è possibile scomporre l obiettivo generale, anche in relazione alle diverse fasi di realizzazione previste, compresa la descrizione delle realizzazioni previste) Assegnazione degli alloggi di E.R.P. con apertura del progetto Ti Tutelo Io e costituzione delle coppie tutelati-tutelanti (pattisti). Percorso di formazione continua e tutoraggio dei pattisti, con un monitoraggio continuo dei risultati attesi rispetto agli ottenuti. Supporto alle situazioni di bisogno presenti ed emergenti, con una ottimizzazione delle risorse presenti nel servizio sociale (assistenti sociali, amministrativi, pedagogiste) e con una implementazione del lavoro di rete (pattisti, volontari operanti nei servizi, operatori del servizio sociale, Caritas, ) Ridefinizione dei bisogni sociali nel quartiere alla luce degli interventi dei pattisti, con liberazione di risorse e scelta strategica di ampliamento dei servizi o offerta di risorse in altri settori

9 1.4 Descrivere i risultati attesi Descrivere i cambiamenti/impatti attesi sui destinatari intermedi e finali dell intervento come conseguenza del raggiungimento degli obiettivi del piano di miglioramento Il principale cambiamento atteso è di tipo culturale ossia l affermazione di una nuova idea di welfare sociale basato anche sulla compartecipazione attiva dei cittadini che possono essere - nello stesso tempo - sia destinatari degli interventi sociali promossi dal Comune sia artefici degli interventi programmati a favore di altre persone in condizioni di fragilità o esposti a rischio di emarginazione sociale, in prevalenza anziani o altre fasce deboli della popolazione. Il Comune attivando questa nuova risorsa da sempre presente ma mai utilizzata (i privati cittadini) può puntare almeno al raggiungimento dei seguenti risultati: - stimolare e promuovere nuove forme di sussidiarietà sociale responsabilizzando prioritariamente i cittadini i ad assumere un ruolo attivo nel cambiamento; - aumentare la potenzialità di intervento ed essere presente, portando i servizi sociali, laddove normalmente non si riesce ad arrivare (cosiddetta zona grigia); - promuovere una rete tra gli operatori sociali che, a diverso titolo, partecipano alla gestione del welfare locale - concentrare il lavoro degli operatori sociali comunali su interventi specifici e richiedenti un supporto professionale alto, grazie alla liberazione di risorse rispetto agli interventi più leggeri dal punto di vista operativo; - ridurre i costi generali di erogazione dei servizi; 1.5 Descrivere il prodotto finale dell intervento Descrivere cosa si intende realizzare per raggiungere i risultati attesi. Creazione di rapporti stabili e solidi tra cittadino pattista e cittadino tutelato, nell'ottica di un processo di andata e ritorno che permette la crescita umana dell'uno e la risposta ai bisogni dell'altro. Nel momento in cui tale legame viene creato, mantenendo un controllo ed un supporto (figura di tutor) dell'operatore sociale comunale, questa relazione di aiuto potrà continuare in automatico, creando le basi per una sperimentazione più solida e per la creazione di un modello ripetibile. Questo processo si ottiene grazie alla creazione di una cultura della sussidiarietà e del supporto delle reti. Il prodotto finale dell intervento, pur nella sua limitatezza ad un quartiere del Comune, vuole pertanto essere la costruzione di un nuovo modello di welfare a livello locale, che possa fungere da apripista per una nuova serie di interventi nel sociale. E la rete dei servizi e delle persone che prende in carico il problema, in un rapporto fluido e dinamicamente partecipato (tra cittadini e cittadini, tra volontari, associazioni e persone in stato di bisogno, tra operatori dei servizi e cittadini, ). L intervento progettuale prevede una riduzione dei servizi centrali da erogare in forma diretta da parte del Comune e una conseguente riduzione dei costi e ciò grazie all intervento dei Pattisti (le persone che sottoscrivono il Patto di sussidiarietà Sociale) che, occupandosi di attivare semplici forme di aiuto a favore di persone segnalate dai servizi sociali comunali, permettono al Comune di liberare risorse da dedicare al altre persone in attesa di interventi. Il modello di sussidiarietà sociale qui proposto, una volta avviato e consolidato, garantisce una riduzione stabile dei costi a carico dell Ente per un periodo di anni 10 (dieci) in quanto è basato sull intervento attivo dei cittadini sottoscrittori del Patto Sociale TI TUTELO IO, sulla base di un vero e proprio contratto che impegna i cittadini stessi ad un intervento di aiuto di 6 ore alla settimana e per una durata di anni 10. Tale nuova progettualità una volta avviata, permetterà al Comune di garantire forme di assistenza laddove normalmente è difficile arrivare (cosiddetta zona grigia ) aiutando in - 9 -

10 particolare anziani: si tenga presente che l indice di vecchiaia di Samarate del 2007 è pari a 152,1 e quindi più elevato a quello medio regionale che è di 143,1 e che la popolazione ultrasessantacinquenne presente è pari ad oggi a abitanti (1.370 Uomini e Donne). L obiettivo che quindi si intende conseguire è la costruzione di una forte relazione tra residenzialità e servizi sociali. Nello specifico il perno dell intervento è costituito dal nucleo familiare, che è sia oggetto dell intervento, sia protagonista di forme assistenziali di sussidiarietà orizzontale. Il Comune di Samarate ha appena indetto un bando di concorso per l assegnazione di 39 alloggi popolari. In tale ambito ha incluso una speciale categoria di concorrenti definita Sottoscrittori del Patto Sociale TI TUTELO IO. Tale nuova categoria è stata vagliata e costruita insieme con la Regione Lombardia (settore Direzione Casa) e approvata con Delibera di Giunta Regionale n. VIII/ del 28/5/2008. I relativi concorrenti, denominati anche PATTISTI, devono essere in possesso dei requisiti generali per accedere all assegnazione di un alloggio popolare. Con la sottoscrizione del Patto Sociale proposto dal Comune si impegnano a mettere a disposizione parte del loro tempo per realizzare un attività di utilità sociale, assai gratificante sul piano dell esperienza umana. Il Patto Sociale permette di rispondere ai bisogni dei cittadini con più fragilità e meno autosufficienti (TUTELATI), prevalentemente anziani soli. Può sottoscrive il Patto Sociale una persona, una coppia o una famiglia, disposta a tutelare un anziano, un diversamente abile o altra persona in stato di bisogno segnalata dai servizi sociali comunali. L aiuto solidale da garantire è previsto in diverse esigenze: spesa, lavori in casa, accompagnamento, tempo trascorso insieme. Per tale impegno non è richiesta alcuna specifica professionalità o esperienza nel campo sociale. Le famiglie o le persone singole che intendono assumere questo compito di aiuto sociale, possono accedere al bando e avere una priorità nell assegnazione degli alloggi. Il Comune ha riservato per questa categoria una quota di 6 alloggi. Il Comune farà da garante nei rapporti di solidarietà e sarà un punto di riferimento stabile per chi intende sottoscrivere il patto di sussidiarietà sociale e per i beneficiari degli aiuti solidali. L Amministrazione ha anche previsto un apposito percorso del progetto che include: la verifica della motivazione dei Pattisti; la stesura di un progetto personalizzato di aiuto per il Tutelato; un percorso di formazione per i Pattisti; la predefinizione di un mansionario della tipologia di interventi solidali da affidare al Pattista; la nomina di un Tutor comunale quale figura di garanzia nel rapporto tra Pattista e Tutelato e quale punto di riferimento stabile per entrambi. In tale contesto il Comune tenderà progressivamente ad assumere un ruolo di coordinamento, di garanzia e di rafforzamento/ampliamento del settore. Una volta realizzato l obiettivo, il patrimonio di esperienza resterà al Comune che potrà valorizzarlo cercando di definire una modellizzazione dell esperienza svolta. Si prevede quindi uno sforzo iniziale con impiego di energie e risorse e via via una graduale gestione del processo in piena autonomia con minore impiego di risorse a carico dell Ente

11 2 LE ATTIVITA PREVISTE 2.1. Descrivere le attività, articolate in fasi, con indicazione degli output attesi e dei relativi indicatori di realizzazione per ciascuna attività Fasi Attività Output attesi Indicatori di realizzazione Fase 1 Fase 2 Costituzione gruppo di lavoro Patto di Sussidiarietà sociale Assegnazione 39 alloggi popolari Analisi della situazione e proposte operative e di verifica dei risultati in costruzione Consegna degli alloggi nei tempi e modi previsti. Numero di incontri all interno del gruppo progetto Rispetto dei tempi di consegna e effettuazione incontri singoli con ogni pattista assegnatario, da parte del gruppo di lavoro. Fase 3 Definizione abbinamenti Tutelanti/Tutelati Verifica corretta esigenze dei tutelati e delle potenzialità offerte dai tutelanti; definizione del livello minimo atteso perché il sottoscrittore del patto possa essere ritenuto idoneo all impegno. Tenuta del rapporto derivante da un corretto abbinamento. Fase 4 Percorso di formazione per Pattisti Piena coscientizzazione del ruolo e formazione alla empatia con il tutelato. Verifica con incontri post formazione dei tutelanti. Fase 5 Nomina TUTOR comunale dei progetti Definizione di un operatore sociale che affianchi il patto tutelante-tutelato. Presenza di un tutor per ogni abbinamento. Fase 6 Avvio progetti di aiuto solidale Attivazione progetto concreto di sussidiarietà orizzontale. Verifica grado di soddisfazione del tutelato con incontri periodici da parte del tutor del Patto sociale

12 Fase 7 Svincolo somme e finanziamento nuovi casi sociali Risparmi nelle somme destinate a progetti sociali a favore dei casi tutelati e ridestinazione delle stesse su altri progetti. Quantificazione risparmio in personale e in attività sociali a favore dei tutelati. Fase 8 Monitoraggio andamento progettuale e report Report costante mensile da parte dei tutor con rendicontazione dei punti di forza e di debolezza del singolo abbinamento e del progetto complessivo. Valutazione diverso utilizzo delle ore di personale interno all ente destinato ad altri progetti. a) grado di soddisfazione del tutelato attraverso incontri e questionari di gradimento b) valutazione numero di segnalazioni ai servizi sociali giunte dall area oggetto dell intervento c) incontri trimestrali con operatori sociali a diverso livello presenti nel territorio per una valutazione in rete e per un giudizio sugli spazi aperti dal percorso d) quantificazione settimanale delle ore risparmiate in interventi sociali diretti da parte del Servizio (Assistente Sociale, personale amministrativo, etc)

13 Fasi Attività Output attesi Indicatori di realizzazione

14 2.2 Definire il livello di miglioramento atteso per ciascun risultato previsto Risultati attesi Indicatore (descrizione e unità di Target (vedi domanda 1.4) misura) Adesione dei cittadini alla Numero di abbinamenti tra Sottoscrizione del proposta comunale di tutelati e tutelanti attivati e ore di 100% dei patti sociali sottoscrizione del Patto di supporto/settimana disponibili (6 patti Sussidiarietà Sociale complessivamente rese sociali disponibili nel disponibili. 2009) Ampliamento delle potenzialità di intervento sociale a favore dei cittadini (raggiungimento della cosiddetta Zona grigia ) Numero di casi presi in carico dai servizi sociali sia con lo strumento dei pattisti, sia oltre i casi seguiti con questa modalità. Numero 6 nuclei familiari da ammettere in più nell ambito del servizio di assistenza alle persone Risparmio dei costi generali di Permanenza dei medesimi costi Nuovi 6 casi di erogazione del servizio di del servizio sociale di assistenza sociale, a assistenza a favore di persone assistenza, a fronte costi zero per anziane e/o sole in stato di dell aumento del numero di Comune fragilità/bisogno assistiti Lavoro di rete pubblico/privato n. incontri tra operatori della rete n. 2 incontri nel LE RISORSE UMANE COINVOLTE 3.1. Indicare se è prevista la costituzione di un gruppo di lavoro per la elaborazione e realizzazione del piano Si No 3.2 Se si, indicare: N. componenti del gruppo di lavoro: 5 componenti di cui 3 componenti fissi Caratteristiche del gruppo di lavoro Ruolo Compiti Gg/impegno Dirigenti Organizzazione generale e 14 Responsabilità dei risultati Funzionari Coordinamento degli obiettivi e del piano di lavoro 35 Altro personale Realizzazione obiettivi progettuali Indicare l eventuale apporto di altri soggetti (personale di altri uffici dell amministrazione (specificare numero, ruolo e funzioni)

15 Coinvolgimento nel progetto di: - numero 2 impiegate al servizio logistica, che gestiscono le modalità di accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica (E.R.P.), il pagamento delle quote affittuarie, le informazioni relative ai servizi della zona - numero 1 geometra dell Ufficio Tecnico, che viene coinvolto come riferimento per i tutelanti nel momento in cui le richieste di supporto al tutelato riguardassero la gestione delle piccole manutenzioni dell alloggio (a mero titolo di esempio la persona anziana che si trova a dover compiere manutenzione al riscaldamento, etc)

16 4 LE PARTNERSHIP E LE COLLABORAZIONI 4.1. Indicare tipologia e modalità di collaborazione di eventuali partnership (altre amministrazioni, altri soggetti) Partnership con la Cooperativa Le Querce di Mamre, affiliata a Caritas Ambrosiana, che gestisce il servizio di Custodia Sociale all interno di tutti gli alloggi ERP, con un ruolo di mediatore dei conflitti, costruttore di una cultura del buon vicinato, cassa di risonanza delle informazioni tra Amministrazione ed inquilini in entrambi i sensi. 4.2 Indicare se sono previste consulenze e quali sono le attività che saranno garantite dalla consulenza: E prevista la collaborazione con un esperto in materie sociali con il compito di coordinamento del progetto e di coordinare il gruppo di lavoro, inoltre l intervento di un equipe psico-sociale per la verifica di idoneità dei sottoscrittori dei patti sociali ( pattisti ). 5 DIREZIONE E VALUTAZIONE 5.1. Indicare le modalità previste per il presidio dell intervento e il raccordo con i vertici dell ufficio/amministrazione 1) Incontro mensile da parte del Coordinatore d Area con i Tutor del progetto, preceduto da breve report scritto sull andamento dello stesso; incontro mensile con il gruppo di lavoro costituitosi all interno dell Ente. 2) Incontri mensili all interno del gruppo di lavoro, con valutazione dell andamento del percorso e dei correttivi che si potranno rendere necessari onde permettere la migliore aderenza possibile del progetto con la realtà quotidiana 5.2. Descrivere le modalità di coordinamento delle attività Tutte le attività sono decise e realizzate da un gruppo di lavoro interno al Comune. Il gruppo sarà guidato e coordinato da un esperto in materie sociali. La prima attività del gruppo sarà la stesura del piano di lavoro progettuale con divisione dei compiti, tempi e obiettivi. Indi il gruppo di lavoro monitorerà il lavoro di ciascun tutor nella fase di abbinamento e di supporto ai singoli progetti. Il Coordinatore d Area sarà a disposizione per dirimere i punti cruciali del coordinamento o per fornire correzioni di direzione del progetto stesso

17 5.3 Descrivere le modalità previste per seguire l andamento delle attività nel corso della realizzazione e verificare gli eventuali scostamenti rispetto ai risultati attesi. La suddivisione dei compiti e del controllo avviene coinvolgendo i diversi soggetti in momenti differenti: - il tutor definisce inizialmente un progetto su ogni singola situazione di bisogno; monitora da vicino l abbinamento tutelato-tutelante, riconosce il grado di soddisfazione/insoddisfazione rispetto al bisogno espresso in partenza; - il gruppo di lavoro ascolta le relazioni dei tutor, definisce i punti di forza e di debolezza dei percorsi e monitora globalmente l andamento del progetto; - il Coordinatore d Area raccoglie le informazioni e le rielabora insieme all Assessore referente; - Il coordinamento allargato sarà effettuato con incontri periodici con la rete dei servizi (associazionismo, volontari, parrocchie, ), che potranno allargare lo sguardo e permettere una lettura più articolata del progetto. 5.4 Descrivere le modalità di comunicazione (interna ed, eventualmente, esterna) previste per far conoscere l intervento e i suoi esiti a) report mensili scritti da parte dei tutor b) incontri mensili interni al gruppo di lavoro c) incontri periodici di rete allargati per permettere la diffusione dello stato di avanzamento del progetto e per raccogliere suggerimenti d) report periodici alla Commissione Servizi Sociali e) diffusione di una newsletter trimestrale che monitori il diverso impiego del tempo da parte degli operatori del servizio sociale dal moneto dell entrata in vigore del Patto di Sussidiarietà Sociale. 6 FATTORI CRITICI DI SUCCESSO 6.1 Descrivere i fattori critici di successo dell intervento e cioè i principali problemi che si ritiene si dovranno affrontare per ottenere i risultati attesi 1) Corretto abbinamento tutelato tutelante, per riuscire a supportare il bisogno riconosciuto del tutelato con le predisposizioni caratteriali e d umane più idonee da parte del tutelante 2) Monitoraggio continuo e ininterrotto da parte del tutor, che deve essere di necessità un punto di riferimento concreto, rintracciabile e capace di dirimere le eventuali controversie

18 3) Attento ascolto della rete dei servizi e del volontariato esistente, per favorire un intervento calato nel contesto e non scisso da esso o imposto dal livello istituzionale più alto. 7 ARTICOLAZIONE TEMPORALE DEL PIANO 7.1 Inserire il Gantt relativo alla tempistica del piano

19 Premiamo i risultati 2008 COMUNE DI SAMARATE GANTT Attività anno Progetto SUSSIDIARIETA' ORIZZONTALE anno 2009 Il Comune di Samarate giunge a questo progetto dopo avere realizzato una pecifica esperienza nel campo delle politiche sociali e della gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il Comune intende creare una forte relazione tra servizi sociali e servizi residenziali pubblici, incentivando in tal modo la promozione di un nuovo welfare locale mediante l'attivazione di rapporti di sussidiarietà orizzontale tra cittadini. C R Attività Descrizione AZIONI per macro obiettivi RESPONSABILE gen. feb. mar. apr. mag. giu. lug. ago. set. ott. nov. dic. O 1 Formalizzazione Gruppo di lavoro del progetto SUSSIDIARIETA' ORIZZONTALE Responsabile Area Sociale N 2 Assegnazione 39 alloggi popolari Gruppo di Lavoro interno O 3 Definizione abbinamenti " Tutelanti e Tutelati" Equipe psicosociale P 4 Percorso di formazione per "Pattisti" Equipe psicosociale R 5 Nomina TUTOR comunale dei progetti Responsabile Area Sociale O 7 Avvio progetti di aiuto solidale Gruppo di Lavoro interno G 7 Svincolo somme e reinvestimento in nuovi casi sociali Responsabile Area Sociale R 8 Monitoraggio andamento progettuale e report semestrali Gruppo di Lavoro interno A Note Ev. Scostamenti/Correttivi L E G E N D A M M Attività preparatoria e organizzativa dell'azione progettuale A Milestones

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