N. 104 gennaio Cooperazione sociale e assistenti familiari. Esperienze a confronto : il 28 gennaio un workshop a Bologna

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1 N. 104 gennaio 2011 Cooperazione sociale e assistenti familiari. Esperienze a confronto : il 28 gennaio un workshop a Bologna Legacoopsociali Nazionale e dell Emilia-Romagna organizzano a Bologna il 28 gennaio 2011 il workshop Cooperazione sociale e assistenti familiari. Esperienze a confronto. L iniziativa si terrà dalle 10:00 alle 16:30 nella Sala B di Legacoop, in viale Aldo Moro 16. L obiettivo della giornata è promuovere un confronto e una riflessione per conoscere le esperienze che sono state realizzate nella ambito della cooperazione sociale in relazione al fenomeno badanti in Emilia Romagna e non solo. Si parlerà di sportelli, formazione, accoglienza, servizi e di cose concreteche si è cercato e si cerca di fare. Coordinerà i lavori Alberto Alberani, responsabile di Legacoopsociali dell Emilia-Romagna. La relazione introduttiva sarà svolta da Massimo Campedelli, della Scuola S.Anna di Pisa. Seguirà il racconto delle esperienze in Emilia Romagna: Casa Base (Bologna), Coop Arcobaleno 2 (Modena) Coop Anziani e non solo (Modena), Coop Libra (Ravenna). Alle 12:30 interverrà Teresa Marzocchi, assessore alle Politiche Sociali Regione Emilia-Romagna. Alle 14:30 si proseguirà con una analisi di esperienze fuori dall Emilia-Romagna: Coopselios (Lombardia), Coop Animazione Valdocco (Piemonte), Consorzio Welcoop (Friuli Venezia Giulia). Alle16:00 è previsto l intervento conclusivo di Paola Menetti, presidente Legacoopsociali. L housing sociale per le politiche di welfare: il ruolo delle cooperative sociali e di abitanti. L 8 febbraio un convegno a Bologna Legacoop Emilia-Romagna, Legacoopsociali e Legacoop Abitanti organizzano l 8 febbraio 2011 a Bologna il seminario L housing sociale nella riconfigurazione delle politiche di welfare. Il ruolo delle cooperative sociali e di abitanti. L iniziativa si terrà nella Sala B di Legacoop, in viale Aldo Moro 16, dalle 9:30 alle 13:00. Il seminario intende essere un occasione per evidenziare buone pratiche di incontro fra cooperative di abitanti e cooperative sociali. Dal racconto delle esperienze già realizzate è possibile evidenziare come la cooperazione attraverso l incontro con le Pubbliche Amministrazioni possa contribuire al sistema di welfare di questa regione. Parlare oggi di housing sociale significa perseguire migliori standard di vita garantendo la coesione da sempre presente in Emilia Romagna nella consapevolezza che la crisi economica e i cambiamenti demografici impongono nuove e diverse risposte. E quindi importante parlare di servizi legati all abitare, di non autosufficienza, di prima infanzia, di immigrazione e di inclusione sociale nella consapevolezza che all interno della parola welfare abitare e sociale si fondono costantemente insieme. Nuovi orizzonti e nuove prospettive si aprono quindi per le cooperative sociali e le cooperative di abitanti che insieme possono promuovere risposte innovative in collaborazione con le Pubbliche Amministrazioni. I lavori saranno aperti da Alberto Alberani, responsabile regionale di Legacoopsociali e la relazione introduttiva verrà svolta da Rino Scaglioni, responsabile regionale di Legacoop Abitanti. Sono poi previste le presentazioni di quattro esperienze particolarmente interessanti: il progetto Hygeia delle cooperative Dozza ed Epta; i progetti Il Giardino dei semplici e Il Mattoncino (Ravenna) di Casa coop tre e della cooperativa Zerocento; i progetti Il posto dei piccoli e Portierato sociale (Ferrara), delle cooperative Borgo Punta, Castello e Camelot; il progetto Centri per l infanzia cooperativi (Reggio Emilia) delle cooperative Andria e Argento Vivo. Sono previsti gli interventi di Marco Venturelli, direttore Confcooperative Emilia-Romagna, Enrico Campedelli, sindaco di Carpi, Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara, Laura Rossi, sindaco di Bagnacavallo, Daniele Manca, sindaco di Imola e presidente Anci Emilia Romagna, Teresa Mazzocchi, assessore Servizi sociali Regione Emilia-Romagna, e Giancarlo Muzzarelli, assessore Attività produttive Regione Emilia- Romagna. Le conclusioni saranno affidate a Paolo Cattabiani, presidente di Legacoop Emilia Romagna. IN&FOR 1

2 Il Congresso di Legacoop Reggio Emilia si terrà il 23 febbraio 2011 E stata convocata per il 23 febbraio 2011 l Assemblea congressuale di Legacoop Reggio Emilia, che precede il Congresso regionale e il Congresso Nazionale, previsto a Roma dal 6 all 8 aprile. L importante appuntamento della cooperazione reggiana, che vedrà coinvolti 360 delegati in rappresentanza delle 215 cooperative e imprese associate a Legacoop, si terrà nella Sala convegni del Classic Hotel a Reggio Emilia, a partire dalle 9:00. Premio Quadrofedele: un riconoscimento al Bilancio sociale di Coopselios Anche quest anno Airces (l Associazione italiana revisori contabili dell'economia sociale) ha assegnato il premio Quadrofedele, indetto in collaborazione con Coopfond e il patrocinio di Legacoop e rivolto alle cooperative aderenti a Legacoop che hanno presentato il miglior bilancio d esercizio e i miglior bilancio sociale L obiettivo dei due premi, giunti rispettivamente alla dodicesima e all undicesima edizione, è quello di promuovere la crescita di consapevolezza dell importanza del ruolo svolto dal bilancio, dalla comunicazione economico finanziaria e dal bilancio di responsabilità sociale. A queste due categorie si aggiunge The Best, terza edizione del premio riservato alla cooperativa che ha presentato il miglior bilancio sia d esercizio che sociale, caratterizzati da un efficace comunicazione e trasparenza. Ad aggiudicarsi il premio relativo al bilancio d esercizio è stata la cooperativa Cpl di Concordia sul Secchia (Mo), mentre menzioni speciali sono andate a Cesi di Imola, Auprema di Cinisello Balsamo (MI), 3 Elle di Imola, Coop Edificatrice Ansaloni di Bologna, Unipeg di Reggio Emilia. Per la categoria bilancio sociale il vincitore è Coop Adriatica di Villanova di Castenaso (BO). Menzioni speciali sono andate a Cadiai, Camst e Ccc di Bologna, Coopselios di Reggio Emilia. Rossano Rimelli eletto presidente della Cecop, l organizzazione europea delle cooperativa di produzione lavoro e sociali Rossano Rimelli, direttore di Ancpl-Legacoop, è il nuovo presidente di Cecop, la Confederazione europea delle Cooperative di Produzione e Lavoro e Sociali, e delle Imprese Sociali e Partecipative. Rimelli è stato eletto a Bruxelles dall Assemblea dell organizzazione. Cecop è l organizzazione settoriale europea dell Alleanza Cooperativa Internazionale (ACI). Alla Cecop aderiscono le organizzazioni nazionali di settore di 16 paesi europei che associano circa imprese, con 1,4 milioni di lavoratori e una cifra d affari consolidata di 50 miliardi di euro. Il nuovo sito web del Bettolino Dal nuovo anno la cooperativa Sociale Il Bettolino di Reggiolo ha rinnovato interamente il suo sito. All'indirizzo si possono trovare tutte le informazioni che riguardano la cooperativa ed inoltre, la sezione News ed eventi riporta tutte le iniziative che la cooperativa periodicamente organizza. La cooperativa sociale Zora tra i protagonisti della manifestazione Reggio Emilia città delle persone tutte Presso l Aula Magna Pietro Manodori dell Università di Modena e Reggio Emilia, si è svolta il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità, la seconda edizione della manifestazione Reggio Emilia città delle persone tutte, promossa dal Centro Servizi per l Integrazione, l Asp SS. Pietro e Matteo, il Comitato Italiano Paralimpico, Let s Dance, le cooperative sociali Il Piccolo Principe, Zora e l Eco, l associazione Dar Voce, il Coordinamento associazioni disabili e famiglie, la Federazione Associazioni Nazionali Disabili. L evento si è svolto attraverso un programma ricco e articolato. Dopo il saluto delle autorità, è stato presentato il concorso che ha coinvolto alcune classi degli Istituti superiori della città e della provincia. Il tema sul quale gli studenti si sono confrontati richiedeva una loro riflessione critica sule tematiche della disabilità e dell inclusione a scuola. Il concorso è stato anche un momento per ricordare l insegnante di sostegno Maria Paola Ferrari, dell Istituto Iodi, prematuramente scomparsa. Il concorso ha decretato ben sei vincitori (invece dei tre previsti) a testimonianza di quanto i lavori sono stati interessanti e originali. (Segue in 3.a) IN&FOR 2

3 (Segue dalla 2.a) Al primo posto: pari merito lo Iodi con il treno dei desideri e il Russel con la tv delle persone tutte. Al secondo posto: a pari merito il Gobetti con La città delle persone tutte, tecnica mista su carta e il Chierici con Tutti all opera. Al terzo posto a pari merito il Simonini con L integrazione fa la forza e l Enaip con Integrabili. Dopo le premiazioni hanno avuto spazio il racconto di alcune esperienze sul tema della disabilità: e tra questi racconti c era la cooperativa Zora, con i ragazzi del Collettivo CavaZora. Simone Ferrarini ha raccontato l esperienza del laboratorio Diversicittà: la città dove tutto è possibile, l atelier di pittura, scultura, disegno e fotografia, che ha visto questi ormai artisti a tutti gli effetti che da gennaio a giugno hanno girato per la città, l hanno osservata, l hanno studiata, l hanno disegnata, con i colori, con la creta, con il cartone, con uno scatto e l hanno raccontata. Ecco come i ragazzi hanno raccontato la loro disabilità. Il disabile è una persona in carrozzina che si affida agli operatori. Io sono disabile perché ho bisogno delle persone che mi aiutano e mi stanno vicino e mi capiscono. Io ho delle difficoltà sia fisiche che a capire alcuni concetti (Patrik). Il disabile è una persona in carrozzina ma che ha la testa che funziona e fa con quello che può. Noi disabili siamo uguali agli altri e tutti ci devono accettare, come noi accettiamo loro. Bisogna essere contenti di essere grandi nel nostro piccolo. Io ho bisogno di aiuto perché non ho la mamma e il papà che mi possono aiutare (Paola). Quando ero piccola, andavo alla Bora e mangiavo e dormivo là. C erano anche altri bambini come me. Non ero a casa con la mamma (Deanna). Dalle suore a Sassuolo aiutavo Fabio che era in carrozzina e non ci vedeva. Mi faceva schifo/impressione. Io sono qua perché non posso vivere da sola, perché faccio fatica a fare le lavatrici e a cucinare. La parte di me che fa fatica è la testa (Maria). Uno è disabile quando non sta bene e ha le crisi, piange, scappa. E una cosa brutta. Uno è disabile in quel momento lì (Gina). Se uno picchia è disabile. (Guido). Le persone disabili vanno aiutate come la Giuliana. Anche Cristian è disabile perché ha dei problemi di testa e va aiutato. Un disabile è uno che ha problemi di testa e anche fisici. Uno è disabile quando è in carrozzina oppure non parla. Può anche essere un problema mentale (Marco). La Paola è disabile perché non cammina, ma anche la Deanna perché la testa a volte le funziona e a volte no (Riki). Sabba è disabile perché è cieco. La disabilità è una cosa fisica, ma anche di testa se uno non capisce cosa gli dici (Manu). Lunezia / 1: il concerto riciclato Nell ambito della cooperativa sociale Lunezia, che da tempo opera nel campo dell educazione ambientale e non solo lungo le rive del Po, è nata una singolare esperienza. Si è infatti costituito un gruppo musicale che ha le radici all interno stesso delle attività e delle esperienze maturate in tanti anni di laboratori, animazioni e iniziative per bambini e ragazzi di tutte le età. E la fusione di queste professionalità con la grande passione di molti operatori della cooperativa (e di alcuni amici) per la musica che ha dato vita a questo gruppo. Un gruppo di ragazzi e una cooperativa, che a forza di fare educazione ambientale ai bambini, di costruire progetti per le scuole e le pubbliche amministrazioni, di scrivere formazioni sulla musica e sull ambiente ha pensato che era ora di fondere gli interessi e creare qualcosa di nuovo, di visibile e tangibile. Qualcosa che colpisce l immaginario e la coscienza senza passare dalla parola scritta. I Miatralvia (tradotto: non buttarlo) sono tutto questo e qualcosa in più: i loro strumenti non sono mai uguali, non fanno mai lo stesso suono e soprattutto non si sa mai chi suonerà cosa. Dipende da cosa si troverà quel giorno in discarica o nelle cantine dei genitori. E infatti gli strumenti (batteria, contrabbasso, tubofono, percussioni, e chitarra) sono ricavati da oggetti come pentole, secchi, lamine di ferro, scope, chiavi inglesi, battiscopa. L originalità degli strumenti si fonde con notevoli risultati con la bravura dei musicisti. I Miatralvia si sono già esibiti con successo in diverse occasioni. Si possono sentire anche nel sito di Lunezia (www.lunezia.org). Per informazioni sui concerti: cell Lunezia /2: a scuola di ambiente sul Po La cooperativa sociale Lunezia ha pronto un intenso programma di servizi e animazione sul fiume Po e nei territori circostanti. Con queste attività la cooperativa vuole sia rivolgersi con operatori preparati al mondo della scuola e delle associazioni del tempo libero e sportive, ma anche valorizzare un territorio splendido, ricco di storia, cultura e natura, tra la riva reggiana e quella mantovana. L attività della cooperativa si sviluppa tra Gualtieri, Boretto, Lido di Guastalla, Luzzara, Pomponesco, Mantova e Suzzara. Tra le numerose proposte per le scuole si segnalano Il Po di Ligabue, a Lido Po di Gualtieri, i Cavalieri del fiume, alla Garzaia di Pomponesco, i Boschi del drago, nei boschi di San Colombano, dedicata alla Luzzara di Zavattini, i Paladini della natura, a Lido Po di Guastalla. (segue in 4.a) IN&FOR 3

4 (Segue dalla 3.a) Altre proposte riguardano espressamente la storia, con Viaggio nel tempo alla Rocca di Reggiolo e Novellara, e Tra fiaba e leggenda sempre alla Rocca di Reggiolo. Una proposta singolare e curiosa è quella che si svolge negli orti dei nonni a Luzzara, orti ricchi di verdure, di stravaganze e di storie strane, nel paese di Zavattini e dei naives. Informazioni sulla attività di Lunezia si possono trovare sul sito oppure scrivendo a o a ( ). ''Giochi-Amo'': Coop Consumatori Nordest, Università e Comune uniti per la multiculturalità Ha preso il via il 18 dicembre il primo passo del progetto dedicato al gioco e promosso dai soci Coop di Reggio e Quattro Castella, dall'università di Modena e Reggio Emilia, dalla Facoltà di Scienze della Formazione Primaria e dal Comune di Reggio. Dalle 9.00 alle oltre cento studenti della Facoltà di Scienze della Formazione hanno realizzato un laboratorio per discutere del gioco come strumento di dialogo e multiculturalità tra etnie e generazioni differenti. Il laboratorio ha rappresentato la prima fase di una serie di appuntamenti che porteranno, in primavera, a un grande evento che radunerà nella piazza di Caffèreggio nonni, adulti e bambini per una giornata dedicata alla scoperta dei giochi (e delle persone) provenienti da tanti paesi. Questo progetto sorge come continuazione di " contatto", iniziativa del Comune di Reggio Emilia che ha lo scopo di coinvolgere attivamente i cittadini che vivono nei quartieri chiave della trasformazione urbana per favorirne il dialogo interculturale. S inserisce, inoltre, all'interno dell'attività soci al punto vendita promossa da Coop Consumatori Nordest che ha in via Sani uno storico supermercato, Reggio Est, recentemente rinnovato, intorno al quale gravita la comunità residente nei pressi della stazione ferroviaria. Grazie al contributo dell Università è stato perciò possibile aspirare all obiettivo della riqualificazione territoriale utilizzando il gioco come strumento di multiculturalità. Durante i laboratori, iniziati il 18 dicembre, numerosi studenti di Scienze della Formazione cominceranno a discutere ed elaborare i vari aspetti della manifestazione dedicata al gioco che si svolgerà in primavera: protagonisti saranno gli abitanti della città, famiglie e bambini, italiani e non, che in quell occasione scenderanno in piazza (area Caffèreggio) per giocare. Giochi nuovi o antichi, costruiti artigianalmente durante l'anno grazie alla collaborazione della ludoteca Gorillante Saltellante, del Get e di Spazio Raga, (strutture dove opera anche la cooperativa sociale Solidarietà 90) ma anche giochi della tradizione. Giochi reggiani una speciale attenzione sarà data ai giochi cooperativi ma in definitiva da tutto il mondo. L'obiettivo è di riunire, in una giornata, attorno ad un tavolo generazioni, etnie e talenti diversi per uno scopo unico e piacevole: giocare insieme. CONSORZIO QUARANTACINQUE / NOTIZIE DALL ITALIA Trenta anni per la Valdocco di Torino Lo scorso 17 dicembre a Torino ha avuto luogo l incontro dal titolo La Valdocco che verrà. L evento aveva lo scopo di far incontrare i trentenni della Cooperativa Animazione Valdocco, socia del Consorzio Quarantacinque, che nel 2010 ha compiuto 30 anni - con il presidente di Legacoop Nazionale Giuliano Poletti, dando luogo al dibattito La cooperativa: un idea di impresa come comunità. Ulteriore scopo dell incontro era favorire lo scambio di opinioni tra Poletti e i soci più giovani della cooperativa, consentendo a questi ultimi di trovare le risposte ai loro interrogativi e di poter avanzare proposte sul mondo della cooperazione. Dal dibattito, articolato in tre gruppi di domande-riflessioni poste dai partecipanti, sono emersi spunti per guardare al futuro oltre la crisi. In particolare la cooperativa è stata indicata da Poletti come l impresa capace di guardare al medio e lungo periodo e quindi come risorsa nel quale poter investire. Poletti ha inoltre segnalato come l intenzione di Legacoop, Confcooperative e Agci sia quella di dar vita ad una rappresentanza nazionale univoca che possa assumere un peso maggiore nel corso delle trattative con le associazioni sindacali ed i tavoli governativi, e tutelare meglio i valori della cooperazione. A tal proposito un ulteriore strumento per contrastare la diffusione di cooperative spurie potrebbe essere l impegno, da parte delle tre centrali cooperative, nel garantire una ricollocazione dei lavoratori che denunciano la loro condizione di lavoro, facendo emergere le realtà che operano in maniera scorretta in ambito cooperativo. Sempre secondo Poletti, un modo per superare i pregiudizi nei confronti delle cooperative che non pagano le tasse, dovrebbe essere quello di evidenziare come il trattamento fiscale agevolato sia correlato alla specificità della forma societaria cooperativa: le cooperative, ha sottolineato infatti Poletti, possiedono meno opportunità delle altre imprese nel rapporto con il mercato dei capitali (l impresa di tipo cooperativo non può essere quotata in borsa e non può essere venduta, e ciò comporta notevoli limitazioni sul mercato). Pertanto da qui derivano i trattamenti fiscali specifici che hanno il compito di riequilibrare il dislivello tra le diverse forme di organizzazione. (Segue in 5.a) IN&FOR 4

5 (Segue dalla 4.a) Uno strumento per superare la crisi e i mutamenti della società, infine, secondo Poletti, potrebbe essere la capacità delle cooperative, anche quelle sociali, di rivolgersi parzialmente al mercato (nel caso dei servizi destinati ai bisogni solvibili) offrendo i propri servizi qualificati non solo alle pubbliche amministrazioni ma anche direttamente ai cittadini che li richiedono. DOCUMENTI Alle Giornate dell Economia Cooperativa di Legacoop a Milano si è parlato di Big society, la terza via tra Stato e individuo Sussidiarietà, mutualismo, valori cardine dell agire cooperativo, al centro del confronto che si è tenuto il 14 gennaio nel corso di Geco, le Giornate dell economia cooperativa organizzate a Milano da Legacoop. Protagonisti dell incontro, moderato da Marco Sodano de La Stampa, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, dal Regno Unito il direttore della fondazione ResPublica Phillip Blond, consulente del premier Cameron, il direttore dell istituto di ricerca AAster Aldo Bonomi e Luca Bernareggi di Legacoop, intervenuti sul tema Beni comuni e politiche pubbliche: il ruolo della cooperazione, disegnando da diversi punti di vista un nuovo approccio, sempre di più visto come soluzione possibile per realizzare una società e un economia giusta, ridistribuire la ricchezza e soprattutto farlo dal basso. Per molti anni ha sottolineato Phillipp Blond si sono contrapposti due modelli, quello dello Stato e quello del mercato libero. Il risultato è stata la monopolizzazione dei capitali nelle mani di pochi, Stato o oligarchie di quelli già ricchi. La crisi ha spazzato via entrambi gli approcci. Ma come si costruisce allora un modello più giusto? Secondo Blond la strada è ridistribuire: L attività cooperativa, la sussidiarietà, il mutualismo, a lungo considerati marginali nel futuro dell economia e della società, rappresentano una terza via. Io sostengo l avvento di un era di redistribuzione. Attraverso la mutualizzazione. Se tutti i servizi pubblici diventano cooperative, si crea un ondata di efficienza di tipo cooperativo, un modello più redditizio che contiene incentivi per migliorare. In generale il mettersi insieme e fare convergere l associativismo per Blond è un modo per trasformare questi soggetti in destinatari di benefici economici, aprendo nuovi scenari di economia politica: Mi interessano molto in questo senso alcuni buoni esempi che sono stati realizzati in Lombardia. Quando le persone si coalizzano riescono ad ottenere diritti, beni collettivi. Il liberismo ha creato classi di povertà permanente. Solo cooperando si può avere una società caratterizzata da prosperità e sussidiarietà. L approccio è anche un cambiamento culturale, quello che il primo ministro inglese David Cameron ha definito Big society, come ha ricordato il presidente Formigoni: La sussidiarietà è saper cogliere la trama fittissima dei corpi sociali intermedi, i tanti soggetti presenti nella società: imprenditori, artigiani, imprese cooperative, giovani, famiglie, soggetti no profit, associazioni, movimenti, aggregazioni d interesse, che si rischia di trascurare. E valorizzare le nuove forme d iniziativa che questi soggetti riescono a far nascere. Obbligo fondamentale del governo resta sussidiare dove l iniziativa privata non riesce ad arrivare. Così si favorisce uno spostamento del potere dal pubblico verso le persone e le famiglie, valorizzando ciò che nella società esiste e funziona. Formigoni prende poi come esempio le esperienze positive realizzate in Lombardia: L impostazione e il successo della riforma sanitaria, punto di riferimento indiscusso nazionale e internazionale, nasce proprio dalla fiducia data ai soggetti privati profit e no profit, capaci di agire in favore del pubblico e contribuire ai livelli d eccellenza raggiunti. Nel contempo, il sistema pubblico non rinuncia al suo ruolo di controllo delle regole e della qualità. Tre i punti su cui ha insistito Aldo Bonomi: In primo luogo anche in Italia, come in altri Paesi su altri versanti, abbiamo dei campioni del capitalismo. Un capitalismo di territorio, su cui abbiamo tessuto le cooperative. Un pezzo del nostro capitalismo che parte dal basso. Il secondo è un aspetto negativo: Non tutta la società e la comunità è sempre buona: c è un comunitarismo rancoroso contro tutto ciò che è altro da sé. Infine, una possibile soluzione: C è una forte comunità di cura che ancora tiene, e di cui anche voi del mondo cooperativo fate parte. È una comunità fatta del meglio esistente nel welfare. Le cooperative hanno dunque un ruolo fondamentale nella big society, nel fare un alleanza operosa tra chi fa economia e chi produce coesione sociale. Voi cooperative dovete operare questa mediazione sul territorio, ha concluso Bonomi. Luca Bernareggi di Legacoop ha sottolineato infine il peso della coooperazione: È cresciuta molto facendosi impresa sul mercato. Ha sviluppato un profilo autonomo dalla politica. E poi parte della società italiana si è accorta che può essere utile per sviluppo paese. Il welfare ad esempio è un settore dove in assenza della cooperazione sociale interi settori sarebbero totalmente abbandonati a regole brutali del mercato: asili, assistenza, anziani. Bernareggi ha poi affrontato il tema della gestione dell acqua: Ai cittadini che hanno firmato per il referendum dico: organizzatevi in cooperative. È la forma migliore di gestione dei beni pubblici. Altrimenti arriveranno oligarchie transnazionali ad occuparsene, lasciando problemi irrisolti da nord a sud. IN&FOR 5

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